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	<title>Commissione europea Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Oct 2026 11:45:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Commissione europea Archives - InsideOver</title>
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		<title>Made in Europe: la frammentazione interna rischia di paralizzare l&#8217;industria UE</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/made-in-europe-lo-scontro-tra-francia-e-germania-rischia-di-paralizzare-lindustria-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 04:47:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Europarlamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1223" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Made in Europe" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-1536x978.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-600x382.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Germania vuole allargare ai Paesi "amici" dell'Ue, la Francia vuole limitarlo. Lo stallo, intanto, danneggia l'industria continentale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1223" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Made in Europe" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-1536x978.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ue-600x382.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il recente tentativo di tre eurodeputati del Partito Popolare Europeo (PPE) di silurare <strong>l&#8217;Industrial Accelerator Act</strong>, disegno di legge chiave dell&#8217;UE sull&#8217;industria, ha messo a nudo profonde divisioni interne al Parlamento su quanto l&#8217;Europa debba spingersi per proteggere i propri produttori dalla concorrenza straniera.</p>



<p>L’<em>Industrial Accelerator Act</em> (IAA), presentato dalla Commissione Europea il 4 marzo 2026 e nato sulla scia del <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/agenda/plenary-news/2026-02-09/1/rapporto-draghi-competitivita-europea-e-costo-della-vita"> Rapporto Draghi</a> nell’Europa del 2024, schiacciata tra l&#8217;aggressività degli Stati Uniti (con i massicci sussidi dell&#8217;<em>Inflation Reduction Act</em>) e il dominio industriale della Cina, <strong>vuole segnare il passaggio da un modello di mercato aperto e non discriminatorio ad uno volto a rafforzare e tutelare la produzione manifatturiera interna, a creare nuovi posti di lavoro nell’UE</strong> <strong>sostenendo</strong>, al contempo,<strong> l’adozione da parte dell’industria di tecnologie più pulite. </strong></p>



<p>In sostanza, <strong>si propone di indirizzare appalti pubblici e sussidi verso imprese che operano in settori che </strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_26_516"><strong>“rivestono un’importanza strategica per l’economia dell’UE”</strong></a>, quelli ad <a href="https://economiacircolare.com/cosa-prevede-industrial-accelerator-act/">alta intensità energetica (acciaio, cemento, alluminio, prodotti chimici), tecnologie a zero emissioni nette, e componenti automobilistici</a>; che fanno fronte a forti pressioni competitive e strutturali. L’obbiettivo è quello di ridurre la dipendenza produttiva dall’estero, portando la quota del settore manifatturiero sul PIL dell’UE al 20 % entro il 2035, rispetto al 14,3% del 2024.</p>



<p>La spesa del denaro pubblico dovrebbe essere vincolata <strong>a quote minime di produzione interna, limiti temporali e geografici,</strong> <strong>legata a vincoli molto stringenti, formalizzati per la prima volta nel criterio del Made in EU.</strong></p>



<p><strong>Ma cosa significa?</strong> Significa che, ad esempio, i produttori di veicoli elettrici per ricevere denaro pubblico dovrebbero assicurare che tali veicoli siano assemblati nell’Unione e che il 70% dei loro componenti, escludendo la batteria, sia prodotto in Europa sei mesi dopo l’entrata in vigore della legge.</p>



<p><strong>Per conoscere gli altri vincoli: </strong>https://www.rinnovabili.it/mercato/politiche-e-normativa/industrial-accelerator-act-legge-ue/.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:26px">Il Made in Europe fuori dall&#8217;Europa: divisioni nell&#8217;Europarlamento</h2>



<p>Per quanto riguarda la delimitazione territoriale prevista dal disegno originario, i Paesi che accordano alle <strong>imprese dell’UE accesso libero ai propri mercati sono considerati alla stregua dei Paesi dell’Unione</strong>, al fine di favorire una maggiore reciprocità negli appalti pubblici. Allo stesso modo i prodotti provenienti da partner con i quali l’<strong>Unione Europea ha concluso un accordo </strong>che istituisce <strong>una zona di libero scambio </strong>o <strong>un’unione doganale</strong>, o che arrivano dai 21 paesi non UE firmatari dell’Accordo sugli appalti pubblici dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, <strong>sono considerati Made in Europe.</strong></p>



<p><strong>La definizione del Made in Europe ha costituito da subito un terreno di scontro tra le correnti politiche e gli Stati europei, che non riuscivano a trovare un’accordo su una definizione univoca per il disegno di legge.  </strong></p>



<p>Anche in questa occasione, l’emendamento firmato da 20 eurodeputati del PPE, presentato martedì scorso da <strong>Christian Ehler, Angelika Niebler e Jörgen Warborn,</strong> è stato motivato dal fatto che un&#8217;interpretazione restrittiva del Made in Europe potrebbe “far sprofondare il blocco in molteplici guerre commerciali con alcuni dei nostri partner più stretti”.</p>



<p>È evidente che la possibilità di affossare definitivamente la legislazione non si concretizzerà, vista l’esigua minoranza di 20 eurodeputati su 184 che hanno firmato l&#8217;emendamento di reiezione. Tale iniziativa va intesa, piuttosto, come un&nbsp; &#8220;segnale politico”, dato che <strong>più della metà del gruppo di Ursula von der Leyen sostiene una definizione più ampia di Made in Europe,&nbsp;</strong> <a href="https://www.politico.eu/article/center-right-revolt-threatens-eu-industry-law/">secondo un funzionario del Parlamento informato sui negoziati.</a></p>



<p>D’altra parte gli eurodeputati— Christophe Grudler di Renew, il socialista Pierre Jouvet e la verde Anna Cavazzini — che guidano i <strong>lavori del Parlamento sul testo dell’IAA</strong> sostengono che estendere troppo il trattamento preferenziale <strong>vanificherebbe lo scopo della legislazione.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:26px"><strong>Scontri tra portatori di interesse</strong></h2>



<p><strong>Tra i vari attori che si esprimono in merito, </strong>vanno considerate anche<strong> </strong>le posizioni delle <strong>organizzazioni ambientaliste </strong>che contestano l’impostazione “Buy European” dell’IAA,<strong> </strong>chiedendo<strong> criteri ambientali più stringenti, non basati sulla provenienza geografica</strong>, e quelle di chi evidenzia il rischio che il <strong>provvedimento favorisca alcune filiere industriali senza una reale spinta alla circolarità e alla riduzione delle emissioni. </strong></p>



<p>I sostenitori del libero mercato e i rappresentanti dei consumatori, invece, temono che <strong>l&#8217;obbligo di comprare europeo provochi un aumento eccessivo dei costi per le opere pubbliche e la transizione verde</strong> (sebbene recenti studi del Jacques Delors Centre tendano a ridimensionare questo allarme). </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:26px">Francia contro Germania</h2>



<p>Le fratture sulle disposizioni centrali del Made in Europe arrivano da diverse parti e rischiano di paralizzare i negoziati all’interno del Parlamento europeo, ma <strong>anche i governi dell&#8217;UE stanno faticando a trovare un accordo su quanto restrittiva debba essere la definizione di Made in Europe: la Francia spinge per riservare il trattamento preferenziale a un gruppo relativamente ristretto di Paesi, </strong>con il sostegno di Italia, Grecia e Cipro,  mentre <strong>la Germania, </strong>con 13 Paesi membri al seguito, è <strong>più orientata al libero scambio e vorrebbe estendere la denominazione ad una gamma più ampia di partner commerciali, trasformandola piuttosto in un Made with Europe. </strong></p>



<p>La posizione della Germania è facilmente riconducibile alla rilevanza del settore siderurgico ed automotive per l’Economia del Paese, trainati da <strong>grandi gruppi industriali (come Volkswagen) ormai multinazionali </strong>che<strong> esercitando forti pressioni per modificare, in senso estensivo, il &#8220;Made in Europe”, </strong>chiedendo che non consideri unicamente il luogo di fabbricazione dei componenti, ma che venga valorizzato l&#8217;intero ecosistema di valore creato in UE, includendo investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&amp;S), ingegneria e progettazione.</p>



<p>La distinzione è importante anche oltre i confini dell&#8217;UE. <strong>Sebbene la Cina sia il bersaglio principale delle misure proposte, un&#8217;interpretazione restrittiva del Made in Europe potrebbe penalizzare partner stretti come il Regno Unito,</strong> che sta facendo pressioni per ottenere un trattamento favorevole in vista del vertice di novembre sul riavvio delle relazioni con l’UE.</p>



<p style="font-size:26px"><strong> Cos&#8217;è cambiato oggi? Il dibattito e i negoziati correnti</strong></p>



<p>I <strong>5.300 emendamenti alla bozza di relazione redatta da Grudler, Jouvet e Cavazzini</strong> rivelano modelli concorrenti ed esplicitando la difficoltà di trovare un compromesso praticabile su una proposta unica.</p>



<p>A distanza di mesi dalla proposta iniziale, il testo al centro di una serrata trattativa e di forti scontri politici nel Consiglio dell&#8217;Unione Europea e nel Parlamento Europeo, è atteso al voto definitivo per entrare in vigore tra il 2027 e il 2028. <strong>I testi di compromesso elaborati in sede di Consiglio UE stanno introducendo modifiche significative rispetto alla proposta originaria della Commissione per rendere i requisiti applicabili ed evitare paralisi commercial</strong>i. </p>



