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	<title>Ayman al-Zawahiri Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ayman al-Zawahiri Archives - InsideOver</title>
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		<title>Vendicarsi ovunque: la nuova strategia Usa contro il terrore</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/vendicarsi-ovunque-la-nuova-strategia-usa-contro-il-terrore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2022 18:24:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-1536x1022.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Da gendarmi del mondo a &#8220;esecutori&#8221; del mondo, gli Stati Uniti hanno da tempo varato una precisa politica strategica che si basa sul colpire i nemici decapitando le organizzazioni terroristiche. L&#8217;ultimo colpo, quello che ha portato all&#8217;uccisione di Ayman al-Zawahiri, è un segnale preciso. L&#8217;intelligence americana, nonostante il ritiro dall&#8217;Afghanistan avvenuto l&#8217;anno scorso, ha seguito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/vendicarsi-ovunque-la-nuova-strategia-usa-contro-il-terrore.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/vendicarsi-ovunque-la-nuova-strategia-usa-contro-il-terrore.html">Vendicarsi ovunque: la nuova strategia Usa contro il terrore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319163649945_b5bfe697ca1045c413a774a075702eda-1536x1022.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>Da gendarmi del mondo a &#8220;esecutori&#8221; del mondo, gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno da tempo varato una precisa politica strategica che si basa sul colpire i nemici decapitando le organizzazioni terroristiche. L&#8217;ultimo colpo, quello che ha portato all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-drone-il-blitz-e-lesplosione-cosi-gli-usa-hanno-ucciso-al-zawahiri.html">uccisione di Ayman al-Zawahiri</a>, è un segnale preciso. L&#8217;intelligence americana, nonostante il ritiro dall&#8217;Afghanistan avvenuto l&#8217;anno scorso, ha seguito le tracce, individuato l&#8217;obiettivo e colpito non in un&#8217;area remota del Paese, ma addirittura a Kabul, <strong>nel cuore dell&#8217;Emirato islamico</strong> a guida talebana. Un&#8217;uccisione che dice almeno due cose. La prima, che <a href="https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-auman-al-zawahiri.html">Al-Zawahiri</a> era nella capitale afghana e si sentiva protetto dalla leadership dell&#8217;Emirato, considerato che la casa era di un uomo legato alla rete Haqqani. La seconda, che gli Stati Uniti possiedono ancora una rete di intelligence adeguata alle mutate esigenze Usa nel Paese al punto da riuscire a colpire l&#8217;ideologo di al-Qaeda con un drone.</p>
<p>È proprio da questo secondo punto che bisogna partire per comprendere come l&#8217;azione di Washington abbia un significato ben più profondo rispetto a quello della &#8220;sola&#8221; <strong>decapitazione</strong> dell&#8217;organizzazione terroristica. Perché seguire, localizzare e infine uccidere un avversario circondato per anni da un fitto alone di mistero indica che l&#8217;intelligence statunitense ha svolto un lavoro complesso basato anche su una rete di infiltrati e collaboratori all&#8217;interno dell&#8217;Afghanistan e probabilmente nella stessa rete più vicina al medico egiziano. Qualcuno sospetta che dietro l&#8217;ordine finale di dare il via all&#8217;operazione vi sia stato un tradimento. Forse un gioco di faide, vendette trasversali, regolamenti di conti tra vecchi nemici accomunati di fatto solo dall&#8217;odio ideologico nei confronti dell&#8217;America ma ben divisi sulla spartizione del potere dentro l&#8217;Emirato islamico. Washington probabilmente ha saputo sfruttare al meglio queste divisioni per infliggere il colpo: forse, <a href="https://www.corriere.it/esteri/22_agosto_03/al-zawahiri-drone-48914248-12a4-11ed-ac67-e469b36a2788.shtml?refresh_ce">come spiega Guido Olimpio sul <em>Corriere</em></a>, anche all&#8217;interno di un negoziato con gli stessi &#8220;studenti coranici&#8221; desiderosi di &#8220;vendere&#8221; l&#8217;uomo di <strong>Al Qaeda</strong> per ottenere qualcosa in cambio. Quello che in ogni caso è certo è che la Cia, e con essa tutto l&#8217;apparato Usa che ha contribuito all&#8217;eliminazione di Al-Zawahiri, ha centrato l&#8217;obiettivo non solo fisico, ma anche politico: far capire che quanto accade a Kabul non è estraneo alle logiche americane. E che i nemici di Washington, prima o poi, saldano il conto.</p>
<p>La metodologia è la stessa applicata con altri <strong>nemici giurati</strong> del governo americano. Accomunando in questo senso tutte le amministrazione Usa, siano esse democratiche che repubblicane. Barack Obama portò come trofeo di caccia la morte di Osama bin Laden. Donald Trump fece uccidere il generale iraniano Qasem Soleimani mentre era in Iraq, considerato di fatto un leader terrorista vista la definizione che danno dei Pasdaran, e del califfo dello Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi in Siria. Poi, con l&#8217;avvento di <strong>Joe Biden</strong>, sono arrivate la morte Abu Ibrahim al-Hashemi al-Qurashi, di <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/06/28/news/siria_ucciso_abu_hamzah_al_yemeni_leader_hurras_al_din_qaeda-355743052/">Abu Hamzah al Yemeni</a>, leader del gruppo Hurras al Din (legato ad Al-Qaeda), e <a href="https://www.ilpost.it/2022/06/16/hani-ahmed-al-kurdi-isis-catturato-siria/">la cattura di Ahmed al-Kurdi</a>, noto come Salim, altro uomo-chiave del terrorismo islamico in Siria. Segnali non diversi sono arrivati anche dopo il ritiro Usa da Kabul, quando il presidente dem annunciò che Washington si sarebbe vendicata dell&#8217;Is-K in Afghanistan dopo l&#8217;attentato all&#8217;aeroporto della capitale. Dopo quell&#8217;annuncio, un drone Usa uccise uno dei pianificatori dell&#8217;attacco scovandolo nella provincia di Nangarhar, a est del Paese. Dalla Siria all&#8217;Afghanistan, dunque, l&#8217;avvertimento Usa è quello che la capacità di colpire non viene mai rimossa. Washington sa dove compiere la propria rappresaglia, utilizzando una rete di intelligence che appare ancora in linea con le proprie aspettative. Ed è un segnale anche per chi ritiene che il ritiro dalle &#8220;guerre infinite&#8221; si traduca in un disimpegno totale rispetto al Paese coinvolto in quei conflitti.</p>
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		<title>L&#8217;eliminazione di Al-Zawahiri non fermerà Al Qaeda</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/leliminazione-di-al-zawahiri-non-servira-a-fermare-al-qaeda-2056177.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2022 12:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento IO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ayman Al Zawahiri" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1536x1228.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Domenica 31 luglio, alle 6:48 ora dell&#8217;Afghanistan, una coppia di missili Agm-114 “Hellfire” R9X, soprannominati “blade bomb” o anche “ninja bomb”, lanciati da un drone che si ritiene essere un Mq-9 Reaper, hanno ucciso Ayman al-Zawahiri, leader formale di al-Qaeda, mentre stava per uscire sul balcone di un appartamento nel quartiere di Shirpur a Kabul, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/leliminazione-di-al-zawahiri-non-servira-a-fermare-al-qaeda-2056177.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ayman Al Zawahiri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1536x1228.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Domenica 31 luglio, alle 6:48 ora dell&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, una coppia di <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-funziona-il-missile-hellfire-r9x-la-bomba-a-lame-della-cia.html" target="_blank" rel="noopener">missili Agm-114 “Hellfire” R9X</a>, soprannominati “blade bomb” o anche “ninja bomb”, lanciati da un drone che si ritiene essere un Mq-9 Reaper, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-drone-il-blitz-e-lesplosione-cosi-gli-usa-hanno-ucciso-al-zawahiri.html" target="_blank" rel="noopener">hanno ucciso</a> <strong>Ayman al-Zawahiri</strong>, leader formale di <strong>al-Qaeda</strong>, mentre stava per uscire sul balcone di un appartamento nel quartiere di Shirpur a Kabul, dove viveva con i membri della sua famiglia.</p>
<blockquote><p>Cosa succederà ora in Afghanistan dopo l&#8217;uccisione di Al Zawahiri?<br />
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<p>Sulla sua testa pendeva una taglia di 25 milioni di dollari, in quanto il medico di origine egiziana era ritenuto essere l&#8217;ideologo del gruppo terroristico e legato, in qualche modo, agli attentati dell&#8217;<strong>11 settembre</strong> a New York e prima ancora a quelli alle <strong>ambasciate statunitensi</strong> in Kenya e Tanzania del 1998.</p>
<p>Al-Zawahiri è stato il numero due di al-Qaeda fintanto che <strong>Osama Bin Laden</strong> era in vita, e quando 11 anni fa questi è stato eliminato nella sua residenza fortificata di <strong>Abbottabad</strong>, in Pakistan, è diventato uno dei terroristi più ricercati al mondo. Dall&#8217;11 settembre sono passati quasi 21 anni, e la fine del medico era inevitabile sia perché era più o meno legato a quel tragico evento, sia perché rappresentava una <strong>personalità simbolo</strong> per al-Qaeda, capace di raccogliere intorno a sé e unirne i militanti, spesso divisi in fazioni molto diverse tra loro e in concorrenza – anche aspra e aperta – con l&#8217;Is (<em>Islamic State</em>), che ha avuto più attrattiva per essere stato capace di costruire uno Stato secondo i precetti di un islam integralista, al contrario del noto gruppo terrorista.</p>
