<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nagorno Karabakh Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/nagorno-karabakh/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/nagorno-karabakh</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 Aug 2025 07:00:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Nagorno Karabakh Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/nagorno-karabakh</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Caucaso, nuovi equilibri: l’Azerbaijan stringe un patto con l’Ucraina, la Russia manda aiuti in Armenia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caucaso-nuovi-equilibri-lazerbaijan-stringe-un-patto-con-lucraina-la-russia-manda-aiuti-in-armenia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 07:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armenia]]></category>
		<category><![CDATA[Azerbaigian]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=480884</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1340" height="921" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev.jpg 1340w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-600x412.jpg 600w" sizes="(max-width: 1340px) 100vw, 1340px" /></p>
<p>Un nuovo delicato equilibrio politico nel Caucaso: dopo la crisi diplomatica tra Russia e Azerbaijan, Baku si allea con Kiev, Mosca reagisce.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caucaso-nuovi-equilibri-lazerbaijan-stringe-un-patto-con-lucraina-la-russia-manda-aiuti-in-armenia.html">Caucaso, nuovi equilibri: l’Azerbaijan stringe un patto con l’Ucraina, la Russia manda aiuti in Armenia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1340" height="921" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev.jpg 1340w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Russia-Ucraina-Azerbaijan-Volodymyr-Zelensky-Ilham-Aliyev-600x412.jpg 600w" sizes="(max-width: 1340px) 100vw, 1340px" /></p>
<p>Dopo la grave crisi diplomatica di inizio luglio tra Russia e Azerbaijan, che aveva portato all’arresto, in condizioni brutali, di diversi cittadini di entrambi i Paesi, un <strong>nuovo e inedito avvicinamento di Baku all’Ucraina potrebbe sancire la definitiva rottura dei rapporti con Mosca</strong>, modificando il delicato equilibrio politico nella regione del Caucaso in maniera irreversibile.</p>



<p>Tutto era cominciato lo scorso 27 giugno nella città russa di Ekaterinburg, quando nel corso di un raid <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-azerbaijan-crisi-senza-precedenti-morti-due-azeri-in-carcere-giornalisti-russi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>le autorità russe avevano arrestato un gruppo di almeno 9 persone con cittadinanza azera</strong></a>, nell’ambito di un’indagine su una serie di omicidi avvenuti tra il 2001 e il 2011. In quell’occasione, in seguito all’arresto, due uomini &#8211; i fratelli Gusejn e Zijaddin Safarov &#8211; avevano perso la vita in condizioni poco chiare, <strong>suscitando la dura risposta delle autorità azere, che avevano reagito arrestando a propria volta alcuni giornalisti russi</strong> che operavano nella sede azera del quotidiano <em>Sputnik.</em></p>



<p>Sebbene in un primo momento le autorità russe avessero cercato di minimizzare l’aggravarsi delle tensioni, dopo la diffusione in rete di alcuni filmati in cui i giornalisti russi arrestati da Baku venivano trattati malamente dalle autorità azere, con visibili segni di percosse, Mosca aveva risposto arrestando anche <strong>Shahin Shikhlinsky</strong>, presidente dell’<em>Organizzazione Culturale Nazionale Pubblica di Sverdlovsk Azerbaijan-Ural</em> con sede a Ekaterinburg, e rappresentante della comunità azera in Russia.</p>



<p>In questo delicato contesto di continue rappresaglie reciproche, la situazione è in ulteriore evoluzione dato che non solo <strong>il presidente azero Ilham Aliyev nelle ultime due settimane ha esortato pubblicamente l’Ucraina a <a href="https://www.aa.com.tr/en/russia-ukraine-war/azerbaijan-s-president-urges-ukrainians-to-never-accept-occupation-/3636060" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“non accettare mai l’occupazione”</a></strong> &#8211; con un evidente riferimento alla guerra con la Russia &#8211; ma Kiev e Baku hanno anche siglato un importante accordo commerciale sul rifornimento del gas. In particolare, <strong><a href="https://www.reuters.com/business/energy/ukraine-signs-first-transbalkan-gas-deal-with-azerbaijans-socar-2025-07-28/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la società statale ucraina Naftogaz, attiva nel settore petrolifero e del gas, ha stipulato un accordo con l’omologa società azera Socar </a>(<em>State Oil Company of Azerbaijan Republic</em>)</strong>, e “per la prima volta una spedizione di prova di gas verrà consegnata attraverso la rotta trans balcanica lungo il corridoio Bulgaria-Romania-Ucraina”, come ha affermato un portavoce di Naftogaz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E Mosca si riavvicina all’Armenia</h2>



<p><strong>Un evidente “smacco” per Mosca</strong>, mentre l’Azerbaijan sembra inserirsi, attraverso la Socar, nel cruciale canale di scambio fino a poco tempo fa occupato quasi esclusivamente dalla russa Gazprom, rompendo definitivamente i rapporti non solo economici, ma anche politici con la Russia, ora che Baku sembra essersi ufficialmente schierata con Kiev.</p>



<p>Verosimilmente, queste sono le ragioni che hanno portato la Russia a un nuovo tentativo di riavvicinamento politico con l’Armenia, storicamente in conflitto con l’Azerbaijan, dato che recentemente la portavoce del Ministero degli Esteri russo, <strong>Maria Zacharova, ha annunciato un eccezionale <a href="https://oc-media.org/russia-sends-140-tons-of-humanitarian-aid-to-nagorno-karabakh-armenian-refugees/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pacchetto di 140 tonnellate di aiuti umanitari per i rifugiati armeni colpiti nel Nagorno-Karabach</a>, che saranno destinati a circa 30.000 persone</strong>. La decisione sul piano di aiuti era già stata annunciata nel mese di maggio, e, circa due settimane dopo l&#8217;accordo economico tra Baku e Kiev, è diventata effettiva: tra il 31 luglio e il 4 agosto sono infatti giunti a destinazione i primi pacchetti di aiuti, che sono stati ricevuti da 93 famiglie in 4 località differenti. “In Ucraina cercano di utilizzare le recenti tensioni tra la Russia e l’Azerbaijan per scatenare odio nazionale”, ha inoltre commentato Maria Zacharova, citata da alcuni media russi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Caucaso-Azerbaijan-Armenia-Nagorno-Karabach-Pashinyan-Aliyev-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-480897" style="width:624px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Caucaso-Azerbaijan-Armenia-Nagorno-Karabach-Pashinyan-Aliyev-1-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Caucaso-Azerbaijan-Armenia-Nagorno-Karabach-Pashinyan-Aliyev-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Caucaso-Azerbaijan-Armenia-Nagorno-Karabach-Pashinyan-Aliyev-1-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Caucaso-Azerbaijan-Armenia-Nagorno-Karabach-Pashinyan-Aliyev-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Caucaso-Azerbaijan-Armenia-Nagorno-Karabach-Pashinyan-Aliyev-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lo storico incontro tra il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azero Ilham Aliyev ad Abu Dhabi, il 10 luglio 2025</em><br><a href="https://www.google.com/search?sca_esv=3ee704457ab872fb&amp;sxsrf=AE3TifOVkqhRNiX3grBsqi56fVU8o707eA:1754340719759&amp;q=pashinyan&amp;si=AMgyJEtULK0SKwwDiAHLrI671RJyELnjkFcJfjiDw7R5-ZEAsGqGGG5llJ-5JMM54MfNhDzxDtM1gq11sBC20wcbT-XgxkZ4siXgOm8ejKM2LYwcp8dmon8%3D&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjTgaq7hPKOAxVPgf0HHe-ADTQQyNoBKAB6BAgrEAA&amp;ictx=1"></a></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa vogliono mediare tra Armenia e Azerbaijan</h2>



<p>Il tutto avviene dopo lo <strong>storico primo incontro formale tra il Primo Ministro armeno Pashinyan e il presidente azero Aliyev ad Abu Dhabi</strong>, lo scorso 10 luglio, in attesa di concordare un definitivo trattato di pace, proprio rispetto alla situazione in <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/war/nagorno-karabakh-legacy-of-war/the-ashes-of-nagorno-karabakh.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nagorno-Karabach</a>, dopo le offensive azere</strong> che avevano portato allo sfollamento di circa 100mila cittadini armeni nel 2023 e alla dissoluzione della Repubblica dell&#8217;Artsakh.</p>



<p>Un nuovo delicatissimo equilibrio, che ridisegna i rapporti di forza tra Russia, Ucraina e Caucaso, in cui<strong> nella giornata di lunedì 4 agosto, si sono inseriti a sorpresa anche gli Stati Uniti,</strong> dato che Donald Trump ha ufficialmente invitato le autorità di Azerbaijan e Armenia a siglare un memorandum sotto mediazione statunitense alla Casa Bianca il prossimo 8 agosto, cercando forse di “sottrarre” lo storico ruolo di intermediario proprio della Russia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caucaso-nuovi-equilibri-lazerbaijan-stringe-un-patto-con-lucraina-la-russia-manda-aiuti-in-armenia.html">Caucaso, nuovi equilibri: l’Azerbaijan stringe un patto con l’Ucraina, la Russia manda aiuti in Armenia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Baku, un&#8217;autocrazia con cui dover fare i conti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/baku-un-autocrazia-con-cui-dover-fare-i-conti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Nagorno-Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=413950</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1330" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-scaled-600x416.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-1536x1064.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-2048x1418.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altri sette anni di mandato, altra elezione arrivata in modo sostanzialmente plebiscitario e a poco più di vent&#8217;anni dalla prima, ottenuta nel 2003 subito dopo la morte del padre. Ilham Aliyev si è di nuovo confermato presidente dell&#8217;Azerbaijan. O, per meglio dire, vero e al momento unico uomo forte del Paese caucasico. “C&#8217;erano pochi dubbi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/baku-un-autocrazia-con-cui-dover-fare-i-conti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/baku-un-autocrazia-con-cui-dover-fare-i-conti.html">Baku, un&#8217;autocrazia con cui dover fare i conti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1330" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-scaled-600x416.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-1536x1064.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115185501112_76f60a3f9167f324bc65a227acf8b60f-2048x1418.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altri sette anni di mandato, altra <strong>elezione</strong> arrivata in modo sostanzialmente plebiscitario e a poco più di vent&#8217;anni dalla prima, ottenuta nel 2003 subito dopo la morte del padre. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ilham-aliyev.html">Ilham Aliyev</a> si è di nuovo confermato <strong>presidente dell&#8217;Azerbaijan</strong>. O, per meglio dire, vero e al momento unico uomo forte del Paese caucasico.</p>