<p>La domanda rimane:<strong> l&#8217;Industrial Accelerator Act riuscirà </strong>veramente <strong>a sancire la fine della neutralità commerciale dell&#8217;Europa di fronte alle guerre dei sussidi globali, attraverso un compromesso equilibrato che protegga la sovranità produttiva europea senza scivolare in un protezionismo inefficiente che finirebbe per rallentare o rendere troppo costosa la stessa transizione energetica</strong>?</p>



<p></p>
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		<title>Ursula-bis, la Commissione nasce fragile e vecchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ursula-bis-la-commissione-nasce-fragile-e-vecchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 17:54:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nasce il von der Leyen bis ed appare già vecchio. La seconda Commissione di Frau Ursula passa al Parlamento Europeo con 370 voti a favore e 282 contrari, superando la maggioranza semplice di 360 &#8220;Sì&#8221; di un soffio e nonostante molte uscite dai ranghi della sua maggioranza, come dimostrato dal No di Marco Tarquinio, euro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ursula-bis-la-commissione-nasce-fragile-e-vecchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nasce il von der Leyen bis ed appare già vecchio. La seconda Commissione di Frau Ursula passa al Parlamento Europeo con 370 voti a favore e 282 contrari, superando la maggioranza semplice di 360 &#8220;Sì&#8221; di un soffio e nonostante molte uscite dai ranghi della sua maggioranza, come dimostrato dal No di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html">Marco Tarquinio</a>, euro deputato del Partito Democratico</strong>. Decisivi per il passaggio della seconda Commissione von der Leyen due passaggi: <strong>da un lato il compattamento a suo favore di un&#8217;ampia fetta dei Verdi</strong>, che hanno operato provando a blindare il Green Deal; dall&#8217;altro, decisivi, i 24 <strong>voti a favore</strong> garantiti da <strong>Fratelli d&#8217;Italia, </strong>che fa parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, dopo l&#8217;ok a un ruolo nella Commissione per Raffaele Fitto.</p>



<p>Il sommarsi di queste due possibilità ha permesso la nascita del von der Leyen bis. Entrambe condizioni necessarie ma da sole non sufficienti, l&#8217;approvazione dei Verdi e quella di Fdi hanno dato il via libera al nuovo esecutivo UE. Ma mostrano perché il bis di Frau Ursula nasca fragile. E dunque rende già <strong>remoto pensare che possa esserci concretezza nel discorso di Ursula von der Leyen </strong>con cui la giornata al Parlamento Europeo si è inaugurata.</p>



<p>La politica tedesca chiede più spazio per gli investimenti in Difesa e sicurezza. Dovrà vedere se riuscirà a convincere gli ecologisti, in larga parte contrari. Chiede un Clean Industrial Act e il rafforzamento del Green Deal, in un contesto in cui le destre si riuniscono solo quando si tratta di annacquarlo. Spinge per un rafforzamento delle strategie comuni europee in un campo che vede i Paesi <strong>dettare legge con la loro politica interna nel voto Ue: </strong>e così Fdi vota a favore per blindare Fitto, mentre il <strong>Partito Popolare spagnolo</strong> seconda forza del Ppe si schiera contro per non metter la sua firma su <strong>Teresa Ribera, vice di Pedro Sanchez promossa commissario. </strong>In quest&#8217;ottica, von der Leyen intende guidare da donna sola al comando una Commissione che sarà ostaggio dei veri incrociati. Nasce, questo bis, con una componente di aleatorietà legata all&#8217;assenza di concretezza nei rapporti tra poteri europei e di una mancanza di realismo. </p>



<p>L&#8217;idea che bastasse cristallizzare tutto, dopo elezioni europee tempestose, per rafforzare l&#8217;Ue si è rivelata fallace. Ora restano Ursula e le sue parole. E un Parlamento europeo pronto a diventare un Vietnam a ogni proposta di visiva, mentre il mondo la fuori accelera. E l’Europa resta indietro. </p>
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		<title>Ursula-bis, un compromesso debole per un&#8217;Europa ancora più fragile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ursula-bis-un-compromesso-debole-per-uneuropa-ancora-piu-fragile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 15:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Popolare Europeo (Ppe)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-1536x758.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ursula-bis, un debole compromesso che non frenerà la fragilità dell'Ue. E anzi rischia di acuirlo ulteriormente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ursula-bis-un-compromesso-debole-per-uneuropa-ancora-piu-fragile.html">Ursula-bis, un compromesso debole per un&#8217;Europa ancora più fragile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Più che la politica, volle il timore di un salto nel buio: <strong>i partiti dell&#8217;Euro-maggioranza</strong> hanno rotto l&#8217;impasse sui commissari europei del secondo mandato presidenziale di <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-von-der-leyen-bis-in-bilico-tra-le-liti-sulla-commissione-e-lasse-macron-orban.html"><strong>Ursula von der Leyen</strong> </a>e si apprestano a far nascere il nuovo esecutivo Ue sulla base di un <strong>fragile compromesso</strong> che non risolve i problemi di fondo dell&#8217;Europa. E quello che sembra un <strong>accordo di potere fine a sé stesso</strong> non rispecchia le grandi aspettative di rinnovamento dell&#8217;Ue che erano emerse dal dibattito politico nei mesi scorsi.</p>



<p>Sorridono, per questo compromesso, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/in-europa-giorgia-meloni-torna-alle-origini-sovraniste-sperando-nel-ritorno-di-trump.html">Giorgia Meloni</a> e </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html"><strong>Pedro Sanchez</strong>:</a> il rinnovato accordo tra Partito Popolare Europeo, Partito Socialista Europeo e liberali di Renew Europe blinda le vicepresidenze per i candidati di Italia e Spagna, <strong>Raffaele Fitto e Teresa Ribera</strong>. Ma il Von der Leyen-bis è andato vicino a non nascere e ora partirà con un compromesso al ribasso in nome del vecchio, a tratti stantio, principio di Margaret Thatcher: <strong><em>There is no alternative</em></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se non c&#8217;è alternativa siamo nei guai</h2>



<p>Non c&#8217;è alternativa, dicono i partiti del nocciolo duro dell&#8217;Euromaggioranza che si estende nei fatti ai Verdi, a rinnovare Von der Leyen e la maggioranza Ursula di fronte <a href="https://it.insideover.com/politica/alberto-forchielli-non-basta-trump-a-svegliare-leuropa.html">all&#8217;imminente <strong>Trump 2.0</strong>. </a>Ovvero, questa è la retorica, serve una Commissione capace di reagire alla possibile offensiva commerciale americana. Magari guidata dalla stessa figura che per due anni ha subito, senza muovere un dito,<a href="https://it.insideover.com/economia/un-incubo-chiamato-guerra-economica-divergenze-usa-europa.html"> la <strong>guerra economica <em>de facto</em></strong> </a>condotta dall&#8217;amministrazione Biden con la <strong>valanga di sussidi industriali</strong> dell&#8217;Ira e del Chips Act che hanno drenato miliardi di euro di investimenti da parte delle aziende europee, dirottandole oltre Atlantico.</p>



<p>E ancora. <a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-missili-di-biden-alla-svolta-atomica-di-putin-il-confine-con-lescalation-si-fa-piu-sottile.html">Serve l&#8217;unità europea, ripetono i vertici della Commissione. Serve perché c&#8217;è la <strong>guerra alle porte dell&#8217;Europa,</strong></a><strong> in Ucraina e Medio Oriente</strong>. <a href="https://it.insideover.com/guerra/capuozzo-la-vera-sconfitta-in-ucraina-e-leuropa.html">Possibilmente serve un&#8217;Ue capace di alzare la testa di fronte a <strong>Vladimir Putin</strong>, c</a>apendo il realismo della deterrenza e quello della diplomazia, e capire come porre fine a un conflitto a Gaza che <strong>colpisce gli interessi vitali securitari dell&#8217;Europa</strong>. Non c&#8217;è alternativa, dunque, a veder nascere una seconda Commissione con a capo chi diceva che i russi importavano lavatrici di contrabbando per sopperire alla mancanza di chip e ha fornito uno sconsiderato nulla osta a Benjamin Netanyahu per la sua rappresaglia a Gaza.</p>



<p>Ma non finisce qui. Serve competitività, l&#8217;Europa-mercato non è ancora un&#8217;Europa-potenza in campo economico. Urge porre il suo futuro in mano alla Commissione di colei che ha <strong>firmato il ritorno all&#8217;austerità</strong> dopo aver, controvoglia, aperto all&#8217;allentamento del Patto di Stabilità per il Covid-19, si è dimostrata ambigua e ombrosa di fronte alle politiche di approvvigionamenti di vaccini per la pandemia e, soprattutto, nel quadro del Green Deal ha promosso diverse scelte che si possono definire a dir poco dannose per l&#8217;industria europea. Prima fra tutte la politica sull&#8217;elettrificazione al 2035 dell&#8217;intera produzione automobilistica europea.</p>



