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	<title>Attacco alle Torri gemelle (11 settembre) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Attacco alle Torri gemelle (11 settembre) Archives - InsideOver</title>
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		<title>11 settembre, nuove prove contro l&#8217;Arabia Saudita. Ditelo a Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-nuove-prove-contro-larabia-saudita-ditelo-a-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 07:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Spuntano nuove prove circa il coinvolgimento dell'Arabia Saudita negli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-nuove-prove-contro-larabia-saudita-ditelo-a-biden.html">11 settembre, nuove prove contro l&#8217;Arabia Saudita. Ditelo a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528230804640_c30581db5e7a0b83e9238afdb1022bc6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A quasi 23 anni di distanza, emergono nuove accuse circa il coinvolgimento di alcuni funzionari del governo saudita nell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. A fare luce sulla vicenda, una nuova causa legale intentata dalle famiglie dell’attentato che ha segnato l’inizio del nuovo Millennio che accusa membri del governo di Riad di aver fornito un sostegno significativo ai terroristi di al-Qaida durante la preparazione degli attacchi. <strong>Daniel Benjamin</strong>, presidente dell’American Academy di Berlino, e <strong>Steven Simon</strong>, membro senior del Think-tank Quincy Institute, hanno sviscerato queste nuove, gravissime, accuse verso il regno saudita in un recente <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2024/05/september-11-attacks-saudi-arabia-lawsuit/678430/">articolo pubblicato su <em>The Atlantic</em></a>. Secondo le famiglie delle vittime, i funzionari del regime wahabita coinvolti non erano affatto dei lupi solitari, ma facevano parte di una cospirazione più ampia che includeva l&#8217;ambasciata saudita a Washington e alti funzionari governativi a Riad.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove prove del ruolo di Riad nell’11 settembre</h2>



<p>In passato erano già emerse prove di collusione tra funzionari del regime e i dirottatori dell&#8217;11 settembre, anche loro &#8211; 15 su 19 &#8211; di nazionalità saudita. Tuttavia, come sottolineano Benjamin e Simon nella loro analisi, le prove emerse di recente suggeriscono che le azioni intraprese da due funzionari sauditi che lavoravano negli <strong>Stati Uniti</strong> per sostenere i dirottatori erano &#8220;deliberate, sostenute e attentamente coordinate con altri funzionari” di Riad. Le accuse verso il regno sono riassunte in un <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.floridabulldog.org/wp-content/uploads/2024/05/Redacted-Brief.pdf">documento di 71 pagine</a> pubblicato proprio da <em>The Atlantic</em> nel quale le famiglie delle vittime sostengono di aver ottenuto le prove che inchioderebbero il regime saudita da una serie di documenti declassificati. In particolare si citano due sauditi che sarebbero stati al centro della cospirazione: <strong>Fahad al-Thumairy</strong>, imam di una moschea di Los Angeles e diplomatico accreditato presso il consolato dell&#8217;Arabia Saudita, e <strong>Omar al-Bayoumi</strong>, che si era finto studente salvo poi essere stato identificato dall&#8217;Fbi come agente dei servizi segreti. Fahad al-Thumairy e Omar al-Bayoumi non avrebbero agito da soli ma &#8211; segretamente &#8211; con l’ambasciata Saudita a Washington e alti funzionari del regime. </p>



<p>Secondo le nuove accuse, Thumairy e Bayoumi avrebbero organizzato l&#8217;accoglienza, il trasporto e l&#8217;alloggio sicuro per i dirottatori <strong>Khalid al-Mihdhar</strong> e <strong>Nawaf al-Hazmi</strong>, a partire dal loro arrivo in California il 15 gennaio 2000. Entrambi hanno sempre negato tali accuse. Secondo il documento di 71 pagine, Thumairy e Bayoumi avrebbero inoltre introdotto i due dirottatori a un gruppo di persone che supportava la loro causa a Los Angeles e San Diego, aiutandoli così a soddisfare le loro esigenze quotidiane, a inserirsi nella società americana e a ricevere fondi dall’organizzazione terroristica di al-Qaeda tramite bonifico. Una vera e propria rete di supporto che sarebbe risultata fondamentale per condurre con successo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 nel quale morirono <strong>2.996 persone</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Arabia Saudita chiede di archiviare il caso</h2>



<p>La documentazione &#8211; basata su rapporti investigativi dell&#8217;Fbi, memorie, registrazioni e intercettazioni &#8211; è stata presentata dalle famiglie delle vittime e dai loro legali in risposta alla richiesta di Riad di archiviare il caso che è attualmente all&#8217;esame della Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto meridionale di New York. Gli avvocati che rappresentano il regno negano che i funzionari sauditi abbiano fornito supporto ai dirottatori o siano stati complici degli attacchi. A loro dire, infatti, Thumairy “non ha affatto assistito i dirottatori”, e le sue presunte azioni non sarebbero rientrate nell&#8217;ambito delle sue responsabilità ufficiali. La notizia che imbarazza Riad emerge mentre l’amministrazione Biden <a href="https://www.nytimes.com/2024/05/17/us/politics/israel-saudi-arabia-gaza.html">sta dialogando con il principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman</strong></a> per siglare un patto di difesa reciproca tra Stati Uniti e Arabia Saudita e di cooperazione su un programma nucleare civile nel regno. </p>



<p>Il 16 maggio scorso, infatti, il consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, <strong>Jake Sullivan</strong>, <a href="https://www.timesofisrael.com/us-saudi-arabia-discuss-emerging-security-deal-said-to-include-israel-normalization/">si è incontrato con il principe ereditario</a> per discutere di quella che il regno ha descritto come la versione “semi-finale” dell’ampio accordo di sicurezza tra i Paesi. L’accordo rientrerebbe nel processo di normalizzazione delle relazioni tra il regno saudita con Israele. &#8220;La fissazione del presidente per questo accordo ha sconcertato molti esperti di politica estera e regionale, che non riescono a capire perché gli Stati Uniti stiano spendendo così tanto tempo ed energie su un’iniziativa che non risolverà nessuno dei problemi della regione&#8221;accusa <strong>Daniel Larison</strong> del <a href="https://responsiblestatecraft.org/saudi-arabia-911/"><em>Responsible Statecraft</em></a>. Accordo che Larison &#8211; insieme ad altri analisti ed esperti &#8211; chiede che venga cestinato anche per via delle recenti &#8211; e imbarazzanti &#8211; rivelazioni sull’11 settembre 2001.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-nuove-prove-contro-larabia-saudita-ditelo-a-biden.html">11 settembre, nuove prove contro l&#8217;Arabia Saudita. Ditelo a Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti si spaccano: i &#8220;fronti aperti&#8221; dell&#8217;11 settembre</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/gli-stati-uniti-si-spaccano-i-fronti-aperti-dell11-settembre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-2048x1405.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;11 settembre sia l&#8217;americano medio che il colletto bianco riscoprirono l&#8217;identità patriottica nazionale. Sacrario di quella ferita e di quella rinascita, ciò che restava del World Trade Center, passato in pochi minuti da simbolo di New York a cimitero di Gettysburgh postmoderno. Uno choc collettivo atroce quanto basta a rendere la prima, contestata, elezione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-stati-uniti-si-spaccano-i-fronti-aperti-dell11-settembre.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-stati-uniti-si-spaccano-i-fronti-aperti-dell11-settembre.html">Gli Stati Uniti si spaccano: i &#8220;fronti aperti&#8221; dell&#8217;11 settembre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-scaled-600x412.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023091020535137_65245be72c82b37010e2bf1e5a927df4-2048x1405.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;<strong>11 settembre</strong> sia l&#8217;americano medio che il colletto bianco riscoprirono l&#8217;identità patriottica nazionale. Sacrario di quella ferita e di quella rinascita, ciò che restava del <strong>World Trade Center</strong>, passato in pochi minuti da simbolo di New York a cimitero di Gettysburgh postmoderno. Uno choc collettivo atroce quanto basta a rendere la prima, contestata, elezione di <strong>George W. Bush</strong> un mero ricordo, assurgendo la traballante presidenza a rifugio sicuro per una nazione impaurita. Tanto che, su quel trauma collettivo, lo stesso Bush si è poi guadagnato la rielezione.</p>



<p>Certo è che l&#8217;11 settembre ha ridato forza al mito del destino americano e alla tradizione del popolo eletto investito da una missione divina. Ma le luci delle <em>tribute lights</em> sembrano aver smesso di riscaldare il ricordo della tragedia e le tante, troppe faglie che stanno lacerando il paese, da Capitol Hill all&#8217;inadeguatezza delle ultime due presidenze, dalla pandemia alla crisi economica, sembrano ormai oscurare un anniversario che come portata emotiva è comparabile solo al 4 luglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden indice tre giorni di &#8220;ricordo e preghiera&#8221;</h2>



<p>Quest&#8217;anno in particolar modo, nel bel mezzo dell&#8217;epopea giudiziaria di <strong>Donald Trump</strong>, della guerra in Ucraina e di una campagna elettorale 2024 così malamente cominciata, l&#8217;11 settembre sembra essere più un pretesto di disunione che altro. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha deciso di onorare le 2.977 vittime dell&#8217;11 settembre 2001 con <strong>tre giorni di ricordo e preghiera</strong>. </p>



<p>&#8220;Io, Joseph Biden Jr., Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; si legge nel provvedimento del 7 settembre &#8211; in virtù dell&#8217;autorità conferitami dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, proclamo l&#8217;8 settembre 2023, fino a settembre 10, 2023, come Giornate Nazionali di Preghiera e Memoria. Chiedo che il popolo degli Stati Uniti onori le vittime dell&#8217;11 settembre 2001 e i loro cari con la preghiera, la contemplazione, le cerimonie e le visite commemorative, le campane, le veglie a lume di candela e altre attività. Invito le persone di tutto il mondo a unirsi. Invito i cittadini della nostra nazione a ringraziare per le nostre numerose libertà e benedizioni, e invito tutte le persone di fede a unirsi a me nel chiedere la continua guida, misericordia e protezione di Dio&#8221;. Sebbene questo sia un invito al ricordo, il ricorso al triduo è evidente sintomo di crisi. Della ricerca di un appiglio, una tregua in un mare di confusione: niente del genere, infatti, era stato mai richiesto prima. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden grande assente alle cerimonie</h2>



<p>La disunione, quest&#8217;anno, spacca anche il cerimoniale: il presidente americano sarà infatti nella base militare di Elmendorf-Richardson in <strong>Alaska</strong>, ad Anchorage, e da qui commemorerà il ricordo delle quasi 3 mila persone che persero la vita negli attentati: si tratta della prima volta che il capo della Casa Bianca non parteciperà ai tradizionali eventi organizzati sui luoghi della strage o, almeno, in diretta dalla Casa Bianca. Alla cerimonia presso il memoriale dell&#8217;11 settembre nella Grande Mela ci sarà la vice presidente <strong>Kamala Harris</strong>, mentre la <strong><em>First Lady</em> Jill </strong>deporrà una corona di fiori al Pentagono: un&#8217;immagine ancora più disturbante, considerando i simbolismi del Pentagono e il ruolo non politico della prima signora d&#8217;America. Un infelice pasticcio d&#8217;agenda, quello che ha fissato questo <em>pit stop</em> per il presidente, di ritorno dal Vietnam dopo le fatiche del<strong> G20</strong>. </p>