<p><em>“C&#8217;erano pochi dubbi sulla sua vittoria </em>– ha dichiarato a InsideOver il ricercatore <strong>Francesco Trupia </strong>–<em> gli altri candidati in realtà non hanno mai avuto la possibilità di insidiare Aliyev”</em>. Figlio di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-heydar-aliyev-il-fondatore-dellazerbaigian-indipendente.html">Heydar Aliyev</a>, al timone del Paese nel primo decennio di indipendenza, Ilham si è presentato davanti ai suoi concittadini quale unico attore in grado di garantire una certa <strong>stabilità economica e politica</strong>. Ma Aliyev, davanti agli occhi degli elettori, ha soprattutto voluto sfoggiare la<strong> vittoria militare </strong>nella guerra contro l&#8217;<strong>Artsakh</strong> per il recupero del <strong>Nagorno Karabakh</strong>. </p>



<p>Una vittoria che peraltro non sta contribuendo a smorzare la tensione nell&#8217;area. In questo martedì mattina, almeno quattro soldati armeni sono morti in uno scontro con azeri lungo il confine meridionale tra i due Paesi. Segno di una situazione ancora molto grave.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">On Feb 13, <a href="https://twitter.com/hashtag/Azerbaijan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Azerbaijan</a>&#39;i AF&#39;s gunfire toward <a href="https://twitter.com/hashtag/Armenia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Armenia</a>&#39;n combat positions near <a href="https://twitter.com/hashtag/Nerkin_Hand?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Nerkin_Hand</a> (<a href="https://twitter.com/hashtag/Syunik?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Syunik</a> Province) resulted in 4 killed in action &amp; 1 wounded on the Arm side. The wounded individual&#39;s health condition is currently assessed as moderate, with no immediate threat to life.</p>&mdash; MoD of Armenia 🇦🇲 (@ArmeniaMODTeam) <a href="https://twitter.com/ArmeniaMODTeam/status/1757323591543050394?ref_src=twsrc%5Etfw">February 13, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La vittoria di Aliyev</h2>



<p>Le stesse elezioni sono state convocate con più di un anno di anticipo per permettere, almeno secondo quanto dichiarato dall&#8217;uscente e rientrante presidente azero, di votare per la prima volta anche all&#8217;interno del Nagorno. Chiaro quindi come il conflitto abbia inevitabilmente rappresentato l&#8217;elemento cardine del voto svolto nei giorni scorsi.</p>



<p>Francesco Trupia è un ricercatore dell&#8217;università Niccolò Copernico di Torun, in Polonia, e ha studiato molto da vicino le dinamiche politiche e sociali del <strong>Caucaso</strong>: <em>“Posso dirle</em> – è il suo aneddoto raccontato su InsideOver <em>– che a Baku e nelle altre città hanno festeggiato la vittoria militare nel Nagorno al pari di come dalle nostre parti si festeggia una vittoria ai mondiali”</em>. Segno di come la questione, all&#8217;interno della popolazione azera, fosse sentita.</p>



<p><em>“La sconfitta maturata a opera degli armeni nel 1994</em> – ha proseguito Trupia –<em> ha rappresentato non solo un trauma ma anche un colpo molto duro all&#8217;orgoglio nazionale. Per anni nel Paese si è immaginato il momento in cui l&#8217;intero Nagorno sarebbe tornato in mani azere”. </em>Ma non è solo per questo che l&#8217;esito del voto appariva, già alla vigilia, così scontato.</p>



<p>Aliyev senza dubbio ad oggi viene considerato come il vero padre della vittoria, il <strong>condottiero</strong> che ha reso possibile il recupero di una regione persa nei primi anni di vita del Paese. Il suo potere è però fuori discussione per altri motivi. Lo dimostra il risultato finale: all&#8217;uomo forte di Baku è andato il 92% dei consensi, lo sfidante più “vicino”, ossia l&#8217;indipendente<strong> Zahid Oruj</strong>, si è fermato al 2%.</p>



<p>Tutto quindi ruota attorno al presidente e ai suoi più stretti collaboratori. Una situazione certificata anche dall&#8217;<strong>Ocse</strong>, i cui delegati hanno seguito da vicino le fasi del voto e quelle della campagna elettorale:<em> “Le elezioni presidenziali anticipate si sono svolte in un ambiente restrittivo </em>– si legge in una nota dell&#8217;Ocse – <em>e, sebbene siano state preparate in modo efficiente, le voci critiche e le alternative politiche erano in gran parte assenti. Purtroppo, le precedenti raccomandazioni volte ad allineare il quadro giuridico agli standard internazionali per le elezioni democratiche sono rimaste irrisolte e continuano ad esistere numerose restrizioni nella legge e nella pratica”.</em><br><br>Secondo Francesco Trupia, il controllo di Aliyev sulla vita politica dell&#8217;Azerbaijan è <strong>pieno</strong> e <strong>strutturale</strong>: <em>“Per gli azeri</em> – ha sottolineato il ricercatore – <em>il presidente viene visto come garante della stabilità politica ed economica del Paese. La vittoria nel Nagorno ne ha poi aumentato la credibilità agli occhi della popolazione, contribuendo a solidificare il suo potere”.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il voto nel Nagorno – Karabakh</h2>



<p>La riconquista della regione contesa per anni con gli armeni è stata centrale anche durante le ore del voto: <em>“Il Nagorno per adesso è disabitato, a partire da gennaio per effetto degli ultimi accordi tra le parti è stata sciolta la Repubblica di Artsakh e gli armeni sono andati via</em> – ha spiegato Francesco Trupia –<em> nelle città della regione si trovano soltanto militari, almeno per il momento”.</em></p>



<p>Ma per Aliyev era comunque importante aprire i seggi anche da queste parti. Quei pochi soldati arrivati per prendere in mano il Nagorno, hanno presidiato scuole ed edifici dove è stata innalzata la bandiera azera e dove sono state piazzate le urne elettorali: <em>“Lo stesso Aliyev</em> – ha poi aggiunto Trupia – s<em>i è recato a votare in un seggio della periferia di Stepanakert, assieme alla moglie e alla famiglia”. </em>Un gesto simbolico, prima ancora che elettorale. Un modo per il governo di Baku di celebrare la vittoria, tanto a livello interno quanto a livello internazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Exit poll shows a landslide victory for Aliyev. The 6 fake opponents got a combined 6.1% of the vote. <a href="https://t.co/cVN0FWkQa3">pic.twitter.com/cVN0FWkQa3</a></p>&mdash; Lindsey Snell (@LindseySnell) <a href="https://twitter.com/LindseySnell/status/1755264904162938915?ref_src=twsrc%5Etfw">February 7, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;interesse nel vedere stabilità a Baku</h2>



<p>La presa di Aliyev sul Paese non sembra quindi avere ostacoli. Non ci sono all&#8217;orizzonte vere <strong>alternative</strong> politiche al suo potere, la stabilità e la vittoria militare hanno poi contribuito a rafforzarne il ruolo di leader. Le critiche dell&#8217;Ocse e le osservazioni giunte da diverse organizzazioni internazionali appaiono, almeno per il momento, riposte in secondo piano.</p>



<p>Anche perché è proprio la comunità internazionale al momento a vedere di buon occhio la stabilità garantita da Aliyev a Baku: <em>“La stabilità di Aliyev</em> – ha chiarito Trupia – <em>anzi viene proprio data dalla comunità internazionale. Quando ad esempio la Von Der Leyen va a Baku e firma documenti su un partenariato tra Ue ed Azerbaijan, sostanzialmente prepara l&#8217;Europa ad avere rapporti con il Paese caucasico almeno per i prossimi venti anni”.</em></p>



<p>Il riferimento è al <strong>partenariato strategico</strong> siglato tra Bruxelles e Baku che riguarda soprattutto i temi legati all&#8217;energia. Davanti Baku, tra i fondali del Mar Caspio, ci sono giacimenti di gas essenziali per il Vecchio Continente per sopperire alla mancanza delle materie prime provenienti dalla Russia. È proprio il gas la carta vincente di Aliyev: in una fase come quella attuale, le<strong> materie prime azere</strong> sono molto importanti e, conseguentemente, tra le varie cancellerie internazionali prevale la volontà di vedere a Baku una situazione politica stabile e positiva in vista di nuovi accordi.</p>



<p>Una circostanza che riguarda anche l&#8217;Italia, i cui rapporti con l&#8217;Azerbaijan sono in crescita. Dal Mar Caspio arriva circa il 15% del fabbisogno di gas per il nostro Paese, con Baku al secondo posto dietro l&#8217;Algeria tra i fornitori della penisola. Emblema degli stretti rapporti con il Paese caucasico è il <strong>Tap</strong>, il gasdotto che transita sotto l&#8217;Adriatico e si allaccia alla linea italiana in Puglia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">&quot;Desidero congratularmi con Pres. Ilham Aliyev <a href="https://twitter.com/presidentaz?ref_src=twsrc%5Etfw">@presidentaz</a> per la sua rielezione e formulare migliori auguri per il nuovo mandato. L&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Azerbaigian?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Azerbaigian</a> riveste ruolo centrale area Euroasiatica. Continueremo a sviluppare collaborazione nel solco di quanto fatto sinora, anche grazie al… <a href="https://t.co/EqNVAZqvx1">pic.twitter.com/EqNVAZqvx1</a></p>&mdash; Ministero Difesa (@MinisteroDifesa) <a href="https://twitter.com/MinisteroDifesa/status/1757104087730921578?ref_src=twsrc%5Etfw">February 12, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><em>“Aliyev rappresenta uno di quei tanti autocrati</em> – è il pensiero di Francesco Trupia –<em> con cui l&#8217;Italia e l&#8217;Europa di oggi devono tenere rapporti e con cui fanno affari. Un paradosso, pensandoci bene: l&#8217;Ue nasce anche per difendere determinati valori, ma appare fondamentale dover avere stretti rapporti anche con sistemi autocratici, come nel caso azero”.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/baku-un-autocrazia-con-cui-dover-fare-i-conti.html">Baku, un&#8217;autocrazia con cui dover fare i conti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Nagorno nelle mani di Baku: cos’è successo nella Repubblica di Artsakh</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-nagorno-nella-mani-baku-cosa-e-successo-nella-repubblica-di-artsakh.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 06:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armeni]]></category>
		<category><![CDATA[Azerbaigian]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=410949</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'exclave armena è ormai sotto il controllo di Baku. Ecco cosa è successo nelle ultime settimana, e cosa può succedere ora</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nagorno-nella-mani-baku-cosa-e-successo-nella-repubblica-di-artsakh.html">Il Nagorno nelle mani di Baku: cos’è successo nella Repubblica di Artsakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Azerbaigian sta consolidando il suo controllo sul <strong>Nagorno-Karabakh</strong> ponendo fine, almeno per il momento, alla lunga contesa della terra di confine che assiste impietosa all’esodo della popolazione armena. Un esodo alimentato anche dalla paura di ritorsioni delle forze armate azere che la scorsa settimana hanno lanciato una fulminea offensiva e ora si attestano sulle posizioni guadagnate prima dell&#8217;accordo di &#8220;cessate il fuoco&#8221; tra le parti.&nbsp;</p>



