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	<title>Cristiani Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 Aug 2024 14:28:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cristiani Archives - InsideOver</title>
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		<title>Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 18:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le truppe ucraine avanzano verso Bakhmut, Trump rischia di non poter più commentare pubblicamente i suoi processi, la crisi idrica provoca un nuovo scontro in America Centrale, i talebani arrestano operatori umanitari e il capo dell'Iaea esprime profonda preoccupazione per la cooperazione sul nucleare tra Kim e Putin.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scarsità d&#8217;acqua colpisce ancora e inasprisce le tensioni tra Repubblica Dominicana e Haiti; l&#8217;Agenzia per l&#8217;energia atomica dà voce alle preoccupazioni per il trasferimento di tecnologia nucleare alla Corea dei Kim, fuori dal trattato di non-proliferazione. Le truppe di Kiev riconquistano una cittadina vicina a Bakhmut, ma i russi smentiscono. Il procuratore che dirige il caso contro Trump chiede che gli venga proibito di denigrare o intimidire i testimoni del processo e i talebani continuano l&#8217;ostruzionismo nei confronti degli operatori non governativi in Afghanistan, in particolare contro le donne e i cristiani. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Semplicemente inconcepibile&#8221;: il commercio nucleare tra Putin e Kim allarma l&#8217;Iaea</h2>



<p>Il capo dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (Iaea) ha affermato che trova inconcepibile che la Russia si impegni nel commercio di <strong>tecnologia bellica nucleare</strong> con la Corea del Nord. La preoccupazione deriva dai <a href="https://it.insideover.com/politica/armi-spazio-commercio-5-cose-da-sapere-sullincontro-tra-kim-e-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recenti negoziati</a> che hanno avuto luogo tra i leader dei due Paesi per approfondire la <strong>cooperazione militare</strong>. In un&#8217;intervista rilasciata ad un&#8217;emittente sudcoreana, il direttore dell&#8217;Iaea Mariano Grossi ha affermato che non può credere che uno stato nucleare come la Russia, riconosciuto nel Trattato di non-proliferazione, &#8220;si impegnerebbe nel commercio o nel trasferimento di tecnologia nucleare bellica in un Paese che è di fatto <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-la-corea-del-nord-e-ossessionata-dal-nucleare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>al di fuori del regime</strong></a>&#8220;. Grossi si è detto particolarmente preoccupato perché è risaputo che Pyongyang ha una relazione <strong>profondamente problematica</strong> con il regime di non-proliferazione. Il direttore ha insistito sul fatto che il governo di Mosca dev&#8217;essere consapevole dei suoi <strong>obblighi</strong> come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ha concluso il suo intervento informando che nonostante la parziale apertura dei confini nordcoreani dopo più di tre anni di limitazioni giustificate in nome del Codiv-19, gli <strong>ispettori nucleari</strong> dell&#8217;agenzia non sono ancora stati ammessi nel Paese (dal quale sono stati espulsi nel lontano 2009). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le truppe ucraine avanzano sul fronte orientale</h2>



<p>&#8220;È stato molto difficile e la situazione cambiava in modo molto dinamico, più volte al giorno. Ma possiamo finalmente confermare che le nostre truppe hanno ripreso il controllo di <strong>Andriivka</strong>&#8220;. Con queste parole la viceministra della Difesa ucraina Hanna Maliar ha annunciato la <strong>riconquista</strong> di una cittadina a soli 13 chilometri da Bakhmut, in una delle zone di combattimento più calde del <a href="https://it.insideover.com/guerra/controffensiva-ucraina-e-adattamenti-russi-come-sta-cambiando-la-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fronte orientale</strong>.</a> Riportando la notizia nel suo discorso serale, il presidente Zelesnky ha sottolineato che &#8220;per l&#8217;Ucraina si tratta di un risultato significativo e importante&#8221;e ha spiegato che <strong>i combattimenti proseguono</strong> nelle vicine località di Klishchiivka e Kurdyumivka, dove le <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-strategia-della-controffensiva-cosa-rischia-lesercito-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forze russe stanno subendo pesanti perdite</a>. Meno di 24 ore più tardi è giunta la <strong>smentita di Mosca</strong>. Il ministero della Difesa russo ha emanato una nota per comunicare che nella regione di Donetsk, &#8220;il nemico non ha abbandonato i piani per catturare la città di Artemovsk (Bakhmut per i russi) e continua a condurre operazioni di assalto, cercando senza successo di espellere le truppe russe dagli insediamenti di Klishchiivka e Andriivka&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;escalation tra Donald Trump e Jack Smith</h2>



<p>Il procuratore speciale Jack Smith, alla guida del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/i-quattro-grandi-processi-a-carico-di-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caso federale contro l&#8217;ex presidente Donald Trump</a> per ingerenza elettorale, ha chiesto alla giudice di Washington Tanya Chutkan di imporre un ordine che <strong>impedisca</strong> a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html#:~:text=Donald%20John%20Trump%2C%20terzo%20figlio,carica%20dal%202017%20al%202021." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a> di rilasciare <strong>dichiarazioni pubbliche</strong> sui procedimenti a suo carico. In base alla richiesta di Smith, una &#8220;restrizione su misura&#8221; impedirebbe all&#8217;imputato di perseguitare o spaventare i testimoni, ed è necessaria per prevenire <strong>disinformazione, minacce</strong> e pregiudizi nel <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-guai-giudiziari-di-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">processo</a>. L&#8217;ordine proibirebbe all&#8217;ex presidente di rilasciare dichiarazioni &#8220;riguardanti l&#8217;identità, le deposizioni o la credibilità dei testimoni&#8221; ma anche &#8220;affermazioni su parti in causa, avvocati, personale della corte o potenziali giurati che siano denigratorie, provocatorie o <strong>intimidatorie</strong>&#8220;. Trump ha subito reagito online, accusando i legali di comportamento scorretto: &#8220;Mi vogliono impedire di parlare&#8221; ha postato sui suoi profili social, ribadendo la propria innocenza nella cospirazione per rovesciare le elezioni del 2020. Sulla sua piattaforma <a href="https://it.insideover.com/economia/truth-la-scommessa-di-trump-da-8-miliardi-di-dollari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Truth</a>, The Donald ha scritto: &#8220;il procuratore di Biden, lo squilibrato Jack Smith, ha chiesto alla corte di limitare il 45mo presidente e principale candidato repubblicano (di oltre 50 punti): in pratica combatto contro una persona incompetente che ha usato come un&#8217;arma il Dipartimento di Giustizia e l&#8217;Fbi contro il suo avversario e <strong>non mi è consentito commentare?</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dell&#8217;acqua blinda le frontiere dominicane</h2>



<p>Il governo&nbsp;della Repubblica Dominicana ha disposto la <strong>chiusura totale&nbsp;delle frontiere</strong> marittime, terrestri&nbsp;e aeree con la vicina Haiti, misura che si è detto pronto a ritirare solo quando sarà regolata la questione della <strong>crisi idrica</strong>. All&#8217;inizio della settimana, il presidente dominicano Luis Abinader aveva imposto un ultimatum per impedire al governo haitiano di costruire un <strong>canale</strong> che devia le acque del fiume binazionale <strong>Dajabòn</strong>, detto anche <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/linferno-di-haiti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fiume del massacro</a> per un evento sanguinoso accaduto in passato tra i due Paesi, profondamente diversi e ostili. Abinader ha spiegato che Haiti ha <strong>perso il controllo </strong>del territorio, e gli imprenditori agricoli della parte occidentale dell&#8217;isola hanno agito autonomamente con lo scavo dell&#8217;emissario, ma questo non deve essere un problema della Repubblica Dominicana e l&#8217;impotenza di Port-au-Prince non può mettere a repentaglio le colture dominicane. La decisione isola ulteriormente<a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-disastro-di-haiti-porta-il-caos-nel-cortile-di-casa-degli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Haiti in un periodo di particolare difficoltà </a>nel quale la <strong>violenza delle bande armate </strong>e la fame sono sempre più diffuse. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impossibile lavoro delle Ong nell&#8217;Afghanistan dei talebani</h2>



