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	<title>Energia elettrica Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Jan 2025 09:18:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Energia elettrica Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;intelligence UK avverte Starmer: la politica green ci consegna alla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 09:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="470" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487-300x235.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>L'ex capo MI6 mette in guardia il Regno Unito dall'ingresso cinese nelle energie rinnovabili, principalmente nell'eolico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html">L&#8217;intelligence UK avverte Starmer: la politica green ci consegna alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="470" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487-300x235.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p><strong>Sir Richard Dearlove</strong> torna a parlare, e lo fa per mettere in guardia il Regno Unito dall&#8217;<strong>ingresso cinese nelle energie rinnovabili, principalmente nell&#8217;eolico</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/le-spie-del-regno-unito-come-funziona-lintelligence-di-londra.html">Lo storico direttore dell&#8217;MI6, il servizio segreto esterno di Sua Maestà,</a> in un&#8217;intervista<a href="https://www.thetimes.com/uk/environment/article/labours-net-zero-push-hands-power-to-beijing-hf5fkq8n3"> al <em>The Times</em></a> ha espresso preoccupazione sul fatto che la politica per lo zero netto di emissioni e la decarbonizzazione promossa dal Governo laburista di <strong><a href="https://it.insideover.com/newsletter/briefing-05-i-dolori-del-giovane-starmer-e-del-meno-giovane-bayrou">Keir Starmer</a></strong>, oltre che la sua distensione con la Cina, possano avere <strong>impatti chiari sulla sicurezza nazionale</strong>.</p>



<p>In che modo? Tramite un processo di <strong>crescente dipendenza tecnologica</strong> che si unisce a una possibile cessione del controllo sull&#8217;hardware e la gestione delle reti, potenzialmente in grado di dare alle aziende della Repubblica Popolare il controllo sull&#8217;accensione o lo spegnimento di sistemi sempre più connessi.</p>



<p>Dearlove pensa in particolar modo ai <strong>parchi eolici offshore in via di costruzione</strong> nei mari attorno la Gran Bretagna: in 14 su 50 la Cina è presente con consistenti investimenti, in tre casi addirittura con aziende di Stato. Con l&#8217;energia eolica il Regno Unito ha prodotto nel 2024<a href="https://ember-energy.org/latest-insights/uk-renewable-power-set-to-overtake-fossil-fuels-for-first-time/#:~:text=Wind%20is%20set%20to%20generate,30%25%20(85%20TWh)."> il 29% della sua elettricità, una quota appena inferiore a quella del gas naturale (30%) fondamentale nella</a> corsa a un&#8217;economia decarbonizzata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l&#8217;ex capo del MI6 tuona contro eolico e solare cinesi</h2>



<p>Dearlove ha contestato la presenza cinese nei giorni <a href="https://it.insideover.com/economia/securenomics-la-ricetta-di-rachel-reeves-per-leconomia-britannica.html">in cui la <strong>Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves si recava nella Repubblica Popolare</strong>, </a>dichiarandosi &#8220;certo che i cinesi siano assolutamente lieti di contribuire all&#8217;indebolimento della nostra base industriale&#8221;, facendo riferimento al fatto della presenza cinese nelle rinnovabili, con in mente l&#8217;eolico e la dipendenza del Regno Unito dal fotovoltaico di Pechino, che fornisce il 40% dei pannelli usati nel Paese.</p>



<p>Per Dearlove &#8220;ci stiamo affrettando a creare un&#8217;economia a zero emissioni di carbonio dipendente dalle energie rinnovabili, il che alla fine indebolirà la nostra posizione economica&#8221;. L&#8217;ex direttore di Vauxhall Cross ritiene che le aziende cinesi possano &#8220;riprogrammare&#8221; la componentistica delle infrastrutture energetiche che si trova connessa alla rete tramite <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/internet-delle-cose-se-il-mio-frigo-va-in-rete.html"><strong>sensori che sfruttano la tecnologia dell&#8217;Internet of Things</strong>,</a> potendo dunque controllare i flussi di produzione e, potenzialmente, minare la sicurezza energetica nazionale.</p>



<p>Le minacce paventate da Dearlove sono assonanti col contenuto di un importante <a href="https://www.rechargenews.com/wind/china-could-use-wind-power-dominance-to-force-eu-us-rift-over-taiwan-warn-dutch/2-1-1637144"><strong>rapporto pubblicato nel 2024 dal governo olandese</strong></a> sulle <em>wind farm</em> cinesi e la loro <strong>problematicità per la sicurezza nazionale</strong>. In quest&#8217;ultimo dominio, tutto ciò che è racchiuso nel campo delle tecnologie e del loro impatto sulle moderne società in cui viviamo appare ampiamente incluso e, in quest&#8217;ottica, le <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-secolo-dellintelligence.html">agenzie di intelligence</a></strong> sono chiamate a uno sforzo cognitivo maggiore per capire l&#8217;effettività di ulteriori rischi in precisi rapporti economici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza nazionale batte economia</h2>



<p>Le parole di Dearlove mostrano che c&#8217;è sicuramente una componente dell&#8217;<strong>intelligence di Sua Maestà, a cui il suo ex capo con le sue parole si rivolge,</strong> che è pronta al confronto muscolare con la Cina su questi settori critici. <a href="https://eutoday.net/sir-richard-dearlove-risks-of-relying-on-china/">Anche secondo <em>Eu Today</em></a><em>,</em> &#8220;il dibattito sul coinvolgimento cinese nel settore energetico britannico ha messo in luce una divisione all&#8217;interno dell&#8217;establishment politico&#8221;, e si sottolinea &#8220;l&#8217;approccio di Ed Miliband&#8221;, segretario all&#8217;Energia del governo laburista, che &#8220;è stato caratterizzato da una forte attenzione al raggiungimento di emissioni nette pari a zero. Tuttavia, Dearlove e altri sostengono che questo approccio dà priorità agli obiettivi ambientali rispetto alle considerazioni sulla sicurezza nazionale&#8221;. </p>



<p><strong>L&#8217;ansia da sicurezza nazionale</strong> porta a guardare come minaccioso ogni settore e ogni sfera critica dell&#8217;economia, della politica, delle connessioni che rendono possibile la vita di tutti i giorni. Dearlove segnala che negli apparati britannici c&#8217;è una componente critica di ogni <em>appeasement</em> con la Repubblica Popolare. E chi pensava che la distensione possa correre sulle ali del vento potrebbe esser costretto a ricredersi&#8230;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html">L&#8217;intelligence UK avverte Starmer: la politica green ci consegna alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>UK in blackout. L&#8217;ennesima promessa mancata di Liz Truss</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 08:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
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		<category><![CDATA[gas russo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Regno Unito si prepara ai blackout invernali, come fu negli anni ’70, in barba alle promesse elettorali. Il nuovo primo ministro inglese aveva appena finito di scusarsi per il disastro generato dalla presenza del taglio dell’aliquota al 45% per i redditi superiori a 150.000 Sterline nel mini budget, che ora deve gestire l’ennesimo flop: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html">UK in blackout. L&#8217;ennesima promessa mancata di Liz Truss</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Regno Unito</strong> si prepara ai blackout invernali, come fu negli anni ’70, in barba alle promesse elettorali. Il nuovo primo ministro inglese aveva appena finito di scusarsi per il disastro generato dalla presenza del taglio dell’aliquota al 45% per i redditi superiori a 150.000 Sterline nel mini budget, che ora deve gestire l’ennesimo flop: quello <strong>energetico</strong>.</p>



<p>La scorsa estate, durante la campagna che avrebbe designato l’erede di Boris Johnson alla guida del partito conservatore e del governo, <strong>Liz Truss</strong> era stata categorica nel garantire una presenza di scorte sufficienti per scaldare il rigido inverno inglese, prendendo le distanze dal suo rivale, Rishi Sunak, che invece paventava l’ipotesi di razionamenti. </p>



<p>Ora, però, tra le mani di Liz Truss è arrivato il rapporto presentato da ESO <em>(<a href="https://www.nationalgrideso.com/future-energy/future-energy-scenarios">National Grid Electricity System Operator</a></em>) che, nella stima del bilanciamento tra domanda e offerta di forniture elettriche, contrariamente a quanto profilato nelle rosee previsioni dello scorso Luglio, ha decisamente invertito la rotta. Londra non sarebbe più in grado di assicurare le forniture necessarie a scongiurare <em>blackout</em> tra Dicembre e Marzo 2023. La conclusione del report avrebbe indotto i relatori a suggerire, in caso di emergenza, un razionamento di 3-4 ore della fornitura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi fornisce energia al Regno Unito</h2>



<p>Il Regno Unito, diversamente da altri paesi Europei, Germania e Italia in primis, gode di una maggiore indipendenza dal gas russo grazie alle risorse presenti nel Mare del Nord e a quelle fornite attraverso il passaggio dalla Norvegia. Tre quarti del gas importati arrivano da lì, oltre a circa 1.4 gigawatts (GW) di elettricità che percorrono 730km lungo un cavo che collega Blyth in Northumberland a Kvilldal sulla costa opposta. </p>



<p>Questa, come evidenziato nella lettera che Liz Truss ha pubblicato sul <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/liz-truss-time-to-find-common-cause-with-our-european-friends-m09kjt5wl"><em>Times</em> </a>prima di recarsi a Praga per incontrare i leader europei, rappresenta la fonte di approvvigionamento per almeno 1 milione e mezzo di case, considerando che qui, dati del 2021, il 40% dell’elettricità si produce dal gas. Di più, il Paese è collegato all’Europa da condotti che arrivano in Belgio e Olanda e attraverso i quali il gas viene spedito in entrambe le direzioni, sulla base dei costi. Questo flusso è principalmente diretto verso le esportazioni nel continente per assicurare i grandi stoccaggi che sull’isola non sarebbero possibili. </p>



<p>Finora il sistema ha retto perché, in caso di necessità, gli inglesi si sono ripresi indietro il loro gas, esattamente come accade con l’elettricità trasferita attraverso conduttori collegati a Francia, Belgio, Olanda e Norvegia.  Ma l’inverno in arrivo si prospetta differente, ha chiarito il report di <em>National Grid</em>, perché anche i paesi europei sono in deficit.</p>



<p>Al di là degli scenari geopolitici, la <strong>Francia</strong> sta avendo problemi con i suoi reattori nucleari e la Norvegia sta soffrendo per via della siccità che non permette di alimentare il suo potenziale idroelettrico. Da qui il timore che lo stato scandinavo possa decidere di tagliare il cordone con Uk ed Europa per proteggere e garantire il suo uso interno.</p>



