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	<title>Banca d&#039;Italia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Banca d&#039;Italia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Oro e sovranità, la battaglia identitaria di Meloni e la sfida senza fine alle banche</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/oro-e-banche-la-battaglia-identitaria-di-meloni-e-la-sfida-senza-fine-alle-banche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 12:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-768x602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1536x1203.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oro e banche, la battaglia identitaria di Meloni e la sfida senza fine alle banche con il timore della presenza straniera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/oro-e-banche-la-battaglia-identitaria-di-meloni-e-la-sfida-senza-fine-alle-banche.html">Oro e sovranità, la battaglia identitaria di Meloni e la sfida senza fine alle banche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-768x602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1536x1203.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa lega il <strong>risiko bancario italiano</strong>, la partita per la proprietà dell&#8217;<strong>oro del Paese</strong> e l&#8217;agenda di politica economica del governo di Giorgia Meloni? Molti aspetti, connessi da un sottile fil rouge. La scelta di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> di inserire in Legge di Bilancio un emendamento riguardante proprio la presa di posizione sul fatto che l&#8217;oro appartiene al &#8220;popolo italiano&#8221; e non alla Banca d&#8217;Italia, che ha la <strong>titolarità su 2.452 tonnellate di riserve auree</strong>, non è solo la concretizzazione di un antico <strong>cavallo di battaglia sovranista,</strong> ma manda anche un segnale agli istituti italiani con cui l&#8217;esecutivo è impegnato in un complesso incontro-scontro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fratelli d&#8217;Italia e l&#8217;oro alla patria</h2>



<p>Parla chiaramente <strong>il dossier parlamentare di Fdi anticipato dall&#8217;<em>Ansa</em></strong> in cui si accenna chiaramente agli &#8220;<strong>interessi stranieri</strong>&#8221; dentro la Banca d&#8217;Italia che possono mettere a repentaglio la sovranità nazionale sull&#8217;oro. Tale rischio paventato da Fdi può essere letto in due accezioni. La prima fa riferimento alla presenza di soggetti di proprietà estera nel capitale di Via Nazionale.</p>



<p>Tra i 175 soggetti che posseggono quote della Banca d&#8217;Italia, <a href="https://www.economymagazine.it/oro-di-bankitalia-sotto-la-lente-ecco-chi-sono-davvero-i-soci-esteri/"><em>Economy Magazine</em> </a>ricorda che vi sono tanto <strong>Banca Nazionale del Lavoro, di proprietà della francese Bnp Paribas</strong>, come la filiale nazionale della sua rivale<strong> Credit Agricole</strong>. Per entrambe la quota di proprietà è al 2,8%. Una presenza residuale, dunque, che però va letta in parallelo alla seconda accezione della presenza straniera, che ha a che vedere con una polemica più ampia che ha diviso l&#8217;esecutivo e il sistema bancario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dilemma delle presenze straniere</h2>



<p><strong>Spesso, più o meno tra le righe</strong>, molti esponenti del governo Meloni hanno criticato l&#8217;attivismo dei fondi stranieri che posseggono quote di capitale delle banche italiane. Il bersaglio degli strali è stata principalmente <strong>Unicredit,</strong> nel cui azionariato figurano realtà come <strong>BlackRock e Allianz</strong> con quote importanti. </p>



<p>&#8220;Unicredit ormai di italiano ha poco e niente: è una banca straniera&#8221;, disse l&#8217;anno scorso il vicepremier <strong>Matteo Salvini</strong> criticando <a href="https://it.insideover.com/economia/roma-ha-fermato-milano-unicredit-si-ritira-da-banco-bpm.html">il tentativo di <strong>Andrea Orcel</strong> di guidare Unicredit alla scalata di Banco Bpm</a>. Fu l&#8217;affondo più esplicito a riguardo, per quanto chiaramente errato dato che Salvini non ha saputo distinguere tra proprietà delle quote e sede legale dell&#8217;azienda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Meloni e le banche, un lungo romanzo</h2>



<p>Il governo ha temuto che <strong>grandi soggetti italiani potessero assumere un rango europeo</strong> e trasferire lontano dal Paese il focus delle loro attività, contribuendo inoltre a tensioni sul debito pubblico di cui i big della finanza tricolore sono tra i maggiori detentori. In tal senso la <strong>titolarità dell&#8217;oro può essere vista come un tentativo di garantire &#8211; di fatto &#8211; le finanze dello Stato</strong> di fronte a questo timore che pervade una destra di governo che teme di perdere il controllo di un sistema finanziario in cui non è ramificata.</p>



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<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>



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<p>Lo si è visto in più casi. Unicredit-Bpm, ovviamente, col golden power interno imposto da Roma sull&#8217;affare tutto milanese poi stoppato. Ma anche con la <strong>scalata del </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/banche-nella-tempesta-mps-mediobanca-resiste-la-fortezza-generali.html"><strong>Monte dei Paschi di Siena</strong> a partecipazione governativa su <strong>Mediobanca</strong> </a>con vista su <strong>Generali, principale partecipata da Piazzetta Cuccia, di cui preoccupavano le manovre,</strong> oggi abortite, per una fusione del polo del risparmio gestito con la francese Natixis. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le autostrade per la finanza straniera</h2>



<p>Ironia della sorte, però, questo è stato vero solo a livello di <em>pars destruens</em>, perché poi di fatto questo ha <strong>prodotto, da un lato, l&#8217;apertura di un&#8217;autostrada alla </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/merci-meloni-dopo-lo-stop-a-unicredit-su-bpm-si-muove-credit-agricole.html"><strong>francese Credit Agricole su Banco Bpm,</strong> </a>non fermate dall&#8217;esecutivo, e dall&#8217;altro una costituzione dell&#8217;azionariato di Mps dopo la scalata a Mediobanca in cui attori come <a href="https://it.insideover.com/economia/da-mps-a-unicredit-blackrock-al-centro-della-finanza-italiana.html">BlackRock non sono meno presenti nel capitale.</a></p>



<p>Il quadro che si delinea sembra far emergere una governance del sistema finanziario ed economico eccessivamente focalizzato sul <strong>concetto di controllo</strong>, inteso come <a href="https://italstrat.substack.com/p/22-il-gioco-del-trono-della-finanza"><strong>controllo dell&#8217;equity bancario,</strong> </a>controllo dei processi che <strong>fanno salire e scendere partecipazioni</strong> nel sistema finanziario, controllo delle riserve strategiche come l&#8217;oro. Tutto questo nella consapevolezza che un passo falso potrebbe contribuire a far cambiare rotta all&#8217;Italia sul sentiero della ripresa economica, della gestione del debito pubblico e dunque, sostanzialmente, della sovranità. Un atteggiamento difensivo che tende a vedere il sistema finanziario come allogeno rispetto alla realtà concreta del Paese e può creare errori di comunicazione e pregiudizi. Come forse pochi fatti come la mossa sull&#8217;oro dimostrano appieno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/oro-e-banche-la-battaglia-identitaria-di-meloni-e-la-sfida-senza-fine-alle-banche.html">Oro e sovranità, la battaglia identitaria di Meloni e la sfida senza fine alle banche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ripartono le sanzioni e la Banca d&#8217;Italia alza il muro contro gli istituti iraniani</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ripartono-le-sanzioni-e-la-banca-ditalia-alza-il-muro-contro-gli-istituti-iraniani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 03:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni all'Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2-600x340.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>La sezione romana di Bank Sepah e quella milanese di Persia International Bank, sottoposte a procedura di amministrazione straordinaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ripartono-le-sanzioni-e-la-banca-ditalia-alza-il-muro-contro-gli-istituti-iraniani.html">Ripartono le sanzioni e la Banca d&#8217;Italia alza il muro contro gli istituti iraniani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/iran-2-600x340.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le <strong>sanzioni internazionali</strong> tornano a colpire l&#8217;<strong>Iran</strong> dopo che Unione Europea, Francia, Regno Unito e Germania hanno riattivato il <strong>meccanismo dello snapback</strong> previsto dal <strong>Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa)</strong>, l&#8217;accordo sul nucleare del 2015, e anche la <strong>Banca d&#8217;Italia segue la linea del sostanziale commissariamento</strong> degli istituti legati a Teheran presenti sul suolo italiano. Via Nazionale ha comunicato di aver aggiunto la sezione romana di Bank Sepah e quella milanese di Persia International Bank, due importanti istituti della Repubblica Islamica con sede nella Penisola, <a href="https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/provvedimenti-vigilanza/documenti/2016-01/Elenco_intermediari_in_crisi.pdf">a procedura di amministrazione straordinaria e gestione provvisoria</a> dei propri asset.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ragioni delle sanzioni della Banca d&#8217;Italia</h2>



<p>L&#8217;Italia non ha <strong>ancora varato formalmente delle sanzioni ad hoc contro Teheran</strong> ma in questo caso fanno giurisprudenza le <strong>decisioni del Consiglio Europeo, che il 29 settembre scorso</strong> ha dato semaforo verde alle nuove restrizioni contro l&#8217;Iran, comprendenti anche il <strong>settore economico-finanziario.</strong></p>



<p><a href="https://www.eunews.it/en/2025/09/29/eu-reimposes-sanctions-on-iran-after-ten-years-rejects-tehrans-nuclear-drive/">Come ha ricordato Euronews,</a> oltre a bloccare la vendita di armi, beni preziosi, oggetti potenzialmente trasferibili dal settore civile a quello militare, tecnologie energetiche e altri prodotti pregiati e a fermare la compravendita di prodotti energetici come gas e petrolio, le sanzioni comportano la possibilità che siano congelati gli asset riconducibili alla Banca centrale iraniana e alle principali banche commerciali di Teheran presenti nel sistema finanziario del blocco. </p>



