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	<title>Valdis Dombrovskis Archives - InsideOver</title>
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	<title>Valdis Dombrovskis Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Meloni vola nel Golfo e dissente da Trump ma mezza Ue sceglie gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-meloni-vola-nel-golfo-e-dissente-da-trump-ma-mezza-ue-sceglie-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giorgia Meloni" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di fronte all'emergenza energetica, i Paesi "storici"  della Ue cercano rimedi ma l'ex-Est si schiera con gli Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-meloni-vola-nel-golfo-e-dissente-da-trump-ma-mezza-ue-sceglie-gli-usa.html">La Meloni vola nel Golfo e dissente da Trump ma mezza Ue sceglie gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giorgia Meloni" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Meloni-e1775318502974.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il viaggio, improvviso ma non improvvisato e tenuto parzialmente segreto anche ai Paesi alleati e ai partner di Governo, di <strong>Giorgia Meloni</strong> nei Paesi del Golfo Persico (Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, non Kuwait per ragioni di sicurezza) certifica l&#8217;ennesimo episodio in cui l&#8217;Unione Europea si rivela drammaticamente incerta di fronte a un&#8217;emergenza, quella energetica, che riguarda l&#8217;intero continente. Del resto la Meloni è stata chiara: si tratta di &#8220;difendere i nostri interessi nazionali&#8221;. E se <strong>per lo Stretto di Hormuz passano petroliere indiane, giapponesi e francesi, vuol dire che con l&#8217;Iran si può trattare</strong> (e infatti si dice che anche l&#8217;Italia abbia contatti in ballo, anche se nessuno lo confermerà mai) e che in ogni caso siamo all&#8217;ognuno per sé.</p>



<p><strong>Ai Paesi arabi che ci forniscono il 15% del petrolio e il 10% del gas </strong>l&#8217;Italia chiederà probabilmente uno sforzo supplementare, nella speranza che la guerra finisca il più presto possibile, prima che i propositi di razionamento del carburante per aereo, il diesel a 3 euro e i rincari in bolletta diventino troppo costosi: per le famiglie in primo luogo, e per il consenso dei governi subito dopo.</p>



<p>Quel riferimento agli &#8220;interessi nazionali&#8221; dice tante cose. Tra l&#8217;altro il senso di abbandono e solitudine rispetto a una reazione comunitaria che latita mentre abbondano altre iniziative: su tutte, la decisione dell&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia (IEA) che con voto unanime ha stabilito di liberare <a href="https://youtu.be/GmDnCSHyU4Y?si=cJ9E8q1jkQz48rSX">400 milioni di barili</a> delle riserve strategiche dei 32 Paesi che ne fanno parte (la quota dell&#8217;Italia, poco meno di 10 milioni di barili, equivale al 2,5% del totale), <strong>equivalenti a 16 giorni della produzione petrolifera giornaliera.</strong> Anche il G7 sta pensando a qualcosa di analogo.</p>



<p>Quello dell&#8217;IEA non è l&#8217;unico provvedimento che i Governi e le istituzioni possono prendere per alleviare l&#8217;emergenza. Ma in ogni caso una scorta aggiuntiva di 16 giorni prevede ovviamente che la guerra si concluda in tempi relativamente brevi. Purtroppo l&#8217;IEA ha preso la sua decisione l&#8217;11 marzo, i 16 giorni sono passati e la fine della guerra in Iran, con il relativo blocco dello Stretto di Hormuz, non è nemmeno all&#8217;orizzonte. Così come <strong>ancora da vedere è un&#8217;iniziativa unitaria dell&#8217;Unione Europea </strong>per intervenire su questa ennesima emergenza. Il massimo di europeo che abbiamo visto finora è stata, dopo l&#8217;approvazione della <a href="https://www.affarinternazionali.it/il-consiglio-di-sicurezza-adotta-una-risoluzione-contro-gli-attacchi-iraniani-ai-paesi-del-golfo/">Risoluzione 2817 al Consiglio di sicurezza Onu</a>, la lettera dei 7 Paesi (quattro UE, cioè Francia, Germania, Italia e Olanda, più Canada, Giappone e Regno Unito) per segnalare <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/20/news/piano_sette_paesi_liberare_stretto_hormuz-425233543/">una disponibilità a lavorare per la libera navigazione nello Stretto di Hormuz,</a> ma solo a guerra finita e sotto l&#8217;egida dell&#8217;Onu.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa che approva la guerra di Trump</h2>



<p>Non solo. Nei primi giorni della guerra israelo-americana all&#8217;Iran abbiamo assistito a una serie di prese di posizione delle autorità comunitarie (la presidente della Commissione <strong>Ursula von der Leyen</strong>, il presidente del Consiglio <strong>Antonio Costa</strong>, la responsabile della politica estera <strong>Kaja Kallas</strong>, il commissario all&#8217;Economia <strong>Valdis Dombrovskis</strong>) tutte centrate sulla necessità di mantenere alta la pressione sulla&#8230; Russia. Il che, stante l&#8217;invasione del febbraio 2022, è più che comprensibile ma che, con il Golfo Persico in fiamme, non pare esattamente il primissimo pensiero, soprattutto per un&#8217;Europa che in pratica ha tagliato tutti i ponti con i rifornimenti energetici in arrivo da Est. Non solo: l&#8217;Unione Europea di fatto si è schierata contro due suoi Paesi membri (anche se ostruzionisti e ribelli) come Slovacchia e Ungheria e al fianco dell&#8217;Ucraina <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/ungheria-e-ucraina-altri-venti-di-guerra.html">nella disputa sull&#8217;oleodotto Druzhba</a>, che porta il petrolio appunto a quella parte di Europa, spingendo così Fico e Orban a bloccare il prestito Ue di 90 miliardi che sarebbe linfa vitale per Kiev.</p>



<p>Non si immagina, ovviamente, che Bruxelles, in nome della nuova emergenza energetica, possa riaprire le porte a Mosca, soprattutto con la guerra che ancora infuria. Ma una tale disforia ha del clamoroso. Ci piacerebbe attribuire il paradosso alla scarsa lungimiranza della classe politica europea che in altre occasioni ci è parso di scorgere, e che sul tema dell&#8217;energia è stata perfettamente descritta da <strong>Giuseppe Gagliano </strong>proprio in queste pagine in un articolo non a caso intitolato <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-nella-trappola-energetica-che-si-e-costruita-da-sola.html">L&#8217;Europa nella trappola energetica che si è costruita da sola.</a> Ma temiamo che il problema sia più importante di così. Nella realtà, mentre la Meloni corre nel Golfo per difendere gli &#8220;interessi nazionali&#8221; e dice di non essere d&#8217;accordo con Trump (posizione abbracciata, in un modo o nell&#8217;altro anche dai leader di Germania e Regno Unito, per non parlare di Macron che con Trump ormai si prende a male parole o di Sanchez in Spagna) e con la guerra all&#8217;Iran, <strong>una grossa fetta dell&#8217;Europa comunitaria sceglie la strada esattamente opposta.</strong></p>



<p>La Bulgaria ha un accordo con Washington per far decollare dall&#8217;aeroporto di Vassil Levski gli aerei Usa che vanno a bombardare l&#8217;Iran. Dopo pochi giorni dall&#8217;inizio della spedizione israelo-americana, il Parlamento della Romania ha approvato la concessione della base militare di Costanza per il dispiegamento di 10 mila soldati americani. Il Kosovo, anche se Paese candidato e riconosciuto solo da 22 Paesi membri su 27, appoggia la guerra all&#8217;Iran. Idem i tre Paesi del Baltico, la Repubblica Ceca, l&#8217;Albania e la Nord Macedonia (Paese candidato). <strong>Anche la Polonia appoggia gli Usa </strong>e non ha mandato i Patriot nel Golfo persico solo perché, come ha detto il ministro della Difesa <strong>Wladyslaw Kosiniak-Kamysz</strong>, servono a tenere a bada la Russia.</p>



<p>In queste condizioni, <strong>per la Ue è oggettivamente impossibile costruire un&#8217;azione politica unitaria.</strong> Se poi pensiamo che i tre commissariati Ue oggi più importanti, Esteri, Economia e Difesa, sono affidati a tre esponenti dei Paesi baltici (l&#8217;estone Kallas, il lettone Dombrovskis e il lituano <strong>Andrius Kubilius</strong>), ci rendiamo conto che si sta realizzando il piano a lungo perseguito dagli Usa e implementato con l&#8217;allargamento del 2004-2005: costruire un vallo politico anti-russo sul fianco Est dell&#8217;Unione, contenere la Russia e progressivamente intaccare l&#8217;influenza predominante dentro la Ue dei Paesi fondatori dell&#8217;Europa occidentale. Un <em>Drang nach Osten </em>cui l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina decisa da Vladimir Putin ha dato l&#8217;impulso finale.   </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-meloni-vola-nel-golfo-e-dissente-da-trump-ma-mezza-ue-sceglie-gli-usa.html">La Meloni vola nel Golfo e dissente da Trump ma mezza Ue sceglie gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è molto discusso del dibattito (chiamiamolo così) tra Carlo Calenda e Jeffrey Sachs. Vediamo qualche fatto concreto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbondantemente commentato, circola molto sui social lo spezzone di trasmissione in cui <strong>Carlo Calenda</strong> si confronta con l&#8217;economista e professore della Columbia University Jeffrey Sachs al quale, a un certo punto della discussione, dà del &#8220;bugiardo&#8221; e del &#8220;propagandista putiniano&#8221;. Circola, il video, anche perché Calenda lo promuove, essendone a quanto pare orgoglioso. Non ci sarebbe alcuna ragione per occuparsi di una cianfrusaglia politica come Calenda, e ancor meno dei suoi show televisivi, se non fosse che tutto in quello pseudodibattito (dove peraltro si è permesso a uno degli interlocutori di insultare l&#8217;altro, non bello) è <strong>perfettamente esemplare della distorsione ideologica che subiamo da anni</strong> e che ha portato l&#8217;Europa nel vicolo cieco in cui ora si trova.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Intanto, vale la pena di sottolineare lo squilibrio di competenze. Sachs, 70 anni, ha un importante passato come consulente di Governi e capi di Stato: lo è stato per il Governo polacco nel 1989, per&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbaciov">Mikhail Gorbaciov</a>&nbsp;nel 1990-1991, per il team economico del presidente russo&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Eltsin">Boris Eltsin</a>&nbsp;nel 1991-1993 e per quello del presidente ucraino&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonid_Kuchma">Leonid Kuchma</a>&nbsp;nel 1993-1994. Poi dal 2001 al 2018 è stato consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, prima con <strong>Kofi Annan</strong> e poi con <strong>Antonio Guterres</strong>. Altrimenti detto, e con rispetto parlando, Sachs si occupava ad altissimo livello di Russia e Paesi circostanti quando Calenda, nato nel 1973, faceva con risultati altalenanti il liceo e aveva appena messo incinta la segretaria del patrigno. </p>



