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	<title>relazioni diplomatiche Archives - InsideOver</title>
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	<title>relazioni diplomatiche Archives - InsideOver</title>
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		<title>Afghanistan: l’Arabia Saudita prende il posto della Cina nella corsa al gas e alle risorse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 01:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="eastmed" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-1024x792.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-1536x1188.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-2048x1584.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Arabia Saudita stringe affari con l'Afghanistan per lo sviluppo energetico dopo che la Cina si chiama fuori dall'accordo con i talebani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/afghanistan-larabia-saudita-prende-il-posto-della-cina-nella-corsa-al-gas-e-alle-risorse.html">Afghanistan: l’Arabia Saudita prende il posto della Cina nella corsa al gas e alle risorse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Le <strong>risorse minerarie e idrocarburifere dell’Afghanistan</strong> per troppo tempo non sono state sfruttate nell’ambito dello sviluppo energetico, ma il Governo di Kabul adesso è pronto ad accedere ai tesori del sottosuolo facendo sponda con partner stranieri. Se dapprima <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-prova-ad-addomesticare-i-talebani.html">gli afghani hanno stretto la mano tesa loro dai cinesi</a>, ora hanno steso i tappeti rossi a un importante attore energetico del Medio Oriente: l’<strong>Arabia Saudita</strong>. Il <a href="https://pajhwok.com/2025/10/23/saudi-arabian-firm-keen-to-invest-in-afghanistans-oil-gas-sectors/">23 ottobre</a>, il ministro delle Miniere e del Petrolio, Mullah Hidayatullah Badri, e l’amministratore delegato della Saudi Delta International&nbsp; Company, Ale Saeed Al-Khayar, hanno sottoscritto un <strong>memorandum d’intesa che impegna l’azienda di Riad a investire nell’estrazione di petrolio e gas</strong> nella regione e a completare, seppur parzialmente, un’infrastruttura nevralgica per gli equilibri economico-energetici dell’Asia centro-meridionale: il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-grande-gioco-energetico-per-la-conquista-dellasia-centrale.html">gasdotto TAPI </a></strong>(Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India). Se, da una parte, tale accordo rappresenta un cambio di passo per il mercato di Kabul, dall’altra è la prima pietra per la costruzione di fondamenta solide necessarie all’avvio di una nuova stagione diplomatica e commerciale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cattedrale nel deserto: il gasdotto TAPI</h2>



<p>A parlare del TAPI si è iniziato negli anni Novanta, ma poi l’infrastruttura ha conosciuto diverse battute d’arresto e non ha ancora visto la luce. L’idea originaria consisteva nell’approvvigionare l’Asia meridionale (India e Pakistan) di gas naturale grazie alle vastissime riserve in Turkmenistan, ma l’instabilità e i conflitti che da decenni lacerano la società afghana hanno rallentato i tempi di realizzazione e fatto del progetto un vero e proprio miraggio ingegneristico e geostrategico.</p>



<p>Nonostante ciò, dei piccoli progressi sono stati compiuti. Nel 2024, <strong>il primo tratto del gasdotto è stato ultimato in Turkmenistan</strong> e il prossimo obiettivo è quello di raggiungere la città afghana di Herat. Non a caso, già ad agosto dello scorso anno, il Governo turkmeno si era detto disponibile a collaborare con Kabul per lo sviluppo dell’infrastruttura dopo alcune rimostranze a seguito del ritorno al potere dei talebani. Se le tubazioni fossero messe a terra fino a Herat, il gasdotto avrebbe un’estensione di 70 km, molto più breve rispetto a quanto concepito oltre 30 anni fa, ma dato lo stato di tensione, più o meno perenne, che scuote<a href="https://it.insideover.com/politica/trump-spiazza-tutti-propone-uno-stato-palestinese-e-media-la-tregua-tra-india-e-pakistan.html"> il confine tra Nuova Delhi e Islamabad</a> non può essere diversamente, almeno per il momento.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Sebbene l&#8217;Afghanistan non abbia ancora a regime il potenziale umano e infrastrutturale necessario, grazie agli accordi con il Turkmenistan e l’Arabia Saudita potrebbe allontanare la nuvola nera della guerra da cui, per troppo tempo, è precipitata pioggia che ha insanguinato il Paese centro-asiatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La parabola cinese&nbsp;</h2>



<p>Nel 2021, gran parte del mondo si è premurato di isolare diplomaticamente e commercialmente l’Afghanistan in segno di condanna nei confronti dei talebani. Un Paese, però, ha fatto da controcanto a tutti gli altri: la <strong>Cina</strong>. Pechino è stata tra le prime a tendere la mano a Kabul per “fare affari” e il primo accordo siglato da ambo le parti prevedeva <strong>l’estrazione di oro nero nel bacino dell’Amu Darya</strong>.&nbsp; L’azienda cinese Xinjiang Central Asia Petroleum and Gas Co., Ltd (Capeic) si era impegnata a dare forma a una partnership con il Governo afghano che implicava <strong>una vastissima produzione di barili di greggio per un quarto di secolo</strong>, oltre che l’investimento di milioni di dollari per lo sviluppo dei giacimenti.</p>



<p>Nonostante i buoni propositi, il patto si è sciolto come neve al sole.&nbsp; Kabul ha accusato Pechino di non aver onorato gli obblighi contrattuali non versando i soldi previsti nel primo triennio, mentre i cinesi hanno denunciato atteggiamenti intimidatori da parte delle autorità afghane che vanno dalla cacciata dei loro tecnici dai pozzi petroliferi fino all’impossessarsi delle attrezzature impiegate nelle estrazioni. Un dipendente della Capeic ha dichiarato a<a href="https://www.npr.org/transcripts/g-s1-85902"> NPR</a>: “La loro mentalità imprenditoriale (dei talebani, ndr) non include risultati vantaggiosi per tutti. Come un bandito che commette una rapina, pensano: se mi piace, allora è mio”.&nbsp; Dopo questo scambio infuocato di accuse, <strong>la Cina ha fatto un passo indietro mandando a monte anche le trattative riguardanti la lavorazione dei metalli preziosi</strong>, quali il litio e il rame.&nbsp;</p>



<p>Lo spazio lasciato vuoto dal Dragone potrebbe dunque essere occupato da Riad, ma siamo sicuri che quest’ultima riuscirà nell’impresa? La Cina nell’ultimo decennio ha maturato una grande esperienza nelle negoziazioni con governi di ogni tipo in relazione all’espansione della Nuova Via della Seta ma, nonostante ciò, ha riscontrato grandi difficoltà con i talebani. <strong>L’Arabia Saudita potrà incidere più agevolmente sul panorama energetico dell’Afghanistan?</strong> La prosecuzione del TAPI potrebbe suggerire di sì, ma si sa ormai che, nel mondo di oggi, l’energia è sempre più l&#8217;ago della bilancia mediante cui si ridisegnano gli equilibri diplomatici. Basta un attimo e il piatto può pendere dall’altra parte.  </p>
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		<title>L’asse India-Iran-Armenia: ambizioni globali sotto il peso delle sanzioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lasse-india-iran-armenia-ambizioni-globali-sotto-il-peso-delle-sanzioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 14:47:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-768x350.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-1536x699.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-600x273.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un tempo si diceva “tutte le strade portano a Roma”, oggi si potrebbe parafrasare che tutte le strade portano al multipolarismo. Armenia, India e Iran uniscono le forze per dare forma a un ambizioso programma infrastrutturale fatto di rotte ferroviarie, portuali ed energetiche volte a connettere una porzione notevole del continente asiatico, oltre che a&#160; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-india-iran-armenia-ambizioni-globali-sotto-il-peso-delle-sanzioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-india-iran-armenia-ambizioni-globali-sotto-il-peso-delle-sanzioni.html">L’asse India-Iran-Armenia: ambizioni globali sotto il peso delle sanzioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-768x350.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-1536x699.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251015164633964_4eb38691c3a40d4a09bb82e9458d7a98-600x273.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un tempo si diceva “tutte le strade portano a Roma”, oggi si potrebbe parafrasare che tutte le strade portano al multipolarismo. Armenia, India e Iran uniscono le forze per dare forma a un <strong>ambizioso programma infrastrutturale fatto di rotte ferroviarie, portuali ed energetiche </strong>volte a connettere una porzione notevole del continente asiatico, oltre che a&nbsp; scrivere una nuova pagina della cooperazione internazionale in un mondo con sempre più centri di comando. Le delegazioni dei tre Paesi si sono riunite a partire dall’aprile 2023 con lo scopo di mettere a fuoco <strong>le strade da percorrere insieme in ambito commerciale, economico e diplomatico per arrivare a bussare alle porte del Vecchio Continente</strong>. Una domanda sorge spontanea: assisteremo alla nascita di un nuovo polo di potere infrastrutturale in “Eurasia”&nbsp; o la <em>longa manus</em> di chi sta dall’altra parte dell’Atlantico potrebbe mettere un bastone tra le ruote?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I corridoi geostrategici</h2>



