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	<title>Abdul Hamid Ddeibah Archives - InsideOver</title>
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	<title>Abdul Hamid Ddeibah Archives - InsideOver</title>
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		<title>Libia: la lezione che il premier Ddeibah non ha imparato (e Haftar invece sì)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-lezione-libica-mai-imparata-dal-premier-ddeibah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 06:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia-1024x689.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abdul Hamid Ddeibah ha provato l'azzardo ma ora è rimasto solo: adesso a Tripoli si rischia un ulteriore caos.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-lezione-libica-mai-imparata-dal-premier-ddeibah.html">Libia: la lezione che il premier Ddeibah non ha imparato (e Haftar invece sì)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-in-Libia-1024x689.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel caos in Libia che perdura dal 2011, dalla <strong>caduta cioè di Muammar Gheddafi</strong>, a un certo punto emerge sempre una figura che prova a sovrastare le altre. Un attore politico o militare cioè che, dopo aver per anni convissuto con altre forze sul campo, decide per il colpo di mano e per l&#8217;azzardo finale in grado di proiettarlo quale nuovo unico rais di Tripoli. <strong>Ma l&#8217;azzardo, in questi 14 anni di disordine e guerra latente, si è sempre poi rivelato un boomerang per chi lo prova</strong>. Una lezione che è valsa per il generale (e uomo forte dell&#8217;Est della Libia) <strong>Khalifa Haftar </strong>nel 2019 e che, puntualmente, adesso sta emergendo in tutta la sua drammaticità per il premier <strong>Abdul Hamid Ddeibah. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;azzardo di martedì 13 maggio rivelatosi (quasi) fatale</h2>



<p>Tutto è iniziato nella serata di lunedì 12 maggio,<a href="https://it.insideover.com/guerra/l-eliminazione-del-boss-di-tripoli-e-le-nuove-incognite-sulla-libia.html"> quando membri della Brigata 444 hanno ucciso in una base a Sud di Tripoli Abdel Ghani Al Kikli, noto anche con il nome di Gheniwa</a>. Quest&#8217;ultimo era il leader della milizia che, fino a quel momento, controllava lo strategico quartiere di <strong>Abu Salim</strong>. Una persona di troppo ormai per Ddeibah e non solo, capace di agire (come altri capi milizia) come boss e figura in grado di minacciare con le armi altre figure di spicco. Dopo la morte di Al Kikli, la Brigata 444 ha preso il controllo di Abu Salim e ha chiuso quindi i conti con il gruppo rimasto orfano del suo leader.</p>



<p>Questo successo, maturato nel giro di poche ore e con appena pochi colpi sparati dalla Brigata 444, <strong>ha convinto Ddeibah che era forse giunto il momento dell&#8217;azzardo</strong>. Il premier contava di sbarazzarsi in poco tempo di molte altre milizie potenti e di<strong> affidare il controllo unicamente alla Brigata 444, gruppo di sicurezza a lui più vicino, e agli altri alleati</strong>. Nella serata del 13 maggio è così partito il blitz contro la <strong>Rada</strong>, una delle forze di sicurezza meglio equipaggiate della capitale e fedele ad altri capi milizia. L&#8217;effetto sorpresa, svanito con l&#8217;operazione della sera precedente contro Al Kikli, non si è verificato: la Rada ha risposto, ha richiamato altri alleati da fuori Tripoli e mercoledì mattina la Brigata 444 era già in fase di indietreggiamento. Soltanto un precario cessate il fuoco ha salvato, per adesso, la testa di Ddeibah.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Così Tripoli ora rischia il caos</h2>



<p><strong>La strada per il premier è drammaticamente tracciata</strong>: le sue forze difficilmente, nel momento in cui dovessero ripartire gli scontri, potranno tenere contro la Rada e gli alleati di <strong>Zintan</strong> e <strong>Zawiya</strong>, due cittadine a Ovest della capitale che hanno inviato combattenti a Tripoli. Ma già anche in assenza di combattimenti, il futuro di Ddeibah appare appeso a un filo. E questo per due motivi: in primis, perché<strong> le sue forze si sono disunite</strong> e quanto accaduto la settimana scorsa ha pesato nel sostegno politico e militare nei suoi confronti. In secondo luogo, perché<strong> gli stessi abitanti di Tripoli adesso appaiono contro il premier</strong>, accusato con la sua mossa di aver portato la città molto vicina al caos e al disastro. Occorre infatti ricordare che il centro della capitale libica è sempre stato solo marginalmente interessato dagli scontri degli ultimi 14 anni, con i vari fronti di guerra fermatisi lungo gli assi della periferia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Tripoli?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Tripoli</a> is facing rampant vandalism by anti-government protesters to disrupt the daily life of people <a href="https://t.co/VKOs5spI6E">pic.twitter.com/VKOs5spI6E</a></p>&mdash; The Libya Observer (@Lyobserver) <a href="https://twitter.com/Lyobserver/status/1924026126348833001?ref_src=twsrc%5Etfw">May 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per questo motivo,<strong> il Governo di Ddeibah sta perdendo i suoi pezzi</strong>. Almeno dieci ministri hanno rassegnato le dimissioni e hanno lasciato. Il premier appare circondato tanto a livello politico quanto militare. Fuori Tripoli, la situazione è di gran lunga peggiore:<strong> molte cittadine della costa ovest hanno disconosciuto la legittimità delle istituzioni tripoline</strong>, con diversi capi milizia che si sono detti pronti a marciare verso la capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E Haftar? </h2>



<p>Molte milizie dell&#8217;Ovest della Tripolitania risultano vicine o, quanto meno, non ostili al generale Haftar. Circostanza che potrebbe far pensare a un<strong>a nuova sortita dell&#8217;uomo forte dell&#8217;Est in quel di Tripoli</strong>. Ma forse il generale quella lezione a lui impartita nel 2019, e oggi quasi fatale per l&#8217;avventura politica di Ddeibah, l&#8217;ha imparata: Haftar è consapevole che, paradossalmente, un suo intervento contro l&#8217;attuale premier potrebbe rinsaldare le milizie di Tripoli. Molti gruppi hanno il dente avvelenato contro il generale per quanto accaduto sei anni fa e non vedono la sua presenza di buon occhio. Ad ogni modo, <strong>l&#8217;unica cosa certa è che il caos in Libia è destinato a durare</strong> ancora per diverso tempo.</p>



<p><strong><em>Da quattordici anni, cioè dal crollo del regimedi Muammar Gheddafi, la Libia vive nel caos e nella divisione, sempre sull&#8217;orlo della guerra civile. Gli esperti di InsideOver monitorano la situazione e sono in grandi di fornirti prospettive originali e illuminanti. Segui InsideOver, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ennesima passerella sull&#8217;immigrazione di Meloni in Libia. Tante parole, pochi risultati&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-ennesima-passerella-sull-immigrazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 17:04:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altro viaggio in Libia, altro tentativo di arginare il fenomeno migratorio che, anche se al momento contenuto rispetto ai numeri record del 2023, rappresenta ancora una spina nel fianco per il sistema dell&#8217;accoglienza in Italia. Giorgia Meloni è arrivata mercoledì 17 luglio a Tripoli invitata dal premier locale, Abdel Hamid Ddeibah, a partecipare al Trans &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-ennesima-passerella-sull-immigrazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-ennesima-passerella-sull-immigrazione.html">L&#8217;ennesima passerella sull&#8217;immigrazione di Meloni in Libia. Tante parole, pochi risultati&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10975046-e1580333683623-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altro viaggio in Libia, altro tentativo di arginare il fenomeno migratorio che,<a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2024-07/cruscotto_statistico_giornaliero_17-07-2024.pdf"> anche se al momento contenuto rispetto ai numeri record del 2023</a>, rappresenta ancora una spina nel fianco per il sistema dell&#8217;accoglienza in Italia. <strong>Giorgia Meloni</strong> è arrivata mercoledì 17 luglio a Tripoli invitata dal premier locale, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html">Abdel Hamid Ddeibah</a>, a partecipare al <em>Trans Mediterranean Migration Forum</em> (<strong>Tmmf</strong>). Il viaggio è arrivato, tra le altre cose, <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-droni-per-haftar-arrivano-dalla-cina-ma-passano-per-gioia-tauro-e-gli-usa-hanno-deciso-che.html">a pochi giorni dalla scoperta delle navi con a bordo i droni destinati ad Haftar fabbricati in Cina.</a> Un episodio non direttamente ricollegabile con le dinamiche dei rapporti con Tripoli, ma che al tempo stesso testimonia la centralità del nostro Paese nel dossier libico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni di Ddeibah</h2>



<p>È stato Ddeibah, più di tutti, a volere l&#8217;iniziativa sull&#8217;immigrazione nella capitale libica. Nella due giorni di lavori inaugurata mercoledì, saranno presenti, oltre che la stessa Giorgia Meloni con il ministro dell&#8217;Interno<strong> Matteo Piantedosi</strong>, diversi altri capi di governo dell&#8217;area euro mediterranea. Tra questi, i premier di <strong>Malta, Tunisia</strong>, così come anche i capi di governo del <strong>Ciad</strong> e del <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-resta-in-niger-la-missione-africana-dellintelligence.html">Niger</a></strong>. Sono atterrati a Tripoli nelle scorse ore anche alcuni rappresentanti di <strong>Spagna</strong> e <strong>Grecia</strong>, oltre che il vice presidente uscente della commissione europea, Margaritis Schinas.</p>



<p>Una vera e propria riunione regionale, convocata da Ddeibah a casa propria per legittimare ulteriormente il proprio governo e accreditarlo agli occhi dei principali attori regionali.<strong> Ed è forse questa la più importante ambizione</strong> dell&#8217;uomo d&#8217;affari di Misurata, incaricato tre anni fa di portare il Paese al voto e rimasto alla guida dell&#8217;esecutivo nonostante le elezioni in Libia appaiono come una chimera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa emergerà sull&#8217;immigrazione</h2>



<p>Poi, ovviamente, c&#8217;è anche il tema dell&#8217;immigrazione. Il fatto di aver chiamato così tanti leader in quel di Tripoli, fa intuire la volontà di Ddeibah di dare al dossier un <strong>carattere e una dimensione regionale</strong>. Si tratta di un passo in avanti rispetto al passato, tuttavia occorre sottolineare il forte rischio di assistere, ancora una volta, a una<strong> pioggia di parole dalla dubbia consistenza. </strong></p>