<p>A confermare il consolidamento di tali posizioni nella regione, espone il portale di intelligence <em>Bellingcat</em>, ci sono dozzine di <a href="https://www.bellingcat.com/news/2023/09/21/chaos-and-crisis-as-azerbaijan-attacks-nagorno-karabakh/">dati reperibili in open source</a> che possono dimostrate come e dove le bandiere dell’Azerbaigian vengano issate, mentre lunghe colonne di profughi in fuga traducono la paura della popolazione “sconfitta” ora in cerca d’asilo in <strong>Armenia</strong>.</p>



<p>Secondo il portavoce del primo ministro di Yerevan, Nikol Pashinyan, sarebbero oltre <strong>70.000 gli armeni</strong> che hanno lasciato le proprie case da quando Baku ha lanciato l&#8217;offensiva di appena ventiquattro ore che tra il 19 e il 20 di settembre si è dimostrata decisiva. L&#8217;<em>enclave</em>, secondo i dati diffusi già in precedenza, accoglieva una popolazione di centomila abitanti di etnia armena. Sarebbero state almeno 200 le vittime delle ostilità che hanno colpito anche la comunità urbana a statuto speciale di Stepanakert, designata come capitale dell&#8217;Artsak, che gli azeri invece chiamano Xankəndi.</p>



<p>Testimonianze diffuse dalle fonti di Yerevan raccontano di <strong>azioni intimidatorie</strong> condotte dai soldati azeri che avrebbero convinto la popolazione armena a lasciare alcuni villaggi, come Vaghuhas. Le lunghe colonne di mezzi che abbandonano Martakert in direzioni del bacino idrico di Sarsang lungo in tratto di strada che sembra essere passato <strong>sotto il controllo</strong> dell’Azerbaigian, vengono costantemente monitorate dai satelliti e danno una vaga idea della <strong>crisi umanitaria</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-crisi-umanitaria-senza-precedenti-minaccia-gli-armeni-cristiani-del-nagorno-karabakh.html">in corso</a>.</p>



<p>Intanto su Martakert &#8211; chiamata dagli azeri <strong>Aghdara</strong>, passata sotto il controllo dell&#8217;autoproclamato governo armeno del Karabakh nel 1992 e considerata uno dei principali centri abitati del Karabakh lungo la &#8220;linea di contatto&#8221; tra i due Paesi del Caucaso &#8211; ora sventolano le bandiere &#8220;<em>Üçrəngli bayraq</em>&#8221; azere: gli stendardi tricolore che si fregiano dell&#8217;azzurro panturchista, del verde e della mezzaluna dell&#8217;Islam. Lo stesso vale nel simbolico villaggio di confine di Charektar, dove nel 1993 si consumò la <strong>battaglia di Kelbajar</strong>, allora vinta dall&#8217;esercito di difesa dell&#8217;Artsakh, fedele alla missione di difendere la popolazione di etnia armena presente nella regione.</p>



<p>Dal <a href="https://it.insideover.com/politica/il-punto-di-vista-dellazerbaigian-sul-karabakh-parla-hajiyev.html">punto di vista</a> di Baku, che non ha perso occasione per ricordare le problematiche della Transcaucasia, &#8220;regione caratterizzata da complessità geopolitica e storiche tensioni&#8221;, bisogna certo &#8220;giungere a una risoluzione delle problematiche che separano Baku ed Yerevan&#8221;, e in seno a tale prospettiva l&#8217;<strong>Azerbaigian</strong> intende impegnarsi nella promozione di “pace e stabilità nel Caucaso meridionale”. Ovviamente non possono nutrire le stesse idee i profughi armeni che tra le lacrime e la disperazione hanno scelto di dare alle fiamme le loro proprie case per <strong>lasciare terra bruciata</strong> agli azeri. Mentre l&#8217;autoproclamata <strong>Repubblica di Artsakh</strong> viene di fatto disarmata e costretta a capitolare, senza alcun sostegno da parte dei contingenti di sicurezza russi che pure <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/uccisi-peackeeper-russi-cosa-succede-nagorno-karabakh-2213738.html">hanno perduto</a> durante i combattimenti alcuni <strong>peacekeeper </strong>rimasti coinvolti in uno scontro a fuoco tra le fazioni impegnate in combattimento. </p>



<p>Lacerato da trentacinque anni di conflitto e atrocità, scanditi da brevi o lunghe fasi di guerra vera e propria, il <strong>Nagorno-Karabakh</strong> conteso da Armenia e Azerbaigian &#8211; entrambe realtà nate dal disfacimento dell&#8217;Unione Sovietica &#8211; trova nell&#8217;attuale epilogo una <strong>stabilità incerta</strong> e garantita dalla sola forza, che dovrà percorrere vie diplomatiche aspre quanto complesse per ottenere una reale normalizzazione. Obiettivo che nessuno crede sia ottenibile in tempi brevi. Dai pogrom ai danni della popolazione armena iniziati nella città azera di Sumgait del distante febbraio 1988, all&#8217;ultimo colpo di artiglieria sparato in questo vicino 21 settembre 2023, sono tre decenni di sangue che pesano sulla storia di un popolo di frontiera. Tre decenni che non si cancellano con un semplice colpo di mano.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nagorno-nella-mani-baku-cosa-e-successo-nella-repubblica-di-artsakh.html">Il Nagorno nelle mani di Baku: cos’è successo nella Repubblica di Artsakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sciolta l&#8217;entità separatista del Nagorno-Karabakh, DeSantis “contro” Kiev e missili iraniani alla Russia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/sciolta-lentita-separatista-del-nagorno-karabakh-desantis-contro-kiev-e-missili-iraniani-alla-russia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 17:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale nucleare di Zaporizhzhia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Nagorno-Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Missili iraniani]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=410909</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Samvel Shakhramanian, il presidente dell&#8217;autoproclamata repubblica, ha decretato lo scioglimento dell&#8217;entità separatista nel territorio dell&#8217;Azerbaigian. L&#8217;Iran fornirà nuovi missili alla Russia secondo l&#8217;Institute for the study of war. Secondo Greenpeace la centrale nucleare di Zaporizhzhia è a grave rischio per mancanza di controlli. Il candidato repubblicano DeSantis ha annunciato che in caso di vittoria, gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/sciolta-lentita-separatista-del-nagorno-karabakh-desantis-contro-kiev-e-missili-iraniani-alla-russia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/sciolta-lentita-separatista-del-nagorno-karabakh-desantis-contro-kiev-e-missili-iraniani-alla-russia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Sciolta l&#8217;entità separatista del Nagorno-Karabakh, DeSantis “contro” Kiev e missili iraniani alla Russia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230928191302161_454ad42775a14da626548a53b1a1c2f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Samvel Shakhramanian, il presidente dell&#8217;autoproclamata repubblica, ha decretato lo scioglimento dell&#8217;entità separatista nel territorio dell&#8217;Azerbaigian. L&#8217;Iran fornirà nuovi missili alla Russia secondo l&#8217;Institute for the study of war. Secondo Greenpeace la centrale nucleare di Zaporizhzhia è a grave rischio per mancanza di controlli. Il candidato repubblicano DeSantis ha annunciato che in caso di vittoria, gli Usa non forniranno più aiuti all&#8217;Ucraina. Le elezioni maldiviane sono al centro dello scacchiere geopolitico di Cina e India. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le forze separatiste armene decretano o scioglimento dell&#8217;entità separatista nel territorio dell&#8217;Azerbaigian</h2>



<p>Il conflitto nella regione sembra volto al termine con la resa delle forze separatiste armene. <strong>Samvel Shakhramanian</strong>, il presidente dell&#8217;autoproclamata repubblica, ha decretato lo scioglimento dell&#8217;entità separatista nel territorio dell&#8217;Azerbaigian. &#8220;Tutti gli organi statali e le organizzazioni che dipendono da loro devono essere sciolti entro il 1 gennaio 2024 e la <strong>repubblica del Nagorno-Karabakh cessa di esistere</strong>&#8220;, si legge nel decreto. Shakhramanian ha esortato gli armeni rimasti a “familiarizzare con le condizioni di reintegrazione fornite dalla Repubblica dell&#8217;Azerbaigian, al fine di costituire una comunità indipendente e di decidere in autonomia se rimanere nella regione”. Nel frattempo sono saliti a oltre 65.000 gli armeni fuggiti in Armenia a causa del timore di una pulizia etnica da parte delle forze armene. È il corridoio di Lachin che garantisce in questi giorni il passaggio “libero, volontario e senza ostacoli dei residenti del Nagorno-Karabakh, compreso il personale militare che ha deposto le armi”, si legge nel decreto. I colloqui tra Azerbaigian e Armenia sono previsti a breve.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi missili iraniani alla Russia</h2>



<p>Secondo l&#8217;<strong>Institute for the study of war (Isw)</strong> che cita rapporti dell&#8217;intelligence ucraina e israeliana, l’Iran potrebbe concludere a ottobre un accordo per la vendita di missili alla Russia, in particolare a ridosso della scadenza della <strong>risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite</strong> che vieta tali accordi, prevista per il 18 ottobre. I missili in questione sarebbero quelli balistici iraniani <strong>Fateh-110</strong> e <strong>Zolfaghar</strong>, entrambi con una gittata di almeno 300 chilometri o più. L&#8217;Isw aggiunge che &#8220;la scadenza delle restrizioni missilistiche previste dalla risoluzione 2231 in ottobre consentirà all&#8217;Iran di esportare missili e tecnologia missilistica senza supervisione internazionale, fornendo all&#8217;Iran l&#8217;opportunità di soddisfare le esigenze russe”. Sono mesi che questa notizia aleggia nell’aria alla luce dei vari viaggi del ministro della Difesa russo Sergei Shoigu che ha più volte visitato l’Iran e i suoi arsenali militari. La risoluzione delle Nazioni Unite impone restrizioni missilistiche all&#8217;Iran, vietandogli di sviluppare, testare o lanciare missili balistici in grado di trasportare armi nucleari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La centrale nucleare di Zaporizhzhia a rischio: il rapporto di Greenpeace</h2>



