Chi è Ayman Al Zawahiri

Nato il 19 giugno del 1951 a Kafr el-Dawar, in Egitto, Ayman Al Zawahiri è un terrorista e, per la precisione, si tratta di uno tra i 22 più ricercati dal governo degli Stati Uniti. Medico chirurgo che ha contribuito alla fondazione della Jihad islamica egiziana, è stato uno tra gli ideatori dell’attentato dell’11 settembre del 2001 alle Torri Gemelle. Noto come braccio destro di Osama bin Laden, Al Zawahiri ne è divenuto ufficialmente il successore l’8 giugno del 2011 con la guida del gruppo terrorista islamico di al Qaeda. Preso il posto del suo predecessore, ucciso il mese prima da un commando dei Navy Seal statunitensi, ha consacrato la propria ascesa nell’islam radicale con un video in cui ha spiegato come avrebbe operato nel corso del suo mandato al comando di al Qaeda.

Un’infanzia all’interno di una famiglia agiata e di prestigio quella vissuta da Ayman Al Zawahiri, il quale è stato circondato da parenti impegnati professionalmente nel campo della medicina, della magistratura e della letteratura. Il padre era uno dei più importanti dermatologi dell’Egitto, mentre il nonno materno era tra i letterati di spicco della nazione. Dulcis in fundo, lo zio materno era il primo segretario della Lega Araba. La presenza di una famiglia affermata in ambito lavorativo non poteva che fare di lui un giovane impegnato nello studio per conseguire ambiti obiettivi: “Era uno timidissimo, silenzioso. Pregava e studiava” ha detto la sorella Heba Mohamed Al Zawahiri in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera qualche anno fa.

Sin da adolescente Al Zawahiri si è avvicinato ai movimenti islamisti lasciandosi permeare dalle loro ideologie. All’età di 15 anni è stato arrestato quale membro della Fratellanza musulmana, il movimento politico-religioso islamista fondato proprio in Egitto. La formazione era, all’epoca come oggi, illegale. Tuttavia questa circostanza non gli ha impedito di portare avanti la passione per la scrittura, la poesia e gli studi in medicina. Nel 1974 Al Zawahiri ha conseguito la laurea all’Università del Cairo e nel 1978 ha ottenuto anche un master in chirurgia.

Una volta divenuto medico, Al Zawahiri in un primo momento si è dedicato quasi esclusivamente nell’ambito del suo settore professionale. Importante chirurgo oculista, ha aperto una clinica medica al Cairo, aggiornandosi costantemente anche sugli studi di psicologia e farmacologia intrapresi nell’ambito del suo percorso universitario. Poi però, di pari passo, ha iniziato a coltivare anche il suo impegno dentro i gruppi islamisti radicali. Un coinvolgimento che ha raggiunto l’apice soprattutto quando si è avvicinato a Sayyid Qutb, politico egiziano e cultore del Corano. Ed è stato così che nel 1979 il medico si è inserito ufficialmente dentro il contesto radicale islamico della Jihad, l’organizzazione estremista islamista egiziana che trae le sue origini dai Fratelli Musulmani, divenendone uno dei principali punti di riferimento oltre che reclutatore.

Una parata militare in ricordo dell’inizio della guerra del Kippur, un pubblico esultante e infine un’esplosione succeduta da urla della gente e dalle sparatorie. Era il 6 ottobre 1981: l’allora presidente egiziano Anwar Sadat, sul podio delle autorità, è uno dei primi a rimanere vittime dell’attacco portato avanti nei suoi confronti dalla Jihad. Quel giorno, in quel luogo, era presente anche Ayman Al Zawahiri. Il timido ragazzino ossequioso dei principi religiosi, era divenuto oramai un vero e proprio terrorista. Per il giovane medico la partecipazione all’omicidio del presidente Sadat ha rappresentato un vero e proprio battesimo di sangue.

L’organizzazione a cui apparteneva ha rivendicato l’attentato e tra gli esecutori c’era proprio lui, arrestato assieme ad altri componenti del gruppo subito dopo l’attacco. Non c’erano prove sufficienti per incriminarlo e così Al Zawahiri è rimasto poco in carcere. Ma in quei giorni dove l’Egitto dibatteva su quanto accaduto, il medico non si mostrava più così timido. Al contrario, è emersa una personalità carismatica, capace di ergersi come tra i principali protagonisti del gruppo jihadista egiziano. L’ascesa criminale di Al Zawahiri era solo all’inizio.