<p>Prima dell&#8217;inizio dei lavori, ai media libici Ddeibah ha parlato della necessità di una &#8220;<strong>visione strategica</strong>&#8221; e di &#8220;<strong>responsabilità</strong> da parte di tutti gli attori chiamati in causa&#8221;. Frasi sulla carta indirizzate nella giusta direzione, il problema però arriva nel momento del passaggio dalla teoria alla pratica. La Libia non ha ancora vere istituzioni in grado di reggersi in piedi, con i vari governi alternatisi dopo Gheddafi costretti a fare affidamento unicamente alle <strong>milizie</strong> e ai gruppi presenti nei vari territori. Una circostanza che, sul fronte del contrasto all&#8217;immigrazione illegale, ha creato non pochi corto circuiti. </p>



<p>A partire dal fatto che spesso, specialmente nell&#8217;ovest della Libia<strong>, controllori e controllati si sono alternativamente scambiati i ruoli</strong>. Emblematica in tal senso la storia di <strong>Bija</strong>, sospettato dall&#8217;Onu di essere uno dei trafficanti più pericolosi del Paese ma, al tempo stesso, varie volte avvistato con una divisa della Guardia Costiera libica addosso. In una situazione del genere, parlare di strategie e di collaborazioni trans mediterranee per arginare i trafficanti appare a dir poco aleatorio. Senza una vera stabilità, ogni altro discorso in Libia<strong> è desinato a essere rinviato sine die. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;assenza della Francia è l&#8217;unica vittoria di Giorgia Meloni</h2>



<p>Partendo dal presupposto che i documenti su cui verranno apposte le firme a Tripoli rappresenteranno delle buone intenzioni e poco più, per dare un senso al forum voluto da Ddeibah occorre allora commentare<strong> i risvolti più marcatamente politici</strong>. Sul fronte italiano, la presenza di Giorgia Meloni rappresenta un altro <strong>importante tassello per la diplomazia italiana</strong>.</p>



<p>C&#8217;è inoltre un altro punto da tenere in considerazione. Tra i vari invitati di lusso sopra citati, mancano i rappresentanti della Francia.<strong> Parigi non è intervenuta al forum</strong> organizzato dal governo di Tripoli, segno di una certa momentanea <strong>freddezza</strong> tra l&#8217;esecutivo di Ddeibah e l&#8217;Eliseo. Una divisione figlia di un rapporto, quello tra la Libia e la Francia, contrassegnato da costanti alti e bassi. Il clima di freddezza attuale, potrebbe rappresentare un momento propizio per la strategia di Giorgia Meloni nel Paese nordafricano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-ennesima-passerella-sull-immigrazione.html">L&#8217;ennesima passerella sull&#8217;immigrazione di Meloni in Libia. Tante parole, pochi risultati&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il derby per lo scudetto libico si gioca in Italia. Ed è molto più di una partita di calcio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-derby-tra-est-e-ovest-della-libia-si-sposta-in-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 14:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Tripoli (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si tengono in Italia le partite che assegnano lo scudetto libico. Roma rafforza i legami, perché c'è molto più del calcio in ballo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-derby-tra-est-e-ovest-della-libia-si-sposta-in-italia.html">Il derby per lo scudetto libico si gioca in Italia. Ed è molto più di una partita di calcio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia, Tripoli (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libia-Tripoli-proteste-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È ben noto che subito dopo la fine di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>, la Libia si è tendenzialmente spaccata a metà: da una parte<strong> l&#8217;Ovest del Paese</strong>, con Misurata e Tripoli quali principali centri economici e politici, dall&#8217;altra<strong> l&#8217;Est</strong>. Una divisione figlia di <strong>fratture storiche e sociali pluridecennali</strong>, risalenti anche a ben prima dell&#8217;era coloniale italiana. La parte orientale della Libia, dominata dalla regione della Cirenaica e con Bengasi quale centro principale, ha sempre lamentato discriminazioni dall&#8217;Ovest e da Tripoli in particolar modo.</p>



<p>Sotto il profilo politico e militare, oggi questa spaccatura è ravvisabile soprattutto dal <strong>dualismo</strong> tra le istituzioni che hanno sede nell&#8217;Ovest, il cui governo guidato dal premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html">Ddeibah</a> è quello internazionalmente riconosciuto, e l&#8217;esercito del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar </a>che dal 2014 controlla buona parte della Cirenaica. <strong>Il &#8220;derby&#8221; tra le due Libie a breve si riproporrà sui campi di calcio</strong>: il locale campionato infatti, si chiuderà con il confronto tra tre squadre dell&#8217;Ovest e tre dell&#8217;Est. Come campo di battaglia, per fortuna stavolta solo sportiva, è stato scelto un luogo neutro e che riguarda da vicino il nostro Paese: le sfide infatti, si svolgeranno in tre stadi della <strong>Toscana</strong> a partire dal prossimo 27 giugno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il valore del calcio in Libia</h2>



<p>Per capire cosa rappresenta lo sport più popolare al mondo per i libici, basta pensare all&#8217;era di Gheddafi e alle imprese, più politiche che sportive a dire il vero, del figlio <strong>Saadi</strong>. Quest&#8217;ultimo, il più appassionato di calcio della famiglia del rais, ha fatto parlare di sé per essere stato tesserato in<strong> Serie A </strong>con le maglie del Perugia, dell&#8217;Udinese e della Sampdoria, mettendo a referto però in totale due presenze e tre mesi di squalifica per doping. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Libyan leader&#039;s son joins Italian soccer club" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/_PAMSqDAd2w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube__PAMSqDAd2w");</script>
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<p>Ma in realtà, Saadi e il padre hanno provato tramite il calcio a fare <strong>affari</strong> e a tracciare una via al<strong> soft power libico</strong>. I Gheddafi sono stati negli anni azionisti della Juventus e della Triestina, con il figlio in particolare promotore dell&#8217;organizzazione della finale di supercoppa italiana del 2002 a Tripoli, disputata allo stadio 11 giugno, e della candidatura (non andata in porto) della Libia al mondiale del 2010. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="25/08/2002 - Italian Super Cup - Juventus-Parma 2-1" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/NKiXQ4mzGpo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_NKiXQ4mzGpo");</script>
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<p>Il calcio però per la famiglia del rais ha rappresentato anche fonte di <strong>dolori e contestazioni</strong>. A <strong>Bengasi</strong> ad esempio, nel settembre del 2000 sono scoppiate manifestazioni e proteste dopo che la locale squadra dell&#8217;<strong>Al Alhy</strong>, durante una partita contro l&#8217;Al Alhy di Tripoli in cui all&#8217;epoca militava lo stesso Saadi Gheddafi, ha lamentato un arbitraggio considerato e orientato a favore dei tripolini.</p>



<p>Dopo gli scontri, nei giorni successivi i tifosi dell&#8217;Al Alhy di Bengasi hanno fatto sfilare per le strade della città<a href="https://libyaherald.com/2017/04/al-ahly-benghazi-celebrates-its-70th-birthday/"> un asino adornato con la maglia di Saadi Gheddafi. </a>Per tutta risposta, da Tripoli le autorità hanno arrestato decine di sostenitori della squadra di Bengasi e hanno sciolto il club, a cui è stata concessa la possibilità di ripartire soltanto nel 2005. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il derby tra Est e Ovest passa dai campi di calcio</h2>



<p><strong>Dualismo tra Tripoli e Bengasi</strong>, contestazioni contro il sistema di potere dei Gheddafi: nella faida tra le due Al Alhy del 2000 è descritto tutto il valore extra sportivo del calcio nel Paese. Oggi la situazione non è molto diversa: il calcio ancora adesso è lo <strong>specchio del mosaico politico e sociale della Libia</strong>. Non c&#8217;è più un unico rais, ma ci sono una serie di potentati locali, di capi tribali e di signori della guerra che, tramite il pallone, provano a trovare e a rafforzare il consenso tra la popolazione. </p>



<p>A sottolinearlo nei giorni scorsi è stato il giornalista <strong>Wolfram Lacher</strong>: &#8220;Quanto più la politica libica si limita ad accordi dietro le quinte tra due gruppi di attori &#8211; si legge in un post pubblicato su X &#8211; tanto più questi attori investono nel calcio per rafforzare il loro sostegno sociale&#8221;. Secondo Lacher, ogni squadra in Libia è ricollegabile ai vari potentati locali: i figli di Haftar, in particolare, finanzierebbero una o più squadre a Bengasi, così come il premier Ddeibah, anche in qualità di imprenditore, avrebbe nel suo portafoglio almeno una società stanziata nell&#8217;Ovest del Paese.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The more Libyan politics becomes confined to backroom deals between two handfuls of actors, the more these actors invest in football to bolster their social support. The Haftar sons, the Dabeibas, Zawiya&#39;s Bahroun &#8211; and here Ghnewa, as the sponsor of a local team in Buslim. <a href="https://t.co/lxxAyJRoIt">pic.twitter.com/lxxAyJRoIt</a></p>&mdash; Wolfram Lacher (@W_Lacher) <a href="https://twitter.com/W_Lacher/status/1802963050044993756?ref_src=twsrc%5Etfw">June 18, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Ne consegue che il torneo per l&#8217;assegnazione dello scudetto, riproporrà sul campo la spaccatura tra Est e Ovest. <a href="https://www.agenzianova.com/news/in-corso-gli-ultimi-preparativi-per-giocare-in-italia-lo-scudetto-di-calcio-della-libia/">Così come riportato da AgenziaNova</a>, si sfideranno le due Al Alhy, quella di Tripoli e quella di Bengasi, con i tripolini che terranno a vincere anche contro l&#8217;Asswehly di <strong>Misurata</strong>. La città cioè del premier e sede delle principali milizie che sorreggono le istituzioni dell&#8217;Ovest. I vari derby porteranno sul campo gli scontri che, da più di un decennio a questa parte, caratterizzano la vita politica e sociale di un Paese perennemente in guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa per l&#8217;Italia ospitare il campionato libico</h2>



<p>Le partite si terranno tra Pisa, Empoli e Firenze. Saranno elevate le misure di sicurezza in tutta la Toscana, anche perché sugli spalti dovrebbero esserci spettatori di eccezione come, tra tutti, il premier Ddeibah. Per l&#8217;Italia comunque, ospitare il torneo libico potrebbe avere una connotazione anch&#8217;essa non limitata all&#8217;aspetto sportivo. </p>



