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	<title>debito Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 13 Apr 2021 08:00:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>debito Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Debito di 1 miliardo con la Cina&#8221;: Montenegro chiede aiuto all&#8217;Ue. Ma Bruxelles dice no</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/debito-di-1-miliardo-con-la-cina-montenegro-chiede-aiuto-allue-ma-bruxelles-dice-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762-1024x494.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia di Covid-19 ha rafforzato i legami tra la Cina e i Paesi dell&#8217;area balcanica. Dalle mascherine protettive ai macchinari per la respirazione, dai kit per effettuare tamponi al personale medico in carne e ossa: nella fase più dura dell&#8217;emergenza sanitaria, la scorsa primavera, Pechino ha inviato nella regione una serie di aiuti sanitari &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/debito-di-1-miliardo-con-la-cina-montenegro-chiede-aiuto-allue-ma-bruxelles-dice-no.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/debito-di-1-miliardo-con-la-cina-montenegro-chiede-aiuto-allue-ma-bruxelles-dice-no.html">&#8220;Debito di 1 miliardo con la Cina&#8221;: Montenegro chiede aiuto all&#8217;Ue. Ma Bruxelles dice no</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Strada-cinese-in-Montenegro-La-Presse-e1566556771762-1024x494.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La pandemia di Covid-19 ha rafforzato i legami tra la <strong>Cina</strong> e i Paesi dell&#8217;area balcanica. Dalle mascherine protettive ai macchinari per la respirazione, dai kit per effettuare tamponi al personale medico in carne e ossa: nella fase più dura dell&#8217;emergenza sanitaria, la scorsa primavera, Pechino ha inviato nella regione una serie di <strong>aiuti sanitari</strong> assai graditi dai presidenti locali. Molti dei quali &#8211; è  il caso di Aleksandar Vucic, premier serbo, ma anche del collega ungherese Viktor Orban &#8211; entrati in aperta polemica con l&#8217;<strong>Unione europea</strong> per il mancato supporto garantito da Bruxelles.</p>
<p>Archiviata la prima fase della pandemia, la Cina è tornata nuovamente protagonista grazie ai <strong>vaccini</strong>. Da dicembre in poi, l&#8217;intera area balcanica, a tutti gli effetti l&#8217;estrema periferia dell&#8217;Ue, si è ritrovata a fare i conti con una grave carenza di vaccini. Budapest, di per sé euroscettica ai massimi livelli, ha letteralmente mandato al diavolo Bruxelles accordandosi con Pechino e Mosca. Belgrado ha fatto esattamente gli stessi passi, e molti altri Paesi potrebbero presto aggiungersi alla lista. Facciamo un passo indietro. Ben prima del coronavirus, la Cina aveva inserito i Balcani tra le massime priorità della sua politica estera. Il motivo è semplice: la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html">Belt and Road Initiative</a>, maestoso <strong>progetto infrastrutturale</strong> partorito da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> per connettere, non solo commercialmente, Asia, Europa e Africa, è stata pensata per transitare anche proprio lungo la dorsale balcanica.</p>
<h2>L&#8217;importanza strategica dei Balcani</h2>
<p>A febbraio, in occasione del <strong>summit 17+1</strong>, piattaforma dedicata alla cooperazione tra la Cina e i Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale, Pechino<a href="https://it.insideover.com/politica/la-connessione-tra-la-cina-e-lue-passa-dai-paesi-balcanici.html"> ha spiegato di essere disposta</a> a portare le importazioni da queste nazioni a un valore di oltre <strong>140.53 miliardi di euro</strong> nel giro di cinque anni. Chiaro l&#8217;intento del gigante asiatico: creare nuove partnership, oliare i tentacoli della Bri, incrementare gli accordi esistenti. In altre parole, riempire &#8211; legittimamente &#8211; un vuoto strategico fondamentale così da poter meglio dialogare con il resto del Vecchio Continente.</p>
<p>Lo <strong>schema collaborativo</strong> proposto dalla Cina <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-conquista-leuropa-orientale-investimenti-per-scalzare-ue-e-russia.html">è tanto semplice quanto efficace</a>. In cambio di <em>know-how</em>, investimenti e della realizzazione di infrastrutture – tutti aspetti dei quali i Paesi balcanici hanno estremo bisogno -, Pechino è ben disposta a prestare denaro sonante ai suoi partner. I quali, presto o tardi, saranno chiamati a onorare il <strong>debito</strong>, in forma diretta (soldi) o indiretta (concessioni). Il punto è che alcuni governi hanno probabilmente esagerato, ritrovandosi in posizioni alquanto scomode.</p>
<h2>Il caso del Montenegro</h2>
<p>Prendiamo il <strong>Montenegro</strong>. Secondo quanto riportato dal <a href="https://www.ft.com/content/3dd7a516-5352-4f48-bfac-236e43b2342d"><em>Financial Times</em></a>, Podgorica ha chiesto aiuto all&#8217;Ue per ripagare il debito da un <strong>miliardo di dollari</strong> per la costruzione di un&#8217;<strong>autostrada</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cina-investimenti-europa-est.html"> di circa 165 chilometri finanziata dalla Cina</a>. L&#8217;infrastruttura in questione, non ancora completata e, in base ad un accordo stipulato nel 2014, costruita dalla China Road and Bridge Corporation, dovrebbe collegare il porto montenegrino di Antivari, Bar, alla località di Boljare. Usiamo il condizionale, perché non sappiamo che fine farà questo progetto.</p>
<p>Soltanto per la realizzazione dell’85% del primo tratto di 41 chilometri avrebbe costretto il Montenegro a indebitarsi per 810 milioni di euro con la<strong> Exim Bank of China</strong>. &#8220;I costi totali del progetto sono stimati a oltre il 23% del Pil del 2014. Nel 2018 il debito salirà quasi all’80% del Pil&#8221;”, scriveva, nel 2018, l&#8217;agenzia di rating Moody’s, lanciando un pericoloso campanello d&#8217;allarme sulla sostenibilità della realizzazione dell&#8217;autostrada. Oggi, alle prese con una spada di Damocle pesantissima, il Paese balcanico ha alzato bandiera bianca chiedendo aiuto alle istituzioni europee. Il ministro delle Finanze montenegrino, Milojko Spajic, ha usato parole emblematiche: il Montenegro, al momento, sta facendo &#8220;grande affidamento&#8221; sulla Cina per ottemperare i propri obblighi economici, ma questo renderebbe la situazione &#8220;drammatica&#8221; da un punto di vista geopolitico. &#8220;Dobbiamo meglio connetterci con i nostri alleati europei. Dobbiamo riallineare la nostra economia con quella europea&#8221;, ha aggiunto il ministro.</p>
<p>Il portavoce della Commissione europea, Peter Stano, è stato altrettanto chiaro. L&#8217;Unione europea <strong>non pagherà</strong> i debiti contratti dal Montenegro con la Cina. &#8220;Ogni Paese è libero di stabilire i propri obiettivi di investimento. Quando si tratta di Montenegro e Cina, siamo preoccupati per gli effetti socio-economici e finanziari che alcuni investimenti cinesi possano avere&#8221; sul Paese perché ci sono rischi di &#8220;sbilanciamento macroeconomico e dipendenza dal debito&#8221;, ha chiarito Stano, sottolineando tuttavia che Bruxelles continuerà a stare al fianco di Podgorica, ma che non ripagherà i prestiti che essa ha &#8220;contratto con forze terze&#8221;. Ricordiamo che la Cina detiene un quarto del debito del Montenegro. Nonostante i ritardi nella costruzione dell&#8217;autostrada, e a meno di una ristrutturazione del debito cinese (come avvenuto nel caso di alcuni Paesi africani), il primo rimborso dovrebbe scattare a <strong>luglio</strong>. In caso di eventuale insolvenza, ha specificato <em>Agenzia Nova</em>, i termini del contratto darebbero a Pechino il diritto alla terra montenegrina come garanzia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/debito-di-1-miliardo-con-la-cina-montenegro-chiede-aiuto-allue-ma-bruxelles-dice-no.html">&#8220;Debito di 1 miliardo con la Cina&#8221;: Montenegro chiede aiuto all&#8217;Ue. Ma Bruxelles dice no</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La marea crescente del debito privato ci sommergerà?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-marea-crescente-del-debito-privato-ci-sommergera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 21:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Debito privato]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="794" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Banca banche italiane (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593-768x318.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593-1024x424.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>121 miliardi di euro di debito pubblico in più, 78 miliardi di extra-deficit, uno stock complessivo oltre quota 2,6 trilioni: i dati macroeconomici dell&#8217;Italia rilevati dalla Banca d&#8217;Italia per il disastroso e complesso 2020, se letti in forma a sé stante, a una prima lettura apparirebbero agghiaccianti. Abituati come siamo a una narrazione mediatica e politica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-marea-crescente-del-debito-privato-ci-sommergera.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-marea-crescente-del-debito-privato-ci-sommergera.html">La marea crescente del debito privato ci sommergerà?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="794" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Banca banche italiane (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593-768x318.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Banca-bacnhe-italiane-La-Presse-e1576585778593-1024x424.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>121 miliardi </strong>di euro di debito pubblico in più, 78 miliardi di extra-deficit, uno stock complessivo oltre quota 2,6 trilioni: i dati macroeconomici dell&#8217;Italia rilevati dalla Banca d&#8217;Italia per il disastroso e complesso 2020, se letti in forma a sé stante, a una prima lettura apparirebbero agghiaccianti. Abituati come siamo a una narrazione mediatica e politica che vede nel debito pubblico non un generico problema ma il Problema per antonomasia della nostra economia, <a href="https://it.insideover.com/economia/i-tre-cambiamenti-delleconomia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le conseguenze economiche del Covid-19 e della crisi industriale</a> e commerciale ci potrebbero apparire ben evidenti da questa crescita.</p>