<p>I <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html#:~:text=I%20talebani%20sono%20un%20gruppo,di%20due%20terzi%20dell'Afghanistan." target="_blank" rel="noreferrer noopener">talebani</a> hanno <strong>arrestato 18 membri </strong>dello staff di un&#8217;organizzazione non governativa cristiana che opera in Afghanistan da oltre 50 anni, l&#8217;<strong>International Assistance Mission </strong>(Iam). Come tutte le altre, l&#8217;organizzazione è stata posta sotto rigido controllo da quando i<a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-cambiato-lafghanistan-dopo-il-ritorno-dei-talebani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> talebani hanno preso il controllo</a> del Paese, ormai due anni fa, introducendo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-talebani-vietano-alle-donne-di-lavorare-con-le-ong.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misure severe che escludono le donne </a>afghane dal sistema scolastico oltre la prima media ma anche dalla vita pubblica e dal <strong>lavoro</strong>, incluso il lavoro nelle organizzazioni non governative. L&#8217;operazione ha avuto luogo nella provincia di Ghor, nell&#8217;ovest del Paese, e ha coinvolto 17 afghani e un cittadino straniero. L&#8217;organizzazione cristiana, che mira a migliorare le condizioni di vita e di salute, sviluppare la comunità e il livello di istruzione, ha comunicato di non avere informazioni sulla natura delle accuse contro il proprio staff, e che questa non è la prima occasione in cui i volontari vengono <strong>perseguitati dai talebani</strong>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VERSO L&#8217;ALBA DI UN NUOVO OCCIDENTE</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/verso-l-alba-di-un-nuovo-occidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Demografia]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="485" height="273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720.jpg 485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></p>
<p>Processi di cambiamento rapidi e radicali stanno alterando volto e anima dell'Occidente. Il momento di pensare al nostro domani è oggi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/verso-l-alba-di-un-nuovo-occidente.html">VERSO L&#8217;ALBA DI UN NUOVO OCCIDENTE</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="485" height="273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720.jpg 485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/pedestrian-zone-552722_960_720-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px" /></p>
<p>Demografia, la migliore amica o la peggior nemica di Stati, imperi e blocchi. Se sfavorevole, il crepuscolo è dietro l&#8217;angolo. Se favorevole, non si intravede la fine dell&#8217;alba. Ché il numero è forza – forza lavoro, forza militare – e può rivelarsi, nei momenti critici, il segreto della sopravvivenza di una nazione.</p>



<p>Le epoche appartengono ai popoli fertili, di figli e di idee, e in Occidente è tanto recessione demografica quanto desertificazione intellettuale. Le agende di ritorno alla natalità hanno sostanzialmente prodotto risultati più negativi che misti, salvo la <strong>curiosa eccezione di Israele</strong> – dove la crisi delle culle non ha mai avuto luogo –, e i Paesi occidentali, uno dopo l&#8217;altro, iniziano a sentire il peso della sfida demografica.</p>



<p>Ma non è soltanto l&#8217;inverno demografico ad affliggere l&#8217;orizzonte dell&#8217;Occidente, perché esiste un&#8217;altra sfida legata alle culle, riguardante l&#8217;asse Stati Uniti-Europa-Oceania, che potrebbe rivelarsi financo più perniciosa. È la sfida della<strong> transizione etnica</strong>, che fra il 2050 e il 2100 renderà irriconoscibile il volto (e l&#8217;anima) di quasi tutti i Paesi occidentali. Transizione che, se non affrontata adeguatamente oggi, un domani sarà produttrice di fenomeni di terzomondizzazione ed una possibile arma ibrida nelle mani dei rivali d&#8217;Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un Occidente post-occidentale</h2>



<p>La civiltà occidentale è stata storicamente associata alla tradizione liberaldemocratica, alla legge e ai diritti umani, mentre la sua cultura è ritenuta il frutto della combinazione di giudeo-cristianesimo, greco-romanità e Illuminismo, ma sarebbe <strong>intellettualmente disonesto </strong>negare o minimizzare l&#8217;importanza del fattore etnico. Giacché l&#8217;Occidente, e le guerre culturali che lo attraversano ne sono la dimostrazione, è stato ed è percepito tutt&#8217;ora, dai suoi abitanti e dal resto del mondo, come il polo civilizzazionale dei cosiddetti &#8220;<strong>popoli bianchi</strong>&#8220;. Connubio innegabile, ma destinato a essere sepolto dalla storia.</p>



<p>Tra il 2050 e il 2100, se l&#8217;Occidente-civiltà esisterà ancora, e ciò dipenderà anche dall&#8217;evolvere della competizione tra grandi potenze, avrà perduto definitivamente ogni connotazione identitaria legata al possesso di quelle specificità che l&#8217;hanno reso tale. Perché l&#8217;Occidente del futuro, proiezioni demografiche alla mano, sarà <strong>post-occidentale</strong>. Ovvero post-bianco.</p>



<p>Nei Paesi centrali e periferici dell&#8217;Unione europea, negli Stati Uniti e in parte dello spazio anglofono, dal Regno Unito all&#8217;Oceania bianca, hanno avuto inizio dei processi di transizione etnica (e religiosa) a bassa reversibilità e a gestionalità variabile che raggiungeranno l&#8217;apogeo nei prossimi decenni, sicuramente tra il 2050 e il 2100, risentendo dell&#8217;influenza di fattori come natalità e invecchiamento dei popoli autoctoni, ondate migratorie, guerre e cambiamento climatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un&#8217;Europa post-europea</h2>



<p>L&#8217;Europa sta affrontando due fenomeni demografici contrapposti: recessione e crescita. Recessione dei popoli autoctoni, le cui famiglie si restringono e la cui età media aumenta, e crescita degli abitanti di origine extraeuropea, tendenzialmente più giovani e propensi ad una natalità positiva. </p>



<p>Le proiezioni demografiche indicano che l&#8217;Europa del futuro, a meno di radicali inversioni di tendenza – di cui ad oggi, però, non si intravedono i prodromi –, sarà divisa secondo nuove linee etnodemografiche, in parte coincidenti con nuove religiosità. </p>



<p>La penisola iberica sta sperimentando dei fenomeni di <strong>afrolatinoamericanizzazione </strong>che, entro il 2050, potrebbero rendere<a href="https://www.plantadoce.com/entorno/espana-horizonte-2050-una-sociedad-mas-envejecida-con-diez-millones-de-personas-dependientes.html"> la popolazione spagnola per un terzo di origine straniera</a>. Processi di <strong>romizzazione </strong>dovrebbero trasformare i popoli nomadi <a href="https://www.insideover.com/society/balkans-2050-mirror-of-a-new-and-unrecognizable-europe.html">nel primo gruppo etnico in Bulgaria, Romania e Ungheria fra il 2050 e il 2070</a>, sullo sfondo di transizioni su scala ridotta in Bosnia, Repubblica Ceca e Serbia, e sono alla base dell&#8217;ascesa delle estreme destre, dell&#8217;espansione di stati paralleli e della diffusione di guerriglie urbane, proteste di piazza e rivolte etnocentriche.</p>



<p>In <strong>Francia</strong>, <a href="https://www.nbcnews.com/news/nbcblk/black-immigrant-paris-n466771">dove nel 2015 si stimava che gli abitanti di origini arabe e subsahariane fossero il 19% della popolazione totale</a>, i dipartimenti in cui si registrano più neonati di (probabile) appartenenza islamica che di altri <em>background </em>sono una realtà dalla fine degli anni Dieci e si stima che, al ritmo attuale, <a href="https://it.insideover.com/societa/il-futuro-della-francia-parla-arabo.html">il sorpasso sugli autoctoni possa avvenire attorno al 2060</a>. In <strong>Svezia</strong>, similmente, gli autoctoni <a href="https://it.insideover.com/societa/calo-delle-nascite-e-immigrazione-cosi-la-svezia-cambia-volto.html">dovrebbero diventare </a>il 49% della popolazione verso il 2065. E saranno investiti da profondi mutamenti etnodemografici di analoga natura, ovvero arabo-africanizzazione e/o turchizzazione, anche <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/tutte-le-strade-del-jihad-portano-a-bruxelles.html">Belgio</a>, <a href="https://it.insideover.com/religioni/lislam-in-germania-allombra-dei-muezzini-e-dei-minareti.html">Germania</a>, <a href="https://www.limesonline.com/cartaceo/esisteranno-gli-italiani">Italia </a>e <a href="https://www.cbs.nl/en-gb/news/2020/28/population-outlook-2050-more-people-with-a-migration-background">Paesi Bassi</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine dell&#8217;anglosfera bianca</h2>



<p>In <strong>Australia </strong>e<strong> Nuova Zelanda</strong>, i tradizionali avamposti dell&#8217;Occidente alle estremità dell&#8217;Asia pacifica, il declino demografico dei bianchi è iniziato negli anni Sessanta e non è stato rallentato neanche dall&#8217;immigrazione dall&#8217;Europa. <a href="https://www.stats.govt.nz/news/population-projected-to-become-more-ethnically-diverse">In Nuova Zelanda</a>, dove <strong>due terzi </strong>dei neonati sono asiatici e aborigeni dall&#8217;inizio del Duemila, i bianchi potrebbero diventare il 64% della popolazione entro il 2043 – <a href="http://www.cicred.org/Eng/Publications/pdf/c-c37.pdf">giù dall&#8217;89,5% del 1971</a>. In Australia, dove i bianchi erano il 57,2% nel 2021, la velocità del processo di &#8220;asiatizzazione&#8221; <a href="https://www.internationalaffairs.org.au/australianoutlook/australias-growing-asian-minority-impact-foreign-policy/">ha spinto alcuni strateghi </a>a suggerire ai decisori di prendere atto dell&#8217;avvenuta trasformazione dell&#8217;Australia in una &#8220;nazione eurasiatica&#8221; e di agire di conseguenza, ovvero formulando delle politiche estere più &#8220;sensibili alle questioni asiatiche&#8221;.</p>



