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	<title>Curdi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 04 Mar 2026 11:47:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Curdi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Iran, Usa e Israele accarezzano l&#8217;ipotesi curda: il piano per spaccare il Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-600x444.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Usare i curdi come leva per spezzare l&#8217;unità iraniana e accelerare il collasso della Repubblica Islamica? Stati Uniti e Israele iniziano a pensarci. La notizia che la Cia e il Mossad sarebbero all&#8217;opera per armare le fazioni curde iraniane si rincorre sui media internazionale. E segue quella secondo cui Donald Trump, presidente Usa, avrebbe parlato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html">Iran, Usa e Israele accarezzano l&#8217;ipotesi curda: il piano per spaccare il Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-600x444.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Usare i curdi come leva per spezzare l&#8217;unità iraniana e accelerare il collasso della <strong>Repubblica Islamica? Stati Uniti e Israele</strong> iniziano a pensarci. La notizia che la Cia e il Mossad sarebbero all&#8217;opera per armare le fazioni curde iraniane si rincorre sui media internazionale. E segue quella secondo cui Donald Trump, presidente Usa, <a href="https://www.axios.com/2026/03/02/trump-iran-war-kurds-iraq" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avrebbe parlato personalmente con i leader curdi</a> iraniani, compreso Mustafa Hijri, presidente del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano. Un uno-due che alza l&#8217;asticella del conflitto scatenato il 28 febbraio e apre alla possibilità che un fronte interno corroda Teheran dopo l&#8217;attacco di <strong>decapitazione ai suoi vertici politici e militari.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa e Israele puntano sui curdi per colpire l&#8217;Iran</h2>



<p>Axios ha confermato, inoltre, che Trump avrebbe parlato con due stretti alleati degli Usa:<strong> Masoud Barzani e Bafel Talabani,</strong> capi delle due maggiori fazioni del Kurdistan iracheno, alleate di Washington dai tempi della loro resistenza contro Saddam Hussein. Il secondo è figlio di Jalel Talabani, presidente dell&#8217;Iran dal 2005 al 2014, primo capo di Stato eletto dopo la caduta del Rais. Entrambi sostengono i compatrioti curdi entro il confine iraniano.</p>



<p>Sulla scia delle proteste di fine 2025 e inizio 2026, le fazioni curde hanno formato un centro di coordinamento unitario, la Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano, con l&#8217;obiettivo di garantire capacità d&#8217;azione ai loro uomini e alla loro azione politica nel contesto della sfida alle autorità centrali di Teheran che <strong>continua dal 2016.</strong> Sostenuti in passato dall&#8217;Arabia Saudita e ora da Usa e Israele, più volte i gruppi curdi hanno subito attacchi in patria e nei loro santuari oltre confine in Iraq, come accadde nel 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La coalizione anti-Iran dei curdi</h2>



<p>&#8220;La coalizione curda iraniana di gruppi stanziati al confine tra Iran e Iraq, nella regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno, si è addestrata a organizzare un attacco del genere nella speranza di indebolire l&#8217;esercito del Paese, mentre Stati Uniti e Israele bombardano obiettivi iraniani con bombe e missili&#8221;,<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/us-in-talks-with-kurds-on-potential-military-operation-in-iran-sources/"> nota il <em>Times of Israel</em>, aggiungendo</a> che &#8220;l&#8217;obiettivo sarebbe quello di creare spazio per la rivolta degli iraniani contrari al regime islamico, ora che la <strong>Guida Suprema Ali Khamenei <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html">e altri alti funzionari sono stati uccisi&#8221;.</a></strong>  Nelle ultime giornate di guerra, si sono intensificate le operazioni aeree e missilistiche contro località dell&#8217;Iran occidentale come Paveh e Sanandaj. Questo potrebbe servire a aprire il fronte a possibili operazioni di terra dei militanti curdi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">WATCH THIS SPACE: U.S. and Israeli airstrikes have been heavily targeting Iranian military sites in Kurdish-populated border regions, including border posts, bases, police stations, and Basij facilities in cities like Paveh and Sanandaj. <br><br>The strikes could open the door for… <a href="https://t.co/sUAIM54zQd">pic.twitter.com/sUAIM54zQd</a></p>&mdash; WAR (@warsurv) <a href="https://twitter.com/warsurv/status/2029130340787429690?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La manovra avviene a testimonianza del fatto che a predominare sia la <strong>strategia israeliana</strong> più che quella americana: Washington mira a indebolire e ridimensionare la proiezione iraniana, Tel Aviv ha sul terreno il vecchio <strong>progetto di sfascio dell&#8217;Iran</strong> tramite guerra civile e secessionismi su cui peraltro anche <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha puntato all&#8217;inizio della <strong>Terza guerra del Golfo</strong>. Teheran, per bocca del presidente del Supremo consiglio di sicurezza nazionale <strong>Ali Larijani,</strong> ha promesso fuoco e fiamme contro i ribelli curdi, e i Guardiani della Rivoluzione hanno <strong>duramente colpito i campi dei curdi</strong> con droni e missili. </p>



<p>Ora l&#8217;Iran si trova di fronte al rischio di dover combattere una campagna parallela a quella contro Washington e Tel Aviv, <strong>la cui decisione di armare la coalizione curda</strong> apre la strada al progetto di collasso interno del Paese tramite la spinta al separatismo etnico. Va sottolineato che la coalizione curda guidata dal partito di Hijri e sostenuta da Barzani, Talabani e dalle autorità curdo-irachene di Erbil contiene anche formazioni dal profilo ambiguo come il <strong>Partito della Vita Libera del Kurdistan (Pjak)</strong>, formazione affiliata al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) turco e ritenuto organizzazione terroristica non solo dall&#8217;Iran ma anche dalla Turchia e dagli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo dei combattenti curdi e la strategia anti-Iran</h2>



<p><a href="https://www.forbes.com/sites/guneyyildiz/2026/03/03/cia-arms-irans-kurds-for-regime-change---why-is-the-opposition-against-them/">Forbes nota che &#8220;la</a> Cia sta ora lavorando per armare una coalizione con la cui spina dorsale le è ancora legalmente proibito intrattenere rapporti&#8221;, aggiungendo che se da un lato &#8220;il processo di pace in Turchia ha minato la logica strategica alla base della designazione del Pjak&#8221;, dall&#8217;altro &#8220;<a href="https://www.forbes.com/sites/guneyyildiz/2026/03/01/irans-leadership-decapitated---turkey-will-define-what-comes-next/">il calcolo di Ankara nella crisi iraniana</a> è plasmato da timori contrastanti&#8221;, con un timore del <strong>caos generalizzato</strong> che si somma a una valutazione ambivalente verso i curdi. </p>



<p>La Turchia non vuole un salto nel buio regionale né la formazione di un&#8217;autorità statuale curda dopo la soppressione dell&#8217;autonomia del Rojava siriano, anche perché le capacità combattenti del Pjak, principale formazione militante e più radicale del campo curdo-iraniano sono apprezzabili, come ricorda Forbes:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p> Nel 2011, il PJAK <a href="https://ctc.westpoint.edu/iranian-kurdish-militias-terrorist-insurgents-ethno-freedom-fighters-or-knights-on-the-regional-chessboard/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sventò una massiccia offensiva delle Guardie della Rivoluzione islamica</a> sui Monti Zagros, una performance che costrinse Teheran a un cessate il fuoco di fatto piuttosto che rischiare ulteriori perdite.</p>
</blockquote>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/balcanizzare-liran-il-giornale-di-miriam-adelson-svela-il-piano-di-trump-e-netanyahu-in-iran.html#google_vignette">Come ha ricordato <strong>Roberto Vivaldelli, il sostegno</strong></a> all&#8217;ipotesi di secessione e rivolta curda è arrivato anche da <a href="https://www.israelhayom.com/2026/03/03/us-iran-regime-change-opposition-irgc/"><em>Israel Hayom</em></a>, quotidiano di proprietà della miliardaria del settore del gioco d&#8217;azzardo <strong>Miriam Adelson</strong>, tra le più potenti lobbyste filo-israeliane e le maggiori donatrici di Trump negli Usa. Torna in scena il vecchio piano di ricomposizione del Medio Oriente tramite le faglie etniche. E per i curdi riemerge l&#8217;antico dilemma: <strong>le loro ambizioni nazionali sono sempre derivata prima e strumento di grandi competizioni geostrategiche</strong> e manovre esterne. Con il rischio di trovarsi a fare da &#8220;fanteria&#8221; di potenze straniere senza poter dettare la propria strategia autonomamente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html">Iran, Usa e Israele accarezzano l&#8217;ipotesi curda: il piano per spaccare il Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aleppo, nuovi scontri: le forze di Damasco assaltano i quartieri curdi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/aleppo-nuovi-scontri-le-forze-di-damasco-assaltano-i-quartieri-curdi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 14:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Siria si riaccende il conflitto. Governo contro curdi: molti i morti ad Aleppo dove è iniziato l&#8217;assalto delle truppe di Damasco contro le Forze Democratiche Siriane. Aleppo torna nel caos a oltre un anno dalla sua caduta nelle mani di Hay&#8217;at Tahrir al-Sham che segnò l&#8217;inizio della fine del potere di Bashar al-Assad e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/aleppo-nuovi-scontri-le-forze-di-damasco-assaltano-i-quartieri-curdi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/aleppo-nuovi-scontri-le-forze-di-damasco-assaltano-i-quartieri-curdi.html">Aleppo, nuovi scontri: le forze di Damasco assaltano i quartieri curdi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026010715094794_54182c43cb9ead6f6d4ab71636eebbcd-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>In Siria si riaccende il conflitto. Governo contro curdi: molti i morti ad Aleppo</strong> dove è iniziato l&#8217;assalto delle truppe di Damasco contro le Forze Democratiche Siriane. Aleppo torna nel caos a oltre un anno dalla sua caduta nelle mani di <strong>Hay&#8217;at Tahrir al-Sham</strong> che segnò l&#8217;inizio della fine del potere di <strong>Bashar al-Assad</strong> e il primo passo verso la presa del controllo di <strong>Abu Mohammad al-Jolani,</strong> ex emiro di Hts e ora presidente della Siria col nome da civile di <strong>Ahmad al-Sharaa</strong>.</p>



