Chi sono i Navy Seal

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Seal è l’acronimo di Sea Air and Land che indica il corpo di Forze Speciali della Us Navy (la Marina Usa) facente parte del Us Naval Special Warfare Command (Navspecwarcom) comandato dal contrammiraglio Collin P. Green e basato a Coronado (California) che a sua volta dipende dal Us Special Operations Command (Ussocom o più semplicemente Socom) che ha sede presso la MacDill Afb (Air Force Base) di Tampa (Florida) comandato attualmente dal generale dell’Us Army Richard D. Clarke. Dal comando per le Forze Speciali (Socom), dipendono anche, oltre ai Seal, il 1st Special Forces Operational Detachment-Delta comunemente noto come “Delta Force”, il 75th Ranger Regiment dell’Us Army insieme all’Intelligence Support Activity e al Joint Communications Unit infine il 24th Special Tactics Squadron dell’Usaf.

I Seal traggono origine dalle unità speciali di commando nate durante la Seconda Guerra Mondiale. Nell’agosto del 1942 due unità per missioni speciali vennero formate presso la Amphibious Training Base (Atb) di Little Creek, Norfolk, (Virginia) per prendere parte alla futura operazione Torch (l’invasione del Nord Africa) che avrebbe avuto luogo a novembre dello stesso anno, e vennero denominate Amphibious Scout & Raiders (S&R). Contemporaneamente, sempre a Little Creek, si formarono altre unità speciali chiamate Naval Demolition Units, poi basate in Maryland a Solomons, che presero parte, oltre che allo sbarco in Nord Africa, anche a quello in Sicilia. Tali unità furono istituzionalizzate il 6 giugno del 1943 e compresero anche le “Seabees”, ovvero i militari del genio che erano preposti a preparare campi di aviazione avanzati e aree di sbarco con proiezione dal mare, quando nacque la Naval Combat Demolition Unit (Ncdu) training school di Fort Pierce (Florida). Gli Udt (Underwater Demolition Teams), progenitori dei moderni Seal, sono stati formati nel dicembre del 1943 raccogliendo le unità precedenti ed ebbero il loro battesimo del fuoco il 31 gennaio del 1944 durante l’attacco agli atolli di Kwajalein e Roy-Namur durante l’operazione Flintlock nelle isole Marshall.

Al termine delle ostilità vennero mantenuti quattro team, ciascuno composto da 50 uomini, di queste Forze Speciali: l’Udt-1 e l’Udt-3 vennero stabiliti a Coronado (California), l’Udt.2 e l’Udt-4 rimasero a Little Creek. Ciascuno dipendeva, rispettivamente, dal comando delle forze anfibie del Pacifico e dell’Atlantico.

Durante il conflitto nella Penisola di Corea le Udt furono largamente impiegate sia in operazioni dietro le linee nemiche sia in preparazione dello sbarco di Inchon (operazione Chromite).

La nascita dei Seal viene erroneamente attribuita alla volontà del presidente J.F. Kennedy ma in realtà è individuabile in un percorso che prese il via con l’istituzione, il 13 settembre del 1960, del Unconventional Activities Working Group in seno all’Opnav. In particolare possiamo prendere come data di nascita il 10 marzo 1961 quando in un primo rapporto del Unconventional Activities Committee dell’Us Navy al capo delle operazioni navali (Cno) venne citato per la prima volta il termine Seal. La nascita dei Seal è quindi da imputare all’ammiraglio Arleigh Burke e al vice-ammiraglio Wallace Beakley. Il presidente Kennedy ebbe il merito di avallare la dottrina strategica di impiego delle forze speciali e certificare la nascita ufficiale dei Seal a gennaio del 1962. Il Seal Team-1 venne stabilito presso la base navale anfibia di Coronado mentre il Seal Team-2 a Little Creek.

Da allora i Seal sono intervenuti in pressoché tutte le operazioni militari (note) degli Stati Uniti: Vietnam, Grenada (operazione Urgent Fury), nel fallito tentativo di liberazione degli ostaggi dell’ambasciata americana a Teheran (operazione Eagle Claw), a Panama (operazione Juste Cause), durante la Prima Guerra del Golfo, in Somalia, in Afghanistan, in Iraq e anche nella famosa “Crisi di Sigonella” quando circondarono l’aereo su cui si trovava il terrorista Abu Abbas organizzatore del sequestro della motonave Achille Lauro.

I Seal rappresentano, insieme alla Delta Force, l’élite delle Forze Speciali statunitensi: il Sog (Special Operations Group) della Cia viene formato reclutando operatori da questa unità speciale dell’Us Navy.

Addestramento

L’addestramento di un Seal è uno dei più duri al mondo, al pari di quello per gli operatori delle Forze Speciali italiane (Goi, Col Moschin ecc). La preselezione avviene in un periodo di 8 settimane presso il Naval Special Warfare Preparatory School di Great Lakes (Illinois). Se l’aspirante Seal supera la prima scrematura volta a testare e migliorare le capacità fisiche dell’individuo, poi passa al Basic Underwater Demolition/Seal (Bud/S), un corso della durata di 24 settimane che si svolge a Coronado così articolato: 3 settimane di indotrinamento, 7 settimane di condizionamento fisico (tra cui la terza viene definita “Hell Week”), 7 settimane di combat diving che pone l’accento sul miglioramento delle capacità acquatiche del futuro operatore, 7 settimane di land warfare rivolte all’addestramento al combattimento terrestre, utilizzo armi e dispositivi esplosivi, topografia ecc.