<p>Ma non importa. Calenda, in seguito, è stato vice-ministro dello Sviluppo economico (2013-2016) e poi ministro dello stesso dicastero (2016-2018) con due premier ora superatlantisti come <strong>Paolo Gentiloni </strong>e <strong>Matteo Renzi</strong>. Qualche competenza dovrebbe averla anche lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le umiliazioni cinesi della Ue</h2>



<p>E questo ci riporta al dibattito di cui sopra. Sachs esprime le sue opinioni, che possono essere condivise o meno. I lettori di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-a-jeffrey-sachs-sanzioni-contro-mosca-inutili-e-dannose-per-la-pace-gaza-laccordo-non-reggera.html">ne hanno appena avuto un saggio</a> e, da persone adulte, possono serenamente giudicare. A chi scrive, per esempio, del suo intervento televisivo è parsa molto convincente la parte in cui <strong>ha criticato l&#8217;assenza di una diplomazia europea</strong>, che si è schiacciata su quella americana e ha rinunciato a ogni forma di comunicazione con quelli che considera rivali sistemici, la Russia e la Cina. Ma se non parli con gli avversari, con quelli che ti preoccupano, con chi parli? <strong>A che serve una diplomazia?</strong> E i risultati si vedono. In luglio la delegazione europea formata da Ursula von der Leyen, la responsabile della politica Estera Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivata a Pechino per trattare sulle politiche commerciali, è stata a dir poco umiliata. E in questi giorni, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html">come ha raccontato Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>, il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Johann Wadephul</strong>, ha dovuto annullare una visita in Cina, programmata da tempo, perché nessuno dei dirigenti cinesi era disponibile a riceverlo. Quanto alla Russia non serve parlarne.</p>



<p>Ma nella visione di Calenda va bene così, è giusto così. <strong>Anche se poi dice che la trattativa Ue sui dazi con Trump è stata un disastro.</strong> Sarebbe interessante capire come sarebbe potuta andare diversamente, se ci siamo amputati di ogni spazio di manovra politica e se abbiamo affidato tre dei dicasteri più importanti della Commissione europea a esponenti dei piccoli Paesi baltici, che sono più filoamericni di molti americani: la Kallas, già citata, già premier dell&#8217;Estonia, alla Politica estera; <strong>Andrius Kubilius</strong>, già premier della Lituania, al commissariato per la Difesa e lo spazio; e <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, ex premier della Lettonia, alla politica economica e finanziaria.    </p>



<p>Ma dove Calenda rivela tutta la propria pochezza è quando ricicla l&#8217;armamentario tipico della politica europea di quest&#8217;ultimo decennio, lo stupidario ideologico che ci ha portati nell&#8217;attuale situazione. Primo capitolo: la famosa dipendenza energetica dalla Russia. Calenda ricorda di essere andato, da ministro, a trattare coi russi sul gas, anche se c&#8217;era già stata l&#8217;occupazione della Crimea e anche se, allora, spendeva parole al miele per la Russia (<strong>si veda qua sotto</strong>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Era solo il 2016 quando il putiniano Calenda voleva trasferire, addirittura, il Colosseo in Russia. <a href="https://t.co/Q4G0SX2tZ1">pic.twitter.com/Q4G0SX2tZ1</a></p>&mdash; Danilo Della Valle (@Dani_DellaValle) <a href="https://twitter.com/Dani_DellaValle/status/1909520219619344541?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Calenda dice di essersene pentito</strong> ma non dice perché lui e il Governo di cui faceva parte si comportavano in quel modo. La risposta la diamo noi per lui: <strong>perché ci conveniva.</strong> Perché la famosa &#8220;dipendenza&#8221; l&#8217;Europa l&#8217;ha cancellata con un tratto di penna (quindi non era questa gran schiavitù) ma con quel tratto ha rinunciato anche ad avere energia sicura (abbiamo importato petrolio e gas russo dai primissimi anni Sessanta) a prezzi accettabili, mandando a catafascio il proprio modello economico. E cacciandosi nella situazione per cui <strong>Mario Draghi</strong>, che da premier trattava gli italiani come dei <em>minus habens</em> rimproverando loro di preferire i condizionatori alla libertà, oggi piange i costi eccessivi dell&#8217;energia che penalizzano la competitività europea. E propone di lasciar perdere la Ue ma di affidarsi di volta in volta, problema per problema, a &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221;. Un bel risultato, no?</p>



<p>Ma Calenda rivela tutta la pochezza intellettuale di questo modo di affrontare i problemi quando Sachs dice che nel 2014, lui presente a Kiev, i maneggi degli Usa contribuirono a far andare le cose come andarono. <strong>È lì che Calenda gli dà del bugiardo e del propagandista putiniano.</strong> Ma non solo: dice che nel 2014 gli ucraini (attenzione: gli ucraini) si ribellarono per non finire sotto l&#8217;influenza russa. </p>



<p>Non c&#8217;è una sola parola di Calenda, in questi passaggi, che contenga una minima percentuale di verità. Sui maneggi degli americani non ci sono più dubbi. Vale come primo esempio la famosa affermazione con cui la vicesegretaria di Stato <strong>Victoria Nuland</strong> rivendicava i 5,1 miliardi di dollari spesi per &#8220;promuovere la partecipazione civica e il buon governo&#8221;; o la telefonata in cui la Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev, Geoffrey Pyatt, prima della fuga del presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e del ribaltone, discettavano su chi sarebbe stato il prossimo primo ministro dell&#8217;Ucraina, che poi, guarda caso, fu proprio il loro preferito, Arsenij Jaceniuk. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come andò nel 2014</h2>



<p>E poi la questione &#8220;degli ucraini&#8221; che non volevano sottostare all&#8217;influenza russa. Calenda fa finta di non sapere (e se non lo sa, peggio ancora) che non era affatto così. C&#8217;è un&#8217;infinità di ricerche sul campo, incontestabili, che raccontano una realtà ben diversa. Nel 2013, con l&#8217;Euromaidan in pieno corso, <strong>USAID (l&#8217;agenzia Usa per lo sviluppo, quella detestata da Trump) pubblicò uno studio</strong> da cui risultava che il 37% degli ucraini desiderava l&#8217;adesione alla Ue mentre il 33% preferiva l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia. Stesso studio: il 35 chiedeva di intensificare le relazioni con la Ue, il 34% quelle con la Russia.</p>



<p><strong>Ricerca dell&#8217;istituto americano Gallup (pubblicata nel marzo 2014)</strong>: il 17% degli ucraini considerava la Nato &#8220;una protezione&#8221; mentre il 29% la considerava una minaccia (e il 44% non sapeva giudicare). Adesione alla Ue: 52% di sì nell&#8217;Ucraina occidentale, 55% in quella centrale, 19% in quella orientale. Fedeltà alla Russia: 25% di consensi nell&#8217;Ucraina occidentale, 42% in quella centrale, 60% in quella orientale. </p>



<p><strong>Ricerca del Razumkov Center di Kiev (maggio 2013):</strong> il 41,7% si pronuncia per l&#8217;integrazione nella Ue, il 31% per l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia, il 13,5% per il non allineamento rispetto a entrambe.</p>



<p><strong>Ricerca del Kiev International Institute of Sociology (febbraio 2014)</strong>: il 23% supportava il presidente in carica Janukovich, il 40% la protesta e un 32% si diceva neutrale.</p>



<p>Ricerche Usa e Ucraine, come si vede, nessun filoputiniano di mezzo. <strong>Quindi dire, come fa Calenda, che &#8220;gli ucraini&#8221; erano tutti schierati contro la Russia è una bugia (se Calenda è preparato) o una mistificazione</strong>, in ogni caso un&#8217;affermazione, questa sì, di propaganda non suffragata dai fatti. Furono proprio i maneggi degli Usa, della Ue e degli oligarchi ucraini a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall&#8217;altro. E per finire con il famoso dibattito Tv: da un lato c&#8217;era uno studioso come Sachs, con decenni di esperienza sui temi trattati, che esprimeva opinioni personali, giuste o sbagliate che possiamo ritenerle; dall&#8217;altra un politicante come Calenda che, per sua stessa ammissione, di opinioni su quel tema ne ha già cambiate diverse, ora sostiene tesi ideologiche e non rispondenti ai fatti e dà del bugiardo e del propagandista agli altri. Fate voi.</p>



