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mercati finanziari vengono da uno degli anni più complessi e contraddittori della storia contemporanea, un 2020 apertosi con i durissimi tonfi legati alle incertezze della pandemia e proseguito poi con una dilatazione trainata dai nuovi scenari venutisi a creare: il massiccio sostegno alle economie da parte dei governi, il rilancio del quantitative easing globale e delle politiche dei bassi tassi da parte delle banche centrali, la forte dilatazione dei listini tecnologici resi centrali nell’era dell’emergenza pandemica che ha portato avanti i punteggi degli indici, con record di capitalizzazioni al Nasdaq e casi come quello di Apple, arrivata a capitalizzare 2 trilioni di dollari.

Tale dilatazione ha anche visto una delle sue cause nel fatto che cospicue masse di capitali erratici, favorite dall’incentivo alla creazione di passività e debiti connesso ai bassi tassi delle banche centrali e allo stimolo monetario, si sono rivolte nel gioco borsistico stanti le scarse possibilità di impiego in investimenti produttivi e strategici.

Ora, col 2021, molte sono le questioni sul tavolo: l’effetto dei vaccini sulle possibilità di un “ritorno alla normalità” si farà sentire? Come procederanno il Pil, la produzione industriale e i consumi delle maggiori economie del pianeta dopo il tonfo dello scorso anno? La ripresa sarà “a V” con un pronto recupero della produzione e dell’impiego dei fattori produttivi o assisteremo a anni di relativa stagnazione e di mancato rilancio economico? Parliamo di questioni certamente complesse, riassumibili nella necessità di capire lo sviluppo della dicotomia tra ripresa e incertezza. Tra le prospettive di chi vede che l’economia può tornare a correre, i commerci a filare lisci e una nuova normalità a costituirsi e chi, più cauto, non vuole commettere eccessivi errori di valutazione.

“Ovunque si guardi sembra che gli investitori assumano posizioni lunghe sul rischio”, evidenzia Jp Morgan in un recente report, in cui però è anche ricordato quanto sia “importante adottare un approccio rigoroso focalizzato sui fondamentali, soprattutto in un’era post-Covid: i cambiamenti strutturali di più lungo termine, accelerati dalla pandemia, creeranno opportunità che vanno sfruttate, ma ci saranno anche rischi da evitare”. Tra questi ultimi il rischio di una nuova bolla digitale dopo quella di inizio millennio è uno dei più cogenti, ma esistono anche prospettive di operazioni spregiudicate come quella condotta da SoftBank con le sue scommesse rialziste a Wall Street nel settembre scorso.

Vi sono inoltre diversi settori in cui la vigilanza resta alta e che rappresentano altrettante mine potenziali sulla scia della ripresa e del superamento dei rischi di una crisi finanziaria: l’immobiliare, specie nelle grandi metropoli, sta venendo radicalmente trasformato da fattori come lo smart working; il comparto aereo e quello delle crociere devono reinventare sé stessi nel contesto di mercati in cui i costi di ingresso e quelli vivi e fissi sono esorbitanti; le banche saranno in futuro contraddistinte da un crescente livello di crediti deteriorati tra i finanziamenti erogati all’industria; in diversi grandi Paesi, la fine del blocco ai licenziamenti e delle misure di sostegno alla cassa integrazione porterà con sè una catastrofe occupazionale.

Parimenti, il contesto geopolitico globale propone evidenze contrastanti. Da un lato troviamo fattori distensivi o incentivi all’aggregazione economico-finanziaria, come l’accordo Ue-Regno Unito o il partenariato Rcep; dall’altro, una recrudescenza delle tensioni internazionali tra Usa e Cina, la ripresa della competizione tecnologica, la perturbazione di diversi teatri locali dal Mediterraneo al Medio Oriente e all’Africa, specie in aree prossime a importanti snodi commerciali.

La nuova normalità non può escludere l’incertezza, dunque, perché il grado di entropia accumulato nel 2020 si scaricherà gradualmente solo quando si saranno capite le tempistiche e le prospettive del superamento della condizione economica e psicologica dell’era pandemica. Diciamo psicologica perché le dinamiche economiche sono fatte dagli uomini che con intuizioni, strategie, scommesse costruiscono la quotidianità delle azioni di borsa e dell’economia reale attraverso le loro aspettative. E spesso le aspettative sono tutt’altro che razionali: interiorizzare ora, soprattutto per la questioni vaccini, un senso di “scampato pericolo” potrebbe nei prossimi mesi lasciare scottati diversi investitori se i fattori di rischio non saranno adeguatamente ponderati.

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