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	<title>Alberto Bellotto Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Nov 2023 21:56:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Alberto Bellotto Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il dossier Taiwan e la divergenza tra Usa e Cina: contro analisi del vertice Xi-Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-grande-divergenza-tra-usa-e-cina-xi-e-biden-non-risolvono-il-nodo-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 21:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Usa-Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-scaled-600x438.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-1024x747.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-768x560.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-1536x1120.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-2048x1493.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La questione taiwanese è rimasta com’era prima del bilaterale tra Xi e Biden: da qui passa il gelo che separa Usa e Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-divergenza-tra-usa-e-cina-xi-e-biden-non-risolvono-il-nodo-taiwan.html">Il dossier Taiwan e la divergenza tra Usa e Cina: contro analisi del vertice Xi-Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-scaled-600x438.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-1024x747.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-768x560.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-1536x1120.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXVYoMWv2c010y7OzA_ANSA-2048x1493.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La ripresa delle comunicazioni militari. La decisione di cooperare sull’intelligenza artificiale, sulla lotta al cambiamento climatico e sul contrasto della diffusione del fentanyl. Anche se <strong>Joe Biden</strong> considera un successo l’incontro con <strong>Xi Jinping</strong> andato in scena a San Francisco, in realtà tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina</strong> permangono distanze siderali sulle tematiche più importanti delle rispettive agende. Le stesse che, in un futuro non troppo lontano, potrebbero incrociarsi generando un conflitto su vasta scala. </p>



<p>Il riferimento principale va ovviamente alla <strong>questione taiwanese</strong>, rimasta com’era prima del bilaterale. &#8220;La Cina alla fine sarà inevitabilmente riunificata&#8221;, ha detto Xi al suo omologo, rimarcando sostanzialmente la posizione cinese sull’intero dossier. Ovvero: Taiwan, prima o poi, presto o tardi, con le buone o con le cattive, tornerà ad essere parte integrante della Repubblica Popolare Cinese. Pechino, infatti, considera l’isola come una provincia separatista da riunificare con la terraferma. Anche a costo di usare le maniere forti, se le circostanze dovessero renderlo necessario. </p>



<p>Washington, invece, non riconosce Taiwan come uno stato indipendente, ma è vincolato dalla legge americana ad armare Taipei per consentire al governo taiwanese di autodifendersi (Taiwan Relations Act).&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La grande divergenza: Taiwan</h2>



<p>Indicando le vendite di <strong>armi statunitensi</strong> sull&#8217;isola e gli incontri tra funzionari americani e taiwanesi, Pechino ha più volte accusato Washington di aver eroso il loro accordo su Taiwan, che è stato la base per stabilire legami formali nel 1979. Xi ha chiesto quindi a Biden di smettere di armare l’isola, rimarcando il fatto che il dossier taiwanese sia il più spinoso all’interno delle relazioni tra Usa e Cina. </p>



<p>Dal canto suo, Biden ha spiegato in conferenza stampa, dopo il faccia a faccia con il leader cinese, che la sua discussione con l’ospite asiatico sull’isola è stata breve. L’inquilino della Casa Bianca ha ripetuto a Xi che non avrebbe cambiato la <strong>One China Policy</strong>, la stessa che anche i precedenti presidenti degli Stati Uniti avevano sostenuto. </p>



<p>Di fatto, ci troviamo di fronte ad una <strong>situazione paradossale</strong>: mentre Washington sarebbe disposto a ragionare sullo status quo di Taiwan, senza parlare di autonomie e indipendenze di Taipei, per Pechino sembrerebbe esser arrivato il momento di rompere questo status quo. Detto altrimenti, Xi non intende, né ora né mai, scendere a patti sulla questione taiwanese con gli Usa. Il motivo coincide con il ritornello più volte ripetuto dalle autorità cinesi: Taiwan è un affare interno alla Cina e sarà riunificata alla madrepatria.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La distensione dopo la crisi</h2>



<p>Il vertice di San Francisco, necessario per entrambe le superpotenze, di fatto chiude un’arco di crisi su Taiwan iniziato con la visita di <strong>Nancy Pelosi</strong>, ex speaker della Camera Usa, a Taipei nell’estate del 2022. Il punto, <a href="https://foreignpolicy.com/2023/11/15/taiwan-xi-jinping-biden-meeting-apec-china-united-states/">nota <em>Foreign policy</em></a>, è che mentre la chiusura della terza crisi dello Stretto, datata 1996-1996 portò a un periodo di prosperità, non è detto che la fine della quarta crisi abbia gli stessi esiti. Le prove di forza muscolari della Repubblica popolare nei mesi successivi alla visita di Pelosi hanno dimostrato che Pechino, almeno sulla carta, sarebbe in grado di tagliare fuori l’isola dal resto del mondo. Fino agli anni ’90 l’ex Formosa poteva schierare un dispositivo aereo e marittimo sufficiente a tenere a bada Pechino ma oggi non è più così. Questo ha ovviamente delle conseguenze anche nella deterrenza dell’America.</p>



<p>Washington deve trovare una chiave per gestire la forza che Pechino sta dispiegando lungo tutto il suo cortile di casa. <a href="https://www.nytimes.com/live/2023/11/15/world/biden-xi-apec-summit/for-years-xi-voiced-a-conviction-that-chinas-rise-would-prompt-a-backlash-from-the-united-states?smid=url-share">Ne sa qualcosa <strong>Barack Obama</strong></a>. Nel 2015 durante la visita di Xi negli Usa il presidente cinese aveva promesso alla Casa Bianca che non avrebbe militarizzato il Mar Cinese Meridionale. Ma qualche mese dopo, nel febbraio del 2016, parlando con i vertici dell’esercito è arrivato il cambio di rotta: “Dobbiamo cogliere un’opportunità accelerando la costruzione delle isole nel Mar Cinese Meridionale, in questo modo possiamo ottenere una svolta storica nella strategia marittima”, aveva detto Xi.</p>



<p>Per tutte queste ragioni gli Usa da tempo cercano di trovare un’architettura di alleanze per contenere la Cina. Impresa non semplicissima. La politica del <strong>Pivot to Asia</strong> inaugurata dall’amministrazione Obama non ha portato risultati significativi, sia per l’approccio ruvido di Donald Trump che è arrivato dopo, ma soprattutto per forti disfunzioni interne. E su questo punto Joe Biden è stato colpito più duramente dai suoi predecessori. Il vertice APEC di San Francisco non doveva essere solo il momento dell’incontro tra i due, ma un passaggio cruciale in cui l’amministrazione americana avrebbe svelato la sua strategia economica tramite l’<strong>Indo-Pacific Economic Framework</strong> (Ipef). Peccato che così non è stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra interna ai dem ferma i piani di Biden</h2>



<p>La Casa Bianca <a href="https://www.nytimes.com/2023/11/13/business/economy/indo-pacific-trade-delay.html">ha dovuto cancellare</a> quasi all’ultimo minuto l’annuncio della conclusione dei lavori sul nuovo patto commerciale per l’Asia-Pacifico. A bloccare piani e sogni di Biden un senatore dem dell’Ohio, <strong>Sherrod Brown</strong> che ha capitanato una fronda anti Ipef. I legislatori dem hanno minacciato di opporti all’accordo se ne fosse stata annunciata la conclusione. Brown e altri politici del Mid West da tempo sostengono che l’Ipef sia carente in alcuni passaggi e che questi espongano i lavoratori americani. Per i detrattori, il patto, così come è stato abbozzato, rischia di erodere posti di lavoro nell’America profonda e giocoforza costare la rielezione.</p>



<p>In realtà, hanno notato in molti dall’Asia, l’accordo non apre il mercato statunitense ai beni asiatici, ma almeno avrebbe presentato un segnale. Wendy Cutler, che presiede l’Ipef <a href="https://www.ft.com/content/d124ee69-dc6e-4a84-b18a-26a39235ab11">ha detto al <em>Financial Times</em></a> che lo stop è stato vissuto molto male dai partner commerciali in Asia. A complicare il tutto anche il fatto che il prossimo anno negli Usa è un <strong>anno elettorale</strong>. Sembra difficile si possa arrivare a un’intesa commerciale così complessa in breve tempo.</p>



<p>L’Ipef comprende una <strong>cooperazione rafforzata</strong> con diversi partner tra cui Australia, Giappone, Corea del Sud, Singapore e Indonesia, che da soli valgono il 40% dell’economia globale. Per come è disegnato l’accordo prevede quatto pilastri principali e su tutti va trovato una accordo dopo lunghi negoziati. Il primo è stato completato nel maggio scorso e includeva l’unione delle catene di approvvigionamento di tutti i partner. Altri due pilastri, su energia pulita e tassazione, dovrebbero essere annunciati nelle prossime settimane. Resta il nodo commerciale, quello stoppato alla vigilia del vertice.</p>



<p>Questo intoppo non è un caso isolato. A maggio Joe Biden <a href="https://it.insideover.com/politica/lerrore-usa-e-lassist-alla-cina-come-puo-cambiare-lo-scenario-in-asia.html">aveva dovuto cancellare una visita programmata in <strong>Papua Nuova Guinea</strong></a> per tornare a Washington a mediare con il Congresso per innalzare il tetto del debito. La tappa a Port Moresby era indispensabile per suggellare un nuovo patto con il Paese pacifico, sempre più centrale nello scacchiere asiatico vista l’aumentata assertività cinese.</p>



<p>La sensazione è che questi episodi di fatto minino la credibilità degli Stati Uniti agli occhi della vasta comunità asiatica che dovrebbe unirsi a Washington per contenere l’ascesa del Dragone. Da tempo nella regione ci si interroga su quanto l’America sia in grado di fornire certezze e questi episodi rischiano di far propendere i partner per il no. Mihai Sora, analista del Lowy Institute già a maggio parlava di una debacle che mostrava il Paese come non all’altezza. Un flop che non pesa solo su accordi commerciali e militari, ma anche sulla percezione stessa della democrazia americana. Se lo scontro è tra il modello cinese e quello americano, più di qualcuno dalle parti del cortile di casa di Pechino potrebbe pensare che in fondo la democrazia non è così efficiente, utile e sicura. Taiwan è avvista.</p>
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		<item>
		<title>Tutti i dossier sul tavolo dell&#8217;incontro tra Biden e Xi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-dossier-sul-tavolo-dellincontro-a-biden-e-xi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il paradosso è che l’incontro tra Joe Biden e Xi Jinping è un successo ancora prima di iniziare. Dall’estate del 2022, anno della contestatissima visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taiwan, le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono ai minimi storici. Da anni le due sponde del Pacifico sono impegnate in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-dossier-sul-tavolo-dellincontro-a-biden-e-xi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231115003132174_4343a7d64a26f8550d746589b728cbf4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il paradosso è che l’incontro tra <strong>Joe Biden</strong> e <strong>Xi Jinping</strong> è un successo ancora prima di iniziare. Dall’estate del 2022, anno della contestatissima visita della speaker della Camera Usa <strong>Nancy Pelosi</strong> a Taiwan, le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono ai minimi storici. Da anni le due sponde del Pacifico sono impegnate in una lunga sequela di schermaglie. Incontri ad alta quota tra caccia avversari che rischiano di degenerare in un conflitto; una battaglia commerciale avviata dall’amministrazione Trump e che non si è mai esaurita; una sfida a colpi di spionaggio culminata con un <strong>pallone spi</strong>a sui cieli americani apparso (e abbattuto) a inizio anno; la questione della crisi Usa degli oppioidi alimentata con il fentanyl prodotto anche da precursori chimici cinesi; l’eterno braccio di ferro sul destino di Taipei.&nbsp;</p>