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		<title>Le mani dei baltici (e della Nato) sulla politica europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 13:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923135407248_d70df4fcb811616b731e574265afb49a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Estonia, Lettonia, Lituania blindano l'agenda politica Ue con ex premier ad altissimi livelli nella Commissione. Una vittoria per la Nato.</p>
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<p>La <strong>politica estera e di difesa</strong> dell&#8217;Unione Europea saranno commissariate dalla Nato nel Von der Leyen bis. <strong>Non si può definire in altro modo</strong> il fatto che la commissione nascitura ha visto Ursula von der Leyen affidare <strong>portafogli strategici</strong> a fautori di peso dell&#8217;atlantismo più ortodosso, scegliendo due ex capi di Governo dei Paesi baltici per cariche di alto rango. </p>



<p>Alla vicepresidenza della Commissione è stata elevata &#8220;Lady Pesc&#8221;, <strong>Kaja Kallas, scelta a luglio dal Consiglio Europeo </strong>per guidare la Politica Estera e di Sicurezza Comune, che ha lasciato la guida del governo dell&#8217;Estonia. Kallas coordinerà, tra gli altri, il Commissariato per la Difesa e lo Spazio appena istituito. Il quale sarà appannaggio di <strong><a href="https://tg24.sky.it/mondo/2024/09/17/nuova-commissione-ue-nomine-chi-sono">Andrius Kubilius, ex premier della Lituania</a></strong>. Due ruoli di peso per altrettanti leader baltici, che si aggiungono a <strong>Valdis Dombrovskis,</strong> ex premier della Lettonia da dieci anni custode della politica economica e finanziaria della Commissione, nel definire un&#8217;influenza crescente di Tallin, Riga e Vilnius sugli affari europei. <strong>Un&#8217;influenza che non si può non definire strettamente legata</strong> a quella del <strong>mondo atlantico</strong> sul sistema europeo. Scriveva giustamente su queste colonne <a href="https://it.insideover.com/difesa/uneuropa-capace-di-difendersi-negli-usa-qualcuno-non-la-vuole.html"><strong>Paolo Mauri</strong> che negli ultimi tempi è</a> emersa una crescente attenzione, mista a timore, in diversi osservatori americani sulla prospettiva di una <strong>politica estera e di difesa comune</strong> dell&#8217;Europa. Prospettiva sgradita a Washington, di cui si è fatto interprete il <strong>segretario generale uscente della Nato Jens Stoltenberg</strong>, invitando a evitare di creare &#8220;doppioni&#8221; della Nato.</p>



<p>I leader baltici divenuti commissari agiranno proprio per garantire che così non sarà. I Paesi dell&#8217;Est Europa sono <strong>comunitari in quanto atlantici: il loro europeismo</strong> è la continuazione della loro <strong>rigorosa appartenenza alla Nato con altri mezzi</strong>, serve a garantire un presidio di uniformità su cui questi Stati vivono la loro crescita d&#8217;influenza. In primo luogo, garantendo un importante <strong>presidio antirusso</strong> in Europa; in secondo luogo, agendo da Stati apertamente favorevoli a politiche finanziarie restrittive e rigorose, a <strong>evitare sprechi di risorse</strong> in aree ritenute non vitali, e per Estonia, Lettonia e Lituania la Difesa non è un settore in cui l&#8217;Europa debba pensare di fare da sé. In terzo luogo, <strong>garantendo un aperto e continuo confronto con Washington</strong> sui dossier critici.</p>



<p>Non c&#8217;è dubbio che la capitale verso cui, con maggior forza, i neo-commissari chiamati a gestire dossier strategici si impegneranno per costruire una deterrenza e una narrazione pronta a sostenerla sia Mosca. <a href="https://responsiblestatecraft.org/kaja-kallas/"><strong>Kallas</strong>, ha scritto <em>Responsible Statecraft</em>,</a> da premier dell&#8217;Estonia ha mostrato uno zelo antirusso notevole. La neo-Lady Pesc &#8220;ha <a href="https://x.com/eeldenden/status/1792880764498935872?s=46" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affermato che</a> lo smembramento della Russia in molti Stati nazionali più piccoli non sarebbe una cosa negativa&#8221; e, inoltre, &#8220;ha <a href="https://x.com/leonidragozin/status/1806144325429940570" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostenuto</a> con entusiasmo la community online NAFO (la cosiddetta North Atlantic Fellas Association), che è tristemente nota per organizzare campagne di molestie xenofobe online contro chiunque, inclusi ex e forse futuri alti <a href="https://x.com/ElbridgeColby/status/1789384282919616815" target="_blank" rel="noreferrer noopener">funzionari della difesa americani</a> , sia percepito come morbido con la Russia&#8221;. Non è da escludere che il compattamento europeo sulla nomina dell&#8217;ex premier olandese <strong>Mark Rutte alla guida della Nato</strong> sia stato determinato proprio dalla prospettiva che poteva essere Kallas, invece, a prendere il posto di Stoltenberg.</p>



<p>Le parole di Kallas fanno il pari con la visione di Kubilius, che in passato è arrivato a paventare un regime change al Cremlino come auspicabile. La sua visione per la sicurezza vede un&#8217;Europa complementare, non parallela, alla Nato. <strong>La Bruxelles comunitaria deve seguire la Bruxelles atlantica</strong> nella sua visione, con buona pace di chi come Emmanuel Macron parla di una più compiuta &#8220;autonomia strategica&#8221;. A completare il terzetto, la presenza nella Commissione del sempreverde Dombrovskis, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-diktat-di-dombrovskis-allitalia-sul-recovery-fund.html">da tempo <strong>custode del dogma del rigore e dell&#8217;austerità</strong></a> su cui troppo spesso, in nome della tecnocrazia, si sono arenati i progetti di un&#8217;Europa più ambiziosa. E dalla cui carica di Commissario all&#8217;Economia passeranno molte delle decisioni che possono portare al rilancio del debito comune volto a rilanciare progettualità comuni europee in settori strategici, dalle infrastrutture all&#8217;energia passando, ovviamente, per la Difesa.</p>



