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	<title>Bill Gates Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 Nov 2024 15:59:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Bill Gates Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Elezioni Usa: Google, il New York Times e il “trucco” per aiutare Kamala Harris</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-1536x1138.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A poche ore dalle elezioni americane, la campagna elettorale di Democratici e Repubblicani più che politica, è sempre più mediatica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/elezioni-usa-google-il-new-york-times-e-il-trucco-per-aiutare-kamala-harris.html">Elezioni Usa: Google, il New York Times e il “trucco” per aiutare Kamala Harris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103111054269_1ecea615de12ee7747ba23270ad3cfeb-1536x1138.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mancano ormai poche ore alle <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/con-le-elezioni-ormai-alle-porte-kamala-harris-fa-finta-di-non-conoscere-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elezioni americane</a> del 5 novembre</strong>, quando<strong> </strong>verrà eletto il nuovo (o la nuova) Presidente degli Stati Uniti d’America, con tutto ciò che ne consegue. Ma<strong> sarà dunque Donald Trump o Kamala Harris?</strong> Agli sgoccioli della campagna elettorale, ormai è sempre più chiaro che queste elezioni potrebbero cambiare il corso di molti eventi a livello internazionale, anche piuttosto lontani dagli Usa, a partire dalla guerra in Ucraina, finora ampiamente sostenuta dall’amministrazione Biden, alla guerra a Gaza, fino al <a href="https://it.insideover.com/politica/rischio-trump-enigma-harris-cosi-la-cina-si-prepara-al-nuovo-presidente-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto con la Cina</a>, su cui Democratici e Repubblicani hanno mostrato approcci spesso diversi. Ma a poche ore dal voto, qual è il clima?</p>



<p>Se da giorni si discute dell’impatto che avranno i voti dei cosiddetti <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-i-sette-stati-in-cui-harris-e-trump-si-giocano-la-presidenza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“swing states”</a>, ovvero i sette Stati in bilico, tra sondaggi che offrono spesso previsioni opposte, <strong>nelle ultime settimane i toni della campagna mediatica, sia per i Repubblicani sia per i Democratici, si sono fatti sempre più accesi,</strong> in un evidente tentativo di guidare e “convincere” gli elettori indecisi. Ma se è vero che tra vip di Hollywood, imprenditori, aziende, media privati e potenti della Silicon Valley, è legittimo che ognuno sostenga il candidato che preferisce, <strong>quando un finanziamento o un endorsment si trasforma in un conflitto d’interessi?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I finanziatori e l’ombra del conflitto di interessi</h2>



<p>Nell’ultima settimana negli Stati Uniti è venuto a galla un possibile caso di “interferenza” da parte di YouTube, Google e il soprattutto il <em>New York Times</em>, che sembrerebbe aver creato un vero e proprio “sistema” complesso, quasi un “trucco”, per cercare di aiutare Kamala Harris a battere Trump. Un fatto piuttosto clamoroso, soprattutto considerando che <strong>giganti come Google (e YouTube) contano circa 4.97 miliardi di utenti nel Mondo</strong> e sono quindi capaci d’influenzare l’opinione pubblica. Un fatto che però, non è stato commentato, né riportato quasi per nulla dalla stampa italiana e internazionale.</p>



<p>È risaputo che entrambi i candidati godono del <a href="https://it.insideover.com/economia/elezioni-usa-la-finanzia-dice-harris-ma-big-tech-chiede-udienza-a-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostegno economico</a> di tantissimi imprenditori e potenti: Donald Trump ha dalla sua nientemeno che l’uomo più ricco del Mondo, ovvero Elon Musk; Kamala Harris, solo una decina di giorni fa – il 22 ottobre – <strong>ha ricevuto una donazione di 50 milioni di dollari direttamente da Bill Gates</strong>, dato che era in svantaggio secondo numerosi sondaggi; e oltre a questo, proprio Google è tra i maggiori sostenitori del Partito Democratico. Niente di “nuovo”, insomma. Ma cosa succede se oltre a questo, <strong>il <em>New York Times</em>, uno dei quotidiani più importanti al Mondo, cerca di “silenziare” i Repubblicani? </strong>E cosa c’entrano YouTube e Google?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il New York Times accusa</h2>



<p>Alcuni giorni fa proprio<strong> il <em>New York Times</em> ha contattato diversi giornalisti, autori e youtuber notoriamente conservatori, tra cui Tucker Carlson e Ben Shapiro</strong>, con una particolare richiesta: commentare un articolo del <em>New York Times</em>, che accusa diversi canali YouTube conservatori (in pratica, gli stessi contattati) <strong>di essere fonti di ben “286 elementi di disinformazione” sulle elezioni americane</strong>. Se Tucker Carlson non solo non ha gradito, ma ha anche pubblicato sul suo profilo Instagram i messaggi ricevuti, dove infine ha mandato i cronisti del <strong>New York Times</strong> a quel Paese, il caso più eclatante e preoccupante è proprio quello di Ben Shapiro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/NbjA2iMe1N">pic.twitter.com/NbjA2iMe1N</a></p>&mdash; Tucker Carlson (@TuckerCarlson) <a href="https://twitter.com/TuckerCarlson/status/1851078772327661601?ref_src=twsrc%5Etfw">October 29, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div><figcaption class="wp-element-caption"><br><strong>Ben Shapiro </strong>è uno dei volti televisivi più noti degli Stati Uniti e<strong> il suo canale YouTube, a tema politico, conta oltre 7 milioni di iscritti</strong>. Il fatto è che il <em>New York Times</em>, oltre alla richiesta di commentare l’accusa dei quasi 300 “elementi di disinformazione”, gli ha anche chiesto se YouTube pagasse i suoi video, e quanto spesso questi video venissero invece demonetizzati a causa del contenuto, come lo stesso youtuber ha poi raccontato. Tuttavia, se è vero che a volte Shapiro ha effettivamente espresso idee controverse, la richiesta del <em>New York Times </em>potrebbe contenere alcuni evidenti <em>bias</em>, a partire dalla<strong> fonte utilizzata per determinare la presenza degli elementi di disinformazione.</strong></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">[2] As you&#39;ll notice, this is PRECISELY the same line of attack <a href="https://twitter.com/nytimes?ref_src=twsrc%5Etfw">@nytimes</a> tried to launch earlier this week. The New York Times targeted YouTube, attempting to cudgel them to shut down conservatives for &quot;misinformation&quot; using Media Matters research. The <a href="https://twitter.com/washingtonpost?ref_src=twsrc%5Etfw">@washingtonpost</a> is now…</p>&mdash; Ben Shapiro (@benshapiro) <a href="https://twitter.com/benshapiro/status/1851717892267536583?ref_src=twsrc%5Etfw">October 30, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Media Matters</em> una fonte “imparziale”?</h2>



<p>La fonte utilizzata dal <em>New York Times</em> è un&#8217;analisi dell&#8217;organizzazione giornalistica <em>Media Matters</em>. Fondata nel 2004 da David Brock, giornalista e politico <strong>notoriamente vicino ai Clinton e ai Democratici</strong>, negli anni questa organizzazione si è costruita una certa reputazione come ente di “controllo”, quando non di dirette pressioni verso volti e politici conservatori. Ebbene, date queste premesse, <strong>può un ente come <em>Media Matters</em> essere una fonte “imparziale” di fact-checking su questioni politiche?</strong></p>



<p>La domanda è ovviamente retorica, ma c’è di più. Alla luce dei fatti, sembra evidente che proprio attraverso questa operazione, <strong>il <em>New York Times</em> starebbe cercando di fare pressioni sui canali politici vicini ai repubblicani</strong> e, se possibile, demonetizzarli, a meno di una settimana dal voto. Perché se le loro accuse vengono prese per fatto certo, la demonetizzazione dei canali YouTube diventa plausibile, come conseguenza della presenza di “disinformazione”.</p>



<p>Se è vero che il <em>New York Times</em> è un media privato, YouTube invece appartiene a Google che, oltre ad essere usato da miliardi di persone al mondo, è anche, come già detto, il più grande finanziatore della campagna di Kamala Harris. tutto questo, oltre a presentare tratti evidenti di <strong>conflitto di interessi, non diventa anche un fatto di censura?</strong></p>



<p>Elon Musk ha commentato la questione sul suo profilo <em>X</em>, definendo <em>Media Matters </em>come <strong>“l’incarnazione del male”</strong>. Una reazione che potrebbe anche far sorridere, ma che tuttavia solleva moltissimi dubbi sulla trasparenza di questa operazione. Che sia dunque questo il colpo finale delle contorte elezioni americane 2024? Una battaglia che si combatte <strong>sempre meno attraverso discussioni politiche reali</strong>, e sempre più su accuse e <strong>tentativi d’influenzare l’opinione pubblica via social.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">“Media Matters” is evil incarnate <a href="https://t.co/j3raCt7xhy">https://t.co/j3raCt7xhy</a></p>&mdash; Elon Musk (@elonmusk) <a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1852011217037979981?ref_src=twsrc%5Etfw">October 31, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/elezioni-usa-google-il-new-york-times-e-il-trucco-per-aiutare-kamala-harris.html">Elezioni Usa: Google, il New York Times e il “trucco” per aiutare Kamala Harris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La corsa dei miliardari dietro Trump e i rivali di The Donald: come si schiera il business Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 09:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il braccio di ferro a distanza tra Elon Musk e Bill Gates ha polarizzato il discorso sul coinvolgimento dei grandi protagonisti della finanza Usa nella campagna presidenziale americana. Ma tra Donald Trump e Kamala Harris la presa di posizione dei grandi protagonisti della finanza e dell&#8217;economia Usa è stata più articolata dei singoli endorsement dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html">La corsa dei miliardari dietro Trump e i rivali di The Donald: come si schiera il business Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il braccio di ferro a distanza tra <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elon-musk-appoggia-trump-per-cambiare-il-futuro-degli-usa.html">Elon Musk</a> e </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/bill-gates-elon-musk-e-quei-movimenti-delle-lobby-usa-alla-corte-della-cina.html"><strong>Bill Gates</strong> </a>ha polarizzato il discorso sul coinvolgimento dei <strong>grandi protagonisti della finanza Usa</strong> nella campagna presidenziale americana. Ma tra <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-harris-la-scomunica-del-papa-il-voto-incerto-e-pesante-dei-cattolici-usa.html"><strong>Donald Trump e Kamala Harris</strong> </a>la presa di posizione dei grandi protagonisti della finanza e dell&#8217;economia Usa è stata più articolata dei singoli endorsement dei due uomini simbolo, Musk per il fronte repubblicano e Gates per quello democratico.</p>



