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	<title>East-Med Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 08 Apr 2022 16:34:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>East-Med Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Come l&#8217;Italia può sopravviere senza gas russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/come-litalia-puo-sopravviere-senza-gas-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 16:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Tap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo un&#8217;escalation, a dire il vero più retorica che fattuale, sulle minacce di uno stop alle forniture di gas russo il governo Draghi e il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani in particolare stanno adottando un approccio più realista sul superamento della dipendenza da Mosca. Nelle scorse settimane abbiamo analizzato come, al netto di dichiarazioni spesso confusionarie del titolare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/come-litalia-puo-sopravviere-senza-gas-russo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/come-litalia-puo-sopravviere-senza-gas-russo.html">Come l&#8217;Italia può sopravviere senza gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo un&#8217;escalation, a dire il vero più retorica che fattuale, sulle minacce di uno <strong>stop alle forniture di gas russo </strong>il governo Draghi e il Ministro della Transizione Ecologica <strong>Roberto Cingolani </strong>in particolare stanno adottando un approccio più realista sul superamento della dipendenza da Mosca. Nelle scorse settimane abbiamo analizzato come, al netto di dichiarazioni spesso confusionarie del titolare del MITE dettate dall&#8217;emotività della fase in corso, la guerra <strong>russo-ucraina</strong> ha fornito il gancio per mostrare quali sono le criticità del sistema-Paese Italia sul fronte energetico:</p>
<ul>
<li>Eccessiva dipendenza dalle importazioni gasiere di un solo fornitore, la Russia, che garantisce <strong>33 miliardi di metri cubi <a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-di-putin-su-gas-petrolio-e-rublo-che-inguaia-le-sanzioni-europee.html" target="_blank" rel="noopener">annui su 70 di consumo</a>.</strong></li>
<li>Scarsa elasticità del mix energetico dovuta alla <strong>doppia problematica </strong>della crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime e dell&#8217;inflazione che rende più costoso sostenere gli <strong>investimenti in transizione energetica</strong>.</li>
<li>Assenza di un&#8217;<strong>agenda energetica </strong>di carattere politico-strategico al di fuori dei piani industriali dei grandi gruppi (Eni, Snam e via dicendo)</li>
</ul>
<p>Dopo un mese dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina l&#8217;analisi di scenario sembra essersi fatta, finalmente, più pacata. A partire da una considerazione: pensare il decoupling energetico dalla Russia in termini graduali e senza strappi relativi è possibile complice il fatto che presto si aprirà la <strong>stagione calda </strong>e la pressione sulla cittadinanza si farà meno gravosa. Come riporta <em>Il Foglio, </em>&#8220;le esigenze da tenere in considerazione sono due. Una riguarda l&#8217;inverno 2022/2023, l&#8217;altra gli anni successivi. Secondo il calcolo del governo, i &#8220;processi avviati rendono credibile il superamento totale della dipendenza vincolante dalla Russia e anche il raggiungimento di un&#8217;ampia platea di fornitori, a vantaggio della stabilità dei prezzi, per il 2024&#8221;.</p>
<p>Come fare? In primo luogo col potenziamento del <strong>sistema di rigassificazione </strong>a cui recentemente <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gnl-usa-puo-fare-dellitalia-lhub-europeo-del-gas.html">si è dato il via libera con l&#8217;acquisto da parte di Snam di due navi destinate a questo scopo.</a> Si prevede di trovare una extra-capacità compresa tra i 10 e i 12 miliardi di metri cubi e soprattutto di &#8220;mettere  l&#8217;Italia nella condizione di avere una certa sicurezza grazie ai rapporti con fornitori (Algeria, Egitto e Congo in testa). L&#8217;Italia è il secondo paese europeo per capacità di stoccaggio e quest&#8217; anno è stato il primo, con un riempimento tuttora al 30,1 per cento&#8221;, che portata al massimo permetterebbe maggiori economie di scala per l&#8217;arrivo di Gnl americano, qatariota, norvegese, africano.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3ir5zGj" target="_blank" rel="noopener"><strong>Energia: siamo nella tempesta perfetta in Europa?</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/34ZFuLp" target="_blank" rel="noopener"><strong>Draghi-Scholz, strategie diverse sul gas russo</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3JzgSZ3" target="_blank" rel="noopener"><strong>Le sanzioni risparmiano il gas e il rublo rifiata</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>In caso di totale azzeramento delle forniture russe per embargo energetico unilaterale o proseguimento del conflitto, poi, l&#8217;Italia dovrebbe trovare nuovi pivot di rifornimento. L&#8217;<strong>Algeria e l&#8217;Egitto </strong>sono attenzionate. E nel Mediterraneo riprende piede l&#8217;ipotesi EastMed. Siamo meno ottimisti sull&#8217;ipotesi di azzerare la dipendenza dal gas russo entro il 2024, se non altro per capire se davvero l&#8217;opzione di azzeramento delle forniture del gas di Mosca sia, per il dopoguerra, l&#8217;ipotesi realmente più efficace.</p>
<p>In potenza va creata una capacità di sostituzione che superi i 33 miliardi di metri cubi potenzialmente cruciali per i conusmi interni e a cui l&#8217;Italia non può rinunciare. E bisogna evitare di sostituire alla dipendenza dal gas russo la dipendenza da qualsiasi altro produttore. In quest&#8217;ottica aumentare le forniture azere del Tap, che fornisce il 10% del gas nazionale e ha dato un aiuto notevole nella lotta al caro-bollette, darebbe aiuto sul medio periodo. Come ha dichiarato a <em>Il Messaggero</em> <strong>Luca Schieppati</strong>, managing director della società che gestisce il<strong> Trans Adriatic Pipeline,</strong> il primo step per una sua valorizzazione sarebbe l&#8217;utilizzo a pieno regime del gasdotto (10 miliardi di metri cubi annui dai 7 attuali), il secondo un raddoppio della sua portata capace di renderlo l&#8217;hub<a href="https://it.insideover.com/economia/azerbaigian-e-turchia-completano-il-gasdotto-tanap.html" target="_blank" rel="noopener"> in grado di portare in Italia il gas non solo dell&#8217;Azerbaijan ma anche del Turkmenistan.</a></p>
<p>Quanto tempo richiederà una mossa del genere? Schippati ha dato risposte chiare: “40 mesi a partire dalla firma dei contratti.Se fosse un raddoppio completo ci vorrebbero oltre<strong> 50 mesi”,</strong> ovvero almeno quattro anni. Un tempo in cui pensare a una graduale riduzione della dipendenza dal gas russo. La cui presenza nel mix energetico nazionale va ridimensionata ma non necessariamente cancellata. Facendo i conti: portare da 7 a 20 miliardi di metri cubi annui la portata del Tap e da circa 9 a oltre 20 miliardi metri cubi quella dei rigassificatori consentirebbe, unitamente all&#8217;applicazione del piano del <strong>governo Draghi </strong>di alzare da 3 a 6,5 miliardi di metri cubi la produzione <a href="https://www.true-news.it/economy/gas-russo-la-exit-strategy-di-cingolani-non-puo-funzionare">dei giacimenti nazionali, di avere un cuscinetto di sicurezza non indifferente.</a> Parliamo di 26,5 miliardi di metri cubi che possono essere deviati dalla dipendenza dalla Russia. E i 10 miliardi del gas mediterraneo di EastMed possono in tal senso far la differenza rendendo il mercato resiliente e consentendo all&#8217;Italia di acquistare dalla Russia secondo dinamiche di mercato e non sulla base di una dipendenza strutturale. &#8220;<strong>L’adesione italiana nel 2020</strong> al Forum del gas del Mediterraneo orientale (<a href="https://temi.camera.it/leg18/dossier/OCD18-14568/statuto-east-mediterranean-gas-forum-emgf-fatto-al-cairo-22-settembre-2020.html" target="_blank" rel="noopener">East Mediterranean Gas Forum – Emgf</a>) costituito da Cipro, Egitto, Giordania, Grecia ed Autorità nazionale palestinese ha aperto la strada alla realizzazione del progetto. Sono così <a href="https://www.affarinternazionali.it/2020/05/litalia-e-mediterraneo-zee/" target="_blank" rel="noopener">venute meno le  nostre riserve</a> verso un’iniziativa a lungo considerata non rispondente all’interesse nazionale nel confronto col <a href="https://www.affarinternazionali.it/2018/08/tap-polemiche-strategia-italia/" target="_blank" rel="noopener">Tap</a>&#8221; ma ore ritenuta decisiva, ha scritto <a href="https://www.startmag.it/energia/italia-eastmed-gas-mediterraneo/#:~:text=EastMed%20trasporter%C3%A0%20in%20Italia%2C%20con,1.300%20chilometri%20di%20condotte%20sottomarine.">l&#8217;ammiraglio <strong>Fabio Caffio su <em>StartMag</em></strong>. </a></p>