<p>La <strong>stampa newyorkese</strong>, tuttavia, rifiuta di bersi la narrazione della sosta tecnica al freddo e al gelo, e scorge nel gesto un&#8217;ulteriore conferma delle tensioni tra il presidente, il sindaco <strong>Eric Adams</strong> e la governatrice <strong>Kathy Hochul</strong>, democratici, per la posizione che hanno assunto sulla questione <strong>migranti</strong>, denunciando l&#8217;eccessivo afflusso di rifugiati nell&#8217;intero Stato e, più ingenerale, nella Grande Mela. Non mancano poi le reprimenda di reduci della <em>war on terror</em> e comuni cittadini. Per tanti resta grave il fatto che Biden quest&#8217;anno non sia neanche alla Casa Bianca, definendo la cosa &#8220;un insulto e uno schiaffo agli americani&#8221;. Sul piede di guerra anche le <strong>famiglie delle vittime</strong>: questi ultimi temono, infatti, che la magistratura militare, che si occupa dei cinque strateghi degli attacchi detenuti a <strong>Guantanamo</strong>, possa offrire loro il patteggiamento; la vulgata vuole che la rabbia sia collegata alla possibilità per gli attentatori di evitare la pena di morte in cambio di una piena confessione. Ma il problema non è la pena di morte in sé, seppur invocata da molti americani, bensì il fatto che l&#8217;amministrazione Biden continui, dopo una roboante retorica sulla trasparenza, a trattenere informazioni sui legami tra il governo saudita e gli attentatori. Un eventuale <strong>patteggiamento</strong>, infatti, eviterebbe il processo nonché il dibattimento pubblico, un&#8217;operazione-verità che l&#8217;America attende da vent&#8217;anni. E che forse ricucirebbe molte ferite. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le teorie del complotto e le accuse di Ramaswamy</h2>



<p>Tantomeno si arrestano le teorie del complotto che iniziarono a circolare poche ore dopo l&#8217;attacco. Tra i movimenti complottisti più attivi, <strong>QAnon</strong>, che ha trovato il suo approdo naturale sui social network e sul web: una delle teorie più diffuse sostiene che il vero responsabile degli attentati sia il <em>deep State</em>, reo di aver organizzato e orchestrato gli attacchi. Nel Gop, invece, il vero incendiario è <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/vivek-ramaswamy-il-millennial-pro-putin-che-tenta-lassalto-alla-casa-bianca.html">Vivek Ramaswamy</a></strong>, pronto a rubare la scena proprio nelle ultime ore. Tutto nasce da un&#8217;intervista che il candidato ha rilasciato a <a href="https://www.theatlantic.com/politics/archive/2023/08/vivek-ramaswamy-audio-recording/675076/"><em>The Atlantic</em></a> lo scorso agosto: &#8220;Penso sia legittimo dire quanti poliziotti, quanti agenti federali, erano sugli aerei che hanno colpito le Torri Gemelle. Forse la risposta è zero&#8221;. Sebbene lo stesso Ramaswamy sia entrato in conflitto con il magazine, accusando la rivista di citarlo malamente, la <em>querelle </em>è legata ai <strong>documenti declassificati dell&#8217;Fbi </strong>che raccontano di come i federali, due anni fa, abbiano chiuso le indagini su tre cittadini sauditi- Fahad Al-Thumairy, Omar Al-Bayoumi, Musaed Al-Jarrah-sospettati di aver fornito supporto e assistenza a due attentatori. Prima di chiudere il fascicolo, la polizia federale avrebbe riesaminato il caso nel 2019 e nel 2020, ma nessun elemento nuovo sarebbe venuto fuori: i tre, fra l&#8217;altro, non si troverebbero più negli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I documenti declassificati dell&#8217;Fbi, i Sauditi e DeSantis</h2>



<p>Per Ramaswamy sarebbe giunto il momento che la Commissione sull&#8217;11 settembre sveli tutto quello che c&#8217;è da sapere, comprese le presunte connivenze saudite a proposito degli attentati. La complicazione nasce dalle versioni contrastanti che la stessa Fbi avrebbe fornito, soprattutto a proposito di <strong>Al-Bayoumi</strong>, che viene descritto, alternativamente, come un mero supporto casuale e logistico agli architetti degli attentatati, ma anche come uomo dei servizi segreti sauditi in America. Un aspetto gravissimo, alla luce di un flirt, quello Washington-Riad, che sembra riaccendersi. Ramaswamy, accusato perfino dai compagni di partito di voler essere il <em>gaslighter</em> d&#8217;America, rispedisce le accuse al mittente e promette di essere al memorial, domani. </p>



<p>Ma che la memoria dell&#8217;11 settembre sarebbe finita per impattare nella prossima campagna elettorale, era già chiaro da questa primavera quando <strong>Ron DeSantis</strong> aveva pensato bene di ospitare i familiari delle vittime, nel maggio scorso: molti di questi stanno affrontando una<em> class action</em> presso il tribunale federale di Manhattan contro l&#8217;Arabia Saudita, in assenza di un processo pubblico di levatura nazionale. Un asso nella manica di DeSantis, quando e se dovrà affrontare il rivale Trump, il quale, a mezzo di suo genero, spese quattro anni a coccolare i Sauditi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-stati-uniti-si-spaccano-i-fronti-aperti-dell11-settembre.html">Gli Stati Uniti si spaccano: i &#8220;fronti aperti&#8221; dell&#8217;11 settembre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;11/9 e l&#8217;Amburgo connection</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 21:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[radicalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Scrivere dei retroscena dell&#8217;11/9, il giorno che ha trasformato il Duemila da secolo delle speranze a secolo della paura, equivale a ripercorrere una storia iniziata ai primordi degli anni Ottanta da qualche parte tra Beirut e Kabul, con l&#8217;impatto culturale degli attentati di Hezbollah alla coalizione internazionale intervenuta nella guerra civile libanese e con l&#8217;empia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html">L&#8217;11/9 e l&#8217;Amburgo connection</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_2023041220140417_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1765924-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Scrivere dei retroscena dell&#8217;<strong>11/9</strong>, il giorno che ha trasformato il Duemila da secolo delle speranze a secolo della paura, equivale a ripercorrere una storia iniziata ai primordi degli anni Ottanta da qualche parte tra Beirut e Kabul, con l&#8217;impatto culturale degli attentati di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html">Hezbollah </a>alla coalizione internazionale intervenuta nella <strong>guerra civile libanese </strong>e con l&#8217;empia alleanza in chiave antisovietica siglata da <strong>Stati Uniti</strong> e loro alleati con l&#8217;Internazionale jihadista.</p>



<p>Capire le origini degli attentati dell&#8217;11/9 senza conoscere l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/l-operazione-ciclone-e-l-arte-di-vincere-senza-combattere.html">operazione Ciclone</a>, ventre inconsapevole di futuri Frankenstein, non è possibile. Capirne le ragioni senza parlare di Iraq, Libano e questione israelo-palestinese, nemmeno. Capire il <em>modus operandi </em>scelto, il dirottamento aereo, non avendo ricordo né del progetto Bojinka né dell&#8217;<strong>EgyptAir 990</strong>, neanche.</p>



<p>Non sono soltanto l&#8217;operazione Ciclone – mamma ignara di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaida </a>– e l&#8217;EgyptAir 990 – musa ispiratrice di <a href="https://it.insideover.com/criminalita/come-bin-laden-e-diventato-bin-laden.html">Osama bin Laden </a>–, però, gli eventi da estrarre dal cassetto dei ricordi dimenticati se l&#8217;11/9 si vuol comprendere. La storia da rispolverare, invero, è quella della <strong>cellula di Amburgo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/l-119-e-l-amburgo-connection.html">L&#8217;11/9 e l&#8217;Amburgo connection</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mohamed Atta, il volto dell&#8217;11/9</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/terrorismo/mohamed-atta-il-volto-dell11-9.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 18:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1536x996.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;11 settembre 2001 il mondo cambiava per sempre. In peggio. Quel giorno finiva l&#8217;illusione del Duemila quale secolo di pace mondiale e iniziava una guerra infinita, senza quartiere, destinata a riscrivere la geografia del potere in Eurasia: la Guerra al Terrore. L&#8217;11 settembre 2001 l&#8217;Internazionale jihadista colpiva il cuore simbolico del capitalismo finanziario globale, le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/mohamed-atta-il-volto-dell11-9.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_2023033020285578_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_458512-1536x996.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;11 settembre 2001 il mondo cambiava per sempre. In peggio. Quel giorno finiva l&#8217;illusione del Duemila quale secolo di pace mondiale e iniziava una guerra infinita, senza quartiere, destinata a riscrivere la geografia del potere in Eurasia: la <strong>Guerra al Terrore</strong>.</p>



<p>L&#8217;11 settembre 2001 l&#8217;Internazionale jihadista colpiva il cuore simbolico del capitalismo finanziario globale, <strong>le Torri gemelle</strong>, attraverso una nuova Pearl Harbour destinata a rimanere nella storia e nell&#8217;immaginario collettivo degli Stati Uniti e di tutto il mondo. </p>