<p><strong>Greenpeace</strong> ha messo in guardia la comunità internazionale sulla sicurezza della <strong>centrale nucleare di Zaporizhzhia</strong>. Secondo un documento inviato ai governo occidentali, sostiene che l&#8217;Aiea non è in grado di monitorare adeguatamente l’impianto a causa della mancanza di ispettori e alle restrizioni che hanno nell’accesso. &#8220;L&#8217;<strong>Aiea</strong> rischia di normalizzare quella che rimane una pericolosa crisi nucleare, senza precedenti nella storia dell&#8217;energia nucleare, mentre nel contempo esagera la sua effettiva influenza sugli eventi sul terreno”, sostengono gli specialisti nucleari di Greenpeace. Nel documento si legge che la missione dell&#8217;Aiea non è in grado di valutare in modo completo le operazioni militari russe a causa delle restrizioni imposte all&#8217;accesso e spostamento (degli ispettori) e perchè necessita di una notifica preventiva. La centrale nucleare di Zaporizhzhia è la più grande d’Europa e al momento è occupata dai russi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fondi americani all&#8217;Ucraina sono a rischio in caso di vittoria repubblicana</h2>



<p>Il futuro della guerra in Ucraina si deciderà probabilmente con l’esito delle elezioni negli Stati Uniti. Il <strong>malcontento verso la guerra</strong>, e i soldi spesi per essa, stanno generando una corrente anti Kiev che ha come principali promotori i repubblicani, più in particolare <strong>Ron DeSantis</strong>, candidato repubblicano alla Casa Bianca. &#8220;Se sarò eletto alla Casa Bianca, non staccherò assegni in bianco all’Ucraina”, ha dichiarato in un dibattito tv. DeSantis ha criticato la linea Biden riguardo agli aiuti a Kiev affermando che &#8220;hanno inviato denaro per pagare le pensioni e gli stipendi dei burocrati ucraini e finanziare piccole imprese in mezzo mondo”. &#8220;Nel frattempo &#8211; ha continuato DeSantis &#8211; il nostro Paese viene invaso. Non abbiamo nemmeno il controllo del nostro territorio. Dobbiamo difendere il popolo americano prima ancora di preoccuparci di tutte queste altre cose”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Maldive al centro del conflitto geopolitico tra Cina e India</h2>



<p>Si è concluso il primo turno delle elezioni maldiviane. Sono emersi due candidati che si presenteranno al ballottaggio sabato 30 settembre. Si tratta del presidente uscente<strong> Ibrahim Mohamed Solih</strong>, di tendenza filo-indiane, e<strong> Mohamed Muizzu</strong>, sindaco di Malè, appoggiato dalla Repubblica Popolare Cinese. Ecco che il gruppo di atolli dell’Oceano Indiano è al centro delle mire di <strong>India</strong> e <strong>Cina</strong> che si contendono l’Oceano Indiano, le sue rotte e i Paesi chiave. L’India potrebbe perdere la sua influenza sull’Isola dal momento in cui il presidente uscente Solih si è intestato il 39% dei voti contro il 46% di Muizzu. I Maldiviani infatti contestano all’ex presidente l&#8217;incremento dell&#8217;indebitamento delle Maldive verso i Paesi stranieri e lo accusano&nbsp; le accuse di inerzia rispetto al fenomeno della corruzione e il mancato cambiamento del sistema di governo da presidenziale a parlamentare. La sfida tra i due candidati rispecchia la stessa sfida delle due superpotenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/sciolta-lentita-separatista-del-nagorno-karabakh-desantis-contro-kiev-e-missili-iraniani-alla-russia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Sciolta l&#8217;entità separatista del Nagorno-Karabakh, DeSantis “contro” Kiev e missili iraniani alla Russia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa c&#8217;è da sapere sull&#8217;operazione militare nel Nagorno-Karabakh</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/cosa-ce-da-sapere-sulloperazione-militare-nel-nagorno-karabakh</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Nagorno-Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=video&#038;p=410463</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il 19 settembre, l'Azerbaigian ha attaccato il Nagorno-Karabakh. Scopriamo i motivi che hanno portato il riaccendersi di un conflitto mai sopito</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/cosa-ce-da-sapere-sulloperazione-militare-nel-nagorno-karabakh">Cosa c&#8217;è da sapere sull&#8217;operazione militare nel Nagorno-Karabakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-29.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Untitled_video-36.mp4"></video></figure>



<p>Nel primo pomeriggio del 19 settembre, l&#8217;Azerbaigian ha avviato un&#8217;operazione militare nella regione del Nagorno-Karabakh, da tempo teatro di una dura guerra tra l&#8217;Azerbaigian e i separatisti armeni della regione. L&#8217;operazione è stata definita antiterroristica volta a neutralizzare le infrastrutture militari dei separatisti filoarmeni stanziati nel&nbsp;<strong>Karabakh</strong>. L’operazione speciale delle forze armate azerbaigiane è la conclusione di una unga stagione di escalation che aveva reso il conflitto prevedibile</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/cosa-ce-da-sapere-sulloperazione-militare-nel-nagorno-karabakh">Cosa c&#8217;è da sapere sull&#8217;operazione militare nel Nagorno-Karabakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh, Ucraina in Sudan e pene contro le donne in Iran: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/cessate-il-fuoco-in-nagorno-karabakh-ucraina-in-sudan-e-pene-contro-le-donne-in-iran-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 17:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul grano]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma della giustizia israeliana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=410401</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-scaled-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-2048x1389.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal conflitto in Nagorno-Karabakh, al possibile coinvolgimento di Kiev in Sudan, fino alle dure politiche iraniane contro le donne. Le cinque notizie del giorno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/cessate-il-fuoco-in-nagorno-karabakh-ucraina-in-sudan-e-pene-contro-le-donne-in-iran-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh, Ucraina in Sudan e pene contro le donne in Iran: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-scaled-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230920192533845_17e81ecd5f39a46e4bf05d78738c462c-2048x1389.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si intravede la fine del conflitto in Nagorno-Karabakh con il cessate il fuoco. Alcuni attacchi in Sudan fanno pensare a un&#8217;infiltrazione di Kiev nel Paese e nel conflitto in atto. Netanyahu è a New York e deve &#8220;convincere&#8221; Biden della solidità della democrazia israeliana. L&#8217;ambasciatore ucraino in Polonia è stato convocato dalle autorità polacche in protesta alle parole di Zelensky. L&#8217;Iran mette in atto pene draconiane contro le donne che violano il codice dell&#8217;abbigliamento. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un cessate il fuoco apre uno spiraglio di pace in Nagorno-Karabakh</h2>



<p>All’appello dei <strong>peacekeeper russi</strong> di cessare il fuoco, i separatisti armeni e l’<strong>Azerbaigian</strong> hanno risposto positivamente. Secondo l’agenzia Interfax, sarebbe stato raggiunto un accordo per il ritiro delle unità rimanenti e delle truppe delle forze armate armene dalla zona di schieramento dei peacekeeper russi nel <strong>Nagorno-Karabakh</strong>. Ad aggiungersi e a far ben sperare nella fine del conflitto &#8211; almeno per il momento &#8211;&nbsp; è l’incontro che si terrà domani dei rappresentanti dei separatisti del Karabakh con Baku nella città di <strong>Yevlakh</strong>. L’agenzia russa aggiunge che &#8220;i gruppi (armeni) illegali consegneranno tutte le armi e le attrezzature pesanti”. Dopo aver lanciato l&#8217;operazione ieri l&#8217;esercito azero ha preso il controllo di oltre 90 posizioni militari armene. Secondo quanto dichiarato da Baku, domani le due parti si incontreranno per “discutere le questioni del reinserimento in base alla Costituzione e alle leggi del Repubblica dell’Azerbaigian”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Ucraina arriva in Sudan contro Wagner?</h2>



<p>Secondo un’inchiesta della <strong>Cnn</strong>, Kiev sarebbe responsabile di una serie di attacchi e sabotaggi nell’area di <strong>Khartum</strong> contro le <strong>Forze di supporto rapido (Rsf)</strong>, vicine al gruppo paramilitare russo <strong>Wagner</strong>. La Cnn dichiara che una sua fonte ha descritto gli attacchi come un operativo “non sudanese”. Gli attacchi avvenuti attraverso <strong>droni e ordigni esplosiv</strong>i, nello stile delle forze ucraine, hanno attaccato veicoli e paramilitari delle Rsf. Otto degli attacchi analizzati dalla Cnn sono quindi stati sferrati con gli stessi droni utilizzati dalle forze armate ucraine. Anche le modalità e le tattiche sono simili e, sempre secondo la Cnn, inusuali nei conflitti del continente africano. Se davvero l’Ucraina fosse presente in quella parte di mondo, parzialmente controllata dal gruppo paramilitare russo Wagner, aprirebbe la strada a uno nuovo e drammatico scenario che porterebbe a una probabile espansione bellica ucraina contro quella russa, già in atto nell’est ucraino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Netanyahu a New York tra visite e proteste</h2>



<p>Giornata impegnativa per <strong>Bibi</strong>. Da una parte dedito a rassicurare <strong>Biden</strong> sulla solidità della democrazia israeliana e dall’altra impegnato a fronteggiare centinaia manifestanti contro di lui. “L&#8217;impegno di <strong>Israele</strong> per la democrazia non cambierà mai. Continueremo a sostenere i valori cari a entrambe le nostre democrazie”, ha dichiarato durante l’incontro con Joe Biden a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si sta svolgendo a <strong>New York.</strong> I due leader si sono incontrati all&#8217;Intercontinental Hotel e non alla Casa Bianca. Scelta da tenere di conto che indica la contrarietà di Washington alle politiche portate avanti da Netanyahu in particolare la contestata riforma della giustizia promossa dal governo di <strong>estrema destra israeliano</strong>. L’incontro è avvenuto con una piazza gremita di persone che protestavano contro il primo ministro israeliano. I manifestanti, per lo più cittadini israeliani contrari alla riforma della giustizia, hanno chiesto &#8220;democrazia&#8221; mentre sventolavano bandiere di Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scricchiolano sempre di più i rapporti tra Polonia e Ucraina</h2>



