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	<title>Attacco alle Torri gemelle (11 settembre) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Attacco alle Torri gemelle (11 settembre) Archives - InsideOver</title>
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		<title>La crisi del post-11 settembre e il lungo tramonto dell&#8217;egemonia Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/la-crisi-del-post-11-settembre-e-il-lungo-tramonto-dellegemonia-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 12:27:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per gentile concessione di Newton Compton Editori, pubblichiamo un estratto del libro“C'era una volta l'America - Dall'11 settembre a Trump, la crisi di una superpotenza fragile" di Andrea Muratore (pp.224, euro 14,90, collana "I volti della Storia")</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-crisi-del-post-11-settembre-e-il-lungo-tramonto-dellegemonia-usa.html">La crisi del post-11 settembre e il lungo tramonto dell&#8217;egemonia Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260911130140229_956dacb0d0dc05a49a8c7c7bf42cbe9e-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Per gentile concessione di Newton Compton Editori, pubblichiamo un estratto del libro<em><a href="https://www.newtoncompton.com/libro/cera-una-volta-lamerica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“C&#8217;era una volta l&#8217;America &#8211; Dall&#8217;11 settembre a Trump, la crisi di una superpotenza fragile</a>&#8221; </em>di Andrea Muratore (pp.224, euro 14,90, collana &#8220;I volti della Storia&#8221;)</strong></p>



<p>C’era una volta l’America. L’America del soft power, dell’influenza, dell’ottimismo, dell’edonismo, il modello globale di democrazia e libertà che tanti successi ha conseguito nell’opinione pubblica mondiale. Ma c’era una volta anche un’altra America. Una potenza con obiettivi egemonici e strategici, impegnata nell’ultimo secolo, il Novecento, in due guerre mondiali e nella guerra fredda, agognata come protettrice dagli alleati, temuta da molti suoi nemici e odiata da altri, che ha finito per sussultare quando, l’11 settembre 2001, si è trovata vulnerabile, colpita al cuore dall’attentato terroristico delle Torri Gemelle.</p>



<p>In parallelo a queste Americhe, c’era una volta un’America interna, una società plurale e complessa, fatta di molte tendenze e molte realtà: fanatismo religioso e progressismo sociale, razzismo e inclusione, Stati periferici dall’economia agreste e dala visione del mondo tradizionale e Stati costieri innovativi, urbani e terziarizzati, protestanti e cattolici, afrodiscendenti e ispanici. Una società che dal “melting pot”, il crogiolo che tutto assorbiva e mescolava, è passata negli anni alla tribalizzazione e al divisionismo interno proprio mentre le Americhe che “c’erano una volta” di fronte al resto del mondo scontavano le conseguenze delle proprie azioni e delle proprie strategie.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="641" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/84066.jpg" alt="" class="wp-image-529343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/84066.jpg 641w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/84066-192x300.jpg 192w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/84066-600x936.jpg 600w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></figure>
</div>


<p>Questa America, queste Americhe, sono da lungo tempo inevitabilmente in una fase di crisi e transizione a causa della ridefinizione del loro ruolo. E non è esagerato affermare che i fatti dell’11 settembre abbiano, al netto del ricordo doveroso per una tragedia immane e senza precedenti nella lunga sequela di orrori del terrorismo, valore storico e storiografico soprattutto come momento d’inizio di una fase di transizione e di una crisi egemonica che, sotto diversi punti di vista, perdura fino a oggi.</p>



<p>Quel giorno l’America che aveva passato i lunghi anni Novanta con sicurezza e senso di superiorità sul resto del mondo capì le sue vulnerabilità e finì, nella risposta all’attacco ordinato da Osama bin Laden e realizzato da al-Qaeda, per esacerbarle, amplificando traumi interni e insicurezze esterne. L’America del giorno prima era una “iperpotenza” che, ha ricordato Emilio Gentile, «attraeva e impauriva, presente ovunque nel mondo con la sua bandiera, i suoi soldati, la sua economia e la sua cultura», primo grande impero capace su scala globale di «esercitare il magnetismo su ogni popolo e in ogni continente» e «di insinuarsi in ogni cultura e ogni società». Dopo l’11 settembre, quella nazione si sarebbe trovata nei decenni successivi ad affrontare il rinculo del suo presenzialismo e di un’egemonia che aveva voluto istituzionalizzare amplificando, dalla cabina di regia politica di Washington e da quella finanziaria di New York, il controllo delle sue strutture sulle reti di commerci, sulla costruzione delle regole e sugli scambi monetari. Una pesante recessione avrebbe mostrato i punti di caduta del suo modello.&nbsp;</p>



<p>La scelta di avventurarsi in complesse avventure belliche avrebbe poi aperto sul medio-lungo periodo a contrasti geopolitici con nuovi e vecchi avversari, condizionando la traiettoria di quelle potenze che, soprattutto in Eurasia, iniziavano a pensare alla transizione egemonica dopo la fine del sistema unipolare.</p>



<p>Negli anni Duemila, insomma, l’America si scoprì con molte più domande e incertezze di quelle che avevano accompagnato il decennio precedente. E sulla scorta dei conflitti, delle crisi economiche e dell’aumento del senso di vulnerabilità percepito, si amplificò quella scollatura tra sistema di potere e corpo sociale che avrebbe portato una parte della nazione a sentirsi dimenticata dalle élite di Washington. La crisi nata l’11 settembre è ancora qui e dura su ogni versante. È una crisi di percezione di un impero, di una Roma contemporanea in perenne oscillazione tra Marco Aurelio e Commodo, tra l’epoca fausta e felice della prosperità e quella cupa dell’introversione e del dissidio interno.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-crisi-del-post-11-settembre-e-il-lungo-tramonto-dellegemonia-usa.html">La crisi del post-11 settembre e il lungo tramonto dell&#8217;egemonia Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>InsideUsa-La polvere dell&#8217;11 settembre. 25 anni dopo</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-la-polvere-dell11-settembre-25-anni-dopo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 16:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cari lettori, benvenuti a una nuova puntata di InsideUsa, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono Francesca Salvatore e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni. Questa settimana, solo per gli abbonati, un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-la-polvere-dell11-settembre-25-anni-dopo.html">[...]</a></p>
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<p>Cari lettori,</p>



<p>benvenuti a una nuova puntata di <strong>InsideUsa</strong>, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono <strong>Francesca Salvatore</strong> e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni.</p>



<p>Questa settimana, solo per gli abbonati, un pezzo che racconta un altro <strong>11 settembre</strong>. Tra gli altri temi che abbiamo scelto di approfondire e che ho selezionato per voi: il trauma collettivo legato all’attacco alle Torri Gemelle, con il passare del tempo, ha lasciato spazio a un dramma collaterale, ossia quello delle patologie legate alla diffusione delle polveri e i materiali tossici nei cieli newyorkesi. Secondo una serie di documenti resi pubblici questa settimana dalle autorità di New York, l&#8217;aria era tossica subito dopo gli attacchi, nonostante le rassicurazioni sulla sua salubrità.</p>



<p>Tra gli altri temi che ho scelto per voi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ground Zero, la guerra delle polveri: così l’11 settembre continua a uccidere</li>



<li>Trump chiama Putin (e non Zelensky)</li>



<li>USA, la carica delle donne: la crescita dell’occupazione è quasi tutta femminile</li>



<li>La fine dell’impero: il fragile potere marittimo Usa e l’ascesa navale e portuale della Cina</li>



<li>Lake Ontario diventa Lake America: storia del grande lago e della supercazzola di Trump</li>
</ul>



