I dolori del giovane Starmer e del meno giovane Bayrou
Care lettrici, cari lettori,
Sono Andrea Muratore e vi do il benvenuto a una nuova puntata del Briefing settimanale di InsideOver. Al centro di questa settimana i dolori e le tribolazioni politiche di due capi di governo, Keir Starmer e François Bayrou.
A sei mesi dalla vittoria alle elezioni britanniche, il laburista Starmer affronta una durissima crisi di bilancio e il boom dei titoli di Stato di Londra. Il decennale del Regno Unito si è impennato dopo un’ondata di vendite (panic selling) la scorsa settimana, e ora il Paese dovrà aspettarsi una possibile manovra correttiva in cui potrebbe risultare compromessa la corsa alla correzione fiscale del governo di Sua Maestà.
Per Bayrou, veterano centrista della politica francese divenuto a 73 anni il più anziano premier della storia transalpina, il discorso è simile, senza nemmeno la presenza della maggioranza parlamentare. Il presidente Emmanuel Macron ha nominato Bayrou dopo la caduta di Michel Barnier, e di fronte a debito in volo e prospettive economiche incerte le prospettive di rilancio del Paese sono tutte da valutare.
Martedì 14 gennaio Bayrou terrà all’Assemblea Nazionale di Parigi il suo primo discorso politico sul programma di governo ritorno dalla pausa natalizia. Da valutare l’atteggiamento del Rassemblement National, che viaggia politicamente col vento in poppa rafforzato dalla possibile nascita di un governo di destra radicale in Austria. Il giorno successivo a Londra si pubblicheranno i dati su inflazione e costi immobiliari del Regno Unito relativi a dicembre, “termometro” della crisi. Da non sottovalutare, il 15 gennaio, anche la pubblicazione da parte dell’Ifo, l’istituto nazionale di statistica, della stima per il Pil della Germania nel 2025, fondamentale per cogliere le traiettorie del Paese-chiave d’Europa.
Sul fronte geopolitico, l’ultima settimana prima dell’inaugurazione di Donald Trump vedrà negli Usa un lancio da parte di SpaceX per la partenza del lander lunare Firefly Aerospace Blue Ghost, in prospettiva un passaggio ulteriore tanto per la sinergia politica tra apparati a stelle e strisce e aziende private come il colosso di Elon Musk e prova generale per una nuova corsa alla Luna che è sempre più dinamica. E dopo il voto in Croazia, prima elezione nazionale del 2025 che ieri ha premiato il presidente uscente Zoran Milanovic, forte di posizioni caute sull’Ucraina e la Russia, ci sarà nella giornata di giovedì 16 dicembre una nuova elezione. Andremo dall’altra parte del mondo, a Vanuatu. Può sembrare un voto marginale, ma Vanuatu è una delle isole pacifiche in cui la Cina intende posizionarsi per ampliare la sua influenza in un’area di pertinenza geopolitica degli Usa e di alleati come Australia e Nuova Zelanda. Mai sottovalutare nessun evento politico in un mondo tanto dinamico e competitivo.
Ci vediamo lunedì prossimo, sempre al mattino, sempre su InsideOver.
Un caro saluto a tutti,
Andrea Muratore