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	<title>sicurezza nazionale Archives - InsideOver</title>
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	<title>sicurezza nazionale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Washington cambia passo: l’immigrazione di massa diventa una violazione dei diritti umani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/washington-cambia-passo-limmigrazione-di-massa-diventa-una-violazione-dei-diritti-umani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 16:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>il segretario Rubio invita le ambasciate Usa a esaminare le politiche migratorie dei Governi perché i flussi violerebbero i diritti umani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/washington-cambia-passo-limmigrazione-di-massa-diventa-una-violazione-dei-diritti-umani.html">Washington cambia passo: l’immigrazione di massa diventa una violazione dei diritti umani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503153141441_d5892110e925857202037991347c61a0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I <strong>diritti umani</strong>, negli ultimi decenni, hanno alimentato il dibattito relativo alle violazioni scaturite da conflitti e totalitarismi. L’<strong>amministrazione Trump</strong>, tuttavia, punta il dito contro un’altra causa: i <strong>flussi migratori incontrollati</strong>. Il dipartimento di Stato, alla fine del 2025, ha annunciato un’iniziativa diretta a tutti i consolati e le ambasciate statunitensi sparsi  nell’emisfero boreale: essi, d’ora in avanti, avranno il compito di <strong>raccogliere prove documentali sul caos alimentato dalle migrazioni di massa</strong>. Non solo, la direttiva richiama l’attenzione anche sui crimini che si celano dietro alle carovane dal Sud del mondo, come il traffico di esseri umani e di stupefacenti. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Mass migration and the criminal networks that enable it wrought havoc on America before President Trump secured the border.<br><br>The State Department has now instructed U.S. embassies in countries in the Western Hemisphere to report on human rights abuses caused by mass migration.</p>&mdash; Department of State (@StateDept) <a href="https://twitter.com/StateDept/status/2006022137773949013?ref_src=twsrc%5Etfw">December 30, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il segretario di Stato <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/profili-marco-rubio-il-neo-segretario-di-stato-convertito-al-trumpismo-ma-sempre-pro-kiev.html">Marco Rubio</a></strong>, in conferenza stampa, ha dichiarato che i flussi migratori nell&#8217;ultimo decennio hanno avuto un impatto “profondamente destabilizzante”, non solo per la società nordamericana, ma anche per quella europea e, in minor parte, dell’Indo-Pacifico. Secondo Washington, le nazioni occidentali non si possono limitare a politiche di accoglienza e d’integrazione, senza preoccuparsi delle organizzazioni criminali che stimolerebbero il fenomeno migratorio per ampliare i loro business in tutto il globo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I traffici clandestini dietro le migrazioni&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Secondo il <a href="https://www.migrationdataportal.org/themes/international-migrant-stocks-overview">rapporto </a>“<em>International Migration Stock</em>” dell’Onu, nel <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-il-2024-anno-nero-del-decennio-per-il-numero-di-morti-8-938.html">2024</a> più 300 milioni di persone sono migrate a livello planetario, una cifra raddoppiata rispetto agli anni Novanta quando la Globalizzazione era solo agli albori. Dei 304 milioni indicati nel documento, <strong>61 si sono recati in Nord America </strong>provenendo, per la maggior parte, dall’America Latina e dai Caraibi. È proprio l’area geografica da cui migrano coloro che raggiungono gli Stati Uniti a finire sotto la lente d’ingrandimento del dipartimento di Stato Usa. Le migrazioni, per l’amministrazione americana, non sarebbero un fenomeno del tutto spontaneo, bensì foraggiato da <strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">cartelli dediti ad attività criminali</a></strong>, ambiziosi di estendere la rete del lavoro forzato, del traffico di esseri umani &#8211; in particolare di minori &#8211; e di droga all’interno dei confini a stelle e strisce. </p>



<p>L’impostazione fatta propria da Rubio non pone l’accento solo sulle operazioni losche che avvengono lungo le rotte transnazionali, ma accende anche i riflettori sulle <strong>conseguenze con cui devono convivere i cittadini statunitensi</strong>. Il <em>j’accuse </em>viene lanciato sulla scia della microcriminalità perpetrata da immigrati irregolari nelle metropoli, della compressione dei salari a fronte di un esercito di manodopera a basso costo, del collasso del sistema di asilo che penalizza chi fugge da teatri di guerra e violenza.</p>



<p>Un quadro netto e univoco che che sposta l’attenzione dal singolo migrante al sistema che lo incoraggia a mettersi in cammino verso il Nord del mondo, divenendo un pesce intrappolato nella rete di chi ha interesse a destabilizzare i Paesi di transito e di arrivo per fare lievitare i propri affari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il compito delle ambasciate Usa</h2>



<p>Le sedi diplomatiche saranno le nuove sentinelle della “dottrina” delineata dal dipartimento di Stato. Oltre ad occuparsi delle tradizionali relazioni internazionali, le ambasciate americane dovranno redigere dei <strong>report periodici riguardanti le attività criminali correlate ai flussi migratori, ma anche le politiche attuate dai Governi locali in materia migratoria</strong>. Attenzione , perché c’è di più. L’invito rivolto agli enti diplomatici è quello di analizzare le decisioni adottate dai Paesi&nbsp; occidentali al fine di verificare se abbiano un <strong>approccio troppo lasco alla sicurezza delle loro frontiere</strong>. Non a caso, in una nota diramata dal dipartimento si legge: “Gli Stati Uniti esortano i Governi a proteggere i propri confini e a difendere i propri cittadini dalle violazioni dei diritti umani causate dalle migrazioni di massa”.&nbsp;</p>



<p>Il <a href="https://it.insideover.com/politica/incentivi-per-andarsene-e-aerei-verso-la-libia-ecco-il-piano-migranti-di-trump.html">Governo americano si è già mosso nella direzione sin qui descritta</a>. Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, più di due milioni e mezzo di immigrati irregolari hanno lasciato gli Stati Uniti e negli ultimi mesi del 2025, il dipartimento per la Sicurezza interna aveva offerto 1000 dollari a chi risiedeva illegalmente sul suolo a stelle e strisce se fosse rimpatriato entro Natale.</p>



<p>Gli Usa, dunque, vogliono affrontare la “<strong>crisi globale</strong>” innescata dalle rotte migratorie tendendo la mano ai partner occidentali se, a loro volta, sono disponibili a mettere al centro dell’agenda politica <strong>la sovranità nazionale, la sicurezza dei confini e la tutela dei cittadini</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La concezione che i diritti umani possano essere violati in relazione ai flussi migratori apre una nuova fase nel dibattito occidentale, il quale non è certo che generi sintonia tra le due sponde dell’Atlantico, diventando ennesimo oggetto di diatriba tra americani ed europei, o perlomeno con una parte di questi.</p>



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		<item>
		<title>InsideWar #49 &#8211; Il Consiglio Supremo di Difesa e il monito di Cicerone all&#8217;Italia di oggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-49-il-consiglio-supremo-di-difesa-e-il-monito-di-cicerone-allitalia-di-oggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 04:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-600x403.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Salus Rei Publicae Suprema Lex&#8221;: a ogni riunione del Consiglio Supremo di Difesa viene in mente la celebre massima ispirata al De Legibus di Cicerone, oggi peraltro motto dell&#8217;Esercito Italiano: l&#8217;organo di rango costituzionale che si riunisce almeno due volte l&#8217;anno per discutere delle priorità di sicurezza nazionale per l&#8217;Italia è stato convocato ieri dal &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-49-il-consiglio-supremo-di-difesa-e-il-monito-di-cicerone-allitalia-di-oggi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-49-il-consiglio-supremo-di-difesa-e-il-monito-di-cicerone-allitalia-di-oggi.html">InsideWar #49 &#8211; Il Consiglio Supremo di Difesa e il monito di Cicerone all&#8217;Italia di oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111723003346_2af19488b2f5ab64fd74ff3e61cdf92c-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;<strong>Salus Rei Publicae Suprema Lex&#8221;</strong>: a ogni riunione del <strong>Consiglio Supremo di Difesa</strong> viene in mente la celebre massima ispirata al <em>De Legibus</em> di <strong>Cicerone</strong>, oggi peraltro motto dell&#8217;Esercito Italiano: l&#8217;organo di rango costituzionale che si riunisce almeno due volte l&#8217;anno per <strong>discutere delle priorità di sicurezza nazionale per l&#8217;Italia</strong> è stato convocato ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla presenza di <strong>Giorgia Meloni</strong> e dei ministri competenti in materia.</p>