<p>L&#8217;11 settembre 2001 fu il giorno dell&#8217;America, di George Bush Jr, di Rudolph Giuliani e di ogni newyorkese. E fu anche il giorno di <a href="https://it.insideover.com/criminalita/come-bin-laden-e-diventato-bin-laden.html">Osama bin Laden </a>e dei suoi diciannove attentatori suicidi, in particolare <strong>Mohamed Atta</strong>, colui che, ancora oggi, viene ricordato come il volto dell&#8217;11/9.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/mohamed-atta-il-volto-dell11-9.html">Mohamed Atta, il volto dell&#8217;11/9</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il particolare 11 settembre a un anno dal ritorno dei talebani a Kabul</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2022 05:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi a Manhattan suona di nuovo quella campana che ricorda i minuti in cui, oramai 21 anni fa, si è consumata la tragedia dell&#8217;11 settembre. Un suono riprodotto lì dove oggi sorge il memoriale dedicato alle vittime della strage del 2001, a pochi passi da dove sorgevano le Torri Gemelle. Vengono letti i nomi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html">Il particolare 11 settembre a un anno dal ritorno dei talebani a Kabul</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220910191404811_73e96ea6cb6b9fddc73074039c6d5d6e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Oggi a <strong>Manhattan</strong> suona di nuovo quella campana che ricorda i minuti in cui, oramai 21 anni fa, <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">si è consumata la tragedia dell&#8217;11 settembre</a>. Un suono riprodotto lì dove oggi sorge il memoriale dedicato alle vittime della strage del 2001, a pochi passi da dove sorgevano le <strong>Torri Gemelle</strong>. Vengono letti i nomi di tutti coloro che qui hanno perso la vita, un elenco di quasi tremila persone cadute mentre erano a lavoro oppure perché ritrovatesi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.</p>
<p>Quest&#8217;anno la commemorazione ha un sapore diverso. Nel 2021 a pesare maggiormente sul cerimoniale è stato il raggiungimento del ventennale dalla strage. Adesso invece pesa il fatto che mentre oltreoceano si commemorano le vittime, lì da dove è partito l&#8217;ordine dell&#8217;attacco terroristico la situazione è tornata uguale a com&#8217;era l&#8217;11 settembre 2001. A <strong>Kabul</strong>, bersagliata il mese successivo l&#8217;attentato per via della presenza dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">talebani</a> accusati di dare ospitalità a <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html">Bin Laden</a>, gli studenti coranici sono di nuovo al potere. E nel centro della capitale afghana appena un mese fa <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ayman-al-zawahiri-e-morto-e-con-lui-si-chiude-unepoca.html">è stato ucciso il braccio destro di Bin Laden</a>, ossia quell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-auman-al-zawahiri.html">Ayman Al Zawayri</a> ritenuto tra gli ideatori dell&#8217;11 settembre.</p>
<hr />
<blockquote><p>I talebani dicono di essere cambiati ma è davvero così? Aiutaci a scoprirlo<br />
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<hr />
<h2>I minuti che hanno cambiato gli Stati Uniti</h2>
<p>Una chiamata per una fuga di gas in una strada del quartiere sud di Manhattan, in un normale martedì mattina. Poi il rumore di un aereo, lo sguardo che istintivamente si alza verso il cielo e quindi il boato. Sono le ore 8:46 dell&#8217;11 settembre 2001, la scena è ripresa da un cameraman che segue una squadra dei Vigili del Fuoco. E si vede per l&#8217;appunto un pompiere che abbandona le sue attività per girarsi verso il luogo dell&#8217;esplosione. L&#8217;immagine diventa una delle più iconiche della giornata. Segna il passaggio dalla normale quotidianità di New York e degli Stati Uniti a uno dei momenti più tragici della storia recente. Il boato è prodotto dallo schianto di un <strong>aereo</strong> su una delle due torri gemelle di Manhattan. Sembra un incidente, uno dei più clamorosi. E subito la <em>Cnn</em> e gli altri network portano sul posto altri cameraman e degli elicotteri per riprendere la scena dall&#8217;alto.</p>
<p>A questo punto i riflettori sono tutti puntati sulle torri gemelle. E alle 9:01 l&#8217;arrivo di un altro aereo sull&#8217;altra delle due torri gemelle è ripreso in diretta. Appare chiaro ormai che non si tratta di un incidente, ma di un&#8217;<strong>azione terroristica</strong>. Non solo gli Usa, ma tutto il mondo guarda verso New York.</p>
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<p>Il presidente degli Stati Uniti, <strong>George W. Bush</strong>, in quel momento si trova a Sarasota, in Florida. Sta parlando in una scuola, quando il consigliere Andy Card lo avvicina per sussurrargli qualcosa all&#8217;orecchio. Anche questa scena è ripresa dalle telecamere e diventa anch&#8217;essa emblema della giornata. Ore che ancora non sono finite, perché alle 9:37 c&#8217;è un terzo aereo a cadere. Non a New York, bensì davanti il <strong>Pentagono</strong> a Washington, sede della Difesa Usa. Il Paese è sotto attacco e scattano tutte le misure di emergenza, sia a livello locale che federale. Lo spazio aereo viene chiuso, tutti i soccorsi vengono puntati sulle due città colpite e nella capitale tutti gli uffici più importanti vengono evacuati.</p>
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<p>C&#8217;è poi un altro velivolo che cade, anche se in campagna. A <strong>Shanksville</strong>, in Pennsylvania, altre persone muoiono in quello che, pochi giorni dopo, risulta essere un altro dei mezzi dirottati per portare a termine l&#8217;azione terroristica. Il terrore quindi passa dai cieli. Il primo aereo a schiantarsi sulle torri gemelle è il volo Boston-Los Angeles dell&#8217;American Airlines, il secondo aereo invece serve la stessa rotta ma per la United Airlines. L&#8217;aereo che si schianta sul Pentagono è invece decollato da Washington con destinazione California ed è dell&#8217;American Airlines. Il quarto aereo, questa volta della United Airlines, è partito da Newark e secondo le indagini non riesce a raggiungere uno degli obiettivi prefissati dai dirottatori per via di una ribellione interna dei passeggeri.</p>
<p>Il terrore però non si esaurisce con lo schianto degli aerei. Alle 9:59 crolla infatti la torre sud delle torri gemelle, la seconda ad essere stata colpita in precedenza. Alle 10:28 cede la torre nord. Le &#8220;twin towers&#8221; di Manhattan non ci sono più e, con esse, vengono trascinate giù verso la morte migliaia di persone in quel momento intrappolate. Il bilancio ufficiale parla ancora oggi di dispersi: a distanza di 21 anni ci sono 24 cittadini di cui non si sa più nulla. Sono 2.996 le vittime ufficiali, compresi i 19 dirottatori kamikaze.</p>
<h2>L&#8217;avvio della &#8220;guerra al terrore&#8221;</h2>
<p>Le conseguenze politiche di quell&#8217;attentato non si fanno attendere. Il dito viene subito puntato contro<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html"> Al Qaeda</a>, il gruppo terroristico fondato da Osama Bin Laden già protagonista negli anni precedenti di altri attacchi islamisti contro obiettivi Usa, pur se all&#8217;estero. La formazione jihadista ha la propria base in <strong>Afghanistan</strong>. Qui governano i talebani dal 1996, anche se per la verità Bin Laden è nel Paese da prima dell&#8217;avvento a Kabul degli studenti coranici. I talebani predicano un&#8217;ideologia estremista, un&#8217;interpretazione radicale della visione islamica. Le donne devono girare con il burqa e non vanno a scuola, i maschi devono portare la barba lunga. Hanno già isolato l&#8217;Afghanistan da quasi tutto il resto del mondo, ma ad ogni modo soldi e sostegno al gruppo non mancano. Dal Pakistan in primis, in passato dagli stessi Usa quando i gruppi islamisti servono negli anni &#8217;80 ad ostacolare la presenza sovietica nel Paese.</p>
<p>Dopo l&#8217;11 settembre i talebani diventano il principale bersaglio di Washington. Sono accusati di dare ospitalità a Bin Laden. E il 7 ottobre, dopo aver incassato il sostegno di Islamabad, Bush fa partire le operazioni militari volte a spodestare gli studenti coranici. Gli Stati Uniti bombardano Kabul, Jalalabad, Kandahar e le principali città afghane. Spianano così la strada all&#8217;<strong>Alleanza del Nord</strong>, l&#8217;opposizione ai talebani. I miliziani avanzano e nel giro di poche settimane entrano a Kabul ponendo fine all&#8217;emirato.</p>
<p>Secondo Bush questo è solo il primo atto della cosiddetta &#8220;guerra al terrore&#8221;. Una <strong>dottrina</strong> però che negli anni è destinata a mostrare ampie lacune. In Afghanistan si pensa a insediare un nuovo Stato e a organizzare, nel giro di pochi anni, delle elezioni. Due anni dopo l&#8217;11 settembre la guerra al terrore <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html">è combattuta contro l&#8217;Iraq di Saddam Hussein</a>. Deposto quest&#8217;ultimo, in medio oriente si apre un vaso di pandora che in realtà fa uscire fuori una miriade di gruppi terroristici che nel decennio successivo sconvolgo l&#8217;intero medio oriente. Nello stesso Afghanistan la situazione è tutt&#8217;altro che rosea: viene inviata una missione <strong>Nato</strong>, a cui partecipa l&#8217;Italia, per dare manforte alle nuove istituzioni di Kabul. Soldi, vite umane perse, soldati caduti, un bilancio cruento che però serve a poco se non addirittura a nulla.</p>
<h2>Afghanistan, un anno dopo</h2>
<p>Mentre infatti a New York si commemorano le vittime dell&#8217;11 settembre 2001, a Kabul i padroni di oggi sono quelli di allora. I talebani il 15 agosto 2021 riconquistano la capitale afghana e ridanno vita all&#8217;<strong>emirato</strong>. Ritornano i burqa, ritornano le barbe, ritornano i divieti e ritornano le scuole precluse alle donne. Possibile che da quell&#8217;11 settembre non è cambiato nulla? Una domanda a cui rispondere è difficile. Solo stando nel nuovo-vecchio Afghanistan si può realmente trovare risposta. Il quesito è di quelli in grado di scuotere dalle fondamenta le dottrine occidentali delle ultime due decadi: per davvero l&#8217;11 settembre è una data destinata a rimanere unicamente nel novero degli annali e delle cerimonie di commemorazione, ma senza lasciare tracce evidenti nella storia nonostante quanto accaduto dopo le tremila vittime di quella giornata?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/il-particolare-11-settembre-a-un-anno-dal-ritorno-dei-talebani-a-kabul.html">Il particolare 11 settembre a un anno dal ritorno dei talebani a Kabul</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli ultimi segreti di Osama Bin Laden</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 06:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan un anno dopo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1536x1104.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Al Qaeda in crisi di soldi, di prestigio e con poca reale possibilità di controllare i propri gruppi affiliati. Emerge un quadro senza dubbio diverso e e tutt&#8217;altro che &#8220;gratificante&#8221;, agli occhi del mondo jihadista, per Osama Bin Laden e per l&#8217;organizzazione da lui fondata e da lui guidata fino alla morte avvenuta a seguito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html">Gli ultimi segreti di Osama Bin Laden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12860629_large-1536x1104.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a> in crisi di soldi, di prestigio e con poca reale possibilità di controllare i propri gruppi affiliati. Emerge un quadro senza dubbio diverso e e tutt&#8217;altro che &#8220;gratificante&#8221;, agli occhi del mondo jihadista, per <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html">Osama Bin Laden</a> e per l&#8217;organizzazione da lui fondata e da lui guidata fino alla morte avvenuta a seguito del<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/blitz-morte-osama-bin-laden.html"> blitz di Abbottabad</a> nel maggio 2011. A rivelarlo è stato il ricercatore <strong>Nelly Lahoud</strong> nel libro &#8220;<em>The Bin Laden Papers: How the Abbottabad Raid Revealed the Truth about al-Qaeda, Its Leader and His Family</em>&#8220;. Un testo in cui sono stati raccolti e analizzati migliaia di file presi dal compound dove il terrorista saudita ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Una mole enorme di informazioni che ha permesso di ricostruire circa un decennio di storia.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3OqUuCW"><strong>Chi era Osama Bin Laden</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3PKwxaD"><strong>La storia di Al Qaeda </strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3yXw2Du"><strong>Il blitz che ha portato alla morte di Osama Bin Laden</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>I file presi ad Abottabad</h2>