<p>Ieri violenti scontri hanno contraddistinto le aree a maggioranza curde e le zone controllate dai governativi, poche settimane dopo una serie di violenze divampate a fine dicembre proprio mentre Damasco e le autorità dell&#8217;Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est (Rojava) a maggioranza curda negoziavano l&#8217;ingresso di quest&#8217;ultima nel nuovo Stato siriano. <strong>Jean-Francois Thiry, operatore di Pro Terra Sancta</strong>, ha testimoniato che nella giornata odierna le forze governative hanno comunicato alla popolazione un ultimatum per lasciare i quartieri di <strong>Sheikh Maqsood</strong> e <strong>Ashrafia</strong>, <strong>aree a prevalente presenza curda</strong>, annunciando l’ingresso e l’avvio di operazioni per “riprendere il controllo” della zona.</p>



<p>&#8220;In questo momento si vede la gente che sta uscendo con le valigie», riferisce Thiry, che segnala decine di vittime sta seguendo gli sviluppi dalla città. Nelle ultime ore – sempre secondo la sua ricostruzione – sarebbero proseguiti bombardamenti e colpi di mortaio diretti verso le aree coinvolte, con un clima di forte tensione lungo le linee di contatto.</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/1/7/live-syria-to-launch-military-operation-against-sdf-in-aleppo">Ufficiali siriani citati da Al Jazeera</a> si sono detti &#8220;essere determinati a spazzare via le forze delle SDF qui. Hanno detto che è passato un anno; hanno aspettato che onorassero la promessa di integrarsi nell&#8217;esercito siriano, ma questa promessa è stata infranta più volte, e la situazione ha raggiunto un punto di svolta&#8221;. <strong>Violenti combattimenti proseguono nella città</strong> di nuovo campo di battaglia.</p>



<p>Diversi analisti mostrano come <strong>Damasco abbia indicato le unità delle Forze Democratiche Siriane (Sdf) a maggioranza curda</strong> <a href="https://x.com/ragipsoylu/status/2008844491520606430">dei bersagli legittimi</a>. Le Sdf sono un <strong>nemico dichiarato della maggiore patrona </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/tra-i-curdi-e-al-sharaa-il-dilemma-della-turchia-sulla-siria.html"><strong>della nuova Siria, la Turchia</strong> di Recep Tayyip Erdogan, </a>e nella seconda città della Siria e principale centro del Nord sono acquartierate con unità di fanteria leggera che secondo alcuni report sarebbero state colpite anche con artiglieria dall&#8217;esercito siriano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Reminder for the public: <br>The Kurdish forces in Aleppo, the Asayish do not possess heavy artillery systems. <br>They have access to mortars only. <br><br>Any damage or footage that shows an explosion or damage from an artillery strike bigger than a grenade (mortar round) has to be… <a href="https://t.co/RI7Vzcwwc3">pic.twitter.com/RI7Vzcwwc3</a></p>&mdash; ScharoMaroof (@ScharoMaroof) <a href="https://twitter.com/ScharoMaroof/status/2008895205680795788?ref_src=twsrc%5Etfw">January 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Dopo precedenti schermaglie in autunno e a dicembre, <a href="https://www.nbcnews.com/world/syria/syria-aleppo-government-forces-kurdish-fighters-clashes-rcna252741">il nodo della questione resta il medesimo</a>: le garanzie all&#8217;autonomia curda dopo l&#8217;integrazione delle Sdf nell&#8217;esercito siriano concordata a marzo, <strong>da cui derivano, da un lato, le aspettative di Damasco sulla possibilità di guidare un Paese unitario</strong> e il timore curdo di trovarsi sotto il tallone turco nella nuova costituzione nazionale. </p>



<p>In parallelo a ciò, <strong>le Sdf hanno maldigerito</strong> il fatto che al-Sharaa abbia trovato grande accoglienza a Washington, ridimensionando il loro ruolo di interlocutori privilegiati degli Stati Uniti. E al-Sharaa teme che i localismi, quello curdo a Nord e quello druso a Sud, possano essere utilizzati per frenare la riunificazione del Paese da parte di chi, come <strong>Israele, è sospettato da Damasco come sostenitore della spaccatura della Siria</strong>. All&#8217;ombra delle trattative guidate dagli Usa per la <a href="https://it.insideover.com/politica/la-spinta-usa-per-la-distensione-tra-siria-e-israele-scambi-economici-e-una-zona-demilitarizzata.html">mediazione Damasco-Tel Aviv</a> scoppia una nuova crisi. E ci si ricorda quanto l&#8217;unità della Siria, anche oltre un anno dopo la caduta di Assad, sia un obiettivo ancora remoto. Mentre nel Paese tormentato da quasi 15 anni di guerra civile continua a scorrere il sangue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/aleppo-nuovi-scontri-le-forze-di-damasco-assaltano-i-quartieri-curdi.html">Aleppo, nuovi scontri: le forze di Damasco assaltano i quartieri curdi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tra i curdi e al-Sharaa, il dilemma della Turchia sulla Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-i-curdi-e-al-sharaa-il-dilemma-della-turchia-sulla-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2025 13:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-1536x1141.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-600x446.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scoppio degli scontri tra le milizie curde e le autorità del governo centrale siriano ad Aleppo ha, questa settimana, condizionato i colloqui mediati dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, regista del sostegno di Ankara a Damasco, tra il governo di Ahmad al-Sharaa e le Forze Democratiche Siriane (Sdf) a maggioranza curda dell&#8217;Amministrazione Autonoma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-i-curdi-e-al-sharaa-il-dilemma-della-turchia-sulla-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-1536x1141.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-600x446.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scoppio degli <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/caos-ad-aleppo-scontri-tra-i-curdi-e-il-governo-siriano.html">scontri tra le milizie curde</a></strong> e le autorità del <strong>governo centrale siriano ad Aleppo</strong> ha, questa settimana, condizionato i colloqui mediati dal ministro degli Esteri turco <strong>Hakan Fidan, regista del sostegno di Ankara a Damasco,</strong> tra il governo di <strong>Ahmad al-Sharaa e le Forze Democratiche Siriane (Sdf)</strong> a maggioranza curda dell&#8217;Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est (Rojava), per dare attuazione all&#8217;integrazione <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-la-mossa-del-cavallo-di-al-jolani-i-curdi-accettano-la-sovranita-di-damasco.html">di queste ultime nel nuovo esercito del Paese levantino.</a> E pone il Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan nella posizione più delicata dall&#8217;inizio dell&#8217;offensiva del gruppo militante Hay&#8217;at Tahrir al-Sham che nel novembre 2025 inaugurò, proprio con la caduta di Aleppo, <a href="https://it.insideover.com/dossier/i-dieci-giorni-che-hanno-sconvolto-la-siria">i <strong>dieci giorni che hanno sconvolto la Siria</strong> travolgendo il regime di Bashar al-Assad.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario tra Turchia, Siria e curdi del Rojava</h2>



<p>La Turchia è stata la regista della scalata di Hts e dell&#8217;allora capo militante e jihadista Abu Mohammad al-Jolani al potere, la &#8220;madrina&#8221; delle nuove istituzioni damascene e del <em>rebranding</em> di un gruppo classificato in molti Paesi come terrorista in nuovo Stato e del suo emiro in presidente in giacca e cravatta, la patrona di un Paese la cui strutturazione <strong>consolida la sua zona d&#8217;influenza regionale</strong>. </p>



<p>Al contempo, la proiezione data dalla nuova Siria ha <strong>permesso ad Ankara di avanzare le sue pedine</strong> nel gioco di scacchi regionale con Israele in un periodo di grandi tensioni regionali. <strong>Ma ha creato un punto di caduta non indifferente: a Erdogan la Siria è utile</strong> se attore strategico il più unito e governabile possibile, con un potere centrale non sottoposto a pressioni esterne e privo di minacce strumentalizzabili da potenze terze. Il calcolo già di per sé spericolato di fare dell&#8217;ex Al-Qaeda al-Sharaa il regista di questa operazione ha ottenuto l&#8217;imprimatur dei Paesi del Golfo e degli Usa, e questo è un indubbio successo turco. Ma la questione curda resta attiva. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Curdi turchi e curdi siriani</h2>



<p>La Turchia ha incassato l&#8217;apertura del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) e del suo leader incarcerato Abdullah Ocalan. Al contempo, però, per <strong>ottenere l&#8217;unità della Siria necessita di una pacificazione tra gli autonomisti curdi</strong> che egemonizzano le Sdf e Damasco. Questo crea una forte discrasia. </p>



<p>La Turchia ritiene un&#8217;organizzazione unica le Unità di Protezione Popolare (Ypg) curde che egemonizzano le Sdf e il Pkk, che peraltro ha molti punti di contatto con gli omologhi di oltre Eufrate, e dunque si trova al contempo di fronte all&#8217;accettazione della fine della lotta armata in patria e alla prospettiva che le truppe curde entrino in forze nel nuovo esercito della &#8220;sua&#8221; Siria. </p>



<p><strong>Obiettivo, questo, che serve a Erdogan per fini interni</strong> ma che va di pari passo con la necessità di un accordo. I curdi, come i drusi, sono il punto dolente della nuova Siria e la Turchia teme che possano essere il cavallo di Troia con cui Israele potrebbe contrattaccare all&#8217;avanzata geopolitica turca nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La grande strategia turca tra ambizioni e realtà</h2>



<p>La Turchia <a href="https://manaramagazine.org/2025/12/turkeys-pursuit-of-new-silk-roads/">vuole una Siria stabile anche per ragioni geoeconomiche: Ankara, nota <em>Manara Magazine, </em></a>&#8220;si sta impegnando a rivitalizzare la rotta commerciale che aveva avuto un notevole successo prima della guerra civile siriana, che ha interrotto la connettività nord-sud e le attività commerciali tra la Turchia e la regione del Golfo. Migliaia di camion attraversavano il territorio dall&#8217;Asia Minore al Golfo Persico&#8221;, e in prospettiva la Turchia mira a <strong>creare un ponte terrestre che partirà dall&#8217;Iraq e arriverà al Mediterraneo e all&#8217;Anatolia</strong> intersecando anche il Kurdistan iracheno, dove il Paese ha maggiori entrature, e il triplice confine Iraq-Siria-Turchia su cui insiste il Rojava. </p>



