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Sin dalla nascita della Gates Foundation, una delle principali preoccupazioni mostrate dall’organizzazione della no-profit è stata quella di ridurre le disparità a livello mondiale. Ciò ha significato un forte interesse per le aree più disagiate del mondo ma, al tempo stesso, anche per quelle battaglie sociali che tutti i giorni si svolgono anche in Occidente. Una di queste, forse quella che sta maggiormente a cuore sia a Bill che a Melania, è stata la lotta per ridurre le disparità di genere, la cosiddetta “gender gap“.

Che cosa si intende con Gender Gap

Come sottolineato in precedenza, gli episodi che si verificano quotidianamente e che implicano una minore considerazione della figura della donna rispetto a quella dell’uomo interessano anche il mondo e la cultura Occidentale. Senza dunque allargare l’osservazione a quelle pratiche spesso di discendenza tribale che ancora vengono effettuate in alcuni Paesi africani e del mondo asiatico, è sufficiente consultare le annuali indagini sui livelli di retribuzione, a parità di mansione, tra uomini e donne. In quasi tutti i casi e quasi ovunque, infatti, la disparità degli stipendi e dei salari pende a sfavore del sesso femminile, evidenziando molto bene come anche a livello legislativo molte lacune ancora non siano state colmate.

La mission della Gates Foundation

Come si evince dalle stesse pagine della Gates Foundation, l’impegno portato avanti dalla fondazione si è rivolto negli anni soprattutto al mondo africano e all’Asia meridionale, nel tentativo di aiutare le donne delle regioni maggiormente vessate dalla disparità di genere a conquistarsi la propria indipendenza. Ciò, soprattutto, passando dalle sovvenzioni all’imprenditoria femminile alla formazione sia strumentale sia psicologica volte a rendere le donne stesse consapevoli delle proprie potenzialità.

Data la complessità della questione soprattutto nelle zone più rurali del mondo, è difficile valutare se l’operato della Gates Foundation sino a questo momento abbia ottenuto risultati soddisfacenti o meno. Tuttavia, da quello che si è potuto evincere dai rapporti delle autorità e dalle oltre 200 denunce delle dipendenti, la mission dei Gates sembra non essere pienamente condivisa da quella società che, in fondo, è stato l’emblema stesso dell’ascesa di Bill: la Microsoft Corporation.

Microsoft, una macchia nella lotta al Gender Gap

Sebbene al momento Bill Gates abbia abbandonato ogni mansione dirigenziale all’interno del colosso tecnologico da lui fondato, chiaramente il nome della Microsoft rimarrà per sempre legato alla sua figura. E in questo scenario, dunque, le accuse di violenze fisiche e verbali avvenute tra i corridoi dell’azienda non possono che mettere in cattiva luce la stessa mission della Gates Foundation, la quale evidentemente non si è rivelata in grado di trasmettere il messaggio nemmeno a quelle istituzioni che più la dovrebbero rappresentare.

Il caso che destò maggior preoccupazione fu una denuncia fatta nel 2015 da una dipendente della società americana, la quale svelò di essere stata invitata più volte a “sedersi” sulle ginocchia di un collega senza che il responsabile delle risorse umane ponesse obiezione alcuna. Particolare, questo, che indusse a credere come il modus operandi fosse la normalità all’interno degli uffici della Microsoft.

Come riportato dalla testata giornalistica Vox, all’interno della Microsoft però non sarebbero “soltanto” i maltrattamenti a interessare il genere femminile: anche in tema di retribuzione, infatti, i livelli dei salari sarebbero impari, non permettendo alle donne di guadagnare le stesse cifre dei loro colleghi. E questa concomitanza di questioni, purtroppo, altro non fa se non gettare ulteriori dubbi sulle volontà della società fondata dallo stesso Bill di seguire la mission della Gates Foundation.

Quale credibilità ha la Gates Foundation senza il sostegno della Microsoft?

Concludendo. Chiaramente non si possono mettere in correlazione le mission della Gates Foundation con il comportamento tenuto dai dipendenti della Microsoft Corporation, la quale ormai opera al di fuori del controllo dello stesso Gates. Tuttavia, il doppio nodo che lega i due nomi è inscindibile per quanto riguarda la credibilità pubblica, al punto che si potrebbe quasi affermare che, un progetto di Gates che non viene “assecondato” dalla Microsoft, in un certo senso manchi del proprio pilastro fondamentale. In uno scenario che, infine, rischia di azzoppare in partenza le speranze della Gates Foundation di affrontare adeguatamente, almeno in patria, i problemi legati al gender gap.