<p><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><br>Abbonatevi a InsideUsa</a>&nbsp;e continuate a sostenere&nbsp;<strong>InsideOver</strong>. Noi ci risentiamo giovedì prossimo, sempre qui.</p>



<p>Potete trovarmi su Linkedin e Instagram come&nbsp;<strong>Francesca Salvatore</strong>&nbsp;o scrivermi all’indirizzo&nbsp;kikkasalvatore@hotmail.it. Per qualsiasi confronto, suggerimento o curiosità, sono qui pronta a leggere e rispondere!</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-la-polvere-dell11-settembre-25-anni-dopo.html">InsideUsa-La polvere dell&#8217;11 settembre. 25 anni dopo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ground Zero, la guerra delle polveri: così l’11 settembre continua a uccidere</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/ground-zero-la-guerra-delle-polveri-cosi-l11-settembre-continua-a-uccidere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1536x1026.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il trauma legato all’attacco alle Torri Gemelle ha lasciato spazio a un dramma collaterale, ossia quello delle patologie tumorali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ground-zero-la-guerra-delle-polveri-cosi-l11-settembre-continua-a-uccidere.html">Ground Zero, la guerra delle polveri: così l’11 settembre continua a uccidere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1536x1026.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’<strong>11 settembre</strong> come un cancro. Anzi, come <em>il</em> <strong>cancro</strong>. Il trauma collettivo legato all’attacco alle <strong>Torri Gemelle</strong>, con il passare del tempo, ha lasciato spazio a un dramma collaterale, ossia quello delle patologie legate alla diffusione delle polveri e i materiali tossici nei cieli newyorkesi. Secondo una serie di documenti resi pubblici questa settimana dalle autorità di New York, l&#8217;aria era tossica subito dopo gli attacchi, nonostante le rassicurazioni sulla sua salubrità.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="9/11 &#039;Dust Lady&#039; dies from stomach cancer aged 42" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/lL3oaQdgDjM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_lL3oaQdgDjM");</script>
</div></figure>



<p>A illuminare sui numeri del fenomeno, interviene il <strong><a href="https://www.cdc.gov/wtc/">World Trade Center Health Program</a></strong>, programma sanitario federale a numero limitato che fornisce monitoraggio e trattamento medico di alta qualità per le patologie correlate agli attacchi a coloro che sono stati direttamente colpiti dagli attentati dell&#8217;11 settembre a New York, al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania.</p>



<p>Il numero di persone che ricevono assistenza per il cancro è quasi triplicato negli ultimi cinque anni. <strong>Nel giugno 2021, 8.870 sopravvissuti hanno ricevuto assistenza per la cura del cancro, cifra che è salita a 27.300 nel 2026</strong>, superando di gran lunga le richieste di indennizzo per cancro presentate dai soccorritori. Dei circa 54.000 sopravvissuti iscritti al programma sanitario a giugno, circa la metà riceve assistenza per il cancro. Cinque anni fa, questa percentuale era del 35%.</p>



<p>Quando gli aerei colpirono le torri del World Trade Center, il loro crollo generò un&#8217;enorme e densa nube di polveri tossiche, gas e fumo. Nei giorni e nei mesi successivi, i soccorritori e i sopravvissuti continuarono a essere esposti a sostanze nocive. Il <strong>carburante</strong> per aerei bruciò a intermittenza per oltre tre mesi. La polvere continuò a essere sollevata e agitata durante i molti mesi di bonifica e recupero. Le analisi delle polveri hanno rivelato poi essere una miscela tossica di particelle provenienti da detriti edili e prodotti della combustione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;operazione verità del sindaco Mamdani</h2>



<p>In queste ore la città di New York, per volere del sindaco <strong>Zohran Mamdani</strong>, ha reso pubbliche <a href="https://sept11documents.cityofnewyork.us/?utm_medium=email&amp;utm_name=&amp;utm_source=govdelivery">quasi 200mila pagine di documenti </a>inediti sulla qualità dell&#8217;aria dopo gli attentati, dimostrando che i funzionari comunali dell&#8217;epoca erano a conoscenza del fatto che le condizioni intorno a Ground Zero rendevano l&#8217;aria pericolosa da respirare, nonostante le ripetute rassicurazioni fornite al pubblico. L&#8217;amministrazione Mamdani nominerà personale dedicato presso il DCAS e il NYCPS per aiutare i newyorkesi che cercano documenti ad accedere ai programmi federali per la salute e l&#8217;indennizzo e per promuovere entrambi i programmi.</p>



<p>«Con il passare degli anni e l&#8217;aumentare del numero di vittime, facciamo i conti con il costo dell&#8217;11 settembre ogni volta che un altro newyorkese ci viene portato via troppo presto», ha affermato Mamdani. «Ora, a quasi 25 anni di distanza, sono morte più persone a causa di malattie correlate all&#8217;11 settembre di quante ne siano state uccise il giorno stesso», ha commentato il sindaco.</p>



<p>Le patologie tumorali non erano originariamente incluse nel programma sanitario quando il Congresso lo istituì nel 2011. Furono aggiunte l’anno successivo, solo dopo una battaglia condotta da associazioni e uno studio che mostrava tassi elevati di cancro tra i <strong>vigili del fuoco </strong>di New York a Ground Zero. Sebbene la legge approvata non includesse il cancro tra le patologie coperte né dal Programma sanitario del World Trade Center né dal Fondo di risarcimento per le vittime dell&#8217;11 settembre, la normativa prevedeva tuttavia disposizioni e meccanismi specifici che consentivano una revisione e una valutazione del cancro e di altre lesioni e malattie emergenti per l&#8217;inclusione nell&#8217;elenco delle patologie coperte. Un elenco che è andato via via allargandosi e che a oggi include</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sangue e tessuto linfoide (inclusi linfoma, mieloma e leucemia)</li>



<li>Seno</li>



<li>Tumori infantili</li>



<li>Apparato digerente (compresi colon e retto)</li>



<li>Occhio e orbita</li>



<li>Ovaio</li>



<li>Testa e collo (orofaringe e tonsille)</li>



<li>Prostata</li>



<li>Mesotelioma</li>



<li>Tumori rari</li>



<li>Apparato respiratorio (compresi polmoni e bronchi)</li>



<li>Pelle (melanoma, non-melanoma e carcinoma in situ)</li>



<li>Tessuto molle e connettivo</li>



<li>Tiroide</li>



<li>Apparato urinario (compresi reni e vescica)</li>



<li>Tumore uterino</li>
</ul>



<p>In alcuni dei file declassificati si sottolinea l’allerta contenuta in un documento programmatico pubblicato dal deputato statunitense <strong>Jerry Nadler</strong> di New York, il quale inviò un promemoria all&#8217;ufficio dell&#8217;allora sindaco <strong>Michael Bloomberg</strong> nel febbraio 2002, esponendo la sua convinzione che l&#8217;Agenzia per la Protezione Ambientale avesse &#8220;trascurato la propria responsabilità di monitorare la qualità dell&#8217;aria interna intorno a Ground Zero&#8221;. L&#8217;aria venne validata “sicura da respirare&#8221;, prima che venisse condotto qualsiasi test governativo sulla qualità dell&#8217;aria interna, come emerge dai documenti. Nadler scrisse inoltre all&#8217;ufficio del sindaco in merito ai risultati di una ricerca condotta da scienziati dell&#8217;Università della California, secondo cui l&#8217;aria conteneva &#8220;concentrazioni allarmanti&#8221; di <strong>particolato ultrafine</strong> in grado di &#8220;depositarsi in profondità nei polmoni&#8221;.</p>