<p>Piaccia o meno, dunque, un accordo tra al-Sharaa e i curdi è nell&#8217;interesse turco e Erdogan schiera <strong>Fidan, lo stratega del Paese euroasiatico, per ottenerlo</strong>. Per ora le posizioni sembrano distanti, e l&#8217;ostacolo da superare sarà decisivo. <a href="https://www.foreignaffairs.com/turkey/erdogans-imperial-delusions"><em>Foreign Affairs</em> commenta </a>che &#8220;la Turchia deve affrontare troppi problemi interni, tra cui un&#8217;economia in difficoltà e uno Stato svuotato, e troppa opposizione esterna, in particolare da parte di un Israele fiducioso e aggressivo, per costruire un ordine regionale alle condizioni di Ankara&#8221;. </p>



<p><strong>La sfida per unire la Siria, di fronte a timori curdi, ambizioni israeliane e settarismi nel mondo vicino a al-Sharaa,</strong> sarà la cartina tornasole dell&#8217;effettiva prospettiva turca di modellarlo. E una delle partite da osservare con maggiore attenzione nel 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-i-curdi-e-al-sharaa-il-dilemma-della-turchia-sulla-siria.html">Tra i curdi e al-Sharaa, il dilemma della Turchia sulla Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 09:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di "Apo" Ocalan passa ora alla prova delle manovre politiche di Erdogan e della volontà politica delle formazioni curde. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;<em>Tutti i gruppi devono abbandonare le armi e il Pkk deve sciogliersi</em>&#8220;. Con questa dichiarazione, in poche ore, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdullah-ocalan.html">Abdullah Öcalan</a></strong> ha ribaltato decenni di storia turca e curda. In una conferenza stampa gremita a Istanbul, è stato letto il messaggio del leader storico del Pkk da parte dei rappresentanti del partito filo-curdo Dem, terza forza politica in Turchia. Detenuto dal 1999 nel carcere di massima sicurezza di <strong>Imrali</strong>, ha potuto comunicare nuovamente dopo un decennio di isolamento, interrotto solo di recente grazie a incontri con deputati del Dem dopo aver perso ogni contatto con l’esterno dal 2015, quando fallì il processo di pace avviato due anni prima tra il Pkk e Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static.euronews.com/articles/stories/09/08/33/72/1920x1080_cmsv2_cd68cf27-b03d-588b-804f-a691035f9edd-9083372.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sciogliere il Pkk: la decisione era nell&#8217;aria?</h2>



<p>La decisione, tuttavia, era nell’aria da mesi: non erano passate nemmeno 48 ore dall’<a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-apre-alla-fine-della-lotta-armata-dopo-lattentato-ad-ankara.html">attentato contro la Turkish Aerospace Industries Inc</a>. lo scorso ottobre, quando Öcalan tornò a parlare, paventando l’ipotesi della fine alla lotta armata. In quei giorni qualcosa già covava sotto la cenere, quando il <strong>partito filo curdo Dem</strong>, ex Hdp, aveva ricevuto giorni prima una proposta da parte del leader del partito di ultradestra turco Mhp, <strong>Devlet Bahceli</strong>, alleato del presidente. Bahceli aveva optato per un vero colpo di scena, invitando Öcalan a tenere un discorso in Parlamento: un insospettabile, da sempre fautore della tolleranza zero nei confronti dei curdi. A sorprendere l’opinione pubblica è stato proprio il ruolo della destra nazionalista turca nella riapertura del dialogo. Bahçeli, infatti, ha avanzato l’idea di uno scioglimento del Pkk in cambio di una calmierazione del regime carcerario di Öcalan. Tale iniziativa, sostenuta anche dal Dem e dallo stesso presidente turco, è stata definita dal capo di Stato una “<em>opportunità storica</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://staticfanpage.akamaized.net/socialmediafanpage/wp-content/uploads/2013/07/ocalan_processo_pace_turchia.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ripercussioni interne alla Turchia</h2>



<p>Una mossa che avrà profonde ripercussioni sia sulla politica interna della Turchia che sulle sue relazioni internazionali, soprattutto alla luce dei tumulti attuali. Sul piano interno, la decisione potrebbe aprire la strada a un <strong>nuovo processo di pace</strong> tra il Governo turco e la popolazione curda, riducendo le tensioni nelle province sudorientali della Turchia, da decenni teatro di scontri tra forze governative e miliziani del Pkk. Tuttavia, il successo di questo processo dipenderà dalla capacità del Governo turco di adottare misure concrete per il riconoscimento dei diritti culturali e politici dei curdi di Turchia. Presumibilmente il primo passo sarebbe restituire ai sindaci del Dem il governo delle province in cui sono stati eletti, ma poi rimossi con accuse di terrorismo. Ma senza riforme tangibili, il rischio è che la smobilitazione del PKK lasci spazio alla frammentazione e alla nascita di nuove fazioni armate. </p>



<p>Dal punto di vista politico, il presidente Erdoğan potrebbe sfruttare questa svolta per <strong>rafforzare la propria immagine</strong> di leader capace di intestarsi la fine di un conflitto decennale, guadagnando consensi in vista delle prossime elezioni. Sul Presidente turco, infatti, aleggia il sospetto della ricerca spasmodica del sostegno parlamentare del Dem, attualmente all’opposizione, per poter modificare la Costituzione e garantirsi un nuovo mandato alle elezioni del 2028. Tuttavia, questa strategia potrebbe alienare una parte dell&#8217;elettorato nazionalista turco, contrario a qualsiasi partita a scacchi con il Pkk, mettendo a rischio gli equilibri politici interni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://bresciaanticapitalista.com/wp-content/uploads/2024/10/img_1628.jpeg?w=1024" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come potrebbero cambiare le relazioni estere di Ankara</h2>



<p>Nel frattempo, il mondo politico internazionale osserva con attenzione. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha definito la mossa di Öcalan un “barlume di speranza”, mentre il ministero degli Esteri tedesco l’ha considerata una svolta storica. Anche l’ex premier italiano <strong>Massimo D’Alema</strong>, ricordando il passaggio di Öcalan in Italia nel 1998, ha sottolineato come questa decisione potrebbe aprire un percorso di riconciliazione tra Turchia e comunità curda. Sul piano internazionale, la fine del Pkk potrebbe <strong>ridisegnare le alleanze</strong> e le dinamiche di potere in Medio Oriente, soprattutto in <strong>Siria</strong>, dove le Forze Democratiche Siriane (SDF), alleate degli Stati Uniti e considerate un&#8217;estensione del Pkk, potrebbero subire ripercussioni. La Turchia potrebbe usare questo sviluppo come leva per aumentare la pressione sulle SDF e per rafforzare la propria posizione nei negoziati con Washington e Mosca. Sull’annuncio del leader del Pkk si è immediatamente espresso il comandante militare delle Sdf <strong>Mazloum Abdi</strong>, che ha accolto favorevolmente l&#8217;appello &#8220;storico&#8221; al disarmo, ma con un “ma”. &#8220;<em>Consideriamo positiva questa iniziativa perché c&#8217;è bisogno di pace</em>&#8220;, ha dichiarato in un videomessaggio, sottolineando che l&#8217;annuncio avrà conseguenze positive nella regione ma aggiungendo che l&#8217;appello riguarda solo il Pkk e che non si riferisce alla Siria.</p>



<p>Inoltre, la fine della lotta armata potrebbe migliorare i <strong>rapporti tra la Turchia e gli Stati Uniti</strong>, riducendo le tensioni legate al sostegno americano ai gruppi curdi in Siria e facilitando una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo. Anche le relazioni con l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> potrebbero beneficiare di questa svolta: difficile però che Bruxelles, in questa fase di crisi profonda aggravata anche da numerosi attentati terroristici di matrice islamista- possa rilanciare i negoziati dormienti per l’<strong>adesione turca</strong>, spesso ostacolati dalle questioni legate ai diritti umani e alla repressione della minoranza curda: ma la scelta potrebbe tuttavia condurre comunque a un riallineamento importante.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static01.nyt.com/images/2011/01/02/world/atwarpkkocalan.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il dubbio sui miliziani del Pkk</h2>



<p>Ma se Apo è ancora a Imrali, il quartier generale del Pkk resta sulle montagne di <strong>Qandil</strong>, nel Kurdistan iracheno. Queste vette rappresentano da anni il rifugio strategico del Pkk, grazie alla loro conformazione impervia che rende complessi gli interventi militari turchi. Situata oltre i confini della Turchia, questa roccaforte garantisce al gruppo una relativa protezione, approfittando dell’autonomia della regione curda irachena e della difficoltà di Baghdad nel contrastarne la presenza. La posizione, <strong>al crocevia tra Iran, Siria e Iraq</strong>, permette inoltre al Pkk di mantenere contatti con altre fazioni curde, facilitando il movimento di uomini e risorse. Sebbene Ankara abbia più volte condotto operazioni contro le basi del gruppo, il contesto geopolitico e le resistenze locali rendono un’offensiva su larga scala un’opzione complicata, consolidando così Qandil come cuore operativo della militanza curda. Lo Stato Maggiore raccoglierà l’appello del suo leader?</p>
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		<title>Dall&#8217;Isis a Erdogan, Kobane dieci anni dopo è sempre in prima linea</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dallisis-a-erdogan-kobane-dieci-anni-dopo-e-sempre-in-prima-linea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 09:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=453845</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'Isis a Erdogan, Kobane dieci anni dopo è ancora centrale. E la battaglia potrebbe presto riaccendersi nella regione curda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dallisis-a-erdogan-kobane-dieci-anni-dopo-e-sempre-in-prima-linea.html">Dall&#8217;Isis a Erdogan, Kobane dieci anni dopo è sempre in prima linea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183559109_b1d7431f4f8ed7503016f9c2cd85ffd8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 26 gennaio 2015 i comandanti delle <strong>Forze Democratiche Siriane (Sdf)</strong> annunciavano definitivamente la <strong>totale riconquista di Kobane,</strong> la città simbolo della campagna condotta dalle truppe dell&#8217;entità autonoma curdo-siriana del Rojava contro lo Stato Islamico allora arrembante. Dal giugno 2014 in avanti, dopo la proclamazione del califfato ad opera di <strong>Abu Bakr al-Baghdadi, le bandiere nere erano dilagate tra Iraq e Siria,</strong> travolgendo le truppe regolari di Baghdad e le forze di Bashar al-Assad e ponendo sotto assedio la città al confine con la Turchia roccaforte dei curdi. Dopo mesi di combattimento, i curdi sostenuti dalla coalizione a guida Usa erano riusciti a rompere l&#8217;assedio in una battaglia divenuta simbolo di libertà e resistenza per milioni di persone. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Kobane tra mito e realtà</h2>



