<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Matteo Renzi Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/matteo-renzi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/matteo-renzi</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 04:58:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Matteo Renzi Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/matteo-renzi</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Deficit e debito, gli &#8220;zero virgola&#8221; e l&#8217;affanno dell&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/deficit-e-debito-gli-zero-virgola-e-laffanno-dellausterita-di-meloni-e-giorgetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 04:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di bilancio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=514524</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Meloni Giorgetti Governo bilancio Austerita Parlamento" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Deficit e debito, gli "zero virgola" e l'affanno dell'austerità di Meloni e Giorgetti. Gli scenari e le prospettive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/deficit-e-debito-gli-zero-virgola-e-laffanno-dellausterita-di-meloni-e-giorgetti.html">Deficit e debito, gli &#8220;zero virgola&#8221; e l&#8217;affanno dell&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Meloni Giorgetti Governo bilancio Austerita Parlamento" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>deficit pubblico dell&#8217;Italia </strong>certificato dall&#8217;<strong>Istat per il 2025 </strong><a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/notifica-dellindebitamento-netto-e-del-debito-delle-amministrazioni-pubbliche-secondo-il-trattato-di-maastricht-anni-2022-2025/"><strong>è pari al 3,1% del Pil</strong>, </a>a un&#8217;incollatura dalla soglia del 3% che riporterebbe il Paese nel quadro del rispetto dei parametri di Maastricht e del <strong>Patto di Stabilità,</strong> evitando lo sforamento delle regole europee. Un dato, quello di Roma, nettamente inferiore rispetto al -8,1% del 2022 e su cui pesano una crescita nel quarto trimestre del 2025 superiore alle aspettative (+0,3% contro +0,2%) ma ancora anemica sul fronte del denominatore e l&#8217;eredità dei pagamenti per il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html" type="post" id="419634">Superbonus 110%</a> su quello del nominatore</strong>. Ma il dato di fatto che emerge, in generale, è quello di un Paese che si trova ancora di fronte a grandi incertezze. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dibattiti sui dati dell&#8217;Istat</h2>



<p>La polemica mediatica e politica italiana si è divisa, con <strong>figure come l&#8217;ex premier Matteo Renzi che hanno attaccato la premier Giorgia Meloni per non aver centrato l&#8217;obiettivo</strong> e la presidente del Consiglio che si è difesa sottolineando l&#8217;eredità dei bonus edilizi e rivendicando i risultati ottenuti. Non sono mancate le critiche all&#8217;Istat. &#8220;Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo&#8221;, ha scritto Meloni su X. </p>



<p>Più articolato il commento di <strong>Osvaldo De Paolini, che su <em>Il Giornale</em></strong>&nbsp;ha scritto che &#8220;l&#8217;uscita dalla procedura d&#8217;infrazione in cui Bruxelles ci aveva costretto, non è un trofeo da esibire, ma uno strumento essenziale per rafforzare la posizione dell&#8217;Italia agli occhi degli investitori e delle istituzioni internazionale&#8221; e dunque &#8220;diventa ancora più incomprensibile la rigidità dell&#8217;Istat, che sembra ignorare il quadro complessivo e rifugiarsi in una lettura notarile dei numeri, come se questi vivessero in un vuoto pneumatico, scollegati dalla realtà economica e strategica del Paese&#8221;. Una lettura, questa, che però apre a problematiche interpretazioni su che tipo di lettura dovrebbe dare un&#8217;istituzione puramente <strong>tecnica come l&#8217;efficiente e ben strutturato apparato di Via Cesare Balbo.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;austerità e il deficit</h2>



<p>La realtà è più complessa. E parla di un <strong>progetto nazionale che sembra avere il fiato corto</strong> sul piano della corsa allo sviluppo economico. Oltre che di dati che la realtà dei fatti impone di leggere in maniera ancora più articolata. Meloni ha indicato nella moderazione di bilancio affidata al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-e-rigore-austerita-di-meloni-e-giorgetti-per-italia.html" type="post" id="488446"><strong>Giancarlo Giorgetti</strong> </a>la via maestra per trovare legittimazione in Unione Europea, ha firmato la riforma del nuovo Patto di Stabilità e spinto sull&#8217;uso strategico del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> come volano per colmare i gap d&#8217;investimenti pubblici e programmazione strategica. Il 2026 è l&#8217;anno in cui i nodi vengono al pettine. Il deficit è sceso, ma l&#8217;Italia resta fuori dai parametri; la crescita è ancora sotto l&#8217;1%; <a href="https://it.insideover.com/energia/cosi-big-oil-guadagna-30-milioni-lora-grazie-alla-guerra-in-iran.html" type="post" id="514217">la <strong>tempesta energetica del Golfo</strong></a> mette sotto pressione gli approvvigionamenti delle imprese e le bollette dei cittadini<a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/dfp-inflazione-sale-al-28-nel-2026-picco-nel-quarto-trimestre-nRC_23042026_1021_286979155.html"> e spinge al rialzo l&#8217;inflazione, stimata dall&#8217;Ocse al 2,6% per il 2026, un punto sopra i dati dell&#8217;anno scorso.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra di anni difficili</h2>



<p>Il rischio è che quella parsimonia a lungo perorata diventi <strong>austerità necessaria</strong> qualora il vento di tensione diventi buriana globale. Col paradosso che a un&#8217;Italia che dopo gli anni dei cordoni delle borse aperti sfruttati dai governi Conte II e Draghi ha deciso di operare in senso prudente si imponga un&#8217;ulteriore avvitata in termini di tagli e ridimensionamenti della spesa pubblica. Proprio mentre il clima internazionale volge al peggio. L&#8217;inflazione, il caro-energia e la crescita anemica &#8220;mangiano&#8221;, ricorda <em><a href="https://www.milanofinanza.it/news/italia-per-l-ocse-l-inflazione-salira-al-2-6-un-monito-che-gela-la-prossima-manovra-202604231532172349">Milano Finanza</a>,</em> spazi di manovra per la prossima legge di bilancio e il <strong><a href="https://www.dirittobancario.it/art/il-documento-di-finanza-pubblica-2026/">Documento di Finanza Pubblica (Dfp)</a></strong> licenziato mercoledì dal Mef ne prende atto. </p>



<p><strong>Meloni e Giorgetti non possono dormire sonni tranquilli,</strong> e indubbiamente potrebbero venire al pettine i nodi legati al perseguimento di un&#8217;austerità sostanziale finalizzati a un traguardo non raggiunto, ma indubbiamente mentre l&#8217;esecutivo attende l&#8217;ultima Legge di Bilancio della legislatura anche l&#8217;intero spettro politico non può non fare i conti con gap strutturali e non imputabili unicamente all&#8217;esecutivo. La debolezza della politica industriale, con la &#8220;supplenza&#8221; delle partecipate, l&#8217;incertezza del quadro europeo che non prevede sospensioni di regole e il trend generale di ridimensionamento dell&#8217;Europa nel mondo lasciano pochi spazi all&#8217;immaginazione. <strong>Dopo il voto del 2027 difficilmente il quadro muterà.</strong> E non sarà per uno &#8220;zero virgola&#8221; in più o in meno che si farà la differenza. Senza la capacità di pensare in grande in Europa e pensare una grande Europa nel mondo anche l&#8217;Italia sarà chiamata a dover gestire situazioni a dir poco asimmetrico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/deficit-e-debito-gli-zero-virgola-e-laffanno-dellausterita-di-meloni-e-giorgetti.html">Deficit e debito, gli &#8220;zero virgola&#8221; e l&#8217;affanno dell&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=491240</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è molto discusso del dibattito (chiamiamolo così) tra Carlo Calenda e Jeffrey Sachs. Vediamo qualche fatto concreto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbondantemente commentato, circola molto sui social lo spezzone di trasmissione in cui <strong>Carlo Calenda</strong> si confronta con l&#8217;economista e professore della Columbia University Jeffrey Sachs al quale, a un certo punto della discussione, dà del &#8220;bugiardo&#8221; e del &#8220;propagandista putiniano&#8221;. Circola, il video, anche perché Calenda lo promuove, essendone a quanto pare orgoglioso. Non ci sarebbe alcuna ragione per occuparsi di una cianfrusaglia politica come Calenda, e ancor meno dei suoi show televisivi, se non fosse che tutto in quello pseudodibattito (dove peraltro si è permesso a uno degli interlocutori di insultare l&#8217;altro, non bello) è <strong>perfettamente esemplare della distorsione ideologica che subiamo da anni</strong> e che ha portato l&#8217;Europa nel vicolo cieco in cui ora si trova.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Intanto, vale la pena di sottolineare lo squilibrio di competenze. Sachs, 70 anni, ha un importante passato come consulente di Governi e capi di Stato: lo è stato per il Governo polacco nel 1989, per&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbaciov">Mikhail Gorbaciov</a>&nbsp;nel 1990-1991, per il team economico del presidente russo&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Eltsin">Boris Eltsin</a>&nbsp;nel 1991-1993 e per quello del presidente ucraino&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonid_Kuchma">Leonid Kuchma</a>&nbsp;nel 1993-1994. Poi dal 2001 al 2018 è stato consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, prima con <strong>Kofi Annan</strong> e poi con <strong>Antonio Guterres</strong>. Altrimenti detto, e con rispetto parlando, Sachs si occupava ad altissimo livello di Russia e Paesi circostanti quando Calenda, nato nel 1973, faceva con risultati altalenanti il liceo e aveva appena messo incinta la segretaria del patrigno. </p>



<p>Ma non importa. Calenda, in seguito, è stato vice-ministro dello Sviluppo economico (2013-2016) e poi ministro dello stesso dicastero (2016-2018) con due premier ora superatlantisti come <strong>Paolo Gentiloni </strong>e <strong>Matteo Renzi</strong>. Qualche competenza dovrebbe averla anche lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le umiliazioni cinesi della Ue</h2>



<p>E questo ci riporta al dibattito di cui sopra. Sachs esprime le sue opinioni, che possono essere condivise o meno. I lettori di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-a-jeffrey-sachs-sanzioni-contro-mosca-inutili-e-dannose-per-la-pace-gaza-laccordo-non-reggera.html">ne hanno appena avuto un saggio</a> e, da persone adulte, possono serenamente giudicare. A chi scrive, per esempio, del suo intervento televisivo è parsa molto convincente la parte in cui <strong>ha criticato l&#8217;assenza di una diplomazia europea</strong>, che si è schiacciata su quella americana e ha rinunciato a ogni forma di comunicazione con quelli che considera rivali sistemici, la Russia e la Cina. Ma se non parli con gli avversari, con quelli che ti preoccupano, con chi parli? <strong>A che serve una diplomazia?</strong> E i risultati si vedono. In luglio la delegazione europea formata da Ursula von der Leyen, la responsabile della politica Estera Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivata a Pechino per trattare sulle politiche commerciali, è stata a dir poco umiliata. E in questi giorni, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html">come ha raccontato Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>, il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Johann Wadephul</strong>, ha dovuto annullare una visita in Cina, programmata da tempo, perché nessuno dei dirigenti cinesi era disponibile a riceverlo. Quanto alla Russia non serve parlarne.</p>



<p>Ma nella visione di Calenda va bene così, è giusto così. <strong>Anche se poi dice che la trattativa Ue sui dazi con Trump è stata un disastro.</strong> Sarebbe interessante capire come sarebbe potuta andare diversamente, se ci siamo amputati di ogni spazio di manovra politica e se abbiamo affidato tre dei dicasteri più importanti della Commissione europea a esponenti dei piccoli Paesi baltici, che sono più filoamericni di molti americani: la Kallas, già citata, già premier dell&#8217;Estonia, alla Politica estera; <strong>Andrius Kubilius</strong>, già premier della Lituania, al commissariato per la Difesa e lo spazio; e <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, ex premier della Lettonia, alla politica economica e finanziaria.    </p>