<p>Il <a href="https://economictimes.indiatimes.com/news/india/india-iran-armenia-trilateral-focus-on-deepening-cooperation-in-instc/articleshow/123786323.cms?from=mdr">9 settembre</a> scorso si sono riuniti a Teheran i rappresentanti dei Governi di Iran, India e Armenia per tratteggiare lo “stato dell’arte” rispetto agli obiettivi  definiti nel biennio precedente. Al tavolo dei lavori, però, non erano da soli, ma sedevano anche gli esponenti del mondo infrastrutturale (autorità portuali e ferroviarie) per discutere di due progetti che potrebbero ridisegnare gli equilibri dell’Asia centrale.  </p>



<p>Concepito all’inizio degli anni Duemila e più volte accantonato, l’<strong>International North-South Transport Corridor (INSTC)</strong> è l’opera a cui si guarda con più attenzione e interesse. Il programma consiste nell’edificazione di un dedalo di rotte marittime, ferroviarie e stradali estese per svariati chilometri in grado di congiungere l’altopiano indiano del Deccan alle gelide acque del Mare del Nord in Europa. Dopo anni ritardi a causa di lungaggini burocratiche e di un contesto internazionale poco propizio, l’INSTC sembra prossimo a vedere la luce dopo che Russia e Iran hanno sottoscritto un memorandum d’intesa per la costruzione della <strong>ferrovia Rasht-Astara</strong>, nel nord della Repubblica Islamica, dando concretezza a un <em>continuum</em> su rotaie tra la penisola indiana e il Mar Baltico. Un’opportunità molto ghiotta per Nuova Delhi che beneficerebbe di un accesso al Vecchio Continente senza doversi confrontare con il vicino Pakistan, dimostratosi molto ostile negli ultimi tempi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Parallelamente, l’Armenia avanza il suo <strong>“Crocevia della Pace”</strong>, un piano che punta a farne un nodo strategico tra Asia ed Europa.attraverso la  realizzazione di ferovie, oleodotti e cavi elettrici in grado di unire l’intero territorio che separa il Golfo Persico dal Mar Nero, senza coinvolgere l’Azerbaijan contro cui<a href="https://it.insideover.com/politica/la-mossa-del-cavallo-di-trump-tra-armenia-e-azerbaijan-un-messaggio-alla-russia.html"> Yeravan ha combattuto una guerra fino a non molto tempo fa</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sanzioni che incombono</h2>



<p>Quando sembra che tutto stia per andare a buon fine, bisogna ricordare che una rondine non fa primavera. Il porto iraniano di Chabahar da maggio 2024 è amministrato da una compagnia indiana e lo sarà per i prossimi 10 anni, oltre a essere di grande importanza per il completamento dell’INSTC.&nbsp;</p>



<p>Qui, però, le cose si complicano. A fine settembre gli Stati Uniti hanno revocato l’esenzione alle sanzioni che ha interessato a lungo l’infrastruttura, diventata nell&#8217;arco degli anni un importante centro nevralgico per chi voleva investire in Iran. La sospensione dell’esenzione potrebbe spianare la strada all’applicazione di ritorsioni da parte di Washington.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Senza la piena operatività di Chabahar, i tempi di realizzazione del programma rischiano di vacillare. Quel che è certo è che la posta in gioco va ben oltre gli aspetti di logistica: la triade India, Iran e Armenia segna una nuova prospettiva verso una nuova indipendenza strategica in un continente sempre più percepito come un’arena in cui fronteggiarsi per determinare le rotte commerciali ed energetiche del futuro.</p>



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		<title>Africa: la Russia usa il nucleare per conquistare il continente che ha fame di energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/africa-la-russia-usa-il-nucleare-per-conquistare-il-continente-che-ha-fame-di-energia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 13:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia atomica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="838" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025081810130655_a2f8709a88a06aed5395f6fca1831910-e1755504818109.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025081810130655_a2f8709a88a06aed5395f6fca1831910-e1755504818109.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025081810130655_a2f8709a88a06aed5395f6fca1831910-e1755504818109-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025081810130655_a2f8709a88a06aed5395f6fca1831910-e1755504818109-1024x447.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025081810130655_a2f8709a88a06aed5395f6fca1831910-e1755504818109-768x335.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025081810130655_a2f8709a88a06aed5395f6fca1831910-e1755504818109-1536x670.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_2025081810130655_a2f8709a88a06aed5395f6fca1831910-e1755504818109-600x262.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mosca ha presentato un piano relativo alle infrastrutture e tecnologie atomiche che l'Africa potrebbe usare per non rimanere più indietro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/africa-la-russia-usa-il-nucleare-per-conquistare-il-continente-che-ha-fame-di-energia.html">Africa: la Russia usa il nucleare per conquistare il continente che ha fame di energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Se in Europa politici e opinione pubblica si scontrano sull’opportunità di acquistare gas dalla Russia, Mosca non perde tempo e guarda ad altri lidi. L’Orso russo vuole costruire le proprie tane energetiche in un continente dove la domanda di elettricità è in piena espansione: <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-riavvicinamento-fra-russia-e-africa-si-e-cementato-in-contrapposizione-alloccidente.html">l’Africa</a></strong>. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e l’isolamento da parte dell’Occidente, il Governo di Vladimir Putin è alla ricerca di nuovi partner e<strong> l’offerta di fonti e tecnologie energetiche,</strong> perlopiù <a href="https://it.insideover.com/energia/i-piani-della-russia-per-dominare-il-futuro-del-nucleare.html">nucleari</a>, può rivelarsi una strategia fruttuosa per costruire un nuovo quadro di alleanze.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’offerta nucleare della Russia per l’Africa</h2>



<p>In occasione dell’<em>African Energy Week </em>2025, tenutasi a Città del Capo in Sudafrica, la russa <strong>Rosatom</strong> &#8211; gigante pubblico attivo nell’ambito dell’energia atomica &#8211; ha esposto un progetto che ha ingolosito molti leader africani e che prevede la costruzione di <strong>reattori modulari di piccole dimensioni</strong> (<em>Small Modular Reactions</em>) e di <strong>centrali nucleari galleggianti</strong>, strutture trasferibili in grado di fornire energia pulita anche nelle aree meno sviluppate del continente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Sebbene un progetto simile possa apparire avveniristico, è già divenuto realtà a latitudini decisamente più fredde. <strong>Nell’Artico Mosca ha dato forma alla centrale Akademik Lomonosov</strong>, la quale non ha propriamente caratteristiche tipiche di una comune struttura nucleare: si tratta di un reattore montato su una piattaforma navale trasportabile da una città costiera all’altra, facendo venire meno l’esigenza di edificare infrastrutture a terra.</p>



<p>Il pacchetto offerto dai russi agli africani pare che somigli molto a una scatola cinese: <strong>la Rosatom non fornisce solo tecnologia avanguardistica, ma anche formazione per i tecnici locali</strong>, supporto ingegneristico e realizzazione di centri di ricerca. Molte nazioni dell’Africa da tempo sono alle prese con tentativi volti ad uscire dall’arretratezza infrastrutturale ed energetica e quanto proposto dalla holding russa potrebbe consentire loro di abbracciare lo sviluppo grazie a un approvvigionamento elettrico stabile e continuo. Per la Russia, invece, <a href="https://it.insideover.com/politics/putins-attempts-to-penetrate-africa.html">ogni accordo firmato in Africa </a>è anche un tassello di un mosaico geopolitico più ampio che serve a guardare oltre il Vecchio Continente.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia energetica di Mosca</h2>



<p>Negli anni più recenti, <strong>Rosatom è divenuta a tutti gli effetti uno strumento diplomatico del Cremlino considerando il gran numero di accordi siglati dalla società con i Governi africani</strong>. Nell’ultimo anno, Mosca ha siglato intese con Burkina Faso, Guinea e Congo nell’ambito della produzione di energia nucleare. Andando più indietro negli anni &#8211; anche prima che il conflitto in Ucraina scoppiasse &#8211; la lista si allunga con Algeria, Etiopia, Kenya , Sudafrica e altri.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Secondo diversi analisti, la Russia ha fatto dei passi da gigante nel nucleare civile ed è consapevole di quali carte giocare per aspirare a un ruolo da leader globale grazie alla conoscenze tecniche acquisite e alle condizioni di rimborso molto vantaggiose. Per di più, l’Orso russo potrà allungare ancora di più le zampe sul continente africano a fronte della <strong>ritirata finanziaria degli Stati Uniti</strong>, dopo che il presidente Trump ha tagliato i finanziamenti ai programmi cooperativi come <em>Power Africa</em> e <em>Just Energy Transition Partnerships</em>.</p>