<p>Nonostante questo definire al-Zawahiri come colui che ha ideato gli attacchi dell&#8217;11 settembre è errato: chi li ha pianificati, insieme a Bin Laden, è <strong>Khalid Sheikh Mohammed</strong>, attualmente incarcerato a Guantanamo e in attesa di un processo da parte di un tribunale militare che continua a subire ritardi <a href="https://www.nbcnews.com/politics/national-security/20-years-after-9-11-mastermind-khalid-sheikh-mohammed-still-n1278592" target="_blank" rel="noopener">per tutta una seria di motivazioni</a> che vanno dalla logistica del campo di detenzione, difficile da raggiungere, al fatto che il sistema delle commissioni militari istituito per il processo è stato creato da zero dall&#8217;amministrazione Obama, quindi ogni regola può essere un punto di contesa giudiziaria e far fallire il processo stesso, senza considerare la segretezza che permea Guantanamo e tutto quello che avviene all&#8217;interno di un penitenziario militare che definire atipico è un eufemismo.</p>
<p>Sappiamo che al-Zawahiri, nell&#8217;organizzazione di al-Qaeda, ha avuto il ruolo di <strong>ideologo</strong> e non di terrorista operativo, dimostrandosi anche fallimentare sotto quest&#8217;ultimo punto di vista in quanto il suo <em>jihad</em> in Egitto negli anni &#8217;90, prima che si unisse ad al-Qaeda, non ha raggiunto l&#8217;obiettivo di rovesciare il presidente Hosni Mubarak, qualcosa che è avvenuto successivamente durante la stagione delle “primavere arabe” con rivolte di piazza sobillate dalla Fratellanza Musulmana.</p>
<p>Al-Zawahiri aveva 71 anni, ed è difficile credere che avesse ancora un ruolo attivo e di primo piano in al-Qaeda da quando è stato indicato come il numero uno dell&#8217;organizzazione. A sollevare questo sospetto ci sono gli stessi <strong>documenti</strong> ritrovati nel raid di Abbottabad che hanno mostrato che durante i suoi ultimi anni di latitanza, Bin Laden non era più un leader operativo. Il suo ruolo, allora, era quello di comunicare coi militanti e tenerli coesi nella lotta all&#8217;Occidente. Del resto sappiamo che Osama è stato attivo fintanto che è riuscito a restare “sul campo” in Afghanistan ovvero prima dell&#8217;intervento militare statunitense: già quando è stato costretto a darsi alla macchia, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-in-afghanistan-riassunta.html" target="_blank" rel="noopener">durante il periodo di Tora Bora</a>, il suo ruolo si era fortemente ridimensionato. Il suo rifugio in Pakistan assumeva quindi più il sapore di un <strong>esilio dorato</strong>, lontano dal vertice operativo di al-Qaeda, e soprattutto sotto la protezione di Islamabad, che lo considerava ancora cinicamente utile per controllare i parossismi dei talebani.</p>
<p>Talebani che <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-civile-in-afghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">hanno dato rifugio a Bin Laden a metà degli anni &#8217;90</a> e pur incassando la benedizione dello stesso al-Zawahiri, hanno sempre considerato scomoda la presenza del leader di al-Qaeda (e di al-Qaeda stessa) sul proprio territorio, attenendosi strettamente, però, ai dettami dell&#8217;ospitalità islamica, ritenuta sacra. Un&#8217;ospitalità che si è riproposta proprio nei confronti del medico egiziano, che nel suo appartamento a Kabul viveva in un esilio paragonabile a quello di Bin Laden ad Abbottabad.</p>
<p>Le <strong>vere domande da porsi</strong> non sono relative alle modalità di supporto dei talebani verso al-Zawahiri – attraverso la fazione di Haqqani –, ma dove si trovasse prima della caduta di Kabul dell&#8217;agosto scorso (quindi chi lo proteggesse e perché la Coalizione non è riuscita a trovarlo) e chi sia il vero leader operativo di al-Qaeda, stante la considerazione che se gli Stati Uniti hanno potuto eliminarlo nel suo appartamento nella capitale di quello che è il nuovo Emirato Islamico Afghano, significa che la sua figura era diventata del tutto ininfluente, o quantomeno marginale, per le dinamiche dell&#8217;integralismo islamico.</p>
<p>Probabilmente il velo che ricoprirà la sua figura, ora che è stato eliminato, non permetterà di rispondere alla prima domanda ma apre comunque una riflessione sulla necessità della presenza in Afghanistan delle truppe della Coalizione, il cui scopo era anche quello di eliminare la presenza terrorista. Sappiamo che i santuari di al-Qaeda, così come quelli talebani almeno sino al passaggio di responsabilità delle operazioni alle forze di sicurezza afghane e quindi sino al disimpegno occidentale, erano al di fuori dell&#8217;Afghanistan, principalmente in <strong>Pakistan</strong>, quindi al di fuori del raggio d&#8217;azione della Coalizione.</p>
<p>A tenere le redini di al-Qaeda, però, non era al-Zawahiri, ma probabilmente un personaggio che è emerso con la morte di Hamza bin Ladin e di Abu Muhammad al-Masri. Stiamo parlando di un altro egiziano che va sotto il nome di battaglia di <strong>Saif al-Adl</strong>. Saif è una personalità di spicco all&#8217;interno di al-Qaeda, con una profonda esperienza come leader delle milizie, dell&#8217;intelligence e della sicurezza e come pianificatore del terrorismo. Quando morì nel 2011, Osama bin Laden aveva già identificato il suo successore che avrebbe dovuto essere al-Zawahiri che però non raccolse la fiducia di tutti i militanti: l&#8217;organizzazione aveva bisogno di qualcuno le cui credenziali e la cui lealtà fossero irreprensibili. Pertanto <a href="https://ctc.westpoint.edu/al-qaidas-soon-to-be-third-emir-a-profile-of-saif-al-adl/" target="_blank" rel="noopener">ci si rivolse a un uomo che era stato in prima linea fin dall&#8217;inizio</a>, e che era stato una figura di spicco per tanto tempo, ovvero Saif al-Adl. Dal 2002 o 2003 Saif si era stabilito in <strong>Iran</strong> dove è stato arrestato e detenuto &#8211; tra carcere e arresti domiciliari &#8211; sino alla fine del <strong>2010</strong>, quando gli era stato permesso di tornare in <strong>Waziristan</strong>, nel nord del Pakistan, dove al-Qaeda aveva allora il suo santuario.</p>
<p>Nel maggio 2011, quindi, Saif godeva di sufficiente libertà per agire come <strong>leader <em>ad interim</em></strong> di al-Qaida, organizzazione a cui aveva dato gli ultimi 22 anni della sua vita. La presunta recente malattia di al-Zawahiri, che si pensa potrebbe aver marginalizzato definitivamente il medico egiziano, insieme all&#8217;eliminazione di al-Masri ad agosto del 2020, potrebbero aver fatto assurgere Saif a leader dell&#8217;organizzazione terroristica.</p>
<p>Quanto accaduto domenica scorsa a Kabul, quindi, <strong>non rende il mondo “più sicuro”</strong> rispetto alla minaccia terroristica ma si configura come una punizione di Washington per l&#8217;11 settembre, così come lo è stata l&#8217;eliminazione di Bin Laden nel 2011; inoltre sottolinea come i talebani, in realtà, mal sopportino la presenza di al-Qaeda sul proprio territorio in questo momento in quanto l&#8217;attività del gruppo complica gli sforzi che stanno compiendo per ottenere riconoscimento internazionale e mettere sotto controllo l&#8217;Afghanistan, che è sede dell&#8217;attività di un altro gruppo terrorista, l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/liskp-puo-catalizzare-il-terrorismo-islamico.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Iskp</strong> (<em>Islamic State Khorasan Province</em>)</a> avverso al regime talebano. Da quest&#8217;ultimo punto di vista è infatti plausibile che i talebani abbiano avuto un qualche tipo di ruolo attivo nell&#8217;eliminazione di al-Zawahiri, magari fornendo informazioni sulla sua posizione agli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/leliminazione-di-al-zawahiri-non-servira-a-fermare-al-qaeda-2056177.html">L&#8217;eliminazione di Al-Zawahiri non fermerà Al Qaeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il drone, il blitz e l&#8217;esplosione: così gli Usa hanno ucciso Al-Zawahiri</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-drone-il-blitz-e-lesplosione-cosi-gli-usa-hanno-ucciso-al-zawahiri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 07:26:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-1024x561.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-2048x1123.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aveva 71 anni, dal 2011 guidava Al Qaeda ed era l&#8217;erede di Osama bin Laden. Gli Stati Uniti avevano promesso una ricompensa di 25 milioni di dollari per qualsiasi informazione che consentiresse di scovarlo. Ayman Al-Zawahiri, uno dei responsabili dell&#8217;11 settembre, è stato ucciso a Kabul, in Afghanistan, in seguito ad un blitz condotto dalla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-drone-il-blitz-e-lesplosione-cosi-gli-usa-hanno-ucciso-al-zawahiri.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-1024x561.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220802075011928_488a29d06ad9ff0f8885ef710fe88a10-1-2048x1123.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Aveva 71 anni, dal 2011 guidava <strong>Al Qaeda</strong> ed era l&#8217;erede di <strong>Osama bin Laden</strong>. Gli <strong>Stati Uniti</strong> avevano promesso una ricompensa di 25 milioni di dollari per qualsiasi informazione che consentiresse di scovarlo. <strong>Ayman Al-Zawahiri</strong>, uno dei responsabili dell&#8217;11 settembre, è stato ucciso a Kabul, in Afghanistan, in seguito ad un <strong>blitz</strong> condotto dalla <strong>Cia</strong> attraverso l&#8217;utilizzo di <strong>droni</strong>.</p>
<p>&#8220;Non importa quanto tempo serve, o dove ti nascondi. Se sei una minaccia, gli Usa ti scovano. Giustizia è stata fatta e questo leader terrorista non c&#8217;è più&#8221;, ha dichiarato il presidente statunitense <strong>Joe Biden</strong> in un discorso televisivo alla nazione per annunciare proprio l&#8217;uccisione di Al-Zawahiri. L&#8217;emiro di Al Qaeda, dato già per morto nel novembre 2020, era tra i terroristi più ricercati del pianeta. L&#8217;ultima sua apparizione pubblic era stata in un video diffuso proprio da Al Qaeda nel 20esimo anniversario degli attentati alle Torri Gemelle, al Pentagono e in Pennsylvania.</p>
<p>L&#8217;ormai ex braccio destro di Bin Laden era stato visto l&#8217;ultima volta nella città afghana orientale di Khost, nell&#8217;ottobre 2001. Da quel momento in poi era rimasto nascosto sfuggendo sempre alla cattura. Per anni potrebbe aver trovato rifugio nelle regioni montuose in <strong>Pakistan</strong>, grazie anche all&#8217;aiuto di tribù locali solidali. Al-Zawahiri ha tuttavia trascorso le ultime settimane di vita in <strong>Afghanistan</strong>, e il fatto che si sentisse sicuro confermerebbe quanto poco abbiano cambiato il Paese due decenni di permanenza militare statunitense.</p>