<p><strong>Vasil Zvarich</strong>, ambasciatore ucraino in <strong>Polonia</strong>, è stato convocato dalle autorità polacche per protestare contro le parole del presidente ucraino. <strong>Zelensky</strong> ha infatti criticato la posizione di <strong>Varsavia</strong> relativa alle restrizioni sulle importazioni di <strong>grano</strong> dall’Ucraina. Il leader ucraino ha criticato alcuni Paesi europei sostenendo che si limitano a proporre solidarietà sostenendo così indirettamente la Russia.<strong> Paweł Jablonski</strong>, vice ministro polacco, ha sottolineato che questa tesi non è vera nei confronti della Polonia e soprattutto è ingiustificata nei confronti del nostro Paese dal momento in cui Varsavia è stata la prima ad “aprire le porte all’Ucraina” dall’inizio dell’invasione russa. L’obiettivo del governo del premier <strong>Mateusz</strong> <strong>Morawiecki</strong>, è quello di non destabilizzare il mercato polacco. “Voglio avvertire le autorità ucraine che se il conflitto andrà avanti, aggiungeremo altri prodotti al divieto di importazione”, ha detto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Iran sempre più rigido contro le donne</h2>



<p>In Iran, a un anno dalla morte della giovane <strong>Mahsa Amini</strong>, si inaspriscono le pene contro le donne violano l rigido codice di abbigliamento, a cominciare dall&#8217;<strong>obbligo del velo </strong>nei luoghi pubblici. Il Majlis, il Parlamento di Teheran, ha votato a favore di un controverso disegno di legge in tal senso, con un periodo &#8220;di prova&#8221; di tre anni. &#8220;È stato deciso che sia di tre anni il periodo di prova per l&#8217;applicazione di questa legge. Ora il Consiglio dei Guardiani deve prendere una decisione riguardo all&#8217;approvazione del periodo di prova. Il rapporto della Commissione andrà al Consiglio dei Guardiani e attenderemo il parere&#8221;, ha affermato il capo della commissione Giustizia del Parlamento iraniano, <strong>Musa Ghazanfarabadi</strong>. l testo, in base a quanto riporta l&#8217;agenzia Dpa facendo riferimento all&#8217;ultima versione, prevede sanzioni severe in caso di mancato rispetto del codice di abbigliamento: si arriverebbe fino a 15 anni di carcere e a sanzioni per l&#8217;equivalente di oltre 5.000 euro. Il testo fa riferimento anche alle donne straniere presenti nel Paese che rischierebbero l&#8217;espulsione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/cessate-il-fuoco-in-nagorno-karabakh-ucraina-in-sudan-e-pene-contro-le-donne-in-iran-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh, Ucraina in Sudan e pene contro le donne in Iran: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Operazione &#8220;anti-terrorismo&#8221; in Nagorno-Karabakh, il Canada rompe con l&#8217;India, colloqui Usa-Cina: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/operazione-anti-terrorismo-in-nagorno-karabakh-il-canada-rompe-con-lindia-colloqui-usa-cina-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 17:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Neonazismo]]></category>
		<category><![CDATA[OCSE]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=410269</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-scaled-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-2048x1340.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'esercito azero ha riaperto il fuoco sul fronte armeno, Cina e Usa sembrano sempre più propensi al dialogo, la Germania bandisce l'ennesimo gruppo neonazista, l'omicidio di un attivista sikh apre uno squarcio diplomatico tra Canada e India e l'Ocse rivede al ribasso le previsioni di crescita 2024 a causa della performance cinese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/operazione-anti-terrorismo-in-nagorno-karabakh-il-canada-rompe-con-lindia-colloqui-usa-cina-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Operazione &#8220;anti-terrorismo&#8221; in Nagorno-Karabakh, il Canada rompe con l&#8217;India, colloqui Usa-Cina: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-scaled-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230919185945119_ee22b8a2aa44e7e9f80f311668dce27b-2048x1340.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In breve tempo i più alti rappresentati di Cina e Stati Uniti si sono incontrati più volte, alimentando le ipotesi di un imminente incontro distensivo tra i leader dei due Paesi. L&#8217;ipotetico collegamento di agenti indiani all&#8217;omicidio di un attivista sikh canadese ha portato oggi all&#8217;espulsione reciproca di alti diplomatici indiani e canadesi. In Germania viene bandito il ventesimo gruppo neonazista, evidenziando la problematicità dell&#8217;estremismo di destra nel Paese. L&#8217;Azerbaijan riapre il fuoco sull&#8217;enclave contesa con l&#8217;Armenia in un&#8217;operazione &#8220;mirata&#8221; antiterrorismo. L&#8217;Ocse rivede al ribasso le previsioni economiche globali per il 2024 a causa del forte rallentamento cinese. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Si infittiscono i colloqui tra Washington e Pechino</h2>



<p>Il segretario di Stato americano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antony Blinken</a> ha incontrato il vicepresidente cinese<strong> Han Zheng</strong> a margine dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. L&#8217;incontro presso la missione cinese all&#8217;Onu ha avuto luogo subito dopo il meeting tra il ministro degli Esteri cinese <a href="https://it.insideover.com/video/i-segreti-di-wang-yi-luomo-finato-di-xi-alla-guida-della-diplomazia-cinese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wang Yi</a> e il consigliere per la sicurezza nazionale americana <a href="https://it.insideover.com/video/jake-sullivan-il-super-consigliere-di-biden-che-gestisce-i-dossier-su-russia-e-cina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jake Sullivan</a> a Malta: la veloce successione di questi<strong> incontri bilaterali </strong>alimenta l&#8217;ipotesi che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> possa incontrare il presidente <a href="https://it.insideover.com/video/chi-e-xi-jinping" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping </a>in novembre, magari nel corso della <strong>Conferenza economica Asia-Pacifico</strong> a San Francisco. Nel corso del meeting, Han Zheng ha affermato che è necessario che gli Stati Uniti approfondiscano i propri sforzi per incrementare la <strong>comprensione reciproca</strong> con Pechino e riportare le <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/le-relazioni-tra-stati-uniti-e-cina-spiegate.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazioni&nbsp;bilaterali&nbsp;</a>sulla traiettoria&nbsp;dello sviluppo &#8220;sano e stabile&#8221;. Il ministro ha poi ribadito che è fondamentale che Washington interpreti lo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-10-anni-della-belt-and-road-di-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sviluppo della Cina </a><strong>come un&#8217;opportunità</strong> e non come una minaccia, e ha concluso sottolineando che la politica di&nbsp;Pechino nei&nbsp;confronti&nbsp;degli&nbsp;Usa è &#8220;consistente e stabile&#8221;, e guidata dai&nbsp;principi&nbsp;di&nbsp;rispetto e cooperazione reciprocamente vantaggiosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Nijjar apre una faglia diplomatica tra India e Canada</h2>



<p>Nel corso di una seduta d&#8217;emergenza del parlamento, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha dichiarato che l&#8217;intelligence di Ottawa sta vagliando &#8220;ipotesi credibili&#8221; sul <strong>collegamento diretto </strong>di Nuova Delhi nell&#8217;omicidio di Hardeep Singh Nijjar, leader della <a href="https://www.insideover.com/politics/link-between-khalistan-movement-drug-trafficking-exposed.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>comunità Sikh</strong> nella provincia della Columbia Britannica</a>. Secondo le agenzie canadesi, il delitto risalente al giugno scorso sembra essere attribuibile &#8220;ad agenti governativi indiani&#8221;. &#8220;Qualsiasi coinvolgimento di un governo estero nell&#8217;uccisione di un cittadino canadese su suolo nazionale rappresenta un&#8217;<strong>inaccettabile violazione</strong> della nostra sovranità&#8221; ha detto Trudeau ai parlamentari; all&#8217;annuncio del premier è seguita <strong>l&#8217;espulsione</strong> del capo dell&#8217;intelligence indiana in Canada. Il ministro degli Esteri indiano ha subito rilasciato una nota in cui descrive le accuse come &#8220;assurde e strumentali&#8221; e promette l&#8217;espulsione di un non meglio identificato alto funzionario diplomatico canadese. &#8220;Simili accuse infondate puntano a distogliere l&#8217;attenzione dai <strong>terroristi ed estremisti khalistani</strong>, cui in Canada ha fornito <strong>asilo</strong> e che continuano a minacciare la sovranità e l&#8217;integrità territoriale dell&#8217;India&#8221;: con queste parole il ministro ha sollecitato il Canada ad adottare misure tempestive contro gli elementi anti-indiani che operano sul suo territorio, aprendo una profonda<strong> faglia diplomatica</strong> tra i due Paesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Al bando un altro gruppo neonazista in Germania: la lista tedesca arriva a quota 20</h2>



<p>Il governo tedesco ha bandito il gruppo neonazista <strong><em>Hammerskins Deutschland</em>:</strong> la maxi-operazione che ne è seguita ha incluso l&#8217;irruzione da parte delle autorità nelle abitazioni di dozzine di membri in un totale di 10 land tedeschi. <em>Hammerskins Deutschland</em> è noto in particolare per i concerti rock che organizza, ispirati a <strong>ideologie razziste e suprematiste</strong>, e per la sottocultura che ha plasmato, nella quale i membri dell&#8217;associazione si riconoscono come &#8220;fratelli&#8221;. L&#8217;organizzazione è una diramazione del gruppo americano Hammerskins, d&#8217;ispirazione neonazista e antisemita, che ricopre un ruolo rilevante nel panorama dell&#8217;estrema destra e dei naziskin in tutta Europa. Nello specifico, in Germania il gruppo contava circa oltre 130 aderenti impegnati &#8220;a diffondere una dottrina razziale basata sull&#8217;ideologia nazista&#8221;, riferisce una nota ufficiale di Berlino. La ministra dell&#8217;Interno Nancy Faeser ha sottolineato che si tratta della <strong>ventesima </strong>associazione neonazista bandita in Germania, e ha descritto l&#8217;operazione come &#8220;un duro colpo all&#8217;<strong>estremismo di destra organizzato&#8221;.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova operazione azera riapre lo scontro sul fronte armeno</h2>