<p>Ben lontano dall&#8217;impenetrabile alone di mistero che ha circondato le riunioni di questo apparato nei lunghi decenni della Guerra Fredda e coperto dai crismi della diffusione mediatica, il Csd è la <strong>ghiandola pineale della sicurezza nazionale italiana.</strong> Ma viene oggi a tal proposito un forte dubbio: è ancora possibile demandare a questi check periodici, mediamente semestrali, la grande strategia del Paese o all&#8217;Italia servirebbero <strong>apparati più flessibili in grado di consigliare costantemente i decisori su una serie di decisioni adattive e resilienti</strong> in un contesto di mutevolezza geopolitica costante? Anche di questo parliamo nel nuovo numero di <strong>InsideWar</strong>, sottolineando come l&#8217;Italia possa e debba riflettere circa l&#8217;istituzione di un Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Ma commentando anche i temi della riunione del Quirinale di ieri.</p>



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		<item>
		<title>Presentato alla Camera il rapporto per una strategia di sicurezza nazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/presentato-alla-camera-il-rapporto-per-una-strategia-di-sicurezza-nazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 04:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Presentato alla Camera il rapporto per una strategia di sicurezza nazionale. Cosa c'è di buono e cosa invece manca? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/presentato-alla-camera-il-rapporto-per-una-strategia-di-sicurezza-nazionale.html">Presentato alla Camera il rapporto per una strategia di sicurezza nazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lunedì 16 giugno <a href="https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-50550">è stato presentato</a>, alla <strong>Camera dei Deputati</strong>, il “Rapporto per una strategia di sicurezza nazionale”. Il documento è stato redatto da una squadra di esperti individuati da “<a href="https://www.futuriprobabili.it/progetti/2030-2040-futuri-probabili">2030-2040 Futuri probabili</a>”, un progetto di ricerca che si occupa di ricerca transdisciplinare nato nel 2024, per “proporre all’attenzione dei decisori politici le aree che potrebbero prioritariamente rientrare nella nostra strategia”. </p>



<p>Si afferma, nell&#8217;<em>incipit</em>, che la selezione delle tematiche non è stata esaustiva, ma operata sulla base del contesto internazionale, delle priorità, del cambiamento d’epoca, dei bisogni interni, delle minacce e delle opportunità, degli obbiettivi sociali ed economici. Il Rapporto individua le <strong>aree di maggiore rilevanza strategica</strong>, ma non propone soluzioni, se non quando richiama soluzioni già in corso. Si tratta quindi di un documento di orientamento che analizza le principali minacce e criticità riguardanti la sicurezza nazionale, che prende le mosse dall&#8217;assunto che “la sicurezza,non consiste solo nella difesa militare […] ma comprende anche la libertà dei cittadini di effettuare le proprie scelte nella vita quotidiana, la certezza di una formazione adeguata alle necessità del lavoro e della vita, la possibilità di disporre dei beni e dei servizi essenziali, di energia, di alimenti, di un ambiente sicuro senza costrizioni politiche e senza condizionamenti economici o sociali” per cercare di essere una linea guida per la definizione governativa di una strategia di sicurezza nazionale. </p>



<p>Il documento si articola su <strong>diverse aree tematiche</strong>, ma è particolarmente <strong>centrato sulla dimensione marittima</strong> del nostro Paese, con un&#8217;ampia sezione dedicata al Mediterraneo e all&#8217;ambiente subacqueo. Si trovano pertanto considerazioni già individuate dagli esperti della <strong>Marina Militare</strong> e ribadite da tempo dallo Stato Maggiore Marina: il Mediterraneo è attraversato da oltre il 20% del traffico marittimo mondiale; inoltre, più del 16% del traffico digitale globale transita lungo le sue dorsali sottomarine. Il Mare Nostrum è contornato da e sede di instabilità diffusa, che può mettere seriamente a rischio il benessere e la sicurezza dei nostri concittadini.</p>



<p>Si ritrova anche il concetto di <strong>Mediterraneo Allargato</strong>, visto come spazio in cui “occorre coordinare l’uso degli strumenti nazionali diplomatici, economici, securitari, culturali, informativi e di cooperazione, con il fine di assumere e mantenere un ruolo centrale e di rilievo in questo importante spazio geopolitico”. Viene ribadita la <strong>proiezione euro-atlantica</strong> ed euro-mediterranea del nostro Paese (del resto individuate in ogni DPP Difesa), e benché venga citata la partecipazione italiana all’India-Middle East-Europe Economic Corridor e venga individuato il “<em><strong>pivot to Asia</strong></em>” degli interessi globali, con lo spostamento del baricentro geopolitico dall&#8217;Atlantico al Pacifico, la zona geografica compresa nella dottrina del Mediterraneo Allargato viene vista ancora come un recinto d&#8217;azione per garantire gli interessi nazionali, dimenticando il concetto di <strong>interdipendenza</strong>, valido globalmente come riferiva <strong>Joseph Nye</strong>, che lega strettamente le sorti del Mediterraneo Allargato a quelle dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>, essendo sede ed origine di linee di comunicazione marittima fondamentali per il nostro sistema Paese che, negli ultimi lustri, sono minacciate dal nazionalismo espansionista della Repubblica Popolare Cinese (Taiwan – Mar Cinese Meridionale).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Focus sul trasporto marittimo</h2>



<p>Siamo d&#8217;accordo sulla conclusione di questa analisi marittima, ovvero che una strategia di sicurezza nazionale deve considerare la dimensione marittima come uno dei temi portanti, fondamentale per la competitività economica e la stabilità geopolitica dell&#8217;Italia e che proteggere le rotte marittime e l’industria della navigazione italiana significa tutelare gli interessi nazionali, anche ai fini dell’incremento dell&#8217;autonomia energetica. </p>



<p>Considerata anche <strong>l&#8217;importanza del Piano Mattei</strong> voluto dall&#8217;attuale Governo, definito come “un modello di cooperazione paritaria tra Italia e Africa”, e sottolineando la sua attenzione particolare dedicata alla formazione delle giovani generazioni africane, essenziale per lo sviluppo civile ed economico. Molto interessante il capitolo sul <strong>trasporto marittimo nazionale</strong>, una criticità ben nota da decenni e che <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-alla-frontiera-del-mediterraneo-allargato-nuovi-indirizzi-pratici-di-strategia-marittima.html">abbiamo recentemente ricordato</a>. Si afferma infatti che il trasporto marittimo pesa per il 60% dell&#8217;interscambio internazionale italiano, e si definisce la flotta mercantile italiana, diversificata in tutti i settori di maggior rilievo per l’industria nazionale, un asset strategico fondamentale.</p>



<p>Individuati anche i <strong>problemi ambientali</strong> nell&#8217;area mediterranea, che possono mettere a rischio la <strong>sicurezza alimentare</strong> nazionale, pertanto si è considerato anche l&#8217;approvvigionamento degli alimenti senza dimenticare la sicurezza energetica e tecnologica, data appunto anche, ma non solo dall&#8217;inclusione dell&#8217;ambiente (ma meglio definirlo dominio) subacqueo per via delle risorse minerarie ivi presenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle tecnologie digitali allo spazio</h2>



<p>Il capitolo sulle <strong>priorità italiane</strong> per la sicurezza nazionale identifica aree strategiche fondamentali per garantire la stabilità del Paese e affrontare le sfide globali. Nel rapporto si individua la necessità di rafforzare la rapidità decisionale delle <strong>istituzioni democratiche</strong>, contrastare l&#8217;autoritarismo digitale e promuovere i valori democratici. Il contrasto al <strong>crimine organizzato</strong>, la cui pericolosità è amplificata dalle nuove tecnologie. Le <strong>tecnologie digitali</strong> viste non solo come <em>enabler</em> ma come possibile minaccia per quanto riguarda il rapporto con le le Big Tech e per quanto riguarda la sicurezza informatica. Interessante, in questo paragrafo, l&#8217;individuazione delle <strong>neurotecnologie</strong> come potenzialmente pericolose se mal utilizzate e non regolamentate, da cui deriva la necessità di garantire la libertà cognitiva. Ancora l&#8217;energia, con l&#8217;obiettivo di diversificare le fonti e ridurre la dipendenza estera, infine lo <strong>spazio</strong>, visto come un settore strategico per la sicurezza e lo sviluppo tecnologico.</p>



