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	<title>Cristiani mediorientali Archives - InsideOver</title>
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	<title>Cristiani mediorientali Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Lo strano Natale dei cristiani libanesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/lo-strano-natale-dei-cristiani-libanesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 05:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-strano-natale-dei-cristiani-libanesi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-strano-natale-dei-cristiani-libanesi.html">Lo strano Natale dei cristiani libanesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220106162232540_b5708e02d0599de3adf396e18a5a9cb1-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">Libano</a>, <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">Siria</a> e <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-3.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_india" target="_blank" rel="noopener">India</a>&#8220;</em></p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri come aiutare ACS</strong></a></p>
<hr />
<p>Per le strade di Beirut si è parlato, con una sottile ironia tragicomica, <a href="https://www.france24.com/en/live-news/20211215-santa-closed-in-beirut-crisis-snuffs-out-christmas-spirit">di &#8220;Santa Closed&#8221;</a>. L&#8217;ultimo Natale in <strong>Libano</strong> di fatto è stato vissuto così. Tutto chiuso, dai negozi alle grandi catene di distribuzione. Non per la pandemia questa volta, bensì per una &#8220;quarantena economica&#8221; ben più grave.<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/libano-buio-manca-carburante-blackout-tutto-paese-1980825.html"> La crisi finanziaria che sta attanagliando l&#8217;intero Paese</a> sta avuto tragiche conseguenze anche nel periodo di festa. E se questo ha rallentato la corsa agli acquisti e ha reso ancor più palese lo stato di necessità in cui versano molte famiglie libanesi, sotto il profilo spirituale per i cristiani libanesi il Natale ha significato <strong>difficoltà</strong> e <strong>preoccupazione</strong>.</p>
<h2>Difficile anche andare a messa</h2>
<p>L&#8217;atto religioso per un fedele a Natale è quello di recarsi in Chiesa a mezzanotte. Un rito che certamente anche in Libano,<a href="https://it.insideover.com/religioni/chi-sono-i-cristiani-del-libano.html"> il più cristiano tra i Paesi arabi</a>, è molto sentito. Ma in certi casi sono mancate le più semplici condizioni logistiche per farlo. Basta mettersi nei panni di una famiglia media cristiana libanese per capirne il motivo. A Beirut, come nel resto del Paese, l&#8217;erogazione di energia elettrica è garantita soltanto per due ore al giorno. Molte abitazioni hanno luce unicamente grazie ai generatori a diesel. Ma non tutti possono permetterselo. Tante case sono quindi rimaste al buio e in una situazione del genere difficilmente un&#8217;intera famiglia lascia la casa nel cuore della tarda serata per andare nella Chiesa più vicina. Se poi il luogo di culto è lontano, non tutti sono nelle condizioni di sacrificare quel poco di benzina a disposizione per prendere un&#8217;auto. Chi si è avventurato verso una cattedrale o anche una chiesetta di quartiere, ha attraversato una Beirut buia, spenta, senza luce per strada, senza un popolo pronto ad accogliere il Natale.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>EROGAZIONE LIBERALE – ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM<br />
</em><span style="font-size: 1rem;">Per altre informazioni puoi consultare la <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">scheda del progetto</a></span></p></blockquote>
<p>Esempi di una vita quotidiana che possono rendere l&#8217;idea di quanto sta accadendo nel Paese dei Cedri. E di quanto <a href="https://it.insideover.com/religioni/libano-i-cristiani-alla-prova-della-crisi.html">la vita dei cristiani da queste parti sia molto più che difficile</a>. Vero che in Libano gli scontri settari sono al momento al rango di &#8220;spettri&#8221; possibili che aleggiano sul futuro. Ma è altrettanto vero che senza luce e senza cibo è ugualmente impossibile celebrare ogni festa. Il Natale dei libanesi è stato surreale. Secondo le stime della Banca Mondiale, il 77% delle famiglie non hanno abbastanza soldi per comprare cibo. Più dei due terzi della popolazione non ha accesso ai servizi di base. Lo stesso cenone natalizio è rimasto quindi un miraggio. Chi se lo è potuto permettere è stato grazie a parenti giunti da fuori con in tasca soldi liquidi da poter spendere in una delle ultime attività aperte. Un Natale, a sentire molti abitanti di Beirut e delle città a maggioranza cristiane, &#8220;cancellato&#8221; dalla <strong>crisi</strong>. La stessa che, del resto, sta spremendo ogni giorno via la vita dall&#8217;ex Svizzera del medio oriente.</p>
<h2>Le prospettive future</h2>
<p>Il Natale però, al netto delle difficoltà nel celebrarlo, è stato anche un momento di <strong>preghiera</strong> e <strong>riflessione</strong>. Molti libanesi, anche non cristiani, hanno visto nella ricorrenza e nelle celebrazioni un motivo di speranza, un modo per stringersi idealmente tutti attorno in un momento di così grave crisi. Molte parrocchie hanno avviato raccolte di generi di prima necessità, in tanti hanno risposto. Almeno stando alle testimonianze giunte via social. &#8220;C&#8217;è stata, specialmente tra i più giovani, una maggiore solidarietà che in passato&#8221;, ha dichiarato al telefono Samir, ragazzo rientrato da poco in Italia dopo aver trascorso il Natale in una località vicino Beirut.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Si tratta probabilmente dell&#8217;unico barlume di speranza in un Paese devastato, dove oltre al lavoro e ai soldi a mancare è una solida prospettiva. Dovrebbero essere avviate riforme ed essere prese decisioni per ottenere prestiti e permettere almeno la riattivazione delle centrali elettriche e l&#8217;acquisto di grano e carburante. Ma lo stallo politico e le tensioni interne stanno vanificando anche la gestione amministrativa ordinaria. I cristiani, al pari di tutti gli altri cittadini libanesi, aspettano. E, per il momento, non possono fare altro che pregare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo spettro degli scontri religiosi in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/lo-spettro-degli-scontri-religiosi-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 05:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1249" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-1024x666.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-768x499.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-1536x999.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-2048x1332.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-spettro-degli-scontri-religiosi-in-libano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-spettro-degli-scontri-religiosi-in-libano.html">Lo spettro degli scontri religiosi in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1249" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-1024x666.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-768x499.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-1536x999.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA17150048-2048x1332.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">Libano</a>, <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">Siria</a> e <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-3.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_india" target="_blank" rel="noopener">India</a>&#8220;</em></p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri come aiutare ACS</strong></a></p>
<hr />
<p>&#8220;Quando pensiamo al Libano, dobbiamo pensare all&#8217;Algeria: lì dove c&#8217;è stata di recente una guerra, la gente ha paura di ricadere nell&#8217;inferno&#8221;. A dirlo è Samir, studente libanese da anni a Roma e oramai ambientato nel nostro Paese. Il suo pensiero sintetizza una posizione comune tra molti analisti: il Libano, caduto nelle<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/libano-buio-manca-carburante-blackout-tutto-paese-1980825.html"> grinfie di una crisi economica senza precedenti</a>, rischia seriamente di implodere a livello sociale e a salvarlo dagli scontri tra le 18 confessioni che lo compongono è molto probabilmente il ricordo della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-civile-in-libano.html">guerra civile</a> terminata nel 1990. Quindici anni di scontri tra cristiani, sciiti, drusi e sunniti che hanno lasciato sul campo migliaia di vittime. E che nessuno vorrebbe ripetere. Ma lo spettro di nuovi contrasti, con l&#8217;aggravarsi della situazione, è dietro l&#8217;angolo.</p>
