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	<title>Guerra civile in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra civile in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Molotov e fucili&#8221;. La guerra del veterano contro i sovietici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 17:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1146" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-1024x611.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-1536x917.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-2048x1223.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(da Porvoo, Finlandia) La casa di Hans Andersson spunta dopo un sentiero immerso nei campi. Il legno rosso dell’abitazione contrasta con il verde intenso dei prati e in lontananza non si sente altro che il soffio del vento che accarezza l’erba e il canto degli uccelli. Qui il mondo sembra lontano nel tempo e nello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/finlandia-sul-fronte-nord-della-guerra-fredda/molotov-e-fucili-la-guerra-del-veterano-contro-i-sovietici.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1146" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-1024x611.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-1536x917.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Continuation_War_1941-2048x1223.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>(da Porvoo, Finlandia) La casa di <strong>Hans Andersson</strong> spunta dopo un sentiero immerso nei campi. Il legno rosso dell’abitazione contrasta con il verde intenso dei prati e in lontananza non si sente altro che il soffio del vento che accarezza l’erba e il canto degli uccelli. Qui il mondo sembra lontano nel tempo e nello spazio. Eppure, è proprio in questo scenario fiabesco che vive uno degli ultimi testimoni della storia finlandese: Hans, classe 1922, è uno degli ultimi reduci delle guerre combattute contro l’<strong>Unione Sovietica</strong> in questo estremo lembo d’Europa.</p>
<p>Ci accoglie nel salotto con gli occhi limpidi e curiosi, e una stretta di mano sincera. Il figlio, Bjarne, ci fa da interprete, e così ha inizio un racconto che sembra riavvolgere il nastro della storia fino alle radici di quanto accade oggi. Una testimonianza viva di un passato che per noi, abituati a un mondo frenetico e istantaneo, appare lontanissimo. E invece è più vicino di quanto si possa credere.</p>
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<p>La sua storia inizia con la <strong>Guerra d’inverno</strong>, quella combattuta tra il 1939 e il 1940. “Avevo 17 anni e un fucile”, ci dice, “sorvegliavo uno dei due ponti a nord di Porvoo”. La prima linea la conoscerà dopo pochi mesi, con la Guerra di continuazione. “A 19 anni fui chiamato per il servizio militare. Dopo tre mesi di addestramento, fummo inviati sul fronte di Aunus, tra i laghi di Ladoga e Onega. Abbiamo combattuto nei boschi e nella neve. La nostra sistemazione era scadente. Dormivano in un buco nel terreno con solo un tetto di legno&#8230; Tra la mia unità dell&#8217;esercito e la successiva unità finlandese c&#8217;era un&#8217;area paludosa di 10 chilometri. Pensavamo che questo ci avrebbe protetto perché i carri armati russi normalmente non potevano attraversare la palude, ma l&#8217;inverno era freddo e una divisione sovietica poteva irrompere e attaccarci&#8221;, racconta Hans. La guerra proseguì fino al 1944: “L’esercito russo iniziò una grande offensiva. Il nostro reggimento fu inviato verso il fronte della Carelia. Nella battaglia di Tienhaara, vicino Viborg, fermammo in parte l’attacco russo e ci ritirammo. La pace fu annunciata alla fine dell’estate del 1944”.</p>
<figure id="attachment_361788" aria-describedby="caption-attachment-361788" style="width: 479px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="size-full wp-image-361788" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Hans-i-uniform-på-Påås-1.jpg" alt="" width="479" height="894" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Hans-i-uniform-pa%CC%8A-Pa%CC%8Aa%CC%8As-1.jpg 479w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Hans-i-uniform-pa%CC%8A-Pa%CC%8Aa%CC%8As-1-161x300.jpg 161w" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" /><figcaption id="caption-attachment-361788" class="wp-caption-text">Il giovane Hans in uniforme</figcaption></figure>
<p>Una guerra che sembrava impari quanto a forze in campo, ma in cui la <strong>Finlandia</strong> dimostrò di saper resistere. “La nostra arma principale era il fucile personale dei soldati, spesso un vecchio modello della Prima guerra mondiale. Non avevamo carri armati, ma la nostra artiglieria e aviazione erano abbastanza ben equipaggiate. Poi avevamo le molotov, che usavamo contro i carri armati. E, ultimo ma non meno importante, da parte nostra avevamo il “Sisu”, un termine che per i finlandesi rappresenta <strong>spirito combattivo</strong>, coraggio, forza e resistenza”. E il “Sisu” in effetti sembra avere avuto un peso enorme in un conflitto in cui tutto appariva orientato verso la vittoria sovietica.</p>
<p>Molotov, carri armati e la resistenza a un attacco russo ci riportano al presente. Non sembra così diverso quanto accade da mesi in Ucraina e chiediamo ad Hans cosa ha pensato vedendo le immagini che giungono dal fronte dell’Europa orientale. “È una situazione familiare per me, i russi che attaccano un vicino&#8230; Mi sento vicino al popolo <strong>ucraino</strong>. Ci sono così tanti civili nella zona di guerra&#8230; Noi evacuammo circa 400mila persone dalla Carelia”.</p>
<p>Ma nonostante questi ricordi, il veterano non lascia trasparire sentimenti di odio verso i russi. &#8220;Durante gli anni Trenta in Finlandia crebbe il timore per una nuova guerra e dovemmo fare i preparativi per un conflitto contro la Russia. Dopo la guerra abbiamo iniziato a commerciare con i russi. Urho Kekkonen fu eletto presidente nel 1956 ed era un politico attento alla realtà e buon amico dei russi. I finlandesi in generale si sono adattati alla realtà e hanno considerato i russi come un vicino con cui poter vivere. Quando l&#8217;Unione Sovietica è crollata pensavamo che il nostro rapporto si sarebbe evoluto in una direzione ancora migliore, invece le cose sono peggiorate. Ecco perché facciamo domanda per l&#8217;adesione alla <strong>Nato</strong>. Non possiamo fidarci del nostro vicino orientale&#8221;. Hans, come molti finlandesi, non era un fautore della Finlandia nella Nato fino all’inizio del conflitto in Ucraina. “Prima ero contrario all’adesione alla Nato, ma la guerra in Ucraina ha cambiato tutto. Non possiamo essere soli e dobbiamo poter ricevere aiuto. Spero che la Turchia non fermi la nostra domanda di adesione”.</p>
<p>Salutiamo Hans e ci ritroviamo di nuovo sotto il sole. Il fiume, in lontananza, segna i confini dei suoi terreni. Ci guardiamo intorno e pensiamo che quel panorama è lo stesso che vedeva un ragazzo del 1922 mentre imbracciava il fucile per difendere la patria. La storia non è solo quella dei grandi leader: ma anche dei tanti Hans che l’hanno vissuta davvero.</p>
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		<title>&#8220;Traditore&#8221;, &#8220;Morto per l&#8217;Ucraina&#8221;. Lo strano caso di Denis Kireev</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/traditore-morto-per-lucraina-lo-strano-caso-di-denis-kireev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 09:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[spia]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1585" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Denis Kireev (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-300x248.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-1024x845.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-768x634.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-1536x1268.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-2048x1690.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La morte di Denis Kireev, uno dei delegati ucraini nelle trattative con la Russia, è ancora avvolta nel mistero. Le versioni che arrivano da Kiev sono contrastanti e indicano che su questa scomparsa potrebbe esserci una vera e propria battaglia non solo per intestare l&#8217;uccisione, ma anche per definire chi ha &#8220;sbagliato&#8221; nello Stato profondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/traditore-morto-per-lucraina-lo-strano-caso-di-denis-kireev.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1585" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Denis Kireev (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-300x248.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-1024x845.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-768x634.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-1536x1268.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX9aVmzQIj3gUzpW80-z_ANSA-2048x1690.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La morte di <strong>Denis Kireev</strong>, uno dei delegati ucraini nelle trattative con la Russia, è ancora avvolta nel mistero. Le versioni che arrivano da Kiev sono contrastanti e indicano che su questa scomparsa potrebbe esserci una vera e propria battaglia non solo per intestare l&#8217;uccisione, ma anche per definire chi ha &#8220;sbagliato&#8221; nello Stato profondo ucraino.</p>
<p>Dopo la notizia della morte di Kireev, banchiere di fama internazionale, la <strong>prima versione</strong> è stata quella di un&#8217;esecuzione con un colpo alla testa per tradimento. Per la versione ufficiale, o meglio, la prima versione ufficiale, l&#8217;uomo era una spia di Mosca. La conferma sarebbe giunta da alcune intercettazioni telefoniche: a quel punto gli uomini del <strong>Služba Bezpeky Ukrayiny (SBU)</strong> sono entrati in azione assassinandolo &#8220;all&#8217;ingresso del tribunale di Pechersk&#8221;, a Kiev. I dettagli sono stati forniti dalla <em>Ukrainska Pravda</em> e dalla <em>Unian</em>, l&#8217;agenzia di stampa ucraina e da alcuni analisti a conoscenze del dossier.</p>
<p>Poi, dopo alcune ore, è arrivata una <strong>seconda versione</strong>, direttamente delle forze armate ucraine, che smentisce clamorosamente quella precedente: Kireev era in realtà una spia di Kiev caduta in missione insieme ad altri due funzionari. &#8220;Durante l&#8217;esecuzione di compiti speciali, tre <span class="hilg1">spie</span> sono state uccise: dipendenti della direzione principale dell&#8217;intelligence del Ministero degli affari interni: Alexei Ivanovich, Chibineev Valery Viktorovich, Denis Borisovich Kireev. Sono morti difendendo l&#8217;Ucraina e il loro impegno ci ha avvicinato alla vittoria!&#8221; ha twittato l&#8217;esercito. Nessuna rivelazione su mandanti e killer, ma quello che è certo che dal comando delle forze ucraine negano che l&#8217;uomo fosse una spia russa. Anzi, lavorava proprio per fermarli.</p>
<p>La versione è stata confermata anche dall&#8217;intelligence ucraina con un tweet.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="uk" dir="ltr">❗️Під час виконання спеціальних завдань, загинули три розвідники — співробітники Головного управління розвідки Міністерства оборони України: </p>
<p>🎖Доля Олексій Іванович<br />🎖Чибінєєв Валерій Вікторович <br />🎖Кірєєв Денис Борисович<a href="https://twitter.com/hashtag/%D0%93%D0%A3%D0%A0%D0%BF%D0%B0%D0%BC%D1%8F%D1%82%D0%B0%D1%94?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ГУРпамятає</a> <a href="https://t.co/6qKcwAZyME">pic.twitter.com/6qKcwAZyME</a></p>