<p>A voler guardare, <strong>la politica commerciale del Cremlino è molto più fine</strong>: gli accordi sottoscritti hanno una validità pluriennale e legano politicamente ed economicamente i Paesi firmatari a Mosca, tenuti <em>de facto</em> a prestare fedeltà diplomatica. In un continente dove l’accesso all’elettricità resta un ostacolo allo sviluppo, la Russia è pronta a fare la sua parte facendo del nucleare&nbsp; non solo una risorsa, ma anche uno strumento di potere.</p>



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		<title>Il Vietnam sfida la Cina: nuovi atolli artificiali con arsenali e piste d&#8217;atterraggio nel Mar Cinese Meridionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-vietnam-sfida-la-cina-nuovi-atolli-artificiali-con-arsenali-e-piste-datterraggio-nel-mar-cinese-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 07:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Military Operation]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mar Cinese Meridionale (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1024x494.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-1536x741.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mar-Cinese-Meridionale-isole-Spratly-La-Presse-scaled-e1601393464920-2048x988.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hanoi edifica fortini nelle isole Spratly con una capacità apparentemente superiore a Pechino, che per ora non risponde.</p>
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<p>I mari e gli oceani sembrano sempre più determinanti per la definizione degli equilibri mondiali e il Vietnam vuole essere della partita. Secondo immagini satellitari, Hanoi sarebbe impegnata in un’imponente <strong>operazione di dragaggio e bonifica nell’arcipelago delle isole Spratly per la costruzione di atolli artificiali</strong>, tanto da fare concorrenza alla Cina in termini di mire espansionistiche nelle acque della zona, ricca di risorse naturali quali petrolio e gas, nonché di dispute tra Vietnam, Brunei, Cina, Filippine e Malesia. A diffondere la notizia è stato il <em>Center for Strategic and International Studies (</em>CSIS), think tank statunitense, che tramite il suo programma di ricerca <em>Asia Maritime Transparency Initiative</em> (AMTI) ha pubblicato un <a href="https://amti.csis.org/no-islet-left-behind-vietnam-reclaims-land-at-every-remaining-spratly-outpost/">rapporto <em>ad hoc</em></a><em> </em>che proietta il Vietnam nel pantheon dei protagonisti asiatici che si contendono il controllo del <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/perche-il-mar-cinese-meridionale-e-importante.html">Mar Cinese Meridionale</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dice il rapporto</h2>



<p>Il documento dell’<em>Asia Maritime Transparency Initiative</em> (AMTI) dà modo di mettere a fuoco l’operazione d’ingegneria marittima escogitata dal Governo di Hanoi. <strong>Le attività di bonifica hanno avuto inizio a  gennaio di quest’anno</strong> e hanno interessato otto aree tra le centinaia di atolli e svariati  chilometri di barriere coralline che costellano le Spratly. Isole artificiali sono sorte sulle scogliere di Alison Reef, Collins Reef, East Reef, Landsdowne Reef e Petley Reef, mentre dove si aveva già edificato come Amboyna Cay, Grierson Reef e West Reef, sono stati fatti dei lavori di ampliamento.</p>



<p>Come si legge nel rapporto, a marzo 2025<strong> il Vietnam aveva già realizzato circa il 70% del terreno importato nelle zone bonificate e dragate</strong> con delle ottime chance di superare la <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">capacità della Cina quanto a costruzioni</a>, se le operazioni proseguiranno ad un ritmo così sostenuto.  Inoltre, il CSIS sostiene che l’osservazione attenta delle immagini di altre isole già controllate a lungo dal Vietnam, permetterebbe di scorgere <strong>strutture che potrebbero servire da depositi da munizioni. </strong>Secondo un&#8217;indiscrezione riportata da <em>Reuters,</em> pare che Hanoi voglia dare forma a una pista di atterraggio in corrispondenza dell’atollo di  Barque Canada Reef nonostante che la Cina si opponga alla realizzazione di infrastrutture vietnamite sull’isola, dal momento che la considera parte del suo territorio.  <br>Un’ambizione di tale portata coltivata da Hanoi non ha a che fare solo con il rafforzamento della sua sovranità, ma anche con i<strong>l potenziamento delle capacità difensive del Paese in un’area strategicamente sensibile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale</h2>



<p>Il contesto che funge da cornice a questa vicenda è quello di un Mar Cinese Meridionale che diventa uno snodo sempre più centrale nel mondo trafficato delle relazioni internazionali.<strong> Il Dragone rivendica la propria sovranità sulla quasi totalità della sua superficie</strong>, plasmando diversi atolli non naturali e strutture militari con radar e piste d’atterraggio in nome della teoria “<em><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/che-cose-la-nine-dash-line-la-linea-della-tensione-nel-mar-cinese-meridionale.html">Nine Dash Line</a></em>”, ovvero linea dei nove tratti, a cui Pechino si appella per farla da padrone nelle acque contese tra Vietnam, Filippine, Malesia e lei stessa.  In merito alle isole Spratly, Xi Jinping nel 2015 aveva garantito all’allora presidente americano <strong>Barack Obama</strong> di non avere intenzione di edificare nuovi fortini, ma la storia degli ultimi anni ci fa dedurre che il bottino dell’arcipelago è troppo ricco per poter mantenere fede alle promesse di un tempo. <br></p>



<p>Non a caso, l’esigenza di sorveglianza e controllo su tutta l’area del Mar Cinese Meridionale ha portato <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/hanno-invaso-second-thomas-shoal-cosi-la-cina-risponde-alle-filippine.html">le autorità cinesi a scontrarsi a più riprese con le controparti filippine</a></strong>, causando diversi incidenti avvenuti per dinamiche relative alle operazioni navali. Tali frizioni tra Pechino e Manila  avrebbero offerto un’opportunità troppo ghiotta al Vietnam: con il Dragone impegnato a ostacolare le mosse dell’arcipelago filippino, <strong>Hanoi ha colto l’occasione per irrobustire e ampliare le proprie postazioni</strong> senza suscitare l’irritazione di chi siede nella stanza dei bottoni entro i confini della Muraglia. Secondo diversi analisti, la non reazione dei cinesi è dovuta al fatto che, oggi come oggi, preferiscano guardarsi le spalle solo da Manila forse in virtù del <a href="https://it.insideover.com/difesa/filippine-cina-usa-le-acque-del-pacifico-si-surriscaldano-marcos.html">suo rapporto sempre più stretto con gli Stati Uniti</a>, e per farlo non possono permettersi troppe distrazioni. </p>



<p>Questo non significa, però, che la Cina resterà a guardare. Il ministero degli Esteri di Pechino ha prontamente reso noto che <strong>non tollererà nessuna ingerenza straniera alle Spratly in quanto parte integrante della Repubblica Popolare Cinese.</strong> Allo stesso tempo, però, il Vietnam sembra ispirarsi al proverbio “il nemico del mio nemico è mio amico”: recentemente si sono tenute esercitazioni congiunte tra Hanoi e Manila e scambi tra le guardie costiere, dimostrando l&#8217;interesse a cementare una nuova cooperazione; un fattore che potrebbe ridefinire gli equilibri nell’area e rappresentare per Pechino una spina nel fianco .</p>



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		<title>Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mosca-apre-le-porte-ai-talebani-perche-la-russia-e-la-prima-a-riconoscere-il-loro-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 12:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1074" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Mosca riconosce il Governo dei talebani per costruire un'area di sicurezza comune nell'Asia centrale e sfidare l'Occidente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1074" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Un atto che scuote la diplomazia internazionale. <strong>La Russia è il primo Paese al mondo a riconoscere formalmente il governo dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">talebani in Afghanistan</a></strong> scegliendo una cerimonia solenne in cui  l’ambasciatore di Kabul, <strong>Gul Hassan Hassan</strong>, ha consegnato le sue credenziali al viceministro degli Esteri di Mosca, <strong>Andrei Yuryevich Rudenko</strong>. La mossa non è un fulmine a ciel sereno: dallo scorso aprile i talebani non sono più considerati un’organizzazione terroristica da parte della Russia, dopo una graduale <strong>normalizzazione dei rapporti manifestatasi negli ultimi tempi</strong>. ll ministero degli Esteri russo ha benedetto l’iniziativa, parlando di un “impulso alla cooperazione produttiva” in settori strategici come energia, trasporti, agricoltura, infrastrutture, lotta al terrorismo e narcotraffico.</p>