<p>Ma dove Calenda rivela tutta la propria pochezza è quando ricicla l&#8217;armamentario tipico della politica europea di quest&#8217;ultimo decennio, lo stupidario ideologico che ci ha portati nell&#8217;attuale situazione. Primo capitolo: la famosa dipendenza energetica dalla Russia. Calenda ricorda di essere andato, da ministro, a trattare coi russi sul gas, anche se c&#8217;era già stata l&#8217;occupazione della Crimea e anche se, allora, spendeva parole al miele per la Russia (<strong>si veda qua sotto</strong>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Era solo il 2016 quando il putiniano Calenda voleva trasferire, addirittura, il Colosseo in Russia. <a href="https://t.co/Q4G0SX2tZ1">pic.twitter.com/Q4G0SX2tZ1</a></p>&mdash; Danilo Della Valle (@Dani_DellaValle) <a href="https://twitter.com/Dani_DellaValle/status/1909520219619344541?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Calenda dice di essersene pentito</strong> ma non dice perché lui e il Governo di cui faceva parte si comportavano in quel modo. La risposta la diamo noi per lui: <strong>perché ci conveniva.</strong> Perché la famosa &#8220;dipendenza&#8221; l&#8217;Europa l&#8217;ha cancellata con un tratto di penna (quindi non era questa gran schiavitù) ma con quel tratto ha rinunciato anche ad avere energia sicura (abbiamo importato petrolio e gas russo dai primissimi anni Sessanta) a prezzi accettabili, mandando a catafascio il proprio modello economico. E cacciandosi nella situazione per cui <strong>Mario Draghi</strong>, che da premier trattava gli italiani come dei <em>minus habens</em> rimproverando loro di preferire i condizionatori alla libertà, oggi piange i costi eccessivi dell&#8217;energia che penalizzano la competitività europea. E propone di lasciar perdere la Ue ma di affidarsi di volta in volta, problema per problema, a &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221;. Un bel risultato, no?</p>



<p>Ma Calenda rivela tutta la pochezza intellettuale di questo modo di affrontare i problemi quando Sachs dice che nel 2014, lui presente a Kiev, i maneggi degli Usa contribuirono a far andare le cose come andarono. <strong>È lì che Calenda gli dà del bugiardo e del propagandista putiniano.</strong> Ma non solo: dice che nel 2014 gli ucraini (attenzione: gli ucraini) si ribellarono per non finire sotto l&#8217;influenza russa. </p>



<p>Non c&#8217;è una sola parola di Calenda, in questi passaggi, che contenga una minima percentuale di verità. Sui maneggi degli americani non ci sono più dubbi. Vale come primo esempio la famosa affermazione con cui la vicesegretaria di Stato <strong>Victoria Nuland</strong> rivendicava i 5,1 miliardi di dollari spesi per &#8220;promuovere la partecipazione civica e il buon governo&#8221;; o la telefonata in cui la Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev, Geoffrey Pyatt, prima della fuga del presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e del ribaltone, discettavano su chi sarebbe stato il prossimo primo ministro dell&#8217;Ucraina, che poi, guarda caso, fu proprio il loro preferito, Arsenij Jaceniuk. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come andò nel 2014</h2>



<p>E poi la questione &#8220;degli ucraini&#8221; che non volevano sottostare all&#8217;influenza russa. Calenda fa finta di non sapere (e se non lo sa, peggio ancora) che non era affatto così. C&#8217;è un&#8217;infinità di ricerche sul campo, incontestabili, che raccontano una realtà ben diversa. Nel 2013, con l&#8217;Euromaidan in pieno corso, <strong>USAID (l&#8217;agenzia Usa per lo sviluppo, quella detestata da Trump) pubblicò uno studio</strong> da cui risultava che il 37% degli ucraini desiderava l&#8217;adesione alla Ue mentre il 33% preferiva l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia. Stesso studio: il 35 chiedeva di intensificare le relazioni con la Ue, il 34% quelle con la Russia.</p>



<p><strong>Ricerca dell&#8217;istituto americano Gallup (pubblicata nel marzo 2014)</strong>: il 17% degli ucraini considerava la Nato &#8220;una protezione&#8221; mentre il 29% la considerava una minaccia (e il 44% non sapeva giudicare). Adesione alla Ue: 52% di sì nell&#8217;Ucraina occidentale, 55% in quella centrale, 19% in quella orientale. Fedeltà alla Russia: 25% di consensi nell&#8217;Ucraina occidentale, 42% in quella centrale, 60% in quella orientale. </p>



<p><strong>Ricerca del Razumkov Center di Kiev (maggio 2013):</strong> il 41,7% si pronuncia per l&#8217;integrazione nella Ue, il 31% per l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia, il 13,5% per il non allineamento rispetto a entrambe.</p>



<p><strong>Ricerca del Kiev International Institute of Sociology (febbraio 2014)</strong>: il 23% supportava il presidente in carica Janukovich, il 40% la protesta e un 32% si diceva neutrale.</p>



<p>Ricerche Usa e Ucraine, come si vede, nessun filoputiniano di mezzo. <strong>Quindi dire, come fa Calenda, che &#8220;gli ucraini&#8221; erano tutti schierati contro la Russia è una bugia (se Calenda è preparato) o una mistificazione</strong>, in ogni caso un&#8217;affermazione, questa sì, di propaganda non suffragata dai fatti. Furono proprio i maneggi degli Usa, della Ue e degli oligarchi ucraini a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall&#8217;altro. E per finire con il famoso dibattito Tv: da un lato c&#8217;era uno studioso come Sachs, con decenni di esperienza sui temi trattati, che esprimeva opinioni personali, giuste o sbagliate che possiamo ritenerle; dall&#8217;altra un politicante come Calenda che, per sua stessa ammissione, di opinioni su quel tema ne ha già cambiate diverse, ora sostiene tesi ideologiche e non rispondenti ai fatti e dà del bugiardo e del propagandista agli altri. Fate voi.</p>



<p><strong><em>Noi di InsiderOver ci proviamo sempre: ad andare oltre i luoghi comuni e oltre il frastuono della cronaca,  a cercare di trovare uno notizia in più, un fatto in più, un dato in più. È il nostro impegno e la nostra passione. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Diventa uno dei nostri, abbonati subito!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Macron italiano cercasi? Il conte Gentiloni scalda i motori</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-italiano-cercasi-il-conte-gentiloni-scalda-i-motori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 13:24:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=485311</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Italia si vocifera di una discesa in campo di Paolo Gentiloni pronto a guidare una grande coalizione contro Giorgia Meloni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-italiano-cercasi-il-conte-gentiloni-scalda-i-motori.html">Macron italiano cercasi? Il conte Gentiloni scalda i motori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911224328555_1f9f19e8905918e1fa8742c2fe72b15b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre Emmanuel Macron è in piena sindrome Versailles e procede imperterrito a far sovrintendere la Francia da governi senza maggioranza, in Italia un piccolo Macron si scalda in panchina, lato centrosinistra. Perché panchinaro è panchinaro, e pure d’eccellenza, <strong>Paolo Gentiloni</strong>. Aristocratico romano della famiglia Gentiloni Silveri conti di Filottrano, Cingoli, Macerata e Tolentino, l’ex ministro degli Esteri, già Presidente del Consiglio e, fino a dicembre, commissario Ue per gli Affari economici, rappresenta quella “riserva della Repubblica” funzionale ai poteri forti sempre attenti a che tutto cambi affinché nulla cambi. </p>



<p>Nel Partito Democratico, neanche a dirlo, è piazzato nella corrente ultramoderata. Così moderata che al confronto <strong>Elly Schlein</strong>, equilibrista armocromata, pare una Che Guevara gay friendly. Mentre quest’anno la leader cercava di travestire i Dem da pacifisti osando qualche critica al piano di riarmo europeo, lui lo commentava così, serafico: “È un primo passo, credo che vada nella direzione giusta”.</p>



<p>Perché mentre la segretaria il problema del risultato alle regionali e alle prossime politiche se lo pone, per <em>Er Moviola</em> &#8211; questo il suo soprannome, azzeccatissimo – il popolo è una variabile indipendente. Del resto, da quarant’anni passa da un incarico all’altro <strong>senza aver mai brillato in popolarità né tanto meno in consenso</strong>: da giovanissimo militante del gruppo del Manifesto e del Pdup, passando dall’ufficio di portavoce di Rutelli sindaco di Roma fino alla Margherita, per giungere infine al Pd, non si può certo dire che sia uno abituato a contare per i voti che porta. L’unica volta che ci provò, nel 2013, gli andò inspiegabilmente male: alle primarie per la candidatura a sindaco della Capitale arrivò terzo su tre, dopo <strong>Ignazio Marino</strong> e <strong>David Sassoli</strong>. </p>



<p>La consistenza del suo peso politico non faceva ombra. Ecco perché Matteo Renzi, dopo la sconfitta al referendum costituzionale, lo designò suo successore a Palazzo Chigi: chi meglio di Gentiloni poteva dare garanzie di non oscurarlo? E poi il conte è ben inserito negli ambienti giusti. Non per nulla a maggio, passati neanche cinque mesi dall’aver lasciato la Commissione a Bruxelles, è diventato membro della società di consulenza <strong>European House Ambrosetti.</strong> Lo stesso che organizza ogni anno il forum di Cerbobbio, mecca della cosiddetta élite finanziaria internazionale. Perfettamente incistato nel sistema, secondo il classico modello delle porte girevoli.</p>



<p>Certo, Macron era di casa alla <strong>banca Rotschild</strong> e proviene dall’Ena, la scuola dei quadri dirigenziali dell’amministrazione francese. Gentiloni, più modestamente, ha fatto il liceo capitolino Tasso ed ha sempre vissuto nell’habitat partitico. Non ha avuto un ideologo del calibro di <strong>Jacques Attali</strong>, il futurologo che piace alla gente che piace. Però ora è dato come possibile “federatore”, qualsiasi cosa questo voglia dire, per il famoso campo largo che dovrebbe unire tutti gli avversari di Giorgia Meloni. Specialmente il centro, l’entità poco fisica e molto metafisica che viene evocata, con grancassa dei giornaloni (o giornalini, ormai, viste le tirature…), per avvolgere il centrosinistra nell’eterna melassa del rassicurante pensiero unico europeista, atlantista, liberale, eco-sostenibile e quirinalizio. </p>



<p>Er Moviola guida di <strong>una coalizione che va da Bonelli&amp;Fratoianni a Renzi sarebbe l’ipotesi ideale per i cervelloni teorici della “responsabilità”</strong>, secondo i quali il Male incarnato è il populismo, di destra o sinistra che sia. Esattamente come per Macron, chiusosi a chiave all’Eliseo con un Lecornu qualsiasi pur di bloccare i populisti Front National e France Insoumise.</p>



<p>Naturalmente, fra i due corrono tutte le differenze storiche, geopolitiche ed economiche che distinguono gli italiani dai cugini di Francia. Oddio, quanto alle ultime, si sono assottigliate: come si sa, oggi i galletti d’oltralpe devono abbassare la cresta, <a href="https://it.insideover.com/politics/blocchiamo-tutto-la-francia-nel-caos-mentre-macron-annaspa-nella-crisi-che-lui-stesso-ha-provocato.html">precipitati come sono in una tempesta perfetta di deficit, de-industrializzazione e caos politico</a> che li ha resi simili all’Italia di quattordici anni fa, quando la famigerata <strong>letterina di Draghi e Trichet</strong> fece cadere il governo Berlusconi e impose la cura Monti. E Iddio solo sa se un Gentiloni non ci sguazzerebbe, in una situazione del genere. </p>



