Ora che si sono calmate le acque, vale la pena riprendere il filo del recente discorso a Marsiglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha provocato la dura reazione di Marija Zacharova, portavoce del Ministro degli Affari Esteri della Russia, Sergej Lavrov. E che, al di là del duro e ingiustificabile attacco al nostro Paese, rileva il peso specifico del Primo Cittadino d’Italia agli occhi nel mondo. O quantomeno agli occhi della Russia. Tanto che la famosa frase di Stalin a Yalta, Quante divisioni ha il Papa?, forse potrebbe valere anche per l’Italia.
Al tempo stesso l’orribile attacco della portavoce Zacharova pone qualche interrogativo anche sulla strategia di comunicazione scelta dalla Russia per rispondere alle dichiarazioni del Presidente Mattarella. Andrew Spannaus, giornalista e analista politico, autore del podcast That’s America per Radio24 non si stupisce più di tanto: “Sergio Mattarella non è molto conosciuto a livello internazionale. In Italia è il Capo dello Stato, ma fuori? E non è solo una questione italiana: quanti sanno chi è il Capo dello Stato della Germania? Dunque, dal punto di vista russo, non si dà la stessa importanza a lui rispetto a Giorgia Meloni. Non si scomoda Vladimir Putin”. E forse per lo stesso motivo, si è scritto anche poco sulla stampa internazionale. “Personalmente, “ha concluso l’autore del libro Rivincita. L’enigma americano spiegato agli europei, “ritengo che Mattarella sia intervenuto su una questione delicata di diplomazia che avrebbe dovuto essere di competenza del Governo.”
“La scelta di affidare a Marija Zacharova la risposta a Mattarella”, sottolinea Andrea Barchiesi, fondatore di Reputation Manager e uno dei massimi esperti in Italia in tema di analisi e gestione della reputazione online, “risponde a una strategia di comunicazione che si ripete e che punta a legittimare o meno l’interlocutore. Putin non interviene e in questo modo implicitamente ci sta dicendo che il suo interlocutore non è legittimato ad avere un dialogo con lui. Non parla lui e nemmeno Lavrov. In questo caso hanno messo in campo una terza figura, la Zacharova, un pezzo degli scacchi un po’ più debole, per così dire. In buona sostanza, ci hanno detto che l’Italia non ha peso”.
Dello stesso avviso, Gianluca Comin, Presidente e Fondatore di Comin & Partners una delle più autorevoli società di consulenza di comunicazione e relazioni istituzionali del Paese: “Certamente c’è una strategia, di solito risponde una persona che ha un ruolo inferiore di quella attaccata per denigrarla ulteriormente. In questo caso non risponde al Capo dello Stato un altro Capo dello Stato o un Ministro, ma risponde un portavoce in questo caso per sottolineare ancora di più una dichiarazione di attacco. In altri casi”, prosegue Comin, che è anche docente di Strategie di Comunicazione, alla Luiss Guido Carli, “si usa un funzionario perché smentibile e quindi si può fare una marcia indietro, ma credo che in questo caso valga la prima ipotesi. All’orribile dichiarazione, si aggiunge dunque il fatto che l’ha pronunciata un portavoce e non il Ministro o Putin in persona”.
La querelle Zacharova-Mattarella non ha nemmeno “entusiasmato” il popolo del web, che in realtà sostanzialmente non ha reagito. “È una tematica troppo alta, prosegue Barchiesi. La rete è situata a un livello di engagement e di interazione più basso rispetto a questa interlocuzione, soprattutto internazionale. Se per rete intendiamo la parte alta del Paese, soprattutto un certo tipo di stampa, che ne ha parlato, va bene, ma di interazione significativa direi di no. Diversamente e sorprendentemente, invece, sta girando il discorso di Mario Draghi al Parlamento Europeo, che pur essendo alto ha dei toni molto chiari, espliciti, sintetici, che invece si stanno ‘viralizzando’ anche su social come Tik Tok”.