<p>La scelta di <strong>Jeff <a href="https://it.insideover.com/economia/la-compagnia-delle-indie-di-bezos-vende-azioni-cosa-succede-ad-amazon.html">Bezos, Ceo di Amazon e patron del <em>Washington Post</em>,</a> </strong>di non schierare la testata della capitale con uno dei due candidati è apparsa in controtendenza con un trend che vede &#8220;politicizzati&#8221; molti big del sistema americano. Forse più che nel recente passato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Più miliardari in campo per Harris, più donazioni per Trump</h2>



<p>A sommi capi, la questione si può riassumere in questo modo: il numero di <strong>miliardari che sostengono Harris</strong> è ad oggi maggiore di quelli scesi in campo per <a href="https://www.forbes.com/sites/dereksaul/2024/10/28/kamala-harris-has-more-billionaires-prominently-backing-her-than-trump-bloomberg-reportedly-gives-another-50-million-to-help-harris-updated/">Trump, 82 contro 52 secondo una conta di <em>Forbes; </em></a>The Donald, però, vede un <strong>peso maggiore dei miliardari </strong>che lo sostengono sul totale dei <strong>finanziamenti</strong> ricevuti. </p>



<p>Trump ha ricevuto dai miliardari 568 milioni di dollari, oltre un terzo dei suoi finanziamenti elettorali, contro i 127 (6% del totale dei fondi) di Harris, ha <a href="https://www.ft.com/content/3503dd39-e3f4-41dd-9f80-832150b5afa0">sottolineato il <em>Financial Times</em>. </a>Di conseguenza, se i miliardari pro-Harris preferiscono dare un endorsement politico e personale, quelli pro-Trump sono nettamente più propensi a donare ai suoi comitati d&#8217;azione politica (Pac).</p>



<p> Infine, si è rotta una tradizionale polarizzazione della grande finanza e dell&#8217;imprenditoria a stelle e strisce, che vedeva i <strong>miliardari del tech</strong> e molti esponenti della finanza istituzionale sostenere i democratici e i grandi tycoon dei settori tradizionali spingere sui repubblicani.</p>



<p>La stessa scelta di <a href="https://it.insideover.com/politica/musk-intervista-trump-a-dispetto-degli-hacker-e-della-censura-ue.html">Musk di sostenere Trump, </a>per ragioni che vanno principalmente ricercate in prese di posizioni politiche e nella visione della<a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html"> destra libertaria di cui l&#8217;uomo più ricco al mondo si fa portavoce</a>, lo conferma.<strong> Il miliardario di origine sudafricana</strong> è infatti imprenditore del settore tecnologico e della transizione energetica, con Tesla, SpaceX, Starlink e altre aziende che pescano in campi storicamente democratici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo Musk e Gates</h2>



<p><a href="https://slate.com/news-and-politics/2024/10/trump-kamala-harris-election-elon-musk-gates-polls-2024.html">Slate ricorda che</a> almeno due donatori hanno battuto le donazioni di Musk a Trump: &#8220;Timothy  Mellon, l&#8217;erede miliardario di una fortuna della Gilded Age, ha donato&nbsp;<a href="https://www.opensecrets.org/news/2024/08/heir-to-andrew-mellons-fortune-spends-over-165-million-to-support-trumps-reelection/">una</a><strong><a href="https://www.opensecrets.org/news/2024/08/heir-to-andrew-mellons-fortune-spends-over-165-million-to-support-trumps-reelection/"> cifra sbalorditiva, 125 milioni di dollari</a>&nbsp;, a un super PAC pro-Trump</strong>. È più delle donazioni combinate di 3 milioni di americani tipici che danno 40 dollari a testa. Miriam Adelson, la vedova del magnate dei casinò Sheldon Adelson, ha contribuito con&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2024/10/16/us/elections/pro-trump-fund-raising.html">100 milioni di dollari</a>&nbsp;, tra le altre cose, per aiutare a finanziare un&#8217;ondata di acquisti pubblicitari pro-Trump in Wisconsin, Michigan e Pennsylvania&#8221;. The Donald <strong>accarezza l&#8217;idea di confermare i tagli fiscali</strong> avviati nel 2017 e molti big della finanza e dell&#8217;impresa lo seguono.</p>



<p>Ma paradossalmente proprio contro il presunto impatto de-stabilizzante di queste politiche stanno prendendo posizione i miliardari filo-Harris, guidati da Dustin Moskovitz, co-fondatore di Facebook, che ha donato 38 miliardi al Pac Future Forward, e il collega di LinkedIn Reid Hoffman, in campo con 10 milioni. Entrambi hanno definito &#8220;inflazionistiche&#8221; le proposte di Trump, e al loro fianco si è schierato <strong>Michael Bloomberg,</strong> ex repubblicano e già sindaco della città nativa di Trump, New York. Si nota che il fattore di condizionamento principale è il <strong>giudizio su Trump</strong> prima ancora che un sostegno alle politiche di Harris: in quest&#8217;ottica, in quanto figlio <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2024/10/28/how-republican-billionaires-learned-to-love-trump-again">del loro stesso ambiente</a> i miliardari possono amare, odiare, apprezzare o criticare The Donald ma non possono certamente ignorarlo. Finanza e politica si sommano e compenetrano negli States, in un voto in cui il peso del grande capitale, soprattutto per il ritorno in campo di Trump, è oggi più dirimente che mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html">La corsa dei miliardari dietro Trump e i rivali di The Donald: come si schiera il business Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Bill Gates, Elon Musk e quei movimenti delle lobby Usa alla corte della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bill-gates-elon-musk-e-quei-movimenti-delle-lobby-usa-alla-corte-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1469" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-scaled-600x459.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-300x229.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-1024x783.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-768x588.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-1536x1175.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-2048x1567.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tramontata l'era dei Kissinger, la "diplomazia" americana sembra ormai in mano agli Elon Musk e ai Bill Gates mentre la politica annaspa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bill-gates-elon-musk-e-quei-movimenti-delle-lobby-usa-alla-corte-della-cina.html">Bill Gates, Elon Musk e quei movimenti delle lobby Usa alla corte della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1469" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-scaled-600x459.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-300x229.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-1024x783.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-768x588.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-1536x1175.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjEz2i5k_qe0NhD3MV-_ANSA-2048x1567.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel pieno di quella che venne definita <em>Gilded Age</em>, gli Stati Uniti plasmarono un preciso profilo di <em>self-made man </em>dal quale essere affascinati e rifuggire allo stesso tempo: il <em><strong>robber baron</strong></em>. Questi così soprannominati &#8220;baroni ladroni&#8221; corrispondevano a tutti quei magnati rei di accumulare <strong>enormi ricchezze</strong>, sfruttando le risorse umane e naturale del Paese, ma soprattutto mediante pratiche scorrette irrispettose delle regole sulla concorrenza e dei diritti dei lavoratori, arrivando perfino ad influenzare i piani più alti di Washington. Incarnazione del sogno americano di autorealizzazione e demoni avidi, oggetto degli anatemi puritani, allo stesso tempo. Un giudizio che si sarebbe amplificato anche e soprattutto attraverso l&#8217;ottica frustrata di milioni di diseredati tediati dalla Grande Depressione, costretti a vedere infrangersi il sogno di predestinati della storia.</p>



<p>Con lo scorrere dei decenni, i &#8220;baroni ladri&#8221; sono provenuti da settori via via più diversi, non più solo petrolio, automobili, industria alimentare come un tempo. Qualcuno di loro, poi, è perfino finito alla Casa Bianca. Ma sempre più spesso, tramontata l&#8217;era della grande industria, i nuovi <em>robber baron</em> hanno cominciato a fiorire al sole della California, tra Palo Alto e Cupertino. Non importa cosa vendano, se software, <em>social network </em>o prodotti online, sono loro i nuovi mercanti del tempio, figli dell&#8217;era globale e di mamma <strong>Big Tech</strong>. E non ci sono attività filantropiche che tengano: l&#8217;America e il mondo li guarderanno sempre con sospetto. Il teorema però si ripete: non smette di confermarsi il <strong>ruolo para-politico</strong> che questi <em>tycoon</em> si auto-affidano, ma che ricevono anche come investitura informale e sottotraccia dalle stanze del potere. Loro riescono dove, evidentemente, Washington fallisce. </p>



<p>La cronaca recente ce lo conferma. Basta fare due esempi: <strong>Bill Gates</strong> e <strong>Elon Musk</strong>. Geni o solo furbi? Sagaci imprenditori o spietati capitani di industria? Filantropi o doppiogiochisti? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bill Gates in Cina dal &#8220;vecchio amico&#8221; Xi Jinping</h2>



