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	<title>Flussi migratori Archives - InsideOver</title>
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	<title>Flussi migratori Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Russia e Bielorussia preparano crisi migratoria&#8221;. E la Polonia blinda i confini</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-e-bielorussia-preparano-crisi-migratoria-e-la-polonia-blinda-i-confini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 08:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Polonia lancia ancora l&#8217;allarme su una potenziale crisi di migranti scatenata dalla Russia (e dalla Bielorussia) come strumento di una più ampia guerra ibrida all&#8217;Occidente. Il viceministro dell&#8217;Interno, Maciej Wasik, ha sottolineato alla stampa che a detta dell&#8217;esecutivo di Varsavia si tratterebbe di &#8220;un&#8217;operazione organizzata dai servizi segreti russi e bielorussi che si sta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-bielorussia-preparano-crisi-migratoria-e-la-polonia-blinda-i-confini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-bielorussia-preparano-crisi-migratoria-e-la-polonia-blinda-i-confini.html">&#8220;Russia e Bielorussia preparano crisi migratoria&#8221;. E la Polonia blinda i confini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080809275425_a8fb2bad0301a207a15e3f4b7b04bc4f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Polonia </strong>lancia ancora l&#8217;allarme su una potenziale crisi di <strong>migranti </strong>scatenata dalla Russia (e dalla Bielorussia) come strumento di una più ampia guerra ibrida all&#8217;Occidente. Il viceministro dell&#8217;Interno, <strong>Maciej Wasik</strong>, ha sottolineato alla stampa che a detta dell&#8217;esecutivo di Varsavia si tratterebbe di &#8220;un&#8217;operazione organizzata dai servizi segreti russi e bielorussi che si sta facendo sempre più intensa&#8221;. Ipotesi sostenuta ampiamente della guardie di frontiera polacche che hanno detto che i servizi bielorussi starebbero &#8220;ricavando enormi profitti&#8221; attraverso questi traffici.</p>



<p>Dopo l&#8217;ultimo arrivo di<strong> 160 migranti</strong> attraverso il confine con la Bielorussia, Wasik ha ammesso che le forze di frontiera hanno bisogno di rinforzi. Al momento è previsto già l&#8217;arrivo di altro personale: circa 500 agenti di polizia che si aggiungono ai<strong> 5mila agenti </strong>della guardia che monitorano già il confine e duemila appartenenti alle forze armate. Ed è arrivata la richiesta per altri mille soldati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arrivi in aumento ai confini</h2>



<p>Per la Polonia questo potrebbe essere solo un primo passaggio, dal momento che i numeri del 2022, per quanto riguarda l&#8217;immigrazione irregolare dalla <strong>Bielorussia</strong>, appaiono in netto aumento rispetto alle tendenze degli anni passati. I funzionari polacchi hanno rivelato che già quest&#8217;anno, rispetto a quello precedente, i dati in loro possesso confermano un netto aumento degli attraversamenti. Secondo <em>Sky News</em>, riportato da <em>Ansa</em>, le autorità del Paese stimano che solo quest&#8217;anno circa <strong>19mila persone </strong>hanno già tentato di attraversare il confine, di cui 3900 solo a luglio. Nel 2022 furono 16mila. E a tutti torna alla mente la crisi del 2021, quando furono decine di migliaia i migranti, quasi tutti dal Medio Oriente e dall&#8217;Asia centrale, che dalla Bielorussia cercavano di passare il confine per entrare in Polonia, e quindi in Unione europea.</p>



<p>Per Varsavia si tratta di un <strong>duplice problema</strong>. Da una parte, il timore polacco è che i migranti possano essere utilizzati come arma di <strong>destabilizzazione </strong>da parte di Minsk (e quindi di Mosca), imponendo quindi un continuo stato di tensione sulle frontiere. I confini, tra l&#8217;altro, erano già stati blindati con delle recinzioni in questi mesi proprio per essere sigillati rispetto ad arrivi illegali. E nelle ultime settimane, la presenza della <strong>Wagner </strong>in Bielorussia ha fatto lanciare continui allarmi da parte di Varsavia sulla necessità di rafforzare la presenza militare sul confine orientale per evitare ipotetiche azioni della compagnia di mercenari. </p>



<p>Sembra abbastanza improbabile che poche centinaia di contractors russi abbiano la volontà o la possibilità di colpire in territorio polacco con incursioni mirate &#8211; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-posto-piu-pericoloso-del-mondo-cose-il-suwalki-gap.html">qualcuno aveva addirittura suggerito l&#8217;ipotesi di una minaccia al Suwalki gap</a>, il corridoio terrestre che potrebbe unire Bielorussia e Kaliningrad attraversano la Polonia e il confine con la Lituania. Tuttavia, al netto delle reali possibilità di incursioni nemiche, la minaccia di una forza come la Wagner in un Paese avversario inquieta Varsavia, specialmente dopo l&#8217;annunciato spostamento delle armi nucleari russe nello stesso territorio bielorusso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema in vista delle elezioni</h2>



<p>Inoltre, la questione migratoria preoccupa il governo polacco anche per una motivazione molto più prossima: quella <strong>elettorale</strong>. Nel Paese baltico si vota in autunno, e l&#8217;elettorato è sempre apparso molto attento alle dinamiche migratorie, al punto che Varsavia si è dimostrato spesso il bastione delle politiche più assertive sull&#8217;immigrazione all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea. Una nuova crisi migratoria sul modello di quella del 2021 al momento non appare prossima, visto che lo stesso comando delle guardie di frontiera ha voluto sottolineare che la situazione appare &#8220;molto meno caotica&#8221;. </p>



<p>Tuttavia è innegabile che in caso un aumento di attraversamenti illegali del confine, il governo di <strong>Mateus Morawiecki</strong> sarebbe il primo chiamato in causa. Dal &#8220;fronte orientale&#8221; già c&#8217;è un altro tipo di pressing che sobilla una parte dell&#8217;opinione pubblica della Polonia profonda, il tema del grano ucraino. Un&#8217;eventuale crisi migratoria, anche di pochi numeri rispetto a quelle mediterranee, potrebbe essere un ulteriore problema in vista dell&#8217;appuntamento elettorale, dove il partito conservatore al governo sarà giudicato anche su questo tema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-bielorussia-preparano-crisi-migratoria-e-la-polonia-blinda-i-confini.html">&#8220;Russia e Bielorussia preparano crisi migratoria&#8221;. E la Polonia blinda i confini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Economia, Ucraina, migranti. Di cosa si discute al Consiglio Europeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/economia-ucraina-migranti-di-cosa-si-discute-al-consiglio-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 05:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il Consiglio Europeo che si riunisce oggi e domani a Bruxelles ha al centro le principali sfide dell&#8217;Unione europea: la guerra in Ucraina, l&#8217;energia, il mercato comune europeo e la gestione dei flussi migratori. Difficile che da questa riunione possano giungere decisioni che si concretizzeranno nel breve termine, dal momento che l&#8217;agenda del Consiglio appare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/economia-ucraina-migranti-di-cosa-si-discute-al-consiglio-europeo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/economia-ucraina-migranti-di-cosa-si-discute-al-consiglio-europeo.html">Economia, Ucraina, migranti. Di cosa si discute al Consiglio Europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_FGR3756126-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il Consiglio Europeo che si riunisce oggi e domani a <strong>Bruxelles </strong>ha al centro le principali sfide dell&#8217;Unione europea: la guerra in Ucraina, l&#8217;energia, il mercato comune europeo e la gestione dei flussi migratori. Difficile che da questa riunione possano giungere decisioni che si concretizzeranno nel breve termine, dal momento che l&#8217;agenda del Consiglio appare più che altro una conferma di quanto fatto dagli organi Ue e dagli Stati membri nell&#8217;ultimo anno. L&#8217;impressione, in questa fase, è che il vertice sia una sorta di tagliando delle politiche europee, fiaccate ma allo stesso tempo rese impellenti dall&#8217;instabilità che coinvolge e circonda l&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sostegno militare a Kiev</h2>



<p>Sul fronte ucraino, il Consiglio ribadirà la piena adesione alla causa di Kiev e la condanna nei confronti di Mosca. Il collegamento con il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky </strong>rappresenta un&#8217;immagine plastica della comunione di intenti tra l&#8217;Unione europea e il Paese in guerra da più di un anno.</p>