<p>In tal caso &#8211; e siamo alla seconda differenza, questa tutta personale &#8211; rispetto al più giovane e arrogante Macron il nostro Moviolone sfodererebbe doti di pompiere non comuni. Come sa acquietare gli animi lui, nessuno: con il suo fraseggio felpato, il suo linguaggio soporifero, la sua arte di discorrere a lungo per comunicare radi, ma ben assestati concetti, è un mediatore nato. Per capirci: se Gianfranco Funari sosteneva che <strong>se uno è stronzo nun je poi di’ stupidino</strong>, Gentiloni è esattamente quell’uomo che direbbe una cosa del tipo “al posto suo, presumo che non mi comporterei così…”.</p>



<p>E a proposito di concetti, nell’intervista che ha rilasciato alla <em>Stampa</em> mercoledì 10 settembre, evaporata la profluvie di parole ne restano da segnalare due mica da niente. In ordine di apparizione: 1) visto il casino francese, “per non dire in Spagna o in Germania” (?), <strong>è necessario “archiviare il mito” che gli altri Paesi europei debbano ispirare le riforme istituzionali da noi,</strong> dove la permanenza al potere di “uno dei governi più longevi della storia repubblicana”, quello Meloni, dovrebbe indurre a liquidare l’idea di premierato; 2) il “sogno macroniano”, da Gentiloni condiviso per le “posizioni illuminate” (per esempio sulla “crisi ucraina”, in cui monsieur le President si è aggiudicato il podio dei “volonterosi” più guerrafondai), si è infranto perché ha cancellato il “bipolarismo storico”, nel cercare di “riassumere destra e sinistra moderne nel proprio movimento”.</p>



<p>Traduciamo il tutto: 1) con l’elezione diretta del capo del governo faremmo un favore alla Meloni e alla “destra nazionalista” di casa nostra, ma in realtà anche alla Schlein, che in questo modo potrebbe personalizzare lo scontro, e così a rimetterci, guarda caso, sarebbero figure come Gentiloni: <strong>terze, esterne, pronte a rendersi utili dalle retrovie per candidarsi a premier purché, dio non voglia, evitando la votazione popolare diretta</strong>; 2) il tentativo di mettere ai margini le ali estreme dell’arco politico gonfiando una forza di “grande centro”, à la Macron, non funziona perché quella seccatura del popolo, inteso come classi medie e basse, si ostina a dividersi in due contrapposti populismi, ma è l’estrema destra il pericolo maggiore, e pour cause: siccome il pensiero gentiloniano va all’Italia (e al destino suo, di Gentiloni), solo quella che per convenzione si chiama ancora sinistra può e deve essere addomesticata, in virtù dello svantaggio elettorale da cui parte e del solito teorema per cui il differenziale per battere la destra si troverebbe, e ci risiamo, al “centro”.</p>



<p>In sintesi: io, <em>conte Gentiloni Silveri</em> ecc ecc, non essendo votato neanche dai miei consanguinei, punto sull’affondamento del premierato, e avendo capito l’aria che tira contro la politica di cui sono da sempre alfiere, elitaria e lacrime &amp; sangue, e cioè, parlando in francese, macroniana, <strong>mi intesto l’operazione di eterodirigere un fronte collocato a sinistra, senza più illusioni di un centrismo egemonico che non egemonizza un bel niente</strong>. Se non, ovviamente, dall’alto. Nella sostanza, la formula è la stessa. Si invertono solo i fattori. E l’unico vero fattore di disturbo resta quello: <strong>il popolaccio bue che chiede pane.</strong> Il signor conte a palazzo deve far di tutto per scansarlo. Ad Ambrosetti, nell’attesa, le brioches non mancano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-italiano-cercasi-il-conte-gentiloni-scalda-i-motori.html">Macron italiano cercasi? Il conte Gentiloni scalda i motori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Nomine Giorgia: il Governo alla prova del rinnovo delle partecipate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-nomine-giorgia-il-governo-alla-prova-del-rinnovo-delle-partecipate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 15:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Nomine]]></category>
		<category><![CDATA[Sace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=461495</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-768x602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1536x1203.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come ogni primavera, per il Governo arriva la stagione delle nomine nelle partecipate. E non è solo una questione di nomi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-nomine-giorgia-il-governo-alla-prova-del-rinnovo-delle-partecipate.html">In Nomine Giorgia: il Governo alla prova del rinnovo delle partecipate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-768x602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318140829737_18c68a0eac89e21008cb5d44c30738b6-1536x1203.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Si avvicina la primavera</strong> e assieme alla bella stagione a Roma arriva anche il <strong>tempo delle nomine</strong>, vecchia e consolidata prassi della politica capitolina in cui ogni esecutivo è chiamato, annualmente, al rinnovo dei consigli d&#8217;amministrazione e dei vertici degli apparati strategici dell&#8217;economia nazionale in cui lo <strong>Stato ha una quota di partecipazione. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eterno ritorno delle nomine</h2>



<p>Si tratta di un tagliando periodico tanto per i vertici di gruppi romanocentrici nel management ma spesso capaci di garantire proiezione economica, internazionalizzazione e dividendi al ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, quanto per ogni sistema di potere politico, che può misurare la sua capacità di <strong>cooptare classe dirigente</strong> e amministratori, costruendo dunque un&#8217;eredità.</p>



<p><strong>La longevità della permanenza al potere di </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dalleredita-popolare-alla-sfida-al-rigore-leuropa-unita-secondo-silvio-berlusconi.html"><strong>Silvio Berlusconi</strong> </a>e la continuità, al tramonto delle fortune elettorali, dell&#8217;influenza romana di <strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">Matteo Renzi</a></strong> sono spiegabili, in buona parte, con le scelte strategiche fatte per creare una classe dirigente di manager pubblici durevole e in grado di produrre risultati. <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-sullucraina-e-sul-filo-tra-realpolitik-e-ambiguita.html"><strong>Giorgia Meloni</strong> </a>vuole fare lo stesso e affronterà, nel suo terzo giro di nomine, partite strategiche. </p>



<p>Scadono i vertici di importanti &#8220;gioielli della corona&#8221; dell&#8217;economia italiana: <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/gas-riserve-europee-al-minimo-il-prossimo-inverno-e-gia-un-problema.html">Snam</a></strong>, la multinazionale controllata da Cassa Depositi e Prestiti che opera nelle infrastrutture energetiche; <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/innovazione-sostegno-alle-imprese-export-le-leve-strategiche-dello-stato.html">Sace, Simest e Invitalia</a>,</strong> tre imprese che permettono allo Stato di sostenere l&#8217;export e la crescita dimensionale<a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html"> delle imprese</a> più promettenti; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-fincantieri-costruisce-i-sottomarini-che-segneranno-il-futuro-della-marina-militare.html"><strong>Fincantieri</strong>,</a> il campione nazionale della cantieristica navale civile e militare; <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-i-veri-interessi-dietro-laccordo-sulle-autostrade.html"><strong>Autostrade per l&#8217;Italia</strong>, </a>in cui <a href="https://it.insideover.com/economia/i-governi-passano-le-casse-restano-in-cdp-le-fondazioni-danno-ancora-le-carte.html">Cdp</a> opera al fianco di due fondi stranieri, Blackstone e Maquaire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Meloni per la gestione del potere</h2>



<p>Al netto dei nomi, su cui rimandiamo a un <a href="https://www.policymakermag.it/insider/snam-italgas-aspi-arera-fincantieri-sace-simest-cnr-tutto-sulle-nomine-di-primavera/">ben informato approfondimento di <em>Policy Maker</em>,</a> notiamo una sfida in atto sul metodo che le nomine faranno emergere in materia di gestione del potere. </p>



<p>Ognuna di queste partite implica un bilanciamento su più fronti: innanzitutto, all&#8217;interno della maggioranza di governo, in cui si è consolidata la prassi che vede <strong>Meloni e il suo cerchio magico di Fratelli d&#8217;Italia</strong> prendere l&#8217;ultima parola sulla scelta degli amministratori delegati e <strong>Lega e Forza Italia</strong> dividersi la scelta delle presidenze. In secondo luogo, nel misurare l&#8217;evoluzione dell&#8217;influenza tra i vari gruppi dirigenti interni ai partiti; <strong>terzo punto è la capacità di proporre manager capaci</strong> sul fronte <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-baykar-arriva-lintesa-sui-droni-si-apre-un-mercato-da-100-miliardi.html">del <strong>mercato di riferimento</strong> delle singole aziende. E</a>, infine, c&#8217;è da considerare un delicato gioco istituzionale e politico che pesa nel determinare la convenienza di certe scelte agli occhi di un mondo in cui gruppi di maggioranza e opposizione si parlano, e non solo.</p>



<p>Ad esempio: come reagirebbe il mercato se <strong>venisse sostituito il ben performante <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-elt-fincantieri-meloni-in-arabia-saudita-fa-felice-la-difesa-italiana.html">Pierroberto Folgiero, Ad di Fincantieri?</a></strong> Oppure, sarebbe possibile indicare come solamente manageriale la conseguenza di una sostituzione dalla guida di Invitalia dell&#8217;Ad <strong>Bernardo Mattarella, figlio del <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-guerra-delle-comunicazioni-dietro-il-braccio-di-ferro-mattarella-russia.html">presidente della Repubblica</a>?</strong> O, ancora, il 51% di controllo su Autostrade darebbe diritto a Cdp di procedere in maniera netta sulla nuova leadership, ma come gestire, nel caso uscissero nomine sgradite ai fondi partner, veri e proprio moloch della finanza globale, la successione all&#8217;Ad Roberto Tomasi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prove generali per il 2026</h2>



<p><strong>Queste domande sono un esempio di ciò che attende </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/nomine-lo-stato-torna-al-centro-vertice-decisivo-tra-draghi-e-il-tesoro.html"><strong>ogni Governo</strong>, a ogni stagione, su ogni azienda.</a> <strong>Del resto, le nomine del 2025 saranno una prova generale</strong> per il piatto grosso del 2026: <strong>Eni, Enel, Leonardo, Poste e Terna</strong>, cinque delle maggiori partecipate italiane, vedranno <strong>scadere i propri Cda</strong>. Nel 2023 Meloni, da poco al potere, scelse una netta continuità su Leonardo e Enel, con l&#8217;ascesa di <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-col-caccia-di-sesta-generazione-litalia-e-unavanguardia-globale.html">Roberto Cingolani </a>e Flavio Cattaneo come Ad, blindando invece<a href="https://it.insideover.com/energia/cane-a-sei-zampee-a-stelle-e-strisce-kkr-acquista-il-25-di-enilive.html"> Claudio Descalzi al Cane a sei zampe. </a></p>



