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I cittadini tedeschi hanno visto la Cancelliera Angela Merkel alzare la linea del rigore contro la pandemia di coronavirus in vista delle festività natalizie con l’imposizione di un nuovo restringimento nazionale abbastanza simile alla zona arancione nazionale, con un’ampia gamma di raccomandazioni che si appellano al senso civico degli abitanti della Germania, ma parimenti agire per ovviare al dissesto economico che le misure anti contagio possono contribuire a generare.

Giorno dopo giorno il governo tedesco sta lavorando alacremente e ridefinendo criteri e volumi del terzo pacchetto di aiuti ponte, già in vigore da qualche settimana e dal valore stimato in quasi 15 miliardi di euro per sostegni a redditi, occupazione e imprese. Un impegno da 1,2 miliardi di euro al mese, come annunciato dal ministro delle Finanze Olof Scholz, che resterà attivo per tutto il 2021 a cui, come sottolinea StartMag, è affidato il compito di ” sostenere le aziende direttamente e indirettamente colpite dal lockdown”. In questo contesto, “gli aggiustamenti in corso mirano a estendere la protezione anche ai negozi di vendita al dettaglio, che nelle settimane del cosiddetto lockdown leggero (in vigore dall’inizio di novembre) erano stati risparmiati dalle chiusure. Per essi è previsto un importo massimo di finanziamento di 500mila euro al mese”. Rimborsi delle perdite e coperture dei costi scoperti sono garantiti dallo Stato in misura proporzionale ai danni economici subiti. Certo, la Germania non adotta la logica dei sussidi a pioggia né vuole impegnare le sue risorse per tenere artificialmente in vita le imprese “zombie” ma l’impegno finanziario di Berlino è senza pari in Europa.

Non sfugge il fatto che la stretta delle festività sia stato il volano per permettere alla Merkel di portare avanti un nuovo progetto di rilancio dell’intervento anticrisi. I dati raccolti dal think tank europeo “Bruegel” ci ricordano che in questi 9 mesi di tempesta economica e crisi pandemica il governo di Berlino abbia mobilitato risorse per oltre 1,3 trilioni di euro356 miliardi di euro non impatteranno sul bilancio federale, in quanto garantiti da Kfw, la Cdp tedesca. Altri 250 miliardi di euro, secondo Bruegel, sono serviti a garantire il rinvio e l’alleggerimento di parte del carico fiscale su cittadini e imprese; 400 miliardi di euro sono stati messi sul piatto per permettere alle imprese di avere le garanzie necessarie a vedere coperti i prestiti per ottenere liquidità a breve e medio periodo nell’ora più buia della crisi. La parte più succulenta dell’azione tedesca è stata rappresentata dalla mobilitazione di uno stimolo fiscale governativo da 284,4 miliardi di euro, oltre 117 dei quali in deficit, dall’annullamento della regola aurea del pareggio di bilancio per i prossimi quattro anni e dal conseguente aumento di spesa pubblica e investimenti. Uno scenario che anche per il 2021 è destinato a ripetersi.

Parliamo di un intervento fiscale diretto pari all’8,4% del Pil, paragonabile nella taglia a quello britannico (8,3%) e statunitense (9,1%) e superiore agli stimoli di Francia (5,5%), Spagna (4,3%), Olanda (3,7%) e Italia (3,4%), secondo le stime Brugel. A cui si potranno aggiungere, grazie alle linee di credito attivate in sede Ue, corsie preferenziali per aiuti di Stato alle aziende strategiche in perdita e ristori ai loro cali di fatturato anche nel 2021.

Il “regalo di Natale” che compensa le chiusure anti-contagio è l’ultima delle misure di un sostegno all’economia divenuto strutturale in una potenza esportatrice trovatasi in crisi come la Germania. Le manovre di medio-lungo periodo segnalano che anche il 2021 sarà caratterizzato da un massiccio intervento pubblico nell’economia. E con la disinvoltura dell’egemone politico che può permettersi l’incoerenza tra le sue scelte Angela Merkel prevede di lasciare al suo successore a Berlino un’agenda politica fortemente riorientata verso l’intervento anti-crisi dopo anni di difesa della linea del rigore. Il cui diniego, non a caso, è coinciso con una gestione della pandemia che ha rinfrancato la sua Cdu e la sua popolarità nei sondaggi. Segno che il distacco dall’austerità è, anche per la nazione che ne è stata a lungo patrona, un risultato positivo. Nel contrasto alla pandemia non poteva essere altrimenti. Il sostegno pubblico alla ripresa è divenuta una chiave della risposta emergenziale alla crisi pandemica e la Germania, già dai numeri messi in campo, dimostra di averlo capito meglio di altri Paesi europei.

 

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