<p>Il primo è vittima del pregiudizio fin dall&#8217;alba della <strong>globalizzazione</strong>, nonché <em>deus ex machina</em> della più grande rivoluzione tecnologica della seconda metà del secolo scorso: un monopolista per molti, un &#8220;salvatore della produttività&#8221;, come è stato definito da tanti altri. Accanto alla sempiterne baggianate che lo vogliono fare denari in Africa o, peggio ancora, con la <a href="https://it.insideover.com/schede/scienza/come-e-nato-il-covid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pandemia da Covid-19</a> che questo signore ha avuto la sfortuna di vaticinare anni fa, cosa che gli ha prodotto la gogna dei complottisti che lo vogliono al centro di un presunto mercimonio di vaccini. Ebbene, in queste ore, l&#8217;uomo che ha dedicato la seconda parte della sua vita alla filantropia, ha incontrato il più grande nemico d&#8217;America, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping</a>, che lo accolto con il tappeto rosso e gli onori che si tributano a un &#8220;vecchio amico&#8221;. </p>



<p>Prima di lui da Pechino sono passati i colleghi Tim Cook e Elon Musk, quasi a ricucire lo strappo della <strong>diplomazia tecnologica</strong> tra Washington e il Celeste Impero. Un abbraccio così caloroso da mettere in imbarazzo la Casa Bianca che con Pechino <em>vorrebbe ma non può</em>. <em>Ma soprattutto non sa come</em>. Perché al di là degli sforzi della squadra di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a>, quest&#8217;ultimo non è, tantomeno possiede, un Kissinger d&#8217;antan. Ed è proprio dal palcoscenico di Pechino che il fondatore di Microsoft si è impegnato a versare 50 milioni di dollari in un progetto congiunto in Africa per combattere malaria e tubercolosi. Tutto questo accade a poche ore dall&#8217;arrivo del segretario di Stato Blinken, in missione per ricucire il dialogo con Xi, sanare divari percettivi e limare i toni degli anni precedenti. Una diplomazia parallela si direbbe, ove Washington ufficialmente mira al <em>China second</em>, flirtando con l&#8217;India e lavorando a braccetto con il Giappone. Mentre i <em>Tech baron</em> come Gates lavorano perché i blocchi sui semiconduttori non disastrino le esportazioni verso quello che resta il terzo partner commerciale degli Stati Uniti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-3.jpg" alt="" class="wp-image-397269" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-3.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-3-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-3-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-3-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il lobbismo di Elon Musk</h2>



<p>E poi c&#8217;è Elon Musk. Una figura complessa da interpretare. Metà filantropo metà megalomane.  Quello che tutto compra e vuole arrivare ovunque, perfino nello spazio. A fine maggio era sbarcato anche lui in Cina, azzardando perfino una dichiarazione in cui definiva <strong>Cina e Stati Uniti &#8220;gemelli inseparabili&#8221;</strong>, affetti da comuni interessi. Un rapporto burrascoso quello con il vecchio presidente Biden: quest&#8217;ultimo, infatti, aveva più volte escluso Tesla dal dibattito sull&#8217;auto elettrica, osannando in suo luogo GM e Ford. I due avevano anche discusso più volte sul rapporto con il mondo sindacale, spalleggiato da Biden, osteggiato da Musk. Fino alle reprimenda del novembre scorso, quando il presidente degli Stati Uniti aveva puntato il dito contro le <em>liaisons dangereuses </em>di Musk con l&#8217;Arabia Saudita, a proposito dell&#8217;acquisto di Twitter, ma anche con la Cina e con la Russia, da cui compra il nichel per le sue batterie. Ma c&#8217;è stato anche il tempo del disgelo. </p>



<p>Al di là della sua megalomania, Musk è anche l&#8217;uomo di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cose-il-sistema-starlink-il-jolly-di-kiev-che-puo-cambiare-la-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Starlink</a></strong>, il progetto di internet via satellite che ha permesso all&#8217;Ucraina di restare connessa allo scoppio del conflitto. Ma c&#8217;è di più: dopo la paventata ipotesi della fine di questo sostegno (per via del rischio che il sistema venisse usato a scopo offensivo), Starlink ha incassato uno storico contratto con il Pentagono. Il Dipartimento della Difesa Usa sta infatti acquistando i terminali di comunicazione via satellite per usarli in Ucraina, inserendoli nel nuovo pacchetto di aiuti per Kiev. Nel frattempo, Musk ha intrapreso un <strong>lungo viaggio</strong> in Europa: prima in Italia, dove ha perfino sciorinato consigli di demografia al Bel Paese, poi in Francia a Viva Tech, dove ha annunciato i primi test di Neuralink entro la fine dell&#8217;anno, a guisa di Kennedy dei giorni nostri. Ma è l&#8217;occasione anche per presentare, riveduta e corretta, la sua politica in fatto di libertà di parola, tornando sull&#8217;annosa questione dell&#8217;account di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a>. Ma soprattutto per trovare casa al suo maxi impianto per le batterie solleticando l&#8217;ego delle diplomazie europee.</p>



<p>Così, mentre il mondo intero perde interesse e costume nell&#8217;interfacciarsi con la diplomazia americana, i capitani dell&#8217;It si fanno avanti, con o senza l&#8217;avallo federale, perché, parafrasando Charles Erwin, ciò che è utile per il Paese è utile per la Silicon Valley, e viceversa.</p>



<p></p>
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		<title>Perché Biden ha chiesto a Bill Gates di comprare una miniera di rame in Zambia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/biden-bill-gates-rame-zambia-usa-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 19:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Miniere]]></category>
		<category><![CDATA[Rame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bill gates" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E se il Ventunesimo fosse il secolo dell&#8217;Africa? Le prospettive di crescita dell&#8217;Antico continente non hanno mai destato l&#8217;interesse dell&#8217;opinione pubblica occidentale, diversamente da quanto mostrato da addetti ai lavori ed esperti, più attenti alla velocità con cui sta cambiando l&#8217;Africa rispetto alla gente comune. Il prorompente aumento demografico e le ingenti risorse formano un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-bill-gates-rame-zambia-usa-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bill gates" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120153939657_ed744b3ae06893d28356ad5dee48b0ae-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E se il Ventunesimo fosse il secolo dell&#8217;<strong>Africa</strong>? Le prospettive di crescita dell&#8217;Antico continente non hanno mai destato l&#8217;interesse dell&#8217;opinione pubblica occidentale, diversamente da quanto mostrato da addetti ai lavori ed esperti, più attenti alla velocità con cui sta cambiando l&#8217;Africa rispetto alla gente comune. Il prorompente aumento demografico e le ingenti risorse formano un connubio promettente per il suo futuro. Non ci può essere espansione, però, senza investimenti stranieri. Nell&#8217;epoca della globalizzazione, lo sviluppo trae la sua forza dalla cooperazione internazionale in campo economico. Per questo motivo lo <strong>Zambia</strong>, attraversato dal fiume Zambesi e senza accesso al mare per via degli altopiani al confine con il Malawi, sta scommettendo sulle sue storiche fonti di ricchezza, coinvolgendo attori stranieri di primo piano. </p>



<p>La giovane repubblica, indipendente dal Regno Unito dal 1964 (ma tuttora membro del Commonwealth), ha subito una forte contrazione del Pil negli anni della pandemia, la quale ha comportato un notevole aumento del <strong>debito</strong> sovrano, <a href="https://issafrica.org/iss-today/zambia-defaults-economically-and-politically" target="_blank" rel="noreferrer noopener">finendo in default</a> nel 2020. Per ripagare i creditori, tra i quali emerge la Cina, il governo di Lusaka sta valutando la <a href="https://www.ft.com/content/e8e95a2d-97bd-46ab-b55d-6542a9e92ad3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proposta</a> del Fondo Monetario Internazionale di uno strumento, ancora in fase di discussione e approvazione, che potrebbe allontanare (ma non cancellare) l&#8217;incubo di un&#8217;altra bancarotta. Ma com&#8217;è riuscito lo Zambia a convincere <strong>Bill</strong> <strong>Gates</strong> a investire 150 milioni di dollari nell&#8217;economia dello Stato africano, che nel 2023 dovrebbe crescere tra il 3 e il 4%, recuperando quanto è stato perso nel periodo del Covid?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fortuna di vivere nella Copperbelt</h2>



<p>C&#8217;entra quella che in gergo viene chiamata <strong>Copperbelt</strong>, la regione tra lo Zambia e la Repubblica Democratica del Congo ricchissima di giacimenti di oro, argento, cobalto e rame. Il mercato globale dell&#8217;oro rosso è saturo: basti pensare che gli Stati Uniti sono secondi al mondo per produzione, dopo il Cile. Nonostante questo, le potenzialità delle miniere di rame zambiane sono illimitate e hanno attratto superpotenze economiche, come gli stessi Usa. </p>



<p>L&#8217;estrazione del rame metallico in Zambia è iniziata nei primi del Novecento e da allora l&#8217;industria ha rappresentato per Lusaka la sua principale voce di entrata. Il Paese ospita alcune delle più grandi miniere di rame, tra cui <em>Konkola Copper Mines</em>, <em>Lumwana Copper Mine </em>e <em>Mopani Copper Mines</em>. Lo Zambia è il <strong>secondo</strong> <strong>produttore</strong> di rame in Africa e il settimo in tutto il pianeta. L&#8217;industria del rame rappresenta circa l&#8217;80% delle entrate in valuta estera del Paese e genera parecchia occupazione, con decine di migliaia di persone impiegate nelle miniere e nella filiera a esse associata.</p>