<p>La narrazione contrapponeva l&#8217;integralismo dell&#8217;Isis all&#8217;utopia libertaria e progressista del Rojava, in un dualismo sicuramente iconico per quanto semplificatorio, visto che le Sdf combattevano comunque nel complesso teatro della <strong>guerra civile siriana e della crisi mediorientale</strong>. Dieci anni dopo, Kobane è sempre sulla breccia. L&#8217;Isis non c&#8217;è più, perlomeno nella sua forma statuale. Non c&#8217;è più il <strong>regime di Assad</strong>, travolto a fine novembre dall&#8217;offensiva dei militanti d&#8217;opposizione guidati da Abu Mohammad al-Jolani, nuovo padrone della Siria con Hay&#8217;at Tahrir al-Sham. Le Sdf hanno dichiarato di voler partecipare alla ricostruzione della Siria ma restano guardate di traverso dal nuovo regime e dal loro storico patrono la <strong>Turchia. </strong></p>



<p><strong>Del resto, c&#8217;è ancora il Rojava, e si è espanso territorialmente</strong> anche in zone arabe abitate da tribù e genti che non avevano malvisto l&#8217;ascesa dell&#8217;Isis,<a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/10/syria-us-allys-razing-of-villages-amounts-to-war-crimes/"> spesso con accusa di pulizia etnica </a>tra il 2015 e il 2016, ma <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-siria-erdogan-si-prende-anche-il-corno-d-africa.html">c&#8217;è ancora <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, desideroso di chiudere la partita</a> con le forze curde spezzando il fronte tra il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) turco e il Partito d&#8217;Unione Democratica (Pyd) siriano, ritenuti due facce della stessa medaglia ad Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="628" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183348447_0403d2f11abee0219a9817368f5132f5-1024x628.jpg" alt="" class="wp-image-453850" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183348447_0403d2f11abee0219a9817368f5132f5-1024x628.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183348447_0403d2f11abee0219a9817368f5132f5-600x368.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183348447_0403d2f11abee0219a9817368f5132f5-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183348447_0403d2f11abee0219a9817368f5132f5-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183348447_0403d2f11abee0219a9817368f5132f5-1536x942.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183348447_0403d2f11abee0219a9817368f5132f5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il parente di un caduto dell&#8217;Ypg a Kobane piange sopra la sua lapide nel corso della battaglia, ottobre 2014 (ANSA)</figcaption></figure>



<p>E così Kobane resta in prima linea, di fronte alla prospettiva che nei prossimi mesi una <strong>Turchia assertiva possa rivolgersi nei suoi confronti</strong> per aprire una campagna di contenimento della presenza delle Sdf al confine, magari ulteriormente consolidata dal sostegno delle unità del nuovo esercito di Damasco <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-turchia-addestrera-il-nuovo-esercito-siriano-e-si-prende-damasco.html">addestrato da Ankara.</a> <em>National Interest</em> ritiene che Erdogan possa vedere &#8220;la Siria attraverso il prisma della questione curda&#8221;, tanto che incontrando al-Jolani di recente &#8220;il ministro degli esteri turco <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-guerra-ombra-delle-spie-turche-per-blindare-le-milizie-siriane.html">Hakan Fidan</a> ha affermato che <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/turkeys-foreign-minister-meets-hts-leader-damascus-ankara-says-2024-12-22/">non c&#8217;era spazio per i militanti curdi</a> e ha chiesto lo scioglimento della milizia Ypg, spina dorsale delle Sdf&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Destini incerti per Kobane</h2>



<p>L&#8217;Esercito Nazionale Siriano (Sna) quinta colonna turca nel Paese levantino si è mosso nei giorni della caduta di Assad per riconquistare ai curdi la città di <a href="https://www.middleeasteye.net/news/aleppos-kurds-fear-displacement-thousands-flee-rebels-tel-rifaat">Tel Rifaat</a> e muovere sullo straregico centro di <a href="https://arabcenterdc.org/resource/syrias-kurds-facing-dangerous-headwinds/">Manbij, possibile premessa a una mossa su Kobane.</a> <em>National Interest</em> aggiunge che &#8220;Erdogan ha anche affermato che la Turchia è <a href="https://english.alarabiya.net/News/middle-east/2025/01/06/erdogan-says-turkey-ready-to-intervene-to-prevent-any-division-of-syria">pronta a intervenire</a> per impedire la divisione della Siria&#8221; e molto dipenderà anche dalla <strong>volontà degli Usa di capire quanto l&#8217;apertura alle richieste securitarie del suo alleato turco</strong> andranno di pari passo col sostegno alle rivendicazioni curde di autonomia e alla ricerca di abboccamenti con al-Jolani. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="620" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183530701_2279d9589aadfe646a6f711038e0270b-1024x620.jpg" alt="" class="wp-image-453851" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183530701_2279d9589aadfe646a6f711038e0270b-1024x620.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183530701_2279d9589aadfe646a6f711038e0270b-600x363.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183530701_2279d9589aadfe646a6f711038e0270b-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183530701_2279d9589aadfe646a6f711038e0270b-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183530701_2279d9589aadfe646a6f711038e0270b-1536x930.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250125183530701_2279d9589aadfe646a6f711038e0270b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un soldato turco osserva dalle alture oltre il confine la battaglia di Kobane a inizio 2015</figcaption></figure>



<p>In particolare, per la testata americana&#8221;ci sono anche <a href="https://npasyria.com/en/120479/">segnalazioni</a> secondo cui la coalizione guidata dagli USA avrebbe iniziato la costruzione di una base militare a Kobane, ma ciò è stato <a href="https://www.defense.gov/News/Transcripts/Transcript/Article/4021412/deputy-pentagon-press-secretary-sabrina-singh-holds-press-briefing/">smentito dal Pentagono</a>&#8220;, che &#8220;ha <a href="https://thecradle.co/articles/pentagon-confirms-around-2000-us-troops-deployed-in-syria">ammesso</a> tuttavia che ora ci sono 2.000 soldati USA in Siria, <strong>più del doppio del numero che si pensava in precedenza fosse <a href="https://nationalinterest.org/feature/what-point-us-military-presence-syria-209945">schierato lì</a></strong>&#8220;. </p>



<p>Il futuro del Kurdistan siriano è incerto, e dai primi abboccamenti tra Erdogan e il neo-insediato <strong>Donald Trump</strong>, già in passato attento alle richieste securitarie di Ankara ai suoi confini, capiremo se Kobane potrà tornare una <strong>linea del fronte, dieci anni dopo</strong>, in un Medio Oriente che produce più storia di quanta ne riesca, inevitabilmente, a digerire.</p>
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		<title>Öcalan apre alla fine della lotta armata dopo l&#8217;attentato ad Ankara</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ocalan-apre-alla-fine-della-lotta-armata-dopo-lattentato-ad-ankara.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 08:43:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="406" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Non sono passate nemmeno 48 ore dall&#8217;attentato contro la Turkish Aerospace Industries Inc., che Abdullah &#8220;Apo&#8221; Öcalan, leader leggendario del PKK, è tornato a parlare. Dopo essere stato catturato a Nairobi nel febbraio del 1999, era stato condannato a morte per attività separatista armata, bollata come terrorismo da Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-apre-alla-fine-della-lotta-armata-dopo-lattentato-ad-ankara.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="406" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/istockphoto-485200694-612x612-1-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Non sono passate nemmeno 48 ore dall&#8217;attentato contro la <strong>Turkish Aerospace Industries Inc.</strong>, che <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdullah-ocalan.html">Abdullah &#8220;Apo&#8221; Öcalan</a></strong>, leader leggendario del <strong>PKK</strong>, è tornato a parlare. Dopo essere stato catturato a Nairobi nel febbraio del 1999, era stato condannato a morte per attività separatista armata, bollata come terrorismo da Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. La pena poi venne commutata in ergastolo nel 2002, avendo la Turchia abolito la pena di morte. Da allora Öcalan è rinchiuso nell&#8217;Alcatraz turca di <strong>Imrali</strong>, l&#8217;isola-prigione in cui è detenuto unico. In queste ore, dopo 44 mesi di isolamento, al nipote del guerrigliero curdo, Omer Öcalan, era stato concesso di incontrare lo zio. Una coincidenza alquanto singolare di cui bisogna sottolineare un dettaglio fondamentale: è necessaria l&#8217;intelligence turca e il ministero della Giustizia per facilitare una visita del genere. Detto in altre parole, non può non esserci lo zampino di <strong>Recep Erdogan</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5d/Abdullah_%C3%96calan.png" alt="" style="width:316px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>In questi giorni qualcosa si muove sotto la cenere, in Turchia. Il partito filo curdo <strong>Dem</strong>, ex <strong>Hdp</strong>, ha ricevuto alcuni giorni fa una vera proposta &#8220;indecente&#8221;, da parte del leader del partito di ultradestra turco <strong>Mhp</strong>, <strong>Devlet Bahceli</strong>, alleato del presidente. Bahceli aveva optato per un vero colpo di scena, invitando Öcalan a parlare in Parlamento: un insospettabile, da sempre contrario a qualsiasi dialogo con il PKK, fautore della tolleranza zero nei confronti dei curdi. Quest’apertura è bastata a Dem per annunciare che il leader curdo è pronto a imbastire un dialogo per porre fine al conflitto tra la Turchia e i separatisti. Ambasciatore della missiva, <strong>Aysegul Dogan</strong>, portavoce del partito, che poco dopo la visita a Imrali, ha dichiarato: &#8220;<em>Abbiamo provato ripetutamente a porre fine all&#8217;isolamento e finalmente il nipote è riuscito a incontrare Ocalan per 3 ore. Un incontro che porta molti messaggi: innanzitutto la richiesta di porre fine all&#8217;isolamento, ma anche la disponibilità mettere la parola fine al conflitto attraverso un processo politico. Ocalan è pronto, ora tocca allo Stato. È arrivato il momento di dare vita a questo processo</em>&#8220;, ha dichiarato Dogan, non dimenticando di condannare l’<strong>attacco ad Ankara</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.politico.eu/cdn-cgi/image/width=1024,quality=80,onerror=redirect,format=auto/wp-content/uploads/2024/10/24/GettyImages-1751205632.jpg" alt="" style="width:412px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Dall&#8217;altro lato il Pkk, contro il quale Erdogan punta il dito assieme al suo Ministro della Difesa, non ha rilasciato alcuna dichiarazione. L&#8217;azienda colpita produce e assembla aerei civili e militari, veicoli aerei senza pilota e altri sistemi spaziali e di difesa fondamentali per consentire alla Turchia di fronteggiare la &#8220;minaccia&#8221; curda. E, infatti, la risposta all&#8217;attentato non ha tardato ad arrivare con <strong>nuovi raid </strong>sulle postazioni curde in <strong>Iraq </strong>e <strong>Siria</strong>, che la Turchia effettua regolarmente.</p>