<p>L’incontro all’ombra del <strong>vertice Apec</strong> di San Francisco arriva a un anno da un primo faccia a faccia tra i due leader nella cornice del G20 di Bali e si tiene in un momento delicato per entrambi. Biden è alle prese con una campagna per la rielezione e sondaggi preoccupanti; Xi cerca di rilanciare l’immagine della Cina nonostante problemi interni soprattutto sul fronte economico. Eppure, <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/nov/13/xi-biden-meeting-overshadowed-by-conflicts-in-ukraine-and-israel-and-us-stance-on-taiwan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota Amy Hawkins sul <em>Guardian</em></a>, il fatto che Xi torni negli Usa dopo oltre sei anni dall’incontro con Trump dimostra l&#8217;importanza del momento e il valore che la diplomazia cinese dà alla missione americana.</p>



<p>Il <strong>meeting dell’anno</strong> in realtà è un processo che parte da lontano con continui scambi lungo la rotta Pechino-Washington e che ha coinvolto diversi funzionari dei due Paesi, come i viaggi della segretaria al Tesoro Usa <strong>Janet Yellen</strong> o del capo della Cia <strong>William Burns</strong>. John Kirby, portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa, ha detto a <em>Voice of America</em> che il vertice “arriva dopo mesi di alti e bassi nelle relazioni, ma che il presidente Biden è convinto che il rapporto tra i due Paesi sia il più importante per le conseguenze sul resto del mondo, e che tutti noi dobbiamo adottare un atteggiamento responsabile&#8221;.</p>



<p>Difficile notano quasi tutti gli analisti, che l’incontro cambi radicalmente il rapporto tra Pechino e Washington. Ma ci sono forse dei punti fissi che potrebbero contribuire a dare slancio al disgelo. I temi sul tavolo dell’incontro, che secondo fonti di Voa dovrebbe durare oltre 4 ore, dono diversi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Canale sicuro tra militari</h2>



<p>L’obiettivo più raggiungibile e più auspicabile per i due è quello di trovare un modo per riattivare i <strong>canali di comunicazione militare</strong> tra i due Paesi. Le comunicazioni erano state “tagliate” dalla Cina dopo la visita di Pelosi a Tsaipei e da allora il numero di confronti ad alta quota soprattutto nei cieli del Mar Cinese Meridionale, erano cresciuti oltre il livello di guardia. <a href="https://foreignpolicy.com/2023/11/14/biden-xi-us-china-apec-meeting/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ha notato <em>Foreign Policy</em></a> nessuno dei due Paesi in questa fase ha da guadagnare da un escalation tra i due. </p>



<p>Dal punto di vista americano un aumento delle tensioni comporterebbe danni all’economia e Biden non se lo può permettere in un anno elettorale. La Cina dal canto sua ha bisogno di normalità. Nuovi irrigidimenti rischierebbero di accelerare il processo di fuga delle multinazionali che programmano di spostare capitali e investimenti in altri Paesi. Questo punto non è banale: Pechino ne ha bisogno e sa che quella di San Francisco è l’unica finestra disponibile dato che difficilmente nel 2024 Biden volerà in Cina per nuovi incontri nel pieno dell’anno elettorale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione Taiwan</h2>



<p>Restando sul tema “elezioni” con ogni probabilità si parlerà anche di quello che succederà dentro e fuori a <strong>Taiwan</strong> nei prossimi mesi. A gennaio l’ex formosa andrà alle urne e i risultati verranno valutati con molta attenzione da Pechino e Washington. Il tema di Taipei resta uno dei punti di scontro maggiori tra i due Paesi. Alla vigilia dell’incontro John Kirby ha ribadito che nulla è cambiato nell’approccio americano all’ex formosa: &#8220;Washington riconosce la Repubblica popolare come l’unica Cina, ma allo stesso tempo conferma che continuerà ad appoggiare lo status quo, senza parlare di indipendenza&#8221;. Con ogni probabilità è proprio su questo punto che parleranno Biden e Xi.&nbsp;</p>



<p>In questa fase delicata sia a Pechino che a Washington conviene lo <strong>status quo</strong>. L’America dopo i focolai di crisi in Medio Oriente e Ucraina non può assolutamente permettersi un terzo fronte. In più, da tempo negli incontri a porte chiuse, Taipei chiede ai funzionari americani di limitare le uscite incendiarie sulla possibile invasione dell’isola da parte dell’esercito di liberazione popolare. Pechino dal canto suo, pur non abbandonando l’obiettivo di riprendere l’isola ribelle, al momento ha bisogno di mantenersi credibile e stabile agli occhi del mondo, anche alla luce della lezione russa in Ucraina.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra in Ucraina e l’escalation tra Israele e Hamas</h2>



<p>Altro tema enorme saranno le guerre in <strong>Israele</strong> e <strong>Ucraina</strong>. <a href="https://edition.cnn.com/2023/11/14/politics/biden-israel-ukraine-xi-jinping/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fonti dell’amministrazione americana</a> hanno detto che la crisi in Medio Oriente sarà parte attiva della discussione tra i due presidenti. Biden potrebbe chiedere a Pechino da un lato di mostrare maggior sostegno a Tel Aviv, ma dall’altro di lavorare agli aiuti umanitari per Gaza. Non solo. Più di qualcuno avrebbe espresso la possibilità che <strong>Biden</strong> parli del dossier iraniano, chiedendo a <strong>Pechino</strong> di far leva sul buon rapporto con <strong>Teheran</strong> per evitare un’escalation regionale.&nbsp;</p>



<p>Una richiesta simile potrebbe arrivare anche per il dossier ucraino. Secondo diversi membri senior dell’amministrazione Usa Biden potrebbe tornare in pressing su Xi per chiedere di sfruttare il canale diretto con <strong>Vladimir Putin</strong> e arrivare a una soluzione, o almeno a un vero cessate il fuoco, nella guerra tra Mosca e Kiev.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo di tecnologia e commercio</h2>



<p>L’altro dossier caldissimo è quello economico e soprattutto quello tecnologico. E su questo punto, nota sempre <em>Foreign Policy</em>, si giocherà una complessa partita dialettica. Gli Usa dovranno evitare che il loro <strong>de-risking</strong> (cioè la riduzione del rischio strategico ed economico nel suo rapporto con la Cina) passi come un attacco alla <strong>crescita economica cinese</strong>. È possibile che nel corso dei colloqui Biden spinga sul concetto che gli Usa non si oppongono in senso generico allo sviluppo della Repubblica popolare. Il tema però è scivoloso anche alla luce delle restrizioni che l’attuale amministrazione Usa ha introdotto per quanto riguarda l&#8217;esportazione di prodotti tecnologici.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’incontro avviene alla vigilia dell’entrata in vigore di una nuova stretta americana alla esportazione di tecnologia avanzata. Il 16 novembre, infatti, entrerà in vigore una versione aggiornata delle norme che regolano le esportazioni, in particolare le aziende che desiderano spedire in Cina <strong>chip destinati all&#8217;intelligenza artificiale</strong> potranno farlo sono con una particolare licenza. Una delle tante mosse di una stretta tecnologica americana che va avanti da tempo. E che, seppur sul tavolo di San Francisco, non troverà uno sblocco nell’immediato.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tema dell’Ai</h2>



<p>Sul fronte dell’Intelligenza artificiale i due Paesi potrebbero però trovare un terreno comune sulla sua gestione. Ne è sicuro il sito americano <em>Semafor</em> che ha citato fonti diplomatiche americane che spiegano come durante l’incontro si parlerà dei rischi e delle opportunità di sviluppo dell’ai. In settimane un altro giornale il <em>South China Morning Post</em> aveva detto che potrebbe esserci una possibile bozza di intesa per vietare l’applicazione dell’ai in alcuni delicatissimi campi come l’armi pesanti, droni e <strong>ordigni nucleari</strong>. Su questo punto, fra l’altro, americani e cinesi hanno iniziato a parlarsi, quanto meno per capire se esistano le condizioni per intavolare trattative per limitare l&#8217;espansione degli arsenali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La possibile intesa sulla crisi degli oppioidi</h2>



<p>Uno dei punti di maggiore intesa potrebbe arrivare sul campo della lotta alle droghe. <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-11-14/biden-xi-to-announce-deal-for-fentanyl-crackdown-by-china#xj4y7vzkg">Come ha scritto l’agenzia <em>Bloomberg</em></a> a margine del meeting Biden e Xi potrebbero annunciare un’intesa di massima sulla gestione dei flussi di precursori chimici dalla Cina al Messico alla base della produzione del <strong>fentanyl</strong> che inonda le strade americane e alimenta la <strong>crisi degli oppioidi</strong> in America. Secondo <em>Bloomberg</em> da un lato la Cina si attiverebbe per limitare i flussi di materiali chimici utili per sintetizzare l’oppioide, mentre gli Usa riceverebbero le sanzioni contro l&#8217;<strong>istituto di polizia forense cinese</strong>, in passato sanzionato per abuso dei diritti umani.</p>



<p>Sul piano simbolico a guadagnarne è sicuramente Joe Biden. La crisi degli oppioidi morde gli Usa da anni e che costa la vita a oltre 80 mila persone l’anno e rappresenta una delle emergenze più sentite dal Paese e dagli elettori. Come nota <em>Bloomberg</em> l’annuncio di un eventuale accordo sarà solo l’inizio, servirà tempo per vedere sia la buona fede cinese che effetti concreti sul flusso di pasticche che arrivano negli Usa.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-dossier-sul-tavolo-dellincontro-a-biden-e-xi.html">Tutti i dossier sul tavolo dell&#8217;incontro tra Biden e Xi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>È iniziata la guerra del fentnayl: cosa rivelano le sanzioni Usa alla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/e-iniziata-la-guerra-del-fentnayl-cosa-rivelano-le-sanzioni-usa-alla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 05:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231005120007279_c00c721d03569114f758ccd647ec8d25-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa sanzionano società e cittadini cinesi per i legami con il traffico di fentanyl. Ma per molti è una goccia nel mare. Perché è difficile la lotta al narco traffico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-iniziata-la-guerra-del-fentnayl-cosa-rivelano-le-sanzioni-usa-alla-cina.html">È iniziata la guerra del fentnayl: cosa rivelano le sanzioni Usa alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La nuova <strong>guerra dell’oppio</strong> sotterranea tra Stati Uniti e Cina continua. L’ultimo capitolo arriva da Washington. L’amministrazione Biden ha annunciato otto citazioni in giudizio contro società cinesi e 12 contro dirigenti della repubblica popolare in relazione alla produzione e vendita di <strong>fentanyl</strong> e dei suoi precursori chimici. Tra questi anche la xylazine (un sedativo per cavalli usato per “tagliare” il fentanyl e renderlo più potente) e il nitazenes, un “fratello” del fentanyl.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’oppioide sintetico al centro della terza ondata dell’<strong>epidemia di overdose</strong> che sta devastando gli Usa è uno dei punti di frizione più delicati tra Pechino e Washington. Gli americani accusano la controparte cinese di non fare abbastanza per frenare i flussi che alimentano la crisi, in particolare la vendita ai cartelli messicani dei prodotti chimici per sintetizzare gli oppioidi.&nbsp;</p>