<p>Certo, la percezione di sicurezza che la presenza della Nato nei loro confini dà a Estonia, Lettonia e Lituania è <strong>storicamente comprensibile</strong> guardando al trauma dell&#8217;indipendenza perduta nel 1939-1940 con l&#8217;annessione all&#8217;Unione Sovietica e il timore dell&#8217;espansionismo russo. Ma bisogna riflettere se sia saggio fare di <strong>questo pur non infondato sentimento</strong> il motore e il combustibile dell&#8217;agenda strategica europea e delle sue linee di sviluppo in una fase critica. L&#8217;ascesa di Dombrovskis ieri, quella di Kallas e Kubilius oggi sembra quasi rassicurare coloro a cui preme che per l&#8217;Europa i riferimenti restino quelli oggi vigenti. E che anche l&#8217;Ue si pensi, prospetticamente, più atlantica che comunitaria.</p>
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		<title>Chi è Valdis Dombrovskis, il falco di Riga</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valdis-dombrovskis-il-falco-di-riga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 09:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Falco tra i falchi&#8221; a favore del rigore e dell&#8217;austerità, Valdis Dombrovskis, Commissario europeo e vicepresidente della Commissione dal 2014 ha avuto le deleghe all&#8217;Euro (2014-2019), i servizi finanziari (2016-2020) e il commercio (dal 2020 a oggi). Nato a Riga da genitori polacchi nel 1971 &#8211; quando il suo Paese faceva ancora parte dell&#8217;Unione Sovietica &#8211; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valdis-dombrovskis-il-falco-di-riga.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valdis-dombrovskis-il-falco-di-riga.html">Chi è Valdis Dombrovskis, il falco di Riga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Falco tra i falchi&#8221; a favore del rigore e dell&#8217;austerità, <strong>Valdis Dombrovskis, </strong>Commissario europeo e vicepresidente della Commissione dal 2014 ha avuto le deleghe all&#8217;Euro (2014-2019), i servizi finanziari (2016-2020) e il commercio (dal 2020 a oggi).</p>
<p>Nato a Riga da genitori polacchi nel 1971 &#8211; quando il suo Paese faceva ancora parte dell&#8217;Unione Sovietica &#8211; <strong>Dombrovskis</strong> può essere considerato attualmente il più influente politico della Lettonia, Paese di cui è stato primo ministro dal 2009 al 2014.</p>
<p>Marcatamente europeista e contraddistintosi negli ultimi anni per il suo <strong>rigore</strong> nel rispetto delle normative europee e dei vincoli di bilancio, è stato il vice di Jean-Claude Junker e successivamente di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula Von der Leyen a Palazzo Berlaymont.</a></p>
<p>Contraddistintosi sin dalla giovane età per il suo amore verso l&#8217;Europa maturato grazie agli studi universitari condotti in Germania, ricopre il suo primo incarico politico nel 2002 (all&#8217;età di &#8220;soli&#8221; 31 anni) al ministero delle finanze della Lettonia sotto Einars Repse. Quindi, nel 2009, viene invece nominato per la prima volta premier del Paese,<a href="https://www.ilpost.it/2013/11/27/dimissioni-primo-ministro-lettonia/"> incarico che condurrà sino al 2014</a>, prima di iniziare ufficialmente la sua carriera negli alti palazzi di <strong>Bruxelles</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valdis-dombrovskis-il-falco-di-riga.html">Chi è Valdis Dombrovskis, il falco di Riga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dombrovskis non demorde: &#8220;In autunno esame sui conti italiani&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dombrovskis-non-demorde-in-autunno-esame-sui-conti-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 10:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Valdis Dombrovskis colpisce ancora. L&#8217;ultimo giapponese dell&#8217;austerità europea dopo aver indicato l&#8217;Italia come uno dei Paesi maggiormente problematici sul fronte del debito e del rapporto deficit-Pil rincara la dose: &#8220;l&#8217;Italia limiti la crescita della sua spesa corrente&#8221;, ha detto l&#8217;ex premier lettone intervistato da La Stampa, aggiungendo che per ora Bruxelles non aprirà alcuna procedura contro Roma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dombrovskis-non-demorde-in-autunno-esame-sui-conti-italiani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dombrovskis-non-demorde-in-autunno-esame-sui-conti-italiani.html">Dombrovskis non demorde: &#8220;In autunno esame sui conti italiani&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022052412463571_d4caba13d85364b3603e5d1754fab380-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Valdis Dombrovskis </strong>colpisce ancora. L&#8217;ultimo giapponese dell&#8217;austerità europea dopo aver indicato l&#8217;Italia come uno dei Paesi maggiormente problematici sul fronte del debito e del rapporto deficit-Pil rincara la dose: &#8220;l&#8217;Italia limiti la crescita della sua spesa corrente&#8221;, ha detto l&#8217;ex premier lettone intervistato da <em>La Stampa, </em>aggiungendo che per ora Bruxelles non aprirà alcuna procedura contro Roma qualora ciò non accadesse, ma si riserverà di &#8220;valutare la situazione in autunno&#8221;.</p>
<h2>Dombrovskis rilancia sul rigore</h2>
<p>Non è bastata la pandemia di Covid-19 a far cambiare idea a Dombrovskis, vicepresidente della Commissione di Ursula von der Leyen e regista dei commissari economici tra cui il nostro <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/gentiloni-carica-sul-catastouna-necessit-litalia-2036631.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Paolo Gentiloni</strong>,</a> sul suo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/alto-debito-e-bassa-produttivit-commissione-ue-punge-litalia-2036621.html" target="_blank" rel="noopener">slancio rigorista</a>. Non ce la sta facendo nemmeno la tempesta d&#8217;Ucraina.</p>
<p>Anzi, Dombrovskis non perde il vizio rigorista e rivendica la scelta di aver condizionato la sospensione per il 2023 del Patto di Stabilità al richiamo alla <strong>disciplina di bilancio</strong> dei Paesi comunitari nonostante le conseguenze vistose del conflitto a Est: &#8220;abbiamo deciso di proporre l&#8217;attivazione della clausola, ma al tempo stesso di mandare un chiaro messaggio agli Stati sulla necessità di tornare a politiche di bilancio prudenti&#8221;, rivendica il falco lettone al quotidiano torinese, aggiungendo che &#8220;ci sono diversi segnali che invitano ad andare in questa direzione&#8221;.</p>
<p>Dombrovskis cita tra questi &#8220;gli sviluppi del debito e del deficit, l&#8217;inflazione, i tassi di interesse che sono tornati a crescere&#8221;. Un discorso degno di una visione economica pre Grande Recessione: va sottolineato che il caos economico che oggi attanglia l&#8217;Europa non è dovuto, come negli Usa, a un <strong>surriscaldamento alimentato dalla spesa pubblica </strong>o alla totale mobilitazione dei fattori produttivi. Anzi, parliamo di <a href="https://it.insideover.com/economia/lombra-dellinflazione-grava-sulleuropa.html" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;inflazione</a> regressiva legata al crescente costo di <a href="https://it.insideover.com/economia/la-tempesta-perfetta-sulle-materie-prime.html" target="_blank" rel="noopener">materie prime,</a> prodotti industriali, commerci, di deficit e debiti ereditati dal periodo pandemico in un contesto in cui la <strong>ripresa economica </strong>è azzoppata e di un contesto europeo attanagliato da un clima di sfiducia.</p>
<h2>Il mirino del falco lettone sull&#8217;Italia</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-dombrovskis-commissaria-gentiloni-e-gualtieri.html" target="_blank" rel="noopener">Dombrovskis</a> è noto <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-gia-mette-i-paletti-allitalia-sul-deficit.html" target="_blank" rel="noopener">per aver un&#8217;attenzione particolare per l&#8217;Italia.</a> Nel 2018 in cima alla lista degli avversari del governo Lega-M5S in Europa assieme a Pierre Moscovici. Alla nascita della Commissione von der Leyen, nel 2019, il governo Conte II subì la doccia gelata del <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-dombrovskis-commissaria-gentiloni-e-gualtieri.html" target="_blank" rel="noopener">“commissariamento” di Paolo Gentiloni</a>, responsabile europeo per gli Affari Economici, da parte del<a href="https://it.insideover.com/economia/gentiloni-dimezzato-sulleconomia-comanda-dombrovskis.html" target="_blank" rel="noopener"> falco pro-austerità lettone</a>; allora, il vicepresidente della Commissione parlò chiaramente al nascituro governo giallorosso sui margini di bilancio concessi: &#8220;Dobbiamo vigilare sui possibili rischi alla stabilità economica e finanziaria e preservare finanze pubbliche sostenibili. Una politica di bilancio responsabile in questa fase significa anche migliorare le finanze pubbliche e usare lo spazio di bilancio per sostenere investimenti e riforme”. Nessun riferimento a politiche espansive e un richiamo fin troppo chiaro alla retorica utilizzata, dopo una pandemia e una guerra, presentando le raccomandazioni ai Paesi nella giornata del 23 maggio.</p>
<p>In seguito,<span style="font-size: 1rem;">nel 2020 Dombrovskis ammonì l&#8217;Italia piegata dalla </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/politica/lavvertimento-di-dombrovskis-torna-il-patto-di-stabilita.html" target="_blank" rel="noopener">pandemia sulla necessità di <strong>rientrare dalla flessibilità </strong>di bilancio in tempi stretti, arrivando a sostenere il pronto ritorno del Patto di Stabilità.</a><span style="font-size: 1rem;"> Nel 2021</span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/economia/il-diktat-di-dombrovskis-allitalia-sul-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener"> il politico lettone </a>ha attaccato pubblicamente il Recovery italiano in una fase di crisi politica a Roma. E neanche <strong>Mario Draghi </strong>è uscito indenne dai cannoneggiamenti del falco di Riga planato a Bruxelles: anzi, dopo aver in passato vincolato i governi italiani a regole di difficile contestualizzazione <a href="https://it.insideover.com/economia/output-gap-cose-la-regola-europea-che-blocca-la-nostra-crescita.html" target="_blank" rel="noopener">(si veda il caso <strong>output gap</strong></a>) anche nel pieno della tempesta d&#8217;Ucraina Dombrovskis richiama una questione simile tirando fuori la questione della <strong>crescita potenziale</strong>. &#8220;Per i Paesi ad alto debito, l&#8217;aumento della spesa pubblica corrente non deve superare il valore della crescita potenziale a medio termine&#8221;, ha spiegato. &#8220;Nel caso italiano, secondo le nostre stime, la media sui 10 anni è dello 0,4%. L&#8217;attivazione della clausola permette agli Stati di avere margini manovra per quanto riguarda le spese per gli investimenti, ma non per la spesa corrente che va limitata&#8221;. E per spesa corrente, Dombrovskis indica anche misure oggi vitali per la popolazione come il <strong>contrasto al caro-bollette</strong>.