<p>Il 2026, se il Governo durerà fino ad allora, potrebbe permettere a Meloni di essere la prima premier dai tempi di Berlusconi ad avere, per due volte, in mano la gestione delle aziende più strategiche d&#8217;Italia. Consentendo in prospettiva di creare una vera continuità nella galassia economica legata allo Stato e, dunque, nel potere che <strong>dura e supera la caducità di governi ed istituzioni politiche.</strong> Il round di nomine primaverile sarà, nel caso, la grande prova generale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-nomine-giorgia-il-governo-alla-prova-del-rinnovo-delle-partecipate.html">In Nomine Giorgia: il Governo alla prova del rinnovo delle partecipate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sul caso Sala l&#8217;ultimo capitolo dell&#8217;affaire Renzi-Belloni</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 12:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=451910</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-600x269.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1024x459.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1536x688.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia della liberazione della giornalista Cecilia Sala dal carcere di Ervin, in Iran, l&#8217;ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato a L&#8217;Aria che Tira l&#8217;addio di Elisabetta Belloni dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza di Palazzo Chigi, l&#8217;organo di coordinamento dei servizi italiani di intelligence, definendolo &#8220;una pessima notizia per il Paese&#8221;. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">Sul caso Sala l&#8217;ultimo capitolo dell&#8217;affaire Renzi-Belloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-600x269.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1024x459.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1536x688.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia della liberazione della giornalista <strong>Cecilia Sala</strong> dal carcere di Ervin, in Iran, l&#8217;ex presidente del Consiglio <strong>Matteo Renzi</strong> ha commentato a <em>L&#8217;Aria che Tira</em> l&#8217;addio di <strong>Elisabetta Belloni</strong> dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza di <strong>Palazzo Chigi</strong>, l&#8217;organo di coordinamento dei servizi italiani di intelligence, definendolo &#8220;una pessima notizia per il Paese&#8221;. Il 7 gennaio Renzi ha commentato l&#8217;addio di Belloni sottolineando che &#8220;sarebbe stata preziosa in questa vicenda&#8221;. </p>



<p>Il 9 gennaio Sala è stata liberata, tre giorni dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;addio di Belloni al Dis (l&#8217;ha sostituita il <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/vittorio-rizzi-guidera-il-dis-chi-e-il-successore-di-elisabetta-belloni.html">prefetto Vittorio Rizzi</a>) e l&#8217;audizione del sottosegretario <strong>Alfredo Mantovano al Copasir,</strong> l&#8217;organo parlamentare di supervisione sui servizi segreti. Un dato che, unitamente al ruolo primario svolto dall&#8217;Aise di Giovanni Caravelli nella vicenda-Sala, permette di ricostruire una lettura diversa da quella proposta dal senatore fiorentino.</p>



<p>Probabilmente, l&#8217;accordo per liberare Sala è stato confezionato prima dell&#8217;Epifania, <strong>con coordinamento tra diplomazia e intelligence</strong>, e dopo che <strong>Giorgia Meloni</strong> è volata a Mar-a-Lago per ottenere l&#8217;assenso del presidente eletto Usa Donald Trump a una trattativa con Teheran potenzialmente implicante il caso di Mohammed Abedini, l&#8217;ingegnere svizzero-iraniano arrestato quasi un mese fa a Malpensa, <strong>si sono annunciate le dimissioni di Belloni</strong>, è avvenuta l&#8217;audizione di Mantovano e si è svolto il viaggio del Falcon 900 dei servizi segreti con Caravelli a bordo che ha riportato a casa la giornalista de <em>Il Foglio</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Il volo che sta riportando in <a href="https://twitter.com/hashtag/Italia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Italia</a> la giornalista <a href="https://twitter.com/hashtag/CeciliaSala?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#CeciliaSala</a> è operato da AM/CAI e secondo quanto diffuso ha a bordo Giovanni Caravelli, il vertice dell&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/AISE?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#AISE</a>, Agenzia d&#39;informazione per la sicurezza esterna. Il velivolo è un Falcon 900 come quelli del 31º Stormo &quot;C.Raiti&quot; <a href="https://t.co/3T52SA38G9">pic.twitter.com/3T52SA38G9</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/1876975716190810209?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligence e politica, il legame cavalcato da Renzi</h2>



<p>Le parole di Renzi mostrano un tentativo di aprire un cuneo tra <strong>politica e intelligence</strong> che, una volta di più, passa per un commento riguardante&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/servizi-segreti-e-caso-sala-aise-protagonista-mentre-si-prepara-il-dopo-belloni.html">Elisabetta Belloni</a></strong>. L&#8217;ambasciatrice nominata nel 2021 da Mario Draghi direttrice del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, già capa dell&#8217;Unità di Crisi e Segretario Generale della Farnesina, nonostante le parole al miele usate dall&#8217;ex premier il 7 gennaio (l&#8217;ha definita &#8220;una signora professionista&#8221;) è stata in passato chiamata in causa in maniera scomposta da Renzi due volte.</p>



<p>Nel primo caso, gennaio 2022, quando <strong>Lega e Movimento Cinque Stelle</strong> proposero Belloni come candidata a succedere a Sergio Mattarella al Quirinale. Nel secondo, ad aprile scorso, quando la diplomatica romana è stata nominata sherpa del G7 da parte del&nbsp;<strong>governo Meloni</strong>. In entrambe le occasioni, Renzi mostrò apertamente la <strong>smodata attenzione per il mondo dei servizi segreti</strong> che l&#8217;ha accompagnato da quando è uscito da Palazzo Chigi nel dicembre 2016.</p>



<p>Nel 2022 Renzi si schierò contro l&#8217;opzione di eleggere al Colle la Belloni, in quanto sarebbe risultato inopportuno scegliere come presidente della Repubblica il “<strong>capo dei servizi segreti”.</strong> Parliamo di un&#8217;<strong>affermazione decisamente distante dalla realtà,</strong>&nbsp;dato che il Dis diretto da Belloni dal maggio 2021 non è la cuspide dei servizi segreti ma un dipartimento di Palazzo Chigi chiamato a un&#8217;opera di coordinamento che risponde direttamente al Presidente del Consiglio come la&nbsp;<strong>Legge 124/2007</strong>&nbsp;che norma i servizi segreti ben chiarifica. Le due agenzie, Aisi e Aise, coordinano con Dis e la leadership politica la propria linea operativa, ma con margini di manovra nell&#8217;applicazione concreta della stessa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">[THREAD] <a href="https://twitter.com/hashtag/RENZI?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#RENZI</a> E I SERVIZI, LA PASSIONE SMODATA<a href="https://twitter.com/hashtag/Renzi?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Renzi</a> a testa bassa contro l&#39;ipotesi <a href="https://twitter.com/hashtag/Belloni?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Belloni</a> dal <a href="https://twitter.com/hashtag/Dis?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Dis</a> al <a href="https://twitter.com/hashtag/Quirinale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Quirinale</a>. I servizi sono sempre stati una passione dell&#39;ex premier. Che dovrebbe sapere come funziona l&#39;ordinamento: Belloni, lo ripetiamo NON è capo dei servizi [1/n]</p>&mdash; Andrea Muratore (@Murandrea1) <a href="https://twitter.com/Murandrea1/status/1487368124030664706?ref_src=twsrc%5Etfw">January 29, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Aprile 2024, il G7 di Belloni e le critiche (fuori fuoco) di Renzi</h2>



<p>Ma non solo nel 2022 si è espressa la vivacità dell&#8217;ex presidente del Consiglio su Belloni e l&#8217;intelligence. Anche ad aprile, quando Meloni ha scelto Belloni per il G7, Renzi si è occupato dell&#8217;ambasciatrice. &#8220;Mi chiedo perché si debba mettere Belloni a capo degli sherpa del G7. Non c&#8217;è mai stato un capo della Cia a capo degli sherpa del G7. C&#8217;è qualcosa che non va&#8221;, disse Renzi in Senato in quell&#8217;occasione. Compiendo un <strong>errore di valutazione</strong> <strong>che non dovrebbe manifestarsi </strong>quando a parlare è un ex capo di governo. </p>



<p>Per i motivi detti in precedenza, infatti, il Dis non è paragonabile alla Cia, ma è piuttosto l&#8217;equivalente dell&#8217;Office of Director of National Intelligence (Odni) degli Stati Uniti d&#8217;America. <strong>Ma così facendo Renzi</strong> ha paventato un qualche tipo di legame, sottobanco, tra politica e intelligence, sottolineando un ruolo ambiguo della direttrice del Dis con cui è furente da quando, nel 2021, <strong>mise il faro sui suoi rapporti con l&#8217;ex alto funzionario dell&#8217;intelligence Marco Mancini,</strong> che fu da lei pensionato.</p>



<p>Renzi ai tempi era reduce da un lungo anno di querelle con l&#8217;ex presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong>, con cui si scontrò ai tempi della coalizione M5S-Partito Democratico-Italia Viva-Liberi e Uguali (il &#8220;governo giallorosso&#8221; Conte II) per il <strong>rifiuto dell&#8217;avvocato pugliese</strong> divenuto premier di nominare un&#8217;<strong>autorità delegata alla sicurezza della Repubblica</strong> e accusando <strong>il capo del governo</strong> di gestire in sintonia col predecessore di Belloni al Dis, Gennaro Vecchione, gli apparati d&#8217;intelligence. </p>



<p>Segno che Renzi conosce bene le linee di comando dei servizi, che del resto nella sua era a Palazzo Chigi hanno visto sotto la regia dell&#8217;autorità delegata <strong>Marco Minniti</strong> una fase di indubbio dinamismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I servizi prima e dopo Renzi</h2>



<p>Già titolare dall&#8217;incarico nel precedente governo Letta Minniti, profondo conoscitore dell’intelligence e già figura di riferimento nel settore, garantì un periodo di stabilità e discrezione alle agenzie di sicurezza italiane. In sinergia con <strong>Giampiero Massolo</strong>, all’epoca direttore del Dis, e <strong>Alberto Manenti</strong>, capo dell&#8217;Aise, Minniti consolidò una leadership operativa che si distinse per un approccio pragmatista e a basso profilo. Questo biennio fu caratterizzato da una concentrazione delle attività sui temi centrali per la sicurezza nazionale: <strong>il contrasto al terrorismo</strong>, <strong>la vigilanza sul teatro libico</strong>, il supporto alla <strong>politica estera nel Mediterraneo</strong>, e la <strong>lotta alla criminalità organizzata</strong>.</p>



<p>A perturbare la discrezione dei servizi fu il tentativo di Renzi di affidare a un&#8217;agenzia neo-costituita guidata dall&#8217;imprenditore <strong>Marco Carrai</strong>, a lui molto legato, la cybersicurezza nazionale. Ipotesi contrastata da buona parte delle forze politiche e anche dal presidente Mattarella che segnò l&#8217;inizio del distacco tra Renzi e l&#8217;intelligence, a cui dopo l&#8217;uscita da Palazzo Chigi il senatore fiorentino ha fatto seguire una serie di mosse che più volte hanno portato i servizi sotto riflettori mediatici e politici indesiderati. </p>



<p>Nel 2022 e nel 2024 i due &#8220;casi Belloni&#8221; hanno mostrato una rivalità personale che Renzi ha <strong>promosso con frecciate e manovre</strong> che hanno fatto trasparire l&#8217;impressione di un&#8217;immagine ambigua, quasi sulfurea, del mondo dei servizi e del rapporto col potere di un&#8217;istituzione che necessita, invece, di operare con discrezione e nel silenzio. A suo modo, concedendo l&#8217;onore delle armi a Belloni in occasione del suo addio e paventando un &#8220;pessimo segnale per il Paese&#8221; dalle sue dimissioni, Renzi ha, in maniera analoga, lanciato un sasso nello stagno. Ipotizzando una rottura interna all&#8217;apparato che, però, è stata smentita dai fatti: Cecilia Sala è a casa e lo è grazie a un lavoro combinato di <strong>diplomazia e intelligence</strong> a cui il basso profilo ha dato concretezza. Altro che &#8220;pessimi segnali&#8221;. Ora Renzi e Belloni sono entrambi due &#8220;ex&#8221;. Un ex premier e un&#8217;ex direttrice del Dis. Su chi abbia dimostrato più senso delle istituzioni e riservatezza riguardo l&#8217;intelligence è difficile dubitare&#8230;</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">Sul caso Sala l&#8217;ultimo capitolo dell&#8217;affaire Renzi-Belloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 05:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=443418</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Equalize" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella vicenda delle intercettazioni illegali spunta una Israel Connection fatta di contratti pubblici sul gas e cybersecurity.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html">Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Equalize" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è una sorta di Israel Connection in questa vicenda dei dossier illegali che collega la società Equalize al cuore delle nostre istituzioni. È quasi lampante nell’immagine che coglie l’ex super poliziotto <strong>Carmine Gallo</strong> mentre maneggia con naturalezza gli scatoloni con i dati dei dossier per infilarli nel baule della sua auto, come se fosse nel parcheggio di un centro commerciale. Sereno, con un senso di invidiabile impunità.</p>