<p>&mdash; Defence intelligence of Ukraine (@DI_Ukraine) <a href="https://twitter.com/DI_Ukraine/status/1500188808465293318?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>La doppia versione conferma un alone di mistero che non poteva non esserci per un caso che è a tutti gli effetti una <em>spy story</em>. Il profilo dell&#8217;uomo aveva provocato alcuni interrogativi già durante il primo round di negoziati a <strong>Gomel</strong>, quando la sua figura era apparsa in alcune foto in giacca e cravatta (unico tra i negoziatori) ma non nella lista ufficiale dei delegati. A destare più di un sospetto era soprattutto il suo legame con <strong>Andriy Petrovych Klyuyev</strong>, oligarca ucraino, magnate dell&#8217;energia solare e molto vicino al presidente filorusso Victor Yanukovich, tanto da essere oggetto di sanzioni per legami con entità separatiste. La morte del negoziatore banchiere, pertanto, è apparsa a molti osservatori come la conferma di una rete di interessi russi che sarebbe arrivata direttamente all&#8217;interno del circolo di delegati ucraini che doveva trattare con Mosca. Rete che, <a href="https://www.corriere.it/politica/22_marzo_07/ucciso-negoziatore-ucraino-denis-kireev-spia-russa-29d7f7c2-9d7c-11ec-8091-c757fb575d22.shtml">come ricorda <em>Il Corriere della Sera</em></a>, secondo l&#8217;intelligence occidentale avrebbe anche pianificato una &#8220;Repubblica popolare dell&#8217;Ucraina&#8221; attraverso sabotaggi e omicidi mirati che dovevano condurre al tracollo del sistema.</p>
<hr />
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<hr />
<p>In questi casi, la <strong>verità</strong> è impossibile da raggiungere. La morte di Kireev lascerà sempre dei dubbi, che sorgono necessariamente in una guerra di ombre e di propaganda che si combatte parallelamente a quella sul campo. Kiev potrebbe scegliere di perorare la causa del tradimento per dimostrare la pervasività dei russi, ma manifestando anche la forza dei propri servizi segreti nello scoprire i nemici del Paese. D&#8217;altro canto, la smentita del comando ucraino potrebbe anche essere interpretata in due modi: qualcuno dirà che serve a coprire una falla nel sistema dell&#8217;intelligence, qualcun altro che serve a far capire che non ci sono defezioni in Ucraina, stringendo i ranghi durante il momento di enorme difficoltà.</p>
<p>Da <strong>Mosca</strong> per ora nessuna presa di posizione netta. Il 5 marzo, il presidente della Commissione esteri della Duma russa, <strong>Leonid Slutsky</strong>, aveva parlato in televisione di dubbi sulla morte di Kireev, ricordando anzi che fosse &#8220;una persona di fiducia di David Arakhamia, capo della delegazione ucraina ai colloqui&#8221;. Anche in questo caso, è difficile che dalla Russia possa arrivare qualche verità. Confermare l&#8217;uccisione di un proprio agente in territorio nemico non piace a nessuno. Confermare la versione ucraina della morte eroica del funzionario nemmeno, perché servirebbe a svelare un&#8217;operazione di intelligence. La versione dell&#8217;esecuzione in strada, invece, potrebbe essere utilizzata come prova di quell&#8217;accusa contro il governo di Voldymyr Zelensky di essere un &#8220;regime&#8221; in un Paese da &#8220;de-nazificare&#8221;. Qualsiasi interpretazione può essere utile alla propaganda: di certo non dirà mai tutto sulla fine di Kireev.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/traditore-morto-per-lucraina-lo-strano-caso-di-denis-kireev.html">&#8220;Traditore&#8221;, &#8220;Morto per l&#8217;Ucraina&#8221;. Lo strano caso di Denis Kireev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Che cosa sono gli Accordi di Minsk sull&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/che-cosa-sono-gli-accordi-di-minsk.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 14:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi di Minsk]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1295" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-2048x1381.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La complicata vicenda del conflitto in Ucraina esploso nel 2014 e proseguito a corrente alternata e dell&#8217;influenza russa su Kiev e l&#8217;Europa orientale è normata formalmente dagli Accordi di Minsk del 2015. Formalmente noti come Protocollo di Minsk II, hanno amplificato i primi, infine deludenti, accordi siglati il 5 settembre 2014 dal Gruppo di Contatto Trilaterale sull&#8217;Ucraina, composto dai rappresentanti dell&#8217;Ucraina, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cosa-sono-gli-accordi-di-minsk.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1295" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX7o1HvCRuqwA5Rn_m3a_ANSA-2048x1381.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La complicata vicenda del <strong>conflitto in Ucraina </strong>esploso nel 2014 e proseguito a corrente alternata e dell&#8217;influenza russa su Kiev e l&#8217;Europa orientale è normata formalmente dagli <strong>Accordi di Minsk </strong>del 2015. Formalmente noti come <strong>Protocollo di Minsk II, </strong>hanno amplificato i primi, infine deludenti, accordi siglati il 5 settembre 2014 dal Gruppo di Contatto Trilaterale sull&#8217;Ucraina, composto dai rappresentanti dell&#8217;Ucraina, della Russia, e delle repubbliche popolari secessioniste di Doneck (Dnr), e Lugansk (Lnr).</p>
<p>Decisiva per la stipulazione degli accordi è stata la mediazione di <strong>Francia e Germania, </strong>che con Mosca e Kiev hanno avviato il cosiddetto &#8220;Formato Normandia&#8221; per le negoziazioni quadrilaterali. Una formula tornata in auge nei giorni in cui, tra fine 2021 e inizio 2022, l&#8217;Est d&#8217;Europa è tornato a scaldarsi.</p>
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		<title>La &#8220;galassia&#8221; filorussa in Ucraina: ecco su chi potrebbe puntare Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-galassia-filorussa-in-ucraina-ecco-su-chi-potrebbe-puntare-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 06:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Donbass]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-2048x1153.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il panorama politico ucraino è sempre stato poco decifrabile. A differenza che in Europa, la dicotomia tra destra e sinistra non è mai stata così marcata. Esistono movimenti di estrema destra, come Pravy Sektor e Svoboda, ed esistono partiti risalenti alla galassia comunista di epoca sovietica. L&#8217;alternanza avuta dopo l&#8217;indipendenza del 1991 però ha sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-galassia-filorussa-in-ucraina-ecco-su-chi-potrebbe-puntare-mosca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-2048x1153.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA2003713-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il panorama politico ucraino è sempre stato poco decifrabile. A differenza che in Europa, la dicotomia tra destra e sinistra non è mai stata così marcata. Esistono <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-svoboda.html">movimenti di estrema destra</a>, come<strong> Pravy Sektor</strong> e <strong>Svoboda</strong>, ed esistono partiti risalenti alla galassia comunista di epoca sovietica. L&#8217;alternanza avuta dopo l&#8217;indipendenza del 1991 però ha sempre riguardato formazioni più o meno centriste, difficilmente catalogabili nelle tradizionali categorie politiche. Questo perché in Ucraina, a partire dall&#8217;inizio del nuovo secolo, il vero perno delle discussioni ha riguardato i rapporti con la <strong>Russia</strong>. I politici al potere si sono distinti tra filorussi e filo occidentali. Fino al 2014 il parlamento era dominato da formazioni più vicine al Cremlino. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/perche-si-parla-di-una-crisi-tra-ucraina-e-russia.html">Dopo le rivolte di piazza Maidan</a> si è instaurata una nuova classe dirigente vicina invece all&#8217;occidente. Se la Russia dovesse invadere il Paese, a chi si rivolgerebbe?</p>
<h2>Chi c&#8217;era al potere fino al 2014</h2>
<p>Alla vigilia delle proteste di piazza Maidan i veri protagonisti della politica ucraina erano <strong>Viktor Yanukovich</strong> e<strong> Mykola Azarov</strong>. Il primo era presidente della Repubblica e il secondo invece premier. Un tandem in vigore dal 2010, anno dell&#8217;elezione di Yanukovich e della sua personale rivincita contro Viktor Yushenko, primo presidente filo occidentale della storia ucraina ma incapace di saper portare avanti la cosiddetta &#8220;rivoluzione arancione&#8221; del 2004. Yanukovich ha affidato ad Azarov la guida del governo e quindi il ruolo di premier, oltre che un posto di primo piano nei ranghi del<strong> Partito delle Regioni</strong>. Una formazione, quest&#8217;ultima, diventata progressivamente la più importante del Paese. Lo si è visto nelle elezioni parlamentari del 2012, dove il partito ha conquistato 187 seggi su 450 alla <em>Verchovna Rada</em>, la Camera dei deputati ucraina. Non la maggioranza assoluta, ma un numero comunque importante per formare una coalizione di governo e far rimanere in sella Azarov nel ruolo di premier.</p>
<p>Il parlamento non era comunque dominato dai filorussi. I partiti contrari alla vicinanza con Mosca anche in quell&#8217;assise erano ben rappresentati. <strong>Ucraina Patria</strong>, formazione dell&#8217;ex premier <strong>Julia Timoshenko</strong>, e <strong>Alleanza Democratica</strong>, dell&#8217;ex campione di pugilato<strong> Vitalij Klycko</strong>, sedevano all&#8217;opposizione con rispettivamente 102 e 40 deputati. Il risultato più clamoroso nel 2012 lo ha raggiunto Svoboda, capace di balzare ad oltre il 10% delle preferenze, fatto inedito per un partito di estrema destra. A far sentire la propria presenza anche i membri del Partito Comunista con 32 deputati. Il tandem Yanukovich &#8211; Azarov retto dal Partito delle Regioni ha iniziato a vacillare nel novembre 2013, quando il presidente ucraino ha annunciato l&#8217;intenzione di non firmare un accordo di intesa con l<strong>&#8216;Unione Europea</strong>, preferendo contestualmente il rafforzamento dell&#8217;alleanza con Mosca. Da qui l&#8217;inizio delle proteste culminate poi con l&#8217;estromissione, il 22 febbraio 2014, di Yanukovich dalla presidenza.</p>
<h2 class="western">Che fine hanno fatto i principali protagonisti</h2>
<p>Le proteste di piazza Maidan hanno provocato, sotto il profilo prettamente politico, la quasi totale scomparsa di uno schieramento, quello cioè filorusso. Al suo posto invece hanno preso il sopravvento i partiti filo occidentali. La classe dirigente del Partito delle Regioni è andata in gran parte fuori dall&#8217;Ucraina. Un esilio volontario per evitare di subire processi per alto tradimento legati alla perdita della Crimea e all&#8217;inizio del conflitto nel Donbass. Viktor Yanukovich la sera del 20 febbraio 2014 si è spostato a <strong>Charkiv</strong>. Qui il Partito delle Regioni aveva un&#8217;importante base di voti. Ufficialmente l&#8217;ex presidente ucraino si era spostato qui per un incontro con i vertici locali del partito. In realtà probabilmente aveva intuito di essere più sicuro a Charkiv che a Kiev. Il giorno dopo il parlamento lo ha destituito. A quel punto, <a href="https://www.agi.it/rubriche/pei-news/ucraina_putin_russia_ha_salvato_la_vita_a_yanukovich-375520/news/2015-03-15/">secondo quanto poi rivelato nel 2015 dal presidente russo Vladimir Putin</a>, i settori più estremisti di piazza Maidan avrebbero voluto vederlo morto. La notte del 23 febbraio, con l&#8217;aiuto delle forze di sicurezza di Mosca, <a href="https://it.sputniknews.com/20150623/614267.html">Yanukovich è riuscito a raggiungere il territorio russo</a>. Da quel momento in poi non ha più messo piede in Ucraina. Il 23 gennaio 2019 è stato raggiunto da una condanna per alto tradimento a 13 anni. Attualmente vivrebbe a <strong>Rostov</strong>, in Russia.</p>
<p>L&#8217;altro protagonista di quella stagione politica, Mykola Azarov,<a href="https://www.eubusiness.com/news-eu/ukraine-russia.tg5"> sarebbe invece in Austria</a>. L&#8217;ex premier è riuscito ad andare via da Kiev già prima che la situazione degenerasse. Il 31 gennaio 2014, nel tentativo di arginare le proteste, si era dimesso dal suo incarico volando a Vienna. Anche lui da quel momento non è più rientrato in Ucraina. Oltre a Yanukovich e Azarov, anche tanti altri dirigenti del Partito delle Regioni hanno lasciato il Paese. La formazione politica filorussa, dopo Maidan, si è di fatto dissolta.</p>
<h2>Chi ha preso l&#8217;eredità politica del Partito delle Regioni</h2>