<p>E infatti la decisione del 2 ottobre va in questa direzione. Il dipartimento del Tesoro ha anche sanzionato 28 persone e diverse entità sparse tra Cina e Canada per essere responsabili della vendita dei precursori, di gestire parta della narco-filiera e dei laboratori. Durissimo l’affondo del procuratore generale <strong>Marrick Garland</strong>: “Sappiamo che la catena di approvigionamento del fentanyl spesso inizia con le aziende chimiche cinesi”, e ancora, “Il governo degli Stati Uniti è concentrato sulla rottura di ogni anello di questa catena, così da eliminare il fentanyl dalle nostre comunità”.&nbsp;</p>



<p>Tra le persone sanzionate c’è Du Changgen, un cittadino cinese che secondo il dipartimento del Tesoro era uno degli uomini più influenti nel gestire il <strong>traffico dei precursori</strong>. Tra i clienti di Du, scrive il dipartimento, ci sono i cartelli più influenti del Messico, tra i quali quello di <strong>Sinaloa</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sequestri e lotta ai flussi cinesi</h2>



<p>Le sanzioni contro soggetti della Repubblica popolare si inseriscono nel tentativo di Washington di limitare l’offerta di oppioidi sintetici che ogni anno provoca oltre <strong>100 mila morti</strong> tra gli americani, più degli incidenti stradali e delle armi da fuoco.&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi mesi, <a href="https://edition.cnn.com/2023/10/03/politics/biden-sanctions-china-based-fentanyl-traffickers-intl-hnk/index.html">ha notato la Cnn</a>, le agenzie del governo federale hanno concentrato i propri sforzi soprattutto sul punto di origine della filiera. Da tempo ha messo sotto la lente di ingrandimento pagamenti fatti in criptovalute e la vendita di equipaggiamento per sintetizzare il fentanyl, come ad esempio le presse.&nbsp;</p>



<p>Nello stesso tempo si lavora anche sul fronte dei <strong>sequestri</strong>. Il dipartimento per la Sicurezza interna, insieme all’agenzia che gestisce le frontiere, ha annunciato di aver sequestrato nelle ultime settimane oltre mille chilogrammi di componenti chimici cinesi destinati ai cartelli messicani.&nbsp;</p>



<p>Alejandro Mayorkas, segretario per la Sicurezza interna, commentando senzioni e indagini ha sottolineato come ogni sforzo delle agenzie federali sia di bloccare “spietati residenti cinesi e i membri dei cartelli che vogliono trarre profitto dalla morte e distruzione causata dal fentanyl&#8221;.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’asse politico con il Messico</h2>



<p>Su questo fronte la politica prova a cercare una sponda con Città del Messico. Sia Garland che Mayorkas sono volati il 5 ottobre nella capitale messicana insieme al segretario di Stato <strong>Antony Blinken</strong> per partecipare a un bilaterale di alto livello sulla sicurezza. Un modo per tenere alta l&#8217;attenzione sul dossier. Rosa Icela Rodríguez, segretaria alla Sicurezza messicana ha confermato come attualmente &#8220;gli Stati Uniti hanno un complicato problema di salute pubblica a causa del consumo di fentanyl e il Messico si trova ad affrontare la violenza dei gruppi criminali che, vendendo droga, si riforniscono di armi e denaro. È un circolo vizioso dal quale possiamo uscire solo se lavoriamo fianco a fianco&#8221;. Il segretario di stato Blinken ha confermato come &#8220;Stati Uniti e Messico stiano lavorando insieme come alleati con un obbiettivo comune. Ma la grandezza delle sfide è senza precedenti&#8221;. </p>



<p>Fonti sentite dalla <em>Cnn</em> hanno raccontato che negli ultimi mesi il dispositivo anti-fentanyl ha preso di mira soprattutto i movimenti che avvengono lungo la <strong>frontiera meridionale</strong>. La Dea (l’agenzia antidroga degli Usa) ha concentrato i suoi sforzi nell’identificazione dei centri di riciclaggio di denaro dei cartelli. Gli esperti tech dell’Irs (agenzia preposta alla riscossione dei tributi) si sono invece concentrati sulla tracciabilità dei pagamenti in forum e dark web. Uomini del Dhs (il dipartimento della sicurezza interna) ha ampliato la squadra di specialisti forensi per monitorare la rete dei cartelli fatta di laboratori e centri di stoccaggio lungo il confine. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti dell’aggressione sul lato della domanda</h2>



<p>Il problema è che ogni sequestro rappresenta solo una goccia nell’immenso oceano delle forniture dal Messico, nuovo hub del narco traffico dell’oppioide sintetico. Non solo. Diverse indagini hanno dimostrato l’estrema flessibilità del <strong>mercato cinese</strong>. Quando un’entità responsabile della vendita di precursori del fentanyl viene sanzionata e in alcuni casi chiusa, viene quasi subito rimpiazzata da un’altra che ne acquisisce mail, numero di telefono e pagina Facebook.&nbsp;</p>



<p>Per fermare questi flussi servirebbe un’intesa politica tra Cina e Usa, ma il clima tra i Paesi non è dei migliori. L’ambasciata cinese a Washington ha detto che le sanzioni sono solo l’ennesimo ostacolo per la cooperazione tra i due Paesi. Tea il 2018 e 2019 Pechino, venendo in contro alle pressioni di <strong>Donald Trump</strong>, aveva inserito il fentanyl nell’elenco delle sostanze illecite, ma poi, complice un promesso e mai attuato addio ai dazi voluti da tycoon nel 2017 e la successiva crisi di Taiwan con la visita di Nancy Pelosi, la <strong>cooperazione</strong> si è bloccata.&nbsp;</p>



<p>Oggi i cinesi considerano il fentanyl un problema interno agli Usa, anche se in teoria sarebbero disposti a collaborare. E infatti nel giugno scorso durante la visita del segretario Usa <strong>Blinken</strong> a Pechino, sul tavolo è finita la questione oppioidi. Il punto, però, è che Pechino la considera un elemento di un potenziale negoziato più ampio. Negoziato che dovrebbe coinvolgere anche Taiwan, e l’eccessiva presenza americana nel Pacifico. Un punto sul quale gli Usa non vogliono sentire ragioni. La guerra del fentanyl è solo all’inizio.</p>
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		<title>La Wagner e il rischio escalation: cosa sta succedendo alle porte della Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-wagner-e-il-rischio-escalation-cosa-sta-succedendo-alle-porte-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Aug 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-scaled-600x336.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-2048x1148.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da mesi le mosse di Bielorussia e gruppo Wagner preoccupano Polonia e Paesi Baltici: ecco come si è arrivati a questo punto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-scaled-600x336.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-2048x1148.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023081817480360_7a5affbc200a5546c37ff80aeb5abedb-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Migliaia di truppe mobilitate e velate minacce nucleari. La tensione ai <strong>confini orientali</strong> dell’Europa è sempre più alta. La Polonia da settimana rilancia accuse e manifesta preoccupazioni per quanto avviene oltre frontiera, in Bielorussia. Crescono i timori per la presenza del <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gruppo Wagner</a> a Minsk e dintorni ma soprattutto per la possibilità che riesploda una crisi migratoria ai valichi di frontiera.&nbsp;</p>



<p>A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato anche <strong>Alexander Lukashenko</strong> nel corso di un’intervista con la giornalista ucraina Diana Panchenko. Il presidente bielorusso ha detto che il Paese non intende usare le armi nucleari russe <a href="https://it.insideover.com/difesa/testate-nucleari-russe-vicino-allue-e-rischio-rivolta-cosa-succede-in-bielorussia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivate recentemente da Mosca</a> “a meno che non ci si trovi di fronte a un atto di aggressione”. Lukashenko ha poi rincarato la dose spiegando di essere pronto a usare “l&#8217;intero arsenale delle nostre armi per la deterrenza” nel caso di un’aggressione.&nbsp;</p>



<p>L’instabilità lungo i confini non si ferma a Varsavia ma coinvolge anche la vicina Lituania. Il 17 agosto Vilnius ha deciso di chiudere due valichi di frontiera con la Bielorussia, a Sumskas e Tverecius. Il governo lituano ha motivato la decisione parlando di crescente insicurezza dei confini per il timore di <strong>ingressi irregolari di migranti</strong> ed operativi del gruppo Wagner, ma anche per porre un freno a eventuale contrabbando di merci. </p>



<p>Gran parte del traffico è stato deviato nella località di Medininkai considerata più attrezzata per i controlli. Il presidente Gitanas Nauseda non ha però escluso di sigillare completamente i confini con la Bielorussia. Proprio su questo tema è in programma un trilaterale tra Lituania, Lettonia e Polonia il prossimo 28 agosto. Sul tavolo ci sarà proprio la decisione se chiudere o i confini con la Bielorussia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">All&#8217;origine delle tensioni</h2>



<p>Il braccio di ferro tra Est Ue e Bielorussia in realtà è partito circa tre anni fa, quando Minsk venne scossa da diverse proteste di piazza dopo la conferma al potere di Lukashenko e l’<strong>Unione europea</strong> rispose con sanzioni e dure prese di posizione contro l’autocrate.&nbsp;</p>



<p>L’anno dopo nel 2021 la Bielorussia ha “risposto” facilitando il passaggio oltre confine verso la Polonia di migliaia di migranti provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa. Un atto ostile bollato da Varsavia e Bruxelles come un tentativo di destabilizzare l’Europa orchestrato dal Cremlino con la complicità di&nbsp;Minsk.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-407382" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818170139685_99b2669e66f44054b84733bd9cbe71fb-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il valico di frontiera di Czeremcha tra polonia e Bielorussia<br>Foto: EPA/Wojtek Jargilo POLAND OUT</figcaption></figure>



<p>Poi è arrivato il 24 febbraio 2022 e l’invasione russia dell’Ucraina. Il governo polacco è stato tra i <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-ambizioni-militari-e-strategiche-della-polonia-bastione-della-nato-a-est.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più strenui difensori di Kiev</a> e ha dato da subito ogni tipo di supporto a Zelensky. Non solo. Il Paese si è dimostrato come l’hub perfetto per gestire l’apporto della Nato e dell’Occidente alla causa ucraina. È diventato velocemente il centro di smistamento di aiuti umanitari e armi diretti verso l’Ucraina, ma anche punto di partenza delle <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-clandestina-della-cia-in-ucraina-a-cosa-puntano-gli-007-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">operazioni sotto copertura della Cia</a>.</p>



<p>Un percorso analogo è stato quello delle tre <strong>repubbliche baltiche</strong>: Estonia, Lettonia e Lituania, che sul piano politico e operativo hanno appoggiato ogni iniziativa dell’Alleanza Atlantica in materia di supporto all&#8217;Ucraina. Questo scenario ha fatto sì che nell&#8217;ultimo anno la tensione che si respira lungo la nuova cortina di ferro sia aumentata a dismisura.</p>