<p>Tacciamo di <strong>altri ambiti,</strong> come la <strong>Difesa comune</strong> (discorso caldo: ma nella pratica esiste poco e nulla), l&#8217;<strong>immigrazione</strong> (dove si è scelta la via dell&#8217;esternalizzazione senza strategia), l&#8217;<strong>allargamento a Est</strong> (con i bei risultati che si vedono in Georgia e Ucraina) e la <strong>gestione personalistica delle nomine</strong> ai posti apicali, come dimostrano la sovra-rappresentazione dei falchi baltici in posizioni di rilievo e la cacciata di figure competenti come <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/breton-orban-lasse-che-non-ti-aspetti-per-ridimensionare-von-der-leyen.html">Thierry Breton</a></strong> dall&#8217;Euro-governo. Nonostante tutto questo, <em>There is no alternative</em> a Frau Ursula. Almeno per i partiti centrali nel Parlamento Europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vittoria di Frau Ursula, la sconfitta dell&#8217;Europa</h2>



<p>Diciamocelo: quello di <strong>Ursula von der Leyen</strong> è un miracolo politico. Il miracolo di una donna dirottata in Europa da Angela Merkel che non voleva il suo ministro della Difesa come proprio &#8220;delfino&#8221; per la scarsa popolarità e i pessimi risultati in materia. Ma che è riuscita a <strong>diventare il punto di riferimento del Partito Popolare Europeo</strong>, in cui la Cdu tedesca resta dominante, presentando al centrodestra europeo il Green Deal e l&#8217;abbraccio tra conservatori e mondo radicale in campo ambientalista come accettabile. Proponendo ai socialisti spinti da tempo su posizioni più interventiste in campo economico e inclusive in materia sociale il via libera al bis della <strong>fautrice del ritorno al rigore contabile</strong> e della linea dura sull’immigrazione, con la volontà di rafforzare la “fortezza Europa” triplicando i fondi per Frontex. E, <em>last but not least</em>, facendo digerire ai liberali europei guidati da <strong>Emmanuel Macron</strong> una presidente della Commissione che si è dimostrata ostile a ogni principio di autonomia strategica europea caro al presidente francese.</p>



<p>Il problema è che questo miracolo lo pagherà, per altri cinque anni, l&#8217;Europa intera. Chiamata a perdere ulteriore tempo in discorsi su come <strong>adattarsi alle sfide globali</strong> mentre là fuori <strong>Cina e Usa competono sulle frontiere infinite dell&#8217;innovazione</strong>, dell&#8217;intelligenza artificiale, della corsa allo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/starship-cosi-il-super-razzo-di-elon-musk-puo-cambiare-la-geopolitica-della-corsa-allo-spazio.html">spazio,</a> dei nuovi armamenti,<a href="https://it.insideover.com/politica/g20-tanta-volonta-lincognita-dei-fatti-una-vittoria-a-meta-per-lula.html"> i Paesi del &#8220;Sud Globale&#8221; </a>vedono la crisi dell&#8217;Ue come la base su cui chiedere <strong>maggior spazio nelle organizzazioni multilaterali</strong> e dall&#8217;India al Brasile, dalla Turchia all&#8217;Indonesia, sono molti gli attori che pensano in termini geopolitici l&#8217;arena mondiale. Preparandosi a ritagliarsi spazi di protagonismo, almeno in campo locale e regionale. Mentre in Europa si passerà, come ha <strong>ricordato <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-nvidia-la-sfida-usa-cina-leuropa-assente-alessandro-aresu-legge-la-geopolitica-dellia.html">Alessandro Aresu a <em>InsideOver</em></a>,</strong> dal fare convegni sull&#8217;eventualità di un Trump 2.0 a farne per discutere su cosa fare ora che <a href="https://it.insideover.com/politica/aldo-giannuli-con-il-trump-2-0-gli-usa-archiviano-la-globalizzazione-e-un-processo-che-viene-da-lontano.html">Trump ha vinto </a>le presidenziali. <strong>Parole in libertà ne avremo, piccole riforme presentate come &#8220;momenti storici&#8221; ancora di più, la retorica a fiumi non mancherà</strong>, ma dovessimo scommettere un euro sul von der Leyen-bis non sarebbe certamente per una discontinuità rispetto al primo mandato. Cosa l&#8217;Europa voglia essere nei prossimi cinque anni non lo sappiamo ancora. E forse non lo sa nemmeno Frau Ursula.</p>
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		<title>Ursula scarica Breton, nella Commissione sempre meno idee e sempre più regolamenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ursula-scarica-breton-nella-commissione-sempre-meno-idee-e-sempre-piu-regolamenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 07:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="716" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240917074146606_88199d01ef188e9dcab48b815abd1e81-e1736618083901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240917074146606_88199d01ef188e9dcab48b815abd1e81-e1736618083901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240917074146606_88199d01ef188e9dcab48b815abd1e81-e1736618083901-600x224.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240917074146606_88199d01ef188e9dcab48b815abd1e81-e1736618083901-300x112.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240917074146606_88199d01ef188e9dcab48b815abd1e81-e1736618083901-1024x382.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240917074146606_88199d01ef188e9dcab48b815abd1e81-e1736618083901-768x286.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240917074146606_88199d01ef188e9dcab48b815abd1e81-e1736618083901-1536x573.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La rottura Von der Leyen-Breton mostra tutte le contraddizioni della Commissione di Frau Ursula che va al secondo mandato.</p>
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<p><strong>Ursula von der Leyen</strong> ha scaricato <strong>Thierry Breton</strong>, commissario europeo uscente al Mercato Interno e l&#8217;Industria che la Francia aveva re-indicato per un secondo mandato nella Commissione Ue dell&#8217;ex ministro della Difesa tedesco. E con Breton, costretto alle dimissioni dopo l&#8217;ultimatum di Von der Leyen al presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> (o cambiare Breton o vedere il peso di Parigi ridimensionato nella Commissione), esce di scena una figura che tra <strong>gli alti e i bassi dell&#8217;ultimo quinquennio</strong> ha avuto indubbiamente il merito di aver sviluppato una <strong>visione per l&#8217;Europa</strong>.</p>



<p>E forse proprio la presenza di questa visione strategica ha, sul lungo periodo, allarmato Von der Leyen. Frau Ursula, a cui non fa difetto la <strong>proverbiale tendenza accentratrice</strong> degli insicuri che giungono a ruoli di responsabilità, mal tollera coloro che, anche solo lontanamente, possono farle ombra. E Breton era una figura di questo calibro. Capace di agire, sia per massimizzare la capacità d&#8217;azione della sua branca della Commissione sia <em>pro domo sua</em>, ovvero per l&#8217;interesse nazionale francese. In nome di una dottrina operativa che, da buon <strong>esponente del centro-destra gollista</strong>, vede l&#8217;Europa come <strong>terreno fondamentale su cui moltiplicare la potenza francese</strong>, e non viceversa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;dottrina Breton&#8221;</h2>



<p>Breton è stato un uomo d&#8217;azione. <strong>Forse troppo, in un&#8217;epoca di iper-produzione regolatoria</strong> di una Commissione che ha preferito <strong>normare l&#8217;esistente</strong>, costruito da altri, piuttosto che affrontare l&#8217;innovazione di frontiera. Vale per il green e per il digitale. Un vizio proprio della commissione Von der Leyen che, dall&#8217;auto alle regole per la sostenibilità, ha normato su ogni fronte, a cui il nostro non si è sempre sottratto. Per esempio promuovendo l&#8217;<strong>AI Act che sembra prendere atto della difficoltà europea</strong> a giocare un ruolo nell&#8217;intelligenza artificiale, ma che per Breton è sempre stato più un&#8217;eccezione che la regola.</p>



<p>Dal suo commissariato Breton ha avviato varie operazioni di peso. <a href="https://it.insideover.com/economia/asse-giorgetti-breton-la-svolta-dellitalia-su-industria-e-vaccini.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dall’organizzazione della filiera industriale per la produzione dei vaccini</a> mentre in Europa infuriava il Covid  al progetto Hera Incubator per dare all&#8217;Europa una nuova capacità di ricerca, la pandemia ha dato una spinta al suo peso nell&#8217;esecutivo Ue. Già prima della <strong>guerra in Ucraina</strong> Breton spingeva su investimenti comuni volti a dare linfa vitale alle nuove politiche per la Difesa europea e l’aerospazio. Idea su <strong>cui Von der Leyen</strong> si è sempre espressa in maniera cauta, ritenendo la vera Difesa comune la Nato a guida americana, salvo poi fare propria l&#8217;idea di Breton.</p>



<p>Come ha giustamente ricordato <em>Il Sussidiario,</em> &#8220;Ursula si è di fatto intestata il piano legato all’industria della <strong>Difesa comune</strong> messo in campo proprio da Breton alla fine della scorsa legislatura del Parlamento europeo. La Presidente ne parlò all’eurocamera come se fosse una sua intuizione&#8221;. E non finisce qui: &#8220;Più di recente, ci sono state le frizioni registrate dopo le critiche del francese a Elon Musk, con cui invece Von der Leyen sta di fatto cercando di andare d’accordo. Bruciature che hanno lasciato il segno&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;uomo dell&#8217;autonomia strategica</h2>