<p>Il giorno dopo la richiesta di Bahceli, anche Erdogan aveva chiesto la pace, affermando di sperare che la “finestra di opportunità” aperta dalla coalizione di governo non venisse sprecata. Un colpo come quello di Ankara rischierebbe di mandare a monte tutto, ma il clima generale di distensione non sembra averne risentito troppo: l&#8217;attacco non ha scoraggiato il governo, soprattutto perché funzionari turchi stavano lavorando in questo senso da alcuni mesi ed erano preparati a eventuali colpi di scena e a numerosi<strong> </strong><em>stop and go</em>. Quello che però resta interessante è che quella mano tesa giunge ora da parte di una corrente politica che fino a qualche tempo fa si rifiutava persino di sedere accanto ai filo-curdi.</p>



<p>Tuttavia, non è necessariamente oro quello che luccica: <strong>non è, infatti, la prima volta che un negoziato con il Pkk fallisce</strong>. L&#8217;ultimo tentativo di colloqui di pace tra le due parti si è interrotto nel 2015 , aprendo un nuovo sanguinoso capitolo di un conflitto iniziato nel 1984. Dall&#8217;altra parte resta, però, un&#8217;evidenza incontrovertibile: il Dem, del cui sostegno Erdogan avrebbe bisogno per portare a termine il suo piano di <strong>modificare la Costituzione turca</strong> e restare al potere a tempo indeterminato, ha condannato l&#8217;attacco di mercoledì, sottolineando che è avvenuto in un momento in cui &#8220;<em>la società turca stava parlando di una soluzione e della possibilità di dialogo</em>&#8220;. Non solo, ma un uomo del calibro di <strong>Selahattin Demirtas</strong>, in passato numero uno delle forze politiche filocurde nel Parlamento turco e in manette dal 2016, ha pubblicamente condannato l&#8217;attentato a mezzo <em>X</em>.</p>



<p>L&#8217;attacco è quindi un tentativo di far deragliare questa via? Potrebbe. Non è detto che, con il proprio leader in carcere, ci siano fazione del Pkk  non pronte a deporre le armi. A questo si affianca anche una certa ambiguità del governo turco: sebbene i commenti di Erdogan sembrino sostenere l&#8217;impegno di Bahceli, egli non ha ancora espresso le sue opinioni sulla questione, tanto che gli esponenti AKP al potere si sono affrettati a negare che si trattasse di un nuovo “processo di pace”. Né il Consiglio per la sicurezza nazionale né i servizi segreti sono stati coinvolti nell&#8217;operazione, mascherando l&#8217;intera questione come <strong>un&#8217;avventura &#8220;autonoma&#8221; di Bahceli</strong>, che di certo in autonomia agire non può. Erdogan deve molto all&#8217;Mhp di Bahceli, senza i cui accoliti non avrebbe avuto la maggioranza in Parlamento. </p>



<p>In questo gioco di sassi lanciati e mani nascoste, la strategia è ben chiara: la scarcerazione di Öcalan può essere funzionale al corteggiamento delle forze politiche filocurde. Potrebbe portare ad un potenziamento della sicurezza del Paese in cambio del sostegno alla riforma, corteggiando elettoralmente i curdi. Tuttavia, il sultano ci va con i piedi di piombo: i fallimenti precedenti sono troppi. Come ha sottolineato <em>Middle East Eye</em>, se questa strategia risulterà vincente sarà merito di Erdogan. Se fallirà, il pubblico ludibrio cadrà sulla testa di Bahceli.</p>



<p></p>



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		<title>La guerra che ha stravolto il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-usa-iraq-che-ha-stravolto-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 17:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1536x962.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Iraq del 2003 non ha solo cambiato la storia del Paese arabo, ma ha anche modificato i rapporti all'interno dell'intera regione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-usa-iraq-che-ha-stravolto-il-medio-oriente.html">La guerra che ha stravolto il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184247877_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_100119-1536x962.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La caduta di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein</a>, avvenuta il 9 aprile 2003 <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html">con l&#8217;arrivo dei carri armati Usa nel centro di Baghdad</a>, ha avuto molti effetti nella regione mediorientale. Il motivo è essenzialmente basato sul fatto che l&#8217;Iraq, senza più un solido governo al potere, si è trasformato in una potenziale <strong>polveriera</strong>. Il Paese, attraversato storicamente da forti tensioni settarie e da una netta divisione tra sciiti, sunniti e curdi, è diventato terreno di <strong>scontro</strong> sia tra i vari attori interni che tra le potenze regionali. </p>



<p>La guerra del 2003 quindi, è possibile considerarla come un detonatore delle varie turbolenze mediorientali ed è per questo che ha contribuito a cambiare volto non solo all&#8217;Iraq ma anche alla storia dei Paesi circostanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Baghdad nell&#8217;orbita iraniana</h2>



<p>Durante l&#8217;era di Saddam Hussein, l&#8217;Iraq ha vissuto in una situazione quasi paradossale. Pur essendo il Paese a maggioranza sciita, il <strong>rais</strong> e la sua cerchia di fedelissimi a Baghdad appartenevano alla minoranza sunnita. Circostanza che non ha mancato di creare tensioni nel corso dei 24 anni di regime. Saddam ha spesso visto con diffidenza l&#8217;emergere di gruppi politici e religiosi sciiti, stanziati soprattutto nel sud del Paese. Questo ha portato, tra le altre cose, a un aumento del livello di scontro con l&#8217;<strong>Iran</strong>. </p>



<p>Nello stesso anno in cui il rais ha preso le chiavi del governo iracheno, a Teheran una<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-rivoluzione-iraniana-del-1979.html"> rivoluzione islamica</a> portava al potere la<strong> teocrazia sciita</strong> guidata dagli <strong>Ayatollah</strong>. Tra i due Paesi è scoppiata una guerra durata otto anni, al termine della quale le relazioni diplomatiche non sono mai state ristabilite del tutto. </p>



<p>Quando gli Usa hanno detronizzato Saddam, gli sciiti iracheni hanno subito premuto per avere una forte rappresentanza in seno alle nuove autorità. Le prime elezioni del 2005 hanno visto la vittoria dei partiti sciiti, a scapito di quelli sunniti. L&#8217;Iran ha così potuto mettere le mani su Baghdad. Un effetto certamente non voluto e quasi sicuramente non calcolato dagli Usa alla vigilia della guerra. Tra l&#8217;Iraq filo sciita e la teocrazia iraniana, è nata una forte convergenza. In tal modo, gli Ayatollah hanno iniziato ad avere il controllo di larghe fette del nuovo potere iracheno. </p>



<p>Gli effetti di questo repentino cambiamento si sono avuti anche in ambito regionale. Teheran ha iniziato a pianificare la strategia cosiddetta della &#8220;<strong>mezzaluna sciita</strong>&#8220;. Un progetto volto a legare idealmente il proprio governo con il nuovo Iraq post Saddam, con la Siria governata dallo sciita alauita <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a>, estendendo poi la propria sfera di influenza fino a Beirut. Qui infatti l&#8217;Iran ha iniziato a sfruttare maggiormente l&#8217;asse con i movimenti sciiti libanesi e, in particolare, con gli <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html">Hezbollah</a>. </p>



<p>Si sono così create le basi per confronti molto accesi in tutta la regione. L&#8217;attivismo iraniano ha infatti acuito il braccio di ferro tra Teheran e i suoi storici antagonisti. Tra questi occorre annoverare l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> e le <strong>petromonarchie</strong> del Golfo. Le guerre scoppiate nel decennio successivo, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/punto-la-guerra-nello-yemen.html">a partire da quella nello Yemen</a>, sono ascrivibili al confronto a distanza tra la teocrazia sciita degli Ayatollah e le monarchie sunnite. Importante sottolineare anche la crescita dei timori per la propria sicurezza da parte di <strong>Israele</strong>, altro storico rivale dell&#8217;Iran in medio oriente. </p>