<iframe title="Tensioni lungo i confini Nato" aria-label="Mappe di localizzazione" id="datawrapper-chart-0o6Tt" src="https://datawrapper.dwcdn.net/0o6Tt/1/" scrolling="no" frameborder="0" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" height="715" data-external="1"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"]){var e=document.querySelectorAll("iframe");for(var t in a.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<e.length;r++)if(e[r].contentWindow===a.source){var i=a.data["datawrapper-height"][t]+"px";e[r].style.height=i}}}))}();
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<h2 class="wp-block-heading">Come si muovono Russia e Bielorussia</h2>



<p>I segnali di questa escalation sono tanti, a tratti inquietanti. Minsk e Mosca hanno adottato un approccio basato su due binari. Da un lato un’offensiva diplomatico-comunicativa e dall’altro un approccio muscolare in materia di esercito e Difesa. Sul primo punto da segnalare le reiterate accuse del Cremlino alla Polonia di interessarsi alla causa di Kiev solo perché in realtà mira ad annettere alcune regioni orientali dell’Ucraina.</p>



<p>Ma a destare preoccupazione sono soprattutto le iniziative militari. Una delle mosse che ha destato più scalpore è stata quella di spostare alcune delle sue armi nucleari a corto raggio in territorio bielorusso, una decisione che di fatto ha avvicinato ai confini Nato l’<strong>ombra nucleare</strong>. L’altro grande fattore destabilizzante sono le <strong>esercitazioni militari</strong> in territorio bielorusso che hanno punteggiato il 2023.</p>



<p>A rimescolare ancora di più le carte c’ha pensato anche il tentato colpo di Stato di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/chi-e-yevgeniy-prigozhin-lo-chef-di-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Evgenij Prigozin</a> di giugno. La ritirata del gruppo Wagner da Mosca mediata proprio da Lukashenko ha aperto le porte della Bielorussia ai mercenari russi. Tra conferme e voci di ritiro, oggi nel paese la truppa dei wagneriani pare essere ancora consistente: circa 7mila uomini secondo il canale Telegram filo-Wagner Grey Zone. All’inizio di agosto fonti dell'intelligence britannica hanno rivelato che il gruppo paramilitare è impegnato nell’addestramento dei militari bielorussi. Il 16 agosto poi è arrivata <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-spettro-della-wagner-in-bielorussia-e-i-timori-della-polonia-cosa-succede-ai-confini-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la conferma che la creatura di Prigohzin</a> è stata registrata in Bielorussia come come impresa che si occupa di "istruzione". </p>



<p>A luglio il ministero della Difesa bielorusso <a href="https://www.themoscowtimes.com/2023/07/20/belarus-holds-training-drills-with-wagner-mercenaries-a81908" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha pubblicato un foto su Telegram</a> confermando l’inizio di giochi di guerra nell’area di <strong>Brest</strong>, un centro abitato a pochi chilometri dalla Polonia. La foto non solo ha confermato le operazioni, ma mostrato che insieme alle forze regolari di Minsk c’erano operativi del gruppo Wagner.&nbsp;</p>



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<p>Qualche settimana dopo, a inizio agosto, la Polonia ha denunciato l’incursione di elicotteri bielorussi sul proprio spazio aereo parlando apertamente di provocazioni. Poi il 7 agosto Minsk ha mosso le truppe di nuovo lanciando un altro segnale all’Europa. Le <strong>forze armate bielorusse</strong> hanno <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/aug/07/tensions-rise-as-belarus-begins-military-drills-near-poland-and-lithuania" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tenuto una serie di manovre nella zona di Grodno</a>, un centro abitato vicinissimo al confine con Polonia e Lituania. Esercitazioni, ha fatto sapere il ministero della Difesa di Minsk, basate sull’esperienza dell’”operazione militare speciale”, cioè l’attacco russo contro l’Ucraina. Giochi di guerra che avrebbero coinvolto l’uso di droni, ma anche l’interazione tra tank e forze motorizzate di altre unità dell’esercito.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L'importanza della regione per Nato e Ue</h2>



<p>L'ultimo round dei giochi di guerra è forse l’episodio più preoccupante perché si è svolto a pochissimi chilometri dal <strong>Suwalki Gap</strong>, un lembo di terra di circa 96km che separa Polonia e Lituania e che viene considerato <a href="https://it.insideover.com/guerra/mentre-gli-occhi-sono-sullucraina-scatta-lallarme-su-un-altro-fronte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il punto debole della Nato e dell’Ue</a>. Secondo diversi esperti occidentali il Suwalki Gap potrebbe essere l’epicentro di uno scontro tra Russia e Nato, un punto in cui Mosca può “tagliare” fuori le tre repubbliche baltiche rendendole un’isola, secondo le parole del ministro del ministero della Difesa estone, Kusti Salm.&nbsp;</p>



<p><a href="https://apnews.com/article/nato-poland-belarus-wagner-migrants-explainer-aad1f9d81ce9eaed2fed0d6128fa528d" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ha ricordato <em>Associated Press</em></a> l’area è presidiata da un lato da truppe polacche e statunitensi; e dall’altro da forze tedesche, canadesi e lituane. Recentemente Varsavia ha dispiegato un dispositivo di difesa <a href="https://it.insideover.com/difesa/polonia-in-allarme-per-la-wagner-cosa-puo-succedere-lungo-il-corridoio-di-suwalki.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">composto da 10 mila uomini</a> a protezione dei circa 400km di confine con la Bielorussia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/bielorussia-russia-crisi-ucraina-mappa-2048x1651-1-1024x826.png" alt="" class="wp-image-345778" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/bielorussia-russia-crisi-ucraina-mappa-2048x1651-1-1024x826.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/bielorussia-russia-crisi-ucraina-mappa-2048x1651-1-300x242.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/bielorussia-russia-crisi-ucraina-mappa-2048x1651-1-768x619.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/bielorussia-russia-crisi-ucraina-mappa-2048x1651-1-1536x1238.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/bielorussia-russia-crisi-ucraina-mappa-2048x1651-1.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>La tensione lungo il confine più orientale dell’Europa è destinata a rimanere alta ancora per diversi mesi. Da Varsavia a Tallin la preoccupazione è elevata. Il 17 agosto il presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics ha tenuto una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale proprio sui rapporti tesi con la Bielorussia. Al centro del meeting l’instabilità della frontiera dopo l’arrivo di Wagner in Bielorussia e l’aumento dell’immigrazione clandestina.&nbsp;</p>



<p>Intanto a Varsavia l’allerta è massima. A inizio agosto due cittadini russi sono stati <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-spettro-della-wagner-in-bielorussia-e-i-timori-della-polonia-cosa-succede-ai-confini-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrestati con l’accusa di diffondere l’ideologia del gruppo Wagner</a>. Ma a preoccupare è anche la cosiddetta <strong>Patriotic Force Command</strong>, una formazione di attivisti bielorussi che agisce come strumento nelle mani del governo di Minsk. Il gruppo, che diffonde comunicati in lingua polacca, ha accusato i politici di Varsavia di “innescare il fuoco della guerra con la loro retorica, guidati dalla frenesia dello sciovinismo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-wagner-e-il-rischio-escalation-cosa-sta-succedendo-alle-porte-della-nato.html">La Wagner e il rischio escalation: cosa sta succedendo alle porte della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chiese a ferro e fuoco, nuovo avamposto cinese, la &#8220;palude&#8221; di Trump: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chiese-a-ferro-e-fuoco-nuovo-avamposto-cinese-la-palude-di-trump-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2023 17:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È partita da Odessa la prima nave cargo commerciale dopo la minaccia della Russia di non consentire il transito del grano ucraino. La Cina allarga (ancora) le attività nel Mar Cinese Meridionale. Restando in Asia da segnalare chiese a ferro e fuoco in Pakistan, e una telefonata tra Putin e Raisi sul futuro dell&#8217;Iran nei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/chiese-a-ferro-e-fuoco-nuovo-avamposto-cinese-la-palude-di-trump-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/AYn-cPDEhBTRHBReeEM_ANSA-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È partita da Odessa la prima nave cargo commerciale dopo la minaccia della Russia di non consentire il transito del grano ucraino. La Cina allarga (ancora) le attività nel Mar Cinese Meridionale. Restando in Asia da segnalare chiese a ferro e fuoco in Pakistan, e una telefonata tra Putin e Raisi sul futuro dell&#8217;Iran nei Brics. E intanto negli Usa primo, timido attacco sferrato da Ron DeSantis contro Donald Trump: <strong>ecco le cinque notizie del giorno</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una mercantile di Hong Kong sfida il blocco di Mosca sul Mar Nero</h2>



<p>La portacontainer <strong>Joseph Schulte</strong>, battente bandiera di Hong Kong, è salpata dal porto di Odessa, nell&#8217;Ucraina meridionale, e raggiungerà lo stretto del Bosforo attraversando un corridoio umanitario. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture del governo di Kiev, <strong>Oleksandr Kubrakov</strong>. A bordo delle nave ci sono 30mila tonnellate di merce, perlopiù derrate alimentari. Si tratta della prima imbarcazione commerciale in rotta verso i mercati stranieri da quando la Russia il mese scorso si è ritirata dall&#8217;accordo Onu sul passaggio del <strong>grano prodotto in Ucraina</strong>. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l&#8217;evento di ieri una &#8220;tappa importante&#8221; per la &#8220;libertà di navigazione&#8221; nel suo Paese. Mosca non intende però cambiare approccio e la campagna di bombardamenti contro infrastrutture civili e porti, in particolare ai confini con la Romania, prosegue incontrastata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pechino fortifica un&#8217;altra isola del Mar Cinese Meridionale</h2>



<p>La pressione di Pechino sul <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> resta altissima. Secondo il <em>South China Morning Post</em> la Cina sta costruendo una nuova base con annessa pista di atterraggio nella regione. Nello specifico sta allargando le strutture dell&#8217;isola di Triton nell&#8217;arcipelago del delle Paracelso, un&#8217;area di mare rivendicata anche da Taiwan e dal Vietnam. La prova delle nuove istallazioni arriverebbe da una serie di immagini satellitari scattate a metà luglio. Triton è la più meridionale e occidentale dell&#8217;arcipelago e quindi la più vicina al territorio vietnamita. La <strong>militarizzazione</strong> di quel settore del Mar Cinese meridionale continua da tempo e ha preso il via a partire dalla presidenza di Xi Jinping. Pechino ha lentamente allungato la sua presa sul Mar Cinese Meridionale seguendo una ricostruzione cartografica detta &#8220;linea dei nove tratti&#8221;. Secondo questa ricostruzione alla Repubblica popolare spetterebbe il controllo di tutta la regione. Oggi Pechino controlla e allarga le istallazioni militari in tutti gli isolotti degli arcipelaghi di Paracelso e Spratly.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ron DeSantis contro l&#8217;ex presidente Trump: &#8220;Con lui la palude è peggiorata&#8221;</h2>



