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	<title>Silvio Berlusconi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 03 Sep 2025 18:15:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Silvio Berlusconi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Emilio Fede, il professionista e il prosseneta</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/emilio-fede-il-doppio-volto-di-un-pioniere-dellinfotainment.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 13:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250903152048600_4558d914bfa1b66be122ff3ba9d8fa5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250903152048600_4558d914bfa1b66be122ff3ba9d8fa5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250903152048600_4558d914bfa1b66be122ff3ba9d8fa5b-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250903152048600_4558d914bfa1b66be122ff3ba9d8fa5b-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250903152048600_4558d914bfa1b66be122ff3ba9d8fa5b-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250903152048600_4558d914bfa1b66be122ff3ba9d8fa5b-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250903152048600_4558d914bfa1b66be122ff3ba9d8fa5b-600x395.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di Emilio Fede ce ne sono stati due. C’è stato, nella prima fase dei suoi 94 anni, il conduttore, il cronista, l’autore di inchieste, l’inviato speciale della Rai, nella quale entrò nel 1954 a soli 23 anni scalandone i gradini fino a dirigere il telegiornale della rete ammiraglia, Rai Uno, da lì raccontando in diretta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/emilio-fede-il-doppio-volto-di-un-pioniere-dellinfotainment.html">[...]</a></p>
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<p>Di <strong>Emilio Fede</strong> ce ne sono stati due. C’è stato, nella prima fase dei suoi 94 anni, il conduttore, il cronista, l’autore di inchieste, l’inviato speciale della Rai, nella quale entrò nel 1954 a soli 23 anni scalandone i gradini fino a dirigere il telegiornale della rete ammiraglia, Rai Uno, da lì raccontando in diretta la tragedia di Vermicino. C’è stato il direttore del primo notiziario dell’allora Fininvest, Studio Aperto, dai cui schermi il 17 gennaio 1991 fece uno scoop mondiale: mostrare i bombardamenti su Baghdad annunciando per primo la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-della-prima-guerra-del-golfo.html">guerra del Golfo contro Saddam Hussein.</a></p>



<p>C’è stato il mattatore del Tg4, creatura a immagine e somiglianza, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-secondo-silvio-berlusconi.html">certo, del padrone <strong>Silvio Berlusconi</strong></a>, ma anche, a modo suo, un format: quello del telegiornalismo come teatro, spettacolarizzato, personalizzato, narcisista, con gli inviati a fare da spalla (lo strapazzatissimo Paolo Brosio), fatto di sketch e battute, in cui il carattere del protagonista, estroverso, gigione, irascibile, sicilianissimo, si adeguava alla perfezione agli imperativi dell’infotainment.</p>



<p>Ma è proprio il carattere a darci il secondo Fede, con il quale il primo aveva in realtà sempre convissuto ma che soltanto la berlusconizzazione fece uscire definitivamente allo scoperto: l’uomo, infatti, aveva come tutti le sue debolezze, comprensibili, e dei molto meno giustificabili difetti che, alla lunga, lo hanno divorato. Partiamo dalle debolezze. Già quando era in forze alla tv di Stato si era meritato i nomignoli di “<strong>ammogliato speciale</strong>” (per aver sposato nel 1964 Diana De Feo, figlia dell’allora vicepresidente di viale Mazzini,<strong> Italo De Feo</strong>) e di “Sciupone l’Africano”, per le sontuose note spese che mandava dall’Africa. Non si vergognava, insomma, di far parlare di sé. Cosa, questa, a quei tempi di grigia ipocrisia democristiana, non usuale. Ma furono la passione per l’opulenza e soprattutto il demone del casinò che nel 1987 lo portarono fuori dall’abbraccio di mamma Rai, in seguito a un processo per gioco d’azzardo.</p>



<p>Dopo una parentesi in una piccola emittente locale, Rete A, Berlusconi lo chiama a organizzare Videonews, la struttura interna dedicata all’informazione. Fino a quando il Cavaliere rimase editore, il nuovo pupillo restò in carreggiata, utilizzando al meglio i ferri del mestiere. Ma ecco che, con la famosa “discesa in campo” del 1994, emerge il difetto umano a cui Fede deve la seconda, istrionesca e terrificante parte della sua carriera: la piaggeria sfacciata, scoperta, caricaturale. Probabilmente, anzi sicuramente, Fede nutriva un trasporto sincero per “Silvio”. Ma questo suo amore, che forse solo Sandro Bondi riuscì a eguagliare, lo obnubilò al punto da fargli perdere ogni inibizione. </p>



<p>“Poiché mentre si vota è vietato parlare di politica, mi limiterò a ricordarvi che oggi siamo chiamati a scegliere tra<strong> povertà e libertà</strong>, tra quel comunista di Prodi e il grande, meraviglioso Silvio Berlusconi”: così se ne uscì, senza pudore, alle elezioni del ’96, a urne ancora aperte. Quando <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-25-aprile-di-chi-ha-unificato-l-italia-con-la-televisione.html">Indro Montanelli,</a></strong> che pure doveva al re del Biscione la salvezza del Giornale, decise giustamente di andarsene per non dover sottostare alla linea di Forza Italia, Fede, attaccandolo a più riprese, ebbe l’ardire di definirlo, come da eloquente titolo di un’intervista sul Giorno, un “piccolo uomo”. La fedeltà canina (“Emilio Fido”, lo sbeffeggiava a Striscia la Notizia quel maestro in gioco delle parti di <strong>Antonio Ricci</strong>) gli fruttò la posizione di cane da guardia del berlusconismo, ogni sera puntuale alle 19, e la vicinanza speciale al Capo. Talmente speciale che, al deflagrare del caso Ruby e dei “bunga bunga”, anche lui finì in mezzo ai faldoni giudiziari. Erano le avvisaglie dell’epilogo. Nel 2012, Mediaset lo solleva dall’incarico al Tg4 per sostituirlo con Giovanni “Orso Yoghi” Toti, innescando una penosa trattativa trascinatasi fino al 2014, quando Cologno Monzese rescinde il contratto aziendale (che constava di un lauto stipendio nonché benefit vari), scaricandolo una volta per tutte. Nel frattempo, era uscito un audio in cui Fede parlava di mafia e di Dell’Utri a proposito di Berlusconi, e benché il diretto interessato e l’azienda convenissero si trattasse di manipolazione, è lecito supporre che questo episodio potesse contribuire, forse in modo decisivo, a metterlo fuori gioco.</p>



<p>Fino agli ultimi anni di vita, Fede ha sempre smentito perfino che esistessero, i festini di Arcore, ma nel 2019 è passata in giudicato una condanna per induzione alla prostituzione: in pratica, si inventava casting per “meteorine” a cui faceva seguire regolare invito nella celebre villa in Brianza, dove la ragazza di turno, se non era disposta ad approcci sessuali, si sentiva dire “allora, che cosa siete venute a fare qua?” (Luigi Ferrarella, “Portò la ‘meteorina’ al party di Arcore, Fede condannato”, 22 novembre 2023, Corriere della Sera). È difficile credere, tenendo conto degli standard di moralità in quell’ambiente, che fosse la figura di un professionista ridottosi ormai anziano al ruolo di prosseneta la causa dell’interruzione dei rapporti, anche personali, con l’Amato. Perché l’inconsolabile malinconia in cui sprofondò il Fede al tramonto venne proprio da Lui, il suo eroe e benefattore, che troncò con ingratitudine un’amicizia viscerale, totale (fino a fargli cambiare fede calcistica, dalla Juventus al Milan), seconda soltanto all’affetto per la moglie. Deceduta lei nel 2021 e morto Berlusconi nel 2023, Fede è rimasto solo e abbandonato da tutti, in una casa di cura a Segrate.</p>



<p>Si può dire, tuttavia, che il Fede storico, burbanzoso, fluviale, straripante, chissà quanto involontariamente comico, fosse già defunto in quel fatidico 2012, al momento del divorzio dall’impero di Sua Emittenza. Un tratto di tragedia fa capolino, in quel frangente, nella sua biografia: fu la nemesi, dea che punisce gli eccessi, a fargli pagare lo zelo di servitor fin troppo cortese. E in tal senso il vero necrologio lo scrisse già, il 30 marzo di quell’anno, Le Monde: &#8221;Come tutti i cortigiani – notava il quotidiano francese – Fede doveva aspettarsi di cadere in disgrazia. Essa segna la fine di un&#8217;epoca. Silvio Berlusconi ha lasciato il potere e ci sono poche possibilità che ritorni. Mediaset deve tornare ad essere un&#8217;impresa di comunicazione redditizia e non soltanto il braccio mediatico di un potere che non c&#8217;è più. È crudele, ma in queste condizioni, Emilio Fede non poteva più servire…&#8221;.<br>Chi ora, con untuosa insincerità funebre, sostiene che rispetto ai giornalisti schierati di oggi fosse meglio lui, il fazioso con candore (ma anche, come ha scritto Vittorio Feltri, con “sotterraneo livore”), cade in un puerile abbaglio: rivalutare l’inammissibile, solo perché ricorda il passato che, per antonomasia, appare sempre migliore del presente. E si fa torto allo stesso Fede, che non andrebbe visto con gli occhi di un’onestà intellettuale di cui non si vantò mai, ma con quelli, pietosi ma non miopi, per un ex bravo giornalista che perse tutto l’essenziale, a cominciare dal senso della misura (8-9 mila euro di pensione “non mi bastano”, urlò invelenito a La Zanzara in quel 2012, facendo incazzare di brutto gli ascoltatori). E lo perse perché mancò non il valore né la fortuna, ma quella certa cosa che uno, se non ce l’ha dentro, non se la può dare: l’indipendenza.<br>Alessio Mannino</p>



<p><strong>PS: il Tg4, nell’edizione serale, ha dato conto della morte di Emilio Fede in coda, dopo l’avvistamento di un orso tirolese e le cento candeline di una nonnina abruzzese. Che vergogna.</strong></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>In Nomine Giorgia: il Governo alla prova del rinnovo delle partecipate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-nomine-giorgia-il-governo-alla-prova-del-rinnovo-delle-partecipate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 15:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
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		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Nomine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-768x602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1536x1203.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come ogni primavera, per il Governo arriva la stagione delle nomine nelle partecipate. E non è solo una questione di nomi. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-768x602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1536x1203.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Si avvicina la primavera</strong> e assieme alla bella stagione a Roma arriva anche il <strong>tempo delle nomine</strong>, vecchia e consolidata prassi della politica capitolina in cui ogni esecutivo è chiamato, annualmente, al rinnovo dei consigli d&#8217;amministrazione e dei vertici degli apparati strategici dell&#8217;economia nazionale in cui lo <strong>Stato ha una quota di partecipazione. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eterno ritorno delle nomine</h2>



<p>Si tratta di un tagliando periodico tanto per i vertici di gruppi romanocentrici nel management ma spesso capaci di garantire proiezione economica, internazionalizzazione e dividendi al ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, quanto per ogni sistema di potere politico, che può misurare la sua capacità di <strong>cooptare classe dirigente</strong> e amministratori, costruendo dunque un&#8217;eredità.</p>



