Quello che c’è da sapere sul vertice di Palermo

(Dal nostro inviato a Palermo)  Tra conferme e defezioni, il vertice di Palermo alla fine si terrà. Le porte di villa Igiea per i partecipanti si apriranno intorno alle 19:00, quando il premier Giuseppe Conte accoglierà i capi delegazione che via via sfileranno all’interno della sede scelta per il vertice. Tra occasione per prendere la testa della cabina di regia per la Libia e timore per un suo possibile fallimento, il vertice segna comunque una tappa importante per la diplomazia italiana.

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Di Libia il nuovo governo guidato da Conte, insediatosi il primo giugno a Palazzo Chigi, inizia a parlarne alla fine di luglio. In occasione della visita del nuovo presidente del consiglio a Washington, gli Usa danno il disco verde per una possibile cabina di regia italiana sul paese nordafricano. In quel momento per Roma la priorità è contrastare il protagonismo francese. Emmanuel Macron infatti, a maggio riesce ad organizzare un vertice a Parigi con Fayez Al Serraj e Khalifa Haftar, i due principali protagonisti interni allo scacchiere libico. Al ritorno di Conte da Washington, inizia sempre più insistentemente a prendere largo l’idea di una conferenza internazionale da organizzare in Italia.

Del summit si parla per tutta l’estate ed esce fuori l’indiscrezione secondo cui l’incontro potrebbe tenersi in una località siciliana nel mese di novembre. La scelta della Sicilia non sarebbe casuale, bensì simbolica. Si vuole dare idea concreta del tentativo di affrontare la questione sotto un profilo internazionale e mediterraneo, scegliendo dunque l’isola più grande del mare nostrum, dirimpettaia alla Libia, per il vertice. Soltanto ad inizio ottobre però il governo italiano, per bocca del ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi, ufficializza date e sedi del ve

L’Italia, da quando ha annunciato l’organizzazione di una conferenza internazionale a Palermo sulla Libia, ha iniziato subito a lavorare per avere una platea di paesi più vasta possibile presente in Sicilia. Dagli Stati Uniti è arrivato subito il sostegno all’iniziativa, visto che l’idea di una cabina di regia italiana è stata formalizzata proprio a Washington. Il dubbio riguarda però il livello della presenza americana. Da Roma il “sogno” è poter avere Donald Trump, vista la visita del presidente americano prevista giorno 11 novembre a Parigi. Ma alla fine, a rappresentare gli Usa a Palermo sarò David Satterfield, sottosegretario con delega al Medio Oriente al consiglio di Stato. Sarà della partita anche l’altra potenza che ha spinto ed appoggiato l’Italia nell’azione sulla Libia: la Russia. Da Mosca a guidare la delegazione dovrebbe esserci il primo ministro Dmitri Medvedev. Per quanto riguarda l’Europa, è confermata la presenza dell’alto rappresentante della politica estera comunitaria, Federica Mogherini. Ma dal vecchio continente non verrà alcun capo di Stato, anche se ci saranno delegazioni da molti paesi.

paesi conferenza libia

La Francia ad esempio invierà il ministro degli esteri, Jean-Yves Le Drian. La Germania sarà pure presente e rappresentata dal sottosegretario agli esteri, Niels Annen. Diplomatici e rappresentanti arriveranno anche da Spagna, Grecia e Malta. Per quanto riguarda l’Africa invece, la “pattuglia” dovrebbe essere abbastanza nutrita. Nelle scorse ore è stata infatti confermata la presenza con capi di Stato e di governo da parte di molti paesi confinanti con la Libia. Si tratta, in particolare, di Tunisia, Algeria, Egitto per il nord Africa. Per il Sahel invece, a Palermo dovrebbero arrivare anche rappresentanti di Niger e Ciad. Per la Tunisia sarà a Palermo il presidente Beji Caid Essebsi, per l’Algeria invece il primo ministro Ahmed Ouyahia. Non si sa ancora se in Sicilia l’Egitto sarà rappresentato o meno dal presidente Al Sisi. 

Presenti a Palermo anche Turchia e Qatar. Tali presenze avrebbero infastidito proprio l’Egitto, essendo Ankara e Doha due importanti sponsor dei Fratelli Musulmani e quindi del movimento fortemente osteggiato da Al Sisi nel suo paese. Sarà presente anche l’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Ghassan Salamè. Sarà lui a rappresentare le Nazioni Unite in Sicilia.

Chi sono i leader libici che parteciperanno

C’è giallo su quello che dovrebbe essere l’ospite più atteso, ossia il generale Khalifa Haftar. Il leader della Cirenaica avrebbe dato il suo via libera definitivo alla presenza a Palermo nei giorni scorsi, ma nelle ultime ore tra conferme e smentite appare in forse la sua partecipazione. Un diniego di Haftar potrebbe compromettere seriamente l’andamento del vertice siciliano e far rimediare all’Italia una magra figura agli occhi della comunità internazionale.

leader libia palermo

Per il governo di unità nazionale ci sarà invece il premier Al Serraj, assieme al suo vice Ahmed Maitig, uomo forte “moderato” di Misurata. Presenti inoltre altri due attori importanti: Aguila Saleh, presidente del parlamento di Tobruck, e Khaled Al Meshri, presidente dell’alto consiglio di Stato. In totale comunque, le delegazioni libiche dovrebbero essere molte di più comprendendo fazioni, tribù e partiti politici di ogni parte del paese.

La sede, come sopra descritto, sarà quella di villa Igiea a Palermo. Si tratta di un hotel di lusso affacciato su uno degli scorci più belli del capoluogo siciliano che dà direttamente sul Tirreno. Palermo appare blindata: molte le vie interdette al traffico a partire dalla giornata di lunedì, scuole chiuse e misure di sicurezza eccezionali. Saranno circa 1.900 gli agenti schierati per garantire l’incolumità agli addetti ai lavori.

La Libia è fondamentale per la sicurezza dell’Italia.
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Previste anche manifestazioni di protesta contro il vertice. Proprio a Villa Igiea nei giorni scorsi è apparso uno striscione con la scritta “No Summit”, mentre alle 17:00 di lunedì 12 un corteo di manifestanti partirà da piazza Marina per arrivare al Teatro Massimo.