<p>Negli ultimi anni, l&#8217;industria del rame in Zambia ha dovuto affrontare una serie di <strong>sfide</strong>: la crisi del mercato del rame, la diminuzione della domanda globale e l&#8217;aumento dei costi di produzione. Tuttavia, il governo ha adottato misure per sostenere l&#8217;industria, attuando politiche che hanno incoraggiato l&#8217;imprenditoria locale ed estera.</p>



<p>Diverse importanti società minerarie hanno deciso di modernizzare le proprie attività in Zambia. Ad esempio, la <em>China Nonferrous Metal Mining</em> <em>Group</em> Co. (Cnmc) ha investito 832 milioni di dollari nella fonderia di Chambishi, che ha una capacità di 200 mila tonnellate all&#8217;anno. La londinese <em>Vedanta Resources</em> ha immesso 1 miliardo di dollari nelle casse dello Zambia per l&#8217;ampliamento delle miniere di rame di Konkola, che dovrebbe incrementare la produzione del 50%.</p>



<p>Nella Copperbelt è stata varata anche una serie di <strong>progetti infrastrutturali</strong> di base, come strade, scuole e ospedali. Questi progetti non solo sostengono l&#8217;industria mineraria, ma migliorano anche la vita dei residenti, alzandone il tenore, seppur creando un&#8217;enorme disparità con il resto del Paese, dove il 54% della popolazione guadagna meno di due dollari al giorno. L&#8217;industria del rame in Zambia rimane un importante motore per lo sviluppo. Il governo e le società minerarie si impegnano a collaborare per garantire la sostenibilità a lungo termine e massimizzare i benefici per il Paese e la popolazione.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://it.insideover.com/politica/covid-viaggio-in-etiopia-finanziamenti-la-strana-relazione-oms-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Il Covid, il viaggio in Europa e i finanziamenti: la strana relazione tra <font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>l&#8217;O</u></span></font>ms e la Cina</strong></a></li><li><a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-si-nasconde-dietro-al-tour-del-nuovo-ministro-cinese-in-africa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Cosa si nasconde dietro al tour del nuovo ministro cinese in Africa</strong></a></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/economia/gli-usa-sfidano-la-cina-in-africa-la-nuova-strategia-di-biden-per-arginare-il-dragone.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gli Usa sfidano la Cina in Africa: la nuova strategia di Biden per arginare il Dragone</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Il rinnovato interesse americano per lo Zambia</h2>



<p><em>KoBold</em> <em>Metals</em>, startup sostenuta da <em>Breakthrough Energy Ventures</em> di Bill Gates, e che mira a utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale per trovare i metalli fondamentali per la produzione di auto elettriche, ha accettato di investire 150 milioni di dollari per comprare una parte del grande deposito di rame ancora non sviluppato in Zambia, dove è praticamente inesistente il<em> know-how </em>occidentale. Tra gli investitori di KoBold spiccano i nomi di altri miliardari, quali gli statunitensi <strong>Jeff</strong> <strong>Bezos</strong> e <strong>Michael</strong> <strong>Bloomberg</strong>, il britannico <strong>Richard</strong> <strong>Branson</strong> di <em>Virgin</em> <em>Group</em> e l&#8217;evanescente <strong>Jack</strong> <strong>Ma</strong>, fondatore di AliBaba.</p>



<p>L&#8217;accordo tra le parti è stato presentato durante il vertice tra il presidente americano Joe Biden e i leader africani a Washington a metà dicembre scorso e si preannuncia un successo per gli Stati Uniti in quella che finora è stata un&#8217;estenuante ricerca di ulteriori risorse nella concorrenza con la Cina.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120154133103_b33e929209e99debecff806c92515f31-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-381271" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120154133103_b33e929209e99debecff806c92515f31-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120154133103_b33e929209e99debecff806c92515f31-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120154133103_b33e929209e99debecff806c92515f31-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120154133103_b33e929209e99debecff806c92515f31-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120154133103_b33e929209e99debecff806c92515f31-2048x1366.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230120154133103_b33e929209e99debecff806c92515f31-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>I leader di 47 nazioni africane in posa per la foto di rito a margine dell&#8217;U.S. Africa Leaders Summit del 15 dicembre 2022. Foto: EPA/OLIVER CONTRERAS/POOL.</figcaption></figure>



<p>In base all&#8217;accordo, KoBold, azienda californiana, pagherà ai proprietari della miniera di rame di Lubambe, in Zambia, 115 milioni di dollari da spendere nello sviluppo del giacimento di Mingomba, precedentemente noto come <em>Lubambe Extension Project</em>. L&#8217;accordo &#8220;invia un segnale forte che gli Stati Uniti e i loro alleati possono e vogliono competere con successo per i minerali e le risorse che alimenteranno la <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-futuro-dellafrica-passa-dalla-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">transizione energetica</a> globale&#8221;, ha dichiarato Michael Gonzales, ambasciatore degli Stati Uniti in Zambia.</p>



<p>Investimenti che si aggiungono a quello della canadese <em>First Quantum Minerals Ltd</em>., protagonista di un progetto da 1,25 miliardi di dollari per l&#8217;allargamento di una miniera di rame a Kansanshi, sempre in Zambia. Dunque un <strong>affare</strong> <strong>miliardario</strong>, spartito tra Stati Uniti e Canada, per contrastare le note velleità del Dragone.</p>



<p>La novità assoluta però è l&#8217;impiego dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>. KoBold Metals sfrutterà l&#8217;AI e il <em>machine learning</em> (apprendimento automatico) per localizzare i depositi di metalli per batterie, con particolare attenzione per la miniera della già citata Mingonba. Il ministro delle Miniere e dello Sviluppo Minerario dello Zambia, Paul Kabuswe, ha accolto con favore l&#8217;intervento di KoBold. &#8220;Gli investimenti hanno iniziato ad affluire, ed è questo che innescherà la crescita economica&#8221;, ha sottolineato entusiasta. </p>