<p><strong>La longevità della permanenza al potere di </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dalleredita-popolare-alla-sfida-al-rigore-leuropa-unita-secondo-silvio-berlusconi.html"><strong>Silvio Berlusconi</strong> </a>e la continuità, al tramonto delle fortune elettorali, dell&#8217;influenza romana di <strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">Matteo Renzi</a></strong> sono spiegabili, in buona parte, con le scelte strategiche fatte per creare una classe dirigente di manager pubblici durevole e in grado di produrre risultati. <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-sullucraina-e-sul-filo-tra-realpolitik-e-ambiguita.html"><strong>Giorgia Meloni</strong> </a>vuole fare lo stesso e affronterà, nel suo terzo giro di nomine, partite strategiche. </p>



<p>Scadono i vertici di importanti &#8220;gioielli della corona&#8221; dell&#8217;economia italiana: <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/gas-riserve-europee-al-minimo-il-prossimo-inverno-e-gia-un-problema.html">Snam</a></strong>, la multinazionale controllata da Cassa Depositi e Prestiti che opera nelle infrastrutture energetiche; <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/innovazione-sostegno-alle-imprese-export-le-leve-strategiche-dello-stato.html">Sace, Simest e Invitalia</a>,</strong> tre imprese che permettono allo Stato di sostenere l&#8217;export e la crescita dimensionale<a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html"> delle imprese</a> più promettenti; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-fincantieri-costruisce-i-sottomarini-che-segneranno-il-futuro-della-marina-militare.html"><strong>Fincantieri</strong>,</a> il campione nazionale della cantieristica navale civile e militare; <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-i-veri-interessi-dietro-laccordo-sulle-autostrade.html"><strong>Autostrade per l&#8217;Italia</strong>, </a>in cui <a href="https://it.insideover.com/economia/i-governi-passano-le-casse-restano-in-cdp-le-fondazioni-danno-ancora-le-carte.html">Cdp</a> opera al fianco di due fondi stranieri, Blackstone e Maquaire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Meloni per la gestione del potere</h2>



<p>Al netto dei nomi, su cui rimandiamo a un <a href="https://www.policymakermag.it/insider/snam-italgas-aspi-arera-fincantieri-sace-simest-cnr-tutto-sulle-nomine-di-primavera/">ben informato approfondimento di <em>Policy Maker</em>,</a> notiamo una sfida in atto sul metodo che le nomine faranno emergere in materia di gestione del potere. </p>



<p>Ognuna di queste partite implica un bilanciamento su più fronti: innanzitutto, all&#8217;interno della maggioranza di governo, in cui si è consolidata la prassi che vede <strong>Meloni e il suo cerchio magico di Fratelli d&#8217;Italia</strong> prendere l&#8217;ultima parola sulla scelta degli amministratori delegati e <strong>Lega e Forza Italia</strong> dividersi la scelta delle presidenze. In secondo luogo, nel misurare l&#8217;evoluzione dell&#8217;influenza tra i vari gruppi dirigenti interni ai partiti; <strong>terzo punto è la capacità di proporre manager capaci</strong> sul fronte <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-baykar-arriva-lintesa-sui-droni-si-apre-un-mercato-da-100-miliardi.html">del <strong>mercato di riferimento</strong> delle singole aziende. E</a>, infine, c&#8217;è da considerare un delicato gioco istituzionale e politico che pesa nel determinare la convenienza di certe scelte agli occhi di un mondo in cui gruppi di maggioranza e opposizione si parlano, e non solo.</p>



<p>Ad esempio: come reagirebbe il mercato se <strong>venisse sostituito il ben performante <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-elt-fincantieri-meloni-in-arabia-saudita-fa-felice-la-difesa-italiana.html">Pierroberto Folgiero, Ad di Fincantieri?</a></strong> Oppure, sarebbe possibile indicare come solamente manageriale la conseguenza di una sostituzione dalla guida di Invitalia dell&#8217;Ad <strong>Bernardo Mattarella, figlio del <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-guerra-delle-comunicazioni-dietro-il-braccio-di-ferro-mattarella-russia.html">presidente della Repubblica</a>?</strong> O, ancora, il 51% di controllo su Autostrade darebbe diritto a Cdp di procedere in maniera netta sulla nuova leadership, ma come gestire, nel caso uscissero nomine sgradite ai fondi partner, veri e proprio moloch della finanza globale, la successione all&#8217;Ad Roberto Tomasi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prove generali per il 2026</h2>



<p><strong>Queste domande sono un esempio di ciò che attende </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/nomine-lo-stato-torna-al-centro-vertice-decisivo-tra-draghi-e-il-tesoro.html"><strong>ogni Governo</strong>, a ogni stagione, su ogni azienda.</a> <strong>Del resto, le nomine del 2025 saranno una prova generale</strong> per il piatto grosso del 2026: <strong>Eni, Enel, Leonardo, Poste e Terna</strong>, cinque delle maggiori partecipate italiane, vedranno <strong>scadere i propri Cda</strong>. Nel 2023 Meloni, da poco al potere, scelse una netta continuità su Leonardo e Enel, con l&#8217;ascesa di <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-col-caccia-di-sesta-generazione-litalia-e-unavanguardia-globale.html">Roberto Cingolani </a>e Flavio Cattaneo come Ad, blindando invece<a href="https://it.insideover.com/energia/cane-a-sei-zampee-a-stelle-e-strisce-kkr-acquista-il-25-di-enilive.html"> Claudio Descalzi al Cane a sei zampe. </a></p>



<p>Il 2026, se il Governo durerà fino ad allora, potrebbe permettere a Meloni di essere la prima premier dai tempi di Berlusconi ad avere, per due volte, in mano la gestione delle aziende più strategiche d&#8217;Italia. Consentendo in prospettiva di creare una vera continuità nella galassia economica legata allo Stato e, dunque, nel potere che <strong>dura e supera la caducità di governi ed istituzioni politiche.</strong> Il round di nomine primaverile sarà, nel caso, la grande prova generale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-nomine-giorgia-il-governo-alla-prova-del-rinnovo-delle-partecipate.html">In Nomine Giorgia: il Governo alla prova del rinnovo delle partecipate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La diplomazia secondo Silvio Berlusconi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-secondo-silvio-berlusconi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 16:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1809" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi.jpg 1809w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1809px) 100vw, 1809px" /></p>
<p>Il Presidente del Consiglio dei Ministri più longevo di tutti i tempi ha intessuto una fitta rete di relazioni coi leader internazionali, la base della sua politica estera</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1809" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi.jpg 1809w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/silvio-berlusconi-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1809px) 100vw, 1809px" /></p>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> è stato il presidente del Consiglio dei Ministri più longevo di tutti i tempi. Il Cav ha traghettato l&#8217;Italia da Tangentopoli alla &#8220;Seconda repubblica&#8221;, ha condotto il Paese nell&#8217;Eurozona ed è stato il protagonista della crisi dello spread. Ma qual è il lascito in politica estera del fondatore di Forza Italia? L&#8217;ex presidente del Consiglio, artefice del centrodestra italiano, non ha mai rinunciato ai suoi punti di riferimento (gli Stati Uniti d&#8217;America). </p>



<h2 class="wp-block-heading">La visione berlusconiana</h2>



<p>La sua era una concezione orgogliosamente liberale del mondo, perfettamente inquadrata nel panorama popolare europeo. Ma per capire la figura storica di Berlusconi è doveroso ricordare uno dei suoi predecessori eccellenti, <strong>Bettino Craxi</strong>. Craxi fu il primo, vero trasformatore, in un certo senso un antesignano. Il leader socialista alterò il paradigma del presidente del Consiglio: non più una carica &#8220;collegiale&#8221;, ma un ruolo predominante anche nella comunicazione, un premier senza premierato. Una personalità forte capace di affermarsi e accreditarsi soprattutto all&#8217;estero. D&#8217;altronde, Craxi e Berlusconi sono stati gli unici uomini politici italiani a <a href="https://it.insideover.com/politica/silvio-berlusconi-e-gli-usa-la-storia-di-un-leader-atlantista.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parlare al Congresso Usa</a>. </p>



<p>Berlusconi credeva nel bisogno, avvertito per primo da Craxi, di conferire all&#8217;Italia la <strong>centralità</strong> che meritava ai tavoli internazionali e nell&#8217;ambito dell&#8217;alleanza atlantica. Per contrastare inoltre il protagonismo franco-tedesco, contro cui il creatore di Fi si è scagliato in una storica e lunga battaglia esplosa negli ultimi anni ai vertici del governo italiano e personificata da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Angela Merkel</a></strong> e <strong>Nicolas Sarkozy</strong> (padre dell&#8217;intervento militare in Libia), entrambi considerati i responsabili della caduta del quarto governo Berlusconi dodici anni fa. </p>



<p>Berlusconi aveva un legame stretto con <strong>Muammar</strong> <strong>Gheddafi</strong>, accolto nel 2010 a Villa Pamphili con una tenda beduina e ritenuto ancora oggi l&#8217;unico in grado di tenere unito un popolo lacerato dalla guerra civile scoppiata nel 2011. Con Tripoli furono firmati un trattato di amicizia e un accordo di partenariato, prima della – sofferta – decisione di unirsi alla coalizione internazionale che bombardò la Libia fino alla destituzione del suo dittatore. In quell&#8217;occasione Berlusconi si trovò totalmente isolato sia in sede Nato che dentro al suo stesso governo. Più avanti il Cav avrebbe ammesso: &#8220;Avevo come sempre ragione io, Gheddafi era un personaggio controverso ma era amato dalla gente ed era diventato un uomo con cui si potevano fare accordi, soprattutto sull&#8217;immigrazione&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Pratica di Mare al Medio Oriente</h2>



<p>La <strong>dimensione umana</strong> e personale è dunque elemento imprescindibile per comprendere la visione berlusconiana, il fulcro di una prospettiva più informale sulla diplomazia. Silvio Berlusconi era dotato di un&#8217;innata <strong>espansività</strong> che tutti i leader che l&#8217;hanno conosciuto hanno potuto accertare. Indimenticabile fu, ad esempio, il siparietto con la cancelliera tedesca durante un bilaterale a Trieste nel 2008: Berlusconi salutò Merkel nascondendosi dietro un pennone in piazza dell&#8217;Unità dal quale si avvicinò sussurrando &#8220;<strong>cucù</strong>&#8220;. Da quest&#8217;idea del mondo nascono gli <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/spirito-pratica-mare-e-geopolitica-cav-2135892.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordi di Pratica di Mare</a>, l&#8217;intesa siglata nel 2002 tra Nato e Russia. Senza l&#8217;impegno e l&#8217;amicizia intercorsa tra il Cavaliere e il duo Bush-Putin, quello spirito – purtroppo mai più ritrovato in questo secolo –, onda lunga di un processo di distensione tra Occidente e Russia cominciato con la dissoluzione dell&#8217;Urss, non sarebbe mai esistito. </p>



<p>I suoi detrattori lo hanno accusato di seguire pedissequamente le direttive di Washington, con cui, a differenza di Bruxelles, c&#8217;è sempre stata una fortissima <strong>sintonia</strong>. Con Bush junior alla Casa Bianca, il governo italiano ha garantito l&#8217;appoggio alle missioni in Iraq e Afghanistan, ricevendo per questo un importante attestato di stima da Barack Obama nel 2010. Il presidente democratico, pur vedendo con diffidenza la relazione di Berlusconi con il presidente russo <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a></strong>, ringraziò personalmente il capo del governo italiano quando confermò l&#8217;impegno a incrementare la presenza italiana nella Isaf, la forza Nato in Afghanistan. </p>