<p>Il conflitto in Ucraina e le conseguenze nelle forniture in arrivo dalla Russia per il Regno Unito non rappresentano, invece, un problema primario.  Negli ultimi 4 mesi, le importazioni di gas da quella latitudine sono state praticamente azzerate e lo stesso dicasi per il flusso di petrolio russo che, negli ultimi 2 mesi, è arrivato a zero. Il complessivo delle importazioni dalla Russia, nel periodo che va da Gennaio a Luglio 2022 è sceso a una percentuale del 4%.</p>



<p>I documenti ufficiali della <a href="https://commonslibrary.parliament.uk/research-briefings/cbp-9523/">Camera dei Comuni </a>certificano che, in un anno, le importazioni dalla Russia di gas, petrolio e combustibili fossili sono crollate del 96%. A controbilanciare questi tagli è la capacità di fare affidamento sul gas liquido naturale (LNG) fornito da <strong>Qatar</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>, ma se le temperature precipitassero repentinamente, non ci sarebbe nessuna garanzia di forniture adeguate, sopratutto per le abitazioni degli inglesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il blackout di Liz Truss</h2>



<p>L’allarme blackout in realtà era già scattato quando, solo qualche giorno prima del report di ESO, il fornitore di energia <em>Ofgem</em> aveva parlato apertamente del “rischio importante” di trovarsi in emergenza per l’impossibilità di garantire forniture di gas secondo gli standard richiesti abitualmente.&nbsp;</p>



<p>E qui tornano in gioco le promesse e i guai di Liz Truss. Interpellata sul tema, mentre si trovava a Praga a rinsaldare il rapporti di “amicizia” con <strong>Emmanuel Macron</strong> e a farsi immortalare sorridente con Mario Draghi, ha glissato, limitandosi ad un generico “Siamo messi meglio di molti altri paesi europei”, ma senza smentire chiaramente la possibilità del blackout. Questa impasse è un’altra mina sulla già fragile posizione del primo ministro la cui leadership non è mai stata veramente riconosciuta.</p>



<p>La sua elezione, in settembre, non è avvenuta grazie al sostegno dei deputati del suo partito presenti a <strong>Westminster</strong> e questa mancanza di un largo consenso, con un automatismo tipico della spietatezza della politica, trasforma ogni passo falso in un&#8217;occasione per generare caos. Così, dal palazzo, partono dichiarazioni a ruota libera e le indiscrezioni finiscono in pasto ai media.</p>



<p>Esattamente quanto accaduto al <em>Times,</em> che ha ricevuto una segnalazione in base alla quale Liz Truss avrebbe sonoramente bocciato la campagna di comunicazione studiata ad hoc dal politico di lungo corso e oggi <em>business Secretary,</em> Jacob Rees-Mogg. L’idea era quella di sensibilizzare gli inglesi al consumo intelligente delle risorse con un piano costato 15 milioni di Sterline. I sudditi di sua maestà avrebbero ricevuto indicazioni su come risparmiare fino a 300 Sterline all’anno, abbassando la temperatura della caldaia (misura poi stralciata per timore di avere conseguenze sui più fragili e sugli anziani), spegnendo i termosifoni nelle stanze vuote e il riscaldamento quando si esce di casa.</p>



<p>Liz Truss, ideologicamente contraria a questo stile, non avrebbe digerito l’approccio troppo “interventista” ed invasivo nella <strong>libertà dei cittadini</strong>. Come ampiamente chiarito nel suo discorso alla <em>convention</em> del partito a Birmingham, il primo ministro non ha la minima intenzione di dire al suo popolo cosa deve fare, men che meno tra le mura di casa. </p>



<p>Ma le voci sparse dal palazzo hanno acceso l’artiglieria del fuoco amico: “decisione stupida &#8211; avrebbe riferito una fonte interna &#8211; perché non si davano lezioni di vita, ma di risparmio”. Per Liz Truss, però, l’idea di essere accusata di ricreare un “<strong>nanny State</strong>”, uno stato-balia troppo presente, è inaccettabile. Se da una parte si infilerebbe un dito negli occhi alla capacità di fare libera impresa tipicamente anglosassone, dall’altra si minerebbe il principio dell’assoluta non ingerenza dello Stato sulla vita dei cittadini, soprattutto quando è a guida Tories.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fracking per la ricerca di petrolio e gas</h2>



<p>Il fuoco amico non si ferma qui. Le ultime decisioni da parte del governo, che ha revocato i divieti imposti nel 2019 di effettuare <strong>fracking</strong> in mare per estrarre gas e ha elargito 100 nuove licenze per scavare alla ricerca petrolio e gas, non sono andate giù ai <a href="https://news.sky.com/story/labour-accuses-tories-of-energy-disarmament-and-mocks-19th-century-jacob-rees-mogg-12705654">laburisti</a>, agli ambientalisti e a molti deputati conservatori, preoccupati per le conseguenze nell’opinione pubblica e della loro futura rielezione.</p>



<p>Il rischio sismico che potrebbe conseguire alle trivellazioni è una eventualità sulla quale la scienza ancora non avrebbe una posizione univoca e definita e questo fa paura. L’ultimo sondaggio commissionato dal governo sul fracking, nell’autunno del 2021, dimostrò che solo il 17% dei cittadini intervistati sosteneva la possibilità di procedere su quella strada, mentre ’87% era totalmente favorevole alle energie rinnovabili. </p>



<p>Per aggirare l’ostacolo, il governo ha già in tasca la sua strategia pronta: pagare da 500 a 1000 sterline i residenti delle zone interessate al fracking per ottenere il consenso a procedere con le esplorazioni.  E se questo non bastasse è pronto un piano per <strong>distribuire royalties</strong>, dall’1 al 6%, sulle estrazioni effettuate.</p>