<p>Tutto è partito dagli ultimi 18 minuti impiegati dai<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-navy-seal.html"> Navy Seals</a> che il 2 maggio 2011 si trovavano all&#8217;interno dell&#8217;abitazione di Bin Laden. Le forze speciali Usa, dopo aver individuato l&#8217;abitazione del leader di Al Qaeda, hanno attuato un <strong>blitz</strong> durato complessivamente 48 minuti. Momenti in cui il principale ricercato è stato scovato e subito dopo ucciso. Prima di abbandonare l&#8217;area, situata in una zona residenziale della città pakistana di <strong>Abbottabad</strong>, i Navy Seals hanno cercato ogni tipo di documento potenzialmente importante da portare via. Era risaputo, visto che proprio grazie a questo tipo di comunicazione che Bin Laden è stato trovato, che il fondatore di Al Qaeda dialogava con i suoi collaboratori più fidati tramite <strong>schede Sd</strong> al cui interno erano presenti file e documenti di ogni tipo.</p>
<blockquote><p>I talebani dicono di essere cambiati ma è davvero così? Aiutaci a scoprirlo<br />
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<p>Dal <strong>Pentagono</strong> hanno poi specificato che <a href="https://foreignpolicy.com/2022/06/05/bin-laden-papers-al-qaeda-abbottabad-raid-review-jihadi-movement/">sono stati raccolti qualcosa come 470.000 file</a>. Una quantità enorme e che ha richiesto tempo e pazienza per essere sapientemente esaminata. Ma, alla lunga, si è rivelata importante per capire l&#8217;organigramma di Al Qaeda e scovare altri leader dell&#8217;organizzazione. Nel corso degli anni poi buona parte dei documenti sono stati desecretati. Nelly Lahoud ha avuto modo di esaminarli e analizzarli, realizzando poi un libro con il quale ha raccontato &#8220;l&#8217;altra faccia&#8221; di Bin Laden e della sua organizzazione.</p>
<h2>Al Qaeda in fase calante dopo l&#8217;11 settembre</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">Gli attacchi contro le Torri Gemelle di New York</a> hanno dato a Osama Bin Laden e ad Al Qaeda una popolarità mondiale. Lo &#8220;sceicco del terrore&#8221; e l&#8217;organizzazione jihadista hanno assunto l&#8217;aspetto di <strong>nemico</strong> principale dell&#8217;occidente e di spauracchio più temibile. Sul versante jihadista ovviamente Bin Laden è invece diventato un <strong>riferimento</strong>, una persona capace con l&#8217;11 settembre non solo di colpire gli Stati Uniti, ma di fare <strong>proselitismo</strong> negli ambienti più radicali.</p>
<p>Eppure, l&#8217;attacco diretto agli Usa ha rappresentato il picco e l&#8217;apice dell&#8217;azione di Al Qaeda. Dopo è iniziata una lunga ma inesorabile fase calante. Tra i documenti analizzati da Lahoud è emerso addirittura come l&#8217;organizzazione terroristica avesse anche problemi nel finanziarsi. Nel 2004 la situazione economica di Al Qaeda era quasi allo sbaraglio, con Bin Laden preoccupato di non poter mandare avanti i propri piani. In questo periodo il fondatore del gruppo jihadista è descritto come &#8220;<strong>frustrato</strong> e <strong>inquieto</strong>&#8220;, consapevole delle difficoltà.</p>
<p>A pesare sulle sorti della sua organizzazione è stata in primo luogo la stessa popolarità raggiunta dal gruppo. Maggiore esposizione ha voluto significare anche maggiori attacchi da parte degli <strong>Stati Uniti</strong>, impegnati dopo l&#8217;attentato dell&#8217;11 settembre a smantellare le basi di Al Qaeda in <strong>Afghanistan</strong>. Qui Bin Laden e i suoi avevano trovato ospitalità a partire dal 1994 e hanno potuto ramificarsi maggiormente sul territorio con l&#8217;arrivo al potere nel 1996 dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">Talebani</a>. Dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, molti leader sono stati uccisi, altri catturati, così come diverse vie di comunicazione tra i principali capi sono state intercettate e interrotte. Lo stesso Bin Laden è stato costretto a rifugiarsi tra le montagne afghane prima di trovare un alloggio più confortevole nel compound di Abbottabad.</p>
<p>Tuttavia non è soltanto la guerra lanciata da Washington ad aver indebolito Al Qaeda. La popolarità ha sì permesso l&#8217;avvicinamento di migliaia di jihadisti ed estremisti ma, al tempo stesso, ha fatto perdere di vista all&#8217;organizzazione la<strong> bussola ideologica</strong>. Secondo quanto trapelato dai file analizzati da Lahoud nel suo libro, Al Qaeda a un certo punto sembra essere diventata troppo &#8220;pesante&#8221; da gestire. Centinaia di nuovi gruppi al proprio interno hanno voluto significare centinaia di teste ideologicamente lontane dallo stesso Bin Laden. Quest&#8217;ultimo voleva concentrarsi soprattutto sulla <strong>jihad globale</strong>, da attuare con nuovi attentati internazionali in modo da costringere gli Usa e l&#8217;occidente, sotto la pressione dell&#8217;opinione pubblica internazionale, a interessarsi sempre meno del <strong>medio oriente</strong> e ad abbandonare la regione.</p>
<p>Al contrario, i vari gruppi di Al Qaeda sorti nei primi anni 2000 hanno avuto come principale riferimento quello di portare solo a livello locale la jihad. Erano cioè interessati unicamente alle vicende della regione di pertinenza e non avevano gli Stati Uniti come principale nemico. Circostanza che più volte, secondo i file trovati ad Abbottabad, avrebbe fatto indispettire e non poco Bin Laden.</p>
<h2>Bin Laden impossibilitato a organizzare nuovi attacchi internazionali</h2>
<p>É vero, come sottolineato dallo stesso Lahoud, che Al Qaeda ha rivendicato altri due attacchi contro l&#8217;occidente dopo l&#8217;11 settembre. Il primo è dell&#8217;11 marzo 2004 a <strong>Madrid</strong>, il secondo invece è quello del 7 luglio 2005 a <strong>Londra</strong>. Tuttavia, scorrendo la mole di documenti in suo possesso, il ricercatore non ha trovato chiari segnali di un&#8217;organizzazione di quegli attacchi partita direttamente dalle basi di Al Qaeda o dai nascondigli di Bin Laden. Gli attentati cioè sono stati sì ideati e portati a termine da cellule vicine ad Al Qaeda, ma probabilmente lo stesso sceicco del terrore non era direttamente al corrente dei vari piani poi attuati nelle due capitali europee. La sua organizzazione si è intestata gli attacchi, specialmente dal punto di vista ideologico. Ma, per l&#8217;appunto, non sono mai saltate prove sufficienti a dire che Bin Laden in persona abbia o meno pianificato quelle due azioni.</p>
<p>L&#8217;unica vera operazione internazionale organizzata dal vertice di Al Qaeda dopo l&#8217;11 settembre ha riguardato l&#8217;attacco, avvenuto nel novembre del 2002, contro obiettivi israeliani nella città keniota di <strong>Mombasa</strong>. Ma, come sottolineato dallo stesso autore del libro, quell&#8217;operazione ha iniziato a essere pianificata prima degli attentati contro New York e Washington. Questo come ulteriore prova delle difficoltà di Al Qaeda di attuare attacchi internazionali e della fase calante post 11 settembre. Tanti gruppi in varie parti del pianeta hanno indossato il &#8220;cappello&#8221; dell&#8217;organizzazione fondata da Bin Laden, ma raramente quest&#8217;ultimo è stato al corrente dei piani.</p>
<h2>Il rapporto con i Talebani</h2>
<p>Anche sulle intese con i Talebani non sono mancate sorprese rispetto a quanto saputo negli ultimi anni. Secondo Lahoud, il rapporto con gli studenti coranici non sempre è stato idilliaco e non sempre è stato &#8220;perfetto&#8221;. Bin Laden, in particolare, negli ultimi anni soprattutto lamentava ai suoi collaboratori più stretti una determinata &#8220;<strong>deriva</strong>&#8221; dei Talebani. Secondo il terrorista, una parte di loro è rimasta fedele ai dettami e agli schemi ideologici del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-il-mullah-omar.html"> Mullah Omar</a>, fondatore del gruppo, ma un&#8217;altra a Bin Laden è sembrata essere &#8220;al soldo&#8221; esclusivo dei <strong>servizi segreti pakistani</strong>. Per questo, specialmente nella seconda metà degli anni 2000, ha sempre consigliato maggiore &#8220;discrezione&#8221; nei rapporti con i Talebani. Sul fronte dei rapporti con l&#8217;<strong>Iran</strong>, nella mole di documenti scovata ad Abbottabad non sono stati trovati riscontri significativi. Teheran, in particolare, avrebbe ospitato alcuni capi di Al Qaeda negli anni successivi alla fine del primo emirato talebano in Afghanistan, senza però fornire sostegno decisivo e significativo all&#8217;organizzazione.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;immagine che emerge di Bin Laden e della sua rete di terrore è apparsa, se non ridimensionata, comunque meno potente del previsto all&#8217;interno della galassia jihadista. Al Qaeda ha sì ispirato più generazioni di fondamentalisti, ma non ha guidato l&#8217;intero mondo islamista. L&#8217;<strong>equiparazione</strong> Al Qaeda/jihadismo degli anni immediatamente successivi all&#8217;11 settembre, alla luce degli ultimi riscontri, ne è uscita oltremodo forzata. Prova ne è il fatto che, una volta ucciso Bin Laden e una volta affacciatasi alla ribalta una nuova organizzazione, quell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> partita come costola irachena poco controllabile della stessa Al Qaeda, il gruppo fondato dal miliardario saudita si è ulteriormente ridimensionato e ha perso anche il ruolo guida a livello ideologico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-ultimi-segreti-di-osama-bin-laden.html">Gli ultimi segreti di Osama Bin Laden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;I can hear you&#8221;: Bush e l&#8217;11 settembre, vent&#8217;anni dopo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-can-hear-you-bush-e-l11-settembre-ventanni-dopo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 12:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=330802</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>George W. Bush è stato un presidente complesso, più di quanto la cronaca dei suoi otto anni alla Casa Bianca abbia teso a rappresentarlo. Un presidente che scoprì il mondo scoprendo il suo Paese, un uomo che ben poco conosceva di ciò che andava oltre il Texas di cui era governatore quando intraprese la corsa alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-can-hear-you-bush-e-l11-settembre-ventanni-dopo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-can-hear-you-bush-e-l11-settembre-ventanni-dopo.html">&#8220;I can hear you&#8221;: Bush e l&#8217;11 settembre, vent&#8217;anni dopo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/george-bush-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>George W. Bush </strong>è stato un presidente complesso, più di quanto la cronaca dei suoi otto anni alla Casa Bianca abbia teso a rappresentarlo. Un presidente che scoprì il mondo scoprendo il suo Paese, un uomo che ben poco conosceva di ciò che andava oltre il Texas di cui era governatore quando intraprese la corsa alla Casa Bianca che lo portò alla controversa vittoria alle presidenziali del 2000. Un leader ritenuto fautore di una linea di riduzione dell&#8217;interventismo e della proiezione globale Usa catapultato a protagonista della storia recente dopo i fatti dell&#8217;11 settembre 2001, da cui scaturirono a cascata<a href="https://it.insideover.com/gallery/ventanni-di-guerra-in-afghanistan.html" target="_blank" rel="noopener"> i conflitti mediorientali in <strong>Afghanistan </strong>e</a>, due <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html" target="_blank" rel="noopener">anni dopo, <strong>Iraq</strong>.</a></p>