<p>Nelle file dell’opposizione afghana e delle organizzazioni per i <a href="https://it.insideover.com/religioni/donne-senza-finestre-lultimo-degli-80-decreti-dei-talebani-per-lapartheid-di-genere.html">diritti delle donne</a> regna la preoccupazione, temendo che il beneplacito diplomatico al Governo islamista possa alimentare l’azione repressiva nei confronti del mondo femminile, come sostenuto dall’Afghan Women’s Political Participation Network.&nbsp;</p>



<p>Il nuovo corso delle relazioni russo-afghane disegna uno spartiacque nella storia che lega i due Paesi, segnata perlopiù da ingerenze, tensioni e guerre per più di quarant’anni, e che oggi potrebbe aprire a scenari del tutto nuovi per l’Asia centrale e non solo .</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra del ‘79 e la collaborazione tra Russia e Occidente </h2>



<p>Era il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/linvasione-sovietica-dellafghanistan.html">1979</a> e tra le montagne intorno a Kabul i carri armati sovietici avanzavano per rovesciare il governo di Hafizullah Amin &#8211; reo di una repressione spietata e di un’eccessiva modernizzazione dei costumi che alimentavano, per eterogenesi dei fini, la radicalizzazione islamica &#8211; e porre fine a una cruenta guerra civile che rischiava di minare la Repubblica Democratica dell’Afghanistan d’ispirazione socialista . Quel che doveva essere un intervento “stabilizzatore” si trasformò in una palude militare. <strong>I soldati sovietici si ritrovarono sotto il fuoco dei <em>mujaheddin</em></strong><em>,</em> sostenuti dagli Stati Uniti di Jimmy Carter che tramite le <em>covert operations</em> della Cia hanno fornito risorse a coloro che oggi chiamiamo  talebani. Dopo un decennio di combattimenti, <strong>oltre 15.000 soldati morti e nessun risultato tangibile, Mosca fu costretta a ritirarsi nel 1989</strong>. Quella sconfitta provocò un trauma nella coscienza collettiva russa, dando origine a quella che venne definita “<strong>sindrome afgana</strong>” che portò al tramonto di qualsiasi ambizione geopolitica da parte dell’Orso russo nei decenni a seguire. </p>



<p>Dopo i fatti dell’11 settembre, però, ci fu un cambio di passo inaspettato La Russia decise di collaborare al fianco degli Stati Uniti e della NATO nella <strong>guerra al terrorismo</strong>, offrendo basi militari nei Paesi dell’Asia centrale e supportando la missione ISAF, Forza internazionale di assistenza per la sicurezza, fornendo equipaggiamenti e mezzi logistici. Come mai una collaborazione con il rivale storico della Guerra Fredda? Per Mosca, l’Afghanistan era ai tempi una spina nel fianco piuttosto pungente: <strong>l’enorme afflusso di eroina e oppio</strong> che fa della Russia la principale consumatrice delle droghe afghane; il rischio che <strong>l’ideologia islamista</strong> attecchisse nelle regioni a maggioranza musulmana, accrescendo la possibilità di insurrezioni a sfondo eligioso. Di fronte a questo scenario, il Cremlino ha adottato una strategia di contenimento che facesse sì che fosse presente ma dietro le quinte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo corso delle relazioni centroasiatiche</h2>



<p>Dopo decenni segnati da diffidenza e distacco, il rapporto tra Mosca e Kabul ha imboccato una nuova traiettoria. Già nel 2017 <strong>Vladimir Putin</strong> si era fatto promotore di un dialogo tra l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai &#8211; entità volta a incentivare la collaborazione in ambito politico, economico e sociale in Asia &#8211; e l’Afghanistan con il tentativo di plasmare un’<strong>architettura di sicurezza comune</strong> per la regione centroasiatica. Un segnale importante della distensione tra Mosca e Kabul è giunto nel 2021, anno del ritorno al potere dei talebani dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-gli-errori-americani-in-afghanistan.html">il ritiro delle truppe statunitensi</a>. Le nazioni occidentali nell&#8217;estate di quell’anno si affrettavano a fare rimpatriare  il proprio personale diplomatico, <strong>il Cremlino decise di tenere aperta la sua ambasciata e d’interloquire sin da subito con i nuovi governanti dell’Afghanistan</strong>. </p>



<p>Il gesto aveva una forte valenza simbolica poiché sebbene Mosca non volesse ancora legittimare il regime di Kabul, l’intenzione era quella di tenere le porte del dialogo aperte. Non a caso, dal 2021 a oggi le delegazioni afghane sono state più volte ospitate all’ombra del Cremlino in occasione di summit multilaterali per discutere dello sviluppo dell’Asia centrale in cui non solo i russi per bocca del ministro Lavrov, ma anche i rappresentanti di Cina e India hanno rivolto ai talebani l’invito a mostrare una maggiore sensibilità per i diversi gruppi etnici coinvolgendoli nella partecipazione alla vita pubblica e a mantenere una postura più moderata agli occhi dell’opinione pubblica mondiale.</p>



<p>Attenzione, però, che gli interessi politici non sono i soli poiché c’è di mezzo anche lo zampino del dio denaro. Contestualmente all’imposizione di sanzioni economiche da parte degli occidentali per il conflitto con Kiev, <strong>Mosca ha visto nell’Afghanistan dei talebani un’inaspettata sponda con cui fare affari. </strong>A partire dal 2022, Kabul si è dimostrato un mercato molto appetibile per le esportazioni russe tanto che ingenti quantità di petrolio, diesel, gas e grano riforniscono l’industria afghana. Così facendo, russi e afghani hanno trovato un modo per uscire dall’isolazionismo a cui erano stati relegati dall’Occidente, supportandosi a vicenda considerando che l’Afghanistan a sua volta fornisce prodotti agricoli e medicinali all’Orso russo.  </p>



<p>Il nuovo corso tra Mosca e Kabul è dunque il riflesso di un pragmatismo strategico, alimentato dalla memoria del passato e dai timori del presente. L’Afghanistan, un tempo ferita aperta, oggi diventa per il Cremlino una scommessa geopolitica e Mosca è pronta a giocare, consapevole che – in un equilibrio ancora fragile – il suo ruolo non potrà essere ignorato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mosca-apre-le-porte-ai-talebani-perche-la-russia-e-la-prima-a-riconoscere-il-loro-governo.html">Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tutti i dossier sul tavolo dell&#8217;incontro tra Biden e Xi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-dossier-sul-tavolo-dellincontro-a-biden-e-xi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il paradosso è che l’incontro tra Joe Biden e Xi Jinping è un successo ancora prima di iniziare. Dall’estate del 2022, anno della contestatissima visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taiwan, le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono ai minimi storici. Da anni le due sponde del Pacifico sono impegnate in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-dossier-sul-tavolo-dellincontro-a-biden-e-xi.html">[...]</a></p>
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<p>Il paradosso è che l’incontro tra <strong>Joe Biden</strong> e <strong>Xi Jinping</strong> è un successo ancora prima di iniziare. Dall’estate del 2022, anno della contestatissima visita della speaker della Camera Usa <strong>Nancy Pelosi</strong> a Taiwan, le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono ai minimi storici. Da anni le due sponde del Pacifico sono impegnate in una lunga sequela di schermaglie. Incontri ad alta quota tra caccia avversari che rischiano di degenerare in un conflitto; una battaglia commerciale avviata dall’amministrazione Trump e che non si è mai esaurita; una sfida a colpi di spionaggio culminata con un <strong>pallone spi</strong>a sui cieli americani apparso (e abbattuto) a inizio anno; la questione della crisi Usa degli oppioidi alimentata con il fentanyl prodotto anche da precursori chimici cinesi; l’eterno braccio di ferro sul destino di Taipei.&nbsp;</p>



<p>L’incontro all’ombra del <strong>vertice Apec</strong> di San Francisco arriva a un anno da un primo faccia a faccia tra i due leader nella cornice del G20 di Bali e si tiene in un momento delicato per entrambi. Biden è alle prese con una campagna per la rielezione e sondaggi preoccupanti; Xi cerca di rilanciare l’immagine della Cina nonostante problemi interni soprattutto sul fronte economico. Eppure, <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/nov/13/xi-biden-meeting-overshadowed-by-conflicts-in-ukraine-and-israel-and-us-stance-on-taiwan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota Amy Hawkins sul <em>Guardian</em></a>, il fatto che Xi torni negli Usa dopo oltre sei anni dall’incontro con Trump dimostra l&#8217;importanza del momento e il valore che la diplomazia cinese dà alla missione americana.</p>



