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“Taciti ed invisibili, partono i sommergibili“. Specialmente quelli di ultima generazione, cui spetta il delicato compito di portare nelle profondità marine le capacità di deterrenza e sicurezza della nostra Marina Militare. Sebbene ciò che accade, spesso segretamente, sotto la superficie del mare resti “distante” dalla comune percezione dei problemi e delle priorità.

Al termine della scorsa settima, l’Occar, organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti, ha reso noto di aver esercitato l’opzione per la costruzione del quarto sottomarino di nuova generazione relativo al programma U212NFS assegnato a Fincantieri. L’acronimo NFS sta per Near Future Submarine, ed è indubbio come questa tipologia di piattaforme rappresentino e rappresenteranno in futuro, un assent essenziale per il sistema difesa: proprio ora che la guerra sottomarina, nella sua nuova declinazione riguardante le minacce a reti di comunicazioni, collegamenti sottomarini e infrastrutture subacquee energetiche come il gasdotto North Stream, sono temute più che mai.

La nuova classe U212NFS

Con una lunghezza totale di 59 m, un dislocamento di 1600 tonnellate e 29 membri di equipaggio tra ufficiali e marinai, i sottomarini U212NFS – basati sulle specifiche generali della precedente classe U212, considerata come una classe di battelli sottomarini diesel-elettrici tra i migliori a livello mondiale – impiega tecnologie estremamente innovative e all’avanguardia, come l’integrazione del sistema di accumulo di energia al litio (Lithium Battery System) che aumenterà l’autonomia in immersione dei sottomarini; lo scafo, realizzato in materiale amagnetico e la concezione stealth che consentono un’importante riduzione della segnatura acustica. Essendo i sottomarini “rilevati” dal sonar attraverso la propagazione di  impulsi acustici o ultrasonici e l’analisi della ricezione delle loro eco.

Armati di siluri Whitehead Black Shark Advanced e mine antinave, i sottomarini U212 rispondeno alla necessità di “garantire adeguate capacità di sorveglianza e di controllo degli spazi subacquei, considerati i complessi scenari operativi che caratterizzeranno il futuro delle operazioni nel settore underwater“.

Attualmente la flotta subacquea italiana è composta da quattro battelli classe Todaro, ossia sottomarini u212A, e da quattro sottomarini della classe Sauro che, essendo prossimi al termine della loro vita operativa, verranno sostituiti gradualmente dalle nuove unità  Near Future Submarine (NFS). 

Le “linee di indirizzo strategico 2019-2034 della Marina Militare” prevedono che il lotto di sottomarini U-212NFS porti a un totale otto battelli del tipo U-212, di cui quattro nella versione A e quattro nella versione NFS. Attualmente l’obiettivo certamente conseguibile è quello di schierate già nei prossimi anni 6 battelli: il capofila S526 Salvatore Todaro , l’S527 Scirè ,l’S528 Pietro Venuti, l’S529 Romeo Romei, più i due nuovi battelli NFS in attesa della terza unità della quale si è appena avviata la costruzione.

Buone notizie per il Made in Italy

Il taglio della lamiera, segno dell’avvio dei lavori per la costruzione del terzo sottomarino NFS in costruzione per la nostra Marina Militare, è avvenuto, come per tutti gli altri, presso lo stabilimento di Fincantieri di Muggiano.

Questo tipo di vascello sottomarino ha un valore di circa 500 milioni di euro, se si comprende il relativo Integrated Logistic Support In Service Support. Secondo Fincantieri, lo schieramento di questi nuovi sottomarini contribuirà “a preservare e incrementare lo strategico e innovativo know-how industriale maturato”. Consolidando il vantaggio tecnologico conseguito dall’azienda e dall’intera “filiera”.

Una strada che sta coinvolgendo le maggiori realtà industriali del nostro Paese come piccole e medie imprese del comparto. Ciò avviene per merito del “potenziamento” di componentistica sviluppata dall’industria nazionale integrata a bordo dei sottomarini NFS.

L’amministratore delegato e Direttore generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha commentato: “Siamo orgogliosi di annunciare quest’ulteriore passo avanti nella crescita di Fincantieri nel settore della difesa e, in particolare, nell’innovazione del comparto subacqueo. Questo progetto contribuisce ad espandere la nostra presenza nel dominio underwater, un’area strategica in cui si giocheranno le sfide fondamentali degli equilibri geopolitici e dell’innovazione tecnologica del futuro”.

Il futuro della Marina Militare nei conflitti sommersi

Dal versante della nostra Marina Militare, l’attuale capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, espresse in passato molta soddisfazione per la firma del contratto riguardante i nuovi sottomarini NFS, definendoli di importanza strategica.

Essi “doteranno la Marina militare e la sua componente sommergibili di mezzi altamente tecnologici in grado di eccellere nella dimensione subacquea e di svolgere, nell’attuale scenario geo-politico, un ruolo fondamentale per la salvaguardia degli interessi del Paese”. L’ammiraglio Cavo Dragone ha sempre sottolineato come “i sottomarini sono tra i mezzi più avanzati concepiti e realizzati dal genere umano. Il loro sviluppo è un vero e proprio volano in grado di guidare l’acquisizione e il consolidamento di capacità industriali e tecnologiche, con potenziali grandi ricadute in diversi altri settori e un importante ritorno per il Sistema Paese

In conclusione, il programma U212NFS mira a garantire quell’efficace e credibile capacità di deterrenza e sicurezza “nei bacini marittimi d’interesse nazionale e le collegate infrastrutture critiche che si sviluppano lungo i fondali marini” a cui si faceva riferimento in apertura d’articolo. Contestualmente, l’industria italiana che guarda al compartimento difesa e al futuro delle nuove tecnologie che faranno la differenza nelle sfide che si profilano all’orizzonte del secondo e fondamentale dominio strategico – il mare e le sue profondità – acquista valore e iniziativa. Come dimostra la recente acquisizione da parte di Leonardo della linea di business “Underwater Armament Systems”, e questo ennesimo importante passo siglato Fincantieri.

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