<p>L&#8217;era della maggioranza bianca è destinata al tramonto anche nei cuori dell&#8217;anglosfera, cioè <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Regno Unito</strong>, dove le proiezioni indicano la discesa dei cosiddetti Wasp al di sotto del 50% della popolazione totale verso la metà del secolo. In <strong>Irlanda</strong>, altra terra dell&#8217;anglosfera, <a href="https://www.irishtimes.com/news/irish-could-be-minority-ethnic-group-here-by-2050-professor-1.424517">si è stimato che la piena multietnicità possa arrivare entro il 2050</a>.</p>



<p>Gli Stati Uniti hanno iniziato a registrare più neonati di minoranze etniche che di <em>background </em>bianco-europeo<a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2012-05-17/non-white-u-s-births-become-the-majority-for-first-time#xj4y7vzkg"> a partire dal 2011</a>, nel 2016 <a href="https://theconversation.com/the-us-white-majority-will-soon-disappear-forever-115894">calcolavano più morti che nuovi nati </a>tra i bianchi in 26 stati e nel 2018 presentavano <a href="https://theconversation.com/the-us-white-majority-will-soon-disappear-forever-115894">sei stati a maggioranza non bianca</a> e <a href="https://www.pbs.org/newshour/nation/children-of-color-projected-to-be-majority-of-u-s-youth-this-year">quattordici stati con una maggioranza di under-11 non bianchi</a>. Qui, la potenza-guida dell&#8217;Occidente, il raggiungimento del capolinea da parte dei WASP, in via di autoestinzione fra denatalità e depressione – sono <a href="https://www.pbs.org/newshour/health/how-racial-inequity-is-playing-out-in-the-opioid-crisis">l&#8217;80% di tutte le overdosi letali da oppioidi </a>e il<a href="https://www.saintlukeskc.org/about/news/kshb-suicide-rates-high-middle-aged-white-men"> 69% di tutti i suicidi</a> –, è previsto fra il 2040 e il 2050.</p>



<p>Il Regno Unito, dove la trasformazione dei bianchi in una minoranza sul totale della popolazione è prevista <a href="https://economictimes.indiatimes.com/whites-to-be-minority-in-britain-by-2051/articleshow/6165689.cms">fra il 2051</a> e <a href="https://www.express.co.uk/news/uk/396390/Migrants-change-UK-forever-White-Britons-will-be-in-minority-by-2066">il 2066</a>, sembra essere l&#8217;unica realtà dell&#8217;anglosfera ad aver riconosciuto l&#8217;epocalità e l&#8217;irreversibilità della deoccidentalizzazione. Consapevolezza emblematizzata dalla formulazione di una visione nazionale postoccidentale,<a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-sfida-alla-russia-allindia-il-grande-gioco-della-global-britain.html"> la Global Britain</a>, esemplificata dalla de-inglesizzazione dei vocabolari e, non meno importante, <a href="https://it.insideover.com/politica/lindia-conquista-downing-street-con-sunak-lalba-di-un-nuovo-regno-unito.html">dalla proiezione di politici di origine commonwealthiana ai vertici della piramide del potere</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Deoccidentalizzazione, ossia scristianizzazione</h2>



<p>L&#8217;Occidente di domani, oltre che post-bianco, sarà anche<strong> post-cristiano</strong>. Una tendenza, quella dell&#8217;avviamento verso il pluralismo religioso al massimo grado, fotografata da censimenti e sondaggi, palesata dalla diffusione di feroci guerre culturali e rafforzata dall&#8217;evoluzione di calendari festivi, vocabolari, usanze e rituali.</p>



<p>La post-cristianità è realtà visibile e tangibile in un numero crescente di paesi occidentali, che, nella stragrande maggioranza dei casi, affrontano una mutazione religiosa di natura duale: ateizzazione degli autoctoni, tribalizzazione degli allogeni. L&#8217;ideale, data l&#8217;alta carica conflittuale di cui la transizione etno-religiosa è portatrice, sarebbe la formulazione di modelli incoraggianti l&#8217;<strong>ibridazione culturale</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/il-cattolicesimo-europeo-sopravvivra-al-21esimo-secolo.html">Il cattolicesimo europeo sopravvivrà al 21esimo secolo?</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>La scristianizzazione è tendenza comune all&#8217;intero Occidente, nel quale le confessioni cristiane hanno cessato di essere le stelle polari spirituali della maggioranza, ovvero la fede di almeno il 50% degli abitanti, <a href="https://www.bbc.com/news/world-australia-61961744">in Australia</a>, <a href="https://www.brusselstimes.com/334852/belgium-still-among-best-countries-for-atheists-or-freethinkers">Belgio</a>, <a href="https://www.state.gov/wp-content/uploads/2022/05/FRANCE-2021-INTERNATIONAL-RELIGIOUS-FREEDOM-REPORT.pdf">Francia</a>, <a href="https://www.stats.govt.nz/news/losing-our-religion">Nuova Zelanda</a>, <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-scomparsa-del-cristianesimo-nei-paesi-bassi.html">Paesi Bassi</a>, <a href="https://www.euronews.com/culture/2022/12/04/losing-my-religion-how-the-uk-is-leaving-the-church-and-gaining-conspiracy-theories">Regno Unito</a> e <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-defenestrazione-di-dio-da-praga.html">Repubblica Ceca</a>. Eccetto che per la <strong>Polonia</strong>, <a href="https://it.insideover.com/religioni/lultimo-baluardo-della-chiesa-cattolica-in-europa.html">curioso caso di resistenza (parziale) alla secolarizzazione</a>, l&#8217;intero blocco occidentale sarà in piena fase post-cristiana entro la metà del secolo – <a href="https://it.insideover.com/religioni/italia-postcristiana-chiesa-cattolica.html">anche l&#8217;Italia</a>.</p>



<p>La scristianizzazione sta trasfigurando il panorama urbano delle città occidentali – <a href="https://international.la-croix.com/news/religion/catholic-churches-are-rapidly-disappearing-in-quebec/15650">nel solo Québec è scomparso il 25% di tutte le chiese nei primi vent&#8217;anni del Duemila</a> –, sta venendo accompagnata dall&#8217;aumento dei crimini d&#8217;odio cristofobici – <a href="https://it.insideover.com/religioni/francia-il-futuro-sara-senza-chiese-e-campanili.html">in Francia sono decuplicati dal 2008 al 2019</a> – e sta producendo delle profonde alterazioni a livello valoriale – si pensi alla preponderanza di opinioni e convinzioni liberal-progressiste tra la generazione Z. </p>



<p>Ma un Occidente post-cristiano non sarà necessariamente un semenzaio di agnosticismo, irreligiosità e liberal-progressismo. Confessioni di provenienza extraoccidentale – come l&#8217;Islam, il principale concorrente della cristianità in ogni paese occidentale –, nuovi movimenti religiosi, spiritualità alternative e riedizioni contemporanee di antichi culti, come il satanismo – <a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2022/11/29/satanism-devil-worship-rise-according-census-data/">cresciuto del 167% nel Regno Unito fra il 2011 e il 2021</a> –, colmeranno il vuoto lasciato dalla cristianità e incanaleranno i loro valori nelle società, nell&#8217;economia e in politica. L&#8217;Occidente del futuro sarà un supermercato di fedi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Definire e ridefinire l&#8217;Occidente</h2>



<p>Il superamento definitivo del bianco e del cristocentrismo in Occidente porrà fine ad un ordine plurisecolare, imponendo e determinando la nascita di una nuova e distinta civiltà: meno europea e più eurafrasiatica, meno cristiana e più abramitica, meno particolaristica e più cosmopolita. Una &#8220;<strong>poli-civiltà</strong>&#8220;. </p>



<p>L&#8217;Occidente di domani potrebbe essere un blocco policivilizzazionale, dotato di una complessa eterogeneità, così come potrebbe cedere, causa l&#8217;onda d&#8217;urto generata dalla perdita del collante etnoreligioso, e andare incontro ad una frammentazione. Una serie di post-Occidenti in luogo di un post-Occidente.</p>



<p>La deoccidentalizzazione dell&#8217;Occidente sarà burrascosa e inarrestabile. Sarà accompagnata da inevitabili processi di polarizzazione e radicalizzazione, ondate di populismo di destra e tensioni interetniche. E i segnali di ciò che attende l&#8217;Occidente all&#8217;orizzonte, qualora le classi dirigenti non si rivelassero all&#8217;altezza della sfida, sono già presenti: aggravamento del nervosismo interetnico, esplosione di guerre civili molecolari, proliferazione di zone grigie e stati paralleli, scenari di banlieueficazione e molenbeekizzazione.</p>



<p>Le interferenze delle potenze terze negli affari interni dei paesi occidentali aumenteranno di pari passo con l&#8217;avanzamento della loro deoccidentalizzazione. Non è fantapolitica: la Russia gioca sulle divisioni interetniche degli Stati Uniti sin dagli anni Trenta, Turchia e Arabia Saudita competono per l&#8217;egemonizzazione dei musulmani d&#8217;Occidente dagli anni Novanta, chi ha i mezzi utilizza le proprie diaspore per raccogliere intelligence ed esercitare pressioni politiche, mafie e terrorismi sguazzano nei ghetti etnici. Un&#8217;era di guerre ibride combattute dai rivali d&#8217;Occidente sfruttando il fiele delle minoranze in ascesa e cavalcando paure e frustrazioni delle maggioranze in declino è alle porte – ed in parte è già qui.</p>