<p>Il rischio di un ritiro non si può escludere: l&#8217;instabilità politica dell&#8217;Africa è forse l&#8217;ostacolo principale allo sviluppo del Continente, ma la partita che si gioca nello Stato africano riflette una più <strong>ampia competizione</strong> tra due colossi dell&#8217;economia mondiale consapevoli dell&#8217;importanza dell&#8217;Africa e del suo ruolo nella catena di approvvigionamento globale nel prossimo futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-bill-gates-rame-zambia-usa-cina.html">Perché Biden ha chiesto a Bill Gates di comprare una miniera di rame in Zambia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le pressioni occulte di Bill Gates per far approvare la legge sul clima</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/le-pressioni-occulte-di-bill-gates-per-far-approvare-la-legge-sul-clima.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Aug 2022 05:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo settimane di discussioni e trattative, il Presidente Usa Joe Biden ha firmato il climate change and health care bill, legge che stanzia 375 miliardi di dollari contro i cambiamenti climatici e limita i costi dei farmaci da prescrizione. Si tratta di una misura finanziata grazie alle nuove tasse imposte sulle grandi aziende e sui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/le-pressioni-occulte-di-bill-gates-per-far-approvare-la-legge-sul-clima.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo settimane di discussioni e trattative, il Presidente Usa Joe Biden <a href="https://apnews.com/article/biden-signs-climate-health-bill-9a7f349fa7b07387d20ad603f2ff4875">ha firmato il climate change and health care bill</a>, legge che stanzia <strong>375 miliardi di dollari</strong> contro i cambiamenti climatici e limita i costi dei farmaci da prescrizione. Si tratta di una misura finanziata grazie alle nuove tasse imposte sulle grandi aziende e sui milionari. Biden, durante un trionfante evento alla Casa Bianca, ha spiegato come la legge rappresenti la prova di come la democrazia, non importa quanto a lungo o disordinato sia il processo, possa ancora offrire molto agli elettori in America. &#8220;Il popolo americano ha vinto e gli interessi speciali hanno perso&#8221; ha annunciato il Presidente Usa durante la cerimonia di firma. &#8220;In questo momento storico, i democratici si sono schierati dalla parte del popolo americano e ogni singolo repubblicano al Congresso si è schierato con gli interessi speciali in questo voto&#8221;, ha detto Biden, sottolineando ripetutamente lo scontro fra il suo partito e il Gop. I repubblicani, dal canto loro, affermano che la legge contribuirà ad aumentare l&#8217;inflazione, già ai massimi livelli dal 1981. Biden, tuttavia, deve ringraziare una persona, in particolare, per l&#8217;approvazione di questa legge sul clima: <strong>Bill Gates</strong>.</p>
<h2>Bill Gates ha lavorato dietro le quinte per sostenere Biden</h2>
<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2022-08-16/how-bill-gates-lobbied-to-save-the-climate-tax-bill-biden-just-signed#xj4y7vzkg">Secondo <em>Bloomberg</em></a>, il miliardario e filantropo avrebbe avuto un ruolo determinante nel convincere il senatore democratico <strong>Joe Manchin</strong> a far cadere l&#8217;ostruzionismo e a consentire alla legge di passare. Secondo la testata americana, Gates ha iniziato a corteggiare Manchin e altri senatori che avrebbero potuto rivelarsi fondamentali nel sostenere misure a favore del clima e dell&#8217;energia pulita nel 2019, durante una cena a Washington DC. &#8220;Il mio dialogo con Joe va avanti da un po&#8217;&#8221;, ha detto Gates, aggiungendo di aver ospitato a quella cena &#8220;quasi tutti i membri del comitato per l&#8217;energia&#8221;. L&#8217;argomento di discussione fu un tema caro al filantropo: il &#8220;ruolo dell&#8217;innovazione nel clima&#8221;. L&#8217;anno scorso, da quando Manchin ha interrotto i negoziati con i democratici &#8211; prima su <strong>Build Back Better</strong> e poi su un disegno di legge sul clima &#8211; Gates ha confessato che lui e il senatore hanno ripetutamente parlato al telefono.</p>
<h2>Le pressioni del filantropo</h2>
<p>Dopo che Manchin ha annunciato il 19 dicembre 2021 che non avrebbe sostenuto <strong>Build Back Better</strong>, Gates ha sottolineato di aver pranzato con il senatore della West Virginia e sua moglie, Gayle Connely Manchin, a Washington, DC, spiegando di aver discusso dei bisogni dello Stato del senatore durante il pranzo. Il magnate, a quel punto, ha suggerito a Manchin che se le centrali a carbone verranno chiuse e i posti di lavoro nelle miniere persi, quegli stessi lavoratori potranno essere impiegati per costruire nuove piccole centrali nucleari tramite una società da lui fondata, chiamata TerraPower. Gates ha poi incontrato Manchin il 7 luglio a una conferenza stampa in Idaho. &#8220;Abbiamo parlato di ciò che mancava, di ciò che doveva essere fatto&#8221;, ha detto Gates. &#8220;E poi ci sono state molte telefonate.&#8221;Sai, la gente dice che a Joe piace il carbone o qualcosa del genere&#8221;, ha detto. &#8220;Non è proprio giusto&#8221;.</p>
<p>A proposito delle pressioni su Manchin, <strong>Bill Gates</strong> ha affermato che non vuole &#8220;prendersi il merito per quello che è successo&#8221;. In effetti, oltre al magnate, anche una coalizione di gruppi ambientalisti e sindacali della BlueGreen Alliance ha trascorso 18 mesi a fare pressioni su Manchin. Un gruppo di senatori, tra cui Ron Wyden, Chris Coons e John Hickenlooper, &#8220;hanno lavorato insieme per rassicurare&#8221; il senatore della West Virginia e convincerlo a non fare ostruzionismo. Come ha spiegato Massimo Gaggi sul <em>Corriere della Sera</em>, ciò che il presidente Joe Biden ha ottenuto non è il radicale Green New Deal della sinistra liberal, già ridotto l’anno scorso al piano “Build Back Better” e ora ulteriormente ridimensionato nell’Inflation Reduction Act, ma resta l’impegno maggiore mai preso dal governo americano nella lotta ai cambiamenti climatici. Una vittoria targata Bill Gates.</p>
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		<title>I miliardari e l&#8217;ambiente: l&#8217;ipocrisia dell&#8217;élite che si atteggia a rivoluzionaria</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/i-miliardari-e-lambiente-lipocrisia-dellelite-che-si-atteggia-a-rivoluzionaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 05:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cop26]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono tutti in parata, uno dopo l&#8217;altro, al Cop26 e non solo. I miliardari e gli esponenti delle grandi multinazionali finanziarie e del tech parlano un giorno dopo l&#8217;altro di sostenibilità, ambientalismo, transizione. Rimbottano i governi, si presuppongono filantropi e offrono contributi per &#8220;salvare il mondo&#8221;, a seconda che si tratti di promuovere lo sviluppo dell&#8217;Africa, combattere le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/i-miliardari-e-lambiente-lipocrisia-dellelite-che-si-atteggia-a-rivoluzionaria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/bill-gates-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono tutti in parata, uno dopo l&#8217;altro, <a href="https://it.insideover.com/ambiente/geopolitica-del-cop26-cosa-si-giocano-le-potenze-sullambiente.html" target="_blank" rel="noopener">al <strong>Cop26 </strong>e non solo</a>. I miliardari e gli esponenti delle grandi multinazionali finanziarie e del tech parlano un giorno dopo l&#8217;altro di sostenibilità, ambientalismo, transizione. Rimbottano i governi, si presuppongono <strong>filantropi </strong>e offrono contributi per &#8220;salvare il mondo&#8221;, a seconda che si tratti di promuovere lo sviluppo dell&#8217;Africa, combattere le esternalità negative come l&#8217;aumento dell&#8217;instabilità alimentare.</p>
<h2>Miliardari rivoluzionari?</h2>
<p>Da élite tra le élite parlano da <strong>icone rivoluzionarie</strong>. E i media e i politici pendono dalle loro labbra. Ma quella dei Paperoni globali in sfilata a Glasgow, pronti a parlare dell&#8217;emergenza ambientale e delle sue conseguenze, è una retorica che non nasconde componenti di ipocrisia.</p>
<p>I miliardari fattisi avanguardia della rivoluzione verde inseguono l&#8217;ideologia pop dominante del momento; vengono meno a qualsiasi discorso realistico sulla necessità di <strong>pragmatismo </strong>strategico e operativo in campo di transizione energetica per farsi versioni di <strong>Greta Thunberg </strong>più scaltre e invecchiate, senza nemmeno la stessa sincera carica emotiva della giovane attivista svedese; da inquinatori più importanti del mondo, parlano sostanzialmente dei problemi che hanno contribuito a causare atteggiandosi a loro risolutori.</p>
<p><strong>Jeff Bezos</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/amazon-stringe-accordi-milionari-dipartimento-della-difesa.html">, fondatore del colosso americano Amazon</a> e uomo fra i più ricchi del mondo, nella giornata del 2 novembre ha promesso nell&#8217;ambito della conferenza Onu Cop26 di Glasgow una donazione da 2 miliardi di dollari per ridare vita a terreni &#8220;degradati&#8221; dal cambiamento climatico in Africa. Si fa patrono della sostenibilità a tutti i costi ma <strong>Oxfam, </strong>in uno studio prodotto insieme all’Institute for European Environmental Policy allo Stockholm Environment Institute, denuncia: con la sua nuova attività di super-lusso, i viaggi spaziali fa sì che ogni passeggero spaziale, per restare appena 11 minuti in orbita, contribuisca all’emissione di 75 tonnellate di anidride carbonica. Più di quanta ne emette in tutta la sua vita una persona scelta tra il miliardo di uomini e donne più povero del pianeta.</p>
<h2>Una sostanziale ipocrisia</h2>
<p>&#8220;Viviamo in un mondo in cui una ristrettissima élite sembra avere il permesso di inquinare senza limiti, alimentando condizioni ed eventi metereoogici sempre più estremi e imprevedibili&#8221;, <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/giorno-4-cop" target="_blank" rel="noopener">ha dichiarato Nafkote Dabi</a>, responsabile delle politiche climatiche di Oxfam. Oxfam nel suo studio riporta che l&#8217;1% più ricco della popolazione ha un impatto sull&#8217;ambiente trenta volte maggiore di quello che andrebbe mantenuto per rendere realistico un target di emissioni entro i limiti degli Accordi di Parigi, e per la Dabi &#8220;le emissioni del 10% più ricco, da sole, potrebbero spingerci verso un punto di non ritorno. E a pagarne il prezzo più alto, ancora una volta, saranno le persone più povere e vulnerabili del pianeta&#8221;, per i quali a parole si dichiara pronto a battersi Bezos. Che su questo punto di vista è un tutt&#8217;uno con il rivale per il titolo di uomo più ricco del mondo, <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-elon-musk.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Elon Musk</strong>.</a> Imprenditore che difende l&#8217;idea della transizione incentrata sulle auto elettriche e che dopo l&#8217;ammissione di Bezos su Twitter ha scritto di essere disposto a mettere sul piatto sei miliardi di dollari per mettere fine alla fame del mondo.</p>