<p>Parafrasando Giulio Andreotti, però, potremmo dire che la situazione é in fin dei conti un po&#8217; più complessa. E anzi, addirittura a pensare che sul deficit pubblico italiano per l&#8217;anno 2020 i problemi siano stati ben altri: forse nei momenti critici <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-conte-e-gualtieri-possono-mettere-a-rischio-i-btp.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il Tesoro di <strong>Roberto Gualtieri </strong>non lo ha incentivato</a> a dovere con nuove emissioni di Btp estremamente richieste dai mercati, sicuramente il governo Conte II a più riprese non ha saputo come sfruttarlo adeguatamente per finanziare progetti per la ripresa del Paese da coniugare con i miliardi di Next Generation Eu. Ma il debito pubblico non rappresenta un problema in sé e per sé fino a che sussisteranno le dinamiche di politica monetaria a livello europeo che fanno da sponda ai Btp: il sostegno <strong>Bce, </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/e-ora-lo-spread-crolla-verso-quota-100-grazie-alla-bce.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il varo del Pepp</a> (Pandemic Emergence Purchase Plan), la strutturale tenuta dell&#8217;Italia, ora più che mai troppo grande per fallire.</p>
<p>Non a caso, a un investitore nell&#8217;anno passato sarebbe convenuto puntare sugli strumenti di debito italiano. “Le obbligazioni italiane<a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-12-23/italy-is-the-darling-of-a-bond-world-blighted-by-negative-yields" target="_blank" rel="noopener noreferrer">”, scrive <em>Bloomberg</em>, “</a>hanno reso l’8%&#8221; nel 2020, il massimo in Europa e &#8220;più del doppio di quello della Germania. I rendimenti del debito decennale italiano hanno dunque raggiunto il minimo storico dello <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-la-finanza-usa-ora-consiglia-i-btp-italiani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">0,507% prima di Natale</a>, rispetto a un massimo del 2,99% a marzo, quando l’inizio della <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lunedi-nero-di-piazza-affari-peggio-della-crisi-del-2008.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pandemia di coronavirus ha agitato i mercati globali”.</a></p>
<p>Ben diverso è il discorso di altre categorie di debito che potrebbero mettere a repentaglio il sistema economico italiano ed internazionale. Moody&#8217;s ha recentemente sottolineato, <a href="https://it.insideover.com/economia/ripresa-e-incertezza-gli-scenari-dei-mercati-per-il-2021.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">confermando previsioni che già ci eravamo sentiti di fare a inizio anno</a>, che il 2021 sarà un anno diviso tra le prospettive di una ripresa economica e sociale dai danni del 2020 e l&#8217;incertezza legata alla <strong>continuità </strong>con lo scorso anno in diversi campi, dalla presenza di politiche di restrizione all&#8217;attività sociale ed economica alla notevole distanza, nonostante i vaccini, da una anche minima forma di immunità di gregge dal Covid-19. In questo contesto, è possibile che diverse politiche di sostegno all&#8217;economia promosse durante il 2020 vadano a scadenza senza che l&#8217;Italia sia riuscita a garantire una reale e definitiva risoluzione dell&#8217;emergenza sanitaria.</p>
<p>In primavera avranno fine il blocco dei licenziamenti, l&#8217;onda lunga delle garanzie sui prestiti, molto probabilmente anche i ristori. E lo Stato dovrà affrontare una tempesta estremamente problematica, l&#8217;equivalente economico-finanziario del <strong>triage bellico</strong>: di fronte al rischio di fallimenti corporate a cascata, la stabilità del debito privato sarà messa a repentaglio. Una questione valida in tutta Europa, specie nei Paesi con livelli di debito privato in rapporto al Pil più alti rispetto all&#8217;Italia, ma che Roma non può escludere di doversi trovare ad affrontare in tempi brevi, <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/ogni-promessa-debito-ndash-primi-sei-mesi-2020-debito-258038.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come ricorda <em>Il Sole 24 Ore</em>: &#8220;</a>Rimuovere troppo presto gli aiuti potrebbe avere l’effetto collaterale di provocare un aumento dei crediti deteriorati nei bilanci bancari. Nonché problemi per gli stessi governi a cui gli istituti potrebbero escutere le garanzie pubbliche che i governi hanno stanziato in abbondanza durante la crisi sanitaria&#8221;.</p>
<p>Aggiungiamo a questo gruzzolo le nuove normative Ue sugli scoperti bancari, che renderanno più pressante la spinta degli istituti a esigere i crediti per non averli come zavorra sotto forma di Npl, gli effetti dell&#8217;errato sfruttamento da parte degli attori economici di anni di politiche monetarie espansive finite a alimentare l&#8217;accumulazione di <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-crisi-pandemica-una-valanga-di-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">debito privato</a> </strong>e pericolose speculazioni borsistiche e<a href="https://it.insideover.com/economia/perche-lesplosione-della-bolla-di-wall-street-puo-travolgere-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> la spada di Damocle della bolla finanziaria in dilatazione negli Usa</a> e lo scenario è ben delineato. Scompare, di fronte a questo quadro, la priorità del presunto Problema dei problemi, il debito pubblico così avversato da una certa retorica economica che non guarda il mondo nel suo complesso.</p>
<p>Lo stesso <strong>Mario Draghi, </strong>nel famoso intervento della <a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scorsa primavera sul </a><em>Financial Times </em>(tanto applaudito dai commentatori di tutta Europa quanto poche volte letto con attenzione) aveva di fatto ricordato come nel contesto di politiche interventiste a favore dell&#8217;economia reale i deficit nazionali fossero più sostenibili e auspicabili di elevati livelli di indebitamento privato e anzi incentivato i governi a intervenire massicciamente per evitare <strong>l&#8217;esplosione</strong> e il decollo del secondo oltre i livelli di guardia. Perché governi e Stati nell&#8217;era della pandemia possono contare su politiche monetarie favorevoli, su sostegni di lungo periodo e sulla possibilità di convivere sull&#8217;incertezza sapendo che il loro debito sarà in fin dei conti rinnovato, rinegoziato ma mai dovrà essere concretamente ripagato.</p>
<p>I privati hanno scadenze più certe, così come gli enti locali (<a href="https://it.insideover.com/economia/moodys-avverte-litalia-rischia-unondata-di-default-dal-basso.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">di cui si teme in Italia un&#8217;ondata di default),</a> e dunque é innegabile che in questa fase complessa sia ai governi che si deve affidare il ruolo trainante nel rilancio delle economie. <a href="https://it.insideover.com/economia/1-300-miliardi-contro-la-crisi-la-svolta-interventista-di-angela-merkel.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stati come la Germania lo hanno capito</a>, in Italia troppe volte tra politiche autoreferenziali, bonus inefficaci e scarsa propensione agli investimenti strategici la coalizione giallorossa ha ignorato questa realtà fattiva. Con conseguenze che l&#8217;intero Paese rischia di pagare sul lungo periodo.</p>