<p>Nel corso della riunione i capi di Stato e di governo dell&#8217;Ue rilanceranno il piano congiunto per il supporto politico e militare all&#8217;Ucraina così come, in particolare, la proposta dell&#8217;Alto rappresentante Josep Borrell per una piattaforma di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/dallue-miliardo-munizioni-e-debutta-lacquisto-congiunto-2129044.html">acquisti congiunti per le munizioni</a> tramite la <strong>European Defence Agency</strong>. Su questo punto, si registrano nelle ultime settimane posizioni abbastanza pessimiste. Tanti osservatori sottolineano la scarsa capacità produttiva dell&#8217;industria bellica europea, mentre altri ricordano come la situazione degli arsenali delle maggiori forze dell&#8217;Unione sia del tutto inadeguata rispetto alle esigenze di un esercito in guerra come quello ucraino. Al netto di queste perplessità, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel continua ad auspicare un pieno e più ampio sostegno bellico verso Kiev: l&#8217;obiettivo, a detta del belga, è di garantire il massimo numero di munizioni e finanziamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Consiglio Europeo e il nodo energia</h2>



<p>Per quanto riguarda invece l&#8217;energia, altro tema cardine della politica europea, il vertice di Bruxelles servirà ad avere un quadro complessivo e chiaro dei risultati delle politiche adottate nell&#8217;ultimo anno e degli obiettivi raggiunti in questi mesi. Il conflitto in Ucraina e la <strong>frattura tra Europa e Russia</strong> hanno avuto un impatto sensibile sulla politica energetica europea.</p>



<p>L&#8217;Ue, in linea con l&#8217;Occidente, ha perorato la causa di una piena diversificazione delle fonti e della fine della dipendenza dagli idrocarburi russi. L&#8217;Italia, che ha posto da subito il problema di iniziative comuni e di imporre un tetto del gas per frenare la corsa ai <strong>prezzi</strong>, si trova insieme agli altri Paesi Ue a capire come gestire un 2023 in cui appare certo quantomeno un dato: la quasi totale assenza del gas russo dai siti di stoccaggio. Il Consiglio dovrà quindi essere la sede per valutare l&#8217;approccio da tenere nei prossimi mesi, soprattutto rispetto alla domanda di energia che, come normale, cambierà nei vari periodi dell&#8217;anno. Possibile che la discussione verta anche su piani di emergenza e su come garantire l&#8217;approvvigionamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria e commercio: i punti interrogativi</h2>



<p>Tra i temi economici, spiccano inoltre le politiche industriali e quelle commerciali. Il Consiglio europeo è un utile momento di discussione per fare il punto sull&#8217;industria Ue, specialmente in una fase in cui le grandi potenze, a cominciare da Cina e Stati Uniti, spingono sulla produzione nazionale. Poche settimane fa, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/von-der-leyen-incontra-biden-evitare-grande-fuga-dell-industria-AENFf80C">Ursula von der Leyen ha incontro il presidente Usa Joe Biden</a> proprio per fare il punto sui complicati rapporti tra Washington e Unione europea soprattutto nel settore industriale. L&#8217;<strong>Inflation reduction act</strong> dell&#8217;amministrazione democratica è infatti considerato un pericolo per l&#8217;Europa nella misura in cui sono previsti centinaia di miliardi di dollari per attirare aziende negli Usa e per sostenere l&#8217;industria interna. Per Michel, &#8220;è il momento di sfruttare appieno i nostri punti di forza e affrontare le nostre carenze&#8221;, con lo scopo di &#8220;stimolare gli investimenti per rafforzare la nostra base tecnologica e realizzare le nostre transizioni verde e digitale&#8221;.</p>



<p>Mentre per quanto riguarda il commercio, ricorda <em>AdnKronos</em>, il summit dei leader Ue potrebbe anche focalizzarsi sull&#8217;<strong>accordo con il Mercosur</strong>, il mercato comune dell&#8217;America meridionale. Diversi governi europei hanno espresso delle perplessità, e sia l&#8217;Italia che la Francia hanno chiesto chiarimenti e clausole di reciprocità.</p>



<p>Venerdì sarà poi il giorno dell&#8217;<strong>Eurosummit</strong>, con la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde e con il presidente dell&#8217;Eurogruppo Paschal Donohoe. L&#8217;incontro serve ad avere un quadro dettagliato sulla situazione economica e finanziaria dell&#8217;Europa e le politiche comuni da adottare, specialmente dopo i primi segnali di pericolo giunti dai sistemi bancari internazionali. Non sembra invece esserci posto per una discussione concreta sulla riforma del patto di stabilità, su cui invece, ricorda sempre AdnKronos, è prevista una riunione ad hoc a Stoccolma a fine aprile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Immigrazione: dal Consiglio nessuna novità ma Meloni vuole l&#8217;Ue dalla sua</h2>



<p>Come per il patto di stabilità, così anche sul grande nodo dell&#8217;immigrazione non sono previsti passi in avanti significativi dalla riunione di Bruxelles. Il motivo è da ricercare nel fatto che la materia è stata trattata già a febbraio nel corso della riunione straordinaria che verteva sulla gestione dei flussi. L&#8217;obiettivo ora è applicare quanto deciso il <strong>9 febbraio</strong>, su cui è prevista un&#8217;informativa della Presidenza svedese e della Commissione europea per fare il punto su quanto fatto in queste settimane.</p>



<p>A questo proposito, l&#8217;Italia, <a href="https://www.ilgiornale.it/video/parlamento/migranti-meloni-emergenza-sta-diventando-strutturale-non-2129234.html">che ha ottenuto dall&#8217;Europa la presa di coscienza</a> che il fenomeno migratorio sia una questione di ordine continentale e che come tale va gestito, si aspetta una conferma di quanto già visto in questi giorni. Bruxelles è apparsa incline ad aderire alle posizioni italiane sulla solidarietà tra Stati membri e sul fatto che l&#8217;Unione debba farsi garante anche della sicurezza del fronte meridionale. Per il governo italiano è un tema fondamentale: Giorgia Meloni proverà a far passare la linea dell&#8217;esecutivo di centrodestra cercando di inserirsi in una partita fatta di veti incrociati ma in cui gli organi Ue sembrano più consapevoli delle difficoltà che affliggono l&#8217;area nordafricana e mediterranea.</p>



<p>In questo senso, il viaggio del commissario europeo all&#8217;Economia<strong> Paolo Gentiloni</strong> a Tunisi dei prossimo giorni può essere visto come un segnale di ulteriore sinergia tra Roma e Bruxelles, dal momento che il Paese nordafricano, luogo di partenza dei flussi e possibile bomba migratoria, attende lo sblocco del prestito del Fondo Monetario Internazionale.</p>



<p>Il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> aveva sottolineato questo viaggio a margine della riunione dei ministri degli Esteri Ue dicendo di avere &#8220;chiesto tempi rapidi per finanziare un Paese che vive un momento finanziario ed economico molto difficile&#8221;. Per l&#8217;Italia è essenziale che la <strong>Tunisia</strong>, anche a patto di riforme, riceva quei fondi, onde evitare che essa si trasformi in un nuovo teatro di povertà e caos.</p>
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		<title>Migranti, energia e commercio: il piano del governo per il dossier tunisino</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/migranti-energia-e-commercio-i-piano-del-governo-per-il-dossier-tunisino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 16:10:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-300x175.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1024x598.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-768x449.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1536x897.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-2048x1196.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si recherà “presto” in Tunisia, il secondo Paese di provenienza dei migranti sbarcati illegalmente in Italia nel 2022. Da culla della primavera araba e perla rara del Mediterraneo, il Paese arabo più vicino alle coste dell’Italia è oggi una nazione sull’orlo del collasso economico. Il potere è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/migranti-energia-e-commercio-i-piano-del-governo-per-il-dossier-tunisino.html">[...]</a></p>
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<p>Il vicepremier e ministro degli Esteri, <strong>Antonio Tajani</strong>, si recherà “presto” in Tunisia, il secondo Paese di provenienza dei <strong>migranti</strong> sbarcati illegalmente in Italia nel 2022. Da culla della primavera araba e perla rara del Mediterraneo, il Paese arabo più vicino alle coste dell’Italia è oggi una nazione sull’orlo del <strong>collasso</strong> economico. Il potere è sempre più in mano al capo dello Stato, <strong>Kaies Saied</strong>, soprannominato “<a href="https://it.insideover.com/politica/in-tunisia-governa-il-presidente-robocop.html">Robocop</a>” per i suoi movimenti spesso ingessati e impacciati, che ha estromesso i <strong>Fratelli musulmani</strong> e avviato una road map politica dai risultati ancora incerti. </p>