<p>Roma si conferma come molto vicina alla Libia sotto il profilo del <strong>soft power</strong>. Il nostro Paese, ancora una volta, viene visto come riferimento dalla controparte libica. Un&#8217;occasione in più, anche per la nostra diplomazia, per ribadire l&#8217;importanza strategica dell&#8217;Italia nel processo di riunificazione della Libia. Il mondo del pallone poi, è un&#8217;arma in più a nostra disposizione per avere un ruolo nel Paese a noi dirimpettaio: i libici seguono molto il nostro calcio, nel 2006 hanno festeggiato la vittoria degli azzurri ai mondiali (non senza, anche in quel caso, rimostranze da parte di Gheddafi), negli stadi è possibile notare la presenza di striscioni esclusivamente in italiano. &#8220;Fossa dei Leoni&#8221;, &#8220;Curva Sud&#8221; e &#8220;Forza ragazzi&#8221;, sono frasi molto usuali tra gli spalti sia tripolini che della Cirenaica. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Al Ahly Benghazi  v Enyimba  CAF champions league highlights 19.8.23" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/F9wNSw7PVs8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_F9wNSw7PVs8");</script>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-derby-tra-est-e-ovest-della-libia-si-sposta-in-italia.html">Il derby per lo scudetto libico si gioca in Italia. Ed è molto più di una partita di calcio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Harcaui: &#8220;Usa e Russia si combattono anche in Libia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/harchaui-lo-scontro-tra-usa-e-russia-riguarda-anche-la-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 12:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-1536x1070.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è un fronte che, con lo scoppio della guerra in Ucraina e delle ostilità a Gaza, è finito ancor di più in secondo piano: si tratta di quello libico, con il relativo dossier che costituisce uno dei punti nevralgici della politica italiana ed europea in nord Africa e nel Mediterraneo. Jalel Harchaui è uno dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/harchaui-lo-scontro-tra-usa-e-russia-riguarda-anche-la-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/harchaui-lo-scontro-tra-usa-e-russia-riguarda-anche-la-libia.html">Harcaui: &#8220;Usa e Russia si combattono anche in Libia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240424144616768_b316995a7d9039a0ef59dce08201b6ba-1536x1070.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è un fronte che, con lo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> e delle <strong>ostilità a Gaza</strong>, è finito ancor di più in secondo piano: si tratta di quello libico, con il relativo dossier che costituisce uno dei punti nevralgici della politica italiana ed europea in nord Africa e nel Mediterraneo.<strong> Jalel Harchaui </strong>è uno dei principali studiosi della politica nordafricana, conosce molto bene le realtà del Maghreb e ha seguito, passo dopo passo, l&#8217;evolversi della crisi in Libia già dalla caduta di Gheddafi: sentito ai nostri microfoni, l&#8217;analista non ha dubbi sul fatto che su Tripoli e su Bengasi non hanno messo gli occhi soltanto le potenze europee o quelle regionali. Al contrario, la Libia è un altro terreno di scontro, non meno importante, tra <strong>Stati Uniti </strong>e <strong>Russia</strong>: &#8220;Washington &#8211; ha dichiarato su InsideOver &#8211; potrebbe reagire alla continua espansione militare della Russia in Libia&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione a Tripoli e le difficoltà di Washington </h2>



<p>Per spiegare al meglio l&#8217;attuale contesto, è necessario fare un passo indietro. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">La Libia fino al 2011 è stata governata dal rais Muammar Gheddafi</a>, il quale poi è stato prima messo in discussione dalle proteste figlie della primavera araba e successivamente dagli attacchi Nato: caduto il colonnello, il Paese è entrato in una fase di <strong>caos</strong> da cui, ad oggi, non è mai riuscito a uscire. L&#8217;intero territorio libico ha iniziato a essere conteso da più <strong>fazioni</strong> e più <strong>gruppi</strong>, spesso corrispondenti alle oltre cento tribù in cui è tradizionalmente divisa la società libica. A partire dal 2015, si è iniziata a scorgere una prima profonda <strong>spaccatura tra est e ovest</strong>: la Tripolitania, regione occidentale dove ha sede la capitale <strong>Tripoli</strong>, ha visto l&#8217;insediamento di più governi espressione delle varie milizie locali, soprattutto misuratine, dall&#8217;altro lato invece in <strong>Cirenaica</strong>, regione orientale della Libia, si è assistito all&#8217;avanzata del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html"> generale Haftar. </a></p>



<p>Di questa spaccatura ne hanno approfittato soprattutto due attori internazionali: la <strong>Turchia</strong>, il cui governo dal 2019 ha iniziato il sostegno alle istituzioni basate a Tripoli, e la <strong>Russia</strong> che già dal 2016 supporta Haftar. Mosca, proprio grazie alla vicinanza con il generale, è riuscita a far avanzare la propria influenza in Libia e in special modo nell&#8217;Est del Paese, lì dove vorrebbe impiantare una base navale tra Bengasi e Tobruck. Circostanza quest&#8217;ultima che ha allarmato e non poco gli Usa i quali, con il governo di<strong> Joe Biden</strong>, stanno provando a rientrare in gioco. &#8220;Ma non è affatto semplice &#8211; ha spiegato Harchaui su InsideOver &#8211; sarà difficile recuperare terreno sul Cremlino&#8221;.</p>



<p>Il primo ostacolo per la Casa Bianca è dettato dall&#8217;<strong>instabilità </strong>libica e del frazionamento del suo territorio in tante piccole sfere di influenza, soprattutto in Tripolitania: &#8220;Attualmente &#8211; ha dichiarato lo studioso &#8211; Tripoli sta vivendo significative divisioni interne, le quali rappresentano la spaccatura più critica in questo momento all’interno della Libia&#8221;. La capitale libica è preda di gruppi e bande che si contendono il controllo del territorio, a volte ricorrendo alla violenza. Ma gli scontri, non meno gravi, sono anche di natura prettamente politica: &#8220;Il vivido antagonismo tra il governatore della Banca centrale <strong>Sadiq al-Kabir</strong> e il primo ministro <strong>Dbaiba</strong> &#8211; ha aggiunto infatti Harchaui &#8211; è una realtà importante in questo momento&#8221;.</p>



<p>In un contesto del genere, i tentativi di Washington di poter incidere sul dossier libico sono destinati ad essere molto difficili: &#8220;Principalmente perché &#8211; ha ricordato l&#8217;analista &#8211; non è facile per gli Usa trovare oggi una fazione libica disposta a correre il rischio di impegnarsi militarmente contro le forze russe&#8221;. L&#8217;ideale per gli Stati Uniti sarebbe riuscire a riconciliare il Paese nordafricano, dando stabilità alle sue istituzioni e ridimensionando così l&#8217;influenza e la presa russa sul territorio. Ad oggi però, la riunificazione della Libia appare un miraggio: il processo voluto dall&#8217;Onu che dovrebbe portare i libici al voto è fermo al palo ed è di fatto arenato, inoltre in pochi sembrano disposti ad accettare passi indietro in nome di una ritrovata unità nazionale. Senza fazioni disposte a fronteggiare Mosca e senza una prospettiva di riunificazione, il margine di manovra per gli Usa appare quindi fortemente limitato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sanzioni e attacchi aerei &#8220;segreti&#8221; degli Usa contro obiettivi russi nell&#8217;est della Libia</h2>



<p>L&#8217;influenza russa non è solo di tipo politico e non si basa esclusivamente sull&#8217;appoggio ad Haftar. Quando si parla di presenza di Mosca nell&#8217;est della Libia, occorre fare riferimento anche alla presenza fisica di proprio personale sul terreno stanziato in diverse basi situate soprattutto in Cirenaica. Non si tratta ovviamente di soldati regolari, bensì dei famigerati contractors della <strong>Wagner</strong>. Gli uomini un tempo comandati da <strong>Prigozhin</strong>, sono presenti nell&#8217;est a sostegno di Haftar già dal 2016 e oggi, con la caduta in disgrazia del cuoco di Putin, opereranno nel Paese nordafricano sotto le insegne dell&#8217;<strong>Africa Corps</strong>. Ossia la sigla chiamata a sostituire ufficialmente la Wagner nei tanti teatri di guerra africani dove i mercenari al soldo del Cremlino sono impegnati. </p>



<p>Secondo Harchaui, assodato che a livello politico per gli Usa è molto difficile espandere la propria influenza in Libia, Washington a questo punto per ridimensionare la presenza russa può giocare due carte: &#8220;In primo luogo, possiamo aspettarci <strong>sanzioni</strong> contro gli alleati libici strettamente associati alla famiglia Haftar&#8221;, ha spiegato l&#8217;analista. L&#8217;altra opzione invece richiede <strong>operazioni di natura militare</strong> tanto chirurgiche quanto &#8220;segrete&#8221;, in grado di non essere né intercettate e né scoperte: &#8220;Potrebbe verificarsi un aumento della frequenza degli attacchi aerei segreti volti a distruggere l’equipaggiamento militare russo&#8221;, ha infatti aggiunto Harchaui. </p>



<p>Il riferimento è ai raid che nei mesi scorsi hanno danneggiato basi notoriamente usate dai russi. Attacchi il più delle volte effettuati con droni, senza rivendicazioni e senza diretti collegamenti con le forze Usa. Pur se in sordina, azioni del genere ne sono state registrate diverse e hanno contribuito a far aumentare la tensione tra Washinton e Mosca: &#8220;Tali attacchi aerei hanno già avuto luogo nel gennaio e dicembre 2023 &#8211; ha dichiarato ai nostri microfoni l&#8217;analista &#8211; e potremmo vedere questi attacchi diventare più frequenti e intensi con l’obiettivo di aumentare i costi del coinvolgimento russo e potenzialmente rallentare l’espansione di Mosca&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quelle &#8220;distrazioni&#8221; che sembrano avvantaggiare Mosca</h2>