<p>La <strong>svolta epocale</strong>, ispirata dall&#8217;amministrazione repubblicana di inizio millennio, è avvenuta però in <strong>Medio</strong> <strong>Oriente</strong>: Berlusconi è stato probabilmente il presidente del Consiglio italiano più filoisraeliano di tutti i tempi. &#8220;La difesa di Israele – scriveva il Cavaliere nel 2015 – oggi più che mai è la difesa delle ragioni della libertà, della democrazia, del pluralismo civile e religioso&#8221;. Profetiche poi le sue parole sulla crescente <a href="https://it.insideover.com/politica/la-profezia-di-berlusconi-sulla-cina-minaccia-alle-generazioni-future.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">minaccia cinese</a>, contro cui l&#8217;Europa dovrebbe prendere le giuste misure per fermare il &#8220;disegno espansionista&#8221; di Pechino. </p>



<p>Oggi Silvio Berlusconi è scomparso a 86 anni. Nel libro <em>Berlusconi – The Diplomat</em>, i professori Emidio Diodato e Federico Niglia usano una metafora efficace per spiegare la politica estera del Cav: &#8220;La storia della politica estera di Berlusconi può essere interpretata come un&#8217;opera teatrale in cui egli è sempre il personaggio principale&#8221;. Ora può calare il sipario.</p>
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		<title>Dall&#8217;eredità popolare alla sfida al rigore: l&#8217;Europa unita secondo Silvio Berlusconi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalleredita-popolare-alla-sfida-al-rigore-leuropa-unita-secondo-silvio-berlusconi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 16:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulla scia di De Gasperi, Berlusconi ha seguito la linea del Partito Popolare Europeo aprendo a molte intuizioni sulla visione comunitaria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230612182210742_80205e328842901e86b5feb638db6a82-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Silvio Berlusconi è stato uno degli ultimi leader italiani ad avere un profilo di statista internazionale valido anche in <strong>campo europeo</strong> e a immaginare per l&#8217;Unione europea un sentiero di sviluppo diverso da quello in cui, molto spesso, limitatezze di vedute e questioni di litigiosità politica interna l&#8217;hanno condotta negli scorsi decenni.</p>



<p>&#8220;Ha lasciato il segno&#8221;, ha dichiarato in occasione della sua scomparsa la presidente del Parlamento europeo <strong>Roberta Metsola</strong>, citando il peso europeo del Cavaliere. La politica maltese del Partito Popolare Europeo ha condiviso, fino al ritorno in Senato di Berlusconi nel 2022, lo scranno di Strasburgo con l&#8217;ex presidente del Consiglio e ha riconosciuto il peso del Cavaliere nell&#8217;influenzare la sfera politica comunitaria. <strong>Ursula von der Leyen</strong>, che da compagna di partito della Cdu di Angela Merkel fu fautrice dell&#8217;austerità più dura nello scorso decennio, ha speso da presidente della Commissione parole calorose verso Berlusconi, mentre anche Viktor Orban ha definito &#8220;coraggiosa&#8221; la parabola politica dell&#8217;ex premier.</p>



<p>Elogi e riconoscimenti dopo la morte non equivalgono a giudizi politici definitivi, sia ben chiaro. Ma negli anni, soprattutto dopo l&#8217;accelerazione imposta all&#8217;Europa dal Covid-19, molte battaglie portate dal Cavaliere nell&#8217;agone comunitario in tempi non sospetti hanno acquisito dimensione trasversale e sono diventate centrali nell&#8217;agenda strategica dell&#8217;Unione Europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lotta all&#8217;austerità</h2>



<p>La sfida politica più nota di Berlusconi in Europa è stata quella del <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-troika-al-golpe-in-italia-i-momenti-piu-bui-delleuro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>rifiuto dell&#8217;austerità come linea guida</strong> </a>dell&#8217;agenda economica europea. Il governo del Cavaliere, nel 2003, volle dare durante la presidenza di turno del Consiglio Europeo da parte dell&#8217;Italia un messaggio distensivo contro l&#8217;applicazione rigida delle regole di bilancio graziando la Germania, che sforava eccessivamente il rapporto debito/Pil rispetto ai target della sua manovra, dalla promozione di una procedura d&#8217;infrazione. <em>Noblesse obligéé,</em> non ricambiata otto anni dopo durante la <strong>tempesta dello spread</strong>, quando il lancio della linea dura da parte della Germania di Angela Merkel e della Banca centrale europea targata Jean-Claude Trichet, che aumentò i tassi, colpì ai fianchi l&#8217;ultimo esecutivo del Cavaliere, provocandone la caduta.</p>



<p>Nel frattempo, Berlusconi e il suo esecutivo di centrodestra, l&#8217;ultimo direttamente legittimato alle urne fino a quello di Giorgia Meloni nato nel 2022, avevano provato a mediare su più fronti. Da un lato, denunciando l&#8217;assurdità dell&#8217;imposizione di regole strette sui tagli alla spesa pubblica come viatico per il ritorno alla crescita secondo uno schema<a href="https://www.tempi.it/critica-monti-e-merkel-promuove-berlusconi-non-e-brunetta-e-munchau-giornalista-tedesco-del-ft/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> che fu sostenuto anche dall&#8217;editorialista del Financial Times Wolfgang Munchau</a>, dall&#8217;altro non mancando di mantenere una politica di bilancio cauta sul fronte interno e una posizione assertiva in Europa. In particolare, furono due le iniziative, una sola delle quali ebbe successo, con cui il Cavaliere provò a giocare la partita anti-austerità in Europa. Da un lato, con successo, promosse la scelta di <strong>Mario Draghi</strong> come governatore della Bce nel 2011, vincendo la concorrenza tedesco-olandese, e riunendo per un breve periodo un compatto fronte mediterraneo anti-rigorista. Draghi aprì la strada al quantitative easing e al superamento dell&#8217;ora più buia dell&#8217;austerità.</p>



<p>Dall&#8217;altro, Berlusconi e il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giulio Tremonti</strong> furono, assieme al premier lussemburghese <strong>Jean-Claude Juncker</strong>, i fautori <a href="https://it.insideover.com/economia/chi-tutela-di-piu-la-sovranita-mes-e-eurobond-a-confronto.html">dell&#8217;emissione di <strong>debito comune europeo</strong></a> con i cosiddetti Eurobond per finanziare comune politiche anticrisi per rilanciare l&#8217;Europa. Qui il blocco rigorista ebbe successo a fermare quella che sarebbe stata un&#8217;anticipazione del fondo <strong>Next Generation Eu </strong>messo in campo dopo la crisi pandemica. E, ironia della sorte, spinto proprio dall&#8217;ex regina del rigore Angela Merkel.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo immigrazione</h2>



<p>Un altro tema su cui Berlusconi ha più volte chiamato l&#8217;Europa in campo è quello dell&#8217;immigrazione. I suoi governi hanno dovuto affrontare la prima ondata dell&#8217;emergenza sbarchi dal Nord Africa, complice il deperimento della situazione securitaria tra Nord Africa e Maghreb a inizio Anni Duemila.</p>



<p>Berlusconi ha sempre promosso l&#8217;idea secondo cui chi sbarca in Italia sbarca in Europa e le frontiere mediterranee della Penisola fossero a tutti gli effetti frontiere europee. Chiamando a una gestione collegiale dell&#8217;immigrazione.</p>



<p>Nel 2003 Berlusconi aveva promosso l&#8217;aggiornamento delle <strong>Regole di Dublino</strong> per gestire un&#8217;immigrazione extra-comunitaria proveniente da più fronti, Balcani e Nord Africa, in numeri non ancora massicci come quelli attuali. Con le regole &#8220;il trattato firmato dal governo di centrodestra aveva aggiunto l&#8217;obbligo di prendere le impronte digitali&#8221;, nota <em>Italia Oggi</em>. &#8220;Adesso sembra un&#8217;ovvietà&#8221; ma allora erano notevoli gli appunti da parte di coloro che ritenevano &#8220;una discriminazione prendere le impronte ai soli extracomunitari. Esse però sono servite a creare per la prima volta una banca dati ottenendo così l&#8217;emersione di identità e pratiche multiple&#8221; e riducendo dal 2003 al 2004 del 40% gli arrivi irregolari in Italia.</p>



<p>Roma promosse inoltre l&#8217;ampliamento delle politiche di liberalizzazione dei visti e ampliamento della cooperazione per aiutare nei Balcani occidentali i paesi maggiormente esposti all&#8217;immigrazione (Serbia, Kosovo, Bosnia, Montenegro, Croazia, Macedonia ed Albania) e aprire a replicare in questo campo tale protocollo nei confronti dell&#8217;Africa, per tagliare le gambe ai trafficanti di esseri umani tutelando i canali regolari di afflusso verso l&#8217;Europa. La <strong>miopia di Bruxelles</strong> è spesso stata notevole. Ma il leader che, come ha detto Ursula von der Leyen, ha &#8220;guidato e plasmato&#8221; l&#8217;Italia, ha avuto in seguito un rilancio di attenzione per la sua visione con l&#8217;esplosione della bomba migratoria nello scorso decennio. Dopo la quale si è arrivati alla volontà di aggiornare ulteriormente le regole europee per gestire nei Paesi di provenienza dei migranti l&#8217;emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precursore dell&#8217;autonomia strategica</h2>



<p>Un altro tema su cui Berlusconi ha anticipato i tempi è stato quello dell&#8217;<strong>autonomia strategica europea</strong>. Vista non in antitesi all&#8217;alleanza occidentale ma piuttosto come un complemento alla visione di un campo atlantico dotato di una guida americana e di una solida gamba europea.</p>



<p>Berlusconi ha rivendicato la posizione di Forza Italia nel Partito Popolare Europeo in piena continuità con la <strong>visione di figure come <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alcide De Gasperi</a></strong> e gli altri padri dell&#8217;Europa, provenienti proprio dall&#8217;alveo democratico-cristiano: &#8220;l’Europa che avrebbero voluto i padri fondatori era un grande spazio di libertà, non una gabbia burocratica&#8221;, <a href="https://www.facebook.com/SilvioBerlusconi/photos/quella-da-ripensare-%C3%A8-lidea-stessa-di-europa-se-vogliamo-salvare-questo-grande-s/1580173872016712/?locale=es_LA&amp;paipv=0&amp;eav=AfbkbAO_U9ysPYP0y78zyu1ToPBJeXhfBvfpkGQa7VkqMXvaRttE4AxeaVeHk2EMvE8&amp;_rdr">dichiarò Berlusconi nel 2017,</a> aggiungendo che &#8220;si sarebbe dovuta basare su valori condivisi, sulle comuni radici giudaico-cristiane e greco-romane, e quindi avere assolutamente una politica estera e una politica di difesa comuni che la imponessero come potenza mondiale alla pari di Stati Uniti, Federazione Russa e Cina&#8221;. Sulle orme di De Gasperi, Berlusconi ha immaginato lo spazio europeo della sovranità industriale, tecnologica, militare per plasmare una vera &#8220;Europa dei popoli&#8221;.</p>