<p>I mesi caldi possono essere utilizzati per capire in che modo l&#8217;Italia può ottimizzare le decisioni e le scelte. Senza isteria, senza strappi radicali e senza pregiudizi possiamo e <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html">dobbiamo </a><strong>pensare in grande. </strong>Nella consapevolezza che programmare con un orizzonte più lungo rispetto all&#8217;aspettativa del 2024 può fornire maggiore sicurezza verso la grande meta dell&#8217;<strong>autonomia energetica</strong>. Fattore decisivo per il nostro posizionamento geopolitico e per la sicurezza economica di milioni di famiglie e imprese. Mai sprecare una crisi dimenticandosi le opportunità che può schiudere.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ombra tedesca dietro le mosse turche nel Mediterraneo orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lombra-tedesca-dietro-le-mosse-turche-nel-mediterraneo-orientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 14:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="895" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave turca nel Mediterraneo orientale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-1024x477.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-1536x716.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-2048x955.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tensione fra Grecia e Turchia nell&#8217;Egeo e nel Mediterraneo orientale continua ad aumentare. Negli ultimi giorni si è assistito ad una nuova escalation fra i due paesi a causa dei crescenti sconfinamenti turchi nelle acque e nello spazio aereo greci e dell&#8217;annuncio riguardante l&#8217;inizio di un&#8217;indagine sismica a ridosso di Castelrosso, un&#8217;isola greca che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-tedesca-dietro-le-mosse-turche-nel-mediterraneo-orientale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-tedesca-dietro-le-mosse-turche-nel-mediterraneo-orientale.html">L&#8217;ombra tedesca dietro le mosse turche nel Mediterraneo orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="895" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave turca nel Mediterraneo orientale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-1024x477.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-1536x716.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Nave-turca-Oruc-Reis-La-Presse-scaled-e1595515191209-2048x955.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La tensione fra Grecia e Turchia nell&#8217;Egeo e nel Mediterraneo orientale continua ad aumentare. Negli ultimi giorni si è assistito ad una nuova escalation fra i due paesi a causa dei crescenti sconfinamenti turchi nelle acque e nello spazio aereo greci e dell&#8217;annuncio riguardante l&#8217;inizio di un&#8217;indagine sismica a ridosso di Castelrosso, un&#8217;isola greca che si trova a meno di quattro chilometri dalle coste anatoliche.</p>
<h2>Aumenta la tensione nel Mediterraneo</h2>
<p>Il 21 luglio, con una mossa inaspettata ma prevedibile, la Marina militare turca<a href="https://www.trt.net.tr/italiano/economia-1/2020/07/22/turchia-dichiara-navtex-intorno-all-isola-di-castelrosso-1459782"> ha emesso</a> una nota di avvertimento marittimo (NAVTEX) attorno l&#8217;isola di Castelrosso. Il NAVTEX è una trasmissione radio utilizzata per informare i naviganti sulle specifiche dell&#8217;area marittima sulla quale si trovano: condizioni meteorologiche, dati di navigazione, lavori in corso, traffico e altro ancora.</p>
<p>Nel caso in questione, la nota che è stata preparata ed emessa dalla Marina turca<a href="https://www.dailysabah.com/politics/diplomacy/turkey-rejects-greeces-irrational-continental-shelf-claims"> avvisa i naviganti</a> che si trovano nell&#8217;area fra Rodi, Scarpanto e Castelrosso che fino al 2 agosto sarà possibile che si imbattano nella presenza di tre navi battenti bandiera turca, Oruc Reis, Ataman e Cengiz Han. Le tre navi saranno impegnate in un&#8217;indagine sismica che è propedeutica alla preparazione di future esplorazioni alla ricerca di idrocarburi con<strong> finalità estrattive</strong>.</p>
<p>Curiosamente, il NAVTEX emesso su Castelrosso giunge al termine di una settimana <a href="https://greekcitytimes.com/2020/07/21/greek-armed-forces-on-high-alert-turkey-announces-illegal-exploration-in-greek-waters-from-today/">di sconfinamenti</a> aerei e marittimi da parte turca nei pressi della stessa isola; azioni interpretabili come un tentativo di capire quale avrebbe potuto essere la reazione greca.</p>
<p>Nella stessa giornata, il governo Mitsotakis ha riunito ad Atene i vertici delle forze armate per discutere delle conseguenze dell&#8217;annuncio di Ankara, perché giustificherebbe anche l&#8217;invio di mezzi militari a difesa delle navi di ricerca, e ha ordinato l&#8217;emissione di un contro-NAVTEX teso a privare di legittimità quello turco. Al termine della riunione è stata assunta la decisione di mettere l&#8217;esercito<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3033843/2020-07-21/mediterraneo-grecia-in-allerta-per-nuova-campagna-prospezioni-sismiche-turchia-a-castelrosso"> in stato d&#8217;allerta</a>.</p>
<h2>Le ragioni delle azioni turche</h2>
<p>Le rivendicazioni sulla proprietà e il diritto all&#8217;estrazione e allo sfruttamento delle risorse naturali presenti fra l&#8217;Egeo meridionale e il Mediterraneo orientale sono ritenute giustificate<a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-punta-la-libia.html"> sulla base dell&#8217;accordo</a> sulla delimitazione delle zone di giurisdizione marittima nel Mediterraneo siglato tra Ankara e il governo di accordo nazionale di Tripoli lo scorso 27 novembre.</p>
<p>L&#8217;accordo, molto controverso, ha portato alla creazione di un corridoio acquatico turco-libico che, <em>de facto</em>, trasforma la Turchia in un interlocutore necessario per qualsiasi discussione avente come tema lo sfruttamento delle risorse naturali nella regione e limita il raggio d&#8217;azione degli altri attori adiacenti, ovvero Grecia, Cipro, Egitto ed Israele, legittimando in via potenziale anche delle pretese su acque internazionali attualmente sotto influenza greca e cipriota.</p>
<p>Quella legittimazione in via potenziale ha assunto forma concreta il 21 luglio con l&#8217;emissione di un NAVTEX preannunciante le imminenti operazioni turche di indagine sismica, che sono funzionali alla ricerca di giacimenti di gas naturale, di cui il Mediterraneo orientale è estremamente ricco. Lo stesso diritto all&#8217;emissione del NAVTEX su acque greche trova <span style="font-size: 1rem;">il proprio fondamento legale </span><span style="font-size: 1rem;">nell&#8217;accordo del 27 novembre.</span></p>
<h2>La Grecia alla ricerca di alleati</h2>
<p>Il supporto diplomatico dell&#8217;Ue, che ancora non si è trasformato in sostegno concreto, sta portando la Grecia a cercare altrove la soluzione ai propri problemi. Alcuni eventi accaduti negli ultimi tre mesi sembrano indicare che stia rapidamente prendendo forma un sodalizio con Israele, che sarebbe funzionale al contenimento via mare della Turchia, e con l&#8217;Armenia, funzionale invece al contenimento via terra.</p>
<p>Per quanto riguarda Israele, l&#8217;evento spartiacque è stato rappresentato dalla <a href="https://it.insideover.com/politica/santa-sofia-infiamma-le-relazioni-fra-la-turchia-e-israele.html">visita a Gerusalemme</a> del primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, il 17 giugno. Lì, Mitsotakis ha incontrato il presidente israeliano e, con alta probabilità, ha pattuito i termini del partenariato. In poco più di un mese sono stati raggiunti dei traguardi importanti: un accordo nel campo della difesa, un accordo di cooperazione nella sicurezza cibernetica, una provocazione molto eloquente contro il consolato turco di Gerusalemme Est all&#8217;indomani della<a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-ha-vinto-santa-sofia-tornera-ad-essere-una-moschea.html"> riconversione in moschea</a> di Santa Sofia e, ultimo in ordine di tempo, la <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israel-approves-deal-on-eastmed-gas-pipeline-project/1915650">ratificazione</a> del progetto sul gasdotto EastMed da parte del governo israeliano.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Armenia, <a href="https://greekcitytimes.com/2020/07/21/greece-and-armenia-strengthen-military-ties/">il 20 luglio</a> una delegazione diplomatica proveniente da Atene si è recata a Yerevan per incontrare il ministro della difesa del paese caucasico, Davit Tonoyan. Le parti hanno discusso l&#8217;approfondimento delle relazioni bilaterali, ed in particolare il potenziamento del partenariato nelle sfere della difesa e degli affari militari e la cooperazione nella sicurezza regionale.</p>
<p>La mossa del governo greco avviene sullo sfondo di un&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/ritorna-la-tensione-tra-armenia-ed-azerbaijan.html">escalation militare</a> fra l&#8217;Armenia, che è un alleato storico della Russia, e l&#8217;Azerbaigian, che negli anni recenti si è trasformato in un vero e proprio feudo turco. Corteggiare Yerevan significa gettare le basi per il completamento ed il perfezionamento di un&#8217;opera di accerchiamento nei confronti di Ankara, che via mare affronta Tel Aviv ed Il Cairo, ma anche inviare un segnale al Cremlino, anch&#8217;esso tornato al centro dell&#8217;agenda estera greca<a href="https://www.insideover.com/nationalism/greece-endlessly-caught-between-the-east-and-the-west.html"> nei tempi recenti</a>.</p>
<h2>Quale ruolo sta giocando la Germania?</h2>
<p>La Germania, come già accaduto in passato, si è schierata diplomaticamente con la Grecia. Il ministro degli esteri tedesco,<a href="https://www.ekathimerini.com/254978/article/ekathimerini/news/turkey-escalation-places-greece-on-alert"> Heiko Maas</a>, ha spalleggiato le minacce di ritorsioni economiche lanciate <span style="font-size: 1rem;">all&#8217;indirizzo turco </span><span style="font-size: 1rem;">dal primo ministro greco: &#8220;L&#8217;imposizione di sanzioni da parte dell&#8217;Ue contro la Turchia sarà una strada senza ritorno. Spetta alla Turchia scegliere che tipo di relazione vuole avere con la Grecia, con Cipro e con l&#8217;Europa. Credo che, al momento, sembra che stia scegliendo la direzione sbagliata&#8221;.</span></p>
<p>La credibilità della posizione tedesca è minata dal fatto che la Turchia è stata minacciata di sanzioni già in passato ma, fino ad oggi, pur avendo varcando diverse linee rosse, non è accaduto nulla. Nessuna misura è stata applicata in ritorsione <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-bomba-dei-migranti-dalla-turchia-pronta-a-riversarsi-sull-europa.html">alla piccola crisi migratoria</a> scatenata fra fine febbraio e inizio marzo a detrimento della Grecia, e nessuna rappresaglia è stata inflitta a fine maggio, quando truppe turche<a href="https://it.insideover.com/politica/quella-mini-invasione-turca-in-grecia-che-agita-leuropa.html"> si sono appropriate</a> di un lembo di terra sotto sovranità greca sul fiume Evros.</p>
<p>Le minacce avrebbero sortito un effetto maggiore, e avrebbero avuto un altro significato, se a proferirle fosse stato Maas. La linea tedesca sulle relazioni greco-turche sembra, quindi, essere la stessa di sempre: supporto diplomatico <strong>di facciata</strong> alla Grecia, accettazione passiva delle rivendicazioni turche nel <strong>dietro le quinte</strong>.</p>