<h2>Gli scontri di ottobre, molto più di un campanello d&#8217;allarme</h2>
<p>La rotonda di <strong>Tayouneh</strong> è uno dei luoghi più emblematici di Beirut e dell&#8217;intero Paese. Si trova non lontano dal centro della capitale libanese e divide due quartieri: da una parte <strong>Ain Al Remmeneh</strong>, a maggioranza cristiano-maronita, dall&#8217;altra <strong>Chiyah</strong>, a maggioranza sciita. Qui scorre una strada che durante il conflitto civile era considerata una vera e propria &#8220;linea verde&#8221;, un fronte urbano delicato teatro di importanti scontri. Lo scorso 14 ottobre l&#8217;eco del rumore delle armi<a href="https://it.insideover.com/politica/il-libano-ripiomba-nell-incubo-degli-scontri-settari.html"> è tornato a farsi sentire</a>. É successo quando durante una manifestazione organizzata da <strong>Amal</strong> ed <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html">Hezbollah</a>, i due principali partiti sciiti, i partecipanti sono arrivati a Tayouneh. In quel momento colpi di pistola e di mitra hanno riportato le lancette dell&#8217;orologio indietro di più di trent&#8217;anni. Sull&#8217;asfalto sono rimaste almeno sei persone senza vita. In un primo momento si è parlato di scontri tra manifestanti ed esercito. Ma da parte sciita sono piovute accuse contro cecchini di milizie cristiane riconducibili a<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-samir-geagea.html"> Samir Geagea</a>. Uno dei protagonisti cioè del conflitto civile. In quegli anni era infatti tra i leader dell&#8217;ala militare delle<strong> Falangi</strong> <strong>libanesi</strong>. Lui ha smentito e ha rigirato le responsabilità sugli Hezbollah e sul presunto tentativo degli sciiti di destabilizzare il Paese.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>EROGAZIONE LIBERALE – ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
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</em><span style="font-size: 1rem;">Per altre informazioni puoi consultare la <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">scheda del progetto</a></span></p></blockquote>
<p>Scontri e accuse reciproche. Il clima, nel bel mezzo di un&#8217;economia sostanzialmente fallita e dove è impossibile trovare i soldi per pagare il carburante, è tornato quello della guerra civile. Da qui i sospetti per una nuova stagione calda. Quella cioè dove gli scontri settari potrebbero definitivamente riportare all&#8217;inferno l&#8217;intero Libano. Il timore è molto forte. In una fase dove il 74% delle famiglie non ha reddito sufficiente per vivere dignitosamente, può bastare poco per far scoppiare la miccia e far insinuare il seme aspro dell&#8217;<strong>intolleranza</strong>. Il mosaico libanese è sempre più frastagliato. Antichi dissapori, vecchie recriminazioni e rancori mai sopiti tra le parti sono latenti. L&#8217;unica mossa dell&#8217;occidente in questi mesi, su input soprattutto della <strong>Francia</strong>, è stata quella di spingere per la nomina di un nuovo primo ministro dopo 12 mesi di vacatio. L&#8217;accordo tra le varie forze politiche <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-in-gioco-anche-la-credibilita-dell-ue.html">è stato trovato sul nome di Najib Miqati</a>, non proprio un volto nuovo.</p>
<p>Di quanto siano profondi i problemi nel Paese dei Cedri se n&#8217;è accorto per adesso soltanto il <strong>Papa</strong>. Bergoglio a giugno ha convocato una <a href="http://www.fides.org/en/news/70411-ASIA_LEBANON_Christian_leaders_summoned_to_Rome_by_Pope_Francis_to_pray_and_reflect_together_the_signs_of_the_times">riunione</a> a cui hanno preso parte almeno dieci capi delle Chiese cristiane in Libano. In <strong>Vaticano</strong> hanno forse ben presente la posta in gioco: se si continua a tacere, la questione non sarà sul se ma sul quando riprenderanno gli scontri religiosi. L&#8217;episodio di ottobre è quello più importante. E per il momento è (quasi) isolato. I cristiani però hanno paura. In caso di nuovi scontri, non passerebbe molto tempo prima di veder loro additata la responsabilità su disordini e caos.</p>
<h2>Le speranze rivolte sulle nuove generazioni</h2>
<p>Di scontri per la verità in Libano per adesso non ne mancano. Gli ultimi giorni di novembre sono stati caratterizzati da<a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/11/29/cash-strapped-lebanon-wakes-up-to-countrywide-roadblocks"> blocchi stradali e scioperi</a> in tutte le principali città del Paese. Ma hanno un segno completamente diverso. Lo slogan più urlato nelle piazze è &#8220;<em>Killon Yaani Killon</em>&#8220;, ossia &#8220;Tutti vuol dire tutti&#8221;. A scandirlo sono soprattutto i più giovani, i più colpiti dalla crisi economica. Le loro frasi sembrano in qualche modo rassicurare. Le priorità per le nuove generazioni sono ben altre rispetto alle dispute settarie che hanno storicamente accompagnato il Libano. Manca il lavoro e manca ogni prospettiva futura. La miseria è talmente diffusa che forse non si ha nemmeno il tempo di pensare a recriminazioni e ritorsioni. E qui tornano alla mente le parole di Samir. C&#8217;è troppa paura e troppo malcontento nel Paese per tornare a prendersela gli uni con gli altri.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Le lotte, le faide, le accuse coinvolgono soprattutto la classe politica. A sua volta ancora legata, per ragioni anagrafiche e familiari, alle divisioni ereditate dal Libano dopo la guerra civile. Gran parte del Paese vuole altro. Vuole, in primo luogo, la <strong>normalità</strong>. Elemento quasi utopico a Beirut e dintorni. Per ottenerla, le nuove generazioni sembrerebbero ben disposte a lasciarsi il passato alle spalle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-spettro-degli-scontri-religiosi-in-libano.html">Lo spettro degli scontri religiosi in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il ruolo dei cristiani nel rilancio del Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-ruolo-dei-cristiani-nel-rilancio-del-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Dec 2021 06:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani discriminati]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-ruolo-dei-cristiani-nel-rilancio-del-libano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-ruolo-dei-cristiani-nel-rilancio-del-libano.html">Il ruolo dei cristiani nel rilancio del Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Agenzia_Fotogramma_IPA13596034-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">Libano</a>, <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">Siria</a> e <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-3.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_india" target="_blank" rel="noopener">India</a>&#8220;</em></p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri come aiutare ACS</strong></a></p>
<hr />
<p>Tra <strong>resistenza</strong> e <strong>rilancio</strong>. Sono queste le due parole d&#8217;ordine principali tra i cristiani in <strong>Libano</strong>. Affrontare l&#8217;attuale crisi economica in cui è caduto il Paese dei Cedri non è affatto semplice. Gli ultimi dati parlano chiaro: almeno il 74% della popolazione oggi vivrebbe,<a href="https://www.worldbank.org/en/country/lebanon"> secondo le stime della Banca Mondiale</a>, sotto la soglia di povertà. Le comunità cristiane sono quindi chiamate a una doppia sfida. Da un lato evitare di lasciare il Libano e rischiare di porre fine a una pluridecennale presenza nel Paese, resistendo quindi all&#8217;attuale crisi. Dall&#8217;altro però contribuire al rilancio sociale ed economico. In tal senso, il ruolo di tutte le comunità cristiane può essere fondamentale.</p>
<h2>Il recupero dell&#8217;unità nazionale</h2>
<p>Già nello scorso mese di febbraio a interessarsi della situazione in Libano <a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-02/papa-francesco-udienza-corpo-diplomatico-pace-coronavirus.html">è stato lo stesso Papa Francesco</a>. Il Pontefice, nel corso di un&#8217;udienza ai rappresentanti delle ambasciate in Vaticano, ha espresso la propria preoccupazione per l&#8217;economia libanese e ha ammonito circa l&#8217;avvio di una pericolosa spirale di violenza: &#8220;Senza un urgente processo di ripresa economica e di ricostruzione si rischia il fallimento del Paese &#8211; sono state le parole del Papa &#8211; Con la possibile conseguenza di pericolose derive fondamentaliste&#8221;. La prima vera emergenza in Libano quindi è il mantenimento dell&#8217;<strong>unità.</strong> Obiettivo non certo semplice. A ottobre le strade di Beirut<a href="https://it.insideover.com/politica/il-libano-ripiomba-nell-incubo-degli-scontri-settari.html"> sono state scenario di scontri armati</a> tra manifestanti sciiti ed esercito lungo i confini di un quartiere cristiano. Il rischio concreto è che una nazione ai limiti del fallimento economico fallisca anche a livello sociale. I delicati equilibri interni, in cui storicamente sono rappresentate ben 18 diverse confessioni raggruppate tra cristiani, sciiti, sunniti e drusi, potrebbero saltare.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>EROGAZIONE LIBERALE – ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