<p>Per ottenere un prestito del Fondo monetario internazionale ed evitare il default catastrofico, l’amministrazione di Cartagine deve varare nuove <strong>riforme </strong>lacrime e sangue come la riduzione dei <strong>sussidi </strong>alimentari, il congelamento dei salari pubblici e la <strong>privatizzazione </strong>delle aziende statali indebitate. Con il rischio di impoverire ulteriormente la popolazione e innescare nuove tensioni sociali. Perché tutto questo è importante per l’Italia? Per almeno <strong>tre </strong>motivi: primi, ovviamente, i flussi migratori illegali; secondo, meno scontato, l’arrivo del <strong>gas </strong>algerino; e terzo, fatto poco noto, gli scambi commerciali in forte crescita che hanno portato l’Italia al <a href="storico%20sorpasso">sorpasso</a> storico sulla Francia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri dei migranti</h2>



<p>Secondo i dati del <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_31-12-2022.pdf">Viminale</a>, lo scorso anno in Italia sono sbarcati illegalmente almeno <strong>18.148</strong> tunisini, pari al <strong>17%</strong> dei 105.140 arrivi nel nostro Paese. A questi si aggiungono i circa <strong>10 mila subshariani</strong> (ivoriani, guineani, maliani, camerunensi) salpati dalle coste tunisine. La rotta tunisina ha inciso per circa il <strong>30%</strong> sul totale degli arrivi in Italia via mare nel <strong>2022</strong>, a fronte di un 50% circa della <strong>Libia</strong>, mentre la percentuale rimanente è arrivata dalla <strong>Turchia</strong> (15%) in misura minore da <strong>Libano</strong> e dell’<strong>Algeria</strong>. </p>



<p>Fra Italia e Tunisia è in vigore un accordo per il rimpatrio di <strong>80 migranti</strong> a settimana attraverso due voli charter: con questi ritmi ci vorrebbero <strong>2 anni e tre mesi </strong>per rimpatriare i migranti sbarcati solo nel 2022. Ecco perché “Tajani ha chiesto un forte impegno al governo tunisino nel contrasto all&#8217;immigrazione illegale e nel <strong>velocizzare </strong>le operazioni di rimpatrio &#8211; forte deterrente a nuove partenze irregolari”, spiega la <strong><a href="https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2023/01/colloquio-telefonico-del-ministro-degli-affari-esteri-on-antonio-tajani-con-il-ministro-degli-affari-esteri-e-delle-migrazioni-tunisino-othman-jerandi/">Farnesina </a></strong>in una nota diffusa dopo un colloquio del ministro italiano con il collega tunisino, <strong>Othman Jerandi</strong>. </p>



<p>“Al contempo ha ribadito al suo interlocutore il sostegno dell’Italia nelle attività di controllo delle frontiere, nella lotta contro la tratta di esseri umani e per la creazione di opportunità di migrazione legale verso l’Italia per i lavoratori tunisini”, aggiunge la Farnesina. Parlando a <em>Radio anch’io</em>, Tajani ha parlato di una “quota premiale” per i Paesi che hanno fatto accordi per i rimpatri. Il meccanismo è semplice: più migranti illegali tornano casa, più canali per la migrazione regolare potranno essere aperti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I flussi di gas</h2>



<p>In Italia, complice la crisi <strong>Ucraina</strong>, interessa poco quel che succede dall&#8217;altra parte del Mediterraneo. Eppure basta aprire Google Maps per vedere che Tunisi è più a nord di Pozzallo, il porto siciliano dove sbarcano i migranti, e che Biserta, la città più settentrionale d’Africa, si trova sulla stessa longitudine di Agrigento. Per andare da Roma a Tunisi basta un’ora e mezza di volo. I tunisini sono da secoli i nostri vicini di casa: quando la casa del nostro vicino va a fuoco, forse è il caso di preoccuparsi.</p>



<p>A maggior ragione se nel giardino del vicino passano i tubi del <strong>gas</strong>. Il territorio tunisino ospita infatti il gasdotto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/transmed-algeria-gas-italia.html">Transmed</a>, conosciuto anche come gasdotto Enrico Mattei, che porta in Italia il gas algerino. E con la crisi ucraina oggi l’Algeria è il <strong>primo fornitore</strong> di gas del nostro Paese. In altre parole: se la Tunisia cade, l’Italia rischia di perdere la sua prima fonte di approvvigionamento energetico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;hub energetico</h2>



<p>Ma c’è dell’altro. L’Unione Europea ha recentemente approvato un finanziamento di 300 milioni di euro per realizzare <strong>l’interconnessione elettrica</strong> tra l’Italia e la Tunisia: un progetto vecchio di 20 anni, ma che potrebbe fare da volano per gli investimenti tricolore nelle rinnovabili in Nord Africa, trasformando l’Italia in un hub energetico per l’intera Europa. “L’approvazione da parte dell’Unione europea del progetto di interconnessione elettrica Elmed è un risultato straordinario. </p>