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Quest’ossessione rigorista non lascia spazio ai margini di manovra della </span><strong style="font-size: 1rem;">politica fiscale, </strong><span style="font-size: 1rem;">che può e deve intervenire sui mercati: la Francia, ad esempio, ha stabilito che il rincaro massimo delle bollette, a prescindere dai livelli di inflazione, potrà essere nel 2022 del solo 4%. Operando una scelta politica chiara che va contro le indicazioni di falchi come Dombrovskis, per i quali è come se il mondo fosse tornato alla normalità. E il contesto economico europeo e italiano sconvolto da inflazione e caro energia si potesse governare incanalandolo nell&#8217;ordinaria amministrazione, tornando alla censura di bilancio e al rigore contabile. Una visione antistorica che è tanto ingenua quanto potenzialmente in grado di frenare le prospettive di ripresa dell&#8217;economia europea. Un rischio di cui la Commissione Europea non potrebbe non assumersi la responsabilità in caso di proseguimento della crisi.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dombrovskis-non-demorde-in-autunno-esame-sui-conti-italiani.html">Dombrovskis non demorde: &#8220;In autunno esame sui conti italiani&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La crisi degli &#8220;ultimi giapponesi&#8221; dell&#8217;austerità</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-crisi-degli-ultimi-giapponesi-dellausterita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 15:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1302" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valdis Dombrovskis (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg 1302w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1302px) 100vw, 1302px" /></p>
<p>I rigoristi europei sono in crisi. Una crisi legata in primo luogo ai propri autogol, a dei danni autoinferti, alla pervicace volontà di difendere a oltranza una linea franata da tempo. Con la tenacia dei militari giapponesi che a decenni dalla fine della Seconda guerra mondiale furono trovati ancora in assetto da guerra nelle giungle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-degli-ultimi-giapponesi-dellausterita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1302" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valdis Dombrovskis (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg 1302w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1302px) 100vw, 1302px" /></p><p>I rigoristi europei sono in crisi. Una crisi legata in primo luogo ai propri autogol, a dei danni autoinferti, alla pervicace volontà di difendere a oltranza una linea franata da tempo. Con la tenacia dei militari giapponesi che a decenni dalla fine della Seconda guerra mondiale furono trovati ancora in assetto da guerra nelle giungle del Pacifico molti falchi del rigore puntano a difendere l&#8217;indifendibile. Dopo due recessioni, la crisi dei debiti, la supplenza imperfetta ma vitale del Quantitative easing, il rischio di un collasso dell&#8217;Eurozona legato all&#8217;applicazione ostinata dell&#8217;austerità, la svolta guidata dalla <strong>Germania di Angela Merkel </strong>sulla scia della pandemia di Covid-19 e l&#8217;apertura del dibattito sulla riforma dei Trattati, nonostante tutto, in Europa c&#8217;è chi si prepara al ritorno al <em>business as usual, </em>e lo difende a oltranza.</p>
<p>I custodi dell&#8217;austerità a oltranza sono gli ultimi giapponesi d&#8217;Europa. Nonostante i dogmi economici scolpiti nelle &#8220;tavole della legge&#8221; dei Trattati europei si siano dimostrati vani di fronte alla crisi e solo il loro abbandono ha permesso una risposta ordinata, nonostante la svolta epocale dell&#8217;interventismo Bce i rigoristi si impuntano sulla validità universale dei loro precetti. Disposti a riprendere a tutto campo la guerra al debito pubblico, agli sforamenti, alla spesa sociale dopo la fine della pandemia. Arrivati al <em>credo quia absurdum: </em>come se il fatto che la realtà dell&#8217;economia abbia smentito i concetti dell&#8217;<strong>austerità espansiva </strong>e della validità universale della disciplina di bilancio a tutti i costi non avesse fatto altro che rafforzare la veridicità di questi concetti.</p>
<p>La battaglia sul futuro dell’Europa continua e i falchi sono in ritirata. Sebastian Kurz e <a href="https://it.insideover.com/economia/falchi-o-colombe-chi-sostituira-weidmann-alla-bundesbank.html">Jens Weidmann,</a> ex primo ministro austriaco e governatore uscente della Bundesbank, hanno annunciato le loro dimissioni, privando il partito dei rigoristi di due autorevoli referenti. Mark Rutte fatica in Olanda, mentre nel Nord Europa Svezia, Danimarca e Finlandia sono meno radicali rispetto al passato nel costituire un sostegno decisivo per chi vuole riportare indietro le lancette della storia europea. Il fronte è meno coeso rispetto al passato, e qualche campanello deve essere suonato dalle parti del vicepresidente della Commissione <strong>Valdis Dombrovskis</strong>. L&#8217;ex premier lettone e supercommissario all&#8217;Economia, tra i maggiori difensori del rigore, ha in una recente intervista al <em>Corriere della Sera </em>difeso il Patto di Stabilità dalle volontà di riforma di diversi Paesi, Italia in testa.</p>
<p>Per Dombrovskis le ricette da applicare sono quelle del passato: &#8220;è essenziale ridurre l’alto debito pubblico perché questo determina come potremo rispondere a futuri choc&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-sta-cancellando-i-debiti-dei-paesi-dellue.html" target="_blank" rel="noopener">per quanto l&#8217;intervento Bce abbia di fatto monetizzato e sterilizzato buona parte dei deficit</a>, in una vera e propria svolta giapponese. Inoltre per Dombrovskis &#8220;il Patto di stabilità, in base alla nostra valutazione, ha funzionato bene, ha abbastanza flessibilità come la crisi ha dimostrato: siamo stati capaci di attivare la clausola di salvaguardia e di fornire uno stimolo fiscale molto considerevole all’economia&#8221;. Un ampio giro di parole per non dover ammettere che il &#8220;funzionamento&#8221; del Patto di Stabilità è stato di fatto legato al via libera dato dalla sua sospensione.</p>
<p>Le parole di Dombrovskis sono, come al solito, radicali e pungenti. L&#8217;ex primo ministro lettone non è nuovo a uscite di questo tipo, a difese a oltranza delle regole sul debito e il deficit e a un intrinseco positivismo sulla loro tenuta. Un semplice riferimento al caso italiano lo dimostra. Non si può non dimenticare la sua condotta radicalmente pro austerità e interventista contro il governo italiano ai tempi <a href="https://it.insideover.com/economia/le-acrobazie-di-dombrovskis-sul-debito-italiano.html" target="_blank" rel="noopener">dello scontro tra Commissione Juncker e governo Conte I nel 2018,</a> o gli affondi contro i giallorossi nel 2019 e nel 2020, compresi in tutti i casi attacchi alle politiche macroeconomiche dell&#8217;Italia condotti spesso in fasi di crisi a mercati aperti. Poco prima della pandemia, Dombrovskis del resto si espresse sull&#8217;Italia con parole che riecheggiano le frasi che si sentono ancora oggi: “Dobbiamo vigilare sui possibili rischi alla stabilità economica e finanziaria e preservare finanze pubbliche sostenibili. Una politica di bilancio responsabile in questa fase significa anche migliorare le finanze pubbliche e usare lo spazio di bilancio per sostenere investimenti e riforme”. La rinuncia del governo Conte II a negoziare un “<a href="https://it.insideover.com/economia/che-cose-il-superdeficit-a-cui-litalia-punta.html"><strong>superdeficit</strong></a>” in manovra e la fine delle illusioni di maggiori dividendi per l’afflato europeista del decaduto governo giallorosso sono state dovute in larga parte all’inflessibilità del politico lettone.</p>
<p>Il fatto che una pandemia e un anno e mezzo di smentite della logica rigorista non abbiano spostato di una virgola la convinzione di Dombrovskis sulla tenuta dogmi che dieci anni di alterne fortune dell&#8217;economia europea avevano già messo in discussione è decisamente spiazzante, così come lo sono il tenace sostegno di Austria e Olanda a ogni mantenimento dello status quo sui trattati per il periodo post-pandemia e la difficoltà che hanno molti Paesi, per quanto meno coesi rispetto al passato, a tenere presente la necessità di un cambio di passo ora più che mai inevitabile.</p>
<p>Le dinamiche strutturali dell&#8217;economia europea vedono i dogmi dei falchi sfatati sul campo. Ma come il calabrone dell&#8217;antico proverbio, le regole del rigore continuano a volare, restano cioè sul tavolo come ipotesi per il futuro, pur senza sapere come, essendo state più volte smentite sul campo, mentre i loro portavoce pontificano convinti. E la motivazione è da ricercarsi in una serie di fattori. In primo luogo l’eredità di una narrazione politica e mediatica di matrice neoliberista e austeritaria che porta a focalizzarsi unicamente su debito e spesa pubblica come parametri chiave. In secondo per la sovrarappresentazione dei falchi come Dombrovskis in ruoli decisionali chiave della Commissione. In terzo luogo per i meccanismi decisionali comunitari che premiano i guardiani dello status quo con procedure di voto per cui sono spesso richieste o votazioni unanime o maggioranze articolate. Infine, per l&#8217;ancora troppo timida risposta politica di quei Paesi che si oppongono al fronte del rigore.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-mario-draghi-gestira-la-sfida-francese.html">E per il 2022 saranno proprio Stati come <strong>Italia e Francia</strong></a>, in sinergia con la Germania se saprà definitivamente compiere la coraggiosa scelta di rottamare l&#8217;austerità fiscale, a incentivare un dibattito in tal senso.  Lo chiedono dinamiche come il consolidamento dell&#8217;asse anti-rigorista del Sud formato da Spagna e Portogallo. Lo impone un sano realismo sul futuro del Vecchio Continente. Lo dovrebbero, paradosso tra i paradossi, sostenere per primi i tifosi del mercantilismo commerciale che è il complemento del dogma rigorista, dato che solo un&#8217;Europa capace di investire e crescere potrà ricostruire appieno i suoi mercati. La resistenza degli &#8220;ultimi giapponesi&#8221; del rigore è un freno allo sviluppo politico del Vecchio Continente e la vera minaccia per il post-pandemia. Ma la notizia è che i falchi hanno perso l&#8217;inerzia. E l&#8217;insistenza di falchi come Dombrovskis su degli slogan vuoti e smentiti sul campo ripetuti per atto di fede, in un certo senso, lo testimonia. Una finestra di opportunità tanto ghiotta per la rottamazione delle regole più estreme sull&#8217;austerità e il rigore contabile come quella che potrebbe aprirsi nelle prossime settimane potrebbe essere unica nel suo genere per le colombe d&#8217;Europa.</p>
