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Dal 2014, anno in cui è avvenuto il colpo di mano in Crimea e l’insurrezione in Donbass che ha portato alla nascita di due repubbliche filorusse nell’est Ucraina, l’esercito russo ha spostato con continuità unità ai confini ucraini, con il risultato che circa 55/60mila soldati stazionano permanentemente nella regione (da 250 a 300 chilometri rispetto alle frontiere).

Le forze normalmente di stanza al confine con l’Ucraina si stimano in un numero di gruppi tattici (battaglioni) compreso tra i 25 e i 30 mentre quelle che sono state mobilitate negli ultimi mesi per unirsi a loro rappresentano altri 35-40. Le forze arrivate di recente dal Distretto Militare Orientale potrebbero portare questa cifra a un totale di 65-70.

Un battaglione tattico è una formazione combinata di manovra organizzata per compiti, con una media di 800 effettivi per unità (sebbene possa essere piccola, con 600, oppure al contrario arrivare fino a 1000). È essenzialmente un battaglione di fanteria a cui sono aggregate unità di artiglieria, logistica e difesa aerea. Queste formazioni sono un’unità di misura imprecisa ma utile quando si parla del potenziale offensivo delle unità di manovra russe.



La forza finale totale stimata è quindi, a nord dell’Ucraina, di 90mila soldati. Questa cifra non include le forze aeree, le unità navali o le componenti logistiche aggiuntive e nemmeno le unità speciali come gli Spetsnaz o “irregolari” come gli elementi del Gruppo Wagner che potrebbero essere facilmente utilizzati in un’operazione false flag in Ucraina per generare il pretesto per l’invasione. Le milizie separatiste filorusse del Donbass potrebbero rappresentare altri 15mila soldati, ma hanno un’efficacia di combattimento notevolmente inferiore rispetto ai regolari russi. Mosca potrebbe mobilitare per una possibile operazione una forza complessiva composta da 90 a 100 battaglioni tattici, che insieme a riserve e forze ausiliarie porterebbero il totale delle truppe tra 150mila e 175mila soldati. L’esercito russo non è ancora in posizione per un’operazione su larga scala, ma potrebbe esserlo nei prossimi giorni (al massimo 10/15 giorni) se il rateo degli afflussi di uomini e mezzi resta invariato così come quello della costruzione della rete logistica di supporto, che è resa evidente da fonti open source di ricognizione satellitare.

Proviamo a dare uno sguardo allo schieramento delle truppe russe intorno all’Ucraina, attraverso quello che siamo riusciti a sapere tramite fonti civili che osservano i movimenti militari e grazie a quanto si sa sulla consistenza delle forze di Mosca.

In Crimea, alle dipendenze del 22esima armata a Sinferopoli, è presente l’Ottavo reggimento d’artiglieria, la 126esima brigata da difesa costiera (a Perevalnoye), due reggimenti da assalto aereo (il 56esimo e il 171esimo) a Feodosia, mentre a Sebastopoli, la base navale principale, è presente il grosso del contingente russo composto da un battaglione lanciafiamme del Quarto reggimento Nbcr, due brigate difesa missilistica costiera (la 845esima e la 15esima), due unità per operazioni speciali della marina (di cui una del centro Senezh),e la 810ma brigata di fanteria navale (con più di 3100 uomini).

Nell’oblast di Krasnodar è dislocato il 1141esimo reggimento d’artiglieria (ad Anapa), il 104esimo battaglione corazzato, il 162esimo battaglione da ricognizione, la Settima divisione da assalto aereo da montagna e il 108esimo reggimento da assalto aereo (tutti a Novorossiysk). A Molkino è situata la Prima brigata missilistica (con Iskander-M) insieme alla Decima brigata di forze speciali, andando più a nord – ed escludendo le forze dislocate intorno a Stavropol sede della 49esima armata e in cui è presente un reggimento da assalto aereo (il 247esimo), incontriamo la 47esima brigata missilistica a Korenovsk (con Tochka-U) e la 238esima brigata di artiglieria.

Mappa di Alberto Bellotto

Nell’oblast di Rostov sul Don, in particolare nei pressi della città di Kadamovskiy, è situato lo snodo principale del settore dell’Azov. Qui c’è il quartier generale della 150esima divisione meccanizzata che ha alle sue dipendenze il 103esimo reggimento meccanizzato (a Novocherkassk), il 102esimo meccanizzato, il 68esimo ed il 163esimo reggimento corazzato (a Persianovskiy) insieme al 147esimo battaglione da ricognizione (un battaglione di artiglieria anticarro risulta essere nelle vicinanze in località ignota). Sempre a Novocherkassk c’è l’Ottava armata che sovrintende alla 22esima brigata forze speciali (a Bataysk) e al 381esimo reggimento d’artiglieria (a Kuzminka).

Spostandoci più a nord, nell’oblast di Voronezh, a Boguchar è presente la Terza divisione meccanizzata rinforzata dal 252esimo reggimento meccanizzato, dal 99esimo reggimento artiglieria semovente e dal 159esimo battaglione anticarro. Più a occidente, e a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, sono presenti il 237esimo reggimento corazzato (a Valuyki) insieme al Secondo battaglione da ricognizione e al 752esimo reggimento meccanizzato. A Voronezh c’è la 20esima armata con una compagnia rinforzata di forse speciali, mentre a Kursk è presente la 448esima brigata missilistica (con Iskander-M). In quel saliente di territorio russo tra Bielorussia e Ucraina è presente l’856esimo reggimento di artiglieria semovente (a Pochep) insieme al 254esimo e al 488esimo reggimento meccanizzato.



Più a nord, a circa un centinaio di chilometri dal confine bielorusso, c’è la 144esima divisione meccanizzata (a Yelnya, oblast di Smolensk) insieme a 59esimo reggimento corazzato e al 1281esimo battaglione anticarro. A Smolensk è presente il 148esimo battaglione da ricognizione.

Questo schieramento di forze è solo indicativo – e non tiene conto dell’organizzazione delle forze separatiste nel Donbass – in quanto l’esercito russo sta spostando in continuazione verso il fronte uomini e mezzi, soprattutto della logistica e del genio in questi ultimi giorni, ma li sta movimentando anche lungo i confini occidentali anche per partecipare all’esercitazione Allied Resolve 2022.

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