<p>Il repentino cambio di vertice a Kiev è stato sigillato poi dalla vittoria dell&#8217;imprenditore filo occidentale <strong>Petro Poroshenko</strong> alle presidenziali del maggio 2014. Nell&#8217;ottobre successivo invece è stato eletto il nuovo parlamento. Qui il Partito delle Regioni non si è presentato. L&#8217;unica formazione dichiaratamente filorussa è stata rappresentata dalla lista <strong>Blocco di Opposizione</strong> la quale, da quel momento, ha preso l&#8217;eredità politica del Partito delle Regioni. Ma ha ottenuto appena 29 deputati e un ruolo quasi marginale all&#8217;interno del nuovo parlamento. Tuttavia tra i membri eletti nel 2014 spiccano nomi oggi molto attuali. A partire da <strong>Yevhen Murayev</strong>. Originario di Charkiv, nel 2016 ha fatto parlare molto di sé per la formazione di un nuovo partito filorusso denominato &#8220;<strong>Per la Vita</strong>&#8220;. Dopo aver contribuito alla nascita e alla crescita della lista, nel 2018 clamorosamente Murayev ha deciso di fondare un altro partito, il <strong>Nashi</strong>, che nel 2019 non è entrato in parlamento.</p>
<p>Il Blocco di Opposizione nel frattempo ha iniziato a essere guidato da <strong>Jurij Bojko</strong>, mentre tra le fila del Blocco per la Vita è emerso <strong>Vadim Rabinovich</strong>. Il primo è di fatto l&#8217;unico &#8220;superstite&#8221; politico della stagione di Yanukovich, essendo stato vice premier tra il 2012 e il 2014. Il secondo invece è un uomo d&#8217;affari di origine ebraica entrato in politica soltanto dopo Maidan e dal<a href="https://ita.agromassidayu.com/vadim-rabinovich-evrej-s-garantiej-read-552196"> controverso passato giudiziario</a>. Murayev, Bojko e Rabinovich rappresentano ad oggi i nomi più importanti della galassia politica filorussa post 2014. In parlamento, nelle elezioni del 2019, il Blocco Opposizione e il Blocco per la Vita hanno ottenuto assieme 43 parlamentari, piazzandosi al secondo posto alle spalle del partito del presidente Zelensky. A questi nomi poi va aggiunto quello di un amico personale di Vladimir Putin, ossia <strong>Viktor Medvedchuk</strong>. Anch&#8217;egli uomo di affari, ha fondato alcune Tv chiuse nello scorso maggio per l&#8217;accusa di fare propaganda filorussa. Lui stesso è stato posto ai domiciliari <a href="https://www.nova.news/ucraina-il-leader-dellopposizione-accusato-di-alto-tradimento/">con la grave accusa di alto tradimento. </a>A livello politico, viene definito come uno dei finanziatori più importanti del partito Per la Vita, in passato invece è stato collaboratore dell&#8217;ex presidente Kucma.</p>
<h2>Su chi potrebbe puntare la Russia</h2>
<p>L&#8217;oggetto principale delle attuali tensioni riguarda la collocazione internazionale dell&#8217;Ucraina. Il Cremlino non accetterebbe l&#8217;ingresso di Kiev all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica. Da qui le possibilità di invasione qualora il dialogo tra il governo ucraino e l&#8217;occidente dovesse andare avanti. Ma in caso di conflitto, per Mosca sarebbe essenziale avere a Kiev una leadership a sé favorevole. La domanda sorge spontanea: su chi punterebbe Mosca? L&#8217;ex presidente Yanukovich è ospitato nel territorio della federazione russa, ma difficilmente potrebbe mettere piede a Kiev. Anche per l&#8217;ex premier Azarov non esisterebbero le condizioni per un ritorno in politica. Dunque la vecchia classe dirigente pre Maidan non dovrebbe essere presa in considerazione. Al contrario, la Russia metterebbe ben volentieri gli occhi su alcuni degli uomini della &#8220;diaspora&#8221; del Partito delle Regioni. Uno quindi tra Bojko, Rabinovich e Murayev. Nei giorni scorsi si è parlato molto di quest&#8217;ultimo.</p>
<p>I servizi segreti britannici <a href="https://www-reuters-com.translate.goog/world/who-is-yevhen-murayev-named-by-britain-kremlins-pick-lead-ukraine-2022-01-23/?_x_tr_sl=en&amp;_x_tr_tl=it&amp;_x_tr_hl=it&amp;_x_tr_pto=sc">lo hanno indicato come personalità scelta per essere piazzata dalla Russia</a> al timone di un futuro governo ucraino post invasione. Rispetto agli altri due nomi, Murayev avrebbe il vantaggio di non essere stato organico alla leadership pre Maidan. Sui social il fondatore di Nashi parla di necessità di rinnovamento della classe politica, di volti nuovi da vedere al governo. In poche parole, sarebbe il personaggio maggiormente presentabile ma ha smentito ogni contatto con il Cremlino. Anche perché, ha fatto notare su <em>Reuters</em> l&#8217;analista ucraino Volodymyr Fesenko, tra Murayev e i vertici russi non esiste un buon rapporto. Resta in piedi anche un eventuale ruolo da dare al fidato Medvedchuk.</p>
<p>C&#8217;è da dire però che una semplice &#8220;sostituzione&#8221; al vertice, anche in caso di invasione, non sarebbe così semplice. Anzi, l&#8217;ingresso di soldati russi in Ucraina metterebbe in difficoltà gli stessi partiti più vicini a Mosca. Una ragione in più per credere come la via diplomatica al momento resti quella più importante da percorrere.</p>
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		<title>Ucraina, crocevia d&#8217;Europa: perché Kiev è strategica</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/ucraina-crocevia-deuropa-perche-kiev-e-strategica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 07:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica (Urss)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=342039</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-1024x713.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-768x535.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-1536x1070.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-2048x1426.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;eterno ritorno dell&#8217;Ucraina sta andando in scena da diversi mesi, amplificando una situazione di tensione ai confini orientali dell&#8217;Europa consolidata da anni: il braccio di ferro tra Kiev e la Russia, con la prima sostenuta alle spalle dall&#8217;Occidente a guida americana, è la fase più recente del post-Maidan e dei fatti inaugurati dall&#8217;annessione russa della Crimea &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/ucraina-crocevia-deuropa-perche-kiev-e-strategica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-1024x713.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-768x535.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-1536x1070.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220203080503628_cc111499e23e024fd9f4209eeef2c9e8-2048x1426.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;eterno ritorno dell&#8217;<strong>Ucraina </strong>sta andando in scena da diversi mesi, amplificando una situazione di tensione ai confini orientali dell&#8217;Europa consolidata da anni: il braccio di ferro tra Kiev e la Russia, con la prima sostenuta alle spalle dall&#8217;Occidente a guida americana, è la fase più recente del post-Maidan e dei fatti inaugurati dall&#8217;annessione russa della Crimea nel 2014, ma si inserisce in un <em>continuum </em>che per un intero millennio ha visto l&#8217;Ucraina decisiva per le sorti dell&#8217;Europa orientale.</p>
<p>Vasta, pressoché priva di ostacoli naturali, terra di incontro e commistione tra popoli, crocevia tra Eurasia, Mar Nero, Mitteleuropa l&#8217;Ucraina è doppiamente <em>limes</em>: lo è per la Russia, che ne ha storicamente fatto la sua porta sull&#8217;Europa, ma lo è anche per il Vecchio Continente stesso, a corrente alternata nella sua volontà di ammettere Mosca al consesso europeo. Terra di valenza geopolitica per eccellenza, l&#8217;Ucraina è sempre stata confine, linea divisiva, terra di difficile inquadramento e dominio.</p>
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<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3KUwNSV"><strong>Cinque risposte sulla crisi tra Russia e Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3gsz9KR"><strong>Occupando la Bielorussia, Putin spaventa l’Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3g3byjm"><strong>Questione ucraina e crisi del gas, il doppio blackout europeo</strong></a></li>
</ul>
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<p>Questi temi sono studiati con approfondimento dallo storico <strong>Giorgio Cella </strong>nel saggio<strong><em> Storia e geopolitica della crisi ucraina. Dalla Rus’ di Kiev a oggi, </em></strong>trattato che approfondisce queste dinamiche e inquadra l&#8217;Ucraina e la sua natura di crocevia strategico. Cella viaggia indietro nel tempo e parte nientemeno dalla Rus&#8217; di Kiev, l&#8217;entità statuale sorta nel IX secolo come risultato dello stanziamento, avvenuto a partire dal secolo precedente, di alcune<strong> tribù vichinghe svedesi</strong>, chiamate Rus&#8217;<strong>,</strong> in alcune zone dell&#8217;Europa nordorientale abitate da tribù slave, finniche, baltiche. Esteso dal Mare di Barents al Mar Nero, il regno della Rus&#8217; unì al suo interno tutte le <strong>terre decisive </strong>che hanno costituito il diaframma tra Vecchio Continente e Russia, le aree contese dagli Zar con il Granducato di Polonia e Lituania e la Svezia prima, la Prussia poi; lo <em><strong>Heartland, </strong></em>il &#8220;cuore geopolitico&#8221; del mondo indicato da Halford Mackinder come area da dominare per la supremazia in Eurasia; le<a href="https://it.insideover.com/storia/tra-hitler-e-stalin-le-terre-di-sangue-vittime-dei-regimi-totalitari.html" target="_blank" rel="noopener"> </a><strong>terre di sangue </strong>contese e travolte dall&#8217;attività dei totalitarismi nazista e sovietico tra gli Anni Trenta e Quaranta; il cuscinetto creato da Stalin ai tempi della Guerra Fredda; infine, il fronte di avanzamento della Nato verso Occidente dagli Anni Novanta in avanti. Tutto questo è stato avviato dalla Rus&#8217; di Kiev e dalla sua scelta di guardare all&#8217;Europa, suggellata con l&#8217;abbraccio del cristianesimo da parte del principe <strong>Vladimir I </strong>nel 980.</p>
<p>La scia dell&#8217;eredità della Rus&#8217; di Kiev ha creato una faglia identitaria importante: la madre di tutte le nazioni russe si identifica, nel suo cuore profondo, con l&#8217;Ucraina e la sua capitale, e Cella sottolinea la valenza geopolitica e narrativa di questo fatto. La storia dell&#8217;epopea dei vichingi giunti sul Don e sul Dnepr per formare uno Stato multiculturale, mercantile, infine cristiano ha nei secoli continuato a emergere e riaffiorare come tema di discussione in termini di primato nazionalista e di contesa del passato, tra i principali di questa entità statuale medievale: la  Russia e l&#8217;Ucraina.</p>
<p>Strutturandosi come popolo, la nazione ucraina ha nei secoli mostrato una costante coppia di comportamenti: la ricerca di patroni (o guide, addirittura) esterne come alternativa alla dominazione di Mosca e uno sguardo, spesso strumentalmente accentuato, alle <strong>dinamiche occidentali</strong> come contraltare alle mire di Mosca.  L’unione di Lublino del 1569, ad esempio, contribuì a consolidare il dominio polacco-lituano con la confederazione tra i due Stati che rafforzava la presa della Polonia sull&#8217;Ucraina, mentre l’unione di Brest del 1596, ricorda Cella, condusse alla nascita della chiesa <em>sui iuris</em> greco-cattolica. Vero e proprio <em>pied-a-terre </em>anti-russo in una zona in cui, lo dimostra il caso della <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-chiesa-ortodossa-in-frantumi.html"><strong>Chiesa ortodossa, la religione è tuttora importante fattore identitario.</strong></a></p>
<p>Per secoli, non a caso, la maggiore garanzia del dominio russo sull&#8217;Ucraina, dopo la fine della dominazione della Polonia-Lituania, fu la volontà di scendere a patti con le peculiarità di una terra ben diversa dalla semplice accezione di &#8220;cuscinetto&#8221; che le è spesso cucita addosso. La rivoluzione del 1648 scoppiata per mano cosacco-ucraina, incarnata e capitanata dall’etmano Bohdan Chmel’nyc’kyj saldò nell&#8217;asse della fedeltà personale tra i Cosacchi e gli Zar le basi per l&#8217;egemonia <strong>russa sull&#8217;Ucraina, </strong>che sarebbe sostanzialmente durata fino all&#8217;epoca sovietica garantendo ai guerrieri del Don un rispetto sostanziale delle proprie tradizioni in cambio della fedeltà alla corona di San Pietroburgo.</p>