<p>Il rapporto individua anche altre <strong>criticità</strong> come l&#8217;approvvigionamento di materie prime critiche, il dissesto idrogeologico e l&#8217;agricoltura, nonché la formazione del “capitale umano”, ma secondo chi scrive manca di una parte fondamentale che si lega strettamente alla capacità cognitiva, alla difesa dei principi democratici, alla sicurezza tecnologica e perfino energetica, ovvero la necessità di individuare strumenti statali e collettivi per la difesa dalla <strong>multiformità della guerra ibrida moderna</strong>, che spazia dalla disinformazione alle azioni cinetiche sulle linee sottomarine passando per le tecniche di guerra cognitiva. Tutti fenomeni che incidono pesantemente, ad esempio, sulla capacità decisionale della popolazione e quindi, di riflesso, sull&#8217;efficacia della liberaldemocrazia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/presentato-alla-camera-il-rapporto-per-una-strategia-di-sicurezza-nazionale.html">Presentato alla Camera il rapporto per una strategia di sicurezza nazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Palantir, così il &#8220;capitalismo della sorveglianza&#8221; sbarca nella Difesa Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/palantir-cosi-il-capitalismo-della-sorveglianza-sbarca-nella-difesa-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 16:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="772" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1-600x579.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1-300x290.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1-768x741.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>C&#8217;è un filo sottile che unisce il progresso tecnologico alla gestione del potere. Palantir Technologies lo incarna alla perfezione. La recente espansione del contratto con il Comando per le Operazioni Speciali degli Stati Uniti (USSOCOM), per un valore di 36,8 milioni di dollari, ne è solo l&#8217;ultimo esempio. L&#8217;azienda, che da anni si distingue come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/palantir-cosi-il-capitalismo-della-sorveglianza-sbarca-nella-difesa-usa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="772" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1-600x579.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1-300x290.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Syrian_Civil_War_map.svg-1-768x741.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>C&#8217;è un filo sottile che unisce il progresso tecnologico alla gestione del potere.<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/i-legami-con-palantir-di-avril-haines-la-nuova-zarina-dellintelligence-usa.html"> Palantir Technologies </a></strong>lo incarna alla perfezione. La recente espansione del contratto con il Comando per le Operazioni Speciali degli Stati Uniti (USSOCOM), per un valore di 36,8 milioni di dollari, ne è solo l&#8217;ultimo esempio. L&#8217;azienda, che da anni si distingue come leader nella fornitura di software avanzati per la difesa, rafforza il suo <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/openai-fa-asse-con-il-pentagono-le-forze-armate-usa-spingono-sullintelligenza-artificiale.html">ruolo strategico nella sicurezza nazionale statunitense</a>.</strong> Ma dietro il suo successo c&#8217;è una storia che interroga il rapporto tra innovazione, controllo e libertà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mission Command System: Innovazione o supremazia?</h2>



<p>Al centro del contratto con l’USSOCOM c’è il Mission Command System (MCS), una piattaforma che promette di rivoluzionare la gestione delle operazioni militari. Questo software permette alle Forze Operative Speciali di coordinare missioni, analizzare dati in tempo reale e prendere decisioni in scenari altamente complessi. Palantir, con la sua capacità di integrare l&#8217;intelligenza artificiale nei contesti operativi, si presenta come un partner indispensabile per il Pentagono.</p>



<p>Akash Jain, presidente di Palantir USG, non nasconde l’ambizione dell’azienda: dimostrare che il software commerciale può essere decisivo nelle missioni di sicurezza nazionale. Un’affermazione che suona tanto come un vanto quanto come un monito: chi controlla il software, controlla le missioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Successo finanziario e interrogativi etici</h2>



<p>Il mercato ha premiato Palantir: dopo l&#8217;annuncio del contratto, il titolo dell’azienda è salito del 3,9%. Ma il successo finanziario maschera un dibattito ben più complesso. Palantir, nata nel 2003 a Palo Alto con il supporto della CIA attraverso il fondo In-Q-Tel, ha sempre avuto obiettivi chiari: servire gli interessi dell’intelligence americana. I suoi software, progettati per analizzare grandi quantità di dati, non si limitano a combattere il terrorismo. Spesso finiscono per entrare nelle pieghe più intime della vita quotidiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La doppia faccia di Palantir: sicurezza o sorveglianza?</h2>



<p>Se da un lato Palantir è sinonimo di innovazione tecnologica, dall’altro il suo nome è legato a scandali sulla privacy e accuse di abuso di potere. Si dice che i suoi sistemi abbiano contribuito alla cattura di<strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html"> Osama bin Laden</a></strong>, ma è nell’attività quotidiana di monitoraggio che emerge la vera natura della società.</p>



<p>La collaborazione con agenzie come l’ICE (Immigration and Customs Enforcement) ha alimentato controversie. Palantir non si limita a identificare criminali: il suo software è stato accusato di tracciare attivisti, giornalisti e minoranze. Un livello di controllo che avvicina pericolosamente il concetto di sicurezza a quello di sorveglianza totalitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo della trasparenza</h2>



<p>Il problema principale di Palantir è la sua opacità. A chi servono davvero i dati raccolti? E soprattutto, chi controlla chi? Le sue tecnologie sono state utilizzate per monitorare flussi finanziari, tracciare dissidenti in regimi autoritari e ampliare il raggio d’azione delle reti di sorveglianza occidentali come i Five Eyes. Ma le risposte alle domande fondamentali su limiti etici e responsabilità rimangono elusive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza contro libertà: un compromesso pericoloso</h2>



<p>La retorica ufficiale giustifica tutto in nome della sicurezza nazionale. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere la libertà individuale. Quando Palantir aggrega dati sanitari, finanziari o personali, chi garantisce che non vengano usati contro i cittadini stessi? E soprattutto, chi ha dato il consenso per questa raccolta massiva? La verità è che spesso nessuno lo fa. È la logica della sicurezza che diventa alibi per azioni arbitrarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Palantir e il futuro del potere</h2>



<p>Con una capitalizzazione di mercato che sfiora i 140 miliardi di dollari, Palantir è molto più di un’azienda tecnologica: è un attore geopolitico. Il suo potere non risiede solo nella tecnologia, ma nella capacità di influenzare decisioni strategiche su scala globale. E con l’ascesa dell’intelligenza artificiale, il suo ruolo potrebbe diventare ancora più preponderante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso del controllo</h2>



<p>La storia di Palantir riflette il grande paradosso del nostro tempo: la tecnologia promette di migliorare la vita, ma spesso finisce per erodere i diritti fondamentali. La sicurezza è importante, ma a quale costo? In un mondo dove i dati sono il nuovo petrolio, il rischio è che aziende come Palantir diventino i nuovi oligarchi, con un potere quasi incontrastato.</p>



<p>E mentre i governi continuano a firmare contratti miliardari, i cittadini restano in ombra, ignari delle dinamiche che regolano il loro futuro. La vera sfida non è tecnologica, ma politica: riusciremo a mantenere il controllo sul controllo?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/palantir-cosi-il-capitalismo-della-sorveglianza-sbarca-nella-difesa-usa.html">Palantir, così il &#8220;capitalismo della sorveglianza&#8221; sbarca nella Difesa Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chip e transizione energetica: il piano del Regno Unito per &#8220;strozzare&#8221; Cina e Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/chip-transizione-energetica-piano-regno-unito-fermare-cina-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Microchip]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1223" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-scaled-600x382.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-1536x979.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-2048x1305.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il primato della sicurezza nazionale sullo sviluppo economico è già realtà in molti Paesi. E contraddistingue un nuovo mainstream</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/chip-transizione-energetica-piano-regno-unito-fermare-cina-russia.html">Chip e transizione energetica: il piano del Regno Unito per &#8220;strozzare&#8221; Cina e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1223" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-scaled-600x382.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-1536x979.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/10-downing-street-2048x1305.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rachel Reeves, cancelliere-ombra dello Scacchiere del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-laburista-britannico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Laburista</a> britannico</strong> e papabile prima scelta per il ruolo di custode delle finanze di Sua Maestà in caso di vittoria della sinistra alle prossime elezioni, ha coniato il termine &#8220;<strong>Securenomics</strong>&#8221; per definire la piattaforma di ricostruzione della base industriale del Regno Unito e di tutela delle filiere critiche nazionali con cui il Labour vuole tornare al governo.</p>



<p>Reeves, anticipando il manifesto <em>A New Business Model for Britain</em> del partito che fu di Clement Attlee e Tony Blair, rottama in sinergia con il leader <strong>Keir Starmer</strong> sia le frange più estremiste che cercavano nazionalizzazioni senza visioni industriali che i miti del neoliberismo imbracciati a partire dagli Anni Novanta dall&#8217;ala blairiana. &#8220;Nella nostra <strong>epoca di insicurezza</strong>, abbiamo scoperto le debolezze del nostro vecchio modello economico: troppo poco ambizioso sul ruolo che uno stato attivo può svolgere, troppo disposto a credere che la ricchezza scenderà e troppo dipendente dal contributo di pochi territori, poche industrie e poche persone&#8221;, ha detto la Reeves in un discorso tenuto a Washington presso il Peterson Institute for International Economics. </p>



<p>La cancelliere-ombra propone di &#8220;investire nelle industrie e nelle tecnologie che determineranno il nostro futuro successo economico e costruire la sicurezza finanziaria in ogni famiglia in Gran Bretagna&#8221; attraverso la <strong>transizione energetica, i <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-usa-duello-sui-chip-la-competizione-e-senza-fine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">semiconduttori,</a> le filiere strategiche</strong> dominando la tradizionale linea economica con la priorità della sicurezza nazionale. Sicurezza che un maestro dell&#8217;economia come Adam Smith riteneva essere il presupposto necessario per la prosperità di un Paese.</p>