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</em><span style="font-size: 1rem;">Per altre informazioni puoi consultare la <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">scheda del progetto</a></span></p></blockquote>
<p>A ricordare il ruolo dei cristiani nella salvaguardia dell&#8217;unità del Libano è stato, tra gli altri, il Patriarca maronita<strong> Béchara Boutros Rai</strong>. I maroniti storicamente rappresentano la comunità religiosa più diffusa, di sicuro quella che ha un maggiore radicamento nella storia libanese. Ogni parola del patriarca ha quindi un valore importante a livello politico e non solo per i cristiani. Rai, in un discorso rivolto a tutta la nazione il 27 febbraio, ha esortato i cristiani a essere protagonisti di questa fase: &#8220;Non bisogna tacere &#8211;<a href="https://www.terrasanta.net/2021/03/la-bussola-del-patriarca-rai-per-il-libano/"> si legge nelle sue affermazioni</a> &#8211; davanti ai soprusi e alla corruzione&#8221;. Al tempo stesso ha esortato tutti i cittadini a lavorare per l&#8217;unità del Paese, seguendo due principi cardine: <strong>neutralità</strong> e <strong>internazionalizzazione</strong>.</p>
<p>&#8220;La caratteristica del Libano &#8211; ha ricordato il Patriarca &#8211; è quella di essere un <strong>ponte</strong> di comunicazione tra Oriente e Occidente in cui la collaborazione cristiano-islamica, all’interno di un pluralismo culturale e religioso e di un sistema che si basi sull’appartenenza alla cittadinanza e non alla religione, costituisce il nostro progetto storico&#8221;. Ma per realizzare questo progetto occorre, secondo Rai, un Libano neutrale: &#8220;La neutralità si basa sulla forza dell’equilibrio, non sull’equilibrio delle forze, che è sempre foriero di guerre&#8221;. I maroniti, assieme a tutti i cristiani, sono quindi chiamati a preservare neutralità e unità del Libano. L&#8217;appello del Patriarca a febbraio ha in qualche modo lanciato la linea a cui i fedeli devono attenersi. É questo, secondo la visione di Rai e dei principali esponenti delle chiese libanesi, il primo compito dei cristiani per il rilancio del Paese.</p>
<h2>Il rilancio sociale ed economico del Libano passa anche dai cristiani</h2>
<p>Se la preservazione dell&#8217;unità è la prima sfida, non è certamente meno prioritario il discorso relativo al rilancio dell&#8217;economia. Ai cristiani, così come a tutti i cittadini libanesi, occorrono in primo luogo i beni di prima necessità. Nel Libano di oggi a mancare sono infatti anche la farina, il grano, i medicinali e l&#8217;energia elettrica. Molte famiglie non hanno niente, a volte neppure la sicurezza di poter rimanere nelle proprie case. Le chiese libanesi sono quindi chiamate a un importante sforzo di solidarietà. I progetti in tal senso nel 2021 sono aumentati.<a href="https://acs-italia.org/taxonomy/term/30"> Sul sito di Aiuto alla Chiesa che Soffre</a> ad esempio, è stata rilanciata l&#8217;iniziativa dell&#8217;Arcidiocesi di <strong>Furzol</strong> e <strong>Zahleh</strong>, nella Valle della Beqqa, impegnata a raccogliere ogni domenica cibo e beni alimentari primari per 2.500 famiglie. C&#8217;è anche una campagna, sempre di Aiuto alla Chiesa che Soffre e <a href="https://it.insideover.com/ong_posts/siria-e-libano-acs-approva-progetti-per-un-valore-di-e-5-milioni">ripresa anche da <em>InsideOver</em></a>, in cui si mira all&#8217;obiettivo di raccogliere cinque milioni di Euro da destinare alle popolazioni bisognose in Libano e in Siria. Un impegno, quello delle diocesi e dei cristiani, a tutto campo per ripianare le piaghe sociali prodotte dalla crisi economica. E per rilanciare, al contempo, un Paese sull&#8217;orlo del fallimento.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Un rilancio che in alcuni casi è accompagnato anche da una vera e propria resistenza da parte dei cristiani. É quella, in primo luogo, di chi vuol rimanere nonostante tutto. Nonostante anche<a href="https://it.insideover.com/storia/beirut-a-un-anno-dall-esplosione-del-4-agosto-2020.html"> l&#8217;esplosione del porto di Beirut del 4 agosto 2020</a>, capace di distruggere interi quartieri a maggioranza cristiana: &#8220;Ci sono persone che cercano di trarre profitto comprando terre e case dai cristiani”, è la denuncia<a href="https://www.agensir.it/quotidiano/2020/8/24/libano-acs-i-cristiani-di-beirut-resistono-agli-speculatori-fondiari-e-restano-a-vivere-nel-paese/"> riportata su <em>Agensir</em></a> nell&#8217;agosto 2020 da <strong>Toufic Bou-Hadir</strong>, direttore della Commissione patriarcale maronita per la gioventù. In tanti non stanno però cedendo: “La gente vuole restare &#8211; ha specificato Bou-Hadir &#8211; Un certo numero di anziani e anche di giovani resta nelle proprie case, anche se danneggiate. Con tutto il rispetto per quanti hanno altre credenze religiose, non possiamo vendere le case cristiane. Non vogliamo cambiare la demografia. La terra non ha solo un valore materiale. Rappresenta la nostra dignità, e in essa abbiamo le nostre radici&#8221;. Rimanere nei luoghi in cui si è cresciuti è forse il primo passo per pensare concretamente a un futuro diverso.</p>
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		<title>Il cuore antico del cristianesimo in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/chi-sono-i-cristiani-del-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 06:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Acs Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/chi-sono-i-cristiani-del-libano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/james-rathmell-eSg0SzT60Uk-unsplash-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">Libano</a>, <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-2.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_siria" target="_blank" rel="noopener">Siria</a> e <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-3.html?utm_source=InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_india" target="_blank" rel="noopener">India</a>&#8220;</em></p>
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<hr />
<p>Il Libano, rispetto ai vicini arabi, ha una particolarità: è l&#8217;unico Paese del mondo arabo ad essere a maggioranza cristiana. O almeno così era fino all&#8217;immediato secondo dopoguerra. L&#8217;afflusso di profughi palestinesi prima e siriani poi, ha rivoluzionato il mosaico demografico. Tuttavia la presenza di cristiani è ancora molto significativa. I censimenti nel Paese dei cedri si fanno oramai a bassa voce, non esistono statistiche ufficiali, ma la comunità dovrebbe rappresentare circa il 40% della popolazione. Ed è questo il dato principale. Perché dona al Libano, quando si parla di cristianità in medio oriente, un ruolo politico, storico e sociale fondamentale.</p>
<h2>Il ruolo dei maroniti</h2>
<p>La diffusione del cristianesimo nell&#8217;area libanese la si deve soprattutto alla Chiesa cosiddetta &#8220;<strong>maronita</strong>&#8220;, sviluppatasi intorno al V secolo. Il suo nome deriva dal fondatore <strong>San Marone</strong>, un asceta vissuto in Siria e morto nel 452. I suoi discepoli hanno dato vita a una comunità che nel corso dei decenni ha considerato l&#8217;odierno Libano come sua base principale. Inizialmente la chiesa maronita ha seguito il Patriarca di Antiochia. Successivamente si è dotata di maggiore autonoma, pur rimanendo comunque all&#8217;interno dell&#8217;alveo romano. I maroniti infatti hanno sempre riconosciuto l&#8217;autorità papale. Dunque oggi è possibile considerare la Chiesa maronita come pienamente organica alla <strong>Chiesa cattolica</strong>. Una sorta di &#8220;dualismo identitario&#8221; sancito ufficialmente nel sinodo maronita nel 2004. Qui i vescovi maroniti hanno approvato i cinque elementi distintivi della comunità. Gli ultimi due riguardano proprio la fedeltà alla Cattedra di San Pietro e il suo radicamento nella storia del Libano. Per questo ancora oggi sono proprio i maroniti a costituire il numero più rappresentativo dei fedeli cristiani nel Paese.</p>