<p>Nonostante l&#8217;impegno finanziario minore in questa fase, né Bezos né Musk riescono però a toccare i picchi di attenzione politica toccati <a href="https://www.gatesnotes.com/Energy/My-message-to-the-world-at-COP26" target="_blank" rel="noopener">da <strong>Bill Gates, </strong>che al Cop26 ha dichiarato, sobriamente, di avere un &#8220;messaggio per il mondo&#8221;</a> sulla necessità di investire sulle tecnologie verdi. Diventando partner dell&#8217;Eu Catalyst Partnership, programma da un miliardo di dollari in partnership con la Commissione europea per incoraggiare gli investimenti in tecnologie per il clima.</p>
<p>Gates, Bezos e Musk sono accomunati da un&#8217;idea chiara: la superiorità ineludibile del mercato sugli Stati e sulle società, la volontà mecenatistica utilizzata come strumento di <strong>consenso politico, </strong>la filantropia come strumento di sedazione di qualsiasi dibattito sul cambiamento <strong>strutturale </strong>degli interi contesti. &#8220;Oggi si sta vivendo una seconda età dell’oro della filantropia&#8221;, spiega Nicoletta Dentico nel saggio <em>Ricchi e buoni?,</em> &#8220;che nasce esattamente nel momento in cui è fallita la richiesta di globalizzazione dei diritti richiesta dai movimenti altermondialisti, dove attori arricchitisi grazie alla deregolamentazione dei mercati hanno iniziato a giocare un ruolo centrale nelle grandi sfide globali per i diritti, per l’ambiente, per la salute&#8221;. La filantropia serve sostanzialmente a <strong>cancellare ogni dibattito </strong>sul fatto che essa consiste in fin dei conti nel tentativo (legittimissimo dal punto di vista dei suoi autori) <a href="https://www.aics.gov.it/oltremare/rubriche/cultura/lanalisi-di-ricchi-e-buoni-far-del-bene-non-e-un-lavoro-da-supermiliardari/" target="_blank" rel="noopener">di quella che <em>Oltremare </em>definisce</a> &#8220;una classe di tycoon, vincitori sulla scena della globalizzazione economica, che colgono l’occasione per dipingersi come salvatori globali.</p>
<h2>Il capitalismo della filantropia</h2>
<p>Si ripropone sull&#8217;ambiente il problema di fondo della &#8220;<strong>filantropia capitalista&#8221;, </strong>criticata in passato da Peter Buffett, figlio del noto investitore Warren Buffett, a lungo ai primi posti tra gli uomini più ricchi del mondo. Come ha scritto Peter Buffett in un&#8217;analisi realizzata per il <em><a href="https://www.nytimes.com/2013/07/27/opinion/the-charitable-industrial-complex.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times </a></em><a href="https://www.nytimes.com/2013/07/27/opinion/the-charitable-industrial-complex.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scritto nel 2013</a>, &#8220;la filantropia sta diventando un business enorme (con 9,4 milioni di occupati che distribuiscono 316 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti), ma le disuguaglianze globali continuano a crescere a spirale, fuori controllo e altre vite e comunità vengono distrutte dal sistema che crea immense quantità di ricchezza per i pochi”, dominato proprio da coloro che al termine del processo promuovono questa modesta redistribuzione.</p>
<p>Attraverso le donazioni milionarie, i “filantropi” assumono un peso politico sempre maggiore,  si aprono la strada a nuovi mercati, e si sostituiscono agli Stati, mettendo di fatto un sigillo a ogni prospettiva di evoluzione sistemica in forma complessa. In altre parole, come combattere lo smodato dominio della finanza sull&#8217;<strong>economia reale </strong>in un contesto in cui i suoi vincitori sono in prima fila a mostrare la molteplicità degli usi dei dividendi ottenuti? Come discutere di disuguaglianze, lotta alla povertà e progetti di lungo periodo se si dà il via libera alla prassi che alla programmazione preferisce gli atti unilaterali di un singolo Paperone? Come rimettere l&#8217;uomo al centro nella partita per lo sviluppo sostenibile, l&#8217;ambiente, la crescita se essa avviene nel quadro di una cornice nota da tempo?</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-i-miliardari-sono-spesso-filantropi.html" target="_blank" rel="noopener">A queste domande è difficile dare risposta.</a> Ma se questo è a prescindere un problema, sul clima si arriva al parossismo. Alzi la mano chi ha mai visto una <strong>rivoluzione guidata dalle élite </strong>andare a buon fine. La &#8220;superclasse&#8221; vincitrice della crisi finanziaria, della pandemia, delle politiche della globalizzazione ora si fa guida moralizzatrice e piange lacrime verdi, in un&#8217;identificazione della prima causa del problema ambientale (l&#8217;iper-accumulazione capitalista) nella sua presunta soluzione. Un cambio di paradigma tale da rendere potenzialmente fallace qualsiasi discorso sulla possibilità di un reale processo di discontinuità sullo sviluppo sostenibile negli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/i-miliardari-e-lambiente-lipocrisia-dellelite-che-si-atteggia-a-rivoluzionaria.html">I miliardari e l&#8217;ambiente: l&#8217;ipocrisia dell&#8217;élite che si atteggia a rivoluzionaria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quel filo rosso tra Bill Gates e l&#8217;Oms</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/quel-filo-rosso-tra-bill-gates-e-loms.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 06:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-2048x1170.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come sottolineato dalla Ong Global Justice alla conferenza sul clima di Davos del 2016, la Gates Foundation possiede le conoscenze e gli strumenti economici per poter potenzialmente condizionare le scelte di ogni istituzione nazionale e internazionale. Un potere molto forte, che discende in parte dalle esperienze passate del fondatore della Microsoft, Bill Gates, e in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/quel-filo-rosso-tra-bill-gates-e-loms.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/quel-filo-rosso-tra-bill-gates-e-loms.html">Quel filo rosso tra Bill Gates e l&#8217;Oms</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA13031786-2048x1170.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.globaljustice.org.uk/news/gates-foundation-dangerously-skewing-development-agenda-according-new-report/">Come sottolineato dalla Ong Global Justice alla conferenza sul clima di Davos del 2016</a>, la <strong>Gates Foundation</strong> possiede le conoscenze e gli strumenti economici per poter potenzialmente condizionare le scelte di ogni istituzione nazionale e internazionale. Un potere molto forte, che discende in parte dalle esperienze passate del fondatore della Microsoft, Bill Gates, e in parte dallo scambio diretto di informazioni e conoscenze con le multinazionali che da sempre sostengono le mission della società no-profit nordamericana.</p>
<p>È forse per questo motivo che, nel corso dello scorso anno,<a href="https://www.cnbc.com/2020/04/17/bill-gates-is-top-target-for-coronavirus-conspiracy-theories-report.html"> la figura di Gates venne indicata addirittura dalle <strong>teorie cospirazioniste</strong> come la vera fautrice della pandemia</a>, a causa anche degli enormi benefici che il magnate americano ne avrebbe ricavato. <a href="https://www.reuters.com/article/uk-factcheck-bill-gates-fake-3-billion-q-idUSKBN29Y20D">Benché tale possibilità sia stata smentita</a>, è però indubbio che una larghissima fetta degli interessi economici della Gates Foundation ruoti attorno al settore della sanità, della farmaceutica e della ricerca vaccinale. Ed è forse anche per questo motivo che, la stessa no-profit, risulta essere il più grande <strong>finanziatore privato</strong> dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, secondo soltanto agli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<h2>Bill Gates è il manovratore dell&#8217;Oms?</h2>
<p>Il forte legame tra la Gates Foundation ed il settore farmaceutico, unito ai generosi finanziamenti stanziati annualmente all&#8217;Oms, ha indotto molti a credere che <a href="https://it.insideover.com/politica/nelloms-decide-quasi-tutto-bill-gates-e-la-sua-fondazione.html">dietro alle scelte operative dell&#8217;istituzione sanitaria con sede a Ginevra ci sia lo stesso Bill Gates</a>. Un&#8217;accusa coraggiosa e che forse si potrebbe spingere un po&#8217; troppo oltre, ma che trova comunque il suo fondamento su una serie di<strong> casualità</strong> che, negli anni, hanno visto una simbiosi sempre più perfetta tra le ricerche mediche della no-profit e gli obiettivi dell&#8217;Oms. Come messo in evidenza dal professor <strong>Antoine Flahault</strong> dell&#8217;Università di Ginevra e riportato da <em><a href="https://www.repubblica.it/economia/2017/06/02/news/bill_gates_oms-166804494/">La Repubblica</a>, </em>le capacità economiche della Gates Foundation, anche inconsciamente, potrebbero spingere davvero l&#8217;Organizzazione ad adattare il suo piano d&#8217;azione in relazione alle mission della no-profit.</p>
<p>Un esempio, infatti, potrebbe essere trovato nell&#8217;impegno che nello scorso decennio venne messo in campo sia dai laboratori di ricerca della Gates Foundation sia dall&#8217;Oms nei confronti della <strong>polio</strong>, malattia quasi scomparsa nel mondo occidentale ma che ancora vessava i Paesi africani. A livello di casi annuali, mortalità e difficoltà nel contrasto, però, ha sempre presentato meno criticità rispetto alla lotta contro un nemico ben più difficile da eradicare come l&#8217;<strong>Aids</strong>. Tuttavia, dal 2016 in avanti gli sforzi economici sia della Gates Foundation prima sia dell&#8217;Oms poi si sono concentrati principalmente contro la polio (come si può evincere dal <a href="https://www.gatesfoundation.org/about/financials/annual-reports/annual-report-2019">bilancio annuale 2019</a> della società nordamericana).</p>
<h2>L&#8217;interesse incrociato per la polio è stato il primo campanello d&#8217;allarme?</h2>
<p>Al netto del risultato ottenuto (nel 2020 sono stati riscontrati solamente 37 casi a livello mondiale), è interessante però la coincidenza temporale che ha spinto sia la no-profit sia l&#8217;Oms nella direzione della lotta contro la polio. <strong>Concomitanza</strong> che, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, si è potuta riscontrare anche nella lotta ad un&#8217;altra serie di malattie che fino a quel momento sembravano essere passate in sordina: <a href="https://it.insideover.com/societa/loms-vuole-combattere-anche-le-malattie-tropicali-trascurate.html">le <strong>malattie tropicali neglette</strong></a>. Anche in questo caso, infatti, l&#8217;interesse dell&#8217;Oms sembrava essere stato anticipato dal focus sulla questione della Gates Foundation, che nel corso degli scorsi anni e degli scorsi mesi <a href="https://www.gatesfoundation.org/our-work/programs/global-health/neglected-tropical-diseases">ha mobilitato le ricerche di una cura per i principali patogeni in questione</a>.</p>