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<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3GfXgqA"><strong>Perché si parla di una crisi tra Ucraina e Russia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3FZSGwd"><strong>Dov’è posizionato l’esercito russo ai confini con l’Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/33NwM2t"><strong>Gli otto motivi per i quali la Russia potrebbe invadere l’Ucraina</strong></a></li>
</ul>
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<p>In quei tempi l&#8217;espansione russa verso il Mar Nero aprì il vaso di Pandora di un&#8217;ulteriore questione destinata a segnare la storia russo-ucraina: la partita della Crimea. &#8220;La Crimea è una questione che si lega agli ultimi tre secoli di storia delle relazioni internazionali, ergo europee, precisamente dal 1783 quando la zarina Caterina II annesse la penisola all’impero russo, sottraendolo all’Impero Ottomano, che da secoli era il protettore di questo territorio di tradizione turcico-islamica, patria dei tatari di Crimea, per l’appunto, tutt’oggi presenti. Altro capitolo fondamentale di questa storia si trova nel 1954, anno del trasferimento della penisola crimeana al territorio ucraino per volere di Krushev&#8221;, ha dichiarato Cella in un&#8217;intervista a <a href="http://www.ildomaniditalia.eu/giorgio-cella-storia-e-geopolitica-della-crisi-ucraina/"><em>Il Domani d&#8217;Italia</em></a>. L&#8217;atto di Krushev, spesso letto come una sorta di regalo del dirigente sovietico nato proprio in Ucraina alla sua terra d&#8217;origine per consolidarla come seconda Repubblica dell&#8217;Urss, è da Cella interpretato, invece, come definitiva consacrazione della <strong>dominazione imperiale sovietica, </strong>erede di quella zarista, rafforzata dopo l&#8217;era dello stalinismo in cui l&#8217;Ucraina fu &#8220;bersaglio&#8221; della repressione di massa, terra della tremenda carestia dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/storia/lolocausto-dimenticato-di-stalin-holodomor-la-grande-carestia-ucraina.html">Holodomor</a>, infine area contesa con la Germania nazista e sede di alcune delle pagine più brutali dell&#8217;Olocausto.</p>
<p>Si arriva dunque all&#8217;epoca contemporanea, che sconta l&#8217;eredità del passato e le influenze strategiche delle dinamiche dell&#8217;ultimo trentennio: la fine della Guerra Fredda, la marcia a Est della Nato, l&#8217;influenza della riunificazione tedesca sugli assetti geoeconomici dell&#8217;Europa orientale, l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea, a fianco di Paesi caratterizzati da uno sfasamento della concezione temporale rispetto alla loro, creando il cortocircuito degli ultimi anni, ben evidenziato dal rafforzamento dell’<strong>asse di Visegrad</strong> e dall’influenza giocata da Stati come la Polonia su Bruxelles. Tutto questo ha enfatizzato la valenza geopolitica dell&#8217;Ucraina, a cui il <strong>grande dilemma sul rapporto con l&#8217;Occidente di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>, </strong>autore di una politica strategico-militare molto assertiva ma contraddistinto da una leadership che ha visto tendere al ribasso nell&#8217;ultimo ventennio tutti gli indicatori della potenza russa, ha aggiunto il resto. Sull&#8217;Ucraina si stanno scaricando sia le eredità di una storia che non passa, specie nell&#8217;Europa orientale che non dimentica traumi e influenze di lungo corso, che le contingenze di una politica internaizonale anarchica e competitiva. Avente, inevitabilmente, le pianure sarmatiche dell&#8217;Ucraina come uno dei maggiori oggetti del suo interesse.</p>
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		<title>Si muovono navi e diplomazia: prove per tenere a freno l&#8217;escalation in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/si-muovono-navi-e-diplomazia-prove-per-tenere-a-freno-lescalation-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 12:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX6z9jyfIj3gUzpW8M0b_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX6z9jyfIj3gUzpW8M0b_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX6z9jyfIj3gUzpW8M0b_ANSA-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX6z9jyfIj3gUzpW8M0b_ANSA-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX6z9jyfIj3gUzpW8M0b_ANSA-768x509.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX6z9jyfIj3gUzpW8M0b_ANSA-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX6z9jyfIj3gUzpW8M0b_ANSA-2048x1358.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vladimir Putin si prepara a dare il proprio verdetto alle risposte di Nato e Stati Uniti dopo le richieste &#8220;di garanzia&#8221; da parte di Mosca. In queste ore erano circolate voci a Washington, più o meno confermate dai media e dal dipartimento di Stato, sul fatto che fossero già state inviate delle dichiarazioni da parte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/si-muovono-navi-e-diplomazia-prove-per-tenere-a-freno-lescalation-in-ucraina.html">[...]</a></p>
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<p>I negoziati intanto proseguono a ritmo serrato. In attesa che il presidente russo, dopo l&#8217;incontro a Mosca con il premier ungherese Viktor Orban, parli in conferenza stampa, le cancellerie più importanti d&#8217;Europa, Washington e Bruxelles (sponda Nato) provano a ricucire evitando una frattura che rischia di essere insanabile. Un&#8217;escalation che per adesso appare controllata dalle varie forze in campo ma che, come sottolineato da alcuni osservatori, rischia di sfuggire di mano anche solo per l&#8217;incapacità di uscire dall&#8217;impasse. Come ha scritto Ugo Tramballi per <em>Il Sole 24 Ore</em>, quella tra Russia e Ucraina &#8220;è una <em>drôle de guerre</em>, una strana guerra che nessuno ha voglia di combattere ma potrebbe essere combattuta perché nessuno vuole perdere&#8221;. Ed è su questo pericolo che si giocano le trattative di questi tempi.</p>
<p>Dal fronte europeo, si segnalano alcuno novità. Putin, dopo l&#8217;incontro con il premier ungherese, ha avuto una telefonata con <strong>Mario Draghi</strong>. Il presidente del Consiglio italiano e il presidente russo hanno dialogato sulla crisi in Ucraina e sul nodo delle forniture del gas. Come spiega <em>Agi</em>, fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che Draghi e Putin hanno concordato di fare dei passi in avanti per una &#8220;soluzione sostenibile e durevole della crisi e l&#8217;esigenza di ricostruire un clima di fiducia&#8221;. Il presidente russo, dal canto suo, ha ribadito la sua volontà di &#8220;continuare a sostenere stabili forniture di gas all&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Prosegue il lavoro anche delle altre cancellerie europee. Si assiste, in questi giorni, a un rinnovato interesse verso il <strong>&#8220;formato Normandia&#8221;</strong>, cioè quella piattaforma diplomatica nata con la crisi del 2014 e composta da Francia, Germania, Russia e Stati Uniti. <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/01/28/ucraina-macron-a-putin-trovare-mezzi-per-de-escalation_b0d9431a-dabc-4423-8a8d-57cb00c1b102.html">Dopo i contatti tra Eliseo e Cremlino</a>, da Parigi fanno trapelare l&#8217;ipotesi di un incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron e l&#8217;omologo russo Putin. Non ci sono date programmate &#8211; segnala il portavoce del governo francese, Gabriel Attal &#8211; ma l&#8217;Eliseo sta lavorando &#8220;per garantire una de-escalation&#8221;. Nessuna telefonata, invece, tra lo &#8220;zar&#8221; e Boris Johnson, che in questa fase di tensioni ha optato per una linea dura <a href="https://www.politico.eu/article/uk-boris-johnson-to-meet-ukrainian-president-volodymyr-zelensky-in-kyiv/">rafforzando i legami con Kiev</a> e lavorando anche per una nuova alleanza che coinvolgerebbe Regno Unito, Ucraina e Polonia. Questo almeno è quanto si evince dalla piattaforma <em>Ukrinform</em>, che, come scrive <em>AdnKronos</em>, cita un intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in parlamento.</p>
<p>Mentre le trattative proseguono, si muovono anche le forze armate, navale, aeree, missilistiche e terrestri. Come riportato da <em>Nova</em>, l&#8217;esercito russo si è esercitato con i sistemi missilistici <strong>Iskander-M</strong> nella regione di Kursk, non lontano dal territorio ucraino. La Marina russa, insieme alle forze aerospaziali, stanno compiendo manovre che vedono coinvolti 140 navi e 60 aerei. Esercizi che sono considerati i più imponenti dalla caduta del Muro di Berlino. Una flotta di sei navi proveniente dal Baltico e dei porti della <strong>Flotta del Nord</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-flotta-russa-e-nel-mediterraneo-faccia-a-faccia-con-le-forze-nato.html">è già nel Mediterraneo centrale</a>, dove si sta addestrando anche la Nato con l&#8217;aggiunta della portaerei <em>Uss Harry Truman</em> per le esercitazioni Neptune Strike 2022. Da Kiev, invece, il ministero della Difesa ha confermato che sono avvenute le prime <span class="hilg1">esercitazioni</span> di tiro con le armi missilistiche anticarro fornite da Londra.</p>
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		<title>Come a Kiev ci si sta preparando alla guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-a-kiev-ci-si-sta-preparando-alla-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 06:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-1536x1009.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-2048x1345.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Podil, il quartiere più esclusivo di Kiev, le piste di pattinaggio continuano a essere aperte: &#8220;E questo è abbastanza indicativo &#8211; ha dichiarato Olga, ragazza che lavora come traduttrice nella capitale ucraina e che ben conosce anche l&#8217;italiano a InsideOver &#8211; con temperature così rigide sono due i passatempi preferiti dagli ucraini: pattinare sul ghiaccio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/come-a-kiev-ci-si-sta-preparando-alla-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-1536x1009.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022012819520988_d940d3745e1ceb986000322f69d208dc-2048x1345.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A <strong>Podil</strong>, il quartiere più esclusivo di Kiev, le piste di pattinaggio continuano a essere aperte: &#8220;E questo è abbastanza indicativo &#8211; ha dichiarato Olga, ragazza che lavora come traduttrice nella capitale ucraina e che ben conosce anche l&#8217;italiano a <em>InsideOver</em> &#8211; con temperature così rigide sono due i passatempi preferiti dagli ucraini: pattinare sul ghiaccio oppure stare nel caldo dei cinema. Vi posso assicurare che proprio piste e cinema continuano a registrare file di cittadini in attesa per entrare&#8221;. C&#8217;è quindi aria di <strong>normalità</strong>. I venti di guerra non sembrano aver portato il panico in città. La vita, almeno per il momento, va avanti. Seppur con qualche particolarità.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3g3QCJ9"><strong>“Invasione entro febbraio”: l’allarme di Biden e lo stallo della diplomazia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3Ge92kV"><strong>Cosa succede in Donbass</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3GfXgqA"><strong>Perché si parla di una crisi tra Ucraina e Russia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/gaffe_biden"><strong>La gaffe di Biden e il gelo di Kiev</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>La vita nella capitale</h2>
<p>La testimonianza di Olga è stata confermata anche da molti giornalisti presenti a Kiev in questi giorni.<strong> Luke Harding</strong> del <em>The Guardian</em> ha riportato <a href="https://www.theguardian.com/world/2022/jan/24/ukraine-kyiv-residents-threat-of-russian-invasion">lunghe file di giovani all&#8217;ingresso dei cinema</a> nel quartiere di Podil. Proprio in queste settimane è uscito nelle sale <em>Stop-Zemlia</em>, un film in concorso nella scorsa edizione del festival di Berlino in cui si parla della vita degli adolescenti di Kiev. E in tanti sono andati a vederlo. Un modo per pensare più alla quotidianità che scorre tra le strade della capitale che all&#8217;incombenza della guerra. Ma le ultime avvisaglie non hanno di certo lasciato indifferenti i cittadini. Le trattative politiche volte a scongiurare un conflitto tra <strong>Russia</strong> e <strong>Ucraina</strong> non stanno dando frutti sperati. Le tensioni sono molto alte. Mosca teme lo scivolamento di Kiev nell&#8217;orbita della Nato, circostanza non accettabile per il Cremlino che da mesi <a href="https://it.insideover.com/guerra/esercito-russia-crisi-ucraina.html">ammassa soldati lungo i confini</a>. A Washington si parla di difesa dell&#8217;Ucraina e la Casa Bianca quindi a sua volta studia piani per piazzare quanti più militari Nato possibili nei Paesi dell&#8217;est Europa. Impossibile, davanti a questo scenario, continuare normalmente la vita come se nulla stessa accadendo.</p>