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		<title>Pressioni di Biden e ritorno degli Usa: perché l&#8217;accordo Ue-Cina è in bilico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/pressioni-biden-usa-ue-cina-accordo-investimenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 10:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1423" height="941" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina ue investimenti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse.jpeg 1423w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse-1024x677.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse-768x508.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1423px) 100vw, 1423px" /></p>
<p>È giallo sull&#8217;inversione a U dell&#8217;Unione europea. In un primo momento sembrava che l&#8217;Ue avesse sospeso i suoi sforzi per la ratifica dell&#8217;accordo sugli investimenti (Comprehensive Agreement on Investment) siglato con la Cina lo scorso dicembre. La doccia fredda era arrivata in seguito a un&#8217;intervista rilasciata dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, all&#8217;agenzia France &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/pressioni-biden-usa-ue-cina-accordo-investimenti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/pressioni-biden-usa-ue-cina-accordo-investimenti.html">Pressioni di Biden e ritorno degli Usa: perché l&#8217;accordo Ue-Cina è in bilico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1423" height="941" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina ue investimenti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse.jpeg 1423w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse-1024x677.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-ue-La-Presse-768x508.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1423px) 100vw, 1423px" /></p><p>È giallo sull&#8217;inversione a U dell&#8217;Unione europea. In un primo momento sembrava che l&#8217;Ue avesse sospeso i suoi sforzi per la ratifica dell&#8217;<strong>accordo sugli investimenti</strong> (Comprehensive Agreement on Investment) siglato con la Cina <a href="https://it.insideover.com/economia/ue-cina-via-libera-a-un-accordo-storico-ma-litalia-e-stata-estromessa-dalle-trattative.html">lo scorso dicembre</a>. La doccia fredda era arrivata in seguito a <a href="https://twitter.com/AFP/status/1389639996508938240" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un&#8217;intervista rilasciata dal vicepresidente della Commissione Ue, <strong>Valdis Dombrovskis</strong></a>, all&#8217;agenzia <em>France Press</em>. Dalle sue parole, emergeva un deciso passo indietro della Commissione europea. &#8220;È chiaro che nella situazione attuale con le sanzioni dell&#8217;Ue in vigore contro la Cina e contro-sanzioni cinesi in atto, anche contro i membri del Parlamento europeo, l&#8217;ambiente non è favorevole alla ratifica dell&#8217;accordo&#8221;, ha spiegato Dombrovkis. Il tentativo di ratificare l&#8217;accordo &#8220;dipenderà davvero da come si evolveranno le relazioni più ampie tra l&#8217;Unione e la <strong>Cina</strong>&#8220;, aveva quindi sottolineato l&#8217;ex premier lettone.</p>
<p>Ma è davvero andata così? Come ha sottolineato il <a href="https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3132267/eu-denies-it-has-suspended-efforts-ratify-china-investment?fbclid=IwAR1lywQojzix5zMUo970d2Vr1AIRlvMdJtyv9W7w4YlCrwH2TAvJ3iBxCWE"><em>South China Morning Post</em></a>, un portavoce dell&#8217;UE ha affermato che i commenti di Dombrovskis erano semplicemente stati estrapolati dal <strong>contesto</strong>. E che dunque non è ancora detta l&#8217;ultima parola. Certo è che i<span style="font-size: 1rem;">n una dichiarazione scritta, </span><span class="generic-article__body article-details-type--span content--span c1" style="font-size: 1rem;" data-v-3db4a586="">Bruxelles ha affermato che &#8220;l&#8217;accordo deve ora essere legalmente rivisto e tradotto prima di poter essere presentato per adozione e ratifica. Tuttavia, il processo di ratifica non può essere separato dalle dinamiche in evoluzione del più ampio rapporto Ue-Cina. </span><span style="font-size: 1rem;">In questo contesto, le sanzioni di ritorsione cinesi contro i membri del Parlamento europeo e un&#8217;intera commissione parlamentare sono inaccettabili e deplorevoli. </span><span style="font-size: 1rem;">Le prospettive per la ratifica dipenderanno da come evolverà la situazione&#8221;.</span></p>
<p>Che cosa è successo sull&#8217;asse Bruxelles-Pechino? Diciamo che il clima, complice l&#8217;inasprirsi della <strong>Guerra fredda</strong> tra Stati Uniti e Cina, non era dei migliori. L&#8217;elezione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> nelle vesti di presidente americano ha ulteriormente agitato le acque, vista la volontà dell&#8217;inquilino della Casa Bianca di isolare il Dragone puntando sugli storici alleati trascurati all&#8217;epoca da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>. Di questi, l&#8217;Unione europea è un punto cardine, visto che il Vecchio Continente è il terreno di scontro prediletto tra le due superpotenze planetarie citate.</p>
<h2>Crepe e rottura tra Bruxelles e Pechino</h2>
<p>Facciamo un passo indietro: l&#8217;<strong>Unione europea</strong> e la Cina, a fine dicembre, approvano un importante patto di investimenti, al termine di sette anni di laboriosi negoziati grazie a <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-della-germania-puntare-sulla-cina-per-riprendersi-leuropa.html">una spinta finale da parte della Germania</a>. Il patto era a tutti gli effetti un&#8217;apertura necessaria all&#8217;economia cinese, ma era certo che avrebbe affrontato una difficile ratifica tra i 27 Stati membri e il Parlamento europeo. Come se non bastasse, il governo americano non ha mai digerito la fumata bianca, considerata tanto inutile quanto pericolosa. A marzo arriva un nuovo colpo di scena.</p>
<p>Bruxelles sanziona quattro funzionari cinesi per (presunte) violazioni dei diritti umani <a href="https://it.insideover.com/schede/without-category/che-cose-lo-xinjiang-e-perche-e-cosi-importante.html">nella regione dello Xinjiang</a>. Immediata la reazione di Pechino: sanzioni specchio su politici, gruppi di ricerca europei e studiosi. La ciliegina sulla torta? Nelle prossime ore la Commissione presenterà la sua proposta per bloccare eventuali scalate da parte di società estere &#8211; ovviamente in primis cinesi, seppur senza fare riferimento diretto al gitante asiatico &#8211; ai danni delle <strong>aziende europee</strong>. Non solo: l&#8217;esecutivo europeo farà di tutto affinché le società extra Ue non siano in alcun modo avvantaggiate dai loro Stati alimentando così una concorrenza sleale nei confronti delle aziende dei Ventisette.</p>
<h2>Il ritorno di Washington</h2>
<p>Insomma, in appena quattro mesi l&#8217;accordo sembrerebbe andato in fumo. Resta da capire come si svilupperà la vicenda, anche se le pressioni degli Stati Uniti appaiono evidenti. Il fatto che il primo viaggio diplomatico di Joe Biden fuori dagli Stati Uniti sarà proprio in Europa, per il G7 britannico di giugno, dimostra il rinnovato interesse di Washington, tanto più che una delle tappe del viaggio europeo del presidente sarà proprio Bruxelles per un meeting Ue-Usa.  In più lo stesso <strong>G7</strong>, ad esempio sta valutando una proposta di Washington per contrastare l&#8217;ascesa economica della Cina. Secondo quanto riferito da <em>Bloomberg</em>, gli Usa vorrebbero un meccanismo di consultazione che coinvolga il G7 &#8211; così come altri stakeholder chiave &#8211; per garantire una risposta coordinata alle mosse della Cina e con l&#8217;obiettivo di rafforzare la resilienza delle nazioni del G7. Il documento con la proposta è stato distribuito prima della Ministeriale Esteri del G7 a Londra. Dulcis in fundo, è interessante annotare anche il radicale cambio di passo apportato da <strong>Luigi Di Maio</strong>. Il ministro degli Esteri italiano ha spiegato che in merito all&#8217;accordo con la Cina sospeso dall&#8217;Ue &#8220;siamo in sinergia con Bruxelles&#8221; anche perché è stato siglato tra Ue e Pechino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/pressioni-biden-usa-ue-cina-accordo-investimenti.html">Pressioni di Biden e ritorno degli Usa: perché l&#8217;accordo Ue-Cina è in bilico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I falchi mettono in guardia l&#8217;Europa: allarme anche per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/falchi-europa-allarme-italia-draghi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 11:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1302" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valdis Dombrovskis (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg 1302w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1302px) 100vw, 1302px" /></p>
<p>La crisi del coronavirus ha scoperchiato il vaso di Pandora delle problematiche di governance dell&#8217;economia europea. Un&#8217;architettura che, nel tentativo di unificare nel quadro dell&#8217;Ue sistemi molto eterogenei, ha finito troppo spesso per far assurgere a regole ritenute &#8220;oggettive&#8221; principi istituzionali, equilibri strategici e parametri facenti riferimento a aree ben precise come la Germania e i Paesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/falchi-europa-allarme-italia-draghi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/falchi-europa-allarme-italia-draghi.html">I falchi mettono in guardia l&#8217;Europa: allarme anche per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1302" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valdis Dombrovskis (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874.jpg 1302w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-e1614425450874-768x485.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1302px) 100vw, 1302px" /></p><p>La <strong>crisi del coronavirus </strong>ha scoperchiato il vaso di Pandora delle problematiche di governance dell&#8217;economia europea. Un&#8217;architettura che, nel tentativo di unificare nel quadro dell&#8217;Ue sistemi molto eterogenei, ha finito troppo spesso per far assurgere a regole ritenute &#8220;oggettive&#8221; principi istituzionali, equilibri strategici e parametri facenti riferimento a aree ben precise come la Germania e i Paesi limitrofi. Focalizzando troppo spesso l&#8217;attenzione sul contenimento della <strong>spesa pubblica </strong>e dei bilanci, dopo la crisi del 2010-2012 l&#8217;Unione Europea ha spesso incentivato un aumento delle tensioni scatenate dalla crisi dei debiti sovrani.</p>