<p>Il <strong>Testo Unico Bancario consente alla Banca d&#8217;Italia</strong> di <a href="https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/intermediari/Testo-Unico-Bancario.pdf">rilevare temporaneamente l&#8217;amministrazione di tali asset</a>, ed è importante <strong>sottolineare la tempestività dell&#8217;azione</strong> con cui Via Nazionale ha agito. Da diversi anni il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-economica-e-sicurezza-nazionale-che-cosa-insegna-il-caso-unicredit-bpm.html">principio di sicurezza economica</a></strong> è stato ritenuto ricompreso all&#8217;interno del perimetro della <strong>sicurezza nazionale,</strong> e in quest&#8217;ottica per la Banca d&#8217;Italia la priorità è stata data al fermo delle attività che avrebbero potuto far ricadere in un regime sanzionatorio internazionale le istituzioni in continuità operativa con Bank Sepah e Persia International Bank. </p>



<p>La situazione si era già fatta critica in tal senso dopo che a luglio <strong>Israele aveva indicato la Banca centrale iraniana, un mese dopo la guerra dei dodici giorni, come </strong><a href="https://www.wsj.com/livecoverage/iran-israel-ceasefire-conflict-news/card/israel-declares-iran-s-central-bank-a-terrorist-organization-S2NQFquml3fnp75xTFFn"><strong>&#8220;organizzazione terroristica</strong>&#8220;</a>. &#8220;La Banca Centrale dell&#8217;Iran e diverse banche commerciali iraniane sono già soggette a significative restrizioni internazionali&#8221;, nota <em>Geopolitical Monitor,</em> in un contesto in cui Teheran è di fatto tagliata fuori dal sistema dei pagamenti internazionali Swift. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il disaccoppiamento Europa-Iran</h2>



<p>Persia International Bank e Bank Sepah <a href="https://qonto.com/it/swift-codes/countries/italy/milano/persia-international-bank-filiale-di-milano">erano tra le poche istituzioni</a> a cui era concesso avere un codice Swift. Le sanzioni europee impongono un atto dovuto alla Banca d&#8217;Italia ma possono di fatto erigere un muro agli scambi, quindi al dialogo, tra Europa (e Italia) e Repubblica Islamica. Un rischio non secondario in prospettiva di <strong>un deterioramento dei rapporti bilaterali.</strong> A cui potrebbero far seguito azioni di aggancio dell&#8217;Iran a blocchi o sistemi rivali del campo occidentale.<a href="https://www.geopoliticalmonitor.com/monetary-warfare-israels-decision-to-proscribe-irans-central-bank/"> Prosegue <em>Geopolitical Monitor:</em></a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://iranwire.com/en/economy/139330-irans-currency-crisis-deepens-as-central-bank-favors-gold-over-dollar-reserves/">Con il continuo esaurimento delle riserve valutarie</a> della Banca , l&#8217;Iran ha cercato di gestire il debito e di mantenere un commercio estero critico attraverso <a href="https://www.forbes.com/sites/dominicdudley/2021/12/23/iran-agrees-to-swap-tea-for-debt-reviving-barter-trade-to-avoid-sanctions/">accordi di baratto</a> e <a href="https://thediplomat.com/2025/02/irans-taliban-charm-offensive/">accordi bilaterali</a> simili . Dato il successo altalenante di questi sforzi, Teheran ha anche cercato di approfondire i legami finanziari con i principali partner, cercando <a href="https://www.tehrantimes.com/news/513961/Iran-seeks-BRICS-bank-membership-in-talks-with-President-Rousseff">di entrare a far parte</a> della Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, <a href="https://www.tehrantimes.com/news/506151/Iranian-Russian-payment-systems-connected">integrandosi</a> nella rete di pagamento russa MIR e <a href="https://www.fdd.org/analysis/op_eds/2025/05/05/how-to-disrupt-the-china-iran-oil-trade/">incanalando le esportazioni</a> attraverso reti illecite collegate alla Cina per eludere le sanzioni.</p>
</blockquote>



<p>In sostanza, <strong>le sanzioni possono aver l&#8217;effetto di far proliferare i sistemi che sfidano quello occidentale</strong> a cui l&#8217;Iran era, minimamente, ancora legato. E dunque di disaccoppiare ulteriormente il sistema-mondo. La scelta della Banca d&#8217;Italia si inserisce in un grande gioco economico-finanziario di difficile governo. Ma che non è solo una questione di singoli istituti, ma di equilibri tra potenze e modelli di sviluppo sempre più alternativi.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ripartono-le-sanzioni-e-la-banca-ditalia-alza-il-muro-contro-gli-istituti-iraniani.html">Ripartono le sanzioni e la Banca d&#8217;Italia alza il muro contro gli istituti iraniani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Terroristi e criptovalute, la Banca d&#8217;Italia indaga</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/terroristi-e-criptovalute-la-banca-ditalia-indaga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 12:12:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-1536x1063.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Uif, l'intelligence finanziaria della Banca d'Italia, accende un faro sul contrasto al finanziamento al terrorismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/terroristi-e-criptovalute-la-banca-ditalia-indaga.html">Terroristi e criptovalute, la Banca d&#8217;Italia indaga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627090427969_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_821805-1536x1063.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Banca d&#8217;Italia</strong> accende un faro attivo sul <strong>contrasto al finanziamento al terrorismo</strong>, tramite fonti tradizionali e nuovi asset come le criptovalute, e sulla possibile sinergia tra <strong>criminalità organizzata</strong> e gruppi radicali nella minaccia alla sicurezza nazionale. Questo uno dei contenuti più salienti dell&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;<strong>Unità di Informazione Finanziaria</strong> (Uif) di Via Nazionale, l&#8217;organismo di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funziona-lintelligence-italiana.html">intelligence</a> finanziaria con cui la Banca d&#8217;Italia</strong> valuta le possibili minacce dirette al sistema-Paese tramite i canali su cui si muovono i flussi di denaro e scrutina le operazioni potenzialmente anomale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://uif.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-annuale/2024/Rapporto-UIF-anno-2023.pdf">La relazione sulle attività del 2023 della Uif</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Relazionando sull&#8217;attività svolta nel 2023, la Uif ha ha monitorato un trend a due facce riguardo le manovre per presunte attività di finanziamento al terrorismo. Da un lato,<strong> le 297 segnalazioni mostrano un calo del 13,2% nei confronti del dato del 2022</strong>. Le segnalazioni sono oltre il 60% in meno del 2019, anche per la grande attività di monitoraggio su money transfer e conti correnti sospetti che la Uif ha promosso, durante e dopo la pandemia di Covid-19, assieme alla Guardia di Finanza. Al contempo, però, l&#8217;attacco terroristico di Hamas in Israele del 7 ottobre ha ridato vitalità ai movimenti radicali e, ricorda la Uif nella sua relazione, due mesi e mezzo fino al 31 dicembre 2023 sono bastati ad accumulare un terzo delle sospette segnalazioni dello scorso anno. <strong>C&#8217;è, dunque, da attendersi un trend crescente nel 2024.</strong></p>



<p>Interessante anche il tema della crescente attività rilevata dalla Uif sull&#8217;uso di <strong>criptovalute</strong>: sul fronte del finanziamento al terrorismo &#8220;un numero crescente di casi ha riguardato l’utilizzo di piattaforme attive nell’intermediazione in crypto-assets per effettuare transazioni verso wallets incardinati presso exchangers presenti in liste internazionali di soggetti sanzionati&#8221;, con una probabile direzione verso i gruppi radicali. </p>