<p>Inoltre,<span style="font-size: 1rem;"> l&#8217;escalation avvenga a pochi giorni di distanza da una</span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-tenta-di-mediare-fra-grecia-e-turchia.html"> trilaterale avvenuta a Berlino</a><span style="font-size: 1rem;"> per trovare una soluzione al contenzioso greco-turco e questo non può essere una coincidenza. È la logica a suggerire una tale deduzione: se la Turchia avesse violato in maniera così rapida e brusca i termini dell&#8217;accordo raggiunto durante il vertice, avrebbe perduto automaticamente il tradizionale sostegno tedesco, con il risultato ultimo di danneggiare il proprio interesse nazionale e perdere una delle poche voci amiche nell&#8217;Ue, senza dubbio la più influente.</span></p>
<p>Un&#8217;analisi di quanto accaduto all&#8217;indomani del vertice è utile per capire cosa potrebbe essere successo. Innanzitutto va evidenziato che l&#8217;incontro è stato circondato da un alone di assoluta segretezza, poi spezzato alcuni giorni dopo dai media turchi. Questi ultimi hanno dapprima diffuso indiscrezioni sul fatto che a Berlino fosse accaduto qualcosa di altamente rilevante per le relazioni bilaterali greco-turche e dopo hanno ufficialmente confermato la veridicità delle informazioni che avevano ottenuto e fatto circolare.</p>
<p>La stampa turca ha descritto il vertice in termini normali, enfatizzando <strong>positivamente</strong> l’intromissione della Germania e ribadendo la legittimità delle rivendicazioni del governo nella regione. Inoltre, come già scritto, è indicativo che sia stata proprio la stampa turca a dare comunicazione dell’avvenuto evento, informando così anche l’opinione pubblica di Atene.</p>
<p>Da parte greca, invece, si è assistito ad un dibattito fra il partito di governo e le due più grandi forze di opposizione, Syriza e il Movimento per il Cambiamento. Secondo i due partiti, il profilo basso mantenuto dall’esecutivo sulla vicenda, che ha dapprima negato le indiscrezioni sulla veridicità dell’incontro e poi ha rifiutato di rilasciare commenti, sarebbe stata la prova del fatto che fosse stato raggiunto un<strong> risultato scadente</strong>, ovvero a detrimento della Grecia e a favore della Turchia.</p>
<p>Poiché nessun dettaglio è stato rivelato su come sia andato il vertice e l’unico modo per capire cosa potrebbe essere accaduto è quello di basarsi sulla descrizione dei media e della reazione della politica, è possibile che i partiti greci dell’opposizione abbiano avuto ragione e che durante le trattative i delegati di Berlino e Ankara si siano seduti dalla<strong> stessa parte</strong> del tavolo. Quando è accaduto nei giorni successivi a Castelrosso è, infatti, <strong>rivelatorio </strong>per chiunque abbia un&#8217;attenzione per i dettagli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-tedesca-dietro-le-mosse-turche-nel-mediterraneo-orientale.html">L&#8217;ombra tedesca dietro le mosse turche nel Mediterraneo orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Verso il fallimento del progetto EastMed?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/verso-il-fallimento-del-progetto-eastmed.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 16:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Zohr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="763" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468-768x305.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468-1024x407.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gasdotto East-Med potrebbe, nei prossimi anni, rischiare di non vedere la luce. Ideato dai governi di Grecia, Cipro e Israele per deviare verso l&#8217;Europa continentale l&#8217;oro blu estratto dai giacimenti Tamar e Leviathan, nell&#8217;offshore dello Stato ebraico e nei pozzi ciprioti, il gasdotto rischia di andare a sbattere contro le contingenze dettate dalla crisi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-il-fallimento-del-progetto-eastmed.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-il-fallimento-del-progetto-eastmed.html">Verso il fallimento del progetto EastMed?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="763" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468-768x305.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2908983-e1560844733468-1024x407.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/progetto-east-med-gasdotto.html">gasdotto East-Med</a> potrebbe, nei prossimi anni, rischiare di non vedere la luce. Ideato dai governi di Grecia, Cipro e Israele per deviare verso l&#8217;Europa continentale l&#8217;oro blu estratto dai giacimenti <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-del-gas-nel-mediterraneo-orientale.html"><strong>Tamar e Leviathan</strong></a>, nell&#8217;offshore dello Stato ebraico e nei pozzi ciprioti, il gasdotto rischia di andare a sbattere contro le contingenze dettate dalla crisi energetica legata alla pandemia in corso e le evoluzioni geopolitiche del Mediterraneo.</p>
<p>Le ultime settimane hanno segnato nel profondo le economie del bacino del Mediterraneo e i mercati energetici, colpiti da gravi fluttazioni nei <a href="https://it.insideover.com/economia/crolla-il-prezzo-del-petrolio-non-della-benzina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prezzi del petrolio</a> e del <a href="https://it.insideover.com/economia/il-gas-verso-prezzi-negativi-in-europa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gas naturale</a>. Al contempo, il trio Israele-Grecia-Cipro soffre il protagonismo strategico della <strong>Turchia di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, </strong>intenta a giocare su più tavoli. Ankara si muove con cinismo e sagacia in <strong>Libia, </strong>aumenta la pressione su Cipro, ritenuta l&#8217;anello debole del terzetto, a maggio è riuscita a indurre Eni, Total e ExxonMobil a sospendere per un anno le attività di trivellazione <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-adesso-esplora-i-giacimenti-di-eni-e-total-a-cipro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nelle acque cipriote conteste</a> tra Nicosia e lo Stato-fantoccio turco di <strong>Cipro Nord</strong>, difende le rotte del gas di <strong>TurkStream </strong>e immagina un ruolo da protagonista nelle rotte del gas.</p>
<p>Gabriel Mitchell, Policy Fellow all’Israeli Institute for Regional Foreign Policies<em>, </em>commentando il futuro di <strong>EastMed </strong>per <em>War on the Rocks, </em>si è detto abbastanza sicuro del fatto che presto la Commissione Europea, garante del progetto, potrebbe riconsiderare il suo sostegno politico ed economico al progetto e che <strong>Kyriakos Mitsotakis, </strong>primo ministro di Atene, non sia riuscito a dipanare il bandolo della matassa nel suo recente viaggio in Israele e nei suoi incontri con l&#8217;omologo <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html"><strong>Benjamin Netanyahu</strong></a>.</p>
<p>Cambiano gli equilibri e i rapporti di forza strategici, e la pandemia destabilizza ulteriormente gli scenari. <a href="https://www.startmag.it/energia/perche-il-gasdotto-eastmed-e-su-un-binario-morto-report/">Secondo </a><em>StartMag, </em>&#8220;più del Covid-19, a far mordere il freno agli artefici di EastMed sono i costi stimati del progetto, lievitati sino a 7 miliardi: tutto ciò per Mitchell ha sollevato forti dubbi sulla profittabilità del progetto stesso e in particolare sulla possibilità che il gas israeliano e cipriota arrivi in territorio europeo a un prezzo realmente competitivo&#8221;. In questo contesto chi dovrebbe valutare con attenzione la sua <a href="https://it.insideover.com/economia/i-primi-dubbi-su-eastmed-cosa-deve-fare-litalia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">futura strategia è l&#8217;<strong>Italia, </strong>che in EastMed</a> ha mezzo piede dentro data la presenza di <strong>Edison </strong>nel consorzio con la società greca Depa, denominato Igi Poseidon, incaricato di realizzare il gasdotto di circa 2mila chilometri e che <a href="https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/focus_energia/2020/01/03/gasdotto-eastmed-arriva-energean_113104dc-de8d-4fe7-953f-1fabb7302dce.html">a gennaio ha sostenuto ufficialmente il progetto.</a></p>
<p>Al contempo, bisogna sottolineare che EastMed andrebbe incardinato in una strategia energetica complessa per esser messo a servizio degli interessi di Roma. A spingere dall&#8217;esterno per EastMed sono in particolare gli <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/i-gasdotti-al-centro-della-strategia-usa-nel-mediterraneo-orientale.html">Stati Uniti,</a> </strong>desiderosi di veder rafforzata la posizione negoziale di Israele, principale Paese a rischio da un&#8217;eventuale frenata, nel Mediterraneo e di <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-guerra-fredda-del-gas/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">controbilanciare la Russia e il suo peso economico</a> nel mercato del gas europeo, <a href="https://it.insideover.com/economia/berlino-washington-mosca-il-grande-gioco-di-nord-stream-ii.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legato soprattutto al gasdotto Nord Stream.</a> L&#8217;interesse energetico primario dell&#8217;Italia (diversificare le fonti e garantirne la sicurezza) coincide, per gli elevati costi, solo in parte con la filosofia di EastMed, sia sul piano economico che su quello geopolitico: il gasdotto potrebbe spiazzare il ruolo dell&#8217;<strong>Egitto </strong>su cui <strong>Eni ha puntato </strong>a viva forza dalla scoperta del giacimento <strong>Zohr </strong>in avanti.</p>
<p>Negli anni scorsi Il Cairo, prosegue <em>Start, </em>&#8220;si era convinto di poter diventare un importante hub regionale, e coltivava l’ambizione di poter trasformare in Lng il gas israeliano e cipriota nei suoi impianti di Idku e Damietta e da lì esportarlo in Europa&#8221;: la competitiva dinamica politica del Mediterraneo ha reso difficile la materializzazione politica di questa strategia certamente non campata per aria. &#8220;Svaniti questi sogni, adesso Il Cairo ha i suoi problemi a trovare acquirenti della propria energia, e si è trovato persino costretto a tagliare la produzione nel suo maxigiacimento di Zohr&#8221;: Roma potrebbe consentire ancora a lungo un depauperamento dell&#8217;output di un giacimento dove è coinvolto il suo colosso energetico? A nostro avviso no: l&#8217;Italia dovrebbe esaltare il suo ruolo di <strong>attrattore di interessi regionali </strong>distribuendo la sua influenza politica tra filiere nuove nel Mediterraneo orientale e presidio dei consolidati interessi in uno Stato come l&#8217;Egitto che non può restare tagliato fuori. Un eccessivo sbilanciamento potrebbe favorire il convitato di pietra, Erdogan, attento in passato a giocare <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-erdogan-vuole-sottrarre-allitalia-il-gas-e-il-petrolio.html">sull&#8217;<strong>inazione dell&#8217;Italia </strong></a>per danneggiarne gli interessi nel già citato scenario cipriota e in Libia. Sulle rotte dell&#8217;oro blu corre la sfida per la primazia geopolitica in un Mediterraneo sempre più rovente.</p>