<p>Quanto dichiarato dalla potenziale futura responsabile delle finanze del Regno Unito non è solo una sfida al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-conservatore-britannico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Conservatore</a> che con la Brexit e i governi di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Boris Johnson</a> </strong>e <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-rishi-sunak.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rishi Sunak</a></strong> ha finora latitato sulla sfida della re-industrializzazione. Ma è anche una manifestazione dello <strong>spirito del tempo</strong> che vede tutte le forze politiche desiderose di ambire al governo in Occidente dover fare i conti con il ritorno in patria delle filiere strategiche per la <strong>sicurezza nazionale</strong>.<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Joe Biden</a> negli Usa ha promesso un grande piano di re-industrializzazione poi <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-hanno-dichiarato-una-guerra-economica-alleuropa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strutturatosi nell&#8217;Inflation Reduction Act; </a>Emmanuel Macron in Francia promuove un&#8217;agenda ambiziosa di sostegno a <a href="https://it.insideover.com/energia/batterie-nucleare-alternativa-macron-dominio-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">materiali critici e transizione energetica;</a> in Italia c&#8217;è fermento sugli investimenti industriali del futuro, la ricerca di miniere di litio, il possibile ruolo del Paese nelle filiere dei chip (con aziende come <a href="https://www.true-news.it/economy/chip-la-sfida-dellitalia-evitare-una-nuova-telecom" target="_blank" rel="noreferrer noopener">STMicroelectronics e Technoprobe</a>), nel nucleare del futuro (attenzionato anche dalla stessa Francia) e nei carburanti di ultima generazione (<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-economica/priolo-petrolio-e-transizione-cos-sicilia-torna-centrale-2120621.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eni e la raffineria di Priolo osservati speciali).</a></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_digest.jpg" alt="" class="wp-image-396428" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_digest.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_digest-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_digest-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_digest-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Insomma, ovunque c&#8217;è un fermento politico, industriale, finanziario che ovunque vuole strutturare una risposta all&#8217;assertività di Paesi come <strong>Russia e Cina</strong>, protagonisti di sfide a tutto campo sulle catene del valore e le tecnologie critiche. <a href="https://it.insideover.com/economia/politica-industriale-garanzia-scalate-straniere-iveco-cinese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il reshoring industriale </a>apparso come decisivo nell&#8217;era Covid si è strutturato come <em>friend-shoring</em>, ricerca di catene industriali complementari tra Paesi alleati. Anche di questo si è parlato al recente summit del G7 e si discuterà all&#8217;imminente <a href="https://it.insideover.com/politica/g7-e-quad-contro-la-coercizione-economica-della-cina-cosa-cambia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>summit della Nato</strong> di Vilnius, </a>convocato per inizio luglio.</p>



<p>Il primato della sicurezza nazionale va di pari passo con l&#8217;<strong>ascesa delle spese militari</strong> in tutto l&#8217;Occidente e con la spinta <a href="https://it.insideover.com/difesa/spesa-militare-globale-stelle-usa-dominio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al keynesismo militare</a> come leva non solo di protezione degli interessi nazionali dei sistemi-Paese ma anche come volano di sviluppo economico. Partendo dalla primazia della sicurezza, si può anche usare il cambio di paradigma innescato dal Covid, accelerato dal deterioramento della fiducia tra le potenze e completato dalla guerra russo-ucraina come fattore di <strong>sblocco di consistenti investimenti pubblici</strong> da parte dei governi in controtendenza con le tendenze inflattive dell&#8217;economia mondiale. &#8220;Securenomics&#8221;, in fin dei conti, è sicurezza ed economia al tempo stesso. La Reeves ha sicuramente il merito di aver inventato un azzeccato e efficace neologismo. Ma nella prassi parliamo di una tecnica che molti governi hanno già messo in pratica, indipendentemente dalle posizioni ideologiche, per resistere alle crisi di sistema degli ultimi anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/chip-transizione-energetica-piano-regno-unito-fermare-cina-russia.html">Chip e transizione energetica: il piano del Regno Unito per &#8220;strozzare&#8221; Cina e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eminenza grigia di Xi e le due nuove “catene di comando” cinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/leminenza-grigia-di-xi-e-le-due-nuove-catene-di-comando-cinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso del Partito Comunista Cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista cinese]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1478" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cai qi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-1024x788.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-768x591.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-1536x1182.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-2048x1576.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel suo ultimo viaggio in Russia, Xi Jinping è sceso dal Boeing 747-89L dell&#8217;Air China seguito, poco dopo, da una figura inaspettata. I più attenti non hanno faticato a riconoscere il profilo di Cai Qi, uno dei sette membri del Comitato permanente del Politburo, il massimo organo decisionale del Partito Comunista Cinese (Pcc). Proprio in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/leminenza-grigia-di-xi-e-le-due-nuove-catene-di-comando-cinesi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leminenza-grigia-di-xi-e-le-due-nuove-catene-di-comando-cinesi.html">L&#8217;eminenza grigia di Xi e le due nuove “catene di comando” cinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1478" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cai qi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-1024x788.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-768x591.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-1536x1182.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-2048x1576.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel suo ultimo viaggio in Russia, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping</a> è sceso dal Boeing 747-89L dell&#8217;Air China seguito, poco dopo, da una figura inaspettata. I più attenti non hanno faticato a riconoscere il profilo di <strong>Cai Qi</strong>, uno dei sette membri del Comitato permanente del Politburo, il massimo organo decisionale del <a href="https://it.insideover.com/politica/come-funziona-il-partito-comunista-cinese.html">Partito Comunista Cinese</a> (Pcc). </p>



<p>Proprio in quei giorni, i media cinesi scrivevano che Cai, sulla carta la quinta figura più importante nella gerarchia del Pcc, era stato nominato a capo dell&#8217;ufficio generale del Comitato centrale del Partito, una posizione chiave che si occupa di questioni amministrative e logistiche particolarmente rilevanti. Cai era di fatto appena diventato il nuovo <strong>capo dello staff</strong> <strong>del presidente</strong> Xi, risultando il funzionario più anziano ad essere stato selezionato per ricoprire questo delicatissimo ruolo in oltre 40 anni. La sua nomina è stata confermata lo scorso 20 marzo, lo stesso giorno che ha inaugurato la trasferta di Xi a Mosca. </p>



<p>Il capo dello staff di Xi controlla l&#8217;agenda del presidente, i suoi incontri e gli orari. Non ci sarebbe niente di strano, se non che Cai Qi è una figura rilevante all&#8217;interno del PCC. O meglio: il signor Cai è succeduto a Ding Xuexiang, diventando il primo direttore dell&#8217;ufficio generale del Partito &#8211; un ruolo che funge de facto da capo dello staff di Xi &#8211; contemporaneamente anche membro del Comitato permanente del Politburo, dai tempi di <strong>Wang Dongxing</strong>, capo della sicurezza di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-mao-zedong.html">Mao Zedong</a>, alla fine degli anni &#8217;70.</p>



<p>È dunque possibile fare un doppio parallelismo tra la posizione di Cai e quella ricoperta dal richiamato Wang Dongxing, a capo dello staff di Mao, dal 1965, per più di un decennio, e, di conseguenza, tra Xi e il Grande Timoniere. </p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Chi è Xi Jinping</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/i-10-anni-di-xi-jinping-alla-guida-della-cina.html">I 10 anni di Xi Jinping alla guida della Cina</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/il-futuro-di-xi-jinping-e-della-cina-cose-e-cosa-prevede-il-xx-congresso-del-partito-comunista-cinese.html">Cos’è e cosa prevede il XX Congresso del Partito Comunista Cinese</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Cai Qi</h2>



<p>Ebbene, la scelta di puntare su Cai come capo dello staff di Xi cambia notevolmente la natura dell&#8217;incarico, lasciando presupporre – ha sottolineato il <em>South China Morning Post</em> – che l&#8217;alto funzionario possa svolgere un ruolo simile a quello del capo segretario di gabinetto del Giappone, che controlla ministeri e agenzie del governo dall&#8217;ufficio del primo ministro. </p>



<p>Un primo assaggio dell&#8217;importanza della sua posizione è andato in scena a Mosca, quando Cai Qi si è seduto accanto a Xi Jinping durante l&#8217;incontro con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a>. In passato, nei vertici tra Cina e Stati Uniti e in altri incontri di alto livello, Xi era affiancato dal capo dell&#8217;ideologia Wang Huning, quando quest&#8217;ultimo era un membro del Politburo che supervisionava le questioni legate al tema della sicurezza. </p>



<p>Certo è che la posizione di capo dello staff richiede assoluta <strong>lealtà </strong>al presidente. L&#8217;ufficio presieduto da Cai è infatti responsabile dell&#8217;organizzazione delle riunioni, della condivisione, della registrazione e dell&#8217;archiviazione dei documenti chiave, ed ha accesso a informazioni sensibili e riservate. Altro aspetto da ricordare, e che approfondiremo, l&#8217;ufficio è anche responsabile delle guardie del corpo e dei medici del leader supremo. </p>