<p>Da tempo Berlusconi premeva perché l&#8217;Europa si dotasse di strumenti di cooperazione e rilancio della sua visione politica. In tempi non sospetti, dunque, parlava già di <strong>autonomia strategica</strong>, prima che a farlo fossero Emmanuel Macron e altri importanti leader del presente. In vista del voto del 2022, Forza Italia ha messo in programma <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/e-berlusconi-invoca-esercito-comune-europeo-2018847.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il sostegno a un <strong>esercito europeo</strong> come strumento di deterrenza.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessun complesso di inferiorità</h2>



<p>La scomparsa del Cavaliere ne ha fatto emergere, sotto diversi punti di vista, la lungimiranza in Europa. Una politica diplomatica spesso promossa più a livello di fattore umano che di strategia diplomatico-geopolitica codificata ha visto Berlusconi promuovere un europeismo tiepido nell&#8217;adesione alle logiche tradizionali dell&#8217;Europa post-Guerra Fredda a trazione franco-tedesca ma estremamente caloroso nel consolidare una visione più ambiziosa per il Vecchio Continente.</p>



<p>Lucio Caracciolo su <em>Limes</em> nel 2010 riconosceva che Berlusconi non soffriva &#8220;dei complessi d&#8217;inferiorità dei suoi predecessori verso tedeschi e francesi&#8221;. Questi &#8220;hanno sempre osservato con benevolenza il nostro europeismo, perché comportava la rinuncia a difendere i nostri interessi nazionali postulandone l&#8217;identità con un fantomatico interesse europeo&#8221;. Uno schema con cui Berlusconi ha più volte rotto aprendo, tra le altre cose, a più occasioni di <strong>riflessione profonda</strong> per il Vecchio Continente e la sua leadership. Molti nodi sono venuti al pettine. E molti potrebbero venirne ancora. Il tema dell&#8217;ambiente, ad esempio, è stato promosso con attenzione da Berlusconi assieme alla <strong>politica industriale</strong> per la transizione energetica rifiutando strappi radicali su temi come l&#8217;auto elettrica, la messa al bando di dispositivi inquinanti e l&#8217;europeismo &#8220;dirigista&#8221; di Bruxelles fatto a colpi di veti e bandi postulandone la distanza dall&#8217;idea di Europa che ha avuto sempre in mente. Un&#8217;Europa popolare e ambiziosa. Fatta dai suoi popoli, dai suoi Stati, dai suoi attori economici, non nelle rigide torri d&#8217;avorio di Bruxelles. Spesso così lontane dal sentire comune delle popolazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalleredita-popolare-alla-sfida-al-rigore-leuropa-unita-secondo-silvio-berlusconi.html">Dall&#8217;eredità popolare alla sfida al rigore: l&#8217;Europa unita secondo Silvio Berlusconi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Amicizia, gas e sogni sfumati. I governi Berlusconi e la Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/amicizia-gas-e-sogni-sfumati-berlusconi-e-la-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 13:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La politica estera di Silvio Berlusconi nei confronti della Russia è stata una delle più complesse dei suoi mandati alla guida del Paese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYivLHvoEhBTRHBRdeTh_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i grandi temi della politica estera di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, il rapporto con la Russia è stato centrale. Una relazione che si è costruita su due binari che, come spesso accaduto durante i mandati del Cavaliere, univano scelte strategiche nazionali e indubbi legami di natura personale. Impossibile, a volte, scindere i due frangenti. E questo si è visto soprattutto nel rapporto instaurato con il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>: il grande <em>dominus </em>di Mosca che ha avuto modo di relazionarsi con Berlusconi sia in qualità di presidente del Consiglio italiano, sia in qualità di interlocutore fidato e amico. Al netto dell&#8217;amicizia, rimangono per dei pilastri delle relazione bilaterali tra Italia e Russia nell&#8217;era berlusconiana: una sinergia che contraddistinse l&#8217;agenda del Cavaliere per tutti gli anni a capo dell&#8217;esecutivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto nato dal crollo dell&#8217;Urss</h2>



<p>La politica estera di Berlusconi si inseriva in un contesto, quello italiano, in cui i rapporti con la Russia erano già solidi e trasversali. Rapporti economici e culturali si univano a rapporti politici sorti dalla diplomazia di alcuni capi di governo e soprattutto dalla presenza del più grande partito comunista d&#8217;Occidente.</p>



<p>Berlusconi capo del governo inizia ad avere rapporti con la Russia prima dell&#8217;era di Putin. Lo ha fatto capire anche Vladimir Shevchenko, ex capo del protocollo sotto la presidenza di Mikhail Gorbacev e Boris Eltsin, che ai media russi ha ricordato il Cavaliere come &#8220;una persona leale nei rapporti con la Russia, ed era sempre attento alle nostre richieste&#8221;.</p>



<p>Data la breve esperienza di governo di Berlusconi prima dell&#8217;ascesa al potere di Putin, è chiaro però che il consolidamento delle relazioni tra il Cav e Mosca si è però avuta in particolare durante la fase in cui lo &#8220;zar&#8221; è diventato l&#8217;unico leader della Federazione sorta dalle ceneri dell&#8217;Unione sovietica. E questo, al netto della breve esperienza presidenza di Dimitri Medvedev, ha reso possibile costruire un legame tra governi italiani e russi incentrati sulle due figure di Berlusconi e Putin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo incontro con Putin: Genova 2001</h2>



<p>Il loro primo incontro e l&#8217;inizio di quell&#8217;amicizia durata decenni fu il G8 di Genova del 2001. Come ha ricordato anche di recente l&#8217;ambasciatore Umberto Vattani a <em>La7</em>, Berlusconi volle incontrare il presidente russo per un incontro bilaterale prima del vertice chiedendogli come mai un Paese così importante come la Russia non fosse nell&#8217;Unione europea. La delegazione russa sembrò incuriosita da quella affermazione, ma l&#8217;ambasciatore ha ricordato anche un altro aneddoto, cioè che durante quel summit internazionale, Berlusconi propose a Putin di collaborare nella lotta al <strong>terrorismo islamico</strong>: un nemico comune che poteva suggellare un sinergia a cui il presidente del Consiglio si adoperò per tutta la sua carriera.</p>



<p>Quell&#8217;incontro, che nell&#8217;intenzione del capo del governo italiano aveva come obiettivo la fine della diffidenza tra l&#8217;ex agente del Kgb e i leader dell&#8217;Occidente, segnò l&#8217;inizio di un rapporto che negli anni si fece sempre più solido, umano prima ancora che politico, e che incise in modo significativo sulla politica estera dell&#8217;Italia nei rapporti con la Federazione Russa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gas di Putin e Berlusconi, il pilastro delle relazioni Mosca-Roma</h2>



<p>A ottobre del 2001, a conferma di quel rapporto instaurato a luglio, Berlusconi andò a Mosca rafforzando i legami energetici tra i due Paesi, in particolare tra <strong>Eni </strong>e <strong>Gazprom</strong>, parlando di gasdotti e di quel sogno del Cav, poi tramontato, del collegamento da sud (il South Stream) che avrebbe potuto unire i giacimenti di gas di Mosca con i terminali italiani. Un asse che, visto a posteriori, si sarebbe tradotto in un&#8217;inevitabile riduzione della centralità geopolitica della Germania come alleato di Mosca nel cuore d&#8217;Europa, diversificando così un approvvigionamento energetico che vedeva Berlino quale unico grande hub del Vecchio continente per l&#8217;oro blu russo.</p>



<p>Nel tempo, l&#8217;Italia concluse diversi accordi nel settore energetico con la Federazione Russa, rappresentando essa un elemento essenziale della diplomazia di Palazzo Chigi. Uno su tutti quello per il gasdotto Blue Stream. Diversi segmenti industriali dei due Paesi hanno consolidato i loro legami con importanti accordi commerciali e strategici, creando partnership molto rilevanti nei rispettivi settori di riferimento.</p>



<p>I critici ritengono in realtà che gli accordi siglati tra Roma e Mosca, al pari di quelli conclusi tra la capitale russa e Berlino, segnarono di fatto la crescita esponenziale del peso politico del Cremlino in Ue, dal momento che due dei suoi Paesi più importanti erano dipendenti a livello energetico dalla Federazione russa. Critica addotta anche da molti addetti ai lavori successivamente all&#8217;attacco di Putin contro l&#8217;Ucraina. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sogno sfumato di Pratica di Mare e la vittoria politica di Berlusconi</h2>



<p>Passano pochi mesi, e Berlusconi e la Russia segnano un nuovo capitolo fondamentale di questa relazione speciale. Dopo l&#8217;incontro a Sochi, nella residenza privata di Putin sul Mar Nero, i due leader lavorano a un dossier che sarà infine certificato pochi mesi più tardi da quello che negli anni è rimasto uno dei pilastri della politica estera berlusconiana: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/spirito-pratica-mare-e-geopolitica-cav-2135892.html?_ga=2.234773981.2112016674.1686558079-918681684.1660117186">l&#8217;incontro di <strong>Pratica di Mare</strong></a>.</p>



<p>Qui, nella base dell&#8217;Aeronautica a sud di Roma, Berlusconi, insieme al presidente degli Stati Uniti <strong>George W. Bush</strong> e Putin fu protagonista di quella stretta di mano che sembrava dovesse segnare il grande disgelo tra Mosca e Washington con una graduale collaborazione tra i due vecchi nemici del secondo Novecento. L&#8217;accordo di Pratica di Mare, che riattivava e rinforzava il &#8220;Nato-Russia Founding Act on Mutual Relations, Cooperation and Security&#8221; del 1997, fu una evidente vittoria politica di Berlusconi. Negli anni osservatori, analisti e personalità del mondo politico si sono spesso divisi sul ruolo di questo incontro, tra chi lo ha esaltato e chi invece ne ha quasi azzerato la portata.</p>



<p>Dopo 20 anni e un sogno di disgelo evidentemente tramontato con l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, è possibile per dire che quel vertice fu in realtà <strong>figlio di un&#8217;epoca diversa</strong> in cui sembrava davvero possibile un riallineamento della Federazione Russa con l&#8217;Occidente. Mosca aveva bisogno di investimenti, gli Usa uscivano vincitori della Guerra fredda, Putin aveva bisogno di sostegno internazionale e la Cina non era la superpotenza di oggi. Tutto lasciava quindi credere che il Cremlino fosse predisposto, se non pronto, a una nuova era di relazioni. E questo appariva possibile anche ad alcuni apparati Oltreoceano.</p>



<p>Berlusconi riuscì a decifrare quei movimenti interni alle capitali delle due potenze, probabilmente anche per i rapporti di amicizia personali con i due leader, e cogliere <strong>l&#8217;opportunità </strong>di proporsi come mediatore tra le diverse esigenze. Una scelta che gli valse un vertice &#8220;in casa&#8221; che, per quanto eccessivamente caricato di ambizione, fu di certo foriero di una grande carica politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;altro sogno del Cav: la Russia in Europa</h2>