<p>Ed ecco la prima parte della Israel Connection. L’8 febbraio 2023  &#8211; le date sono importanti &#8211; i carabinieri fotografano “due israeliani non identificati” nella sede di Equalize: “Sono disposti &#8211; dice l’intercettato, l’amministratore della Equalize, Carmine Gallo, parlando di loro come di 007 &#8211; a un “do ut des” di informazioni&#8221;. Per esempio, aggiunge un altro intercettato, l’informatico di Equalize, <strong>Samuele Calamucci</strong>, “ci stanno fornendo materiale di sicuro interesse per Eni spa e per <strong>Stefano Speroni</strong>” (dal 2020 capo degli Affari legali del colosso energetico) sul “traffico illecito di gas iraniano con le aziende d’Italia”.</p>



<p>Il traffico di gas ma anche di petrolio iraniano &#8211; l’Iran è sotto sanzioni &#8211; è un dossier su cui i servizi italiani indagano da anni. Per altro questo è un po’ il segreto di Pulcinella perché il gas iraniano e quello russo arrivano anche in Paesi come l’Azerbaijan, alleato di Israele, che lo immette nella pipeline verso l’Europa. Ma facciamo finta di nulla, così come ignoriamo che l’Italia importa ancora dalla Russia, legalmente, il 14% del suo gas.</p>



<p>Del resto che gli 007 israeliani possano essere interessati a fare qualche favore all’Eni avrebbe un sua logica stringente. Il 29 ottobre scorso, già in piena guerra dopo il massacro del 7 ottobre, il ministro dell’Energia israeliano ha annunciato la firma di una convenzione con cui Eni e altre società internazionali e israeliane hanno ottenuto la licenza per sfruttare il giacimento di gas offshore di fronte a Gaza, all’interno della zona marittima G al 62% palestinese. Una vicenda imbarazzante emersa soltanto dopo che alcuni gruppi palestinesi per i diritti umani avevano dato mandato allo studio legale <strong>Foley Hoag</strong> di Boston di comunicare all’Eni e alle altre società coinvolte una diffida dall’intraprendere attività in queste acque. Evocando il rischio di complicità in crimini di guerra.</p>



<p>Per quanto riguarda il gas, Israele sfrutta i giacimenti offshore Leviathan e Tamar, il cui prodotto in parte è estratto nell’ambito di un programma con Cipro e la Grecia (ormai uno stretto alleato israeliano in funzione anti-turca): dal 2020 Tel Aviv è così diventata un esportatore di gas. <strong>Ma di lasciare ai palestinesi la loro quota legittima di gas non se ne parla neppure.</strong> Per gli agenti israeliani, quindi, fare uno scambio di dati sensibili con Equalize che possa favorire l’Eni in quel febbraio 2023 avrebbe una sua logica. Meno logico è che sia coinvolta un società privata italiana che lucra utilizzando anche dati pubblici e intercettazioni illegali.</p>



<p>Ed ecco la seconda parte della Israel Connection. Esattamente un mese dopo le intercettazioni dei carabinieri su Equalize, l’8 marzo del 2023, arriva a Roma il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Si si firmano accordi economici &#8211; gas compreso ovviamente &#8211; ma anche l’appalto di una parte della cybersecurity italiana a Israele (che nel settore ha una quota del 40% del mercato internazionale). L’accordo passerebbe totalmente sotto silenzio se non fosse per le dimissioni del capo della nostra agenzia due giorni prima dell’arrivo di Netanyahu: evidentemente l’accordo  a qualcuno non piace e lega troppo l’Italia allo Stato ebraico. Del resto ci aveva provato, fallendo, anche Renzi, quando era premier, a disegnare la stessa intesa riuscita al governo Meloni.</p>



<p>I punti chiave sono due. <strong>Perché gli agenti israeliani si servono di una società privata come Equalize</strong> quando appare evidente che possono avere rapporti diretti con le società e le istituzioni italiane? La risposta potrebbe essere che bisogna “oliare” un po’ tutti i sistemi e i personaggi nel variegato panorama dell’intelligence italiana. A ognuno la sua fetta di torta.</p>



<p>Il secondo punto riguarda la nostra Agenzia di cybersicurezza: <strong>chi la controlla davvero?</strong> Ed è in grado di proteggere gli interessi del Paese? Ci risponde il ministro della Giustizia <strong>Carlo Nordio</strong> e il suo non è un parere tranquillizzante: “Credo che non siamo al sicuro e non lo saremo finché la legge e la tecnologia a disposizione non saranno riuscite ad allinearsi con la tecnologia a disposizione della criminalità. La tecnologia avanza più in fretta rispetto alla legge e i malintenzionati sono sempre un po’ più avanti”.</p>



<p>Certo <strong>bisogna capire con un certa urgenza chi sono i “malintenzionati”</strong> e i “criminali”. Mica possono fare tutto i carabinieri. Si legge, tra l’altro, sui media che un noto imprenditore sia stato truffato da esponenti di Equalize con un falso dossier sulle frequentazioni sospette della fidanzata (poi diventata moglie): “l’intelligence del bidet” di questi spioni era un po’ fake. Poi hanno vinto comunque l’amore e la passione. Quindi dormiamo i sonni tranquilli del lieto fine?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html">Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>600 partono, 76 arrivano. Hunger Games? No, elezioni europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/600-partono-76-arrivano-hunger-games-no-elezioni-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 14:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=420645</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-600x259.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1024x443.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1536x664.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Elezioni europee in arrivo. I candidati italiani sono 600 per soli 76 posti: chi sono e cosa promettono. I leader di partito in campo per trascinare l'elettorato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/600-partono-76-arrivano-hunger-games-no-elezioni-europee.html">600 partono, 76 arrivano. Hunger Games? No, elezioni europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-600x259.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1024x443.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/CANDIDATI-EUROPEE-2-copia-1536x664.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Più di 600 volti della politica italiana bramano un seggio nel futuro Parlamento europeo e scaldano i motori per la corsa delle elezioni <strong>europee</strong> dell’8 e 9 giugno. Alle 20 di mercoledì primo maggio è scattata l’ora X per la presentazione delle liste elettorali. A questo punto, però, chi è della partita?</p>



<p>Le elezioni europee, a differenza delle politiche, prevedono l’utilizzo delle <strong>preferenze</strong> dando modo agli elettori di barrare il simbolo del partito e di esprimere il voto per un massimo di tre candidati. Tale meccanismo fa delle europee gli <em>Hunger Games </em>della politica nostrana dove tutti sono contro tutti in uno scontro fino all’ultima preferenza e solo <strong>76 candidati</strong> &#8211; numero di seggi spettanti all’Italia &#8211;  passeranno la frontiera d’oltralpe. Non è nemmeno un caso che cinque leader &#8211; <strong>Giorgia Meloni</strong>, <strong>Elly Schlein</strong>, <strong>Antonio Tajani</strong>, <strong>Carlo Calenda</strong> e <strong>Matteo Renzi</strong> &#8211; degli otto sedenti in Parlamento abbiano annunciato la loro discesa in campo per portare più voti al rispettivo partito, pur confermando anticipatamente o senza smentire che rimarranno a fare politica all’ombra del Colosseo a eccezione di Renzi.</p>



<p>47 milioni di elettori dovranno giudicare con scheda e matita gli aspiranti europarlamentari nelle cinque circoscrizioni in cui è suddivisa la penisola: Nord Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria); Nord Est (Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia); Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio); Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria); Isole (Sicilia e Sardegna). Vediamo meglio chi sono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fratelli d’Italia</h2>



<p>La presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> guiderà le liste della sua creatura politica in tutte le circoscrizioni come annunciato dalla kermesse di <strong>Fratelli d’Italia</strong> a Pescara, chiedendo agli elettori di scrivere sulla scheda semplicemente “Giorgia”, generando il dibattito sulla legittimità della preferenza se espressa senza il cognome. A sciogliere i dubbi è stato il Viminale, specificando che tra le modalità di voto valido ci sarà anche l’utilizzo di diminutivi o soprannomi se comunicati anticipatamente all’elettorato durante la campagna elettorale. Tra i candidati che hanno fatto più discutere nelle file del partito della fiamma, c’è <strong>Vittorio Sgarbi</strong> che ha servito come sottosegretario alla Cultura nel governo Meloni fino a febbraio. Il critico d’arte si era dimesso dall’esecutivo in polemica con l’Antitrust &#8211; Autorità garante della concorrenza e del mercato &#8211; che l’aveva accusato di aver esercitato attività professionali a favore di soggetti pubblici e privati incompatibilmente con la sua carica istituzionale. Ciononostante, Sgarbi sarà della partita al Sud e ha già detto di essere “l’anti Vannacci” poiché lui si occupa di arte, mentre il generale &#8211; candidato con la Lega &#8211; di armi, rivendicando però una complementarità tra loro.</p>



<p>Tra chi sogna una riconferma e chi invece una prima elezione, nel Nord Ovest troviamo <strong>Carlo Fidanza</strong>, capodelegazione uscente di Fdi a Strasburgo; <strong>Giovanna Giolitti</strong>, bisnipote dello statista dell’Italia postunitaria; <strong>Giovanni Crosetto</strong>, nipote del ministro della Difesa Guido e capogruppo comunale a Torino; <strong>Vincenzo Sofo</strong>, marito di Marion Maréchal Le Pen, nipote della leader della destra francese <strong>Marine Le Pen</strong>. A Nord Est sono in competizione <strong>Guglielmo Garagnani,</strong> presidente dimissionario di Confagricoltura Bologna, e <strong>Stefano Cavedagna</strong>, portavoce della giovanile di Fdi, Gioventù Nazionale. Al Centro, il candidato di punta è <strong>Nicola Procaccini</strong>, co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Forza Italia</strong></h2>