<p><strong>La Uif</strong> sembra confermare, analogamente alle rilevazioni di molti apparati con cui collabora nella a Counter Terrorist Financing Task Force internazionale, quello che pochi analisti <strong>in tempi non sospetti avevano già sottolineato</strong>, ovvero l&#8217;uso del <a href="https://it.insideover.com/economia/criptovalute-breve-ma-completa-guida-alle-monete-digitali.html">criptoverso </a>per <strong>canalizzare finanziamenti</strong> verso gruppi jihadisti come Hamas. Si segnala in Italia l&#8217;attività di studio sul tema che, già a caldo, aveva con attenzione fatto sul caso Hamas-cripto l&#8217;analista specializzata <strong>Elham Makdoum del Centro Studio Machiavelli</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Ma allora come ha fatto <a href="https://twitter.com/hashtag/Hamas?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hamas</a> a ricostruire un arsenale che, come si legge ovunque, i combattimenti del 2021 avevano lasciato a secco?<br>Forse la risposta sono le <a href="https://twitter.com/hashtag/crypto?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#crypto</a>. Le Brigate Ezzedin al-Qassam (che stanno combattendo <a href="https://twitter.com/hashtag/Israele?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Israele</a>) è dal 2019 che sono entrate nel criptoverso /2</p>&mdash; Elham Makdoum (@elhamakdoum) <a href="https://twitter.com/elhamakdoum/status/1711128090632479195?ref_src=twsrc%5Etfw">October 8, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>E anche l&#8217;intelligence di Via Nazionale sottolinea che &#8220;tra le richieste inviate dalla UIF in materia di finanziamento del terrorismo una è stata diretta a accertare il citato possibile utilizzo di piattaforme attive nel <strong>trading di valute virtuali</strong> e il loro abuso per finalità connesse al sovvenzionamento di attività terroristiche&#8221;. Il caso non è, dunque, solo di studio. E l&#8217;<strong>intelligence finanziaria</strong> rappresenta una branca strategica della supervisione dell&#8217;interesse nazionale: la relazione Uif, letta assieme a<a href="https://www.true-news.it/politics/intelligence-italia-caos-globale-documento"> quella del <strong>Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis)</strong></a><strong> che coordina le agenzie d&#8217;intelligence</strong> e a quella dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-capofila-al-g7-per-la-cyber-security.html"><strong>Agenzia sulla Cybersicurezza Nazionale</strong> mostra</a> un perimetro preciso delle minacce alla sicurezza nazionale e delle prospettive di tutela del Paese. La sempre più <strong>doverosa necessità di costruire una vera e propria &#8220;intelligence collettiva</strong>&#8221; tra pubblico e privato, Stato e attori economici, deve partire dall&#8217;unione dei puntini che connettono le diverse branche dello Stato che fanno questo tipo valutazioni. Ne va della tutela della sicurezza e della prosperità dell&#8217;Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/terroristi-e-criptovalute-la-banca-ditalia-indaga.html">Terroristi e criptovalute, la Banca d&#8217;Italia indaga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Mattioli, Cuccia, Menichella, Carli: la diplomazia economica della Prima Repubblica</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/mattioli-cuccia-menichella-carli-la-diplomazia-economica-della-prima-repubblica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 13:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=320590</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1164" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica.jpeg 1164w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica-768x576.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1164px) 100vw, 1164px" /></p>
<p>La diplomazia economica giocò un ruolo fondamentale nell&#8217;espandere le prospettive politiche dell&#8217;Italia della ricostruzione nei primi anni della Repubblica. La Banca d&#8217;Italia, assieme al ministero del Tesoro, acquisì il ruolo fondamentale di burocrazia strategica per l&#8217;interesse nazionale che ha mantenuto fino ai giorni nostri; le banche di interesse nazionale normate dalla Legge Bancaria del 1936 voluta da Alberto Beneduce &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/mattioli-cuccia-menichella-carli-la-diplomazia-economica-della-prima-repubblica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/mattioli-cuccia-menichella-carli-la-diplomazia-economica-della-prima-repubblica.html">Mattioli, Cuccia, Menichella, Carli: la diplomazia economica della Prima Repubblica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1164" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica.jpeg 1164w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/banca-ditalia-Imagoeconomica-768x576.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1164px) 100vw, 1164px" /></p><p>La <strong>diplomazia economica </strong>giocò un ruolo fondamentale nell&#8217;espandere le prospettive politiche dell&#8217;Italia della ricostruzione nei primi anni della Repubblica. La Banca d&#8217;Italia, assieme al ministero del Tesoro, acquisì il ruolo fondamentale di burocrazia strategica <a href="https://it.insideover.com/politica/in-cerca-di-nuovi-draghi-le-nomine-e-il-futuro-del-potere-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener">per l&#8217;interesse nazionale che ha mantenuto fino ai giorni nostri;</a> le <strong>banche di interesse nazionale </strong>normate dalla Legge Bancaria del 1936 voluta da Alberto Beneduce  (Banca Commerciale Italiana, Banco di Roma, Credito Italiano) e deputate al credito ordinario fornirono una piattaforma fondamentale per la difesa del risparmio nazionale anche nelle fasi di più acuta volatilità; <strong>Mediobanca, </strong>l&#8217;istituto fondato su iniziativa del presidente della Comit <strong>Raffaele Mattioli </strong>nel 1946, fu punta di lancia per la proiezione internazionale e il consolidamento delle prospettive industriali delle imprese italiane.</p>
<p>Il mondo dell&#8217;economia e della finanza furono governati con un forte scrutinio dalla <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-litalia-era-una-superpotenza-delle-infrastrutture.html" target="_blank" rel="noopener">classe dirigente della <strong>Prima Repubblica </strong>a trazione democristiana</a>. Ben conscia che dopo l&#8217;esperienza fascista e la disfatta bellica l&#8217;Italia necessitasse di agganciarsi con forza alle nuove reti del capitalismo internazionale, acquisire peso e autorevolezza.</p>
<h2>La diplomazia economica della Banca d&#8217;Italia</h2>
<p>In principio l&#8217;azione, negli anni della ricostruzione e dei governi di Alcide De Gasperi, riguardò essenzialmente la Banca d&#8217;Italia. <strong>Via Nazionale </strong>doveva farsi garante di un ritorno dell&#8217;Italia nel sistema integrato di Bretton Woods, ma al contempo permettere la riduzione della galoppante inflazione postbellica, il controllo del corretto movimento del circolo creditizio e la stabilizzazione della lira in una fase in cui i nuovi alleati di Roma, Stati Uniti in testa, erano disposti a scommettere sul rilancio del Paese con iniziative <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-e-piano-marshall-tra-analogie-e-divergenze.html" target="_blank" rel="noopener">quali il <strong>Piano Marshall</strong>.</a> Il primo successo della diplomazia economica della Prima Repubblica avvenne in occasione della visita oltre Atlantico di De Gasperi del 1947. Un viaggio che segnò una profonda discontinuità nell&#8217;immagine dell&#8217;Italia agli occhi delle potenze vincitrici e dell&#8217;autocoscienza del Paese, che incassata la fiducia di cui aveva bisogno potè programmare con maggiore serenità la strategia della ricostruzione.</p>
<p>De Gasperi per la trasferta oltre Atlantico si circondò delle migliori competenze che il sistema-Paese offriva in termini di conoscenze economico-finanziarie. La Banca d&#8217;Italia diretta da <strong>Luigi Einaudi </strong>inviò il suo Direttore Generale <strong>Donato Menichella, </strong>mentre della squadra facevano parte anche il Ministro per il Commercio estero, Pietro Campilli e il giovane Guido Carli, all&#8217;epoca Direttore dell&#8217;Ufficio Italiano Cambi. In particolare Menichella, foggiano classe 1896, dal 1934 al 1944 direttore generale dell&#8217;Iri di Beneduce, era uno dei massimi esperti delle necessità che il sistema pubblico aveva per poter ripartire dopo le devastazioni belliche. Al Paese servivano al tempo stesso stabilità e investimenti: un obiettivo che poteva essere conseguito solo facendo legittimare il nuovo assetto politico-economico agli occhi della superpotenza e ottenendo un volano per promuovere investimenti strategici dagli aiuti americani.</p>
<p>&#8220;Menichella, Campilli e Carli erano tra i massimi esperti dell&#8217;economia reale, del sistema finanziario italiano e del sistema monetario internazionale, di cui il Paese poteva disporre&#8221;, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/il-viaggio-la-ricostruzione-dell-italia-de-gasperi-e-carli-washington-AD7qrxDB" target="_blank" rel="noopener">ha scritto <em>Il Sole 24 Ore, </em>e il risultato della missione andò oltre ogni aspettativa:</a> &#8220;a Washington la delegazione intavolò importantissime e alquanto difficili trattative con la Casa Bianca e con la Export-Import Bank, al fine di ricevere un credito di 100 milioni di dollari&#8221; precedente l&#8217;attivazione del Piano Marshall che fu utilizzato per la ricostruzione infrastrutturale del Paese, fondamentale per ridare coesione a un Paese che doveva ripartire da zero.</p>
<p>Quando nel 1948 Einaudi fu eletto <strong>Presidente della Repubblica </strong>Menichella acquisì il ruolo di governatore e avviò quella &#8220;genealogia episcopale&#8221; del potere italiano che nei salotti di Via Nazionale attraverso Carli e Carlo Azeglio Ciampi è giunta fino ai giorni nostri con Mario Draghi. Il banchiere di Biccari conquistò ulteriori riconoscimenti in termini di diplomazia economica permettendo che la <strong>Cassa per il Mezzogiorno </strong>divenisse, nel 1950, la destinataria dei fondi di coesione della Banca Mondiale e lasciando la carica nel 1960 dopo che la lira era stata insignita di un &#8220;Oscar&#8221; dal <em>Financial Times </em>per la stabilità conseguita negli anni del boom economico.</p>
<h2>Da Menichella a Carli</h2>