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		<title>L&#8217;eredità della crisi pandemica? Una valanga di debito</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/leredita-della-crisi-pandemica-una-valanga-di-debito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2020 20:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=297932</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Borse, Asia in rialzo ottimismo per il vaccino anti-Covid (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse-768x487.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli ultimi anni sono stati gli anni del debito. Ampie quantità di debito pubblico, il più noto e discusso, ma anche e soprattutto di debito privato sono state accumulate a seguito del consolidarsi di politiche finanziarie basate sull&#8217;espansione monetaria, l&#8217;abbassamento dei tassi, il consolidarsi dei quantitative easing. Un vero e proprio &#8220;liberi tutti&#8221; che a lungo ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-crisi-pandemica-una-valanga-di-debito.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-crisi-pandemica-una-valanga-di-debito.html">L&#8217;eredità della crisi pandemica? Una valanga di debito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Borse, Asia in rialzo ottimismo per il vaccino anti-Covid (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Borse-Asia-in-rialzo-ottimismo-per-il-vaccino-anti-Covid-La-Presse-768x487.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Gli ultimi anni sono stati gli anni del debito. Ampie quantità di debito pubblico, il più noto e discusso, ma anche e soprattutto di <strong>debito privato </strong>sono state accumulate a seguito del consolidarsi di politiche finanziarie basate sull&#8217;espansione monetaria, l&#8217;abbassamento dei tassi, <a href="https://it.insideover.com/economia/le-borse-del-mondo-entrano-nellera-della-grande-incertezza.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il consolidarsi dei <strong>quantitative easing</strong>.</a> Un vero e proprio &#8220;liberi tutti&#8221; che a lungo ha portato a un&#8217;iper-accumulazione debitoria a lungo concentratasi negli spazi della <strong>finanza speculativa </strong>e delle borse, che hanno cavalcato la stagione di vacche grasse garantite dall&#8217;inondazione di liquidità delle banche centrali.</p>
<p>Il debito è andato nei riacquisti di azioni proprie da parte delle imprese, funzionale a gonfiarne il valore, a dilatare i risultati delle trimestrali, a ampliare gli utili. Ha alimentato le politiche di <strong>sconto fiscale </strong>perseguite dagli <a href="https://it.insideover.com/economia/decollo-di-wall-street-e-disuguaglianze-i-due-volti-della-trumpnomics.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stati Uniti nell&#8217;era Trump</a>, gli investimenti delle multinazionali per cercare nuovi lidi sicuri per i loro capitali nei paradisi fiscali, ha spinto un decennio continuo di incremento borsistico. Dimenticando lo stimolo all&#8217;economia reale prima che la <strong>crisi del coronavirus </strong>insegnasse a tutti quanto essa fosse fondamentale e indispensabile.</p>
<p>Il crollo del Pil di diversi Paesi, la paralisi della produzione, delle catene del valore, della logistica ha causato un paio di mesi di tempesta finanziaria, dopo la quale è però ripreso il <em>business as usual, </em>che le borse e la finanza hanno visto stimolato dal ritorno in campo di governi e banche centrali. Il grande salvataggio pubblico dei settori in crisi e il nuovo <strong>diluvio monetario, </strong>unito al rally borsistico dei vincitori della crisi pandemica, i giganti del digitale, hanno riportato in alto i listini. L&#8217;euforia legata all&#8217;annuncio del vaccino ha fatto il resto<a href="https://it.insideover.com/economia/il-lungo-decennio-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">. In mezzo, resta <strong>una crescita del debito</strong>.</a></p>
<p>Molti hanno citato ma ben pochi hanno letto l&#8217;editoriale di marzo con cui <strong>Mario Draghi, </strong>dalle colonne <a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b" target="_blank" rel="noopener noreferrer">del <em>Financial Times, </em>chiamava a raccolta</a> per la battaglia contro la pandemia invocando lo stimolo della mano visibile dello Stato contro la crisi da coronavirus. Draghi invocava ampi aumenti del debito pubblico in cambio di una svolta nelle regole del gioco del settore privato, che avrebbe dovuto ridurre il suo debito consolidato e legato a questi giochi spericolati. <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-limiti-del-quantitative-easing-di-mario-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Una coraggiosa ammissione dei limiti del Qe condotto da governatore della Banca centrale europea</a>, ma anche un monito politico importante. Così non è stato.</p>
<p>E a certificarlo sono i dati del Fondo Monetario Internazionale commentati da <em>Il Sole 24 Ore, </em>che ci ricorda come &#8220;che il  2020 si dovrebbe chiudere con un debito pubblico globale superiore al Prodotto interno lordo, più di quanto non fosse alla fine della Seconda guerra mondiale&#8221;. Tre volte e mezzo circa per la precisione, in un contesto che vede il debito globale destinato a schizzare al 365% del Pil. Il debito dei Paesi G7 (passato dda 118 a 141%) e dell&#8217;area euro (da 84% a 101%) ha conosciuto le crescite più alte sul fronte del debito pubblico, ma il vero boom si è avuto sul fronte del debito privato di famiglie e imprese.</p>
<p>L&#8217;<strong>Institute of International Finance, </strong>scrive <em>Il Sole, </em>ha calcolato che sia i Paesi più sviluppati (dove il debito cumulato è oltre il 400% del Pil) che quelli in via di sviluppo (ampiamente sopra il 200%) contribuiscono a questo processo e che per effetto della crisi pandemica &#8220;il debito globale è aumentato nei primi 9 nove mesi del 2020 di 15mila miliardi di dollari,raggiungendo la cifra record di 272mila miliardi, corrispondenti al 365% del Pil atteso&#8221;. Non che le condizioni di partenza fossero ottimali, dato che a inizio 2019 lo stesso Iif calcolava il debito globale in 250 trilioni di dollari, tre volte il totale di vent’anni fa, e anche le stime più prudenti del Fmi<a href="https://it.insideover.com/economia/il-debito-globale-batte-ogni-record-leconomia-si-sta-surriscaldando.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> lo vedevano in 184mila miliardi di dollari, 225% del Pil mondiale.</a></p>
<p>La situazione rischia in futuro di precipitare perchè se da un lato è vero che buona parte di questo debito è connesso in ultima istanza ai bilanci delle banche centrali, che possono in futuro eliminarlo gradualmente senza correre rischio di fallimento, dall&#8217;altro si dimostra la sostanziale biforcazione tra le prospettive economiche del sistema produttivo, industriale e manifatturiero e quelle di una finanza sempre più vorace e pronta a condizionare in senso iper-espansivo le banche centrali. Costringendole a un<a href="https://it.insideover.com/economia/borse-verso-nuovi-record-di-capitalizzazione-col-qe-globale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Qe sempre più permanente a</a>nche qualora le condizioni produttive richiedessero strette o contenimenti dei livelli di indebitamento.</p>
<p>L&#8217;economia globale poggia su un grande castello di carte che solo una crescita sostanziale dell&#8217;economia reale può rinforzare. <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-non-ci-sara-una-ripresa-a-v-delleconomia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sarebbero servite maggiori garanzie sull&#8217;indirizzo del debito pubblico verso attività produttive</a> e un minor sdoganamento di<strong> operazioni finanziarie spericolate</strong> sul fronte del debito privato: quando finirà l&#8217;euforia del denaro facile, interi comparti industriali potrebbero trovarsi in stato di insolvenza, grandi gruppi potrebbero fallire, il tema delle<a href="https://it.insideover.com/economia/il-dilemma-delle-imprese-zombie-in-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> &#8220;imprese zombie&#8221;</a> che tra Regno Unito, Usa e Germania<a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-il-qe-tiene-in-vita-le-imprese-zombie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ha più volte fatto discutere</a> potrebbe riproporsi. E mai il sistema globale potrà permettersi, dopo la pandemia, tanta precarietà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-crisi-pandemica-una-valanga-di-debito.html">L&#8217;eredità della crisi pandemica? Una valanga di debito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così la Cina può scatenare una &#8220;tempesta perfetta&#8221; contro gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-puo-scatenare-una-tempesta-perfetta-contro-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2020 06:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Euro dollaro (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tempesta perfetta, spauracchio di analisti ed economisti, potrebbe presto scatenarsi sui mercati finanziari e travolgere gli Stati Uniti, provocando un vero e proprio cortocircuito su scala globale. Ombre nere si addensano all&#8217;orizzonte, almeno secondo quanto scrive il Global Times, spin off del People&#8217;s Daily, organo del Partito Comunista cinese. A causa del forte indebolimento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-puo-scatenare-una-tempesta-perfetta-contro-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-puo-scatenare-una-tempesta-perfetta-contro-gli-usa.html">Così la Cina può scatenare una &#8220;tempesta perfetta&#8221; contro gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Euro dollaro (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Euro-dollaro-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La tempesta perfetta, spauracchio di analisti ed economisti, potrebbe presto scatenarsi sui mercati finanziari e travolgere gli Stati Uniti, provocando un vero e proprio cortocircuito su scala globale. Ombre nere si addensano all&#8217;orizzonte, almeno secondo quanto scrive il <em>Global Times</em>, spin off del <em>People&#8217;s Daily</em>, organo del Partito Comunista cinese. A causa del forte indebolimento del dollaro americano, contingenza derivante da tassi di interesse storicamente bassi, la Cina potrebbe gradualmente abbandonare i <strong>Treasury Usa</strong>, cioè i Titoli di Stato del governo federale degli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Detto in altre parole, Pechino andrebbe a vendere il proprio <strong>debito statunitense</strong> nel caso in cui le tensioni con Washington dovessero continuare a crescere. In mezzo a tutto questo il governo americano dovrebbe iniziare seriamente a fare i conti con il famigerato <strong>decoupling</strong>, ovvero il disaccoppiamento economico, <a href="https://it.insideover.com/economia/quel-rischio-che-minaccia-leconomia-globale-il-decoupling-tra-cina-e-stati-uniti.html">termine usato per indicare il progressivo allontanamento di due economie tra loro interdipendenti</a>. Proprio come quella americana e cinese.</p>