<p>La stima fornita dalle aziende del settore valuta un costo tra i 4 e i 400 milioni di sterline per ogni sito interessato, soldi che andrebbero spalmati in circa 20 anni e soggetti al prezzo del gas e alla produttività dei pozzi. “Con il 50% più uno dei consensi, raccolti porta a porta &#8211; ha spiegato Rees Moog &#8211; si potrà procedere”. Nel frattempo, se non si potranno garantire le forniture necessarie si dovrà approvare il via libera ai blackout.  Normalmente queste misure sono controfirmate dal primo ministro e dal re, Carlo III. Ma Liz Truss, a Natale, sarà ancora a <strong>Downing Street</strong>? Molti inglesi scommettono di no.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-in-blackout-lennesima-promessa-mancata-di-liz-truss.html">UK in blackout. L&#8217;ennesima promessa mancata di Liz Truss</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Blackout e isolamento: il doppio jolly cinese per colpire Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/blackout-e-isolamento-il-doppio-jolly-cinese-per-colpire-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 15:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante le recenti esercitazioni militari senza precedenti della Cina, e le conseguenti dichiarazioni sempre più aggressive di Pechino, abbiano fatto crescere i timori degli Stati Uniti in merito ad una possibile invasione cinese di Taiwan, difficilmente Xi Jinping intraprenderà una mossa del genere. Certo, l&#8217;opzione è teoricamente sul tavolo e – il caso Ucraina insegna &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/blackout-e-isolamento-il-doppio-jolly-cinese-per-colpire-taiwan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/blackout-e-isolamento-il-doppio-jolly-cinese-per-colpire-taiwan.html">Blackout e isolamento: il doppio jolly cinese per colpire Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211223152641937_ec00cad3ca3fd74d926141471a9551a3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nonostante le recenti esercitazioni militari senza precedenti della <strong>Cina</strong>, e le conseguenti dichiarazioni sempre più aggressive di Pechino, abbiano fatto crescere i timori degli Stati Uniti in merito ad una possibile invasione cinese di <strong>Taiwan</strong>, difficilmente <strong>Xi Jinping</strong> intraprenderà una mossa del genere. Certo, l&#8217;opzione è teoricamente sul tavolo e – il caso Ucraina insegna – è bene non dare mai niente per scontato. Eppure, sul tavolo, ci sono anche diversi indizi che lasciano presagire un possibile, diverso <em>modus operandi</em> del Dragone.</p>
<p>Per quale motivo scatenare una guerra aperta contro Taipei, coinvolgendo anche Washington, quando l&#8217;isola potrebbe essere recuperata giocando la ben più sicura carta della <strong>guerra asimmetrica</strong>? Ma, soprattutto, perché lanciarsi adesso in un testa a testa con l&#8217;esercito statunitense, con la possibilità di uscirne a pezzi data la poca esperienza dei soldati cinesi sui campi di battaglia, e con un gap bellico con l&#8217;armata Usa ancora piuttosto evidente? È lecito supporre che simili domande abbiano riecheggiato nei corridoi dei palazzi del potere cinese.</p>
<p>Sia chiaro: tra i consiglieri di Xi ci saranno probabilmente anche numerosi falchi, ovvero alti funzionari che qualche settimana avrebbero voluto sfruttare l&#8217;incidente diplomatico della visita di Pelosi a Taiwan per colpire finalmente gli Stati Uniti e risolvere, al tempo stesso, la <strong>questione taiwanese</strong>. Al momento, tuttavia, sembrerebbe aver avuto la meglio la fazione dei consiglieri pragmatici, o dei prudenti. Il loro motto: se proprio è necessario sciogliere i nodi in maniera radicale, allora per Pechino è bene farlo quando sarà il momento giusto. Quando, cioè, il Paese avrà navi e aerei da guerra più moderni, quando l&#8217;economia cinese creerà un ulteriore divario da quella statunitense e, infine, quando gli avversari potrebbero essere invischiati in altre complicazioni geopolitiche.</p>
<p>Al netto di ogni probabile ricostruzione, nel frattempo è difficile immaginare che la Cina resti semplicemente in vigile attesa. Al contrario, come anticipato, la Repubblica Popolare potrebbe calare i suoi <strong>jolly</strong> per cercare recidere il legame tra Washington e Taipei, e isolare quella che il Dragone considera una “provincia ribelle”. Il tutto senza sparare un colpo.</p>
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<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-prepara-la-stretta-definitiva-su-hong-kong.html"><strong>Cosa insegna la “lezione” di Hong Kong</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-del-porcospino-cosi-taiwan-si-difende-da-pechino.html"><strong>La strategia del porcospino di Taiwan</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/storia/cina-taiwan-storia.html"><strong>Come si è arrivati alla divisione tra Pechino e Taipei</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Il tallone d&#8217;Achille di Taiwan</h2>
<p>Taiwan deve fare i conti con <strong>blackout</strong> particolarmente fastidiosi che, oltre a provocare disagi tra la popolazione e le aziende, sottolineano la <strong>vulnerabilità</strong> dell&#8217;<strong>economia tecnologica</strong> dell&#8217;isola. Una vulnerabilità strategica troppo ghiotta per non essere sfruttata dal Dragone. Infatti, nel caso in cui la Cina dovesse riuscire, tramite azioni mirate e complesse, a lasciare al buio Taipei per tempi piuttosto lunghi, i danni economici che dovrebbe fronteggiare il governo taiwanese sarebbero ingenti. <span style="font-size: 1rem;">Senza corrente, infatti, le imprese – pensiamo ai produttori di </span><strong style="font-size: 1rem;">chip</strong><span style="font-size: 1rem;"> e </span><strong style="font-size: 1rem;">semiconduttori</strong><span style="font-size: 1rem;"> &#8211; non potrebbero operare a pieno regime, e l&#8217;intera filiera hi-tech globale rischierebbe di congelarsi. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;"><em>Asian Nikkei Review</em> ha scritto che tra il 1 luglio e il 29 agosto, Taiwan ha assistito a 22 interruzioni di corrente che hanno colpito mille o più famiglie (le peggiori interruzioni hanno riguardato addirittura 17mila nuclei familiari). Le cause più frequenti per questi incidenti, che si verificano a temperature elevate, includono malfunzionamenti delle <strong>linee di alimentazione</strong>, dei trasformatori di potenza e dei cavi ad alta tensione. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">La situazione è però paradossale. Il 25 agosto, circa 17.000 famiglie sono rimase al buio nella città di New Taipei, l&#8217;area più popolosa dell&#8217;isola, situata vicino alla capitale, a causa di temporali e fulmini. Nello stesso giorno, Kaohsiung, la seconda città più grande di Taiwan, ha registrato un blackout che ha colpito oltre 3.859 famiglie. In questo caso la colpa è stata data alle termiti responsabili di aver masticato i cavi. Durante i due giorni successivi a Kaohsiung, i blackout hanno colpito rispettivamente 7.525 e 8416 famiglie, a causa delle solite termiti in un caso e degli scoiattoli nel secondo. È vero che tutte queste interruzioni di corrente non hanno interessato <strong>parchi scientifici</strong> o <strong>aziende strategiche</strong>. Ma è vero anche che un contesto così fragile dovrebbe servire da avvertimento per l&#8217;industria tecnologica.</span></p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/economia/il-grande-gioco-dei-chip-dietro-al-viaggio-di-pelosi-a-taiwan.html"><strong>Il grande gioco dei chip tra gli Usa e Taiwan</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/alta-tensione-a-taiwan-navi-e-aerei-militari-cinesi-attraversano-la-linea-mediana-dello-stretto.html"><strong>Le manovre militari cinesi nello Stretto di Taiwan</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/economia/le-mani-della-cina-sul-forziere-di-taiwan-perche-lisola-e-cosi-importante.html"><strong>Le mani della Cina sul forziere Taiwan</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Senza elettricità</h2>
<p>È qui che entra in gioco la Cina, e per almeno due ragioni. La prima: le esercitazioni militari cinesi, come quelle da poco terminate, rappresentano un elvato rischio per il sistema elettrico taiwanese. Il motivo è semplire: manovre del genere impongono indirettamente un blocco economico attorno all&#8217;isola, impedendo a Taipei di esportare/importare prodotti più o meno rilevanti per il proprio sostentamento economico. L&#8217;economica di Taiwan si affida maggiormente sulle importazioni di <strong>petrolio greggio</strong>, <strong>gas naturale</strong> e <strong>carbone</strong>, che complessivamente pesano per il 97,8% della sua <strong>fornitura energetica</strong>.</p>
<p>Questa fornitura include trasporti, produzione industriale e altri usi industriali, nonché, appunto, produzione di energia elettrica. Per quanto riguarda le principali fonti di elettricità dell&#8217;isola troviamo il carbone (42,5%) e il gas naturale (38,1%). Le energie rinnovabili rappresentano solo l&#8217;8,1%, mentre il nucleare continua a fornire l&#8217;8,5%. In ogni caso, se Taiwan dovesse smettere di ricevere gas e carbone si ritroverebbe in guai seri.</p>
<p>La seconda ragione che chiama in causa la Cina riguarda invece ipotetici <strong>attacchi</strong> pensati per danneggiare direttamente la rete elettrica taiwanese. Siamo di fronte ad un&#8217;eventualità decisamente più complessa rispetto a quella dell&#8217;ipotetico blocco, ma pur sempre plausibile.</p>
<h2>Isolati dal mondo</h2>
<p>Accanto al jolly del blackout c&#8217;è spazio per l&#8217;asso dell&#8217;<strong>isolamento</strong>. Non semplicemente un isolamento economico, quanto un isolamento nel vero senso della parola, e cioè con un&#8217;esclusione, in questo caso forzata, da rapporti o contatti con l&#8217;ambiente circostante. Secondo quanto riportato dal <em>New York Times</em>, la Cina potrebbe provare a tagliare o disabilitare i <strong>cavi sottomarini</strong> che trasportano circa il 90% dei <strong>dati</strong> che collegano Taiwan al mondo. L&#8217;eventuale taglio dei cavi sottomarini di Taiwan &#8211; vitali per l&#8217;industria dei semiconduttori &#8211; provocherebbe il caos, visto che gli effetti andrebbero a colpire anche altri Paesi interconnessi nella regione, come il Giappone e la Corea del Sud.</p>
<p>Un rapporto del Mercatus Center della George Mason University sostiene che qualsiasi attacco a Taipei comporterebbe enormi costi economici statunitensi e globali, in particolare a causa dell&#8217;interruzione del trasporto di container e dei cavi dati sottomarini spezzati, che trasportano fino al 99% di tutto il <strong>traffico Internet globale</strong> tra i continenti. Un danno enorme che potrebbe però non spaventare Pechino. Le stazioni che ospitano i suddetti cavi – edifici molto vulnerabili e poco protetti – per New Kite Data Labs rientrebbero tra le 294.100 voci contenenti obiettivi sensibili e sarebbero inserite dalla Cina in un&#8217;apposita lista.</p>
<p>Ricordiamo che Taiwan ha attualmente 15 cavi dati sottomarini che la collegano alla Cina, agli Stati Uniti e ad altri hub hi-tech in tutto il mondo. Le sue stazioni sono concentrate in tre aree: New Taipei, Toucheng e Fangshan. Il <em>South China Morning Post</em> ha spiegato che la maggior parte dei cavi ad alta capacità, spesso non più grandi di un tubo da giardino, è supportata da giganti della tecnologia statunitense. <strong>Pacific Light Cable Network</strong>, ad esempio, diventata operativa a gennaio, è di proprietà di Google e Meta. Taiwan, infine, fa parte di un vasto sistema globale di cavi sottomarini che muove miliardi di dollari al giorno nella trazione finanziaria online (e non solo). Queste <strong>reti</strong> sono coperte da trattati internazionali – uno risale al 1884 – che però rischiano di rivelarsi antiquati e di offrire poca protezione in tempo di guerra o di crisi politica.</p>