<p><strong>Guido Carli </strong>fu il naturale successore di Menichella alla guida di Via Nazionale e dovette, nel corso del suo mandato durato quindici anni, affrontare diverse sfide che misero nuovamente alla prova la capacità del Paese di fare diplomazia economica: dall&#8217;esaurimento della spinta del boom economico alla crisi petrolifera del 1973. Carli era guidato da una visione liberale, non liberista, attenta anche ad aspetti di solidarietà e di coesione sociale. In alcuni momenti era stato pessimista, come in occasione della nazionalizzazione delle imprese elettriche a inizio Anni Sessanta e come sarà negli ultimi anni di vita e nel periodo della firma del <strong>Trattato di Maastricht, </strong>sulla capacità della classe dirigente italiana di rafforzare il suo ruolo in campo internazionale. Ma la sua visione non trascurò mai l&#8217;interesse nazionale in tempi complessi.</p>
<p>Carli promosse a fine Anni Sessanta in asse con gli studiosi e i decisori americani il primo <strong>modello econometrico </strong>di Via Nazionale, alla cui realizzazione contribuirono economisti di peso come il futuro Nobel Franco Modigliani e giovani studiosi come l&#8217;allora poco più che trentenne <strong>Paolo Savona</strong>. Soprattutto, parlava poche volte ma con autorevolezza perorando in continuazione una strategia internazionale di distensione sul fronte delle tensioni valutarie, specie dopo la fine del sistema di Bretton Woods nel 1971. Nel 1974, <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2003/fazio_23_04_03.pdf" target="_blank" rel="noopener">come ha ricordato l&#8217;allora governatore Antonio Fazio in un evento romano del 2003</a> celebrato per ricordare Carli a dieci anni dalla morte, il banchiere nativo di Brescia in occasione dell’assemblea del Fondo monetario dell’ottobre  &#8220;avanzò una proposta volta a riutilizzare i “petrodollari” che eccedevano i bisogni di sviluppo dei paesi arabi dell’Opec. Una sorta di &#8220;piano Marshall su scala mondiale come egli stesso la definì. In questi e altri progetti che si riferivano ai rapporti internazionali si può percepire una visione ante litteram dei fenomeni della globalizzazione finanziaria&#8221;.</p>
<h2>Le mosse di Mediobanca</h2>
<p>Il tema dello sviluppo economico inclusivo era molto considerato da una classe dirigente che aveva contribuito a sperimentare l&#8217;ascesa del Paese dopo la guerra partendo da una situazione oltremodo complessa. E che dopo l&#8217;ascesa dell&#8217;Italia a ritrovata potenza economica e industriale guardava con attenzione alla conquista di nuovi spazi d&#8217;influenza e nuovi mercati attraverso la promozione sistemica delle sue eccellenze.</p>
<p><strong>Mediobanca, </strong>sul fronte interno &#8220;salotto buono&#8221; della finanza milanese, fu uno dei principali strumenti utilizzati per questo obiettivo. Bilanciando la partecipazione al suo interno da parte delle banche d&#8217;interesse nazionale con un legame profondo con l&#8217;<strong>impresa privata o a </strong>partecipazione pubblica. La banca diretta da Mattioli prima e da <strong>Enrico Cuccia </strong>poi operò da un lato accogliendo nel suo capitale e nelle sue finanze il sostegno di grandi gruppi stranieri, come le americane Lazard e Lehman Brothers e diverse banche europee, contribuendo così a costruire un solido asse occidentale di legami imprenditoriali e personali e dall&#8217;altro promuovendo l&#8217;espansione commerciale in termini di produzione e investimenti delle aziende partner.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noopener">Eni</a>, Fiat, Olivetti Finmeccanica, Montecatini, Necchi, Pirelli furono solo alcuni dei più noti tra i partner di Mediobanca che contribuì, a partire dagli Anni Cinquanta e Sessanta, a promuovere la conquista italiana dei nuovi mercati del continente africano. Dando nuova proiezione alla diplomazia economica del Paese in nome della dottrina keynesia della collaborazione tra paesi arretrati e paesi avanzati, capitale pubblico e capitale privato. Come ha scritto il professor <strong>Giovanni Farese </strong>nel saggio<a href="https://www.mediobanca.com/static/upload_new/vol/vol_mediobanca_2.pdf" target="_blank" rel="noopener"> <em>Mediobanca e le relazioni economiche internazionali dell’Italia. Atlantismo, integrazione europea e sviluppo dell’Africa. 1944/1971</em>“</a>, edito dall’Archivio storico Mediobanca Vincenzo Maranghi, le attività del gruppo estese dal Senegal all&#8217;Etiopia, dall&#8217;Algeria all&#8217;Angola furono la dimostrazione di una &#8220;“vocazione africana”, che si manifestò subito, già negli anni Quaranta. In questo contesto, particolare rilievo assume la dimensione della guerra fredda e l’obiettivo di evitare che l’assistenza tecnica e finanziaria ai paesi della decolonizzazione venga fornita dall’Unione sovietica e dai paesi suoi satelliti e, più in generale, che l’Africa cada nella sua sfera di influenza&#8221;. Dalle dighe sullo Zambesi all&#8217;impegno per la ricostruzione del Congo, Mediobanca portò l&#8217;Italia ovunque nel continente che conquistava dopo la seconda guerra mondiale una tormentata e complessa indipendenza. Ponendo le basi per una presenza che oggigiorno dura e di cui il Paese deve tenere conto, facendo sistema.</p>
<p>La <strong>diplomazia economica </strong>è un&#8217;arte che l&#8217;Italia, dopo la Prima Repubblica, ha dimenticato. Schiacciata tra l&#8217;europeismo lirico e l&#8217;abbandono alla legge dei mercati da un lato e le crisi sistemiche dall&#8217;altro, si è persa la comprensione del forte ruolo politico-strategico della promozione degli interessi economico-finanziari del sistema Paese. Che non sono solo una questione di investimenti o commercio, ma anche un determinante fondamentale dell&#8217;interesse nazionale. La visione prospettica di Carli e Menichella (ricerca di un nuovo consenso in campo euro-occidentale) e la lezione pioneristica di Mediobanca sulla conquista di nuovi mercati e la collaborazione pubblico-privata possono rappresentare spunti fondamentali per il Paese che oggi deve immaginare una nuova ricostruzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/mattioli-cuccia-menichella-carli-la-diplomazia-economica-della-prima-repubblica.html">Mattioli, Cuccia, Menichella, Carli: la diplomazia economica della Prima Repubblica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il potere in Italia nell&#8217;era Draghi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 13:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=315065</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nascita e il consolidamento del governo Draghi nel corso delle ultime settimane hanno rappresentato il completamento di un processo politico-istituzionale complesso figlio degli equilibri tra istituzioni, forze politiche e dinamiche sociali, economiche e sanitarie connesse allo stato d&#8217;emergenza del Covid-19 e alla crisi sistemica del Paese. Il governo Draghi nasce come proiezione diretta di una scelta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html">Il potere in Italia nell&#8217;era Draghi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9901873-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La nascita e il consolidamento del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">governo Draghi</a> </strong>nel corso delle ultime settimane hanno rappresentato il completamento di un processo politico-istituzionale complesso figlio degli equilibri tra istituzioni, forze politiche e dinamiche sociali, economiche e sanitarie connesse allo stato d&#8217;emergenza del Covid-19 e alla crisi sistemica del Paese. Il governo Draghi nasce come proiezione diretta di una scelta personale del presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, della cui dottrina presidenziale (fondata sul rifiuto delle &#8220;crisi al buio&#8221; da un lato e sulla garanzia dell&#8217;adesione italiana al campo euro-atlantico dall&#8217;altro) è innervato; propone una versione aggiornata dello schema Ciampi, essendo un <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-europa-vaticano-tutti-gli-estimatori-di-mario-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esecutivo guidato da una figura extra-partitica</a> e composto sia da ministri tecnici che da esponenti di un&#8217;ampia gamma di forze politiche; si pone come obiettivo sfide cruciali come la campagna vaccinale e <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-conte-ha-rischiato-di-compromettere-il-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la scrittura del Recovery Fund italiano</a>; infine, si trova in uno stato di eccezionalità connessa al profilo stesso del presidente del Consiglio, a lungo indicato come <strong>riserva della Repubblica </strong>e come esponente di punta della classe dirigente nazionale.</p>
<p>Draghi è stato definito da Lucio Caracciolo nell&#8217;ultimo numero di <em>Limes </em>come leader &#8220;sistemico&#8221;, dotato di una capacità d&#8217;influenza personale e di una rete di rapporti, formali e non, con strutture di potere nazionali e straniere tanto articolata quanto distante dalle prerogative che la carica di <strong>presidente del Consiglio </strong>concede e da quelle <a href="https://it.insideover.com/economia/la-complessa-parabola-di-draghi-alla-bce.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cui era abituato ai tempi della <strong>Banca centrale europea</strong></a>. Risulta indubbio sottolineare che la sua ascesa alla guida del governo in una fase tanto critica abbia imposto un&#8217;evoluzione alle <strong>dinamiche del potere </strong>nel nostro Paese, enfatizzato il peso di determinate componenti delle istituzioni, invitato a un ragionamento di prospettiva.</p>
<p>Ciononostante, e prescindendo dall&#8217;applicazione letterale dell&#8217;<strong>Articolo 92 della Costituzione </strong>imposta da Draghi durante la scelta dei ministri seguita alle consultazioni e ristretta a un bilaterale con Mattarella (&#8220;l Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri&#8221;), Draghi scegliendo di scendere nell&#8217;agone ha dovuto giocoforza prestarsi ai condizionamenti e alle dinamiche che il sistema istituzionale italiano prevede e che non mancheranno di plasmarne l&#8217;azione.</p>
