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L’ambasciata russa in Italia ha pubblicato un tweet emblematico che mostra gli incontri di Vladimir Putin con gli ex presidenti del Consiglio impegnati come leader di partito in questa campagna elettorale. L’ambasciata ha commemorato la “recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare”, ha scritto allegando un collage di foto che ritraggono, in senso orario, Putin con il segretario del Pd Enrico Letta durante il summit italo-russo di Trieste del 2013; assieme a Matteo Renzi, leader di Italia Viva, durante il bilaterale tra Roma e Mosca ai margini dell’Expo avvenuto a Milano il 10 giugno 2015; al fianco di Silvio Berlusconi durante uno dei numerosi vertici che hanno avuto i due leader negli anni di convivenza al potere; a Palazzo Chigi con Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, con a fianco Luigi Di Maio e Matteo Salvini durante la tournéé romana di Putin nel luglio 2019.

Eccezion fatta per Carlo Calenda e Giorgia Meloni, nella foto appaiono tutti i maggiori leader coinvolti nell’attuale voto. E la foto si presta a diverse interpretazioni. Una prima chiave di lettura potrebbe essere quella di un messaggio provocatorio circa le denunce di presunte “ingerenze” russe nella politica italiana negli ultimi anni. Il messaggio di Mosca, in tal senso, sarebbe che ogni leader può potenzialmente essere accusato di rapporti con la Russia. Ma in tal senso la presa di posizione apparirebbe decisamente difficile da sostenere. La Russia è sempre stata partner di primo piano per l’Italia, prima e dopo il caos dell’Ucraina del 2014, e fino a quell’anno era anche una potenza membro a pieno titolo del G8. Berlusconi e Letta hanno sempre incontrato Putin in veste da Presidenti del Consiglio con una Russia pienamente riconosciuta come partner dall’Occidente e non sanzionata. E per quanto riguarda i bilaterali di Conte e Renzi, avvenuti quando già Mosca era sanzionata, non si può non sottolineare la continuità dei rapporti di Roma con la Russia e, soprattutto, il ruolo attivo giocato dall’Italia per preservare i rapporti tra l’Europa e il Paese di Putin. Del resto anche Angela Merkel da cancelliera tedesca ha sanzionato Mosca e riconosciuto l’illegalità dell’occupazione della Crimea nel 2014 senza tuttavia per questo recedere da proficui incontri con il capo del Cremlino fino alla fine del suo mandato.

In tal senso poi la foto testimonia il fatto che i rapporti tra Italia e Russia sono stati continuativi a prescindere dalla maggioranza di turno. E Berlusconi da capo del centrodestra, Letta e Renzi da premier di maggioranze di centro-sinistra e Conte da esponente dell’esperimento giallo-verde Lega-M5S hanno sempre incontrato Putin in veste ufficiale da capi del governo. Nessuna ingerenza appare, in tal senso, emergere.

Una seconda interpretazione è quella della pubblicazione del tweet come ramoscello d’ulivo e speranza della continuità dei rapporti italo-russi. Al quartetto di foto ne manca una, che nell’intenzione di Roma avrebbe potuto contribuire a risolvere l’attuale caos bellico in Ucraina, ovvero quella del programmato bilaterale tra Mario Draghi e Putin a Mosca programmato a febbraio in piena crisi d’Ucraina e saltato proprio per l’invasione del Paese limitrofo da parte della Russia. La Russia potrebbe in tal senso sperare in futuro in un appeasment con l’Occidente guidato proprio dall’Italia e augurarsi di poter aggiungere a questo quartetto bipartisan e trasversale di foto una quinta istantanea raffigurante Putin assieme al prossimo premier italiano, Giorgia Meloni o chi per lei. La natura conciliante del messaggio allegato alle foto e quel quasi nostalgico “ne abbiamo da ricordare” scritto a commento nel tweet lo lascia pensare. In tal senso, è arrivata la secca risposta di Piero Fassino, ex Ministro degli Esteri e presidente della Terza Commissione Esteri della Camera nella XVIII Legislatura, che rispondendo all’ambasciata ha scritto: “Se non vi foste messi in testa di invadere un Paese libero e indipendente, che non vi ha mai minacciato, la collezione di foto con i nostri capi di governo sarebbe continuata”. Certamente in futuro sarà impossibile evitare di tornare a cercare un modus vivendi con Mosca. Ma le dinamiche prodottesi in questi ultimi sette mesi lasciano pensare che la strada sia ancora lunga e che per ricostruire la cordialità dei summit del primo ventennio del secolo che hanno coinvolto Italia e Russia ci sarà, a prescindere dalle reali intenzioni del Tweet, bisogno di molto tempo.

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