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		<title>La Germania al centro della crisi energetica minaccia la stabilità europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-germania-al-centro-della-crisi-energetica-minaccia-la-stabilita-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 14:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;elettricità in Germania ha sfondato quota mille euro al megawattora per i contratti di fornitura con consegna al 2023 e anche nelle contrattazioni ordinarie si assesta oltre gli 800 euro/MWh, dieci volte il valore dell&#8217;anno scorso. Lo tsunami energetico di cui abbiamo parlato su queste colonne si è già espanso con effetto virale dal gas alla generazione elettrica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-germania-al-centro-della-crisi-energetica-minaccia-la-stabilita-europea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-germania-al-centro-della-crisi-energetica-minaccia-la-stabilita-europea.html">La Germania al centro della crisi energetica minaccia la stabilità europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYEARxByLAYtjW3cTQwt_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;elettricità in Germania ha sfondato quota <strong>mille euro al megawattora </strong>per i contratti di fornitura con consegna al 2023 e anche nelle contrattazioni ordinarie si assesta oltre gli <strong>800 euro/MWh, </strong>dieci volte il valore dell&#8217;anno scorso. <a href="https://it.insideover.com/energia/laltro-choc-energetico-che-preoccupa-la-bomba-dellelettricita.html" target="_blank" rel="noopener">Lo tsunami energetico di cui abbiamo parlato</a> su queste colonne si è già espanso con effetto virale dal gas alla generazione elettrica ed è Berlino, una volta di più, la trincea maggiormente assediata. Un livello analogo è stato registrato in Francia, ma solo temporaneamente per la <a href="https://www.tvsvizzera.it/tvs/nuovi-record-di-prezzo-per-elettricit%C3%A0--oltre-i-1000-euro/47855760" target="_blank" rel="noopener">chiusura di alcuni reattori nucleari per riparazioni.</a></p>
<h2>La Germania nel caos</h2>
<p>Il continuo aumento dei prezzi sconvolge Berlino e la sua principale risorsa, l&#8217;industria manifatturiera ed esportatrice che rappresenta il centro della sua economia ed è volano dello sviluppo dell&#8217;intero Vecchio Continente, le industrie di buona parte del quale, <strong>dall&#8217;Est Europa all&#8217;Italia settentrionale</strong>, sono inserite nella sua catena del valore. E in vista dell&#8217;autunno e dell&#8217;inverno il combinato disposto tra <strong>rischi sulla fornitura di gas dalla Russia, </strong>che potrebbe causare uno choc energetico, inflazione galoppante e alti costi dell&#8217;elettricità potrebbe portare all&#8217;inaudita situazione di costringere il governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Olaf Scholz </strong></a>a imporre razionamenti o addirittura lockdown produttivi per la crisi energetica. O, in altro modo, le imprese a cessare temporaneamente le loro attività facendo <a href="https://it.insideover.com/economia/prezzi-in-volo-e-sanzioni-poco-efficaci-per-putin-la-guerra-e-un-affare.html" target="_blank" rel="noopener">il vero &#8220;tetto&#8221; ai prezzi dell&#8217;energia con strumenti di mercato.</a></p>
<p>Il problema può essere di portata continentale, in questo caso. Con l&#8217;integrazione delle filiere, la frenata della Germania sarebbe uno choc per tutta Europa. Italia in testa. Non dimentichiamoci che quando l&#8217;industria tedesca starnutisce, l&#8217;economia italiana prende il raffreddore: con <strong>78,69 miliardi di euro di export nel 2021 Berlino </strong>è stato il primo mercato di destinazione dei prodotti finiti e dei semilavorati italiani, fondamentali per auto, macchinari, componenti e elementi della meccanica tipicamente simbolo dell&#8217;eccellenza tedesca.</p>
<h2>Le società energetiche nel mirino</h2>
<p>In Germania il volano dello stop rischiano di essere le compagnie di distribuzione. La Germania non ha un grande <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-sul-gas-litalia-rischia-meno-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener">colosso energetico come Eni</a> e Total, ma molte compagnie e agenzie che governano a livello statale e di Lander le reti e lo stoccaggio del gas e del petrolio acquistati all&#8217;estero.</p>
<p>&#8220;L’attuale situazione di mercato accresce i rischi che alcuni operatori <strong>possano trovarsi a corto di liquidità,</strong> rischiando il fallimento in assenza di un intervento di sostegno dall’esterno&#8221;, nota <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/29/crisi-energetica-nuovi-rialzi-per-lelettricita-in-germania-superati-i-1-000-euro-mw-h-assoutenti-1230-euro-in-piu-a-famiglia/6777470/" target="_blank" rel="noopener"><em>Il Fatto Quotidiano</em></a>. &#8220;I fornitori sono infatti costretti a comprare oggi a prezzi decuplicati rispetto a quanto pagavano prima i clienti e non hanno ancora incassato i proventi delle future bollette adeguate ai nuovi costi&#8221;, e ciò crea un circolo vizioso, tanto che dopo una prima linea di aiuti deliberata dal governo &#8220;il colosso tedesco<strong> Uniper ha chiesto altri 4 miliardi di euro di sostegno&#8221;</strong>.</p>
<p>E per la Germania, che ha già deliberato un taglio del 15% ai consumi nazionali chiedendo a famiglie e imprese di fare la propria parte, potrebbe presentarsi presto l&#8217;incognita di scegliere tra l&#8217;accelerazione dei piani di contingentamento dell&#8217;<strong>uso di gas nel settore pubblico e privato</strong> e l&#8217;accollamento all&#8217;industria degli oneri aggiuntivi. Con compensazioni economiche maggiori alla parte più lesa come contropartita per indorare la pillola. Decisione a perdere in quanto condizionata, inevitabilmente, dai vincoli di bilancio e spesa legati alla scarsezza delle risorse e dei margini di manovra a disposizione, dalle politiche finanziarie europee che stringono i cordoni della borsa e dall&#8217;atavica ritrosità tedesca a mosse che possano, a prescindere dal contesto interno, alimentare l&#8217;inflazione.</p>
<h2>I costi della crisi</h2>
<p>Le famiglie a reddito medio e basso in Germania stanno lottando per far fronte all&#8217;aumento dell&#8217;inflazione e ai prezzi dell&#8217;energia alle stelle, irritate da quella che vedono come inazione del governo per la loro difficile situazione. L&#8217;inflazione è aumentata vertiginosamente negli ultimi mesi, toccando il 7,5% a giugno e, secondo l&#8217;ultima stima della banca centrale tedesca, è probabile che aumenterà ulteriormente in autunno, raggiungendo la doppia <a href="https://it.insideover.com/economia/lora-piu-buia-dellinflazione-arrivera-in-autunno.html" target="_blank" rel="noopener">cifra, come del resto sembra essere destino per tutta Europa.</a></p>
<p>Il pacchetto anticrisi varato in primavera per alleviare la crisi includeva un&#8217;agevolazione una tantum dell&#8217;imposta sull&#8217;energia di 300 euro per i cittadini e un pagamento<strong> di 200 euro per i beneficiari del welfare,</strong> a cui è stato aggiunto un incentivo al trasporto sostenibile: un biglietto del trasporto pubblico di 9 euro al mese dal valore universale per tutto il Paese con scadenza a fine agosto, che non sarà prorogato a causa dei costi elevati. Nel frattempo i costi per la popolazione aumentano mentre su alcuni campi l&#8217;inflazione ha già raggiunto portata epidemica. Secondo l&#8217;Ufficio federale di statistica, a luglio i prezzi complessivi alla produzione che le imprese dovevano sostenere a causa dei rincari delle materie prime e del caro-energia erano superiori del<strong> 37,2% rispetto allo stesso periodo del 2021.</strong> Per le imprese, con un aumento medio del 105 per cento, il principale choc è arrivato ovviamente dalle bollette energetiche. Per i consumatori, oltre il livello medio dell&#8217;inflazione sono giunti anche i prezzi alla produzione dei beni di consumo: +16,2%. I prodotti alimentari erano fino al 21,1% più costosi rispetto all&#8217;anno precedente: particolarmente rincarati il burro (+75,2%), il latte (32%), il caffè (31,6%) e la carne (23,5%).</p>
<p>Commerzbank, uno dei maggiori istituti di credito societario tedeschi, ha affermato la scorsa settimana che la crisi del gas potrebbe portare a una &#8220;grave recessione&#8221;, confrontando le conseguenze con la crisi finanziaria globale del 2008 e andando oltre le pur fosche stime del Meccanismo Europeo di Stabilità che prevedono una <strong>recessione del 2,5% in caso di interruzione delle forniture del gas russo</strong>. Se la crisi energetica continuerà, potrebbero essere i rincari a fermare l&#8217;industria anche in assenza di mossi ostili di Mosca, in un contesto in cui alcuni settori dell&#8217;industria tedesca sono particolarmente energivori. Il settore chimico è il più significativo (29% dei consumi totali), sebbene circa un terzo della quota di consumi facesse riferimento al consumo di materie prime come il gas, che viene utilizzato direttamente per produrre determinati prodotti. Segue col 21% dei consumi l&#8217;industria dei metalli e della siderurgia.</p>
<h2>Il modello esportatore tedesco è a rischio?</h2>
<p>Per un&#8217;economia dipendente dall&#8217;export e sul podio delle potenze esportatrici globali con Cina e Stati Uniti, questi dati sono una Spada di Damocle in questi casi. Lo tsunami energetico accelerato dalla <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-ferita-aperta-nel-cuore-delleuropa-limpatto-di-sei-mesi-di-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>guerra in Ucraina </strong></a>bussa alle porte della Germania e minaccia di far danni. Come successo con la crisi dell&#8217;Eurozona accelerata dall&#8217;austerità di marca tedesca e con il rallentamento da Covid-19, anche sul fronte energetico sarà dalla situazione tedesca che si potrà capire la temperatura dell&#8217;Europa e la gravità della febbre alla sua economia. &#8220;A livello globale non esiste economia più esposta ai cambiamenti della globalizzazione della Germania&#8221;, <a href="https://www.dw.com/en/is-the-energy-crisis-the-final-nail-in-germanys-export-dependent-economic-model/a-62727083" target="_blank" rel="noopener">ha detto a DW <strong>Andreas Nölke, professore di scienze politiche alla Goethe University di Francoforte.</strong></a></p>
