Numeri inquietanti e che raccontano di un fenomeno sempre più in crescita: il rapporto di Porte Aperte sui cristiani perseguitati nel mondo, non lascia spazio purtroppo a delle interpretazioni. Nel 2020 in migliaia hanno perso la vita in quanto professavano la fede cristiana, così come in migliaia per lo stesso motivo sono stati ingiustamente incarcerati o rapiti. Il rapporto ha registrato tutti i vari casi accaduti nel mondo dal 1 ottobre 2019 al 30 settembre 2020. Un anno in cui, a causa anche delle conseguenze sociali della pandemia, in molte aree del pianeta professare il cristianesimo ha significato mettere a rischio la propria vita.

I numeri del rapporto di Porte Aperte

Dalle Americhe all’Asia, passando per l’Africa e il medio oriente: Porte Aperte ha redatto il World Watch List 2021, un rapporto in grado di mostrare la cruda realtà in cui vivono i cristiani in tutto il mondo. E non ci sono continenti che si salvano: ovunque c’è almeno un Paese in cui anche andare a messa appare complicato se non del tutto proibito. A livello generale, nel rapporto si parla di complessivi 309 milioni di cristiani perseguitati in 50 diversi Paesi. Tra la fine del 2019 e il settembre del 2020, i fedeli uccisi sono stati 4.761. Conti alla mano, vuol dire che ogni giorno nel mondo sono morti 13 cristiani. Una media non molto lontana da quella che riguarda i cristiani incarcerati: sono stati, sempre nello stesso lasso di tempo, 4.277, ossia 11 al giorno. Si tratta, in quest’ultimo caso, di fedeli messi in galera senza giusto processo e soltanto perché appartenenti alla comunità cristiana. Vuol dire, in poche parole, che nel mondo ogni giorno ci sono 11 differenti casi simili a quello di Asia Bibi, la donna pakistana per 10 anni in galera con l’accusa di blasfemia, oppure a quello di Asif Pervaiz, l’uomo in carcere sempre in Pakistan sul cui capo pende una condanna a morte.

Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:

Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS
Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO
IBAN: IT23H0306909606100000077352
BIC/SWIFT: BCITITMM

Oppure tramite pagamento online a questo link

Elevato inoltre il numero dei cristiani rapiti: nel 2020 sono stati 1.710, una media di 4 al giorno. Oltre alle violenze fisiche contro i fedeli, i cristiani nel mondo devono patire attacchi contro i propri luoghi di culto. Porte Aperte ha registrato 4.488 edifici distrutti, una media di 12 al giorno. Nel rapporto c’è poi una lista in cui viene valutata la condizione dei cristiani Paese per Paese. Diversi i parametri usati: dalla violenza, alle difficoltà nella vita di Chiesa e di professare la fede, fino alla tolleranza da parte delle autorità governative. In base a questi elementi, il Paese in cui secondo il report di Porte Aperte è più difficile essere cristiani è la Corea del Nord, seguito poi dall’Afghanistan, dalla Somalia, dalla Libia e dal Pakistan. L’area più critica è proprio quella del medio oriente: tra Paesi in guerra e dove il fondamentalismo islamico sta prendendo sempre più piede, nel silenzio generale dell’Europa i cristiani sono sempre più perseguitati. È il caso della Nigeria, in cui l’azione di Boko Haram e dell’Iswa (lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale) miete ogni anno sempre più vittime.

Nella top 20 di questa triste classifica, è entrata anche la Cina. Secondo Porte Aperte, il governo starebbe attuando un sempre più stringente controllo verso i fedeli, limitandone la libertà di azione. Preoccupano, inoltre, la “sinicizzazione” del Vangelo e i criteri di nomina e scelta dei vescovi, sempre più in mano allo Stato che alla Chiesa. Questioni che, a detta di molti, limiterebbero il diritto di professare il proprio credo ai cristiani.

Il Covid ha peggiorato la situazione

Il 2020 è stato poi l’anno della pandemia. E anche l’emergenza sanitaria ha contribuito e non poco a peggiorare la situazione. In primis perché le misure per il contenimento attuato in tutto il mondo hanno reso le comunità cristiane, lì dove sono minoranza, ancora più vulnerabili sotto il profilo economico e sociale. Di conseguenza, molti attacchi e molte persecuzioni sono state favorite da una situazione resa ancor più drammatica dal Covid. Ma non solo: Porte Aperte ha sottolineato la legittimazione, generata dalla pandemia, della sorveglianza sociale e dell’incremento di misure draconiane e di limitazione della libertà in quei Paesi dove già i cristiani risultavano perseguitati. E nel 2021 la situazione, nel silenzio più totale e imbarazzante dell’Europa, rischia solo di peggiorare.