<p>Prendere atto della deoccidentalizzazione dell&#8217;Occidente è e sarà l&#8217;unico modo di ridurre, perché eliminare è e sarà impossibile, i rischi della militarizzazione della questione da parte di attori rivali. Il post-Occidente potrà evitare un&#8217;involuzione all&#8217;Italia millecinquecentesca soltanto sviluppando dei modelli d&#8217;integrazione che considerino gli errori di assimilazionismo e multiculturalismo. La sfida sarà stata trasformata in opportunità quando le potenze si concepiranno come <strong>pluricontinentali </strong>e quando le diaspore verranno convertite in <strong>ponti </strong>verso nuove realtà. &#8220;Sono gli ultimi giorni del Mondo bianco&#8221;, <a href="https://www.theguardian.com/uk/2000/sep/03/race.world">scriveva il <em>The Guardian</em> nel vicino eppure lontano 2000</a>, e ancora nessuno ha il coraggio né la fantasia di immaginare come potrebbe essere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/verso-l-alba-di-un-nuovo-occidente.html">VERSO L&#8217;ALBA DI UN NUOVO OCCIDENTE</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Don Oleh, il &#8220;prete coraggio&#8221; che sfida le cannonate russe</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/don-oleh-il-prete-coraggio-che-sfida-le-cannonate-russe</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 11:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/copertina-video-9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/copertina-video-9.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/copertina-video-9-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/copertina-video-9-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/copertina-video-9-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/copertina-video-9-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il salesiano incontrato da Fausto Biloslavo ha preso i voti a Torino, e oggi con il suo minivan porta medicine e viveri nell&#8217;inferno del Donbass. CLICCA QUA PER IL REPORTAGE COMPLETO</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/don-oleh-il-prete-coraggio-che-sfida-le-cannonate-russe">REPORTAGE | Don Oleh, il &#8220;prete coraggio&#8221; che sfida le cannonate russe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il salesiano incontrato da Fausto Biloslavo ha preso i voti a Torino, e oggi con il suo minivan porta medicine e viveri nell&#8217;inferno del Donbass. </p>