<p>L&#8217;Azerbaijan ha lanciato la preannunciata &#8220;<strong>operazione anti-terrorismo</strong>&#8221; nella <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/il-punto-di-vista-di-ilham-aliyev-sul-karabakh.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regione contesa del Nagorno-Karabakh</a>. Il ministro della Difesa di Baku ha specificato che l&#8217;esercito sta utilizzando &#8220;armi ad altissima precisione sulla linea del fronte e oltre&#8221; nel corso dell&#8217;operazione che mira a &#8220;reprimere provocazioni su larga scala&#8221; ed <strong>espellere truppe armene</strong> dal territorio azero. Il governo dell&#8217;Azerbaijan ha esortato i civili a tenersi alla larga dalle strutture militari e garantisce di aver avvisato i residenti armeni nella regione tramite sms, messaggi all&#8217;altoparlante e volantini informativi. La nota ministeriale precisa anche che sono stati istituiti <strong>corridoi umanitari</strong> e postazioni di accoglienza in diverse località, inclusa la strada di Lachin, per assicurare l&#8217;<strong>evacuazione </strong>della popolazione dalle zone di pericolo. Nel frattempo la Russia, che ha <a href="https://it.insideover.com/guerra/nagorno-karabakh-russia-costruisce-base-armenia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mantiene una forza di peacekeeping nel Nagorno-Karabakh </a>dalla fine della guerra del 2020, ha informato di essere in contatto con diverse interlocutori riguardo alla situazione, incluso l&#8217;Azerbaijan. Al momento, secondo i numeri forniti dai separatisti armeni dell&#8217;enclave, il bilancio dell&#8217;operazione è di 5 morti e oltre 80 feriti, 15 dei quali civili. Le autorità armene riferiscono che i combattimenti continuano lungo tutta la linea di contatto, con le forze azere che usano<strong> artiglieria, droni e aerei</strong> per i bombardamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rallentamento cinese pesa sulle previsioni di crescita Ocse</h2>



<p>L&#8217;Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico ha annunciato una <strong>revisione al ribasso </strong>delle previsioni economiche globali per il 2024, citando forti rialzi nei tassi d&#8217;interesse messi in campo dalle maggiori economie mondiali per affrontare l&#8217;inflazione e il <a href="https://it.insideover.com/economia/le-conseguenze-economiche-globali-della-crisi-economica-cinese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rallentamento economico della Cina.</a> Nel report più recente, l&#8217;organizzazione prevede che l&#8217;economia mondiale si espanderà del <strong>2,7% nel 2024</strong>, ovvero dello 0,2% in meno rispetto alle proiezioni risalenti a giugno. Contemporaneamente, la previsione di crescita riferita al 2023 è stata rialzata a 3 punti percentuali – ma comunque a tre decimi di punto <strong>in meno rispetto al 2022</strong>. Le stime per la Cina si sono abbassate di ben <strong>mezzo punto</strong>, raggiungendo una crescita del 4,6% dovuta principalmente ai problemi del <a href="https://it.insideover.com/economia/alle-radici-della-crisi-economica-della-cina-cosa-succede-oltre-la-muraglia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mercato immobiliare</a> e al deterioramento della fiducia nelle imprese da parte dei consumatori.  L&#8217;organizzazione con sede a Parigi&nbsp;ha <strong>corretto al rialzo </strong>le previsioni&nbsp;relative all&#8217;<strong>economia statunitense</strong>, che dovrebbe crescere quest&#8217;anno&nbsp;del&nbsp;2,2 per cento, anzichè&nbsp;dell&#8217;1,6 per cento come previsto dall&#8217;Ocse a giugno.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/operazione-anti-terrorismo-in-nagorno-karabakh-il-canada-rompe-con-lindia-colloqui-usa-cina-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Operazione &#8220;anti-terrorismo&#8221; in Nagorno-Karabakh, il Canada rompe con l&#8217;India, colloqui Usa-Cina: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una crisi umanitaria senza precedenti minaccia gli armeni cristiani del Nagorno Karabakh</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-crisi-umanitaria-senza-precedenti-minaccia-gli-armeni-cristiani-del-nagorno-karabakh.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=404657</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono passati più di sette mesi oramai da quando il territorio del Nagorno Karabakh è stato isolato completamente dal resto del mondo a causa della chiusura da parte del governo dell’Azerbaijan del corridoio di Lachin. La sola arteria che mette in comunicazione l’Armenia con l’auto proclamata Repubblica dell’Artsakh e che, prima del blocco stradale, vedeva &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-crisi-umanitaria-senza-precedenti-minaccia-gli-armeni-cristiani-del-nagorno-karabakh.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-crisi-umanitaria-senza-precedenti-minaccia-gli-armeni-cristiani-del-nagorno-karabakh.html">Una crisi umanitaria senza precedenti minaccia gli armeni cristiani del Nagorno Karabakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA26780475-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono passati più di sette mesi oramai da quando il territorio del Nagorno Karabakh è stato isolato completamente dal resto del mondo a causa della chiusura da parte del governo dell’Azerbaijan del <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-catastrofe-umanitaria-minaccia-il-nagorno-karabakh.html">corridoio di Lachin</a>. La sola arteria che mette in comunicazione l’Armenia con l’auto proclamata Repubblica dell’Artsakh e che, prima del blocco stradale, vedeva il transito quotidiano di 400 tonnellate di beni di prima necessità destinati agli armeni del territorio conteso. Dal 12 dicembre 2022 oltre 120&#8217;000 persone; uomini, donne e bambini armeni, vivono completamente accerchiati e in ostaggio delle forze di Baku. Il blocco stradale, che in una prima fase era stato installato da gruppi di sedicenti ecoattivisti che sostenevano di condurre la loro azione per protesta contro le attività estrattive nella regione, nell’ultimo mese è stato sostituito da <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2023/07/11/haut-karabakh-l-azerbaidjan-bloque-l-axe-vital-reliant-l-enclave-a-l-armenie_6181554_3210.html?fbclid=IwAR2kPRLz02zsHtaW0gRMxN6j0wIShYirHKhTfD7rMxLeYx8GkE5oUbZKMX8">un presidio permanente delle truppe regolari di Baku</a> e la situazione in Karabakh si è aggravata ulteriormente dopo che il 15 giugno è stato negato l’accesso al territorio conteso a qualsiasi veicolo compresi i mezzi della <a href="https://www.ilpost.it/2023/07/12/azerbaijan-bloccato-strada-nagorno-karabakh-armenia/">Croce Rossa Internazionale</a> accusati dal governo azero di trasportare merci di contrabbando.</p>



<p>Da allora le condizioni dei civili del Nagorno Karabakh sono precipitate aggravando una crisi umanitaria che sta degenerando di ora in ora e che non si arresta nonostante gli appelli dell’Europa, degli Stati Uniti, di <a href="https://twitter.com/amnesty/status/1674075313989361664/photo/1">Amnesty International</a>, di Human Rights Watch e anche del <a href="https://www.lastampa.it/esteri/2023/07/15/news/caucaso_lagonia_del_nagorno_karabakh_da_sette_mesi_ostaggio_dallazerbaijan-12942517/">Tribunale dell’Aja</a>, che il 6 luglio ha di nuovo invitato l’Azerbaijan alla riapertura del corridoio di Lachin scrivendo in un comunicato: “ negare il diritto alla libera circolazione di persone, veicoli e merci costituisce plausibilmente una discriminazione razziale”.</p>



<p>L’accesso al territorio conteso è vietato agli stessi cittadini armeni del Nagorno Karabakh che si trovano in Armenia e sono impossibilitati a tornare alle loro case e ovviamente l’ingresso è interdetto anche a tutti i giornalisti internazionali. L’unico modo per conoscere la realtà dell’autoproclamata Repubblica dell’Artsakh è osservare <a href="https://twitter.com/Artak_Beglaryan/status/1682003137429659648">i video che inondano la rete e i canali social</a>. Supermercati completamente vuoti, file chilometriche per poter ricevere una pagnotta e una manciata di sale, ospedali senza medicine, distributori di benzina chiusi. Nei villaggi e nella capitale non si trovano più beni di prima necessità, frutta e verdura sono esauriti, la benzina viene razionata e risparmiata unicamente per i mezzi di soccorso, feriti e ammalati terminali in alcuni casi non hanno potuto essere evacuati in Armenia e si contano già dei morti, e inoltre le forniture di energia e gas vengono continuamente interrotte.</p>



<p>“C’è un enorme carenza di prodotti essenziali: verdure fresche, frutta, latticini sono praticamente introvabili. I negozi sono vuoti e ogni mattina arrivano pochi prodotti dai magazzini che stanno piano piano svuotandosi. Fin dal mattino presto fuori dai centri di distribuzione dei beni di prima necessità ci sono code chilometriche per pane, latticini e uova. Ma nell&#8217;ultimo mese è persino inutile fare la fila per ricevere la propria razione. Le persone si mettono in coda molto presto, dalle 3-4 del mattino, e in molti tornano a casa a mani vuote dopo aver aspettato per 5 o 6 ore”. Anush Harutyunyan è una professoressa universitaria della Shoushu Technological University, madre di quattro figli e rimasta vedova dopo che suo marito è morto nella guerra dei 44 giorni del 2020.&nbsp; Contattata telefonicamente ha così raccontato la sua vita a Stepanakert, la capitale dell’Artsakh, dove la quotidianità è scandita dalla privazione e dalla paura: “La mia paura è l&#8217;incertezza su cosa accadrà domani, e per domani non intendo il futuro, ma letteralmente cosa accadrà tra 24 ore, poiché abbiamo problemi esistenziali. Non sappiamo cosa farà domani l’Azerbaijan, come le grandi potenze vogliono comportarsi, di chi saremo il bersaglio, chi ci userà per ricattare chi e di quale grande-gioco geopolitico siamo divenuti pedine. Non sappiamo se ci sarà una nuova aggressione, o peggio ancora se saremo condannati a divenire forzatamente cittadini dell’Azerbaijan. Questo è lo scenario che mi fa più paura di tutti, per me e per i miei bambini. Come possiamo vivere liberi e in pace in un Paese che predica da decenni l’odio contro gli armeni attraverso una retorica anti armena propagandata sin dalle scuole primarie?”.</p>



<p>Quanto sta accadendo ora è il prosieguo, o una nuova fase, del conflitto che, nel 2020, dopo che l’esercito di Baku aggredì il territorio del Nagorno Karabakh, <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/il-nagorno-karabakh-in-fiamme.html">sconvolse per 44 giorni </a>la regione contesa e terminò con la vittoria dell’esercito azerbaigiano e la firma dei tratti di cessate il fuoco del 9 novembre. Stando agli accordi siglati con la mediazione di Mosca il corridoio di Lachin dovrebbe consentire il transito di mezzi e persone tra Armenia e Artsakh e rimanere sotto controllo del contingente delle forze di pace russe, ma nulla di tutto ciò sta avvenendo. Se dal lato azero si registrano violazioni di quanto sottoscritto a termine del conflitto, dal lato russo invece si riscontra un immobilismo e un atteggiamento ondivago e traccheggiante. Le forze russe infatti non sono intervenute per riprendere controllo dell’strada che collega il Karabakh e l’Armenia e, sebbene dai soldati di Mosca sia stato posto all’ingresso di Stepanakert un ritratto di Putin con la scritta “uomo dell’anno”, in Armenia e in Artsakh il leader del Cremlino è sempre più impopolare. A riprova di ciò va considerato, oltre all’atteggiamento pilatesco dei soldati russi schierati in loco, anche un aumento delle tensioni politiche negli ultimi mesi tra Yerevan e Mosca e il fatto che il Cremlino è il principale fornitore di armi all’Azerbaijan, oltre che di gas che viene poi triangolato in Europa aggirando così le sanzioni.</p>