<p>Le direttrici su cui l&#8217;effetto Draghi potrà essere valutato nei prossimi mesi ed anni sono misurabili in diversi campi: le prospettive degli <strong>equilibri tra poteri </strong>componenti la &#8220;costituzione materiale&#8221; dello Stato e delle future nomine strategiche; il rapporto tra Palazzo Chigi e sistema partitico; i risultati che saranno dati in eredità dopo questa fase che, per la sua stessa eccezionalità, non può che imporsi come transitoria.</p>
<h2>Il &#8220;partito di Draghi&#8221;</h2>
<p>Draghi è figura apartitica ma iperpolitica. Non può non esserlo chi si è fatto le ossa da direttore generale del Tesoro prima di dirigere la Banca d&#8217;Italia e la Banca centrale europea. Ricoprendo cariche in cui la discrezionalità di scelte squisitamente politiche e il confronto con leader e poteri di vario tipo era esercizio quotidiano e necessario.</p>
<p>Poco prima di entrare nel team dei consulenti di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Rj2r055pu88" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Palazzo Chigi l&#8217;analista <strong>Alessandro Aresu</strong> ha sottolineato</a> come ulteriore capacità politica di Draghi la meticolosità dimostrata nel nominare nelle strutture da lui dirette figure di assoluta fiducia e di comprovata competenza con cui è possibile condividere un <em>idem sentire </em>organizzativo e amministrativo.</p>
<p>I &#8220;draghiani&#8221; di lungo corso nelle istituzioni sono numerosi, rappresentando un partito dislocato in gagli strategici dello Stato e riattivatosi negli ultimi mesi: <strong>Daniele Franco, </strong>ex Ragioniere generale dello Stato e titolare del ministero dell&#8217;Economia, è stato promosso da Draghi quando era governatore al ruolo di capo della ricerca economica della Banca d&#8217;Italia, di cui ha ricoperto fino a poco tempo fa la carica di direttore generale; suo predecessore in quest&#8217;ultimo ruolo è stato <strong>Fabio Panetta, </strong>fedelissimo di Draghi scelto dall&#8217;attuale premier come membro del board Bce, e il successore designato dal nuovo esecutivo è <strong>Luigi Federico Signorini</strong>, in Via Nazionale dal 1982 ex assistente del premier all&#8217;Università di Firenze. In continuità con Draghi si pone anche <strong>Ignazio Visco, </strong>che dal 2011 lo ha sostituito alla guida di Palazzo Koch.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tesoro e Banca d&#8217;Italia appaiono dunque le due burocrazie</a> strategiche in passato guidate da Draghi su cui maggiormente si fa sentire il suo influsso. E su cui il governo intende fare leva per accelerare il completamento e il rodaggio della macchina del <strong>Recovery Fund </strong>e un controllo deciso sull&#8217;evoluzione della prossima stagione di <strong>nomine </strong>alle società partecipate, snodo classico di elevata importanza per tutti gli esecutivi.</p>
<h2>Il nodo nomine</h2>
<p>In questo contesto, nota <em>Il Foglio, </em>Draghi intende far leva sulla forza della sua <strong>autonomia</strong>: &#8220;La politica verrà coinvolta per quanto riguarda la scelta dei Cda&#8221; delle società chiamate al rinnovo dei vertici, &#8220;ma le nomine importanti verranno decise senza mediazione dal presidente del Consiglio&#8221; sentiti Franco (che guida l&#8217;azionista di riferimento, il Mef, delle partecipate), il sottosegretario <strong>Roberto Garofoli, </strong>il capo di gabinetto <strong>Antonio Funiciello </strong>e il team di consiglieri economici guidato dal professor <strong>Francesco Giavazzi</strong>. Fedelissimi che Draghi ha voluto inserire nella macchina dello Stato.</p>
<p>Il piatto è decisamente ricco.<a href="https://www.startmag.it/economia/ilva-invimit-rai-ferrovie-sace-e-non-solo-ecco-le-nomine-che-sono-o-non-sono-in-ballo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Il centro studi CoMar ricorda</a> che verranno ad essere rinnovati 115 organi sociali, di cui 74 consigli d’amministrazione e 41 collegi sindacali, in 90 società del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per 518 poltrone in tutto. 15 sono <strong>partecipate dirette </strong>dello Stato, una delle quali è la sempre più strategica <strong>Cassa Depositi e Prestiti, </strong>che è forte di oltre 36 miliardi di euro di  patrimonio e di attività per quasi 450 miliardi, mentre le altre società chiamate in causa (tra cui Ferrovie dello Stato, Gse – Gestore dei Servizi Energetici, Invimit, Rai, Sogei) esprimono fatturati per quasi 70 miliardi e impiegano 193mila dipendenti. Una leva strategica per lo Stato su cui Draghi vuole imprimere il suo marchio.</p>
<p>Particolarmente strategica è la questione Cdp, che dall&#8217;inizio della crisi pandemica si sta confermando un fondamentale apparato per veicolare la partecipazione dello Stato nell&#8217;economia italiana. Cdp sta strutturando <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-rilancio-dellitalia-passa-dalluso-strategico-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Patrimonio destinato</strong></a>, il fondo da 44 miliardi di euro che ai sensi del Decreto Rilancio avrà in gestione per il sostegno e rilancio del sistema economico e produttivo destinato a gruppi italiani settore bancario, finanziario o assicurativo con fatturato superiore a 50 milioni di euro. Un vero e proprio <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-rilancio-dellitalia-passa-dalluso-strategico-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fondo strategico</strong></a> per il rilancio dell’economia che Cdp punta a mettere a sostegno di politiche fiscali espansive e che il governo Draghi può usare come braccio operativo. Proprio per questo sembra che Draghi voglia affidare Cdp a un suo fedelissimo, il vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti <strong>Dario Scannapieco</strong>, a fianco del premier ai tempi del Tesoro e che nel 1997 fu chiamato direttamente da Draghi per far parte del consiglio degli esteri mentre era ad Harvard.</p>
<h2>Draghi e i partiti</h2>
<p>In quest&#8217;ottica, Draghi potrà coordinare e, in un certo senso, comandare. Accentrando sulla cabina di regia di Palazzo Chigi molte prerogative esplicite ed implicite e tagliando molti nodi gordiani spesso legati al gioco istituzionale tra forze politiche. <a href="https://it.insideover.com/politica/ma-draghi-prendera-davvero-il-posto-di-conte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A dicembre scrivevamo che qualora Giuseppe Conte avesse lasciato il posto a Mario Draghi</a> la politica italiana avrebbe in un certo senso commissariato se stessa, dando plateale dimostrazione dell’incapacità di molti partiti di produrre una classe dirigente all’altezza dei ruoli di governo in fasi emergenziali. Nella composizione del governo tecnico-politico, in ogni caso Draghi ha ben dosato il peso delle varie forze e non ha mai voluto, dall&#8217;inizio del suo governo, dare l&#8217;impressione di comportarsi come un &#8220;Re Sole&#8221;, cercando l&#8217;interlocuzione con ministri e segretari di partito. Anche l&#8217;opposizione incarnata da Fratelli d&#8217;Italia è stata tenuta in considerazione e ha potuto interloquire con esponenti di peso del governo come <strong>Vittorio <a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-e-5g-il-piano-di-draghi-per-la-svolta-atlantica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Colao</a>, Franco <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-svolta-di-franco-gabrielli-sulla-cybersecurity-e-lintelligence.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gabrielli</a>, Roberto <a href="https://it.insideover.com/ambiente/pragmatismo-e-ambizione-la-transizione-ecologica-secondo-cingolani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cingolani.</a></strong></p>
<p>Le forze politiche si trovano ora, di fronte a Draghi, di fronte a una duplice necessità. Da un lato hanno esplicitamente scommesso sul successo dell&#8217;esecutivo di unità nazionale o, nel caso di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>, sulla possibilità di portare a casa risultati attraverso un&#8217;opposizione responsabile e anche nella diversità di visioni puntano a portare i loro temi all&#8217;attenzione del premier tenendolo, per ora, al riparto dalle non rare critiche e dai veti incrociati emersi finora. Dall&#8217;altro, sono consapevoli del fatto che Draghi si regge sui voti del Parlamento e che i risultati ottenuti dall&#8217;esecutivo saranno decisivi nello snodo dell&#8217;elezione presidenziale del 2022, cui plausibilmente Draghi punta per succedere a Mattarella e in vista della quale non può certamente (e non vuole) schiacciare i partiti o sconfessarli platealmente a ripetizione, per evitare che anche in caso di &#8220;vittoria&#8221; sulla pandemia e rilancio del Paese si sommino campagne ostili e franchi tiratori.</p>
<p>La politica italiana è conscia che dopo l&#8217;era Draghi si imporrà sempre con maggior forza il tema della formazione della classe dirigente interna ed esterna alle forze partitiche e una riflessione su come queste forze possano condizionare quando chiamate al potere l&#8217;assetto materiale dei poteri incardinato attorno a relazioni, formali e non, e a figure strategiche capaci di compattarsi in casi di crisi e necessità. La tenacia del partito di Draghi formato tra le mura del Mef e della Banca d&#8217;Italia e il suo consolidamento in atto negli apparati statali dimostrano che queste strutture, che sono in tutto e per tutto politiche, esistono come forze di condizionamento e timoni delle rotte dello Stato. Dal ruolo italiano nell&#8217;Ue ai rapporti tra Stati e partecipate, passando per la stesura di manovre economiche e regole di concorrenza, esse determinano di fatto la traiettoria del sistema Paese. In futuro saprà la politica dei partiti giocare un ruolo altrettanto saliente come fatto in passato? L&#8217;era Draghi deve stimolare riflessioni in tal senso.</p>
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		<title>Tutti gli uomini di Draghi: così rafforza il suo &#8220;partito&#8221; tra Bankitalia e Tesoro</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 07:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Daniele Franco è da pochi giorni il nuovo titolare del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze e il suo passaggio nel campo del governo Draghi ha aperto un processo importante di ridefinizione degli equilibri interni alla Banca d&#8217;Italia. Istituzione che il neo-premier, da ex governatore, conosce a menadito e in cui l&#8217;economista già passato per il ruolo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Mario-Draghi-5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Daniele Franco </strong>è da pochi giorni il nuovo titolare del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze e il suo passaggio nel campo del governo Draghi ha aperto un processo importante di ridefinizione degli equilibri interni alla <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>. Istituzione che il neo-premier, da ex governatore, conosce a menadito e in cui l&#8217;economista già passato per il ruolo di Ragioniere generale dello Stato ricopriva dall&#8217;1 gennaio 2020 la carica di <strong>Direttore generale</strong>.</p>