<p>Il partito fondato da <strong>Silvio Berlusconi</strong> segue lo schema di Meloni: il segretario <strong>Tajani</strong> è candidato in tutte le circoscrizioni a eccezione delle Isole dove a guidare la lista è <strong>Caterina Chinnici</strong>, volto dell’antimafia in quanto figlia del magistrato Rocco ucciso da Cosa nostra nel 1983. Il ministro degli Esteri ha giustificato la sua candidatura dichiarando: “Se i soldati non sono usciti dalla trincea, nemmeno il tenente esce dalla trincea”. Forza Italia non ha mai fatto mistero della volontà di sorpassare la Lega e non a caso <strong>Flavio Tosi</strong>, ex sindaco leghista di Verona oggi negli azzurri, ha fondato il comitato <strong>Forza Nord</strong> per riportare al centro dell’agenda la questione settentrionale tradita dalla svolta nazionale di Salvini. Questo spiega la corsa di alcuni ex leghisti nei collegi nordici a partire dallo stesso Tosi insieme a Roberto Cota, Stefania Zambelli, Silvia Piano e Marco Reguzzoni. Dopo una lunga assenza dal palcoscenico della politica, <strong>Letizia Moratti</strong> torna alla carica nel Nord Ovest candidandosi nel partito che l’ha lanciata e disconoscendo la parentesi centrista in Azione per cui era candidata alle Regionali in Lombardia. Al Centro troviamo il sottosegretario alla Farnesina <strong>Giorgio Silli</strong>, l’ex governatrice del Lazio <strong>Renata Polverini</strong> e una pasionaria della destra italiana come <strong>Alessandra Mussolini</strong>, candidata anche al Sud. Sempre nella circoscrizione meridionale è candidato il capodelegazione azzurro al Parlamento europeo, <strong>Fulvio Martusciello</strong>, insieme alle europarlamentari <strong>Lucia Vuolo</strong> e <strong>Isabella Adinolfi</strong>, mentre nelle Isole ha suscitato curiosità la presenza dell’assessore siciliano <strong>Edmondo Tamajo</strong>&nbsp; che ha registrato la sua candidatura con cinque soprannomi: Edmondo Tamajo detto Tamaio,&nbsp; detto Di Maio, detto Edy, detto Eddy.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lega</strong></h2>



<p>Matteo Salvini a differenza dei suoi colleghi di coalizione ha scelto di non candidarsi, ma punta a guadagnare nuovi consensi dopo il magro 8% delle scorse politiche con il fenomeno mediatico del momento, ovvero <strong>Roberto Vannacci</strong>. Dopo la pubblicazione del suo primo libro “<em>Il mondo al contrario</em>”, l’ex comandante della brigata paracadutisti è diventato uno degli uomini più celebri d’Italia per le sue esternazioni politicamente scorrette su omosessuali, immigrati e recentemente anche sulle classi separate per disabili, sebbene il generale abbia detto di essere stato frainteso su quest’ultimo tema. Vannacci è candidato in tutte le circoscrizioni per rubare voti a destra di Fratelli d’Italia, ma guida le liste solo al Centro e al Sud. Il Carroccio ricandida quasi tutti gli europarlamentari uscenti come <strong>Silvia Sardone</strong>, capolista nel Nord Ovest; <strong>Paolo Borchia</strong> alla guida del Nord Est; <strong>Susanna Ceccardi</strong> al Centro e finita nel mirino della blogger Selvaggia Lucarelli che l&#8217;ha accusata di body shaming nei confronti di Elly Schlein;&nbsp; <strong>Aldo Patriciello</strong>, campione di preferenze nel Mezzogiorno alle europee del 2019 sotto le insegne di Forza Italia; <strong>Annalisa Tardino</strong> nelle Isole. New entry importanti sono <strong>Anna Maria Cisint</strong>, sindaca di Monfalcone (Gorizia), nota per la sua lotta contro le moschee abusive e il senatore <strong>Claudio Borghi</strong>, no euro convinto e da sempre favorevole a un ritorno della sovranità monetaria.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Partito Democratico</strong></h2>



<p><strong>Elly Schlein</strong> non poteva essere da meno di Giorgia Meloni, ed ecco che anche lei si è lanciata nelle corse per le europee ma dichiarando che il suo futuro è a Montecitorio. La segretaria del Pd è capolista al Centro e alle Isole e su pressioni delle correnti interne ha rinunciato a inserire il nome nel simbolo per evitare una personalizzazione del partito. Tra i candidati, il nome che è rimbalzato di più sulla bocca di tutti è quello di <strong>Lucia Annunziata</strong> che, una volta lasciata la Rai, aveva dichiarato che non si sarebbe mai candidata alle europee, salvo poi cambiare idea. Tanti gli eurodeputati che sognano la rielezione ci sono il capodelegazione <strong>Brando Benifei</strong> e <strong>Irene Tinagli</strong> nel Nord Ovest; la politologa <strong>Elisabetta Gualmini </strong>e <strong>Alessandra Moretti</strong> nel Nord Est; la vicepresidente dell’Eurocamera <strong>Pina Picierno</strong> al Sud. Schlein ha cercato di candidare alcuni dei suoi fedelissimi come la responsabile ambiente del Pd <strong>Annalisa Corrado</strong>, il paladino dei diritti LGBT <strong>Alessandro Zan</strong>, l’ex governatore del Lazio <strong>Nicola Zingaretti</strong>, la sardina <strong>Jasmine Cristallo</strong>, il giornalista <strong>Sandro Ruotolo</strong> ed <strong>Eleonora Evi</strong>, ex portavoce di Europa Verde e che ha accusato il leader Angelo Bonelli di patriarcato. Come contrappeso, nel Nord Est è stato candidato il leader della minoranza di centro <strong>Stefano Bonaccini</strong> che, se eletto, lascerà la presidenza della Regione Emilia-Romagna. Per la componente centrista troviamo nel Nord Ovest l’ex deputato <strong>Emanuele Fiano</strong> e <strong>Fabio Pizzul</strong>, figlio del telecronista sportivo Bruno, mentre al Centro c’è la habitué dei salotti televisivi <strong>Alessia Morani</strong>. Schlein ha voluto anche puntare su candidati pacifisti, non senza polemiche con l’ala più leale a Kiev facente capo a Bonaccini, come <strong>Cecilia Strada</strong> &#8211; ex presidente di Emergency &#8211; e di <strong>Marco Tarquinio</strong>, ex direttore di <em>Avvenire</em>, contrario all’invio di armi in Ucraina ma anche all’aborto, definendolo “non un diritto, ma una tragedia”. Tanti i sindaci che a giugno termineranno il loro secondo mandato, quindi non più ricandidabili, e sono alla ricerca di un posto al sole a Strasburgo: <strong>Giorgio Gori</strong>, <strong>Dario Nardella</strong>, <strong>Matteo Ricci</strong> e <strong>Antonio Decaro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Movimento 5 stelle</strong></h2>



<p><strong>Giuseppe Conte</strong> è l’altro leader che insieme a Salvini ha scelto di non candidarsi, ma nella circoscrizione meridionale in cui il movimento dovrebbe raccogliere più consensi, il capolista è <strong>Pasquale Tridico</strong>, ex presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Tridico è stato nominato a capo dell’Inps nel 2019 proprio dal governo Conte e ha sempre sostenuto la bontà del reddito di cittadinanza, ma nel biennio della pandemia è stato oggetto di critiche per i ritardi nell&#8217;erogazione della cassa integrazione e di altri sussidi. Nell’Italia centrale e insulare a guidare le liste ci sono due esponenti della società civile, ovvero l’ex calciatrice <strong>Carolina Morace</strong> e <strong>Giuseppe Antoci</strong>, presidente del Parco dei Nebrodi in Sicilia dal 2013 al 2018. È della partita nel Nord Ovest anche il giornalista <strong>Gaetano Pedullà</strong>, fondatore del quotidiano <em>La Notizia</em>, da sempre vicino al M5S di marca contiana, mentre le parlamentari uscenti <strong>Maria Angela Danzì</strong> e <strong>Sabrina Pignedoli</strong> guidano le liste dell’Italia nordoccidentale e orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Stati Uniti d’Europa e Azione</strong><strong></strong></h2>



<p>I forti attriti tra Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno impedito che ci fosse una lista di scopo unitaria sotto le insegne di Renew Europe, il gruppo centrista al parlamento Ue che accoglie sia Italia Viva che Azione. Ciononostante, Renzi ha voluto dare vita alla lista <strong>Stati Uniti d’Europa</strong> che raccogliesse tutte le sigle dichiaratamente europeiste come Italia Viva, +Europa, il Partito Socialista Italiano, i LibDem Europei;&nbsp; il partito paneuropeo di Volt e Italia C’è. L’ex premier è candidato in tutte le circoscrizioni a eccezione del Nord Est e ha dichiarato che se risultasse eletto lascerebbe Palazzo Madama per volare in Europa, annunciando azioni legali contro Lilli Gruber, anchorwoman di La7, che ha sostenuto il contrario. Altri candidati di punta sono <strong>Emma Bonino</strong>, capolista nel Nord Ovest e seconda al Centro, il segretario del Psi <strong>Enzo Maraio</strong> che guida le liste al Sud dove corrono anche l’ex ministra renziana <strong>Teresa Bellanova</strong> e <strong>Sandra Lonardo</strong>, moglie del più volte ministro Clemente Mastella. Capolista nel Nord Est è <strong>Graham Watson</strong>, politico britannico con cittadinanza italiana che è stato presidente dei liberali europei dal 2011 al 2015, mentre nelle Isole l’attivista radicale per i diritti dei detenuti <strong>Rita Bernardini</strong>. Dal mondo dello spettacolo arriva <strong>Alessandro Cecchi Paone</strong> che ha già tentato l’elezione a Strasburgo nel 2004 e nel 2014 con Forza Italia, ma senza successo.</p>



<p><strong>Azione</strong> ha deciso di correre in solitaria e dopo l’annuncio della discesa in campo di Meloni, Calenda ha annunciato la sua candidatura in tutte le circoscrizioni insieme alla sua vice, Elena Bonetti, nonostante avesse dichiarato: “Se si candida chi sa già di non andare in Europa, è uno svilimento degli elettori. È una presa in giro degli elettori. Allora perché io devo prendere in giro gli elettori?”. Nelle liste elettorali ci sono i nomi di tanti rappresentanti della delle istituzioni non politiche come <strong>Cuno Tarfusser</strong>, ex giudice della Corte Penale internazionale dell’Aja e che di recente ha riaperto il caso di Erba, e il generale <strong>Vincenzo Camporini</strong>, estremamente critico sulle attività editoriali di Vannacci. Candidati politici sono <strong>Alessio D’Amato</strong> (Centro), ex assessore al Welfare nel Lazio, l’ex presidente della Regione Basilicata <strong>Marcello Pittella</strong> (Sud) e l’ex sindaco grillino di Parma <strong>Federico Pizzarotti</strong> (Nord Est).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Alleanza Verdi &#8211; Sinistra</strong></h2>



<p>La formazione capeggiata da Bonelli e Fratoianni ha destato un certo interesse per la candidatura nel Nord Ovest di un personaggio fortemente divisivo come <strong>Ilaria Salis</strong>. L&#8217;insegnante 39enne è assurta agli onori della cronaca dopo che sono circolate immagini che la immortalano scortata nel tribunale di Budapest con catene e manette. Salis, militante di estrema sinistra e con quattro condanne all’attivo, è reclusa in Ungheria dal febbraio 2023 con l’accusa di aver picchiato dei neonazisti e finora il tribunale magiaro le ha sempre negato gli arresti domiciliari, ma con l’eventuale elezione al Parlamento europeo si è pensato di garantirle l’immunità e di poterla fare rientrare in Italia.</p>



<p><strong>Alleanza Verdi Sinistra</strong> candida anche due ex sindaci un tempo iscritti al Pd come <strong>Ignazio Marino</strong>, capolista al Centro, e<strong> Leoluca Orlando</strong> nelle Isole. A guidare le liste al Sud è <strong>Mimmo Lucano</strong>, sindaco di Riace per tre mandati, noto per le sue battaglie pro immigrati e condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria a un anno e sei mesi per abuso d’ufficio. Lucano si è detto orgoglioso della candidatura della Salis e che siano due “fuorilegge”, per ciò che è, dal suo punto di vista, una giusta causa. Gli elettori del Centro potranno scrivere sulle schede anche il nome di <strong>Christian Raimo</strong>, insegnante e scrittore che, proprio a proposito del caso Salis, ha detto che i “neonazisti che vanno picchiati”.</p>