<h2>L&#8217;unità di intenti tra Gates e Oms confermato anche dalla pandemia di coronavirus</h2>
<p>Con lo scoppio, nel corso dello scorso anno, della <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a>, la sinergia tra la Gates Foundation e l&#8217;Oms si è rafforzata ulteriormente, con la società privata che si è rivelata in grado di <a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2021/01/25/news/disuguaglianze-284103926/">investire svariati miliardi di dollari nel giro di pochissimo tempo </a>per favorire le ricerche e creare sistemi informatici di sicurezza all&#8217;avanguardia.</p>
<p>In modo particolare, l&#8217;attenzione della Gates Foundation si è concentrata su una particolare casa farmaceutica: l&#8217;olandese-tedesca <strong>Curevac</strong>. La stessa società che, negli scorsi mesi, era stata indicata come la speranza dell&#8217;<strong>Unione europea</strong> in quanto unica che, in futuro, avrebbe potuto garantire i ritmi vaccinali per i cittadini europei, <a href="https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/curevac_-_redacted_advance_purchase_agreement_0.pdf">con il contestuale acquisto iniziale concordato di 225 milioni di dosi</a>. Speranza che, purtroppo, è stata smentita dalla terza fase della sperimentazione, <a href="https://www.businessinsider.com/curevac-vaccine-efficacy-late-stage-trial-covid-bill-gates-2021-4">dove il siero a mRna ha rivelato un&#8217;efficacia non superiore al 47%</a> (ed ha causato, al tempo stesso, il crollo in borsa dell&#8217;indice azionario). Tuttavia, ciò potrebbe indurre a vedere una correlazione tra l&#8217;interesse iniziale della Gates Foundation, il forte sostegno dell&#8217;Oms e infine la scelta dell&#8217;Unione europea di finanziare il vaccino della Curevac.</p>
<p>Che sia voluto o semplicemente frutto dell&#8217;incrocio degli stessi interessi o di limitate possibilità economiche, dunque, la sensazione è che anche in questo caso tra la Gates Foundation e l&#8217;Oms ci siano state sinergie che sono andate ben oltre la semplice collaborazione per raggiungere lo stesso fine. Aumentando ulteriormente i <strong>dubbi</strong> di molti circa un legame profondo e morboso tra l&#8217;istituzione internazionale con sede a Ginevra e la no-profit con sede a Seattle.</p>
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		<title>La filantropia di Bill Gates usata per spingere le multinazionali</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-filantropia-di-bill-gates-usata-per-spingere-le-multinazionali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 21:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il suo impegno condotto nelle regioni più critiche del mondo e con le sue capacità economiche che risultano essere superiori a quelle di molti Paesi mondiali, la Gates Foundation è di fatto la più potente organizzazione privata che opera nel campo della filantropia. Ma non solo: anche i forti legami e le profonde conoscenze &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-filantropia-di-bill-gates-usata-per-spingere-le-multinazionali.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-filantropia-di-bill-gates-usata-per-spingere-le-multinazionali.html">La filantropia di Bill Gates usata per spingere le multinazionali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12854229-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con il suo impegno condotto nelle regioni più critiche del mondo e con le sue capacità economiche che risultano essere superiori a quelle di molti Paesi mondiali, la <strong>Gates Foundation</strong> è di fatto la più potente organizzazione privata che opera nel campo della filantropia. Ma non solo: anche i forti legami e le profonde conoscenze con quasi tutte le massime autorità politiche, le istituzioni scolastiche e governative e la conoscenza delle figure di spicco delle più importanti <strong>multinazionali</strong> hanno fornito all&#8217;ente no-profit di Bill e Melania Gates il massimo del margine d&#8217;azione possibile. Arrivando, <a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2016/01/24/news/bill_gates-131972278/">secondo le accuse che sono state mosse nei loro confronti sin dalla conferenza economica di Davos del 2016</a>, a rendere la Gates Foundation <em>de facto</em> il vero e incontrastato manipolatore della distribuzione degli aiuti globali.</p>
<h2>&#8220;La Gates Foundation è un attore influente e pericoloso&#8221;</h2>
<p>Furono all&#8217;epoca molto dirette <a href="https://www.globaljustice.org.uk/news/gates-foundation-dangerously-skewing-development-agenda-according-new-report/">le critiche</a> rivolte alla Gates Foundation da parte della Ong britannica <strong>Global Justice</strong>, la quale sollevò molteplici preoccupazioni nei riguardi dell&#8217;operato della società filantropica americana. E in modo particolare, si focalizzavano sul legame troppo diretto tra la famiglia Gates ed i governi mondiali, al punto che sovente (come nel caso del <a href="https://it.insideover.com/ambiente/agra-il-fallimento-agricolo-africano-targato-bill-e-melinda-gates.html">progetto Agra</a>) la loro reale mission fosse non tanto quella di aiutare la popolazione, bensì quella di favorire lo <strong>sviluppo delle multinazionali</strong> e soddisfare la politica locale. Critiche che, ovviamente, sono state sin da subito respinte dallo stesso Bill Gates, il quale ha infatti sottolineato come le pratiche ritenute &#8220;sfavorevoli&#8221; per la popolazione altro non fossero che una sintesi tra necessità e capacità operative.</p>
<h2>La filantropia che si fa con le multinazionali</h2>
<p>In ogni caso, comunque, la Global Justice mise in evidenza una questione che fino a quel momento era stata poco dibattuta ma che aprì la strada alle prime critiche proprio nei confronti del modo in cui la Gates Foundation era abituata ad operare. Ossia, sottolineò come l&#8217;approccio operativo della no-profit americana si fondasse sul tentativo di <strong>replicare</strong> quelle che erano le tecniche di raccolta e di coltivazione in uso nel mondo industrializzato anche in quei Paesi dalle minori capacità economiche e con climi non esattamente speculari a quelli nordamericani. Tutto questo, come volevasi dimostrare, si tradusse in un clamoroso flop a livello di risultati e aumentò a dismisura i costi dovuti ai pesticidi ed ai fertilizzanti rispetto al margine di guadagno aggiuntivo che andò a generare nelle famiglie di agricoltori;<strong> indebitando</strong> al contempo gli stessi Paesi che aderirono al progetto (come nel caso dello <a href="https://www.dw.com/en/has-africas-green-revolution-failed/a-54581028">Zambia</a>). Uno scenario che, dunque, vide vincitrici solo le multinazionali fornitrici del progetto Agra.</p>
<h2>Quali sono le multinazionali che appoggiano Gates?</h2>
<p><a href="https://agra.org/partnerships-for-strategic-transformation/#1618176393564-3db2877f-8193">Come si evince dallo stesso sito internet del progetto</a>, i partner privati hanno da sempre giocato un ruolo importante nel suo sviluppo. E tra i nomi delle multinazionali che supportano e forniscono Agra figurano, tra le altre, il colosso farmaceutico <strong>Bayer</strong>, le tecnologiche<strong> Microsoft</strong> e<strong> Ibm</strong> e le case di motori della <strong>Volkswagen</strong>, <strong>Tata</strong> e <strong>John Deere</strong>. Tutte società che, all&#8217;interno della filiera produttiva, commerciale e di lavorazione hanno interessi non indifferenti e per le quali l&#8217;apertura sul mercato africano (col traino della Gates Foundation) rientra più all&#8217;interno dell&#8217;interesse economico rispetto a quello della mera filantropia.</p>
<p>La stessa Gates Foundation, in fondo, è stata da molti analisti intravista come una multinazionale. Con le sue fitte <strong>conoscenze</strong> tra gli uomini di potere, i suoi uffici sparsi per il globo, la sua strutturazione aziendale e le sue tante branche, infatti, identifica nel migliore dei modi la definizione che siamo storicamente abituati a dare al termine. Ed è normale, di conseguenza, che il suo modo di agire e operare rispecchi quello che per anni, sebbene in un altro settore, è stato il lavoro dello stesso fondatore della no-profit; lasciando però aperto un interrogativo dalla difficile risposta. È davvero il modo <strong>giusto</strong> di intendere l&#8217;aiuto alle persone più svantaggiate quello di appoggiarsi a quei colossi internazionali che, sin dalla fine dello scorso secolo, sono stati accusati di essere proprio tra i principali fautori delle disparità mondiali?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-filantropia-di-bill-gates-usata-per-spingere-le-multinazionali.html">La filantropia di Bill Gates usata per spingere le multinazionali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La lotta dei Gates al gender gap non convince neppure Microsoft</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/la-lotta-dei-gates-al-gender-gap-non-convince-neppure-microsoft.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 21:38:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1536x1141.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sin dalla nascita della Gates Foundation, una delle principali preoccupazioni mostrate dall&#8217;organizzazione della no-profit è stata quella di ridurre le disparità a livello mondiale. Ciò ha significato un forte interesse per le aree più disagiate del mondo ma, al tempo stesso, anche per quelle battaglie sociali che tutti i giorni si svolgono anche in Occidente. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/la-lotta-dei-gates-al-gender-gap-non-convince-neppure-microsoft.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1536x1141.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sin dalla nascita della <strong>Gates Foundation</strong>, una delle principali preoccupazioni mostrate dall&#8217;organizzazione della no-profit è stata quella di ridurre le disparità a livello mondiale. Ciò ha significato un forte interesse per le aree più disagiate del mondo ma, al tempo stesso, anche per quelle battaglie sociali che tutti i giorni si svolgono anche in Occidente. Una di queste, forse quella che sta maggiormente a cuore sia a Bill che a Melania, è stata la lotta per ridurre le disparità di genere, la cosiddetta &#8220;<strong>gender gap</strong>&#8220;.</p>
<h2>Che cosa si intende con Gender Gap</h2>