<p>CLICCA <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/ritorno-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUA</a> PER IL REPORTAGE COMPLETO </p>
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		<title>Ecco chi c&#8217;è (davvero) dietro la destabilizzazione del Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-ce-davvero-dietro-la-destabilizzazione-del-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 05:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-ce-davvero-dietro-la-destabilizzazione-del-libano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-ce-davvero-dietro-la-destabilizzazione-del-libano.html">Ecco chi c&#8217;è (davvero) dietro la destabilizzazione del Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA21376542-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">Libano</a>, <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">Siria</a> e <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-3.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_india" target="_blank" rel="noopener">India</a>&#8220;</em></p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri come aiutare ACS</strong></a></p>
<hr />
<p>Il Libano stretto nella morsa della crisi economica e dell’instabilità politica e la Siria ancora sotto scacco delle milizie e degli eserciti stranieri. La polveriera mediorientale rischia di deflagrare ancora, da un momento all’altro. Una situazione “triste e straziante”, quella del Paese dei Cedri. Così l’ha definita il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in un&#8217;intervista rilasciata al quotidiano panarabo <em>Asharq al Awsat </em>durante la sua visita a Beirut.</p>
<p>Le divisioni in seno al governo libanese, assieme alla povertà e all’emergenza Covid, rischiano di riportare il Paese agli anni bui della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-civile-in-libano.html">guerra civile</a>. Il Libano di fatto, è già &#8220;destabilizzato&#8221;, avverte Daniele Ruvinetti, senior advisor della fondazione Med Or di Leonardo. E il rischio è che, se la situazione dovesse esplodere, le schegge impazzite possano colpire i Paesi vicini, come Siria e Israele, facendo ripiombare la regione nell’instabilità.</p>
<p><strong>Tra crisi politica, economica e sanitaria, c’è il rischio che il Libano piombi di nuovo nella spirale della violenza settaria?</strong></p>
<p>&#8220;Per anni il Libano ha cercato di mantenersi in equilibrio – proprio come forma istituzionale – all&#8217;interno del settarismo che ne aveva caratterizzato profonde divisioni. Questo schema, alla luce anche dei fatti attuali, sembra però essere parte della crisi corrente. Difficile dire cosa succederà. Più chiaro, invece, un punto: l&#8217;esasperazione di tutti i cittadini libanesi, di qualsiasi estrazione e credo, nei confronti di una situazione che si è incancrenita dopo anni di malgoverno e mala gestione della cosa pubblica e del bene comune&#8221;.</p>
<p><strong>Dopo il default finanziario della Banca centrale libanese nel marzo del 2020 l’esplosione nel porto di Beirut ha segnato l’inizio di una crisi senza precedenti. Qual è la situazione oggi?</strong></p>
<p>&#8220;In questo momento il Libano è un Paese che non riesce ad andare avanti. Soffre dei mali che quella cattiva gestione &#8211; e le figure che l&#8217;hanno perpetrata nel proprio interesse &#8211; ha prodotto, ma anche il peso di dinamiche esterne. Non c&#8217;è fiducia nel futuro, i cittadini sono scoraggiati: la situazione è critica&#8221;.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>EROGAZIONE LIBERALE – ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
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</em><span style="font-size: 1rem;">Per altre informazioni puoi consultare la <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_ IO&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">scheda del progetto</a></span></p></blockquote>
<p><strong>Restano gli aiuti da parte della comunità internazionale, ma quali sono le condizioni per ottenerli?</strong></p>
<p>&#8220;Gli aiuti della comunità internazionale, ad esempio quelli del Fondo Monetario, potrebbero essere una via per aiutare a rialzare il Paese, il cui debito pubblico, secondo le ultime stime, è pari al 341 per cento del Pil, ma è chiaro che poi il Libano dovrà riprendere a camminare da solo. Le condizioni per ottenerli sono ragionevoli e logiche: riforme strutturali, perché è impensabile che chi ha creato il problema continui a rappresentarsi come parte della soluzione&#8221;.</p>
<p><strong>Proprio l’inchiesta sui fatti dell’estate 2020 divide ancora il governo e ha portato ad una situazione di stallo politico, che prospettive ci sono in vista delle elezioni fissate per il prossimo anno?</strong></p>
<p>&#8220;I partiti politici libanesi sono chiamati ad una prova di affidabilità, innanzitutto davanti ai propri cittadini, e poi davanti alla Comunità internazionale. Come ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, durante la sua visita a Beirut di questi giorni, “i leader politici del Libano non hanno il diritto di essere divisi e di paralizzare il Paese”. Ecco, il punto è questo: accetteranno questo sforzo di unità?&#8221;.</p>
<p><strong>La crisi economica e politica ha aggravato anche gli effetti della pandemia. Quali sono le conseguenze sulla popolazione?</strong></p>
<p>&#8220;È evidente che con questa situazione il Libano non si sarebbe presentato attrezzato davanti al Covid. C&#8217;è un problema di diagnosi e prevenzione, perché le strutture sanitarie non sono adeguate e i fondi destinati all&#8217;emergenza sono spesso oggetto di speculazioni e malaffare. Poi c&#8217;è un problema di incapacità politica nel pianificare una strategia di risposta alla pandemia. Basta un dato per capirci: il governo del primo ministro Najib Mikati non si riunisce da più di due mesi, ovvero dal 12 ottobre scorso. Da notare, anche, che il nuovo governo è uscito da uno stallo politico di 13 mesi&#8221;.</p>
<p><strong>Povertà e violenza spingono sempre più cristiani a lasciare il Paese, quali sono i rischi di questo nuovo esodo?</strong></p>
<p>&#8220;I cristiani libanesi si apprestano a celebrare il Natale in una paese la cui instabilità si è moltiplicata nel giro di un anno, dove mancano medicinali e generi alimentari, lavoro, speranze ed energia elettrica. Ci sono forti segnali di resilienza tra la comunità cristiana, che non vuole abbandonare le proprie terre, ma ci sono anche altri che preferiscono costruire altrove il proprio futuro&#8221;.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p><strong>La partita della ricostruzione del porto fa gola a molti attori esterni, chi è che ha più interesse ad espandere la propria influenza nel Paese?</strong></p>
<p>&#8220;La ricostruzione del porto di Beirut è un tema tecnico e allo stesso tempo politico e geopolitico. È evidente che aziende internazionali importanti vogliano inserirsi nel business collegato ai lavori in uno scalo cruciale nel Mediterraneo. Altrettanto evidente che Paesi come quelli del Golfo, oppure l&#8217;Iran, la Russia, la Cina, ma anche nazioni europee come la Francia, vogliano essere parte del gioco perché, non solo simbolicamente, da lì potrebbe passare la ricostruzione di un Paese che è per anni stato un hub finanziario della regione mediorientale ed un importante centro politico e culturale&#8221;.</p>
<p><strong>Che effetti potrebbe avere una possibile destabilizzazione del Paese sugli equilibri regionali ed in particolare sui vicini, Siria e Israele?</strong></p>
<p>&#8220;Il Libano è già di fatto destabilizzato e buona parte dell&#8217;interesse internazionale, soprattutto quello di Ue e Usa, si lega all&#8217;evitare che schegge impazzite di questa destabilizzazione si disseminino nel Medio Oriente, una regione che sta faticosamente trovando una stabilità pragmatica. Pensiamo per esempio quello che questo può comportare riguardo a Hezbollah, un attore politico libanese che si proietta anche all&#8217;estero, e che è di fatto non ha mai chiuso la guerra aperta contro Israele nel 2006&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-ce-davvero-dietro-la-destabilizzazione-del-libano.html">Ecco chi c&#8217;è (davvero) dietro la destabilizzazione del Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché i cristiani rischiano di sparire dal Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/perche-i-cristiani-rischiano-di-sparire-dal-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Dec 2021 05:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
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<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-i-cristiani-rischiano-di-sparire-dal-libano.html">[...]</a></p>
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<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri come aiutare ACS</strong></a></p>
<hr />
<p>I cristiani del <strong>Libano</strong> sono in pericolo. <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2021-10/cristiani-libano-ignatius-joseph-iii-younan-migrazioni-esodo.html">Come riportato da <em>Vatican News</em></a>, il patriarca di Antiochia della Chiesa cattolica sira, <strong>Ignatius Joseph III Younan</strong>, in un colloquio con &#8220;Aiuto alla Chiesa&#8221; che soffre ha espresso il suo dolore per il pericolo che i cristiani scompaiano dal Paese dei cedri.</p>
<p>Il motivo di quella che può trasformarsi in una vera e propria diaspora è la condizione in cui versa il Libano. La <strong>crisi</strong> che ha intrappolato il Paese è una spirale da cui sembra impossibile, al momento, trovare una via d&#8217;uscita. L&#8217;economia non riesce a risollevarsi dal baratro, il settarismo, che per decenni ha caratterizzato la politica libanese, ha svelato tutti i problemi di uno Stato fragile e senza una classe dirigente adeguata. La popolazione, soprattutto quella più giovane, è molto stanca e prova a fuggire dopo che nemmeno le proteste di piazza di questi anni sono riuscite a smuovere la situazione di stallo.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