<p>Il 6 novembre 2003 un&#8217;altra tappa di questo rapporto di apertura di Berlusconi nei confronti di Mosca. A Roma si tiene il dodicesimo incontro tra Unione europea e Mosca per l&#8217;Accordo di Partenariato e Cooperazione e della Strategia Comune per la Federazione Russa. Sul tavolo del confronto, quattro spazi comuni tra Ue e Russia, accordi di cooperazione scientifica e sulla lotta al crimine organizzato internazionale.</p>



<p>L&#8217;obiettivo di integrare Mosca in Europa, forse più un&#8217;utopia che una realtà, nel solco di quella tradizione di europeismo da Lisbona a Vladivostok, è sempre stato uno dei pensieri di Berlusconi. E anche un suo rimpianto. <a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/russia-berlusconi-e-europea-lavorare-sua-entrata/AE0AIOXC">Ancora a gennaio di quest&#8217;anno</a>, il Cavaliere ricordava che <strong>&#8220;un&#8217;Europa forte</strong>, con l&#8217;entrata della Federazione Russa, non siamo riusciti a costruirla. È un vero peccato, ma dobbiamo lavorarci ancora in futuro, perché non possiamo pensare che la situazione di oggi sia addirittura peggiore di quando c&#8217;era la Guerra Fredda&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto personale per mediare sulla Georgia</h2>



<p>Un&#8217;amicizia complessa, non esente da critiche, che però ebbe anche il merito di diventare una leva fondamentale in alcuni dossier internazionali. Molti ricordano ad esempio il ruolo di Berlusconi nella mediazione tra Russia e <strong>Georgia </strong>con la guerra esplosa nel 2008.</p>



<p>All&#8217;epoca il ruolo del Cavaliere, cui si appoggiò anche il presidente francese <strong>Nicolas Sarkozy </strong>che aveva la presidenza di turno dell&#8217;Unione europea, fu a detta di molti determinante per riportare Putin a più miti consigli. Il capo dell&#8217;Eliseo ringraziò il presidente del Consiglio italiano, che si destreggiò tra i vari leader europei e il presidente Usa per riuscire a trovare una posizione comune che non mettesse fine al dialogo tra Mosca e l&#8217;Occidente. &#8220;Non si può tornare alla Guerra Fredda&#8221; ripeteva Berlusconi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;equilibrio tra Usa e Russia</h2>



<p>Quell&#8217;obiettivo costante di Berlusconi fu spesso osservato speciale da parte di Washington e non solo. Molti, infatti, guardavo con attenzione e anche timore il rapporto umano &#8211; prima ancora che politico &#8211; tra lo &#8220;zar&#8221; e il Cavaliere, e questo si evince anche dai diversi cablogrammi e dichiarazioni in ambito euro-atlantico che si interrogavano su questo tipo di relazioni.</p>



<p>Berlusconi in realtà ha sempre cercato di mostrare come le due cose, cioè la piena adesione all&#8217;Occidente, ovvero all&#8217;Unione europea ella Nato, e l&#8217;amicizia con la Russia post-sovietica non fossero antitetiche. Un obiettivo ambizioso, oggi considerato anche irrealistico, ma che Berlusconi fu capace di portare avanti anche per la sua <a href="https://it.insideover.com/politica/silvio-berlusconi-e-gli-usa-la-storia-di-un-leader-atlantista.html">indubbia fedeltà ai valori e alla causa occidentale</a>. Con alle spalle una grande <strong>ammirazione e riconoscenza verso gli Usa</strong>, e con la piena convergenza tra Roma e Washington su molteplici dossier, l&#8217;Italia di Berlusconi si è sempre contraddistinta per un solido impegno in ambito atlantico, e questo lo si è visto anche con il dispiegamento dei militari italiani nelle missioni all&#8217;estero. Lo stesso invito del presidente del Consiglio <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/discorso-berlusconi-acclamato-congresso-usa-1999597.html">a parlare al Congresso degli Stati Uniti</a> fu la testimonianza più cristallina di questa amicizia tra lui e gli States.</p>



<p>Ma questo non fu mai antitetico a una proiezione verso la Russia e quel<strong> &#8220;sud del mondo&#8221;</strong> composto da chi non era mai stato allineato alle politiche Usa. Un equilibrio che ha caratterizzato per anni la politica estera di Berlusconi e che oggi è riconosciuto anche dai messaggi di cordoglio che giungono dai due poli opposti, tanto dall&#8217;America quanto dal Cremlino. Anche in un momento dove lo scontro tra le potenze causato dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina è sempre più radicato e la divisione tra Mosca e Occidente sempre più ampia, e, almeno per il momento, decisamente incolmabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/amicizia-gas-e-sogni-sfumati-berlusconi-e-la-russia.html">Amicizia, gas e sogni sfumati. I governi Berlusconi e la Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La profezia di Berlusconi sulla Cina: &#8220;Minaccia alle generazioni future&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-profezia-di-berlusconi-sulla-cina-minaccia-alle-generazioni-future.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 12:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1116" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Ultimo-video-di-Berlusconi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Ultimo-video-di-Berlusconi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Ultimo-video-di-Berlusconi.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rischi dell'espansionismo cinese in Europa, secondo Berlusconi: dalla minaccia militare all'imperialismo economico di Pechino</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-profezia-di-berlusconi-sulla-cina-minaccia-alle-generazioni-future.html">La profezia di Berlusconi sulla Cina: &#8220;Minaccia alle generazioni future&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1116" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Ultimo-video-di-Berlusconi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Ultimo-video-di-Berlusconi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Ultimo-video-di-Berlusconi.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Silvio</strong> <strong>Berlusconi</strong> non c&#8217;è più. Il leader di Forza Italia si è spento oggi, lunedì 12 giugno 2023, all&#8217;età di 86 anni. In quasi un secolo di vita, il Cavaliere ha visto il mondo intorno a lui cambiare. Era bambino quando gli Alleati hanno sconfitto le potenze dell&#8217;Asse. Iniziava la sua strabiliante carriera imprenditoriale durante la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guerra fredda</a> ed è asceso ai vertici dello Stato italiano nell&#8217;epoca dell&#8217;unipolarismo Usa. E questo lo ha segnato, creando un forte <strong>sentimento liberale</strong> contro qualsiasi forma di dittatura. Come quella <strong>cinese</strong>. </p>



<p>Sulla Repubblica popolare, il Cav non ha speso buone parole e anzi negli ultimi anni ha puntualmente messo in guardia dalle <strong>mire di Pechino</strong> in Europa, ma non solo. Rievocando quella che dal 2012 è la strategia degli Stati Uniti nel Pacifico, la cosiddetta <em>Pivot to Asia</em>, Berlusconi riconosceva la minaccia cinese nella regione dell&#8217;Indo-Pacifico. Una minaccia sistemica per gli equilibri geopolitici internazionali, accresciuta dopo il &#8220;miracolo&#8221; economico avvenuto all&#8217;inizio del Ventunesimo secolo. Miracolo che nel pieno dei governi Berlusconi si verificava sconfessando la promessa, fatta per primo da Bill Clinton, secondo cui aprendo l&#8217;economia cinese ai mercati stranieri il regime di Pechino si sarebbe inevitabilmente <strong>liberalizzato</strong>. </p>



<p>La Cina invece si è adattata adottando ulteriori strette sulla libertà individuale, instaurando un <strong>sistema semi-totalitario</strong> antitetico a quello occidentale. &#8220;La vera minaccia per le generazioni future è la Cina&#8221;, disse l&#8217;ex premier alla vigilia delle elezioni europee nel 2019. Il fondatore del centrodestra italiano è intervenuto anche dopo i misteriosi avvistamenti e abbattimenti, sui cieli del Nord America, di <a href="https://it.insideover.com/difesa/chi-ce-dietro-la-strategia-di-sorveglianza-cinese-la-mente-dei-palloni-spia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">palloni spia</a> la cui paternità è stata attribuita proprio a Pechino. &#8220;Da tempo – ha affermato in un&#8217;intervista – denuncio le manovre spregiudicate di un regime totalitario e comunista che si muove in sfregio ad ogni regola internazionale e che mira al globalismo cioè all’<strong>espansione</strong> economica, politica e militare in ogni parte del mondo&#8221;. </p>



<p>Il &#8220;sogno&#8221; del Cav presupponeva un&#8217;unità di intenti a livello europeo in contrapposizione al disegno egemone del &#8220;Dragone&#8221;, perciò anche in chiave militare, con una difesa comune. Quello di Berlusconi è quindi quasi un <strong>rimprovero</strong> alle cancellerie europee che tuttora mantengono un atteggiamento di ambiguità sull&#8217;ampliamento della partnership commerciale con Pechino, perché la posta in palio è troppo alta per continuare a fare affari con uno Stato accusato di violare i diritti umani e le libertà personali di base. </p>



<p>Accodandosi ai moniti lanciati dagli Stati Uniti, la posizione di Berlusconi sulla Cina non va però fraintesa come un incoraggiamento all&#8217;inizio di nuova Guerra fredda. Il capo di Forza Italia, quando era ancora eurodeputato, ha presentato un&#8217;interrogazione parlamentare (firmata insieme ad <strong>Antonio Tajani</strong>) sulla &#8220;penetrazione di capitali cinesi nel tessuto economico italiano ed europeo&#8221;, invitando la Commissione Ue a introdurre <strong>misure più dure</strong> per una politica industriale coraggiosa e di respiro globale. Una <strong>competizione</strong>, dunque, e non uno scontro frontale. Ma per il quattro volte presidente del Consiglio italiano la minaccia cinese non va in nessun modo sottodimensionata o, peggio, ignorata. E lo ha ribadito nella sua ultima apparizione alla convention del suo partito, rilanciando un messaggio di sfida e speranza sul destino di questo continente. </p>



<p>&#8220;L&#8217;Europa – ha dichiarato Berlusconi – è il nostro orizzonte di riferimento, solo l&#8217;Europa può essere protagonista nelle grandi sfide globali, a cominciare da quella posta dall&#8217;<strong>imperialismo cinese</strong>&#8220;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-profezia-di-berlusconi-sulla-cina-minaccia-alle-generazioni-future.html">La profezia di Berlusconi sulla Cina: &#8220;Minaccia alle generazioni future&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi e gli Usa: la storia di un leader atlantista</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/silvio-berlusconi-e-gli-usa-la-storia-di-un-leader-atlantista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 12:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'eredità atlantista del quattro volte presidente del Consiglio italiano, dai rapporti con Bush ai paragoni con Donald Trump</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-e-bush-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Silvio</strong> <strong>Berlusconi</strong> verrà ricordato come uno dei presidenti del Consiglio più <strong>atlantisti</strong> nella storia di questo Paese. Non solo per le sue idee (apprezzate dai diversi inquilini della Casa Bianca che si sono susseguiti nel corso degli anni), ma anche per la stima personale provata dai leader del mondo libero nei confronti del quattro volte premier italiano. </p>