<p>Nelle ultime ore le affermazioni del presidente armeno <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/nuova-guerra-molto-probabile-alta-tensione-armenia-e-2185268.html">Nikol Pashinya</a>n che ha dichiarato&nbsp;che, senza una firma di un accordo di pace una guerra è molto probabile, e quelle del presidente azero <a href="https://jam-news.net/ilham-aliyev-international-law-works-selectively/">Ilham Aliyev</a> che ha ribadito, durante il Global Media Forum tenutosi a Shushi il 21 e il 22 luglio 2023: “Se l&#8217;Armenia accetta una clausola in cui si astiene completamente da qualsiasi rivendicazione territoriale contro l&#8217;Azerbaigian, penso che sarà davvero possibile firmare un trattato di pace entro la fine di quest&#8217;anno. In caso contrario non ci sarà pace”, fanno temere che una escalation armata nel Caucaso sia più certa che possibile e questa volta, visti anche gli attacchi condotti dall’Azerbaijan al territorio armeno nell’ultimo anno, il rischio è che coinvolga direttamente&nbsp; Yerevan e Baku facendo precipitare la regione in una spirale di conflitti e violenze estremamente feroci e drammatici. </p>



<p>Se per la geopolitica la regione del Caucaso meridionale è ora campo di analisi e previsioni su un possibile conflitto e scenario bellico non troppo remoto, per la popolazione del Karabakh il dramma invece si sta già consumando e di giorno in giorno è sempre più spietato. Vahagn Khachatryan, giornalista del settimanale Aparaj ha così commentato la situazione: “A causa della mancanza di benzina quasi tutte le attività produttive e agricole si sono fermate, la gente deve fare la fila davanti ai negozi vuoti per procurarsi del cibo e a volte c&#8217;è chi torna a casa senza niente, c’è assenza di tutto ma la nostra più grande e ultima paura non è la mancanza di cibo, di benzina o di farmaci, ma essere esiliati con forza dal luogo dove abbiamo vissuto per migliaia di anni e non capisco come il mondo possa rimanere indifferente difronte a quanto sta avvenendo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-crisi-umanitaria-senza-precedenti-minaccia-gli-armeni-cristiani-del-nagorno-karabakh.html">Una crisi umanitaria senza precedenti minaccia gli armeni cristiani del Nagorno Karabakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La catastrofe umanitaria minaccia il Nagorno Karabakh</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-catastrofe-umanitaria-minaccia-il-nagorno-karabakh.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 07:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=378320</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1424" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-1024x760.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-1536x1140.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-2048x1519.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra del Nagorno Karabakh non è finita con gli accordi trilaterali di cessate il fuoco firmati da Armenia, Russia e Azerbaijan il 9 novembre del 2020, e basta osservare quanto sta avvenendo in queste ore nella regione dell’Artsakh per rendersene conto. Il conflitto è semplicemente mutato, una nuova fase della guerra ha avuto inizio, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-catastrofe-umanitaria-minaccia-il-nagorno-karabakh.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-catastrofe-umanitaria-minaccia-il-nagorno-karabakh.html">La catastrofe umanitaria minaccia il Nagorno Karabakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1424" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-1024x760.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-1536x1140.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227081825629_09f206821e6ba90aa9d1257808c8d5c4-2048x1519.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/il-nagorno-karabakh-in-fiamme.html">La guerra del Nagorno Karabakh</a> </strong>non è finita con gli accordi trilaterali di cessate il fuoco firmati da Armenia, Russia e Azerbaijan il 9 novembre del 2020, e basta osservare quanto sta avvenendo in queste ore nella regione dell’Artsakh per rendersene conto. Il conflitto è semplicemente mutato, una nuova fase della guerra ha avuto inizio, in queste ore infatti non sono ci esplosioni e bombardamenti tra le valli del Caucaso meridionale ma c&#8217;è una crisi umanitaria indotta a minacciare la vita dei cittadini armeni che vivono nel territorio dell’autoproclamata Repubblica dell’Artsakh.</p>



<p>Dal 12 dicembre centinaia di attivisti azerbaigiani hanno interrotto la strada che collega Goris con Stepanakert, ovvero l’unica arteria che mette in comunicazione l’Armenia con la piccola autoproclamata Repubblica dell’Artsakh, isolando così i cittadini armeni dal resto del mondo. Da giorni<a href="https://www.france24.com/en/europe/20221215-armenia-says-azerbaijan-behind-nagorno-karabakh-roadblock-crisis"> i dimostranti impediscono il passaggio</a> di uomini, mezzi, viveri, medicinali, in molti casi anche delle ambulanze e quest&#8217;azione <a href="https://www.armenpress.am/eng/news/1100035/">ha già mietuto la prima vittima</a>.</p>



<p>Non è la prima volta che si registrano provocazioni e violazioni della tregua &nbsp;dopo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/nagorno-karabakh-i-lasciti-della-guerra.html">la fine della guerra dei 44 giorni iniziata</a> il 27 settembre 2020 con l’aggressione da parte di Baku e che ha causato oltre 7&#8217;000 morti e più di 100&#8217;000 sfollati. In numerose occasioni ci sono stati scontri nelle aree di contatto tra l’esercito azerbaigiano e quello armeno, si è verificata ripetutamente la chiusura delle forniture di gas e di acqua potabile ai territori del Nagorno Karabakh e adesso un blocco stradale sta prendendo in ostaggio l’intera popolazione armena.</p>



<p>L’autoproclamata Repubblica dell’Artsakh, che conta 120&#8217;000 abitanti <strong>importa quotidianamente 400 tonnellate di beni di prima necessità </strong>dall’Armenia (grano, farina, verdura, frutta…) e questo dato dà la dimensione di quanto sia vitale per la sopravvivenza della popolazione locale il collegamento con Yerevan.</p>



<p>Gli attivisti azeri che a partire dal 12 dicembre hanno bloccato la strada hanno dichiarato di farlo per la difesa dell’ambiente e contro le attività estrattive che avvengono nella regione. Le rivendicazioni degli “ecoattivisti” sono state però messe in discussione da <strong><a href="https://ombuds.am/images/files/54e62052ad99432e130355ec768bd53f.pdf?fbclid=IwAR2uKBctv1ChckEDRAkZLF8dXIqazl3RBrClf4LHqMZjpZRcKcF4MvZ9nEk">un report pubblicato dai Difensori dei diritti umani</a><a href="https://www.ombuds.am/en_us/site/ViewNews/2443"> </a></strong>dell’Armenia e dell’Artsakh che nella loro relazione hanno denunciato con queste parole quanto sta avvenendo: “i blocchi stradali in corso sono in realtà finte manifestazioni ambientaliste inscenate da attivisti appartenenti ad organizzazioni finanziate dal governo azero o direttamente riconducibili a fondazioni della famiglia del premier Aliyev” e poi il report aggiunge che tra i dimostranti sono riconoscibili “numerosi appartenenti ai servizi speciali di sicurezza azeri”. I numerosi video e filmati che circolano su<a href="https://twitter.com/khurshud/status/1604848055953797122/photo/1"> Twitter &nbsp;</a> inoltre ritraggono i manifestanti intonare canzoni nazionaliste e inneggiare ai<strong> Lupi Grigi</strong>, l’organizzazione ultra nazionalista turca di cui faceva parte anche Ali Agca, l’attentatore di Giovanni Paolo II.</p>



<p>“Mi preoccupa la situazione creatasi nel Corridoio di Lachin, nel Caucaso meridionale. In particolare sono preoccupato per le precarie condizioni umanitarie delle popolazioni che rischiano ulteriormente di deteriorarsi nel corso della stagione invernale<em>”.</em> E’ con queste parole che <a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2022-12/papa-appello-angelus-corridoio-di-lacin-armenia-ucraina.html"><strong>domenica Papa Francesco</strong></a>, al termine dell’Angelus, ha espresso la sua personale apprensione per quanto sta accadendo. E enorme preoccupazione è trasparsa anche dalle parole di Karen, un cittadino di Stepanakert, intervistato da InsideOver: “Al momento la città è isolata e la popolazione sta ricorrendo alle proprie scorte di viveri, ma se questo blocco stradale dovesse durare ancora una settimana, forse anche meno, le conseguenze per tutti gli abitanti dell’Artsakh saranno catastrofiche. Tutto è bloccato, scuole e ospedali non possono funzionare, non sappiamo quanto possono durare le riserve di combustibile e di alimenti; se l’isolamento perdurerà il mondo dovrà rispondere di una tragedia”. Le immagini che arrivano dalla capitale dell’Artsakh mostrano i banchi del mercato completamente vuoti, i negozi di alimentari hanno le saracinesche abbassate, i medici lanciano appelli disperati dalle corsie degli ospedali e se oltre alla mancanza di beni si considera che per oltre 50 ore, in questi 10 giorni di isolamento, sono state tagliate anche le forniture di gas, si può a vere una comprensione chiara e vivida dell’emergenza umanitaria che sta colpendo la regione.</p>



<p>L’interruzione del corridoio di Lachin (la strada che collega l’Armenia con l’Artsakh ndr.) viola gli accordi siglati il 9 novembre, infatti il sesto punto del testo della tregua recita: <em>“Il corridoio di Lachin che assicurerà la comunicazione tra l’Armenia e il Nagorno Karabakh, e che aggirerà la città di Shushi, dovrà rimanere sotto il controllo del contingente di peacekeeping della Federazione Russa</em>”. Al momento in Karabakh, e a presidio del checkpoint degli attivisti azeri, sono dispiegati i soldati di Mosca come forze di interposizione ma questi si stanno dimostrando “neutrali” non facendo <strong>alcuna azione per riconsentire</strong> il transito di persone e merci tra l’Armenia e l’Artsakh. Molti analisti suppongono che dietro l’atteggiamento di inamovibile estraneità dei soldati russi via sia la longa manu di Putin visto che i suoi rapporti con il premier armeno Pashinyan si sono fatti sempre più tesi negli ultimi mesi, come dimostra lo scontro tra i due avvenuto a fine novembre in occasione <strong><a href="https://www.theguardian.com/world/2022/nov/25/putinsgrip-regional-allies-loosen-again-after-armenia-snub-csto-summit">del summit del OTSC </a></strong>(Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva). E inoltre studiosi e giornalisti internazionali suppongono &nbsp;anche che lo Zar tema uno scontro frontale con Baku poiché rischierebbe così di deteriorare i rapporti con Ankara, storico alleato dell’Azerbaijan, e di spingere Aliyev ad avvicinarsi ulteriormente al blocco occidentale di cui già ora è uno dei principali fornitori di gas.</p>



