SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

Il gasdotto East-Med potrebbe, nei prossimi anni, rischiare di non vedere la luce. Ideato dai governi di Grecia, Cipro e Israele per deviare verso l’Europa continentale l’oro blu estratto dai giacimenti Tamar e Leviathan, nell’offshore dello Stato ebraico e nei pozzi ciprioti, il gasdotto rischia di andare a sbattere contro le contingenze dettate dalla crisi energetica legata alla pandemia in corso e le evoluzioni geopolitiche del Mediterraneo.

Le ultime settimane hanno segnato nel profondo le economie del bacino del Mediterraneo e i mercati energetici, colpiti da gravi fluttazioni nei prezzi del petrolio e del gas naturale. Al contempo, il trio Israele-Grecia-Cipro soffre il protagonismo strategico della¬†Turchia di Recep Tayyip Erdogan,¬†intenta a giocare su pi√Ļ tavoli. Ankara si muove con cinismo e sagacia in Libia,¬†aumenta la pressione su Cipro, ritenuta l’anello debole del terzetto, a maggio √® riuscita a indurre Eni, Total e ExxonMobil a sospendere per un anno le attivit√† di trivellazione nelle acque cipriote conteste tra Nicosia e lo Stato-fantoccio turco di¬†Cipro Nord, difende le rotte del gas di¬†TurkStream¬†e immagina un ruolo da protagonista nelle rotte del gas.

Gabriel Mitchell, Policy Fellow all‚ÄôIsraeli Institute for Regional Foreign Policies,¬†commentando il futuro di EastMed¬†per War on the Rocks,¬†si √® detto abbastanza sicuro del fatto che presto la Commissione Europea, garante del progetto, potrebbe riconsiderare il suo sostegno politico ed economico al progetto e che¬†Kyriakos Mitsotakis,¬†primo ministro di Atene, non sia riuscito a dipanare il bandolo della matassa nel suo recente viaggio in Israele e nei suoi incontri con l’omologo¬†Benjamin Netanyahu.

Cambiano gli equilibri e i rapporti di forza strategici, e la pandemia destabilizza ulteriormente gli scenari. Secondo¬†StartMag,¬†“pi√Ļ del Covid-19, a far mordere il freno agli artefici di EastMed sono i costi stimati del progetto, lievitati sino a 7 miliardi: tutto ci√≤ per Mitchell ha sollevato forti dubbi sulla profittabilit√† del progetto stesso e in particolare sulla possibilit√† che il gas israeliano e cipriota arrivi in territorio europeo a un prezzo realmente competitivo”. In questo contesto chi dovrebbe valutare con attenzione la sua futura strategia √® l’Italia,¬†che in EastMed ha mezzo piede dentro data la presenza di¬†Edison¬†nel consorzio con la societ√† greca Depa, denominato Igi Poseidon, incaricato di realizzare il gasdotto di circa 2mila chilometri e che a gennaio ha sostenuto ufficialmente il progetto.

Al contempo, bisogna sottolineare che EastMed andrebbe incardinato in una strategia energetica complessa per esser messo a servizio degli interessi di Roma. A spingere dall’esterno per EastMed sono in particolare gli¬†Stati Uniti,¬†desiderosi di veder rafforzata la posizione negoziale di Israele, principale Paese a rischio da un’eventuale frenata, nel Mediterraneo e di controbilanciare la Russia e il suo peso economico nel mercato del gas europeo, legato soprattutto al gasdotto Nord Stream. L’interesse energetico primario dell’Italia (diversificare le fonti e garantirne la sicurezza) coincide, per gli elevati costi, solo in parte con la filosofia di EastMed, sia sul piano economico che su quello geopolitico: il gasdotto potrebbe spiazzare il ruolo dell’Egitto¬†su cui¬†Eni ha puntato¬†a viva forza dalla scoperta del giacimento¬†Zohr¬†in avanti.

Negli anni scorsi Il Cairo, prosegue¬†Start,¬†“si era convinto di poter diventare un importante hub regionale, e coltivava l‚Äôambizione di poter trasformare in Lng il gas israeliano e cipriota nei suoi impianti di Idku e Damietta e da l√¨ esportarlo in Europa”: la competitiva dinamica politica del Mediterraneo ha reso difficile la materializzazione politica di questa strategia certamente non campata per aria. “Svaniti questi sogni, adesso Il Cairo ha i suoi problemi a trovare acquirenti della propria energia, e si √® trovato persino costretto a tagliare la produzione nel suo maxigiacimento di Zohr”: Roma potrebbe consentire ancora a lungo un depauperamento dell’output di un giacimento dove √® coinvolto il suo colosso energetico? A nostro avviso no: l’Italia dovrebbe esaltare il suo ruolo di¬†attrattore di interessi regionali¬†distribuendo la sua influenza politica tra filiere nuove nel Mediterraneo orientale e presidio dei consolidati interessi in uno Stato come l’Egitto che non pu√≤ restare tagliato fuori. Un eccessivo sbilanciamento potrebbe favorire il convitato di pietra, Erdogan, attento in passato a giocare sull’inazione dell’Italia¬†per danneggiarne gli interessi nel gi√† citato scenario cipriota e in Libia. Sulle rotte dell’oro blu corre la sfida per la primazia geopolitica in un Mediterraneo sempre pi√Ļ rovente.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l‚Äôarticolo che hai appena letto ti √® piaciuto, domandati: se non l‚Äôavessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualit√† in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo √® tutt‚Äôaltro che ‚Äúa buon mercato‚ÄĚ. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.