<p>Per capire di cosa stiamo parlando, basta prendere come esempio Huawei. Il colosso di Shenzen, per costruire smartphone e tablet, necessita di beni prodotti negli Stati Uniti. Qualora Washington decidesse di chiudere i ponti con Pechino (e viceversa), l&#8217;azienda cinese sarebbe letteralmente tagliata fuori. Dal momento che i sistemi economici delle due superpotenze sono interconnessi da nodi di produzione, ogni ipotetico blocco di un nodo avrebbe effetti indesiderati per entrambi i soggetti in causa. A quel punto ci troveremo davvero in mezzo a una vera e propria <strong>tempesta perfetta</strong>.</p>
<h2>Pechino e i Treasury Usa</h2>
<p>Che si tratti di un avvertimento, un consiglio o una minaccia, il <em>Global Times</em> è stato chiaro. La Cina potrebbe ridurre le proprie disponibilità in <strong>Titoli di Stato del Tesoro Usa</strong> di circa il 20%, fino ad arrivare a 800 miliardi di dollari. Gli ultimi dai diffusi da Pechino mostravano come il Dragone detenesse un valore dei titoli dei Treasure Usa pari a 1.074 trilioni di dollari. Stando a quanto sottolineato dal <a href="https://www.scmp.com/economy/china-economy/article/3100307/china-may-ditch-us-treasuries-decoupling-risk-looms-global">South China Morning Post</a>, alla fine giugno i cinesi erano i secondi <strong>creditori</strong> esteri dell&#8217;America alle spalle del Giappone.</p>
<p>Già in passato il governo cinese ha discusso sul fatto se disinvestire o meno i Titoli americani per danneggiare l&#8217;economia di Washington. La riduzione graduale è una possibilità ma, di fronte a casi estremi come un conflitto militare, la Cina potrebbe anche vendere tutte le sue obbligazioni, scatenando un vero e proprio tsunami. Quest&#8217;ultimo scenario è considerato altamente improbabile, anche perché un&#8217;azione simile andrebbe a danneggiare anche la stessa Cina. Il motivo è semplice: la valuta cinese, lo <strong>yuan</strong>, <a href="https://it.insideover.com/economia/euro-dollaro-e-yuan-novita-della-partita-valutaria-globale.html">era legata al dollaro americano</a>.</p>
<p>Pechino ha scelto questo modello di gestione della valuta. Dal 1997 ai primi anni Duemila lo yuan ha mantenuto il proprio valore costante: un dollaro equivaleva a circa 8,3 yuan. Il citato valore è sempre stato basso per due motivi. Primo: creare posti di lavoro. Secondo: uno schema del genere mantiene attiva la macchina cinese delle esportazioni. Ogni volta che lo yuan viene scambiato con valuta estera, la transazione deve avvenire al tasso ufficiale, attraverso una banca statale. Come se non bastasse, a partire dagli anni &#8217;90, la Cina ha attratto oltre Muraglia una marea di imprese. Queste, per entrare nel mercato cinese, hanno usato i dollari o altre valute estere. È così che la Cina ha accumulato una enorme <strong>riserva di dollari</strong>. Dulcis in fundo, quando Pechino esporta prodotti in Occidente viene pagata in valuta estera.</p>
<h2>La minaccia cinese</h2>
<p>Torniamo alla minaccia cinese. Che cosa succederebbe se la Cina decidesse di spendere in un colpo solo tutti i suoi dollari? Il mercato mondiale sarebbe invaso dalla moneta americana e la valuta Usa, secondo la legge della domanda e dell&#8217;offerta, perderebbe il suo <strong>valore</strong>. Fino a qualche anno fa lo yuan era legato fortemente al dollaro. Ma adesso che il legame non è più a doppia mandata, non è detto che uno scossone del dollaro possa azzoppare anche la moneta cinese.</p>
<p>Fino a questo momento, comunque, la Cina ha prestato i dollari agli Stati Uniti per ottenere in cambio Titoli Usa. Oggi il Dragone possiede così tanti Treasure Usa che può spingere al rialzo il prezzo del dollaro ma con esso anche l&#8217;entità del debito statunitense. Xi Jinping si trova quindi nella posizione di dettare le <strong>regole del gioco</strong>. Il governo cinese può prestare i dollari <a href="https://it.insideover.com/economia/cina-debito-usa-arma-non-conviene.html">per controllare il debito americano</a> oppure può usarli come &#8220;tesoro di guerra&#8221; per acquisire aziende straniere, soprattutto quelle inerenti a settori strategici. Stando ai dati del Tesoro statunitense, nel mese di giugno la Cina ha venduto 9,3 miliardi di <a href="https://it.insideover.com/economia/guerra-dazi-cina-svende-titoli-americani.html">dollari in buoni del tesoro Usa</a>. In 12 mesi le partecipazioni cinesi sono diminuite del 3,5%. Sempre secondo dati americani, le riserve valutarie totali cinesi ammontano a 3,15 trilioni di dollari.</p>
<h2>L&#8217;esempio russo e il debito di Washington</h2>
<p>Alcuni analisti cinesi sostengono che Pechino potrebbe tranquillamente imitare la <strong>Russia</strong> per quanto concerne la gestione dell&#8217;esposizione al dollaro americano. A maggior ragione se le banche cinesi dovessero essere escluse dal sistema di pagamento in dollari. La banca centrale russa, non a caso, ha infatti ridotto a zero i titoli del Tesoro americano. Basti pensare che nel 2011 ammontavano a 175 miliardi di dollari.</p>
<p>Esiste inoltre il rischio che il dollaro possa ulteriormente <strong>deprezzarsi</strong> per via degli stimoli governativi impiegati dalla Casa Bianca per contrastare la pandemia di Covid. Fonti ufficiali Usa hanno sottolineato che quest&#8217;anno il debito emesso dal governo raggiungerà il 98% del pil americano. Stiamo parlando di un livello mai raggiunto dal termine della Seconda Guerra Mondiale e di molto superiore al 60%, la soglia di sicurezza riconosciuta internazionalmente. La Cina è alla finestra, pronta a innescare l&#8217;effetto domino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-puo-scatenare-una-tempesta-perfetta-contro-gli-usa.html">Così la Cina può scatenare una &#8220;tempesta perfetta&#8221; contro gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eredità della pandemia che può condannarci</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/leredita-della-pandemia-che-puo-condannarci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 02:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of Japan]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
		<category><![CDATA[Quantitative easing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=282004</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fed Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-1024x553.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La crisi del coronavirus ha impedito che il mondo della finanza e della sua governance avviasse una transizione oltre la fase del quantitative easing globale, che per un decennio ha garantito una vera e propria inondazione di liquidità alle borse e ai mercati di tutto il mondo. Quella che doveva essere una risposta emergenziale legata alle problematiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-pandemia-che-puo-condannarci.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-pandemia-che-puo-condannarci.html">L&#8217;eredità della pandemia che può condannarci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fed Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Fed-Federal-Reserve-Usa-La-Presse-e1586161394533-1024x553.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La crisi del coronavirus ha impedito che il mondo della finanza e della sua governance avviasse una transizione oltre la fase del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/borse-verso-nuovi-record-di-capitalizzazione-col-qe-globale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quantitative easing globale,</a> </strong>che per un decennio ha garantito una vera e propria inondazione di liquidità alle borse e ai mercati di tutto il mondo. Quella che doveva essere una risposta emergenziale legata alle problematiche della Grande Recessione e al fallimento del dogma neoliberista dell&#8217;<strong>autoregolazione dei mercati </strong>si è trasformato in un <em>new normal</em>, in una tendenza consolidata.</p>
<p>Nel corso di dieci anni, da Bernake a <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-di-mario-draghi-alla-bce.html">Draghi</a>, i banchieri centrali di tutto il mondo si sono mobilitati: dal Troubled Assets Relief Programm (Tarp) statunitense del 2008 al quantitative easing della Bce, passando per la Abenomics del governo conservatore giapponese, il solo trio costituito da Bce, Federal Reserve e Bank of Japan ha visto i suoi asset superare a fine 2018 i 15 trilioni di dollari, 3,5 volte la somma registrata nel 2008, come fatto notare in <a href="https://www.yardeni.com/pub/peacockfedecbassets.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un rapporto</a> della società di consulenza <strong>Yardeni Research</strong>.</p>