<p>Lo studioso sostiene che la Germania è diventata dipendente dalla sua potente base di esportazione e ha bisogno di un nuovo modello economico per soddisfare le esigenze di un contesto globale fattosi sempre più complicato. &#8220;La Germania è stato uno dei paesi che ha beneficiato maggiormente del periodo di globalizzazione che abbiamo visto dal 1990 fino alla crisi finanziaria globale e forse subito dopo&#8221;, ha affermato. &#8220;Ma ora che la globalizzazione sta lentamente ma costantemente retrocedendo penso che la Germania sia nei guai&#8221;. E con essa può esserlo tutta l&#8217;Europa, a partire dall&#8217;Italia. La <a href="https://it.insideover.com/politica/un-gigante-in-crisi-la-germania-puo-cambiare-il-destino-dellue-2059075.html" target="_blank" rel="noopener">soluzione della <strong>crisi energetica in Germania è di interesse europeo</strong></a>, e Berlino si deve impegnare per fermare gli effetti dei rincari, della speculazione e dell&#8217;incertezza su gas e elettricità per dare una prospettiva all&#8217;economia del Vecchio Continente. Il governo Scholz ha aperto alle discussioni sui <strong>tetti europei al gas </strong>e, in dialogo con l&#8217;Austria, inizia a ragionare sul decoupling dei prezzi tra l&#8217;elettricità generata da fonti fossili e quella generata da rinnovabili. Primi, timidi passi in attesa di un piano di insieme sull&#8217;autonomia energetica. E la Germania, Paese centrale dell&#8217;Unione Europea, ha onore e onere di dare una linea andando oltre la rovinosa incertezza del governo Scholz in materia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-germania-al-centro-della-crisi-energetica-minaccia-la-stabilita-europea.html">La Germania al centro della crisi energetica minaccia la stabilità europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;altro choc energetico che preoccupa: la &#8220;bomba&#8221; dell&#8217;elettricità</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/laltro-choc-energetico-che-preoccupa-la-bomba-dellelettricita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 14:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa dei prezzi del gas giunti a livelli record in tutta Europa e in mercati critici come l&#8217;Italia dopo lo scoppio della guerra in Ucraina ha contribuito a generare un&#8217;altra crisi strutturale nel mercato dell&#8217;energia elettrica, in cui le distorsioni sono arrivate a livelli ancora più preoccupanti. Parliamo di un vero rompicapo economico, una minaccia potenzialmente ancora maggiore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/laltro-choc-energetico-che-preoccupa-la-bomba-dellelettricita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/laltro-choc-energetico-che-preoccupa-la-bomba-dellelettricita.html">L&#8217;altro choc energetico che preoccupa: la &#8220;bomba&#8221; dell&#8217;elettricità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/fog-g73385c6e5_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>corsa dei prezzi del gas </strong>giunti a livelli record in tutta Europa e in mercati critici come l&#8217;Italia dopo lo scoppio della <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/una-ferita-aperta-nel-cuore-delleuropa-limpatto-di-sei-mesi-di-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">guerra in Ucraina</a> </strong>ha contribuito a generare un&#8217;altra crisi strutturale nel mercato dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, in cui le distorsioni sono arrivate a livelli ancora più preoccupanti.</p>
<p>Parliamo di un vero rompicapo economico, una minaccia potenzialmente ancora maggiore dei rincari dell&#8217;oro blu. <a href="https://it.insideover.com/energia/risparmi-stoccaggi-fonti-alternative-la-corsa-europea-oltre-il-gas-russo.html" target="_blank" rel="noopener">Da un lato, infatti, per commodities come il gas naturale</a> stimare gli andamenti dei prezzi di mercato e le cause aumenti relativamente facile in termini generali. Si può capire, ad esempio, quanto un taglio delle forniture imposto dalla Russia all&#8217;Europa potrà influenzare i prezzi europei in borsa e dunque le consegne al mercato del Vecchio Continente, capendo in forma pressoché lineare il rapporto causa-effetto. Dall&#8217;altro, per l&#8217;<strong>elettricità </strong>ciò è più complesso, in quanto stiamo parlando di quello che a tutti gli effetti è sia un mercato energetico che un mercato secondario, essendo l&#8217;energia elettrica volano per i fabbisogni di industrie, servizi, abitazioni private generata con l&#8217;utilizzo di fonti fossili o rinnovabili aventi i loro propri mercati. E dunque la ricerca di un trend per capire i prezzi dell&#8217;elettricità si scontra con i problemi legati al mix energetico utilizzato per generarla, ai picchi di domanda e offerta, alla stagionalità, agli orari.</p>
<p>Non v&#8217;è però alcun dubbio circa il fatto che la bomba dell&#8217;elettricità sia la derivata prima dello <a href="https://www.ilgiornale.it/news/transizione-energetica/gas-naturale-pu-giocare-ruolo-nella-transizione-energetica-1990273.html">tsunami dei prezzi energetici </a>e la derivata seconda dell&#8217;accelerazione dell&#8217;inflazione e del parallelo processo di transizione energetica che, come ha ricordato <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwiGst-Ni-L5AhUPhP0HHaUADcwQFnoECA8QAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fnews%2Feconomia%2Fvere-ragioni-boom-dei-prezzi-delle-materie-prime-2030863.html&amp;usg=AOvVaw1LHSvxPzCwfgbw3HOuiCvt" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gianclaudio Torlizzi </strong>in <em>Materia rara, </em></a>sta contribuendo al <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-una-nuova-recessione-europea.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>superciclo delle materie prime </strong></a>da ben prima dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. In questa seconda metà di 2022 in Europa ci si accorge che quella che per il gas è un caos strisciante e difficile da governare sul fronte del mercato dell&#8217;elettricità è da tempo <strong>tempesta perfetta</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando di dati fuori mercato: in quasi tutta Europa interconnessa dalle reti di trasporto transcontinentali l’elettricità ha raggiunto prezzi record e in soli quattro Paesi dell&#8217;Unione (Polonia, Portogallo, Svezia e Spagna), in Norvegia e in Turchia al momento della generazione costa meno di 500 euro al MWh. Nel decennio pre-pandemico i prezzi medi, per fare un paragone, erano compresi tra i 20 e i 30 euro al MWh: il paragone ideale è pensare a uno scenario in cui il petrolio si trovasse a superare i <strong>1.500 dollari al barile in un biennio</strong>.</p>
<p>Al 24 agosto <a href="https://www.mercatoelettrico.org/it/" target="_blank" rel="noopener">i prezzi avevano toccato in Italia i 642 euro al MWh, dopo esser stati oltre i 400 euro per tutto luglio</a>, nella giornata del 22 agosto in Germania hanno <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-08-22/german-power-price-soars-hitting-700-euros-for-first-time-ever">superato i 700 euro per la prima volta nella storia</a>, in Francia negli ultimi giorni si è oscillato<a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=newssearch&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwj4u7GWh-L5AhUThf0HHQvFBRAQxfQBKAB6BAgEEAE&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.reuters.com%2Fbusiness%2Fenergy%2Feurope-power-spot-prices-up-less-solar-rising-french-demand-2022-08-17%2F&amp;usg=AOvVaw1S6pxo5Ss31v-koIu1qENN" target="_blank" rel="noopener"> tra i 555 e i 600 euro nonostante la <strong>copertura garantita dal nucleare</strong> che ripara dal caro-gas.</a></p>
<p>Le problematiche si andavano, in quest&#8217;ottica, accumulando già dal 2021. In quel contesto, l&#8217;accelerazione della ripresa economica post-Covid ha influenzato profondamente il mercato dell&#8217;elettricità generando, nei mesi centrali dell&#8217;anno, picchi di domanda parallelamente a una ristrutturazione generalizzata delle economie avanzate e a un rilancio delle <strong><a href="https://it.insideover.com/scienza/la-geopolitica-delle-terre-rare-nellera-della-transizione-energetica.html">politiche di transizione</a> </strong>legate proprio al soddisfacimento della sempre più vorace domanda di elettricità. I picchi di domanda industriali e le crescenti richieste dei cittadini privati nelle economie avanzate si sono sommate a un contesto in cui la modifica dei mix energetici prendeva piede mentre la <strong>spinta sulle rinnovabili </strong>e l&#8217;incremento dei prezzi dei mercati al consumo dei permessi di inquinamento amplificavano il costo della generazione elettrica. Tutto questo ha contribuito a generare una penetrante<a href="https://it.insideover.com/economia/lora-piu-buia-dellinflazione-arrivera-in-autunno.html"> <strong>inflazione energetica</strong> </a>già sul finire del 2021, come dimostrato dal decollo dei prezzi nazionali attorno a 250-300 euro al MWh nei maggiori mercati europei. La guerra in Ucraina ha <strong>fatto da detonatore </strong>a una situazione già esplosiva.</p>
<p>E in tutta Europa l&#8217;inverno che si avvicina può portare dolori sul fronte del gas ma far rompere l&#8217;osso del collo al Vecchio Continente su quello, ancor più problematico, dell&#8217;elettricità. L&#8217;incubo dei <strong>lockdown produttivi </strong>per i settori a più alta intensità di consumo energetico (<a href="https://it.insideover.com/economia/lincubo-dei-lockdown-produttivi-prende-forma.html" target="_blank" rel="noopener">dalle cartiere agli stabilimenti siderurgici, passando per la ceramica</a>) prende piede mentre in molti contesti non si è superata la dipendenza dal mercato <em><strong>pay-as-you-bid </strong></em>in cui la negoziazione avviene quotidianamente sul fronte domanda-offerta e non si negoziano contratti strutturali di lungo termine. Inoltre, molti operatori provano a concentrare l&#8217;utilizzo dell&#8217;energia sugli orari meno costosi, al mattino e nella sera, distorcendo ulteriormente gli equilibri. Non c&#8217;è altra strada per l&#8217;Europa di affrontare, forse con urgenza maggiore rispetto a quello sul gas, il problema di porre un <strong>tetto ai prezzi dell&#8217;elettricità </strong>redistribuendo, inoltre, i proventi degli extra-profitti delle compagnie che si stanno avvantaggiando con questa dinamica. In quanto problema derivato, quello dell&#8217;elettricità è un mosaico complesso, una tessera del domino più grande di quella del gas ma può essere il vero dilemma epocale per il mercato energetico d&#8217;Europa. La marea montante dei prezzi può paralizzare l&#8217;economia del Vecchio Continente con un combinato disposto di rincari e incontrollabilità delle dinamiche di mercato: anche per questo il controllo delle dinamiche sulle fonti di generazione può e deve contribuire a trovare una soluzione in grado di preservare dall&#8217;incubo della recessione e del nuovo boom inflattivo il Vecchio Continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/laltro-choc-energetico-che-preoccupa-la-bomba-dellelettricita.html">L&#8217;altro choc energetico che preoccupa: la &#8220;bomba&#8221; dell&#8217;elettricità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché l&#8217;Ucraina non è rimasta senza luce durante la guerra?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-lucraina-non-e-rimasta-senza-luce-durante-la-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2022 06:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-2048x1373.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbiamo appena superato il 100esimo giorno di guerra in Ucraina. Il conflitto, che potrebbe durare altri mesi, è entrato nella sua fase decisiva. Bombe, attacchi missilistici, piogge di proiettili e combattimenti cruenti tra i due schieramenti hanno danneggiato gran parte del Paese. A farne le spese, oltre a civili innocenti e militari, troviamo pure case, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-lucraina-non-e-rimasta-senza-luce-durante-la-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-lucraina-non-e-rimasta-senza-luce-durante-la-guerra.html">Perché l&#8217;Ucraina non è rimasta senza luce durante la guerra?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219155805221_2c0e858c6b72b8dfe23a9bdaf6a22c35-1-2048x1373.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Abbiamo appena superato il 100esimo giorno di <strong>guerra in Ucraina</strong>. Il conflitto, che potrebbe durare altri mesi, è entrato nella sua fase decisiva. Bombe, attacchi missilistici, piogge di proiettili e combattimenti cruenti tra i due schieramenti hanno danneggiato gran parte del Paese. A farne le spese, oltre a civili innocenti e militari, troviamo pure case, appartamenti ed edifici di ogni tipo. In realtà, tra i bersagli più appetitosi per il loro peso strategico non dobbiamo dimenticare le infrastrutture. Non solo strade, ferrovie, aeroporti e porti, ma anche <strong>infrastrutture energetiche</strong>, in primis <strong>centrali nucleari</strong> ed <strong>elettriche</strong>.</p>