<p>Il portale contenente i file presenta una prima pubblicazione di circa 170.000 pagine di documenti riguardanti problemi sanitari, qualità dell&#8217;aria e la risposta della città all&#8217;11 settembre. I documenti includono il famigerato <strong>memorandum Harding</strong>, spesso citato, le &#8220;68 scatole&#8221; di documenti che non sono state ritrovate fino al 2025 nonostante numerose richieste ai sensi della legge sulla libertà di informazione e una raccolta di documenti relativi al World Trade Center. Il memorandum è un documento inviato all&#8217;allora vicesindaco Robert Harding che citava una stima del Dipartimento legale di circa 35.000 potenziali querelanti — di cui circa 10.000 avrebbero dovuto presentare reclami — a seguito degli attacchi, e delineava opzioni legislative per limitare la responsabilità legale della città.</p>



<p>L&#8217;amministrazione Mamdani nominerà, inoltre, personale dedicato presso il Dipartimento dei Servizi Amministrativi Cittadini e le Scuole Pubbliche di New York per coordinare il recupero dei documenti dei newyorkesi che desiderano documentare la propria presenza nella zona di esposizione di New York e accedere all&#8217;assistenza attraverso i due programmi federali. L&#8217;amministrazione Mamdani, inoltre, si impegnerà a promuovere la partecipazione a entrambi i programmi sia per i soccorritori che per i sopravvissuti.</p>



<p>&#8220;Le persone si sono ammalate perché i leader di cui si fidavano hanno mentito, dicendo loro che potevano respirare aria tossica in tutta sicurezza&#8221;, ha affermato Mamdani. A poche ora al 25esimo anniversario della tragedia che ha mutato il corso della storia, l’aria di New York torna a essere tossica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ground-zero-la-guerra-delle-polveri-cosi-l11-settembre-continua-a-uccidere.html">Ground Zero, la guerra delle polveri: così l’11 settembre continua a uccidere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideUsa-L’America sotto controllo</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-lamerica-sotto-controllo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 07:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori, benvenuti a una nuova puntata di&#160;InsideUsa, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono&#160;Francesca Salvatore&#160;e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni. Questa settimana, solo per gli abbonati, un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-lamerica-sotto-controllo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cari lettori,</p>



<p>benvenuti a una nuova puntata di&nbsp;<strong>InsideUsa</strong>, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono&nbsp;<strong>Francesca Salvatore</strong>&nbsp;e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni.</p>



<p>Questa settimana, solo per gli abbonati, un pezzo che racconta le peripezie del processo relativo agli attentati dell&#8217;<strong>11 settembre</strong>. .</p>



<p>Tra gli altri temi che abbiamo scelto di approfondire e che ho selezionato per voi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La US Navy vuole un nuovo Sea Sparrow e cerca partner internazionali per farlo</li>



<li>Il capo della Cia a Mosca: interrogativi e nessuna certezza</li>



<li>Usa: così l’ICE usa l’immigrazione per costruire un database del DNA e controllare la popolazione</li>



<li>Stars and Stripes, il Pentagono epura i vertici: bufera sulla libertà di stampa negli Usa<br><br><br></li>
</ul>



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<p>Potete trovarmi su Linkedin e Instagram come&nbsp;<strong>Francesca Salvatore</strong>&nbsp;o scrivermi all’indirizzo&nbsp;kikkasalvatore@hotmail.it. Per qualsiasi confronto, suggerimento o curiosità, sono qui pronta a leggere e rispondere!</p>
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		<title>11 settembre, nuove prove contro l&#8217;Arabia Saudita. Ditelo a Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-nuove-prove-contro-larabia-saudita-ditelo-a-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 07:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Spuntano nuove prove circa il coinvolgimento dell'Arabia Saudita negli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-nuove-prove-contro-larabia-saudita-ditelo-a-biden.html">11 settembre, nuove prove contro l&#8217;Arabia Saudita. Ditelo a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A quasi 23 anni di distanza, emergono nuove accuse circa il coinvolgimento di alcuni funzionari del governo saudita nell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. A fare luce sulla vicenda, una nuova causa legale intentata dalle famiglie dell’attentato che ha segnato l’inizio del nuovo Millennio che accusa membri del governo di Riad di aver fornito un sostegno significativo ai terroristi di al-Qaida durante la preparazione degli attacchi. <strong>Daniel Benjamin</strong>, presidente dell’American Academy di Berlino, e <strong>Steven Simon</strong>, membro senior del Think-tank Quincy Institute, hanno sviscerato queste nuove, gravissime, accuse verso il regno saudita in un recente <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2024/05/september-11-attacks-saudi-arabia-lawsuit/678430/">articolo pubblicato su <em>The Atlantic</em></a>. Secondo le famiglie delle vittime, i funzionari del regime wahabita coinvolti non erano affatto dei lupi solitari, ma facevano parte di una cospirazione più ampia che includeva l&#8217;ambasciata saudita a Washington e alti funzionari governativi a Riad.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove prove del ruolo di Riad nell’11 settembre</h2>



<p>In passato erano già emerse prove di collusione tra funzionari del regime e i dirottatori dell&#8217;11 settembre, anche loro &#8211; 15 su 19 &#8211; di nazionalità saudita. Tuttavia, come sottolineano Benjamin e Simon nella loro analisi, le prove emerse di recente suggeriscono che le azioni intraprese da due funzionari sauditi che lavoravano negli <strong>Stati Uniti</strong> per sostenere i dirottatori erano &#8220;deliberate, sostenute e attentamente coordinate con altri funzionari” di Riad. Le accuse verso il regno sono riassunte in un <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.floridabulldog.org/wp-content/uploads/2024/05/Redacted-Brief.pdf">documento di 71 pagine</a> pubblicato proprio da <em>The Atlantic</em> nel quale le famiglie delle vittime sostengono di aver ottenuto le prove che inchioderebbero il regime saudita da una serie di documenti declassificati. In particolare si citano due sauditi che sarebbero stati al centro della cospirazione: <strong>Fahad al-Thumairy</strong>, imam di una moschea di Los Angeles e diplomatico accreditato presso il consolato dell&#8217;Arabia Saudita, e <strong>Omar al-Bayoumi</strong>, che si era finto studente salvo poi essere stato identificato dall&#8217;Fbi come agente dei servizi segreti. Fahad al-Thumairy e Omar al-Bayoumi non avrebbero agito da soli ma &#8211; segretamente &#8211; con l’ambasciata Saudita a Washington e alti funzionari del regime. </p>



<p>Secondo le nuove accuse, Thumairy e Bayoumi avrebbero organizzato l&#8217;accoglienza, il trasporto e l&#8217;alloggio sicuro per i dirottatori <strong>Khalid al-Mihdhar</strong> e <strong>Nawaf al-Hazmi</strong>, a partire dal loro arrivo in California il 15 gennaio 2000. Entrambi hanno sempre negato tali accuse. Secondo il documento di 71 pagine, Thumairy e Bayoumi avrebbero inoltre introdotto i due dirottatori a un gruppo di persone che supportava la loro causa a Los Angeles e San Diego, aiutandoli così a soddisfare le loro esigenze quotidiane, a inserirsi nella società americana e a ricevere fondi dall’organizzazione terroristica di al-Qaeda tramite bonifico. Una vera e propria rete di supporto che sarebbe risultata fondamentale per condurre con successo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 nel quale morirono <strong>2.996 persone</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Arabia Saudita chiede di archiviare il caso</h2>