<p>Così <strong>George W. Bush</strong> lo accoglieva nel 2008 alla Casa bianca: &#8220;Ho il piacere di dare il benvenuto a un ospite straordinario, un uomo di successo, uno statista di una grande nazione e un caloroso amico degli Stati Uniti&#8221;. Pochi, in Italia, potevano vantare una rete internazionale di amicizie come quella di Berlusconi. Il rapporto, anche umano, con l&#8217;allora presidente repubblicano conobbe il suo momento più alto sei anni prima, nel 2002, quando vennero firmati gli <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/spirito-pratica-mare-e-geopolitica-cav-2135892.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordi di Pratica di Mare</a>, l&#8217;ultimo, serio tentativo di una normalizzazione delle relazioni tra la Nato e la Federazione russa di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a>. Berlusconi rivendicò quell&#8217;intesa sostenendo di aver &#8220;fermato la Guerra fredda&#8221;, ma riconoscendo sempre la supremazia Usa, unico bastione globale della libertà.</p>



<p>Il Cavaliere, figlio dell&#8217;epoca bipolare e protagonista della parentesi unipolare a guida americana, ha individuato negli Stati Uniti <strong>la stella polare della sua politica estera</strong>. &#8220;Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver aiutato il mio Paese a vincere la povertà e a conseguire crescita e prosperità dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla generosità del Piano Marshall&#8221;, disse Berlusconi durante lo storico discorso pronunciato l&#8217;1 marzo 2006 al Congresso Usa, diventando il secondo capo di governo italiano dopo Bettino Craxi a parlare davanti ai parlamentari statunitensi riuniti in seduta comune. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Italian PM Berlusconi addresses Congress" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/jBdddk0qXtw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_jBdddk0qXtw");</script>
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<p>Ma al di là dell&#8217;innegabile vocazione a stelle e strisce del compianto leader di Forza Italia, è un fatto storicamente accettato che i suoi esecutivi (1994, 2001, 2005, 2008) abbiano impresso una <strong>poderosa svolta atlantista</strong> nella politica estera italiana. Giurando prima di tutto fedeltà all&#8217;Alleanza atlantica e alle relazioni bilaterali con Washington, come dimostrano le designazioni di Antonio Martino e Franco Frattini alla Farnesina. E riuscendo, inoltre, a superare i pregiudizi ideologici nei confronti dei leader di fazione opposta. </p>



<p>Quando l&#8217;amministrazione Obama chiese all&#8217;Europa un maggiore sostegno alla <strong>missione Nato</strong> in Afghanistan, il governo Berlusconi fu uno dei primi a prodigarsi per aumentare il contingente di mille soldati, più di qualsiasi altra nazione europea. Una dimostrazione di <strong>lealtà</strong>. </p>



<p>Lealtà che non mancò durante l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq, ma senza mai perdere la lucidità di fronte agli errori occidentali: nel 2006 spinse il governo americano a delineare un calendario per il ritiro dal Paese. O come quando, pressato su tutti i fronti (anche interni), cercò di evitare la <strong>catastrofe libica</strong> nel 2011, da lui profetizzata. </p>



<p>Sul piano politico, invece, l&#8217;allineamento con il <strong>Partito Repubblicano</strong> Usa non solo era naturale, ma rappresentava, per Berlusconi, l&#8217;unico modello e sbocco possibile per riunire tutte le anime della destra italiana sotto la stessa bandiera, un appello rilanciato fino a qualche mese prima di morire. Nel 2008, alla vigilia delle elezioni presidenziali, si rifiutò di prendere ufficialmente posizione, ma disse, scherzando, di fare il tifo per il candidato dell&#8217;Elefantino, John McCain, perché &#8220;era più vecchio di lui&#8221;. </p>



<p>Nonostante i suoi avversari, soprattutto all&#8217;estero, abbiano cercato in tutti i modi di trovare analogie con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a>, il Cav dichiarò nel 2016 che, pur ammettendo alcune somiglianze, &#8220;la mia storia di imprenditore è molto diversa da quella di Trump, che non ho mai avuto occasione di conoscere&#8221;. Aggiungendo, qualche anno dopo, che The Donald &#8220;ha il vizio di decidere in fretta&#8221;. D&#8217;altronde, Trump, con cui adesso condivide le disavventure giudiziarie, ha ereditato la sua ricchezza dal padre; Berlusconi, il <strong>self-made man italiano per antonomasia</strong>, ha costruito sulle sue spalle un impero.</p>



<p>La cesura con il <strong>radicalismo</strong> <strong>trumpiano</strong> è arrivata dopo la mancata rielezione nel 2020. Il Cavaliere si congratulò subito con Biden, mettendo in guardia dal &#8220;populismo di Trump&#8221; che nel gennaio 2021 ha scatenato l&#8217;assalto a Capitol Hill, prontamente condannato dal leader di Forza Italia. &#8220;Una destra che assalta il Congresso – ha commentato in un&#8217;intervista al <em>Giornale </em>– non sarà mai la nostra destra, noi liberali siamo un&#8217;altra cosa&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;eterno &#8220;vizietto&#8221; della Francia: tutte le ingerenze di Parigi</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/leterno-vizietto-della-francia-tutte-le-ingerenze-di-parigi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2022 14:15:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria elettorale del centrodestra italiano ha portato con sé il ritorno delle ingerenze politiche della Francia, Paese con cui l&#8217;Italia ha una relazione storica profonda e contrastata oltre che un&#8217;inevitabile partnership ma ai cui dirigenti, troppo spesso, manca l&#8217;acume di considerare l&#8217;Italia come un pari. Emmanuel Macron, in questa fase, memore di passati scivoloni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/leterno-vizietto-della-francia-tutte-le-ingerenze-di-parigi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria elettorale del <strong>centrodestra italiano</strong> ha portato con sé il ritorno delle <strong>ingerenze politiche della Francia</strong>, Paese con cui l&#8217;Italia ha una relazione storica profonda e contrastata oltre che un&#8217;inevitabile partnership ma ai cui dirigenti, troppo spesso, manca l&#8217;acume di considerare l&#8217;Italia come un pari. <strong>Emmanuel Macron</strong>, in questa fase, memore di passati scivoloni è silente. Ma dopo il 25 settembre due autorevoli esponenti del suo governo hanno parlato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I ministri di Macron contro la Meloni</h2>



<p>Ha iniziato il 26 settembre, a risultato ancora caldo, la premier <strong>Elisabeth Borne</strong>. Intervenuta ai microfoni di&nbsp;<a href="https://www.bfmtv.com/politique/en-direct-la-premiere-ministre-elisabeth-borne-est-l-invitee-de-bfmtv-rmc-a-partir-de-8h15_LN-202209260103.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>RMC-BFMTV</em></a>, la premier transalpina è stata interpellata sull’esito del&nbsp;<strong>voto&nbsp;</strong>in Italia. “Mi rifiuto di commentare la scelta democratica del popolo italiano. Spetterà al presidente della Repubblica nominare il presidente o la presidente del Consiglio”,&nbsp;ha dichiarato la Borne, dichiarandosi pronta a collaborare con Giorgia Meloni, prima di assumere toni meno amichevoli: “Francia e Unione europea staranno attente al rispetto dei diritti umani e in merito all’<strong>aborto</strong>”, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/francia-e-ue-vigili-su-diritti-umani-monito-premier-francese-2070085.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha sottolineato</a> riferendosi alle polemiche del mondo progressista internazionale sulle posizioni di <strong>Giorgia Meloni</strong>, leader della coalizione. </p>



<p>Il 7 ottobre è stata la volta del ministro francese agli Affari Europei&nbsp;<strong>Laurence Boone</strong>,&nbsp;che ha detto di voler vigilare sul &#8220;rispetto dei diritti e delle libertà in Italia&#8221; ricevendo un coro unanime di critiche. &#8220;L&#8217;era dei governi che chiedono tutela all’estero &#8211; ha avvertito la leader di Fratelli d&#8217;Italia &#8211; è finita&#8221;. Una risposta secca, a cui va aggiunta la sintomatica presa di posizione del <a href="https://it.insideover.com/politica/il-quirinale-e-la-politica-estera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Quirinale, garante negli ultimi anni della continuità dei rapporti italo-francesi</strong>.</a> &#8220;L&#8217;Italia sa badare a sé stessa nel rispetto della Costituzione e dei valori dell’Unione europea&#8221;, le parole fatte filtrare dal <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.</strong></p>



<p>La duplice ingerenza non è una novità, purtroppo. Dalla fine della Seconda guerra mondiale più volte la Francia ha guardato alla <a href="https://it.insideover.com/storia/limpero-latino-e-lutopia-di-un-asse-mediterraneo-tra-italia-e-francia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;sorella latina&#8221;,</a> che in momenti di lungimiranza strategica dovrebbe apparire come la gemella ideale per un&#8217;Europa centrata sul Mediterraneo e capace di arginare lo strapotere nordico, come a un partner di Serie B se non, addirittura, come a un satellite. Entrando a più riprese nella vita democratica del sistema-Paese. <strong>Poteri e contropoteri dello Stato francese hanno più volte visto nell&#8217;Italia un obiettivo</strong> su cui &#8220;speculare&#8221; per poter ottenere posizionamenti privilegiati sul fronte interno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In principio fu De Gaulle</h2>



<p>Già nel 1945 la Francia tornata libera sulla scia della vittoria degli Alleati dopo lo sbarco in Normandia e dell&#8217;avanzata dell&#8217;esercito della Francia Libera di <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Charles de Gaulle</a> provò a muoversi per imporre una modifica territoriale alla nuova <strong>Italia democratica guidata da<a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Alcide De Gasperi</a></strong> provando, con un colpo di mano, a impossessarsi della <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>.</p>



<p>&#8220;Alla formula brutale ma franca di Tito la Francia sostituisce quella plebiscitaria&#8221; scrisse a De Gasperi l&#8217;Ambasciatore italiano a Parigi e futuro capo dello Stato <strong>Giuseppe Saragat paventando una mossa di Parigi</strong> per imporre, durante un&#8217;occupazione seguita alla caduta della Repubblica Sociale Italiana, l&#8217;annessione della Val d&#8217;Aosta. Ipotesi poi tramontata solo grazie alla concessione dello Statuto Speciale alla piccola terra del Nord-Ovest, ma che fino al Trattato di Parigi del 1947 a Parigi molti paventarono come possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una mano francese dietro la morte di Mattei?</h2>



<p>Tornato al potere a capo della Quinta Repubblica De Gaulle restò affascinato, dopo il 1958, dall&#8217;energia e dalla visione politica del fondatore dell&#8217;Eni, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Enrico Mattei</a></strong>, che era noto essere tra i maggiori finanziatori del Fronte di Liberazione Nazionale dell&#8217;Algeria in lotta contro Parigi. De Gaulle, che capì la natura improba della conservazione dell&#8217;ultima colonia d&#8217;Africa, poté chiudere un occhio sul fatto che in nome della caccia alle concessioni energetiche il &#8220;corsaro&#8221; marchigiano lavorava per smantellare la parte finale dell&#8217;impero metropolitano di Parigi. D&#8217;altro canto, però, non mancò di sottolineare il ruolo d&#8217;apripista che Mattei giocava per ridimensionare la prevalenza delle <strong>compagnie energetiche anglo-americane</strong>, aprendo spazi decisamente ghiotti anche per Parigi.</p>