Così come accaduto a molti islamisti dell’epoca, anche per Al Zawahiri nei primi anni ’80 il “salto di qualità” criminale è stato rappresentato dalla fuga in Afghanistan. Qui il medico divenuto terrorista, si è unito a migliaia di jihadisti provenienti da tutto il mondo islamico per lottare contro l’invasione sovietica. Ed è proprio qui che Al Zawahiri ha conosciuto un giovane ingegnere saudita, anch’egli noto nell’ambiente per il suo nascente carisma: Osama Bin Laden.

Tra le montagne afghane, mentre i sovietici erano sul punto di abbandonare il Paese, Al Zawahiri e Bin Laden hanno dato vita alla loro organizzazione destinata a diventare riferimento per il terrorismo islamista: Al Qaeda. In arabo vuol dire “La Base” e l’obiettivo del nuovo gruppo era proprio quello di diventare culla di un’organizzazione ramificata in molti Paesi in cui esportare la guerra santa.

Osama Bin Laden e Ayman al Zawahiri fotografati nel novembre del 2001

 

Una delle basi ideologiche di Al Qaeda era stata presa dal takfirismo, ossia le legittimazione per i musulmani di uccidere gli infedeli. Per Al Zawahiri dunque l’omicidio diventava in tal modo anche un mezzo ideologico e politico. Ogni persona non vicina alla causa islamista, secondo la sua impostazione, poteva essere eliminata fisicamente. Da qui la progettazione di numerosi attentati in varie parti del mondo. Nel suo Egitto ha messo la firma sul massacro di 62 turisti a Luxor nel 1997.

Con Al Qaeda però il medico non è attivo solo in patria. Nel 1996 ad esempio è stato intercettato ed arrestato nella regione russa nel Daghestan. Al Zawahiri, secondo le autorità di Mosca, era impegnato a reclutare seguaci e terroristi da portare in Cecenia, lì dove la causa islamista in quegli anni stava contribuendo ancora una volta a mettere sotto scacco le forze russe. Pochi mesi dopo però è stato rilasciato. Da allora il medico egiziano, raggiunto nel frattempo da una condanna a morte nel suo Paese per l’attentato di Luxor, ha vissuto sempre in latitanza.

Il suo nome sarebbe stato destinato a rimanere per sempre legato all’11 settembre 2001, giorno dell’attentato contro New York e Washington. In quanto persona tra le più vicine a Bin Laden, riconosciuto con la sua Al Qaeda quale mandante dell’attacco, Cia ed Fbi lo hanno incluso nella lista tra i terroristi più pericolosi.

Al Zawahiri in quel momento era in Afghanistan, al fianco proprio di Bin Laden. Quando gli Stati Uniti, il 7 ottobre 2001, hanno il Paese, uno degli obiettivi principali era proprio quello di catturare il medico egiziano oramai protagonista indiscusso del terrorismo internazionale.

Proprio il 7 ottobre 2001 Al Zawahiri è comparso in video. Turbante bianco in testa, occhiali spessi sul volto da cui era possibile distinguere uno sguardo serio e concentrato e proiettato verso la telecamera: è così che il terrorista si era presentato al resto del mondo, mentre accanto a sé Osama Bin Laden, vestito con una tuta mimetica, lanciava proclami contro l’occidente. Il video, comparso su Al Jazeera, non è stato l’unico. Negli anni Al Zawahiri era apparso in altre immagini, a volte sempre al fianco di Bin Laden, altre invece da solo. Sempre con l’intento di minacciare l’occidente e di lanciare moniti a chi considerava infedele.

Il suo ruolo nell’organizzazione creata da Bin Laden è cresciuto fino a diventare successore di quest’ultimo dopo la sua morte, avvenuta per mezzo di un raid Usa del 2 maggio 2011 all’interno dell’ultimo rifugio del terrorista saudita. Da allora, Al Zawahiri è leader di Al Qaeda. Ricercato numero uno da parte degli Usa, si nasconderebbe attualmente sempre in Afghanistan.