<hr />
<blockquote><p>Cosa accadrà ora con la morte di Al-Zawahiri? Aiutaci a scoprirlo<br />
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<h2>L&#8217;ordine finale e l&#8217;uccisione</h2>
<p>La prima, grande svolta nella caccia ad Al-Zawahiri è arrivata all&#8217;inizio del 2022. La Cia ha confermato tutte le informazioni raccolte mentre una settimana fa si è tenuto il <strong>briefing decisivo</strong> alla Casa Bianca, l&#8217;incontro che ha portato al definitivo via libera di Biden per il raid. Com&#8217;è stato ucciso il terrorista più ricercato del pianeta? La scorsa domenica, alle 6:48 ora di Kabul, è partito un attacco con i droni.</p>
<p>L&#8217;attacco è avvenuto quando a Washington era sabato sera, le 21.48. Stando alle ricostruzioni offerte dai media, in quel preciso momento, come aveva fatto più e più volte in passato, Al-Zawahiri si trovava in <strong>terrazza</strong>, al terzo piano di un edificio situato in una <strong>zona residenziale</strong> della capitale afghana, nel quartiere di Shirpur, controllato dal ministero della Difesa afghana. A un certo punto si è udita un&#8217;esplosione.</p>
<p>L&#8217;azione, rapida e furtiva, è stata condotta dall’<strong>intelligence americana</strong>, si ipotizza con l’aiuto di fonti pakistane, con l&#8217;ausilio di un drone, durante una operazione di antiterrorismo pianificata da tempo, circa sei mesi. Così è stato eliminato il capo di Al Qaeda, la cui uccisione è stata confermata da un team di 007 che ha prelevato il dna dal corpo del terrorista. La caccia all&#8217;uomo è durata ben undici anni.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-tFXU8" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Il luogo del raid" src="https://datawrapper.dwcdn.net/tFXU8/1/" height="675" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="Locator maps"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(e){if(void 0!==e.data["datawrapper-height"]){var t=document.querySelectorAll("iframe");for(var a in e.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<t.length;r++){if(t[r].contentWindow===e.source)t[r].style.height=e.data["datawrapper-height"][a]+"px"}}}))}();
</script></p>
<h2>Il lavoro dell'intelligence</h2>
<p>Il blitz contro Al-Zawahiri non è stato affatto casuale. Al contrario, era stato organizzato e pianificato fin nei minimi dettagli. All'inizio di quest'anno, infatti, l'intelligence americana aveva ricevuto notizie in merito all'arrivo a Kabul di moglie, figlia e nipoti dell'erede di Bin Laden. Ad aprile, invece, la Cia aveva ricevuto una conferma emblematica: il capo di Al Qaeda si nascondeva in una palazzina di un quartiere residenziale, da dove non sarebbe mai uscito.</p>
<p>Trascorrono altre settimane di verifiche, ed ecco nuovi indizi che confermano la pista: l'uomo è proprio Al-Zawahiri. Lo scorso primo luglio è così cominciato il <strong>conto alla rovescia</strong>, con un summit al quale hanno preso parte il direttore della Cia, <strong>William Burns</strong>, la direttrice della National Intelligence, <strong>Avril Haines</strong>, quella del controterrorismo, <strong>Christine Abizaid</strong>, e il consigliere alla sicurezza nazionale <strong>Jake Sullivan</strong>.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/afghanistan-la-guerra-infinita.html">Afghanistan, la guerra infinita</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ayman-al-zawahiri-e-morto-e-con-lui-si-chiude-unepoca.html">La morte di Al-Zawahiri</a></strong></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-ritorno-di-al-qaeda.html"><strong>Il ritorno di Al Qaeda</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Trascorrono altre settimane. Si tengono altre riunioni alla Casa Bianca, durante le quali Biden chiede, durante il raid, di evitare la morte di persone innocenti, tra cui i familiari del terrorista. L'ultima riunione è avvenuta il 25 luglio. Per assicurarsi che tutto filasse liscio, senza quindi effetti collaterali, era stato addirittura costruito un modellino dell'edificio di Al-Zawahiri. Una volta ottenute tutte le certezze del caso, Biden ha dunque lanciato l'<strong>ordine finale</strong>.</p>
<p>Al netto dell'uccisione del terrorista, restano ancora diverse <strong>zone d'ombra</strong>. Gli Stati Uniti hanno affermato che l'operazione non avrebbe causato altre vittime. Secondo il <em>New York Times</em>, la residenza nella quale viveva Al-Zawahiri era di un alto collaboratore del ministro dell'Interno, Sirajuddin Haqqani, mentre fonti non confermate sostengono invece che la casa fosse addirittura di proprietà del ministro, e che nel raid sarebbero morti anche il figlio e il genero dell'alto esponente di governo, notoriamente vicino ad Al Qaeda. Come riporta il <em>Jerusalem Post</em>, Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani, ha condannato fermamente l'azione Usa, definendola una violazione dei "principi internazionali".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-drone-il-blitz-e-lesplosione-cosi-gli-usa-hanno-ucciso-al-zawahiri.html">Il drone, il blitz e l&#8217;esplosione: così gli Usa hanno ucciso Al-Zawahiri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ayman al-Zawahiri è morto (e con lui si chiude un&#8217;epoca)</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/ayman-al-zawahiri-e-morto-e-con-lui-si-chiude-unepoca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 05:54:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan un anno dopo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook-1024x657.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Ayman Muḥammad Rabīʿ al-Ẓawāhirī, più noto semplicemente come Ayman al-Zawahiri, è morto. Il medico del più famoso terrorista del XXI secolo, Osama bin Laden, ha trovato la morte in Afghanistan e ad ucciderlo, al termine di una rocambolesca caccia all&#8217;uomo durata all&#8217;incirca un ventennio, sarebbe stato un drone degli Stati Uniti. Con la scomparsa del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ayman-al-zawahiri-e-morto-e-con-lui-si-chiude-unepoca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/o-AYMAN-ZAWAHIRI-facebook-1024x657.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-auman-al-zawahiri.html">Ayman Muḥammad Rabīʿ al-Ẓawāhirī</a>, più noto semplicemente come<strong> Ayman al-Zawahiri</strong>, è morto. Il medico del più famoso terrorista del XXI secolo,<a href="https://it.insideover.com/criminalita/come-bin-laden-e-diventato-bin-laden.html"> Osama bin Laden</a>, ha trovato la morte in <strong>Afghanistan</strong> e ad ucciderlo, al termine di una rocambolesca caccia all&#8217;uomo durata all&#8217;incirca un ventennio, sarebbe stato un drone degli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>Con la scomparsa del co-fondatore e capo di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al-Qāʿida</a>, succeduto a Bin Laden nel 2011, si apre un nuovo capitolo dell&#8217;infinita e senza confini Guerra al Terrore lanciata dalla presidenza Bush Jr all&#8217;indomani degli attentati dell&#8217;11 settembre 2001. E si aprirà anche una lotta per lo scettro, a meno che il chirurgo terrorista non avesse già predisposto il testamento – il che è (più che) possibile. Una cosa è certa: insieme ad al-Zawahiri muore un&#8217;intera epoca.</p>
<hr />
<blockquote><p>I talebani dicono di essere cambiati ma è davvero così? Aiutaci a scoprirlo<br />
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<h2>Morte di un fantasma</h2>
<p>Prima che il giornalismo definisse Bin Laden un fantasma – titolo aggiudicato dopo essere scomparso dalla <strong>battaglia di Tora Bora</strong> del 2001 –, un altro seguace del jihād globale vantava la fama di imprendibile e sfuggente terrorista da molto più tempo, cioè dai primi anni Novanta: Ayman al-Zawahiri.</p>
<p>Adombrato dal carisma e dalla fama di Bin Laden, l&#8217;uomo-immagine di Al-Qāʿida, al-Zawahiri aveva cominciato la sua carriera partecipando alla grande cospirazione dei<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html"> Fratelli Musulmani</a> contro<strong> Anwar Sadat</strong> ed era un contenitore vivente di segreti indicibili relativi ai peccati delle grandi potenze. Con lui, morto da qualche parte in Afghanistan tra fine luglio e inizio agosto del 2022, viene seppellita (per sempre) anche la storia oscura, e mai indagata a fondo, del suo doppiogioco con FSB e terrorismo nordcaucasico ai tempi della prima guerra cecena.</p>
<p>Al-Zawahiri è morto come è vissuto: avvolto dall&#8217;ignoto. Colpito in un luogo sconosciuto dell&#8217;Afghanistan – sebbene sembra che si trovasse nel ricco quartiere di Kabul, <strong>Wazir Akbar Khan</strong>, al momento della neutralizzazione –, in un giorno sconosciuto – tra il 28 e il 31 luglio –, da una bomba sganciata da un drone teleguidato da un soldato statunitense senza volto, operante da una base segreta localizzata da qualche parte degli Stati Uniti.</p>
<p>L&#8217;operazione è stata condotta nella massima segretezza, senza vittime collaterali – secondo la versione degli Stati Uniti –, e porterebbe la firma della <strong>Central Intelligence Agency</strong>, che avrebbe lavorato al piano per oltre sei mesi prima del via libera della Casa Bianca. Non è da escludere che l&#8217;omicidio mirato sia avvenuto con il <strong>benestare</strong> del governo talebano, controllore pressoché totale del territorio – e delle spie ivi residenti – da quasi un anno, come sembra trapelare dal suo primo comunicato, scarno e con un tono di protesta <em>troppo</em> formale.</p>
<h2>Biden: &#8220;Giustizia è fatta&#8221;</h2>