<p>Il <strong>meeting dell’anno</strong> in realtà è un processo che parte da lontano con continui scambi lungo la rotta Pechino-Washington e che ha coinvolto diversi funzionari dei due Paesi, come i viaggi della segretaria al Tesoro Usa <strong>Janet Yellen</strong> o del capo della Cia <strong>William Burns</strong>. John Kirby, portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa, ha detto a <em>Voice of America</em> che il vertice “arriva dopo mesi di alti e bassi nelle relazioni, ma che il presidente Biden è convinto che il rapporto tra i due Paesi sia il più importante per le conseguenze sul resto del mondo, e che tutti noi dobbiamo adottare un atteggiamento responsabile&#8221;.</p>



<p>Difficile notano quasi tutti gli analisti, che l’incontro cambi radicalmente il rapporto tra Pechino e Washington. Ma ci sono forse dei punti fissi che potrebbero contribuire a dare slancio al disgelo. I temi sul tavolo dell’incontro, che secondo fonti di Voa dovrebbe durare oltre 4 ore, dono diversi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Canale sicuro tra militari</h2>



<p>L’obiettivo più raggiungibile e più auspicabile per i due è quello di trovare un modo per riattivare i <strong>canali di comunicazione militare</strong> tra i due Paesi. Le comunicazioni erano state “tagliate” dalla Cina dopo la visita di Pelosi a Tsaipei e da allora il numero di confronti ad alta quota soprattutto nei cieli del Mar Cinese Meridionale, erano cresciuti oltre il livello di guardia. <a href="https://foreignpolicy.com/2023/11/14/biden-xi-us-china-apec-meeting/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ha notato <em>Foreign Policy</em></a> nessuno dei due Paesi in questa fase ha da guadagnare da un escalation tra i due. </p>



<p>Dal punto di vista americano un aumento delle tensioni comporterebbe danni all’economia e Biden non se lo può permettere in un anno elettorale. La Cina dal canto sua ha bisogno di normalità. Nuovi irrigidimenti rischierebbero di accelerare il processo di fuga delle multinazionali che programmano di spostare capitali e investimenti in altri Paesi. Questo punto non è banale: Pechino ne ha bisogno e sa che quella di San Francisco è l’unica finestra disponibile dato che difficilmente nel 2024 Biden volerà in Cina per nuovi incontri nel pieno dell’anno elettorale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione Taiwan</h2>



<p>Restando sul tema “elezioni” con ogni probabilità si parlerà anche di quello che succederà dentro e fuori a <strong>Taiwan</strong> nei prossimi mesi. A gennaio l’ex formosa andrà alle urne e i risultati verranno valutati con molta attenzione da Pechino e Washington. Il tema di Taipei resta uno dei punti di scontro maggiori tra i due Paesi. Alla vigilia dell’incontro John Kirby ha ribadito che nulla è cambiato nell’approccio americano all’ex formosa: &#8220;Washington riconosce la Repubblica popolare come l’unica Cina, ma allo stesso tempo conferma che continuerà ad appoggiare lo status quo, senza parlare di indipendenza&#8221;. Con ogni probabilità è proprio su questo punto che parleranno Biden e Xi.&nbsp;</p>



<p>In questa fase delicata sia a Pechino che a Washington conviene lo <strong>status quo</strong>. L’America dopo i focolai di crisi in Medio Oriente e Ucraina non può assolutamente permettersi un terzo fronte. In più, da tempo negli incontri a porte chiuse, Taipei chiede ai funzionari americani di limitare le uscite incendiarie sulla possibile invasione dell’isola da parte dell’esercito di liberazione popolare. Pechino dal canto suo, pur non abbandonando l’obiettivo di riprendere l’isola ribelle, al momento ha bisogno di mantenersi credibile e stabile agli occhi del mondo, anche alla luce della lezione russa in Ucraina.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra in Ucraina e l’escalation tra Israele e Hamas</h2>



<p>Altro tema enorme saranno le guerre in <strong>Israele</strong> e <strong>Ucraina</strong>. <a href="https://edition.cnn.com/2023/11/14/politics/biden-israel-ukraine-xi-jinping/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fonti dell’amministrazione americana</a> hanno detto che la crisi in Medio Oriente sarà parte attiva della discussione tra i due presidenti. Biden potrebbe chiedere a Pechino da un lato di mostrare maggior sostegno a Tel Aviv, ma dall’altro di lavorare agli aiuti umanitari per Gaza. Non solo. Più di qualcuno avrebbe espresso la possibilità che <strong>Biden</strong> parli del dossier iraniano, chiedendo a <strong>Pechino</strong> di far leva sul buon rapporto con <strong>Teheran</strong> per evitare un’escalation regionale.&nbsp;</p>



<p>Una richiesta simile potrebbe arrivare anche per il dossier ucraino. Secondo diversi membri senior dell’amministrazione Usa Biden potrebbe tornare in pressing su Xi per chiedere di sfruttare il canale diretto con <strong>Vladimir Putin</strong> e arrivare a una soluzione, o almeno a un vero cessate il fuoco, nella guerra tra Mosca e Kiev.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo di tecnologia e commercio</h2>



<p>L’altro dossier caldissimo è quello economico e soprattutto quello tecnologico. E su questo punto, nota sempre <em>Foreign Policy</em>, si giocherà una complessa partita dialettica. Gli Usa dovranno evitare che il loro <strong>de-risking</strong> (cioè la riduzione del rischio strategico ed economico nel suo rapporto con la Cina) passi come un attacco alla <strong>crescita economica cinese</strong>. È possibile che nel corso dei colloqui Biden spinga sul concetto che gli Usa non si oppongono in senso generico allo sviluppo della Repubblica popolare. Il tema però è scivoloso anche alla luce delle restrizioni che l’attuale amministrazione Usa ha introdotto per quanto riguarda l&#8217;esportazione di prodotti tecnologici.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’incontro avviene alla vigilia dell’entrata in vigore di una nuova stretta americana alla esportazione di tecnologia avanzata. Il 16 novembre, infatti, entrerà in vigore una versione aggiornata delle norme che regolano le esportazioni, in particolare le aziende che desiderano spedire in Cina <strong>chip destinati all&#8217;intelligenza artificiale</strong> potranno farlo sono con una particolare licenza. Una delle tante mosse di una stretta tecnologica americana che va avanti da tempo. E che, seppur sul tavolo di San Francisco, non troverà uno sblocco nell’immediato.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tema dell’Ai</h2>



<p>Sul fronte dell’Intelligenza artificiale i due Paesi potrebbero però trovare un terreno comune sulla sua gestione. Ne è sicuro il sito americano <em>Semafor</em> che ha citato fonti diplomatiche americane che spiegano come durante l’incontro si parlerà dei rischi e delle opportunità di sviluppo dell’ai. In settimane un altro giornale il <em>South China Morning Post</em> aveva detto che potrebbe esserci una possibile bozza di intesa per vietare l’applicazione dell’ai in alcuni delicatissimi campi come l’armi pesanti, droni e <strong>ordigni nucleari</strong>. Su questo punto, fra l’altro, americani e cinesi hanno iniziato a parlarsi, quanto meno per capire se esistano le condizioni per intavolare trattative per limitare l&#8217;espansione degli arsenali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La possibile intesa sulla crisi degli oppioidi</h2>



<p>Uno dei punti di maggiore intesa potrebbe arrivare sul campo della lotta alle droghe. <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-11-14/biden-xi-to-announce-deal-for-fentanyl-crackdown-by-china#xj4y7vzkg">Come ha scritto l’agenzia <em>Bloomberg</em></a> a margine del meeting Biden e Xi potrebbero annunciare un’intesa di massima sulla gestione dei flussi di precursori chimici dalla Cina al Messico alla base della produzione del <strong>fentanyl</strong> che inonda le strade americane e alimenta la <strong>crisi degli oppioidi</strong> in America. Secondo <em>Bloomberg</em> da un lato la Cina si attiverebbe per limitare i flussi di materiali chimici utili per sintetizzare l’oppioide, mentre gli Usa riceverebbero le sanzioni contro l&#8217;<strong>istituto di polizia forense cinese</strong>, in passato sanzionato per abuso dei diritti umani.</p>