<p>Il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali Usa del 2024, <strong>Ron DeSantis</strong>, ha lanciato per la prima volta delle accuse dirette all&#8217;ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, suo rivale nelle primarie del partito. Il governatore della Florida si è scagliato contro la promessa, fatta dal tycoon nel 2016, di &#8220;prosciugare la palude di Washington&#8221;. Con &#8220;palude&#8221; (swamp in inglese) DeSantis si riferisce alla corruttela dei parlamentari che siedono al Congresso, ma non solo. &#8220;Ha avuto tre anni per licenziare <strong>Christopher Wray</strong> e non l&#8217;ha fatto&#8221;, ha continuato il politico 44enne, che in passato ha criticato il capo dell&#8217;Fbi reo di aver politicizzato la polizia federale. &#8220;Gli riconosco le cose importanti che ha fatto, anche se ora siamo avversari, ma una cosa che non ha fatto è ripulire la palude, anzi la palude è peggiorata nei suoi quattro anni&#8221;, ha concluso. Un attacco frontale contro Trump da parte di DeSantis rappresenta una novità nella campagna elettorale del governatore della Florida: fino ad ora infatti non aveva mai pungolato l&#8217;ex presidente repubblicano per paura di alienarsi i suoi elettori. Negli ultimi sondaggi sulle primarie Gop, Trump riceverebbe quasi il triplo dei voti rispetto a DeSantis.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chiese a ferro e fuoco in Pakistan</h2>



<p>Oltre centinaia di arresti e almeno 21 <strong>chiese</strong> sotto attacco. È il bilancio delle proteste contro i cristiani a <strong>Jaranwala</strong>, nel Punjab, in Pakistan. Da due giorni il Paese è scosso dalla violenze intereligiose con folle di musulmani che assaltano i luoghi di culto. Samson Suhail, direttore esecutivo del Consiglio unito delle Chiese, ha riferito che le bibbie all&#8217;interno delle chiese sono state bruciate e fedeli costretti a scappare. &#8220;Stiamo sollecitando al governo un&#8217;indagine indipendente e severe punizioni per i responsabili di questi attacchi&#8221;, ha aggiunto. Le violenze sarebbero esplosa dopo la denuncia di blasfemia da parte di alcuni fedeli musulmani. Secondo dei testimoni due cristiani avrebbero strappato alcune pagine del <strong>Corano</strong>, le avrebbero gettate a terra e avrebbero inciso sul testo sacro dell&#8217;Islam alcuni commenti offensivi. Nel corso della giornata è arrivata la conferma che due uomini Amir e Raki Masih sono stati arrestati con l&#8217;accusa di aver &#8220;profanato il Corano, insultato il Profeta e i musulmani&#8221;. Il primo ministro della Giustizia del Punjab, Mohsin Naqvi, ha scritto su X che i due sono in stato di fermo al dipartimento di antiterrorismo. Per contenere la furia della folla il governo avrebbe schierato oltre 6 mila uomini tra agenti e paramilitari. Secondo quanto riferisce al Jazeera è stata aperta un&#8217;inchiesta. Per Usman Anwar, capo della polizia nella regione le operazioni per identificare gli autori degli assalti sono ancora in corso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Telefonata Putin-Raisi: si salda l&#8217;asse Mosca-Teheran</h2>



<p>Linea calda lungo la direttrice Mosca-Teheran. Il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> e quello iraniano <strong>Ebrahim Raisi</strong>. Al centro del colloquio telefonico &#8220;la cooperazione negli affari internazionali&#8221;, ma in particolare, riportano fonti russe, l&#8217;Iran avrebbe manifestato interessa a entrare nel gruppo dei Brics. Oltre alla Russia nell&#8217;organizzazione fanno parte anche Brasile, India, Cina e Sudafrica. La telefonata arriva a pochi giorni dal vertice dei Brics che si terrà in Sudafrica. A inizio agosto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi nel corso di una telefonata con il suo omologo russo Serghei Lavrov ha aveva confidato che &#8220;più di 20 Paesi nel mondo hanno espresso il desiderio di aderire e il processo di espansione è inevitabile&#8221;. </p>
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		<title>La guerra alla sinistra woke non scalda il Gop: così Trump ha fermato l&#8217;ascesa di DeSantis</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-alla-sinistra-woke-non-scalda-il-gop-cosi-trump-ha-fermato-lascesa-di-desantis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2023 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1311" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842-1536x1049.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA21643842-2048x1399.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Agli elettori reubblicani non interessa la guerra all'ideologia woke ma solo la sicurezza per le strade. E così DeSantis perde terreno su Trump</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-alla-sinistra-woke-non-scalda-il-gop-cosi-trump-ha-fermato-lascesa-di-desantis.html">La guerra alla sinistra woke non scalda il Gop: così Trump ha fermato l&#8217;ascesa di DeSantis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>“Non mi piace il termine ‘woke’. È un termine che usano loro, metà della gente non riesce a dire cos’è, nessuno sa cos’è”. Parole di un esponente <strong>ultra liberal</strong> come Bernie Sanders o Alexandria Ocasio-Cortez? No, è un durissimo affondo di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a></strong> contro i suoi inseguitori alle primarie repubblicane, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ron-desantis.html">Ron DeSantis</a></strong> in testa.</p>



<p>Negli ultimi due anni il partito repubblicano ha alzato il livello dello scontro nelle <strong>guerre culturali</strong> che dividono politica e società americana. Il governatore della Florida è diventato uno degli alfieri che sfida la cosiddetta <strong>cultura woke</strong>. Un concetto diventato un ombrello per definire tutte le istanze che arrivano dalla sinistra liberal e che nel tempo hanno contagiato i democratici. Stiamo parlando, ad esempio, del diffondersi della teoria critica della razza, del linguaggio inclusivo e degli studi di genere nelle scuole.</p>



<p>Quindi, come mai Trump snobba in modo così netto le guerre culturali? Per il semplice fatto che forse non portano voti, o meglio non ne portano abbastanza. Una tendenza fotografata in modo plastico dai sondaggi. Eppure non tutti i candidati alla nomination per sfidare<strong> Joe Biden</strong> nel 2024 sembrano volerla cogliere. Anzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La gara nel campo repubblicano</h2>



<p>Ron DeSantis, <a href="https://www.nytimes.com/2023/08/06/us/politics/woke-republicans-poll.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha calcolato il <em>New York Times</em></a>, durante un discorso nel 2022 ha usato la parola “woke” cinque volte in 19 secondi. L’ex governatrice e ambasciatrice alle Nazioni Unite Nikki Halley ha detto che la “wokeness” è peggio di qualsiasi pandemia. Tim Scott, senatore afroamericano della Sud Carolina, ha detto che la “woke supremacy” è peggiore del <strong>suprematismo bianco</strong>.</p>



<p>In breve tempo tra i candidati si è diffusa la convinzione che la lotta contro l&#8217;ideologia “woke” sia il modo migliore di accreditarsi agli occhi degli elettori. L’idea che la battaglia di DeSantis in Florida potesse essere messa a frutto a livello nazionale. Eppure gli elettori non sembrano esserne così convinti. Secondo un sondaggio del Siena College e <em>New York Times</em> gli elettori repubblicani (e pure quelli dell’Iowa dove il 15 gennaio 2024 prenderanno il via le primarie) non sembrano interessati alle proposte che puntano a depurare l’ideologia liberal da aziende, scuole e giornali. Al contrario gli elettori preferirebbero un messaggio semplice e diretto in materia di “<strong>legge e ordine</strong>”.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Trump starts flip-flopping on one of DeSantis&#039; favorite buzzwords" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/YpY5C-vBHaY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_YpY5C-vBHaY");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">I sondaggi che svegliano DeSantis e gli altri</h2>



<p>Davanti a una domanda diretta, solo il 24% degli elettori ha detto che sceglierebbe un candidato impegnato nello sradicare l’ideologia woke da aziende, media e scuole rispetto a uno che invece punterebbe a un programma di legge e ordine per la <strong>sicurezza</strong> nelle strade e lungo i confini. E infatti il 65% degli interpellati sceglierebbe un candidato con un programma incentrato sulla sicurezza.</p>



<p>Una tendenza che per ora sembra aver colto solo Donald Trump. DeSantis, che ha costruito parte della sua recente carriera politica sulla battaglia contro la <strong>Disney</strong> e la sua agenda liberal, non sembra aver raccolto molti frutti. E infatti il 52% degli elettori del Gop preferirebbe avere un candidato che non si intrometta nelle decisioni delle aziende. Christy Boyd, 55enne elettrice registrata come repubblicana che vive nei sobborghi di Pittsburgh, <strong>Pennsylvania</strong>, ha le idee chiare su come dovrebbe agire un conservatore: “Non ti piace la Bud Light? Non comprarla”, dice riferendosi alla pubblicità con un’attivista trans finita nella bufera. “Se non ti piace quello che fa la Disney non andare nel suo parco a tema. Questa non è una responsabilità del governo”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-1024x600.jpg" alt="" class="wp-image-406579" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-1024x600.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-scaled-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-1536x900.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-2048x1200.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Agenzia_Fotogramma_IPA22070294-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il governatore della Florida Ron DeSantis<br>Foto: Joe Burbank/Orlando Sentinel/TNS/ABACAPRESS.COM</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Omicidi e altri problemi</h2>



<p>Il messaggio è chiaro e si rifà a una lunga tradizione del pensiero conservatore americano: il governo, soprattutto quello federale, deve impicciarsi il meno possibile nella vita delle persone, nel lavoro e nel business. Tranchant il giudizio di un’altra elettrice, l’82enne Lynda Croft che vive a Winston-Salem nella Carolina del Nord. “Chi si preoccupa dell’ideologia woke non è in linea con il resto della società”. Per Lynda il dilagare delle policy liberal nelle scuole può essere arginato da famiglie e genitori, i problemi sono altri. E infatti l’unica cosa che la preoccupa è il <strong>tasso di omicidi</strong> sempre più alto che registra il suo quartiere.</p>



<p>Eppure i candidati intendono insistere su questo fatto. “Dall’Iowa al New Hampshire rigetto l’idea che la gente pensi si tratti di un tema poco importante”, ha detto DeSantis, “le famiglie mi fermano e per ringraziarmi di quello cheto fatto in Florida”. Effettivamente l’ex avvocato del Jag (la magistratura militare negli Usa) lo scorso novembre è stato confermato alla guida del Sunshine State con un margine di quasi 20 punti anche grazie alle varie leggi anti-woke in materia di gender e insegnamento della <strong>teoria critica della razza</strong>. Ma il modello Florida, almeno per ora, sembra difficile da esportare.</p>



<p>Mettendo la lente di ingrandimento si scopre ad esempio che le percentuali di chi vorrebbe candidati attenti alla sicurezza delle strade cresce all&#8217;aumentare dell’età. Tra gli elettori con più di 65 anni solo il 17% voterebbe un crociato anti-woke come candidato. Un indicatore da non sottovalutare per la truppa che insegue Trump nei sondaggi dato che gli elettori “anziani” rappresentano uno dei segmenti che vota più spesso.</p>