<p>Se colpire le prime, come la famigerata centrale di Chernobyl o quella di Zaporizhia, avrebbe provocato effetti devastanti tanto per l&#8217;Ucraina quanto per la Russia e il resto del mondo, danneggiare le centrali elettriche avrebbe consentito all&#8217;esercito russo di lasciare i nemici al <strong>buio</strong>.</p>
<p>Immaginiamo la fase uno della guerra, quando lunghissime file di corazzati russi stavano avvicinandosi verso Kiev, quando ancora il blocco occidentale non aveva spedito armi e, soprattutto, quando ancora si riteneva che l&#8217;Ucraina fosse spacciata. Torniamo in quei giorni, e immaginiamo cosa sarebbe potuto accadere se le forze del Cremlino fossero riuscite a limitare, o addirittura distruggere, l&#8217;intero <strong>sistema elettrico nazionale ucraino</strong>. In balia dell&#8217;oscurità e senza speranze, per <strong>Volodymyr Zelensky</strong> sarebbe stata molto probabilmente la fine.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/infrastrutture-e-obiettivi-sensibili-in-ucraina-prende-forma-la-guerra-ombra.html"><strong>Infrastrutture e obiettivi sensibili: prende forma la guerra ombra</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-centralita-di-kherson-nel-conflitto-in-ucraina-e-non-solo.html"><strong>La centralità di Kherson nel conflitto in Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/l-ansia-del-9-maggio-tra-i-cittadini-di-kherson.html"><strong>Una nuova repubblica russa a Kherson?</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Nessuna carenza energetica</h2>
<p>E invece, contro i pronostici più probabili, l&#8217;Ucraina non ha mai dovuto seriamente fare i conti con fenomeni di <strong>carenza energetica</strong>, né all&#8217;inizio della guerra né adesso. Certo, le città assediate da Mosca e travolte dall&#8217;artiglieria – pensiamo a <strong>Mariupol</strong> – quelle sì, sono rimaste isolate, tagliate fuori da internet e spesso private dell&#8217;elettricità. Ma nel resto del Paese non sono mai state segnalati gravi <strong>blackout di massa</strong>: per quale motivo?</p>
<p>Come ha ricostruito il sito <a href="https://www.politico.eu/article/ukraine-lights-on-energy-electricity-trasmission/"><em>Politico</em></a>, la sera del 23 febbraio, e cioè poche ore prima dell&#8217;inizio della guerra, Volodymyr Kudrytskiy, capo dell&#8217;operatore del sistema di trasmissione dell&#8217;elettricità dell&#8217;Ucraina, ha effettuato un test di routine programmato. L&#8217;obiettivo consisteva nel verificare se il sistema elettrico ucraino fosse in grado di funzionare in isolamento per tre giorni. Per uno strano scherzo del destino, dopo che Kudrytskiy aveva scollegato il Paese dalla <strong>rete elettrica d&#8217;epoca sovietica</strong>, la stessa che lo collegava ai sistemi elettrici russi e bielorussi, la Russia lanciava la sua operazione militare speciale. Da quel momento in poi il <strong>disaccoppiamento</strong> della rete elettrica ucraina sarebbe diventato definitivo.</p>
<h2>Il contributo dell&#8217;Ue</h2>
<p>L&#8217;Ucraina, potendo contare su una <strong>connessione di emergenza</strong> al <strong>sistema elettrico europeo</strong> &#8211; la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione (ENTSO-E) &#8211; nel giro di tre settimane aveva già, in parte e nel caso peggiore, le spalle coperte. Detto altrimenti, qualora il Paese avesse dovuto affrontare un blackout di massa, Zelensky aveva una soluzione sul tavolo. In ogni caso, nonsotante i drammi e i danni della guerra, fin qui l&#8217;Ucraina non è mai stata costretta a ricorrere a questo salvagente.</p>
<p>Ci sono diversi motivi. Innanzitutto Kiev produce più elettricità di quanta ne consuma, per lo più dal nucleare, dall&#8217;idroelettrico e da fonti rinnovabili. Dopo di che, l&#8217;Ucraina non ha subito importanti carenze elettriche anche a causa della <strong>riduzione della domanda</strong>. Ma il fattore chiave, il fattore che ha consentito al Paese di mantenere in funzione la sua rete, si chiama <strong>Unione europea</strong>. Bruxelles ha fornito al governo ucraino – passandro attraverso hub logistici polacchi, slovacchi e romeni &#8211; le <strong>apparecchiature</strong> necessarie per riparare le infrastrutture danneggiate, tra cui cavi, generatori di energia, torri di trasmissione e interruttori.</p>
<p>Il coordinamento degli aiuti era affidato – e spetta tutt&#8217;ora – al <strong>Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC)</strong> dell&#8217;Ue, una ramificazione della Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario della Commissione europea. Kiev ha inoltre lavorato spalla a spalla con il Segretariato della Comunità dell&#8217;energia, impegnato a sua volta a collegare gli sforzi delle imprese private al sistema logistico dell&#8217;ERCC.</p>
<p>Se il presente al momento non desta particolari preoccupazioni, il futuro è però tutto da inventare. Il sistema elettrico ucraino, infatti, ha subito un enorme <strong>calo dei ricavi</strong>, e di questo passo le compagnie elettriche ucraine rischiano di restare senza fondi per continuare a operare. Maxim Timchenko, Ceo di DTEK, la più grande compagnia elettrica privata ucraina, ha spiegato qualche giorno fa che il deficit nel settore energetico dell&#8217;Ucraina raggiungerà presto i <strong>250 milioni di dollari</strong> al mese. La soluzione? A detta di Timchenko, <strong>esportare</strong> su vasta scala l&#8217;elettricità ucraina in Europa. Attenzione però, perché, al netto di una riserva di potenza variabile dai 2 ai 3 gigawatt, per via di problemi tecnici non tutta l&#8217;elettricità ucraina potrebbe essere esportata oltre confine. Al momento, tuttavia, nessun cittadino sembra interessato a queste vicende. C&#8217;è una guerra ancora da combattere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-lucraina-non-e-rimasta-senza-luce-durante-la-guerra.html">Perché l&#8217;Ucraina non è rimasta senza luce durante la guerra?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tasse giù contro il caro-bollette: la &#8220;via spagnola&#8221; che conviene all&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/tasse-giu-contro-il-caro-bollette-la-via-spagnola-che-conviene-allitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 13:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Euro banconote" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra settembre e ottobre del 2021 l&#8217;Italia è la nazione che ha sperimentato i maggiori aumenti nella spesa dei cittadini e delle imprese per le bollette energetiche, sulla scia della convergenza tra crisi dei rifornimenti e pressioni inflazionistiche. I dati di Energy Live, infatti, segnalano che Roma, già in testa alla classifica del costo in termini di euro per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/tasse-giu-contro-il-caro-bollette-la-via-spagnola-che-conviene-allitalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Euro banconote" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/soldi-banconote-euro-La-Presse-e1577005447669-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra settembre e ottobre del 2021 l&#8217;Italia è la nazione che ha sperimentato i maggiori aumenti nella spesa dei cittadini e delle imprese per le <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/lera-della-grande-incertezza-per-materie-prime-ed-energia.html" target="_blank" rel="noopener">bollette energetiche</a>, </strong>sulla scia della convergenza tra crisi dei rifornimenti e pressioni inflazionistiche. I dati di <em>Energy Live, </em>infatti, segnalano che Roma, già in testa alla classifica del costo in termini di euro per megawatt/ora nel mese di settembre, ha accelerato la sua spirale a ottobre, passando in meda da 158,59 €/MWh a 217,63 €/MWh (+37,22%), un aumento che batte quelli di Spagna (a ottobre 199,90 €/MWh, +28%), Francia (172,58 €/MWh, +27%) e Germania (139,59 €/MWh, +8,74%).</p>
<p>La corsa dei prezzi energetici ha un triplice effetto sull&#8217;economia nazionale: si ripercuote a livello di sistema su tutte le <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/ripresa-e-incertezza-gli-scenari-dei-mercati-per-il-2021.html" target="_blank" rel="noopener">filiere produttive</a> </strong>dal trasporto alla distribuzione aumentandone le difficoltà (<a href="https://it.insideover.com/energia/la-stangata-in-arrivo-sulla-spesa-alimentare.html" target="_blank" rel="noopener">alimentari</a> e <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-della-carta-mette-a-rischio-il-settore-della-cultura.html" target="_blank" rel="noopener">carta</a> sono due esempi da manuale di questo problema), aumenta l&#8217;incertezza economica del sistema-Paese vista la natura di Stato importatore di molte materie prime dell&#8217;Italia e alimenta la <strong>spirale inflazionistica. </strong>Inoltre, il rincaro delle bollette, avvenendo in forma lineare, colpisce in maniera diretta in forma più grave i consumatori a più basso reddito, rappresentando una sorta di tassa occulta assieme ad altre questioni come la crescita del prezzo alla pompa dei <strong>carburanti</strong> (in particolare da notare la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/cosa-c-dietro-boom-prezzo-metano-1979650.html" target="_blank" rel="noopener">fiammata del metano</a>) e l&#8217;erosione dei risparmi legata al carovita. Gli aumenti del primo ottobre avranno un peso di <a href="https://www.open.online/2021/09/28/bollette-aumenti-1-ottobre/">335 euro all’anno</a> sulle famiglie secondo i calcoli delle associazioni di consumatori.</p>
<p>In Italia l&#8217;approssimarsi della stagione fredda, la necessità per le imprese di ricostruire le scorte, l&#8217;entrata nella parte dell&#8217;anno in cui meno certo può essere l&#8217;apporto delle rinnovabili giunto nel 2021 in estate a livelli record con la produzione nazionale e la permanenza di limitazioni non secondarie nell&#8217;accesso alle fonti energetiche nazionali (trivelle adriatiche in primis) hanno contribuito a creare un potenziale rischio di una &#8220;tempesta perfetta&#8221;. A cui il <strong>governo Draghi </strong>ha provato a porre rimedio in due modi. Dapprima, a ottobre, un intervento da tre miliardi di euro con un decreto ad hoc ha permesso di promuovere misure di contenimento che riguarderanno i nuclei più svantaggiati e un taglio degli oneri e dell’Iva (solo per il gas) che andrà a vantaggio di tutti. In seguito, inizando a definire con la Legge di Bilancio un intervento da <strong>due miliardi di euro </strong>per accelerare il taglio di Iva ed oneri sulla <strong>spesa elettrica</strong>.</p>
<p>Come ha ricordato <em>il Mattino</em>, è però possibile che i soldi stanziati nella Finanziaria 2022 non bastino per fermare del tutto i rincari previsti, destinati secondo l&#8217;Autorità di regolazione energetica italiana, Arera, a proseguire fino al primo trimestre del 2022. Sino ad ora gli oneri di sistema non legati al servizio sono pesati per oltre un terzo sulle bollette degli italiani: nel 2020 l&#8217;impatto è stato di 14 miliardi su 40 di spesa, un peso che si ridurrà nel 2021 per gli interventi governativi che scadranno a gennaio del prossimo anno e a cui ora si dovrà dare continuità in manovra. <a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html" target="_blank" rel="noopener">Il modello potrebbe essere la Spagna</a>, Paese in cui i socialisti del premier <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html" target="_blank" rel="noopener">Pedro Sanchez</a> </strong>hanno assieme ai radicali di Podemos promosso una politica di <strong>taglio lineare </strong>alle imposte sull’elettricità, “decapitando” temporaneamente  l’Iva del 90%, dal 5,1% allo 0,5%, per evitare che la corsa dei prezzi frenasse la ripresa dei prezzi dell’economia nazionale.</p>