<p>In ogni caso Cai, 67 anni, ha visto la sua carriera progredire rapidamente nell&#8217;arco di pochi anni. Protetto di lunga data di Xi, ha trascorso un decennio al suo fianco quando l&#8217;attuale leader cinese ha guidato, in veste di governatore, la provincia del <strong>Fujian </strong>e dello <strong>Zhejiang</strong>. È stato quindi trasferito a <strong>Pechino </strong>per diventare vicedirettore dell&#8217;Ufficio della Commissione per la sicurezza nazionale, con la citata Commissione, parte del Comitato centrale del Partito – istituita nel 2013 con Xi a capo – nonché elemento centrale della politica di <strong>sicurezza nazionale</strong> dell&#8217;amministrazione Xi. </p>



<p>In seguito, Cai è stato scelto come segretario del Partito di Pechino, il posto più importante della capitale cinese, normalmente riservato a un membro del Politburo. All&#8217;epoca Cai non era nemmeno un membro supplente del Comitato Centrale. Da qui è arrivato l&#8217;ultimo salto, con l&#8217;ingresso, lo scorso ottobre, nel Comitato permanente del Politburo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="703" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-chinese-chief-of-staff-1024x703.jpg" alt="" class="wp-image-391437" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-chinese-chief-of-staff-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-chinese-chief-of-staff-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-chinese-chief-of-staff-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-chinese-chief-of-staff-1536x1055.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-chinese-chief-of-staff-2048x1407.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/cai-qi-chinese-chief-of-staff-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cai Qi durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici invernali di Pechino del 2022. Foto: Epa/Roman Pilipey.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il tema della sicurezza</h2>



<p>Abbiamo spiegato chi è Cai Qi e raccontato la sua storia. Ma tutto questo avrebbe poco senso senza accendere i riflettori sul tema della <strong>sicurezza </strong>collegato a doppia mandata alla carica ricoperta da questo misconosciuto funzionario cinese. </p>



<p>Tra le altre mansioni, Cai guiderà un team di assistenti fidati che sovrintenderanno alle questioni relative alla sicurezza. Si occuperà, inoltre, di fornire supporto logistico ai massimi organi della leadership del Partito e di supervisionare congiuntamente il Central Guard Bureau, l&#8217;unità responsabile della sicurezza dei massimi leader, insieme al Joint Staff Department della Central Military Commission. </p>



<p>Cai lavorerà a stretto contatto con Xi ed è probabile che lo accompagnerà nella maggior parte dei prossimi viaggi nazionali e internazionali. A proposito della sicurezza, nel discorso che ha aperto il XX Congresso, Xi Jinping ha usato per lo più i seguenti termini: “persone”, “sviluppo”, “lotta” e, appunto, “sicurezza”, che in Cina comprende sia la <strong>sicurezza esterna</strong> che quella <strong>interna</strong>. </p>



<p>Non solo: il concetto abbraccia pure la &#8220;<strong>sicurezza politica</strong>&#8220;, che a sua volta include la sicurezza pubblica e la sicurezza dello stato. Detto altrimenti, tra i compiti significa reprimere le <strong>spie </strong>che potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le due catene di comando</h2>



<p>Incrociando la nomina di Cai Qi e l&#8217;importanza attribuita da Xi Jinping alla sicurezza, si evince come la Cina intenda, in questa fase storica, attribuire la massima importanza al tema securitario. Come ha fatto notare l&#8217;<em>Asian Nikkei Review</em>, i posti chiave relativi alla sicurezza cinese, inclusa la Commissione centrale per gli affari politici e legali del Partito, sono adesso ricoperti da stretti collaboratori di Xi, per lo più figure che hanno lavorato al suo fianco nello Zhejiang e nel Fujian, e che rientrano nelle cerchie denominate rispettivamente “la <strong>fazione dello Zhejiang</strong>” e “la <strong>fazione del Fujian</strong>”. </p>



<p>La Commissione centrale per gli affari politici e legali, che sovrintende alle divisioni di polizia, giudiziaria e di intelligence, è attualmente guidata da <strong>Chen Wenqing</strong>, in passato un alto funzionario nel Fujian. <strong>Wang Xiaohong</strong> ricopre contemporaneamente il ruolo di consigliere di stato, carica di vicepremier e ministro della Pubblica Sicurezza (carica che sovrintende alle organizzazioni di polizia); anche lui fa parte della fazione del Fujian. <strong>Chen Yixin</strong>, appartenente alla fazione dello Zhejiang, è invece ministro della Sicurezza dello Stato. <strong>He Weidong</strong>, in precedenza capo di stato maggiore del 31esimo gruppo dell&#8217;esercito, un&#8217;unità con sede nella città di Xiamen, nella provincia del Fujian, è stato promosso a vicepresidente della Commissione militare centrale. Infine<strong> Song Tao</strong>, l&#8217;ex capo del dipartimento di collegamento internazionale del Partito, che si occupava della diplomazia tra partiti con la Corea del Nord, è ora direttore dell&#8217;ufficio per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato. </p>



<p>In Cina si stanno dunque consolidando due <strong>catene di comando</strong> parallele: una relativa alla <strong>sicurezza nazionale</strong>, l&#8217;altra all&#8217;<strong>economia</strong>. Al vertice di entrambe troviamo Xi. Ogni ordine inerente alla prima catena, e quindi a quella della sicurezza, partirà dal leader cinese e verrà filtrato ai fidatissimi collaboratori proprio da Cai Qi, mentre tutto ciò che competerà l&#8217;economia passerà invece dal nuovo premier Li Qiang. Il problema più grande è che, con questo sistema, qualsiasi ordine proveniente dall&#8217;alto – anche ordini impossibili o impraticabili – non troveranno subordinati sufficientemente potenti da respingerlo.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leminenza-grigia-di-xi-e-le-due-nuove-catene-di-comando-cinesi.html">L&#8217;eminenza grigia di Xi e le due nuove “catene di comando” cinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;Grande Fratello&#8221; alla conquista del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-grande-fratello-alla-conquista-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 15:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Agli angoli delle strade, nei pressi degli incroci più trafficati, nel cuore delle megalopoli. Fuori dagli edifici istituzionali e ai lati degli ingressi nelle aree residenziali. E ancora: all’interno dei centri commerciali, sui treni e nei vagoni della metropolitana. Ormai non esiste luogo che, in nome di una maggiore sicurezza, non sia monitorato, 24 ore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-grande-fratello-alla-conquista-del-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-grande-fratello-alla-conquista-del-mondo.html">Il &#8220;Grande Fratello&#8221; alla conquista del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221228163735418_cdb53619083ef612e1b2e30dced648f1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Agli angoli delle strade, nei pressi degli incroci più trafficati, nel cuore delle megalopoli. Fuori dagli edifici istituzionali e ai lati degli ingressi nelle aree residenziali. E ancora: all’interno dei centri commerciali, sui treni e nei vagoni della metropolitana. Ormai non esiste luogo che, in nome di una maggiore sicurezza, non sia monitorato, 24 ore su 24, sette giorni su sette, dalle <strong>telecamere di videosorveglianza</strong>. </p>



<p>Avere un quadro aggiornato, in tempo reale, sul numero effettivo di questi strumenti è pressoché impossibile. Esistono numerose fonti, anche se l’autorevole <em><a href="https://www.wsj.com/articles/a-billion-surveillance-cameras-forecast-to-be-watching-within-two-years-11575565402">IHS Markit</a></em>, nel 2019, stimava che ci sarebbero stati circa <strong>1 miliardo</strong> di occhi elettronici in tutto il pianeta entro la fine del 2021. </p>



<p>A differenza di quanto si possa pensare, non sono soltanto i <strong>governi non democratici</strong> ad aver implementato un capillare controllo sulle rispettive popolazioni affidandosi proprio ai suddetti sistemi a circuito chiuso. Tutti &#8211; chi più e chi meno &#8211; stanno investendo ingenti risorse nel tentativo di rendere le città più sicure e debellare la microcriminalità, talvolta attirando aspre critiche per un modus operandi che andrebbe a ledere la privacy dei cittadini. </p>



<p>Per avere una visione d’insieme è utile consultare l’ultimo rapporto realizzato da <em><a href="https://www.comparitech.com/vpn-privacy/the-worlds-most-surveilled-cities/">Comparitech</a></em>, che ha passato in rassegna le prime dieci <strong>città </strong>al mondo per numero di telecamere di sorveglianza attive. Tralasciando la <strong>Cina</strong>, le cui città si trovano sotto la sorveglianza CCTV più pesante del pianeta (il 54% delle telecamere mondiali si troverebbe oltre la Muraglia, per un totale di <strong>540milioni di unità</strong> con una popolazione di 1,46 miliardi di persone, e dunque 372,8 telecamere per 1.000 persone), ai primi posti spicca la presenza di quattro centri indiani, a conferma di come, a livello globale, anche le democrazie sono sottoposte ad una quantità crescente di sorveglianza e di conseguenti preoccupazioni. </p>