<p>Altre formazioni non presenti in parlamento partecipano alla tornata elettorale, ma solo la lista <strong>Libertà</strong> del sindaco di Taormina <strong>Cateno De Luca </strong>è presente in tutta Italia, mentre altre solo in alcune circoscrizioni a causa di un problema di raccolta firme: <strong>Pace, Terra e Dignità</strong> di <strong>Michele Santoro</strong> non sarebbe presente nell’Italia nordoccidentale e insulare; <strong>Democrazia sovrana e popolare</strong> di <strong>Marco Rizzo</strong> sarà sulle schede elettorali solo nel Centro; <strong>Alternativa popolare</strong> del ruspante sindaco di Terni <strong>Stefano Bandecchi</strong> sarà della partita solo al Sud e nell’Italia centrale, a meno che i ricorsi presentati dallo stesso Bandecchi non abbiano successo. La sera del 9 giugno capiremo chi ci rappresenterà in Europa e quale potrebbe essere il futuro dell’Unione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/600-partono-76-arrivano-hunger-games-no-elezioni-europee.html">600 partono, 76 arrivano. Hunger Games? No, elezioni europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Foto dei leader italiani con Putin: il tweet enigmatico dell&#8217;Ambasciata Russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/foto-dei-leader-italiani-con-putin-il-tweet-enigmatico-dellambasciata-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 13:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=369002</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-2048x1377.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ambasciata russa in Italia ha pubblicato un tweet emblematico che mostra gli incontri di Vladimir Putin con gli ex presidenti del Consiglio impegnati come leader di partito in questa campagna elettorale. L&#8217;ambasciata ha commemorato la &#8220;recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare&#8221;, ha scritto allegando un collage di foto che ritraggono, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/foto-dei-leader-italiani-con-putin-il-tweet-enigmatico-dellambasciata-russa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/foto-dei-leader-italiani-con-putin-il-tweet-enigmatico-dellambasciata-russa.html">Foto dei leader italiani con Putin: il tweet enigmatico dell&#8217;Ambasciata Russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220922154735910_819ba19486e991afbb7e7969e4ca0b53-2048x1377.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ambasciata russa in Italia ha pubblicato un tweet emblematico che mostra gli incontri di <strong>Vladimir Putin </strong>con gli ex presidenti del Consiglio impegnati come leader di partito in questa campagna elettorale. L&#8217;ambasciata ha commemorato la &#8220;recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare&#8221;, ha scritto allegando un collage di foto che ritraggono, in senso orario, Putin con il segretario del Pd <strong>Enrico Letta </strong>durante il summit italo-russo di Trieste del 2013; assieme a <strong>Matteo Renzi, leader di Italia Viva</strong>, durante il bilaterale tra Roma e Mosca ai margini dell&#8217;Expo avvenuto a Milano il 10 giugno 2015; al fianco di <strong>Silvio Berlusconi </strong>durante uno dei numerosi vertici che hanno avuto i due leader negli anni di convivenza al potere; a <strong>Palazzo Chigi con Giuseppe Conte, </strong>presidente del Movimento Cinque Stelle, con a fianco Luigi Di Maio e Matteo Salvini durante la tournéé romana di Putin nel luglio 2019.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="und" dir="ltr">Dalla recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare.<br><br>🇮🇹🇷🇺<br><br>Из недавней истории российско-итальянских отношений. Есть что вспомнить. <a href="https://t.co/WrOyrJXDuz">pic.twitter.com/WrOyrJXDuz</a></p>&mdash; Russian Embassy in Italy (@rusembitaly) <a href="https://twitter.com/rusembitaly/status/1572875792530690048?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Eccezion fatta per Carlo Calenda e Giorgia Meloni, nella foto appaiono tutti i maggiori leader coinvolti nell&#8217;attuale voto. E la foto si presta a diverse interpretazioni. Una prima chiave di lettura potrebbe essere quella di un messaggio provocatorio circa le denunce di presunte &#8220;ingerenze&#8221; russe nella politica italiana negli ultimi anni. Il messaggio di Mosca, in tal senso, sarebbe che ogni leader può potenzialmente essere accusato di rapporti con la Russia. Ma in tal senso la presa di posizione apparirebbe decisamente difficile da sostenere. La&nbsp;<strong>Russia è sempre stata partner&nbsp;</strong>di primo piano per l&#8217;Italia, prima e dopo il caos dell&#8217;Ucraina del 2014, e fino a quell&#8217;anno era anche una potenza membro a pieno titolo del G8. Berlusconi e Letta hanno sempre incontrato Putin in veste da Presidenti del Consiglio con una Russia pienamente riconosciuta come partner dall&#8217;Occidente e non sanzionata. E per quanto riguarda i bilaterali di Conte e Renzi, avvenuti quando già Mosca era sanzionata, non si può non sottolineare la continuità dei rapporti di Roma con la Russia e, soprattutto, il ruolo attivo giocato dall&#8217;Italia per preservare i rapporti tra l&#8217;Europa e il Paese di Putin. Del resto anche&nbsp;<strong>Angela<a href="https://it.insideover.com/politica/non-fu-un-errore-trattare-con-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Merkel da cancelliera tedesca</a>&nbsp;</strong>ha sanzionato Mosca e riconosciuto l&#8217;illegalità dell&#8217;occupazione della Crimea nel 2014 senza tuttavia per questo recedere da proficui incontri con il capo del Cremlino fino alla fine del suo mandato.</p>



<p>In tal senso poi la foto testimonia il fatto che i rapporti tra Italia e Russia sono stati continuativi a prescindere dalla maggioranza di turno. E Berlusconi da capo del centrodestra, Letta e Renzi da premier di maggioranze di centro-sinistra e Conte da esponente dell&#8217;esperimento giallo-verde Lega-M5S hanno sempre incontrato Putin in veste ufficiale da capi del governo. Nessuna ingerenza appare, in tal senso, emergere.</p>



