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Il continente africano è destinato ad essere sempre più cruciale negli equilibri globali del XXI secolo. La crescita economica di diversi Paesi dell’area, l’incremento demografico inesorabile, la corsa globale alle risorse del continente e l’apertura di nuovi scenari geopolitici metteranno in campo un’attenzione sempre più costante per l’Africa. Meno discussa, ma non meno fondamentale, è la natura del ruolo che l’Africa potrà assumere nel quadro della transizione energetica verso le rinnovabili e, in particolare, del ruolo che giocherà in questa partita l’area più interconnessa ai mercati dell’Europa e del bacino del Mediterraneo, ovvero il Nord Africa con il prospiciente Sahel.

Non a caso diversi governi e diverse compagnie attive nel settore della transizione sono intente a potenziare approfonditamente i legami energetici tra Europa e Africa, ben consci che il potenziale di quest’ultima nell’ambito della generazione e della distribuzione legata alle rinnovabili è ancora ben al di là dal venire pienamente espresso.

Progetti come quello dell’interconnettore EuroAfrica, il cavo sottomarino per la trasmissione di energia elettrica che si snoderà sull’asse Cairo-Nicosia, unendo i due continenti e per la cui realizzazione è stato firmato nel 2019 un accordo tra l’Egitto e Cipro. EuroAfrica, un progetto dall’elevata valenza geostrategica, sarà un cavo lungo 1.707 km e capace di trasportare 2.000 Mw di energia elettrica con la tecnologia Hvdc (High Voltage Direct Current), unendo la Grecia, Creta e Cipro, fino all’Egitto, Paese che diventerà un hub dell’energia elettrica del futuro.

L’interconnettore EuroAfrica, in prospettiva, dovrà diventare la parte decisiva e più importante di una dorsale della distribuzione elettrica che unirà per la prima volta Europa, Africa fino all’area del Golfo dopo lo sviluppo di nuove linee tra Egitto e Arabia Saudita. Tra i gruppi industriali e dei servizi protagonisti della realizzazione del progetto vi sarà anche un attore italiano, CESI, uno dei cui principali azionisti, Enel, è del resto il maggior investitore privato nel settore delle energie rinnovabili in Africa.

Matteo Codazzi, ad di CESI, ha dichiarato che il progetto EuroAfrica potrà permettere alla multinazionale di Milano di “mettere il suo know-how a disposizione di un’opera tecnologicamente complessa, essenziale per i suoi effetti economici e sociali”. Codazzi ha definito EuroAfrica “un progetto cruciale e tecnologicamente avanzato che garantirà la sicurezza energetica dell’Europa e aiuterà la crescita del mercato energetico africano La posa del cavo sarà la più profonda del mondo: 3.000 metri, 9 volte l’altezza della Torre Eiffel”, e non è un caso che CESI, protagonista nella consulenza per lo sviluppo delle più innovative tecnologie abilitanti della transizione energetica, sia stata chiamata a portare le sue conoscenze in materia nel progetto.

Un’ulteriore frontiera dello sviluppo dell’interconnessione sarà quella dell’Africa subsahariana, regione che mostra un accesso medio all’elettricità, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, pari al 48% della popolazione totale, poco più della metà della media globale (90%). Dato che secondo le previsioni Aie per raggiungere una copertura totale del 100% sarà necessario portare mediamente 60 milioni di persone alla connessione in rete, la strategia fondata sull’interconnessione e sulla generazione da rinnovabili appare la via più fattibile. Decentralizzare la produzione sulle reti locali, evitare di fondare la distribuzione su pochi maxiprogetti e ottenere una maggiore pervasività è nell’ottica dell’African Mini-Grid Community of Practice (AMG-CoP), alleanza di 16 Paesi africani. CESI, in quest’ottica, partecipa al progetto Grid4Africa della Fondazione RES4Africa per aumentare l’interconnessione nel continente. In quest’ottica si mira a creare consapevolezza su sfide e opportunità associate alle grids e a una transizione energetica rinnovabile nel continente, oltre che a perseguire chiari obiettivi economici e pragmatici di crescita e sostenibilità. Un’Africa capace di dare ai suoi abitanti accesso energetico e connessioni sicure sarà un’Africa capace di sostenere una popolazione crescente e di garantire sviluppo; sarà un’Africa più sostenibile, la cui crescita sarà meno alimentata da risorse fossili ad alto impatto ambientale; sarà un’Africa più sicura in cui sarà tutelato per tutti gli abitanti il diritto a non emigrare e a partecipare allo sviluppo della propria terra.

Insomma, c’è la consapevolezza energia rinnovabile è la chiave per poter garantire all’Africa un futuro sostenibile se saranno sviluppate le infrastrutture basate su reti affidabili e moderne capaci di stimolare gli investimenti pubblici e privati nella regione. Codazzi ha spiegato il ruolo di CESI in tal senso ricordando che “la stragrande maggioranza dei Paesi Africani sta costruendo dal nulla le proprie reti, avendo l’opportunità unica di avviare tale processo adottando le più innovative tecnologie disponibili” e che “Grids4Africa rappresenta una potente piattaforma, in cui i Paesi Africani possono accedere al significativo know-how costruito tramite progetti realizzati in tutto il mondo”. In questo campo, dunque, l’innovazione può generare un vero sviluppo sostenibile nell’area più vulnerabile oggigiorno per l’economia globale e produrre un’accelerazione nello sviluppo dei popoli dell’Africa. Portandoli ad essere protagonisti delle sfide energetiche del futuro.

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