<blockquote><p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
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</em><span style="font-size: 1rem;">Per altre informazioni puoi consultare la <a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/campagna-1.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=acs_libano" target="_blank" rel="noopener">scheda del progetto</a></span></p></blockquote>
<p>Una circostanza ben rintracciabile a livello politico. Quando nel 1943 il Libano ha optato per l&#8217;indipendenza dalla Francia, è stato stilato un &#8220;<strong>patto nazionale</strong>&#8220;, valevole ancora oggi, con il quale si è sancita la divisione delle più importanti cariche politiche. Ai cristiano maroniti è stata affidata la nomina del presidente della Repubblica. Da allora fino ad oggi i capi di Stato libanesi sono sempre stati maroniti. L&#8217;afflusso di profughi dalla Palestina dopo la prima guerra arabo-israeliana del 1948 ha determinato non poche tensioni. Gli equilibri tra le varie comunità etniche e religiose in Libano sono stati messi pesantemente in discussione. L&#8217;ingresso dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-lorganizzazione-per-la-liberazione-della-palestina.html">Olp</a>, l&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina, i disagi economici avvertiti dalla popolazione sciita e i timori dei maroniti di perdere la maggioranza, hanno esasperato il clima. Tutto questo ha portato al periodo più buio della storia recente libanese, culminato con la grande crisi del 1958 e la<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-civile-in-libano.html"> guerra civile</a> iniziata nel 1975. A livello politico, i partiti rappresentanti i maroniti sono confluiti nelle <strong>Falangi</strong> e nelle <strong>Forze Libanesi</strong>, queste ultime vere e proprie milizie sciolte poi soltanto negli anni &#8217;90. In questa fase la sicurezza è rimasta precaria per tutti i vari cittadini libanesi, tanto cristiani quanto musulmani. Le ferite aperte durante il conflitto ancora oggi non sono state del tutto rimarginate.</p>
<h2>I cristiani nel Libano di oggi</h2>
<p>Quella maronita non è comunque l&#8217;unica comunità cristiana libanese. Fino al 1932 il 10% della popolazione professava la religione ortodossa. Una percentuale oggi inferiore e non meglio precisata. Gli ortodossi libanesi in gran parte appartengono alla comunità greco-ortodossa. Sono presenti, con percentuali inferiori al 10%, i cattolici romani e in minor misura i cattolici di rito armeno. Poco meno del 2% invece appartiene alla famiglia protestante. Più o meno tutte le varie comunità cristiane sono rappresentate da partiti politici. I maroniti hanno come riferimento soprattutto le Falangi e le Forze Libanesi, ma dal 2005 sulla scena parlamentare si è affacciato anche il Movimento Patriottico Libero di <strong>Michel Aoun</strong>, attuale presidente della Repubblica. In parlamento sono presenti anche membri di partiti armeni e indipendenti appartenenti alle altre confessioni cristiane.</p>
<p><a href="https://speciali.ilgiornale.it/acs/2021/home.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=acs_home" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-337462 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg" alt="" width="1500" height="343" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/strip_desktop_cristiani-768x176.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Il punto di equilibrio, in un sistema che privilegia la suddivisione su base settaria degli incarichi, è stato raggiunto con gli accordi di <strong>Taif</strong> del 1989. Con quel documento, che ha sancito la fine della guerra civile, ai cristiani è stata riservata la metà dei seggi in parlamento, mentre l&#8217;altra metà è suddivisa tra sciiti, sunniti e drusi. Un compromesso che, unito alla conferma dell&#8217;attribuzione ai maroniti del ruolo di presidente della Repubblica, ha contribuito a far diminuire le tensioni. Ma i problemi non mancano. I cristiani, al pari del resto della popolazione, stanno patendo gli effetti di una<a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-in-gioco-anche-la-credibilita-dell-ue.html"> lunga e deleteria crisi economica</a>. Oggi a Beirut e in tutte le altre principali città del Paese, i principali servizi sono a rischio: manca il carburante, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/libano-buio-manca-carburante-blackout-tutto-paese-1980825.html">l&#8217;elettricità viene erogata per poche ore al giorno</a>, il prezzo dei beni di prima necessità è alle stelle. Crisi politiche e mancanza di riforme hanno lasciato sul lastrico il Libano e questo, tra le altre cose, sta facendo sorgere il timore di nuovi scontri tra le varie comunità.</p>
<p>I cristiani libanesi hanno quindi due sfide davanti a loro. Da un lato respingere le tensioni e, dall&#8217;altro, contribuire alla rinascita del Paese dei cedri. Obiettivi non semplici, anche considerato il mai domato spettro del terrorismo jihadista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/chi-sono-i-cristiani-del-libano.html">Il cuore antico del cristianesimo in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; La festa dei cristiani per Francesco</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-festa-dei-cristiani-per-francesco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 09:32:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="638" height="357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148.png 638w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148-300x168.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Folla colorata e in delirio per Francesco nei siti devastati dall'Isis: "Quanta distruzione".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-festa-dei-cristiani-per-francesco">REPORTAGE | La festa dei cristiani per Francesco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="638" height="357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148.png 638w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148-300x168.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Immagine-2021-03-16-103148-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p><p>Folla colorata e in delirio per Francesco nei siti devastati dall&#8217;Isis: &#8220;Quanta distruzione&#8221;.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/speranza-per-il-medio-oriente/in-irak-la-chiesa-e-viva-la-festa-dei-cristiani-per-il-papa-pellegrino.html">QUI</a> per il reportage completo</p>
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		<title>I dubbi e le speranze sulla visita del Papa in Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/i-dubbi-e-le-speranze-sulla-visita-del-papa-in-iraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2021 17:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=304165</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Papa Francesca Messa Epifania (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Cresce l’attesa per il viaggio di Papa Francesco in Iraq, previsto dal 5 all’8 marzo. La visita è già stata descritta più volte come storica, dato che Bergoglio potrebbe essere il primo Pontefice a mettere piede nel Paese mediorientale dopo decenni. Nel 1999 Giovanni Paolo II cercò di aprire il Giubileo in Medio Oriente, ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-dubbi-e-le-speranze-sulla-visita-del-papa-in-iraq.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Papa Francesca Messa Epifania (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Papa-Messa-Epifania-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Cresce l’attesa per il viaggio di <strong>Papa Francesco</strong> in Iraq, previsto dal 5 all’8 marzo. La visita è già stata descritta più volte come storica, dato che Bergoglio potrebbe essere il primo Pontefice a mettere piede nel Paese mediorientale dopo decenni. Nel 1999 Giovanni Paolo II cercò di aprire il Giubileo in Medio Oriente, ma il suo progetto fallì a causa dell’opposizione di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Saddam Hussein</a>, che dopo mesi di trattative sulla visita papale preferì rimandare l’evento per motivi di sicurezza.</p>
<p>In seguito, la Seconda guerra del Golfo, l&#8217;invasione degli Stati Uniti, il post-Saddam, la conquista di buona parte del Paese da parte dello Stato islamico e in ultimo la pandemia non hanno permesso ai successori di Giovanni Paolo II di organizzare un viaggio in Iraq.</p>