<p>Nel quadro della discussione parlamentare sulla manovra è più che probabile che i partiti promuovano azioni sempre più incisive sul taglio agli oneri. In nome della Lega, in particolare, <strong>Matteo Salvini</strong> ha chiesto a <strong>Mario Draghi</strong> un impegno al governo per impegnarsi a <strong>tagliare ulteriormente </strong>il costo delle bollette di luce e gas a carico di famiglie e imprese. &#8220;Gli aumenti vertiginosi sono ormai una vera emergenza economica e sociale&#8221;, si legge in una nota leghista, che prosegue con la richiesta al governo di riaprire la discussione sul rilancio del nucleare nel dibattito energetico nazionale: &#8220;I tecnici della Lega sono al lavoro per presentare un documento parlamentare che permetta che anche l’Italia, come tanti altri Paesi europei, possa partecipare alla ricerca per un futuro utilizzo del nucleare di ultima generazione, sicuro e pulito&#8221;. Alla Camera dei deputati di recente è stata inoltre presentata <a href="https://www.lastampa.it/politica/2021/11/04/news/energia-lupi-nci-rinnovabili-non-bastano-mozione-per-nucleare-green-1.40884284" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow">una mozione</a> avente come primo firmatario l&#8217;onorevole di Noi con l&#8217;Italia <strong>Maurizio Lupi</strong> per proporre  un ritorno alla costruzione di centrali nucleari in Italia, ovviamente di nuovo tipo: quelle di ultima generazione, su cui il sistema-Paese investe in ricerca nel quadro dei programmi europei come il reattore francese Iter a cui è legata anche Enea.</p>
<p>Parlare di nucleare non è più un tabù, oggigiorno, e questo avviene dopo le precedenti dichiarazioni di ministri di peso come <strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/coniugare-transizione-e-sviluppo-la-rivoluzione-di-cingolani-ambiente.html">Roberto Cingolani</a>, </strong>che non ha escluso l&#8217;ipotesi dell&#8217;energia atomica nel quadro della politica italiana per la decarbonizzazione. Ma come <a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/invece-di-accelerare-le-rinnovabili-in-italia-ce-chi-vuole-tornare-alle-centrali-nucleari_it_619759fee4b025be1ad9f387">ricorda l&#8217;Huffington Post</a>, &#8220;le previsioni indicano che fino al 2030 non vi sarà alcuna centrale nucleare di quarta generazione funzionante. Nel prossimo decennio, quello decisivo per ridurre le emissioni di gas serra, non potranno dare quindi alcun contributo alla decarbonizzazione&#8221;, ma potrebbero tornare in gioco con vista 2050.</p>
<p>Nel breve periodo, è sicuramente più incisiva l&#8217;accelerazione richiesta da Salvini sul taglio alle bollette attraverso la riduzione degli oneri, che potrebbe assorbire una quota crescente delle risorse destinate dal governo alla riduzione delle imposte, a cui potrebbe aggiungersi anche uno stimolo al settore dei consumi sul fronte, altrettanto delicato, dei carburanti: l’aumento dei costi delle materie prime, riflettendosi sui prezzi di acquisto dei carburanti come gpl e metano, potrebbe vanificare gli sforzi fatti dalle famiglie in materia di risparmio per l’acquisto del carburante e risolversi in un danno economico che frenerebbe la ripresa oggi e, assieme al caro-bollette, complicherebbe la transizione energetica domani. Uno scenario problematico in cui è bene che l&#8217;Italia non si trovi nei prossimi mesi: ora più che mai, è bene ricordarsi di quanto sia problematico risultare un Paese in bolletta in tempi di grande incertezza come quelli odierni.</p>
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		<title>Come la crisi energetica può trasformare l&#8217;economia cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/come-la-crisi-energetica-puo-trasformare-leconomia-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 04:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Numerosi blackout, carenza e razionamento di elettricità, aziende costrette a chiudere e attività sospese, con gravi ripercussioni all&#8217;economia nazionale. E ancora: incremento della produzione di carbone, con il rischio di vanificare le politiche green messe in campo negli ultimi anni e perfino di far evaporare il traguardo di diventare carbon neutral entro il 2060. Questi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/come-la-crisi-energetica-puo-trasformare-leconomia-cinese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/come-la-crisi-energetica-puo-trasformare-leconomia-cinese.html">Come la crisi energetica può trasformare l&#8217;economia cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/china-coal-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/energia/pechino-a-corto-di-energia-cosa-ce-dietro-ai-blackout.html">Numerosi blackout</a>, carenza e razionamento di elettricità, aziende costrette a chiudere e attività sospese, con gravi ripercussioni all&#8217;economia nazionale. E ancora: <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-crisi-energetica-cinese-potrebbe-ostacolare-leconomia-globale.html">incremento della produzione di carbone,</a> con il rischio di vanificare le politiche green messe in campo negli ultimi anni e perfino di far evaporare il traguardo di diventare carbon neutral entro il 2060. Questi sono soltanto alcuni degli effetti latenti collegati alla <strong>crisi energetica</strong> che ha inghiottito la <strong>Cina</strong>.</p>
<p>Alcuni di questi effetti si sono già verificati, come la decisione da parte delle autorità di interrompere o limitare l&#8217;operatività di alcune industrie per carenza di energia, mentre altri potrebbero presto concretizzarsi. Pensiamo, ad esempio, ai possibili contraccolpi ambientali derivanti dall&#8217;aumento dell&#8217;estrazione di <strong>carbone</strong>, risorsa fondamentale per ovviare la crisi energetica e riscaldare molte famiglie in vista dell&#8217;imminente inverno. Le principali attenzioni sono rivolte ai danni che la crisi energetica avrà sull&#8217;economia cinese, e quindi di riflesso sull&#8217;economia mondiale. Ma c&#8217;è molto altro che merita di essere monitorato con estrema attenzione.</p>
<h2>Choc economico</h2>
<p>Alla fine dello scorso settembre, <strong>Goldman Sachs</strong> ha tagliato le sue previsioni di crescita per la Cina. Il gigante bancario ritiene che quest&#8217;anno la seconda economia più grande del pianeta possa espandersi del +7,8%, in calo rispetto alla precedente previsione del +8,2% e che il 44% dell&#8217;attività industriale cinese sia stato colpito dalla tempesta energetica. <strong>Morgan Stanley</strong> è scesa più nel dettaglio, sottolineando come circa il 7% della capacità produttiva cinese di alluminio sia stata sospesa, mentre il 29% della produzione di cemento debba fare i conti con seri problemi. Nel caso in cui le sospensioni di corrente e i tagli produttivi dovessero protrarsi troppo a lungo, provocando pressioni sull&#8217;intera filiera, la <strong>crescita del pil</strong> cinese nel quarto trimestre del 2021 potrebbe calare di un punto percentuale.</p>
<p>Negli ultimi due mesi, il razionamento dell&#8217;energia è stato imposto a più della metà del Paese. Non solo alle <strong>aziende</strong>, ma anche alle <strong>famiglie</strong>. Molte province, come detto, hanno limitato la produzione nelle industrie ad alta intensità energetica, ma i problemi non sono affatto evaporati. È vero che la Cina è solita sperimentare, di tanto in tanto, carenze di energia, ma è pur vero che la gravità di questa crisi, con ripercussioni anche sui privati cittadini, è stata senza precedenti.</p>
<p>Le violenti piogge che hanno causato devastanti alluvioni nella provincia dello Shanxi, la più importante produttrice di carbone della Cina, costretta a sospendere i lavori in una sessantina di miniere che avrebbero dovuto rimpinguare le riserve dello stesso carbone, unite agli allarmi diramati dalle autorità della provincia del Liaoning, a secco di energia, <a href="https://it.insideover.com/?p=333561&amp;preview=true">sono state le due gocce che hanno fatto traboccare il vaso</a>. In occasione della Conferenza sulla biodiversità, il premier <strong>Li Keqiang</strong> <a href="https://www.scmp.com/economy/china-economy/article/3152104/china-power-crisis-premier-li-warns-provinces-not-jump-gun">ha tirato le orecchie ai governi locali</a>, colpevoli di aver ridotto troppo e troppo in fretta gli obiettivi di riduzione del carbone.</p>
<h2>L&#8217;ombra di una trasformazione economica?</h2>
<p>Se in un primo momento il governo aveva provato a bypassare la fame energetica puntando sul carbone, con tutti i costi e i rischi ambientali connessi, adesso il gigante asiatico <a href="https://www.reuters.com/world/china/china-liberalise-thermal-power-pricing-tackle-energy-crisis-2021-10-12/">è passato al piano b</a>: la <strong>liberalizzazione dei prezzi</strong> <strong>dell&#8217;elettricità</strong> generata dal carbone. La Commissione cinese di Riforma e sviluppo (Ndrc) il principale regolatore statale, <a href="http://english.www.gov.cn/news/videos/202110/13/content_WS616645dcc6d0df57f98e1977.html">liberalizzerà completamente il costo dell&#8217;energia termoelettrica</a>.</p>
<p>Questo significa che la totalità delle imprese industriali e commerciali nazionali dovranno rifornirsi direttamente dal <strong>mercato</strong>. Per prevenire consumi elevati, il Consiglio di Stato ha stabilito una soglia massima di fluttuazione del prezzo dell&#8217;elettricità prodotta dal carbone, che potrà innalzarsi fino al 20 per cento rispetto ai livelli di base. In altre parole, l&#8217;idea è quella di consentire alle aziende elettriche di guadagnare più denaro grazie all&#8217;acquisto a prezzi di mercato dell&#8217;elettricità pagato dagli utenti industriali e commerciali.</p>
<p>La speranza è che le stesse aziende possano stabilizzare la <strong>produzione</strong>, nonostante l&#8217;aumento del costo del carbone. In ogni caso, lo choc energetico che sta strozzando la Cina ha spinto le autorità ad attuare un&#8217;importante <strong>trasformazione economica</strong>. La liberalizzazione dei prezzi dell&#8217;elettricità – non ancora spiegata nel dettaglio. Non sappiamo neppure per quanto tempo durerà – sarà un caso isolato o, come sostengono alcuni analisti, il segnale di una prima mutazione economica cinese molto più profonda del previsto?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/come-la-crisi-energetica-puo-trasformare-leconomia-cinese.html">Come la crisi energetica può trasformare l&#8217;economia cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pechino a corto di energia: cosa c’è dietro ai blackout</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/pechino-a-corto-di-energia-cosa-ce-dietro-ai-blackout.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 04:26:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre tutti i riflettori sono puntati sul caso Evergrande, la Cina sta facendo i conti con una crisi energetica che – questa sì – potrebbe creare un effetto domino con possibili valanghe a livello internazionale. La metà delle 23 province cinesi non è riuscita a raggiungere gli obiettivi di intensità energetici fissati dal governo centrale; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/pechino-a-corto-di-energia-cosa-ce-dietro-ai-blackout.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/pechino-a-corto-di-energia-cosa-ce-dietro-ai-blackout.html">Pechino a corto di energia: cosa c’è dietro ai blackout</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/China-Power-Crunch-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre tutti i riflettori sono puntati <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bomba-evergrande-pronta-ad-esplodere.html">sul caso Evergrande</a>, la <strong>Cina</strong> sta facendo i conti con una <strong>crisi energetica</strong> che – questa sì – potrebbe creare un effetto domino con possibili valanghe a livello internazionale. La metà delle 23 province cinesi non è riuscita a raggiungere gli obiettivi di intensità energetici fissati dal governo centrale; di conseguenza, un discreto numero di municipalità e amministrazioni locali sono state costrette a limitare il consumo di energia.</p>