<p>Nella notte, all&#8217;1.30 ora italiana, il presidente Usa Joe Biden ha confermato l&#8217;operazione: &#8220;Giustizia è fatta, questo leader terroristico non c&#8217;è più&#8221;, ha detto affacciandosi dal balcone della Casa Bianca &#8211; dove è di nuovo in isolamento a causa del covid. &#8220;Miei concittadini americani sabato, su mio ordine, gli Stati Uniti hanno concluso un raid aereo a Kabul, nel quale è stato ucciso l&#8217;emiro di al Qaeda&#8221;. &#8220;Al Zawahiri è stato con Bin Laden tutto il tempo, era il suo numero due, il suo vice al momento degli <strong>attacchi dell&#8217;11 settembre</strong>, era profondamente coinvolto nella pianificazione, uno dei maggiormente responsabili per gli attacchi che hanno ucciso 2.977 persone sul suolo americano&#8221;. Il presidente ha citato tutti gli attacchi attribuiti al medico egiziano e ricordato i video di cui fu protagonista nei quali incitava ad attaccare l&#8217;America ed i suoi alleati. &#8220;Adesso è stata fatta giustizia, questo leader terroristico non c&#8217;è più. La gente nel mondo non deve avere più paura di questo leader feroce e determinato. Gli Stati Uniti continuano a dimostrare la loro determinazione e capacità di difendere il popolo americano contro coloro che vogliono colpirci&#8221;.</p>
<h2>Al-Zawahiri è la fine di un&#8217;epoca</h2>
<p>Venticinque milioni di dollari. Tanto valeva la testa di al-Zawahiri, il genio che aveva scelto il male. Genio perché, prima di e oltre che essere un terrorista, era stato uno studente modello all&#8217;università, poi un chirurgo rinomato con un record di operazioni in tutto il mondo come parte della Croce rossa e Mezzaluna internazionale, uno scrittore e anche un padroneggiatore di lingue – era poliglotta. Qualità e doti messe al servizio di un&#8217;Idea, la guerra all&#8217;Occidente e ai regimi <i>munāfiqūn</i> del mondo islamico, dopo aver percepito come un trauma la<strong> Guerra dei sei</strong> <strong>giorni</strong> ed essere stato esposto alle tesi di <a href="https://it.insideover.com/schede/senza-categoria/chi-era-sayyid-qutb-il-padre-dellislam-politico.html">Sayyid Qutb</a>.</p>
<p>Insieme ad Al-Zawahiri muore un&#8217;intera epoca, quella della generazione di jihadisti stregati dal qutbismo e plasmati dall&#8217;invasione sovietica dell&#8217;Afghanistan e dalle guerre iugoslave, e si conclude definitivamente il capitolo della <em>War on Terror </em>cominciato nel 2011 con l&#8217;eliminazione del suo capo, bin Laden. Ma l&#8217;epopea di Al-Qāʿida (e del jihadismo) <strong>continuerà</strong>.</p>
<p>Nuovi nomi sono già pronti a portare avanti la missione dei padri fondatori della Base. E alcuni di essi hanno le spalle già un ventennio di formazione sul campo, ovvero di combattimenti contro gli <em>infedeli</em> e di partecipazione ad operazioni di alto profilo. Tra di loro,<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-ritorno-di-al-qaeda.html"> secondo gli analisti del settore</a>, i più papabili sarebbero <strong>Saif Al-Adel</strong>, <strong>Abdal Rahman al-Maghrebi</strong>, <strong>Yazid Mebrak</strong> e<strong> Ahmed Diriye</strong>. Nomi oggi sconosciuti, ma di cui molto presto si potrebbe sentir parlare di più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ayman-al-zawahiri-e-morto-e-con-lui-si-chiude-unepoca.html">Ayman al-Zawahiri è morto (e con lui si chiude un&#8217;epoca)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il ritorno di Al Qaeda</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-ritorno-di-al-qaeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 11:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan un anno dopo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda nel Maghreb]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap)]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’obiettivo primario era distruggerla. Fare in modo che non potesse più colpire e che i suoi capi fossero annientati. Eppure, dopo oltre vent’anni all’11 settembre Al Qaeda è ancora viva, e soprattutto mostra inquietanti segni di risveglio. Mentre scorrevano i titoli di coda sull’operazione militare americana in Afghanistan ci si chiedeva se la terra dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-ritorno-di-al-qaeda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-ritorno-di-al-qaeda.html">Il ritorno di Al Qaeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723235631775_81fb639c11250586ce782a41e139e3ab-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’obiettivo primario era distruggerla. Fare in modo che non potesse più colpire e che i suoi capi fossero annientati. Eppure, dopo oltre vent’anni all’11 settembre <strong>Al Qaeda</strong> è ancora viva, e soprattutto mostra inquietanti segni di risveglio.</p>
<p>Mentre scorrevano i titoli di coda sull’operazione militare americana in Afghanistan <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-talebani-afghanistan.html">ci si chiedeva se la terra dei talebani sarebbe tornata ad essere un santuario per gli jihadisti</a>. L’amministrazione Biden, nei giorni del caos all’aeroporto di Kabul, aveva sottolineato più volte che l’obiettivo primario dell’invasione era stato raggiunto, che Osama Bin Laden era stato individuato e neutralizzato. Eppure nuovi rapporti e dossier mostrano che anche senza il suo fondatore “la base” è ancora in piena attività.</p>
<h2>L’Afghanistan ritorna un santuario del terrore</h2>
<p>A metà luglio <a href="https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N22/394/29/PDF/N2239429.pdf">un lungo e dettagliato dossier delle Nazioni Unite</a> ha riacceso i riflettori sulle orazioni terroristiche come Al Qaeda e <strong>Stato Islamico</strong> e trovato preoccupanti linee di faglia. Per prima cosa si evidenzia che l’Afghanistan è tornato a essere un rifugio sicuro per gli uomini di <a href="https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-auman-al-zawahiri.html">Ayman al-Zawahiri</a>, che con il ritorno dei talebani hanno riconquistato spazio di manovra. Anche perché, nota il rapporto Onu, “la leadership di Al Qaeda svolge un ruolo di consulenza presso i <strong>talebani</strong> e i due gruppi rimangono legati”. Un&#8217;unione di intenti non nuova. Già nel 2020 durante gli ultimi momenti concitati delle trattative di Doha tra talebani e Stati Uniti, gli studenti del Mullah Omar consultavano regolamento la leadership qaedista.</p>
<p>Stando ai dossier Al Qaeda rimane presenza nel Sud e nell’est del Paese dove il gruppo è radicato da decenni. Ma cellule si stanno spostando a che verso Ovest, nelle province di Farah e Herat, e verso Nord con lo scopo di reclutare nell’area centro asiatica grazie ai legami con altre formazioni come il Turkistan Islamic Party. Per avere un’idea del livello di commistione tra Al Qaeda e i talebani basti pensare che uno dei rami dell’organizzazione, Al Qaeda nel Sub Continente Indiano (AQIS) che può contare su circa 400 uomini serve direttamente nelle unità di combattimento talebane.</p>
<figure id="attachment_319567" aria-describedby="caption-attachment-319567" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-319567 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" alt="Ayman Al Zawahiri" width="2560" height="2047" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1536x1228.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-319567" class="wp-caption-text">Ayman al-Zawahiri</figcaption></figure>
<h2>La competizione con l’Isis</h2>
<p>Questa alleanza, ma soprattutto la ritrovata libertà di movimento, ha ridato slancio al gruppo. Lo stesso medico egiziano, che nel 2011 ha raccolto la leadership del gruppo dopo la morte di Bin Laden, è tornato a produrre più video, comunicando frequentemente con gli affiliati. Nel dossier si scrive chiamante come “il contesto internazionale sia favorevole ad Al Qaeda che punta a ritornare ad essere il <strong>leader della jihad globale</strong> dopo gli anni dell’Isis”. Oggi, notano gli esperti, la macchina della propaganda qaedista è meglio attrezzata per competere con quello che resta dello Stato Islamico. Complice anche una dura campagna contro i suoi leader, l’Isis appare in affanno, mentre al contrario Al Qaeda si mostra in ascesa, con Al Zawahiri non solo vivo, ma capace di continuare a comunicare.</p>
<blockquote><p>I talebani dicono di essere cambiati ma è davvero così? Aiutaci a scoprirlo<br />
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<p>Daveed Gartenstein-Ross, analista esperto di anti terrorismo del Valens Global, <a href="https://www.voanews.com/a/al-qaida-positioned-to-surpass-islamic-state-among-jihadis-/6665672.html">ha spiegato a Voa</a> come sia evidente “che Al-Zawahiri sia stato sottovalutato e che Al Qaeda oggi sia un’organizzazione molto più forte rispetto a quando il medico ne prese le redini nel 2011 dopo la morte del fondatore”. L’intero impianto del dossier Onu mette in discussione l’efficacia delle strategie antiterrorismo degli Stati Uniti e in generale dell’Occidente. Katherine Zimmerman del American Enterprise Institute ha spiegato come “anche dopo 20 anni, alcuni degli agenti più anziani del gruppo rimangano in libertà e siano pronti a portare avanti la lotta”. “La panchina di Al Qaeda”, ha scritto, “è profonda nonostante la lunga guerra condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan. La prossima generazione che guiderà il gruppo in realtà sta combattendo già da 20 anni, hanno la stessa esperienza militare che avevano Osama Bin Laden, Ayman Al-Zawahiri e Saif Al-Adel l’indomani dell’11 settembre”.</p>
<figure id="attachment_364796" aria-describedby="caption-attachment-364796" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-364796 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723233921599_b85dd378be86cf2dbd096c0b6e8cb390-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1765" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723233921599_b85dd378be86cf2dbd096c0b6e8cb390-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723233921599_b85dd378be86cf2dbd096c0b6e8cb390-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723233921599_b85dd378be86cf2dbd096c0b6e8cb390-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723233921599_b85dd378be86cf2dbd096c0b6e8cb390-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723233921599_b85dd378be86cf2dbd096c0b6e8cb390-1536x1059.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220723233921599_b85dd378be86cf2dbd096c0b6e8cb390-2048x1412.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-364796" class="wp-caption-text">I mille volti di Saif Al-Adel (fonte: Site)</figcaption></figure>