<p><strong>Per Breton, Musk rappresenta l&#8217;archetipo</strong> del rivale per eccellenza dell&#8217;Europa: un magnate operativo su <strong>fronti strategici come auto elettrica, spazio e social network</strong> che incarna la nuova frontiera del <strong>capitalismo politico americano.</strong> Ovvero, potenzialmente, l&#8217;avversario numero uno per lo scottante dossier dell’<strong>autonomia strategica </strong>europea in ambito tecnologico a cui Breton, forte della sua esperienza manageriale in compagnie come il produttore di computer<strong> George Bull (1993-1997), </strong>il colosso dell’elettronica<strong> Thomson (1997-2002)</strong>, l’operatore di telefonia <strong>France Télecom </strong>(2002-2005), ha particolarmente a cuore. Mentre per Von der Leyen l&#8217;Europa deve innanzitutto &#8220;parlare occidentale&#8221; e nelle nuove industrie di frontiera, dalle batterie auto ai <a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-europeo-sui-semiconduttori-una-svolta-sulla-tecnologia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>semiconduttori</strong></a>, l&#8217;importante non è costruire una filiera operativa di livello comunitario ma inserirsi in uno scenario di riferimento in cui l&#8217;Europa possa contare su chi le guarda le spalle.</p>



<p>Per Von der Leyen la sponda ideale era la commissaria alla Concorrenza <strong>Margrethe Vestager</strong>, politica danese la cui principale strategia si fondava sull&#8217;iper-regolazione, da applicare tramite sanzioni e precetti normativi, dell&#8217;operatività inter-europea dei colossi industriali di qualsiasi provenienza, sia comunitaria che americana o del resto del mondo. Un approccio che consolidava lo status quo e che Von der Leyen e Vestager nel 2023 hanno provato a blindare nominando capo economista della Concorrenza <a href="https://it.insideover.com/politica/inizia-la-partita-delle-nomine-si-accende-lo-scontro-tra-macron-e-von-der-leyen.html"><strong>Fiona Scott-Morton</strong>, una cittadina americana</a> la cui designazione fu vista come uno schiaffo dal politico francese. Tanto da portarlo a una presa di posizione esplicita contro la scelta, <a href="https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-thierry-breton-resignation-france-emmanuel-macron-european-commission/">inizio del deterioramento definitivo della relazione con von der Leyen.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Ursula non vuole chi le fa ombra</h2>



<p>Tra alti e bassi, dunque, <strong>Breton</strong> ha provato a interpretare un principio che ormai sembra ignoto a Bruxelles, quello del <strong>primato della politica e della strategia</strong> sul tatticismo del regolamento. Della prevalenza del dinamismo sulla stasi che asseconda i problemi piuttosto che risolverli. A suo modo, l&#8217;ex manager giunto già maturo alla politica, come ministro dell&#8217;Economia in Francia dal 2005 al 2007, ha rifiutato l&#8217;idea che<a href="https://it.insideover.com/economia/green-tecnologia-e-non-solo-troppe-regole-uccidono-lo-sviluppo-europeo.html"> l&#8217;Europa fosse <strong>solo ed esclusivamente il tempio del legalismo</strong></a>.</p>



<p>Ha difeso l&#8217;idea di un&#8217;Europa ambiziosa: a uso e consumo della visione francese del mondo, chiaramente, ma pur sempre un&#8217;Europa desiderosa di essere protagonista. Troppo per chi, come Von der Leyen, <strong>temeva l&#8217;emergere di concorrenti capaci di offuscarne il ruolo</strong> e, soprattutto, di palesarne le inadeguatezze in termini di programmazione strategica. E così, Breton lascia a testa alta. Lo aspetta un ruolo nel nuovo Governo del neo-premier francese Michel Barnier? Presto per dirlo. <strong>Ma è certo che la sua uscita</strong> priva la Commissione di una figura esperta e, assieme all&#8217;uscita di scena di Josep Borrell e Paolo Gentiloni, accentra sulla presidente maggior potere. E visti i precedenti<a href="https://it.insideover.com/politica/ue-parte-lursula-bis-ed-e-una-sconfitta-per-quasi-tutta-leuropa.html"> dell&#8217;Ursula I questo invita a non dormire sonni tranquilli&#8230;</a></p>
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		<title>Caro Draghi ti scrivo… dieci domande sul rapporto che vuole cambiare la Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/caro-draghi-ti-scrivo-dieci-domande-sul-rapporto-che-vuole-cambiare-la-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 09:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1248" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-600x390.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-1536x998.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sul futuro dell'economia europea analizziamo il rapporto Draghi: un'agenda ambiziosa ma non priva di aspetti controversi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/caro-draghi-ti-scrivo-dieci-domande-sul-rapporto-che-vuole-cambiare-la-ue.html">Caro Draghi ti scrivo… dieci domande sul rapporto che vuole cambiare la Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1248" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-600x390.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240910085937121_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-1536x998.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>rapporto sulla competitività</strong> dell&#8217;Unione Europea promosso da <strong>Mario Draghi</strong>, incaricato della relazione dalla presidente della Commissione Europea <strong>Ursula von der Leyen</strong>, ha aperto un ampio e complesso dibattito sul <strong>futuro dell&#8217;economia del Vecchio Continente.</strong> E il clima d&#8217;urgenza con cui l&#8217;ex presidente della Banca centrale europea e presidente del Consiglio italiano ha presentato il suo lavoro nella conferenza stampa del 9 settembre <strong>impone riflessioni</strong> sulle problematiche denunciate da Draghi.</p>



<p>In sostanza Draghi chiede <strong>più investimenti, più competizione interna</strong>, <strong>più integrazione europea e più focalizzazione sui settori critici (<a href="https://it.insideover.com/difesa/il-rapporto-draghi-e-leuropa-supina-che-riarma-per-difendere-gli-interessi-usa.html">difesa</a>, tecnologia, decarbonizzazione)</strong> per ottenere, al contempo, <strong>meno dipendenza dall&#8217;estero, meno frammentazione tra i mercati nazionali, meno &#8220;nanismo&#8221;</strong> per le imprese europee. Un&#8217;agenda di <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html">&#8220;distruzione creatrice&#8221;,</a></strong> per citare il pensiero dell&#8217;economista <a href="https://www.corriere.it/economia/14_marzo_13/pulizia-banche-la-ripresa-draghi-lezione-schumpeter-957019d6-aae3-11e3-a415-108350ae7b5e.shtml"><strong>Joseph Schumpeter</strong> in passato spesso evocato da Draghi,</a> che invita a costruire un&#8217;economia a uso e consumo dei più adatti al nuovo trend di competizione generalizzata su scala internazionale, cambiando radicalmente le fondamenta dell&#8217;economia comunitaria. Ma sulla <strong>cui attuazione</strong> è bene porre alcune domande fondamentali.</p>



<p><em>InsideOver</em> ha letto con attenzione il report di Draghi (<a href="https://commission.europa.eu/document/download/97e481fd-2dc3-412d-be4c-f152a8232961_en?filename=The%20future%20of%20European%20competitiveness%20_%20A%20competitiveness%20strategy%20for%20Europe.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui nella sua versione integrale</a>) e <strong>lascia, di seguito, dieci domande aperte</strong> sulle sue prospettive e la sua attuazione. Fermo restando che il rapporto dovrà essere analizzato alla luce degli obiettivi delle forze politiche e della Commissione, <strong>riteniamo più utile porre questioni</strong> di metodo e contenuto su un tema che riguarda il futuro dell&#8217;Ue tutta, ovvero la definizione delle <strong>basi dello sviluppo europeo</strong>.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>In che misura l&#8217;obiettivo di spesa previsto da Draghi come necessario, pari a 800 miliardi di euro di extra-investimenti, e la volontà di rafforzare le politiche di messa in comune del debito si armonizzeranno con il vento di austerità di ritorno dalla Germania e con la presenza, alla guida della Commissione, di quell&#8217;Ursula von der Leyen che del rigore fu una grande sostenitrice?</strong></li>



<li><strong>Draghi sottolinea, a nostro avviso giustamente, la necessità di rompere le dipendenze dell&#8217;Europa su energia, commercio, difesa. Invero, le soluzioni proposte non sono scevre da criticità. Partiamo dall&#8217;energia: Draghi raccomanda l&#8217;ampliamento di politiche congiunte di acquisto di gas naturale liquefatto dopo la fine della dipendenza dal gas russo. Come si sposa questo con la necessità di garantire prezzi energetici minori, visto il costo maggiore del Gnl rispetto al gas via tubo?</strong></li>



<li><strong>Sulla svolta al 100% elettrico nel 2035 nel settore auto, Draghi riscontra come l&#8217;Europa abbia posto in essere l&#8217;obiettivo ambientale prima della strategia industriale. Si nota l&#8217;ampia penetrazione del mercato da parte dei veicoli elettrici cinesi come una conseguenza di questo fatto. Perché ogni ragionamento sul tema va nell&#8217;adattare industrialmente questa scelta a dinamiche economiche in cui l&#8217;Europa è in ritardo e, ad esempio, non si fa riferimento allo standard Euro 7, modello comunitario di efficienza e produttività oltre che di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nel campo del motore endotermico?</strong></li>



<li><strong>Sempre sul fronte energetico, si propone di superare la frammentazione dei mercati energetici nazionali superando il fatto che il prezzo fissato in forma finanziaria sottragga risorse ai consumatori finali. In che misura si intende operare in un contesto che vede, dal Ttf di Amsterdam in giù, le Borse europee dell&#8217;energia profondamente integrate con quelle del resto del mondo?</strong></li>