<p>L&#8217;America diI Bush coincise con l&#8217;America della globalizzazione rampante che si faceva interventista mano a mano che nell&#8217;amministrazione diventava insostituibile il peso dei falchi neoconservatori. Ma prima del leader interventista intento a gestire una chiamata alle armi condotta con uno zelo religioso prima ancora che politico, contrapponendo all&#8217;estremismo islamista il richiamo alla purezza e la divisione maniche tra &#8220;buoni&#8221; e &#8220;cattivi&#8221; tipica dell&#8217;etica calvinista e protestante, vi fu il Bush coinvolto nel <strong>dramma collettivo </strong>che gli Usa vissero <a href="https://it.insideover.com/politica/11-settembre-2001-vent-anni-dopo-il-terrore-e-ancora-qui.html" target="_blank" rel="noopener">dopo i giorni dell&#8217;11 settembre</a>. Un dramma durante il quale <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html" target="_blank" rel="noopener">Bush fu chiamato a prendersi sulle spalle le aspettative e i timori di una nazione ferita e spaesata.</a></p>
<p><a href="https://edition.cnn.com/2021/09/11/politics/transcript-george-w-bush-speech-09-11-2021/index.html" target="_blank" rel="noopener">Nel ventennale del multiplo attentato dell&#8217;11 settembre</a> l&#8217;ex presidente ha parlato alla commemorazione dei morti nello schianto del volo United 93, precipitato vicino a Shanksville, Pennsylvania, unico dei quattro dirottati da Al Qaeda a non aver raggiunto il suo bersaglio. E nel suo discorso si è concentrato sul <strong>senso di unità </strong>che si percepiva in America dopo la tragedia collettiva di vent&#8217;anni fa: &#8220;Nel giorno del dolore e del lutto&#8221;, ha dichiarato Bush, &#8220;ho visto milioni di persone stringere istintivamente il braccio del loro vicino e dedicarsi alla causa del prossimo. Questa è l&#8217;America che conosco&#8221;. Un&#8217;America che a detta di Bush &#8220;è la versione più genuina di noi stessi&#8221;, un&#8217;America che torna nella retorica del presidente la <em>shining City upon the hill, </em>la nuova Gerusalemme da riscattare: c&#8217;è tutto l&#8217;evangelismo radicale dell&#8217;ex presidente laddove Bush afferma che, nei giorni successivi all&#8217;11 settembre, &#8220;dopo aver vagato a lungo nell&#8217;oscurità, molti hanno scoperto che in realtà stavano camminando passo dopo passo verso la grazia&#8221;.</p>
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<p>La profonda retorica utilizzata da Bush in questa occasione richiama il momento di maggior contatto emotivo tra l&#8217;allora presidente e il popolo americano nei giorni appena successivi all&#8217;attentato. <a href="https://www.americanrhetoric.com/speeches/gwbush911groundzerobullhorn.htm" target="_blank" rel="noopener">Il <strong>14 settembre 2001 </strong>Bush</a> si recò in visita a Ground Zero a New York e, senza alcuna programmazione anticipata, pronunciò spontaneamente un discorso ai lavoratori intenti a rimuovere le macerie, a mettere in sicurezza l&#8217;area e a indagare <a href="https://www.americanrhetoric.com/speeches/gwbush911groundzerobullhorn.htm" target="_blank" rel="noopener">sui fatti dell&#8217;11 settembre.</a> &#8220;I can hear you!&#8221;, disse Bush salendo su un veicolo distrutto e parlando con un megafono in mano ai lavoratori. &#8220;Vi posso sentire! Vi posso sentire! Tutto il mondo vi ascolta&#8221;, disse solennemente mettendosi in diretto collegamento con le sofferenze, le tensioni e il dolore di New York e dell&#8217;intera America, aggiungendo poi che &#8220;coloro che hanno distrutto questi edifici ci sentiranno presto&#8221;, preannunciando la risposta militare che, tre settimane dopo circa, avrebbe dato il via all&#8217;offensiva afghana.</p>
<p>Ebbene, in questo discorso ci fu tutto il profondo dualismo di Bush, uomo chiamato a gestire <strong>dinamiche storiche </strong>più grandi, profondamente complesse e strutturate del <em>born again Christian </em>che cercava di levarsi dalle spalle l&#8217;appellativo di semplice erede del presidente &#8220;vincitore&#8221; della Guerra Fredda e della <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mondo-a-trent-anni-dall-inizio-della-prima-guerra-del-golfo.html" target="_blank" rel="noopener">Guerra del Golfo</a>, il padre George H. W. Bush. Presidente catapultato suo malgrado nella storia dopo aver vinto le elezioni contro il progressista democratico Al Gore su un tradizionale programma repubblicano fatto di tagli alle tasse, deregulation finanziaria, amministrazione dell&#8217;economicismo, a capo di un&#8217;amministrazione commissariata dai <strong>neoconservatori</strong>.</p>
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<p>Nelle parole del discorso di Ground Zero si leggono l&#8217;identificazione dell&#8217;uomo con la nazione e lo spaesamento del leader che, inevitabilmente, deve promuovere la reazione energica. Si anticipano gli errori dei mesi successivi e del ventennio che ne è seguito, ma si comprende anche la <strong>drammatica profondità </strong>del momento storico che si andava delineando. &#8220;I can hear you&#8221; sembra anche il motto di fondo del discorso che Bush, nel ventennale, ha pronunciato a Shanksville: &#8220;nel sacrificio dei primi soccorritori, nel soccorso reciproco tra sconosciuti, nella solidarietà del dolore e della grazia, le azioni di un nemico hanno rivelato lo spirito di un popolo&#8221;, ha detto l&#8217;ex presidente.</p>
<p>Spirito che, però, vent&#8217;anni fa si è manifestato forse per l&#8217;ultima volta. I semi della divisione e della polarizzazione interna già covavano mano a mano che le faglie culturali, etniche, economiche e sociali corrodevano le possibilità di <strong>cooperazione politica </strong>e la capacità di gestione delle crisi da parte della superpotenza. Dalla Grande Recessione <a href="https://it.insideover.com/societa/da-capitol-hill-ai-gilet-gialli-le-guerre-intestine-alle-societa-occidentali.html" target="_blank" rel="noopener">ai fatti di <strong>Capitol Hill, </strong></a>da Occupy Wall Street <a href="https://it.insideover.com/societa/tutte-le-faglie-sociali-degli-stati-uniti-floyd-incubo.html" target="_blank" rel="noopener">a Black Lives Matter,</a> passando per il quadriennio trumpiano che è stato sintomo, e non causa, di questa polarizzazione l&#8217;America si è scoperta una <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/i-pericolosi-dolori-di-una-fragile-superpotenza.html" target="_blank" rel="noopener">fragile superpotenza</a>. </strong></p>
<p>Tanto fragile come lo era vent&#8217;anni fa, come del resto sottolineato da quei commentatori (in Italia Geminello Alvi, Franco Cardini, Marco Tarchi, Massimo Fini, Tiziano Terzani) che nella stessa risposta interventista alla guerra del terrore globale hanno visto non una riscossa degli States quanto piuttosto un emblema delle loro difficoltà. Della tendenza a compattare la nazione dietro il fattore unificante della minaccia esterna. Bush è stato il primo artefice e la prima vittima di questo processo, ma anche la sua figura va letta in chiave umana e non solo politica. Trovarsi a dare voce alle pulsioni e ai timori di una nazione ferita al cuore è compito improbo per qualsiasi capo di Stato. Oggi come vent&#8217;anni dopo George W. Bush lo testimonia.</p>
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		<title>Le pesanti eredità dell’11 settembre</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-2001-eredita-al-qaeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Sep 2021 05:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1536x1026.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Se stanno per combinare qualcosa, lo faranno qui”. È quasi mezzanotte, a Times Square fa freddo, molto freddo, ma in piazza ci sono almeno due milioni di newyorkesi, tutti intenti a salutare l’avvento del nuovo millennio. Tra questi c’è anche John O’Neill, responsabile dell’Fbi per l’anti terrorismo, all’altro capo del telefono c’è un suo amico, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-2001-eredita-al-qaeda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11-settembre-1536x1026.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Se stanno per combinare qualcosa, lo faranno qui”. È quasi mezzanotte, a <strong>Times Square</strong> fa freddo, molto freddo, ma in piazza ci sono almeno due milioni di newyorkesi, tutti intenti a salutare l’avvento del nuovo millennio. Tra questi c’è anche <strong>John O’Neill</strong>, responsabile dell’Fbi per l’anti terrorismo, all’altro capo del telefono c’è un suo amico, Richard Clarke, responsabile dell’anti terrorismo del <strong>National Security Council</strong>, l’organo che consiglia il presidente degli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale.</p>
<p>O’Neill è preoccupato, negli ultimi mesi i segnali non sono stati incoraggianti. Fermi e arresti di sospetti terroristi segnalavano un aumento dell’attività sul suolo americano. Poco meno di due anni prima due ambasciate statunitensi in Africa <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-attentati-11-settembre.html" target="_blank" rel="noopener">erano finte nel mirino dei terroristi</a> e da quel momento il Bureau aveva acceso i riflettori su <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html"><strong>Osama Bin Laden</strong></a>.</p>
<p>Per il dirigente dell’Fbi non è più questione se ci sarà o meno un’attacco, ma di quando. O’Neill in realtà sbaglia solo il momento, ma non il luogo. Passano solo 15 giorni e a Los Angels atterra un volo proveniente da Bangkok. A bordo ci sono due uomini Nawaf al-Hazmi e Khaled al-Mihdhar. I due si spostano subito a San Diego e da quel momento iniziano a prendere lezioni di volo. Passano 724 giorni e i due insieme ad altri tre compagni si schiantano sul lato ovest del Pentagono uccidendo 189 persone una manciata di minuti dopo il doppio attacco al World trade center.</p>
<p>A vent’anni dai tragici fatti dell’<strong>11 settembre</strong> una delle cose che sconvolge ancora è l’<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-guerra-tra-cia-e-fbi-e-gli-errori-che-portarono-all11settembre.html">incredibile buco dell’intelligence americana</a>, a tutti i livelli, che permise l’operazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html"><strong>Al Qaeda</strong></a>. Eppure quell’attacco, e quei fallimenti, hanno ancora effetti a lungo temine per gli Stati Uniti e il mondo. Come hanno dimostrato i fatti di quest’estate.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-328667 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-1024x683.jpeg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-2048x1365.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Il caotico ritiro dall&#8217;Afghanistan</h2>
<p>L’onda lunghissima di quello choc si è vista chiaramente in quello che è <a href="https://it.insideover.com/topic/afghanistan-cosa-succede">successo in Afghanistan</a>. Il ritiro americano e il collasso del neonato Stato afghano in favore del ritorno dei <strong>talebani</strong> è sembrato un enorme reset di quanto avvenuto nei primi due decenni del nuovo secolo. Il ritorno al potere degli studenti del Corano ha portato sul banco degli imputati non solo l’amministrazione Biden che ha curato la ritirata, ma altre tre amministrazioni Usa.</p>
<p>Le analisi piovute nell’ultimo mese hanno indagato a 360 gradi per capire le ragioni della debacle, se poteva essere evitata e come, e soprattutto le sue ripercussioni per Washington. Nei prossimi mesi questo studio continuerà e presto sarà pane per gli storici, intanto c’è uno dei protagonisti di quella stagione che non ha dubbi su come analizzare quanto successo. Per <strong>Ali Soufan</strong>, agente Fbi tra i collaboratori di O’Neill e tra i primi a trovare il collegamento tra gli attentati dell’11 settembre e Al Qaeda, ha raccontato che secondo lui la guerra in Afghanistan è stata persa già nell’autunno del 2002, un anno dopo l’inizio dell’invasione americana.</p>