<p>Non era dello stesso avviso l&#8217;<strong>Organisation de l&#8217;Arméé Secréte (OAS)</strong>, il gruppo terroristico che desiderava far pressioni sull&#8217;Eliseo per preservare a tutti i costi l&#8217;Algeria francese. E che per molti osservatori è la vera mano dietro la tragica morte di Mattei nell&#8217;incidente aereo di Bascapé del 27 ottobre 1962. Nell’ufficio dell’Eni di Roma in via Tevere la sera di venerdì 25 luglio 1961 giunse, a tal proposito, una lettera inquietante per Mattei: &#8220;L’Organisation de l’Arméè secrète, di cui avrete senz’altro sentito parlare in Algeria, e di cui conoscete certamente i mezzi di uccidere le persone fastidiose attraverso attentati (…) ha il piacere di farvi conoscere le decisioni che vi riguardano (…) di considerare come ostaggi e condannati a morte il commendator Mattei e tutti i membri della sua famiglia (moglie, figli eccetera). Questa decisione non sarà applicata che se, dopo questo avvertimento, il Signor Mattei continuerà le sue attività nefaste per la Francia e i suoi alleati&#8221;. L&#8217;ipotesi di una mano francese dietro la morte del fondatore dell&#8217;Eni e di una convergenza tra Oas e Cia per ucciderlo in quello che, lo ha testimoniato la giurisprudenza, non fu un incidente dettato da una tragica fatalità è stata da molti sottolineata.</p>



<p>Giulio Sapelli nel 2012 <a href="https://www.tempi.it/il-metodo-mattei-intervista-a-giulio-sapelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un&#8217;intervista a <em>Tempi</em> ha dichiarato a tal proposito</a>: &#8220;Mattei è stato ucciso dall’estrema destra francese, che lo aveva già minacciato di morte per l’appoggio che aveva dato e dava alla lotta degli algerini per la loro indipendenza&#8221;. &#8220;Non a caso&#8221;, ha scritto l&#8217;accademico torinese, &#8220;quell’attentato avviene nello stesso periodo dell’attentato a De Gaulle organizzato da quella stessa estrema destra; fortunatamente per il generale e per la storia della Francia quell’attentato non è andato a buon fine, ma quello contro <strong>Mattei </strong>– nel quale ha un ruolo importantissimo dal punto di vista della sua realizzazione la mafia italiana – invece riesce&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;dottrina Mitterrand&#8221;</h2>



<p>Tra i più continuativi e dolorosi casi di ingerenza francese nella vita pubblica italiana si segnala, invece, l&#8217;applicazione continuativa della <strong>dottrina giurisprudenziale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-francois-mitterrand.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">François Mitterrand</a>, primo presidente socialista</strong> della Quinta Repubblica, che non concedere l&#8217;estradizione&nbsp;a persone imputate o condannate, ricercati all&#8217;estero per &#8220;atti di natura violenta ma d&#8217;ispirazione politica&#8221; commessi contro qualunque Stato, al di fuori di quello francese, qualora i responsabili avessero concesso esplicitamente di aver detto addio a ogni forma di violenza politica.</p>



<p>La dottrina era dovuta in particolar modo a una concezione propria dell&#8217;intellighenzia progressista francese che vedeva nei metodi di lotta al terrorismo di molti Stati europei una violazione dei principi democratici della Republique. Si sostanziò in una serie di decisioni che finirono per concedere di fatto un diritto d&#8217;asilo a ricercati stranieri che in quel periodo decisero di trasferirsi in Francia. L&#8217;Italia, per congiuntura geografica, fu <strong>il </strong>Paese più interessato da questa norma che resse dal 1985 al 2002 continuativamente con la protezione di Mitterrand e del successore gollista Jacques Chirac. Nel 2002 fu estradato <strong>Paolo Persichetti</strong>,<strong> </strong>ex membro delle<strong> Brigate Rosse, </strong>ma molti membri delle organizzazioni eversive in fuga da quelli che nei salotti parigini erano ritenuti essere i metodi &#8220;fascisti&#8221; del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e della squadra di combattenti che piegarono l&#8217;eversione rossa e nera in Italia trovarono per decenni ospitalità.</p>



<p>Rinnegata nel 2002 dallo Stato francese, la dottrina Mitterrand trovò e trova ancora applicazione giurisprudenziale. Non più tardi di quattro mesi fa, il 29 giugno 2022, la Corte d&#8217;Appello di Parigi ha negato l&#8217;estradizione di dieci terroristi rossi che Macron aveva promesso di restituire all&#8217;Italia richiamandosi agli articoli 6 e 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali (certificanti la necessità di un &#8220;Equo processo&#8221; e del &#8220;Diritto al rispetto della vita privata e familiare&#8221;). Violando dunque i diritti di cittadini e famigliari delle vittime dei terroristi in Italia che aspettano da anni sia fatta giustizia ai loro cari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2011, il triplice fuoco francese contro Berlusconi</h2>



<p>Nel 2011 si ebbe l&#8217;apogeo delle ingerenze francesi contro Roma dopo la nascita dell&#8217;Euro nel 2002. Nicolas Sarkozy, che si era legato al dito le mosse del governo italiano per togliere all&#8217;esclusivo comando francese l&#8217;intervento contro la Libia nel marzo precedente, fu decisivo per spingere l&#8217;Unione Europea a togliere il terreno sotto i piedi al <strong>governo Berlusconi IV</strong>, al cui tracollo concorsero il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea guidati da due francesi: Christine Lagarde, oggi alla guida dell&#8217;Eurotower, e Jean-Claude Trichet.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sarkozy spinse, assieme a Angela Merkel,</a> perché l&#8217;approvazione della Commissione Europea per gli sforzi di Berlusconi contro la crisi finanziaria venissero invertiti e i decisori francesi alla guida di Bce e Fmi concorsero a scatenare il clima di sfiducia verso Roma. In estate l&#8217;’azione del governo Berlusconi e del suo ministro dell’Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> aveva ricevuto dal Consiglio europeo il 21 luglio un appoggio al drastico piano di contenimento di spesa e deficit promosso con la manovra d&#8217;emergenza. A ridosso di tale mossa però la Bce prima promosse due&nbsp;<a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/key_ecb_interest_rates/html/index.en.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incauti rialzi del tasso di sconto, che crebbe dall’1% all’1,50%</a>, mandando nella bufera i Btp italiani in una fase in cui necessitavano di liquidità e poi mandò la famosa &#8220;letterina&#8221; a Berlusconi sulla necessità di impellenti riforme.</p>



<p>Seguì, al G20 di Cannes, l&#8217;affondo della Lagarde, fedelissima di Sarkozy, che evidenziò il &#8220;problema Italia&#8221;, perorò il commissariamento del Paese sotto la Troika, dichiarò la necessità di piani di emergenza da 70-80 miliardi di dollari per Roma. Il famoso sorriso sardonico di Sarkozy sulla credibilità di Berlusconi fece il resto, contribuendo a costruire il mito dell&#8217;isolamento internazionale del Cavaliere che altri protagonisti dell&#8217;epoca, dal premier spagnolo <strong>José Luis Zapatero al Segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner, hanno scritto nelle loro memorie di non aver riscontrato</strong>. Ma che risultò decisivo per la &#8220;sfiducia&#8221; dei mercati, la marea montante dello spread e la sostituzione di Berlusconi con Mario Monti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cattivi presagi?</h2>



<p>Al confronto con questi quattro casi le parole dei ministri francesi sembrano incidenti di percorso. Ma sono sintomatiche di un modo di pensare che spesso appanna i ragionamenti delle élite francesi. Anche Macron nel giugno 2018, pochi giorni dopo la nascita del governo gialloverde, parlò di <strong>&#8220;lebbra populista&#8221; </strong>in diffusione in Europa, salvo poi essere più cauto negli anni successivi. Oggi Roma e Parigi hanno l&#8217;interesse a cooperare contro il ritorno del rigore, il caro-energia, le minacce alla sicurezza del fianco Sud dell&#8217;Europa e a applicare il <strong>Trattato del Quirinale</strong>. </p>



<p>Ma se <strong>Giorgia Meloni </strong>si insedierà avendo di fronte pregiudizi come quelli dei due ministri francesi, sarà legittimo che a Roma torni il timore per settant&#8217;anni di rapporti controversi e<a href="https://it.insideover.com/politica/il-trattato-del-quirinale-e-il-futuro-della-sfida-francese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> spesso conclusisi in ingerenze esterne.</a> A cui sommare la corsa, spesso predatoria, del capitalismo francese nella Penisola, che di certo non aiuta l&#8217;immagine transalpina in Italia. Chi ben comincia è a metà dell&#8217;opera: la Francia rischia di lavorare per fare dell&#8217;Italia un alleato meno limpido proprio nella fase in cui la cooperazione Roma-Parigi è più richiesta. E questo può essere un autogol in grado di indebolire l&#8217;Europa e l&#8217;agenda dello stesso presidente Macron.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/leterno-vizietto-della-francia-tutte-le-ingerenze-di-parigi.html">L&#8217;eterno &#8220;vizietto&#8221; della Francia: tutte le ingerenze di Parigi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Foto dei leader italiani con Putin: il tweet enigmatico dell&#8217;Ambasciata Russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/foto-dei-leader-italiani-con-putin-il-tweet-enigmatico-dellambasciata-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 13:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-2048x1377.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ambasciata russa in Italia ha pubblicato un tweet emblematico che mostra gli incontri di Vladimir Putin con gli ex presidenti del Consiglio impegnati come leader di partito in questa campagna elettorale. L&#8217;ambasciata ha commemorato la &#8220;recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare&#8221;, ha scritto allegando un collage di foto che ritraggono, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/foto-dei-leader-italiani-con-putin-il-tweet-enigmatico-dellambasciata-russa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-2048x1377.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ambasciata russa in Italia ha pubblicato un tweet emblematico che mostra gli incontri di <strong>Vladimir Putin </strong>con gli ex presidenti del Consiglio impegnati come leader di partito in questa campagna elettorale. L&#8217;ambasciata ha commemorato la &#8220;recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare&#8221;, ha scritto allegando un collage di foto che ritraggono, in senso orario, Putin con il segretario del Pd <strong>Enrico Letta </strong>durante il summit italo-russo di Trieste del 2013; assieme a <strong>Matteo Renzi, leader di Italia Viva</strong>, durante il bilaterale tra Roma e Mosca ai margini dell&#8217;Expo avvenuto a Milano il 10 giugno 2015; al fianco di <strong>Silvio Berlusconi </strong>durante uno dei numerosi vertici che hanno avuto i due leader negli anni di convivenza al potere; a <strong>Palazzo Chigi con Giuseppe Conte, </strong>presidente del Movimento Cinque Stelle, con a fianco Luigi Di Maio e Matteo Salvini durante la tournéé romana di Putin nel luglio 2019.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="und" dir="ltr">Dalla recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare.<br><br>🇮🇹🇷🇺<br><br>Из недавней истории российско-итальянских отношений. Есть что вспомнить. <a href="https://t.co/WrOyrJXDuz">pic.twitter.com/WrOyrJXDuz</a></p>&mdash; Russian Embassy in Italy (@rusembitaly) <a href="https://twitter.com/rusembitaly/status/1572875792530690048?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Eccezion fatta per Carlo Calenda e Giorgia Meloni, nella foto appaiono tutti i maggiori leader coinvolti nell&#8217;attuale voto. E la foto si presta a diverse interpretazioni. Una prima chiave di lettura potrebbe essere quella di un messaggio provocatorio circa le denunce di presunte &#8220;ingerenze&#8221; russe nella politica italiana negli ultimi anni. Il messaggio di Mosca, in tal senso, sarebbe che ogni leader può potenzialmente essere accusato di rapporti con la Russia. Ma in tal senso la presa di posizione apparirebbe decisamente difficile da sostenere. La&nbsp;<strong>Russia è sempre stata partner&nbsp;</strong>di primo piano per l&#8217;Italia, prima e dopo il caos dell&#8217;Ucraina del 2014, e fino a quell&#8217;anno era anche una potenza membro a pieno titolo del G8. Berlusconi e Letta hanno sempre incontrato Putin in veste da Presidenti del Consiglio con una Russia pienamente riconosciuta come partner dall&#8217;Occidente e non sanzionata. E per quanto riguarda i bilaterali di Conte e Renzi, avvenuti quando già Mosca era sanzionata, non si può non sottolineare la continuità dei rapporti di Roma con la Russia e, soprattutto, il ruolo attivo giocato dall&#8217;Italia per preservare i rapporti tra l&#8217;Europa e il Paese di Putin. Del resto anche&nbsp;<strong>Angela<a href="https://it.insideover.com/politica/non-fu-un-errore-trattare-con-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Merkel da cancelliera tedesca</a>&nbsp;</strong>ha sanzionato Mosca e riconosciuto l&#8217;illegalità dell&#8217;occupazione della Crimea nel 2014 senza tuttavia per questo recedere da proficui incontri con il capo del Cremlino fino alla fine del suo mandato.</p>