<li><strong>Sul commercio, Draghi propone una &#8220;politica economica estera&#8221; volta a facilitare l&#8217;approvvigionamento di materie prime strategiche per l&#8217;industria europea. In che misura operare laddove, su risorse come litio, rame e terre rare, l&#8217;iniziativa europea andasse potenzialmente a sovrapporsi o confliggere con quella di attori nazionali già presenti? Come coordinare gli approvvigionamenti per l&#8217;industria in proporzione alle necessità di ogni singolo Paese?</strong></li>



<li><strong>Draghi ricorda che la frammentazione del sistema multilaterale ha ridotto il ruolo delle istituzioni globali garanti del commercio e che sempre di più le dinamiche geopolitiche condizionano quest&#8217;ultimo. Invoca, inoltre, una politica da costruire &#8220;caso per caso&#8221; e ad hoc a livello europeo. Come far coesistere tutto questo con le diverse priorità dei Paesi europei? Come far mettere tutto questo a sistema in presenza di una superpotenza esportatrice, la Germania, spesso in grado di condizionare da sé l&#8217;agenda europea?</strong></li>



<li><strong>Sul campo della Difesa Draghi nota: &#8220;Non abbiamo ancora unito le forze nell’industria della difesa per aiutare le nostre aziende a integrarsi e operare su più larga scala. Nel 2022 gli appalti collaborativi europei hanno rappresentato meno di un quinto della spesa per l’acquisto di attrezzature per la difesa&#8221;. Ma il trend è crescente e le collaborazioni esistono: perché continuare a considerare l&#8217;Unione Europea come destinata, giocoforza, replicare il modello americano di integrazione? In che misura e a favore di chi ogni attore dovrebbe scegliere di cedere il controllo sui propri asset, in un contesto in cui Paesi come la Francia hanno dimostrato desideri egemonici sui progetti di Difesa comune europea?</strong></li>



<li><strong>Ancora sulla Difesa: Draghi nota la scarsa interoperabilità tra i programmi, ricorda che &#8220;tra la metà del 2022 e la metà del 2023, il 78% della spesa totale per gli appalti è stato destinato a fornitori di Paesi terzi, di cui il 63% agli Stati Uniti&#8221;. Quali programmi a cavallo tra mondo europeo e atlantico dovrebbero aver priorità? In che misura far convergere le necessità di una veloce spesa per il procurement con i vincoli che demandare tutto a un&#8217;integrazione delle filiere imporrebbe? </strong></li>



<li><strong>Non si coglie, dal rapporto Draghi, quali debbano essere le priorità degli investimenti. Da che fronte partire? Il rapporto appare potenzialmente <em>à la carte</em>, fatto per soddisfare tutti e non scontentare nessuno. Ma le azioni della Commissione dovranno ottenere il consenso dei Paesi membri e del Parlamento europeo. E se tutto è strategico si corre il rischio di non mostrare nulla come effettivamente tale.</strong></li>



<li><strong>Infine, la riflessione che riassume tutto il resto: come mettere in campo un&#8217;agenda tanto ampia in un contesto in cui nuove sfide, quotidianamente, emergono in Europa e in cui la riforma proposta da Draghi rischia di essere percepita come calata dall&#8217;alto? Come farlo, in sostanza, nel quadro di una serie di Trattati e regole la cui applicazione segue pedissequamente le regole di un mondo globalizzato sempre più in difficoltà? Come possono farsene interpreti, infine, coloro che, da Draghi a Von der Leyen, rappresentano una stagione ormai passata, con le sue luci e le sue ombre, dell&#8217;era europea? Questi i temi che maggiormente andranno snocciolati. Pena la riduzione del report a mera elencazione.</strong></li>
</ol>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/caro-draghi-ti-scrivo-dieci-domande-sul-rapporto-che-vuole-cambiare-la-ue.html">Caro Draghi ti scrivo… dieci domande sul rapporto che vuole cambiare la Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Commissione Ue, in campo ministri e big: per l&#8217;Italia la carta Fitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/commissione-ue-in-campo-ministri-e-big-per-litalia-la-carta-fitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 08:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Raffaele Fitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Commissione Ue, in campo ministri e big: per l'Italia la carta Fitto è quella giocata da Giorgia Meloni per un ruolo di peso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/commissione-ue-in-campo-ministri-e-big-per-litalia-la-carta-fitto.html">Commissione Ue, in campo ministri e big: per l&#8217;Italia la carta Fitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Raffaele Fitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240830073444310_601efd5a8504797cf3e448c965734f5b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La formazione della<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/von-der-leyen-bis-parla-di-lotta-alle-fake-news-peccato-che-somigli-alla-censura.html"> Commissione von der Leyen-bis </a><strong>sta prendendo</strong> due linee di tendenza politiche molto chiare che si compensano vicendevolmente. Se, da un lato, la riconferma della presidente della Commissione sta spingendo molti Paesi a ri-proporre per <strong>ruoli di peso commissari uscenti</strong> al fine di blindarne i portafogli strategici (si pensi a quanto fatto dalla Francia col<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html"> titolare dell&#8217;Industria, <strong>Thierry Breton)</strong>, dall&#8217;altro</a> proprio per <strong>giocarsi al meglio le loro carte</strong>, i Paesi che ambiscono a un salto di qualità spingono per schierare figure di punta.</p>



<p><strong>Vale la pena analizzare la seconda tendenza,</strong> che rende <strong>notevolmente di peso </strong>la corsa al von der Leyen-bis: la scelta di molti governi di nominare <strong>ministri di punta </strong>dei loro esecutivi nel prossimo governo dell’Unione.</p>



<p>Un trend rafforzato rispetto al 2019, quando <strong>fu solo la Spagna a privarsi di un ministro di punta, il titolare degli Esteri<a href="https://it.insideover.com/politica/navi-ue-nello-stretto-di-taiwan-linvito-di-borrell-che-sfida-la-cina.html"> Josep Borrell</a>, </strong>per la prestigiosa carica di Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC). <strong>Quest’anno la stessa carica è stata assegnata addirittura a una premier, l’estone <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ministro-degli-esteri-di-israele-katz-non-rimpiangera-josep-borrell-con-lestone-a-capo-degli-esteri-ue-e-lungherese-alla-presidenza-del-consiglio-ue-tel-aviv-trova-due-alleati-ideali-tuttaltr.html">Kaja Kallas,</a> </strong>che ha lasciato il governo di Tallinn e porterà a Bruxelles la sua visione ispirata a un atlantismo radicale e a un forte zelo anti-russo. Kallas sarà affiancata nella Commissione da Jessica Roswall, ministra svedese per gli Affari Europei, da Teresa Ribera, vicepremier spagnola e titolare della Transizione Ecologica, da Magnus Brunner, ministro delle Finanze austriaco, e da Josef Sikela, ministro dell&#8217;Industria e del Commercio della Repubblica Ceca.</p>



<p><strong>Per ogni governo le nomine segnalano le priorità </strong>date all’azione politica europea: <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html">Pedro Sanchez, che con la precedente vicepremier Nadia Calvino </a></strong>ha già incassato la presidenza della Banca Europea degli Investimenti, mira a presidiare in quota socialista il Green Deal da possibili deviazioni a destra del Partito Popolare Europeo; il governo austriaco, invece, mira a rilanciare la linea dell’austerità e a vigilare sulla piena applicazione del Nuovo Patto di Stabilità. In quest&#8217;ottica, Brunner formerà un &#8220;tridente&#8221; pro-rigore <strong>di alto profilo con il falco lettone <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valdis-dombrovskis-il-falco-di-riga.html">Valdis Dombrovskis</a></strong>, vicepresidente con delega all&#8217;Economia, e il Commissario alla Transizione Energetica olandese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-wopke-hoekstra.html">Wopke Hoekstra, che mira a un alto portafoglio economico.</a></p>