<p>Il direttore generale di Palazzo Koch è di fatto il numero due dell&#8217;istituto, sostituisce il governatore in caso di impossibilità a svolgere il proprio ruolo, assieme a questi ed ai suoi tre vice compone il Direttorio, organo collegiale competente per l’assunzione dei provvedimenti aventi rilevanza esterna relativi all’esercizio delle funzioni pubbliche attribuite dalla legge alla Banca d&#8217;Italia. Funge inoltre da figura di coordinamento tra la struttura apicale della Banca e i suoi organi burocratico-amministrativi interni, dagli uffici studi alle sezioni territoriali.</p>
<p>Il governo sarà chiamato in tempi brevi, dunque, a scegliere un sostituto di Franco in grado di entrare pienamente in azione nelle sue funzioni. E per la scelta sono in lizza due dei tre vice di Franco: Piero Cipollone e Luigi Federico Signorini.</p>
<p>Il primo è in Via Nazionale dal 1993, e apparirebbe la figura preferita da <strong>Ignazio Visco, </strong>governatore della Banca d&#8217;Italia e, come ha ricordato <em>Il Tempo, </em>è stato “uno dei consiglieri più fidati e decisivi del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”, <a href="https://www.startmag.it/primo-piano/chi-sara-il-prossimo-direttore-generale-della-banca-ditalia-dopo-franco-fatti-e-rumors/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mentre Signorini, nota </a><em>StartMag, </em>è nell&#8217;istituto dal 1982, &#8220;è membro del direttorio e vicedirettore generale dal 2013, ed è stato confermato nel 2019&#8221;, dopo una lunga querelle che coinvolse il <strong>primo governo Conte,</strong> contrario alla sua riconferma, e che fu sbloccata dalla chiamata del predecessore di Franco, <strong>Fabio Panetta, </strong>nel board Bce, che aprì il valzer di nomine per l&#8217;affidamento del ruolo di dg a Franco.</p>
<p>Franco, Panetta, Visco, Cipollone e Signorini sono figure della burocrazia e grand commis uniti da un comune filo rosso. Un filo rosso che rispondono a una figura ben precisa, a un nome e ad un cognome: <strong>Mario Draghi</strong>. Non si può capire perché Mario Draghi sia divenuto il punto di riferimento di numerosi interessi di potere nazionali ed internazionali se non si comprende quella che è stata, nel corso della sua carriera da direttore generale del Tesoro, da governatore della Banca d&#8217;Italia e da massima autorità della Bce, la sua maggiore qualità organizzativa e politica, ben ricordata di recente <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Rj2r055pu88" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dall&#8217;analista </a><strong>Alessandro Aresu: </strong>la capacità di nominare nelle strutture da lui dirette figure di propria fiducia e di comprovata competenza con cui costruire solidi rapporti di collaborazione professionali legati da una comune cultura organizzativa e amministrativa.</p>
<p>Draghi,<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/da-franco-scannapieco-rete-draghi-ADCBfYHB" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ricorda <em>Il Sole 24 Ore,</em></a> &#8220;da Governatore aveva promosso a capo della ricerca economica&#8221; l&#8217;attuale ministro Franco, garantendogli una &#8220;posizione strategica anche nei rapporti con il mondo della politica (è il funzionario generale che va spesso in audizione in Parlamento)&#8221;; Signorini e Cipollone sono ascesi agli alti vertici amministrativi di Palazzo Koch durante l&#8217;era Draghi e il primo fu suo assistente all’Università di Firenze negli Anni Ottanta. <strong>Visco </strong>ha preso le redini dell&#8217;istituto dopo il passaggio di Draghi in Bce nel 2011, e nei quattro anni precedenti aveva ricoperto la carica di vicedirettore generale, prendendo parte alle riunioni del Direttorio; Panetta, invece, è stimato da Draghi per la sua attenzione alle questioni monetarie europee e tra i due si è costruito un feeling e un rapporto professionale consolidato negli anni più recenti, tanto che <a href="https://www.iltempo.it/politica/2021/02/11/news/mario-draghi-in-banca-d-italia-cerco-il-ministro-economia-riunione-con-visco-e-panetta-26175209/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Draghi ha cercato anche il suo parere durante le consultazioni.</a> &#8220;Draghiano&#8221; è anche un&#8217;altra figura apicale della finanza europea, Ii vice presidente della Bei, <b>Dario Scannapieco</b>, che nel 1997 fu chiamato direttamente da Draghi per far parte del consiglio degli esteri mentre era ad Harvard.</p>
<p>Il nuovo direttore generale, che si porrà in testa per la successione a Visco quando, tra due anni, il suo mandato scadrà, sarà dunque un &#8220;draghiano&#8221;, e nelle istituzioni e nel potere romano il nuovo premier potrà dunque rafforzare la sua zolla personale di influenza. A testimonianza del fatto che definire Draghi una semplice figura &#8220;tecnica&#8221; è riduttivo e fuorviante. Draghi negli anni ha agito a fianco del potere politico, in sua supplenza e come suo complemento, mai come sua alternativa: dal Ministero del Tesoro e dalla Banca d&#8217;Italia ha ramificato una struttura di rapporti multilaterali e di incroci professionali che ha rafforzato il ruolo di queste due istituzioni come &#8220;palestra&#8221; della classe dirigente nazionale. Non a caso governatori della Banca d&#8217;Italia sono stati <strong><a href="https://www.ilfoglio.it/articoli/2014/03/24/news/la-sera-restavamo-in-banca-ditalia-draghi-e-i-carli-boys-50983/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guido Carli e Carlo Azeglio Ciampi,</a> </strong>le figure di riferimento per l&#8217;avvio della carriera professionale di Draghi nello Stato ai tempi dell&#8217;ultimo governo Andreotti, <a href="https://www.adnkronos.com/draghi-il-primo-dei-ciampi-boys_4TOt9QdymLnZAlU9Dkvaqv?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che nel 1991 lo nominò direttore generale del Tesoro.</a></p>
<p>Un potere consolidato, dunque, che in Draghi ha trovato un <a href="https://it.insideover.com/economia/i-poteri-italiani-ed-internazionali-puntano-su-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">interlocutore ideale</a> quando Sergio Mattarella lo ha chiamato alla guida della presidenza del Consiglio alla caduta del governo Conte II. E che nel governo ha trovato subito posto con la chiamata di Franco e con la costituzione di un super-tavolo di ministri indipendenti chiamati a gestire i dossier del Recovery Fund. Prenotando, con la prima nomina alla Banca d&#8217;Italia che il consiglio dei ministri dovrà fare, la sua perpetrazione assicurandosi il controllo della successione a Via Nazionale. Un potere che, come quello solido e duraturo del Quirinale, si contrappone sempre di più alla caducità e alla difficoltà di elaborazione di lungo periodo delle classi dirigenti partitiche. Incapaci di fare vere operazioni di consolidamento politico come quella del partito degli uomini di Draghi.</p>
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		<item>
		<title>Visco a favore del ritorno dell&#8217;austerità?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/visco-a-favore-del-ritorno-dellausterita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2020 10:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=295893</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente della Banca d&#039;Italia Ignazio Visco (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-1024x425.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-1536x637.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-2048x850.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel pieno della crisi pandemica e della tempesta economica autunnale si segnala, in Italia, la problematica uscita del governatore della Banca d&#8217;Italia Ignazio Visco. Il banchiere napoletano, prossimo 71enne, è intervenuto al webinar organizzato dall’Università Bocconi e da Deutsche Bank Gli Stati generali delle pensioni sul tema dello shock recessivo della pandemia e sui suoi effetti sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/visco-a-favore-del-ritorno-dellausterita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente della Banca d&#039;Italia Ignazio Visco (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-1024x425.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-1536x637.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Ignazio-Visco-scaled-e1604660012691-2048x850.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel pieno della crisi pandemica e della tempesta economica autunnale si segnala, in Italia, la problematica uscita del governatore della Banca d&#8217;Italia <strong>Ignazio Visco</strong>. Il banchiere napoletano, prossimo 71enne, è intervenuto al webinar organizzato dall’Università Bocconi e da Deutsche Bank <em>Gli Stati generali delle pensioni</em> sul tema dello shock recessivo della pandemia e sui suoi effetti sul <strong>sistema previdenziale </strong>nazionale.</p>
<p>Visco ha sottolineato che in tutta Europa l&#8217;impatto della pandemia sui sistemi pensionistici &#8220;sarà, per lo meno nel breve periodo, significativo&#8221;, poiché l’aumento della disoccupazione si rifletterà &#8220;in più alti tassi di pensionamento e in minori entrate contributive&#8221; per il sistema Paese. Nulla da eccepire, su questo punto di vista: anche l&#8217;impatto previdenziale va tenuto in conto nel calcolare i danni della slavina coronavirus. D&#8217;altronde, però, Visco ha ricordato che negli anni a venire l&#8217;obiettivo sarà coniugare la crescita economica con &#8220;una rapida riduzione del debito, innalzato dagli effetti della pandemia e dalle indispensabili risposte di finanza pubblica&#8221;. Indicando nel <strong>riequilibrio dei conti pubblici </strong>un&#8217;azione da compiere tempestivamente a fine emergenza pandemica.</p>