<p>In tal senso poi la foto testimonia il fatto che i rapporti tra Italia e Russia sono stati continuativi a prescindere dalla maggioranza di turno. E Berlusconi da capo del centrodestra, Letta e Renzi da premier di maggioranze di centro-sinistra e Conte da esponente dell&#8217;esperimento giallo-verde Lega-M5S hanno sempre incontrato Putin in veste ufficiale da capi del governo. Nessuna ingerenza appare, in tal senso, emergere.</p>



<p>Una seconda interpretazione è quella della pubblicazione del tweet come&nbsp;<strong>ramoscello d&#8217;ulivo</strong>&nbsp;e speranza della continuità dei rapporti italo-russi. Al quartetto di foto ne manca una, che nell&#8217;intenzione di Roma avrebbe potuto contribuire a risolvere l&#8217;attuale caos bellico in Ucraina, ovvero quella del programmato bilaterale tra Mario Draghi e Putin a Mosca programmato a febbraio in piena crisi d&#8217;Ucraina e saltato proprio per l&#8217;invasione del Paese limitrofo&nbsp;da parte della Russia. La Russia potrebbe in tal senso sperare in futuro in un appeasment con l&#8217;Occidente guidato proprio dall&#8217;Italia e augurarsi di poter aggiungere a questo quartetto bipartisan e trasversale di foto una quinta istantanea raffigurante Putin assieme al prossimo premier italiano,&nbsp;<strong>Giorgia Meloni&nbsp;</strong>o chi per lei. La natura conciliante del messaggio allegato alle foto e quel quasi nostalgico &#8220;ne abbiamo da ricordare&#8221; scritto a commento nel tweet lo lascia pensare. In tal senso, è arrivata la secca risposta di&nbsp;<strong>Piero Fassino, ex Ministro degli Esteri&nbsp;</strong>e presidente della Terza Commissione Esteri della Camera nella XVIII Legislatura, che rispondendo all&#8217;ambasciata ha scritto: &#8220;Se non vi foste messi in testa di invadere un Paese libero e indipendente, che non vi ha mai minacciato, la collezione di foto con i nostri capi di governo sarebbe continuata&#8221;. Certamente in futuro sarà impossibile evitare di tornare a cercare un modus vivendi con Mosca. Ma le dinamiche prodottesi in questi ultimi sette mesi lasciano pensare che la strada sia ancora lunga e che per ricostruire la cordialità dei summit del primo ventennio del secolo che hanno coinvolto Italia e Russia ci sarà, a prescindere dalle reali intenzioni del Tweet, bisogno di molto tempo.</p>
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		<title>Le ambiguità dei rapporti italo-francesi sulla Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-ambiguita-dei-rapporti-italo-francesi-sulla-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 09:26:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-1536x1044.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-2048x1393.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Ma qualcuno è realmente invidioso per i rapporti così stretti tra Italia e Libia?&#8221;, aveva chiesto nel 2004 in un&#8217;intervista il giornalista Giovanni Minoli a Muammar Gheddafi. Lui, seduto all&#8217;interno della sua tenda, aveva accennato a una risata per poi annuire. Era quello il momento in cui tra Tripoli e Roma stava tornando la via &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ambiguita-dei-rapporti-italo-francesi-sulla-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ambiguita-dei-rapporti-italo-francesi-sulla-libia.html">Le ambiguità dei rapporti italo-francesi sulla Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-1536x1044.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1112999-2048x1393.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Ma qualcuno è realmente invidioso per i rapporti così stretti tra Italia e Libia?&#8221;, aveva chiesto nel 2004 in un&#8217;intervista il giornalista<strong> Giovanni Minoli</strong> a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>. Lui, seduto all&#8217;interno della sua tenda, aveva accennato a una risata per poi annuire. Era quello il momento in cui tra Tripoli e Roma stava tornando la via del dialogo capace di portare, quattro anni dopo, alla firma del<strong> trattato di amicizia</strong> di Bengasi. L&#8217;Italia si era guadagnata un rapporto solido con la Libia, assicurandosi in tal modo commesse e rapporti commerciali di svariati miliardi di Euro in un Paese in procinto di uscire dall&#8217;isolamento internazionale. Una situazione che ai principali partner italiani non è mai andata giù. Tanto che nel 2011 Roma sarà &#8220;costretta&#8221; ad aderire alla campagna anti Gheddafi lanciata in primo luogo da <strong>Francia</strong> e <strong>Regno Unito</strong>.</p>
<h2>Come la Francia ha provato a prendersi la Libia</h2>
<p>L&#8217;ex presidente francese <strong>Nicolas Sarkozy</strong> aveva provato a frenare l&#8217;influenza italiana in Libia. Questo già prima dell&#8217;inizio del suo mandato all&#8217;Eliseo, scattato nel 2007. La sua stessa campagna elettorale sarebbe stata in parte finanziata da Muammar Gheddafi, questo almeno secondo le accuse lanciate nel 2018 e <a href="https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/09/26/francia-libia-sarkozy-le-presunte-tangenti-gheddafi/">per le quali lo stesso Sarkozy sta rischiando un processo</a>. Ma a prescindere dal giro di soldi tra Parigi e Tripoli, ancora non ufficialmente dimostrato, era chiaro all&#8217;epoca che l&#8217;ex capo dello Stato voleva corteggiare il rais libico per far tornare in gioco la Francia. Qualcosa però è andato storto: nel 2008 Gheddafi ha firmato con <strong>Silvio Berlusconi</strong> il trattato di amicizia con l&#8217;Italia e Roma ha rafforzato il suo ruolo nel Paese nordafricano. Tre anni dopo Sarkozy ha avuto l&#8217;occasione di prendersi la sua rivincita: allo scoppiare anche in Libia delle rivolte legate alla cosiddetta<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-primavera-araba.html"> primavera araba</a>, l&#8217;allora inquilino dell&#8217;Eliseo ha preso la palla al balzo ponendo il suo Paese alla testa di una coalizione anti Gheddafi.</p>
<p>Il pretesto è stato dato dalla volontà di creare una<em> no fly zone</em> sui cieli libici e supportare così i gruppi ribelli. Con Parigi era allineata soprattutto Londra, una circostanza che ha contribuito ad isolare l&#8217;Italia. La Francia, in poche parole, ha deciso di attuare in Libia un &#8220;<em>regime change</em>&#8221; con l&#8217;intento di far subentrare una leadership più vicina agli interessi transalpini e scalzare Roma dal Paese. <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">La guerra iniziata nel marzo 2011</a> ha avuto come epilogo l&#8217;uccisione di Muammar Gheddafi a Sirte il 20 ottobre successivo. Ben presto però l&#8217;avventura bellica anglo-francese, a cui ha giocoforza partecipato anche l&#8217;Italia, ha rivelato tutti i suoi limiti politici. La Libia è caduta in uno stato di anarchia, da allora nessun governo ha realmente controllato il suo territorio. Lo sgambetto a Roma è riuscito solo a metà. Senza infatti un vero governo a Tripoli, è apparso impossibile stringere nuovi patti economici e commerciali.</p>
<h2>Così Roma e Parigi hanno duellato dopo la morte del rais</h2>
<p>Caduto Gheddafi, Italia e Francia avevano due scelte: deporre il dualismo a favore di una collaborazione per rimettere ordine in Libia oppure proseguire il braccio di ferro. Per diversi anni è stata scelta una via di mezzo: Roma e Parigi a tratti sono apparse alleate in nome di interessi comuni, in altre occasioni invece i contrasti sono stati molto più evidenti. Come ad esempio nel 2018, quando all&#8217;Eliseo era già insediato l&#8217;attuale presidente <strong>Emmanuel Macron</strong>. In quell&#8217;anno è andata in scena una vera e propria &#8220;guerra delle strette di mano&#8221;. A maggio è stato il leader francese ad invitare a Parigi i due principali libici di allora, il premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a> da un lato e il generale<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html"> Khalifa Haftar</a> dall&#8217;altro, per un summit culminato con una stretta di mano tra i protagonisti. L&#8217;Italia ha risposto nel novembre successivo, organizzando un <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/libia-tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sul-vertice-di-palermo.html">vertice a Palermo</a> anch&#8217;esso terminato con una stratta di mano a favore di telecamera tra Al Sarraj ed Haftar. Una battaglia però più mediatica che reale. Sul campo Italia e Francia avevano ed hanno interessi comuni ben più grandi da difendere.</p>
<p>Lo si è capito l&#8217;anno successivo, con l&#8217;arrivo sulla scena libica di due attori extra europei quali <strong>Turchia</strong> e <strong>Russia</strong>. Quando nel gennaio del 2020 <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html">a Berlino è stata la Germania a provare a guidare l&#8217;iniziativa europea</a>, Roma e Parigi hanno più volte rimarcato di remare lungo lo stesso piano. Le differenze però sono rimaste: l&#8217;Italia ha sempre sostenuto il governo di Al Sarraj, la Francia ha sì riconosciuto questo esecutivo, ma non ha mai mancato di armare sottobanco Haftar. Ancora oggi il rapporto tra i due Paesi sul dossier libico appare alquanto ambiguo. Roma ha Parigi tra i principali partner, ma al tempo stesso deve temere la volontà mai celata dei francesi di avere mani più libere in Libia. Un&#8217;ambiguità destinata ad accompagnare le relazioni tra i due governi nel corso dei prossimi anni. Vale per il contesto libico, così come in generale per le vicende inerenti l&#8217;intero Mediterraneo allargato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ambiguita-dei-rapporti-italo-francesi-sulla-libia.html">Le ambiguità dei rapporti italo-francesi sulla Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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