<p>L’Italia è destinata a inserirsi in tale trend scegliendo per Bruxelles un membro dell&#8217;esecutivo, <strong>l&#8217;esponente di Fratelli d&#8217;Italia Raffaele Fitto.</strong> Per il quale <strong>Giorgia Meloni</strong> spera possa arrivare un alto commissariato economico tale da controbilanciare la spinta dei cultori del rigore dentro l&#8217;Ursula-bis e consolidare la presenza italiana ai vertici delle istituzioni europee, manifestatasi con alti e bassi durante la permanenza di <a href="https://it.insideover.com/politica/gentiloni-e-luomo-di-biden-e-dellue-per-palazzo-chigi.html">Paolo Gentiloni agli Affari Economici sotto la pressante tutela di Dombrovskis.</a> Si parla dello <strong>strategico commissariato alla Concorrenza</strong> per l&#8217;ex presidente di Regione Puglia e attuale Ministro degli Affari Europei. <strong>Ma tutto è ancora da definire: con Breton</strong> che blinda l&#8217;Industria, la Spagna che guarda al Green Deal e una corsa nordica per il ruolo di punta degli Affari Economici, per l&#8217;Italia la partita sarà dura. Ma dalle nomine si capirà chi potrà dare al meglio le carte nel futuro esecutivo dell&#8217;Unione Europea. E che spazio ci sarà per l&#8217;Italia dopo la delusione del primo round europeo di nomine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/commissione-ue-in-campo-ministri-e-big-per-litalia-la-carta-fitto.html">Commissione Ue, in campo ministri e big: per l&#8217;Italia la carta Fitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ue, parte l&#8217;Ursula-bis ed è una sconfitta per (quasi) tutta l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ue-parte-lursula-bis-ed-e-una-sconfitta-per-quasi-tutta-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 14:56:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-1536x758.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parte l'Ursula-bis e in pratica nessun Paese o partito dell'Unione può considerarlo una vera vittoria. Ecco perché.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-parte-lursula-bis-ed-e-una-sconfitta-per-quasi-tutta-leuropa.html">Ue, parte l&#8217;Ursula-bis ed è una sconfitta per (quasi) tutta l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071816425527_3b7cea784c35043e9cdc8a6994a33834-e1739355468840-1536x758.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con <strong>401 voti su 720</strong> la Commissione Europea ha <strong>dato mandato a Ursula von der Leyen</strong> per lavorare al secondo tempo della sua guida della <strong>Commissione Europea</strong>. La presidente ha ricevuto formalmente l&#8217;incarico per un altro mandato sostenuta da <strong>Partito Popolare Europeo, Partito Socialista Europeo, Renew Europe (liberali) e Verdi</strong>, con l&#8217;opposizione di partiti conservatori come <strong>Fratelli d&#8217;Italia di Giorgia Meloni</strong> e della sinistra e della destra radicale. Difficile dire che questo esito possa essere una vera <strong>vittoria per qualcuno in Europa</strong>. Per un&#8217;ampia serie di motivi.</p>



<p>Partiamo da un dato: <strong>l&#8217;Europa</strong> appare consolidata nella tendenza a sclerotizzare le <strong>rendite di posizione</strong> di singole figure. Confermare due delle tre cariche apicali dell&#8217;Europa <strong>rieleggendo Roberta Metsola al Parlamento Europeo e la von der Leyen alla Commissione</strong> dà l&#8217;idea dell&#8217;assenza di rinnovamento nella classe dirigente che si è trovata in questi anni a Bruxelles a gestire grandi sfide, dalla <strong>pandemia alla guerra in Ucraina, </strong>non dando prova (eufemismo) di una visione strategica e di sistema tale da consentirle di presentarsi come una leadership incontrastata per l&#8217;Europa.</p>



<p>Non si capisce, pertanto, perché <strong>Ppe e Pse</strong>, confermati dalle Europee come formazioni guida dell&#8217;Europa, abbiano deciso che la Spitzenkandidat e presidente uscente dovesse essere <strong>automaticamente eletta</strong> senza aprire alla possibilità di un rinnovo paragonabile, ad esempio, a quello che ha portato alla presidenza del Consiglio Europeo la novità di questa tornata, il portoghese<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-antonio-costa-il-nemico-numero-uno-dellausterita.html"> Antonio Costa.</a></p>



<p>Il Ppe e il Pse vivranno problemi simmetrici. I cristiano-democratici e i membri del centro destra liberale e moderato europeo dovranno giustificare la presenza di <strong>politiche progressiste nell&#8217;agenda della donna che, fuori dalla Germania</strong>, a destra è stata associata all&#8217;abbraccio tra destra e mondo radicale in campo ambientalista. Invece, i socialisti saranno chiamati a votare per una tedesca che si è dimostrata <strong>fautrice del ritorno al rigore contabile</strong> e della linea dura sull&#8217;immigrazione, con la volontà di rafforzare la &#8220;fortezza Europa&#8221; triplicando i fondi per Frontex. <strong>Stesso problema riguarda i Verdi Europei</strong>, che si sono uniti alla maggioranza a poche ore di distanza <a href="https://it.insideover.com/politica/verdi-o-meloni-lursula-bis-sperimenta-la-ricetta-del-caos.html">dalla decisione del Tribunale dell&#8217;Unione Europea</a> che censurava la scelta di von der Leyen di secretare i <strong>contratti per gli acquisti di vaccini durante il Covid-19</strong>, promossa proprio su iniziativa dei deputati ecologisti.</p>



<p>Tutti, poi, hanno creduto a ciò che loro più faceva comodo nel discorso di Von der Leyen, <strong>abile a promettere tutto senza sapere come intenderà mantenere</strong>. L&#8217;Europa del discorso di presentazione dell&#8217;Ursula-bis dovrà al tempo stesso investire in sicurezza dei confini, Difesa comune, digitale, energia pulita, industria della transizione green, agricoltura sostenibile, sovranità tecnologica, filiere alimentari, cooperazione allo sviluppo, edilizia e programmi sociali senza <strong>fare debito comune dopo Next Generation Eu</strong> e senza <strong>mettere in discussione i trattati e il Patto di Stabilità</strong>.</p>



<p>Certo, tra gli sconfitti si possono annoverare <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-i-voti-non-bastano-le-euro-nomine-preparano-lautunno-caldo-per-litalia.html">anche i <strong>Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) di Giorgia Meloni</strong></a> che si sono trovati, principalmente <strong>Fdi,</strong> schiacciati tra l&#8217;incudine e il martello. L&#8217;incudine dell&#8217;attrazione delle forze tradizionali e il martello dei barricaderi di destra si sono saldati: Ecr e Fdi ininfluenti, impossibilitati a decidere dell&#8217;elezione di Von der Leyen o della sua bocciatura, <strong>temi criticati come il Green Deal</strong> confermati in agenda e limbo politico rafforzato. Con Meloni resta ai margini l&#8217;Italia, ed è la <strong>riscossa di Olaf Scholz e Emmanuel Macron, grandi perdenti delle Europee</strong>. I quali però non hanno molto da festeggiare.</p>



<p>Scholz e la Germania hanno dovuto concedere alla Francia macroniana la<strong> fine della visione di concorrenza propria</strong> dell&#8217;agenda tedesca e nordica, favorendo la visione propria di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html"><strong>Thierry Breton</strong>,</a> commissario uscente all&#8217;Industria, per aggregazioni industriali europee e crescita dimensionale dei settori strategici. La Francia, che si trova sotto minaccia di procedura d&#8217;infrazione, ha visto invece <strong>negato ogni ritorno del debito comune</strong>.</p>



<p>Vincono davvero in pochi. Tra i partiti Renew Europe resta nella stanza dei bottoni dopo un voto che ha visto i liberali scendere da 102 a 77 seggi e dalla dimensione di terzo a quella di quinto gruppo di Strasburgo. <strong>Rimanere a galla è importante</strong>, ma a che prezzo? A quello di rafforzare il processo di disaffezione tra l&#8217;Europa e la massa degli elettori che l&#8217;attuale presidente sembra incorporare. Tra gli Stati sono pochi quelli che hanno <strong>consolidato la loro agenda in Europa</strong>. Tra questi, probabilmente, la <strong>Spagna di Pedro Sanchez</strong> che ottiene mantenimento del Green Deal, programmi edilizi e sociali, commissario per il Mediterraneo. E, va detto, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ministro-degli-esteri-di-israele-katz-non-rimpiangera-josep-borrell-con-lestone-a-capo-degli-esteri-ue-e-lungherese-alla-presidenza-del-consiglio-ue-tel-aviv-trova-due-alleati-ideali-tuttaltr.html">anche l&#8217;<strong>Ungheria di Viktor Orban</strong>.</a> Citato come spauracchio da Von der Leyen nel discorso per la presunta vicinanza a Vladimir Putin, Orban sarà ancora un elemento da prendere in considerazione per ogni trattativa politica. E questo è un risultato, in un&#8217;Europa dove per incidere servirà superare una giunga di veti incrociati nei mesi a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-parte-lursula-bis-ed-e-una-sconfitta-per-quasi-tutta-leuropa.html">Ue, parte l&#8217;Ursula-bis ed è una sconfitta per (quasi) tutta l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Corte Ue &#8220;punge&#8221; Von der Leyen sui vaccini. E la riconferma traballa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-corte-ue-punge-von-der-leyen-sui-vaccini-e-la-riconferma-traballa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 15:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1536x1055.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Commissione Von der Leyen non è stata trasparente nel gestire alcuni contratti commerciali per procacciarsi vaccini, dice la Corte Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corte-ue-punge-von-der-leyen-sui-vaccini-e-la-riconferma-traballa.html">La Corte Ue &#8220;punge&#8221; Von der Leyen sui vaccini. E la riconferma traballa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240603142925384_24cb679b00bcd9adf40b54211fd3eede-1536x1055.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Commissione Von der Leyen</strong> non è stata trasparente nel gestire alcuni contratti commerciali per <strong><a href="https://www.eius.it/giurisprudenza/2024/4036574">procacciarsi vaccini</a></strong> nel contrasto alla pandemia di Covid-19 nel 2021. Lo ha stabilito oggi il Tribunale dell&#8217;Unione Europea sottolineando che la scelta di <a href="https://it.insideover.com/politica/verdi-o-meloni-lursula-bis-sperimenta-la-ricetta-del-caos.html">Ursula von der Leyen</a> di <strong>censurare alcune clausole commerciali</strong> andava contro il principio di trasparenza dovuto ai cittadini.</p>