<p>Sul piano simbolico a guadagnarne è sicuramente Joe Biden. La crisi degli oppioidi morde gli Usa da anni e che costa la vita a oltre 80 mila persone l’anno e rappresenta una delle emergenze più sentite dal Paese e dagli elettori. Come nota <em>Bloomberg</em> l’annuncio di un eventuale accordo sarà solo l’inizio, servirà tempo per vedere sia la buona fede cinese che effetti concreti sul flusso di pasticche che arrivano negli Usa.&nbsp;</p>
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		<title>La mossa a sorpresa di Xi: perché la Cina punta sul Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-mossa-a-sorpresa-di-xi-perche-la-cina-punta-sul-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[belt and road initiative]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1379" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-scaled-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-1536x1103.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-2048x1471.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Agli occhi della Cina, l’Arabia Saudita è una sorta di laboratorio nel quale sperimentare le giuste ricette per fare breccia in Medio Oriente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1379" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-scaled-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-1536x1103.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230809130909832_dd907b79614403ecb00a73588eb586eb-2048x1471.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una pioggia di accordi, ben 34 suddivise nei settori più svariati, dall’energia verde ai trasporti, dai servizi cloud all’information technology. La stesura di un piano per “armonizzare” il programma di riforme saudite,&nbsp;<strong>Vision 2030</strong>, con quello infrastrutturale cinese, la <strong>Belt and Road Initiative</strong>. Infine, altro aspetto fondamentale, una <strong>mediazione</strong> a distanza per risolvere delicate questioni diplomatiche. </p>



<p>Nel corso degli ultimi mesi, i rapporti tra la <strong>Cina </strong>e l’<strong>Arabia Saudita </strong>si sono rafforzati oltre ogni aspettativa possibile e immaginabile. Basta guardare la regale accoglienza che il&nbsp;principe ereditario saudita,&nbsp;<strong>Mohammed Bin Salman</strong>, ha riservato a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> nella recente visita di Stato a Riad del leader cinese, e paragonarla con il precedente, freddo, benvenuto offerto a Joe Biden. </p>



<p>Il più grande esportatore di petrolio al mondo ha aperto le porte al Dragone, dimostrando la volontà di approfondire i legami – non solo economici &#8211; con il gigante asiatico, ben felice di cogliere al volo un’opportunità del genere. Pechino è il principale partner commerciale di Riad e una fonte di investimenti in crescita, ed è anche il più grande acquirente mondiale di&nbsp;<strong>petrolio</strong>; l’Arabia Saudita è il principale <strong>partner commerciale</strong> della Cina in Medio Oriente nonché il principale fornitore globale&nbsp;di greggio. I sauditi avevano inoltre bisogno di una sponda alternativa allo storico alleato statunitense, in un periodo caratterizzato da forti tensioni con Washington, mentre i cinesi cercavano un partner rilevante in <strong>Medio Oriente</strong> per mettere a punto la propria diplomazia. </p>



<p>E così è stato, visto che, accanto a intese sino-saudite di ogni tipo, Xi ha favorito&nbsp;la ripresa del dialogo tra Arabia Saudita e Iran, due Paesi che non avevano più rapporti diplomatici dal 2016. Insomma, Pechino ha dato dimostrazione di trovarsi sempre più a suo agio in una <strong>regione</strong>, quella mediorientale, che considera altamente strategica. Non solo dal punto di vista dell’immagine, con il governo cinese ben felice di sbandierare i successi conseguiti nella stessa arena rivelatasi fatale agli Stati Uniti, ma anche e soprattutto in virtù del suo posizionamento geografico, fondamentale per raggiungere l’<strong>Africa</strong> e l’<strong>Europa</strong> attraverso i canali transitanti in <strong>Asia centrale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina in Medio Oriente</h2>



<p>Agli occhi della Cina, l’Arabia Saudita è una sorta di <strong>laboratorio </strong>nel quale sperimentare le giuste ricette per fare breccia in Medio Oriente. I due Paesi hanno aggiornato “il&nbsp;<strong>partenariato strategico globale</strong>” definito nel 2016 in occasione della precedente visita di&nbsp;Xi&nbsp;a Riad. Gli accordi recentemente messi nero su bianco abbracciano, tra le altre cose, lo sviluppo di impianti petrolchimici, la costruzione di complessi residenziali all’avanguardia e l’insegnamento del cinese nelle scuole saudite. In totale si parla di un valore complessivo di&nbsp;<strong>30 miliardi di dollari</strong>. </p>



<p>Certo, sulla carta la presenza cinese nella regione mediorientale è ancora irrisoria, ma è pur vero che l’impronta della Cina nel <strong>commercio </strong>e nella <strong>tecnologia </strong>è cresciuta enormemente, consentendo a Pechino di capitalizzare il suo graduale accumulo di <em><strong>soft power</strong></em>. </p>



<p>Altro aspetto rilevante: l’ascesa del Dragone nel <strong>Golfo Persico</strong> indica un fallimento dei tentativi americani di contenere la leadership globale cinese nelle&nbsp;telecomunicazioni&nbsp;e nella&nbsp;tecnologia dell’intelligenza artificiale.&nbsp;Anche perché, banalmente, la capacità della Cina di trasformare tecnologicamente le economie regionali è un fattore chiave dei suoi sforzi diplomatici. </p>



<p>Un esempio? Torniamo alla visita di Xi in Arabia. In quell’occasione, ha scritto <em>Reuters</em>, sarebbe stato concordato un memorandum tra Riad e la cinese&nbsp;<strong>Huawei Technologies</strong>, sul&nbsp;cloud computing&nbsp;e sulla costruzione di&nbsp;complessi ad alta tecnologia&nbsp;nelle città saudite.&nbsp;Huawei, come se non bastasse, ha partecipato alla costruzione di&nbsp;<strong>reti 5G</strong>&nbsp;nella maggior parte degli stati del Golfo nonostante le preoccupazioni degli Stati Uniti. </p>



<p>Sul fronte diplomatico, l’Arabia Saudita ha aderito come “partner di dialogo” alla&nbsp;<strong>Shanghai Cooperation Organization (SCO)</strong>, l’organizzazione che unisce diversi Paesi dell’area eurasiatica per la collaborazione in materia di politica e di sicurezza istituita a Pechino, in&nbsp;Cina, nel 2001, e si è proposta come intermediaria tra i cinesi e i Paesi arabi. È successo sempre durante la trasferta di Xi, che ha compreso anche il summit tra Cina e Paesi Arabi e tra Cina e Paesi membri del&nbsp;Gulf Cooperation Council, overo il Consiglio di cooperazione del Golfo, l’alleanza filo-saudita di cui fanno parte Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Kuwait e Oman.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/larabia-saudita-e-la-cina-possono-colpire-il-dollaro-con-il-petro-yuan.html">Cina e Arabia Saudita possono colpire il dollaro?</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-messaggio-agli-usa-e-lipoteca-sul-petrolio-cosa-si-nasconde-dietro-alla-possibile-visita-di-xi-in-arabia-saudita.html">Cosa si nasconde dietro la visita di Xi in Arabia</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-hanno-a-che-fare-con-l-arabia-saudita.html">L’importanza strategica di Riad</a></strong></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La corsa all’oro in Arabia Saudita</h2>



<p>Scavando in profondità notiamo un fenomeno specifico che merita particolare attenzione. Il sito <em>Caixin </em>ha sottolineato come l&#8217;Arabia Saudita stia rapidamente salendo nell&#8217;elenco delle destinazioni di <strong>investimento </strong>più calde per le aziende cinesi, in concomitanza una fase da molti definita di &#8220;riforma e apertura&#8221;. </p>



<p>Da quando <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/mohammad-bin-salman.html">Mohammed bin Salman</a> è diventato il principe ereditario nel 2017, il Paese ha subito un cambiamento senza precedenti. Dopo il lancio, nel 2016, del richiamato Vision 2030 &#8211; un piano per promuovere le imprese private, incoraggiare gli investimenti esteri e guidare il cambiamento sociale &#8211; Riad ha implementato politiche di sostegno per le <strong>start-up</strong>, aumentato il turismo, allentato le restrizioni religiose e, per la prima volta, ha consentito alle donne di guidare. </p>



<p>È in questi anni che Pechino ha rafforzato i suoi legami con il governo saudita. Ed è sempre in questi anni che la mutazione in atto nella nazione araba ha scatenato un&#8217;enorme domanda da parte delle <strong>aziende cinesi</strong>, non solo in Arabia stessa ma nell&#8217;intera regione del Golfo. Citiamo, ad esempio le unità di servizi cloud dei giganti tecnologici <strong>Alibaba Group Holding Ltd</strong>., <strong>Tencent Holdings Ltd</strong>. e <strong>Huawei Technologies Co. Ltd.</strong>, nonché lo sviluppatore di intelligenza artificiale <strong>SenseTime Group Inc</strong>. e la società di logistica <strong>SF Holding Co. Ltd</strong>. </p>