<p>La municipalità di Kiev nei giorni scorsi ha mostrato la fine dei lavori di ristrutturazione di vecchi <strong>bunker</strong> costruiti in epoca sovietica. Si tratta di tunnel, alcuni dei quali contigui alle stazioni della metropolitana, dove i cittadini possono trovar riparo in caso di emergenza. Le opere portate avanti negli ultimi mesi non sono finalizzati a una musealizzazione di questi luoghi. Tutt&#8217;altro, il governo locale e quello nazionale hanno speso soldi per dotare i tunnel di tutti i confort possibili: &#8220;Ci mettiamo carta igienica, respiratori, candele, sapone e tutto l&#8217;occorrente&#8221;, <a href="https://it.euronews.com/2022/01/12/ucraina-mosca-diplomazia-al-lavoro-ma-a-kiev-riaprono-i-vecchi-bunker">ha dichiarato su <em>EuroNews </em></a><strong>Igor Overchuk</strong>, uno dei responsabili dei bunker. Segno di come, nei prossimi giorni, la vita di Kiev potrebbe scorrere in questi locali sotterranei e fortificati. Anche in superficie si colgono segnali dell&#8217;attuale tensione. Non mancano, in alcune zone periferiche della capitale, campi di <strong>addestramento</strong> per volontari dove vengono distribuite armi e munizioni. Nelle cassette della posta i cittadini di Kiev si son visti recapitare un vademecum di 25 pagine in cui viene illustrato cosa fare in caso di guerra. Olga se l&#8217;è visto recapitare nella scrivania del suo ufficio: &#8220;C&#8217;è scritto &#8211; dichiara &#8211; come comportarsi se dovessero iniziare i bombardamenti oppure se il conflitto dovesse arrivare tra le strade della capitale. Si dice quindi come sopravvivere alla guerra&#8221;.</p>
<p>La tensione c&#8217;è ma, per l&#8217;appunto, le file principali sono state registrate tra dicembre e gennaio davanti alle piste di pattinaggio e ai cinema. Nei supermercati invece l&#8217;affollamento è quello dei giorni normali. Non si sono verificate resse oppure scene di panico per via della corsa all&#8217;accaparramento delle ultime derrate alimentari. La gente non sta facendo scorte di cibo o di beni di prima necessità. Non ci si sta dunque preparando a lunghi periodi di permanenza a casa oppure a fughe precipitose dalla capitale. Segno di come la paura c&#8217;è, ma si preferisce per il momento continuare con la vita di tutti i giorni. Si va a lavoro, si va a fare normalmente la spesa, si prendono i mezzi pubblici e, a fine giornata, ci si distrae tra cinema e piste di pattinaggio. Come in una qualsiasi capitale europea. La guerra forse incombe, ma si cerca in qualche modo di non pensarci troppo.</p>
<h2>La situazione a Charkiv</h2>
<p>Anche da <strong>Charkiv</strong> arrivano immagini di vita quotidiana e di folle nelle piste di pattinaggio. Una situazione ancora più significativa. La città non solo è la seconda più grande del Paese subito dopo Kiev, ma è anche, tra le più importanti dell&#8217;Ucraina, quella più prossima al fronte. Appena 40 km dividono il suo centro dal confine con la Russia. E infatti qui è presente una cospicua minoranza russofona. Nel 2014 Charkiv,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/perche-si-parla-di-una-crisi-tra-ucraina-e-russia.html"> nei giorni della rivolta di piazza Maidan</a>, non a caso ha avuto un ruolo strategico. Il 21 febbraio 2014, giorno della sua detronizzazione, l&#8217;ex presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> si trovava in questa città ufficialmente per una visita istituzionale. Sapeva probabilmente che a Charkiv sarebbe stato più al sicuro che a Kiev e avrebbe trovato più alleati. Quando pochi mesi dopo sono scoppiate le rivolte nel <strong>Donbass</strong>, molti analisti ritenevano l&#8217;area di Charkiv come prossimo epicentro di una guerriglia separatista filorussa. Non è stato così e oggi la città cerca di capire quale sarà il suo futuro.</p>
<p>I suoi abitanti, come nella capitale, per il momento vivono serenamente. Molti di loro hanno confessato a diverse testate giornaliste internazionali sopraggiunte da queste parti di avere a casa borsoni già pronti e da usare in caso di emergenza. Dovesse esserci realmente un&#8217;invasione russa, i cittadini saprebbero probabilmente già adesso dove andare. Si svuoterebbero i cinema e le piazze e le famiglie, con borsoni alla mano, si dirigerebbero verso ovest. Oppure, tra i russofoni, la meta preferita sarebbe rappresentata dalle regioni orientali. Forse è questo che sta dando maggiore tranquillità ai cittadini di Charkiv. Il fronte è vicino ma è possibile, fino al giorno prima di un&#8217;eventuale guerra, vivere più o meno normalmente. Per il governo ucraino mostrare una situazione tranquilla a Charkiv è più che mai importante: se anche questa città, con una minoranza filorussa e vicina al confine, continua a vivere la sua quotidianità allora l&#8217;intero Paese può evitare, per il momento, di cadere nel panico suscitato dai venti di guerra.</p>
<h2>La percezione del rischio tra gli ucraini</h2>
<p>Il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">Zelensky</a> dal canto suo ha invitato i cittadini a non cadere nella paura. Anche perché, secondo il pensiero del capo dello Stato ucraino, in realtà i rischi negli ultimi mesi non sono affatto aumentati: &#8220;La guerra è già iniziata nel 2014 &#8211; ha dichiarato in un discorso alla nazione &#8211; La minaccia di un conflitto non è arrivata solo adesso&#8221;. A rimarcare la linea del governo nei giorni scorsi c&#8217;ha pensato il ministro degli Esteri, <strong>Vadym Prystajko</strong>. Secondo il titolare della diplomazia di Kiev, la scelta da parte degli Usa di richiamare il personale non essenziale delle proprie sedi diplomatiche in Ucraina sarebbe stata prematura. Un modo per ribadire che le condizioni di sicurezza non sono affatto deteriorate. Al di là della propaganda di Kiev, è vero comunque che nel Paese la tensione c&#8217;è ma i cittadini non stanno reagendo in preda al panico. Il motivo è da ricercarsi in una <strong>percezione</strong> del rischio mitigata da uno stato di <strong>guerra perenne</strong> che perdura da almeno 8 anni, se non di più.</p>
<p>L&#8217;Ucraina è in guerra dal 2014 e gli abitanti sono oramai abituati alle dure leggi del conflitto. Il timore di un attacco russo, al fianco delle aspettative circa nuove incursioni di Kiev per riprendere in mano le province separatiste, hanno dato agli ucraini modo nell&#8217;ultimo decennio di abituarsi alle tensioni. Per cui, piuttosto che precipitarsi già adesso nei supermercati o dentro i bunker, meglio continuare a vivere normalmente e, al limite, prepararsi un borsone per fuggire alle prime avvisaglie.</p>
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		<title>Così Putin puntella il fronte per contenere la Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-linee-rosse-deuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2021 23:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=336416</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&#8220;Alcuni dei partner stranieri non hanno accantonato i tentativi di rompere la parità strategica, mediante il dispiegamento di elementi di difesa missilistica globale nelle immediate vicinanze dei nostri confini&#8221;, ha affermato piccato il presidente della Russia Vladimir Putin al vertice del 1° novembre 2021 con il ministro della Difesa Sergej Shoigu e i rappresentanti dell’industria &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-linee-rosse-deuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/ucraina-linee-rosse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div
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                        19.12.2021
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                    Così Putin puntella il fronte per contenere la Nato
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                        &#8220;Alcuni dei partner stranieri non hanno accantonato i tentativi di rompere la parità strategica, mediante il dispiegamento di elementi di difesa missilistica globale nelle immediate vicinanze dei nostri confini&#8221;, ha affermato piccato il presidente della Russia Vladimir Putin al vertice&#8230;
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        <p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Alcuni dei partner stranieri non hanno accantonato i tentativi di <strong>rompere la parità strategica</strong>, mediante il dispiegamento di elementi di difesa missilistica globale nelle immediate vicinanze dei nostri confini&#8221;, <a href="https://tass.com/defense/1356685">ha affermato</a> piccato il presidente della Russia Vladimir Putin al vertice del 1° novembre 2021 con il ministro della Difesa Sergej Shoigu e i rappresentanti dell’industria bellica nazionale. &#8220;<strong>Reagiremo di conseguenza</strong>, in maniera adeguata alle circostanze&#8221;, ha sentenziato poi.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Affermazioni forti, che ricordano un discorso analogo tenuto il 21 aprile 2021 di fronte all’Assemblea generale: &#8220;Spero che a nessuno venga l’idea di <strong>oltrepassare la linea rossa</strong> con la Russia, scambiando le nostre buone intenzioni per debolezza&#8221;. Costoro riceverebbero una &#8220;risposta asimmetrica, rapida e dura&#8221;. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Le linee rosse si differenziano dalle <em>amity line</em> per un particolare rilevante: sono unilaterali. Esse costituiscono <strong>il principio e la fine dell&#8217;escalation</strong>, ossia del progressivo inasprimento di uno sforzo militare, economico o culturale. Il potente capo di Stato russo rivela una profonda conoscenza dell&#8217;arte che regola le relazioni internazionali. </span></p><figure id="attachment_336424" aria-describedby="caption-attachment-336424" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-336424 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12811886_large-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12811886_large-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12811886_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12811886_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12811886_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12811886_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12811886_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-336424" class="wp-caption-text">Il presidente russo Vladimir Putin</figcaption></figure>
    </div>
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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Per uno stratega, <strong>la linea rossa perfetta è quella più corta e retta</strong> tra due zone inalienabili. Per due semplici ragioni: è maggiormente difendibile e richiede un’allocazione minore di risorse. L’efficacia incontra l’efficienza.</p>
<p>In questa congiuntura storica, il principale confronto tra le due grandi potenze nucleari (Stati Uniti e Russia) si registra nel quadrante dell’Europa centro-orientale, ovvero in quella vasta fascia di terra compresa tra il Mar Baltico e il Mar Nero. Gli <strong>attriti principali si registrano in Ucraina</strong> e nel suo immediato vicinato.</p>
<p>La linea più breve tra i due mari semi-chiusi è l’<strong>istmo d’Europa</strong>, il quale corrisponde approssimativamente all’asse tra i territori “russi” più occidentali: il distretto baltico di Kaliningrad e la repubblica separatista di Transnistria (Moldova). Secondo Putin nessuna potenza occidentale dovrebbe superare fisicamente (o minacciare di farlo) questo limite virtuale del <em>Russkij mir</em> (mondo russo).</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-336488" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/containing-World-Mapcomp_1.gif" alt="" width="1290" height="726" /></p>