<p>Intendiamoci: nulla di tutto questo mette in discussione le <strong>basi scientifiche</strong> della ricerca che ha portato, con una grande cooperazione pubblico-privato, a <strong>sviluppare a tempi di record i vaccini</strong> che hanno arginato la pandemia. Il nodo è sulla <strong>trasparenza con cui questo procedimento</strong> è stato portato avanti: la richiesta di un gruppo di deputati dei Verdi, Margrete Auken, Kim van Sparrentak, Tilly Metz, Jutta Paulus e Michele Rivasi, della scorsa legislatura dell&#8217;Europarlamento era legata al fatto che <strong>si accusava Von der Leyen</strong> di non aver spiegato fino in fondo le clausole riguardanti gli accordi conclusi con le aziende produttrici dei vaccini e i sottostanti accordi economici, secretandoli contro il principio di tutela della salute pubblica e di consenso informato. &#8220;La Commissione ha accettato di dare accesso solo parziale a determinati contratti, sostenendo che alcune sezioni erano state censurate per proteggere<strong> interessi commerciali o per questioni di privacy</strong>. I Verdi hanno quindi <a href="https://y3r710.r.eu-west-1.awstrack.me/L0/https:%2F%2Fdmp.politico.eu%2F%3Femail=cchiappa@politico.eu%26destination=https:%2F%2Fwww.greens-efa.eu%2Fen%2Farticle%2Fpress%2Faccess-to-information-five-greens-efa-meps-launch-legal-action-on-vaccine-contract-transparency/1/01020190bf119e91-b5fb5910-f9c2-40d7-b78d-ee0686c0f06a-000000/x8nMdL8hZkIIwCyqDdoofynCrOc=383" target="_blank" rel="noreferrer noopener">portato la Commissione in tribunale</a> per il rifiuto&#8221;, <a href="https://www.politico.eu/article/eus-top-court-rules-against-european-commission-in-vaccine-contracts-transparency-case/">ha spiegato <em>Politico.eu.</em></a></p>



<p>Il caso fa discutere da tempo. Nel 2021 <em>La Voce</em> sottolineava che &#8220;non sembra accettabile che contratti e relative procedure siano sottratti a forme di pubblicità e trasparenza, doverose per elementari ragioni di etica pubblica prima ancora che per ragioni di mera conformità alle regole (europee). Nessuna valutazione di opportunità, di tutela della concorrenza o di altri interessi economici, men che meno di garanzie di efficienza nella conduzione delle trattative negoziali, sembra poter acquisire rilevanza tale da giustificarne la segretezza&#8221;. <strong>Su questi principi, oggigiorno, la Commissione von der Leyen</strong> ha subito uno schiaffo legale. Nessuna conseguenza pratica, solo la conferma dell&#8217;illegittimità dell&#8217;atto sulla secretazione dei contratti con Pfizer e le altre case produttrici.</p>



<p>Il nodo è tutto politico: <strong>la sentenza arriva alla vigilia del voto</strong> con cui Von der Leyen si presenterà per un secondo mandato alla guida della Commissione Europea. E, ironia della sorte, le servirà il <strong>sostegno dei Verdi</strong>, che stanno negoziando sul Green Deal e sull&#8217;arginamento della destra radicale il sostegno all&#8217;esponente tedesca del <strong>Partito Popolare Europeo.</strong> Ora il danno d&#8217;immagine e politico sicuramente fa partire in salita la corsa all&#8217;Ursula-bis, o perlomeno alla strutturazione di una maggioranza ampia e autorevole. Il caso, che, lo ricordiamo, non c&#8217;entra con l&#8217;ulteriore grana delle indagini sui contatti personali tra Von der Leyen e il Ceo di Pfizer <strong>Albert Bourla</strong> per negoziare direttamente l&#8217;accesso dei vaccini del colosso Usa al mercato europeo, impone un principio di trasparenza, chiarezza e responsabilità. <strong>E mette von der Leyen in potenziale rotta di collisione</strong> con coloro che avrebbero dovuto darle una navigazione sicura. Quota 361 voti, la maggioranza necessaria per la conquista della Commissione, è a portata. Ma non sono da escludere, anche alla luce di questa sentenza, possibili sorpresa da franchi tiratori&#8230;</p>
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		<title>Verdi o Meloni? l&#8217;Ursula-bis sperimenta la ricetta del caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/verdi-o-meloni-lursula-bis-sperimenta-la-ricetta-del-caos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 05:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con soli 40 voti di margine, la riconferma della Von Der Leyen al Parlamento europeo è a rischio. E la costringe a scegliere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/verdi-o-meloni-lursula-bis-sperimenta-la-ricetta-del-caos.html">Verdi o Meloni? l&#8217;Ursula-bis sperimenta la ricetta del caos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Unione Europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240629000246846_c081a683e2fff7d38d1a8ddd1662774a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Giorgia Meloni</strong> non può sorridere dopo la <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-i-voti-non-bastano-le-euro-nomine-preparano-lautunno-caldo-per-litalia.html">tornata di euro-nomine</a></strong> del recente Consiglio Europeo, che ha visto l&#8217;Italia spinta relativamente ai margini da un misto di assenza di decisionismo e calcoli elettorali. Ma <strong>difficilmente i <em>deus ex machina</em> </strong>dell&#8217;accordo che ha premiato <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula von der Leyen</a>, Antonio<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-antonio-costa-il-nemico-numero-uno-dellausterita.html"> Costa</a> e Kaja<a href="https://it.insideover.com/economia/il-dilemma-dei-falchi-europei-per-la-difesa-comune-i-bond-demoliscono-lausterita.html"> Kallas </a>potranno sorridere</strong>. E se per l&#8217;ex premier portoghese, vinta la concorrenza tutta a sinistra con <strong>Enrico Letta</strong>, l&#8217;assenza di una sfida per la ratifica da parte del Parlamento Europeo fa dormire sonni tranquilli, le due donne non possono dire la stessa cosa.</p>



<p>La scelta della Von der Leyen per un secondo mandato alla guida della <strong>Commissione Europea</strong> e della premier estone Kallas per guidare la <strong>politica estera e di sicurezza</strong> della Commissione stessa è avvenuta dopo il &#8220;caminetto&#8221; tra popolari, socialisti e liberali che ha sbloccato le nomine. Ma l&#8217;intesa è partita dai nomi e non dagli obiettivi politici e resta fragile. La realtà è che le <strong>forche caudine della conferma all&#8217;Europarlamento</strong> delle due donne, di ogni singolo candidato commissario e della prossima Commissione nel suo insieme si preannuncia un Vietnam.</p>



<p><strong>Se Meloni ha fatto l&#8217;errore di aver indebolito il suo peso negoziale</strong>, il duo <strong>formato da Olaf Scholz e Emmanuel Macron</strong>, sconfitti alle elezioni europee, ha fatto l&#8217;ancor più complicato sbaglio di voler prendere posizione sovrapponendo l&#8217;intesa tra leader e partiti europei e unendo le necessarie alchimie in Consiglio a quelle che si creeranno al Parlamento Europeo. Scaricando, in un certo senso, l&#8217;<strong>onere della prova politica sul Partito Popolare Europeo</strong>, che non ha molti leader di peso al Consiglio ma dovrà, da prima forza del Parlamento europeo, scegliere come costruire gli equilibri di maggioranza.</p>



<p>E qua il banco può saltare. <strong>Perché la nuova maggioranza è un rebus</strong>. <strong>La quarantina di voti di margine </strong>di Von der Leyen rispetto alla soglia necessaria di 361 è in bilico. La presidente della Commissione teme defezioni interne: <strong>nel Ppe resta in bilico</strong> il sostegno dei <strong>Repubblicani francesi</strong>, che in patria sono divisi sull&#8217;opzione dell&#8217;abbraccio con Marine Le Pen, è incerto quello del partito irlandese <strong>Fianna Fail</strong> e traballante quello sloveno di Sds. Alla conferenza di marzo del Ppe Von der Leyen ha ricevuto 489 voti validi su 737 delegati e ben 89 contrari <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2024/03/07/europes-centre-right-party-clears-path-for-von-der-leyens-re-election-despite-some-objecti">da unica candidata: non una maggioranza </a>schiacciante. E <strong>alcune sorprese potrebbero emergere nella maggioranza tripartita.</strong></p>



<p>Resta l&#8217;opzione di espanderla: e qui per Ursula esistono due strade. O <strong>consolidare l&#8217;abbraccio con Giorgia Meloni</strong>, con cui i rapporti personali sono ottimi, o puntare al <strong>gruppo dei Verdi</strong>. Dunque: o scontentare la base d&#8217;appoggio progressista o metter dubbi tra chi, nello stesso Ppe, vuole modificare la traiettoria del Green Deal. Tirandosi in casa chi lo ha ritenuto insufficiente. <a href="https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-european-commission-president-european-parliament-european-peoples-party/">Nota infatti <em>Politico.eu</em> che</a> &#8220;arruolare i Verdi è anche una scommessa rischiosa. Dopo cinque anni in cui si sono ampiamente opposti a Von der Leyen, gli ambientalisti ora chiedono a gran voce di far parte della maggioranza che la sostiene, il che darebbe loro la possibilità di influenzare la legislazione anche se hanno perso seggi dal 2019&#8221;.</p>