<p>Per rendersi conto dell’importanza di questo sviluppo, basta guardare l’attuale disposizione degli elettrodotti sottomarini: manca un collegamento con l’Africa, che diventa fondamentale se si vuole beneficiare dell’offerta energetica del continente africano in termini di energie rinnovabili”, ha detto ad <em><a href="https://www.agenzianova.com/news/tunisia-risultato-storico-dellitalia-che-si-conferma-primo-partner-commerciale-davanti-a-francia-e-germania/">Agenzia Nova</a></em> l’ambasciatore d’Italia a Tunisi,<strong>&nbsp;Fabrizio Saggio</strong>, spiegando che “il finanziamento Ue da oltre 300 milioni è il primo passo fondamentale per l’avvio dell’opera che prevede la posa in opera di un cavo energetico sottomarino da 600 megawatt lungo oltre 240 chilometri, dal valore complessivo di 840 milioni di euro”. E’ in occasione d’oro per l’Italia: con la costruzione di impianti per la generazione di energia da fonti rinnovabili, la Tunisia potrebbe fornire all’Italia una “batteria” di emergenza in caso di turbolenze internazionali, oltre ad esportare elettricità in Sicilia e dall’Italia verso l’Europa. Un progetto strategico, quasi visionario, ma che potrebbe concretizzarsi solo con una vera <strong>stabilizzazione</strong> della Tunisia.</p>
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		<title>Flussi migratori come arma di ricatto? L&#8217;Italia è &#8220;scomparsa&#8221; dall&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/flussi-migratori-come-arma-di-ricatto-litalia-e-scomparsa-dallafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 08:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Nordafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-300x175.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1024x598.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-768x449.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1536x897.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-2048x1196.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli inglesi utilizzano il concetto di &#8220;elefante nella stanza&#8221;, cioè quell&#8217;elemento enorme, assolutamente evidente e impossibile da non vedere &#8211; come appunto potrebbe essere un pachiderma in un locale &#8211; e che pure viene palesemente ignorato. La crisi migratoria nella campagna elettorale italiana e tutte le conseguenze che essa comporta in termini sociali, economici e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/flussi-migratori-come-arma-di-ricatto-litalia-e-scomparsa-dallafrica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-300x175.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1024x598.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-768x449.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1536x897.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-2048x1196.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli inglesi utilizzano il concetto di <strong>&#8220;elefante nella stanza&#8221;</strong>, cioè quell&#8217;elemento enorme, assolutamente evidente e impossibile da non vedere &#8211; come appunto potrebbe essere un pachiderma in un locale &#8211; e che pure viene palesemente ignorato.</p>
<p>La <strong>crisi migratoria</strong> nella <a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1552918305962336256">campagna elettorale italiana</a> e tutte le conseguenze che essa comporta in termini sociali, economici e di sicurezza, è ormai una cosa risaputa. Eppure, anche per quella che ormai non è più un&#8217;emergenza ma una costante, continuano a esserci molteplici &#8220;elefanti nella stanza&#8221; che si tendono a minimizzare o addirittura ignorare. Non solo per quanto riguarda gli effetti, ma anche e soprattutto per le cause. Cause che non sono soltanto legate alle condizioni economiche dei Paesi da cui partono i flussi migratori e attraverso cui transitano le carovane di disperazione dirette verso l&#8217;Europa, ma anche a quelle potenze che sono ormai in pianta stabile nelle aree coinvolte da questo esodo e che inevitabilmente incidono su di esso.<b></b></p>
<p>L&#8217;<strong>Africa</strong>, dal Sahel alla sua parte settentrionale (in particolare la Libia) è un enorme laboratorio geopolitico in cui la contesa è estremamente ampia. L&#8217;Italia, Paese di confine con questa immensa regione votata al caos e, purtroppo, alla violenza, ha cercato di evitare di dipendere dalle scelte altrui. Ma la complessità della partita, unita a drammatici errori strategici e tattici, ha spesso condotto Roma a una condizione di anonimato o di sudditanza rispetto alle decisioni di altri governi. E il rischio è che a questo punto della partita sia difficile provare a risalire la china per rivoluzionare quella che appare come una situazione ormai cristallizzata: con altri Paesi che hanno in mano non solo le risorse di quelle regioni in conflitto, ma anche le capacità politico che di ramificazione in quei territori per incidere e monitorare il flusso dei migranti.</p>
<p><em>Repubblica</em>, <a href="https://www.repubblica.it/politica/2022/07/29/news/migranti_elezioni_politiche_barconi_wagner-359574463/?ref=RHTP-BH-I359512530-P1-S1-T1">in un articolo di oggi</a>, ha parlato della possibilità che la <strong>Russia</strong>, attraverso la compagnia privata <strong>Wagner</strong> inserita in Libia, possa avere un ruolo fondamentale nel mettere sotto pressione l&#8217;Italia con le partenza dei barconi dalla Cirenaica. Qui, nella parte orientale della Libia al confine con l&#8217;Egitto, i contractor di Vladimir Putin sono una presenza più o meno costante da diversi anni e da tempo gli Stati Uniti hanno lanciato l&#8217;allarme su come questo possa incidere nella risoluzione del conflitto tra le varie fazioni del Paese nordafricano. Ma la presenza dei mercenari russi in Libia è solo uno degli elementi che aiutano a capire l&#8217;enorme complessità della partita africana per l&#8217;Italia. Se infatti la Russia ha da tempo messo gli occhi sulla parte orientale della Libia, sostenendo anche di fatto la sopravvivenza del generale Haftar, non va dimenticato che la stessa Mosca è ormai sempre più presente nel Sahel, in particolare in Mali, dove ha sfruttato errori e ostilità di opinione pubblica e governi o militari locali contro le antiche forze coloniali europee. La Russia, in questo momento, è riuscita a creare un vero e proprio arco che unisce i conflitti del Medio Oriente e dell&#8217;Africa settentrionale.</p>
<p>Ma se è vero che Mosca può avere un peso nella regione, è altrettanto vero che parlare del Cremlino come protagonista o come regista della crisi migratoria rischia di essere una visione parziale. Perché negli ultimi anni è abbastanza evidente che moti Paesi siano riusciti a costruire una rete di interessi in tutto il continente africano e l&#8217;Italia in qualche modo appare come oggetto e non soggetto attivo di questo fenomeno. Basti pensare alla <strong>Turchia</strong>, Paese con cui l&#8217;Italia ha negli ultimi tempi blindato i propri rapporti anche grazie all&#8217;ultimo viaggio del premier Mario Draghi ad Ankara.</p>
<p><strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> ha saputo sfruttare le stesse identiche dinamiche utilizzate da Mosca per penetrare in diversi territori africani e in particolare in Libia e creare in questo modo le premesse per un controllo profondo della Turchia sulla Tripolitania, la parte occidentale del Paese. Proprio nella stessa area in cui l&#8217;Italia ha sempre avuto un peso e maggiori possibilità di inserimento. Per diverso tempo, i rapporti tra Ankara e Roma si sono arenati proprio per le divergenze sul fronte libico, e in questa ultima fase risulta abbastanza evidente come la partita per il futuro del Paese sia stata oggetto di discussione tra l&#8217;Italia e la Mezzaluna. Non solo, Erdogan ha anche accelerato l&#8217;inserimento turco a sud della Libia con una maggiore coinvolgimento in <strong>Sahel</strong> e nelle aree centrali dell&#8217;Africa, creando anche qui le premesse per un evidente ruolo della Mezzaluna nel complesso meccanismo del controllo dei flussi migratori.</p>
<p>A questi si devono poi aggiungere tutti i Paesi che nel corso di questa delicata fase di transizione geopolitica hanno avuto o puntano a ottenere un ruolo di primo piano nel &#8220;Grande gioco&#8221; africano. La <strong>Francia</strong>, che per anni ha avuto un pieno controllo sul Sahel grazie a migliaia di soldati impegnati sul campo, si è vista strappare il Mali da una giunta militare legata poi alla Russia. Ma questo non deve far dimenticare la grandiosa rete di interessi di Parigi in tutta la regione con una serie di ramificazioni che vanno dalle materie prime all&#8217;economia fino alla politica e all&#8217;intelligence locale. Emmanuel Macron per anni ha cercato di limitare il coinvolgimento europeo in quell&#8217;area consapevole che essa dovesse rimanere appannaggio dell&#8217;Esagono: poi, l&#8217;incapacità di poter mantenere in piedi un sistema così articolo e foriero di perdite, ha fatto sì che Parigi abbia optato per un&#8217;apertura europea. Oltre alla Francia, devono poi essere ricordate le <strong>potenze arabe</strong>, in particolare ora gli Emirati Arabi Uniti, <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/gli-emirati-arabi-uniti-stanno-aumentando-la-loro-influenza-sullafrica-x5ez2yh6">come spiegato anche da Mario Giro su <em>Domani</em></a>, che hanno assunto un ruolo sempre più preminente nello scacchiere africano e che possono contare su un enorme flusso di denaro da poter utilizzare sia per gli investimenti sia come tipica arma di &#8220;soft power&#8221; verso Paesi poveri, culturalmente non troppo distanti, e fortemente desiderosi di avere nuovi sponsor. Infine, un ruolo lo ha anche la <strong>Cina</strong>, che non va dimenticato che in questa fase di transizione geopolitica africana ha strappato gradualmente posizioni di forza diventando un partner essenziale di tutti i Paesi della regione.</p>