<p>Nell&#8217;occhio del ciclone troviamo il Guandong, lo Zhejiang e lo Jangsu, tre aree altamente industrializzate che, nel loro insieme, rappresentano circa un terzo dell&#8217;economia nazionale. A peggiorare la situazione, troviamo l&#8217;aumento del prezzo del <strong>carbone</strong>, più che quadruplicato nel corso degli ultimi 30 giorni a causa delle varie preoccupazioni sull&#8217;inquinamento, sulla sicurezza delle miniere e sul divieto di importazioni della <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html">risorsa dall&#8217;Australia</a>, primo fornitore del Dragone.</p>
<p>Non mancano le conseguenze sul motore economico della Cina. Alcune tra le più importanti <strong>aziende</strong> del Paese sono sotto pressione. La Yunnan Aluminium Co., impegnata nel settore dell&#8217;alluminio, ha ad esempio ridotto le produzioni in seguito ai recenti diktat di Pechino.</p>
<h2>Il costo della transizione energetica</h2>
<p>La nuova parola chiave è una: <strong>risparmio energetico</strong>, sia per quanto riguarda le imprese che i privati cittadini. Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-09-25/china-s-power-crunch-is-next-economic-shock-beyond-evergrande"><em>Bloomberg</em></a>, nello Jiangsu molte acciaierie hanno chiuso e, allo stesso tempo, varie città hanno addirittura spento i <strong>lampioni pubblici</strong>. Spostandosi nello Zhejiang, ci sono almeno 160 aziende &#8220;ad alta intensità energetica&#8221; &#8211; in primis del comparto tessile &#8211; che hanno sospeso le attività e che forse nemmeno riapriranno. Nel Liaoning, invece, sono stati gli stessi cittadini a fare i conti con fastidiose interruzioni di corrente elettrica.</p>
<p>È tuttavia impossibile capire quanto sta accadendo nella Repubblica Popolare senza affrontare il tema alla sua radice. L&#8217;improvvisa &#8220;repressione&#8221; del consumo di energia – che poi tanto improvvisa non è – deriva dall&#8217;aumento della domanda di elettricità e dal parallelo incremento dei prezzi di carbone e gas, il tutto amalgamato dai rigorosissimi obiettivi selezionati da Pechino per ridurre le <strong>emissioni di carbonio</strong>. La strada per arrivare alla cosiddetta &#8220;carbon neutrality&#8221; (emissioni zero) <a href="https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2020/11/17/clima-xi-promette-cina-a-emissioni-zero-entro-2060_dde47cea-4a09-4359-90d6-cb16f2b75d2e.html">dovrà essere raggiunta entro il 2060</a> ma, come si può vedere, non sarà priva di ostacoli.</p>
<p>Gli <strong>effetti collaterali</strong> della cura cinese hanno travolto le gigantesche industrie manifatturiere, dalle fonderie di alluminio ai produttori di tessuti, passando per gli impianti di lavorazione della soia. <a href="https://asia.nikkei.com/Business/Technology/Key-Apple-Tesla-suppliers-halt-production-amid-China-power-crunch">Stando a quanto riferito da <em>Nikkei Asian Review</em></a>, i fornitori cinesi di Apple e Tesla hanno interrotto la produzione in alcuni loro siti. Gli ordini sono stringenti: frenare le attività o, addirittura, chiudere definitivamente.</p>
<h2>Rischi da non sottovalutare</h2>
<p>Ci sono due scuole di pensiero. Da una parte troviamo chi sostiene che in Cina non vi sia alcuna crisi energetica ma che, molto semplicemente, il Dragone starebbe pagando l&#8217;inevitabile prezzo della <strong>transizione energetica</strong>, con la nascita di vincitori e vinti; dall&#8217;altra c&#8217;è chi parla di choc energetico e &#8220;<strong>cigno nero</strong>&#8221; per sottolineare una ipotetica apocalisse imminente.</p>
<p>Certo è che se la provincia del Guandong esorta i residenti a fare affidamento sulla luce naturale, e a limitare l&#8217;uso dell&#8217;aria condizionata, significa che Pechino non può affatto sottovalutare né minimizzare le dinamiche in corso. L&#8217;offerta energetica messa sul piatto dalle autorità si è rivelata meno consistente del previsto, complice la <strong>pandemia di Covid</strong> che, con i suoi lockdown, ha fatto schizzare alle stelle la domanda da parte delle famiglie.</p>
<p>È pur vero, come anticipato, che la crisi energetica cinese è in parte dovuta agli obiettivi politici stabiliti da<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html"> Xi Jinping</a>. In vista delle quasi imminenti Olimpiadi invernali di Pechino il cielo dovrà brillare di un azzurro intenso, mentre, da qui ai prossimi anni, la comunità internazionale dovrà capire che la Cina è seriamente intenzionata a <strong>decarbonizzare l&#8217;economia</strong>. Anche a costo di lasciare per strada qualche &#8220;vittima&#8221;.</p>
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		<title>La mossa di Sanchez contro il rincaro dell&#8217;elettricità: tasse abbattute</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 15:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pedro Sanchez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-2048x1447.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez è un leader che dopo il Covid-19 si è fatto sempre più pragmatico trovandosi di fronte alla necessità di reagire col suo governo alla grave crisi economica e sociale aperta dalla pandemia da coronavirus, e nonostante la natura di coalizione di sinistra del suo governo il premier di Madrid ha più volte dovuto mettere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pedro Sanchez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-2048x1447.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Pedro Sanchez </strong>è un leader che dopo il Covid-19 si è fatto sempre più pragmatico trovandosi di fronte alla necessità di reagire col suo governo alla grave crisi economica e sociale aperta dalla pandemia da coronavirus, e nonostante la natura di coalizione di sinistra del suo governo il premier di Madrid ha più volte dovuto mettere in campo decisioni in grado di andare oltre l&#8217;ideologia di riferimento.</p>
<p>L&#8217;ultimo caso è quello della corsa<a href="https://it.insideover.com/energia/la-bomba-dellenergia-sulla-ripresa-e-i-consumi.html" target="_blank" rel="noopener"> dei <strong>prezzi dell&#8217;elettricità </strong>che rischia di depotenziare </a>notevolmente le prospettive di ripresa deprimendo i consumi dei cittadini e imponendo un onere eccessivo alle imprese. Sanchez e il suo governo di coalizione tra il Partito Socialista da lui guidato e i radicali di Podemos hanno promosso una politica di <strong>taglio lineare </strong>alle imposte sull&#8217;elettricità, &#8220;decapitando&#8221; temporaneamente  l&#8217;Iva del 90%, dal 5,1% allo 0,5%, per evitare che la corsa dei prezzi freni l&#8217;economia nazionale.</p>
<p>Il problema principale del mercato elettrico spagnolo è la sua grande dipendenza dal <strong>gas naturale, </strong>impattante per circa il 50% della domanda interna, il cui picco di prezzo negli ultimi giorni ha prodotto scossoni che si sono ripercossi anche in Italia e in Germania, ove la punta è stata di 90 euro per megawattora.</p>
<p>La manovra del governo, annunciata lunedì sera da Sanchez in diretta televisiva, avrà un peso economico notevole dal valore di oltre 1,4 miliardi di euro. 560 milioni di euro proverranno, secondo le stime, dalla riduzione degli extra-profitti delle utilities, che però avranno in questo caso un vantaggio indiretto dal fatto che la riduzione dell&#8217;Iva garantita dalle autorità spagnole aiuterà consumatori e imprese a sostenere i picchi di prezzo e la possibile crisi energetica, evitando colli di bottiglia tra domanda e offerta.</p>
<p>Vedere un governo di sinistra promuovere una manovra fiscale legata a una ricetta sostanzialmente di destra, fondata su un taglio lineare di un&#8217;imposta ad effetto regressivo, è un effetto interessante di questa fase di crisi che impone scelte pragmatiche e coordinate. Del resto, la ricetta economica di Sanchez, nonostante la presenza al governo dei radicali di Podemos, si è distinta per unire una chiara visione ideologica a decisioni concrete e dettate dall&#8217;analisi della realtà su altri fronti: la patrimoniale richiesta dalla sinistra radicale non si è di fatto realizzata, ma questo non ha impedito al governo di promuovere<a href="https://it.insideover.com/economia/asse-anti-austerita-tra-spagna-e-portogallo-cosa-cambia-in-europa-del-sud.html" target="_blank" rel="noopener"> una <strong>manovra di spesa pubblica </strong>fortemente keynesiana</a>, aumentare il salario minimo e ridurre la pressione fiscale sui cittadini, coinvolgendo la base industriale delle grandi aziende come <a href="https://it.insideover.com/economia/la-spagna-sorpassa-litalia-sui-sussidi-di-nextgen.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;supplente&#8221; per la strutturazione del Recovery Fund.</a></p>
<p>In campo energetico la corsa dei prezzi, il grande problema della fase finale del 2021, richiede decisioni rapide e Sanchez ha preso impegni concreti: far tornare i costi dell&#8217;energia ai livelli del 2018, nonostante l&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;elettricità. Un impegno che gli analisti ritengono difficile da realizzare in breve tempo, a meno che non subentri una decisa accelerazione sul fronte della transizione energetica verso un sistema più efficiente ed efficace, <a href="https://www.ft.com/content/170b34a9-7a03-4bfa-abb9-7eafe9405ff9" target="_blank" rel="noopener">come sottolinea il <em>Financial Times.</em></a></p>
<p>La rete energetica spagnola, che ancora deve sperimentare un&#8217;evoluzione verso una maggiore flessibilità garantita dal peso crescente delle rinnovabili e dalle reti di ultima generazione, è tra le meno adatte a gestire la fase attuale in cui la corsa di una singola fonte, a cascata, aumenta i prezzi dell&#8217;intera bolletta dei cittadini. <a href="https://www.ft.com/content/7cf9a7c1-a103-4923-bb5b-bad93d32ca39" target="_blank" rel="noopener">E del resto <strong>Teresa Ribera, </strong>viceministro dell&#8217;Ambiente del governo di Madrid</a>, ha dichiarato al quotidiano della City di Londra che il costo delle bollette e l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime può essere il vero fattore frenante per le politiche di transizione ecologica promosse dai governi europei.</p>
<p>Da una prospettiva di sinistra, più vicina all&#8217;ambientalismo progressista, la Ribera ha compreso quanto in Italia è stato sottolineato dal <a href="https://it.insideover.com/ambiente/coniugare-transizione-e-sviluppo-la-rivoluzione-di-cingolani-ambiente.html" target="_blank" rel="noopener">ministro per la Transizione Ecologica <strong>Roberto Cingolani</strong>,</a> che negli ultimi giorni ha avvertito sul rischio di un +40% nelle bollette a partire da ottobre e che, con la sua volontà di coniugare pragmatismo e ambizione nella strategia energetica nazionale, ha subito le feroci critiche della sinistra e del Movimento Cinque Stelle. Ma la mossa del governo spagnolo, espressione di quel mondo progressista che più spesso ha fatto della questione ambientale una sua bandiera, dimostra che la via passa proprio per scelte pragmatiche e non meramente ideologiche. Solo in un modo lo sviluppo potrà essere davvero sostenibile: se si saprà capire che non può esserci alcuna transizione reale senza <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-conto-da-15-miliardi-di-euro-della-transizione-green-per-le-imprese.html" target="_blank" rel="noopener">politiche che, oltre all&#8217;ambiente, portino benefici concreti all&#8217;economia e ai cittadini.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html">La mossa di Sanchez contro il rincaro dell&#8217;elettricità: tasse abbattute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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