<p>I ricercatori di <em>Comparitech </em>hanno raccolto una serie di dati e rapporti, inclusi rapporti governativi, siti Web della polizia e articoli di notizie, per avere un&#8217;idea del numero di telecamere a circuito chiuso in uso in 150 grandi città in tutto il mondo. Ebbene, Indore, Hyderabad, Delhi, Chennai, Singapore, Mosca, Baghdad, Londra, San Pietroburgo e Los Angeles sono le prime dieci <strong>città più sorvegliate</strong> al di fuori della Cina, in base al numero di telecamere per 1.000 persone. </p>



<p>Delhi, Chennai, Singapore, Seoul, Mosca, Londra, New York, Hyderabad, Mumbai e Città del Messico sono invece le prime dieci città più sorvegliate al di fuori della Cina, in base questa volta al numero di telecamere per miglio quadrato. L’aspetto più interessante, almeno stando al report di <em>Comparitech</em>, è che è stata trovata poca <strong>correlazione </strong>tra il numero di telecamere a circuito chiuso pubbliche e il <strong>crimine </strong>o la sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le città più (video)sorvegliate del mondo</h2>



<p>Spicca, come detto, il caso dell’<strong>India</strong>. <strong>Indore</strong>, con 200.600 telecamere per 3.208.722 persone (62,52 telecamere per 1.000 persone) è la città più sorvegliata al mondo ad esclusione dei centri cinesi. Seguono, sempre in India, <strong>Hyderabad</strong>, con 440.299 telecamere per 10.534.418 persone (41,8 telecamere per 1.000 persone), <strong>Delhi</strong>, 436.600 per 16.349.831 persone (26,7 telecamere per 1.000 persone) e <strong>Chennai</strong>, 282.126 per 11.503.293 persone (24,53 telecamere per 1.000 persone). </p>



<p>Restando in Asia, troviamo quindi <strong>Singapore</strong>, con 108.981 telecamere per 6.039.577 persone (18,04 telecamere per 1.000 persone). <strong>Mosca</strong>, capitale della Russia, conta invece 213.000 telecamere per 12.640.818 persone (16,85 telecamere per 1.000 persone). Troviamo poi <strong>Baghdad</strong>, in Iraq, con 120.000 telecamere per 7.511.920 persone (15,97 telecamere per 1.000 persone). </p>



<p>In Occidente, riflettori puntati su <strong>Londra</strong>, Regno Unito, con 127.373 telecamere per 9.540.576 persone (13,35 telecamere per 1.000 persone), <strong>San Pietroburgo</strong>, Russia, con 70.000 telecamere per 5.535.556 persone (12,65 telecamere per 1.000 persone) e <strong>Los Angeles</strong>, Stati Uniti, con 34.959 telecamere per 3.985.520 persone (8,77 telecamere per 1.000 persone).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra privacy e sicurezza</h2>



<p>Le telecamere a circuito chiuso servono a molti scopi, che vanno dalla <strong>prevenzione della criminalità</strong> al monitoraggio del traffico fino all&#8217;osservazione delle operazioni industriali in ambienti non adatti all&#8217;uomo.&nbsp;L&#8217;adozione della tecnologia di <strong>riconoscimento facciale</strong> consente inoltre a soggetti pubblici e privati ​​di verificare istantaneamente l&#8217;identità di chiunque passi davanti a una telecamera. </p>



<p>Prendiamo la Cina. L&#8217;ampio uso da parte della Repubblica Popolare Cinese di fotocamere e tecnologia di riconoscimento facciale è stato ampiamente documentato dai media.&nbsp;Tutto questo rende possibile il&nbsp;<strong>programma di credito sociale</strong>&nbsp;del Paese , che offre alle autorità locali una quantità senza precedenti di controllo sui propri cittadini. </p>



<p>Giusto per fare un esempio, le reti di telecamere cinesi possono essere impiegate per verificare i prelievi bancomat,consentire l&#8217;accesso nelle case e persino far vergognare pubblicamente le persone per reati minori come il jaywalking. Siamo di fronte ad un incubo distopico, alla realizzazione di un inferno orwelliano? Probabilmente per la maggior parte degli occidentali la risposta sarà affermativa. Ma, a quanto pare, dipende dai punti di vista. In un sondaggio del 2018 su 2.209 cittadini, l&#8217;&nbsp;80%&nbsp;degli intervistati ha approvato i sistemi di credito sociale. </p>



<p>Per quanto riguarda la situazione cinese, il <em>New York Times</em> ha scritto che l&#8217;obiettivo del governo cinese è chiaro: &#8220;Progettare un sistema per massimizzare ciò che lo Stato può scoprire sull&#8217;identità, le attività e le connessioni sociali di una persona, e che potrebbe in definitiva aiutare il governo a mantenere il suo governo autoritario&#8221;. </p>



<p>Lo stesso quotidiano statunitense ha sottolineato che le telecamere forniscono una mole impressionanti di <strong>dati </strong>a un potente software analitico.&nbsp;Tutti questi dati vengono quindi aggregati e archiviati su server governativi.&nbsp;Dal canto suo la Cina ha al contrario più volte parlato dell’importanza di garantire la sicurezza e tutelare la vita dei cittadini, respingendo ogni accusa. </p>



<p>Il problema principale con le telecamere di videosorveglianza, in ogni caso, riguarderà in maniera più evidente i <strong>governi democratici</strong>. Ovvero, quei Paesi all’interno dei quali l’<strong>equilibrio</strong> tra il <strong>diritto alla privacy</strong> e la sicurezza è molto più marcato. E dove ogni minimo sussulto verso uno dei due estremi è in grado di generare conseguenze socio-politiche inaspettate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-grande-fratello-alla-conquista-del-mondo.html">Il &#8220;Grande Fratello&#8221; alla conquista del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il software russo infiltrato nel cuore dell’Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-software-russo-infiltrato-nel-cuore-delloccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2022 15:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[National Rifle Association (Nra)]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Neanche l’ermeneutica più audace riuscirebbe a prevedere le strabilianti versatilità dell’intelligence russa, che è capace di rimanere nascosta proprio davanti agli occhi di tutti. Di recente, infatti, un’indagine britannica ha portato alla luce un’inquietante scoperta, dai risvolti raccapriccianti, che potrebbe rivelare pesanti conseguenze per tutto l’Occidente. La Reuters lancia l’allarme a livello globale La notizia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-software-russo-infiltrato-nel-cuore-delloccidente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Neanche l’ermeneutica più audace riuscirebbe a prevedere le strabilianti versatilità dell’<strong>intelligence russa</strong>, che è capace di rimanere nascosta proprio davanti agli occhi di tutti. Di recente, infatti, un’indagine britannica ha portato alla luce un’inquietante scoperta, dai risvolti raccapriccianti, che potrebbe rivelare pesanti conseguenze per tutto l’Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Reuters lancia l’allarme a livello globale</strong></h2>



<p>La notizia rimbalza da Londra a Washington ed è proprio la <a href="https://www.reuters.com/technology/exclusive-russian-software-disguised-american-finds-its-way-into-us-army-cdc-2022-11-14/">Reuters</a> a comunicare al mondo intero che un numero considerevole di applicazioni per cellulari e computers erano state sviluppate da una società ufficialmente considerata americana, ma che in realtà si è rivelata russa.<br>Il polo tecnologico in questione sarebbe Pushwoosh, che ha sede in Siberia e più precisamente nella città di Novosibirsk. L’agenzia britannica rende noto che questa azienda di software si occupava di elaborazione dei dati e, secondo quanto appreso dalle <a href="https://m.jpost.com/business-and-innovation/all-news/article-722578/amp">indagini</a>, avrebbe impiegato all’incirca 40 persone per un giro di affari di circa 2,4 milioni di dollari.</p>



<p>Quest’ultima risulterebbe registrata in Russia e paga tasse al governo di Mosca, sebbene la notizia inquietante è che sui social la stessa si presentava, invece, come statunitense con varie sedi dislocate in California, Maryland e Washington DC. Proprio grazie a questo espediente, infatti, tale società sarebbe riuscita magistralmente ad <strong>infiltrarsi</strong> nell’olimpo del settore industriale e della sanità pubblica statunitense, riuscendo ad eludere l’attenzione dei prestigiosi partners che invece credevano che Pushwoosh fosse totalmente americana. I bersagli sono stati addirittura Apple attraverso la AAPLO e Google con GOOGLO, ma la lista è davvero pesante ed il bollettino includerebbe anche il Center for Disease Control (CDC), l’Esercito degli Stati Uniti, Agenzie governative, la UEFA, il Partito Laburista britannico fino alla National Rifle Association.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ecco perché ora trema l’Occidente</h2>