Se l’allievo supera anche questa fase viene inviato a frequentare un corso di 3 settimane di paracadutismo a San Diego (California) propedeutico ad un successivo periodo di 26 settimane chiamato Seal Qualification Training (Sqt). Durante questa fase vengono affinate le competenze dell’operatore di Forze Speciali che vedono l’addestramento in diversi ambienti, da quello artico a Kodiak (Alaska) a quello desertico e della giungla. Al termine di questa fase, l’allievo viene diplomato e integrato immediatamente in uno dei due distaccamenti Seal (Coronado o Little Creek) dove prosegue l’addestramento più specialistico della durata di 12/18 mesi che vedono distinguersi 3 fasi: una più personale con corsi di tiratore scelto, di scalata, Advanced Close Quarter Combat/Breacher, pronto soccorso, tecniche di demolizione avanzate, operatore Uav, ecc. A seguire una fase addestrativa a livello di unità che prevede lo studio di tattiche per piccole unità, land warfare, combattimento ravvicinato, combattimento urbano, interdizione marittima e a lungo raggio, ricognizione speciale e operazioni da velivoli ad ala fissa e rotante. Successivamente si procede con l’addestramento a livello di Task Group con la finalità di conseguire capacità avanzate a livello di team: Special Boat (Swcc), intelligence, supporto crittografico, comunicazioni, medico, Eod (ordigni esplosivi), interprete esperto di lingue.

I compiti

I compiti principali dei Seal sono quelli comuni a tutte le Forze Speciali del mondo con particolare attenzione alla proiezione dal mare: condurre missioni in territorio nemico in tutte la tipologia di ambienti diversi, eliminazione di bersagli di alto valore, esfiltrazione, raccolta informazioni, intelligence, controterrorismo, liberazione di ostaggi, sabotaggio, operazioni contro il narcotraffico, ricognizione speciale, azioni di guerra non convenzionali.

Si stima che gli operatori dei Seal siano circa 800 con un organico totale, comprendente la logistica, le scuole, i comandi speciali ecc pari a 2500 uomini. Ci sono 8 team Seal ciascuno dei quali composto da sei plotoni a loro volta composti da 16 operatori. Ciascun plotone Seal è composto da due ufficiali, un sottufficiale e 13 tra comuni e graduati. Il plotone è l’unità base ma può all’occorrenza essere suddiviso ulteriormente in due o quattro squadre.

L’organizzazione generale dei Seal è così composta:

  • Seal Team 1 di base a Coronado
  • Seal Team 2 di base a Little Creek
  • Seal Team 3 di base a Coronado ma impiegato in Medio Oriente
  • Seal Team 4 di base a Little Creek
  • Seal Team 5 di base a Coronado
  • Seal Team 7 di base a Coronado
  • Seal Team 8 di base a Little Creek
  • Seal Team 10 di base a Little Creek ma impiegato in Medio Oriente

Ci sono anche due Team di riserve ciascuno composto da due plotoni (Seal Team 17 e 18 per ciascuno dei distaccamenti) ed il Naval Special Warfare Development Group (Devgru) o ex Seal Team 6 (disciolto nel 1987) con compiti speciali (antiterrorismo e operazioni ad altissimo rischio).

A completamento del corpo ci sono due Team denominati Seal Delivery Vehicle Team 1 e 2 di base rispettivamente a Pearl Harbor (Hawaii) e Little Creek che si occupano della gestione e delle operazioni che vedono l’utilizzo della flotta di mezzi subacquei in dotazione al corpo.

I Seal utilizzano una vasta gamma di mezzi navali di superficie subacquei per le loro operazioni: si va dalle Pcb (Patrol Coastal Boat) sino alle Mk V Special Operations Craft (Soc), presenti ancora le River Patrol Boat (Pbr), le Mini-Armored Troop Carrier (Matc), le Light Patrol Boat (Pbl) tipo Boston Whaler, gommoni Zodiac e a scafo rigido (Rhib – Rigid Hull Inflatable Boat), minisommergibili Mk VIII Mod 1 Sdv (Sea Delivery Vehicle), l’Advanced Seal Delivery System (Asds) un minisottomarino per una squadra di operatori.

Per il trasporto terrestre si affidano al Dpv Desert Patrol/Light Strike Vehicle, una jeep Chenowith, 2×4 modificata che può portare 3 persone oltre a tutta la serie di mezzi in forza all’esercito americano.

La dotazione di armamenti personali spazia dalla Beretta M9 da 9 millimetri, alla Colt M1991A1 da 45, la H&K P7M13, la Sig Sauer P226 in 9 millimetri passando anche per il revolver Smith & Wesson 357 Magnum. Per quanto riguarda i fucili da assalto i Seal si affidano alla serie dell’M-16 e derivati come la carabina M-4A1, il Chicom Type 56 (una copia del Ak-47) e l’M-14 semiautomatico. Le pistole mitragliatrici sono della famiglia Mp 5 nelle versioni Sd e N, mentre per il fuoco di squadra si affidano principalmente all’M60 Mk 43, l’adattamento americano della Minimi chiamata M249. Per il tiro di precisione usano l’M-14/M1A, l’Accuracy International AW50, l’onnipresente M82 Barrett affiancato dal modello M107.