<p>Esiste un canale di collegamento tra il dossier libico e le varie altre crisi internazionali che stanno interessando l&#8217;Europa e il medio oriente. La connessione è dettata dalla possibile influenza dei vari dossier sulla crisi in Libia: &#8220;Washington continua a dire che vuole rimanere la <strong>principale potenza globale</strong> &#8211; ha affermato Harchaui &#8211; una posizione che in genere implica la gestione di più questioni contemporaneamente. Eppure la Casa Bianca sembra sopraffatta dalla sovrapposizione di più di crisi contemporaneamente, gli Stati Uniti sembrano distratti dalle elezioni presidenziali, dalla guerra in Ucraina, dalla guerra a Gaza e dalle ostilità tra Israele e Iran&#8221;.</p>



<p>Distrazioni che, come effetto collaterale, stanno contribuendo ad alimentare le aspirazioni del Cremlino in Libia: &#8220;<strong>Mosca ama tutte queste distrazioni</strong> &#8211; ha dichiarato senza mezzi termini l&#8217;analista &#8211; Ciò aiuta a capire perché la Russia ha già compiuto progressi straordinari in Libia e in altri paesi africani negli ultimi mesi&#8221;. Da qui, una previsione: &#8220;Forse gli Stati Uniti si sveglieranno presto &#8211; ha concluso Harchaui &#8211; ma sarà difficile tornare indietro su gran parte di ciò che Putin ha realizzato&#8221;. Una cosa è certa: il braccio di ferro tra Casa Bianca e Cremlino ha anche nel territorio libico uno dei suoi principali teatri. </p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/harchaui-lo-scontro-tra-usa-e-russia-riguarda-anche-la-libia.html">Harcaui: &#8220;Usa e Russia si combattono anche in Libia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;accordo sui migranti tra Libia e Tunisia: cosa può cambiare</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/l-accordo-sui-migranti-tra-libia-e-tunisia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 17:07:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tripoli e Tunisi per la prima volta hanno trovato un'intesa sulla gestione dei migranti, ma rimangono le incognite politiche e sulla sicurezza</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/l-accordo-sui-migranti-tra-libia-e-tunisia.html">L&#8217;accordo sui migranti tra Libia e Tunisia: cosa può cambiare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Tripoli</strong> e <strong>Tunisi</strong> nello scorso mese di agosto hanno stretto un <strong>accordo</strong> volto a ospitare all&#8217;interno dei propri territori i <strong>migranti </strong>bloccati nel deserto. Si tratta di un primo segnale di <strong>collaborazione</strong> tra libici e tunisini, arrivato<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/lallarme-frontex-flussi-migratori-destinati-ad-aumentare-2205211.html"> nell&#8217;estate più torrida sul fronte migratorio.</a> In migliaia sono partiti dal nord Africa verso l&#8217;Italia, così come in migliaia hanno attraversato i porosi confini libico-tunisini per provare a partire da <strong>Sfax</strong> e da altre città del sud della Tunisia. Circostanza quest&#8217;ultima che ha provocato le ire del presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kais-saied-il-nuovo-uomo-forte-della-tunisia.html">Kais Saied</a> e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/tunisia-violenti-scontri-cittadini-e-migranti-sub-sahariani-2177383.html">scontri nella stessa città di Sfax tra tunisini e migranti. </a></p>



<p>L&#8217;accordo tra i due Paesi nordafricani ha messo fine alla permanenza nel deserto di centinaia di persone, bloccate dopo il giro di vite anti immigrazione dello stesso Saied. Ma non ha cancellato le <strong>incognite</strong> che gravano su entrambi i governi. Al momento infatti, si sta continuando a partire soprattutto dalla Tunisia. Inoltre, molte organizzazioni hanno espresso dubbi sul rispetto dei <strong>diritti</strong> per i migranti presi in carico grazie all&#8217;accordo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa prevede l&#8217;intesa</h2>



<p>Sia Tripoli che Tunisi nel corso dell&#8217;estate sono state raggiunte da numerose critiche e<strong> pressioni internazionali </strong>pere la gestione dei flussi migratori. E, in particolare, per consentire di fatto la formazione di numerosi gruppi di migranti sperduti nel deserto, in vere e proprie terre di nessuno. Gente lasciata allo sbaraglio, convinta probabilmente dalle organizzazioni criminali a oltrepassare il confine libico-tunisino e respinta dalla polizia tunisina. </p>



<p>Una pratica purtroppo non inedita. Per la verità è da anni che si registrano simili episodi,  ma raramente un contesto del genere ha riguardato la Tunisia. Il giro di vite imposto da Kais Saied, anche alla luce degli scontri avvenuti a luglio a Sfax, ha determinato il <strong>respingimento</strong> tra le dune del Sahara di centinaia di migranti. </p>



<p>Da qui l&#8217;intesa tra Tunisi e Tripoli volta soprattutto a spegnere le critiche internazionali. &#8220;Abbiamo concordato di condividere la gestione dei migranti al confine &#8211; ha dichiarato il 10 agosto scorso ai media locali il portavoce del ministero dell&#8217;Interno tunisino, <strong>Faker Bouzghaya</strong> &#8211; la riunione con le autorità libiche si è conclusa positivamente&#8221;. Secondo l&#8217;accordo, Tunisia e Libia si faranno carico di almeno 300 persone respinte e bloccate nel deserto. In particolare, Tunisi ospiterà 76 uomini, 42 donne e otto bambini. Tutti gli altri invece torneranno in territorio libico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le incognite </h2>



<p>In poche parole, l&#8217;accordo tra i due Paesi nordafricani altro non è che una <strong>redistribuzione</strong> di migranti irregolari. Il fatto che i due governi si siano mossi per giungere a un&#8217;intesa ha senza dubbio dei risvolti positivi. In primis perché le pressioni internazionali hanno sortito l&#8217;effetto di evitare il ripetersi della macabra pratica di abbandonare i migranti al proprio destino nel deserto. In secondo luogo, perché sotto il profilo politico Tunisia e Libia per la prima volta hanno deciso di <strong>dialogare</strong> e giungere a una comune intesa sulla <strong>gestione</strong> del flusso migratorio. Un precedente che potrebbe non rimanere isolato. </p>



<p>Le incognite però non mancano. A partire dal <strong>destino</strong> che sarà riservato ai migranti presi in carico. Molte organizzazioni internazionali hanno palesato l&#8217;ipotesi di un ritorno, per le persone rientrate in Libia, nelle carceri o nei campi gestiti dai trafficanti. In Tunisia invece, considerando l&#8217;attivismo delle organizzazioni criminali che ha garantito l&#8217;arrivo in Italia di migliaia di migranti, il rischio è quello che le famiglie prese in carico possano poi finire nuovamente tra le grinfie di chi vuole lucrare sui viaggi della speranza. </p>



<p>Non solo, ma tornando al discorso prettamente politico, occorre chiedersi se il cambio di passo apparente  tra Tunisi e Tripoli possa poi corrispondere a un attivismo anche sul fronte della lotta ai trafficanti e della collaborazione con Italia ed Europa per ridimensionare i flussi. <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-il-governo-di-tripoli-adesso-bombarda-i-trafficanti.html">La Libia nei mesi scorsi ha bombardato alcune basi usate dai trafficanti</a>, ma le organizzazioni ancora appaiono ben radicate. A preoccupare di più è la Tunisia: qui i criminali sono riusciti a fruttare la poca distanza con Lampedusa per incrementare i loro affari negli ultimi mesi, con il governo al momento inerme o impotente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/l-accordo-sui-migranti-tra-libia-e-tunisia.html">L&#8217;accordo sui migranti tra Libia e Tunisia: cosa può cambiare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Caos in Libia, proteste e tensione a Tripoli: cos&#8217;è successo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caos-in-libia-proteste-e-tensione-a-tripoli-cose-successo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 15:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-scaled-600x359.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-1024x613.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-768x460.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-1536x920.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-2048x1227.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le notizie di un incontro tra i ministri degli Esteri di Libia e Israele hanno creato disordini e violenze a Tripoli e non solo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caos-in-libia-proteste-e-tensione-a-tripoli-cose-successo.html">Caos in Libia, proteste e tensione a Tripoli: cos&#8217;è successo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-scaled-600x359.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-1024x613.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-768x460.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-1536x920.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/libia-2048x1227.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-perche-degli-scontri-a-tripoli-e-cosa-rischia-l-italia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gli scontri dei giorni scorsi</a>, a <strong>Tripoli</strong> è di nuovo <strong>tensione</strong>. Questa volta però la capitale libica non è scossa dagli ennesimi confronti tra due o più diverse fazioni che si contendono il territorio. Al contrario, barricate e disordini hanno fatto la loro comparsa per le strade dopo la diffusione della notizia relativa a un <strong>incontro</strong> tra il ministro degli Esteri libico,<strong> Najla Mangoush</strong>, e l&#8217;omologo israeliano<strong> Eli Cohen</strong>. Un vertice quest&#8217;ultimo tenuto a <strong>Roma</strong> lo scorso 23 agosto e che, almeno nelle intenzioni iniziali, doveva rimanere segreto. Diversi gruppi di manifestanti hanno così iniziato ad assaltare sia le zone governative, così come l&#8217;abitazione privata della stessa Mangoush. Le violenze sono andate avanti anche a <strong>Misurata</strong>, dove le forze di sicurezza locali sono riuscite a sventare soltanto all&#8217;ultimo un assalto contro l&#8217;abitazione del premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abdul Hamid Ddeibah</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incontro della discordia</h2>



<p>I dettagli sono trapelati nei giorni scorsi in primis sui media israeliani. Si è trattato di i<strong>ndiscrezioni ufficiose </strong>che, con il passare delle ore, sul finire della scorsa settimana hanno trovato diverse conferme. In particolare, Majla Mangoush il 23 agosto sarebbe atterrata a Roma per alcuni incontri informali e non ufficiali. In pochi sapevano della sua presenza nella nostra capitale. Qui però non ha visto soltanto le autorità italiane. Nella sua agenda c&#8217;era anche un vertice con Eli Cohen, il responsabile della diplomazia israeliana nell&#8217;esecutivo guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Benjamin Netanayahu. </a></p>