<p>La pandemia, crisi simmetrica di portata globale, ha spinto a risposte emergenziali che andavano nella direzione auspicata da <strong>Mario Draghi </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel suo intervento sul &#8220;Financial Times&#8221; di marzo:</a> la Commissione Europea ha sospeso il <strong>Patto di stabilità, </strong>allentato le regole sugli aiuti di Stato, <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-la-mutualizzazione-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">progettato il Recovery Fund per avviare i processi di mutualizzazione del debito.</a> Nel 2020 questa prassi è stata giocoforza inghiottita anche dai falchi austeritari più sbilanciati sul tema del rigore, complice la svolta pragmatica di <strong>Angela Merkel, </strong>e il 2021 è iniziato col proseguimento della pandemia che ha imposto un mantenimento del <em>new normal</em>. Ma che ne sarà di questa svolta in futuro? L&#8217;Ue si divide oggigiorno tra tensioni molto differenti: tra una constatazione pragmatica della necessità di spingere a tutto campo sulla ripresa economica del Vecchio Continente con una svolta &#8220;eterodossa&#8221; rispetto al passato e i richiami del ritorno alle regole, al rigore, a una censura di conti e bilanci di matrice essenzialmente politica.</p>
<p>Incarnazione di questa tensione è <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valdis-dombrovskis-il-falco-di-riga.html">Valdis Dombrovskis</a>, </strong>il vicepresidente di Ursula von der Leyen che coordina l&#8217;azione della Commissione europea sulle politiche economiche e supervisiona il nostro Paolo Gentiloni. Dombrovskis, ex primo ministro lettone divenuto celebre negli anni scorsi per il suo afflato rigorista, da un lato non ha potuto non rendersi conto della necessità della svolta, dall&#8217;altro incarna la tentazione del ritorno al passato in diversi suoi interventi.</p>
<p>Il 26 febbraio Dombrovskis è intervenuto in apertura alla riunione della Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche, un organo della Commissione istituito nel 2016 e rinnovato nel 2019 per un secondo triennio per creare proposte politiche da sottoporre agli organi decisionali di Bruxelles, presieduto dall&#8217;economista danese Niels Thygesen.</p>
<p>Nel suo discorso Dombrovskis ha rimarcato punti importanti, che permettono di capire questa contraddizione. Ha dichiarato di ritenere necessario che l&#8217;Ue continui a tenere stimolata l&#8217;economia del Vecchio Continente permettendo politiche di bilancio espansive &#8220;che non devono essere abbandonate con troppo anticipo&#8221;. Ma ne ha ribadito la natura temporanea e non ha escluso nel 2022 un ritorno alle maglie del <strong>Patto di stabilità, </strong>delle regole meccaniche come il 3% del rapporto deficit/Pil. Tuttavia, ha aperto al rispetto della realtà dei fatti e dell&#8217;ordinata gestione dell&#8217;analisi economica sottolineando che la Commissione farà a meno in futuro di parametri meccanicistici e fuorvianti come l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/output-gap-cose-la-regola-europea-che-blocca-la-nostra-crescita.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">output gap</a>, </strong>che misura la differenza tra Pil &#8220;potenziale&#8221; di un Paese e produzione effettiva, e il saldo strutturale di bilancio. La cui natura problematica avevamo più volte criticato <a href="https://it.insideover.com/economia/il-tramonto-della-regola-piu-assurda-dellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricordando il pensiero dell&#8217;economista italiano Piero Sraffa,</a> ma la cui ottusa difesa aveva spinto Dombrovskis e Pierre Moscovici a una guerra aperta contro l&#8217;esecutivo italiano <a href="https://it.insideover.com/economia/bankitalia-conferma-la-manovra-gialloverde-non-minacciava-i-conti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ai tempi della manovra economica del 2018 scritta dal governo Conte I.</a></p>
<p>Un dualismo di questo tipo si è manifestato anche sul fronte del Recovery Fund. &#8220;Se spese bene&#8221;, ha dichiarato Dombrovskis, &#8220;le sovvenzioni del Recovery fund consentiranno agli Stati membri di sostenere la ripresa economica e stimolare una maggiore crescita potenziale effettuando investimenti e riforme di alta qualità&#8221;. Allo stesso tempo, nota l&#8217;ex premier Lettone, &#8220;poiché le sovvenzioni del Recovery non si aggiungono ai deficit e al debito nazionali, possono migliorare le proprie posizioni di bilancio&#8221;, fattispecie che sembra addirittura apparire un sostegno implicito al concetto della <strong>mutualizzazione del deficit</strong>. Ma Dombrovskis ha ricordato la necessità di sostenere l&#8217;applicazione delle <strong>raccomandazioni-Paese </strong>della Commissione ai Paesi membri, ovvero le &#8220;condizionalità&#8221; e le riforme strutturali le cui logiche di fondo sono ancora figlie dell&#8217;Europa del rigore, che chiedeva ai Paesi rimodulazione delle pensioni e tagli al welfare in nome della competitività. Non a caso più volte sul Recovery, ai tempi del governo Conte II, Dombrovskis ha attaccato l&#8217;Italia proprio per la mancanza di riferimenti espliciti a tale riforme nella debole bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza presentata a Bruxelles. Attacchi ineleganti, compiuti in periodo di crisi di governo, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-diktat-di-dombrovskis-allitalia-sul-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che sono apparsi eccessivi nei toni e nelle modalità.</a></p>
<p>Sul fronte degli <strong>aiuti alle imprese, </strong>infine, Dombrovskis<a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ha di fatto avallato in teoria la &#8220;linea Draghi&#8221;,</a> che perora la focalizzazione del sostengo pubblico, nei prossimi mesi, ai settori e alle aziende maggiormente in grado di riprendere fiato e rilanciarsi, evitando sussidi ad imprese decotte che non sopravvivrebbero senza l&#8217;appoggio nazionale. Ma &#8211; ci teniamo a sottolinearlo &#8211; c&#8217;è grande differenza tra sostenere una tesi del genere nel quadro di un piano neo-keynesiano per la ripresa complessiva dei Paesi e per un&#8217;incentivazione della &#8220;distruzione creatrice&#8221; funzionale all&#8217;innovazione dei settori in crisi, unita alla protezione dei lavoratori destinati a perdere il posto, e farlo nell&#8217;ottica di un <strong>ritorno all&#8217;austerità</strong> che impedirebbe ogni prospettiva di ripresa. Dombrovskis non ha chiarito affatto la sua visione di medio-lungo termine sul tema, combinando una sostanziale ambiguità sul tema alla preoccupante percezione che, nei palazzi del potere europeo, ci sia chi non veda l&#8217;ora di un ritorno al passato. Che ora più che mai apparirebbe antistorico e disfunzionale per la ripresa europea. Ai governi dei Paesi che più devono spingere sul fronte della lotta all&#8217;austerità, Italia in primis, il compito nei prossimi mesi di evitare che queste tentazioni diventino realtà tornando protagonisti del dibattito in sede comunitaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/falchi-europa-allarme-italia-draghi.html">I falchi mettono in guardia l&#8217;Europa: allarme anche per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Europa sulle imprese segue la linea Draghi (ma c&#8217;è un&#8217;insidia)</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 08:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=308143</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Camera dei Deputati - Voto di fiducia al governo di Mario Draghi (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mario Draghi, prima di essere chiamato alla guida del governo italiano, aveva contribuito alla pubblicazione di un report ad opera del G30, il think tank di consulenza su questioni di economia monetaria e internazionale nel cui steering committee, il comitato di direzione, siede assieme a un collega banchiere, Raghuram Rajan, noto economista ed ex governatore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html">L&#8217;Europa sulle imprese segue la linea Draghi (ma c&#8217;è un&#8217;insidia)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Camera dei Deputati - Voto di fiducia al governo di Mario Draghi (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Draghi-alla-Camera-la-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Mario Draghi</strong>, prima di essere chiamato alla guida del <strong>governo italiano</strong>, aveva contribuito alla pubblicazione di un report ad opera del G30, il think tank di consulenza su questioni di economia monetaria e internazionale nel cui steering committee, il comitato di direzione, siede assieme a un collega banchiere, Raghuram Rajan, noto economista ed ex governatore della Reserve Bank of India. Nel paper <a href="https://group30.org/publications/detail/4820" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Reviving and Restructuring the Corporate Sector post-Covid. Designing Public Policy Intervention</i></a><i>, </i>dedicato al sostegno alle imprese nell&#8217;era del Covid-19 e al futuro degli <strong>aiuti di Stato</strong>, Draghi e i colleghi si erano dichiarati favorevoli a una soluzione ibrida, capace di mantenere nel corso del 2021 imponenti aiuti di Stato per le attività maggiormente suscettibili di gravi perdite economiche in seguito al rischio di chiusura per i lockdown e per le aziende e i settori maggiormente in grado di riprendersi dallo choc economico.</p>
<p>Per i settori destinati a maggiori difficoltà economiche e strutturali dopo la pandemia, Draghi e il G30 raccomandavano invece di applicare la strategia della <strong>distruzione creatrice </strong>di Joseph Schumpeter, uno dei massimi teorici del capitalismo: fare sì che il &#8220;polmone&#8221; artificiale dell&#8217;aiuto pubblico continui l&#8217;esistenza di settori condannati all&#8217;espulsione dal mercato e a imprese decotte a prescindere dal Covid-19 rappresenterebbe, nell&#8217;ottica di Draghi, una dispersione di risorse che gli Stati non si possono permettere. La linea che l&#8217;ex governatore della Bce ha ribadito nel suo discorso programmatico al Senato è stata, in larga misura, fatta propria dalle principali istituzioni politico-finanziarie europee, l&#8217;<strong>Ecofin</strong> e l&#8217;<strong>Eurogruppo</strong>. Recentemente la Commissione Europea, alla luce del perdurare dell’emergenza, ha prorogato la possibilità di elargizione di aiuti di Stato a tutto il 2021 <a href="https://www.ratioquotidiano.it/aiuti-di-stato-prorogato-e-modificato-il-temporary-framework" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ampliandone anche la portata</a> ma si prepara a una svolta più &#8220;selettiva&#8221; nella sua applicazione.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/leurogruppo-adotta-lagenda-draghi-aiuti-solo-alle-imprese-vitali_it_602ac68ec5b6f88289fdb538?utm_hp_ref=it-homepage">Come ha spiegato l&#8217;<em>Huffington Post</em></a>, infatti, &#8220;dopo un anno di aiuti senza distinzioni, con la massima libertà lasciata agli Stati membri sull’utilizzazione dello strumento Sure di sostegno alla disoccupazione, ora l’Ue annuncia nuove linee guida&#8221; che ampliano il loro sguardo alla prima metà del 2022 e mirano a garantire &#8220;anche le banche dai rischi di insolvenza (non performing loans, i crediti inesigibili in aumento con la crisi)&#8221;<a href="https://it.insideover.com/economia/lo-tsunami-bancario-che-puo-travolgere-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> che le recenti direttive hanno notevolmente alimentato.