<h2>La questione della successione</h2>
<p>È proprio da questo punto che il dossier delinea gli aspetti più significativi. La linea di successione all’organizzazione. Perché se è vero che Al Zawahiri è vivo e continua a comunicare, le sue condizioni di salute restano precarie e verrà il tempo per trovare un successore. Secondo gli analisti degli Stati membri dell’Onu che hanno partecipato alla stesura del report sono almeno quattro i papabili e ognuno di questi dà indicazioni quale potrebbe essere il destino del gruppo. Si tratterebbe di Saif Al-Adel, Abdal Rahman al-Maghrebi, Yazid Mebrak e Ahmed Diriye.</p>
<p>Il primo <strong>Al-Adel</strong> è l’ipotesi meno praticabile. Fuggito in <strong>Iran</strong> dopo l’11 settembre 2001, avrebbe operato tra il Paese degli Ayatollah, il Pakistan e il nord dell’Afghanistan. Oggi dovrebbe essere tornato in Iran, ma il Paese è sempre meno un porto sicuro per Al Qaeda. Nel 2020 <strong>Abu Muhammad al-Masri</strong>, una delle menti dietro agli attentati contro le ambasciate Usa di Nairobi e Dar es Salaam, numero 2 del gruppo e suocero di Hamza bin Laden, <a href="https://www.nytimes.com/2020/11/13/world/middleeast/al-masri-abdullah-qaeda-dead.html">è stato raggiunto da dei sicari (forse israeliani) e freddato a colpi di pistola</a>. Questo rende Al-Adel il prossimo della lista e quindi l’opzione meno praticabile per la successione.</p>
<p>Quello più papabile è Abdal Rahman al-Maghrebi, genero di Al Zawhairi e combattente di lungo corso di Al Qaeda. Nato in Marocco, ha ricoperto vari ruolo nell’organizzazione. Secondo il dipartimento di Stati Usa Al Maghrebi è il direttore di As Sahab, braccio centrale dei media del gruppo ma anche il capo dell’ufficio per le comunicazioni estere, un ruolo tutt’altro che burocratico dato che si occupa di coordinare le attività con tutti rami affiliati al gruppo nel mondo, dall’Asia all’Africa, passando per il Medio Oriente. In più dal 2021 è direttore generale di Al Qaeda per l’Afghanistan e il Pakistan. Tutti ruolo verticali che ne fanno il candidato designato.</p>
<h2>Il futuro: l&#8217;ombra sull&#8217;Africa</h2>
<p>Ma a dire di più sul futuro del gruppo è un altro dato: il nome degli altri due papabili. <strong>Yazid Mebrak</strong>, noto anche come Abu Ubaydah Yusuf Al-Anabi, è attivamente il capo di AQIM, Al Qaeda nel maghreb islamico, una formazione fortemente ridimensionata in Africa che mantiene il cuore delle attività in Algeria. Mebrak però ha un ruolo chiave nel coordinare le attività con <strong>JNIM</strong> (Jamaat Nusrat al Islam wa al Muslimin), emanazione qaedista molto attiva nel cuore del Sahel.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-302421" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/al-qaeda-in-africa-occidentale-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="2421" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/al-qaeda-in-africa-occidentale-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/al-qaeda-in-africa-occidentale-300x284.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/al-qaeda-in-africa-occidentale-1024x968.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/al-qaeda-in-africa-occidentale-768x726.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/al-qaeda-in-africa-occidentale-1536x1453.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/al-qaeda-in-africa-occidentale-2048x1937.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il quarto e ultimo in questa sorta di linea di successione, <strong>Ahmed Diriye</strong> è il capo del gruppo terroristico <strong>Al-Shabaab</strong>. Dal 2014 guida gli islamisti che controllano parte della Somalia, una formazione che nel 2012 ha giurato fedeltà proprio ad Al Qaeda. Il fatto che venga considerato come papabile qualcuno che non sia nato e cresciuto all’interno dell’organizzazione dà il segno evidente di come siano cambiati gli equilibri nel gruppo.</p>
<p>Il gruppo che controlla il il Corno d’Africa ha risorse quantificabili in 50-100 milioni di dollari l’anno, e di questi almeno 24 vengono spesi in armi ed esplosivi. Ma soprattutto una fetta dei fondi viene dirottata ogni anno proprio verso Al Qaeda. Al-Maghrebi, Mebrak e Diriye, tre nomi e tre storie che portano diretti all’Africa, vera terra di conquista del jihad qaedista contemporaneo.</p>
<p>Per il momento il continente rimane terra di conquista per le province dello Stato Islamico, ma Al Qaedia e affiliati come JNIM continuano a guadagnare terreno. Tolte le “roccaforti” libiche e somale, JNIM ha ampliato l raggio di azione oltre il Mali e i confini porosi limitrofi infilandosi anche in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Senegal, Togo e Benin. L’espansione è il frutto di un lavoro portato avanti negli ultimi 5 anni da Iyad Ag Ghali un tuareg che guidò parte dell’insurrezione contro il governo del Mali nel 2012 e che nel tempo ha lavorato alla fusione di vari gruppi terroristici, Al Qaeda nel Magreb inclusa, arrivando alla nascita ed espansione del JNIM.</p>
<p>Questa virata africana si è resa necessaria per il progressivo indebolimento di un altro fiore all’occhiello di Al Qaeda, il braccio operante nella penisola arabica. AQAP, capace di rivendicare altri attacchi globali dopo l’<strong>11 settembre</strong>, come l’agguato alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo nel 2015 o la sparatoria nella base aerea di Pensacola in Florida nel 2019, è progressivamente passata in secondo piano. Negli anni della violenta guerra in Yemen da un lato AQAP si è concentrata sul controllo del territorio, dall’altro è stata decapitata dai droni americani che ne hanno ucciso la leadership in modo continuativo.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-257338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/2-droni-al-qaeda-1.png" alt="" width="1710" height="1512" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/2-droni-al-qaeda-1.png 1710w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/2-droni-al-qaeda-1-300x265.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/2-droni-al-qaeda-1-768x679.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/2-droni-al-qaeda-1-1024x905.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 1710px) 100vw, 1710px" /></p>
<p>L’ultimo anno ha certificato la pericolosità del rinnovato patto tra talebani e Al Qaeda che ha la possibilità di continuare a fiorire quanto meno in influenza rispetto a tutte le sue succursali. E questo perché orami il cuore afghano rimane come centro decisionale ma non come attore attivo del terrore. Il dossier Onu conclude che per il momento la leadership si asterrà dal condurre <strong>attacchi esterni</strong> almeno per due motivi. Il primo per l’assenza di “capacità operative esterne” dato che ormai le operazioni vengono condotte dagli affiatati. Il secondo è strategico, effettuare attacchi accederebbe un faro sulle attività del gruppo e soprattutto dei talebani esponendoli a rappresaglie e a ritorni di fiamma da parte dell’Occidente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chi è Ayman Al Zawahiri</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-auman-al-zawahiri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 May 2021 15:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ayman Al Zawahiri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1536x1228.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nato il 19 giugno del 1951 a Kafr el-Dawar, in Egitto, Ayman Al Zawahiri è un terrorista e, per la precisione, si tratta di uno tra i 22 più ricercati dal governo degli Stati Uniti. Medico chirurgo che ha contribuito alla fondazione della Jihad islamica egiziana, è stato uno tra gli ideatori dell’attentato dell’11 settembre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-auman-al-zawahiri.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ayman Al Zawahiri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-1536x1228.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ayman-Al-Zawahiri-Agenzia_Fotogramma-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nato il 19 giugno del 1951 a <strong>Kafr el-Dawar</strong>, in Egitto, Ayman Al Zawahiri è un terrorista e, per la precisione, si tratta di uno tra i 22 più ricercati dal governo degli <strong>Stati Uniti</strong>. Medico chirurgo che ha contribuito alla fondazione della <strong>Jihad</strong> islamica egiziana, è stato uno tra gli ideatori dell’attentato dell’<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/gli-attentati-dell-11-settembre-2001-a-new-york-e-washington.html">11 settembre del 2001</a> alle Torri Gemelle<strong>.</strong> Noto come braccio destro di <strong>Osama bin Laden</strong>, Al Zawahiri ne è divenuto ufficialmente il successore l’8 giugno del 2011 con la guida del gruppo terrorista islamico di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">al Qaeda</a>. Preso il posto del suo predecessore, ucciso il mese prima da un commando dei <em>Navy Seal</em> statunitensi, ha consacrato la propria ascesa nell’islam radicale con un video in cui ha spiegato come avrebbe operato nel corso del suo mandato al comando di al Qaeda.</p>
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		<title>Al Qaeda tra perdita di leadership e sfide dei gruppi affiliati</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 08:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda nel Maghreb]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alcuni membri di Hayat Tharir al Sham, la branca siriana di Al Qaeda, si addestrano a Idlib, nel nord della Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli attentati dell&#8217;11 settembre hanno cambiato tutto. Anche Al Qaeda. Le guerre che dal 2001 in poi hanno percorso la regione, dall&#8217;Afghanistan alla Siria, non hanno solo ridisegnato i destini del Medio Oriente. Hanno anche scosso profondamente l’organizzazione fondata da Osama Bin Laden nelle sue fondamenta. Colpita al cuore dalla caduta del regime talebano dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html">[...]</a></p>