<p>Un incontro del genere non poteva certo avere un rango di ufficialità. Tra Libia e Israele non ci sono mai stati normali rapporti diplomatici. Soltanto Egitto e Marocco, nel contesto nordafricano, intrattengono relazioni con lo Stato ebraico. Il rais <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Muammar Gheddafi</a>, quando era a capo della jammahiriya libica, è sempre stato uno dei leader arabi più contrari alle normalizzazioni dei rapporti con Israele e uno dei più importanti sostenitori della causa palestinese. Per questo il vertice era destinato a rimanere segreto. Tuttavia l&#8217;incontro romano è stato poi reso pubblico. Forse un&#8217;incomprensione mediatica o forse un atto diplomatico studiato a tavolino. Ad ogni modo, anche in Libia la notizia di un bilaterale tra i due ministri degli Esteri si è iniziata rapidamente a diffondere. Creando, nel giro di poco tempo, un vero e proprio terremoto politico e importanti disordini in gran parte della <strong>Tripolitania</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c&#8217;è in ballo tra Libia e Israele </h2>



<p>Al momento non è ancora chiaro in che modo sia uscita la notizia. E non ci sono nemmeno importanti dettagli sui contenuti dell&#8217;incontro tra Mangoush e Cohen. Appare probabile un lavoro di <strong>mediazione</strong> portato avanti sia dall&#8217;<strong>Italia</strong> che dalla <strong>Turchia</strong>, ossia i due principali alleati del governo di Tripoli. La scelta di Roma quale sede dell&#8217;incontro non è quindi casuale e non ha riguardato unicamente aspetti logistici. </p>



<p>Sembra possibile anche un input arrivato dagli <strong>Usa</strong>. La Casa Bianca, già dall&#8217;era Trump, è impegnata nel mediare tra alcuni governi arabi e lo Stato ebraico. Circostanza che nel 2020 ha portato alla firma degli <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html">accordi di Abramo</a>, con cui Emirati e Bahrein hanno normalizzato i rapporti con Israele. All&#8217;elenco si è poi aggiunto anche il Marocco. Lecito quindi pensare che suggerimenti in tal senso siano arrivati a Tripoli.</p>



<p>Del resto in Libia sono diverse le questioni aperte. Dal <strong>petrolio</strong> al <strong>gas</strong>, passando poi per i dossier relativi a <strong>sicurezza</strong> e lotta al <strong>terrorismo</strong>, sono molti i fronti che interessano il governo israeliano. I tentativi di avvicinamento però sono saltati fuori. E ora a Tripoli si teme nuovamente il caos. Diversi gruppi di manifestanti non hanno digerito il vertice tra i due ministri. In difficoltà lo stesso premier Ddeibah, il quale per il momento si è limitato a una sospensione di Mangoush e alla promessa dell&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Mangoush rifugiata in Turchia</h2>



<p>La diretta interessata, ossia la titolare del ministero degli Esteri libico, non ha potuto fare rientro nel suo ufficio. E nemmeno nella sua città. Mangoush attualmente si troverebbe a <strong>Istanbul</strong>, tutelata dalle autorità turche. L&#8217;assalto alla sua abitazione privata vale come un campanello d&#8217;allarme fin troppo evidente per l&#8217;incolumità del ministro. Anche la scelta di andare in Turchia potrebbe non essere casuale. Dopo l&#8217;esplosione delle violenze in Libia, per la titolare della diplomazia di Tripoli dirigersi ad Ankara ha rappresentato forse la scelta più ovvia. Nell&#8217;attesa di capire quale sarà la situazione nei prossimi giorni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa potrebbe accadere adesso </h2>



<p>Come detto, Ddeibah ha in qualche modo preso le distanze da Najla Mangoush. La sospensione del ministro e l&#8217;apertura dell&#8217;inchiesta, suggeriscono un tentativo da parte del premier di far passare il vertice come un&#8217;iniziativa estranea al suo governo. A Tripoli però nessuno crede a una totale distanza tra Ddeibah e l&#8217;incontro di Roma. La posizione dell&#8217;attuale capo dell&#8217;esecutivo libico è quindi sempre più precaria. Le notizie sul vertice segreto fanno seguito alle pressioni, giunte da Usa e Onu, a favore della creazione di un nuovo governo di unità nazionale capace di traghettare la Libia al voto. </p>



<p>I disordini di queste ore potrebbero dare un&#8217;importante spallata alle velleità di Ddeibah di rimanere al potere. Nel frattempo, le forze di sicurezza locali temono altri scontri. L&#8217;ira per l&#8217;incontro ai massimi vertici tenuto con rappresentanti israeliani potrebbe sfociare in ulteriori gravi episodi di guerriglia urbana. Con tutte le conseguenze del caso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caos-in-libia-proteste-e-tensione-a-tripoli-cose-successo.html">Caos in Libia, proteste e tensione a Tripoli: cos&#8217;è successo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuovi scontri a Tripoli. Cosa rischia davvero l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-perche-degli-scontri-a-tripoli-e-cosa-rischia-l-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230605180028564_8655de40c421ce3d0d5644f656573eef-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rischi di un'ulteriore destabilizzazione del quadro libico, dopo i recenti scontri di Tripoli, coinvolgono anche la diplomazia italiana</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-perche-degli-scontri-a-tripoli-e-cosa-rischia-l-italia.html">Nuovi scontri a Tripoli. Cosa rischia davvero l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Anche in una città come <strong>Tripoli</strong>, abituata da più di un decennio <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">alla guerra e a continui periodi di instabilità</a>, piangere 55 vittime a causa degli scontri ha rappresentato un duro impatto con la realtà. La scorsa settimana, nelle aree circostanti l&#8217;aeroporto di <strong>Mitiga</strong> (l&#8217;unico funzionante nella capitale libica) si è combattuto strada per strada tra due fazioni: da una parte la forza di deterrenza nota con il nome di &#8220;<strong>Rada</strong>&#8220;, dall&#8217;altra la <strong>Brigata 444</strong>. Il numero di morti è stato il più alto a Tripoli dal 2020, da quando cioè è terminata la battaglia lanciata dal<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html"> generale Haftar</a> per la conquista della città. </p>



<p>Anche per questo è subito intervenuta una <strong>mediazione</strong>, curata sia a livello politico che tribale. Ma gli strascichi di quanto accaduto non mancheranno di far sentire i propri effetti già nei prossimi giorni. Sia a livello interno che internazionale. Con l&#8217;<strong>Italia</strong> che guarda da spettatrice molto interessata: sono in ballo infatti gli sforzi diplomatici effettuati dal governo negli ultimi mesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scontri della scorsa settimana </h2>



<p>L&#8217;aeroporto di Mitiga rappresenta l&#8217;unico vero accesso da o verso Tripoli. Spostarsi lungo la strada litoranea dalla Tunisia o da Misurata è molto rischioso, l&#8217;altro grande scalo della capitale, quello situato nell&#8217;area di <strong>Qasr Bin Gashir</strong>, è andato distrutto durante gli scontri del 2014. Controllare Mitiga vuol dire quindi mettere le mani sulla porta di ingresso più importante della Libia. La delicatezza dell&#8217;area è sottolineata anche dai frequenti scontri che hanno interessato lo scalo negli anni passati. Sono molte le <strong>fazioni</strong> in lotta per contendersi la zona. </p>



<p>La Rada, la forza di deterrenza alle dirette dipendenze del ministero dell&#8217;Interno, è quella ufficialmente incaricata di sorvegliare l&#8217;area. Anche se si tratta di un insieme di ex milizie assorbite poco meno di un decennio fa per dar vita a una forza fedele al governo, dalla loro hanno armi, equipaggiamenti e appoggio da parte del ministero. Ci sono però anche altre forze armate in grado di rivendicare il controllo su parte del territorio. Tra queste, la Brigata 444. </p>



<p>Nel giorno di ferragosto, la Rada ha arrestato proprio il comandante della 444, ossia il colonnello <strong>Mahmoud Hamza</strong>. Una mossa che ha contribuito a scoperchiare il vaso di Pandora della capitale libica. La reazione della Brigata è stata furiosa, la contro risposta della Rada non è stata da meno. Per almeno 24 ore Tripoli, e soprattutto i quartieri vicino l&#8217;aeroporto di Mitiga, è rimasta ostaggio degli scontri. Più di cento i feriti soccorsi negli ospedali più vicini, tra questi anche dei civili costretti a rintanarsi repentinamente in casa. E, ad oggi, almeno 55 le vittime. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una calma apparente </h2>



<p>Per fermare il nuovo pesante bagno di sangue, sono intervenute altre fazioni spinte dalla necessità di non veder ulteriormente deteriorata la situazione a Tripoli. A muoversi,<a href="https://www.agenzianova.com/news/libia-fonti-nova-profonda-preoccupazione-del-consiglio-di-sicurezza-dellonu-per-gli-scontri-a-tripoli/"> come raccontato da <em>AgenziaNova</em></a>, sono stati anche membri del governo guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html">Abdul Hamid Ddeibah</a> e rappresentati del capo di stato maggiore. Il cessate il fuoco tra Rada e Brigata 444 si è avuto dopo la consegna, ad opera della forza di deterrenza del ministero dell&#8217;Interno, di Mahmoud Hamza all&#8217;Agenzia per il sostegno alla stabilità. Quest&#8217;ultima è un&#8217;agenzia considerata neutrale e sorta proprio per dirimere i contrasti tra le varie fazioni. </p>



<p>Finiti gli scontri, a Tripoli non sono stati avvertiti altri rumori di arma da fuoco. Le violenze per il momento sono terminate. La <strong>calma</strong> è però solo apparente. La scia di sangue ha lasciato dietro di sé molte tensioni non del tutto arginate. Lo spettro di nuovi scontri e nuovi combattimenti urbani non è stato definitivamente allontanato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio di un nuovo periodo di instabilità </h2>



<p>Anche l&#8217;Onu ha espresso le sue preoccupazioni per i recenti fatti in Libia. Il Consiglio di Sicurezza il 22 agosto si è riunito proprio per esaminare il dossier, alla luce degli scontri a Tripoli. Un ulteriore segno di come i timori per un&#8217;ulteriore destabilizzazione coinvolgono diversi attori internazionali. A partire dall&#8217;Italia. Il nostro Paese negli ultimi mesi ha attuato molti <strong>sforzi diplomatici</strong> puntando su un rapporto ben consolidato con il governo di Ddeibah. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/intesa-su-migranti-ed-energia-terminato-lincontro-meloni-e-2163308.html">Un rapporto che ha portato alla firma di diversi accordi</a>, sia economici che di sicurezza. Con un occhio, su quest&#8217;ultimo aspetto, alla difficile situazione sul fronte migratorio.</p>