<p>La documentazione &#8211; basata su rapporti investigativi dell&#8217;Fbi, memorie, registrazioni e intercettazioni &#8211; è stata presentata dalle famiglie delle vittime e dai loro legali in risposta alla richiesta di Riad di archiviare il caso che è attualmente all&#8217;esame della Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto meridionale di New York. Gli avvocati che rappresentano il regno negano che i funzionari sauditi abbiano fornito supporto ai dirottatori o siano stati complici degli attacchi. A loro dire, infatti, Thumairy “non ha affatto assistito i dirottatori”, e le sue presunte azioni non sarebbero rientrate nell&#8217;ambito delle sue responsabilità ufficiali. La notizia che imbarazza Riad emerge mentre l’amministrazione Biden <a href="https://www.nytimes.com/2024/05/17/us/politics/israel-saudi-arabia-gaza.html">sta dialogando con il principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman</strong></a> per siglare un patto di difesa reciproca tra Stati Uniti e Arabia Saudita e di cooperazione su un programma nucleare civile nel regno. </p>



<p>Il 16 maggio scorso, infatti, il consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, <strong>Jake Sullivan</strong>, <a href="https://www.timesofisrael.com/us-saudi-arabia-discuss-emerging-security-deal-said-to-include-israel-normalization/">si è incontrato con il principe ereditario</a> per discutere di quella che il regno ha descritto come la versione “semi-finale” dell’ampio accordo di sicurezza tra i Paesi. L’accordo rientrerebbe nel processo di normalizzazione delle relazioni tra il regno saudita con Israele. &#8220;La fissazione del presidente per questo accordo ha sconcertato molti esperti di politica estera e regionale, che non riescono a capire perché gli Stati Uniti stiano spendendo così tanto tempo ed energie su un’iniziativa che non risolverà nessuno dei problemi della regione&#8221;accusa <strong>Daniel Larison</strong> del <a href="https://responsiblestatecraft.org/saudi-arabia-911/"><em>Responsible Statecraft</em></a>. Accordo che Larison &#8211; insieme ad altri analisti ed esperti &#8211; chiede che venga cestinato anche per via delle recenti &#8211; e imbarazzanti &#8211; rivelazioni sull’11 settembre 2001.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-nuove-prove-contro-larabia-saudita-ditelo-a-biden.html">11 settembre, nuove prove contro l&#8217;Arabia Saudita. Ditelo a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti si spaccano: i &#8220;fronti aperti&#8221; dell&#8217;11 settembre</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/gli-stati-uniti-si-spaccano-i-fronti-aperti-dell11-settembre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-2048x1405.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;11 settembre sia l&#8217;americano medio che il colletto bianco riscoprirono l&#8217;identità patriottica nazionale. Sacrario di quella ferita e di quella rinascita, ciò che restava del World Trade Center, passato in pochi minuti da simbolo di New York a cimitero di Gettysburgh postmoderno. Uno choc collettivo atroce quanto basta a rendere la prima, contestata, elezione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-stati-uniti-si-spaccano-i-fronti-aperti-dell11-settembre.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-stati-uniti-si-spaccano-i-fronti-aperti-dell11-settembre.html">Gli Stati Uniti si spaccano: i &#8220;fronti aperti&#8221; dell&#8217;11 settembre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-2048x1405.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;<strong>11 settembre</strong> sia l&#8217;americano medio che il colletto bianco riscoprirono l&#8217;identità patriottica nazionale. Sacrario di quella ferita e di quella rinascita, ciò che restava del <strong>World Trade Center</strong>, passato in pochi minuti da simbolo di New York a cimitero di Gettysburgh postmoderno. Uno choc collettivo atroce quanto basta a rendere la prima, contestata, elezione di <strong>George W. Bush</strong> un mero ricordo, assurgendo la traballante presidenza a rifugio sicuro per una nazione impaurita. Tanto che, su quel trauma collettivo, lo stesso Bush si è poi guadagnato la rielezione.</p>



<p>Certo è che l&#8217;11 settembre ha ridato forza al mito del destino americano e alla tradizione del popolo eletto investito da una missione divina. Ma le luci delle <em>tribute lights</em> sembrano aver smesso di riscaldare il ricordo della tragedia e le tante, troppe faglie che stanno lacerando il paese, da Capitol Hill all&#8217;inadeguatezza delle ultime due presidenze, dalla pandemia alla crisi economica, sembrano ormai oscurare un anniversario che come portata emotiva è comparabile solo al 4 luglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden indice tre giorni di &#8220;ricordo e preghiera&#8221;</h2>



<p>Quest&#8217;anno in particolar modo, nel bel mezzo dell&#8217;epopea giudiziaria di <strong>Donald Trump</strong>, della guerra in Ucraina e di una campagna elettorale 2024 così malamente cominciata, l&#8217;11 settembre sembra essere più un pretesto di disunione che altro. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha deciso di onorare le 2.977 vittime dell&#8217;11 settembre 2001 con <strong>tre giorni di ricordo e preghiera</strong>. </p>



<p>&#8220;Io, Joseph Biden Jr., Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; si legge nel provvedimento del 7 settembre &#8211; in virtù dell&#8217;autorità conferitami dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, proclamo l&#8217;8 settembre 2023, fino a settembre 10, 2023, come Giornate Nazionali di Preghiera e Memoria. Chiedo che il popolo degli Stati Uniti onori le vittime dell&#8217;11 settembre 2001 e i loro cari con la preghiera, la contemplazione, le cerimonie e le visite commemorative, le campane, le veglie a lume di candela e altre attività. Invito le persone di tutto il mondo a unirsi. Invito i cittadini della nostra nazione a ringraziare per le nostre numerose libertà e benedizioni, e invito tutte le persone di fede a unirsi a me nel chiedere la continua guida, misericordia e protezione di Dio&#8221;. Sebbene questo sia un invito al ricordo, il ricorso al triduo è evidente sintomo di crisi. Della ricerca di un appiglio, una tregua in un mare di confusione: niente del genere, infatti, era stato mai richiesto prima. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden grande assente alle cerimonie</h2>



<p>La disunione, quest&#8217;anno, spacca anche il cerimoniale: il presidente americano sarà infatti nella base militare di Elmendorf-Richardson in <strong>Alaska</strong>, ad Anchorage, e da qui commemorerà il ricordo delle quasi 3 mila persone che persero la vita negli attentati: si tratta della prima volta che il capo della Casa Bianca non parteciperà ai tradizionali eventi organizzati sui luoghi della strage o, almeno, in diretta dalla Casa Bianca. Alla cerimonia presso il memoriale dell&#8217;11 settembre nella Grande Mela ci sarà la vice presidente <strong>Kamala Harris</strong>, mentre la <strong><em>First Lady</em> Jill </strong>deporrà una corona di fiori al Pentagono: un&#8217;immagine ancora più disturbante, considerando i simbolismi del Pentagono e il ruolo non politico della prima signora d&#8217;America. Un infelice pasticcio d&#8217;agenda, quello che ha fissato questo <em>pit stop</em> per il presidente, di ritorno dal Vietnam dopo le fatiche del<strong> G20</strong>. </p>