<p>È chiaro dunque che considerare un solo Paese come chiave di lettura della crisi dei migranti sia errato. Ma anzi ricorda ancora una volta come la perdita di posizione dell&#8217;Italia nello scacchiere africano &#8211; coincidente con il <a href="https://it.insideover.com/difesa/che-fine-ha-fatto-il-fronte-sud-la-nato-guarda-a-est-ma-il-pericolo-e-a-360-gradi.html"><strong>disinteresse dalla Nato</strong></a> e dell&#8217;Unione europea per il &#8220;fronte sud&#8221; &#8211; abbia condotto a questo risultato: oggi non è Roma ad avere un ruolo effettivo nella gestione di un meccanismo geopolitico di cui è sicuramente vittima. E in campagna elettorale può avere sì, un peso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/flussi-migratori-come-arma-di-ricatto-litalia-e-scomparsa-dallafrica.html">Flussi migratori come arma di ricatto? L&#8217;Italia è &#8220;scomparsa&#8221; dall&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa nasconde l&#8217;accoglienza di migranti ucraini in Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-cela-accoglienza-migranti-ucraini-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 05:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati ucraini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1311" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sfollati ucraini a Tokyo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-1536x1049.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-2048x1399.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Giappone è tra i Paesi con più restrizioni sull’accoglienza migranti, spesso ha manifestato la sua avversione ai rifugiati. Dall’inizio della guerra, però, sono stati accolti un gran numero di ucraini, più di 1300, offrendo servizi sociali e supporto per integrarsi meglio. Apparentemente, potrebbe sembrare uno spiraglio di luce in merito alle restrizioni del Paese. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-cela-accoglienza-migranti-ucraini-giappone.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-cela-accoglienza-migranti-ucraini-giappone.html">Cosa nasconde l&#8217;accoglienza di migranti ucraini in Giappone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1311" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sfollati ucraini a Tokyo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-1536x1049.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173735968_2c5f70b4257800dc328cc25a066d9603-2048x1399.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Giappone è tra i Paesi con più restrizioni sull’<strong>accoglienza migranti</strong>, spesso ha manifestato la sua avversione ai rifugiati. Dall’inizio della guerra, però, sono stati accolti un gran numero di ucraini, più di 1300, offrendo servizi sociali e supporto per integrarsi meglio. Apparentemente, potrebbe sembrare uno spiraglio di luce in merito alle restrizioni del Paese.</p>
<p>Il primo ministro giapponese <strong>Fumio Kishida</strong> ha annunciato ufficialmente il cambiamento il 2 marzo e da quel momento Tokyo ha accolto ucraini a partire da chi aveva amici o familiari in Giappone. Sono state fornite indennità, supporto per la salute mentale, corsi di lingue e alloggi per aiutare i nuovi arrivati. Il 13 aprile, invece, veniva dato agli ucraini lo status di “quasi rifugiati”. Questo perché, per il Giappone, chi evacua a causa di conflitti internazionali non rientra nella <a href="https://www.nippon.com/en/news/yjj2022041300508/">definizione di rifugiati</a> stabilita dalla Convenzione delle Nazioni Unite. In effetti, nell’articolo 1 viene stabilita la condizione di rifugiato per “chiunque nel giustificato timore d’essere perseguitato per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza […] oppure chiunque […] non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi”. Il governo definisce in modo estremamente restrittivo i “rifugiati”, etichettando gli ucraini come &#8220;hinanmin&#8221;, ovvero “<a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2022/03/10/national/ukrainian-refugees-evacuees-japan/">sfollati</a>” (letteralmente &#8220;persone che sono state evacuate).</p>
<p>Le leggi per l’accettazione dei rifugiati in Giappone sono state promulgate nel 1982. Da allora, secondo l’agenzia per l’immigrazione, sono state accettate 915 persone su 87.892 delle richiedenti. Lo scorso anno è stato concesso lo status di rifugiati a 74 richiedenti. La <strong>Japan Association for Refugees</strong> si occupa di dare sostegno a chi richiede lo status di rifugiato nel Paese; un gran numero di loro proviene dall’Africa e difficilmente ottengono ciò che desiderano. Durante il 2021 sono state accettate come rifugiati solo sei persone in fuga dall’Africa, ma ad alcuni manca ancora lo status di residente, che permetterebbe loro di trovare lavoro e alloggio. Ciò dimostra solo quanto siano difficili le condizioni anche di chi è riuscito ad entrare nel paese.</p>
<p>Nonostante il Giappone abbia le politiche più restrittive nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo, la risposta nei confronti degli ucraini è stata rapida, tanto da poter rappresentare un modello per futuri conflitti e crisi umanitarie. Il presidente del consiglio dell’Associazione giapponese per i rifugiati, <strong>Eri Ishikawa,</strong> sostiene che l’attuale situazione possa rappresentare un punto di svolta per l’accettazione dei rifugiati in futuro. “Ci auguriamo che il governo tenga in considerazione l’accresciuto interesse del pubblico ad accettare i rifugiati e che proceda rapidamente a una revisione fondamentale dell’intero sistema”.</p>
<p>Il grande sostegno manifestato nei confronti della popolazione ucraina, però, è stata oggetto di non pochi <strong>dubbi</strong> riguardo la sua natura. In passato, infatti, l’interesse e la risposta da parte di Tokyo non sono state altrettanto calorose; lo dimostrano le mancate attenzioni durante le crisi che hanno provocato deflusso di rifugiati, come in seguito al <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-causa-caduta-kabul.html">ritiro delle truppe statunitensi</a> in Afghanistan. È solo in questa particolare e circoscritta occasione che il Giappone ha aggirato le rigide regole e le motivazioni sono da ricercare nel passato.</p>
<h2>Le ragioni dell&#8217;apertura giapponese</h2>
<p>L’Ucraina è stato il paese a cui il Giappone si è rivolto in seguito al disastro nucleare di <strong>Fukhushima</strong> del 2011, appellandosi alla sua grande esperienza nel montaggio delle radiazioni. Questo potrebbe essere un punto di partenza dell’analisi delle motivazioni che stanno spingendo al sostegno della popolazione ucraina.</p>
<p>In secondo luogo, ci sarebbe l’attenzione del governo giapponese alle azioni della Russia nella regione indo-pacifica. Nel 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea. In quell’occasione il governo giapponese seguì la politica delle sanzioni occidentali, che però vennero considerate insufficienti. L&#8217;approccio fu cauto per evitare di compromettere i <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-giappone-scopre-le-sue-carte-nella-guerra-ucraina-33902">rapporti</a> con Mosca, nella speranza di risolvere la questione sul <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-il-coinvolgimento-del-giappone-in-ucraina-potrebbe-aprire-un-nuovo-fronte-asiatico.html">possesso delle isole Curili</a> meridionali occupate sul finire della Seconda guerra mondiale dalla Russia e rivendicate da Tokyo. Il Cremlino ha infatti definito le relazioni bilaterali tra Mosca e Tokyo &#8220;al punto più basso possibile&#8221; in seguito all’aumento delle tensioni sulla guerra in Ucraina e della disputa sulle isole Curili, che il Giappone chiama &#8220;i territori settentrionali&#8221;.</p>
<p>Prima che le tensioni si concretizzassero nella guerra, Tokyo aveva già cominciato trattative con <strong>Joe Biden</strong>, sostenendo che avrebbe cooperato in caso di crisi e che avrebbe messo a disposizione parte delle proprie forniture di gas naturale liquefatto per i paesi europei dipendenti dal gas russo. Anche in merito alle sanzioni, il governo giapponese ha dimostrato una prontezza inaspettata e in linea con gli altri paesi occidentali. La politica giapponese è dunque passata da una cauta azione per raffreddare le tensioni con la Russia ad affermare che atti ignobili come l’invasione in corso dovranno essere severamente puniti.</p>
<p>Ad alimentare la posizione c’è poi la presenza militare russa, insieme a navi cinesi, nei mari che circondano il Giappone. Difatti, anche i rapporti tra Giappone e Cina sono tesi: in primis per il possesso delle isole Senkaku-Diaoyu, che sono sotto l’autorità giapponese e rivendicate dalla Cina, ma anche sul futuro di Taiwan, che il Giappone non vorrebbe cedere a Pechino. È probabile che Tokyo percepisca la violenza dell’esercito russo come un precedente da tenere sotto controllo, che potrebbe avere conseguenze al di là dei confini dell’Europa orientale.</p>
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		<title>Tra Grecia e Turchia continua lo scontro sui migranti. E l&#8217;Europa paga</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/tra-grecia-e-turchia-continua-lo-scontro-sui-migranti-e-leuropa-paga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 10:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1190" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-1536x952.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-2048x1269.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aprire e chiudere. Accogliere pochi e respingere tanti. Dentro gli ucraini (soprattutto quelli ortodossi) e fuori tutti gli altri (in particolare gli islamici). È il modello Grecia voluto dal molto conservatore premier Kyriàkos Mitsotakis: il fiore all’occhiello è il campo migranti di Samos, il “Multi purpose reception e identification centre”, una struttura “d’accoglienza” assai selettiva, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/tra-grecia-e-turchia-continua-lo-scontro-sui-migranti-e-leuropa-paga.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/tra-grecia-e-turchia-continua-lo-scontro-sui-migranti-e-leuropa-paga.html">Tra Grecia e Turchia continua lo scontro sui migranti. E l&#8217;Europa paga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1190" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-1536x952.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502121504644_6ce23840330abf8ef8e4a222c29b0183-2048x1269.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Aprire e chiudere. Accogliere pochi e respingere tanti. Dentro gli ucraini (soprattutto quelli ortodossi) e fuori tutti gli altri (in particolare gli islamici). È il modello <strong>Grecia</strong> voluto dal molto conservatore premier Kyriàkos Mitsotakis: il fiore all’occhiello è il campo migranti di <strong>Samos</strong>, il “Multi purpose reception e identification centre”, una struttura “d’accoglienza” assai selettiva, di certo molto severa. Ovunque filo spinato, sistemi di videosorveglianza, doppie porte, sbarre d’acciaio, cemento armato e scanner. Nella piccola <strong>isola dell’Egeo</strong> vengono concentrati gran parte degli irregolari (sette su dieci) provenienti dalla vicina <strong>Turchia</strong>. Qui si prevede all’identificazione, alla valutazione dei requisiti dei richiedenti asilo e al respingimento dei non aventi diritto. Senza appello.</p>