<p>In caso di ulteriore destabilizzazione della situazione a Tripoli, Roma potrebbe temere una parziale messa in discussione dei patti siglati di recente. Una minore presa dell&#8217;attuale governo libico sulla capitale, renderebbe precari gli equilibri politici nati lungo le due sponde del Mediterraneo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressione su Ddeibah? </h2>



<p>Eppure apparentemente, subito dopo gli scontri, qualcosa si è mosso. Martedì è arrivato l&#8217;annuncio dell&#8217;unificazione della <strong>Banca Centrale libica</strong>, divisa fino a oggi tra quella stanziata a Tripoli e quella invece con sede nell&#8217;est del Paese e quindi nella regione controllata dal generale Haftar. Mercoledì invece <strong>Usa</strong> e <strong>Onu</strong> hanno espresso il proprio parere favorevole alla creazione di un nuovo governo di unità nazionale, capace di portare il Paese al voto. </p>



<p>Sembrerebbero segnali positivi per un nuovo cammino verso la stabilità, ma che al tempo stesso potrebbero celare la volontà di diversi attori internazionali di archiviare l&#8217;esperienza del governo Ddeibah. Circostanza quest&#8217;ultima che potrebbe scatenare ulteriori reazioni, specialmente da parte delle forze più vicine all&#8217;attuale premier. </p>
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		<title>Prove di dialogo in Libia: giallo sulla visita del generale Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/prove-di-dialogo-in-libia-haftar-rinvia-la-visita-a-tripoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022081416115854_736e95df48d0f5527a0a5af71f9170b4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Annunciata e poi smentita la visita di Haftar a Tripoli: l'appuntamento però sembra essere solo rinviato, tra le parti continua il dialogo</p>
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<p>Nessun aereo è decollato dalla base di Al Rajma alla volta di <strong>Tripoli</strong>. Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">generale Haftar</a>, contrariamente a quanto annunciato nella giornata di lunedì, non si è mosso dal suo quartier generale alle porte di <strong>Bengasi</strong> per visitare la capitale libica. Ma il fatto stesso che sia stata ventilata la possibilità di una visita dell&#8217;uomo forte della Cirenaica nell&#8217;ovest del Paese appare, in previsione futura, molto significativo. Una presenza di Haftar a Tripoli non è più un <strong>tabù</strong>. È questo forse il principale segno di un <strong>dialogo</strong> avviato tra lo stesso generale, il quale con il suo<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cos-e-il-libyan-national-army.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Libyan National Army</a> (Lna) controlla l&#8217;est della Libia, e il premier<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html"> Abdul Hamid Ddeibah</a>, ramificato invece in <strong>Tripolitania</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dialogo tra Ddeibah e Haftar </h2>



<p>Gli ultimi scontri di un certo peso a Tripoli sono stati registrati nello scorso mese di agosto. In quell&#8217;occasione, le forze fedeli a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fathi-bashagha.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fathi Bashaga</a>, a capo di un governo designato unicamente dalla Camera dei Rappresentanti e non riconosciuto né a Tripoli e né all&#8217;estero, hanno provato un <strong>colpo di mano</strong> contro l&#8217;attuale premier Abdul Hamid Ddeibah. L&#8217;operazione non è riuscita e, da allora, oltre al consolidamento del potere di Ddeibah si è assistito all&#8217;instaurazione di un periodo di relativa calma nel Paese. </p>



<p>Bashaga è stato infatti gradualmente emarginato dalla vita politica e definitivamente &#8220;posato&#8221; dalla stessa Camera dei Rappresentanti. Fallito il suo tentativo di prendere la capitale con la forza, i vari attori dell&#8217;est della Libia hanno preferito percorrere altre vie. Lo stesso Haftar ha evitato di schierarsi durante gli scontri di agosto. E il suo è progressivamente diventato un ruolo diverso rispetto al passato, più improntato alla <strong>moderazione</strong> e meno invece all&#8217;azione militare. Tanto Ddeibah quanto Haftar hanno intuito, molto probabilmente, l&#8217;importanza di evitare ulteriori disordini e iniziare una fase di &#8220;<strong>congelamento</strong>&#8221; del conflitto. </p>



<p>E questo sia per <strong>interessi interni</strong> che <strong>internazionali</strong>. A livello interno, il premier libico e il generale sono ben consapevoli del fatto che nessuna delle forze sul campo è in grado di prevalere sull&#8217;altra. Di conseguenza, appare inutile avventurarsi in nuove battaglie potenzialmente inconcludenti. Sotto il profilo internazionale invece, <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-allarme-wagner-cosa-succede-in-libia.html">c&#8217;è il profondo interesse degli Stati Uniti ad assistere a una riunificazione delle istituzioni libiche </a>e a una nuova stabilizzazione del Paese. Washington è tornata non a caso a essere molto attiva nel dossier. A gennaio il capo della Cia <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/chi-e-william-burns-il-direttore-della-cia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">William Burns</a> ha incontrato sia Ddeibah che Haftar durante una visita lampo tra Tripoli e Bengasi. L&#8217;interesse Usa nasce dalla volontà di contenere l&#8217;influenza della <strong>Russia</strong>, presente con la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html">Wagner</a> nell&#8217;est della Libia. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war.jpg" alt="" class="wp-image-400412" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I nodi della discordia </h2>



<p>La consapevolezza del premier libico e del generale della Cirenaica dell&#8217;importanza di tenere congelato il conflitto, ha portato alla nascita di un dialogo tra Tripoli e Bengasi. Per questo non ha suscitato ampia sorpresa l&#8217;annuncio, rivelato dall&#8217;<em>Independent Arabia</em>, di un&#8217;imminente <strong>visita</strong> di Haftar nell&#8217;ovest della Libia. La smentita quasi immediata non ha scalfito più di tanto le posizioni. Forse è semplicemente ancora presto per vedere il generale a colloquio diretto con Ddeibah. Ciò non toglie però che tra le parti i discorsi proseguano. </p>



<p>Il capo dell&#8217;esecutivo e il leader dell&#8217;Lna sono d&#8217;accordo su due principi fondamentali: la Libia deve tornare ad avere un <strong>governo unitario</strong> e il Paese deve tornare quanto prima al <strong>voto</strong>. Ci sono però dei nodi intricati da sciogliere. Il primo riguarda la formazione di un nuovo esecutivo: Haftar è disposto a inviare propri uomini a Tripoli all&#8217;interno della compagine governativa, ma secondo il generale tutto deve avvenire dopo le <strong>dimissioni</strong> di Ddeibah. &#8220;Occorre accelerare &#8211; ha dichiarato Haftar in una nota ripresa da <em>AgenziaNova</em> &#8211; la formazione di un governo tecnico per supervisionare le elezioni&#8221;. </p>



<p>Ddeibah invece è restio a lasciare lo scettro. Il premier da agosto in poi ha rafforzato il proprio potere e la propria posizione. Pochi giorni fa ha anche lanciato operazioni militari, <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-il-governo-di-tripoli-adesso-bombarda-i-trafficanti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con tanto di raid effettuati con l&#8217;ausilio di droni</a>, contro trafficanti, contrabbandieri e scafisti. Per l&#8217;attuale capo dell&#8217;esecutivo, lasciare adesso il posto darebbe spazio a un nuovo periodo di destabilizzazione. Forse, come sottolineato proprio su AgenziaNova, un <strong>compromesso</strong> potrebbe essere dato da un più semplice <strong>rimpasto</strong> all&#8217;interno dell&#8217;attuale governo. </p>



<p>C&#8217;è poi il <strong>nodo elezioni</strong>. Sia la Camera dei Rappresentanti insediata nell&#8217;est che l&#8217;Alto Consiglio di Stato insediato a Tripoli, nei giorni scorsi hanno approvato alcuni emendamenti alla futura legge elettorale. Inoltre un comitato composto da sei rappresentanti per parte dei due parlamenti, in Marocco sta elaborando due disegni di legge per l&#8217;elezione del capo dello Stato e per quella della futura assemblea legislativa. Al momento però non sono giunte chiare fumate bianche dagli incontri. Sussistono divisioni sulle modalità di svolgimento delle elezioni e sui regolamenti per le candidature. Nodi non semplici da sciogliere in tempi brevi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia guarda interessata </h2>



<p>L&#8217;incontro tra Ddeibah e Haftar potrebbe comunque essere solo un <strong>appuntamento rimandato</strong>. Il dialogo tra le parti sta proseguendo, seppur con tempistiche per il momento poco certe. Un eventuale accordo tra i due vedrebbe l&#8217;<strong>Italia</strong> più che favorevole. La stabilizzazione della Libia è uno dei principali obiettivi della nostra diplomazia. </p>



<p>Un discorso che vale sia per l&#8217;attuale governo che per i precedenti. Assistere a un congelamento del conflitto e a un percorso politico governato dai due principali attori libici, è quindi un ottimo segnale per Roma. Da Palazzo Chigi e dalla Farnesina si osserva con attenzione l&#8217;attuale fase libica, in attesa di eventuali future novità. </p>
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		<title>Scatta l&#8217;operazione militare anti scafisti: bombe sulle coste della Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-il-governo-di-tripoli-adesso-bombarda-i-trafficanti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Svolta in Libia: per la prima volta il governo di Tripoli ha bombardato le basi dei trafficanti di esseri umani </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-il-governo-di-tripoli-adesso-bombarda-i-trafficanti.html">Scatta l&#8217;operazione militare anti scafisti: bombe sulle coste della Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230401185813122_3ed389a3838937e5b061b8ebf7dea2ea-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Piovono bombe contro i trafficanti di esseri umani davanti alle coste dell’Italia. A sganciarle sono i&nbsp;<strong>droni&nbsp;</strong>da combattimento lanciati su ordine di&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abdulhamid&nbsp;Dbeibah</a>, che è insieme premier e ministro della Difesa del Governo di unità nazionale (Gun) della&nbsp;<strong>Libia</strong>, l’organo esecutivo riconosciuto dalle Nazioni Unite con sede a Tripoli e sostenuto in primis dalla&nbsp;<strong>Turchia&nbsp;</strong>e dall&#8217;Italia. La Cirenaica dominata da&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Khalifa Haftar</a>, il “feldmaresciallo” ricevuto a palazzo Chigi il 4 maggio da<strong> Giorgia Meloni</strong>, comincia a riprendersi i barconi carichi di migranti: almeno 500 persone sono state respinte a Bengasi il 26 maggio.</p>