<p>“Fu allora”, <a href="https://www.spiegel.de/international/world/former-fbi-agent-ali-soufan-we-lost-the-war-in-afghanistan-in-the-fall-of-2002-a-bad8ba73-f110-4408-ba48-1fcb6bfbe67b" target="_blank" rel="noopener">ha raccontato Soufan al tedesco <em>De Spiegel</em></a>, “che l&#8217;amministrazione Bush iniziò a spostare molte risorse importanti per prepararsi alla <strong>guerra in Iraq</strong> in un momento in cui al-Qaida e i talebani si stavano riorganizzando in Afghanistan. E questo è stato un duro colpo per qualsiasi sforzo costruttivo“.</p>
<p>Per l’ex Fbi spostare le risorse per un secondo fronte Mediorientale di fatto bloccò ogni tentativo di stabilizzare il Paese. Ma alla base del fallimento non ci fu solo questo: anche quella che molti hanno indicato come una totale <a href="https://it.insideover.com/guerra/afghanistan-talebani-occidente-cuzzelli.html">mancanza di comprensione</a> di cosa fosse, di cosa sia ancora oggi, l’Afghanistan. Il frutto avvelenato di una reazione violenta post attentato che molto spesso è stata senza strategia.</p>
<p>Lo storico Max Hastings <a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2021-09-05/afghanistan-s-fall-is-9-11-s-latest-unlearned-lesson">ha scritto su <em>Bloomberg</em></a> come la reazione dell’America all’attentato sia stata scomposta e votata all’inutile show muscolare che di fatto ha finito col destabilizzare un’intera regione. Nel 2003 il giornalista americano Bob Woodward nel libro <em>La guerra di Bush</em>, <a href="https://books.google.it/books?id=qxRShj7UqLEC&amp;pg=PT123&amp;lpg=PT123&amp;dq=%22We+have+to+have+something+to+hit%E2%80%A6%22&amp;source=bl&amp;ots=IqTBxlTmrV&amp;sig=ACfU3U1DuEVHIKQm5Zci-dX4fgQlsJIo7A&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjlg-6E6-_yAhUZHuwKHRqXBEMQ6AF6BAgCEAM#v=onepage&amp;q=%22We%20have%20to%20have%20something%20to%20hit%E2%80%A6%22&amp;f=false" target="_blank" rel="noopener">riportò un significativo scambio</a> tra il segretario alla difesa <strong>Donald Rumsfeld</strong> e il capo della Cia George Tenet: “Dobbiamo colpire qualcosa. Non c’è molta Al Qaeda da colpire”. Un passaggio significativo del settembre 2001 che avrebbe fatto da preludio a quando avvenuto due anni dopo con l’invasione dell’Iraq.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-328859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/mappa-afghanistan-al-qaeda-1024x787.png" alt="" width="1024" height="787" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/mappa-afghanistan-al-qaeda-1024x787.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/mappa-afghanistan-al-qaeda-300x230.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/mappa-afghanistan-al-qaeda-768x590.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/mappa-afghanistan-al-qaeda-1536x1180.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/mappa-afghanistan-al-qaeda-2048x1573.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/mappa-afghanistan-al-qaeda.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>I &#8220;veri costi&#8221; della guerra al terrore</h2>
<p>La risposta muscolare post 11 settembre negli anni si è rivelata costosa e disastrosa. La stabilità è stata una chimera per tutto il ventennio e giocoforza la sicurezza non è aumentata. Se è vero, come ha detto a più riprese Joe Biden, che la missione principale è stata raggiunta con l’uccisione di Bin Landen, non si può dire lo stesso per Al Qaeda. Oggi l’organizzazione principale resta svuotata e concentrata sopratutto in operazioni che si potrebbero definire di lobbing, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-talebani-afghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">come il lungo rapporto costruito coi talebani</a>. Ma allo stesso tempo i rami “locali” hanno prosperato, da <strong>Al Qaeda nel Sub continente indiano</strong>, fino a quella attiva nella Penisola arabica, per non parlare delle varie derivazioni come <strong>Hurras al Din</strong> che opera in Siria o Jama&#8217;at Nasr al-Islam wal Muslimin nel Sahel africano.</p>
<p>In mezzo miliardi di dollari bruciati in operazioni militari e tentativi, vani, di nation building. Secondo <a href="https://watson.brown.edu/costsofwar/figures/2021/BudgetaryCosts" target="_blank" rel="noopener">una serie di stime</a> del Watson Institute della Brown University tra il 2001 e le previsioni per il 2022 gli Usa hanno speso qualcosa come 5.800 miliardi di dollari ai quali vanno aggiunti almeno altri 2.200 per i costi di cura dei veterani da qui al 2050.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-1AWDM" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="I costi umani delle guerre post 11 settembre" src="https://datawrapper.dwcdn.net/1AWDM/1/" height="504" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="table"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(e){if(void 0!==e.data["datawrapper-height"]){var t=document.querySelectorAll("iframe");for(var a in e.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<t.length;r++){if(t[r].contentWindow===e.source)t[r].style.height=e.data["datawrapper-height"][a]+"px"}}}))}();
</script></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-terrore-11-settembre-2001.html" target="_blank" rel="noopener">Anche i costi umani di quella “reazione” sono stati insostenibili</a>. Oltre settemila militari tra Afghanistan e Iraq e 8 mila tra i contractors al soldo degli americani sono rimasi uccisi per non parlare delle vittime civili che hanno pagato il debito più alto. Sempre secondo la Brown University i civili che hanno perso la vita sarebbero tra i 363 e 387 mila, mentre le forze di sicurezza dei neonati stati afghani e iracheni sarebbero tra la 204 e 207 mila. I costi umani arriverebbero quindi a sfiorare il milione di vittime, tra le 987 e 923 mila.</p>
<p>A tutto questo va poi aggiunta l’onda lunga dei migranti. Per vent’anni i conflitti in Medio Oriente, scatenati direttamente da Washington (Afghanistan e Iraq) o appoggiati tramite proxy (Yemen, Libia e Siria) hanno creato vere e proprie <strong>bombe migratorie</strong>. È il caso ad esempio del 2015 con la rotta balcanica letteralmente esplosa con l’acuirsi della crisi siriana che ha colpito l’Europa. Per non parlare dell’onda lunga afghana e una rotta, quella che parte dal Paese, attraversa Iran e Turchia e approda in Europa che non si è mai del tutto spenta e che anzi ora può riaccendersi con stime che <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/pi-milione-profughi-dallafghanistan-leuropa-adesso-trema-1969592.html" target="_blank" rel="noopener">parlando addirittura di 1 milione</a> di persone pronte a muoversi.</p>
<h2>L’elaborazione del lutto</h2>
<p>Ma gli effetti di quel 11 settembre 2001 continuano a farsi sentire anche sul suolo americano. Verso fine agosto due agenti hanno bussato alla porta della famiglia Morgan a Long Island. I due portavano una missiva a Nykiah Morgan: “Abbiamo trovato sua madre”. Dorothy Morgan lavorava come impiegata nel settore assicurativo al 94esimo piano della Torre Nord e fu tra le 2.753 vittime morte nel crollo delle torri.</p>
<p>Qualche settimana fa Dorothy è diventata la 1.646esima vittima identificata grazie ai test del Dna. Qualche giorno dopo è stato invece identificato il 1647esimo, un uomo di cui non si conoscono le generalità. Si tratta delle prime identificazioni dal 2019. Da oltre vent’anni i medici forensi lavorando per individuare le vittime. All’inizio, nei primi anni dopo l’attacco, le identificazioni erano centinaia all’anno, ma oggi il ritmo è rallentato e spesso non sono più di una o due l’anno.</p>
<p>Ancora oggi centinaia di famiglie non sanno che l’ufficio del medico legale newyorkese è ancora al lavoro. Attualmente i medici e i ricercatori sono a lavoro su 22 mila resti umani recuperati tra i rottami di Ground zero, all’appello mancano circa 1.106 vittime, il 40% di coloro che morirono a New York.</p>
<p><figure id="attachment_330395" aria-describedby="caption-attachment-330395" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-330395 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/fumo-macerie--1024x669.jpeg" alt="" width="1024" height="669" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/fumo-macerie--1024x669.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/fumo-macerie--300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/fumo-macerie--768x502.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/fumo-macerie--1536x1004.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/fumo-macerie--2048x1339.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/fumo-macerie-.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-330395" class="wp-caption-text">Il fumo dalla macerie del World Trade Center ritratte il 20 settembre 2001 (La Presse)</figcaption></figure></p>
<p>Subito dopo gli attacchi centinaia di famiglie avevano donato campioni di Dna per aiutare i ricercatori a trovare i resti dei famigliari, nella speranza di avere qualcosa da seppellire. Ma oggi, quando così tanto tempo è passato, la ricerca rischia di fare più male che bene.</p>
<p>La stessa Nykiah Morgan <a href="https://www.nytimes.com/2021/09/06/nyregion/9-11-ground-zero-victims-remains.html" target="_blank" rel="noopener">ha raccontato al <em>New York Times</em></a> di non essere sicura di volere i resti della madre: “Improvvisamente devi decidere cosa fare con una persona cara che è morta 20 anni fa. È quasi come riaprire vecchie ferite. Nel corso del tempo, ti senti come se stessi migliorando e poi dopo 20 anni devi affrontare tutto da capo”.</p>
<p>Nel frattempo i team che si occupano delle identificazioni sono ottimisti, negli anni le tecnologie sono migliorate e le nuove tecniche aiuteranno a velocizzare il processo. Ma non tutti verranno identificati, resterà sempre qualcuno senza nome, senza tomba. O perché i frammenti sono troppo danneggiati, o perché quei resti appartengono a chi è già stato identificato o perché i campioni per il confronto non bastano.</p>
<h2>I processi senza fine</h2>
<p>A riaprire vecchie ferite potrebbero essere anche i processi. Tolti gli autori dell’attacco e Osama Bin Laden, restano ancora i mandanti, le menti dell’attentato. Dopo vent’anni dall’attacco e nove dalla formalizzazione delle accuse, i processi rimango ancora in alto mare.</p>
<p>Solo martedì scorso <strong>Khalid Sheikh Mohammed</strong> e altri quattro imputati sono apparsi in tribunale dopo oltre un anno di stop per alcune dispute preliminari. Nonostante questo <a href="https://www.nbcnews.com/politics/national-security/20-years-after-9-11-mastermind-khalid-sheikh-mohammed-still-n1278592" target="_blank" rel="noopener">non ci sono nuove udienze all’orizzonte</a>. La sensazione, sottolineano in tanti, è che non si voglia tendere il processo. Per Kevin Powers, esperto del Boston College e in passato consigliere del Pentagono per Guantanamo, “è importante che le persone capiscano che il sistema è impostato per fallire”.</p>
<p><figure id="attachment_330397" aria-describedby="caption-attachment-330397" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-330397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/5264369_large-1024x692.jpeg" alt="" width="1024" height="692" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/5264369_large-1024x692.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/5264369_large-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/5264369_large-768x519.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/5264369_large-1536x1038.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/5264369_large-2048x1384.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/5264369_large-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-330397" class="wp-caption-text">Detenuti nel carcere di Guantanamo (La Presse)</figcaption></figure></p>