<p>L&#8217;aumento degli investimenti cinesi in Arabia Saudita è recente, e il Paese saudita è potenzialmente l&#8217;ideale per le aziende che guardano al mercato del Medio Oriente. Ma perché puntare proprio su Riad? Gli investimenti dei fondi in dollari statunitensi in Cina sono diminuiti rapidamente a causa delle tensioni sino-americane e, di conseguenza, alcuni fondi di investimento cinesi hanno suggerito di colmare il vuoto venutosi a creare dirottando sul capitale mediorientale. </p>



<p>Tra Cina e Arabia Saudita sono stati poi firmati accordi succulenti. SenseTime, uno dei principali sviluppatori cinesi di software AI, è entrato nel mercato saudita nel 2018. Oggi l&#8217;azienda ha già iniziato a fare affari in edifici intelligenti, parcheggi intelligenti e uffici intelligenti nel King Abdullah Financial District della capitale saudita. Un altro esempio? Nello spazio dei servizi cloud, Tencent Cloud è uno dei principali attori tecnologici cinesi trasferitosi nel mercato saudita, stabilendo a febbraio una partnership con Mobily, il secondo fornitore di servizi di telecomunicazioni del Paese. In generale, l&#8217;Arabia ha il più grande mercato di consumo del Medio Oriente e può vantare infrastrutture in continuo miglioramento. La Cina ha dunque scelto di usare il <strong>trampolino </strong>Riad per tuffarsi a capofitto nel Medio Oriente.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Il Pakistan senza governo, Pechino viola (ancora) lo spazio aereo di Taiwan, aumenta l&#8217;immigrazione illegale in Libano: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-senza-governo-pechino-viola-ancora-lo-spazio-aereo-di-taiwan-aumenta-limmigrazione-illegale-in-libano-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 17:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Islamabad si apre una stagione di incertezza con un governo ad interim e elezioni insperate, la Cina organizza un raid su Taiwan, la missione diplomatica saudita ritorna in Iran dopo 7 anni. Ecco i cinque fatti dal mondo oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-senza-governo-pechino-viola-ancora-lo-spazio-aereo-di-taiwan-aumenta-limmigrazione-illegale-in-libano-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Il Pakistan senza governo, Pechino viola (ancora) lo spazio aereo di Taiwan, aumenta l&#8217;immigrazione illegale in Libano: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_202308091916056_dcc3a8e7b7dd5e360c7eef3e2e24aef3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si conclude senza un successore il mandato del governo del Pakistan, Pechino invia 25 aerei e navi da combattimento a Taiwan per la seconda volta in una settimana creando tensioni senza precedenti. Oltre 400 migranti sono approdati sulle spiagge di Lanzarote, mentre continuano ad aumentare quelli che attraversano il Libano per navigare illegalmente verso l&#8217;Europa; dopo 7 anni di ponti tagliati, riapre l&#8217;ambasciata saudita in Iran. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Islamabad senza governo: scatta il timer per le elezioni</h2>



<p>Il primo ministro del Pakistan ha annunciato le <strong>dimissioni del suo governo</strong>, che ha concluso il mandato quinquennale previsto dalla costituzione e verrà sostituito da un esecutivo ad interim, e la <strong>dissoluzione dell&#8217;assemblea nazionale</strong>, che potrebbe dare il via ad un&#8217;elezione generale. Nel suo discorso il  premier Shehbaz Sharif si è detto in grave difficoltà ad abbandonare la guida del Paese &#8220;al culmine di una grave <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-e-una-bomba-a-orologeria-i-rischi-regionali-e-globali.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi economica</a>,</strong> con i prezzi del carburante alle stelle e nel mezzo del <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fame-del-pakistan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caos politico</a>&#8220;. Sharif ha informato i colleghi che avrebbe atteso l&#8217;approvazione del presidente del Pakistan Arif Alvi per congedare l&#8217;assemblea nazionale, la formalità che avvia, secondo le norme costituzionali, il timer di 90 giorni entro i quale devono essere tenute le <strong>elezioni generali.</strong> Della guida del governo di transizione Sharif ha commentato: &#8220;Domani avrò il primo colloquio con il leader dell&#8217;opposizione Raja Riaz per scegliere i possibili candidati al ruolo di primo ministro ad interim. In base alla legge, abbiamo tre giorni per raggiungere un accordo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In più di 400 sbarcano sulle coste di Lanzarote, partiti dal Marocco</h2>



<p>Oltre <strong>440 migranti</strong> sono approdati tra ieri e oggi sulle spiagge di Lanzarote, nell&#8217;arcipelago spagnolo delle Canarie, dopo essere stati trovati a bordo di sette imbarcazioni di fortuna con le quali hanno percorso la rotta migratoria che parte dalle coste dell&#8217;<strong>Africa nord-occidentale</strong>. È quanto annunciato dai servizi d&#8217;emergenza spagnoli dopo che per almeno un mese, a Lanzarote, non è avvenuto nessuno sbarco. Più di 50 persone sono state assistite dai medici della vicina Fuerteventura. Secondo l&#8217;ong spagnola <em>Caminando Fronteras</em>, diverse imbarcazioni con migranti a bordo sono salpate nelle ultime ore dalla costa di<strong> </strong>Tan Tan, nel sud del <strong>Marocco</strong>, e altre ne potrebbero arrivare.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<h2 class="wp-block-heading">Nuova incursione nei cieli di Taiwan, Pechino aumenta la pressione sull&#8217;isola  </h2>



<p>Dieci <strong>aerei dell&#8217;Aviazione cinese</strong> sono entrati nella zona d&#8217;identificazione della difesa aerea di Taiwan oggi, insieme a cinque <strong>navi da guerra</strong> cinesi in assetto da combattimento. Lo ha reso noto il ministro della Difesa dell&#8217;isola, sottolineando che è la <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-fianco-debole-di-taiwan-perche-la-cina-spinge-sul-fronte-orientale-dellisola.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seconda incursione di questo genere</a> nel corso della settimana. Tra gli aerei militari identificati dai dispositivi della Difesa di Taiwan già in mattinata figuravano caccia J-10 e J-16 oltre a bombardieri H-6 per un totale di 25 velivoli, dei quali solo 10 si sono spinti oltre la linea mediana che segna il confine convenzionale tra Cina e Taiwan. Taipei ha risposto all&#8217;affronto <a href="https://it.insideover.com/difesa/esercitazione-militare-a-taiwan-simulata-invasione-cinese-dellisola.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mobilitando aerei e navi militari</a> per monitorare i movimenti cinesi nell&#8217;area. Negli ultimi tre anni Taiwan, che la Cina reclama come proprio territorio, ha più volte lamentato <a href="https://it.insideover.com/difesa/esercitazioni-e-war-games-lindo-pacifico-e-una-polveriera-e-si-prepara-al-peggio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attività militari cinesi </a>nei pressi dell&#8217;isola: Pechino cerca di forzare la Repubblica di Cina ad <strong>accettare la propria sovranità</strong>. </p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il confine tra Libano e Siria sprofonda nel caos &#8211; si intensifica il traffico di esseri umani</h2>



<p>Il confine settentrionale del Libano è sprofondato da diversi giorni in una situazione di caos senza precedenti a causa dell&#8217;aumento significativo del <strong>traffico di esseri umani,</strong> merci e carburante. La notizia, diffusa dal giornale libanese filo-governativo <em>Ad Diyar</em>, suggerisce che il fenomeno della<a href="https://it.insideover.com/politica/piuttosto-del-rimpatrio-il-mediterraneo-la-paura-dei-siriani-rifugiati-in-libano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> migrazione illegale di siriani </a>verso il Libano e da lì verso Cipro e l&#8217;Europa non accenna a diminuire, anzi, sembra in drastico aumento. In <strong>centinaia</strong> attraversano clandestinamente i confini libanesi per poi affidarsi agli scafisti che operano, secondo il giornale libanese, &#8220;con il sostegno di alti <strong>funzionari dello Stato</strong>&#8220;. L&#8217;agenzia stampa libanese <em>Kataeb</em> riferisce che &#8220;i&nbsp;contrabbandieri&nbsp;conoscono nel dettaglio la zona, forniscono ai&nbsp;migranti&nbsp;mappe e&nbsp;i&nbsp;numeri&nbsp;di&nbsp;telefono dei&nbsp;tassisti&nbsp;e dei&nbsp;contrabbandieri&#8221;. Il Libano è uno dei Paesi con il più alto tasso di profughi al suo interno, e negli ultimi anni è spesso stato il porto di partenza delle navi che trasportavano migranti clandestini verso l&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo 7 anni di gelo, riapre l&#8217;ambasciata saudita a Teheran</h2>