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<p class="p1"><span class="s1">Colpita al cuore dalla caduta del regime talebano dopo l&#8217;invasione americana dell&#8217;Afghanistan, Al Qaeda ha attraversato periodi difficili come la morte dello sceicco saudita, il passaggio di consegne a <strong>Ayman al-Zawahiri</strong> e soprattutto l&#8217;ascesa dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Isis</strong></a>, capace addirittura di creare un Califfato. In tutto questo Al Qaeda ha saputo cambiare pelle e sopravvivere, lavorando sulla capacità di decentrarsi. Anche se questo in molti casi ha voluto dire minare le fondamenta stesse del gruppo.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">La perdita della centralità afghana</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Fino all&#8217;inverno del 2001 l&#8217;Afghanistan ha rappresentato un rifugio sicuro per Al Qaeda. Ma la guerra al terrore scatenata dall&#8217;amministrazione Bush ha rimesso tutto in discussione. Ha portato alla fuga dei leader storici, alla cattura di alcuni di loro e alla distruzione di decine di centri di reclutamento e addestramento. La pressione massima è arrivata il 2 maggio 2011 con la morte di Bin Laden in un <a href="https://edition.cnn.com/2013/09/09/world/death-of-osama-bin-laden-fast-facts/index.html" target="_blank" rel="noopener">compound di Abbottabad</a>, in Pakistan. Sembrava che il colpo mortale all&#8217;organizzazione fosse arrivato, ma in realtà così non è stato. Il conflitto in Afghanistan si è trascinato ancora per nove anni con momenti di tensione più o meno crescente. Il governo di Kabul, che ha sostituito la leadership talebana, non ha mai dato segno di essere forte e stabile. E ancora oggi la pressione degli eredi del Mullah Omar resta alta. Diverse province del Paese sono fuori dal controllo dell’autorità locale, <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-e-talebani-vicini-ad-un-accordo-in-afghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">e una &#8220;pace&#8221; che non li comprenda al tavolo dei negoziati è praticamente impossibile</a>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non è un caso che alla fine di febbraio il governo americano abbia trovato un&#8217;intesa coi talebani per completare il ritiro degli oltre 12mila uomini ancora presenti nel Paese. Tra i punti dell’accordo c’è anche quello in cui i miliziani si impegnano a non rendere l’Afghanistan un Paese rifugio per le organizzazioni terroristiche. Tra queste ovviamente Al Qaeda. Ma quello che resta del gruppo originario al momento è poca cosa. Secondo i rapporti di intelligence i capi storici si muovono tra <strong>Afghanistan</strong> e <strong>Pakistan</strong>, come ha dimostrato la notizia della morte di <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/chi-e-hamza-bin-laden-figlio-prediletto-del-capo-di-al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener">Hamza Bin Laden</a>, figlio del fondatore e candidato a guidare il gruppo, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/dagli-usa-hamza-bin-laden-e-morto-ecco-chi-era-il-figlio-di-osama.html" target="_blank" rel="noopener">ucciso lungo il confine</a>. Non sono però da escludere anche viaggi in <strong>Iran</strong>, come hanno dimostrato i movimenti di due leader storici: Saif al-Adel e Abdullah Ahmed Abdullah.<a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272792 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-935x1024.png" alt="" width="935" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-935x1024.png 935w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-274x300.png 274w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-768x841.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda.png 1752w" sizes="auto, (max-width: 935px) 100vw, 935px" /></a></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nell&#8217;area, soprattutto in Pakistan, opera anche Aqis, Al Qaeda nel subcontinente indiano. Si tratta di uno dei rami dell’organizzazione più piccoli e deboli. Nel novembre scorso il <a href="https://www.stateoig.gov/system/files/q4fy2019_leadig_ofs_report.pdf" target="_blank" rel="noopener">dipartimento della Difesa Usa ha scritto</a> nero su bianco che la costola asiatica non supera i 300 miliziani e che più che rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale, sta concentrando i suoi sforzi per &#8220;sopravvivere&#8221;. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Negli anni, visto anche il trasferimento di alcune figure chiave della leadership centrale in Siria, come nel caso di Abu Khayr al-Masri ucciso in un raid americano nella provincia di Idlib, Aqis si è qualificata come interlocutore diretto dei talebani: in parte inserendo alcuni dei suoi uomini tra le fila degli studenti del mullah, in parte dirigendo alcuni centri di addestramento. La stessa Dia (Defense intelligence agency) ha confermato che nel 2019 che il Al Qaeda ha ceduto tutte le operazioni sul campo al suo gruppo affiliato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nata nel 2014 per volontà dello stesso al-Zawahiri, Aqis opera in stretto contatto con miliziani locali nell&#8217;area che va dal Pakistan ai Paesi del Sud-Est asiatico. Non a caso uno dei leader del gruppo, Asim Umar di nazionalità indiana, è stato ucciso nel settembre del 2019 in compound talebano nella provincia di Helmand.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se la debolezza di Al Qaeda e Aqis in Afghanistan è evidente, non significa che siano vicini alla sconfitta. Come evidenziato anche in un <strong>rapporto Onu</strong> pubblicato a gennaio, le connessioni tra i capi talebani e quelli qaedisti restano molte, con i primi che garantiscono protezione e i secondi che forniscono risorse e addestramenti per i combattenti. Non solo. I legami tra le due formazioni sarebbero garantiti anche da <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ecco-cosa-non-torna-nelle-nozze-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">matrimoni congiunti</a>. La stessa morte di Umar, avvenuta insieme a miliziani talebani e a un corriere di al-Zaqahiri, dimostra che i talebani dialogavano con Al Qaeda anche durante i colloqui di Doha con gli americani. A questo punto le incognite restano due: se Aqis sia in grado di colpire fuori dalla sua sfera di competenza e se intenda farlo. Magari evitando i contraccolpi dello scenario siriano.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">La scissione siriana che ha colpito il gruppo</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Per Al Qaeda le cosiddette Primavere arabe e la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">guerra civile siriana</a> hanno rappresentato quasi un’occasione mancata. Fin dalle primissime battute in Tunisia, Egitto e Libia, “la base” ha mosso uomini e finanze per allargare la sua sfera di influenza, arrivando anche a creare nuovi rami della propria organizzazione. In Siria già nel 2012 al-Zawahiri aveva dato l’ordine di creare un’unità specifica che si occupasse di combattere contro il regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener">Bashar al Assad</a> facendo di fatto nascere <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html" target="_blank" rel="noopener">Jabhat al-Nuṣra</a>. Attiva soprattutto nel Nord-Est della Siria Al-Nusra ha mostrato un volto nuovo di Al Qaeda. Non più un élite di combattenti d’avanguardia dediti ad attaccare l’Occidente, ma una forza capace di esercitare un controllo su una fetta del territorio. Un’attitudine che da lì a poco avrebbe mostrato molto bene anche lo Stato islamico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo i successi militari sul campo tra il 2013 e 2015, nel 2016 l’organizzazione decide di recidere i legami con la leadership storica facendo nascere una nuova formazione, <strong>Jabhat Fatḥ al-Sham</strong>. Un maquillage in grado di togliere la patina “terroristica” per proporsi come interlocutore credibile. Poco meno di sei mesi dopo, nel gennaio 2017 arriva il secondo rebranding con la nascita di Hayat Tahrir al-Sham, una nuova sigla che ospita non solo vecchi elementi di al-Nusra ma anche nuove e più piccole formazioni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fin dalle prime avvisaglie la leadership di Al Qaeda ha respinto l’intera operazione dichiarando di fatto che il gruppo non è più una legittima costola dell’organizzazione. Hts, nei fatti, è la rappresentazione plastica del fallimento di Ayman al-Zawahiri e dell’incapacità del nucleo storico di controllare la “localizzazione” della lotta. Questo però ha mostrato uno dei paradossi che il nucleo storico si trova ad affrontare: come gestire gli affiliati in contesti in cui sono richieste decisioni da prendere in tempi rapidi. </span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272625 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-608x1024.png" alt="" width="608" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-608x1024.png 608w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-178x300.png 178w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-768x1293.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-1521x2560.png 1521w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda.png 1141w" sizes="auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quello che è mancato, <a href="https://www.hudson.org/research/15533-the-syria-effect-al-qaeda-fractures" target="_blank" rel="noopener">ha sottolineato l’analista Charles Lister</a>, è il <strong>controllo dei leader del gruppo</strong>. Non a caso gli stessi vice del medico egiziano si erano spaccati sul rebrandig del 2017: Abu Khayr al-Masri aveva infatti dato il suo via libera senza sentire Abdullah Ahmed Abdullah e Sayf al-Adel.