<p>L’arrivo di Papa Francesco, tuttavia, non è ancora del tutto certo. Come spiegato alla stampa del portavoce Matteo Bruni, la programmazione del viaggio papale deve tenere in considerazione anche la<a href="https://www.reuters.com/article/pope-iraq/pope-francis-to-make-risky-trip-to-iraq-in-early-march-idUSKBN28H18P" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> situazione pandemica attuale</a> e l’impossibilità di riunire troppe persone nello stesso luogo. A ciò si aggiungono anche i ben noti <strong>problemi di sicurezza</strong> che la visita del Pontefice comporta in un Paese ancora non del tutto in pace e in cui sono attive milizie che non rispettano il potere dell&#8217;autorità centrale. Intanto, secondo quanto riportato dall’Agenzia Nova, una delegazione d’intelligence italiana è già arrivata nel Paese per controllare i luoghi che il Papa dovrebbe visitare e valutarne la sicurezza.</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
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<p>Nel suo tour di quattro giorni, il Pontefice è atteso a Baghdad, Ur, Erbil, Mosul e Qaraqosh nella <strong>piana del Ninive</strong>. La scelta dei luoghi da visitare, ovviamente, non è stata casuale: Ur è la città considerata il luogo di nascita del patriarca Abramo, la valle di Ninive è una terra tradizionalmente cristiana, mentre Mosul è il simbolo della violenza perpetrata dallo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stato islamico</a> tra il 2014 e il 2017 contro i cristiani. Circa 150 mila fedeli hanno dovuto abbandonare la regione per sfuggire alle violenze dei jihadisti, ma molti di loro, nonostante la sconfitta dell’Isis, non hanno ancora fatto ritorno alle proprie case.</p>
<h2>Un messaggio di pace</h2>
<p>“Il Papa viene da noi e ciò vuol dire che porta il suo supporto ma anche la <strong>speranza</strong> per una situazione migliore”, è stato il messaggio lanciato da Louis Raphael Sako, il patriarca <a href="https://www.ucanews.com/news/chaldean-catholics-in-iraq-praying-that-pope-visit-will-be-possible/91001#" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caldeo</a> di Baghdad, che ha ricordato come il numero di cristiani in Iraq sia diminuito “da un milione e mezzo a 500 mila persone”.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, è però arrivato il momento di andare avanti e di guardare ad un futuro migliore. Il cardinale, in occasione della <strong>Messa di Natale</strong>, ha invitato i cittadini iracheni a mettere da parte le singole appartenenze religiose nella ricerca di una pace comune. “Cristiani e musulmani dovrebbero lasciare da parte le loro differenze, amarsi e servirsi l’un l’altro come membri della famiglia umana. Uniamo le forze e agiamo come una squadra per cambiare la nostra situazione e superare le crisi dando la priorità alla nostra patria, nel rispetto reciproco che consolida i valori della convivenza”.</p>
<p>A lodare l’iniziativa papale è stato anche il presidente iracheno Barham Saleh, che in un post su Twitter ha definito il viaggio di Papa Francesco “un <strong>messaggio di pace</strong> agli iracheni di ogni religione e che riafferma i nostri comuni valori di giustizia e dignità”.</p>
<p>Eppure i nodi da risolvere a tre anni dalla sconfitta dell’Isis in Iraq sono ancora tanti. Il più importante riguarda la <strong>confisca dei beni</strong> e delle terre appartenenti ai cristiani e sottratte loro dai miliziani dello Stato islamico. Per cercare di risolvere il problema, il leader sciita Muqtada al-Sadr ha promosso la creazione un Comitato di esperti cui spetta il compito di raccogliere documenti e notizie sui beni sottratti abusivamente ai cristiani.</p>
<p>Ma non è abbastanza. La crisi politica ed economica che ancora attanaglia l’Iraq spinge ancora oggi molti cristiani ad abbandonare il Paese in cerca di maggiore sicurezza. Molti di loro infatti temono di poter essere nuovamente <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-sempre-piu-perseguitati-ecco-il-rapporto-di-porte-aperte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presi di mira</a> in quanto appartenenti ad una minoranza religiosa e l’incubo dell’Isis è ancora troppo fresco per poterlo ricordare senza il timore che si ripeta.</p>
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		<title>La vita dei cristiani in Turchia tra persecuzioni ed emarginazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-vita-dei-cristiani-in-turchia-fra-persecuzioni-ed-emarginazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 06:59:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani discriminati]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=301752</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente turco Recep Erdogan visita Cipro (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il prezzo della politica di re-islamizzazione della società turca sta venendo pagato in larga parte dalla sempre più ridotta e impotente minoranza cristiana. Nell&#8217;ultimo secolo, fra trasferimenti di popolazione, pogrom e disegni genocidiali, i cristiani di Turchia sono quasi scomparsi: costituivano circa il 20% della popolazione totale nel 1914, oggi rappresentano lo 0,2%, ossia circa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-vita-dei-cristiani-in-turchia-fra-persecuzioni-ed-emarginazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-vita-dei-cristiani-in-turchia-fra-persecuzioni-ed-emarginazione.html">La vita dei cristiani in Turchia tra persecuzioni ed emarginazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente turco Recep Erdogan visita Cipro (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-presidente-turco-Recep-Erdogan-visita-Cipro-Getty-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il prezzo della politica di re-islamizzazione della società turca sta venendo pagato in larga parte dalla sempre più ridotta e impotente minoranza cristiana. Nell&#8217;ultimo secolo,<a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html"> fra trasferimenti di popolazione, pogrom e disegni genocidiali</a>, i cristiani di <strong>Turchia</strong> sono quasi scomparsi: costituivano circa il 20% della popolazione totale nel 1914, <a href="https://www.bbc.co.uk/news/av/world-europe-30241181">oggi rappresentano lo 0,2%</a>, ossia circa 160mila persone.</p>
<p>La graduale estinzione della realtà cristiana sta venendo accompagnata da un aumento della discriminazione e della persecuzione morbida nei suoi confronti, una situazione denunciata nel dettaglio da un rapporto di recente pubblicazione.</p>
<h2>Una persecuzione &#8220;morbida&#8221; e silenziosa</h2>
<p>Il 7 dicembre<a href="https://www.persecution.org/wp-content/uploads/2020/12/Turkey-Report-Final-Draft-1.0.pdf"> è stata pubblicata una relazione investigativa</a> sull&#8217;evoluzione delle condizioni di vita dei cristiani in Turchia a partire dal 2016. La ricerca è stata condotta da due organizzazioni non governative, International Christian Concern e Middle East Concern, e le sue conclusioni sono cupe: il cristianesimo sta venendo cancellato dalla memoria della Turchia.</p>
<p>La situazione dei cristiani in Turchia non è mai stata semplice, ma negli ultimi quattro anni, <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-tutto-quello-che-non-torna.html">ossia a partire dal dopo-golpe del luglio 2016</a>, le discriminazioni e le forme di persecuzione morbida hanno registrato un impulso straordinario. Eliminate le ultime sacche di kemalismo dallo stato profondo, infatti, il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> ha potuto rivelare le ambizioni islamiste del proprio progetto di rinascita imperiale – <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-da-sultano-di-turchia-a-re-dellislam.html">mai del tutto nascoste, ma impossibili da implementare a causa del rischio elevato di un intervento da parte delle forze armate</a>, custodi della rivoluzione di <strong>Mustafa Kemal</strong> – dando impulso al ritorno dell&#8217;islam al centro della nazione turca.</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
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<p>Gli strumenti utilizzati da Erdogan per rimuovere<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">dalla società </span><span style="font-size: 1rem;">quel che resta del cristianesimo sono accomunati da un elemento: la legalità. È la strumentalizzazione sapiente della legge, e non il ricorso alla forza bruta, che sta conducendo alla chiusura dei luoghi di culto cristiani, all&#8217;esproprio di beni immobili appartenenti a chiese od organizzazioni cristiane, e alla marginalizzazione della minoranza dalla politica, dalla cultura e persino dal mondo del lavoro.</span></p>
<h2>Cristiani, cittadini di serie B</h2>