<p> Secondo i dati del Viminale pubblicati da “<a href="https://www.agenzianova.com/news/maltempo-e-retate-della-polizia-perche-sono-rallentati-i-flussi-di-migranti-dalla-tunisia-allitalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenzia Nova</a>”, da inizio anno fino al 19 maggio scorso dalla Tripolitania di Dbeibah sono arrivati in&nbsp;<strong>Italia</strong>&nbsp;almeno 8.220&nbsp;<strong>migranti</strong>; dalla Cirenaica di Haftar sono sbarcate almeno 10.787 persone. Tante, troppe, anche se meno rispetto alle 25.134 partite della&nbsp;<strong>Tunisia</strong>. Ora, forse, qualcosa sta cambiando nell’ex Jamahiriya del defunto&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Muammar Gheddafi</a>, anche grazie al rinnovato attivismo dell’Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’operazione militare a Zawiya</h2>



<p>Il ministero della Difesa di Tripoli ha dichiarato&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=599121025664330&amp;set=a.283795843863518" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conclusa</a>&nbsp;la “prima fase” di una&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=596577879251978&amp;set=a.283795843863518" target="_blank" rel="noreferrer noopener">operazione militare</a>&nbsp;lanciata nell’area di&nbsp;<strong>Zawiya&nbsp;</strong>(50 chilometri a ovest della capitale) contro &#8220;i nascondigli dei contrabbandieri di carburante, dei trafficanti di droga e dell&#8217;immigrazione clandestina&#8221;. Il bilancio per ora è di&nbsp;<strong>sette</strong>&nbsp;imbarcazioni distrutte; sei magazzini di&nbsp;<strong>droga</strong>, armi e attrezzature utilizzate da bande criminali colpiti; nove cisterne usate per contrabbandare&nbsp;<strong>carburante</strong>&nbsp;all&#8217;estero messe fuori uso. Una “seconda fase” della stessa operazione militare è in corso.&nbsp;</p>



<p>Gli oppositori del governo di Tripoli accusano Dbeibah di usare i letali droni turchi <strong>Bayraktar TB2</strong> contro i suoi rivali politici. In effetti, i bombardamenti hanno colpito soprattutto il clan&nbsp;<strong>Buzriba</strong>, che annovera tra le sue fila un deputato (Ali Buzriba), un capo milizia (Hassan Buzriba) e un ministro (Issam&nbsp;Issam) collegati al cosiddetto Governo di stabilità nazionale (Gsn), l’esecutivo parallelo non riconosciuto della Cirenaica, provando almeno&nbsp;<a href="https://www.africanews.com/2023/05/29/libya-at-least-two-dead-in-drone-strikes/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">due morti</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623&amp;_gl=1*1xpe12j*_ga*OTMyOTI0MDA0LjE2NDg0NjIxNzA.*_ga_N875FNGMRC*MTY4NTYwNTE0Mi45NjguMS4xNjg1NjA1MTYxLjAuMC4w&amp;_ga=2.187133608.1268711595.1685139648-932924004.1648462170" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png" alt="" class="wp-image-398022" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra tra bande rivali</h2>



<p>Da tempo&nbsp;<strong>Zawiya</strong>, quarta città della Libia con oltre 200 mila abitanti, era al centro di una feroce disputa tra bande armate rivali, con morti e feriti anche tra la popolazione civile, per le ghiotte entrate della raffineria petrolifera locale e del sempre redditizio traffico di esseri umani. Basta citare un nome su tutti: Abd al Rahman Milad, ufficiale della Guardia costiera libica meglio noto come “<strong>Bija</strong>”, accusato di traffico di esseri umani, carburante e di aver commesso crimini contro i migranti. Lo strapotere delle milizie e dei gruppi criminali, che sfruttano i migranti subsahariani come schiavi, aveva portato la popolazione a scendere in piazza per&nbsp;<a href="https://libyaobserver.ly/news/al-zawiya-declares-civil-disobedience-after-public-protests" target="_blank" rel="noreferrer noopener">manifestare&nbsp;</a>la propria indignazione.</p>



<p> Il governo di Tripoli ha prima inviato il suo militare migliore, il&nbsp;<a href="https://lana.gov.ly/post.php?lang=en&amp;id=238260" target="_blank" rel="noreferrer noopener">generale</a>&nbsp;Mohamed Haddad, peraltro&nbsp;<a href="https://www.agenzianova.com/news/il-capo-di-stato-maggiore-di-tripoli-visita-litalia-colloqui-con-cavo-dragone-e-crosetto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricevuto</a>&nbsp;a Roma dal ministro della Difesa,&nbsp;<strong>Guido Crosetto</strong>, lo scorso 22 maggio. Ora, l’utilizzo dei droni da combattimento segna un cambio di passo radicale in questa disputa e, in generale, nella lotta contro i trafficanti di esseri umani, mentre&nbsp;il premier&nbsp;Dbeibah&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/watch/live/?extid=NS-UNK-UNK-UNK-AN_GK0T-GK1C&amp;mibextid=2Rb1fB&amp;ref=watch_permalink&amp;v=515085314028083" target="_blank" rel="noreferrer noopener">atteso</a>&nbsp;in visita in Italia il mese di giugno &#8211; mostra i muscoli e invia un forte segnale di leadership all’interno del Paese (e non solo).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Svolta anche nell&#8217;est della Libia</h2>



<p>Le novità dalla Libia in questi giorni non sono arrivate soltanto dalla Tripolitania. Sul fronte migratorio infatti qualcosa ha iniziato a muoversi anche nell&#8217;est del Paese. In particolare, un peschereccio con almeno 500 migranti a bordo è stato bloccato a largo della <strong>Cirenaica</strong> e ha fatto ritorno a <strong>Bengasi</strong>. È la prima volta che accade da quando, da almeno un anno a questa parte, anche le coste controllate da Haftar sono diventate punto di partenza per i flussi migratori diretti in Italia. Lo ha sottolineato su <em>Twitter</em> anche l&#8217;analista <strong>Claudia Gazzini</strong>, la quale ha attribuito l&#8217;operazione di rientro del barcone alle forze dell&#8217;Lna, l&#8217;esercito guidato da Haftar.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">First time we see LNA security forces (or affiliates) reportedly returning a boat full of migrants to eastern Libya, where they had embarked from days earlier. Context: after a spike of migrant arrivals from east 🇱🇾 to Italy, in early May 🇮🇹PM Meloni told Haftar to stop the flow. <a href="https://t.co/Trx78r6XH3">https://t.co/Trx78r6XH3</a></p>&mdash; Claudia Gazzini (@ClaudiaGazzini) <a href="https://twitter.com/ClaudiaGazzini/status/1662212221546672129?ref_src=twsrc%5Etfw">May 26, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A confermare il dietrofront dell&#8217;imbarcazione è stato anche <strong>Flavio Di Giacomo</strong> dell&#8217;Oim, l&#8217;Organizzazione Internazionale per i Migranti. Quest&#8217;ultimo ha rimarcato la pericolosità dell&#8217;operazione, visto che la Libia non è considerata un porto sicuro. Sotto il profilo prettamente politico, se le motovedette di Haftar sono uscite dal porto di Bengasi il fatto è estremamente rilevante. Dalla Cirenaica negli ultimi mesi sono partiti migliaia di migranti a bordo di ex pescherecci. Ogni viaggio ha portato lungo le nostre coste almeno 500 persone, un flusso che fino a pochi giorni fa sembrava inarrestabile. <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quel-confine-da-cui-passano-i-migranti-diretti-in-italia.html">Come ha sottolineato su InsideOver l&#8217;analista Jalel Harchaoui</a>, i trafficanti che hanno operato nell&#8217;est della Libia lo hanno fatto con l&#8217;appoggio, diretto o indiretto, di Haftar. Il generale quindi adesso sembra aver cambiato la propria posizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Haftar ha invertito la rotta</h2>



<p>La svolta in Cirenaica è avvenuta a pochi giorni dalla visita tenuta dallo stesso generale a Roma. Qui Haftar <a href="https://it.insideover.com/politica/le-svolte-nel-dossier-libico-dopo-la-visita-di-haftar-a-roma.html">ha incontrato il presidente del consiglio Giorgia Meloni</a>. Dal vertice sono uscite poche indiscrezioni, anche perché l&#8217;Italia non riconosce le autorità attorno cui gravita il generale e il bilaterale non poteva avere quindi l&#8217;aurea dell&#8217;ufficialità. Ma è chiaro che il tema immigrazione è stato affrontato e discusso.</p>



<p>Non è detto però che quel colloquio possa essere bastato per indirizzare Haftar contro i trafficanti. Nei corridoi diplomatici a nessuno è sfuggito il fatto che, proprio nelle ultime settimane, l&#8217;Italia ha avuto un ulteriore avvicinamento all&#8217;<strong>Egitto</strong>. I due governi hanno avviato confronti ancora più serrati, specialmente sul fronte economico ed energetico. </p>



<p>Lo dimostra, tra le altre cose, anche la nomina a marzo del nuovo ambasciatore egiziano a Roma: si tratta di <strong>Bassam Rady</strong>, ex portavoce del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">presidente Al Sisi</a> e fedelissimo quindi del capo dello Stato egiziano. Al Sisi è uno dei principali alleati di Haftar ed esercita molta influenza sulla Cirenaica. È lecito pensare quindi che proprio l&#8217;interlocuzione tra Italia ed Egitto abbia contribuito alla svolta attuata dal generale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-il-governo-di-tripoli-adesso-bombarda-i-trafficanti.html">Scatta l&#8217;operazione militare anti scafisti: bombe sulle coste della Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La visita in Italia di Haftar e la svolta nel dossier libico: cosa può cambiare ora</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-svolte-nel-dossier-libico-dopo-la-visita-di-haftar-a-roma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2023 10:13:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=396205</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-scaled-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-2048x1316.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Libia è un mosaico molto delicato e dagli equilibri piuttosto precari. Ogni tessera cambiata rischia di ribaltare completamente il quadro. Per cui non è passata inosservata la rimozione, da parte del parlamento libico stanziato nell’est, di Fathi Bashagha. Quest&#8217;ultimo era a capo del governo sostenuto proprio&#160;dal parlamento in questione. Una scatola vuota in realtà, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-svolte-nel-dossier-libico-dopo-la-visita-di-haftar-a-roma.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-svolte-nel-dossier-libico-dopo-la-visita-di-haftar-a-roma.html">La visita in Italia di Haftar e la svolta nel dossier libico: cosa può cambiare ora</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-scaled-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Khalifa-Haftar-2048x1316.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Libia</strong> è un mosaico molto delicato e dagli equilibri piuttosto precari. Ogni tessera cambiata rischia di ribaltare completamente il quadro. Per cui non è passata inosservata la rimozione, da parte del parlamento libico stanziato nell’est, di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fathi-bashagha.html"> Fathi Bashagha</a>. Quest&#8217;ultimo era a capo del governo sostenuto proprio&nbsp;dal parlamento in questione. Una <strong>scatola vuota</strong> in realtà, perché l&#8217;esecutivo non ha alcun riconoscimento internazionale. Eppure questa svolta potrebbe portare a non poche conseguenze. Ed è da valutare in tal senso anche il ruolo dell&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta del parlamento dell’est</h2>