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		<title>L’Italia messa all’angolo fra Eastmed e Turkish Stream</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/litalia-messa-allangolo-fra-eastmed-e-turkish-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Antonucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 09:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Turk Stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480-768x402.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480-1024x536.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2020 si è aperto con due novità estremamente interessanti sul fronte energetico e che hanno in comune il fatto di vedere l&#8217;Italia coinvolta sebbene non protagonista. Si tratta di due progetti di gasdotti appena entrati nelle loro fasi cruciali e su cui il nostro Paese potrebbe – o avrebbe potuto – giocarsi un ruolo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-messa-allangolo-fra-eastmed-e-turkish-stream.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-messa-allangolo-fra-eastmed-e-turkish-stream.html">L’Italia messa all’angolo fra Eastmed e Turkish Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480-768x402.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8794509-e1563862699480-1024x536.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 2020 si è aperto con due novità estremamente interessanti sul fronte energetico e che hanno in comune il fatto di vedere l&#8217;Italia coinvolta sebbene non protagonista. Si tratta di due progetti di gasdotti appena entrati nelle loro fasi cruciali e su cui il nostro Paese potrebbe – o avrebbe potuto – giocarsi un ruolo interessante al netto di una diffusa incertezza e scarsa incisività.</p>
<h2>Uno sguardo su EastMed</h2>
<p>Per parlare del primo scenario bisogna spostarsi in Grecia, una fra le nazioni al centro delle discussioni sul <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/progetto-east-med-gasdotto.html">progetto EastMed</a>, il gasdotto che dovrebbe trasportare il gas naturale estratto nel Bacino Levantino e trasportato attraverso <strong>Cipro</strong> e la <strong>Grecia</strong> continentale. Il progetto è balzato sulle cronache nostrane anche per via dello scontro fra Grecia e <strong>Turchia</strong>, con Ankara che intende mantenere la propria influenza su quanto accade nel Mediterraneo Orientale e che preme sul progetto tramite la propria <a href="http://www.hurriyetdailynews.com/east-med-pipeline-project-wont-be-realized-without-turkish-approval-turkish-cypriot-premier-says-150613">influenza</a> sulla Repubblica Turca di Cipro Nord, in aggiunta alla propria <a href="https://www.offshore-technology.com/features/cyprus-and-turkey-the-battle-for-oil-and-gas-in-the-eastern-mediterranean/">presenza militare</a> nella regione.</p>
<h2>L&#8217;Italia, il suo ruolo e la ricerca di una posizione</h2>
<p>Il progetto EastMed ci riguarda sia perché fra le compagnie che operano per il progetto c’è Edison, ma anche perché l’Italia avrebbe potuto essere la destinazione di parte di quello stesso gas estratto nel Bacino Levantino attraverso <strong>Poseidon</strong>, diramazione di Eastmed che avrebbe connesso la parte del gasdotto giunta in Grecia con la <strong>Puglia</strong> via mare.</p>
<p>Su Poseidon stesso il <strong>Governo Conte I</strong> ha espresso la mancanza di apertura proprio perché si tratterebbe di un’ulteriore infrastruttura energetica da far approdare nella regione dove <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/gasdotto-tap.html">il Tap</a> è ormai stato presentato come un’opera necessaria ed i mal di pancia legati a questa decisione sostengono tuttora la carriera politica di esponenti del Movimento 5 Stelle come <strong>Barbara Lezzi</strong>, ex ministro per il Sud rappresentante dell’ala pugliese contraria al Tap ed ora <a href="https://www.linkiesta.it/it/article/2019/10/30/barbara-lezzi-dissidenti-cinque-stelle/44155/">critica di Luigi Di Maio</a>. L’<a href="https://www.quotidianodipuglia.it/regione/gasdotti_conte_chiude_a_poseidon_possibile_solo_un_innesto_a_tap-4429271.html">alternativa</a> presentata da Conte era proprio un innesto al Tap così da risparmiare la creazione di un nuovo gasdotto offshore e le discussioni legate ad un nuovo sito di approdo.</p>
<p>L’Italia, dunque, è partita definendo EastMed come un progetto strategico sotto il Governo <strong>Renzi</strong> tramite la dichiarazione congiunta firmata dal ministro dello Sviluppo Economico <strong>Carlo Calenda</strong> ed il ministro dell’Ambiente e dell’Energia greco <strong>Giorgos Stathakis</strong> il <a href="https://www.snam.it/export/sites/snam-rp/repository/media/energy-morning/allegati_energy_morning/20170915_3.pdf">14 settembre 2017</a>, per poi incartare la discussione sull’estensione di EastMed che dovrebbe rifornire proprio il nostro Paese, ovvero Poseidon. Un progetto che &#8211; va ricordato &#8211; è solo interesse nostro portare avanti visto che la Grecia verrebbe già raggiunta dal gasdotto nel proprio territorio, per cui potrà dire di aver fatto abbastanza per sé stessa.</p>
<p>A riprova di ciò vi è il fatto che Grecia, Cipro ed Israele ovvero i tre Paesi coinvolti nel progetto nell’area del Mediterraneo Orientale hanno continuato a lavorare ad un accordo con la benedizione dell’Ue che è arrivato il <strong>2 gennaio</strong> di quest’anno. A far presenza per l&#8217;Italia, una lettera di supporto da parte del ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, firmatario di un <a href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/energia_patuanelli_firma_memorandum_d_intesa_italia_grecia-4888187.html">Memorandum d’Intesa</a> sulla cooperazione energetica con la Grecia, al suo corrispettivo greco <strong>Kostis Hatzidakis</strong>, mentre le fonti ministeriali greche contattate dai giornalisti a fine dicembre in vista della firma dell’accordo <a href="http://www.ekathimerini.com/247848/article/ekathimerini/news/eastmed-deal-to-be-inked-january-no-word-on-italy-yet">non erano in grado</a> di affermare se l’Italia avrebbe o meno firmato.</p>
<h2>Il Turkish Stream: chi approfitta delle nostre incertezze</h2>
<p>Altro fronte dove le incertezze italiane si sono manifestate ed in cui potrebbero essere già visibili le conseguenze è il ruolo del Belpaese nel rilancio della nuova rotta del gas russo attraverso l’Europa meridionale, concretizzatosi nel <strong>Turkish Stream</strong>. Il <a href="https://www.startmag.it/energia/turkishstream-turchia-gas/">lancio</a> del gasdotto è stato programmato per l’<strong>8 gennaio</strong> di quest’anno dal ministro dell’Energia Fatih Donmez, il quale ha evidenziato sia il ruolo dell’infrastruttura per il consumo interno in Turchia sia il suo apporto alla sicurezza energetica europea. In particolare, assieme a Nord Stream 1 e 2 il Turkish Stream dovrebbero portare 110 miliardi di metri cubi di capacità totale per i due gasdotti Nordstream e <strong>15,75 miliardi di metri cubi</strong> per il Turkish Stream 2 – la linea destinata al mercato europeo –.</p>
<p>Gli attuali sviluppi del Turkstream 2 vedono Paesi come la <strong>Bulgaria</strong> costruire le necessarie infrastrutture per acquisire il gas proveniente dal gasdotto russo, con il piano di far transitare il carico verso l’Ungheria e l’Austria. Quello che poteva essere un progetto che ricalcava la rotta del South Stream, progetto Eni, Gazprom, Edf, Wintershall che attraversava in due diramazioni Bulgaria, Grecia e poi Italia da una parte ed Serbia, Ungheria, Slovenia, Croazia ed Austria dall’altra sembra invece seguire le orme di <strong>Nabucco</strong>, altro progetto di gasdotto mai portato avanti che esclude la diramazione verso l’Italia concentrandoli solamente su quella che passa per la Bulgaria. Il progetto Nabucco era volto all’estrazione di gas naturale dal Mar Caspio, dunque non dipendente dai giacimenti russi, ma la connessione del Turkstream 2 con la Bulgaria proposta dal lato russo sembra ricalcarne il tracciato.</p>
<p>Probabilmente alla base della scelta vi è <em>in primis</em> il fatto che i Paesi sudorientali europei sono tendenzialmente il ventre molle del continente, maggiormente esposti a problemi economici e meno sviluppati della controparte occidentale, divenendo dunque facile bersaglio della tentazione dei denari russi.  Come scritto da <a href="https://www.startmag.it/energia/come-mosca-corteggia-la-bulgaria-e-non-solo-con-il-turkstream/">Gianni Bessi</a> per <em>Startmag</em>, la Bulgaria condivide legami commerciali e culturali molto antichi con l’asse russo-turco. Inoltre, il suo approccio pragmatico ha portato alla costruzione dell’<a href="https://www.startmag.it/energia/la-pista-bulgara-del-gas-ecco-le-ultime-novita/">Interconnettore Turchia-Bulgaria</a> dalla capacità di <strong>3 bcm/anno</strong> e con possibilità di arrivare fino a <strong>5 bcm/anno</strong>. In seguito è stata costruita l’interconnessione fra Varna e il confine serbo e si progetta l’interconnessione dalla Russia attraverso il Mar Nero verso <strong>Varna</strong>, ricalcando la mappa del South Stream e creando le basi per il transito verso <strong>Romania</strong>, <strong>Serbia</strong> e <strong>Grecia</strong>. Rispetto a progetti come il South Stream, l’Italia non acquisirebbe alcun maggior peso come <em>transit country</em> qualora il Turkstream 2 venisse connesso esclusivamente alla Bulgaria e da lì al resto dell’Europa.</p>
<h2>Sanzioni e reazioni</h2>