<p>La <strong>stampa newyorkese</strong>, tuttavia, rifiuta di bersi la narrazione della sosta tecnica al freddo e al gelo, e scorge nel gesto un&#8217;ulteriore conferma delle tensioni tra il presidente, il sindaco <strong>Eric Adams</strong> e la governatrice <strong>Kathy Hochul</strong>, democratici, per la posizione che hanno assunto sulla questione <strong>migranti</strong>, denunciando l&#8217;eccessivo afflusso di rifugiati nell&#8217;intero Stato e, più ingenerale, nella Grande Mela. Non mancano poi le reprimenda di reduci della <em>war on terror</em> e comuni cittadini. Per tanti resta grave il fatto che Biden quest&#8217;anno non sia neanche alla Casa Bianca, definendo la cosa &#8220;un insulto e uno schiaffo agli americani&#8221;. Sul piede di guerra anche le <strong>famiglie delle vittime</strong>: questi ultimi temono, infatti, che la magistratura militare, che si occupa dei cinque strateghi degli attacchi detenuti a <strong>Guantanamo</strong>, possa offrire loro il patteggiamento; la vulgata vuole che la rabbia sia collegata alla possibilità per gli attentatori di evitare la pena di morte in cambio di una piena confessione. Ma il problema non è la pena di morte in sé, seppur invocata da molti americani, bensì il fatto che l&#8217;amministrazione Biden continui, dopo una roboante retorica sulla trasparenza, a trattenere informazioni sui legami tra il governo saudita e gli attentatori. Un eventuale <strong>patteggiamento</strong>, infatti, eviterebbe il processo nonché il dibattimento pubblico, un&#8217;operazione-verità che l&#8217;America attende da vent&#8217;anni. E che forse ricucirebbe molte ferite. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le teorie del complotto e le accuse di Ramaswamy</h2>



<p>Tantomeno si arrestano le teorie del complotto che iniziarono a circolare poche ore dopo l&#8217;attacco. Tra i movimenti complottisti più attivi, <strong>QAnon</strong>, che ha trovato il suo approdo naturale sui social network e sul web: una delle teorie più diffuse sostiene che il vero responsabile degli attentati sia il <em>deep State</em>, reo di aver organizzato e orchestrato gli attacchi. Nel Gop, invece, il vero incendiario è <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/vivek-ramaswamy-il-millennial-pro-putin-che-tenta-lassalto-alla-casa-bianca.html">Vivek Ramaswamy</a></strong>, pronto a rubare la scena proprio nelle ultime ore. Tutto nasce da un&#8217;intervista che il candidato ha rilasciato a <a href="https://www.theatlantic.com/politics/archive/2023/08/vivek-ramaswamy-audio-recording/675076/"><em>The Atlantic</em></a> lo scorso agosto: &#8220;Penso sia legittimo dire quanti poliziotti, quanti agenti federali, erano sugli aerei che hanno colpito le Torri Gemelle. Forse la risposta è zero&#8221;. Sebbene lo stesso Ramaswamy sia entrato in conflitto con il magazine, accusando la rivista di citarlo malamente, la <em>querelle </em>è legata ai <strong>documenti declassificati dell&#8217;Fbi </strong>che raccontano di come i federali, due anni fa, abbiano chiuso le indagini su tre cittadini sauditi- Fahad Al-Thumairy, Omar Al-Bayoumi, Musaed Al-Jarrah-sospettati di aver fornito supporto e assistenza a due attentatori. Prima di chiudere il fascicolo, la polizia federale avrebbe riesaminato il caso nel 2019 e nel 2020, ma nessun elemento nuovo sarebbe venuto fuori: i tre, fra l&#8217;altro, non si troverebbero più negli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I documenti declassificati dell&#8217;Fbi, i Sauditi e DeSantis</h2>



<p>Per Ramaswamy sarebbe giunto il momento che la Commissione sull&#8217;11 settembre sveli tutto quello che c&#8217;è da sapere, comprese le presunte connivenze saudite a proposito degli attentati. La complicazione nasce dalle versioni contrastanti che la stessa Fbi avrebbe fornito, soprattutto a proposito di <strong>Al-Bayoumi</strong>, che viene descritto, alternativamente, come un mero supporto casuale e logistico agli architetti degli attentatati, ma anche come uomo dei servizi segreti sauditi in America. Un aspetto gravissimo, alla luce di un flirt, quello Washington-Riad, che sembra riaccendersi. Ramaswamy, accusato perfino dai compagni di partito di voler essere il <em>gaslighter</em> d&#8217;America, rispedisce le accuse al mittente e promette di essere al memorial, domani. </p>



<p>Ma che la memoria dell&#8217;11 settembre sarebbe finita per impattare nella prossima campagna elettorale, era già chiaro da questa primavera quando <strong>Ron DeSantis</strong> aveva pensato bene di ospitare i familiari delle vittime, nel maggio scorso: molti di questi stanno affrontando una<em> class action</em> presso il tribunale federale di Manhattan contro l&#8217;Arabia Saudita, in assenza di un processo pubblico di levatura nazionale. Un asso nella manica di DeSantis, quando e se dovrà affrontare il rivale Trump, il quale, a mezzo di suo genero, spese quattro anni a coccolare i Sauditi. </p>
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		<title>L&#8217;11/9 e l&#8217;Amburgo connection</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 21:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[radicalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Scrivere dei retroscena dell&#8217;11/9, il giorno che ha trasformato il Duemila da secolo delle speranze a secolo della paura, equivale a ripercorrere una storia iniziata ai primordi degli anni Ottanta da qualche parte tra Beirut e Kabul, con l&#8217;impatto culturale degli attentati di Hezbollah alla coalizione internazionale intervenuta nella guerra civile libanese e con l&#8217;empia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html">L&#8217;11/9 e l&#8217;Amburgo connection</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Scrivere dei retroscena dell&#8217;<strong>11/9</strong>, il giorno che ha trasformato il Duemila da secolo delle speranze a secolo della paura, equivale a ripercorrere una storia iniziata ai primordi degli anni Ottanta da qualche parte tra Beirut e Kabul, con l&#8217;impatto culturale degli attentati di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html">Hezbollah </a>alla coalizione internazionale intervenuta nella <strong>guerra civile libanese </strong>e con l&#8217;empia alleanza in chiave antisovietica siglata da <strong>Stati Uniti</strong> e loro alleati con l&#8217;Internazionale jihadista.</p>



<p>Capire le origini degli attentati dell&#8217;11/9 senza conoscere l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/l-operazione-ciclone-e-l-arte-di-vincere-senza-combattere.html">operazione Ciclone</a>, ventre inconsapevole di futuri Frankenstein, non è possibile. Capirne le ragioni senza parlare di Iraq, Libano e questione israelo-palestinese, nemmeno. Capire il <em>modus operandi </em>scelto, il dirottamento aereo, non avendo ricordo né del progetto Bojinka né dell&#8217;<strong>EgyptAir 990</strong>, neanche.</p>



<p>Non sono soltanto l&#8217;operazione Ciclone – mamma ignara di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaida </a>– e l&#8217;EgyptAir 990 – musa ispiratrice di <a href="https://it.insideover.com/criminalita/come-bin-laden-e-diventato-bin-laden.html">Osama bin Laden </a>–, però, gli eventi da estrarre dal cassetto dei ricordi dimenticati se l&#8217;11/9 si vuol comprendere. La storia da rispolverare, invero, è quella della <strong>cellula di Amburgo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html">L&#8217;11/9 e l&#8217;Amburgo connection</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mohamed Atta, il volto dell&#8217;11/9</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/terrorismo/mohamed-atta-il-volto-dell11-9.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 18:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1536x996.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;11 settembre 2001 il mondo cambiava per sempre. In peggio. Quel giorno finiva l&#8217;illusione del Duemila quale secolo di pace mondiale e iniziava una guerra infinita, senza quartiere, destinata a riscrivere la geografia del potere in Eurasia: la Guerra al Terrore. L&#8217;11 settembre 2001 l&#8217;Internazionale jihadista colpiva il cuore simbolico del capitalismo finanziario globale, le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/mohamed-atta-il-volto-dell11-9.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/mohamed-atta-il-volto-dell11-9.html">Mohamed Atta, il volto dell&#8217;11/9</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1536x996.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;11 settembre 2001 il mondo cambiava per sempre. In peggio. Quel giorno finiva l&#8217;illusione del Duemila quale secolo di pace mondiale e iniziava una guerra infinita, senza quartiere, destinata a riscrivere la geografia del potere in Eurasia: la <strong>Guerra al Terrore</strong>.</p>