<p>Nel rapporto si legge che &#8220;ai cristiani viene impedito di vivere pienamente la loro fede, vengono imprigionati da un legalismo soffocante e da una cultura che cerca di silenziare le loro voci e negargli influenza nella società&#8221;. Legalismi a parte – <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-ha-vinto-santa-sofia-tornera-ad-essere-una-moschea.html">che hanno legittimato la recente riconversione in moschea di Santa Sofia</a> – gli autori del documento hanno evidenziato come negli ultimi quattro anni sia aumentata in maniera preponderante la retorica cristianofoba nella politica, nell&#8217;istruzione e nella cultura; fatto, questo, particolarmente preoccupante perché potrebbe alimentare un circolo vizioso di soprusi e discriminazioni.</p>
<p>Negli ultimi quattro anni si è assistito anche al ritorno in scena del sempreverde concetto dei cristiani quali &#8220;stranieri indigeni&#8221; (<em>yerli yabancılar</em>), funzionale a giustificare la restrizione dei loro diritti a livello individuale e comunitario. Fra queste limitazioni figurano, ad esempio, le strette statali su chiese, luoghi di formazione e fondazioni cristiane, la sorveglianza sulle attività di proselitismo e il trattamento dei cristiani quali cittadini di seconda classe.</p>
<p>I casi-studio che hanno suscitato maggiore preoccupazione negli autori sono <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-accadendo-in-questi-giorni-in-turchia.html">l&#8217;arresto del pastore Andrew Brunson il 7 ottobre 2016</a>, liberato due anni dopo su pressioni di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>, la chiusura della chiesa protestante di Bolu del 21 marzo 2019, e una campagna di espropriazioni ai danni della Chiesa greco-ortodossa che ha condotto al trasferimento coatto di almeno cento proprietà nella sola provincia di Mardin.</p>
<p>Neanche il clero è esente dalla repressione. <strong>Sefer Bilecen</strong>, prete in servizio presso la provincia di Mardin, è stato arrestato a inizio anno con l&#8217;accusa di avere legami con il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdullah-ocalan.html">PKK</a> e si trova ancora in stato di detenzione. A fare da sfondo a questa campagna di persecuzione morbida – morbida in quanto legalizzata e nonviolenta – l&#8217;aumento degli attacchi contro i luoghi di culto e i siti cristiani, inclusi i cimiteri, sotto forma di profanazioni e vandalismi.</p>
<p>Nella Turchia di domani, a meno di un intervento delle potenze interessate al destino dei cristiani – e, più in generale, ai diritti umani –, il cristianesimo potrebbe continuare a sopravvivere soltanto sotto forma di ricordo, relegato ai libri e ai musei, venendo trasformato in una carta da giocare per animare la massa nazionalista, esattamente come nei secoli passati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-vita-dei-cristiani-in-turchia-fra-persecuzioni-ed-emarginazione.html">La vita dei cristiani in Turchia tra persecuzioni ed emarginazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I cristiani perseguitati e la tutela del diritto a non emigrare</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-perseguitati-e-la-tutela-del-diritto-a-non-emigrare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 06:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La voce dei cristiani perseguitati nel mondo, negli anni scorsi, ha avuto la possibilità di ricevere ascolto nelle istituzioni italiane. Poco noto ma di grande rilevanza politica, sociale e simbolica è il fatto che a partire dalla Legge di bilancio messa in campo nel 2018 dal governo Conte I l’Italia abbia istituito un fondo a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-perseguitati-e-la-tutela-del-diritto-a-non-emigrare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-di-Siria-1-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La voce dei cristiani perseguitati nel mondo, negli anni scorsi, ha avuto la possibilità di ricevere ascolto nelle istituzioni italiane. Poco noto ma di grande rilevanza politica, sociale e simbolica è il fatto che a partire dalla Legge di bilancio messa in campo nel 2018 dal governo Conte I l’Italia abbia istituito un fondo a favore della tutela dei cristiani che nel mondo soffrono e sono perseguitati per la loro fede. Fondo forte di una dotazione di due milioni di euro per gli anni 2019 e 2020 e di quattro milioni a partire dal 2021 la cui paternità è legata a un apposito emendamento presentato ai tempi dall’onorevole leghista <strong>Paolo Formentini.</strong></p>
<p>Formentini, 40enne bresciano eletto deputato col Carroccio nel 2018 e membro della Commissione Esteri di Montecitorio, si batte da tempo per ampliare nel contesto politico la sensibilità riguardante la necessaria tutela verso i cristiani oppressi nel mondo. “I numeri sono impressionanti, e questo fa pensare chi ritiene che la parola martire nella religione cristiana possa essere riferito solo al passato”, ci dice Formentini con cui abbiamo dialogato riguardo il suo interessamento per questo tema fondamentale. “I cristiani perseguitati nel mondo sono dai 260 milioni ai 300 milioni, per quanto una stima certa sia difficile e i dati varino da Ong a Ong”, mentre i cristiani uccisi nel mondo per la loro fede ammontavano a ben 3mila, con 10mila chiese distrutte. Il tema della persecuzione religiosa, inoltre, non è affrontato con il giusto vigore nei consessi internazionali: “il diritto dell’uomo più trascurato e sottovalutato è quello alla <strong>libertà religiosa”, </strong><a href="https://www.unitiperidirittiumani.it/course/lesson/articles-12-18/read-article-18.html#:~:text=Ogni%20individuo%20ha%20diritto%20alla,nelle%20pratiche%2C%20nel%20culto%20e">del resto tutelato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani come altri che ricevono più attenzione agli occhi di dibattito pubblico e media mainstream.</a></p>
<hr />
<p>Come puoi aiutare i cristiani:</p>
<h3>TRAMITE BONIFICO</h3>
<p>specificando come causale:</p>
<p class="bold uppercase">ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO</p>
<p>intestato a:</p>
<p class="bold">Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS<br />
IBAN: IT23H0306909606100000077352<br />
BIC/SWIFT: BCITITMM</p>
<p>Oppure online, <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cliccando qui</a></p>
<hr />
<p>L’autore dell’emendamento che, ai tempi, suscitò <a href="https://www.ansa.it/oltretevere/notizie/cristiani_mondo/2018/12/04/acs-bene-fondo-per-minoranze-cristiane_fc1054fb-96e1-479d-bbfa-4fe444352852.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">grande ammirazione da parte di organizzazioni come <strong>“Aiuto alla Chiesa che Soffre”</strong></a><strong>  </strong>saluta con favore l’aumento dell’interesse che il tema dei <strong>cristiani perseguitati </strong>sta ricevendo negli ultimi tempi. “Con dolore”, spiega, “noi della Lega constatavamo che non ci fosse una pronuncia forte, notando soprattutto la mancanza di dichiarazioni di parte del mondo ecclesiastico su questo tema”.</p>
<p>E proprio da un’audizione parlamentare di Aiuto alla Chiesa che Soffre, a lungo <em>vox clamantis in deserto </em>sul dossier delle sofferenze cristiani del Medio Oriente e delle altre aree dove avvengono persecuzioni, Formentini ricorda che è nata l’idea di dedicare loro un fondo apposito. Il nuovo emendamento ha passato il vaglio della commissione Bilancio e aumenta del 10 per cento (400mila euro all’anno) il Fondo costituito due anni fa a favore dei Cristiani perseguitati nelle zone di crisi&#8221;. Anche in tempi complessi per l’economia italiana questo significa lanciare un grande messaggio di continuità e impegno, nota il deputato leghista. Ma per Formentini la questione della tutela dei cristiani assume un valore politico-culturale di ampio respiro che trascende il semplice sostegno economico.</p>
<p>Proteggere i cristiani perseguitati, per Formentini, significa ribadire la tutela di quel <strong>“diritto a non emigrare” </strong>che è stato affermato con forza da diverse figure del mondo ecclesiastico in passato, tra cui Formentini ricorda due Papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI<a href="https://insideover.ilgiornale.it/migrazioni/quello-scontro-allinterno-della-chiesa-sullimmigrazione.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">, e il <strong>cardinale guineano Robert Sarah</strong>.</a> Tutti loro, sottolinea Formentini, “hanno ribadito la necessità per i Paesi meno sviluppati di avere a disposizione le migliori risorse umane per un concreto sviluppo, specie quei giovani preparati che sono i più propensi ad emigrare”. All’interno di questi processi si inserisce quella che Formentini ha definito una “diaspora”, la fuga dei cristiani dai luoghi che sono stati la culla di civiltà plurisecolari di cui le loro comunità erano parte integrante: “Pensiamo solo a quei cristiani d’oriente che parlano ancora oggi la lingua di Gesù”.</p>
