Creare un fronte compatto che rovesci l’attuale leadership dell’Unione europea. Prendersi la Commissione e riuscire a costruire un fronte da destra che cambi l’Europa, trasformandola in una realtà confederale. Sono questi gli obiettivi del blocco sovranista per le elezioni europee ma non solo, come dimostrato da Matteo Salvini e Marine Le Pen al convegno dell’Ugl a Roma.

La strategia del fronte sovranista è molto più complessa e articolata di quanto possa apparire. Non c’è solo una campagna elettorale da portare a termine ma cambiare l’Europa. Per farlo il fronte sovranista parte da una certezza: non può fare tutto da solo. C’è bisogno anche del Ppe e di quel vento di destra che sta animando anche parte del movimento moderato dell’Unione europea. Il blocco nato dai movimenti più radicali” non vuole tagliare i ponti con il centro: vuole che il centro si riequilibri a destra. E per farlo, ha al suo interno alleati utilissimi alla causa: Viktor Orban ad esempio, il cui Fidesz rimane nel Ppe, ma anche la Csu di Horst Seehofer e i popolari dell’austriaco Sebastian Kurz.

Nel mirino dei sovranisti non c’è solo quello di strappare consensi, ma c’è anche quello di diventare una presenza costante e necessaria all’interno dell’Europarlamento. Primo step sarà quello delle elezioni europee del 26 maggio 2019 e cercare di diventare la seconda forza politica superando il Partito socialista. Come riporta Il Tempo, il fronte sovranista è “un nucleo in grande espansione come conferma la rilevazione del sito specializzato ‘pollofpolls.eu’ che lo dà oggi a 160 seggi, nettamente avanti ai socialisti (crollati a 138) e a un passo dai 179 seggi dei popolari”.

Nel caso in cui le elezioni rendessero concreto questo scenario, il blocco a destra otterrebbe quanto voluto: diventare indispensabile e rendere soprattutto difficile, se non impossibile, la riproposizione della Grande Coalizione in salsa europea. Niente più alleanza Ppe- Pse e Alde per spartirsi i posti di comando in Europa. Ma qualcosa di diverso, che potrebbe anche vedere di nuovo il Ppe fra i protagonisti, ma senza la sinistra e con i sovranisti a fare da ago della bilancia. E in questo modo, decidere insieme la nuova Commissione europea.

L’obiettivo di Salvini & co. non è quello di rivoluzionare l’Europa con un voto. La strategia è più a lungo termine e bisogna partire da mosse pragmatiche. Intanto riuscendo a creare un’alleanza politica che rovesci la nomenklatura che ha dettato finora legge in tutto il continente. Nel mirino ci sono i vari Jean-Claude Juncker, Pierre Moscovici e tutti i rappresentanti della Commissione che ha scatenato la ribellione degli elettori europei. E che rappresentano il vero obiettivo del blocco sovranista di cui il ministro dell’Interno e la leader francese rappresentano gli alfieri.

A questo punto, una volta ottenuto un blocco di voti di grande peso e che rappresentino la seconda forza del Parlamento europeo, c’è il secondo step: iniziare a proporre una propria idea di Europa. E in questo senso, l’idea del fronte sovranista è quella di ripensare l’Ue in termini confederali. Non un’unione politica, ma un’alleanza di Stati che abbia a cuore solo alcuni punti, come la protezione dei confini, e che lascia ai singoli governi libertà di movimento sulla società che vuole costruire nel proprio Paese.

Un’Europa minimalista, soft, senza una potenza leader né un sistema di funzionari che controlli la vita dei singoli Stati membri. Un obiettivo arduo, ma non impossibile. E dalla loro parte, i sovranisti hanno alleati forti non solo in Europa, ma anche al di fuori: Russia e Stati Uniti.