<div id="gallery_389141" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_389141 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111539899_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_6619.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111539899_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_6619-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>08\/08\/1998. Il presidente Saddam Hussein sorride durante un messaggio televisivo per gli iracheni nel 10\u00b0 anniversario della vittoria della guerra durata 8 anni contro il vicino Iran. Nel messaggio, Saddam si diceva convinto che la nazione avrebbe prevalso sugli Stati Uniti cos\u00ec come aveva fatto con l'Iran. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092341826_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_266580.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092341826_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_266580-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>15\/10\/1995, donne irachene passano di fianco ad un ritratto di Saddam sulla strada verso l'ufficio elettorale. Riguadagnato il diritto di voto proprio con Saddam, le donne si accingevano a votare il referendum per confermare la presidenza del leader Baathista, che dalla presa di potere nel 1979 non era mai stato votato. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111516641_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285558.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111516641_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285558-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>13\/03\/1998 Saddam prega a Samarra, nel governatorato di Salah al-Din, dopo aver visitato l\u2019area per riaffermare il dominio di Baghdad sulla regione. In seguito alla prima Guerra del Golfo, diverse aree a nord della capitale erano finite sotto il controllo di gruppi curdi che si opponevano al governo di Saddam.<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111528816_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285561.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317111528816_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_285561-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>13\/03\/1998 stessa visita a Samarra. Qui Saddam \u00e8 intento a baciare il Corano. Nonostante si debba a lui la secolarizzazione dell'Iraq e l'applicazione di un sistema statale  laico, negli ultimi anni del suo regime, a corto di sostegno interno, Saddam si \u00e8 mostrato sempre pi\u00f9 spesso in atteggiamenti religiosi per rafforzare il consenso. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320090547835_c695192756511d4f2e5b651d42806235.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320090547835_c695192756511d4f2e5b651d42806235-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>16 marzo 1988, i corpi delle vittime di un bombardamento con agenti chimici nel villaggio iracheno di Halabja, al centro di un aspro confronto tra gli eserciti iraniano ed iracheno. Il bombardamento iracheno che voleva contrastare una massiccia avanzata iraniana caus\u00f2 circa 5000 vittime, in prevalenza kurdi iracheni. La guerra Iran-Iraq fu il teatro bellico col pi\u00f9 ampio impiego di agenti chimici della storia recente.<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Agenzia_Fotogramma_IPA23756744-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Agenzia_Fotogramma_IPA23756744-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>La campagna al-Anfal, consumata nel Kurdistan iracheno e cos\u00ec chiamata dai suoi perpetratori richiamandosi a una sura coranica, ha mietuto 150.000 vittime tra il 1986 e il 1988 ed \u00e8 stata riconosciuta come genocidio. Insieme al generale al-Majid (\u201cChemical Ali\u201d) Saddam Hussein ha orchestrato la campagna per far pagare ai curdi la loro presunta mancanza di fedelt\u00e0 nella guerra con l\u2019Iran.<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112226685_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_402783.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112226685_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_402783-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>8 agosto 2000 Soldati iracheni davanti al mausoleo del Milite Ignoto nell'anniversario della \"grande vittoria\u201d contro l'Iran. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112123494_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_367640.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317112123494_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_367640-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>17\/01\/2000 Migliaia di iracheni inneggiano slogan di supporto al presidente Saddam Hussein e contro Stati Uniti e Gran Bretagna. La popolazione chiedeva una sospensione delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Anni dopo, le stime ONU sveleranno che tali sanzioni sono costate la vita di almeno mezzo milione di bambini iracheni. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023032011262294_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_268168.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023032011262294_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_268168-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>26\/11\/97 in un ospedale di Baghdad una donna piange la morte del figlio mentre un'altra donna alle sue spalle si dispera mentre suo figlio lotta per sopravvivere. La situazione a Baghdad era disperata ben prima che arrivasse la guerra, tra la mancanza di cibo e medicine. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112925250_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_273016.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112925250_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_273016-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>19\/01\/1998 processione per i funerali di 62 bambini, delle cui morti gli ufficiali iracheni accusano le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320120027944_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_282370.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320120027944_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_282370-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>09\/03\/1998 L\u2019aeroporto internazionale di Baghdad completamente vuoto dall\u2019embargo del 1991. Le sanzioni, vietando tutti i voli da e per l'Iraq senza specifica approvazione, hanno condannato l\u2019infrastruttura (e in generale il Paese) allo svuotamento e al degrado.  <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092427132_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_264307.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092427132_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_264307-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>11\/10\/1997  Donne e famiglie irachene occupano il palazzo presidenziale di Baghdad. Al grido di slogan anti-americani hanno trascinato con s\u00e9 materassi per accamparsi all\u2019interno del palazzo di Saddam e fungere da scudi umani contro eventuali attacchi americani. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317130405233_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_422705.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230317130405233_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_422705-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>17\/01\/2001 Nablus, Cisgiordania. Una donna palestinese bacia il ritratto del presidente Saddam Hussein durante una marcia nella citt\u00e0 di Nablus, in cui gli abitanti palestinesi chiedevano al presidente iracheno di bombardare Tel Aviv. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092510997_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_318905-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320092510997_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_318905-1-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>11\/10\/1998 donne irachene mostrano foto del presidente per mostrare il loro supporto in seguito alla prova di forza con gli ispettori delle armi inviati dalle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti avevano incrementato la presenza militare nel Golfo per un eventuale attacco all\u2019Iraq, e lo staff ONU in Iraq era stato invitato a traslocare ad Amman per garantire la loro sicurezza. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112016579_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_460315.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320112016579_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_460315-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>27\/01\/2001 Manifestanti bruciano la bandiera americana e israeliana in sostegno dell\u2019intifada palestinese di fronte al quartier generale ONU a Baghdad. Il partito Baath esortava tutti gli Stati arabi a supportare la popolazione palestinese e a serrare i ranghi per impedire \u201ci complotti dei nemici\u201d <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023031711234524_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_41388.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_2023031711234524_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_41388-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>17\/01\/2002 Un poliziotto iracheno pesta il ritratto dell\u2019ex presidente americano George Bush e dell\u2019ex premier britannica Margaret Thatcher nella piazza principale di Baghdad per marcare l\u201911\u00b0 anniversario dell\u2019inizio della guerra della prima Guerra del Golfo. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320104230622_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_32216.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320104230622_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_32216-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>05\/08\/2002 membri del partito Baath sfilano per le strade di Baghdad in mezzo alle crescenti ipotesi di un attacco militare americano. Il partito aveva lanciato una campagna per mobilitare la popolazione contro un possibile tentativo americano di rovesciare Saddam, che Washington accusava di aver sviluppato armi di distruzione di massa. <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320115318595_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_45840.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ilgiornale2_20230320115318595_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_45840-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>08\/02\/2002 Membri del partito Baath sventolano fucili, ritratti del presidente e la bandiera irachena durante le celebrazioni dell\u2019anniversario dell\u2019ascesa al potere del partito socialista. <\/p><\/div>"}];</script>



<h2 class="wp-block-heading">La crescita di Al Qaeda e del terrorismo jihadista</h2>



<p>Il radicale cambiamento ai vertici di Baghdad, ha avuto conseguenze anche all&#8217;interno del mondo sunnita iracheno. In alcune frange è emersa la <strong>preoccupazione</strong> di diventare succubi della maggioranza sciita. Circostanza che ha creato, tra le altre cose, terreno fertile per la propaganda <strong>jihadista</strong>. Già nel 2014 risultavano attivi in Iraq diversi gruppi terroristici. Al loro interno, non solo iracheni ma anche combattenti stranieri. <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a>, il movimento terroristico di<strong> Osama Bin Laden</strong>, ha preso così le redini e ha approfittato della situazione per lanciare la propria guerra santa contro le truppe statunitensi. </p>



<p>Ad emergere in questo contesto è stata la figura del terrorista giordano <strong>Abu Musab Al Zarqawi</strong>. A lui lo stesso Bin Laden ha dato il suo benestare per la nascita di<strong> Al Qaeda in Iraq</strong>. L&#8217;insurrezione jihadista è andata avanti per diversi anni, trovando manforte soprattutto nella provincia di <strong>Al Anbar</strong>, tra Ramadi e Falluja. Particolarmente grave la situazione nel 2007, con il Paese di fatto ostaggio di una guerra civile settaria tra sunniti e sciiti. Al Zarqawi è stato ucciso nel 2006, ma i suoi successori hanno implementato le attività di Al Qaeda in Iraq. </p>



<p>Il gruppo si trasformerà in seguito &#8220;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Stato Islamico dell&#8217;Iraq e del Levante</a>&#8221; (Isil) e con il nuovo leader<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-era.html"> Abu Bakr Al Baghdadi</a> sarà impegnato dal 2011 nella <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">guerra civile siriana</a>, al fianco di <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html">Al Nusra</a> ed altre sigle islamiste contrarie al governo di Assad. L&#8217;Isil diventerà meglio nota con l&#8217;acronimo di <strong>Isis</strong> e il gruppo darà vita allo <strong>Stato Islamico</strong>, capace di conquistare l&#8217;intero nord dell&#8217;Iraq e vaste porzioni della Siria tra il 2014 e il 2017. Oggi lo Stato Islamico non c&#8217;è più, ma il Paese continua a essere attraversato dalle tensioni jihadiste. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-389265" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320184610931_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_203650.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Uan foto del 26 maggio 1998 che ritrae (da sx verso dx) Aiman Al-Zawahiri, il leader di Al-Qaeda Osama Bin Laden e Shaikh Taiseer Abdullah. (Foto: EPA/STRINGER)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il duello tra Washington e Teheran in territorio iracheno</h2>



<p>Proprio la lotta all&#8217;Isis ha portato in Iraq la presenza di diverse forze internazionali. Da un lato la coalizione a guida Usa, impegnata nell&#8217;est della Siria e nel nord dell&#8217;Iraq contro il califfato. Dall&#8217;altra un&#8217;alleanza tra più gruppi paramilitari sciiti, coadiuvati dall&#8217;Iran. Dietro l&#8217;intento comune di sconfiggere lo Stato Islamico, è emersa anche la lotta per contendersi la propria influenza su Baghdad.</p>



<p>Nel cuore del territorio iracheno quindi, ancora oggi convivono forze di Washington con forze vicine a Teheran. Un&#8217;<strong>incompatibilità</strong> emersa soprattutto nel 2020, quando un raid degli Usa a Baghdad ha ucciso il generale iraniano <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-e-stato-ucciso-soleimani.html">Qassem Soleimaini</a>, architetto del progetto della mezzaluna sciita. Per tutta risposta, l&#8217;Iran ha bombardato basi statunitensi presenti nel Kurdistan iracheno. L&#8217;Iraq si è quindi trasformato nel terreno di scontro tra Stati Uniti e Iran. Un braccio di ferro che ha contribuito ad alimentare le tensioni in tutta l&#8217;area mediorientale e che ha trascinato al suo interno anche le altre potenze regionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-1024x753.png" alt="" class="wp-image-235302" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-1024x753.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-300x221.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-768x565.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Infografica di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La mai risolta questione curda </h2>



<p>La guerra del 2003 e la fine del potere di Saddam, hanno dato ai curdi la possibilità di gestire in modo autonomo i propri territori. La nuova costituzione irachena, ha riconosciuto il <strong>Kurdistan</strong> come regione autonoma con capoluogo Erbil. Qui ha sede di fatto uno Stato nello Stato. I curdi iracheni hanno stretto accordi e legami di natura commerciale in modo indipendente rispetto a Baghdad. </p>



<p>Ma al di là delle vicende interne all&#8217;Iraq, l&#8217;autonomia accordata ai curdi ha riacceso la questione anche in tutti gli altri Paesi della regione in cui i curdi costituiscono un&#8217;importante minoranza. A partire dalla <strong>Turchia</strong>. Il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Erdogan</a>, dopo un&#8217;iniziale apertura al dialogo, ha scelto una linea dura contro tutte le principali organizzazioni curde. Ad Ankara il timore è legato al fatto che i curdi presenti in Turchia possano rivendicare la stessa autonomia raggiunta in Iraq. </p>