<p>Anche sul Turkish Stream la <a href="https://www.euractiv.com/section/energy/news/bill-sanctioning-nord-stream-2-turkish-stream-goes-to-white-house-russia-cries-foul/">risposta americana</a> non si è fatta attendere ed il Senato statunitense ha approvato un documento di politica di difesa che include sanzioni contro le compagnie che operano nel Turkish Stream e Nord Stream 2, le quali vengono decise sulla base della presenza delle aziende partecipanti all’interno di un report elaborato dal <strong>Segretario di Stato Usa</strong> entro 60 giorni dall’approvazione della legge. In caso una compagnia si trovasse nel report, verrebbe bandita dagli Usa a meno che non venga acclarato che essa si stia tirando indietro dal progetto. L’impatto delle sanzioni americane sul Turkish Stream sono controverse dato che il lancio del gasdotto <a href="https://www.euractiv.com/section/energy/news/turkey-russia-launch-turkish-stream-pipeline-carrying-gas-to-europe/">è già avvenuto</a>, tuttavia gli Usa hanno fatto sapere che le <a href="https://www.euractiv.com/section/energy/news/additional-line-to-turkish-stream-would-face-us-sanctions/">sanzioni</a> colpiranno ogni linea aggiuntiva costruita in futuro, non fermandosi dunque allo stato attuale.</p>
<p>La posizione italiana su questo dossier e su EastMed, come su altri scenari anche estranei al mondo dell’energia è puntualmente minata dall’incertezza dimostrata dai nostri governi, in particolare i <strong>Governi Conte I e II</strong>, nel prendere una posizione rispetto a progetti e decisioni strategiche per il Paese qualora queste si debbano scontrare con questioni elettorali locali, come nel caso pugliese. L’impressione è che la politica estera e l’interesse nazionale vengano fagocitati da questioni di partito che al massimo possono tradursi in qualche punto percentuale in più alle prossime elezioni, ma che non potranno mai vantare un impatto duraturo come quelle stesse <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-erdogan-vuole-sottrarre-allitalia-il-gas-e-il-petrolio.html">questioni</a> su cui <a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/12/07/news/siamo-il-nulla-in-libia-291269/">non riusciamo</a> ad essere incisivi.</p>
<p>La differenza fra noi e la <a href="https://www.ft.com/content/cfeb60f6-219e-11ea-b8a1-584213ee7b2b">Germania</a>, la quale prosegue i progetti per il Nord Stream 2 con attualmente più di <strong>2100 km</strong> di gasdotto completato e circa <strong>300 km</strong> ancora da realizzare e non sembra voler distogliere la propria attenzione dal progetto nemmeno di fronte alle <a href="https://www.euractiv.com/section/energy/news/bill-sanctioning-nord-stream-2-turkish-stream-goes-to-white-house-russia-cries-foul/">sanzioni</a> statunitensi, è evidente. Non si tratta di sfidare apertamente Washington ribadendo i propri interessi – evidenti e sacrosanti – nel progetto di riferimento e cercare lo scontro pensando di poterne uscire vincitori. Questo scenario è difficilmente realizzabile qualora la sola Germania – o Italia – decida di intraprendere una simile sfida, motivo per cui <a href="https://www.reuters.com/article/us-usa-defense-congress-nord-stream-merk/merkel-rules-out-retaliation-after-u-s-sanctions-russian-gas-pipeline-idUSKBN1YM1IS">Merkel</a> stessa ha escluso ritorsioni contro le sanzioni statunitensi. Si tratta piuttosto di saper individuare quali progetti, quali temi, quali strategie sono fondamentali per garantire la prosperità e la centralità del proprio Paese rispetto ad alcune tendenze globali o regionali e cercare di <a href="https://www.startmag.it/mondo/non-solo-nord-stream-2-come-merkel-e-putin-non-russano/">adattare la propria strategia</a> alle contingenze al fine di portare a termine quanto stabilito.</p>
<p>Che gli Stati Uniti abbiano maggiore capacità di influenza dell’Italia è evidente e nessuno può raccomandare a cuor leggero di rompere l’alleanza. <span style="font-size: 1rem;">Tuttavia, gli interessi italiani e statunitensi sono spesso conflittuali come lo sono quelli tedeschi e statunitensi, per cui è necessario prendere atto che alcuni scenari di confronto – o di scontro – sono e saranno necessari per la nostra sopravvivenza. Occorre dunque agire con visione d’insieme per saper individuare quegli scenari in cui certamente o quasi ci sarà una reazione da parte della Casa Bianca ed elaborare le risposte necessarie per portare avanti i propri obiettivi nonostante le minacce e le sanzioni. Naturalmente ciò non è semplice perché richiede la preparazione necessaria per poter elaborare una visione strategica nel medio e lungo termine, un fattore che oggi vediamo carente nel nostro Paese. Per questo alcuni Paesi cercano di resistere alla tempesta e navigare verso la meta mentre il nostro si condannano all’inattività, sperando che così le onde non ribaltino la nave.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-messa-allangolo-fra-eastmed-e-turkish-stream.html">L’Italia messa all’angolo fra Eastmed e Turkish Stream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le carte dell’Egitto contro il gioco aggressivo della Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-carte-dellegitto-contro-il-gioco-aggressivo-della-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 07:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi-1024x730.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel corso dell’ultimo mese l’Egitto ha moltiplicato gli sforzi tesi a contrastare la crescente aggressività della Turchia in Libia e nel Mediterraneo orientale. Giovedì 2 gennaio, il parlamento di Ankara ha autorizzato il presidente, Recep Tayyip Erdogan, ad impegnare un proprio contingente militare in Libia per un anno. Poco più di un secolo dopo la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-carte-dellegitto-contro-il-gioco-aggressivo-della-turchia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-carte-dellegitto-contro-il-gioco-aggressivo-della-turchia.html">Le carte dell’Egitto contro il gioco aggressivo della Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Al-Sisi-1024x730.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel corso dell’ultimo mese l’<strong>Egitto</strong> ha moltiplicato gli sforzi tesi a contrastare la crescente aggressività della Turchia in Libia e nel Mediterraneo orientale. Giovedì 2 gennaio, il parlamento di Ankara ha <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-inviera-i-soldati-in-libia.html">autorizzato</a> il presidente, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, ad impegnare un proprio contingente militare in Libia per un anno. Poco più di un secolo dopo la fine della Guerra italo-turca, che pose fine all’occupazione ottomana della <strong>Libia</strong>, i militari turchi potrebbero tornare in un paese d’importanza strategica sia per l’Italia che per l’Egitto. Il Cairo è stato il primo paese a condannare esplicitamente e con forza l’approvazione dell’invio di forze militari turche in Libia. Per il presidente egiziano <a href="https://it.insideover.com/persone/abdel-fattah-al-sisi">Abdel Fatah al Sisi</a>, infatti, la crisi libica è direttamente collegata alla sicurezza nazionale dell’Egitto. Non solo: la decisione del parlamento turco è stata preceduta da un patto con il governo di Tripoli, in base al quale Ankara si arroga i diritti di sfruttamento esclusivi su tutta la fascia mediterranea che va dalla costa turca a quella della Cirenaica. Un’enorme porzione di mare rivendicata da Erdogan che dovrebbe essere attraversata dal gasdotto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/progetto-east-med-gasdotto.html">East-Med</a>, che dovrebbe portare in Italia il gas di Cipro, Grecia ed Israele. I leader di questi tre paesi – tutti ostili alla Turchia – hanno <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2754594/2020-01-03/speciale-infrastrutture-siglato-ad-atene-accordo-per-costruzione-gasdotto-eastmed">firmato</a> il 2 gennaio l’accordo per la costruzione del gasdotto ad Atene, proprio nel giorno in cui il parlamento turco ha dato il via libero l’invio di truppe in Libia. Il governo di Roma non ha preso parte al vertice, probabilmente per non irritare la Turchia, limitandosi ad inviare un messaggio di auguri per un progetto che, invece, rimpiazzerebbe validamente l’ormai fallito South Stream (che doveva essere realizzato da Eni), rispondendo all’interesse strategico di diversificazione delle fonti energetiche.</p>
<h2>Il polo energetico dell’Egitto</h2>
<p>L’Egitto sta lavorando da tempo insieme a Cipro, Grecia ed Israele per formare un “polo” energetico nel Mediterraneo orientale e per tagliare fuori i rivali turchi. Le autorità egiziane hanno lanciato nei mesi scorsi <a href="https://thearabweekly.com/eastern-med-countries-agree-move-ahead-gas-forum">l’East Mediterranean Gas Forum</a> (Emgf), scaltra iniziativa di diplomazia economica che annovera una discreta stuola di Paesi compratori, acquirenti, intermediari o semplicemente interessati al quadrante del Mediterraneo Orientale: <strong>Italia</strong>, Israele, Grecia, Cipro, Autorità nazionale palestinese, Giordania, Francia e perfino Stati Uniti fanno parte in un modo o nell’altro di questo Forum. Si tratta di un piano ambizioso, teso a sfruttare gli impianti di rigassificazione sulla costa egiziana come snodo per il commercio di energia verso l’Europa e non solo. Grazie al canale di Suez, il metano potrebbe finire nei mercati asiatici facendo concorrenza a un gigante del settore come il <strong>Qatar</strong>, rivale politico ed economico del Cairo al pari della Turchia. L’Egitto ha anche iniziato a ricevere il <a href="https://www.reuters.com/article/us-israel-egypt-natgas/israel-to-increase-gas-exports-to-egypt-companies-say-idUSKBN1WH0I6">gas del giacimento israeliano</a> Leviathan, uno sviluppo di rilevanza notevole per l’assetto geopolitico dell’area del Mediterraneo Orientale. Lo scorso 16 dicembre, infatti, <strong>Israele</strong> è diventato ufficialmente un importante esportatore di energia per la prima volta dopo la firma del permesso per esportare gas naturale in Egitto. Anche il gas proveniente da un altro giacimento israeliano offshore, Tamar, è destinato a soddisfare la crescente domanda di energia dell&#8217;Egitto. Il progetto rientra nel piano delle autorità egiziane per trasformare il paese in un “hub” energetico regionale che in futuro potrebbe soddisfare le esigenze energetiche dell’Europa.</p>
<h2>Le mosse diplomatiche di Al Sisi</h2>