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<p>La crisi economica diventa inevitabilmente crisi sociale e approfondisce le spaccature che contraddistinguono la nazione libanese. Spesso le manifestazioni sfociano in violenze con feriti e morti. I vari partiti guidano le proteste, cercano di incanalare il malcontento, ma l&#8217;impressione è che questa volta nessuna delle storiche rappresentanze confessionali e politiche del Paese sia capace di gestire la situazione. Un tema che si unisce anche all&#8217;attenzione delle varie potenze regionali su quanto accade a Beirut, con i <strong>Paesi del Golfo</strong> particolarmente interessati al futuro del piccolo ma strategico Stato sulla costa orientale del Mediterraneo. Lo dimostra anche <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2021/11/11/news/libano_hassan_nasrallah_hezbollah_siria-325988023/">la recente crisi</a> scatenata dalle parole del ministro libanese dell&#8217;Informazione, George Kordahi. Le critiche mosse alla guerra in Yemen hanno provocato l&#8217;ira di Riad, che ha deciso anche di bloccare le importazioni dal Libano dando un ulteriore duro colpo alla già fragile economica del Paese. A chiedere alle autorità di &#8220;fare un passo decisivo&#8221; per spegnere la crisi era stato anche <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/lebanons-top-christian-cleric-calls-authorities-defuse-crisis-with-gulf-2021-10-31/">il patriarca maronita Bechara Boutros Al-Rai</a>, preoccupato dalle conseguenze di una possibile crisi internazionale e locale.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Su queste premesse fatte di povertà e senso di frustrazione, la comunità cristiana rischia di dover pagare un conto molto salato. L&#8217;assenza di prospettive per un futuro dignitoso, l&#8217;inflazione galoppante, una classe politica che non dà certezze e il crollo dell&#8217;economia stanno portando tanti libanesi a scegliere la via dell&#8217;emigrazione. Una strada intrapresa da tutti, minoranze comprese. Ed è chiaro che se i <strong>giovani</strong> <strong>cristiani</strong> decidono di abbandonare il Libano, è ancora più facile che la comunità perda sempre più peso fino a diventare irrilevante. Gli unici a rimanere sono gli anziani. Ma senza i giovani e senza nuove famiglie, il rischio di una lenta e inesorabile scomparsa di una delle più antiche comunità di fedeli del mondo non è più così remoto. Quello che tanti temono, come sottolineato anche dal patriarca Ignatius Joseph III Younan, è che &#8220;normalmente quando i cristiani partono, come è successo in Iraq, Siria e Turchia, non tornano&#8221;. Molti decidono di ripartire, ma nessuno sembra intenzionato a fare ritorno nella propria terra. E l&#8217;Occidente, come fin troppo spesso accade, appare sordo al grido d&#8217;allarme lanciato dal Medio Oriente, che lentamente vede scomparire una parte fondamentale della propria storia e del proprio presente.</p>
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		<title>Libano, i cristiani alla prova della crisi</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/libano-i-cristiani-alla-prova-della-crisi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2021 06:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-1024x680.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-1536x1020.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-2048x1360.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/libano-i-cristiani-alla-prova-della-crisi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-1024x680.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-1536x1020.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_FGR447916-2048x1360.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">Libano</a>, <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">Siria</a> e <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-3.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_india" target="_blank" rel="noopener">India</a>&#8220;</em></p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri come aiutare ACS</strong></a></p>
<hr />
<p>A spaventare in <strong>Libano</strong> è sempre stata la violenza. Durante e dopo la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-civile-in-libano.html">guerra civile</a> che ha funestato il Paese dal 1975 al 1990, le fazioni o i gruppi terroristici attivi nel territorio non hanno mancato di far sentire la propria presenza. Ma adesso a spaventare di più è la<strong> crisi economica</strong>. La quale sta colpendo tutti. Dai cristiani ai musulmani, dai membri del ceto medio di Beirut fino ai contadini della valle della Beqqa. Da anni il Libano non ha una vera stabilità politica, i vari governi al potere non hanno attuato riforme. Oggi, complici anche le conseguenze dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/storia/beirut-a-un-anno-dall-esplosione-del-4-agosto-2020.html">esplosione del porto della capitale del 4 agosto 2020</a>, mancano le materie prime. Dal carburante fino alla farina e alle medicine. Le riserve statali sono molto limitate e non ci sono soldi per acquistare ciò che serve. Il risultato è quello di un <strong>fallimento</strong> sociale, prima ancora che economico e politico. In un contesto del genere la comunità cristiana è messa a dura prova. Sono sempre di più i cristiani libanesi pronti a fare le valigie per vivere meglio altrove.</p>
<h2>L&#8217;allarme del patriarca Joseph III</h2>
<p>In Libano sono presenti diverse comunità cristiane. Del resto il Paese dei cedri nel mondo arabo è quello dove è più alta la presenza cristiana. Almeno il 35 o 40% dei cittadini si professa cristiano, anche se non è possibile sapere con esattezza i numeri in quanto anche un semplice censimento in Libano potrebbe aggiungere ulteriori problemi. Oltre i <strong>maroniti</strong> e i <strong>cattolici</strong>, ci sono anche le chiese patriarcali fedeli al Papa. Tra queste è da annoverare la Chiesa cattolica sira. A ottobre il patriarca siriaco<strong> Ignatius Joseph III Younan</strong>, parlando con<a href="https://aiuto-chiesa-che-soffre.ch/info/news-detail/patriarch-aus-dem-nahen-osten-christen-werden-ausgeloescht-sein-wenn-der-westen-untaetig-bleibt1/"> alcuni rappresentanti dell&#8217;associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre</a>, è stato lapidario: &#8220;Temiamo la fine dei cristiani in Libano&#8221;. Una paura basata non tanto e non solo sulle recenti tensioni politiche, molto gravi e in grado di culminare <a href="https://it.insideover.com/politica/il-libano-ripiomba-nell-incubo-degli-scontri-settari.html">in scontri armati per le strade di Beirut</a>, quanto sulla crisi economica in atto. &#8220;Qualora questa crisi continui &#8211; è il pensiero del patriarca &#8211; temiamo sia la fine dei cristiani in Libano e in tutto il vicino Oriente nel giro di pochi anni. Normalmente quando i cristiani partono, come è successo in Iraq, Siria e Turchia, non tornano”.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>EROGAZIONE LIBERALE – ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM<br />
</em><span style="font-size: 1rem;">Per altre informazioni puoi consultare la <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">scheda del progetto</a></span></p></blockquote>
<p>I numeri parlano chiaro. Ad ottobre è emerso u<a href="https://www.worldbank.org/en/country/lebanon/overview#1">n dato inquietante da parte della Banca Mondiale</a>. In particolare, almeno l&#8217;80% della popolazione vivrebbe oggi al di sotto della soglia di <strong>povertà</strong>. Tutto è partito con il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/libano-ecco-come-svizzera-medio-oriente-e-finita-default-ADx1P3B">collasso del sistema bancario</a>, unico punto fermo dell&#8217;economia libanese. Le riserve all&#8217;interno delle banche sono andate progressivamente assottigliandosi, mentre dall&#8217;altro lato la spesa pubblica ha subito un&#8217;accelerazione anche per l&#8217;arrivo di 1.5 milioni di profughi dalla vicina <strong>Siria</strong>. Il debito nel 2020 ha sforato il tetto del 170%, lo Stato non è stato più in grado di pagare creditori e fornitori. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e l&#8217;esplosione del porto di Beirut ha dato il colpo di grazia a un&#8217;economia già stremata. Senza carburante,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/libano-buio-manca-carburante-blackout-tutto-paese-1980825.html"> senza elettricità</a> (la corrente viene erogata, se tutto va bene, due ore al giorno e molte famiglie hanno luce solo grazie ai generatori a diesel), il sistema non può ripartire. Per cui oggi ai libanesi non manca solo pane e benzina, alla gran parte dei cittadini manca anche una prospettiva futura. Le aziende stanno chiudendo, gli impiegati pubblici rischiano di non avere più stipendi, la povertà in questo contesto è destinata ad aumentare.</p>
<h2>La crisi economica potrebbe fare più danni del terrorismo</h2>
<p>In un contesto del genere, chi può scappa. E, come detto dal patriarca Joseph III, chi scappa poi difficilmente torna. Dal Libano in tanti stanno provando a fuggire. I sunniti, così come gli sciiti. E ovviamente i cristiani. Il capitolo riguardante la comunità cristiana è più doloroso. In medio oriente le chiese da circa un decennio stanno subendo gravi <strong>persecuzioni</strong>. Il terrorismo prima e l&#8217;avvento dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> tra Siria e Iraq poi hanno determinato un grave ridimensionamento della presenza cristiana nella regione. Il Libano sembrava un&#8217;oasi tranquilla. Qui i maroniti ancora oggi costituiscono la comunità religiosa più numerosa. Ma si è iniziato a fuggire anche da qui, dal Paese arabo &#8220;culla&#8221; della cristianità in medio oriente. Costretti da una situazione insostenibile, sempre più famiglie stanno cercando riparo altrove, soprattutto in <strong>Europa</strong>. Quello che in tanti anni il terrorismo non è riuscito a fare in Libano, lo sta facendo la crisi economica. Con danni forse ancora maggiori.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Perché la &#8220;persecuzione&#8221; è latente e non evidente. Non ci sono attentati o miliziani inneggianti alla jihad a far scappare i cristiani. Le comunità si stanno lentamente svuotando in silenzio, giorno dopo giorno, con l&#8217;avanzare del disastro sociale in cui è piombato il Libano. L&#8217;atteggiamento dell&#8217;occidente non aiuta. In Europa in pochi si stanno accorgendo delle difficoltà dei cristiani. Dopo l&#8217;esplosione di Beirut, sono stati irrisori gli aiuti. La stessa ricostruzione di molti storici quartieri cristiani della capitale, distrutti dalla deflagrazione, sta procedendo a rilento e con poche risorse arrivate dal Vecchio Continente. La crisi economica sta mettendo a dura prova le comunità libanesi. Se anche da queste parti il cristianesimo dovesse spegnersi, in medio oriente lo spazio per le chiese è destinato a diventare sempre più ridotto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/libano-i-cristiani-alla-prova-della-crisi.html">Libano, i cristiani alla prova della crisi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Massacri, stupri e controllo digitale: ecco come vengono perseguitati i cristiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/massacri-stupri-e-controllo-digitale-ecco-come-vengono-perseguitati-i-cristiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 16:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[libertà religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’allontanamento dalle figlie piccole, la prigione, le torture psicologiche, le vessazioni da parte degli agenti di polizia. Asia Bibi, la bracciante pakistana cattolica condannata a morte per blasfemia nel 2010 da un tribunale del distretto del Punjab dopo essere stata accusata dalle colleghe musulmane di aver toccato la loro acqua, porta ancora le cicatrici del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/massacri-stupri-e-controllo-digitale-ecco-come-vengono-perseguitati-i-cristiani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’allontanamento dalle figlie piccole, la prigione, le torture psicologiche, le vessazioni da parte degli agenti di polizia. <strong>Asia Bibi</strong>, la bracciante pakistana cattolica condannata a morte per blasfemia nel 2010 da un tribunale del distretto del Punjab dopo essere stata accusata dalle colleghe musulmane di aver toccato la loro acqua, porta ancora le cicatrici del suo lungo calvario.</p>
<p>Ora vive in Canada, dopo essere stata assolta dalla Corte Suprema del Pakistan nel 2018. Ma non dimentica il dramma di chi, come è successo a lei, continua ad essere imprigionato ingiustamente, o peggio ucciso, stuprato, rapito, discriminato, a causa della propria <strong>fede</strong>.</p>