<p>Anche in <strong>Siria</strong> la questione è stata più volte al centro delle discussioni. Il governo di Damasco, prima del 2011, ha visto con sospetto l&#8217;attivismo dei gruppi curdi. Quando nel Paese è divampata la guerra civile, gli stessi curdi hanno approfittato dei problemi del governo centrale per organizzarsi in modo autonomo. Le forze di autodifesa hanno fondato la regione del <strong>Rojava</strong>. Attualmente le sigle che riuniscono i combattenti curdi sono in parte appoggiate dagli Usa e sono stanziate nell&#8217;est della Siria, al di là dell&#8217;<strong>Eufrate</strong>. Anche questo un elemento che sta contribuendo ad alimentare tensioni, con Ankara che dal 2016 in poi ha iniziato a bersagliare le forze curde in territorio siriano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-usa-iraq-che-ha-stravolto-il-medio-oriente.html">La guerra che ha stravolto il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il regime di Saddam Hussein</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/il-regime-di-saddam-hussein.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 15:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[iran-iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="1802" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-240x300.jpg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-818x1024.jpg 818w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-768x961.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230317111910919_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324513-1227x1536.jpg 1227w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Fattosi strada all’interno del partito Baath e attraverso cariche di governo, nel 1979 Saddam Hussein diventa presidente dell’Iraq e segretario del partito. Fedele all’ideologia baathista, volta alla creazione di un grande stato arabo, laico e socialista, Saddam si presenta come principale promotore della causa pan-arabista anche grazie anche all’ostracismo esercitato dalle altre nazioni arabe nei confronti dell’Egitto di Sadat (dopo gli accordi di Camp David con Israele). La grande convergenza con la causa palestinese lo porterà a inviare milioni di dollari alle vittime palestinesi dell’intifada per raccogliere in cambio grande sostegno anche fuori dai confini nazionali. La sua ristrutturazione dell’Iraq comincia con la nazionalizzazione dell’economia, dall’agricoltura all’industria petrolifera, e favorisce l’istruzione femminile. </p>
<p>Ma già nel 1980, la pressione politica che Saddam esercita contro il radicalismo sciita e la scusa dell’occupazione della foce del Tigri portano allo scoppio della guerra contro l’Iran di Khomeini. Il conflitto si protrarrà per 8 lunghi anni, producendo un bilancio delle vittime altissimo, ma nessuna significativa variazione territoriale. Saddam tuttavia lo dipingerà sempre come una “grande vittoria”, e scatenerà una campagna genocida contro le popolazioni curde del nord, accusate di infedeltà durante la guerra. </p>
<p>Non potendo ripagare il debito aperto con il Kuwait che aveva finanziato la guerra con Teheran, nel 1990 Saddam invade il piccolo ma ricchissimo emirato, creando una tensione geopolitica esplosiva con le nazioni occidentali ma anche con i vicini Stati arabi. La prima guerra del Golfo vede le truppe irachene ricacciate nel territorio nazionale nel giro di poche settimane dalle operazioni militari guidate dagli Stati Uniti, mentre le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite soffocano velocemente la debole economia irachena basata quasi esclusivamente sulle entrate petrolifere. </p>
<p>La parziale apertura del programma Onu oil-for-food del 1995 viene arrestata nel 1998, quando Saddam impedisce l’ispezione esterna dei suoi armamenti definiti non convenzionali. Il nuovo e più rigido embargo a cui è sottoposto l’Iraq determina un rapido deterioramento della situazione alimentare e sanitaria della nazione. L’avvento della Seconda guerra del Golfo trova un Paese prostrato, in cui la popolazione civile è ridotta alla fame da anni di sanzioni e l’opposizione interna è duramente schiacciata dall’apparato repressivo di Saddam, finanziato dalla vendita del petrolio.  </p>
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		<title>Il nord della Siria. L&#8217;obiettivo mai rimosso dai piani di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/obiettivo-erdogan-occhio-nord-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 16:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Siria è sempre stata il grande pallino di Erdogan. E ora, con la minaccia di una nuova campagna militare, la Turchia riprende i suoi piani</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> la <strong>Siria </strong>è stata e resta una partita cruciale. Il leader turco aveva ottimi rapporti con il siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a>. Poi, dopo le prime avvisaglie delle rivolte, le cose sono drasticamente cambiate: Erdogan non ha solo voltato le spalle al leader di Damasco, ma ha anche apertamente sfruttato la guerra per capitalizzare la sua strategia di espansione della propria influenza sulla regione. Una scelta che si è concretizzata sia sul piano territoriale, a nord, con diverse operazioni militari che hanno di fatto ampliato l&#8217;autorità su turca su diverse aree a sud del confine turco in larga parte popolate da curdi; sul piano diplomatico, specialmente attraverso la svolta di condominio e convivenza con la Russia e l&#8217;Iran cementata nella piattaforma di Astana; e infine sul piano della gestione del flussi migratori dalla Siria, elemento fondamentale sia sul piano interno e regionale, sia sotto quello esterno nei riguardi dell&#8217;Europa.</p>



<p>Tutto questo si è realizzato nonostante (o forse proprio attraverso) i <strong>cambiamenti strategici</strong> che hanno caratterizzato la politica del Sultano degli ultimi anni. Nei diversi cambi di rotta di Ankara, specialmente nei rapporti con i rivali e partner regionali e internazionali, l&#8217;impressione è infatti che la Siria non sia mai stata persa di vista. La Turchia ha cambiato metodo, idee o anche le stesse partnership, ma non ha mai abdicato al suo ruolo di potenza all&#8217;interno del difficile e complesso teatro siriano. E questo lo si vede anche oggi, anche quando tutto il mondo è certamente più concentrato sull&#8217;Ucraina, la Russia o il fronte indo-pacifico, <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-il-mondo-si-e-dimenticato-della-siria.html">e sempre meno attento alle tragedie che hanno funestato il <strong>Medio Oriente</strong></a>. Mentre tutti guardavano a Erdogan come un leader focalizzato sullo scacchiere del Mar Nero, le trattative tra Kiev e Mosca e il fragile accordo per il grano, l&#8217;attentato di Istanbul ha di nuovo cambiato la narrazione del presidente turco.</p>



<p>Nelle ultime ore, Erdogan ha annunciato che &#8220;presto, se Dio vuole&#8221; inizierà una <strong>nuova operazione terrestre</strong> in Siria. Queste dichiarazioni giungono a poca distanza da una fiammata di attacchi con droni e aerei nei confronti di quelle che per Ankara sono postazioni terroristiche in territorio siriano legate ai curdi del Pkk e alle milizie <strong>Ypg</strong>. &#8220;Se Dio vuole li elimineremo presto con i nostri soldati, i nostri cannoni e i nostri carri armati&#8221;, ha continuato il presidente turco. Nel frattempo, <em>Agenzia Nova</em> riporta che l&#8217;Osservatorio siriano dei diritti umani &#8211; ben noto durante la guerra &#8211; ha raccontato che l&#8217;artiglieria turca ha bombardato il villaggio di Qarmouj e Jishan, non lontano da <strong>Kobane</strong>, mentre gli aerei militari di Ankara avrebbero colpito le postazioni delle Sdf, la coalizione arabo-curda sostenuta da Washington, nei pressi di Al Hasakah.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tre assist globali per Erdogan</h2>



<p>Per Erdogan, si tratta del completamente di un&#8217;operazione iniziata ormai da diversi anni e che è stata frenata dal fatto che le <strong>superpotenze </strong>coinvolte nel conflitto in particolare Russia e Stati Uniti, hanno cercato di frenare le ambizioni del Sultano. Washington come vertice della Nato e Mosca come potenza fondamentale dopo l&#8217;intervento per salvare Assad e desiderosa di evitare un nuovo fronte che mettesse in pericolo anche la stabilità dell&#8217;influenza dell&#8217;Iran, hanno evitato che la Turchia mettesse in piedi una campagna militare che può infrangere questo equilibrio. In questo momento, però, Ankara sa di avere sostanzialmente <strong>mano libera</strong>, e di poterlo fare per almeno tre ragioni. Gli Stati Uniti stanno rafforzando il fronte orientale della Nato e quello dell&#8217;Indo-Pacifico, distraendosi dal Medio Oriente. La Russia ha invaso l&#8217;Ucraina e Vladimir Putin non può certo concentrare eventuali sforzi diplomatici o bellici per gestire il riottoso partner turco. Inoltre, Erdogan ha da tempo fatto capire che <a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2022/06/01/news/dietro_il_piano_di_pace_turco_c_e_la_solita_mira_di_erdogan_la_siria-9506130/">nel <em>do ut des</em> per Mar Nero e Ucraina</a> è fondamentale un qualche via libera in Siria. L&#8217;Iran è in preda alle rivolte interne e fin troppo debole sul piano economico e della sua rete internazionale. Israele sta riallacciando i rapporti con la Turchia e, anche per ricostruire un Mediterraneo orientale stabile, non sembra intenzionato a riaccendere un fronte diplomatico con Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1024x894.jpg" alt="" class="wp-image-376894" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1024x894.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-300x262.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-768x671.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1536x1342.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-2048x1789.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Le potenze europee, invece, appaiono ormai completamente distanti dal disastro siriano. Infine, il veto minacciato dalla Turchia all&#8217;ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato proprio per il loro sostegno ai <strong>curdi </strong>è un&#8217;arma che resta in mano a Erdogan: ancora più importante dopo l&#8217;<strong>attentato</strong> che ha sconvolto il centro di Istanbul. In tutto questo, le elezioni nel 2023 e <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/siria-erdogan-curdi-wwahmatx">la crisi economica che attanaglia la Turchia</a> rappresentano anche motivi di politica interna per sostenere un impegno militare nella regione, e questo ha ancora più senso proprio dopo quella tragedia.</p>



<p>L&#8217;obiettivo strategico di Erdogan, al netto del profilo politico, sembra essere di nuovo quello di rafforzare quel cuscinetto terrestre di circa trenta chilometri tra la Turchia e la Siria fino a raggiungere la frontiera dell&#8217;Iraq. I piani di attacco continuano ad avere al centro Tal Rifat, Manbij e Kobane, ma in molti ritengono possibile che le operazioni, quantomeno quelle aeree, continuino anche nel Kurdistan iracheno. Per i turchi è essenziale non solo rompere qualsiasi legame terrestre tra le aree controllate dai curdi, ma anche provare ad ampliare il controllo su quelle regioni. Kobane e <strong>Manbij </strong>così come <strong>Afrin </strong>e sono da sempre nel mirino del Sultano, e non c&#8217;è solo il tentativo di minare definitivamente le milizie curdo-siriane. In diverse regioni si può parlare ormai di gestione di fatto da parte di Ankara, con territori dell&#8217;estremo nord della Siria sostanzialmente turchi. In tutto questo, rimane il grande <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulla-battaglia-di-idlib.html">nodo di <strong>Idlib</strong></a>: sacca di miliziani, jihadisti, rifugiati e caos dove la Turchia può avere un&#8217;autorità sempre più pervasiva. Il 2022, in attesa delle fondamentali elezioni del 2023, può essere un anno fondamentale anche per il destino di questi luoghi. Erdogan sa di avere in mano una finestra di opportunità che non può perdere: in questo momento può realizzare un piano che va avanti da anni e che unirebbe il suo nuovo corso <a href="https://www.giubileiregnani.com/libri/imperi-infiniti/">con il passato della &#8220;profondità strategica&#8221;</a>.</p>