<p>Liquidità a cascata, tassi d&#8217;interesse bassi, via libera alla sardana delle borse che hanno conosciuto giochi finanziari spericolati e un incremento continuo delle quotazioni, interrotto solo a metà 2018 per pochi mesi, mano a mano che il torrente di denaro si allontanava dall&#8217;economia reale e prendeva le direzioni più prevedibili tra comparto azionario e <strong>strumenti derivati</strong>. Questo ha prodotto capitalizzazioni record, elementi come la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/decollo-di-wall-street-e-disuguaglianze-i-due-volti-della-trumpnomics.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corsa record di Wall Street</a> </strong>cavalcata dall&#8217;amministrazione Trump e dividendi azionari senza precedenti alimentati dal fenomeno dei buyback, ma anche una grande instabilità legata principalmente all&#8217;<strong>esplosione del debito privato</strong>.</p>
<p>Tutto sembrava lasciar presagire l&#8217;inizio del riflusso prima che il cigno nero del coronavirus giungesse a perturbare il sistema finanziario mondiale. &#8220;Per permettere agli Stati di finanziarsi durante questa crisi, le banche centrali si sono spinte ancora più in là, sprofondando un po&#8217; di più in questa nuova era monetaria dove il denaro è quasi gratuito&#8221;, <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/governi-famiglie-imprese-indebitatevi-ndash-tassi-interesse-non-241451.htm?fbclid=IwAR0FX782h3OOtnTJzgb4EIrDBrI5HEiK5N5kb6bjmKopzFUC4_rhDTqHLd8">ha scritto <em>Le Monde </em>in un articolo tradotto in Italia da <em>Dagospia</em>. </a>Il tema centrale è ora capire quanto la crisi costringerà decisori politici e operatori finanziari ad assecondare le tendenze dell&#8217;ultimo decennio.</p>
<p>La necessità di garantire <strong>liquidità alle imprese</strong>, di mettere in campo vere e proprie campagne di salvataggio di massa (<em>bail-out</em>) dei comparti più a rischio e a quelli paralizzati dalla pandemia, dall&#8217;aeronautica civile al settore alberghiero e del turismo, le misure di sostegno al reddito e l&#8217;<strong>helicopter money </strong>messa in campo in più contesti nel mondo hanno imposto uno sforzo senza precedenti in termini di politica fiscale e di stimolo monetario. L&#8217;abbattimento del costo del denaro che ne è seguito ha spostato di conseguenza il baricentro della convenienza verso l&#8217;<strong>indebitamento, </strong>dato che quest&#8217;ultimo processo ha preso a farsi sempre più conveniente in termini di costo e d&#8217;interesse. <a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b"><strong>Mario Draghi </strong></a>ha invitato gli Stati a sdoganare la carta del deficit pubblico: ma il rischio è che esso finisca per diventare il paravento per la <strong>socializzazione delle perdite </strong>dei comparti meno performanti, mentre il  processo di privatizzazione degli utili dei vincitori della crisi, principalmente nel comparto tecnologico, prosegue inesorabile.</p>
<p>I tassi negativi sui depositi, il calo dei rendimenti dei titoli di Stato (il Bund è in negativo e a marzo la curva dei Treasury statunitensi è scesa per la prima volta sotto l&#8217;1% di rendimento su tutta la gamma) e le incertezze sugli investimenti invitano consumatori, famiglie e imprese a spingere sulla leva del <strong>debito</strong>. Questo crea problemi di sostenibilità in un contesto già incerto: &#8220;Secondo Invesco, il debito cumulato dagli Stati, dalle famiglie e dalle imprese delle 25 principali economie mondiali è passato dal 150% del prodotto interno lordo (PIL) degli anni &#8217;80 a quasi il 250% di oggi&#8221;. Si rischia, dopo la crisi, un circolo vizioso: le <strong>banche centrali </strong>rimarrebbero vincolate alla necessità di emettere denaro per mantenere questo equilibrio precario, mentre i <a href="https://it.insideover.com/economia/quella-massa-di-debito-che-puo-diventare-spazzatura.html">debiti privati cumulati nel corso dell&#8217;emergenza e della recessione si troverebbero</a> <em>sub judice </em>in caso di esplosione della bolla monetaria o di nuova caduta dell&#8217;economia reale.</p>
<p>In un certo senso il coronavirus ha &#8220;salvato&#8221; temporaneamente la finanza mondiale fornendo la giustificazione per la <strong>ripresa massiccia del circolo vizioso </strong>tassi bassi-liquidità-debito privato: ma in un contesto di tracollo dell&#8217;economia reale questo potrebbe scaricare il bazooka della politica monetaria e depotenziare la leva della politica fiscale. Lo stanno sperimentando gli Stati Uniti, ove il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-del-nasdaq-verso-il-livello-record.html">Nasdaq</a> </strong>corre <a href="https://it.insideover.com/economia/il-rischio-choc-per-gli-usa-recessione-senza-precedenti.html">nonostante il tracollo del Pi</a>l e dell&#8217;occupazione: <a href="https://it.insideover.com/economia/borsa-in-rialzo-lavoro-a-picco-la-crisi-spacca-gli-usa.html">la crescita vertiginosa <strong>disuguaglianze </strong>tra Wall Street e Main Street,</a> tra alta finanza e mondo dell&#8217;economia reale, tra coloro che possono sostenere alti livelli di debito anche oltre l&#8217;emergenza e chi senza l&#8217;attuale convergenza si troverebbe gambe all&#8217;aria, rischia di essere insostenibile sul lungo periodo. E di alimentare nuove bolle e nuove instabilità. Rendendo di fatto vano ogni sforzo delle banche centrali portato avanti dopo la Grande Recessione. Se il contagio finanziario dovesse esplodere nei prossimi mesi e anni, al confronto, la botta seguita al tracollo di Lehman Brothers potrebbe sembrare paragonabile a un incidente di percorso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-della-pandemia-che-puo-condannarci.html">L&#8217;eredità della pandemia che può condannarci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sul debito africano potrebbero sorgere nuovi contrasti con la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/sul-debito-africano-potrebbero-sorgere-nuovi-contrasti-con-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 10:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina Xi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320-1024x568.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni scorsi il G20 ha deciso di sospendere i debiti di almeno 77 Paesi considerati poveri, molti di questi africani. Una scelta poi compiuta anche dal Fondo Monetario Internazionale, il quale ha congelato il debito di 25 Paesi, 19 di questi del continente nero. Il tutto per arginare il tracollo di economie già disastrate, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/sul-debito-africano-potrebbero-sorgere-nuovi-contrasti-con-la-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina Xi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Xi-Jinping-a-Londra-La-Presse-e1572271547320-1024x568.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nei giorni scorsi il <strong>G20</strong><a href="https://www.lastampa.it/economia/2020/04/15/news/coronavirus-il-g20-sospende-i-debiti-dei-paesi-piu-poveri-fino-alla-fine-dell-anno-1.38721384"> ha deciso di sospendere i debiti di almeno 77 Paesi considerati poveri</a>, molti di questi africani. Una scelta poi compiuta anche dal <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong>, il quale ha congelato il debito di 25 Paesi, 19 di questi del continente nero. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/coronavirus-lafrica-potrebbe-essere-bomba-ad-orologeria-1851947.html">Il tutto per arginare il tracollo di economie già disastrate</a>, le quali potrebbero portare a loro volta ad ulteriori ribassi nelle stime di crescita dell&#8217;economia globale. Se una nazione in via di sviluppo ha meno possibilità di svilupparsi in questo 2020, è il senso della mossa dei Paesi più industrializzati, allora l&#8217;attuale decrescita economica potrebbe essere ancora più marcata. Ma dietro questa scelta potrebbero insinuarsi conseguenze di non poco conto, le quali aprirebbero a nuovi ed ulteriori contrasti tra i governi occidentali e la <strong>Cina</strong>. Ed il motivo è molto semplice: una buona fetta del debito attualmente sospeso è in mano a Pechino.</p>
<h2>Perché la Cina potrebbe essere svantaggiata dalla moratoria sul debito</h2>
<p>Pechino negli ultimi anni ha puntato molto sull&#8217;Africa. Il gigante asiatico ha investito nel continente nero miliardi di Dollari, ponendosi nettamente come attore internazionale più attivo in tal senso. L&#8217;obiettivo cinese è sempre stato quello di dotare l&#8217;Africa di grandi infrastrutture, in grado di accogliere e far viaggiare più velocemente le proprie merci. Diverse sono le opere strategiche attuate dalla Cina nel continente nero, basti pensare <a href="https://it.insideover.com/politica/lalta-velocita-arriva-anche-africa.html">alle ferrovie che collegano il porto di Mombasa a Nairobi</a> e ad altre infrastrutture quali porti ed aeroporti tra Angola, Nigeria, Etiopia ed altri Paesi del continente africano. Pechino, tra la altre cose, punta molto sullo sviluppo nei prossimi anni di una sempre più crescente classe media africana a cui poter vendere le proprie merci.</p>
<p>Ma questo ha esposto e non poco la Cina sotto il profilo dei prestiti ai vari governi. L&#8217;Overseas development institute, un think thank con sede a Londra, ha calcolato che il 33% dei debiti del Kenya sono costituiti dai prestiti cinesi, percentuale che per quanto riguarda il debito etiope è del 17% mentre invece è del 10% per quanto concerne la Nigeria, seconda economia del continente nero dopo il Sudafrica. Pechino quindi è il Paese più colpito dalla moratoria sul debito africano. Diversi miliardi di Dollari potrebbero non tornare più o non essere comunque nella immediata disponibilità dei bilanci. Una circostanza in grado di acuire le divergenze tra i vertici cinesi e quelli dell&#8217;Fmi, così come tra la Cina ed alcuni governi occidentali.</p>