<p>Quante Asia Bibi ci sono nel mondo? Secondo la quindicesima edizione del rapporto di <strong>Aiuto alla Chiesa che Soffre</strong> sulla libertà religiosa 5,2 miliardi di persone oggi vivono in un Paese in cui il diritto di professare il proprio credo viene soppresso o addirittura negato.</p>
<h2>La persecuzione religiosa in una nazione su tre</h2>
<p>Succede in 62 Stati, una nazione su tre. In 26 casi non si parla soltanto di discriminazione, ma di vera e propria <strong>persecuzione</strong>. Non sono semplici numeri, seppur inquietanti. “Dietro ci sono la carne, il sangue e la sofferenza di milioni di persone”, sottolinea il presidente di Acs-Italia, Alfredo Mantovano.</p>
<p>Tra i gruppi più perseguitati c’è quello dei <strong>cristiani</strong>. Cristiani come Asia, ai quali con la violenza, e con strumenti come la legge pakistana sulla blasfemia, vengono tolte dignità e libertà. “È una spada in mano alla maggioranza del Paese”, accusa la donna, intervenendo alla presentazione del report della fondazione pontificia.</p>
<p>Tra qualche settimana sarà a Roma. Spera di incontrare <strong>Papa Francesco</strong> e Benedetto XVI. Vuole ringraziarli per essersi battuti e aver pregato per lei, quando nell’indifferenza generale portava la sua croce nel silenzio di una cella spoglia del carcere di Sheikhupura.</p>
<h2>Stupri e rapimenti contro i cristiani in Pakistan</h2>
<p>Asia denuncia come in Pakistan le <strong>violenze</strong> contro le minoranze religiose non si siano fermate. Parla dei soprusi subiti dalle ragazzine rapite e costrette a sposarsi e convertirsi all’Islam, delle donne stuprate da uomini musulmani.</p>
<p>Secondo le organizzazioni locali si stima che almeno mille <strong>ragazze</strong> e giovani donne cristiane e indù vengano rapite ogni anno. È andata peggio a Sonia, una giovane cristiana uccisa nel novembre del 2020 dopo aver rifiutato le avances di un uomo musulmano. Soltanto due settimane fa un’altra ragazza è stata attaccata con un coltello per la stessa ragione. L’aggressore è libero mentre lei è stata arrestata per blasfemia.</p>
<p>“Se l’Islam è una religione di pace e armonia, come si può giustificare una tale violenza in nome della stessa religione? L’Islam permette forse di sposare ragazze minorenni e costringerle alla conversione?”, sono le domande di Asia Bibi al primo ministro del Pakistan. E poi un appello, il più accorato, a modificare quella legge sulla blasfemia di cui troppo spesso si abusa per colpire le minoranze religiose.</p>
<h2>Le violenze del Califfato transnazionale</h2>
<p>L’avanzata dei <strong>gruppi islamisti</strong> in alcune aree del mondo, la pandemia e persino lo sviluppo tecnologico hanno aggravato un quadro che già nello scorso biennio si presentava fosco. “Nel novembre del 2018 i Paesi dove si sono registrate violazioni erano 38, di cui 21 con persecuzioni gravi e 17 con discriminazioni. – spiega il direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro &#8211; I soprusi non sono diminuiti: nel 2021 i Paesi con violazioni sono diventati 62, di cui 26 colorati di rosso e 36 di arancione”.</p>
<p>La persecuzione religiosa cresce nel <strong>continente africano</strong> che conta ben sette nuovi ingressi nella triste classifica con Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico. Alla base dell’aumento di violenze e discriminazione in Africa c’è l’aumento della presenza dei gruppi jihadisti e la crescente radicalizzazione.  “Il network islamista transnazionale – va avanti Monteduro &#8211; si estende dal Mali al Mozambico, dalle Comore nell’Oceano Indiano alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, con lo scopo è creare un sedicente califfato transcontinentale”.</p>
<h2>L&#8217;Africa sempre più &#8220;nera&#8221;</h2>
<p>Tra gli esempi più lampanti c’è quello del <strong>Burkina Faso</strong>, dove negli ultimi due anni sono raddoppiati gli attacchi da parte dei gruppi islamisti come Jama&#8217;at Nusrat al Islam wal Muslimin, Ansaroul Islam e lo Stato islamico del Grande Sahara.</p>
<p>“Il loro obiettivo è quello di invadere l’Africa collegando il deserto al mare per poter controllare le vie del commercio per portare avanti i loro traffici e cambiare l’organizzazione della società, islamizzando tutta l’area”, spiega monsignor <strong>Laurent B. Dabiré</strong>, vescovo di Dori e presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger.</p>
<p>La sua diocesi, nel nord del Paese, si è ritrovata ad avere a che fare all’improvviso con miliziani <strong>jihadisti</strong> che hanno “massacrato la popolazione, distrutto case, scuole e ogni simbolo di tolleranza e dialogo”. “La chiesa si è trovata coinvolta, assieme al resto dei cittadini, compresi gli stessi musulmani”, spiega il vescovo.</p>
<p>Nella sua diocesi, assicura, sei parrocchie su tre sono chiuse, ci sono interi villaggi off limits ed esercitare la propria libertà religiosa viene di fatto impedito. “È una minaccia seria per la libertà, &#8211; avverte &#8211; se i gruppi islamisti avranno la meglio e sarà finita per tutti”.</p>
<h2>La persecuzione 2.0 grazie alle nuove tecnologie</h2>
<p>Alla minaccia del fondamentalismo si affianca anche quella dell’abuso delle <strong>tecnologie</strong> più all’avanguardia. Ad usarle sono gli stessi gruppi jihadisti, ma anche i governi. Come quello cinese che attraverso una sorveglianza di massa basata sull’intelligenza artificiale, portata avanti con l’ausilio di 626 milioni di <strong>telecamere</strong> piazzate in tutto il Paese, controlla e reprime le minoranze religiose, grazie a sistemi di riconoscimento facciale come quelli dei nostri smartphone.</p>
<p>Non solo regimi autoritari, come Cina e Corea del Nord, ma anche nazionalismi etno-religiosi che si traducono nella persecuzione delle minoranze in Paesi come India, Nepal, Myanmar e Thailandia.</p>
<h2>Gli effetti della pandemia e della &#8220;persecuzione educata&#8221;</h2>
<p>Poi c’è la <strong>pandemia</strong>, che ha aggravato le discriminazioni nei confronti delle minoranze, che si sono viste negare gli aiuti economici, alimentari e sanitari in Paesi come Niger, Turchia, Egitto, Pakistan e la stessa Cina. Un trattamento di serie b, basato proprio sui forti pregiudizi sociali già esistenti nella società e spesso amplificati dalle istituzioni.</p>
<p>E infine, la “persecuzione educata”. Così Papa Francesco ha definito l’ascesa di quei nuovi “diritti” e norme culturali che relegano la religione nella “oscurità della coscienza di ciascuno, o alla marginalità del recinto chiuso delle chiese, delle sinagoghe e delle moschee”.</p>
<p>Norme che rischiano di spingere la maggior parte dei Paesi civili all’<strong>indifferenza</strong> verso il dramma vissuto ogni giorno in tutto il mondo da milioni di persone.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Arriva il Papa</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/arriva-il-papa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="637" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000.png 637w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000-300x170.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 637px) 100vw, 637px" /></p>
<p>In Iraq i cristiani che ancora abitano questa terra, a lungo tormentata dalle persecuzioni dello Stato islamico, attendono con fervore e speranza la visita di Papa Francesco.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="637" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000.png 637w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000-300x170.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-11-120000-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 637px) 100vw, 637px" /></p><p>In Iraq i cristiani che ancora abitano questa terra, a lungo tormentata dalle persecuzioni dello Stato islamico, attendono con fervore e speranza la visita di Papa Francesco.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/speranza-per-il-medio-oriente/papa-francesco-arriva-in-irak-porto-la-carezza-della-chiesa.html">QUI</a> per il reportage completo</p>
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		<item>
		<title>Continua la guerra nel Tigrai ed esplode la crisi umanitaria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/continua-la-guerra-nel-tigrai-ed-esplode-la-crisi-umanitaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2021 16:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Profughi Tigrai Etiopia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando nel novembre del 2020 il premier Abiy Ahmed ha inviato l’esercito federale nel Tigrai per schiacciare la leadership locale, si è aperto un nuovo fronte umanitario in Africa che sta coinvolgendo migliaia di civili. Molti di loro sono cristiani e costretti a fuggire in Sudan, Paese a maggioranza musulmana, con gravi difficoltà all’interno. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/continua-la-guerra-nel-tigrai-ed-esplode-la-crisi-umanitaria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/continua-la-guerra-nel-tigrai-ed-esplode-la-crisi-umanitaria.html">Continua la guerra nel Tigrai ed esplode la crisi umanitaria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Profughi Tigrai Etiopia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Profughi-Tigrai-Etiopia-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da quando nel novembre del 2020 il premier <strong>Abiy Ahmed</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/letiopia-sullorlo-di-una-guerra-civile.html">ha inviato l’esercito federale nel Tigrai</a> per schiacciare la leadership locale, si è aperto un nuovo fronte umanitario in Africa che sta coinvolgendo migliaia di civili. Molti di loro sono cristiani e costretti a fuggire in Sudan, Paese a maggioranza musulmana, con gravi difficoltà all’interno. Tutto questo potrebbe incidere sui prossimi <strong>flussi migratori</strong> verso l’Europa.</p>
<h2>La guerra nel Tigrai in nome dell’unità nazionale</h2>
<p>Dal giorno dell’insediamento, nel 2018, il premier dell’Etiopia Abiy Ahmed ha fatto dell’<strong>unità nazionale</strong> il principio fondamentale della sua azione politica. Per raggiungere tale obiettivo ha ritenuto necessario porre fine al sistema costituzionale basato sul federalismo etnico, ritenuto un problema e un ostacolo alla formazione di uno Stato centralizzato. Quest’ultimo, secondo il premier Ahmed, dovrebbe  incentrarsi  sul riconoscimento della lingua ufficiale amarica e sulla religione cristiano-ortodossa. Una sorta di “<em>Etiopianismo</em>”, come ha scritto Alessandro Lutman su <em>InsideOver</em>, che crea le basi per unire il popolo e porre fine quelle differenze che dividono gli Stati. Una linea non condivisa però dal <strong>Tigray</strong>. Qui il Fronte dei Liberazione del Tigrai (<strong>Tplf</strong>) unitamente ad altri gruppi federalisti, si sono opposti sin da subito  per tutelare l’attuale modello statale.</p>
<p>Forte dell’appoggio politico e militare interno, nel novembre del 2020 <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-il-conflitto-in-etiopia-potrebbe-diventare-internazionale.html">Abiy Ahmed ha deciso di inviare l’esercito federale nel Tigray per farlo desistere</a>. Con l’ingresso nel capoluogo Macallè, <a href="https://www.panorama.it/news/dal-mondo/macalle-conquistata-ma-non-e-detto-che-la-guerra-sia-finita">avvenuto pochi giorni dopo</a>, il premier etiope ha annunciato la conclusione delle operazioni militari ritenendo raggiunto l’obiettivo. Di fatto la guerriglia non è mai finita. A confermarlo su <em>InsideOver</em> padre <strong>Giulio Albanese</strong>, missionario ed esperto di Africa per l’<em>Osservatore Romano</em>: &#8220;La guerra in realtà &#8211; dichiara l’africanista &#8211; va avanti ad oltranza. I tigrini provano a resistere all’esercito etiope”.</p>