<p>In diverse aree del Medio Oriente la presenza cristiana è in ritirata. In Iraq i <strong>cristiani sono calati dal 12% </strong>del secondo dopoguerra al 6% del 2003 e a percentuali ancora più basse adesso. La Piana di Ninive e le aree circostanti, patria dei cristiani caldei e assiri, saranno dal 5 all’8 marzo prossimi oggetto di uno dei più delicati viaggi papali di sempre. E l’annuncio della visita di Francesco in Iraq è accolto con favore dal nostro interlocutore, per il quale è positivo il fatto che “la Chiesa si interessi con sempre più forza al problema della sopravvivenza della testimonianza di fede” in Medio Oriente. Testimonianza che, come hanno notato giornalisti di spicco come Giulio Meotti, Gian Micalessin e Fulvio Scaglione, risulta fondamentale come lezione alla tiepida cristianità dell’Occidente e merita la giusta attenzione per garantire la tutela della culla di una religione che, nel corso dei secoli, ha plasmato la civiltà europea e quelle ad essa collegate. Come ci ricorda spesso anche Sarah, sottolinea Formentini, “è giusto riportare alla luce e far conoscere la testimonianza di chi oggigiorno è <strong>martire</strong>”. E molto spesso è poco ascoltato da chi, “pur facendo del multilateralismo e dei diritti umani una religione” in chiave progressista a questo richiamo è sordo.</p>
<hr />
<p>In occasione della festa di S. Stefano, primo Martire cristiano, mons. <strong>Joseph Tobji</strong>, arcivescovo maronita di Aleppo si collegherà con Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) e <em>ilGiornale.it</em> per parlare dei “fratelli cristiani di Siria, ancora oppressi da dure prove”. “È un modo – afferma Alessandro Monteduro, direttore Acs-Italia – per rinsaldare i legami fra le comunità cristiane italiana e siriana, legami che nessun virus potrà aggredire o indebolire”. L’incontro si terrà alle ore 17.00 sulla pagina Facebook de <a href="https://www.facebook.com/ilGiornale">ilGiornale.it</a>.</p>
<hr />
<p>Per Formentini un altro teatro da tenere d’occhio negli anni a venire sarà quello caucasico del <a href="https://www.insideover.com/reportage/war/nagorno-karabakh-in-flames.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nagorno Karabakh</strong></a>: “Dovrebbero essere più diffuse le immagini dei cristiani che lasciano per sempre le proprie terre dopo aver caricato sulle macchine le loro poche cose, bruciato le abitazioni e portato addirittura con sé i propri morti abbandonando i cimiteri”. Questa rappresenta per il deputato leghista la nuova trincea dove si rischia di aprire un nuovo fronte per la persecuzione dei cristiani a seguito della ritirata armena, in un’area già teatro degli eccidi legati al genocidio armeno iniziato nel 1915, al cui riconoscimento ufficiale da parte italiana Formentini ha peraltro contribuito con una apposita mozione d’aula. Passato e presente che si incontrano in terre in cui la precarietà diventa sempre di più la condizione determinante dell’esistenza dei cristiani: comunità antiche, popoli che necessitano tutela e sostegno, progenitori e <strong>fratelli identitari dell’Europa </strong>vedono il loro futuro a rischio. È dunque positivo sapere che l’Italia ha messo in campo risorse e fondi per contribuire a ridurre le loro sofferenze e gli ostacoli alla loro sopravvivenza. E che ogni ampliamento degli sforzi in tal senso sarà solo benvenuto negli anni a venire.</p>
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		<title>Il Natale a Betlemme ai tempi del coronavirus</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-natale-a-betlemme-ai-tempi-del-coronavirus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 22:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Natale a Betlemme (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Betlemme si prepara quest’anno ad un Natale diverso da solito. La città simbolo della Natività, in cui ogni dicembre si riversano migliaia di persone provenienti dall’estero o dalle aree circostanti, si troverà vuota come non mai. La piazza Manger, generalmente piena di bancarelle, fedeli o semplici curiosi desiderosi di condividere lo spirito delle festività natalizie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-natale-a-betlemme-ai-tempi-del-coronavirus.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-natale-a-betlemme-ai-tempi-del-coronavirus.html">Il Natale a Betlemme ai tempi del coronavirus</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Natale a Betlemme (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/12081623_small-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Betlemme si prepara quest’anno ad un Natale diverso da solito. La città simbolo della Natività, in cui ogni dicembre si riversano migliaia di persone provenienti dall’estero o dalle aree circostanti, si troverà vuota come non mai. La piazza Manger, generalmente piena di bancarelle, fedeli o semplici curiosi desiderosi di condividere lo spirito delle festività natalizie sarà quasi del tutto <strong>vuota</strong>, illuminata da luci e decorazioni che solo pochi potranno vedere.</p>
<p>A causa del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus</a> e dell’aumento del numero dei contagi in Israele e nella West Bank, l’<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-lautorita-nazionale-palestinese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Autorità Nazionale Palestinese</a> così come il Governo di Tel Aviv hanno imposto forti limitazioni agli spostamenti dei propri cittadini e vietato l’arrivo di turisti dall’estero. L’Anp ha anche imposto un nuovo coprifuoco dalle 19 fino alle 6 nell’area della Cisgiordania sotto la propria giurisdizione &#8211; di cui la stessa Betlemme fa parte &#8211; riducendo ulteriormente le possibilità di procedere con i festeggiamenti e le celebrazioni religiose.</p>
<p>La situazione sanitaria in Palestina, purtroppo, non permette allentamenti. Il numero dei casi continua infatti ad aumentare giorno dopo giorno e le autorità temono che le festività possano contribuire alla diffusione incontrollata del virus. Ma il sindaco di Betlemme e il suo vice non vogliono cedere allo sconforto: “Il Natale sarà celebrato. Il Natale non sarà cancellato”, <a href="https://middle-east-online.com/en/bethlehem-shaping-dismal-christmas" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha assicurato</a> il primo cittadino, Anton Salman. “Il Natale da Betlemme sarà un messaggio di speranza per il mondo. Ci riprenderemo da questa pandemia”. In un video diffuso su Facebook, il sindaco ha poi spiegato ai cittadini le regole da rispettare nei prossimo giorni, aggiungendo che il 14 dicembre la Municipalità decidere come procedere e quali misure adottare.</p>
<blockquote>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p>specificando come causale:<br />
ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI SIRIA<br />
intestato a:<br />
Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS<br />
IBAN: IT23H0306909606100000077352<br />
BIC/SWIFT: BCITITMM</p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?o=27?ilgiornale_siria" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>link</strong></a></p></blockquote>
</blockquote>
<p>L’idea, per ora, è quella di limitare il più possibile le celebrazioni in presenza e utilizzare lo streaming, lì dove possibile. La stessa accensione dell’<strong>albero di Natale</strong> eretto ogni anno in piazza Manger, uno degli eventi più importanti e che segna l’effettivo inizio delle festività, si è svolta alla presenza delle sole autorità municipali e dei rappresentanti delle comunità religiose. Restrizioni ancora più forti sono previste per la Messa di Natale: secondo le prime indicazioni, sarà stilata una lista delle poche persone autorizzate a prendervi parte e che dovrebbe includere unicamente leader religiosi e pochi diplomatici stranieri. La celebrazione quindi sarà chiusa al pubblico, ma le autorità locali assicurano che verrà trasmessa online per i fedeli di tutto il mondo.</p>
<p>“Quest’anno il Natale sarà meno festoso del solito a causa delle restrizioni, come in ogni altra parte del mondo”, ha dichiarato alla stampa Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini. “La legge civile potrà anche proibirci di festeggiare come vorremmo, ma nessuno ci impedirà di esprimere il vero significato del Natale, che è un atto di amore”.</p>