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il “tradimento” siriano ha costretto la leadership a creare un nuovo gruppo con la nascita nel febbraio del 2018 di nascita <strong>Hurras al-Din</strong>. Sulla nuova formazione arriva la benedizione dello stesso al-Zawahiri che però ribadisce: sia un soggetto dedito alla guerriglia e non al controllo del territorio. Nei mesi successivi, fino al 2020, Hurras al-Din inizia a fare da calamita nei confronti di vari miliziani, non solo ex membri dello Stato islamico, ma anche delusi di Hts e altre formazioni più piccole come Ansar al-Tawhid. Attualmente, stando a un dossier dell&#8217;Onu, i combattenti stimanti sarebbero tra i 3.500 e i 5mila per lo più provenienti da Egitto, Giordania, Marocco, Arabia Saudita e Tunisia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La riconfigurazione intorno a Hurras ha riacceso anche i riflettori degli Stati Uniti. Nel giugno dello scorso anno, infatti, velivoli americani hanno bombardato una zona nei pressi di Aleppo tornando a colpire la regione dopo due anni. Nello strike, <a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/STATEMENTS/Statements-View/Article/1891697/statement-from-us-central-command-on-strike-against-al-qaida-in-syria/" target="_blank" rel="noopener">si legge in un comunicato dello Us Central Command</a>, sono stati uccisi diversi operativi di Al Qaeda che progettavano di colpire obiettivi sensibili in occidente, americani e alleati. Due mesi dopo il dipartimento di Stato americano ha messo una <strong>taglia di cinque milioni di dollari</strong> sulla testa di alcuni leader del gruppo. La pericolosità della nuova formazione siriana è tutta da dimostrare, ma gli ultimi movimenti hanno fatto vedere come l’idea della leadership centrale sia quella di tornare a una purezza iniziale.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Il successo del modello yemenita</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">In tutt&#8217;altra direzione è andato il ramo di Al Qaeda in Yemen, Aqap (Al Qaeda nella Penisola arabica). Nel Paese, dove infuria la guerra dal 2015, la situazione è disastrosa. Nella battaglia tra il movimento sciita degli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html" target="_blank" rel="noopener">Houthi</a>, sostenuti dall’Iran, e quello che resta del governo centrale appoggiato dall’Arabia Saudita, ad approfittarne sono stati sia i movimenti separatisti del Sud e che le organizzazioni terroristiche. Tra queste in prima linea si è collocata Aqap. Nata nel 2009 dalla fusione delle cellule saudite e yemenite ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano dentro e fuori lo Yemen, con una forza di circa 6-7mila uomini. Più di tutte è stata quella capace di coniugare un certo controllo del territorio con la propensione “avaguardista” anti occidentale, basti pensare all&#8217;attentato contro il giornale satirico francese <em>Charlie Hebdo</em> a Parigi nel 2015.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo i rapporti di intelligence forniti agli analisti delle Nazioni Unite, Aqap attualmente conduce due tipi di attività: guerriglia e controllo del territorio. Attivi soprattutto nel governatorato di Bayda, i miliziani sono impegnati in una campagna contro alcuni combattenti dell’Isis, appoggiati dagli Houthi. Anche per questo sono stati registrati trasferimenti massicci di armi dal governatorato di Ma’rib verso sud. E sempre a sud le forze qaediste hanno tenuto impegnata la Security Belt Forces, una milizia separatista appoggiata dagli Emirati arabi uniti, con feroci combattimenti. </span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272716 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-1024x945.png" alt="" width="1024" height="945" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-1024x945.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-300x277.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-768x709.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">La capacità di spostarsi in vaste porzioni del territorio è dettata dal buon rapporto dei combattenti con le tribù locali, non solo a Ma’rib, ma anche più a Est. Il distretto di Abr, lontano dal controllo delle forze vicine al presidente Abdel Rabbo Mansour Hadi, si sta rivelando un porto sicuro per molti combattenti di Al Qaeda soprattutto per quelli provenienti dall’Arabia Saudita.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nell&#8217;ultimo anno il conflitto è diventato sempre più complesso. Riad è rimasta impantanata in una guerra che non riesce a vincere, nonostante i massicci raid aerei. Il rapporto con Abu Dhabi si è logorato e sul terreno le spaccature nel fronte anti houthi si sono acutizzate, con le milizie del sud pronte alla secessione e quelle vicine al presidente Hadi in difficoltà di fronte alle nuove offensive delle forze sciite. In mezzo prospera Al Qaeda che spesso fugge da ponte tra i vari attori. Un esempio su tutti. Nel 2018 <em>Associated Press</em> <a href="https://apnews.com/f38788a561d74ca78c77cb43612d50da" target="_blank" rel="noopener">ha raccontato di aver parlato</a> diversi leader di Aqap e che alcuni di questi avevano raccontato che almeno due ufficiali di rango delle milizie saudite impegnate nella riconquista della città portuale di Hodeidah provenivano dalle loro file.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non è un caso quindi che tra il 2019 e inizio 2020 gli Usa <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-gli-stati-uniti-uccidono-i-loro-nemici.html" target="_blank" rel="noopener">abbiano affinato la mira e colpito i vertici dell’organizzazione</a>. Il 1 gennaio 2019 un drone è entrato in azione a Ma’rib uccidendo Jamal Ahmad Mohammad Al Badawi, considerato una delle menti dell’attentato alla nave militare Usa Cole avvenuto nell&#8217;ottobre del 2000. E un anno dopo, il 29 gennaio 2020, un drone della Cia ha invece ucciso Qassim al-Rimi, considerato il capo di Aqap, con un’operazione chirurgica nel governatorato di Bayda. </span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Le convergenze islamiste in Africa occidentale</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Al Qaeda sta sperimentando il modello ibrido anche in un altro contesto: l’Africa Nord-Occidentale. Qui le strategie sono state diverse a seconda dei contesti. Prendiamo ad esempio le <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html" target="_blank" rel="noopener">proteste in Algeria che hanno portato alla cacciata del presidente <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong></a>, in questo caso Al Qaeda si è schierata in favore dei manifestanti senza però mai passare ad azioni violente vere e proprie. L’idea è stata quella di mantenere in basso profilo soprattutto nel Nord Africa. Al momento gli sforzi si concentrano sopratutto sul controllo dei flussi attraverso le frontiere, in particolare intorno al Passo di Salvador, in Niger. Un punto di frontiera tra Libia, Algeria e Niger attraverso il quale viaggiano armi, droghe e migranti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le attività più pericolose si svolgono però più a sud, nella fascia del Sahel, in particolare nel triangolo tra Mali, Niger e Burkina Faso. Qui il cambio di passo è avvenuto nel marzo del 2017 con la nascita del gruppo Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (Jnim), una fusione di varie sigle jihadiste come il ramo maliano di Al Qaeda nel Maghreb islamico, al-Mourabitoun e Ansar Dine. Jnim da tre anni conduce attentati e combatte contro gli eserciti locali e i soldati francesi dell’operazione Barkhane e ha creato le condizioni per redente il Nord del Mali un luogo sicuro per i miliziani da cui lanciare attacchi. Oltre agli attentati i miliziani, con l’appoggio di attivisti di alcune organizzazioni non governative, hanno lanciato vaste campagne di propaganda nelle comunità locali in Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana, Senegal e Togo.<a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272871 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-1024x968.png" alt="" width="1024" height="968" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-1024x968.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-300x284.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-768x726.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">A preoccupare è però anche un fenomeno nuovo. Mentre in Siria o Yemen, gli uomini di Al Qaeda combattono apertamente con lo Stato islamico, tra le sabbie del Sahara stanno avvenendo fenomeni opposti. A febbraio Dagvin Anderson, a capo delle operazioni speciali dell’esercito americano in Africa, <a href="https://www.washingtonpost.com/world/africa/al-qaeda-islamic-state-sahel-west-africa/2020/02/21/7218bc50-536f-11ea-80ce-37a8d4266c09_story.html" target="_blank" rel="noopener">ha raccontato al <em>Washington Post</em></a> che sembra esserci un disegno per unificare più formazioni jihadiste sotto un’unica bandiera. Al momento i miliziani stanno lavorando soprattutto per consolidare il controllo dei flussi, addestrare nuove truppe e raccogliere fondi evitando di dichiarare la nascita di una qualsiasi forma di califfato per attirare l’attenzione. Con il rischio che tra poco meno di un anno scoppi una guerra su scala ancora più ampia.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">I successi nell’affiliazione con Al-Shabaab</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Dove Al Qaeda non è mai davvero sbarcata è il Corno d’Africa. Soprattutto in Somalia l’azione jihadista è portata avanti da Al-Shabaab, la milizia nata dalle ceneri delle corti islamiche che nel 2012 ha giurato fedeltà direttamente ad Ayman al-Zawahiri. Pur non essendo un vero e proprio ramo dell’organizzazione, le forze qaediste hanno appoggiato da subito i miliziani somali fornendo soprattutto appoggio logistico tramite Aqap e sul piano della propaganda. Oggi, dopo anni di guerriglia, la forza di <strong>Al-Shabaab</strong> è conclamata.