<p>L&#8217;uscita di Visco è decisamente problematica. La crisi economica legata allo tsunami coronavirus è qualcosa di senza precedenti per i sistemi occidentali. Crisi simmetrica tra i vari Paesi, essa travolge in maniera diversa determinati comparti produttivi, dall&#8217;industria al commercio al dettaglio passando per i trasporti, rendendo necessario un forte intervento di politica pubblica per arginarne gli effetti più dirompenti e i danni in campi come la disoccupazione, l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/il-fantasma-della-poverta-minaccia-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aumento della povertà</a>, i fallimenti aziendali. Il debito non è, in questo contesto, un problema in sé e per sé, in quanto in larga misura garantito e incentivato dalla sponda della <strong>Banca centrale europea </strong>alle emissioni di Btp.</p>
<p>Il nodo chiave, infatti, non è il livello del debito, ma capire come usare la nuova esposizione delle nostre finanze pubbliche per politiche strategiche di lungo periodo, capaci di rilanciare produttività e investimenti. Quanto sembra esserci di più distante dalla rapsodica e inefficace azione governativa. Spostare alla riduzione del debito o al contenimento del deficit la questione, come sembra fare Visco o anche<a href="https://it.insideover.com/economia/il-flop-del-governo-giallorosso-sul-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il contenuto della Nota di aggiornamento al Def,</a> si rischia di ritornare all&#8217;errore strutturale di ritenere vera la teoria dell&#8217;<strong>austerità espansiva, </strong>rovinoso tentativo di risposta alla crisi finanziaria del 2010-2012 secondo cui il riequilibrio dei conti pubblici aumenterebbe implicitamente la credibilità di un Paese e la razionalizzazione della spesa sarebbe foriera, non si sa in che modo preciso, di sviluppo e aumenti di produttività. Teoria che Visco sembra sostenere quando dice che in questa fase &#8220;l’azione di politica economica non può che porsi l’obiettivo di conseguire un progressivo riequilibrio&#8221;.</p>
<p>Tutto questo mentre il vero tema dovrebbe essere capire quanto deficit fare nel 2021 e come utilizzarlo al meglio, senza usare il <strong>Recovery Fund </strong>come trucco contabile, e dopo che anche la Banca centrale europea ha demolito uno dei cardini della teoria austeritaria, il concetto di &#8220;<strong>Pil potenziale&#8221;</strong> oltre il quale uno Stato dovrebbe tagliare la spesa, ridurre il debito, fare austerità. <a href="https://it.insideover.com/economia/il-tramonto-della-regola-piu-assurda-dellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il famoso &#8220;output gap&#8221; che sta dietro tanti errori passati della politica comunitaria.</a> Visco sembra intendere che la risposta alla pandemia porterà l&#8217;Italia a cercare nuovamente di vivere sopra le possibilità imposte dai vincoli finanziari, ideologia dannosa in una fase tanto critica: dal caso Monti in Italia a quello della Grecia, gli esempi dell&#8217;ultimo decennio ci ricordano che molto spesso cercare di ottenere con testardaggine rilevanti avanzi di bilancio pubblico impone il sacrificio di servizi essenziali (<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-massacro-del-sistema-sanitario.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come la <strong>sanità</strong></a>) con il solo risultato di peggiorare il denominatore del rapporto debito/Pil senza alcuna garanzia di effetti positivi sul numeratore. Quanto di più distante dalle nostre necessità presenti.</p>
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		<title>L&#8217;appoggio (pragmatico) di Visco al Mes</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lappoggio-pragmatico-di-visco-al-mes.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 10:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governatore della Banca d&#8217;Italia Ignazio Visco apre alla possibilità che l&#8217;Italia si finanzi alle linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità. &#8220;I fondi del Mes, ora è chiaro, arrivano senza vincoli. Non vedo nessun rischio nell&#8217;utilizzare il Mes per l&#8217;Italia, se necessario&#8221;, ha detto Visco in un&#8217;intervista a Bloomberg Tv in merito alla possibilità che il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lappoggio-pragmatico-di-visco-al-mes.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ignazio-Visco-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il governatore della Banca d&#8217;Italia <strong>Ignazio Visco</strong><strong> </strong>apre alla possibilità che l&#8217;Italia si finanzi alle linee di credito del <strong>Meccanismo europeo di stabilità</strong>. &#8220;I fondi del Mes, ora è chiaro, arrivano senza vincoli. Non vedo nessun rischio nell&#8217;utilizzare il Mes per l&#8217;Italia, se necessario&#8221;, ha detto Visco in un&#8217;intervista a Bloomberg Tv in merito alla possibilità che il Governo ricorra al Mes.</p>
<p>Intervistato dalla direttrice Francine Lacqua  il 70enne economista napoletano ha sottolineato che a suo parere l’Italia, con gli aiuti da Bruxelles e da Francoforte, può vedere la luce in fondo al tunnel della crisi, destinata a presentarsi come estremamente mordente. Gli scenari di <strong>Via Nazionale </strong>per il 2020 sono in linea con le (pessime) aspettative che <a href="https://it.insideover.com/economia/mckinsey-e-prometeia-concordi-lo-choc-economico-sara-duro.html">agenzie di consulenza strategica come </a><strong>McKinsey e Prometeia </strong>e istituzioni come l&#8217;Ocse e il Fmi avevano costruito <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-un-2020-in-profondo-rosso.html">per l&#8217;economia europea e italiana.</a></p>
<p>I due scenari che Palazzo Koch ha costruito sono decisamente cupi. La Banca d&#8217;Italia ha previsto nel migliore dei casi un -9% del Pil nell&#8217;anno in corso, nel peggiore un -13% in caso di riproposizione di una seconda ondata della <strong>pandemia di Covid-19 </strong>che negli scorsi mesi ha messo in ginocchio l&#8217;Europa. Logico che una crisi tanto dura richiede una risposta corale, e Visco ritiene fondamentali ottenere tutti gli aiuti possibili da Bruxelles pur avvertendo di non ritenere il Mes &#8220;una manna&#8221; e di constatare che &#8220;può essere usato con efficacia e non vedo problemi sostanziali”.</p>
<p>Visco parla della <strong>sanità, </strong>a cui dovrebbero essere destinati i 36 miliardi di euro che l&#8217;Italia potrebbe richiedere alle linee di credito del fondo salva-Stati. Fondi che, a ben guardare, sono già stati sottratti al sistema attraverso le riforme politiche del suo finanziamento nel corso dell&#8217;ultimo decennio, per un <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-massacro-del-sistema-sanitario.html">ammontare grossomodo simile (37 miliardi).</a></p>
<p>Non c&#8217;è nelle parole di Visco alcuna spinta all&#8217;<strong>autoflagellazione </strong>del Paese e alcun richiamo all&#8217;inevitabilità del Mes come unica ancora di salvezza per l&#8217;Italia, sia ben chiaro. Visco, da direttore di Palazzo Koch, ha potuto coordinare le massicce <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-volo-dei-btp-depotenzia-il-mes.html">emissioni di Btp</a> </strong>che hanno fatto registrare un successo clamoroso e sa bene che un ricorso al Mes fatto nei tempi e nei modi sbagliati renderebbe inevitabile una crisi di fiducia verso l&#8217;Italia da parte degli investitori e metterebbe in discussione il capitale fiduciario costruito nelle ultime settimane sui nostri titoli di Stato.</p>
<p>Il volo dei Btp, a nostro avviso, depotenzia il Mes, mentre Visco ne ritiene possibile la conciliazione: parliamo comunque di una questione sul filo del rasoio, perchè anche le nuove linee di credito del <strong>Pandemic Crisis Support</strong>, pur garantendo all&#8217;Italia un <strong>risparmio sugli interessi, </strong>saranno soggette alle solite condizionalità modificabili in corsa per <a href="https://it.insideover.com/economia/mes-i-rischio-dietro-i-cambiamenti-di-condizionalita.html">effetto di un regolamento europeo del 2013.</a></p>
<p>Visco, a tal proposito, si premunisce cercando di smarcarsi da possibili conseguenze gravide di rischio per l&#8217;Italia e non risparmia una stoccata ai Paesi nordici d&#8217;Europa, Germania inclusa, che si lamentano con l’Italia perché non è abbastanza frugale” e vedono nel Mes la garanzia sulla solvibilità dei Paesi del Sud Europa nei loro confronti quando in realtà “hanno enormi surplus”.</p>
<p>La partita di Visco è delicata. La Banca d&#8217;Italia, da membro fondamentale del sistema di banche centrali europee, non può tagliare la strada alle politiche comunitarie o scatenare un conflitto di poteri. Dal mantenimento di un precario equilibrio in seno alla Bce, vegliato dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-bce-conferma-la-solidita-dellasse-franco-tedesco.html">costituzione di un ritrovato asse franco-tedesco,</a> dipende la difesa dei Paesi del Sud Europa dalle richieste dei falchi più radicali, Olanda in testa, critici dei programmi di acquisto dell&#8217;Eurotower. Al contempo, Visco non può evitare di constatare che un sano pragmatismo è necessario nell&#8217;applicare riforme e manovre: nelle sue parole si ravvede un sostegno lucido alle logiche del Mes, sostegno tuttavia disilluso. Nella consapevolezza che nell&#8217;Europa iper-competitiva di oggi <strong>nessun pasto è gratis.</strong></p>
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		<title>L&#8217;oro d&#8217;Italia: ecco la nostra &#8220;arma segreta&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/loro-ditalia-ecco-la-nostra-arma-segreta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 18:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Oro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessuno tocchi l&#8217;oro. Nelle fasi di crisi economica internazionale, l&#8217;Italia ha una linea del Piave a difesa del suo sistema nelle riserve auree conservate nei caveau di Via Nazionale. Le oltre 2400 tonnellate d&#8217;oro sotto il controllo della Banca d&#8217;Italia e conservate tra la sede centrale (44,9%), gli Stati Uniti (43,3%), la Svizzera (6,1%) e il Regno Unito (5,7%) &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/loro-ditalia-ecco-la-nostra-arma-segreta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/loro-ditalia-ecco-la-nostra-arma-segreta.html">L&#8217;oro d&#8217;Italia: ecco la nostra &#8220;arma segreta&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9538887-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Nessuno tocchi l&#8217;oro</strong>. Nelle fasi di crisi economica internazionale, l&#8217;Italia ha una linea del Piave a difesa del suo sistema nelle riserve auree conservate nei caveau di Via Nazionale. Le oltre 2400 tonnellate d&#8217;oro sotto il controllo della <strong>Banca d&#8217;Italia </strong>e conservate tra la sede centrale (44,9%), gli Stati Uniti (43,3%), la Svizzera (6,1%) e il Regno Unito (5,7%) rappresentano un argine materiale, economico e simbolico ai rischi di una slavina finanziaria.</p>
