La geopolitica della corsa allo spazio
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Fino a qualche mese fa il “luogo più pericoloso al mondo” era Taiwan, la famigerata isola situata nel Mar Cinese Meridionale e al centro del braccio di ferro a distanza tra Cina e Stati Uniti. Adesso, complice la guerra in Ucraina e l’inasprirsi di tensioni nel cuore dell’Europa, c’è un nuovo “posto più pericoloso del mondo”. Si chiama Suwałki gap, ovvero Corridoio di Suwałki, ed è un’area scarsamente popolata a sud-ovest del confine tra Lituania e Polonia.

La sua pericolosità sta nel fatto di essere il primo punto di contatto geografico tra Russia e Nato nel caso di un’ipotetica resa dei conti tra Mosca e l’Alleanza atlantica. Considerando che nell’area citata si trovano soltanto campi e distese verdi, c’è chi sostiene che non avrebbe senso, per il Cremlino, attaccare un luogo simile. Eppure basta dare un’occhiata ad una qualsiasi cartina geografica per rendersi conto che non è così.

Intanto il Corridoio di Suwałki è una rotta terrestre diretta a Kaliningrad, l’enclave russo affacciato sul Mar Baltico. Inoltre, a fronte di un conflitto con l’Occidente, la Russia potrebbe enetrare nel corridoio contemporaneamente da est e da ovest. In tal caso, i Paesi baltici verrebbero letteralmente isolati dai loro alleati europei a sud.



Corrdoio e ponte

Come ha spiegato Politico, un’invasione russa taglierebbe fuori Lituania, Lettonia ed Esonia dal resto della Nato. Certo, uno scenario del genere comporterebbe anche un confronto immediato tra il Cremlino e i membri della Nato, e dunque un conflitto nucleare con tutti i gravissimi rischi che ne scaturirebbero.

Il Suwałki Gap è comunemente detto corridoio. Vladimir Putin potrebbe però trasformarlo in un ponte per collegare la Russia a Kaliningrad, proprio come ha fatto in Ucraina meridionale conquistando i territori del sud per avvicinare la Federazione Russa alla Crimea.

Se ci fosse un ponte terrestre capace di unire l’enclave russo di Kaliningrad alla Russia, allora Mosca potrebbe unire in un colpo solo le truppe russe stanziate proprio a Kaliningrad con quelle di stanza in Bielorussia (con Minsk, ricordiamolo, stretta alleata russa). A Kaliningrad, la Russia può contare su una ingente presenza militare, che comprende armi nucleari, decine di migliaia di soldati oltre alla sua flotta baltica.

La Nato e i rischi futuri

Al momento non ci sono segnali capaci di indicare un imminente assalto russo per conquistare il corridoio. In ogni caso, è fondamentale prestare attenzione alle parole di Putin. Il presidente russo sembra divertirsi a far indovinare all’Occidente quale sarà la sua prossima mossa. Terminerà la sua “operazione militare speciale” con la conquista del Donbass, proseguirà verso ovests tendando di prendersi Odessa oppure metterà nel mirino il Suwałki Gap? Impossibile dirlo con certezza.

Qualche settimana fa Putin ha elogiato le gesta imperiali di Pietro il Grande spaventando i Paesi baltici, mentre Mikhail Kasyanov, ex primo ministro russo, ha lanciato una previsione emblematica, sostenendo che “gli Stati baltici saranno i prossimi” se l’Ucraina cade.

Sia chiaro: se la Russia dovesse toccare una tra Polonia o Lituania, allora scatterebbe immediatamente la disposizione di mutua difesa contenuta nell’articolo 5 della Nato. Ma siamo sempre al livello teorico. “Quanto sarebbero ansiosi Washington e la Nato di rischiare l’Armageddon su un tratto di terreno agricolo, in gran parte disabitato, che pochi dei loro cittadini sanno che esiste? È esattamente il tipo di caso limite che Putin si è dimostrato ansioso di testare”, ha scritto Politico. Ecco perché il Suwałki Gap è diventato, di colpo, il posto più pericoloso al mondo.

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