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In Somalia nel mirino ci sono sopratutto uomini e strutture governative e le forze della missione dell’Unione africana nel Paese. Ma non solo. Nel tempo sono state colpite anche strutture occidentali come lavoratori o truppe straniere. Ne sanno qualcosa i soldati italiani colpiti da un ordigno nel settembre scorso. La massiccia campagna dei droni americani contro di loro non ha impedito di continuare l’opera di proselitismo e reclutamento con nuovi combattenti in arrivo da Gibuti, Etiopia e Kenya. Non solo. Anche gli attacchi fuori dalla Somalia sono aumentati e sembrano via via più sofisticati. Al momento secondo fonti americane i combattenti sarebbero tra i 5 e 7 mila, ma visti rapimenti e reclutamenti forzati potrebbero essere di più. </span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272891 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-863x1024.png" alt="" width="863" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-863x1024.png 863w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-253x300.png 253w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-768x912.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia.png 1617w" sizes="auto, (max-width: 863px) 100vw, 863px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Che lo scenario sia sempre più pericoloso è dimostrato dal fatto che Al-Shabaab potrebbe presto espandere il suo raggio di azione ben più lontano. A marzo il New York times ha riportato la notizia che due affiliati del gruppo stavano prendendo lezioni di volo, uno nelle Filippine e uno in un altro Paese africano, forse per realizzare attacchi che simulino quelli al World Trade Center. Ma non solo. Fondi di intelligence hanno fatto sapere che i miliziani stanno cercando di mettere le mani su lancia missili anti-aereo di fabbricazione cinese per contrastare le operazioni delle forze americane. Già verso la fine del 2019 il leader del gruppo, Ahmad Umar, aveva lanciato il suo proclama contro Washington con un video di quasi un’ora. Anche se per il Pentagono i rischi di attacchi restano contenuti, i segnali di possibili attentati rimangono. E nel mirino potrebbe finire la base americana in Gibuti, o altre ambasciate nella regione, come quella in Kenya.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Al Qaeda e la sfida &#8220;glocale&#8221;</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">La sfida di al-Zawahiri oggi è quella di far cambiare pelle ancora una volta al suo gruppo. Quella di tenere insieme l’anima volta alla battaglia contro l’Occidente e quella per la leadership nel mondo jihadista. Nel 2001 “la base” era l’unica depositaria della “guerra santa” globale. Ma oggi, a quasi vent’anni dagli attacchi contro le Twin Towers, la competitività è aumentata, i soggetti si sono moltiplicati, e per sopravvivere è necessario passare a una dimensione locale. Con ogni probabilità la sfida glocale del gruppo si giocherà sui leader del futuro, sulla capacità di tenere una linea comune in scenari anche molto diversi tra loro. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html">Al Qaeda tra perdita di leadership e sfide dei gruppi affiliati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco perché al Qaeda ha un nuovo obiettivo: l&#8217;India</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/ecco-perche-al-qaeda-ha-un-nuovo-obiettivo-lindia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 16:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Kashmir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un video recentemente pubblicato da As-Sahab, la casa di produzione audio-video legata ad al-Qaeda, il suo leader, Ayman al-Zawahiri annuncia una nuova offensiva nel subcontinente indiano che metterà nel mirino il Kashmir, la regione storicamente contesa tra India e Pakistan recentemente assurta agli onori delle cronache per la breve escalation militare tra le due &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ecco-perche-al-qaeda-ha-un-nuovo-obiettivo-lindia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9185461-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In un video recentemente pubblicato da As-Sahab, la casa di produzione audio-video legata ad <strong>al-Qaeda</strong>, il suo leader, <strong>Ayman al-Zawahiri</strong> annuncia una <a href="https://www.indiatoday.in/india/story/al-qaeda-releases-maiden-video-on-kashmir-issues-threats-to-army-government-1566407-2019-07-11" target="_blank" rel="noopener">nuova offensiva nel subcontinente indiano</a> che metterà nel mirino il <strong>Kashmir</strong>, la regione storicamente contesa tra India e Pakistan recentemente assurta agli onori delle cronache per la <a href="https://it.insideover.com/politica/india-bombarda-kashmir-pakistan.html" target="_blank" rel="noopener">breve escalation militare</a> tra le due potenze nucleari della regione che ha rischiato di degenerare in una guerra aperta.</p>
<p>Nel video al-Zawahiri chiama al <strong>Jihad</strong> i terroristi di al-Qaeda sostenendo &#8220;Sono dell&#8217;avviso che i Mujaheddin nel Kashmir &#8211; almeno in questa fase &#8211; debbano concentrarsi ad infliggere attacchi spietati contro l&#8217;esercito ed il governo indiano in modo da dissanguare l&#8217;economia indiana e far subire all&#8217;India perdite sostenute di equipaggiamenti e uomini&#8221;.</p>
<h2>Al-Qaeda nel subcontinente indiano</h2>
<p>La presenza qaedista in India ed in tutta l&#8217;area del subcontinente indiano comincia formalmente a settembre del <strong>2014</strong>. Il gruppo, basato in Pakistan, uccide il Brigadier Generale Fazal Zahoor, ufficiale dell&#8217;Esercito Pakistano, causando in totale tre morti e nove feriti. Altri cinque attentati si sono susseguiti nel corso degli ultimi cinque anni, e si pensa anche che ci sia al-Qaeda dietro il sanguinoso attacco di Pasqua in Sri Lanka che ha causato circa 250 morti, ma in confronto ai numeri degli attacchi di matrice Is (il Califfato) la minaccia sembra molto meno efficace, ma non per questo meno preoccupante.</p>
<p>A <strong>capo</strong> dell&#8217;organizzazione c&#8217;è <strong>Sheikh Asim Umar</strong>. Ritenuto essere di origine indiana, prima di prendere le redini di al-Qaeda in India e Pakistan è stato comandante dei talebani pakistani in Afghanistan e ufficiale di al-Qaeda in Pakistan. <strong>Portavoce</strong> dell&#8217;organizzazione terroristica è <strong>Usama Mahmoud</strong>, di origini pakistane, un tempo membro di Harkat-ul-Mujahideen &#8211; gruppo fondamentalista islamico pakistano fondato nel 1985 per contrapporsi all&#8217;invasione sovietica dell&#8217;Afghanistan &#8211; e successivamente a capo del comitato per la Sharia in Pakistan di al-Qaeda.</p>
<p>Lo scopo e l&#8217;ideologia del &#8220;ramo indiano&#8221; dell&#8217;organizzazione terroristica sono praticamente gli stessi di al-Qaeda: combattere gli Stati Uniti e gli occidentali, liberare i musulmani di India dalla persecuzione, stabilire il Califfato e la Sharia in tutta l&#8217;Asia del Sud, sostenere i Talebani nella loro lotta agli invasori dell&#8217;Afghanistan. In più, come vedremo meglio a breve, la finalità è quella di riunire tutti gli integralisti islamici della regione sotto la bandiera di al-Qaeda per cercare di recuperare terreno nei confronti dell&#8217;Is.</p>
<h2>La competizione per il terrore</h2>
<p>Lo <strong>Stato Islamico</strong>, infatti, dopo essere stato smembrato in <strong>Siria</strong> ed <strong>Iraq</strong>, si è diffuso, come una metastasi del terrore, in Asia ed in Nord Africa. Milizie armate sotto le insegne nere dell&#8217;Is stanno combattendo in <strong>Libia</strong>, gruppi si stanno formando in <strong>Turchia</strong>, <strong>Africa Centrale</strong> e in <strong>Mali</strong> e nel <strong>Sahel</strong>, prendendo il nome di Isgs (Islamic State Greater Sahara), mentre altri <a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2019/05/17/isil-branches-pakistan-bids-rebuild-collapsed-caliphate/" target="_blank" rel="noopener">fuoriusciti dal Medio Oriente si sono rifugiati proprio in Pakistan</a> da dove intendono ripartire con la costruzione del Califfato.</p>
<p>L&#8217;appello di al-Zawahiri al Jihad in Kashmir rappresenta quindi più <strong>un segnale interno</strong> al mondo dell&#8217;integralismo islamico cercando di far leva su una criticità regionale di difficile, se non impossibile, risoluzione. Il messaggio del leader di al-Qaeda è sì quello di attaccare l&#8217;India per liberare il Kashmir, ma soprattutto un tentativo di recuperare il terreno perso nei confronti dell&#8217;Is che, nonostante sia uscito sconfitto in Siria ed Iraq, non vede diminuito il suo consenso e la sua pericolosità.</p>
<p>Non è infatti la prima volta che al-Zawahiri cerca in qualche modo di far tornare al-Qaeda al centro della galassia del terrorismo islamico: a <strong>novembre del 2015</strong> l&#8217;emiro del terrore, in una registrazione audio della durata di 16 minuti, esortava i jihadisti a unirsi per allontanare le controversie e sospendere i combattimenti tra mujaheddin in <strong>Siria</strong>, a fronte non solo del mal partito in cui versavano le <strong>brigate al-Nusra</strong> &#8211; la fazione siriana di al-Qaeda &#8211; ma la stessa organizzazione che stava per essere oscurata dal Califfato di al-Baghdadi.</p>
<h2>Nuova offensiva in Kashmir?</h2>
<p>La debolezza di al-Qaeda in India, la presenza nel Kashmir del gruppo <strong>Jaish-e-Mohammed</strong> &#8211; ritenuto comunque legato ad al-Qaeda &#8211; autore di numerosi attacchi alle forze indiane nella regione e la presenza di miliziani dell&#8217;Is in Pakistan sono fattori che potrebbero far ritenere che l&#8217;appello di al-Zawahiri potrebbe scatenare una nuova stagione di terrore.</p>
<p>Il solo fattore competitivo tra le diverse entità del terrorismo islamico (Is e al-Qaeda), innescato proprio dalle parole dell&#8217;emiro, potrebbe dare vita ad una serie di attacchi di matrice diversa, in una perversa gara a chi compie l&#8217;attentato più sanguinoso o clamoroso, che servirebbero a stabilire quale fazione possa reclamare la superiorità territoriale e quindi diventare polo d&#8217;attrazione per gli integralisti islamici locali o provenienti da altre regioni come il Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ecco-perche-al-qaeda-ha-un-nuovo-obiettivo-lindia.html">Ecco perché al Qaeda ha un nuovo obiettivo: l&#8217;India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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