<p>I recenti sondaggi confermano <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-presa-dacciaio-sul-gop-ecco-cosa-rivelano-davvero-i-sondaggi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la presa dell’ex presidente sull’elettorato</a>, e soprattutto la debolezza degli altri. Lo stesso DeSantis fatica a rimanere in scia. <a href="https://themessenger.com/news/desantis-new-campaign-manager-exclusive" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come rivelato dal sito <em>The Messanger</em></a>, il governatore ha sollevato Generra Peck dal ruolo di responsabile della campagna elettorale e l’incarico è passato al suo ex capo dello staff James Uthmeier. Un avvicendamento che arriva dopo un periodo turbolento con il licenziamento di un terzo del suo staff. Una tegola arrivata dopo che uno dei donatori più grossi della sua campagna elettorale, l’imprenditore alberghiero <strong>Robert Bigelow</strong> <a href="https://www.reuters.com/world/us/desantis-biggest-donor-says-he-wont-give-more-money-unless-changes-are-made-2023-08-04/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha deciso di non appoggiarlo più perché non abbastanza “moderato”.</a> Anche se in passato si era detto a favorevole delle sue politiche anti-woke.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La presa di Trump e la complessità della società americana</h2>



<p>Una debolezza che si riflette in modo grottesco nei sondaggi. Trump, ad esempio, viene considerato con una moralità più alta di DeSantis solo dal 37% degli elettori. Non solo. La maggioranza relativa del 45% preferisce la personalità del governatore a quella del tycon, eppure se si guarda al mero dato elettorale The Donald surclassa Ron con margine di oltre una trentina di punti.</p>



<p>Quasi tutti i candidati repubblicani usano la battaglia anti woke come una clava, ma il problema è che sotto l’ombrello woke c’è di tutto e le sensibilità sono diverse. Ad esempio solo il 30% dei repubblicani si dice disposto ad accettare i <strong>transgender</strong> che scelgono in autonomia il proprio genere. Diversamente invece il rapporto con il <strong>matrimonio gay</strong>. Lo stesso sondaggio del <em>Times</em> dice che il 50% degli elettori è favorevole e solo il 41% si oppone. E ancora, il 51% dei repubblicani dice di preferire un deputato che prometta di salvaguardare le libertà individuali rispetto a uno che punti a difendere i <strong>valori tradizionali</strong>.</p>



<p>L’intimità dei conservatori è sacra, così come la libertà individuale. Una libertà che per molti è minacciata più dalla criminalità per le strade che dai programmi dei colossi come Disney. Christopher Boyer, attore e repubblicano doc famoso per aver impersonato il generale Lee nel film di Steven Spielberg “Lincoln”, ha condensato questa sensazione tra gli elettori in modo molto netto: “Il compito primario di un governo è proteggere il Paese e su questo c’è un fallimento tangibile che possiamo vedere ai nostri confini”.</p>
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		<title>Trump si prende i media e la Bidenomics non decolla: perché la Casa Bianca è in affanno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-si-prende-i-media-e-la-bidenomics-non-decolla-perche-la-casa-bianca-e-in-affanno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Biden spinge per spiegare agli americani i benefici della Bidenomics, ma i sondaggi lo scaricano. E Trump si è ripreso i riflettori dei media</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809145733459_a092273c9d2a6cedeb2e91cfffa5c851-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mercato della politica americana è in fermento. La Casa Bianca sta cercando in ogni modo di vendere <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a></strong> o, meglio, la sua Bidenomics. Si tratta del complesso di leggi che l’amministrazione democratica ha licenziato negli ultimi due anni. Una filosofia economica racchiusa nei tre pacchetti di stimolo lanciati da quando Biden è entrato alla Casa Bianca. L’<em>American Rescue Plan</em>, l’<em>infrastructure and Jobs Act</em> e l’<em>inflaction Reduction Act</em>. Il problema è che, almeno per ora, gli americani non sembrano voler comprare quanto la Casa Bianca ha da offrire. Complice anche il “nemico” di sempre, <strong>Donald Trump</strong>, e un ciclo dei media non proprio favorevole.</p>



<p>Per Biden vendere i propri piani economici è fondamentale in vista del 2024. Già l’estate scorsa la Casa Bianca <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-tentativo-di-biden-per-evitare-il-flop-alle-midterm-2059528.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si era impegnata in un tour</a> per vendere le riforme varate. Una missione per sfidare i repubblicani in vista delle <strong>elezioni di metà mandato</strong> tenute in novembre. Il timore più grande di Biden è quello di ripetere gli errori avvenuti durante l’amministrazione Obama. Subito dopo essere entrato al 1600 di Pennsylvania Avenue, l’ex senatore dell’Illinois aveva varato pacchetti di stimolo per l’economia per far fronte alla crisi del 2008. Misure che, secondo i dem, non vennero mai accolte con il giusto calore. Lo stesso Biden si è sempre detto convinto che in quella circostanza l’amministrazione doveva fare di più, pubblicizzando maggiormente i provvedimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden bocciato sul clima</h2>



<p>Per queste ragioni, Biden e il suo entourage hanno deciso di adottare un approccio diverso: pubblicizzare con enfasi tutto. Ma il piano ha parecchie falle, come dimostra uno degli ultimi sondaggi. Secondo una rilevazione dell’Università del Maryland condotta per conto del <em>Washington Post</em>, il 57% degli americani <a href="https://www.washingtonpost.com/climate-environment/2023/08/07/biden-white-house-climate-policy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disapprova la gestione del dossier climatico</a> dell’amministrazione. Ma soprattutto la gran parte degli intervistati, il 71%, dice di non avere una vaga idea di cosa sia l’<em>Inflaction Reduction Act</em>, provvedimento che contiene diversi pacchetti.</p>



<p>Michael Hanmer, direttore del centro per la democrazia dell’Università del Maryland e tra gli autori della ricerca ha spiegato al <em>Post</em> molto chiaramente cosa non torna: “Il sondaggio dimostra che da parte di Biden manca un messaggio semplice e diretto sui vantaggi del provvedimento”. Un problema di comunicazione in sostanza.</p>



<p>Per Biden il malcontento per il pacchetto sul clima è solo la punta dell&#8217;iceberg. A non convincere è tutta l&#8217;architettura economica della Bidenomics. Gli americani da un lato non capiscono appieno cosa è stato varato dall’altro l’amministrazione continua a fallire proprio la dove Biden era più preoccupato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-406582" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809154022463_f5a1c889d8ce8f326b723febd7903135-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Joe Biden e Barack Obama <br>Foto: EPA/WILL OLIVER</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Al via i tour per vendere</h2>



<p>Non è un caso che in quasi tre anni di governo il presidente e i suoi collaboratori, dalla vice <strong>Kamala Harris</strong> in giù, si siano impegnati in circa 120 tappe in giro per il Paese visitando ben 40 Stati e territori pur di promuovere le azioni della Casa Bianca dem. Non da <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2023/08/07/biden-western-swing-good-economic-news/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimo, la missione in piena estate</a> dello stesso presidente. A inizio settimana Biden è partito per visitare tre Stati del Sud-Ovest. Prima tappa l’Arizona, dove ha designato il Grand Canyon come aumento nazionale per proteggerlo dalla creazione di eventuali miniere di uranio; seconda in New Mexico dove intende parlare del boom manifatturiero legato alla produzione di energia rinnovabile e infine in Utah per rimarcare l’impegno per i veterani.</p>



<p>Quasi in parallelo sarà il turno del <a href="https://www.politico.com/news/2023/08/07/bidenomics-white-house-economy-00109977" target="_blank" rel="noreferrer noopener">resto della sua amministrazione</a>. Il segretario all’Energia Jennifer Granholm è attesa in Ohio e Missouri per l’inaugurazione di alcuni impianti di produzione; la vice presidente Harris e il segretario al Lavoro incontreranno sindacati e lavoratori a Philadelphia per parlare della Bidenomics così come il marito della Harris sarà in viaggio in Wyoming sempre per vedere le riforme economiche dell’amministrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vendere le Bidenomics</h2>



<p>Il fulcro di tutto è infatti quello di convincere gli americani della bontà dei pacchetti promossi dalla Casa Bianca. Una missione tutt’altro che facile dato che si tratta di vendere agli americani una visione ottimistica dell’economia in un momento non favorevole del ciclo mediatico. Ciclo pesantemente influenzato dal solito Trump e soprattutto dai suoi <strong>tre processi</strong>. Convincere gli elettori che gli spiragli economici all’orizzonte sono merito della Bidenomics sembra quasi impossibile. Per ora gli americani non vedono miglioramenti. Il lento raffreddamento dell’<strong>inflazione</strong>, gli investimenti delle aziende, il tasso di disoccupazione sotto il 3,5%, la crescita dei salari e una recessione non vengono percepiti come un merito di Biden e soci. E infatti i sondaggi lo bocciano lì dove può fare più male in vista delle elezioni del 2024: l’economia.</p>



<p>Stando a un <a href="https://www.documentcloud.org/documents/23895856-cnn-poll-on-biden-economy-and-elections" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sondaggio condotto dalla <em>Cnn</em></a>, la metà degli elettori pensa che l’economia non stia migliorando, solo il 37% approva la gestione economica di Biden, mentre per il restante 63% la Casa Bianca non sta operando nel modo corretto. Numeri da allarme rosso. Anche perché per la maggioranza relativa degli americani, il 44%, l’economia è la sfida più importante che il Paese si trova ad affrontare.</p>



<p>Secondo un sondaggio della <em>Cbs</em>, che fotografa indici simili a quelli della <em>Cnn</em>, solo il 41% degli americani ha ammesso di aver sentito parlare della Bidenomics e di questi circa la metà ne parlava con accezione negativa considerandola colpevole di <strong>tasse</strong> in aumento e inflazione. E solo un terzo l&#8217;ha vista come uno strumento di investimento in infrastrutture e creazione di posti di lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi della promozione</h2>



<p>Tutti questi numeri fanno capire molto bene perché Biden sia costretto a rincorrere, eppure la strategia rimane molto pericolosa. Come <a href="https://www.politico.com/news/2023/08/07/bidenomics-white-house-economy-00109977" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha notato <em>Politico</em></a> tra i dem c’è una vecchia regola che periodicamente torna: i candidati non devono pubblicizzare quanto le cose possano migliorare, sotto il piano economico, se i segnali sono ancora timidi. Il rischio è che chi ancora soffre per inflazione o mancanza di lavoro si senta lasciato indietro, abbandonato da Washington con conseguente contraccolpo alle urne.</p>



<p>La Casa Bianca sembra voler giocare con il fuoco. Nell’ultimo anno Biden <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2022/08/10/biden-us-historians-democracy-threat/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha seguito alla lettera il consiglio che l’ex presidente Bill Clinton</a> gli avrebbe dato durante una cena riservata e cioè di prendersi il merito per ogni oscillazioni positiva dell’economia, in particolare l’<strong>inflazione</strong>. L’amministrazione pare voler accelerare continuando a spiegare come presto gli indicatori economici miglioreranno anche per gli effetti che i vari pacchetti di stimolo possono produrre. Lo stesso pacchetto del clima, dicono fonti della Casa Bianca, ha dovuto attendere provvedimenti <em>ad hoc</em> dei dipartimenti coinvolti e solo ora potranno partire molti <strong>investimenti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La partita con i media</h2>



<p>Il senso di urgenza si capisce anche guardando i sondaggi politici dell’ultimo periodo. Perché se è vero che manca oltre un anno al voto, è altrettanto vero che non si può sottovalutare alcun segnale di pericolo. Secondo un sondaggio pubblicato dal <em>New York Times</em>, in un ipotetico <em>rematch </em>tra Biden e Trump i due finirebbero pari con il 43% delle preferenze a testa.</p>