<p>Anche nell&#8217;era dell&#8217;iper-finanziarizzazione,<a href="https://it.insideover.com/economia/come-il-trading-ultraveloce-lavora-sfruttando-la-volatilita.html"> del trading ad alta frequenza,</a>delle competizioni tra sistemi-Paese e del confronto tra globalizzazione e nazion<span style="font-size: 1rem;">alismo economico l&#8217;oro mantiene l&#8217;importanza che ricopre dai tempi dell&#8217;inizio della concezione dell&#8217;economia nelle società umane. Esso è </span><strong style="font-size: 1rem;">emblema della fiducia </strong><span style="font-size: 1rem;">e della resistenza dei sistemi, ma anche </span><strong style="font-size: 1rem;">efficace bene rifugio </strong><span style="font-size: 1rem;">che acquisisce valore proprio quando le nubi di tempesta si addensano sulle economie reali e i sistemi finanziari.</span></p>
<p>Da tempo, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-11-29/oro-giallo-riserve-auree-che-banche-centrali-non-riescono-recuperare-073233.shtml?uuid=AEdbI6oG" target="_blank" rel="noopener">scrive Alessandro Plateroti sul </a><em><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-11-29/oro-giallo-riserve-auree-che-banche-centrali-non-riescono-recuperare-073233.shtml?uuid=AEdbI6oG" target="_blank" rel="noopener">Sole 24 Ore</a>, </em>ultimamente “l’oro sovrano è tornato ad occupare un ruolo chiave per Stati e mercati. Sia come riserva di valore in caso di crisi valutaria o sistemica, sia come garanzia collaterale per gli investimenti speculativi o per il bilanciamento dei rischi di portafoglio”.</p>
<p>Nelle ultime settimane il prezzo dell&#8217;oro sui mercati internazionali ha sfondato <strong>quota 1.600 dollari l&#8217;oncia </strong>per effetto dello spostamento sul metallo nobile di scommesse, Etf, futures e investimenti orfani della liquidità dell&#8217;economia reale e di altri settori anemici come il <a href="https://www.kriticaeconomica.com/2020/04/04/perche-il-petrolio-crolla-e-la-benzina-no/"><strong>mercato del petrolio</strong></a>. Il trend era già in atto, dato che la crescita cumulata del prezzo dell&#8217;oro da dicembre 2018 è pari al 20%. Ciò ha avuto conseguenze anche sui bilanci della Banca d&#8217;Italia, come fa notare <em>Il Tempo</em>: &#8220;Alla fine dello scorso anno l&#8217;importo scritto nel patrimonio era pari a 106,742 miliardi di euro con un incremento di 18,378 milioni rispetto alla fine dell&#8217; esercizio precedente. Non c&#8217;è stato nessun nuovo acquisto, però. La consistenza è rimasta invariata a 79 milioni di once, pari a 2.452 tonnellate, e la rivalutazione dovuta esclusivamente alla maggiore quotazione del metallo&#8221;.</p>
<p>Le riserve sono un baluardo materiale e politico. Non si parla di <strong>vendere l&#8217;oro </strong>per ottenere liquidità anti-crisi in risposta al coronavirus o, come qualcuno pensa, di prendere le riserve auree come garanzia contro possibili prestiti internazionali. In entrambi i casi, la strada sarebbe senza uscita: una vendita d&#8217;oro da parte dell&#8217;Italia deprimerebbe notevolmente i prezzi sui mercati globali, mentre nessun investimento o prestito può valere una contropartita materiale in monete e lingotti d&#8217;oro.</p>
<p>La contropartita è nel valore intrinseco dell&#8217;oro e della certezza che alla sua garanzia corrisponderanno, sempre e comunque, le garanzie della tenuta dell&#8217;Italia come potenza economica. Sia che si parli del fatto che il Paese potrà sempre avere un controvalore capace di coprire eventuali <strong>emissioni di titoli </strong>o, nel <em>worst case scenario</em>, di coprire un naufragio dell&#8217;euro sia che si faccia riferimento al potere simbolico dell&#8217;oro i caveau di Banca d&#8217;Italia sono un cruciale asset strategico. Le valute passano, il valore intrinseco dell&#8217;oro no: dall&#8217;Impero romano al mondo guidato dalle istituzioni economiche di stampo statunitense così è stato. E anche dopo la fine del <strong>gold standard </strong>la relazione non si è rotta. Vale lo stesso anche per l&#8217;euro: e questo basta a ricordare come l&#8217;Italia dovrebbe difendere a spada tratta il suo oro.</p>
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		<title>Bankitalia conferma: la manovra gialloverde non minacciava i conti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/bankitalia-conferma-la-manovra-gialloverde-non-minacciava-i-conti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2020 11:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1-1024x673.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La fase più calda conosciuta dall&#8217;Italia nel rapporto con l&#8217;Unione europea negli ultimi anni è stata quella coincisa con la stesura della manovra finanziaria 2018 ad opera del governo Conte I formato da Lega e Movimento Cinque Stelle. L&#8217;asprezza dei toni, le dure accuse incrociate e il climax di accuse reciproche sono stati per mesi la quotidianità che ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/bankitalia-conferma-la-manovra-gialloverde-non-minacciava-i-conti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9233772-1-1024x673.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>La fase più calda conosciuta dall&#8217;<strong>Italia </strong>nel rapporto con l&#8217;<strong>Unione europea </strong>negli ultimi anni è stata quella coincisa con la stesura della <strong>manovra finanziaria </strong>2018 ad opera del governo Conte I formato da <strong>Lega</strong> e <strong>Movimento Cinque Stelle</strong>. L&#8217;asprezza dei toni, le dure accuse incrociate e il climax di accuse reciproche sono stati per mesi la quotidianità che ha riempito il panorama politico-informativo. Portando a una lettura estremamente distorta.</p>
<p>Da un lato, il governo giallo-verde premeva per portare il rapporto deficit/Pil al 2,4% (poi assestato a 2,04% dopo aspre trattative) presentando la manovra fondata su <strong>reddito di cittadinanza</strong> e <strong>Quota 100</strong> come la svolta per l&#8217;economia nazionale; dall&#8217;altro buona parte del complesso mediatico e l&#8217;opposizione economica seguivano a tamburo battente le uscite improvvide di diversi membri della <a href="https://it.insideover.com/politica/sovranisti-europa-obiettivi.html"><strong>Commissione</strong></a><strong>, </strong>guidati da <strong>Pierre Moscovici</strong>, presentando la manovra grillo-leghista come il presupposto per lo sfascio dei conti pubblici. Esagerazioni problematiche per garantire l&#8217;impostazione di un serio dibattito.</p>
<p>Da un lato, infatti, sono risultati credibili gli allarmi di chi nel governo, <a href="https://it.insideover.com/politica/quel-rilancio-della-domanda-interna-puo-sbloccare-la-crisi-italiana.html" target="_blank" rel="noopener">come Paolo Savona</a>, chiedeva una manovra maggiormente rivolta sugli investimenti produttivi e non sulla spesa corrente. Dall&#8217;altro, l&#8217;idea di un deficit distruttore dell&#8217;equilibrio pubblico si è rivelata pura mistificazione.</p>
<p>A dimostrarlo il più recente <strong>Bollettino economico della Banca d&#8217;Italia</strong>, secondo cui il deficit reale per il 2019, anno di entrata a regime delle misure gialloverdi, non supererà il 2,2% del 2018. Confermando la realtà dei fatti: il deficit del governo Conte I era, <em>scripta manent, </em><a href="https://it.insideover.com/economia/ventanni-difficili-cosa-litalia-ha-perso-a-causa-delleuro.html">più basso di tutti quelli dei governi precedenti</a>, da Monti a Gentiloni. Bisogna tornare al 2007, all&#8217;ultima manovra del <strong>governo Prodi II, </strong>per trovare un deficit tanto basso. A testimonianza sia della fallacia della retorica della &#8220;manovra di rottura&#8221; sia dell&#8217;inconsistenza di certi allarmismi.</p>
<p>Tutto sommato l&#8217;era gialloverde ha prodotto risultati discreti sotto il fronte dell&#8217;occupazione e avviato, secondo quanto scrive Via Nazionale, un moderato sentiero di crescita (+0,5% l&#8217;aumento del Pil nel 2019) che avrà effetti positivi sul 2020 (+0,9%) e 2021 (+1,1%). Il presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte, </strong>nel frattempo, evitava per due volte l&#8217;apertura di una <strong>procedura d&#8217;infrazione </strong>da parte della Commissione che si sarebbe basata esclusivamente sullo scontro tra i diversi parametri interpretativi usati nella stesura dei bilanci a Roma e Bruxelles, su questioni fumose come il celebre &#8220;output gap&#8221; e non su reali problemi di sostenibilità politica.</p>
<p>In fin dei conti, parlando dell&#8217;era gialloverde si può dire che sia stato fatto tanto rumore per nulla: il governo Conte I si è comportato in continuità con gran parte degli altri esecutivi della Seconda Repubblica e non ha prodotto sfaceli né riforme mirabolanti. Interessante è constatare come il nuovo <strong>governo Conte II, </strong>a guida M5S-Pd, abbia negoziato un deficit pari al 2,2% che, di fatto, si inserisce sulla scia di quello realmente generato nel corso dell&#8217;attività dell&#8217;esecutivo precedente.</p>
<p>Annunciare un deficit al 2,2% del Pil significa mettere in conto che il valore reale possa essere, di fatto, maggiore: il Pd e i suoi alleati lanciavano anatemi contro ipotesi del genere nel 2018, e alcuni dei suoi esponenti si erano implicitamente uniti di coloro che tifavano per lo spread, ma il nuovo esecutivo giallorosso, sfruttando i pochi dividendi garantiti dal <a href="https://it.insideover.com/economia/la-troika-del-pd-vigila-sullitalia.html">maggiore afflato europeista</a>, non ha avuto remore a prendere come punto di riferimento l&#8217;esecutivo precedente. <em>It&#8217;s not the economy, it&#8217;s politics</em>. Con tutte le doppie morali e le (non) logiche che abbiamo imparato a conoscere in Europa.</p>
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