<p>L&#8217;11 settembre 2001 l&#8217;Internazionale jihadista colpiva il cuore simbolico del capitalismo finanziario globale, <strong>le Torri gemelle</strong>, attraverso una nuova Pearl Harbour destinata a rimanere nella storia e nell&#8217;immaginario collettivo degli Stati Uniti e di tutto il mondo. </p>



<p>L&#8217;11 settembre 2001 fu il giorno dell&#8217;America, di George Bush Jr, di Rudolph Giuliani e di ogni newyorkese. E fu anche il giorno di <a href="https://it.insideover.com/criminalita/come-bin-laden-e-diventato-bin-laden.html">Osama bin Laden </a>e dei suoi diciannove attentatori suicidi, in particolare <strong>Mohamed Atta</strong>, colui che, ancora oggi, viene ricordato come il volto dell&#8217;11/9.</p>
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		<title>Il particolare 11 settembre a un anno dal ritorno dei talebani a Kabul</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2022 05:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi a Manhattan suona di nuovo quella campana che ricorda i minuti in cui, oramai 21 anni fa, si è consumata la tragedia dell&#8217;11 settembre. Un suono riprodotto lì dove oggi sorge il memoriale dedicato alle vittime della strage del 2001, a pochi passi da dove sorgevano le Torri Gemelle. Vengono letti i nomi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html">Il particolare 11 settembre a un anno dal ritorno dei talebani a Kabul</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Oggi a <strong>Manhattan</strong> suona di nuovo quella campana che ricorda i minuti in cui, oramai 21 anni fa, <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">si è consumata la tragedia dell&#8217;11 settembre</a>. Un suono riprodotto lì dove oggi sorge il memoriale dedicato alle vittime della strage del 2001, a pochi passi da dove sorgevano le <strong>Torri Gemelle</strong>. Vengono letti i nomi di tutti coloro che qui hanno perso la vita, un elenco di quasi tremila persone cadute mentre erano a lavoro oppure perché ritrovatesi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.</p>
<p>Quest&#8217;anno la commemorazione ha un sapore diverso. Nel 2021 a pesare maggiormente sul cerimoniale è stato il raggiungimento del ventennale dalla strage. Adesso invece pesa il fatto che mentre oltreoceano si commemorano le vittime, lì da dove è partito l&#8217;ordine dell&#8217;attacco terroristico la situazione è tornata uguale a com&#8217;era l&#8217;11 settembre 2001. A <strong>Kabul</strong>, bersagliata il mese successivo l&#8217;attentato per via della presenza dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">talebani</a> accusati di dare ospitalità a <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html">Bin Laden</a>, gli studenti coranici sono di nuovo al potere. E nel centro della capitale afghana appena un mese fa <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ayman-al-zawahiri-e-morto-e-con-lui-si-chiude-unepoca.html">è stato ucciso il braccio destro di Bin Laden</a>, ossia quell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-auman-al-zawahiri.html">Ayman Al Zawayri</a> ritenuto tra gli ideatori dell&#8217;11 settembre.</p>
<hr />
<blockquote><p>I talebani dicono di essere cambiati ma è davvero così? Aiutaci a scoprirlo<br />
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<hr />
<h2>I minuti che hanno cambiato gli Stati Uniti</h2>
<p>Una chiamata per una fuga di gas in una strada del quartiere sud di Manhattan, in un normale martedì mattina. Poi il rumore di un aereo, lo sguardo che istintivamente si alza verso il cielo e quindi il boato. Sono le ore 8:46 dell&#8217;11 settembre 2001, la scena è ripresa da un cameraman che segue una squadra dei Vigili del Fuoco. E si vede per l&#8217;appunto un pompiere che abbandona le sue attività per girarsi verso il luogo dell&#8217;esplosione. L&#8217;immagine diventa una delle più iconiche della giornata. Segna il passaggio dalla normale quotidianità di New York e degli Stati Uniti a uno dei momenti più tragici della storia recente. Il boato è prodotto dallo schianto di un <strong>aereo</strong> su una delle due torri gemelle di Manhattan. Sembra un incidente, uno dei più clamorosi. E subito la <em>Cnn</em> e gli altri network portano sul posto altri cameraman e degli elicotteri per riprendere la scena dall&#8217;alto.</p>
<p>A questo punto i riflettori sono tutti puntati sulle torri gemelle. E alle 9:01 l&#8217;arrivo di un altro aereo sull&#8217;altra delle due torri gemelle è ripreso in diretta. Appare chiaro ormai che non si tratta di un incidente, ma di un&#8217;<strong>azione terroristica</strong>. Non solo gli Usa, ma tutto il mondo guarda verso New York.</p>
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<p>Il presidente degli Stati Uniti, <strong>George W. Bush</strong>, in quel momento si trova a Sarasota, in Florida. Sta parlando in una scuola, quando il consigliere Andy Card lo avvicina per sussurrargli qualcosa all&#8217;orecchio. Anche questa scena è ripresa dalle telecamere e diventa anch&#8217;essa emblema della giornata. Ore che ancora non sono finite, perché alle 9:37 c&#8217;è un terzo aereo a cadere. Non a New York, bensì davanti il <strong>Pentagono</strong> a Washington, sede della Difesa Usa. Il Paese è sotto attacco e scattano tutte le misure di emergenza, sia a livello locale che federale. Lo spazio aereo viene chiuso, tutti i soccorsi vengono puntati sulle due città colpite e nella capitale tutti gli uffici più importanti vengono evacuati.</p>
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<p>C&#8217;è poi un altro velivolo che cade, anche se in campagna. A <strong>Shanksville</strong>, in Pennsylvania, altre persone muoiono in quello che, pochi giorni dopo, risulta essere un altro dei mezzi dirottati per portare a termine l&#8217;azione terroristica. Il terrore quindi passa dai cieli. Il primo aereo a schiantarsi sulle torri gemelle è il volo Boston-Los Angeles dell&#8217;American Airlines, il secondo aereo invece serve la stessa rotta ma per la United Airlines. L&#8217;aereo che si schianta sul Pentagono è invece decollato da Washington con destinazione California ed è dell&#8217;American Airlines. Il quarto aereo, questa volta della United Airlines, è partito da Newark e secondo le indagini non riesce a raggiungere uno degli obiettivi prefissati dai dirottatori per via di una ribellione interna dei passeggeri.</p>
<p>Il terrore però non si esaurisce con lo schianto degli aerei. Alle 9:59 crolla infatti la torre sud delle torri gemelle, la seconda ad essere stata colpita in precedenza. Alle 10:28 cede la torre nord. Le &#8220;twin towers&#8221; di Manhattan non ci sono più e, con esse, vengono trascinate giù verso la morte migliaia di persone in quel momento intrappolate. Il bilancio ufficiale parla ancora oggi di dispersi: a distanza di 21 anni ci sono 24 cittadini di cui non si sa più nulla. Sono 2.996 le vittime ufficiali, compresi i 19 dirottatori kamikaze.</p>
<h2>L&#8217;avvio della &#8220;guerra al terrore&#8221;</h2>