</a> L&#8217;Europa adotta dunque un&#8217;impronta di azione che somiglia a quella di Draghi, e che il neo-premier ha espresso al Senato: stop agli aiuti indiscriminati e non scrutinati, priorità alla tutela dei <strong>lavoratori </strong>che rischiano di essere espulsi dal mercato del lavoro che ai singoli <strong>posti di lavoro, </strong>rafforzamento degli strumenti di welfare e delle politiche attive del lavoro, incentivi garantiti alle aziende in crisi che riceveranno contributi che andranno erogati a chi davvero ha voglia di mettersi in gioco e riqualificarsi.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea lavora alla nuova &#8220;bibbia&#8221; per stabilire la governance degli aiuti di Stato nel 2021 e incorporerà molte delle prescrizioni di Draghi, ma bisognerà scrutinare con attenzione l&#8217;applicazione concreta di questi principi. Il premier da tempo sostiene che nell&#8217;economia l’impatto distruttivo della pandemia sull&#8217;occupazione vada mitigato e ammortizzato rafforzando le misure sociali e rinsaldando al contempo l&#8217;edificazione della rivoluzione post-Covid con <a href="https://it.insideover.com/economia/cingolani-giovannini-colao-e-bianchi-i-tecnici-blindano-il-recovery.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la spinta sulle nuove tecnologie e, soprattutto, l&#8217;ambiente</a>, al centro della visione di Draghi per le politiche economiche del suo esecutivo. Prospettive per cui servirà un uso strategico di debito e deficit, un ruolo di peso dello Stato nell&#8217;attivazione dei processi decisionali, investimenti di complemento a quelli del capitale privato. Mentre sul fronte europeo bisognerà vigilare che l&#8217;appoggio della Commissione alla &#8220;distruzione creatrice&#8221; e al ricalibro degli aiuti non dia nuovamente fiato ai <strong>falchi rigoristi</strong> e alle loro intenzioni di riportare in auge, assieme alle vecchie regole, anche il sospeso <strong>Patto di Stabilità</strong> che se integralmente applicato darebbe una dura botta alle prospettive di rilancio di Paesi come l&#8217;Italia.</p>
<p>Secondo il vicepresidente della Commissione <strong>Valdis Dombrovskis, </strong>infatti, &#8220;l&#8217;e<strong>conomia dell&#8217;UE</strong> dovrebbe tornare ai livelli di PIL pre-pandemia nel 2022, prima di quanto previsto in precedenza&#8221;, e questa antifona significa che nel suo pensiero ciò dovrebbe coincidere col ritorno in auge di vecchie regole e vecchie censure sul debito, l&#8217;attività degli Stati e i conti pubblici che tanto danno hanno fatto a Paesi come l&#8217;Italia negli anni scorsi. A Draghi il compito di non farsi strumentalizzare ed evitare che con l&#8217;appoggio alla sua strategia pragmatica per coniugare mercato e Stato sul fronte delle imprese l&#8217;Ue possa cadere in ostaggio di chi vuole il ritorno a un passato complesso e potenzialmente dannoso per la sua economia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-sulle-imprese-segue-la-linea-draghi-ma-ce-uninsidia.html">L&#8217;Europa sulle imprese segue la linea Draghi (ma c&#8217;è un&#8217;insidia)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I pericoli sui fondi europei: la vera sfida del governo Draghi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-pericoli-sui-fondi-europei-la-vera-sfida-del-governo-draghi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 07:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1024x384.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-768x288.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1536x576.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-2048x768.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Daniele Franco è tecnico navigato e di esperienza, ma anche per l&#8217;ex ragioniere generale dello Stato promosso da Mario Draghi a ministro dell&#8217;Economia nel suo governo la partita apertasi in Europa sul Recovery Fund si preannuncia complessa. Nella due giorni segnata da riunioni in sede Eurogruppo ed Ecofin, Franco ha conosciuto in videoconferenza i colleghi dell&#8217;Unione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-pericoli-sui-fondi-europei-la-vera-sfida-del-governo-draghi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-pericoli-sui-fondi-europei-la-vera-sfida-del-governo-draghi.html">I pericoli sui fondi europei: la vera sfida del governo Draghi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1024x384.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-768x288.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-1536x576.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Daniele-Franco-scaled-e1613633757241-2048x768.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Daniele Franco </strong>è tecnico navigato e di esperienza, ma anche per l&#8217;ex ragioniere generale dello Stato promosso da <strong>Mario Draghi</strong> a ministro dell&#8217;Economia nel suo governo la partita apertasi in Europa sul <strong>Recovery Fund</strong> si preannuncia complessa. Nella due giorni segnata da riunioni in sede <strong>Eurogruppo </strong>ed Ecofin, Franco ha conosciuto in videoconferenza i colleghi dell&#8217;Unione e ha potuto constatare che la sfida per Roma sarà decisamente in salita.</p>
<p>Avevamo detto che <a href="https://it.insideover.com/economia/la-prima-sfida-di-draghi-in-europa-il-confronto-con-i-falchi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche Draghi dovrà guardarsi</a> dal rischio di vedere l&#8217;Italia trasformata nel San Sebastiano d&#8217;Europa e di essere trafitta nei mesi a venire dai dardi dei fautori dell&#8217;austerità (i falchi del Nord) in seguito all&#8217;approvazione del <strong>Piano nazionale di ripresa </strong>e <strong>resilienza</strong>.</p>
<p>Il nuovo governo dovrà sfruttare la finestra di opportunità garantita dall&#8217;arrivo dei fondi europei ma, soprattutto, consolidata dalla continuità nella sospensione delle regole europee sul pareggio di bilancio e gli aiuti di Stato per immaginare una ripresa complessiva del Paese. Ebbene, Franco si è confrontato con i colleghi europei e ha potuto notare che diversi nodi stanno venendo al pettine: e ora più che mai constatiamo quanto rovinosa sia stata la prona accettazione di ogni minuzia burocratica proveniente da Bruxelles da parte del decaduto governo giallorosso, che sulla narrazione dell&#8217;ottenimento dei fondi europei aveva costruito un&#8217;immagine di prestigio che esisteva solo nella fantasia di <strong>Giuseppe Conte </strong>e <strong>Roberto Gualtieri. </strong>Concedendo, come contropartita, una serie di cambiali che renderanno la corsa a Next Generation Eu una maratona costellata da ostacoli. E una partita politica fondamentale.</p>
<p>Questi temi sono emerso nel confronto di Franco con i colleghi, Il 19 febbraio l&#8217;Ue, dopo l&#8217;approvazione dell&#8217;Europarlamento, pubblicherà ufficialmente le regole che disciplinano minuziosamente le modalità con cui saranno erogati 312,5 miliardi di sussidi e 390 miliardi di prestiti, cioè la quota dominante dei 750 miliardi di NextGen.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/i-fondi-del-recovery-non-sono-garantiti-ecco-la-pagella-europea-per-litalia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dalla &#8220;<strong>pagella&#8221; </strong>sui piani nazionali</a> al nodo condizionalità, abbiamo citato gli ostacoli che un progetto del genere rischia di incontrare, e non dimentichiamo che per l&#8217;Italia questo si aggiunge a diverse procedure d&#8217;infrazione aperte dalla Commissione che,<a href="https://it.insideover.com/economia/le-nuove-procedure-di-infrazione-ue-che-mettono-roma-sotto-pressione.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> in settori strategici come il turismo, potrebbero complicare l&#8217;ottenimento dei denari europei.</a></p>
<p>In questo contesto, il governo Draghi e Franco potrebbero trovarsi di fronte alla necessità se scegliere di adottare completamente i <strong>finanziamenti europei </strong>o se adattarsi plasticamente alle diverse condizionalità che verranno chieste come contropartita per accorciare le linee e presidiare un nocciolo duro di progetti strategici da completare poi con finanziamenti propri e la spinta sul deficit nazionale. Ma la finestra di opportunità si sta per chiudere: il governo dovrà mediare anche con la fase della potenziale crisi occupazionale e con la fine delle garanzie pubbliche sugli aiuti alle imprese nel contesto di un&#8217;Europa che vede un ritorno delle pulsioni &#8220;rigoriste&#8221; sui conti pubblici. Il super-falco lettone <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, &#8220;zar&#8221; dell&#8217;Economia nella Commissione e superiore diretto del nostro Paolo Gentiloni, ha ribadito all&#8217;Ecofin che per il futuro la strada sarà quella del consolidamento dei conti pubblici e della fine degli aiuti incondizionati alle imprese in crisi. Sul primo fronte l&#8217;ufficio studi del Senato italiano ha rilevato che anche Next Generation Eu, all&#8217;articolo 10 del <strong>Recovery and Resilience Fund, </strong>impegna i Paesi membri a seguire tale strada, mentre in campo di sostegno alle imprese la necessità di fare aiuti selettivi, che pure Draghi non ha escluso, rischia di arenarsi contro l&#8217;eccessivo irrigidimento dei falchi Ue.</p>
<p>E non dimentichiamo che, alle spalle di tutto questo, si stanno accumulando<a href="https://it.insideover.com/politica/banche-recovery-tasse-e-alleanze-le-sfide-dellitalia-nellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> le nubi di una possibile tempesta bancaria</a> per la normativa entrata in vigore l&#8217;1 gennaio scorso sugli scoperti, che impone alle banche di segnare tra i crediti deteriorati i fondi non rimborsati dai debitori superiori ai 100 euro a tre mesi dalla sottoscrizione. Il circolo vizioso tra crisi aziendali, carenze di aiuti e crediti deteriorati potrebbe creare un ambiente ostile alla ripresa e depotenziare ogni sforzo del governo Draghi per muoversi pragmaticamente su NextGen. A Draghi e Franco il compito di riuscire dove Conte e Gualtieri non si sono impegnati, e cioè nel pensare alla ripresa italiana come a una <strong>sfida sistemica </strong>e all&#8217;Europa come a un terreno negoziale di confronto, non a un mondo astratto cui accodarsi acriticamente. Sarà dura: e dalla ristrutturazione della bozza di NextGen capiremo molto presto le nostre prospettive future.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-pericoli-sui-fondi-europei-la-vera-sfida-del-governo-draghi.html">I pericoli sui fondi europei: la vera sfida del governo Draghi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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