<p>Una seconda interpretazione è quella della pubblicazione del tweet come&nbsp;<strong>ramoscello d&#8217;ulivo</strong>&nbsp;e speranza della continuità dei rapporti italo-russi. Al quartetto di foto ne manca una, che nell&#8217;intenzione di Roma avrebbe potuto contribuire a risolvere l&#8217;attuale caos bellico in Ucraina, ovvero quella del programmato bilaterale tra Mario Draghi e Putin a Mosca programmato a febbraio in piena crisi d&#8217;Ucraina e saltato proprio per l&#8217;invasione del Paese limitrofo&nbsp;da parte della Russia. La Russia potrebbe in tal senso sperare in futuro in un appeasment con l&#8217;Occidente guidato proprio dall&#8217;Italia e augurarsi di poter aggiungere a questo quartetto bipartisan e trasversale di foto una quinta istantanea raffigurante Putin assieme al prossimo premier italiano,&nbsp;<strong>Giorgia Meloni&nbsp;</strong>o chi per lei. La natura conciliante del messaggio allegato alle foto e quel quasi nostalgico &#8220;ne abbiamo da ricordare&#8221; scritto a commento nel tweet lo lascia pensare. In tal senso, è arrivata la secca risposta di&nbsp;<strong>Piero Fassino, ex Ministro degli Esteri&nbsp;</strong>e presidente della Terza Commissione Esteri della Camera nella XVIII Legislatura, che rispondendo all&#8217;ambasciata ha scritto: &#8220;Se non vi foste messi in testa di invadere un Paese libero e indipendente, che non vi ha mai minacciato, la collezione di foto con i nostri capi di governo sarebbe continuata&#8221;. Certamente in futuro sarà impossibile evitare di tornare a cercare un modus vivendi con Mosca. Ma le dinamiche prodottesi in questi ultimi sette mesi lasciano pensare che la strada sia ancora lunga e che per ricostruire la cordialità dei summit del primo ventennio del secolo che hanno coinvolto Italia e Russia ci sarà, a prescindere dalle reali intenzioni del Tweet, bisogno di molto tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/foto-dei-leader-italiani-con-putin-il-tweet-enigmatico-dellambasciata-russa.html">Foto dei leader italiani con Putin: il tweet enigmatico dell&#8217;Ambasciata Russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Commissione o governo Renzi: chi ha affossato Banca Marche?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/commissione-o-governo-renzi-chi-ha-affossato-banca-marche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 14:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=324643</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2414" height="1609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg 2414w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2414px) 100vw, 2414px" /></p>
<p>Un nuovo capitolo della giustizia Ue rilancia l&#8217;annoso dibattito sulla crisi bancaria italiana iniziata nel 2015 e sul ruolo delle autorità nazionali e di quelle comunitarie nel dissesto di diversi istituti locali. Dopo la sentenza Tercas che ha ritenuto illegittimo lo stop della Commissione all&#8217;intervento del Fondo interbancario di tutela depositi (Fitd), un recente verdetto della Corte di Giustizia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/commissione-o-governo-renzi-chi-ha-affossato-banca-marche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/commissione-o-governo-renzi-chi-ha-affossato-banca-marche.html">Commissione o governo Renzi: chi ha affossato Banca Marche?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2414" height="1609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg 2414w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2414px) 100vw, 2414px" /></p><p>Un nuovo capitolo della giustizia Ue rilancia l&#8217;annoso dibattito sulla crisi bancaria italiana iniziata nel 2015 e sul ruolo delle autorità nazionali e di quelle comunitarie nel dissesto di diversi istituti locali. Dopo la sentenza <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corte-ue-conferma-la-commissione-favori-la-crisi-delle-banche-italiane.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Tercas </strong>che ha ritenuto illegittimo lo stop della Commissione all&#8217;intervento del </a><strong>Fondo interbancario di tutela depositi (Fitd), </strong>un recente verdetto della Corte di Giustizia Ue ha invece segnalato le non indifferenti responsabilità politiche del governo di <strong>Matteo Renzi </strong>e del Ministro dell&#8217;Economia <strong>Piercarlo Padoan </strong>nella questione bancaria. Ma anche manifestato la natura paradossale delle relazioni basate sul diritto nell&#8217;Unione Europea attuale.</p>
<p>La questione riguardava <strong>Banca Marche </strong>e la richiesta di risarcimento di una serie di fondazioni azioniste dell&#8217;istituto con sede a Jesi liquidato tra il 2015 e il 2017 per essere divisa tra una quota destinata alla compagnia-ponte <strong>Nuova Banca Marche </strong>e una parte delle sue controllate (<strong>Banca Adriatica </strong>e <strong>Cassa di Risparmio di Loreto</strong>) acquisite da Ubi Banca. Le fondazioni chiedevano, sulla scia della sentenza Tercas, il risarcimento <a href="https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2021-06/cp210116it.pdf" target="_blank" rel="noopener">dei danni patiti alla Commissione, ma il tribunale del Lussemburgo ha negato loro questa possibilità.</a></p>
<p>Le motivazioni son a dir poco kafkiane: la Commissione Ue non è stata ritenuta responsabile perché non avrebbe imposto veti espliciti ed ufficiali ad alcuna azione del governo, ma non è stata trovata alcuna correlazione con il fatto che il veto Ue all&#8217;utilizzo del Fitd su Tercas, per il quale Bruxelles è stata condannata in primo grado e in appello, abbia formalmente bloccato la possibilità di una sua replica su Banca Marche.</p>
<p><em>Start<a href="https://www.startmag.it/economia/dissesto-banca-marche-colpa-di-bruxelles-o-di-un-governo-succube/" target="_blank" rel="noopener">Mag </a></em>ricorda però che &#8220;proprio il Mef nel dicembre 2015, in una lunga <a href="https://www.mef.gov.it/inevidenza/Aiuti-di-Stato-risoluzioni-bancarie-e-FITD/">nota</a> avesse spiegato che, nonostante fosse già pronto il piano di ricapitalizzazione del Fitd, era stata la posizione della Commissione – fermamente orientata a considerare l’intervento del Fitd come aiuto di Stato – ad imporre il passaggio attraverso la risoluzione, rendendo vano il salvataggio già progettato&#8221; e la ricapitalizzazione da 1,2 miliardi di euro che era stata prospettata. Il diavolo sta nei dettagli: il governo di fatto si adattò alla <em>moral suasion </em>del Commissario alla Concorrenza danese <strong>Margrethe Vestager, </strong>favorevole a evitare ogni possibile aiuto di Stato, ma formalmente scelse in autonomia di non andare fino in fondo nella richiesta dell&#8217;utilizzo del Fitd.</p>
<p>Se da un lato indubbiamente il contesto del tempo rendeva difficile la ricerca di una vera autonomia operativa in materia, dall&#8217;altro il ruolino di marcia del governo Renzi e del ministro Padoan in materia di risoluzioni bancarie e di rapporti con l&#8217;Unione Europea in materia è tutt&#8217;altro che entusiasmante. Il Tribunale Ue sostiene che la decisione di non ricorrere al Fitd fu &#8220;adottata nell’esercizio delle competenze e del margine di discrezionalità delle autorità italiane&#8221; e &#8220;non fu influenzata in modo decisivo dall’atteggiamento della Commissione”. I casi sono due: o la Commissione ha indotto Roma a un errore rovinoso o tali problematiche sono frutto dello <strong>zelo europeista </strong>del governo dell&#8217;epoca a trazione Pd. In entrambi i casi Renzi e Padoan non escono positivamente dalla vicenda.</p>
<p>Non dimentichiamo che oltre Tercas, al caso delle <strong>banche venete e del centro Italia </strong>e all&#8217;annosa <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-senza-fine-di-monte-dei-paschi-di-siena.html" target="_blank" rel="noopener">questione Mps</a>, il governo portò avanti lo strumento di risoluzione del <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-bail-in.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>bail-in </strong></a>coinvolgendo nella risoluzione i correntisti, gli azionisti e gli obbligazionisti. Banca Marche fu coinvolta assieme a Banca Popolare dell’ Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti nelle prime applicazioni sistemiche di tale trattamento traumatico. Un patrimonio azionario vicino ai 3 miliardi di euro fu letteralmente cancellato, migliaia di correntisti e acquirenti persero completamente i loro risparmi. Puntare sul Fitd avrebbe, come nel caso di Tercas, creato attriti con la Commissione ma sul lungo periodo si sarebbe dimostrato, per via politica e giudiziaria, la scelta giusta. A oltre cinque anni di distanza, invece, l&#8217;Italia e diverse sue regioni devono ancora leccarsi le ferite per una crisi costata miliardi di euro ai risparmiatori e alle casse dello Stato, che ha depauperato territori privati delle loro istituzioni finanziarie di riferimento e mostrato la difficoltà del Paese a agire con risolutezza in Europa. Tra Commissione e governo Renzi, si può parlare di <strong>concorso di colpa: </strong>ma la mancanza di polso dell&#8217;esecutivo italiano nel contestare le problematiche indicazioni di Bruxelles su quelli che erano ritenuti, a torto, potenziali aiuti di Stato stride con una realtà dei fatti che parla di una distruzione di settori pregiati e insostituibili del tessuto finanziario nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/commissione-o-governo-renzi-chi-ha-affossato-banca-marche.html">Commissione o governo Renzi: chi ha affossato Banca Marche?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Italia-Arabia Saudita, una relazione al ribasso all&#8217;insegno dell&#8217;economia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/italia-arabia-saudita-una-relazione-al-ribasso-allinsegno-delleconomia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 06:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=324207</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-2048x1480.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Roma, 29 maggio 1935: una ripresa tratta dall&#8217;archivio dell&#8217;Istituto Luce mostra quella che è stata la prima occasione di un incontro diplomatico tra Italia e Arabia Saudita dopo il consolidamento del dominio dei sovrani di Riad sulla penisola araba tra gli Anni Venti e Trenta. Le immagini mostrano Sa&#8217;ud, principe ereditario del fondatore del regno Abd al-Aziz, visitare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-arabia-saudita-una-relazione-al-ribasso-allinsegno-delleconomia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-arabia-saudita-una-relazione-al-ribasso-allinsegno-delleconomia.html">Italia-Arabia Saudita, una relazione al ribasso all&#8217;insegno dell&#8217;economia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Mohammed-Bin-Salman-2048x1480.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Roma, 29 maggio 1935: una ripresa tratta dall&#8217;archivio dell&#8217;Istituto Luce mostra quella che è stata la prima occasione di un incontro diplomatico tra <strong>Italia </strong>e<strong> Arabia Saudita </strong>dopo il consolidamento del dominio dei sovrani di Riad sulla penisola araba tra gli Anni Venti e Trenta.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Il principe ereditario dell&#039;Arabia Saudita visita il Foro Mussolini" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/TNmJaDhU70U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_TNmJaDhU70U");</script></p>
<p>Le immagini mostrano <strong>Sa&#8217;ud, </strong>principe ereditario del fondatore del regno Abd al-Aziz, visitare il <strong>Foro Mussolini </strong>a Roma. Erano quelli gli anni in cui l&#8217;Italia cercava un&#8217;apertura diplomatica verso il contesto arabo e mediorientale e in cui il regime fascista tentava di giocare la carta di protettore della &#8220;<strong>spada dell&#8217;Islam</strong>&#8221; per orientare verso il costituendo asse Roma-Berlino le simpatie dei movimenti nazionalisti mediorientali in funzione antifrancese e, soprattutto, antibritannica. La rapsodica e intermittente avanzata dei propositi politici italiani in tal senso impedì una strutturata strategia politica, ma nonostante le velleità mussoliniane questa fase storica aprì a un&#8217;indubbia curiosità reciproca tra l&#8217;Italia e il mondo arabo che è rimasta fino ai giorni nostri.</p>
<p>Almeno fino al 1942, anno in cui la disfatta di El Alamein cancellò definitivamente la presenza italiana in Libia e ogni velleità di ambire a un ruolo egemonico in campo mediterraneo e mediorientale, il governo di Benito Mussolini tentò a più riprese la carta dell&#8217;avvicinamento diplomatico ai Saud, avviando la sua presenza con il riconoscimento del regno e la firma di un trattato bilaterale di amicizia a <strong>Gedda</strong>. Come <a href="http://www.arabia-saudita.it/files/pages/2014/04/pizzigallo_arabia-italia_agenda_1_.pdf" target="_blank" rel="noopener">nota <strong>Matteo Pizzagallo </strong></a>nel saggio <em>La diplomazia dell&#8217;amicizia </em>dedicato proprio al primo decennio di rapporti italo-sauditi, l&#8217;Arabia voleva in particolar modo ottenere dal rapporto con Roma un graduale affrancamento dalla dipendenza dalla Gran Bretagna per i materiali tecnici, le competenze funzionali allo sviluppo e il sostegno per la crescita delle capacità produttive e infrastrutturali del Paese in termini energetici. Prima dell&#8217;abbraccio con Washington nel secondo dopoguerra i Saud avviarono dunque una ricerca spasmodica dell&#8217;attenzione dell&#8217;Italia.</p>
<p>La relazione Roma-Riad è stata sempre dimidiata dall&#8217;asimmetria di fatto tra il peso effettivo dell&#8217;Italia negli scenari globali e le aspettative che l&#8217;Arabia Saudita riponeva in una nazione dal passato coloniale molto meno ingombrante per l&#8217;agone mediorientale rispetto alle controparti europee e dal sostanziale substrato <strong>economicistico </strong>che l&#8217;ha connotata. <strong>Enrico Mattei </strong>e la sua Eni non misero l&#8217;Arabia Saudita ai primi posti nelle nazioni con cui fare affari dopo la nascita del consorzio pubblico dell&#8217;energia, preferendo altri lidi (Iran, Iraq, Egitto), mentre per i fautori della diplomazia mediterranea della Prima Repubblica i Saud, eccessivamente schiacciati sull&#8217;opposizione a Israele e sullo sfruttamento politico della <strong>causa palestinese </strong>in senso aggregante apparivano troppo ondivaghi per sostenere una strategia di bilanciamento tra le varie componenti del Grande Medio Oriente.</p>
<p>Anche dopo l&#8217;avvicinamento di Riad alle potenze occidentali come gendarme statunitense nel Golfo la filigrana è stata chiara: una forte e crescente cooperazione economica non si è unita a grandi relazioni politico-strategiche e Roma ha preferito concentrarsi su altri attori come <strong>Emirati Arabi Uniti </strong>e<strong> Qatar</strong>. Certo, l’interscambio italo-saudita nel 2012 ha superato i 19 miliardi di euro, cifra mai registrata prima, ma si è trattato di un livello mai più toccato specie dopo il calo relativo del petrolio come componente del mix energetico nazionale. In periodo di Covid-19, sul fronte dei beni materiali <em>Infomercatiesteri </em>ricorda che nel 2020 il nostro export &#8220;si attesta a 3,217 miliardi di euro per il 2020 in sostanziale equilibrio rispetto al dato del 2019 di 3,276 miliardi (-1,8%), testimoniando la centralità dell&#8217;Arabia Saudita quale partner commerciale di riferimento nell&#8217;area del Golfo. Per contro le importazioni si attestano a 2,959 miliardi di euro in declino rispetto al dato del 2019 di 3,804 miliardi (-22%)&#8221;.</p>
<p>Il fatto che Roma e Riad siano poco avvezze al concreto dialogo politico è dato dall&#8217;ambivalenza con cui sono gestiti i dossier più caldi sul fronte strategico. Il recente caso, profondamente &#8220;emotivo&#8221;, dello stop alle forniture a Riad e agli Emirati Arabi Uniti sul fronte della <a href="https://www.affarinternazionali.it/2021/06/le-difficili-relazioni-dellitalia-con-emirati-e-arabia-saudita/" target="_blank" rel="noopener">difesa e aerospazio ha messo in imbarazzo un intero comparto</a> senza poter come contropartita contribuire a risolvere le crisi in cui i due Paesi sono coinvolti nel Golfo, Yemen in testa. Il rischio, sul fronte dei rapporti con l&#8217;Arabia Saudita, è che l&#8217;Italia si trovi ad esser di fatto &#8220;trasparente&#8221; per una nazione che, indipendentemente dalle controversie che la riguardano, è membro del G20 e attore fondamentale per i legami tra Occidente e Medio Oriente. Il fatto che casi singoli di <em>human diplomacy, </em>come quello di Matteo Renzi, abbiano supplito all&#8217;ordinarietà e alla strategicità dei rapporti diplomatici, commerciali, geopolitici la dice lunga su quanto Roma debba ancora fare per costruire un&#8217;agenda araba in grado di consolidare i legami economici e creare sinergie sui temi di comune d&#8217;interesse politico. Stabilità dell&#8217;area Mena <em>in primis.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-arabia-saudita-una-relazione-al-ribasso-allinsegno-delleconomia.html">Italia-Arabia Saudita, una relazione al ribasso all&#8217;insegno dell&#8217;economia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/646 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-05-20 06:35:41 by W3 Total Cache
-->