“Salus Rei Publicae Suprema Lex”: a ogni riunione del Consiglio Supremo di Difesa viene in mente la celebre massima ispirata al De Legibus di Cicerone, oggi peraltro motto dell’Esercito Italiano: l’organo di rango costituzionale che si riunisce almeno due volte l’anno per discutere delle priorità di sicurezza nazionale per l’Italia è stato convocato ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla presenza di Giorgia Meloni e dei ministri competenti in materia.
Ben lontano dall’impenetrabile alone di mistero che ha circondato le riunioni di questo apparato nei lunghi decenni della Guerra Fredda e coperto dai crismi della diffusione mediatica, il Csd è la ghiandola pineale della sicurezza nazionale italiana. Ma viene oggi a tal proposito un forte dubbio: è ancora possibile demandare a questi check periodici, mediamente semestrali, la grande strategia del Paese o all’Italia servirebbero apparati più flessibili in grado di consigliare costantemente i decisori su una serie di decisioni adattive e resilienti in un contesto di mutevolezza geopolitica costante? Anche di questo parliamo nel nuovo numero di InsideWar, sottolineando come l’Italia possa e debba riflettere circa l’istituzione di un Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Ma commentando anche i temi della riunione del Quirinale di ieri.
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