<p>Ovviamente le Ong d’ogni latitudine e i loro politici di riferimento gridano allo scandalo. A loro avviso il campo funge più da trampolino per i respingimenti che da porta d’entrata verso il vecchio Continente e accusano la polizia ellenica di metodi brutali o persino d’impiegare nuclei di migranti come ausiliari nella caccia ai clandestini.</p>
<p>Vero, verosimile o falso che sia il governo greco se ne frega. Con i soldi dell’<strong>Unione europea</strong> (circa 276 milioni di euro…), il governo d’Atene sta ora costruendo altre quattro strutture (a Lesbo, Chios, Kos e Leros) e prosegue imperito nel suo progetto. &#8220;La nostra priorità assoluta è un’efficace protezione delle frontiere&#8221;, ribadisce il ministro della Migrazione Notis Mitarakis snocciolando i numeri: in un anno gli sbarchi nelle isole dell’Egeo sono diminuiti del 96%. In più il governo Mitsotakis presenta come un successo l’indubbio miglioramento delle condizioni di vita degli “ospiti”: al posto delle misere baraccopoli del passato oggi i richiedenti asilo vengono alloggiati in strutture ad acceso controllato dotate di acqua corrente, servizi igienici, aree separate per le famiglie e maggiore sicurezza. Un modo secondo Mitarachi per restituire &#8220;dignità perduta alle persone in cerca di protezione internazionale e soddisfare le necessarie condizioni di contenimento per i migranti illegali che devono essere rimpatriati&#8221;. Al tempo stesso, almeno sinché dura la guerra, porte aperte ai profughi ucraini.</p>
<p>Sullo sfondo resta però il problema della <strong>Turchia</strong>, per i greci un vicino terribilmente ingombrante e invasivo. Non a caso la <strong>frontiera</strong> rimane volutamente porosa, somigliante a una saracinesca che si solleva o si chiude a seconda degli ondeggiamenti e delle necessità interne del governo di Ankara e alla fine tutto si riduce ad un affare molto redditizio. Un passo indietro. Nel 2016 la Turchia aveva siglato un accordo con l’Unione europea promettendo di ridurre l’immigrazione irregolare verso la Grecia (in cambio di denaro: 6 miliardi di euro, ufficialmente per garantire un’accoglienza a milioni di rifugiati siriani sul suo territorio). Poi nel 2020 una nuova crisi e il presidente <strong>Erdogan</strong> dichiarava di &#8220;non essere più disponibile a mantenere la chiusura delle frontiere con l’Europa&#8221; vista la crescente pressione di masse provenienti dall’Asia e all’Africa. Salvo poi “accettare” graziosamente un rifinanziamento di 485 milioni di euro dall’Unione Europea.</p>
<p>Insomma, i migranti impiegati cinicamente come &#8220;arma di pressione politica&#8221; o, se preferite, come un super bancomat.  Al punto che la Grecia ha più volte accusato la Turchia non soltanto di &#8220;non aver fatto abbastanza per arginare il fenomeno&#8221; e ha documentato più volte la stramba complicità della Guardia costiera anatolica nel traffico dei disperati.  A sua volta Ankara ha accusato più volte Atene di aver respinto illegalmente i migranti in &#8220;modo inumano&#8221;.</p>
<p>Un braccio di ferro che va avanti da anni, con diversi gradi d’intensità ma resta il dato che dal 2016 a oggi il meccanismo dei rimpatri, concordato all’epoca con l’Unione Europea, resta inceppato: in 5 anni Ankara ha accettato il ritorno in Turchia di appena 2140 migranti irregolari. Risultato? Le Ong protestano contro Atene, l’Unione Europea finanzia (con qualche imbarazzo) i centri di identificazione (o detenzione?), Ankara batte cassa. E continua a minacciare di rovesciare oltre l’Egeo nuove ondate di disperati.</p>
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		<title>Come funziona la rotta bielorussa dell&#8217;immigrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/come-funziona-la-rotta-bielorussa-dell-immigrazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=335658</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Se si va a guardare il tabellone dell&#8217;aeroporto di Minsk, alle 11:10 ogni giorno è previsto l&#8217;atterraggio di un volo da Damasco della compagnia aerea siriana Cham Wings. Fino a qualche settimana fa nella lista delle partenze e degli arrivi vi erano anche i voli da e per Baghdad, operati da una compagnia privata irachena. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/come-funziona-la-rotta-bielorussa-dell-immigrazione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13918175_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Se si va a guardare<a href="https://airport.by/en"> il tabellone dell&#8217;aeroporto di Minsk</a>, alle 11:10 ogni giorno è previsto l&#8217;atterraggio di un volo da <strong>Damasco</strong> della compagnia aerea siriana <em>Cham Wings</em>. Fino a qualche settimana fa nella lista delle partenze e degli arrivi vi erano anche i voli da e per <strong>Baghdad</strong>, operati da una compagnia privata irachena. É da queste tratte che arrivano i <strong>migranti</strong> dal Medio Oriente, è da qui che si sta originando la crisi migratoria<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quel-ricatto-di-lukashenko-che-sta-spaventando-l-ue.html"> capace di destabilizzare l&#8217;intera area orientale dell&#8217;Ue</a>. La Bielorussia è lontana da raggiungere via terra dalle aree di provenienza degli aspiranti richiedenti asilo. L&#8217;unico modo per alimentare<a href="https://it.insideover.com/politica/lukashenko-come-erdogan-la-nuova-arma-dei-migranti.html"> la rotta che tanto sta facendo discutere in queste ore</a> è proprio quello di richiamare centinaia di persone tramite gli aerei. E così lo scalo della capitale Minsk si è trasformato negli ultimi mesi in uno degli snodi migratori più delicati.</p>
<h2>Come arrivano i migranti in Bielorussia</h2>
<p>La rotta turca ha delle dinamiche facilmente comprensibili. Dall&#8217;<strong>Iraq</strong>, dalla <strong>Siria</strong> o dall&#8217;<strong>Afghanistan</strong> si arriva a piedi o comunque via terra nella penisola anatolica. Poi da qui o si raggiunge la Grecia o l&#8217;Italia via mare oppure, al contrario, si procede sempre via terra verso la penisola balcanica. Tra il 2015 e il 2016 è andata così. Nel giro di pochi mesi, quasi un milione di migranti dal medio oriente si sono spostati in Turchia e poi grazie soprattutto alla rotta balcanica hanno raggiunto i Paesi del nord Europa. Più difficile è comprendere invece le dinamiche della rotta bielorussa. Il Paese si trova molto più a nord rispetto alle aree di origine dei flussi migratori. Se un cittadino iracheno o afghano volesse mettere piede in Europa tramite la Bielorussia, dovrebbe attraversare il Caucaso, risalire le coste russe del mar Nero, accedere in Ucraina e solo dopo entrare in territorio bielorusso. Oppure, in alternativa, una volta giunto in Turchia dovrebbe attraversare il mar Nero per sbarcare in Ucraina e risalire verso Minsk. Ma in entrambi i casi la via balcanica o mediterranea risulterebbe decisamente più semplice.</p>
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<p>Chiaro quindi come un gruppo di migranti può raggiungere la Bielorussia solo in <strong>aereo</strong>. Se sempre più gruppi percorrono questa via, vuol dire che esistono dei vantaggi. A partire dalla facilità con cui è possibile accedere al Paese. A fianco delle rotte commerciali &#8220;tradizionali&#8221;, che mettono in comunicazione Minsk con metropoli russe e capitali di Stati ex sovietici, sui tabelloni dell&#8217;aeroporto della più grande città bielorussa sono apparse di recente indicazioni per capitali mediorientali. Un volo al giorno collega Minsk con Damasco, due voli quotidiani invece con <strong>Dubai</strong>. Sono invece ben tre i viaggi giornalieri con <strong>Istanbul</strong>. Fino a settembre c&#8217;era anche una tratta diretta con Baghdad. L&#8217;Europa però ha intimato alle autorità irachene di evitare collegamenti con la Bielorussia e il volo non spunta più sul tabellone. Ciò non toglie che un migrante iracheno può comunque raggiungere Dubai o Istanbul e da lì imbarcarsi per Minsk. In poche parole, tra gli aspirati profughi si è diffuso il <strong>passaparola</strong> secondo cui è molto più semplice arrivare via aereo in Bielorussia e, da qui, avventurarsi alla volta delle frontiere dell&#8217;Ue.</p>
<p>Un passaparola che, tra le altre cose, è diventato virale per via di una politica di visti turistici molto accomodante portata avanti dal governo bielorusso. A sottolinearlo è la <em>Reuters</em>, secondo cui il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aleksandr-lukashenko.html">Lukashenko</a> ha in tal modo richiamato, grazie anche alla compiacenza di alcune reti di trafficanti, migliaia di migranti nel suo Paese. Ed è così che ha potuto mettere in piedi il ricatto verso l&#8217;Europa dopo le sanzioni imposte da Bruxelles a Minsk.</p>
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<h2>Cosa accade a Minsk</h2>