<h2>Quali sono le conseguenze?</h2>
<p>La guerriglia dunque continua ancora e questo di certo non fa bene ad un Paese già martoriato da altri problemi. A piangere le conseguenze di un’azione bellica sono in primis i <strong>civili</strong> che vedono sconvolta la propria quotidianità in nome di un ideale che perde quasi significato di fronte alle vittime della crisi umanitaria. “La situazione nel Tigray è estremamente grave”: a confermare con queste parole quello che sta avvenendo nel Corno d’Africa, è stato l’alto commissario dell’Unhcr <strong>Filippo Grandi</strong> <a href="https://www.unhcr.org/news/press/2021/2/6019584e4/remarks-un-high-commissioner-refugees-filippo-grandi-press-conference-addis.html">dopo una visita effettuata lo scorso 1 febbraio nella Capitale etiope Addis Abbeba</a>. Gli effetti della guerra hanno causato gravi danni per i quali è necessario intervenire subito. “Le persone &#8211; dichiara Filippo Grandi &#8211; hanno bisogno di tutte le possibili forme di sostegno come <strong>prodotti alimentari</strong>, prodotti non alimentari, medicine, acqua pulita, riparo”.</p>
<p>A tutto ciò si aggiunge il fatto che ci sono migliaia di sfollati e sono venuti meno anche numerosi servizi: “La chiusura del sistema bancario &#8211; ha proseguito l’alto commissario dell’Unhcr &#8211; del sistema di telecomunicazioni, ha acuito il disagio di queste persone. Il ripristino dei <strong>servizi</strong> è una priorità molto grande”. In alcune zone inoltre vengono perpetrate violenze da vari elementi armati e milizie, ma anche da parte di comuni elementi criminali. Non si contano più i <strong>saccheggi</strong>, le violenze e gli <strong>stupri</strong>. La situazione è arrivata al limite del possibile inducendo i tigrini a mettersi in viaggio verso luoghi di “salvezza”.</p>
<h2>L&#8217;esodo verso il Sudan</h2>
<p>“Posso assicurare che in questo momento il Tigrai è un autentico inferno”. Pdre Giulio Albanese ha ben presente la situazione presente nella regione. La guerra ha inciso in un contesto già profondamente segnato: “Pensate – ha aggiunto al telefono – Che prima dell&#8217;intervento militare si erano avuti già gravi problemi per via dell&#8217;invasione delle <strong>locuste</strong>. Poi il <strong>Covid</strong> aveva già dato un primo colpo di grazia”. Emergenze su emergenze quindi, che hanno reso la vita quasi impossibile a migliaia di civili. Chi può, scappa verso il <strong>Sudan</strong>. Già poche settimane dopo l&#8217;inizio delle ostilità,<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-guerra-nel-corno-d-africa-rischia-di-far-arrivare-nuovi-migranti.html"> l&#8217;Unhcr aveva contato un flusso migratorio di circa quattromila persone al giorno</a> verso il Paese confinante: “Oggi fare una stima è quasi impossibile – ha proseguito padre Giulio – Non ci sono cifre ufficiali perché dal Tigrai le informazioni che arrivano sono molto poche”.</p>
<p>Il governo sudanese, con il supporto di diverse organizzazioni internazionali, prova ad arginare il fenomeno ed a gestire l&#8217;esodo di tigrini. Ma non è affatto semplice. Il governo di Khartoum è debole e deve affrontare già molte situazioni interne. Buona parte delle persone fuggite dal Tigray sono cristiane, le quali quindi cercano un rifugio provvisorio in un Paese, quale il Sudan, a maggioranza musulmana. Una circostanza quest&#8217;ultima che potrebbe suscitare altri problemi, soprattutto sul fronte della <strong>sicurezza</strong>. Nella zona sono diversi i gruppi <strong>islamisti</strong> con una forte presa sul territorio. In poche parole, il nuovo fronte umanitario apertosi nel cuore dell&#8217;Africa è anche un nuovo fronte di difficoltà per i cristiani che vivono nel continente.</p>
<h2>La possibile incidenza sul flusso migratorio verso l&#8217;Europa</h2>
<p>La guerra nel Tigrai, con tutte le conseguenze che sta provocando nella regione circostante, non è poi così lontana dall&#8217;<strong>Italia</strong>. Il Sudan, Paese che sta ospitando migliaia di sfollati tigrini, ha un ruolo strategico nei <strong>flussi migratori</strong> che dall&#8217;Africa corrono verso il Mediterraneo: “É un ponte perfetto verso la Libia”, <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-l-italia-deve-guardarsi-anche-dal-sudan.html">aveva dichiarato ad ottobre su <em>InsideOver</em> una fonte dell&#8217;Oim</a>. Già negli anni passati dal Sudan sono stati registrati imponenti movimenti di migranti verso la <strong>Libia</strong>. Non solo sudanesi, ma anche eritrei e somali hanno visto nel Paese africano uno snodo fondamentale per oltrepassare le dune del Sahara. Molte organizzazioni di trafficanti hanno base a Khartoum: “Il nuovo governo sudanese – ha osservato padre Giulio Albanese – Sembra voler cambiare rotta rispetto a prima, ma non ha al momento la forza per ristabilire un vero stato di diritto”.</p>
<p>Difficile dunque lottare contro quei gruppi criminali che da tempo lucrano sugli spostamenti di migliaia di persone verso la Libia. L&#8217;arrivo dei <strong>profughi</strong> dal Tigrai, potrebbe quindi dare maggior spazio alle attività dei trafficanti. I quali, di conseguenza, potrebbero organizzare sempre più viaggi verso il territorio libico. Ed è ben risaputo come, da qui in poi, la via intrapresa dai migranti è quella che conduce verso le sponde del <strong>Mediterraneo</strong>. La possibilità quindi che la guerra nel Tigrai, già nei prossimi mesi, faccia vedere i suoi effetti anche nel nostro Paese con un aumento dei flussi migratori verso l&#8217;Europa non è quindi così remota.</p>
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		<title>I cristiani di Idlib che resistono ai jihadisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-di-idlib-che-resistono-ai-jihadisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 06:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La regione di Idlib, nel nord-ovest della Siria, continua ad essere uno dei territori contesi tra le forze governative &#8211; supportate dalla Russia &#8211; e le milizie jihadiste affiliate per la maggior parte ad Ankara. L’area è spesso soggetta a bombardamenti e ad attacchi da parte di Damasco, che mira a riprenderne il controllo per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-di-idlib-che-resistono-ai-jihadisti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div>
<p>La regione di Idlib, nel nord-ovest della Siria, continua ad essere uno dei territori contesi tra le forze governative &#8211; supportate dalla Russia &#8211; e le milizie jihadiste affiliate per la maggior parte ad Ankara. L’area è spesso soggetta a bombardamenti e ad attacchi da parte di Damasco, che mira a riprenderne il controllo per annettere nuovamente anche il nord-ovest del Paese ed eliminare le ultime sacche di <strong>resistenza jihadista</strong> ancora attive in Siria. La <a href="https://www.insideover.com/indepths/war/everything-you-need-to-know-about-the-idlib-tangle.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regione di Idlib</a> è considerata l’ultima roccaforte delle milizie islamiste ed è ufficialmente sotto il controllo di Tharir al Sham, gruppo estremista con forti legami con la Turchia noto per la sua brutalità e per la costante violazione dei diritti umani portata avanti dai suoi membri.</p>
<p>Diversi <a href="https://undocs.org/A/HRC/45/31" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report</a> stilati da Ong ed organismi internazionali hanno più volte evidenziato le difficoltà che la popolazione civile di Idlib è costretta ad affrontare da quando Hts e altre fazioni jihadiste hanno iniziato a governare la regione. Si parla spesso di omicidi, rapimenti, arresti arbitrari, violenze sessuali (principalmente contro le donne) e confisca o distruzione di proprietà private. La stessa Onu ha sottolineato come a Idlib vengano perpetrati veri e propri <strong>crimini di guerra</strong> contro i civili, prima vittima di un conflitto che va avanti già da nove anni. La guerra, si legge nel report di ottobre dell’Onu, ha anche costretto un milione di persone a lasciare l’area di Idlib ed Aleppo: le loro proprietà sono poi state sequestrate da Hts o distrutte, privando gli sfollati anche della possibilità di fare un giorno ritorno alle proprie case.</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <strong><a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></strong></p></blockquote>
<p>Le violenze delle milizie jihadiste colpiscono tutta la popolazione di Idlib, ma a temere particolarmente per la propria vita sono i <strong>cristiani</strong> della Valle dell’Oronte.</p>
<h2>I cristiani di Idlib</h2>
<p>Nei villaggi di Yacoubie, Gidaideh e Knaye vivono tre importati comunità cristiane, guidate da due frati francescani: il quasi settantenne Hanna Jallouf e il quarantenne Luai Bsharat. Entrambi, allo scoppio della guerra, hanno deciso di restare al fianco delle 300 famiglie cristiane del nord-ovest della Siria.</p>
<p>“Tutti i preti e i sacerdoti che c’erano sono fuggiti dopo che molte chiese e luoghi di culto sono stati distrutti o bruciati”, ha raccontato padre Jallouf in un’intervista all’<a href="https://www.agensir.it/mondo/2020/03/05/combattimenti-a-idlib-padre-jallouf-knaye-sfollati-in-fuga-dormono-anche-nei-pollai-e-sotto-gli-alberi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agensir</a>. “Temono per la loro vita, si chiedono se dovranno fuggire e abbandonare tutto. Io ripeto loro di non avere timore, che Dio è con noi e ci aiuterà come ha sempre fatto in questi anni di guerra”. Ma continuare a vivere a Idlib non è facile. “La gente è stremata da tanti anni di guerra. È ancora più povera, perché qui ci manca tutto. Manca l’elettricità, manca l&#8217;acqua, il costo della vita è molto alto, qualche pezzo di pane riusciamo a prenderlo quasi a un dollaro, poi ci sono da acquistare il gasolio, la benzina. E non c’è lavoro”, aveva poi spiegato il francescano in un’ultima intervista a <em>Vatican news</em>.</p>
<p>Parole, quella di Hanna, confermate anche da padre Firas Lutfi &#8211; Custode della Provincia di San Paolo per i Francescani di Siria, Libano e Giordania &#8211; all’associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Secondo quanto raccontato dal sacerdote, i gruppi jihadisti attivi a Idlib hanno confiscato le proprietà della Chiesa, imposto la <em>sharia</em> e distrutto tutto ciò che potesse ricordare la religione cristiana, come le croci sulle tombe o nei luoghi di culto.</p>
<p>Nonostante le violenze, per padre Lufti la presenza dei suoi confratelli nei villaggi dell’Oronte è fondamentale affinché la religione cristiana possa continuare a sopravvivere anche in tempi di guerra e persecuzione. Dopo nove anni, il numero dei fedeli è notevolmente diminuito: prima del conflitto i cristiani siriani erano circa 2 milioni, ma secondo diverse stime la metà dei fedeli avrebbe già lasciato il Paese.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-di-idlib-che-resistono-ai-jihadisti.html">I cristiani di Idlib che resistono ai jihadisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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