<p>Il paese delle piramidi non ha molte carte a disposizione per contrastare i piani turchi, a parte le iniziative della <strong>diplomazia</strong>. Gli Stati Uniti, infatti, non sembrano interessati ad intervenire né nelle dispute sui giacimenti di gas al largo di Cipro, né sul conflitto in Libia. Gli egiziani hanno a lungo temuto di essere trascinati in lungo conflitto in Libia dai costi insostenibili. E’ molto difficile che il Cairo decida di impegnarsi in uno scontro aperto con l’invio di truppe sul terreno libico. Banalmente anche per motivi di denaro: l’economia egiziana è in crescita, ma resta fragile e legata ai finanziamenti internazionali e del Golfo. E’ più probabile che le autorità del Cairo cerchino ora di isolare diplomaticamente la Turchia aumentando al tempo stesso l’impegno “non ufficiale” sul terreno del conflitto libico. Le opzioni per l’Egitto sono quelle della sensibilizzazione diplomatica tra gli alleati e con la Lega araba, non più con l’Unione africana visto che la presidenza a febbraio passerà al Sudafrica. E’ in quest’ottica che va letto il tentativo (<a href="https://www.middleeastmonitor.com/20200104-qatar-rejects-arab-league-remarks-regarding-foreign-interference-in-libya/">fallito</a>) di spingere il consesso arabo a condannare gli accordi Tripoli-Ankara. Qatar, <strong>Sudan</strong> e Maghreb arabo si sono infatti schierati con l’esecutivo di Tripoli: sorprende soprattutto la posizione di Khartum, che dopo l’uscita di scena di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-omar-al-bashir-presidente-che-il-sudan-vuole-fare-dimettere.html">Omar al Bashir</a> si riteneva fosse entrato nell’orbita delle potenze sunnite del Golfo legate agli Emirati Arabi Uniti e all’Arabia Saudita, e dunque schierato con l’Egitto anche nel dossier libico. Evidentemente la transizione in Sudan non è ancora del tutto completa e, comunque, è difficile cancellare decenni di rivalità con gli egiziani.</p>
<h2>L&#8217;Italia da che parte sta?</h2>
<p>Mercoledì 8 gennaio Il Cairo ha ospitato una riunione con i ministri degli Esteri di Italia (Luigi Di Maio), Egitto (Sameh Shoukry), Francia (Jean-Yves Le Drian), Grecia (Nikos Dendias) e Cipro (Nikos Christodoulides) proprio ultimi sviluppi della crisi in Libia e sulla situazione nel Mediterraneo orientale. Al Cairo, tuttavia, il capo della diplomazia italiana <a href="https://www.agenzianova.com/a/5e19728b5f08d4.58038354/2759305/2020-01-08/libia-italia-non-firma-comunicato-finale-dopo-riunione-al-cairo">non ha voluto firmare</a> la dichiarazione finale della riunione, considerata troppo sbilanciata contro il Governo di accordo nazionale e la Turchia. Al primo punto del comunicato finale si legge che il ministro degli Esteri italiano ha partecipato all’incontro “in un quadro consultivo”, quasi a voler sottolineare la presa di distanza dell’Italia dalla dura condanna di Egitto, Francia, Grecia e Cipro del memorandum d’intesa Tripoli-Ankara sulle “piattaforme continentali” e le zone economiche esclusive dei due Stati. Nelle stesse ore il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tentato di conciliare le posizioni dei duellanti libici <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez al Sarraj</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>, invitandoli a Roma giovedì 9 gennaio. Il generale, in effetti, è arrivato nella capitale intrattenendosi per tre ore con il nostro premier, ma Sarraj, irritato per la precedenza accordata all’avversario, e soprattutto timoroso delle reazioni dei miliziani di Misurata, è tornato da Bruxelles a Tripoli, “saltando” l&#8217;aeroporto romano di Ciampino. Il premier libico comunque è atteso oggi a Roma, ma appare fin troppo evidente come gli europei continuino ad essere drammaticamente divisi sul dossier libico, e forse lo sono anche il nostro premier Giuseppe Conte ed il responsabile della Farnesina.</p>
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		<title>I nuovi scenari del gas nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-nuovi-scenari-del-gas-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 08:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="850" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrolio total" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-1024x453.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La partita internazionale del gas naturale è complessa e sempre più intricata. Se sul fronte eurasiatico negli ultimi tempi la Russia si sta consolidando come attore potenzialmente inscalfibile nel mercato dell&#8217;oro blu, avendo ottenuto una triplice espansione dei suoi gasdotti verso Cina, Germania e Europa Centrale, lo scenario più caldo resta quello del Mar Mediterraneo. Bacino strategico in cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-nuovi-scenari-del-gas-nel-mediterraneo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-nuovi-scenari-del-gas-nel-mediterraneo.html">I nuovi scenari del gas nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="850" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrolio total" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-1024x453.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La partita internazionale del <strong>gas naturale </strong>è complessa e sempre più intricata. Se sul fronte eurasiatico negli ultimi tempi la <strong>Russia </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-fortezza-russia-resiste-alla-guerra-fredda-del-gas.html">si sta consolidando</a> come attore potenzialmente inscalfibile nel <a href="https://it.insideover.com/politica/geopolitica-gas-naturale-russia-stati-uniti.html">mercato dell&#8217;oro blu</a>, avendo ottenuto una triplice espansione dei suoi gasdotti verso Cina, Germania e Europa Centrale, lo scenario più caldo resta quello del Mar Mediterraneo. Bacino strategico in cui si sovrappongono le istanze di diversi attori, unitamente alle residue volontà statunitensi di esercitare un contenimento alla proiezione gasiera russa nel contesto della <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-guerra-fredda-del-gas/">&#8220;guerra fredda&#8221; in corso</a> per il controllo di tale risorsa.</p>
<p>Nel Mediterraneo la questione è molto più complessa di quanto l&#8217;ipotesi base di uno scontro lineare Usa-Russia farebbe intendere. Nel Mare Nostrum si sovrappongono, infatti, le volontà politiche della superpotenza, aspirazioni e timori del Cremlino, istanze di nuovi attori desiderosi di trasformarsi in mercanti di pregiato gas naturale e interessi di Paesi, come l&#8217;Italia, che dell&#8217;oro blu sono voraci consumatori.</p>
<p>Nel <strong>Mediterraneo orientale </strong>i tre attori chiave sono Israele, Cipro e Grecia. Il 2 gennaio 2020 ad Atene gli esponenti dei tre Paesi hanno formalizzato la realizzazione del consorzio <strong>EastMed</strong>, che darà vita all&#8217;omonimo gasdotto. EastMed porterà il gas naturale del giacimento offshore Leviathan<strong>, </strong>sotto controllo israeliano, fino alla Grecia continentale, attraversando un percorso di 2mila chilometri che includerà l&#8217;isola di Venere e Creta.</p>
<p>Il summit di Atene è il naturale proseguimento dei vertici della primavera scorsa in cui &#8211; alla significativa presenza del <strong>Segretario di Stato </strong>statunitense <strong>Mike Pompeo </strong>&#8211; Tel Aviv, Nicosia e Atene hanno definito la rotta di EastMed e la sua proiezione geopolitica. Assente alle negoziazioni l&#8217;Italia prima gialloverde e poi giallorossa, che ha in sospeso la definizione dei progetti di <a href="https://www.edison.it/it/infrastrutture-gas" target="_blank" rel="noopener">Edison<strong>, </strong>coinvolta nella realizzazione del tratto finale “<strong>Poseidon</strong>”</a> che dovrebbe condurre il gas israeliano nel nostro Paese.</p>
<p>All&#8217;estremo opposto del Mediterraneo, un attore emergente è il <strong>Marocco</strong>, pronto a valorizzare il suo ruolo di cerniera tra Africa, Europa e Mediterraneo all&#8217;inizio di un <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-sfide-del-nuovo-decennio-lafrica-e-limmigrazione.html">decennio decisivo per il suo continente</a> d&#8217;appartenenza. Rabat è il maggiore sponsor del progetto di un gasdotto proveniente dalla Nigeria e diretto verso le sue sponde, capace di portare verso i mercati europei il gas africano, rendendolo più appetibile sui mercati del Vecchio Continente. A partire dai primi discorsi sul tema ad opera del sovrano del Marocco <strong>Mohammed VI</strong> e del suo presidente nigeriano Muhammadu Buhari nel 2016 la progettazione del notevole gasdotto di oltre 5.600 km (destinato a passare per 14 Paesi) ha fatto ampi passi in avanti.</p>
<p>Come scrive su <em>StartMag </em>il professor Giuseppe Gagliano, analista specializzato in questioni geoeconomiche, questa infrastruttura &#8220;le risorse di gas nigeriane ai paesi dell’Africa occidentale e del Marocco per servire poi l’Europa in un secondo momento. Esistono già due gasdotti nella zona nord-occidentale dell’Africa, il “gasdotto dell’Africa occidentale”, che collega la Nigeria al Ghana, passando per il Benin e il Togo, e il gasdotto Maghreb-Europa (chiamato anche “Pedro Duran Farell”) che collega l’Algeria all’Europa attraverso la Spagna (Cordova) e lo stretto di Gibilterra&#8221;. Rabat mira a ridimensionare così il ruolo della rivale Algeria e a costituire un nuovo polo di approvvigionamento per l&#8217;Europa.</p>
<p>La corsa alla costituzione di un&#8217;offerta crescente è notevole e si rischia di andare verso il rischio di una graduale ridondanza. Attualmente i mercati europei sono ampiamente approvvigionati dal gas russo, da quello algerino e dall&#8217;oro blu caucasico; crescenti le importazioni di Gnl qatariota, russo e statunitense, mentre con la fornitura del Mare del Nord norvegese, dell&#8217;offshore del Mediterraneo orientale e, potenzialmente, del gas nigeriano le quantità di gas in concorrenza reciproca inizierebbero a farsi significative. Alzando al tempo stesso la competizione geopolitica per il controllo delle fonti di rifornimento.</p>