<p>Ieri sera il<strong><a href="https://press.un.org/en/2022/sc15154.doc.htm"> Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite</a></strong>, mentre a Yerevan migliaia di persone hanno marciato sotto l’ambasciata russa e sino alla sezione locale dell’ONU per chiedere la riapertura del corridoio di Lachin, ha discusso di quanto sta accadendo nel Caucaso meridionale e molteplici sono stati i Paesi che hanno condannato l’azione dei dimostranti azerbaigiani e hanno chiesto un apertura della strada che collega l’Armenia con l’Artsakh per scongiurare un acuirsi della crisi.</p>



<p>Al momento 120&#8217;000 persone sono completamente isolate, di queste, 30&#8217;000 sono bambini e più di 1000 persone sono impossibilitate a ricongiungersi con i propri cari compresi i giovani ragazzi del Nagorno Karabakh che si sono recati a Yerevan in occasione dell’Eurovision junior e che adesso non hanno modo di tornare dai genitori. Ma la situazione più delicata la si riscontra nel nosocomio di Stepankert dove si registrano 10 bambini in terapia intensiva di cui uno in condizioni estremamente critiche, 11 adulti sono anch’essi in terapia intensiva e una persona è deceduta a causa della mancanza tempestiva dei trattamenti necessari.</p>



<p>La tragedia è imminente e per comprendere la portata di quanto sta accadendo è bene citare un altro passaggio della relazione degli osservatori dei Diritti Umani che lanciano un appello finale, dai toni disperati, nei confronti della comunità internazionale: “fermate il prima possibile lo spopolamento della nativa gente armena dall’Artsakh, e anche l’eventuale suo sterminio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-catastrofe-umanitaria-minaccia-il-nagorno-karabakh.html">La catastrofe umanitaria minaccia il Nagorno Karabakh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Libia, Afghanistan, Nagorno: la Russia sotto pressione fuori dall&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-afghanistan-nagorno-la-russia-sotto-pressione-fuori-dall-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 04:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=368007</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin sulla Piazza Rossa (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-1024x522.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-1536x783.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-2048x1044.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;esplosione davanti l&#8217;ambasciata a Kabul di inizio settembre ha rappresentato un segnale molto potente. Quanto accaduto davanti la sede diplomatica russa nella capitale afghana, a prescindere dalle ricostruzioni e dalle interpretazioni, ha messo in chiara una cosa: gli obiettivi di Mosca all&#8217;estero sono più vulnerabili. Specie adesso che la guerra in Ucraina sta subendo pieghe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-afghanistan-nagorno-la-russia-sotto-pressione-fuori-dall-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-afghanistan-nagorno-la-russia-sotto-pressione-fuori-dall-ucraina.html">Libia, Afghanistan, Nagorno: la Russia sotto pressione fuori dall&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin sulla Piazza Rossa (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-1024x522.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-1536x783.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEj6WoZTC8GJqeStvOv_ANSA-scaled-e1654271265572-2048x1044.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kabul-cosa-puo-significare-lattacco-allambasciata-russa.html">L&#8217;esplosione davanti l&#8217;ambasciata a Kabul di inizio settembre</a> ha rappresentato un segnale molto potente. Quanto accaduto davanti la sede diplomatica russa nella capitale afghana, a prescindere dalle ricostruzioni e dalle interpretazioni, ha messo in chiara una cosa: gli obiettivi di Mosca all&#8217;estero sono più <strong>vulnerabili</strong>. Specie adesso che la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-sta-sviluppando-la-guerra-in-ucraina.html">guerra in Ucraina</a> sta subendo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-ucraini-avanzano-a-sud-di-kharkiv-i-russi-rischiano-di-perdere-izyum.html">pieghe inaspettate agli occhi del Cremlino</a>. Gli scontri esplosi poi nelle ultime ore <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-scontri-nel-nagorno-karabakh-ecco-cosa-succede-lungo-il-fronte.html">tra Armenia e Azerbaijan</a> potrebbero arrecare ulteriori grattacapi alla diplomazia russa. E il tutto si andrebbe ad aggiungere poi alle vicende relative allo scenario libico, altro scacchiere dove la Russia è impegnata, e agli scambi di colpi d&#8217;arma da fuoco tra tagiki e kirghisi. La domanda quindi sorge spontanea: esiste un nesso di casualità tra tutti questi episodi?</p>
<h2>Quel filo comune che inquieta Mosca</h2>
<p>L&#8217;unica cosa certa al momento che, prima ancora che un nesso di casualità, a legare i casi è un nesso comune rappresentato dagli interessi russi nelle aree coinvolte. In <strong>Afghanistan</strong> il Cremlino ha scommesso parecchio sul <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">nuovo corso talebano</a>. Quando il 15 agosto 2021 gli studenti coranici sono arrivati al potere, l&#8217;ambasciata di Mosca è stata una delle poche a non chiudere. E a distanza di un anno esatto è invece l&#8217;unica a subire un grave attentato terroristico. Anche in <strong>Libia</strong> il Cremlino ha scommesso molto e già da molti anni. Sostiene il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Haftar</a> dal 2016, nonostante spesso come alleato quest&#8217;ultimo si è dimostrato poco affidabile. Ad ogni modo nel Paese nordafricano sono ancora presenti membri della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html">Wagner</a>, la compagnia militare privata russa, a supporto delle milizie del generale.</p>
<p>Proprio in Libia<a href="https://it.insideover.com/guerra/l-italia-inerme-davanti-lo-spettro-di-una-nuova-ondata-di-migranti.html"> si è tornati a sparare negli ultimi giorni</a>. A Tripoli gruppi legati al governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html">Ddebeiba</a>, riconosciuto dall&#8217;Onu, hanno respinto l&#8217;assalto dato invece da milizie a supporto di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fathi-bashagha.html">Fathi Bashaga</a>, l&#8217;altro premier che rivendica il governo sul Paese. Un golpe fallito e un episodio a cui probabilmente la Russia ha assistito come mera spettatrice interessata. Ma di certo, al tempo stesso, anche un ennesimo caso che dimostra l&#8217;estrema complessità degli scenari dove Mosca è impegnata. Peraltro Bashaga è molto più vicino ad Haftar e alle istituzioni situate nella Libia orientale, lì dove il Cremlino ha i maggiori agganci.</p>
<p>C&#8217;è poi l&#8217;inquietante scenario del <strong>Caucaso</strong>, dove tra Armenia e Azerbaijan sono riprese le ostilità. Forse si tratta delle &#8220;solite&#8221; scaramucce che accadono tra le due parti da trent&#8217;anni a questa parte e culminate con la guerra di fine 2020, conclusa con un cessate il fuoco che ha ridato a Baku la sovranità su gran parte della regione contesa del <strong>Karabakh</strong>. Un accordo mediato dalla Russia, la quale sul campo ha inviato una forza di interposizione. A prescindere se si tratti o meno del solito scambio di colpi, di certe le tensioni hanno messo in forte discussione il cessate il fuoco e posto Mosca in una posizione di discreto imbarazzo. Al Cremlino tutto si sperava, meno che impiegare uomini ed energie per provare a dirimere l&#8217;ennesima controversia tra Yerevan e Baku.</p>
<h2>Mosca sempre più vulnerabile?</h2>
<p>Impossibile parlare di &#8220;regia comune&#8221; dietro quanto avvenuto in Afghanistan, Libia e Caucaso. Impossibile oltre che superfluo. Perché l&#8217;unico dato che conta, al netto di un certo eventuale nesso di casualità tra i tre eventi, è che la Russia oggi si riscopre ancora più <strong>vulnerabile</strong>. Nel pieno di una guerra che in Ucraina non sta andando secondo i piani, nonostante quanto dichiarato ufficialmente, il Cremlino è chiamato a prendere coscienza del fatto che lì dove ci sono altri suoi interessi ci sono anche situazioni difficili da monitorare.</p>
<p>In Afghanistan una lotta tutta interna ai talebani potrebbe aver contribuito a dirottare contro un obiettivo russo la mano che ha armato il kamikaze fattosi esplodere dinnanzi l&#8217;ambasciata di Mosca. In Libia un Haftar non così forte come qualche anno fa, potrebbe compromettere non pochi interessi russi, specialmente nell&#8217;est del Paese. Nel Caucaso le tensioni mai domate potrebbero chiamare Mosca a una difficile mediazione, oltre che mettere in pericolo i soldati inviati dal Cremlino come forza di interposizione. Peraltro la Russia deve fare i conti con la tensione esplosa, sempre negli ultimi giorni, in un&#8217;altra area dello spazio ex sovietico. Spari infatti sono stati registrati mercoledì tra soldati di frontiera kirghisi e tagiki, rinnovando un conflitto tra i due Paesi latente da diverso tempo.</p>
<p>Forse al momento soltanto la <strong>Siria</strong> rappresenta un fronte a cui i russi possono guardare con meno tensione, ma solo perché stanno tenendo gli accordi siglati anni fa con Erdogan per il fragile equilibrio fissato all&#8217;interno del Paese arabo. Per il resto, Mosca appare sotto forte pressione. Lì dove vuole aumentare il proprio peso nel Mediterraneo, ossia in Libia, i suoi alleati appaiono in difficoltà. Lì dove vuole rinnovare la propria zona di influenza e il proprio ruolo di forza di intermediazione, ossia lo spazio ex sovietico, più Paesi si fronteggiano a vicenda rischiando di destabilizzare intere regioni. E infine in quell&#8217;Afghanistan dove il Cremlino vuole sfruttare lo spazio libero lasciato dagli Usa, la Russia deve anche affrontare molte insidie. In questa maniera, la diplomazia russa rischia di apparire poggiata su piedi di argilla. Circostanza che Mosca, specie in questa fase, non può permettersi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-afghanistan-nagorno-la-russia-sotto-pressione-fuori-dall-ucraina.html">Libia, Afghanistan, Nagorno: la Russia sotto pressione fuori dall&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/630 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-05-21 01:17:59 by W3 Total Cache
-->