<p>Una volta arrivato in Bielorussia, un migrante aspira ad andare subito verso il confine e raggiungere il territorio comunitario. Sempre secondo la Reuters, molti cittadini iracheni, siriani o afghani sono convinti di poter entrare in un qualsiasi Paese dell&#8217;Ue con il visto rilasciato dal governo bielorusso. Ovviamente la notizia non è vera. Ma tanto basta per riempire i voli dal medio oriente a Minsk. Qui i migranti vengono fatti alloggiare negli alberghi per una o due notti. A rivelarlo è la tv lituana <em>Lrt</em>. Ai gruppi di aspiranti profughi viene venduto un vero e proprio &#8220;pacchetto turistico&#8221;, comprendente biglietto aereo e alloggio a Minsk. Dopo le notti passate nella capitale bielorussa, ad entrare in azione sono i gruppi di trafficanti veri e propri. Per il governo polacco si tratterebbe di agenti delle forze speciali di Lukashenko, ma non è escluso che l&#8217;ultima tratta della rotta bielorussa venga gestita unicamente da organizzazioni criminali. Fatto sta che dagli alberghi di Minsk i migranti verrebbero, secondo le autorità di sicurezza lituane e polacche, prelevati e spediti al confine.</p>
<p>La direzione è duplice: i mezzi con a bordo i profughi sono diretti verso la Lituania oppure verso la Polonia. É così che si origina la crisi osservata nelle ultime settimane. A fronte di 80 ingressi illegali in tutto il 2020 tra la Bielorussia e le frontiere orientali dell&#8217;Ue, dal primo gennaio ad oggi di migranti ne sarebbe transitati già più di tremila. E almeno in diecimila sarebbero pronti a premere ancora lungo le frontiere. Nel frattempo a Minsk gli aerei dalle città mediorientali continuano ad atterrare pieni.</p>
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		<title>La bomba migratoria alle porte dell&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/polonia-bielorussia-muro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 08:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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<p>Ai confini della Polonia continua la pressione di centinaia di migranti arrivati dalla Bielorussia</p>
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		<title>Adesso la Polonia serve di nuovo all&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-polonia-serve-di-nuovo-allue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 08:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-1024x690.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-768x517.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-1536x1034.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-2048x1379.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nemico del mio nemico è pur sempre un amico. E se questo discorso vale per le &#8220;miserie&#8221; quotidiane, tanto più è valido per la strategia di un continente. Così, la Polonia guidata dal primo ministro Mateusz Morawiecki &#8211; quello che fino a qualche giorno fa era il peggior avversario interno dell&#8217;Unione europea &#8211; è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-polonia-serve-di-nuovo-allue.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-1024x690.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-768x517.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-1536x1034.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/poland-la-presse-2048x1379.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il nemico del mio nemico è pur sempre un amico. E se questo discorso vale per le &#8220;miserie&#8221; quotidiane, tanto più è valido per la strategia di un continente. Così, la <strong>Polonia</strong> guidata dal primo ministro Mateusz Morawiecki &#8211; quello che fino a qualche giorno fa era il peggior avversario interno dell&#8217;Unione europea &#8211; è tornata nel cuore dell&#8217;Europa. Trincea dell&#8217;Ue non tanto contro l&#8217;immigrazione incontrollata dalla Bielorussia, ma contro chi guida la Bielorussia, e cioè <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aleksandr-lukashenko.html">Aleksander Lukashenko</a>.</p>
<h2>La guerra ibrida</h2>
<p>Per Bruxelles, il problema dell&#8217;arrivo dei migranti alle frontiere polacche è un atto di <strong>&#8220;guerra ibrida&#8221;</strong>. Non c&#8217;è un esodo incontrollato dato dalle contingenze economiche e politiche, ma una regia di Minsk per vendicarsi delle sanzioni europee. Varsavia passa addirittura oltre, con Morawiecki che nella riunione d&#8217;emergenza del parlamento polacco ha puntato dritto verso <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>. Per il premier di Legge e Giustizia (PiS), Lukashenko potrà essere al limite &#8220;l&#8217;esecutore dell&#8217;ultimo attacco&#8221;, ma <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/denuncia-polonia-rischio-guerra-concreto-dietro-minsk-c-1988057.html">&#8220;il mandante è a Mosca&#8221;</a>. Una lettura che in questo momento accontenta tutti e, come spiegato anche da <em>Agi</em>, sicuramente per Varsavia si rivela una boccata d&#8217;ossigeno. Ma è una boccata d&#8217;ossigeno che, allargando lo spettro, può servire soprattutto all&#8217;Europa per evitare di riflettere troppo su un problema che stava diventando impellente: la rotta intrapresa dal governo conservatore polacco.</p>
<p>La conferma arriva dalle mosse di queste ore della diplomazia europea. Innanzitutto si punta il dito contro la <strong>Bielorussia</strong>, ritenuta colpevole di avere scatenato <a href="https://it.insideover.com/politica/lukashenko-come-erdogan-la-nuova-arma-dei-migranti.html">una guerra ibrida sfruttando i flussi migratori</a>. Accusa che per esempio non era mai stata accennata rispetto ad altri Stati in altri continenti, dove questa forma di pressione era stata solo sussurrata dagli osservatori. Per il fronte orientale, l&#8217;esodo di migranti non è mai stato considerato un problema di accoglienza, ma un atto di guerra. Ibrida, cioè combattuta con metodi non convenzionali, ma pur sempre guerra. E si sa che in un conflitto non si accettano divisioni né interpretazioni sui metodi utilizzati.</p>
<p><div id="gallery_335619" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_335619 = 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<h2>Solidarietà Ue verso la Polonia</h2>
<p>Proprio per questo motivo, altro punto in favore di Varsavia è che tutti sono uniti nell&#8217;esprimere solidarietà al governo di Morawiecki. Nessun problema con militari al confine e filo spinato: se c&#8217;è una guerra, vale tutto. Anche se lo fa quel premier che fino a qualche giorno fa era considerato il simbolo dell&#8217;ultranazionalismo. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, è atterrato a Varsavia per incontrare il primo ministro. Si è mosso addirittura il segretario generale della Nato, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, che ha parlato con il presidente polacco, Andrzej Duda, ribadendo che Minsk &#8220;sta usando i migranti come tattica ibrida inaccettabile&#8221; esprimendo piena solidarietà al Paese. Ed è arrivato anche il pieno sostegno della <strong>Germania</strong>, che attraverso il ministro dell&#8217;Interno ad interim, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/davvero-horst-seehofer-alter-ego-conservatore-della-merkel.html">Horst Seehofer</a>, ha chiesto all&#8217;Ue di agire perché Varsavia e Berlino &#8220;non possono farcela da sole&#8221;. &#8220;Dobbiamo aiutare il governo polacco a proteggere il loro confine esterno. Questo sarebbe effettivamente il compito della Commissione europea. Ora li invito ad agire&#8221;, ha detto il ministro alla <em>Bild</em>. Sulla stessa linea la Francia, che ha accusato il regime di Lukashenko di voler destabilizzare l&#8217;Ue lasciando che i migranti si ammassino ai confini con la Polonia.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-335692" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--1024x1024.png" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--1024x1024.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--768x768.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--1536x1536.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/polonia-bielorussia-mappa--2048x2048.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La difesa di Bruxelles nei confronti di Varsavia si è poi formalizzata anche nei capi d&#8217;accusa nei confronti di Minsk. Secondo alcuni <strong>rapporti</strong>, gruppi di migranti sarebbero arrivati in Bielorussia tramite voli commerciali e charter partiti da Emirati Arabi Uniti, Russia, Siria e Turchia. La commissaria agli Affari interni, <strong>Ylva Johansson</strong>, ha detto che quello a cui assistiamo è &#8220;un regime disperato e illegittimo che sta invitando le persone ad arrivare sul loro territorio dicendo che si tratta di un modo facile e sicuro per entrare nell&#8217;Ue. Queste persone vengono portate a Minsk, fatte alloggiare in hotel, poi vengono portate alle frontiere, ma da lì non possono più tornare&#8221;. Per l&#8217;Europa, quella al confine tra Polonia e Bielorussia &#8220;non è una crisi migratoria ma una vera e propria aggressione da parte di un regime&#8221;.</p>
<p>Per Varsavia, un sostegno così netto da parte di tutti i governi europei, anche di quelli più ostili alla sua linea politica, è una vittoria su tutta la linea. Isolato dopo le scelte sul fronte della magistratura e in generale sulle posizioni per i diritti civili, <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/polonia-e-ungheria-contro-bruxelles-i-fronti-dello-scontro.html">accusato di voler minare l&#8217;Ue</a> e di essere quasi in procinto di una <strong>&#8220;Polexit&#8221;</strong>, minacciato con la chiusura dei rubinetti del Next Generation Eu per non essere in linea con il liberalismo propugnato a Bruxelles, ora il governo polacco è l&#8217;ultimo baluardo rispetto a quella linea di confine orientale che per molti significa Russia. Lo è per la Nato, lo è per l&#8217;Ue. E ci ricorda come la descrizione di un esecutivo o di un Paese, o anche di una crisi, possa cambiare rispetto alle contingenze del tempo. Adesso la Polonia serve di nuovo.</p>
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			</item>