<p>Di fronte a tali sviluppi, che minano la linearità della &#8220;guerra fredda&#8221; del gas e devono tenere in guardia sia Russia che Usa, l&#8217;Italia sceglie volontariamente di partecipare esclusivamente dal lato del Paese importatore a questa partita, <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-litalia-regala-i-giacimenti-di-gas-e-petrolio-delladriatico.html">tergiversando sulle potenziali opportunità offerte dall&#8217;offshore adriatico</a>. Risulta più che mai irresponsabile, di questi tempi, bloccare le trivellazioni adriatiche consegnandone i frutti ai Paesi balcanici e alla Grecia. Roma dimostra scarsa lungimiranza geopolitica e poca attenzione: di fronte a una concorrenza serrata per il controllo delle quote di mercato del gas mediterraneo <a href="https://it.insideover.com/economia/trivelle-gasdotti-e-interessi-nazionali-i-cinque-stelle-alla-prova-di-maturita.html">rinunciare alla propria, non indifferente porzione di produzione</a> è una scelta incomprensibile. Che il governo Conte dovrà inevitabilmente correggere nel corso degli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-nuovi-scenari-del-gas-nel-mediterraneo.html">I nuovi scenari del gas nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il cappio del Sultano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-cappio-del-sultano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 08:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a un comizio dell&#039;Akp (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan-1024x725.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un mare sormontato dalla Mezzaluna, che dal Bosforo al Mediterraneo centrale diventi appannaggio della Sublime Porta. Non è l’immagine di un libro di storia, ma il sogno di uno Stato: la Turchia guidata da Recep Tayyip Erdogan. Un uomo che più di tutti, una volta salito al potere, ha mostrato al mondo di avere idee &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-cappio-del-sultano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a un comizio dell&#039;Akp (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Recep-Tayyip-Erdogan-1024x725.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un mare sormontato dalla <strong>Mezzaluna</strong>, che dal Bosforo al Mediterraneo centrale diventi appannaggio della Sublime Porta. Non è l’immagine di un libro di storia, ma il sogno di uno Stato: la <strong>Turchia</strong> guidata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Recep Tayyip Erdogan</a>. Un uomo che più di tutti, una volta salito al potere, ha mostrato al mondo di avere idee molto chiare per il suo Paese. Non uno Stato che sopravvive, ma una potenza, che del retaggio del passato vuole fare tesoro per scrivere il suo futuro.</p>
<p>Il problema è che questa strategia non è priva di vittime. E l’<strong>Italia</strong>, insieme ad altri Paesi del fronte sud dell’Europa (e della Nato), è uno degli Stati più colpiti da questo slancio neo-ottomano di Erdogan.</p>
<p>Le ultime mosse del sultano non possono non far riflettere gli strateghi di Palazzo Chigi: in questi mesi, la potenza turca non ha solo mosso le sue forze in Siria allargando la sua sfera di influenza in tutto il nord del territorio sotto formale autorità di Damasco, ma ha anche mosso le sue mire su due Stati in cui l’Italia ha notevoli interessi economici e strategici, Cipro e Libia. E gli interessi di Erdogan, sia chiaro, non sono quelli italiani; né sono convergenti.</p>
<p>Dall’isola di <strong>Cipro</strong> le notizie sono decisamente allarmanti. La Marina turca da tempo considera le acque cipriote come specchio d’acqua su cui proiettare le mire di Ankara e i fondali di Nicosia, così ricchi di <strong>gas</strong> e <strong>petrolio</strong>, rappresentano una preda troppo ghiotta su cui la Turchia ha messo gli occhi da tempo. La Repubblica turca di Cipro nord rappresenta anche questo: non solo una conquista di carattere politico ma anche un <strong>avamposto strategico</strong> nel cuore del Mediterraneo orientale. Un avamposto che Erdogan ha deciso di blindare in tutti i modi, a tal punto che da pochi giorni sono sbarcati nel territorio occupato anche i primi <strong>droni</strong> armati dell’esercito turco: segnale chiarissimo su cosa significhi per il governo turco avere un vero e proprio rostro in quell’area di Mediterraneo. In questi giorni, le acque intorno a Cipro si sono trasformate in una vera e propria scacchiera, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-marina-si-esercita-a-largo-di-cipro.html">con la presenza di forza navali turche, cipriote, italiane e francesi,</a> mentre i <strong>caccia israeliani</strong> e greci si sono alzati in volo sorvolando le navi di Ankara in azione in quel settore dove i giacimenti di gas hanno fatto esplodere la corsa all’oro blu. Mare bollente in cui l’Italia non può far finta di nulla visto che Eni opera nelle acque della Zee cipriota su concessione di Nicosia e dove in particolare può passare un gasdotto, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/progetto-east-med-gasdotto.html">l’East-Med</a>, che rappresenta una rotta del gas a dir poco strategica non solo per Roma, ma anche per tutta l’Europa e l’Alleanza atlantica. Erdogan sa che quel gas e quel gasdotto possono decidere il destino del Medio Oriente e del fronte sud della Nato ed è per questo che è corso ai ripari ponendo i rivali e partner (difficile capire la differenza) davanti a un fatto: la Turchia non abbandona il terreno finché i suoi interessi non siano totalmente soddisfatti. Anche a costo di mosse completamente al di fuori del diritto internazionale e dei rapporti di buon vicinato o di alleanza.</p>
<p>La prova è arrivata in queste settimane dal blocco di una nave israeliana in acque cipriote (siti specializzati affermano che lo Stato ebraico abbia fatto decollare i suoi F-16 verso una fregata turca come avvertimento), ma anche dall’accordo del tutto unilaterale con cui Ankara (con la complicità della Libia di Fayez al Serraj) ha esteso la propria Zee e quella libica fino a inglobare Cipro e Creta. La Grecia ha risposto in maniera durissima, Nicosia si è mossa con formali richieste di abbandono di ogni velleità egemonica. L’Italia, invece, ha fatto capire di essere estremamente insoddisfatta ma senza alcun segnale chiaro di presa di distanza è scontro con la Turchia, che adesso, oltre alla Repubblica di Cipro nord e alla parte settentrionale della Siria, ha ormai preso il controllo di Tripoli scalzando l’Italia dal ruolo di miglior alleato di Serraj.</p>
<p>Seguendo la pista dei droni e delle pretese sui fondali marittimi, la linea che intercorre fra Cipro e Libia è evidentemente turca. E come nel Levante Erdogan mette a repentaglio Eni, così in Libia, nei deserti e nelle acque un tempo appannaggio italiano, oggi è la Turchia a prendere il sopravvento. Con l’appoggio militare a Serraj, che ieri ha chiesto a gran voce armi turche, i droni di Ankara sorvolano e bombardano le linee dei combattenti di Khalifa Haftar mentre navi battenti bandiera con la mezzaluna vengono segnalate nei porti in mano al governo di unità nazionale. L’Italia resiste ancora a Misurata e nei pozzi dove Eni pompa insieme alla Noc il gas e il petrolio che serve il nostro Paese. Ma le mani del Sultano si fanno sempre più vicine e stringono i nostri interessi come un cappio,</p>
<p>L’assedio strategico nei confronti dei partner europei è evidente. La Turchia, che dalla conferenza di Palermo se ne andò per protesta, ora è interlocutore imprescindibile per chiunque voglia la pace in Libia (prova ne è il colloqui tra <strong>Luigi Di Maio</strong> e il suo omologo Mevut Cavusoglu e il successivo colloquio tra Giuseppe Conte ed Erodgan). E l’impressione è che l’Italia sia in balia delle decisioni del presidente turco che sia nelle acque cipriote che nei sobborghi di Tripoli ormai è vero <em>dominus</em> a scapito dei nostri piani strategici. La posizione italiana è estremamente complessa: della Turchia siamo partner commerciali e alleati nell’alleanza atlantica; dall’altro lato i nostri interessi non convergono con Ankara ma con un blocco che di Erdogan è rivale anche se non nemico. Grecia, Cipro e Israele (e Francia) sono alleati nel Mediterraneo orientale, ma non è così in Libia. D’altro canto, per il conflitto libico questi Stati hanno tutti rapporti privilegiati con <strong>Khalifa Haftar</strong> (le forze speciali francesi collaborano con l’Enl così come il Mossad israeliano) mentre l’Italia ha per molto tempo sostenuto solo Serraj, per poi trovarsi silurata da Tripoli. Errori che stiamo pagando e con cui invece, inevitabilmente, sta conquistando terreni la Turchia.</p>
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		<title>Dopo il blocco delle trivelle, ora trema il progetto EastMed</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dopo-il-blocco-delle-trivelle-ora-trema-il-progetto-eastmed.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 09:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Dopo la contestata approvazione del gasdotto Tap, il Movimento 5 Stelle dà l’impressione di non potersi permettere un altro gasdotto che provochi ulteriori distacco fra il partito e il suo elettorato, specialmente al Sud. Il Meridione rappresenta un bacino elettorale di fondamentale importanza per il partito di governo. Ma dopo l’approvazione del gasdotto che arriva a Melendugno, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-il-blocco-delle-trivelle-ora-trema-il-progetto-eastmed.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/gas-off-shore-piattaforme-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Dopo la contestata approvazione del gasdotto Tap, il Movimento 5 Stelle dà l’impressione di non potersi permettere un altro gasdotto che provochi ulteriori distacco fra il partito e il suo elettorato, specialmente al Sud. Il Meridione rappresenta un bacino elettorale di fondamentale importanza per il partito di governo. Ma dopo l’approvazione del gasdotto che arriva a Melendugno, qualcosa è cambiato. E per questo i pentastellati hanno deciso di intraprendere due strade: il blocco delle cosiddette trivelle e l’opposizione alla Tav.</p>
<p>Ma adesso sembra essere arrivata un’altra mossa: il blocco del progetto EastMed. Almeno fino alle elezioni europee. E anche in questo caso, il governo giallo-verde sembra essere diviso nelle due anime che lo compongono: Movimento 5 Stelle e Lega. Il Carroccio, con Matteo Salvini durante la sua visita in Israele, ha già affermato di voler proseguire nel progetto che collegherà il gas del Mediterraneo orientale con l’Italia.</p>