<p>Trump è tornato nell’arena ed è riuscito a prendersi il ciclo dei media per ora. E con ogni probabilità lo prenderà spesso, almeno ad ogni udienza dei vari <strong>processi</strong> in cui è imputato. Solo ad agosto ci saranno almeno un paio di appuntamenti tra quello per i documenti trovati a Mar a Lago e quello di Washington in cui è stato accusato di cospirazione per sovvertire il voto del 2020.</p>



<p>Così Biden si trova a rincorre Trump anche sull’<strong>attenzione del pubblico</strong>. Negli stessi giorni in cui Biden e pezzi dell’amministrazione gireranno per l’America, i legali di The Donald presentarono nuove mozioni nei vari processi. Il <em>Washington Post</em> ha fatto un semplice test è andato a vedere i principali talk show dei maggiori network come <em>Cbs</em>, <em>Fox</em>, <em>Nbc</em>, <em>Cnn </em>e <em>Abc </em>e ha scoperto che John Lauro, legale di Trump, è apparso almeno una volta in ognuno. I grandi assenti? Tutti i funzionari dell’amministrazione Biden: nessuno è stato invitato in tv a vedere la Bidenomics.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-prende-i-media-e-la-bidenomics-non-decolla-perche-la-casa-bianca-e-in-affanno.html">Trump si prende i media e la Bidenomics non decolla: perché la Casa Bianca è in affanno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Usa virano sulla Mongolia: la mossa lungo i confini con la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-virano-sulla-mongolia-la-mossa-lungo-i-confini-con-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2023 19:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti approfondiscono i legami con la Mongolia. Il premier mongolo è voltato a Washington per vedere la vice presidente Kamala Harris. Sul tavolo molti dossier, in particolare quello sulla partnership tra Mosca e Pechino. Ma non solo. Pensa anche quello sulle materie prime. Ecco il nuovo pedone Usa in Asia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-virano-sulla-mongolia-la-mossa-lungo-i-confini-con-la-cina.html">Gli Usa virano sulla Mongolia: la mossa lungo i confini con la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023080316563629_a3e9ba3f75fb574aee8d0986b5a4ec48-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per gli <strong>Stati Uniti</strong> l’Asia è una gigantesca scacchiera. Una scacchiera in cui giocare una partita difficilissima con la Cina. Washington muove pedoni e alfieri in tutta la regione. Negli ultimi mesi le mosse sono state diverse. Molte concentrate su Taiwan, ma non solo. Questa settimana gli americani hanno “mosso” i pedoni molto vicino alla Cina (e alla Russia), una mossa che passa dalla <strong>Mongolia</strong>.</p>



<p>Per la prima volta dopo circa cinque anni il premier mongolo è atterrato a Washington. Luvsannamsrain Oyun-Erden ha incontrato in una visita ufficiale la vice presidente <strong>Kamala Harris</strong> per un meeting alla Casa Bianca. L’ambasciata mongola a Washington ha parlato di una visita che mira ad approfondire una partnership strategica tra i due Paesi, una relazione avanzata sul piano politico, umanitario, economico e di cooperazione regionale.</p>



<p>La vice di Biden ha sottolineato come l’incontro con il premier mongolo sia la rappresentazione della volontà americana di rafforzare le relazioni con il Paese e con tutti i Paesi dell’<a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-ma-non-sono-le-mosse-usa-per-blindare-lindo-pacifico-e-bloccare-la-cina.html">Indo-Pacifico</a>, un&#8217;operazione diplomatica con al centro temi come il cambiamento climatico, l’appoggio alle democrazie contro le autocrazie (tema dominante della politica estera di Biden) e la gestione di focolai di tensione che minano il sistema globale basato su regole certe. “Il popolo americano”, ha detto Harris, “ha un profondo interesse per l’Indo-Pacifico”. E infatti lei e Biden sono volati nei Paesi della regione ben tre volte: “È nel nostro interesse fare in modo che questa regione rimanga aperta, libera e sicura”.</p>



<p>In realtà dietro al lessico della diplomazia c’è molto di più. La nazione asiatica da 3,4 milioni di abitanti svolge un ruolo di cerniera tra Cina e Russia e quindi per gli americani rappresenta una <strong>linea di frontiera</strong> fondamentale. Una fonte anonima della Casa Bianca <a href="https://www.politico.com/news/2023/08/02/four-reasons-vp-harris-is-meeting-with-mongolias-prime-minister-today-00109431" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha spiegato a <em>Politico</em></a> che Harris e Oyun-Erden hanno discusso di economia e relazioni, ma anche e soprattutto di questioni regionali e globali, compresa l’azione di Mosca e Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una cerniera tra Russia e Cina</h2>



<p>L’azione diplomatica di Ulan Bator è il riflesso della sua geografia. “Schiacciata” tra Russia e Cina, deve lavorare a stretto contatto coi due Paesi intrattenendo con loro relazioni distese. La Mongolia è uno degli snodi della <strong>Belt and Road</strong> cinese ma anche il <a href="https://www.reuters.com/business/energy/mongolia-decide-gas-pipeline-route-after-russia-china-cost-agreement-2023-03-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">punto di passaggio del gas russo</a> verso i territori della Repubblica popolare. Eppure nel tempo il Paese ha imparato a trovare una sua strada diplomatica, una ricetta per difendere la propria indipendenza ed evitare di essere il vaso di coccio tra i vasi di ferro.</p>



<p>Il Paese ha saputo coltivarsi diversi alleati nell’area come <strong>Giappone</strong>, <strong>Corea del Sud</strong> e ovviamente Stati Uniti. La Mongolia ha infatti un accordo quadro con gli americani e intrattiene relazioni esterne abbastanza vivaci, ad esempio ha ospitato un vertice trilaterale con americani e sudcoreani all’inizio di giugno. Questo scivolamento verso gli americani si nota però anche nelle piccole cose. Il premier mongolo, che ha studiato negli Usa, ha parlato di prossimi accordi in materia di spazio e commercio. Un piano cui si affianca anche un dimensione culturale dato che negli ultimi mesi l’<strong>inglese</strong> è diventato la prima lingua straniera nelle scuole.</p>



<p>Tutto questo fa supporre che sul tavolo del vertice tra Harris e Oyun-Erden sia finita anche la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-partnership-tra-russia-e-cina-spiegata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">partnership “senza limiti” tra Mosca e Pechino</a>. L’amministrazione Biden è preoccupata che la Cina possa fornire armi alla Russia e che queste fluiscano nel <strong>conflitto in Ucraina</strong>. La Mongolia rappresenta un possibile punto di transito di queste forniture, non si può quindi escludere che la Casa Bianca voglia informazioni dettagliate dei funzionari mongoli.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/copertina-video-2-1.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/06/partnership-russo-cinese.mp4"></video></figure>



<p>A giugno, infatti, il premier ha incontrato a Pechino <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping</a></strong>, mentre nei mesi scorsi ha avuto contatti diretti con <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a></strong>. Amar Adiya, ex funzionario del ministero egli affari esteri mongolo, ha raccontato a <em>Politico</em> come gli Usa vogliano sentire direttamente da Oyun-Erden cosa si sono detti con Putin e Xi.</p>



<p>Dallo scoppio della guerra in Ucraina sia la Cina che la Russia hanno aumentato la loro pressione sulla Mongolia per spingerla ad abbandonare la sua equidistanza <strong>neutrale</strong>. Anche perché da tempo Ulan Bator ha legami con il <strong>Pentagono</strong>. A giugno soldati delle forze Usa nel Pacifico <a href="https://mn.usembassy.gov/khaan-quest-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno preso parte a una serie di war game</a>, il <strong>Khaan Quest 23</strong>. Un intreccio complicato che richiede grandi equilibrismo da parte di Oyun-Erden.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La partita delle risorse</h2>



<p>L’occhio americano sulla Mongolia non riguarda però solo la geografia e quei legami con Putin e Xi, ma ha anche fare con le <strong>materie prime</strong>. Nella vasta <a href="https://it.insideover.com/energia/in-america-latina-e-guerra-mondiale-per-il-litio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">battaglia per le risorse</a> che si sta giocando sul quadro globale, Ulan Bator può giocare un ruolo da protagonista. Il Paese è ricco di <strong>litio</strong>, rame e grafite, tutti elementi fondamentali per guidare la transizione green. Tutti elementi sui cui Pechino ha lanciato una sorta di <em>opa </em>tra America Latina, Zimbabwe e Congo.</p>



<p>La “Minegolia”, <a href="https://www.politico.com/newsletters/power-switch/2023/07/31/will-you-be-mine-minegolia-00108967" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come l’hanno ribattezzata alcuni accademici</a>, nel corso del 2023 è stata visitata in almeno un paio di occasioni da funzionari dell’amministrazione Biden. Ad aprile la sottosegretaria per gli affari politici Victoria Nuland ha fatto tappa nel Paese a ridosso del G7 dei ministri degli Esteri in Giappone. Qualche mese dopo una delegazione americana è atterrata nel Paese e ha concentrato i lavori su come migliorare gli scambi di materie prime con gli Stati Uniti.</p>



<p>Per Biden e il suo entourage Ulan Bator è la candidata naturale a entrare nella <strong>Minerals Security Partnership</strong>, un’associazione transnazionale che lavora per rendere sostenibili e flessibili le catene del valore per le materie prime. Leggendo il nome degli associati si comprende bene come si tratti di un organo a guida occidentale, l&#8217;ennesimo disegnato per limitare le mosse cinesi in campo minerario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I “regali” Usa alla Mongolia</h2>



<p>La partita tra americani e mongoli si gioca anche su altri tavoli, in particolare per le richieste di Ulan Bator. La più tangibile è quella che riguarda la stipola di <a href="https://www.reuters.com/world/mongolia-us-prepare-sign-open-skies-deal-ahead-talks-official-2023-08-02/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un accordo “Open Skies” per l’aviazione civile</a>. Si tratta di una formula che gli americani hanno giù con altri 130 Paesi e che garantisce alle linee aeree di entrambi i Paesi di operare liberamente. L’attuale compagnia di bandiera mongola, la MIAT Mongolian Airlines, non opera in America.</p>



<p>L’intesa, che verrà formalizzata tra qualche mese, mira a ridurre i tempi di viaggio e attesa. Per la Mongolia un patto in questo senso sarebbe vitale perché ridurrebbe l’isolamento di un Paese senza sbocchi sul mare. Per gli americani rappresenterebbe invece un altro tassello dato che aumenterebbero anche i <strong>voli cargo</strong> per spostare merci.</p>



<p>E sempre a proposito di merci la Mongolia punta a strappare anche altro da Washington. Dal 2021 al Congresso è bloccata una legge, la <strong>Mongolia Third Neighbor Trade Act</strong>, che permetterebbe di aprire ancora di più l’economia americana ai beni mongoli, in particolare nel settore tessile.</p>