<h2>Le mosse di Pechino</h2>
<p>Almeno ufficialmente però, ed almeno per il momento, l&#8217;atteggiamento della Cina viene descritto come &#8220;collaborativo&#8221; da parte del Fondo Monetario Internazionale. <a href="https://www.agenzianova.com/a/5e9ff97bd8ae81.11619604/2902431/2020-04-20/la-moratoria-sul-debito-dei-paesi-africani-rischia-di-innescare-uno-scontro-con-la-cina/linked">Così come riportato da <em>AgenziaNova</em></a>, la direttrice dell&#8217;Fmi, <strong>Kristalina Georgieva</strong>, ha dichiarato che le autorità di Pechino starebbero avendo un &#8220;atteggiamento costruttivo&#8221; circa la moratoria di sei mesi sul debito dei Paesi africani più poveri. Ed anche dalla Cina sono arrivate indicazioni in tal senso, con i media locali che hanno parlato della possibilità di collaborazione bilaterale con i governi dei Paesi debitori. Ma non è tutto così semplice: in realtà ad emergere, nei vari corridoi diplomatici, è anche molta <strong>irritazione</strong> da parte di Pechino. I cinesi sarebbero sì disposti a strategie volte ad alleggerire la pressione debitoria in attesa che passi la pandemia, ma alle loro condizioni.</p>
<p>E cioè non vere e proprie sospensioni, bensì rimodulazioni da ripianare poi a lungo termine. In passato la Cina ha sempre agito in questa maniera, con cioè un piccolo taglio del debito ai Paesi interessati tramutato poi in prestiti aggiuntivi da ripagare in tempi dilazionati. Un modo per avere dei vantaggi a breve termine, senza però rinunciare alle somme prestate a lungo termine. Una modalità del genere, in tempi di Covid-19, appare molto lontana dalla portata. E lo stesso Fmi non è orientato ad applicarla, preferendo invece una moratoria di alcuni mesi. Da qui l&#8217;irritazione della Cina, la quale potrebbe in futuro mettersi di traverso rispetto ai governi europei in caso di proposte di ulteriori sospensioni dei debiti africani.</p>
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		<title>Quella massa di debito che può diventare spazzatura</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/quella-massa-di-debito-che-puo-diventare-spazzatura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 19:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wall Street in profondo rosso" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il celebre aforisma della &#8220;crisi come opportunità&#8221; di Albert Einstein si può applicare, con diverse accezioni, anche ai momenti di maggiore instabilità dell&#8217;economia e della finanza. Vale lo stesso discorso anche per l&#8217;attuale fase di instabilità finanziaria che, secondo accreditati analisti e enti come l&#8217;Ocse, potrebbe condurre il mondo a un calo nella crescita economica e scatenare una recessione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/quella-massa-di-debito-che-puo-diventare-spazzatura.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wall Street in profondo rosso" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Wall-Street-borse-crollo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il celebre aforisma della &#8220;<strong>crisi come opportunità</strong>&#8221; di <strong>Albert Einstein </strong>si può applicare, con diverse accezioni, anche ai momenti di maggiore instabilità dell&#8217;economia e della finanza. Vale lo stesso discorso anche per l&#8217;attuale fase di instabilità finanziaria che, secondo accreditati analisti e enti come l&#8217;Ocse, potrebbe condurre il mondo a un calo nella crescita economica e scatenare una recessione nei Paesi più avanzati<a href="https://www.insideover.com/economy/the-economic-consequences-of-coronavirus.html"> per l&#8217;effetto dell&#8217;epidemia di </a>coronavirus, a cui ultimamente si va aggiungendo la <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-puo-vincere-la-guerra-del-petrolio.html"><strong>guerra del petrolio</strong></a>.</p>
<p>Un esempio di opportunità di questo tipo è data dall&#8217;acquisto della società tedesco-olandese <strong>Qiagen, </strong>attiva dalle prime battute della campagna contro il virus nell&#8217;epicentro cinese di Wuhan, da parte di <strong>Thermo Fisher Scientific Inc.,</strong> produttore di apparecchiature scientifiche per test di laboratorio, che ha premiato, sottolinea <em><a href="https://www.startmag.it/economia/test-sul-coronavirus-lamericana-thermo-fisher-comprera-lolandese-qiagen/">StartMag</a>, </em>&#8220;fatto che Qiagen ha sviluppato test per il cancro e recentemente per il <a href="http://www.startmag.it/primo-piano/coronavirus-cosa-succede-e-cosa-dice-il-governo-nel-regno-unito/">coronavirus</a> COVID-19&#8243;. L&#8217;operazione, dal valore di 11,5 miliardi di dollari, è stata annunciata nel pieno della diffusione dell&#8217;epidemia, per <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-il-titolo-delle-industrie-del-farmaco-vola-in-borsa.html">consolidare il mercato farmaceutico-medico</a> e mandare un messaggio rassicurante sulla risposta al virus. Vale lo stesso per i colossi della finanza che riescono a guadagnare dalla volatilità sfruttando le <a href="https://it.insideover.com/economia/come-il-trading-ultraveloce-lavora-sfruttando-la-volatilita.html">pratiche di High frequency trading.</a></p>
<p>Un&#8217;altra tipologia di opportunità è la possibilità di far venire al pettine numerosi nodi legati all&#8217;instabilità sistemica e fornire spazio di manovra per risolvere situazioni di problematicità. Che però, nel contesto finanziario attuale, rischiano di impattare sui mercati e l&#8217;economia reale facendo danni durissimi a livello sistemico.</p>
<p>Dieci anni di espansione monetaria globale in risposta alla Grande Recessione, di &#8220;quantitative easing globale&#8221;, di denaro a basso costo e di alimentazione del gioco borsistico hanno fatto schizzare in alto i livelli di debito aggregato su scala globale. Debito pubblico ma, soprattutto, privato, in particolare <em>corporate</em>: le politiche di Qe hanno favorito il galleggiamento di vere e proprie &#8220;imprese-zombie&#8221; favorite nella resistenza ai tracolli operativi dalle facili contingenze di ripagamento dei debiti. A inizio 2019 Il <strong>Fondo monetario internazionale</strong> <a href="https://it.insideover.com/economia/il-debito-globale-batte-ogni-record-leconomia-si-sta-surriscaldando.html">stimava il debito aggregato in 184mila miliardi di dollari, 225% del Pil mondiale. </a></p>
<p>“Posso calcolare i moti dei corpi celesti, ma non la follia delle persone”, scrisse amareggiato nel 1720 Isaac Newton, dopo una rovinosa perdita finanziaria seguita allo scoppio della South Sea Bubble. La corsa frenetica a mettersi alle spalle la Grande Crisi ha prodotto la più grande bolla debitoria della storia umana: una bolla che è servita, in larga misura, a permettere il <a href="https://it.insideover.com/economia/borse-verso-nuovi-record-di-capitalizzazione-col-qe-globale.html">decollo delle borse verso capitalizzazioni mai viste</a>. Prima della brusca correzione attuale.</p>
<p>Stati Uniti, Cina, Giappone ed Eurozona assorbivano circa il 66% del debito famigliare, il 75% del debito corporate e l&#8217;80% di quello pubblico globale. Il coronavirus potrebbe causare un cedimento sistemico erodendo le capacità di ripagamento dei soggetti più esposti. Nel solo 2020 abbiamo assistito, per limitarci agli Stati, il recente <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-libano-e-in-default-cosa-succede-ora.html">default libanese</a> </strong>e la nuova crisi debitoria argentina. E bisognerà valutare anche la &#8220;fame&#8221; di liquidità della Cina dopo la fine dell&#8217;emergenza, che potrebbe spiazzare quei Paesi (Gibuti, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/ruolo-strategico-del-pakistan-nella-nuova-via-della-seta-cinese/">Pakistan</a>, Montenegro, Sri Lanka) in affanno per la posizione debitoria verso Pechino.</p>