<p>L&#8217;<strong>ambasciata</strong> dell&#8217;Arabia Saudita a Teheran ha ufficialmente ripreso le attività in seguito allo <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-e-iran-riprendono-relazioni-diplomatiche-decisivo-il-ruolo-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scongelamento nelle relazioni</a> tra i due Paesi durato 7 anni, nel corso dei quali le reciproche missioni diplomatiche sono rimaste chiuse. I due (ex) <strong>arcinemici regionali</strong>, la sunnita Arabia Saudita e l&#8217;Iran sciita, hanno concordato la ripresa delle relazioni diplomatiche e la riapertura delle ambasciate durante i negoziati mediati dalla Cina lo scorso marzo. I due rivali hanno rotto le relazioni diplomatiche nel 2016, quando i diplomatici sauditi in Iran sono stati attaccati durante le proteste per l&#8217;<strong>esecuzione</strong> del religioso sciita <strong>Nimr al-Nimr</strong>, oppositore del regime al-Saud a Riyad. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-senza-governo-pechino-viola-ancora-lo-spazio-aereo-di-taiwan-aumenta-limmigrazione-illegale-in-libano-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Il Pakistan senza governo, Pechino viola (ancora) lo spazio aereo di Taiwan, aumenta l&#8217;immigrazione illegale in Libano: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Jake Sullivan, il super consigliere di Biden che gestisce i dossier su Russia e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/jake-sullivan-il-super-consigliere-di-biden-che-gestisce-i-dossier-su-russia-e-cina</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 16:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La grande esperienza diplomatica di Jake Sullivan l'ha portato a suggerire al presidente degli Stati Uniti carismatiche iniziative di politica estera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/jake-sullivan-il-super-consigliere-di-biden-che-gestisce-i-dossier-su-russia-e-cina">Jake Sullivan, il super consigliere di Biden che gestisce i dossier su Russia e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Sullivan.mp4"></video></figure>



<p>La fama del consigliere di politica estera americano interventista Jake Sullivan cresce di pari passo con il proseguimento della guerra in Ucraina. La lunga <strong>collaborazione con Joe Biden</strong> fin da quando era vice-presidente degli Stati Uniti ha creato uno stretto rapporto tra i due, che in passato hanno lavorato in concerto sui <strong>dossier medioriental</strong>i di Libia, Siria e nucleare iraniano. Oggi Biden lo ha inserito nella squadra dei negoziatori messa organizzata per aprire un <strong>dialogo con la Russia</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più: </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jake-sullivan-il-kissinger-di-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chi è Jake Sullivan, il “Kissinger” di Joe Biden</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/jake-sullivan-il-super-consigliere-di-biden-che-gestisce-i-dossier-su-russia-e-cina">Jake Sullivan, il super consigliere di Biden che gestisce i dossier su Russia e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Russia ha aperto un centro di ricerca sull&#8217;ideologia di Xi Jinping</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-russia-ha-aperto-un-centro-di-ricerca-sullideologia-di-xi-jinping.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=402256</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1793" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping.jpg 1793w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1793px) 100vw, 1793px" /></p>
<p>La Russia ha aperto a Nisca un centro di ricerca sull'ideologia di Xi Jinping allo scopo di "comprendere meglio la Cina moderna".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-ha-aperto-un-centro-di-ricerca-sullideologia-di-xi-jinping.html">La Russia ha aperto un centro di ricerca sull&#8217;ideologia di Xi Jinping</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1793" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping.jpg 1793w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/xi-jinping-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1793px) 100vw, 1793px" /></p>
<p>La <strong>Russia </strong>ha aperto sul proprio territorio un <strong>centro di ricerca</strong> sull&#8217;ideologia di <strong>Xi Jinping</strong>. Il laboratorio è stato lanciato lo scorso giugno, a Mosca, dall&#8217;Accademia delle scienze russa presso il suo Istituto della Cina e dell&#8217;Asia contemporanea (Icca) allo scopo di &#8220;comprendere meglio la Cina moderna&#8221;. Secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa cinese <em>Xinhua</em>, si tratta del primo centro di ricerca di questo tipo, incentrato sulla dottrina politica del leader cinese – noto come &#8220;Pensiero di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping</a>&#8221; – costruito oltre la Muraglia. </p>



<p>Il <em>South China Morning Post</em> ha citato le parole di Kirill Babaev, direttore dell&#8217;Icca, per il quale la struttura mira a condurre un&#8217;analisi obiettiva e approfondita delle idee e dei concetti che costituiscono le fondamenta del <strong>moderno stato cinese</strong>. &#8220;Tale analisi consentirà al governo russo, alle imprese e alla comunità scientifica di comprendere meglio la Cina moderna e di formulare <strong>strategie </strong>e <strong>previsioni </strong>più precise per le <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-partnership-tra-russia-e-cina-spiegata.html">relazioni Russia-Cina</a>&#8220;, ha affermato. &#8220;Siamo sicuri che più conosciamo i nostri partner e più obiettiva e corretta sarà questa conoscenza, meglio sarà per lo sviluppo di relazioni amichevoli e reciprocamente vantaggiose tra Russia e Cina, Russia e altri partner in Asia&#8221;, ha aggiunto Babaev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Studiare l&#8217;ideologia di Xi in Russia</h2>



<p>Babaev ha fatto sapere che la ricerca del centro si concentrerà su <strong>cinque aree dell&#8217;ideologia cinese</strong> moderna: politica economica, politica interna e legislazione, politica estera e relazioni internazionali, difesa e sicurezza, ecologia e società. Ai vari programmi parteciperanno anche importanti sinologi russi di altri centri di ricerca. </p>



<p>Un aspetto sottolineato dallo stesso direttore dell&#8217;Icca è che il laboratorio non accetterà alcun finanziamento esterno e sarà finanziato solo dai fondi dell&#8217;istituto &#8220;per rendere il suo lavoro libero da qualsiasi pressione ideologica&#8221;. </p>



<p>La notizia è un segnale, l&#8217;ennesimo, di come il rapporto fra Mosca e Pechino sia sempre più sbilanciato in favore del secondo. Se un tempo – pensiamo ai decenni della Guerra fredda – erano i cinesi che apprendevano dai russi i concetti chiave in molteplici settori, per poi applicarli in patria, ora sembrerebbe avvenire l&#8217;esatto contrario: è la Cina di Xi ad esser diventata agli occhi di Mosca una sorta di <strong>modello economico e politico</strong> dal quale trarre lezioni e insegnamenti, laddove possibile e tenuto conto delle differenze tra le due realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I legami Russia-Cina</h2>



<p>Del rapporto tra Russia e Cina abbiamo parlato più volte in maniera approfondita. I legami tra i due Paesi si sono rafforzati, Pechino continua a definirsi neutrale rispetto al conflitto ucraino, pur non avendo condannato l&#8217;attacco russo all&#8217;Ucraina, e si oppone alle sanzioni imposte alla Russia dall&#8217;Occidente. In tutto ciò, il Dragone ha rafforzato le <strong>relazioni economiche</strong> e la cooperazione con il Cremlino. </p>



<p>Li Lifan, esperto di Russia e Asia centrale presso l&#8217;Accademia delle scienze sociali di Shanghai, ha spiegato che il nuovo centro di ricerca in Russia riflette le mutevoli opinioni del mondo accademico russo sull&#8217;Occidente e sulla Cina. Appare evidente quanto per Mosca l&#8217;approccio del &#8220;<strong>guardare ad est</strong>&#8221; sia diventato sempre più importante. </p>



<p>Ad una esigenza di fondo causata dalla rottura delle relazioni diplomatiche con l&#8217;Occidente, ne troviamo anche una seconda più concreta. &#8220;In effetti, alcuni dei successi della Cina – come la riduzione della povertà e le sue politiche di sviluppo industriale – sono stati considerati dai nostri colleghi russi come riferimenti utili per alcuni dei problemi interni della Russia&#8221;, ha dichiarato lo stesso Li Lifan</p>



<p>Li ha inoltre osservato che i leader russi, tra cui <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html#:~:text=Vladimir%20Putin%20%C3%A8%20il%20presidente,servizio%20segreto%20dell'Unione%20Sovietica." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> e il primo ministro Mikhail Mishustin, hanno usato detti cinesi durante i discorsi da loro tenuti negli ultimi anni, suggerendo di avere esperti cinesi all&#8217;interno dei loro staff. Con ricercatori e studenti specializzati nell&#8217;ideologia cinese che entreranno negli istituti russi, nei think tank e nelle agenzie decisionali, potrebbe presto aumentare anche l&#8217;<strong>influenza della Cina</strong> all&#8217;ombra del Cremlino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-ha-aperto-un-centro-di-ricerca-sullideologia-di-xi-jinping.html">La Russia ha aperto un centro di ricerca sull&#8217;ideologia di Xi Jinping</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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