<p>Le parole di speranza del patriarca, però, non rassicurano i commercianti locali. Ogni anno circa 17 mila persone giungono a Betlemme per le feste natalizie, garantendo all’economia locale un’entrata sostanziosa. Solo 3mila persone si era già registrate per poter assistere dal vivo all&#8217;accensione delle luci dell&#8217;albero di Natale, prima che il coronavirus bloccasse ogni spostamento.Quest’anno, quindi, hotel, ristoranti e negozi di souvenir sono stati costretti a lasciare le serrande abbassate, in attesa di tempi migliori. Ma i commercianti non solo gli unici a soffrire. Celebrare il Natale a Betlemme è importante principalmente da un punto di vista spirituale per i tanti fedeli che a dicembre si recano nella città santa per poter festeggiare con la propria comunità la nascita di Gesù. Una mancanza che pesa ancora di più dopo che già le celebrazioni pasquali in Terra santa &#8211; e nel resto del mondo &#8211; sono state bloccate a causa della pandemia.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria in prima linea nel soccorso del Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lungheria-in-prima-linea-nel-soccorso-del-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 13:28:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
		<category><![CDATA[Esplosione in Libano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=285327</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ungheria è stata fra i primi Paesi a manifestare e a praticare solidarietà nei confronti del Libano e lo ha fatto nelle ore immediatamente successive alla tremenda esplosione di Beirut. Le azioni del governo Orban non sono da leggere come un semplice atto di diplomazia umanitaria in un momento di grande sofferenza ma anche come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-in-prima-linea-nel-soccorso-del-libano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-in-prima-linea-nel-soccorso-del-libano.html">L&#8217;Ungheria in prima linea nel soccorso del Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Ungheria è stata fra i primi Paesi a manifestare e a praticare solidarietà nei confronti del Libano e lo ha fatto nelle ore immediatamente successive alla tremenda<a href="https://it.insideover.com/societa/lesplosione-di-beirut-e-la-pista-siriana.html"> esplosione di Beirut</a>. Le azioni del governo Orban non sono da leggere come un semplice atto di diplomazia umanitaria in un momento di grande sofferenza ma anche come l&#8217;espressione più palese dell&#8217;impegno preso l&#8217;anno scorso con i cristiani del Medio Oriente.</p>
<h2>La donazione</h2>
<p>Il 5 agosto, a meno di un giorno dall&#8217;esplosione del porto di Beirut, il governo ungherese <a href="https://hungarytoday.hu/hungary-help-lebanon-beirut/">ha annunciato</a> l&#8217;accreditamento di<strong> un milione di euro</strong> sul conto dell&#8217;Hungary Helps Programme su iniziativa personale del primo ministro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a>. La somma è stata messa a disposizione della Chiesa maronita e servirà due obiettivi: aiutare le vittime nell&#8217;immediato, soddisfando le loro necessità, e supportare la futura ricostruzione.</p>
<p>Nella stessa giornata, una volta appreso del decesso di Nazar Najarian, Orban ha anche scritto e indirizzato una lettera di condoglianze al Partito falangista libanese.</p>
<p>Il protagonismo, e soprattutto il tempismo, di Budapest non è passato inosservato. Il ministro degli esteri libanese, Charbel Wahba, <a href="https://hungarytoday.hu/szijjarto-hungary-lebanon-catholics/">ha ringraziato</a> via telefono l&#8217;omologo ungherese, Peter Szijjarto, mentre il patriarca della chiesa maronita, Bechara Boutros al-Rahi, <a href="https://hungarytoday.hu/maronite-patriarch-thanks-hungary-for-aid/">ha ringraziato </a>Orban per la donazione e per la celerità con cui è stata effettuata, avendo ricevuto la somma la mattina del 6 agosto.</p>
<p>L&#8217;impegno del governo Orban non si è esaurito nella donazione perché la mattina del 6 agosto, mentre sui conti della chiesa maronita veniva accreditato un milione di euro, a Beirut<a href="https://hungarytoday.hu/hungary-lebanon-disaster-management-expert/"> è atterrata</a> una piccola squadra composta da cinque esperti in gestione delle catastrofi.</p>
<h2>L&#8217;impegno con i cristiani mediorientali</h2>
<p>L&#8217;agenda estera di Orban per i cristiani del Medio Oriente è il frutto di un lungo percorso di maturazione intellettuale da parte di Fidesz che si è materializzato definitivamente e integralmente a cavallo fra la fine dell&#8217;anno scorso e l&#8217;inizio di quest&#8217;anno.</p>
<p>Il 30 ottobre 2019<a href="https://www.insideover.com/religion/russias-return-as-defender-of-christianity.html"> aveva avuto luogo</a> una bilaterale a Budapest fra il presidente russo, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>, e il primo ministro ungherese, Orban, durante la quale si era discusso, fra le altre cose, di creare un meccanismo di azione coordinata per migliorare le condizioni di vita dei cristiani in Medio Oriente e, più in generale, nel mondo musulmano.</p>
<p>Secondo Tristan Azbej, il segretario di Stato per l&#8217;aiuto dei cristiani perseguitati, i due leader avevano parlato della possibilità di istituire un&#8217;alleanza internazionale composta da nazioni interessate a combattere la cristianofobia e a porre fine alla persecuzione mondiale dei cristiani, che è ormai prossima a raggiungere livelli da <strong>genocidio</strong> in diverse parti del pianeta.</p>
<p>Il governo ungherese aveva presentato la proposta a Putin, che avrebbe mostrato dell&#8217;interesse a riguardo, comunicando che sarebbero stati forniti più dettagli nei mesi successivi. Infine, nell&#8217;attesa di formalizzare l&#8217;alleanza, i due leader avevano raggiunto un accordo teso ad estendere la cooperazione bilaterale in campo umanitario, in particolare nel supporto dei cristiani in Nord Africa e Medio Oriente.</p>
<p>Il 14 febbraio, invece, aveva avuto luogo<a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-democrazia-secondo-orban.html"> un incontro ufficiale</a> fra <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-geopolitica-di-papa-francesco.html">papa Francesco</a> e <strong>János Áder</strong>, il presidente dell’Ungheria, durante la quale erano stati discussi numerosi temi: giustizia sociale, crisi dei rifugiati, persecuzione dei cristiani nel mondo, promozione e difesa della famiglia naturale, tutela dell’ambiente, presente e futuro dell’Europa.</p>
<p>Il pontefice era stato ufficialmente invitato a partecipare al 52esimo Congresso eucaristico internazionale, previsto a Budapest il prossimo settembre ma rimandato al 2021 a causa della pandemia, che sarebbe l’occasione ideale per dedicare un<strong> viaggio apostolico</strong> al Paese, che non riceve visite pontificie dal lontano 1996.</p>
<p>Nei giorni precedenti all&#8217;incontro fra il pontefice e il presidente ungherese, Azbej aveva preso parte alla cerimonia inaugurale dell’Alleanza internazionale per la libertà di religione, tenutasi a Washington a inizio febbraio, durante la quale aveva pubblicizzato l&#8217;immagine del governo, esponendone i risultati: 50 milioni di euro destinati a progetti umanitari in Africa e Medio Oriente, almeno 70mila cristiani aiutati.</p>
<h2>La visione di Orban</h2>
<p>Orban, attraverso Fidesz, sta tentando di accreditarsi, agli occhi della Chiesa cattolica e del mondo intero, come un politico realmente interessato alla delicata questione della <strong>persecuzione dei cristiani</strong> e alla conservazione dell’identità e dei valori cristiani in Ungheria ed in Europa. Coerentemente con questa ambizione, negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, sono state dedicate numerose risorse alla protezione dei cristiani perseguitati nel mondo e dei cristiani in generale.</p>
<p>A gennaio, l&#8217;Hungary Helps Programme<a href="https://hungarytoday.hu/hungary-helps-scheme-eur-16m-aid-programme-uganda/"> aveva annunciato</a> l&#8217;avvio di uno schema di aiuti da <strong>16 milioni</strong> di euro per l&#8217;Uganda, progettato per ridurre i rischi di conflitti interetnici e interreligiosi nel Paese per mezzo del miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti. Quattro mesi dopo, a maggio, lo stesso ente <a href="https://greekcitytimes.com/2020/05/16/hungary-contributes-money-to-restore-churches-destroyed-by-illegal-immigrants-on-greek-island/">aveva inviato</a> 30mila dollari all&#8217;isola di Lesbo (Grecia) per pagare il ritinteggiamento e l&#8217;acquisto dei materiali necessari per riportare all&#8217;agibilità alcune chiese vandalizzate dai richiedenti asilo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-in-prima-linea-nel-soccorso-del-libano.html">L&#8217;Ungheria in prima linea nel soccorso del Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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