<p>Del resto, oggi lo stesso <strong>Assad</strong>, che non può certo imporre la propria forza contro l&#8217;esercito turco e contro le volontà russe, potrebbe in realtà accettare un&#8217;avanzata che colpisca i nemici di Damasco sostenuti dalla coalizione internazionale: quelli che avevano combattuto per l&#8217;Occidente contro l&#8217;Isis ma che rappresentano una spina nel fianco per il completamento della sua riconquista della Siria. <a href="https://www.limesonline.com/russia-guerra-siria-pressioni-turchia-assad-curdi/129363">Come spiegava su <em>Limes </em>Lorenzo Trombetta</a>, Putin aveva da tempo chiesto un riavvicinamento tra i due leader mediorientali. E forse questa avanzata terrestre confermerà la complessità dei rapporti di quella regione, dove tutto può apparire in un modo ed essere qualcos&#8217;altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/obiettivo-erdogan-occhio-nord-siria.html">Il nord della Siria. L&#8217;obiettivo mai rimosso dai piani di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Turchia ha avviato la nuova operazione anti curda in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 18:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-2048x1318.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da domenica il nord della Siria è teatro di intensi bombardamenti da parte turca. É la risposta da parte di Ankara all&#8217;attentato subito nei giorni scorsi a Istanbul, per il quale lo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan ha incolpato gruppi curdo-siriani. Ma un&#8217;azione turca nei territori controllati dai curdi in Siria era già nell&#8217;aria da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-2048x1318.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da domenica il nord della <strong>Siria</strong> è teatro di intensi <strong>bombardamenti</strong> da parte turca. É la risposta da parte di Ankara<a href="https://www.ilgiornale.it/news/terrorismo/forte-esplosione-centro-istanbul-ci-sono-morti-non-escluso-2084949.html"> all&#8217;attentato subito nei giorni scorsi a Istanbul</a>, per il quale lo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan ha incolpato gruppi curdo-siriani. Ma un&#8217;azione turca nei territori controllati dai curdi in Siria era già nell&#8217;aria da tempo. L&#8217;attacco di Istanbul ha forse solo accelerato i propositi del &#8220;sultano&#8221;. Nel frattempo le <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">forze Sdf</a>, sigla che riunisce i gruppi curdi in Siria, hanno dichiarato lo stato di allerta: si teme a breve anche un intervento via terra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;operazione &#8220;Spada ad Artiglio&#8221; </h2>



<p>Domenica sera primi bagliori hanno illuminato il cielo delle regioni siriane a nord di <strong>Aleppo</strong>. Con il passare delle ore, i boati delle esplosioni si sono fatti sempre più intensi. Gli abitanti dei villaggi vicini al confine turco hanno così intuito che l&#8217;operazione &#8220;promessa&#8221; da Ankara nei giorni precedenti ha avuto inizio. Il ministro della Difesa turco, <strong>Hulusi Akar</strong>, l&#8217;ha nominata in conferenza stampa &#8220;Spada ad Artiglio&#8221;. </p>



<p>Per il momento l&#8217;operazione è costituita da una massiccia campagna di bombardamenti nelle aree siriane controllate dai curdi. In quei cantoni cioè dove le forze Sdf hanno preso posizione durante la guerra contro l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">Isis</a>. Sono interessate dai raid le zone a est di <strong>Jarabulus</strong>, nella provincia di Aleppo, così come di <strong>Ayn Isa</strong> nella provincia di Raqqa. Importanti bombardamenti sono stati segnalati anche nella regione attorno<strong> Al Hasakah</strong>, nel nord est della Siria. I raid non hanno risparmiato nemmeno il cantone di <strong>Manbji</strong>, una delle città dove il controllo è gestito congiuntamente tra forze Sdf e forze siriane, coadiuvate queste ultime dai russi. </p>



<p>Così come confermato poi dallo stesso ministro Akar, alcuni bombardamenti hanno riguardato il nord dell&#8217;<strong>Iraq</strong>. Ordigni turchi sono stati lanciati infatti nella regione di <strong>Sinjar</strong> e in quella di <strong>Duhok</strong>, all&#8217;interno quest&#8217;ultima della regione autonoma curdo-irachena. La stessa che da giorni sta subendo anche l&#8217;attacco da parte iraniana per via del sospetto di Teheran dell&#8217;appoggio dato dalle forze curde locali ai manifestanti iraniani. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Turkish UCAVs targeted the Ouda oil refinery in Syria’s Kahtaniyah, a refinery controlled by the US-backed PKK/YPG terrorists. <a href="https://t.co/uY7rLY0phl">pic.twitter.com/uY7rLY0phl</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1595027499255484416?ref_src=twsrc%5Etfw">November 22, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>&#8220;Abbiamo neutralizzato &#8211; ha dichiarato Akar nella giornata di lunedì &#8211; 184 terroristi. Continueremo fino a quando non raggiungeremo i nostri scopi&#8221;. Negli attacchi a essere impiegati sono stati anche <strong>droni</strong>, ma sono soprattutto gli aerei a colpire i più importanti obiettivi curdi nelle aree sotto bersaglio. Dal canto loro, le forze Sdf hanno imposto lo <strong>stato di emergenza </strong>nelle regioni da loro controllate. Uno dei leader delle milizie curde,<a href="https://twitter.com/baladinetwork/status/1594691663439478784"> lunedì ha dichiarato su Baladi News</a> che i combattenti sono pronti ad affrontare ogni eventualità. Quella più temuta al momento riguarda la possibilità di un&#8217;operazione via terra, portata avanti da turchi e gruppi siriani addestrati dai turchi. Come del resto è già accaduto nelle tre precedenti operazioni di Ankara nella regione compiute tra il 2016 e il 2020. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è l&#8217;obiettivo di Ankara</h2>



<p>La Turchia da anni vede nel rafforzamento delle Sdf nel nord della Siria una minaccia alla propria sicurezza. Il pericolo maggiore, secondo la visione di Ankara, deriva dai forti rapporti con il <strong>Pkk</strong>, il partito dei lavoratori curdo attivo in Turchia e inserito dalle autorità locali nella lista delle organizzazioni terroristiche. In poche parole, per Erdogan non c&#8217;è differenza tra curdi turchi e curdi siriani, entrambe le formazioni costituiscono una minaccia. Tanto è vero che dopo l&#8217;attentato di Istanbul, Ankara ha alzato la voce contro gli <strong>Stati Uniti</strong>, rei invece di appoggiare in funzione anti Isis le forze Sdf. </p>



<p>Per quell&#8217;attacco le forze di sicurezza turche hanno puntato il dito contro i curdi siriani. In particolare, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/terrorismo/turchia-accusa-pkk-lattentato-istanbul-arrestata-principale-2085135.html">sono state arrestate 22 persone</a>, molte delle quali (compresa la presunta attentatrice) provenienti dalla Siria. Da qui l&#8217;accelerazione dei piani di attacco già pronti da mesi. Ankara punta alla creazione di una grande<strong> fascia cuscinetto</strong> lungo i propri confini. Nel 2016, con l&#8217;operazione &#8220;Scudo nell&#8217;Eufrate&#8221;, le forze filoturche hanno preso Jarabulus e parte delle aree a nord di Aleppo. Nel 2018, con l&#8217;operazione &#8220;Ramoscello d&#8217;Ulivo&#8221;, è stato strappato ai curdi il controllo del cantone di Afrin, sempre a nord di Aleppo. Nel 2020 infine, con l&#8217;intervento denominato &#8220;Primavera di Pace&#8221;, è stata creata una fascia sotto controllo filoturco tra le regioni di Raqqa e Al Hasakah. Mancano, per chiudere il cerchio, le regioni bombardate in questi giorni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibili conseguenze nei rapporti con la Russia</h2>



<p>Quando si interviene in Siria, anche se a essere bersagliati sono territori fuori dal controllo del governo di Damasco, si entra in un Paese sotto forte influenza russa. Mosca è la prima alleata del presidente siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a> e ha il controllo di gran parte dello spazio aereo del Paese, oltre che di diverse basi militari. Così come per le altre operazioni, è possibile ipotizzare che da parte russa sia arrivato un ufficioso <strong>silenzio assenso</strong> alle azioni turche. Del resto, tra Putin ed Erdogan il <strong>compromesso</strong> da anni appare chiaro: in cambio della rinuncia all&#8217;obiettivo di destituire Assad, il Cremlino consente ai turchi di operare contro i curdi. </p>



<p>Tuttavia il rischio di incidenti tra i due Paesi è piuttosto alto. Le forze di Ankara hanno preso di mira anche la regione attorno <strong>Manbji</strong> dove sono presenti soldati russi. L&#8217;esercito siriano dal canto suo, come segnalato su alcuni siti vicini all&#8217;opposizione islamista siriana, ha ripreso a bombardare le aree di <strong>Idlib</strong> ancora fuori dal controllo di Damasco. E qui sono presenti diversi punti di osservazione gestiti dai turchi. Non solo, ma gli stessi russi lunedì hanno bombardato una zona non lontana dal valico di frontiera di<strong> Bab Al-Hawa</strong>, sempre nella regione di Idlib e a pochi passi dal confine turco. </p>



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https://twitter.com/fared_alhor/status/1594592540199641092
</div></figure>



<p>Considerando le tensioni relative alla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-sta-sviluppando-la-guerra-in-ucraina.html">guerra in Ucraina</a>, dove la Turchia si è ritagliata un ruolo di mediazione tra Mosca e Kiev, ogni rischio di incidente in Siria potrebbe avere ripercussioni anche ben oltre i confini del Paese arabo. Ed è per questo che l&#8217;operazione avviata da Ankara in queste ore si presenta piuttosto delicata.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html">La Turchia ha avviato la nuova operazione anti curda in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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