<p>Le conseguenze politiche di quell&#8217;attentato non si fanno attendere. Il dito viene subito puntato contro<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html"> Al Qaeda</a>, il gruppo terroristico fondato da Osama Bin Laden già protagonista negli anni precedenti di altri attacchi islamisti contro obiettivi Usa, pur se all&#8217;estero. La formazione jihadista ha la propria base in <strong>Afghanistan</strong>. Qui governano i talebani dal 1996, anche se per la verità Bin Laden è nel Paese da prima dell&#8217;avvento a Kabul degli studenti coranici. I talebani predicano un&#8217;ideologia estremista, un&#8217;interpretazione radicale della visione islamica. Le donne devono girare con il burqa e non vanno a scuola, i maschi devono portare la barba lunga. Hanno già isolato l&#8217;Afghanistan da quasi tutto il resto del mondo, ma ad ogni modo soldi e sostegno al gruppo non mancano. Dal Pakistan in primis, in passato dagli stessi Usa quando i gruppi islamisti servono negli anni &#8217;80 ad ostacolare la presenza sovietica nel Paese.</p>
<p>Dopo l&#8217;11 settembre i talebani diventano il principale bersaglio di Washington. Sono accusati di dare ospitalità a Bin Laden. E il 7 ottobre, dopo aver incassato il sostegno di Islamabad, Bush fa partire le operazioni militari volte a spodestare gli studenti coranici. Gli Stati Uniti bombardano Kabul, Jalalabad, Kandahar e le principali città afghane. Spianano così la strada all&#8217;<strong>Alleanza del Nord</strong>, l&#8217;opposizione ai talebani. I miliziani avanzano e nel giro di poche settimane entrano a Kabul ponendo fine all&#8217;emirato.</p>
<p>Secondo Bush questo è solo il primo atto della cosiddetta &#8220;guerra al terrore&#8221;. Una <strong>dottrina</strong> però che negli anni è destinata a mostrare ampie lacune. In Afghanistan si pensa a insediare un nuovo Stato e a organizzare, nel giro di pochi anni, delle elezioni. Due anni dopo l&#8217;11 settembre la guerra al terrore <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html">è combattuta contro l&#8217;Iraq di Saddam Hussein</a>. Deposto quest&#8217;ultimo, in medio oriente si apre un vaso di pandora che in realtà fa uscire fuori una miriade di gruppi terroristici che nel decennio successivo sconvolgo l&#8217;intero medio oriente. Nello stesso Afghanistan la situazione è tutt&#8217;altro che rosea: viene inviata una missione <strong>Nato</strong>, a cui partecipa l&#8217;Italia, per dare manforte alle nuove istituzioni di Kabul. Soldi, vite umane perse, soldati caduti, un bilancio cruento che però serve a poco se non addirittura a nulla.</p>
<h2>Afghanistan, un anno dopo</h2>
<p>Mentre infatti a New York si commemorano le vittime dell&#8217;11 settembre 2001, a Kabul i padroni di oggi sono quelli di allora. I talebani il 15 agosto 2021 riconquistano la capitale afghana e ridanno vita all&#8217;<strong>emirato</strong>. Ritornano i burqa, ritornano le barbe, ritornano i divieti e ritornano le scuole precluse alle donne. Possibile che da quell&#8217;11 settembre non è cambiato nulla? Una domanda a cui rispondere è difficile. Solo stando nel nuovo-vecchio Afghanistan si può realmente trovare risposta. Il quesito è di quelli in grado di scuotere dalle fondamenta le dottrine occidentali delle ultime due decadi: per davvero l&#8217;11 settembre è una data destinata a rimanere unicamente nel novero degli annali e delle cerimonie di commemorazione, ma senza lasciare tracce evidenti nella storia nonostante quanto accaduto dopo le tremila vittime di quella giornata?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html">Il particolare 11 settembre a un anno dal ritorno dei talebani a Kabul</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli ultimi segreti di Osama Bin Laden</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 06:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan un anno dopo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1536x1104.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Al Qaeda in crisi di soldi, di prestigio e con poca reale possibilità di controllare i propri gruppi affiliati. Emerge un quadro senza dubbio diverso e e tutt&#8217;altro che &#8220;gratificante&#8221;, agli occhi del mondo jihadista, per Osama Bin Laden e per l&#8217;organizzazione da lui fondata e da lui guidata fino alla morte avvenuta a seguito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html">Gli ultimi segreti di Osama Bin Laden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1536x1104.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a> in crisi di soldi, di prestigio e con poca reale possibilità di controllare i propri gruppi affiliati. Emerge un quadro senza dubbio diverso e e tutt&#8217;altro che &#8220;gratificante&#8221;, agli occhi del mondo jihadista, per <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html">Osama Bin Laden</a> e per l&#8217;organizzazione da lui fondata e da lui guidata fino alla morte avvenuta a seguito del<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/blitz-morte-osama-bin-laden.html"> blitz di Abbottabad</a> nel maggio 2011. A rivelarlo è stato il ricercatore <strong>Nelly Lahoud</strong> nel libro &#8220;<em>The Bin Laden Papers: How the Abbottabad Raid Revealed the Truth about al-Qaeda, Its Leader and His Family</em>&#8220;. Un testo in cui sono stati raccolti e analizzati migliaia di file presi dal compound dove il terrorista saudita ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Una mole enorme di informazioni che ha permesso di ricostruire circa un decennio di storia.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3OqUuCW"><strong>Chi era Osama Bin Laden</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3PKwxaD"><strong>La storia di Al Qaeda </strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3yXw2Du"><strong>Il blitz che ha portato alla morte di Osama Bin Laden</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>I file presi ad Abottabad</h2>
<p>Tutto è partito dagli ultimi 18 minuti impiegati dai<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-navy-seal.html"> Navy Seals</a> che il 2 maggio 2011 si trovavano all&#8217;interno dell&#8217;abitazione di Bin Laden. Le forze speciali Usa, dopo aver individuato l&#8217;abitazione del leader di Al Qaeda, hanno attuato un <strong>blitz</strong> durato complessivamente 48 minuti. Momenti in cui il principale ricercato è stato scovato e subito dopo ucciso. Prima di abbandonare l&#8217;area, situata in una zona residenziale della città pakistana di <strong>Abbottabad</strong>, i Navy Seals hanno cercato ogni tipo di documento potenzialmente importante da portare via. Era risaputo, visto che proprio grazie a questo tipo di comunicazione che Bin Laden è stato trovato, che il fondatore di Al Qaeda dialogava con i suoi collaboratori più fidati tramite <strong>schede Sd</strong> al cui interno erano presenti file e documenti di ogni tipo.</p>
<blockquote><p>I talebani dicono di essere cambiati ma è davvero così? Aiutaci a scoprirlo<br />
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<p>Dal <strong>Pentagono</strong> hanno poi specificato che <a href="https://foreignpolicy.com/2022/06/05/bin-laden-papers-al-qaeda-abbottabad-raid-review-jihadi-movement/">sono stati raccolti qualcosa come 470.000 file</a>. Una quantità enorme e che ha richiesto tempo e pazienza per essere sapientemente esaminata. Ma, alla lunga, si è rivelata importante per capire l&#8217;organigramma di Al Qaeda e scovare altri leader dell&#8217;organizzazione. Nel corso degli anni poi buona parte dei documenti sono stati desecretati. Nelly Lahoud ha avuto modo di esaminarli e analizzarli, realizzando poi un libro con il quale ha raccontato &#8220;l&#8217;altra faccia&#8221; di Bin Laden e della sua organizzazione.</p>