    </div>
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        <p>L&#8217;ex agente del Kgb sovietico allude non troppo enigmaticamente alla reiterata proposta di Kiev di predisporre per l&#8217;Alleanza Atlantica nuove infrastrutture militari terrestri nell’Ucraina centro-orientale e, soprattutto, navali sulla costa settentrionale dello specchio d&#8217;acqua eusino. Qualcosa che la Russia non può tollerare sul piano della sicurezza militare. <em>Sic et simpliciter</em>.</p>
<p>&#8220;L&#8217;adesione formale dell&#8217;Ucraina alla Nato potrebbe non aver luogo, ma <strong>lo sviluppo militare del territorio è già in corso</strong>&#8220;, <a href="https://www.reuters.com/world/europe/putin-says-western-military-backing-ukraine-threatens-russia-2021-10-21/">ha sostenuto</a> Putin al forum annuale del <a href="https://valdaiclub.com/">Valdai Club</a>. &#8220;Questo rappresenta davvero una minaccia per la Russia. Ne siamo consapevoli&#8221;. Già in passato l&#8217;influente politico pietroburghese aveva esternato le proprie preoccupazioni, soprattutto in campo missilistico. Il tempo di crociera di un missile lanciato da Kharkov o da Dnipropetrovsk verso Mosca scenderebbe infatti a 7-10 minuti. &#8220;Questa è per noi una linea rossa, o no?&#8221;.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1255" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12898301_large-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-336430" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12898301_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12898301_large-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12898301_large-1024x669.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12898301_large-768x502.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12898301_large-1536x1004.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12898301_large-2048x1339.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
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        <p>La Federazione Russa sta procedendo con la <strong>militarizzazione della Bielorussia</strong> proprio per fronteggiare l&#8217;avanzata verso est delle strutture politico-militari occidentali. L&#8217;istituzione di un centro di addestramento permanente congiunto russo-bielorusso nella provincia di Brėst, nonché il trasferimento nella Russia Bianca della necessaria tecnologia difensiva è segno di risolutezza. I caccia Sukhoi Su-30 dispiegati in occasione delle grandi esercitazioni militari <em>Zapad-21</em> (settembre 2021) presso la base aerea di Baranavičy non faranno ritorno nella Federazione Russa, così come permarranno le efficienti batterie S-400 Triumph a protezione dello spazio aereo a ridosso della Polonia.</p>
<p>La <strong>&#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-tra-bielorussia-e-polonia-si-parla-di-guerra-ibrida.html">battaglia dei migranti</a>&#8221; sul confine polacco-bielorusso</strong>, unita alla <a href="https://tass.com/world/1357971">sottoscrizione di 28 accordi d&#8217;integrazione</a> (e di una dottrina militare congiunta) da parte del Consiglio supremo dell&#8217;Unione statale tra Russia e Bielorussia del 4 novembre 2021, permette al Cremlino di accelerare la penetrazione politico-militare dell&#8217;ex repubblica sovietica. Le vaste <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/i-par-russi-ai-confini-polonia-e-lucraina-teme-nuova-1988772.html">esercitazioni di paracadutisti</a> russi nei pressi di Grodno, a soli trenta chilometri dal confine polacco, e i frequenti sorvoli di bombardieri strategici a capacità nucleare su territorio bielorusso sono solo esempi di una presenza russa sempre più permeante a ridosso dell&#8217;istmo d&#8217;Europa. Le manovre di truppe aviotrasportate sono funzionali a ricordare alla controparte euroatlantica la vulnerabilità della breccia di Suwałki. Se Polonia o Lituania decidessero di interrompere le linee logistiche tra Bielorussia e l&#8217;exclave russa di Kaliningrad, la Russia riterrebbe giustificato un intervento militare volto a ristabilire l&#8217;ordine del traffico frontaliero locale.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-336593" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/fronte-caldo-ucraina.png" alt="" width="5958" height="4427" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/fronte-caldo-ucraina.png 5958w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/fronte-caldo-ucraina-300x223.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/fronte-caldo-ucraina-1024x761.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/fronte-caldo-ucraina-768x571.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/fronte-caldo-ucraina-1536x1141.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/fronte-caldo-ucraina-2048x1522.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 5958px) 100vw, 5958px" /></p>
<p>Con la propria postura Mosca invia continui messaggi a Washington, ritenuto attore geopolitico razionale: il personale militare (e d’intelligence) statunitense dovrebbe lasciare rapidamente la base di Orzysz nel nord-est della Polonia, presa ormai in pianta stabile tra due fuochi ravvicinati (Kaliningrad e Grodno). Le forze statunitensi verrebbero incoraggiate a ritirarsi a ovest del fiume Vistola mediante l’uso di cannoni a microonde – diretti non sulle macchine, ma sulle persone – senza lasciar traccia di pistole fumanti.</p>
<p>L&#8217;integrazione delle forze armate di Mosca e Minsk <strong>inibisce la presenza stabile di truppe euratlantiche</strong> nell&#8217;Ucraina centro-orientale. Nessun generale assennato sarebbe lieto di condurre o far stazionare i propri uomini in quella che si presenta come una gigantesca sacca priva di elementi orografici difensivi. Parzialmente circondata a nord (Bielorussia), a est (Donbas e Voronež) e a sud (Crimea e Mar Nero), l&#8217;ex repubblica sovietica costituisce per gli Stati Uniti un inutile rischio militare. Soprattutto data l&#8217;impossibilità di praticare politiche incisive di supporto navale nello specchio d&#8217;acqua eusino. Il Mar Nero è un piccolo bacino semichiuso, serrabile artificiosamente con incidenti indotti. Ogni nave intrappolata sarebbe soggetta ad attacchi missilistici costieri resi ancor più pericolosi dalla centralità dell&#8217;ultra-fortificata penisola di Crimea (Russia). In uno spazio angusto come il Mar Nero né la qualità né la quantità delle imbarcazioni risulta premiante. Vale anche per la flotta più potente del mondo.</p>
<p>La Russia sta già cercando di riassorbire un pezzo alla volta l&#8217;Ucraina nella propria sfera di influenza e spera di farlo nel modo più indolore possibile. Il presidente Vladimir Putin ha di recente deciso per la <strong>rimozione di qualsiasi barriera doganale</strong> tra la Russia e le repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk – con import/export illimitato di beni – rendendo di fatto il cuore del Donbas parte integrante della Federazione. Se un intervento armato in Ucraina dovesse rendersi necessario, il grosso dell&#8217;offensiva sarebbe con ogni probabilità originata dal quartier generale di Voronež, città della Russia sud-occidentale.</p>

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        <p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-336432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Linee-rosse-putin.png" alt="" width="2832" height="2585" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Linee-rosse-putin.png 2832w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Linee-rosse-putin-300x274.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Linee-rosse-putin-1024x935.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Linee-rosse-putin-768x701.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Linee-rosse-putin-1536x1402.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Linee-rosse-putin-2048x1869.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 2832px) 100vw, 2832px" /></p>
<p><strong>Kiev è già solerte nell&#8217;eseguire i diktat di Washington</strong>; il suo ingresso in un&#8217;organizzazione politico-militare a decisionale collegiale come la Nato non apporterebbe alcun vantaggio né all&#8217;Alleanza né al suo leader indiscusso (Usa). In fin dei conti, la Casa Bianca non ha mai voluto impossessarsi dell&#8217;onerosa Ucraina, ma solo sottrarla al rivale russo in difficoltà.</p>
<p>L&#8217;interesse logico degli strateghi moscoviti è quello di <strong>schierare in Transnistria un mix di sistemi missilistici</strong> terra-aria (S-350 Vityaz, S-400 Triumph, S-500 Prometey) e terra-terra (Iskander-M) di portata tattica. I primi proteggerebbero con efficienza lo spazio aereo del segmento meridionale della linea rossa, i secondi contrasterebbero in modo concettualmente simmetrico le peculiarità di doppio impiego – difensivo e offensivo – della base missilistica Aegis Ashore della Nato a Deveselu (Romania). I missili da crociera a capacità nucleare 9M729 Novator, il cui raggio d’azione è risaputo superare ampiamente i 500 chilometri, farebbero all’uopo. La soluzione prevista per la Transnistria ricalcherebbe perfettamente quella già adottata per l’exclave di Kaliningrad. Solo l&#8217;emarginazione logistica della regione separatista impedisce al Cremlino di fissare il paletto meridionale della linea di demarcazione egemonica.</p>
<p>Nella regione separatista della Repubblica Moldova è già presente un ridotto contingente di truppe russe con il primario scopo di <strong>difendere l&#8217;arsenale di Cobasna (Kolbasna)</strong> sotto giurisdizione russa, il più grande dell&#8217;Europa centro-orientale con oltre 20 mila tonnellate di munizioni. Il pretesto per un incremento numerico delle truppe russe lungo la sponda sinistra del fiume Nistru/Dnestr sarebbe dato proprio dalla messa in sicurezza del sito di stoccaggio durante le delicate fasi di smaltimento in loco delle pericolose munizioni.</p>

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                                    Mirko Mussetti
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                                    Alberto Bellotto
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-linee-rosse-deuropa.html">Così Putin puntella il fronte per contenere la Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le mosse anti-Putin della Nato lungo il fronte orientale dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-mosse-anti-putin-della-nato-lungo-il-fronte-orientale-delleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2021 23:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=337043</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La corsa all’istmo d’Europa vede la Russia in netto svantaggio rispetto agli Stati Uniti. Gli strateghi americani si sono mossi con largo anticipo, serrando le fila dei paesi mitteleuropei e vincolandoli sul piano logistico e difensivo alle decisioni di Washington. E il processo va avanti da anni in modo silente e lineare. L’Iniziativa dei Tre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-mosse-anti-putin-della-nato-lungo-il-fronte-orientale-delleuropa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-mosse-anti-putin-della-nato-lungo-il-fronte-orientale-delleuropa.html">Le mosse anti-Putin della Nato lungo il fronte orientale dell&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12886479_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div
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                        19.12.2021
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                <h1 class="article__title">
                    Le mosse anti-Putin della Nato lungo il fronte orientale dell&#8217;Europa
                </h1>

                                    <div class="article__lead">
                        La corsa all’istmo d’Europa vede la Russia in netto svantaggio rispetto agli Stati Uniti. Gli strateghi americani si sono mossi con largo anticipo, serrando le fila dei paesi mitteleuropei e vincolandoli sul piano logistico e difensivo alle decisioni di Washington&#8230;.