<p>Ed effettivamente basta vedere la storia recente del carcere per farsi un’idea: viaggiare verso l’enclave americana sull’isola di Cuba è un incubo logistico, negli anni il ricambio di giudici e avvocati è stato frequente e il sistema delle commissioni militari è stato cambiato radicalmente nel passaggio dall’amministrazione di <strong>George W. Bush</strong> e quella di <strong>Barack Obama</strong>. Il vero limite, hanno detto i vari avvocati della difesa che si sono succeduti al fianco dei sospetti di Al Qaeda detenuti, è stata la segretezza. Per anni faldoni di indagini non passavano dagli inquirenti militari ai difensori, per non parlare dei limiti durante gli interrogatorio.</p>
<p>Intanto le sentenze non arrivano, e con queste velocità è possibile che servano altri 10 anni per arrivare a un verdetto di primo grado. E non è detto che ci sarà mai un vero colpevole dato che forse il processo non si farà mai. Secondo molti le ombre delle torture della Cia contro i prigionieri avvenute prima dell’arrivo a Guantanamo potrebbe rendere confessioni e prove inammissibili e addirittura chiudersi con eventuali assoluzioni.</p>
<h2>Le ultime ombre</h2>
<p>La partita su quel giorno di settembre però non è ancora chiusa anche per un’altra ragione. Dopo 20 anni circa, ad esempio, sappiamo ancora molto poco del coinvolgimento dell’<strong>Arabia Saudita</strong>. Nei giorni scorsi Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo per ordinare al dipartimento di Giustizia e altre agenzie federali di riesaminare i dossier sull’11 settembre e desecretare ciò che rimane entro sei mesi. Il boccone più ghiotto resta quello inerente all’<strong>operazione Encore</strong> dell’Fbi, l’inchiesta sulla possibile complicità di Riad negli attacchi.</p>
<p><a href="https://www.cbsnews.com/news/former-fbi-agent-who-worked-on-still-secret-fbi-911-case-says-hijackers-had-us-based-support-network/" target="_blank" rel="noopener">Secondo l’ex agente del Bureau Danny Gonzalez</a> i contatti tra gli attentatori e uomini vicini ai sauditi erano chiari. E questo ci riporta all’inizio della nostra storia a Nawaf al-Hazmi e Khaled al-Mihdhar. Per Gonzalez i due avevano potuto godere dell’appoggio di una rete di impiegati sauditi che li avrebbero aiutati nelle prime fasi dell’inserimento nel Paese. Sempre secondo l’ex agente Fbi se il dossier dell’Encore fosse rivelato il popolo americano avrebbe molto da imparare e soprattutto cambierebbe la comprensione pubblica dell’11 settembre.</p>
<h2>Un paese diviso</h2>
<p>Forse nei prossimi mesi sapremo qualcosa di più su questo ramo e soprattutto sapremo se cambierà o meno la percezione dell’America. Intanto però oltre 70 milioni di americani sono nati dopo i fatti di New York e oggi gli Usa appaiono quanto mai diversi da allora. Smaltito il senso di unità nazionale dopo l’attacco negli anni la società americana è <a href="https://it.insideover.com/politica/cinque-grafici-per-raccontare-la-polarizzazione-della-societa-americana.html" target="_blank" rel="noopener">scivolata verso la polarizzazione</a>. Il Paese ha mostrato una crescente divisione, accelerata dall’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca.</p>
<p>Oggi democratici e repubblicani sono sempre più lontani e con loro gli elettori. Lo choc dell’11 settembre e i disastri militari degli anni successivi hanno cambiato le prospettive interne degli Stati Uniti. Una parte del Paese ha virato verso l’isolazionismo, pensiamo ad esempio all’America rurale che sicurezza, riduzione dell’immigrazione e maggiore protezione dal mondo. Un’altro frammento dell’America, invece, ha scelto una prospettiva ancora più globale, in molte città, New York in testa, ha soffiato il vento liberal di apertura e maggiore integrazione delle minoranze. Di fatto spingendo queste due Americhe in direzioni opposte.</p>
<p>In questo senso l’11 settembre è stato il catalizzatore perfetto per allargare la spaccatura del Paese. Paese che oggi, con il ritiro caotico dall’Afghanistan, si scopre ancora meno “eletto”, più vulnerabile. A tratti spaventato dalla potenza emergente cinese, una sensazione nuova per la superpotenza, anzi una sensazione sentita forse solo un’altra volta: alle 8:46 di una tiepida mattina di settembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/11-settembre-2001-eredita-al-qaeda.html">Le pesanti eredità dell’11 settembre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>11 settembre e guerra al terrore: ecco cosa hanno scatenato nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerre-terrore-11-settembre-2001.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 06:44:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Truppe americane durante la guerra in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Spesso è difficile stabilire quando un evento smette di essere cronaca per diventare storia. Un buon modo per capirlo è quello osservare i suoi effetti. È il caso degli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York. 19 anni dopo molti potrebbero pensare che quei fatti siano da relegare ai testi di storia ma in realtà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-terrore-11-settembre-2001.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Truppe americane durante la guerra in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Truppe-Usa-in-Iraq-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Spesso è difficile stabilire quando un evento smette di essere cronaca per diventare storia. Un buon modo per capirlo è quello osservare i suoi effetti. È il caso degli attacchi dell’<a href="https://it.insideover.com/scheda/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">11 settembre 2001 a New York</a>. 19 anni dopo molti potrebbero pensare che quei fatti siano da relegare ai testi di storia ma in realtà gli effetti degli attentati di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Al-Qaeda</a> si sentono ancora.</p>
<p><figure id="attachment_289017" aria-describedby="caption-attachment-289017" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-289017" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-1024x667.jpg" alt="Un harrier di AV-8B durante l'attacco aereo a sostegno dei fanti che combattono sulla terra nelle vie di Fallujah (LaPresse)" width="1024" height="667" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-2048x1335.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/harrier-di-AV-8B-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-289017" class="wp-caption-text">Un harrier di AV-8B durante l&#8217;attacco aereo a sostegno dei fanti che combattono sulla terra nelle vie di Fallujah (LaPresse)</figcaption></figure></p>
<p>Il prossimo 7 ottobre la <a href="https://it.insideover.com/guerra/afghanistan-il-lungo-percorso-verso-un-futuro-di-pace.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guerra in Afghanistan</a> entrerà nel suo 20esimo anno e il mondo si trova ancora a fare i conti con quello che è successo dopo il crollo delle Torri gemelle. Gli effetti della &#8220;<em>War on terror</em>&#8221; lanciata dall&#8217;amministrazione di George W. Bush e in parte portata avanti da quella di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-barack-obama.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Barack Obama</strong></a> ha avuto esiti durissimi con ripercussioni su milioni di persone.</p>
<p>Pensiamo alle vittime. Secondo le ultime rilevazioni disponibili datate fine 2019, almeno 800mila persone hanno perso la vita nelle guerre in Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen e Pakistan. Questa cifra non conta le persone ferite, quelle morte in maniera indiretta per la distruzione delle infrastrutture o la contaminazione ambientale. Tra le vittime almeno 330mila sono state registrate tra i civili, seguite dai miliziani, come talebani o jihadisti, e da 177mila tra militari degli eserciti nazionali e forze di polizia. Ma gli effetti degli interventi americani non si sono limitati a questo.</p>
<p>A inizio settembre il Waston Institute della Brown University <a href="https://watson.brown.edu/costsofwar/files/cow/imce/papers/2020/Displacement_Vine%20et%20al_Costs%20of%20War%202020%2009%2008.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha pubblicato uno studio</a> sui costi umani derivanti dalle guerre scatenate dopo l&#8217;11 settembre 2001. Secondo i dati collezionati negli ultimi 19 anni almeno 37 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Di questi, otto sono rifugiati e richiedenti asilo che hanno lasciato i Paesi coinvolti e 29 sono gli sfollati interni.</p>
<h2>La portata dei numeri: vicini alla Seconda guerra mondiale</h2>
<p>Ovviamente si tratta di una stima. Gli analisti che hanno lavorato al progetto hanno detto di aver arrotondato per difetto e che il numero potrebbe essere quasi due volte superiore, cioè sfiorare 45 milioni di persone. Per avere un’idea della portata si può fare un confronto con altri eventi storici. La rivoluzione russa costrinse alla fuga sei milioni di persone. La Grande guerra oltre dieci, il conflitto in Vietnam 12 e l’invasione sovietica dell’Afghanistan 6,3 milioni. Solo la Seconda guerra mondiale detiene il triste primato con con una cifra compresa tra 30 e 54 milioni di persone.</p>
<p>Raid aerei, colpi silenziosi dei droni, raffiche di artiglieria e gli scontri a fuoco casa per casa nei quartieri coinvolti, sono solo alcune delle ragioni per cui si fugge dalla guerra. In molti casi dopo l’intervento americano sono scoppiati scontri settari, come avvenuto nel nord dell’Iraq a partire dal 2011. Ma le partenze hanno riguardato anche altri aspetti. La necessità di lasciare le proprie case per la distruzioni di coltivazioni e posti di lavoro o l’impossibilità di accedere a cibo, acqua, ospedali e infrastrutture minime.</p>
<p><figure id="attachment_289018" aria-describedby="caption-attachment-289018" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-289018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Profughi-in-fuga-da-Fallujah-1024x704.jpg" alt="I profughi in fuga da Fallujah (LaPresse)" width="1024" height="704" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Profughi-in-fuga-da-Fallujah-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Profughi-in-fuga-da-Fallujah-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Profughi-in-fuga-da-Fallujah-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Profughi-in-fuga-da-Fallujah-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Profughi-in-fuga-da-Fallujah-2048x1409.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Profughi-in-fuga-da-Fallujah.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-289018" class="wp-caption-text">I profughi in fuga da Fallujah (LaPresse)</figcaption></figure></p>
<p>Per capire natura e origini di questi numeri bisogna guardare attentamente a dove la &#8220;<em>War on terror</em>&#8221; è stata combattuta e ai suoi effetti complessivi. In due decenni gli Usa si sono impegnati su più scenari in modi diversi. In prima linea con le guerra in Afghanistan e Iraq; in modo più defilato, come in Siria, Libia e Filippine; in modi più segreti come la campagna di droni in Somalia, Pakistan e Yemen.</p>
<p>Ovviamente non si possono imputare tutti questi effetti solo all&#8217;intervento americano. In molti Paesi erano attive organizzazioni terroristiche come Al Qaeda o <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stato islamico</a>, oppure combattenti estremisti come le milizie sciite e sunnite in Iraq o i talebani in Afghanistan. Ma in molti casi è stato proprio l’intervento americano a dare il via agli eventi.</p>
<h2>La &#8220;<em>long war</em>&#8221; americana tra Afghanistan e Iraq</h2>