<p>Il Paese nordafricano oramai da anni ha più governi e più parlamenti. Istituzioni figlie del caos e della frammentazione occorsa e mai risanata dopo l&#8217;uccisione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>, avvenuta nel 2011. Con le elezioni del 2012 ha preso corpo un parlamento dominato dalle fazioni vicine all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Islam politico</a>, con quelle del 2014 invece l&#8217;assise ha assunto una connotazione più laica. Nessuno dei due parlamenti, da allora, ha mai voluto cedere il passo. Tanto che a <strong>Skhirat</strong>, la città del Marocco dove nel 2015 si è trovato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cosa-sono-gli-accordi-di-skhirat.html">l’accordo che ha dato vita a una prima forma di governo unitario</a>, entrambe le camere sono state riconosciute. Quella eletta nel 2012 è stata ridenominata “Alto Consiglio di Stato”, quella eletta nel 2014 invece è stata chiamata “Camera dei Rappresentanti”.</p>



<p>Il Consiglio di Stato è rimasto stanziato a Tripoli, la Camera invece doveva insediarsi a <strong>Bengasi</strong> ma la città in quel momento era ancora sotto occupazione islamista. Per questo i deputati si sono riuniti a <strong>Tobruk</strong>, la città più orientale della Libia. Non a caso la Camera è stata vista da sempre come un&#8217;emanazione del potere della <strong>Cirenaica</strong>, la regione dell&#8217;est della Libia. E, negli anni dell&#8217;avanzata nell&#8217;area da parte del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>, è diventata il braccio politico di quest&#8217;ultimo. Nel febbraio 2022, in aperto contrasto con il governo guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdul-hamid-dbeibah.html">Ddeibah</a> a Tripoli, la Camera di Tobruk ha nominato un nuovo esecutivo. Lo scettro è andato a Fathi Bashagha, politico di Misurata a capo del ministero dell&#8217;Interno durante l&#8217;era di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>.</p>



<p>Oggi quello scettro è stato tolto. Nei giorni scorsi, è stato lo stesso parlamento a decretare la fine della breve era di Bashagha. Ufficialmente, come sottolineato su<em> Agenzia Nova</em>, la decisione è stata presa per delle<strong> accuse molto gravi</strong> rivolte allo stesso ex premier. La principale riguarda un presunto sperpero di denaro pubblico. La maggioranza dei deputati ha votato a favore della sospensione di Bashagha, al suo posto è stato nominato il ministro delle Finanze, <strong>Osama Hammad</strong>. E adesso nel mosaico libico potrebbero aprirsi molti scenari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Fathi Bashaga</h2>



<p>C&#8217;è un <strong>paradosso</strong> in questa vicenda. Bashagha già da tempo era ai margini della vita politica libica, ma la sua definitiva defenestrazione potrebbe fare rumore. E questo perché il suo nome non è certo di poco conto. Sale alla ribalta nel 2018, quando l&#8217;allora premier di Tripoli Fayez Al Sarraj lo ha nominato ministro dell&#8217;Interno. A lui è stato affidato il difficile compito di riorganizzare il sistema della <strong>sicurezza</strong> tripolino, frazionato e diviso tra milizie e bande di ogni tipo. È rimasto al fianco di Al Sarraj quando il suo governo ha subito<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html"> l&#8217;attacco del generale Haftar nell&#8217;aprile 2019</a>. Poi un passo di lato nel 2021, quando Al Sarraj ha salutato la compagnia e ha lasciato spazio ad Abdulhamid Ddeibah, l&#8217;attuale premier. Ma Bashagha non intendeva già allora abbandonare la politica. In realtà aspirava a candidarsi alle elezioni prospettate per la fine di quell&#8217;anno (e mai svolte).</p>



<p>Poi un&#8217;altra svolta. All&#8217;inizio del 2022 il parlamento di Tobruk ha ritenuto terminato il mandato di Ddeibah per via delle mancate elezioni. Ha proceduto così alla nomina, seppur tra non poche perplessità, di un nuovo premier. Ed è in questa occasione che Bashagha ha preso il testimone di capo del governo. Ma a Tripoli, Ddeibah è rimasto in sella con la Libia nuovamente caduta nella spirale di due governi che si contendono il potere.</p>



<p>Bashagha sperava forse in un riconoscimento internazionale, mai arrivato. Questo lo ha indebolito fortemente e il suo esecutivo è apparso da subito una scatola vuota. Ha provato così a sollevare Ddeibah con un golpe nell&#8217;agosto 2022: Bashagha, con dalla sua molte milizie da lui organizzate a Tripoli quando era ministro, era certo di poter entrare trionfante nella capitale libica. Il tentativo è però ben presto fallito. E così l&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno, oltre a ritrovarsi senza riconoscimento internazionale, si è ritrovato anche ai <strong>margini</strong> della vita politica libica. Nell&#8217;est del Paese, controllato da Haftar e gestito politicamente dal parlamento di Tobruk, il suo esecutivo è apparso sempre più isolato. Fino alla definitiva capitolazione dei giorni scorsi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-1.jpg" alt="" class="wp-image-396245" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-1.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-1-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-1-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-1-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia adesso per la Libia</h2>



<p>L’uscita dall’agone politico libico di un “big” come Bashagha potrebbe avere delle conseguenze positive in Libia e, chissà, portare alla nascita di un nuovo governo unitario in grado di portare stabilità. Secondo&nbsp;<strong>Jalel Harchaoui</strong>, associate fellow presso il<em> Royal United Services Institute</em>, l’ex “premier ombra” della Libia orientale era da tempo in rotta di collisione con il generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (<strong>Lna</strong>) noto in Italia per aver sequestrato per 108 giorni i pescatori di Mazara del Vallo. “Il campo di Haftar è determinato a raccogliere fondi con ogni mezzo, anche irregolare e in modo sempre più aggressivo. Bashagha era contrario a tutto questo e questo è, in parte, il motivo per cui è stato rimosso”, afferma Harchaoui a&nbsp;<em>InsideOver</em>. Ora, secondo l’esperto, l&#8217;entourage di Haftar cercherà di estendere la sua influenza “anche a Tripoli attraverso diversi canali, compresi il dialogo diretto con i leader dei gruppi armati”.</p>



<p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.agenzianova.com/news/libia-luscita-di-scena-di-bashagha-apre-spazi-di-manovra-per-un-nuovo-governo-unitario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenzia Nova</a>, sarebbero in corso “dei colloqui tra il clan Haftar e importanti funzionari di sicurezza della Tripolitania in Giordania, con la sponsorizzazione degli Emirati Arabi Uniti prima e ora anche dell’Egitto, appoggiati dagli Stati Uniti”. L’obiettivo è quello di varare un&nbsp;<strong>mega-rimpasto</strong>&nbsp;per unire il cosiddetto Governo di stabilità nazionale (Gsn) dell’est e il Governo di unità nazionale (Gun) dell’ovest. “Non sarà facile arrivare a un nuovo governo, ma certamente questi sviluppi semplificano il quadro: a ovest comanda Dabaiba, a est l’autorità de facto è Haftar, con i verdi (cioè gli ex gheddafiani) ormai parte dell’equazione e sempre più presenti nelle forze profonde del Paese. Un rimpasto nel breve termine è improbabile, ma non impossibile”, aggiungono le fonti dell&#8217;agenzia italiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E l’Italia?</h2>



<p>Sarà un caso, ma è un fatto che questi sviluppi avvengano a pochi giorni dall’<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/meloni-vede-haftar-focus-sui-migranti-2145423.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontro</a>&nbsp;di Haftar con la presidente del Consiglio dell’Italia,&nbsp;<strong>Giorgia Meloni</strong>. Nel faccia a faccia di due ore a palazzo Chigi, il generale libico è caduto più volte in contraddizione, soprattutto quando gli è stato fatto presente che la maggior parte dei migranti sbarcati in Italia dalla Libia sono partiti dalla Cirenaica. Nel colloquio, inoltre, Meloni ha spinto affinché nel Paese possano avvenire “elezioni presidenziali e parlamentari entro la fine del 2023”, come peraltro richiesto dalle Nazioni Unite.&nbsp;</p>



<p>Un colloquio, quello tra Haftar e Meloni, che è anche un pugno nello stomaco per la&nbsp;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/interni/l9ira-delleliseo-contropiede-italiano-sulla-libia-2146166.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francia</a>, che per anni ha sostenuto con finanziamenti, armi e perfino forze speciali i tentativi (tutti falliti) di Haftar di prendere il potere “manu militari”. Gli attacchi francesi contro Meloni tradiscono un crescente nervosismo di Parigi per una politica estera sempre più deludente. Diversi Paesi africani come l’Algeria, Burkina Faso, Mali, Mauritania, Repubblica Centrafricana rifiutano ormai le inferenze francesi. Perfino in Ciad, che insieme al Niger è fondamentale per l&#8217;industria nucleare francese, la presenza di Parigi è in bilico. Al contrario, l’Italia sembra assumere una sempre maggiore influenza nel Nord Africa, nel Sahel, in Africa orientale e dunque nel Mediterraneo allargato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-svolte-nel-dossier-libico-dopo-la-visita-di-haftar-a-roma.html">La visita in Italia di Haftar e la svolta nel dossier libico: cosa può cambiare ora</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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