<p>Peraltro, su alcuni temi, i Verdi europei hanno un&#8217;agenda diversa dalla &#8220;maggioranza Ursula&#8221;. <strong>Si pensi all&#8217;Ucraina,</strong> ove solo i Verdi tedeschi, crollati alle Europee, sono oltranzisti nel sostegno a Kiev. Mentre altri gruppi, come i Verdi francesi e italiani, hanno sentimenti più pacifisti. Ponendo in bilico dunque anche la posizione di una Commissione che affiderebbe la politica estera al falco occidentalista Kallas. Al contempo, a Strasburgo &#8220;i Socialisti e Renew hanno fissato una linea rossa: se anche solo percepiranno che <strong>Von der Leyen</strong> sta cercando un accordo con la Meloni, le staccheranno la spina&#8221;. </p>



<p>Il gioco dei veti incrociati rischia di <strong>riverberarsi, dunque, a livello di formazione della Commissione</strong> e di creare <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-potenza-di-cui-abbiamo-bisogno-e-che-dopo-le-europee-difficilmente-nascera.html">un&#8217;Europa a geometria variabile inevitabilmente polarizzata</a>. Tutti hanno la loro quota di errori: Meloni, Macron, Scholz e i leader europei convinti che <strong>tutto potesse andare avanti come si è sempre fatto</strong> senza riconoscere che tempi straordinari richiedono confronti politici ben strutturati sull&#8217;Europa. Capaci di partire da agende comuni e non da un toto-nomi dannoso per tutti. Così non si è fatto. E ora l&#8217;architettura europea è in mano alla capacità di Ursula von der Leyen di mediare e trovare più avanzati equilibri politici. Obiettivo: perdere meno di quaranta voti per strada. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ursula-adesso-vattene-ecco-perche-un-von-der-leyen-sarebbe-un-errore.html">Viste le premesse</a></strong>, la ricetta per un&#8217;Europa nel caos nelle prossime settimane sembrano esserci tutte&#8230;</p>
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		<title>Meloni, i voti non bastano. Le euro-nomine preparano l&#8217;autunno caldo per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/meloni-i-voti-non-bastano-le-euro-nomine-preparano-lautunno-caldo-per-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 09:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giorgia Meloni ha vinto le elezioni europee ma non la partita dell&#8217;Europa. O perlomeno delle alte cariche per Bruxelles. La plateale accusa della premier all&#8217;Unione Europea alla vigilia del Consiglio Europeo chiamato a ratificare il trittico von der Leyen-Costa-Kallas per la presidenza della Commissione, quella del Consiglio Europeo e il ruolo di Alto Rappresentante per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-i-voti-non-bastano-le-euro-nomine-preparano-lautunno-caldo-per-litalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627071327475_334fecd502dd8afb7bd3038eb8be3845-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Giorgia Meloni</strong> ha vinto le elezioni europee ma non la partita dell&#8217;Europa. O perlomeno delle alte cariche per Bruxelles. <strong>La plateale accusa della premier all&#8217;Unione Europea</strong> alla vigilia del Consiglio Europeo chiamato a ratificare il trittico <strong>von der Leyen-Costa-Kallas</strong> per la presidenza della Commissione, quella del Consiglio Europeo e il ruolo di Alto Rappresentante per la politica estera è andata di pari passo al <strong>duro scontro consumatosi tra i Conservatori e Riformisti Europei (Ecr)</strong> guidati da Meloni e Fratelli d&#8217;Italia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Meloni sotto scacco in Europa</h2>



<p>Per Partito Popolare Europeo, Partito Socialista Europeo e liberali di Renew Europe i voti dei <strong>Verdi</strong> sono considerati più appetibili per espandere l&#8217;euro-maggioranza di quelli di Meloni. Per i conservatori polacchi, invece, Fdi ha <strong>troppo inseguito il mondo dei cristiano-democratici del Ppe</strong> finendo per appiattirsi. Insomma, l&#8217;euro-legislatura comincia <strong>pedalando in salita</strong>. E Meloni paga molti errori compiuti sul fronte politico a fini di consenso elettorale interno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambiguità costano care</h2>



<p>Meloni avrebbe potuto scegliere nel dilemma, ben sintetizzato da Roberto Vivaldelli, tra Ursula von der Leyen e Marine Le Pen di puntare convintamente su una delle due. Decidendo se farsi figura di sistema al cento per cento o guidare la nuova euro-opposizione. Non lo ha fatto.</p>



<p>E, inoltre, <strong>la presidente del Consiglio </strong>in precedenza avrebbe potuto scegliere se prendere posizione sul <strong>Green Deal</strong> sostenendolo per migliorarlo o attaccare, semplicemente, le &#8220;euro-follie&#8221; a cui la destra ha accusato di aver contribuito anche il Ppe di maggioranza nell&#8217;ultima Commissione. Non si è fatto nulla, salvo strizzare l&#8217;occhio a von der Leyen sul Green Deal <a href="https://it.insideover.com/energia/353-miliardi-per-le-rinnovabili-il-governo-meloni-si-tinge-di-verde-e-abbraccia-ursula.html">con le politiche di incentivo sbloccate dalla Commissione.</a></p>



<p>E ancora: <strong>l&#8217;Italia avrebbe potuto rivendicare l&#8217;originalità della sua posizione</strong> sul conflitto tra <strong>Russia e Ucraina</strong> decidendo se mettere a terra un approfondimento dell&#8217;agenda europea a fini di promozione di una roadmap per la fine del conflitto, non <strong>giostrandosi tra ambiguità di vario tipo</strong> tenendo sotto lo stesso tetto sostegno <a href="https://it.insideover.com/guerra/altre-armi-italiane-allucraina-perche-roma-blinda-kiev.html">alla resistenza di Kiev </a>e sintonie russofile come quelle della Lega. Meloni non ha sciolto nessun nodo su questo tema.</p>



<p>A Meloni l&#8217;Europa pare oggi un &#8220;gigante burocratico&#8221;. Ma in quella Unione lei ha voluto far di tutto per essere accolta come figura di spicco. &#8220;Io sono Giorgia&#8221; <strong>ricorda, alzando la voce alla Camera</strong>, che le euro-nomine non tengono conto della volontà popolare. Ma <strong>Ppe, Pse e Renew sommati hanno il 55% dei seggi</strong>: si sapeva sarebbe finito così e Meloni ha, meno smaccatamente dei leader sovranisti di Identità e Democrazia ma senza mai sanare alcuna ambiguità, <strong>sempre promosso l&#8217;idea, irrealizzabile, del &#8220;mandare la sinistra all&#8217;opposizione&#8221;</strong> anche in Europa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Incubo Patto di Stabilità</h2>



<p>C&#8217;è, come ultimo punto, un dato da osservare. Lo scacco sulle nomine prepara un autunno caldo. Questo sarà il primo anno dopo il ritorno del nuovo <strong>Patto di Stabilità </strong>e l&#8217;Italia rischia la <strong>procedura d&#8217;infrazione</strong> sulla base di un rinnovato accordo che prevede clausole di riduzione del debito eccedente le soglie di guardia del 60% in rapporto al Pil dell&#8217;1,5% annuo per sette anni. <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-alle-stelle-recessione-e-austerita-la-guerra-spinge-israele-in-crisi-economica.html"><strong>Questo significherà tagliare dai 10 ai 12 miliardi di euro</strong> di </a>spesa pubblica ogni anno per sette anni.</p>



<p>Ebbene, in autunno <strong>il governo Meloni</strong> ha ratificato praticamente senza colpo ferire questa riforma partorita dalle logiche austeritarie dei Liberali tedeschi e del governo olandese di <strong>Mark Rutte preferendo combattere una battaglia di retroguardia</strong>, quella sul <strong>Meccanismo europeo di stabilità</strong>, rifiutandone la ratifica invece di usarla come leva negoziale per ottenere concessioni e maggiori flessibilità allo scorporo di investimenti sistemici per la crescita, concessi in forma parziale su transizione energetica e digitale nel nuovo Patto di Stabilità.</p>



<p>Lo stesso Mes poteva, riprendendo una vecchia proposta italiana e francese, essere rilanciato come <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-mes-tornera-in-gioco-sul-debito-pubblico-italiano.html">Agenzia europea del debito</a></strong> per smaltire con l&#8217;emissione di un asset sicuro le passività accumulate durante la pandemia. Meloni ha preferito seguire l&#8217;istinto alla razionalità politica. Il no al Mes, in quest&#8217;ottica, è stata una voce dispersa nel vuoto, mentre altrove <strong>il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti</strong>, ammutolito, approvava per ultimo, in assenza di voci contrarie, il nuovo Patto di Stabilità. <a href="https://www.milanofinanza.it/news/debito-pubblico-nel-2024-va-rinnovato-per-quasi-400-miliardi-202401011906423775">Con <strong>400 miliardi di emissioni in scadenza</strong>  nell&#8217;anno in corso</a> sul debito pubblico, consegnare il Paese a un settenato potenziale di austerità per non aver rotto le ambiguità elettoralistiche rischia di essere un errore che sul lungo periodo Meloni può pagare. Paradossalmente, proprio nella fase in cui sul fronte interno il governo è più stabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-i-voti-non-bastano-le-euro-nomine-preparano-lautunno-caldo-per-litalia.html">Meloni, i voti non bastano. Le euro-nomine preparano l&#8217;autunno caldo per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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