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		<title>La Polonia alla prova della guerra ibrida di Lukashenko</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-polonia-alla-prova-della-guerra-ibrida-di-lukashenko.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 09:11:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=332246</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1436" height="742" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bielorussia, a Minsk raduno pro-governativo con Lukashenko" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg 1436w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-768x397.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1436px) 100vw, 1436px" /></p>
<p>In Polonia è stato di emergenza dal 2 settembre, giorno in cui il presidente Andrzej Duda, rispondendo alle richieste di aiuto provenienti dai voivodati di Lublino e della Podlachia, ha decretato l&#8217;inizio ufficiale dell&#8217;offensiva contro la &#8220;guerra dei migranti&#8221; di Aleksandr Lukashenko. Questa guerra di natura ibrida, che rappresenta la prima minaccia seria, diretta e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-polonia-alla-prova-della-guerra-ibrida-di-lukashenko.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1436" height="742" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bielorussia, a Minsk raduno pro-governativo con Lukashenko" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg 1436w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-768x397.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1436px) 100vw, 1436px" /></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">In Polonia è stato di emergenza dal 2 settembre, giorno in cui il presidente<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-andrzej-duda.html"> Andrzej Duda</a>, rispondendo alle richieste di aiuto provenienti dai voivodati di Lublino e della Podlachia, ha decretato l&#8217;inizio ufficiale dell&#8217;offensiva contro la &#8220;guerra dei migranti&#8221; di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aleksandr-lukashenko.html">Aleksandr Lukashenko</a>.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Questa guerra di natura ibrida, che rappresenta la prima minaccia seria, diretta e concreta alla sicurezza nazionale della Polonia postcomunista, nasce all&#8217;indomani del crescendo di tensioni estive tra Unione Europea e Bielorussia – il caso Tsimanouskaya – e ha condotto all&#8217;ammassamento di decine di migliaia di migranti lungo i confini meridionali della Lituania e la parete orientale della Polonia. Migranti provenienti da Medio Oriente e Asia centrale – Afghanistan incluso – e che alle rotte tradizionali di Mediterraneo e Balcani hanno preferito quella orientale, inconsapevoli di essere entrati in un gioco più grande di loro, di essere dei pedoni la cui sorte è decisa dallo scacchista bielorusso.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">I numeri danno ragione alla linea dura di <a href="https://it.insideover.com/politica/conservatori-filo-usa-e-anti-russia-cosi-il-pis-ha-cambiato-la-polonia.html">Diritto e Giustizia</a>:<a href="https://tass.com/world/1344737"> più di diecimila persone hanno provato a superare illegalmente</a> il confine polacco-bielorusso da inizio agosto ad inizio ottobre, <span style="font-size: 1rem;">oltre 50 delle quali identificate come appartenenti ad organizzazioni criminali e/o terroristiche. La stragrande maggioranza dei tentativi di attraversamento è avvenuta nel caotico mese di settembre, quando le autorità hanno registrato </span><span style="font-size: 1rem;">7.535 tentativi di ingresso e i primi decessi tra i migranti,<a href="https://www.eunews.it/2021/09/22/quattro-migranti-morti-assiderati-confine-polonia-bielorussia/158562"> morti per assideramento nel corso del cammino</a>. </span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">L&#8217;obiettivo di Lukashenko è chiaro: aumentare la tensione in maniera brusca ma controllata per negoziare una riconfigurazione delle relazioni con i vicini favorevole a Minsk. Perché l&#8217;asse Polonia-Baltici, invero, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html">ha scritto e condizionato pesantemente l&#8217;euroagenda per la Bielorussia sin dai disordini post-elettorali dello scorso anno</a>. E Lukashenko, oggi, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-destino-di-lukashenko-nelle-mani-di-putin.html">forte del ripristino del legame con il Cremlino</a>, è alla ricerca di rivalsa sull&#8217;Europa. Una rivalsa modellata sugli esempi <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/aumentano-gli-sbarchi-dalla-turchia-possibile-un-ricatto-di-erdogan.html">turco</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/dai-marielitos-alla-crisi-di-ceuta-quando-l-immigrazione-e-un-arma.html">marocchino</a>, che, in quanto carica di potere destabilizzativo, potrebbe concludersi con una vittoria bielorussia.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">La storia delle migrazioni pilotate insegna che i registi vincono quasi sempre, ottenendo tutto o parte di ciò che desiderano dal loro bersaglio. E non è da escludere che Lukashenko, oltre all&#8217;ammansimento del proprio burbero vicinato, serbi delle ambizioni di condizionamento sull&#8217;Unione Europea nel suo insieme. Ambizioni che potrebbero spaziare da un disgelo diplomatico ad un ridimensionamento del regime sanzionatorio, passando per la fine del supporto all&#8217;opposizione antisistema, e che potranno essere fermate soltanto apprendendo dagli errori commessi con la Turchia.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Per capire che cosa sta accadendo lungo il confine polacco-bielorusso, e quali piani ha approntato il governo per fronteggiare l&#8217;emergenza ibrida, abbiamo intervistato il giovane diplomatico polacco Edgar Kobos. Medaglia al valore della Croce Rossa Polacca e capo della delegazione giovanile della Polonia presso le Nazioni Unite, Kobos ha accettato di rispondere ad alcune domande su questa guerra ibrida ai confini dell&#8217;Europa.</p>
<p><strong>La crisi dei rifugiati tra Polonia e Bielorussia va peggiorando con lo scorrere delle settimane. Più di quattro persone sono morte a fine settembre mentre cercavano di attraversare il confine. Potrebbe aiutarci a capire meglio che cosa sta succedendo e, soprattutto, perché?</strong></p>
<p>Attualmente, lungo il confine tra Polonia e Bielorussia, si trovano persone provenienti da Paesi come Afghanistan, Iraq e Siria. Sono tutti ammassati dall&#8217;altra parte della frontiera, quella con la Bielorussia, appunto. E si trovano bloccate nell&#8217;area di frontiera, queste persone, perché la Polonia non sta facendo altro che proteggere i confini esterni dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>I confini esterni dell&#8217;Unione Europea possono essere protetti soltanto impedendo a queste persone di entrare nel territorio della Polonia. La Bielorussia, dal canto suo, non consente loro di andare altrove, di tornare indietro.</p>
<p><strong>Quali sono i numeri di questa guerra dei migranti? Quante persone cercano di attraversare giornalmente e/o settimanalmente il confine polacco-bielorusso?</strong></p>
<p>Parliamo di diverse centinaia di tentativi di sconfinamento su base giornaliera, che vengono scoperti e impastoiati dai servizi della Polonia. Questi servizi non sono soltanto la Guardia di frontiera, ma anche le forze armate e le forze dell&#8217;ordine, che in questo momento si trovano al confine.</p>
<p>Succede che alcune di queste persone riescano a superare il confine, ma molto spesso vengono catturate dopo aver percorso soltanto alcuni, pochi chilometri. Siamo a conoscenza, finora, di pochi e singoli casi di migranti che, traversando l&#8217;intera Polonia, sono riusciti a raggiungere la <strong>Germania</strong>.</p>
<p><strong>Quali potrebbero essere le capacità della Bielorussia in merito alla strumentalizzazione dei flussi migratori? Mi spiego: è possibile che si assista ad un incremento ulteriore delle persone in arrivo o, invece, il limite è stato già raggiunto?</strong></p>
<p>Io, personalmente, credo che il numero dei flussi migratori provenienti dalla Bielorussia e diretti contro la Polonia possa essere ancora più alto, sebbene al momento sembra improbabile che ciò accade. E il motivo è semplice: la nostra frontiera è davvero ben sorvegliata. I servizi polacchi, poi, non stanno proteggendo solamente il confine polacco, ma anche quello lituano, dove cooperano con le forze dell&#8217;agenzia comunitaria <strong>Frontex</strong>.</p>
<p><strong>Qual è stata la reazione del governo Morawiecki?</strong></p>
<p>Il governo ha proceduto a sigillare il confine costruendo un muro di filo spinato e proclamando lo stato di emergenza alla frontiera, presso la quale sono stati dispiegati l&#8217;esercito, la polizia e i guardaconfini. Migliaia di ufficiali stanno operando in maniera costante allo scopo di proteggere i nostri confini. Il direttore dell&#8217;agenzia europea Frontex, tra l&#8217;altro, ha lodato le azioni dello Stato polacco a questo proposito.</p>
<p><strong>La Polonia è generalmente considerata una nazione molto sicura, con un livello elevato di protezione dalle minacce ibride, ma gli eventi di questi mesi hanno messo in crisi questa lettura. La Polonia è vulnerabile alle armi delle nuove guerre, in questo caso costituite dai migranti, proprio come tutti gli altri, cioè Germania, Italia, Ungheria, eccetera. Preso atto di ciò, in che modo crede la crisi inciderà nel lungo termine, influenzando il vostro concetto di sicurezza nazionale?</strong></p>
<p>La mia opinione è che lo Stato polacco sia forte a sufficienza da respingere tanto questa quanto altre minacce potenziali e che la sicurezza nazionale, almeno nel breve termine, non sia in pericolo. Nonostante il mondo stia venendo scosso da fenomeni sociali ed economici negativi, la Polonia procede sul cammino dello sviluppo e lo fa in maniera intensiva.</p>
<p>I rappresentanti di molte nazionalità vivono nella società polacca contemporanea e non ci sono conflitti a fare da sfondo, come invece accadde un centinaio di anni or sono, ai tempi della Prima repubblica di Polonia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-polonia-alla-prova-della-guerra-ibrida-di-lukashenko.html">La Polonia alla prova della guerra ibrida di Lukashenko</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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