<p>Come sottolineato in precedenza, gli episodi che si verificano quotidianamente e che implicano una minore considerazione della figura della <strong>donna</strong> rispetto a quella dell&#8217;uomo interessano anche il mondo e la cultura Occidentale. Senza dunque allargare l&#8217;osservazione a quelle pratiche spesso di discendenza tribale che ancora vengono effettuate in alcuni Paesi africani e del mondo asiatico, è sufficiente consultare le annuali <a href="https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/gender-gap-le-donne-presentano-il-conto/2020/01/09/news/battaglia_sul_salario_tra_uomini_e_donne_la_corsa_non_e_alla_pari-244248228/">indagini sui livelli di retribuzione</a>, a parità di mansione, tra uomini e donne. In quasi tutti i casi e quasi ovunque, infatti, la <strong>disparità</strong> degli stipendi e dei salari pende a sfavore del sesso femminile, evidenziando molto bene come anche a livello legislativo molte lacune ancora non siano state colmate.</p>
<h2>La mission della Gates Foundation</h2>
<p><a href="https://www.gatesfoundation.org/our-work/programs/gender-equality/gender-equality">Come si evince dalle stesse pagine della Gates Foundation</a>, l&#8217;impegno portato avanti dalla fondazione si è rivolto negli anni soprattutto al mondo africano e all&#8217;Asia meridionale, nel tentativo di aiutare le donne delle regioni maggiormente vessate dalla disparità di genere a conquistarsi la propria <strong>indipendenza</strong>. Ciò, soprattutto, passando dalle sovvenzioni all&#8217;imprenditoria femminile alla formazione sia strumentale sia psicologica volte a rendere le donne stesse consapevoli delle proprie potenzialità.</p>
<p>Data la complessità della questione soprattutto nelle zone più rurali del mondo, è difficile valutare se l&#8217;operato della Gates Foundation sino a questo momento abbia ottenuto risultati soddisfacenti o meno. Tuttavia, da quello che si è potuto evincere dai rapporti delle autorità e <a href="https://nypost.com/2018/03/13/microsoft-women-filed-238-discrimination-and-harassment-complaints/">dalle oltre 200 <strong>denunce</strong> delle dipendenti</a>, la mission dei Gates sembra non essere pienamente condivisa da quella società che, in fondo, è stato l&#8217;emblema stesso dell&#8217;ascesa di Bill: la Microsoft Corporation.</p>
<h2>Microsoft, una macchia nella lotta al Gender Gap</h2>
<p>Sebbene al momento Bill Gates abbia abbandonato ogni mansione dirigenziale all&#8217;interno del colosso tecnologico da lui fondato, chiaramente il nome della <strong>Microsoft</strong> rimarrà per sempre legato alla sua figura. E in questo scenario, dunque, le accuse di violenze fisiche e verbali avvenute tra i corridoi dell&#8217;azienda non possono che mettere in cattiva luce la stessa mission della Gates Foundation, la quale evidentemente non si è rivelata in grado di trasmettere il messaggio nemmeno a quelle istituzioni che più la dovrebbero rappresentare.</p>
<p>Il caso che destò maggior preoccupazione fu una <strong>denuncia</strong> fatta nel 2015 da una dipendente della società americana, la quale svelò di essere stata invitata più volte a &#8220;sedersi&#8221; sulle ginocchia di un collega senza che il responsabile delle risorse umane ponesse obiezione alcuna. Particolare, questo, che indusse a credere come il <em>modus operandi </em>fosse la normalità all&#8217;interno degli uffici della Microsoft.</p>
<p><a href="https://www.vox.com/policy-and-politics/2019/4/11/18304536/microsoft-women-discrimination-harassment-complaints">Come riportato dalla testata giornalistica <em>Vox</em></a>, all&#8217;interno della Microsoft però non sarebbero &#8220;soltanto&#8221; i maltrattamenti a interessare il genere femminile: anche in tema di retribuzione, infatti, i livelli dei salari sarebbero impari, non permettendo alle donne di guadagnare le stesse cifre dei loro colleghi. E questa concomitanza di questioni, purtroppo, altro non fa se non gettare ulteriori <strong>dubbi</strong> sulle volontà della società fondata dallo stesso Bill di seguire la mission della Gates Foundation.</p>
<h2>Quale credibilità ha la Gates Foundation senza il sostegno della Microsoft?</h2>
<p>Concludendo. Chiaramente non si possono mettere in correlazione le mission della Gates Foundation con il comportamento tenuto dai dipendenti della Microsoft Corporation, la quale ormai opera al di fuori del controllo dello stesso Gates. Tuttavia, il doppio nodo che <strong>lega</strong> i due nomi è inscindibile per quanto riguarda la credibilità pubblica, al punto che si potrebbe quasi affermare che, un progetto di Gates che non viene &#8220;assecondato&#8221; dalla Microsoft, in un certo senso manchi del proprio pilastro fondamentale. In uno scenario che, infine, rischia di azzoppare in partenza le speranze della Gates Foundation di affrontare adeguatamente, almeno in patria, i <strong>problemi</strong> legati al gender gap.</p>
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		<title>La scuola secondo Bill Gates? Un fallimento da un miliardo di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-scuola-secondo-bill-gates-un-fallimento-da-un-miliardo-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 15:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel corso degli anni, Bill e Melania Gates, tramite la loro società no-profit Gates Foundation, hanno intrapreso, tra le altre, una serie di iniziative trasversali per combattere le diseguaglianze nel mondo. Uno di questi tentativi riguarda l&#8217;ottimizzazione del sistema scolastico nelle zone più critiche degli Stati Uniti. Peccato che diversi osservatori abbiano evidenziato una sostanziale assenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-scuola-secondo-bill-gates-un-fallimento-da-un-miliardo-di-dollari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Gates-Foundation-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel corso degli anni, Bill e Melania Gates, tramite la loro società no-profit Gates Foundation, hanno intrapreso, tra le altre, una serie di iniziative trasversali per combattere le <strong>diseguaglianze</strong> nel mondo. Uno di questi tentativi riguarda l&#8217;<strong>ottimizzazione del sistema scolastico</strong> nelle zone più critiche degli Stati Uniti. Peccato che diversi osservatori abbiano evidenziato una sostanziale assenza di risultati. Un buco nell&#8217;acqua costato alla Gates Foundation e sostenitori affiliati <a href="https://www.businessinsider.com/bill-melinda-gates-foundation-education-initiative-failure-2018-6?r=US&amp;IR=T">quasi un miliardo di dollari.</a> Una serie di operazioni che ha messo in evidenza come, per fare il bene del mondo, siano necessarie anche le competenze tecniche e non soltanto una illimitata potenza economica.</p>
<h2>La &#8220;nuova&#8221; frontiera dell&#8217;istruzione che non aiuta le classi più disagiate</h2>
<p>Osservatori della Rand (l&#8217;agenzia incaricata dallo stesso Gates di seguire i progressi del programma scolastico) hanno messo in evidenza un particolare decisamente preoccupante: la scuola &#8220;innovativa&#8221; di Gates non migliorava i risultati degli studenti. E in modo particolare, non aiutava la rendita scolastica di quei ragazzi che provenivano dalle <strong>famiglie più disagiate</strong>, che sarebbero dovuti essere il perno attorno al quale ruotava la mission societaria.</p>
<p>Non è stato sufficiente, dunque, ridurre il numero di studenti per ogni classe al fine di facilitare il confronto diretto con gli insegnanti così come non sono serviti gli investimenti tecnologici sulle strutture. A mancare, in realtà, è stata principalmente l&#8217;esperienza nel settore, che ha reso il progetto più un&#8217;<strong>utopia</strong> che un reale approccio metodico volto a migliorare la condizione delle scuole negli Stati Uniti.</p>
<h2>La gaffe di Cuomo e il tentativo di rientro di Bill</h2>
<p>Nello scorso 2020 e nel pieno della <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">crisi pandemica</a> che aveva messo in ginocchio New York, il governatore democratico <strong>Andrew Cuomo</strong> aveva avvallato l&#8217;ipotesi di affidare ai Gates un importante progetto volto a ridisegnare l&#8217;istruzione nella &#8220;Grande mela&#8221;. Tale necessità, <a href="https://www.washingtonpost.com/education/2020/05/06/cuomo-questions-why-school-buildings-still-exist-says-new-york-will-work-with-bill-gates-reimagine-education/">come riportato nel maggio scorso dal <em>Washington Post</em></a>, era dettata dal bisogno di ripensare il modello scolastico tradizionale a causa appunto delle criticità causate dal Covid-19 e che avrebbero costretto il sistema scolastico a dei <strong>drastici cambiamenti</strong>.</p>
<p><a href="https://www.forbes.com/sites/petergreene/2020/05/08/why-bill-gates-is-not-the-man-to-reimagine-new-york-education/?sh=41c7dce779cc">Come sottolineato da <em>Forbes</em></a> non appena conclusa la conferenza stampa sul governatore Cuomo sono piovute critiche da tutti gli ambienti. In particolare, per i plateali fallimenti della <strong>Gates Foundation</strong> e che in più di un caso avevano portato alla chiusura delle scuole aperte per dare vita alla missione filantropica dell&#8217;ex fondatore di Microsoft. In poco meno di 24 ore l&#8217;esponente dem è stato <strong>costretto</strong> a fare un deciso passo indietro e, pur <span style="font-size: 1rem;">rimarcando che tale cambiamento è necessario, ha cercando di salvare la situazione dicendo che forse per gli americani il sistema scolastico ha un fascino che ancora non può essere abbandonato.</span></p>
<h2>Nemmeno gli Usa sono pronti per una scuola tecnologica</h2>
<p>L&#8217;esperienza della scuola a distanza (la cosiddetta<strong> Dad</strong>) nel nostro Paese ha dovuto fare i conti con dei limiti tecnici sia dei sistemi di comunicazione sia delle capacità delle famiglie meno abbienti che hanno reso l&#8217;esperimento necessario ma difficilmente replicabile. E sebbene sotto l&#8217;aspetto della tecnologia gli Stati Uniti siano anni luce davanti al nostro Paese, anche per loro forse il tentativo di rendere eccessivamente tecnologica l&#8217;istruzione è ancora in <strong>anticipo con i tempi</strong>. Il tentativo di Gates, da luminare della tecnologia è stato dunque un passo storico significativo, forse necessario per vagliare il grado di preparazione di insegnanti, studenti e famiglie. Purtroppo, però, è stato un clamoroso <strong>fallimento</strong>. L&#8217;<a href="https://it.insideover.com/ambiente/agra-il-fallimento-agricolo-africano-targato-bill-e-melinda-gates.html">ennesimo</a> costato una cifra che ha raggiunto quasi il miliardo di dollari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-scuola-secondo-bill-gates-un-fallimento-da-un-miliardo-di-dollari.html">La scuola secondo Bill Gates? Un fallimento da un miliardo di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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