<p>Ma non è il debito pubblico a dover preoccupare maggiormente come ordine di grandezza. Come scrive <em>Il Fatto Quotidiano </em>citando <strong>dati Ocse</strong> &#8220;la quantità di obbligazioni emesse da imprese diverse da banche nel mondo ammonta a 13.500 miliardi di dollari. Più del doppio che nel 2008, anche tenuto conto dell&#8217; inflazione. Il 25 per cento di questo debito è non-investment-grade, ad alto rischio. Un castello di carte: quando l&#8217; economia frena, i bond ad alto rischio sono i primi a non essere rimborsati. E in circolazione ce ne sono abbastanza da creare seri problemi a chi li ha comprati&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intervento correttivo dei governi e una manovra anticiclica basata sull&#8217;<strong>economia reale </strong>è ora più che mai necessaria per preservare il sistema dagli effetti di un tonfo che avrebbe conseguenze di lungo periodo. &#8220;Gli ultimi anni&#8221;, prosegue l&#8217;analisi, &#8220;hanno dimostrato che le Banche centrali riescono a far arrivare denaro a basso costo alle banche, ma non è poi così automatico che queste lo passino alle imprese in difficoltà, anzi&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è uno stallo che non si risolverà con nuovi interventi basati esclusivamente sulla leva monetaria, ma che richiedono un&#8217;azione fiscale. Italia, Giappone e Regno Unito hanno messo in campo pacchetti da decine di miliardi di dollari per tamponare gli effetti del coronavirus, mentre negli <strong>Stati Uniti </strong>il senatore repubblicano <strong>Marco Rubio ha proposto un sistema </strong>di prestiti diretti del governo alle imprese medio-piccole che rischiano il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-coronavirus-sconvolge-gli-equilibri-e-il-commercio-mondiale.html">blocco produttivo nel post-coronavirus</a>. La fiducia andrà instillata a braccetto con la solidità dei sistemi economici: per il post crisi sarà fondamentale vigilare perchè certe accumulazioni di valori illusori e di debiti siano penalizzate da governi e regolatori. Al fine di rimuovere una spada di Damocle che periodicamente torna a pendere sulla finanza globale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quell&#8217;oceano di derivati che rischia di inondare l&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/quelloceano-di-derivati-che-rischia-di-inondare-lue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 07:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Derivati]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Borse (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse-1024x650.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2018 il mercato europeodegli strumenti derivati si è dilatato dell&#8217;11% su base annua, raggiungendo la stratosferica cifra di 735 trilioni di dollari. Un valore pari a 45 volte il Pil dell&#8217;Unione europea e alimentato in larga misura dai contratti di copertura sui tassi d&#8217;interesse delle transazioni ordinarie del mercato, dai mutui ai pacchetti obbligazionari. &#8220;Nel complesso&#8221;, fa notare Milano Finanza citando i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/quelloceano-di-derivati-che-rischia-di-inondare-lue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/quelloceano-di-derivati-che-rischia-di-inondare-lue.html">Quell&#8217;oceano di derivati che rischia di inondare l&#8217;Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Borse (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Borse-1024x650.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel 2018 il mercato europeodegli <strong>strumenti derivati </strong>si è dilatato dell&#8217;11% su base annua, raggiungendo la stratosferica cifra di <strong>735 trilioni di dollari</strong>. Un valore pari a <strong>45 volte </strong>il Pil dell&#8217;Unione europea e alimentato in larga misura dai contratti di copertura sui tassi d&#8217;interesse delle transazioni ordinarie del mercato, dai mutui ai pacchetti obbligazionari.</p>
<p>&#8220;Nel complesso&#8221;, fa notare <em>Milano Finanza </em>citando i dati dell&#8217;<strong>Esma </strong>(l&#8217;autorità che regola i mercati finanziari Ue), &#8220;il mercato è dominato da contratti sui tassi di interesse, che pesano per il 76% del valore nozionale totale. I derivati su valute valgono il 15% del totale, quelli su azioni il 6%, quelli creditizi il 2%, quelli su commodity l&#8217;1%. Il 90% degli strumenti è <strong>over-the-counter</strong> (otc), ovvero è scambiato fuori da mercati regolamentati&#8221;.</p>
<p>E diversamente non potrebbe essere: il derivato, fondamentalmente, nasce come &#8220;scommessa&#8221; sull&#8217;andamento di un sottostante (titolo, azione, investimento, prestito) come copertura o potenziale amplificatore dei suoi guadagni (o in caso negativo delle sue perdite). Per questo viene scambiato, nella stragrande maggioranza dei casi, al di fuori delle piazze tradizionali. Le regolamentazioni imposte a livello di <strong>G20 </strong>dopo la Grande Recessione hanno portato al proliferare delle <strong>camere di compensazione </strong>per le transazioni transnazionali dei titoli derivati. Buona parte del <em>clearing </em>dei derivati denominati in euro e convertiti in altre valute è svolto dalla <strong>City di Londra</strong>.</p>
<p>L&#8217;approssimarsi della Brexit rende dunque importante discutere del mercato dei derivati in Unione europea. Presto sarà necessaria una <em>clearing house </em>sul Vecchio continente e tale ruolo potrebbe essere ricoperto dalla <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-brexit-unoccasione-piazza-affari-deve-sfruttare.html"><strong>Borsa di Milano</strong></a>. Favorita dai legami proprietari con la London Stock Exchange suo controllante e, <a href="http://www.aldogiannuli.it/city-finanziaria-milano/" target="_blank" rel="noopener">come fatto notare da Aldo Giannuli sul suo blog</a>, preferibile a piazze come <strong>Parigi</strong> e <strong>Francoforte </strong>da parte della finanza extra-Ue: &#8220;Germania e Francia sono concorrenti dirette dell’Inghilterra (o di quel che ne resta), per cui un loro rafforzamento (soprattutto della Germania che già ospita la Bce proprio a Francoforte) non è visto di buon occhio dalla parte inglese della City che, come è ovvio, è maggioritaria”. Il<a href="https://it.insideover.com/economia/via-al-risiko-delle-borse.html"> risiko borsistico in atto tra Francia, Svizzera e Spagna</a> nelle ultime settimane altro non è che il filone parallelo di preparazione all&#8217;era post-Brexit.</p>
<p>Nel mercato dei derivati europeo risulta in questa fase storica necessario separare il grano dal loglio: identificare attraverso le camere di compensazione e la supervisione bancaria le masse di titoli derivati potenzialmente in grado di produrre rischi sistemici. E qua il pensiero non può che andare a <strong>Deutsche Bank </strong>e alla sua instabilità colpevolmente dimenticata, a lungo, dalla sorveglianza Bce e legata, tra le altre cose, a<a href="https://it.insideover.com/economia/il-crepuscolo-degli-dei-la-crisi-senza-fine-di-deutsche-bank.html">lla sua instabile posizione sui derivati</a>. Laddove non arriva la Bce, arriva l&#8217;Esma, autorità che si è dimostrata di recente più indipendente dal condizionamento politico tedesco, capace di eguagliare il parallelo Esrb, giunto al punto di avvisare i falchi del rigore sui conti pubblici per le loro <a href="https://it.insideover.com/economia/i-falchi-del-rigore-e-il-problema-del-debito-privato.html">criticità&#8230;nel mercato dei debiti privati</a>.</p>
<p>Regolare in partenza e capire le vulnerabilità è fondamentale per la natura onnivora e instabile del mercato dei derivati. La quantità di derivati oggi in circolazione ammonterebbe, secondo le stime, all’inimmaginabile cifra di  2,2 milioni di miliardi di euro: 33 volte il valore del Pil mondiale: il collasso del mercato dei derivati costruiti sui <strong>mutui subprime </strong>negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2008 fu l&#8217;innesco della crisi globale del decennio scorso e, mentre <a href="https://it.insideover.com/politica/ritornano-i-subprime-i-prestiti-automobilistici-negli-usa-lanciano-lallarme.html">oltre Atlantico si accumulano i presagi di una riedizione di quella fase di instabilità</a>, l&#8217;Europa deve restar vigile. Anche se di origine esogena, una crisi economica farebbe cadere la spada di Damocle di un mercato di derivati non regolamentati eccedente di 45 volte il Pil dell&#8217;Ue sulla già fragile economia del Vecchio continente.</p>
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		<title>I falchi del rigore e il problema del debito privato</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-falchi-del-rigore-e-il-problema-del-debito-privato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 06:35:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1347" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988-1024x719.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Italia &#8220;malato d&#8217;Europa&#8221; in campo finanziario dopo la cura da cavallo imposta alla Grecia, l’adeguamento della Spagna di Pedro Sanchez all&#8217;asse franco-tedesco e il galleggiamento del Portogallo? Il debito pubblico, il tanto vituperato fardello che testimonierebbe il nostro vivere al di sopra delle nostre possibilità (strana accusa a un Paese con il risparmio privato più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-falchi-del-rigore-e-il-problema-del-debito-privato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1347" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9629988-1024x719.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’Italia &#8220;malato d&#8217;Europa&#8221; in campo finanziario dopo la cura da cavallo imposta alla Grecia, l’adeguamento della Spagna di <strong>Pedro Sanchez </strong>all&#8217;asse franco-tedesco e il galleggiamento del Portogallo? Il debito pubblico, il tanto vituperato fardello che testimonierebbe il nostro vivere al di sopra delle nostre possibilità (strana accusa a un Paese con il risparmio privato più elevato d’Europa) come spada di Damocle sull’Europa resa virtuosa dall’austera cura dei nordici? L’austerità stessa come rimedio al vizio capitale delle cicale italiane, alle nostre “colpe” per utilizzare la celebre corrispondenza terminologica tra l’espressione tedesca che significa &#8220;<strong>colpa</strong>&#8221; (<em>schlud</em>) e quella che significa &#8220;<strong>debiti</strong>&#8221; (<em>schluden)</em>?</p>