<p>Le risorse aperte <a href="https://cio.economictimes.indiatimes.com/amp/news/digital-security/russian-software-disguised-as-american-finds-its-way-into-us-army-cdc-apps/95519744">riportano</a> che la CDC ha fatto sapere che il software di Pushwoosh utilizzava la parte del server che aveva accesso solo alle informazioni sulle malattie  e non a quella dedicata alla condivisione dei dati degli utenti. L’Esercito statunitense, invece, da parte sua, avrebbe riferito alla stessa <em>Reuters</em> di aver rimosso, già lo scorso Marzo, un’app contenente Pushwoosh per questioni di sicurezza. Le riflessioni, però, si sono soffermate sul fatto che questo software fosse stato utilizzato presso il National Training Center in California, il che significherebbe che l’eventuale perdita di dati potrebbe rivelare tutti i movimenti delle truppe statunitensi all’estero. Ma sulla questione, successivamente, è intervenuto il portavoce dell’Us Army B. Dubee, il quale ha dichiarato che le forze di terra non hanno subito <strong>“perdite operative di dat</strong>i”, in quanto l’app non ha avuto modo di connettersi alla rete dell’esercito.</p>



<p>Altri attori coinvolti nella vicenda come la UEFA hanno <a href="https://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-11425519/amp/Russian-software-disguised-American-finds-way-U-S-Army-CDC-apps.html">ribadito</a> lo stupore dei colleghi mal capitati, in quanto non credevano vi fossero legami con società russe alla stipula del contratto, perché tutto sembrava essere ufficialmente made in Usa. Sulla stessa stringa ha commentato l’NRA, mentre il Partito Laburista britannico si sarebbe astenuto da rilasciare anche una sola parola sulla questione. Il fondatore di Pushwoosh si è difeso dichiarando che la società non ha avuto intenzione di mascherare le sue origini russe, in quanto essa non ha alcun tipo di legame con il governo di Mosca e memorizza i suoi dati negli Stati Uniti e in Germania. </p>