<p>Nel 2000, un anno prima dell’invasione americana, l’Afghanistan contava 758 mila sfollati interni e 4,4 milioni di rifugiati all&#8217;estero, una pesante eredità dell’invasione sovietica degli anni 80. Dal 2001 in poi quasi un quarto del popolo afghano, il 26%, ha lasciato le proprie case: 2,1 milioni di persone fuori dal paese e 3,2 all&#8217;interno del territorio nazionale. Dati forse sottostimati dato che solo tra il 2012 e 2019 <a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/IOM-Afghanistan-Baseline-Mobility-Assessment-Summary-Results-June-2019-English.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ben 2,4 milioni di persone hanno lasciato il Paese</a>.</p>
<p>In Iraq lo scenario è stato analogo. Nel 2007, quattro anni dopo la deposizione di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Saddam Hussein</strong></a> nel paese si contavano circa 4,7 milioni di sfollati interni. Numeri destinati comunque ad aumentare nelle fasi successive dell’occupazione. In primo luogo con la violenza settaria scoppiata tra il 2006 e 2008 e poi a partire dal 2014 con l’avanzata dello <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stato islamico</a>. Ancora oggi, 650 mila persone vivono all&#8217;estero, mentre 1,4 milioni attendono una nuova casa nei campi profughi dell’Iraq.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-289168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/profughi-post-11-settembre-1.png" alt="profughi post 11 settembre mappa" width="6490" height="5775" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/profughi-post-11-settembre-1.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/profughi-post-11-settembre-1-300x267.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/profughi-post-11-settembre-1-1024x911.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/profughi-post-11-settembre-1-768x683.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/profughi-post-11-settembre-1-1536x1367.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/profughi-post-11-settembre-1-2048x1822.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 6490px) 100vw, 6490px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli effetti delle guerre segrete in Siria, Libia e Filippine</h2>
<p>Rispetto ai due scenari precedenti in Siria, Libia e Filippine il coinvolgimento dei &#8220;<em>boots on the ground</em>&#8221; è stato minimo, ma gli effetti si sono fatti comunque sentire. Da quando nel 2014 l’amministrazione di Barack Obama ha iniziato la sua campagna contro l&#8217;Isis in Siria oltre 7,1 milioni di persone, il 37% della popolazione, sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Il numero però è piuttosto conservativo e tiene conto solo delle province in cui le forze americane hanno combattuto. Ma se allarghiamo lo spettro, aggiungiamo tutte le province siriane e portiamo l&#8217;orologio a quando gli Usa hanno avviato il programma di sostegno ai ribelli siriani nel 2013, il numero aumenta enormemente.</p>
<p>In Libia la musica non è stata diversa. Secondo l’Internal Displacement Monitoring Centre circa l’8% della popolazione era stato costretto a lasciare le proprie case come sfollato dopo l&#8217;inizio delle Primavere arabe. Gli effetti più devastanti della decisione americana e francese di far cadere <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Muammar Gheddafi</a> sono però arrivati solo in un secondo momento. Il <em>vacuum</em> di potere e il conseguente scoppio della guerra civile con il proliferare di milizie, ha creato le condizioni ideali per favorire i flussi migratori dall’Africa subsahariana verso l&#8217;Europa.</p>
<p>Se guardiamo i passaggi nella rotta centrale del Mediterraneo tra il 2009 e 2018 vediamo molto bene gli effetti del conflitto. Nel 2011, anno della caduta del Rais, gli arrivi in Italia sono stati circa 59 mila, mentre nel 2014 è iniziato il flusso più grosso con 170 arrivi seguiti dai 153 mila del 2015 e dai 181 mila del 3017.</p>
<p>Perfino le Filippine non sono state immuni. Già a partire dal 2002 unità delle forze speciali americane e addestratori sono stati dispiegati nell&#8217;isola di Mindanao per fronteggiare l’insurrezione islamista composta da una serie di sigle alcune delle quali legate ad al Qaeda.</p>
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<p>Secondo le informazioni disponibili, negli anni almeno 6 mila unità di personale americano si sarebbero avvicendate nell’isola &#8211; <a href="https://opinion.inquirer.net/23405/the-us-base-in-the-philippines" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche grazie a basi segrete</a> -, con risultati quanto mai discutibili. Ancora oggi il controllo del territorio nel Sud del Paese da parte delle autorità di Manila non è completo e come in altri scenari anche qui gli sfollati ne hanno pagato il prezzo. In 19 anni 1.7 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le case e nel 2019 ancora 182 mila di loro risultavano sfollati interni.</p>
<h2>Il peso delle Drone Wars</h2>
<p>Negli ultimi anni diverse operazioni americane condotte sotto traccia hanno avuto effetti ben visibili sulla popolazione di Somalia, Pakistan e Yemen. Nel primo caso gli Usa sono stati impegnati fin dal 2002 con operazioni mirate grazie ai raid di droni armati, mentre nel 2006 hanno appoggiato l’invasione del Paese da parte dell’Etiopia per rovesciare le corti islamiche. Questo ovviamente non ha indebolito l’islamismo radicale, ma ha portato <a href="https://it.insideover.com/scheda/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alla nascita di Al Shaabab</a> (affilata con al Qaeda dal 2012). Dal 2002 il 46% dei civili residenti in Somalia hanno abbandonato le proprie case e nel 2019 si contavano 800 mila rifugiati all’estero e almeno 3,4 milioni di sfollati interni.</p>
<p>Persino il Pakistan, sulla carta alleato di Washington, ha sentito i morsi dei mietitori americani. Dopo l’invasione dell’Afghanistan gran parte dei <a href="https://it.insideover.com/scheda/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">miliziani di al Qaeda</a> e molti combattenti talebani hanno trovato rifugio nelle regioni tribali nell’Ovest del Pakistan. Da quel momento è iniziata una vasta operazione dei velivoli senza pilota per dare appoggio alle forze armate pakistane nel combattere i miliziani. Anche in questo caso la fuga dei civili è stata inevitabile. Dal 2002 3,4 milioni di persone sono state costrette a lasciare le aree di confine per convergere verso Peshawar e Islamabad e oggi ancora 90 mila sono senza casa.</p>
<p>Il Paese che forse più di tutti ha pagato le “drone wars” è stato però lo Yemen. Già nel 2002, quando la Cia aveva delineato le responsabilità del ramo yemenita di al Qaeda, i velivoli senza pilota erano entrati in azione. <a href="https://www.thebureauinvestigates.com/drone-war/data/yemen-reported-us-covert-actions-2019#strike-logs" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo i dati raccolti dal Bureau of investigative journalism</a> tra il 2002 e 2019 gli americani avrebbero condotto 336 strike e ucciso tra le 1.020 e 1.389 persone, di queste 174-225 sarebbero civili e tra loro almeno una cinquantina bambini. A complicare una quadro già compromesso ci ha pensato poi la <a href="https://it.insideover.com/scheda/guerra/punto-la-guerra-nello-yemen.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guerra civile del 2014</a> tra miliziani sciiti houthi e la coalizione a guida saudita appoggiata sul indirettamente da Washington. Complessivamente dal 2002 in poi almeno 4,4 milioni di yemeniti si sono dati alla fuga, 3,6 dei quali all’interno del Paese. Il quadro generale è però desolante con 24 milioni di persone sulle 30 residenti che hanno necessità di assistenza umanitaria.</p>
<h2>Le altre conseguenze: il collasso dell&#8217;economia</h2>
<p>Chiaramente guerra e migrazioni di massa portano con se una serie di altri effetti meno raccontati ma altrettanto pericolosi. Per prima cosa in quasi tutti questi Paesi è esploso il debito pubblico. In Yemen tra il 2014 e 2017 il rapporto debito/Pil è passato dal 48,7% all&#8217;84,2%. In Iraq tra il 2014 e 2015, gli anni più duri della guerra allo Stato Islamico, il balzo è stato dal 32,8% a 56,8%.</p>
<p>Per il Medio Oriente, si legge nelle valutazioni del Fondo Monetario internazionale, la decade tra il 2009 e il 2019 <a href="https://thearabweekly.com/six-decades-after-independence-middle-east-still-looking-growth-model" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha registrato una crescita economica tre volte inferiore al decennio precedente.</a> Non solo. A fronte di redditi pro capite stagnanti la disoccupazione giovanile è peggiorata sensibilmente. Stando a un rapporto dell’Escwa, la Commissione economica e sociale per l&#8217;Asia Occidentale dell’Onu, i Paesi colpiti dai conflitti tra il 2010 e 2015 hanno perso 614 miliardi di dollari pari al 6% del Pil regionale.</p>
<h2>I costi per gli Stati Uniti</h2>
<p>Chiaramente la stagione iniziata con l’11 settembre 2001 ha portato pesanti conseguenze anche per Washington. Sul fronte dei costi umani tra l’inizio della guerra in Afghanistan e il 2020 gli Usa hanno contato 7.014 vittime tra i soldati, la maggior parte dei quali tra Iraq (4.572) e Afghanistan (2.298) e 7.950 tra i contractor.</p>
<p>Sul piano economico invece il disavanzo è mostruoso. In poco meno di 20 anni sono stati dilapidati 6,4 triliardi di dollari, uno solo dei quali per la cura e il sostegno dei veterani. Nei 5,4 restanti c’è di tutto, dagli stanziamenti diretti per la guerra da parte del Congresso, agli incrementi per tutte le attività del Pentagono passando per i fondi destinati alla sicurezza nazionale e ai pagamenti degli interessi per i prestiti di guerra.</p>
<p>Il problema, <a href="https://watson.brown.edu/costsofwar/figures/2019/budgetary-costs-post-911-wars-through-fy2020-64-trillion" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha sottolineato uno studio della Brown University</a>, è che anche quando tutti i ritiri dagli scenari di guerra saranno completati si continuerà a pagare. Gran parte delle operazioni sono state finanziate con prestiti e questo da un lato ha aumentato il debito nazionale e dall&#8217;altro comporta una certa mole di interessi, con ogni probabilità 8 trilioni di dollari entro il 2050.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-terrore-11-settembre-2001.html">11 settembre e guerra al terrore: ecco cosa hanno scatenato nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 06:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco alle Torri gemelle (11 settembre)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’attentato dell’11 settembre 2001 ha rappresentato uno dei più gravi episodi di cronaca degli Stati Uniti, nonché uno spartiacque per la storia più recente. Per la prima volta, infatti, è stata colpita al cuore la potenza americana con specifici attacchi verso i più importanti simboli economici e politici del Paese. A pianificare l’attentato è stata l’organizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">Gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Torri-gemelle-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’attentato dell’<strong>11 settembre 2001</strong> ha rappresentato uno dei più gravi episodi di cronaca degli <strong>Stati Uniti</strong>, nonché uno spartiacque per la storia più recente. Per la prima volta, infatti, è stata colpita al cuore la potenza americana con specifici attacchi verso i più importanti simboli economici e politici del Paese. A pianificare l’attentato è stata l’organizzazione terroristica jihadista <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a>, guidata dal saudita <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html">Osama Bin Laden</a>. Quest’ultimo, ricercato già da diversi anni, in quel momento si trovava in <strong>Afghanistan</strong> protetto dal gruppo dei <strong>talebani</strong>, i quali dal 1996 erano al potere a Kabul. Gli attacchi sono stati portati a termine con l’impiego di alcuni aerei di linea dirottati verso gli obiettivi da colpire: le <strong>Torri Gemelle</strong> di New York e il <strong>Pentagono</strong> a Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">Gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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