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        <p>La corsa all’istmo d’Europa vede la <strong>Russia</strong> <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa.html" target="_blank" rel="noopener">in netto svantaggio</a> rispetto agli <strong>Stati Uniti</strong>. Gli strateghi americani si sono mossi con largo anticipo, serrando le fila dei paesi mitteleuropei e vincolandoli sul piano logistico e difensivo alle decisioni di Washington. E il processo va avanti da anni in modo silente e lineare.</p><p>L’<a href="https://3seas.eu/">Iniziativa dei Tre Mari</a> (I3m, gergalmente Trimarium) è concepita formalmente per favorire la cooperazione economica tra i paesi dell&#8217;Europa centro-orientale incastonati tra i tre bacini: Baltico, Nero, Adriatico. Ma i propositi geoeconomici celano in realtà obiettivi infrastrutturali d&#8217;impatto geostrategico. Tra i principali progetti vi è il <a href="https://projects.3seas.eu/projects/rail-2-sea-modernization-and-development-of-railway-line-gdansk(pl)-constanta-(ro)">tracciato ferroviario <em>Rail2Sea</em></a>, che collegherà le città portuali di Danzica (Polonia) sul Mar Baltico a di Costanza (Romania) sul Mar Nero. Ma spostare merci da un mare semi-chiuso a un altro bacino semi-chiuso non è di per sé una gran pensata: per rifornire i mercati mitteleuropei è assai preferibile avvalersi dei collegamenti logistici alla città portuale di Trieste sul terzo mare: l’Adriatico.</p><figure id="attachment_337077" aria-describedby="caption-attachment-337077" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-337077" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13027078_large-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="1652" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13027078_large-scaled.jpeg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13027078_large-300x194.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13027078_large-1024x661.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13027078_large-768x496.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13027078_large-1536x991.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13027078_large-2048x1322.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-337077" class="wp-caption-text">L&#8217;esercitazione Nato Defender Europe 2021</figcaption></figure>
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        <p>Quindi il senso profondo del progetto ferroviario <em>Rail2Sea</em> promosso ardentemente dagli Stati Uniti non risiede tanto nello sbandierato sviluppo economico, bensì nel <strong>trasporto efficiente di mezzi militari</strong> lungo l’intero fianco orientale della Nato. Contribuendo solo in minima parte al <a href="https://3siif.eu/">Fondo I3m</a>, gli Usa scaricano gran parte dei costi delle proprie ambizioni strategiche sui dodici paesi membri del Trimarium: repubbliche baltiche, Polonia, Cechia, Slovacchia, Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Romania e Bulgaria. Avvalendosi della propria influenza diplomatica e militare, Washington ridistribuisce gli oneri infrastrutturali per rendere sostenibile il progetto di ripartizione delle sfere di influenza con Mosca. E lo fa in modo altamente geometrizzante.</p>
<p>La simmetria della<strong> nuova cortina di ferro </strong>virtuale è macroscopica e si appoggia sui due bastioni del fianco orientale dell’Alleanza Atlantica: Polonia e Romania. Il nuovo corridoio ferroviario idoneo al trasporto militare Rail2Sea correrà in gran parte parallelo all’istmo d’Europa, bypassando per ora la Galizia (Ucraina) e permettendo un celere dispiegamento di mezzi in caso di scontro frontale con Mosca. A una distanza sufficiente da sfuggire alla avanzata strumentazione per la guerra elettromagnetica russa dispiegata nella exclave di Kaliningrad e potenzialmente trasferibile in Transnistria.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-337175" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/difese-romania.png" alt="" width="7077" height="5192" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/difese-romania.png 7077w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/difese-romania-300x220.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/difese-romania-1024x751.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/difese-romania-768x563.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/difese-romania-1536x1127.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/difese-romania-2048x1503.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 7077px) 100vw, 7077px" /></p>
<p>La variante C del programma attraversa la Moldavia romena, servendo al contempo la base aerea multinazionale Mihail Kogălniceanu nei pressi di Costanza e la città di Bacău, calamita di interessi israeliani (es. Elbit Systems) nel campo dei droni e della componentistica militare. Ma soprattutto attraversa l&#8217;<strong>infausta &#8220;porta di Focșani&#8221;</strong>, lembo di terra tra i fiumi Danubio e Siret considerato dalla dottrina militare romena come il punto più debole della linea difensiva romena ed euroatlantica. Secondo i comandi militari (e l&#8217;esperienza storica) di Bucarest, ipotetiche forze d&#8217;invasione russe posizionate sulla costa nord-occidentale del Mar Nero raggiungerebbero la capitale in poco più di 24 ore.</p>
<p>A nord della Polonia (Redzikowo) e a sud della Romania (Deveselu) sono ubicate le <strong>due basi missilistiche della Nato <a href="https://it.insideover.com/tag/aegis-ashore"><em>Aegis Ashore</em></a></strong> in grado di garantire la più ampia protezione alla penisola europea. Ufficialmente i lanciatori verticali Mk-41 dello scudo missilistico americano sono presentati come difensivi, ma nella realtà si prestano al doppio impiego. È la stessa compiaciuta casa produttrice (Lokheed Martin) a <a href="https://www.lockheedmartin.com/content/dam/lockheed-martin/rms/documents/naval-launchers-and-munitions/MK41-VLS-product-card.pdf">renderlo noto</a>. La cosa impensierisce parecchio i consiglieri del Cremlino, che sobbalzano all&#8217;idea di constatare la presenza di missili da crociera a capacità nucleare stoccati nelle due basi. Mentre lo scudo di Deveselu è già operativo, il gemello di Redzikowo lo sarà solo a fine 2022.</p>
<p>A Łask (Polonia centrale) e a Câmpia Turzii (Transilvania), ben distanti dalle coste per sfuggire agli attacchi aeronavali, sono situate le basi aeree che un domani acquisiranno preminente rilievo strategico per il fianco orientale della Nato. Esse costituiscono i <strong>due fuochi dello spazio ellittico del fronte orientale</strong>. La base polacca è stata selezionata per ospitare i moderni caccia <strong>F35a Lighting II</strong>. La base romena già ospita droni Mq-9 Reaper e i lavori di ristrutturazione rappresentano il principale investimento militare statunitense del 2021 nel Vecchio Continente (<a href="https://www.stripes.com/theaters/europe/us-air-force-gets-152-million-in-upgrades-underway-at-base-in-romania-1.673706">152 milioni di dollari</a>). Tra i lavori non c&#8217;è solo la ristrutturazione dell’esistente, ma anche la realizzazione di un centro di comando – per ora Câmpia Turzii risponde ad Aviano – e la costruzione di un nuovo deposito di munizioni. Il tutto lascia pensare che l’arsenale aggiuntivo possa ospitare bombe atomiche americane per armare i caccia di quinta generazione. Magari provenienti dalla sempre discussa base Nato di İncirlik (Turchia) o, più semplicemente, da Ghedi e Aviano (Italia). Le attività di monitoraggio e di spionaggio aereo potrebbero proliferare nel futuro prossimo, sotto la diretta <a href="https://it.insideover.com/politica/i-legami-con-palantir-di-avril-haines-la-nuova-zarina-dellintelligence-usa.html">supervisione di Avril Haines</a>, direttore dell&#8217;intelligence a stelle e strisce ed esperta analista nel campo dei droni.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1062" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12234297_large-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-337087" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12234297_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12234297_large-300x166.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12234297_large-1024x566.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12234297_large-768x425.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12234297_large-1536x850.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12234297_large-2048x1133.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Decollo di un F-16 Usa dalla base romena di Câmpia Turzii</figcaption></figure>
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        <p>Inoltre la base aerea romeno-statunitense 71 “Emanoil Ionescu” di Câmpia Turzii – ben protetta orograficamente dai Carpazi – potrebbe superare per importanza anche la base aerea multinazionale 57 “Mihail Kogălniceanu” nei pressi del porto di Costanza. Sebbene potenziata, a quest&#8217;ultima sarebbe affidato il gravoso compito di assorbire il primo impatto di un&#8217;offensiva aeronavale dal Mar Nero, ripartendo più equamente sugli alleati le perdite materiali e umane; mentre alle più protette forze statunitensi spetterebbe il compito di organizzare la riscossa.</p>
<p>La Romania è quindi concepita come <strong>piattaforma per una triplice proiezione di potenza</strong>: contrasto all&#8217;assertività russa, rapido intervento nei Balcani occidentali, dissuasione nell&#8217;Egeo in caso di escalation di tensione tra Grecia e Turchia. L&#8217;intenzione di costruire una conduttura militare terrestre per idrocarburi che colleghi il porto di Alessandropoli (Grecia) alle basi Nato in Bulgaria e Romania ha come principale scopo quello di garantire i dovuti rifornimenti di carburante militare a Sofia e Bucarest, nel caso in cui Ankara optasse per un blocco dei transiti navali attraverso gli Stretti (Bosforo e Dardanelli). Bypassando la Tracia orientale con un mix logistico terra-mare, gli Stati Uniti neutralizzano la possibile infedeltà della Turchia.</p>
<p>Il grosso degli insediamenti militari americani e alleati è ubicato a ovest dei fiumi Vistola (Polonia) e Prut (Romania/Moldova). Questi due corsi d&#8217;acqua delimitano in modo naturale le <strong>zone cuscinetto a bassa militarizzazione</strong> tra i due blocchi contendenti. Le truppe americane non sono propense a oltrepassarli per almeno tre ragioni: rispettare gli accordi assunti con la morente Unione Sovietica nel 1991 (poco importante); tenere al riparo l&#8217;equipaggiamento dalla strumentazione elettromagnetica russa e prevenire danni alla salute delle truppe provocati dai cannoni a microonde (importante); marcare stretto la Germania minacciandola con la “<strong>deterrenza negativa</strong>” (molto importante).</p>
<p>I missili russi tattici a capacità nucleare dispiegati a Kaliningrad potrebbero colpire Berlino (dista 500 chilometri) in assenza della frapposizione americana e dell&#8217;attivazione dello scudo a stelle e strisce. Ricordarlo costantemente al cancelliere tedesco è una formidabile arma diplomatica nella panoplia del Dipartimento di Stato Usa.</p>

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        <p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-337173" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/linee-rosse-nato.png" alt="" width="2824" height="2659" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/linee-rosse-nato.png 2824w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/linee-rosse-nato-300x282.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/linee-rosse-nato-1024x964.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/linee-rosse-nato-768x723.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/linee-rosse-nato-1536x1446.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/linee-rosse-nato-2048x1928.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 2824px) 100vw, 2824px" /></p>