<p>Il ministro dell’Interno, durante il tour nello Stato ebraico, ha detto: “Credo in questo progetto e invito le aziende italiane a partecipare. Non c’è alcun impatto di tipo ambientale.Avere maggiori forniture di gas aiuta a ridurre il costo della bolletta per gli italiani”.</p>
<p>Ma quest’idea comincia a non piacere a molti segmenti pentastellati, consapevoli del fatto che l’approvazione di una seconda pipeline rischierebbe di minare nel profondo la fiducia dell’elettorato. Soprattutto se fatto a Otranto, a pochi chilometri dal punto di approdo del Tap.</p>
<p>Tanto che, come scrive La Stampa, da parte del Carroccio dichiarano; “Noi siamo assolutamente favorevoli. A quanto ne sappiamo, non ci sono ostacoli al progetto”. Mentre da parte del Movimento, le cose sono diverse: “Non firmeremo l’accordo intergovernativo a fine marzo con Cipro, Grecia e Israele. La decisione è in capo a Di Maio. Non è conveniente, per noi, lanciarci in un’altra avventura del gas come EastMed”.</p>
<p>Ma questa decisione rischia di colpire e non poco non solo gli interessi europei, ma anche italiani, andando in particolare a interessare i rapporti fra Roma e Washington, che sul gas israeliano ha puntano forte per confermare quella diversificazione delle rotte dell’oro blu in Europa. Che per gli Stati Uniti è essenziale al fine di sganciare l’Europa dalla dipendenza con la Russia.</p>
<p>Il progetto, dal valore di circa sei miliardi di euro, vede coinvolti Israele, Cipro, Grecia e Italia, e con i finanziamenti dell’Unione europea. Bruxelles non vuole blocchi, ma da parte di Palazzo Chigi sembra esserci molta incertezza, soprattutto in vista delle elezioni europee, in cui i pentastellati si giocano moltissimo.</p>
<p>E così iniziano a filtrare le prime perplessità da parte dei partner europei. “Il governo italiano non ci ha fornito motivazioni concrete” ha detto a La Stampa un diplomatico che lavora per uno degli Stati coinvolti. “La nostra impressione è che ci siano ragioni elettorali dietro questo stop e non un ripensamento sul merito. Ma non sappiamo ancora se dopo le elezioni qualcosa si sbloccherà”.</p>
<p>E proprio queste incertezze da parte dell’Italia stanno facendo sì che Atene e Nicosia stiano pensando con Israele a un accordo a tre definitivo e poi far entrare il nostro Paese (forse) in corsa. Ma dal momento che i lavori non potrebbero partire facilmente senza Roma, il progetto rischia di subire un pericoloso stop. E questo blocco rischia di crearci non pochi problemi sia a livello economico che a livello strategico.</p>
<p>Dagli Stati Uniti è già arrivato un segnale molto netto sul fatto che Palazzo Chigi non possa fermare questo progetto. Già sulle trivelle, il “no” del Movimento Cinque Stelle ha reso possibili i ricorsi da parte dei giganti del gas contro l’Italia. Ora, l’idea che sia bloccato addirittura un gasdotto strategico è un problema molto più serio. Anche perché gli Stati Uniti vogliono trasformare l’Italia in un hub energetico per l’Europa mediterranea. E questo ci aiuterebbe sia come assist all’amministrazione Trump sia come volano per lo sviluppo.</p>
<p>Per Roma il problema è molto serio. Perché se l’Italia decide di fermare il progetto, qualcuno è già proto a prendere il nostro posto. Si parla già di Paesi balcanici per far arrivare il gas del Levante in Europa, e così l’Italia perderebbe un progetto essenziale per sfidare anche la Germania come Paese hub del gas del Vecchio continente.</p>
<p>E proprio per questo motivo, al ministero dello Sviluppo economico Di Maio, che sa che East-ed non è solo un problema elettorale, stanno iniziando a pensare a qualcosa di diverso. Si parla ad esempio di sfruttare proprio il famigerato Tap per raddoppiarlo e farci passare il gas israeliano, in modo da non costruire un altro punto di approdo in Puglia. Ma anche la Russia vuole sfruttare il gasdotto pugliese per portare il suo gas in Italia. E quindi il Tap potrebbe non essere utilizzabile.</p>
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		<title>Il duello Italia-Francia arriva a Cipro Conte e Macron sbarcano a Nicosia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/italia-francia-cipro-conte-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 13:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[East-Med]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nicosia diventa per un giorno la capitale del Mediterraneo, e probabilmente anche dell&#8217;Europa. Nell&#8217;isola di Cipro si è aperto infatti il vertice dei sette Paesi mediterranei dell&#8217;Unione europea: Italia, Francia, Cipro, Grecia, Malta, Spagna e Portogallo. Un vertice particolarmente importante, che arriva a un anno dal summit di Roma e che si pone come obiettivo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-francia-cipro-conte-macron.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-francia-cipro-conte-macron.html">Il duello Italia-Francia arriva a Cipro Conte e Macron sbarcano a Nicosia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190128134756_28303608-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Nicosia</strong> diventa per un giorno la capitale del <strong>Mediterraneo</strong>, e probabilmente anche dell&#8217;Europa. Nell&#8217;isola di <strong>Cipro</strong> si è aperto infatti il <strong>vertice</strong> dei sette Paesi mediterranei dell&#8217;Unione europea: Italia, Francia, Cipro, Grecia, Malta, Spagna e Portogallo. Un vertice particolarmente importante, che arriva a un anno dal summit di Roma e che si pone come obiettivo quello di raggiungere un coordinamento sempre maggiore fra i Paesi europei dell&#8217;area mediterranea di fronte alle sfide che si trovano a dover affrontare.</p>
<p>Certo, il clima e i tempi non sono dei migliori. Il Mediterraneo ribolle di crisi annunciate, in corso o pronte ad esplodere. E l&#8217;Europa appare tutt&#8217;altro che unita, visto che Italia, Francia, Malta e Spagna in particolare hanno sul tavolo molte questioni irrisolte. E le schermaglie diplomatiche sono all&#8217;ordine del giorno: l&#8217;ultima, sui migranti, vede l&#8217;Italia dover affrontare <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/lasse-spagna-francia-germania-far-sbarcare-i-migranti-1635937.html">il blocco composto da Madrid, Parigi e Berlino</a> sul tema dell&#8217;accoglienza e dei fondi europei.</p>

<p>Ma a fronte di questo clima, c&#8217;è anche da capire che direzione possa intraprendere l&#8217;Europa mediterranea a fronte di sfide che in ogni caso sono un comune denominatore delle proprie agende politiche. E <strong>Nikos Anatasiades</strong>, presidente cipriota, vuole rendere Nicosia un punto di incontro per far ripartire il dialogo.</p>
<p>Missione non certo semplice quella del presidente di Cipro, visto che le agende sono molto diverse. La base di dialogo è quello di confrontarsi su Brexit, immigrazione ed energia. Sono questi i tre grandi temi che preoccupano i governi mediterranei. Ma se questa è la <strong>base di partenza</strong>, è altrettanto vero che gli interessi dei diversi esecutivi sono molto distanti. Ed è difficile trovare un quadro comune di riferimento. Perché se i problemi sono gli stessi, diversa (se non opposta) è la strada che si vuole intraprendere per risolverli.</p>

<p>L&#8217;occasione sarà comunque utile per avere degli incontri informali e ufficiali che possono essere molto utili per il futuro delle relazioni intra-mediterranee. E il fatto che <strong>Emmanuel Macron</strong> e<strong> Giuseppe Conte</strong> siano presenti al vertice può essere molto interessante visto il tono dello scontro fra Roma e Parigi nelle ultime settimane, al limite dell&#8217;incidente diplomatico.</p>
<p>A margine del summit, Anastasiades avrà <strong>incontri bilaterali</strong> sia con Conte che con il presidente Macron. E anche in questo caso, la sfida fra Italia e Francia sarà particolarmente sentita, dal momento che <strong>Eni</strong> e <strong>Total</strong> sono fortemente coinvolte nell&#8217;esplorazione dei fondali ciprioti. E il gas, così come il petrolio, del Mediterraneo orientale è uno dei grandi terreni di scontro ma anche di potenziale cooperazione fra il governo italiano e quello francese.</p>

<p>Ieri, dal Cairo, Macron ha dato una risposta molto dura, dopo giorni di silenzio, alle parole di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il capo dell&#8217;Eliseo ha detto che l&#8217;Italia meriterebbe governanti migliori rispetto a quelli che sono presenti oggi. Frasi che hanno ovviamente costretto Conte a <strong>una replica</strong> molto netta: &#8220;La valutazione se i leader siano più o meno all&#8217;altezza non può che essere rimessa al popolo. Gli italiani lo hanno stabilito e sono costanti in questo convincimento come dimostra il fatto che il consenso di questo governo è tra i più alti di tutti i governi europei&#8221;.</p>
<p>Il duello quindi è tutt&#8217;altro che interrotto. E adesso entrambi i leader affilano le armi anche in vista degli interessi che li dividono su Cipro e sul gas del Levante. L&#8217;Italia è in prima linea, molto più della Francia. Ha Eni che già lavora nelle acque cipriote e ha ottimi rapporti con l&#8217;Egitto per Zohr e con la Grecia. I giacimenti di Cipro, uniti al passaggio del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/progetto-east-med-gasdotto/">gasdotto East-Med</a>, sono fondamentali nello scacchiere del Mediterraneo orientale. E l&#8217;ha confermato anche <a href="https://www.lastampa.it/2019/01/27/esteri/moavero-a-gerusalemme-litalia-condanna-le-minacce-delliran-contro-israele-HhGzQMbnsvN6GDJlvd7yzJ/pagina.html">il viaggio di Enzo Moavero Milanesi in Israele</a>.  Il progetto è stato al centro dei colloqui con i vertici dello Stato ebraico, dal momento che il gasdotto, partendo da <strong>Israele</strong>, dovrebbe raggiungere il Sud Italia passando per Cipro, Creta e Grecia, rifornendo l&#8217;Europa di 125 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030. Un accordo fondamentale che può cambiare la politica del Mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-francia-cipro-conte-macron.html">Il duello Italia-Francia arriva a Cipro Conte e Macron sbarcano a Nicosia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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