<p>Quante volte abbiamo sentito questa retorica nel mondo mediatico e nell&#8217;informazione economica. Tuttavia, le recenti osservazioni dell’<strong>European Systemic Risk Board, </strong>l’agenzia dell’Unione europea che misura il rischio &#8220;macro&#8221; alla tenuta dell’economia europea, la situazione degli Stati nei confronti del contesto europeo e la prevenzione sistemica dei rischi dell’Eurozona, sembrano andare in direzione opposta. L&#8217;Italia e il suo debito pubblico non figurano nell&#8217;allerta lanciata dall&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Esrb, i cui giudizi hanno, forse con colpevole ritardo, interiorizzato un’idea oramai nota all’analisi economica e al mondo informativo: le grandi crisi del nuovo millennio sono state prima di tutto crisi di debito privato traslate al settore pubblico per le risposte insufficienti, e dunque è sul debito dei privati e delle imprese che la vigilanza deve essere più stringente.</p>
<p>Non a caso la <strong>Grande recessione</strong> è stata una crisi scatenata dalla tempesta Usa sui subprime del settore immobiliare. E l’Esrb ha mandato raccomandazioni a undici Paesi, tra cui due non membri dell’Ue ma del suo circuito di vigilanza presieduto, per statuto da <strong>Mario Draghi</strong> (Norvegia e Islanda), facendo riferimento &#8220;all&#8217;indebitamento delle famiglie, elevato o in aumento, alla capacità delle famiglie di rimborsare il loro debito ipotecario, alla crescita del credito ipotecario e all&#8217;allentamento dei criteri con cui i prestiti sono concessi, nonché alla valutazione o all&#8217;andamento dei prezzi degli immobili residenziali&#8221;. E tra questi <a href="https://www.forexfactory.com/news/949948-esrb-issues-five-warnings-and-six-recommendations-on">undici Paesi</a> non c’è l’Italia<strong>, </strong>forte di una credibilità nei campi presi in esame unica in Europa. Un &#8220;warning&#8221;, un avvertimento formale che certifica i timori Esrb, è stato inviato a Germania, Francia, Repubblica Ceca, Islanda e Norvegia. In particolare non stupisce l’inclusione di Parigi, i cui livello di debito/Pil includendo il settore privato sono i più alti d’Europa. Nei tedeschi, invece, desta in parte attenzione il mercato immobiliare: la Germania ha il più basso tasso di cittadini proprietari di casa d’Europa (50%), ma un livello di titolari di mutuo (25%) pari a quello italiano.</p>
<p>Ma è nel campo dei Paesi già avvertiti in precedenza su questi rischi di instabilità e ora colpiti da una &#8220;raccomandazione&#8221; per una maggiore vigilanza nel settore dei debiti e dei crediti e nel mercato immobiliare che il fronte dell’austerità esce con le ossa rotte: a essere colpite sono in questo caso Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Olanda, Finlandia e Svezia, sei Paesi in larga misura storicamente favorevoli a tagli di bilancio, strettezze fiscali e mancanza di solidarietà inter-europea. Due dei quali (<strong>Lussemburgo</strong> e <strong>Paesi Bassi</strong>) falchi del rigore dall’alto della loro posizione comoda di paradisi fiscali occulti nell’Ue. In questi Paesi l’Esrb giudica &#8220;ad alto rischio&#8221; la situazione debitoria delle famiglie. Confermando una volta di più la fallacia del famoso mantra secondo cui lo Stato non è una famiglia, molto spesso le condizioni dei conti pubblici non rendo l’idea complessiva dell’indebitamento dell’economia nazionale nel suo complesso. E per l’Italia e l’Europa ciò è più vero che mai.</p>
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		<title>Debito privato in volo: negli Stati Uniti i semi di una nuova recessione</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/debito-privato-in-volo-negli-stati-uniti-i-semi-di-una-nuova-recessione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 05:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel suo primo biennio alla Casa Bianca Donald Trump ha festeggiato il raggiungimento degli obiettivi di una crescita del Pil robusta, vicina al 3% annuo, ma sotto altri punti di vista l&#8217;economia statunitense rimane condizionata da fattori di rallentamento e precarietà che colpiscono milioni di cittadini. Il tema fondamentale è quello del debito privato: innesco, tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-privato-in-volo-negli-stati-uniti-i-semi-di-una-nuova-recessione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_9247423-e1565273990755-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel suo primo biennio alla Casa Bianca Donald Trump ha festeggiato il raggiungimento degli obiettivi di una crescita del Pil robusta, vicina al 3% annuo, ma sotto altri punti di vista l&#8217;economia statunitense rimane condizionata da fattori di rallentamento e precarietà che colpiscono milioni di cittadini.</p>
<p>Il tema fondamentale è quello del <strong>debito privato</strong>: innesco, tra il 2007 e il 2008, della Grande Recessione a partire dal settore dei mutui subprime. Fattore di freno per prospettive e aspettative della classe media statunitense che nell&#8217;ultimo ventennio si è mediamente indebolita e impoverita, mettendo a repentaglio le fondamenta stesse del &#8220;sogno americano&#8221; di mobilità sociale, accesso a alti tenori di vita e possesso di una casa di proprietà. Istruzione, sanità ed ediliziasono i settori in cui il costo dei servizi è lievitato a livelli tali da imporre una nuova fiammata all&#8217;indebitamento dei cittadini americani, i cui salari, pur dati in lieve ripresa negli ultimi trimestri, sono mediamente al palo da due decenni e vengono progressivamente erosi dall&#8217;aumento del costo della vita e dalla debolezza del welfare statunitense.</p>
<p>Elisabetta Grande ha descritto le disuguaglianze economiche negli Stati Uniti<em> </em>come “la povertà estrema è negli Stati Uniti parte integrante della fisionomia della società e addirittura del paesaggio urbano”, dato che si coglie eloquentemente guardando alle città spopolate di Stati come Ohio e Pennsylvania o le aree rurali di Kentucky e West Virginia. Ma la grande questione è, oggigiorno, la &#8220;proletarizzazione&#8221; del ceto medio sotto il peso di un indebitamento privato che serve a mantenere livelli di consumi paragonabili a quelli del passato ma che è sempre più disfunzionale e di difficile controllo.</p>
<p>L&#8217;indebitamento privato dei cittadini statunitensi, a fine 2018, era in crescita da <strong>diciotto trimestri </strong>consecutivi, <a href="https://markets.businessinsider.com/news/stocks/us-household-debt-just-climbed-to-fresh-highs-2019-2-1027947029">arrivando a 13,5 trilioni di dollari,</a> e recentemente anche il <em>Wall Street Journal </em>ha lanciato l&#8217;allarme sulla sua sostenibilità e sui rischi di un gioco speculativo ad ampio raggio paragonabile a quello che ha provocato il disastro del decennio scorso. L&#8217;anno scorso, <a href="https://www.agi.it/economia/classe_media_indebitamento-5961665/news/2019-08-04/">scrive <em>Agi, </em></a>è stato &#8220;il debito studentesco a volare, toccando i 1.500 miliardi di dollari e superando tutte le altre forme di debito al consumo ad eccezione dei mutui. Il debito per l&#8217;auto è cresciuto quasi del 40% (depurato dell&#8217;inflazione) arrivando a 1.300 miliardi di dollari&#8221;.</p>
<p class="selectionShareable">A far lievitare il debito ha contribuito senz&#8217;altro &#8220;il basso costo del denaro assicurato dalla politica monetaria della Fed. Inoltre, secondo il Wsj, l&#8217;indebitamento degli americani è una sorta di voto di fiducia nel futuro: si indebitano perché la disoccupazione è bassa e loro si sentono sicuri di poter trovare un posto di lavoro&#8221;. Tuttavia questo clima potrebbe subire una netta inversione di tendenza qualora la curva della disoccupazione si invertisse, dato che l&#8217;incapacità delle banche centrali di uscire dalla situazione del &#8220;quantitative easing permanente&#8221; a livello globale non offrirebbe un vero e proprio paracadute a una crisi di sfiducia.</p>
<p>Nel comparto auto <a href="http://m.dagospia.com/7-milioni-di-americani-hanno-smesso-di-pagare-le-rate-delle-auto-come-per-i-mutui-subprime-196665?fbclid=IwAR0s_TCZ58rbwCOMcP5sspdAKYqwSCfF9h1XaU95eX_xQhqnEp3UgveB3CM">sarebbero oltre 7 milioni i</a> debitori morosi sui prestiti per l&#8217;acquisto di veicoli il cui ritardo ha superato, nel pagamento delle rate i 90 giorni. Questo perchè, <a href="https://it.insideover.com/politica/ritornano-i-subprime-i-prestiti-automobilistici-negli-usa-lanciano-lallarme.html">come scrivevamo</a>, i debitori hanno una parte preponderante dei finanziamenti concentrati in società specializzate nei prestiti del settore piuttosto che in banche o agenzie che valutano con maggiore accortezza il rischio di credito e le reali garanzie del ricevente. Pensando che la garanzia rappresentata dal veicolo stesso sia più che sufficiente ma non tenendo in conto il fattore rappresentato dal deprezzamento dell&#8217;auto appena acquistata. Non sembra una storia già vista? A oltre dieci anni di distanza, la finanza non ha imparato le lezioni della Grande Recessione. E un&#8217;accumulazione eccessiva di debito privato potrebbe essere il detonatore perfetto per una nuova crisi finanziaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-privato-in-volo-negli-stati-uniti-i-semi-di-una-nuova-recessione.html">Debito privato in volo: negli Stati Uniti i semi di una nuova recessione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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