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        <p>Al Pentagono si sta radicando la consapevolezza che un’ulteriore spinta a est comporterebbe la diluizione delle energie e la maggiore indisciplina delle principali potenze europee, Germania in primis. Non vi è nulla di strategico nell&#8217;<em>overstretching </em>(sovraestensione). È questa la ragione per la quale vale la pena investire miliardi di dollari in <strong>opere logistiche e strategiche perfettamente in linea</strong> su un fronte non troppo ampio e sufficientemente lontano dalla Russia da non provocarne la reazione nucleare, ma abbastanza vicino alla Germania da contenerne le ambizioni. Il grosso della fanteria alleata e statunitense è e sarà dispiegato a Poznán (Polonia) e Craiova (Romania): nelle retrovie rispetto al fronte russo, ma in posizione ottimale per effettuare pressioni politiche (o interventi militari) verso la Germania e i Balcani occidentali.</p>
<p>L’asse Danzica-Costanza <strong>corre in modo (quasi) parallelo all’asse Kaliningrad-Tiraspol</strong>, cioè alla vera linea rossa a cui allude sovente il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>. E non deve stupire che la presenza militare americana in Ucraina si attesti al centro di addestramento di Yavoriv vicino a Leopoli (Ucraina occidentale): essa <strong>giace sulla linea Danzica-Costanza</strong> in un punto quasi mediano. Secondo il capo di Stato russo, i soldati americani lì dovrebbero rimanere. L’accerchiamento moscovita a nord dell&#8217;Ucraina (presenza militare in Bielorussia) e il monopolio navale russo nel Mar Nero inibiscono qualsiasi massiccia concentrazione di truppe americane nell’Ucraina centro-orientale. Nessun generale assennato sarebbe lieto di condurre o stazionare le proprie truppe in quella che si presenta come un’enorme sacca priva di elementi orografici difensivi.</p>
<p>Gli investimenti infrastrutturali americani e del Fondo I3m hanno il fine strategico di compattare le nazioni alleate a ridosso dell’istmo d’Europa. Mantenere fervido lo spauracchio russo è una misura ottimale per affossare le ambizioni di potenziali competitori degli Stati Uniti nell&#8217;appendice occidentale del Vecchio Continente. Il <strong>disaccoppiamento economico, strategico e culturale tra le due sfere di influenza</strong> lungo l’istmo d’Europa diviene di giorno in giorno più evidente. Il definitivo allontanamento della Bielorussia dalle ammalianti sirene occidentali e il suo ritorno sotto l’ala protettiva della Russia ne è un chiaro esempio. Così come lo è la rottura diplomatica con Mosca dei paesi slavi appartenenti al Trimarium.</p>

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                                    Mirko Mussetti
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                                    Alberto Bellotto
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		<title>La pressione dell&#8217;Ucraina su Berlino: &#8220;Non blocchi le armi Nato per Kiev&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-pressione-dellucraina-su-berlino-non-blocchi-le-armi-nato-per-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 08:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Finan]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina in questo periodo ne ha per tutti. Come se non bastassero le durissime accuse del presidente Volodymyr Zelensky, che nelle scorse settimane ha accusato la Russia di aver organizzato un tentativo di golpe nel Paese con l&#8217;aiuto di alcuni oligarchi, a gettare benzina sul fuoco nel dibattito riguardante il futuro geopolitico di Kiev è intervenuto il neo-ministro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-pressione-dellucraina-su-berlino-non-blocchi-le-armi-nato-per-kiev.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/5786256_large-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Ucraina </strong>in questo periodo ne ha per tutti. Come se non bastassero le durissime accuse del presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noopener">Volodymyr Zelensky</a>, </strong>che nelle scorse settimane ha accusato <a href="https://it.insideover.com/politica/golpe-sventato-in-ucraina-il-gioco-pericoloso-di-zelensky.html" target="_blank" rel="noopener">la Russia di aver organizzato un tentativo di golpe nel Paese con l&#8217;aiuto di alcuni oligarchi,</a> a gettare benzina sul fuoco nel dibattito riguardante il futuro geopolitico di Kiev è intervenuto il neo-ministro della Difesa <strong>Oleksii Reznikov</strong>.</p>
<p>Reznikov, esponente classico della <strong>classe dirigente </strong>insediatasi dopo il golpe del 2014 contro Viktor Yanukovich insediatosi un mese fa nel suo attuale ruolo, ha dichiarato esplicitamente di aver avuto poco dopo l&#8217;inizio del suo mandato un forte screzio con la <strong>Germania </strong>per il veto di Berlino alla fornitura di determinati sistemi d&#8217;arma a Kiev. Berlino, ha dichiarato Reznikov al <em><a href="https://www.ft.com/content/1336c9be-f1c9-4545-9f85-3b07fcb746d6">Financial Times</a>, </em>&#8220;ha bloccato la fornitura di sistemi anti-cecchino e anti-drone all&#8217;Ucraina attraverso il Nato Support and Procurement Agency&#8221;, la struttura dell&#8217;Alleanza Atlantica che si occupa della fornitura a Paesi terzi.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-la-fine-dell-era-merkel-e-il-destino-della-gerussia.html" target="_blank" rel="noopener">La <strong>Germania </strong>nell&#8217;era di Angela Merkel</a> si è sempre posta come mediatrice tra le due parti in conflitto nel quadro del Donbass e delle regioni confinanti. Da membro dell&#8217;Alleanza Atlantica, Berlino ha condannato l&#8217;occupazione russa della Crimea e i tentativi di destabilizzazione di Kiev nel Donbass; da nazione pragmatica, però, ha cercato sempre un modus vivendi con Vladimir Putin per ottenere in questo contesto una via di comunicazione e un contatto diretto attraverso un&#8217;avviata relazione economica avente al centro il<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/matthias-warnig-il-richelieu-del-nord-stream-2.html" target="_blank" rel="noopener"> <strong>gas naturale</strong>. </a></p>
<p>Parlando col quotidiano della City di Londra proprio sul gas naturale si è concentrato il ministro ucraino, accusando quella che a suo avviso è un&#8217;incoerenza della Germania che &#8220;propone di finire il Nord Stream 2&#8221;, il gasdotto russo-tedesco passante per il Baltico, &#8220;e blocca la cessione di armi difensive all&#8217;Ucraina&#8221;. A ben guardare, nell&#8217;ottica di Berlino questa strategia non è affatto vista come contraddittoria. La Germania di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener">Angela Merkel</a> ha sempre temuto di tirare troppo la corda nella regione ucraina del Donbass ritenendo che una <strong>fornitura massiccia </strong>di armi letali all&#8217;esercito ucraino da parte della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">Nato,</a> in misura maggiore a quanto fatto finora, potesse essere vista come una provocazione dal governo di Kiev.</p>
<p><a href="https://abcnews.go.com/International/wireStory/ukrainian-defense-minister-troop-buildup-defensive-81744421">Tra una minaccia bellicosa e l&#8217;altra, tra analisi strategiche e attacchi propagandistici</a> (in caso di invasione da parte di Mosca &#8220;molte bare torneranno indietro in Russia&#8221;) Reznikov non ha dato pochi elementi per negare la strategia tedesca, provando a <strong>dividere retoricamente </strong>il fronte atlantico tra una componente, a guida Usa, che avrebbe &#8220;compreso la minaccia&#8221; legata alle linee rosse di Mosca in Europa Orientale e una, a guida tedesca, che sottovaluterebbe la minaccia. Il paragone fatto da Reznikov è con la guerra russo-georgiana del 2008, a suo avviso favorita dalla negazione francese di uno spazio nella Nato per Tbilisi.</p>
<p>Il tempismo delle dichiarazioni, in ogni caso, non va ignorato: l&#8217;Ucraina ha rivelato questo avvertimento fatto a Berlino sottolineando implicitamente di confidare in un cambio di rotta con l&#8217;ascesa di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-verso-lera-scholz-cosa-cambiera-a-berlino.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Olaf Scholz alla Cancelleria federale</strong></a>. Il più <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;merkeliano&#8221;</a> dei <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/spd-chi-sono-i-socialdemocratici-tedeschi.html" target="_blank" rel="noopener">socialdemocratici</a> governa in coalizion con i Liberali, fedeli all&#8217;ortodossia atlantista, e soprattutto con i <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/academy/chi-sono-i-verdi-tedeschi-germania.html" target="_blank" rel="noopener">Verdi</a> </strong>che con la loro leader <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/annalena-baerbock-annalena-baerbock-chi-e-la-leader-dei-verdi-tedeschi.html" target="_blank" rel="noopener">Annalena Baerbock</a> </strong>controllano ora il Ministero degli Esteri. Nei mesi scorsi l&#8217;attuale vicecancelliere e storico rappresentante dei Verdi <strong>Robert Habeck </strong>aveva dichiarato che la richiesta di armi dell&#8217;Ucraina era &#8220;difficile da negare&#8221;. Una svolta notevole per il partito che anni fa propugnava il pacifismo e l&#8217;uscita dalla Nato e <a href="https://it.insideover.com/politica/verdi-germania-programma-biden-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener">ora è il bastione dell&#8217;occidentalismo progressista nel Paese al centro dell&#8217;Europa.</a></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/energia/il-piano-della-germania-per-portare-a-termine-il-nord-stream-2.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli ambientalisti sono stati a lungo, inoltre, tra i massimi oppositori del gasdotto Nord Stream 2 caro a Merkel e Vladimir Putin</a> e, come hanno scritto <a href="https://rusi.org/commentary/germanys-greens-go-government-winds-change-germanys-foreign-and-security-policy" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Lydia Wachs</strong> e <strong>Paula Köhler</strong> del German institute for international and security affairs di Berlino</a> in un’analisi pubblicata per il britannico<strong> Royal united services institute (Rusi)</strong>, prima dell&#8217;entrata al governo hanno sostenuto “la demolizione immediata del progetto infrastrutturale, a causa del suo impatto dannoso sul clima e dei suoi effetti potenzialmente destabilizzanti sulla posizione dell’Ucraina nei confronti della Russia”. Ora la posizione è più cauta, ma complici i problemi di certificazione delle ultime settimane la Baerbock, appena ascesa al governo, non ha esitato a ritenere possibile l&#8217;idea di uno stop alla certificazione Nord Stream 2. Parole che saranno suonate come musica alle orecchie di Kiev, ora più che mai intenta a far pressione su Berlino perché prenda le sue parti. La Germania è la chiave della partita ucraina. E quest&#8217;ultima sarà il primo banco di prova per capire la maturità politica del <a href="https://it.insideover.com/politica/sedici-anni-di-angela-merkel.html">cancelliere succeduto dopo sedici anni alla Merkel.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-pressione-dellucraina-su-berlino-non-blocchi-le-armi-nato-per-kiev.html">La pressione dell&#8217;Ucraina su Berlino: &#8220;Non blocchi le armi Nato per Kiev&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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