<h2>Al Qaeda in fase calante dopo l&#8217;11 settembre</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">Gli attacchi contro le Torri Gemelle di New York</a> hanno dato a Osama Bin Laden e ad Al Qaeda una popolarità mondiale. Lo &#8220;sceicco del terrore&#8221; e l&#8217;organizzazione jihadista hanno assunto l&#8217;aspetto di <strong>nemico</strong> principale dell&#8217;occidente e di spauracchio più temibile. Sul versante jihadista ovviamente Bin Laden è invece diventato un <strong>riferimento</strong>, una persona capace con l&#8217;11 settembre non solo di colpire gli Stati Uniti, ma di fare <strong>proselitismo</strong> negli ambienti più radicali.</p>
<p>Eppure, l&#8217;attacco diretto agli Usa ha rappresentato il picco e l&#8217;apice dell&#8217;azione di Al Qaeda. Dopo è iniziata una lunga ma inesorabile fase calante. Tra i documenti analizzati da Lahoud è emerso addirittura come l&#8217;organizzazione terroristica avesse anche problemi nel finanziarsi. Nel 2004 la situazione economica di Al Qaeda era quasi allo sbaraglio, con Bin Laden preoccupato di non poter mandare avanti i propri piani. In questo periodo il fondatore del gruppo jihadista è descritto come &#8220;<strong>frustrato</strong> e <strong>inquieto</strong>&#8220;, consapevole delle difficoltà.</p>
<p>A pesare sulle sorti della sua organizzazione è stata in primo luogo la stessa popolarità raggiunta dal gruppo. Maggiore esposizione ha voluto significare anche maggiori attacchi da parte degli <strong>Stati Uniti</strong>, impegnati dopo l&#8217;attentato dell&#8217;11 settembre a smantellare le basi di Al Qaeda in <strong>Afghanistan</strong>. Qui Bin Laden e i suoi avevano trovato ospitalità a partire dal 1994 e hanno potuto ramificarsi maggiormente sul territorio con l&#8217;arrivo al potere nel 1996 dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">Talebani</a>. Dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, molti leader sono stati uccisi, altri catturati, così come diverse vie di comunicazione tra i principali capi sono state intercettate e interrotte. Lo stesso Bin Laden è stato costretto a rifugiarsi tra le montagne afghane prima di trovare un alloggio più confortevole nel compound di Abbottabad.</p>
<p>Tuttavia non è soltanto la guerra lanciata da Washington ad aver indebolito Al Qaeda. La popolarità ha sì permesso l&#8217;avvicinamento di migliaia di jihadisti ed estremisti ma, al tempo stesso, ha fatto perdere di vista all&#8217;organizzazione la<strong> bussola ideologica</strong>. Secondo quanto trapelato dai file analizzati da Lahoud nel suo libro, Al Qaeda a un certo punto sembra essere diventata troppo &#8220;pesante&#8221; da gestire. Centinaia di nuovi gruppi al proprio interno hanno voluto significare centinaia di teste ideologicamente lontane dallo stesso Bin Laden. Quest&#8217;ultimo voleva concentrarsi soprattutto sulla <strong>jihad globale</strong>, da attuare con nuovi attentati internazionali in modo da costringere gli Usa e l&#8217;occidente, sotto la pressione dell&#8217;opinione pubblica internazionale, a interessarsi sempre meno del <strong>medio oriente</strong> e ad abbandonare la regione.</p>
<p>Al contrario, i vari gruppi di Al Qaeda sorti nei primi anni 2000 hanno avuto come principale riferimento quello di portare solo a livello locale la jihad. Erano cioè interessati unicamente alle vicende della regione di pertinenza e non avevano gli Stati Uniti come principale nemico. Circostanza che più volte, secondo i file trovati ad Abbottabad, avrebbe fatto indispettire e non poco Bin Laden.</p>
<h2>Bin Laden impossibilitato a organizzare nuovi attacchi internazionali</h2>
<p>É vero, come sottolineato dallo stesso Lahoud, che Al Qaeda ha rivendicato altri due attacchi contro l&#8217;occidente dopo l&#8217;11 settembre. Il primo è dell&#8217;11 marzo 2004 a <strong>Madrid</strong>, il secondo invece è quello del 7 luglio 2005 a <strong>Londra</strong>. Tuttavia, scorrendo la mole di documenti in suo possesso, il ricercatore non ha trovato chiari segnali di un&#8217;organizzazione di quegli attacchi partita direttamente dalle basi di Al Qaeda o dai nascondigli di Bin Laden. Gli attentati cioè sono stati sì ideati e portati a termine da cellule vicine ad Al Qaeda, ma probabilmente lo stesso sceicco del terrore non era direttamente al corrente dei vari piani poi attuati nelle due capitali europee. La sua organizzazione si è intestata gli attacchi, specialmente dal punto di vista ideologico. Ma, per l&#8217;appunto, non sono mai saltate prove sufficienti a dire che Bin Laden in persona abbia o meno pianificato quelle due azioni.</p>
<p>L&#8217;unica vera operazione internazionale organizzata dal vertice di Al Qaeda dopo l&#8217;11 settembre ha riguardato l&#8217;attacco, avvenuto nel novembre del 2002, contro obiettivi israeliani nella città keniota di <strong>Mombasa</strong>. Ma, come sottolineato dallo stesso autore del libro, quell&#8217;operazione ha iniziato a essere pianificata prima degli attentati contro New York e Washington. Questo come ulteriore prova delle difficoltà di Al Qaeda di attuare attacchi internazionali e della fase calante post 11 settembre. Tanti gruppi in varie parti del pianeta hanno indossato il &#8220;cappello&#8221; dell&#8217;organizzazione fondata da Bin Laden, ma raramente quest&#8217;ultimo è stato al corrente dei piani.</p>
<h2>Il rapporto con i Talebani</h2>
<p>Anche sulle intese con i Talebani non sono mancate sorprese rispetto a quanto saputo negli ultimi anni. Secondo Lahoud, il rapporto con gli studenti coranici non sempre è stato idilliaco e non sempre è stato &#8220;perfetto&#8221;. Bin Laden, in particolare, negli ultimi anni soprattutto lamentava ai suoi collaboratori più stretti una determinata &#8220;<strong>deriva</strong>&#8221; dei Talebani. Secondo il terrorista, una parte di loro è rimasta fedele ai dettami e agli schemi ideologici del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-il-mullah-omar.html"> Mullah Omar</a>, fondatore del gruppo, ma un&#8217;altra a Bin Laden è sembrata essere &#8220;al soldo&#8221; esclusivo dei <strong>servizi segreti pakistani</strong>. Per questo, specialmente nella seconda metà degli anni 2000, ha sempre consigliato maggiore &#8220;discrezione&#8221; nei rapporti con i Talebani. Sul fronte dei rapporti con l&#8217;<strong>Iran</strong>, nella mole di documenti scovata ad Abbottabad non sono stati trovati riscontri significativi. Teheran, in particolare, avrebbe ospitato alcuni capi di Al Qaeda negli anni successivi alla fine del primo emirato talebano in Afghanistan, senza però fornire sostegno decisivo e significativo all&#8217;organizzazione.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;immagine che emerge di Bin Laden e della sua rete di terrore è apparsa, se non ridimensionata, comunque meno potente del previsto all&#8217;interno della galassia jihadista. Al Qaeda ha sì ispirato più generazioni di fondamentalisti, ma non ha guidato l&#8217;intero mondo islamista. L&#8217;<strong>equiparazione</strong> Al Qaeda/jihadismo degli anni immediatamente successivi all&#8217;11 settembre, alla luce degli ultimi riscontri, ne è uscita oltremodo forzata. Prova ne è il fatto che, una volta ucciso Bin Laden e una volta affacciatasi alla ribalta una nuova organizzazione, quell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> partita come costola irachena poco controllabile della stessa Al Qaeda, il gruppo fondato dal miliardario saudita si è ulteriormente ridimensionato e ha perso anche il ruolo guida a livello ideologico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html">Gli ultimi segreti di Osama Bin Laden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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