<p>Ma proprio su questo punto la Reuters riporta anche un’importante indicazione rilasciata da Zach Edwards, un ricercatore di cyber-sicurezza, che fu il primo ad accorgersi della costante presenza del codice dell’applicazione Pushwoosh durante il periodo in cui lavorava per la società Internet Safety Labs. Quest’ultimo ha infatti riferito che i dati raccolti sono simili a quelli incamerati da Facebook, Google e Amazon, ma la differenza è che quelli di Pushwoosh negli Stati Uniti vengono però inviati a server controllati da una società in Russia. Ma, la cosa sconcertante e che può realmente far tremare le poltrone importanti dell’Occidente è che sebbene questa società sul proprio sito <a href="https://m.youtube.com/watch?v=GPBN7FuL3rE">dichiari</a> di non raccogliere informazioni sensibili, Reuters rende noto, invece, che le autorità russe, anche per una questione di sicurezza interna, comunque pretendono che “le aziende locali” consegnino i dati degli utenti alle agenzie di sicurezza nazionali, ed è quindi proprio questo motivo  che ora lascia presagire uno scenario non semplice per la sicurezza di tutto l’Occidente.</p>
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		<title>Il piano italiano per il rilancio della spesa militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-piano-italiano-per-il-rilancio-della-spesa-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 09:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia prepara la corsa al riarmo. Dopo il recente ordine del giorno leghista sottoscritto alla Camera dalla stragrande maggioranza dei partiti rappresentati in Parlamento il governo Draghi vuole rispondere alla necessità di predisporre &#8220;un sentiero di aumento stabile nel tempo, che garantisca al Paese una capacità di deterrenza e protezione” mentre nell’immediato si dovrebbe agire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-piano-italiano-per-il-rilancio-della-spesa-militare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220321104354599_681873527db5f1ecb767cd907031e6ed-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Italia </strong>prepara la corsa al riarmo. Dopo il recente ordine del giorno leghista sottoscritto alla Camera dalla stragrande maggioranza dei partiti rappresentati in Parlamento il governo Draghi vuole rispondere alla necessità di predisporre &#8220;un sentiero di <strong>aumento stabile nel tempo</strong>, che garantisca al Paese una capacità di deterrenza e protezione” mentre nell’immediato si dovrebbe agire per “incrementare alla prima occasione utile il Fondo per le esigenze di difesa nazionale”. Il fondo pluriennale battezzato nel 2020 dal <a href="https://it.insideover.com/politica/la-linea-guerini-niente-difesa-europea-senza-asse-con-gli-usa.html" target="_blank" rel="noopener">Ministro della Difesa <strong>Lorenzo Guerini (Pd), </strong></a>recentemente finito sotto attacco <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/ecco-perch-russia-mette-nel-mirino-litalia-2019381.html">da parte della Russia per le sue presunte posizioni di &#8220;falco&#8221; atlantista,</a> è già stato alimentato con 12,5 miliardi di euro sia nella Legge di Bilancio 2021 che in quella del 2022. Ora il potenziamento di questo fondo è ritenuto cruciale per predisporre un aumento sostenibile della spesa militare.</p>
<h2>L&#8217;Italia si riarma</h2>
<p>Il ragionamento è chiaro: qualità, prima ancora della quantità. La crescita, in questo secondo campo, è già tracciata da prima della guerra russo-ucraina. <a href="https://www.milex.org/2021/11/19/nel-2022-spese-militari-oltre-i-25-miliardi-piu-di-82-per-nuove-armi/">L&#8217;<strong>Osservatorio Milex </strong>ha stimato che nel 2022</a> &#8220;l’aumento di 1,35 miliardi&#8221; di euro del Bilancio del Ministero della Difesa (+5,4% su base annua) ha &#8220;trainato la crescita della spesa militare italiana&#8221;. Nel complesso le spese militari hanno &#8220;superato il muro dei 25 miliardi (25,82 in totale) con un aumento del 3,4% rispetto al 2021 e un balzo di quasi il 20% in 3 anni&#8221; destinando &#8220;un miliardo in più per l’acquisto di nuovi armamenti: 8,27 miliardi complessivi (record storico) in aumento del 13,8% rispetto all’anno scorso, con un salto del 73,6% negli ultimi tre anni (+3,512 miliardi rispetto ai 4,767 miliardi del 2019&#8221;. Ed è proprio su questo ultimo fronte che si mira a aumentare le prospettive di investimento.</p>
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<p>Nell&#8217;ottica piuttosto che raggiungere entro il 2024, come prescritto dalla Nato nel 2014, il tetto del 2% di spesa pubblica su Pil in Difesa (ora è all&#8217;1,4% circa) sia meglio stabilizzare la competitività del <strong>sistema-Paese </strong>nelle catene del valore del settore, Guerini ha in mente un piano. Fare, cioè, del Fondo pluriennale &#8220;uno strumento di finanziamento con proiezione a 15 anni dove far confluire voci di spesa fino ad allora disseminate in vari ministeri&#8221;, <a href="https://www.lastampa.it/politica/2022/03/21/news/italia_60_miliardi_per_la_difesa-2877951/">sottolinea <em>La Stampa</em>.</a> L&#8217;obiettivo è mobilitare <strong>60 miliardi di euro </strong>nei prossimi quindici anni. &#8220;In Italia, dove le preoccupazioni sono storicamente rivolte verso il Mediterraneo, negli anni si è alleggerito il capitolo di spesa militare fino a portare la percentuale dei contributi in rapporto al Pil nella parte bassa della classifica dei membri Nato&#8221;, prosegue il quotidiano torinese, aggiungendo che nel Documento di Economia e Finanza la spesa prevista sarà di circa l&#8217;1,54% del Pil. La via tracciata da Guerini anticipa le svolte di altri Paesi, come la Germania, che ha previsto un fondo simile a quello attivo già da<a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-corsa-alle-armi-anima-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener"> due anni in Italia dal valore di <strong>100 miliardi di euro</strong></a>.</p>
<h2>La Difesa non è un costo, è un valore</h2>
<p>Il 2% delle spese militari sarebbe fissato in un target di 38 miliardi di euro, al valore attuale di Pil e spesa pubblica. E questo va però mediato con la necessità di creare valore aggiunto per il sistema Paese: dalla ricerca compiuta da aziende come <strong>Leonardo e Fincantieri </strong>fino alla partecipazione italiana nei grandi programmi internazionali (dalle Fremm al caccia Tempest) già il Documento Pluriennale per la Programmazione degli investimenti nella Difesa del 2021 fissava roadmap precise che ora vanno sostenute con ricerche in tecnologie critiche, competitività, sviluppo. Valorizzando la consapevolezza<a href="https://it.insideover.com/difesa/il-valore-strategico-della-politica-industriale-per-la-difesa-italiana.html"> che la <strong>Difesa non è un costo, è un valore</strong></a>.</p>
<p>Secondo le stime di Aiad (la Confindustria delle industrie del settore presieduta dall&#8217;onorevole Guido Crosetto) il totale delle aziende di questo settore operanti in Italia apporterebbe, ogni anno, un valore aggiunto importante all&#8217;economia generando un fatturato complessivo di 15,5 miliardi di euro. <strong>Ambrosetti, </strong>in un report del 2018, indicava una cifra simile, attorno ai 14 miliardi. Su questa leva può crescere, oggigiorno, la strutturazione del Paese in materia di sviluppo industriale funzionale alla crescita della Difesa.</p>
<p>Il <strong>Copasir, il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza</strong> di Palazzo Chigi nella sua ultima relazione annuale, il ministero della Difesa e gli altri apparati stanno da tempo costruendo un framework che unisce <a href="https://www.cisint.org/cms/wp-content/uploads/ossisna_la_politica_industriale_della_difesa_2021.pdf" target="_blank" rel="noopener">proiezione dell&#8217;interesse nazionale, tutela della sovranità, valorizzazione del ruolo pubblico della Difesa e accrescimento del patrimonio industriale,</a> tecnologico e scientifico nazionale.</p>
<h2>La via dell&#8217;interesse nazionale</h2>
<p>Solo in quest&#8217;ottica la crescita delle spese militari può avere una ratio ben chiara: <strong>dove orientare la spesa</strong>? Su che programmi e che modelli di investimento? Su che tecnologie e che filiere puntare? Con che partner costruire la Difesa di domani? Un aumento dettato da fini &#8220;emotivi&#8221; come quello della guerra russo-ucraina non permetterebbe di rispondere chiaramente a tali quesiti. E di sfruttare il valore che la Difesa può assumere come <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-modello-dellindustria-per-la-transizione-ecologica-la-difesa.html">&#8220;laboratorio&#8221; della nuova via nazionale alla politica industriale</a> nel quadro di <a href="https://www.true-news.it/economy/soldi-infiniti-debito-amato-rompere-tabu-rigore">un paradigma contraddistinto dal ritorno della </a><strong>sicurezza nazionale </strong>come driver degli investimenti e <a href="https://fondazionefeltrinelli.it/lalternativa-si-chiama-stato/">dello Stato come attore chiave. </a></p>
<p>Il keynesismo militare all&#8217;italiana può produrre sicurezza collettiva, valore aggiunto per il sistema Paese, crescita contribuendo all&#8217;interesse nazionale. A patto che i programmi siano ben indirizzati: dal Tempest alle Fremm, dai nuovi fronti della cybersicurezza alla necessità di incubare <strong>start-up, centri di ricerca e aziende </strong>operanti nella frontiera infinita delle nuove tecnologie (indicata come priorità dal documento <a href="https://www.cisint.org/cms/wp-content/uploads/ossisna_il_fenomeno_novax_e_i_rischi_per_il_sistema_industriale_nazionale_2021.pdf">Scenari Futuri dello Stato Maggiore della Difesa che guarda al 2040)</a> bisognerà riflettere con attenzione. Spalmare 60 miliardi di euro da qui al prossimo quindicennio significa compiere un investimento sull&#8217;avvenire. A cui far seguire riflessioni politiche e strategiche sul da farsi, nel contesto di un quadro securitario profondamente mutato in tutta Europa.</p>
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		<title>Il governo potrebbe sostituire i vertici dei servizi segreti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 11:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Conte in conferenza stampa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sulla Libia emerge confusione. Da un lato si sostiene il governo di Fayez Al Sarraj, dall&#8217;altro lato però emergono riavvicinamenti verso il generale Khalifa Haftar, a capo del Libyan National Army (Lna). Ma non è soltanto una questione di posizionamento all&#8217;interno dello scacchiere libico, il problema è a monte: nemmeno a Roma in questo momento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html">Il governo potrebbe sostituire i vertici dei servizi segreti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Conte in conferenza stampa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sulla Libia emerge confusione. Da un lato si sostiene il governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>, dall&#8217;altro lato però <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-mosse-macron-trump-rischi-italia.html">emergono riavvicinamenti</a> verso il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar</a>, a capo del <strong>Libyan National Army</strong> (Lna). Ma non è soltanto una questione di posizionamento all&#8217;interno dello scacchiere libico, il problema è a monte: nemmeno a Roma in questo momento sanno chi deve occuparsi nello specifico di Libia. Il cambio di governo ha comportato inevitabilmente un cambio anche di vedute e l&#8217;impressione è che, in questo momento, a prevalere sia una fase di transizione in cui da Palazzo Chigi e non solo si sta cercando di capire chi ed in che modo deve seguire il dossier libico.</p>
<h2>Manenti chiamato al Viminale</h2>
<p>Su<em> Il Fatto Quotidiano</em> sono trapelate conferme alle indiscrezioni già circolate nei giorni scorsi, ossia che nella giornata di giovedì presso la sede del ministero dell&#8217;Interno si è tenuta un&#8217;importante riunione alla presenza del ministro <strong>Luciana</strong> <strong>Lamorgese</strong>, dell&#8217;ambasciatore libico in Italia <strong>Omar Tarhuni</strong> e, secondo alcune fonti, anche del sottosegretario <strong>Vito Crimi</strong>. Ospite d&#8217;eccezione, l&#8217;ex capo dell&#8217;Aise <strong>Alberto Manenti</strong>. Quest&#8217;ultimo è un profondo conoscitore del dossier libico. Nato a <a href="https://it.insideover.com/politica/misurata-e-tarhuna-le-due-citta-stato-della-libia.html">Tahruna</a>, la città Stato a sud di Tripoli cruciale per gli equilibri militari e politici della capitale libica, Manenti da sempre appare molto radicato in Libia ed ha seguito da vicino la questione fino ad un anno fa, quando per l&#8217;appunto era a capo dell&#8217;Agenzia Informazione e Sicurezza Esterna.</p>
<p>Molto vicino all&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno <strong>Marco Minniti</strong>, o comunque al vertice dell&#8217;Aise quando l&#8217;esponente del Pd era al Viminale, la presenza di Manenti al ministero dell&#8217;Interno non è certamente casuale. Nella riunione sopra citata, all&#8217;ordine del giorno ci sarebbe stata la vicenda del rinnovo dell&#8217;accordo con Tripoli che prevede collaborazione con la Guardia costiera libica: <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rebus-di-giuseppe-conte-sulla-guardia-costiera-libica.html">quest&#8217;ultimo scade il prossimo 2 novembre</a> e potrebbe essere rinnovato tacitamente per altri due anni. La prospettiva della continuazione di tale accordo sta agitando in queste settimane le acque della maggioranza, con la sinistra del Pd e LeU che a più riprese hanno premuto per l&#8217;interruzione di ogni rapporto con la Guardia costiera libica.</p>
<p>La presenza di Manenti, unita anche alla visita del ministro dell&#8217;Interno libico<strong> Fatih Pashagha</strong><a href="https://specialelibia.it/2019/10/24/immigrazione-e-confini-sud-della-libia-pashagha-incontra-lamorgese/"> tenuta mercoledì sempre al Viminale</a>, sembra orientare il governo verso il rinnovo dell&#8217;accordo. Ma al di là di questo, il fatto stesso che Manenti sia stato chiamato al Viminale potrebbe indicare un suo ritorno in campo. Il ministro Lamorgese non disdegnerebbe i consigli dell&#8217;ex numero uno Aise sulla Libia, anche perché il titolare dell&#8217;Interno non vorrebbe lasciare il dossier totalmente in mano alla Farnesina.</p>
<h2>Cambi in vista ai vertici della sicurezza?</h2>
<p>Come scritto da Alessandro Mantovani su <em>Il Fatto Quotidiano</em>, la presenza di Manenti al Viminale non è stata ben vista dal suo successore all&#8217;Aise, il generale ex ufficiale della Finanza <strong>Luciano Carta</strong>. Malumori che nascerebbero dalle voci sempre più insistenti di un nuovo avvicendamento proprio all&#8217;Aise: il governo starebbe pensando di piazzare al timone dell&#8217;agenzia il generale <strong>Gianni Caravelli</strong>, ufficiale dell&#8217;esercito ed attuale numero due di Carta. Quest&#8217;ultimo sarebbe invece indirizzato al <strong>Dis</strong>, il Dipartimento Informazione e Sicurezza della Presidenza del Consiglio.</p>
<p>Qui Carta prenderebbe il posto di un altro ex generale della Guardia di Finanza, ossia <strong>Gennaro Vecchione</strong>. Avvicendamenti al momento rimasti confinati solo alle fatidiche voci di corridoio, ma che da Palazzo Chigi si dipanino movimenti volti a rimescolare le carte ai vertici della sicurezza appare oramai quasi certo. E tutto questo ovviamente non può non avere influenze sul dossier libico, quello più delicato. Una fase di transizione terminata la quale, forse, si potrebbe avere anche maggiore chiarezza sulla posizione italiana in Libia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html">Il governo potrebbe sostituire i vertici dei servizi segreti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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