<p>Il fronte mongolo della grande contesa tra Cina e Stati Uniti per ora è quello più silente, fatto di vertici, incontri e qualche accordo di superficie. Ma ripropone lo stesso schema di quanto visto in altre zone dell’ansia. La creazione di una “coalizione” delle democrazie asiatiche, una ridefinizione delle catene del valore delle materie prime e un piede nel <a href="https://it.insideover.com/politica/nuova-task-force-usa-per-sfidare-la-cina-cosi-preparano-la-battaglia-per-il-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cortile di casa della Cina</a>. Nel 2024 in Mongolia si vota e forse tra i temi della campagna elettorale ci sarà anche questa amicizia con gli americani. Vedremo come andrà il voto, vederemo se l’urna premierà ancora l’equilibrismo mongolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-virano-sulla-mongolia-la-mossa-lungo-i-confini-con-la-cina.html">Gli Usa virano sulla Mongolia: la mossa lungo i confini con la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump e la presa d&#8217;acciaio sul Gop: ecco cosa rivelano davvero i sondaggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-presa-dacciaio-sul-gop-ecco-cosa-rivelano-davvero-i-sondaggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha una base di sostenitori molto forte e questo gli permette di guardare con fiducia alle primarie. Ecco perché gli altri non possono batterlo </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-presa-dacciaio-sul-gop-ecco-cosa-rivelano-davvero-i-sondaggi.html">Trump e la presa d&#8217;acciaio sul Gop: ecco cosa rivelano davvero i sondaggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201703771_f6bdea5ed23d686f2d667696e4802b92-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In meno di sei mesi ben tre processi sono piombati su <strong>Donald Trump</strong>. Eppure la presa dell’ex presidente sul Gop è più salda che mai . Come mai i repubblicani non hanno trovato ancora un’alternativa al tycoon? Semplicemente perché la base del partito non la vuole. Un recente <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/primarie-repubblicane-usa-trump-testa-ai-sondaggi-2190036.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sondaggio realizzato per conto del <em>New York Times</em></a> ha messo ben in luce come per il momento Trump rappresenti il candidato più apprezzato dai militanti con il 54% delle preferenze. Molto indietro l’astro nascente conservare Ron De Santis con il 17%.</p>



<p>Ovviamente è molto presto per assegnare le primarie a The Donald, ma mai nella storia un vantaggio del genere è stato colmato. Certo le incognite non mancano. I candidati del campo repubblicano non hanno ancora iniziato la stagione delle primarie, non ci sono stati dibattiti di gruppo e ai caucuses dell’<strong>Iowa</strong> mancano ancora diversi mesi. Eppure quel sondaggio del <em>Times</em> dice anche molte cose interessanti, che aiutano a capire la presa di Trump sul Gop.</p>



<p>Per avere un’idea di questa strana dinamica bisogna andare a vedere com’è diviso l’elettorato repubblicano. In pratica il Gop è spaccato in tre tronconi. Il primo, la cosiddetta <strong>base MAGA</strong> (Make America Great Again) è quella super-trumpiana. Il secondo è quello degli indecisi, il terzo è il segmento dei “<em>Never Trump</em>” dei conservatori che non intendono appoggiarlo per nessuno motivo al mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre anime del partito repubblicano</h2>



<p>Un viaggio tra queste categorie ci aiuta a capire bene la complessa partita di De Santis per insidiare Trump. Prendiamo il segmento MAGA. Come ha notato <a href="https://www.nytimes.com/2023/07/31/upshot/poll-trump-republican-primary.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nate Cohn sul <em>Times</em></a> l’identikit del trumpiano di ferro è semplice: populista, conservatore, generalmente un colletto blu, convinto che la nazione viaggi verso la catastrofe e ovviamente leale fino alla fine con l’ex presidente. Scrive Cohn: “La base non supporta Trump nonostante i suoi difetti, lo sostiene proprio perché non vede in lui alcun difetto”.</p>



<p>E infatti in ogni sondaggio condotto in questo particolare segmento, quasi tutti hanno affermato che il presidente non ha commesso alcun <strong>abuso federale</strong>. Solo un timido 2% ha detto che Trump magari ha “fatto qualcosa di sbagliato” sulla vicenda dei documenti classificati trovati nella sua residenza di <strong>Mar-a-Lago</strong>. Ma quanto conta questo segmento? Secondo i sondaggi compone il 37% di tutto l’elettorato repubblicano. La stessa percentuale che appoggiò Trump nei primi mesi delle primarie del 2016, la stessa base che lo ha appoggiato sempre, anche nel momento della presidenza con gli indici di gradimento più bassi.</p>



<iframe src='https://flo.uri.sh/visualisation/14617857/embed' title='Interactive or visual content' class='flourish-embed-iframe' frameborder='0' scrolling='no' style='width:100%;height:300px;' sandbox='allow-same-origin allow-forms allow-scripts allow-downloads allow-popups allow-popups-to-escape-sandbox allow-top-navigation-by-user-activation'></iframe><div style='width:100%!;margin-top:4px!important;text-align:right!important;'><a class='flourish-credit' href='https://public.flourish.studio/visualisation/14617857/?utm_source=embed&#038;utm_campaign=visualisation/14617857' target='_top' style='text-decoration:none!important' rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" alt='Made with Flourish' src='https://public.flourish.studio/resources/made_with_flourish.svg' style='width:105px!important;height:16px!important;border:none!important;margin:0!important;'> </a></div>



<p>Rispetto agli alti candidati il tycoon può contare su questo 37% come dato di partenza inscalfibile. Da questi numeri è chiaro che la maggioranza del partito non è “con Trump”, la maggior parte dell’elettorato non lo sostiene apertamente e una fetta non intende proprio appoggiarlo. Paradossalmente questi numeri dimostrano pure il contrario, cioè che ogni sfidante dal <strong>governatore della Florida</strong> in giù, dovrà faticare moltissimo per andare oltre quel 37%.</p>



<p>Infatti il resto dell’elettorato non MAGA è difficile da unificare. Il secondo segmento, infatti, quello degli <strong>elettori indecisi</strong> è un terreno di caccia per tutti, Trump incluso. Il primo segmento di questo gruppo è composto da quegli elettori che non ammirano particolarmente l’ex presidente, ma rimango aperti alla possibilità di votare per lui alle primarie. Addirittura un sotto-segmento al momento pensa di votare per lui rispetto alle alternative.</p>



<p>Molto meno omogeneo dei MAGA, questa fetta è sicuramente composta da conservatori, ma che oscillano tra The Donald e DeSantis. Sul piano numerico questa fetta rappresenta un altro 37%. E con ogni probabilità saranno i voti che fungeranno da ago della bilancia. Il terzo e ultimo gruppo, quello dei repubblicani che hanno chiuso le porte al magnate newyorkese, rappresenta il 25% di tutta la torta. Stiamo parlando di votanti con un alto reddito, alta istruzione e tendenzialmente conservatori moderati. Elettori che non voterebbero per lui nemmeno all’elezione generale scegliendo alternativi simili a <strong>Joe Biden</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida impossibile di DeSantis</h2>



<p>De Santis potrebbe quindi puntare al quel 67% e strappare la nomination? In realtà si tratta più di una speculazione statistica che di una realtà concentrata. Indecisi e <em>Never Trump</em> sono segmenti profondamente diversi. Cercare i voti di uno potrebbe allenarsi i voti dell’altro. I sondaggi mostrano proprio due mondi diversi. Prendiamo gli indecisi. L’80% di loro pensa che il Gop dovrebbe comunque supportare Trump, il 61% che l’America è in grave pericolo, il 57% che le leggi sull’immigrazione non devono essere più permissivi. E ancora: il 58% si oppone a nuovi aiuti <strong>militari all’Ucraina</strong> e spinge per una stretta sui Woke Capitasilm. Il segmento dei contrari a Trump va in direzione completamente opposta: appoggio a Kiev, aperture sull’immigrazione e ovviamente una visione ampiamente negativa di Trump.</p>



<p>In un quadro del genere trovare una chiave per condurre una campagna elettorale efficace è molto difficile. All’inizio dell’anno quando qualche sondaggio dava DeSantis avanti di qualche punto su Trump la formula del governatore della Florida sembrava funzionare: puntare sui <strong>successi economici del Sunshine State</strong>, sulla gestione pandemia senza eccessive restrizioni e sulla lotta senza quartiere all’ideologa ultraliberal.</p>



<p>Ma la ricetta ha fatto pochissima strada. Al momento può tentare di pescare dal bacino degli indecisi, ma la scelta di impegnarsi su fronti cari ai trumpiani, come il congelamento degli aiuti a Kiev o il martellare sulle guerre culturali, gli sta alienando il 25% degli indecisi che rischia di scivolare verso candidati minori, come l’ex governatore del New Jersey <strong>Chris Christie</strong> o l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley.</p>



<p>Attualmente DeSantis si trova in un guado dove non riesce a imprimere un’identità netta alla sua campagna. Dei quel 17% che si dice pronto a votarlo l’8 arriva dagli indecisi, e il 9 dagli anti-Turmp. Il restante 29% degli indecisi si divide tra altri candidati (12%) e Trump (17%). Questo vuol dire che alla fine il tycoon ha una proiezione del 57% e una salta presa sul partito e sul mondo repubblicano.</p>



<p>DeSantis è quindi in un limbo pericoloso. Se mantiene la sua posizione attuale finirà col perdere voti alla sinistra del Gop, se si mostrerà moderato finirà col perdere 15-20 punti tra gli indecisi che si dicono aperti a un voto per Trump. In ogni caso The Donald dovrà lavorare per mettere al sicuro poco meno di 15 punti, un bottino alla portata. Un bottino che forse nemmeno le inchieste potranno scalfire. <a href="https://fivethirtyeight.com/features/trump-jan-6-indictment-polls/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ha notato <em>FiveThirtyEignt</em></a> ogni nuovo rinvio a giudizio sposterà sempre meno voti perché il bacino degli indecisi non è infinito. Fermo restando l&#8217;imprevidibilità di The Donald e le sue difficoltà nella raccolta e gestione delle donazioni, è difficile ci saranno oscillazioni enormi dovute all&#8217;offensiva giudiziaria. L&#8217;unica nube che staglia all&#8217;orizzonte per Trump e quella di un&#8217;eventuale condanna nel 2024. Quella potrebbe alienarli i voti degli indipendenti in un remach con Biden, ma quella è un&#8217;altra partita ancora da giocare. La sfida per le elezioni del prossimo anno è ancora lunga. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-presa-dacciaio-sul-gop-ecco-cosa-rivelano-davvero-i-sondaggi.html">Trump e la presa d&#8217;acciaio sul Gop: ecco cosa rivelano davvero i sondaggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra clandestina della Cia in Ucraina: a cosa puntano gli 007 Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-clandestina-della-cia-in-ucraina-a-cosa-puntano-gli-007-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da oltre un anno la Cia opera con operazioni clandestine in Ucraina. Come fuzionano e a cosa puntano i servizi segreti Usa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023072416382059_67b1b7c3306b0ec14f0d56ac7c357a8e-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;In Ucraina è un corso una guerra clandestina, con regole clandestine&#8221;. Parola di uno dei funzionari della <strong>Casa Bianca</strong> che gestisce il dossier del conflitto in Ucraina. La rivelazione arriva da una <a href="https://www.newsweek.com/2023/07/21/exclusive-cias-blind-spot-about-ukraine-war-1810355.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lunga inchiesta del settimanale <em>Newsweek</em></a>, che ha analizzato il coinvolgimento degli 007 americani in Est Europa. Le fonti che hanno parlato con la testata americana sono state molto chiare: gli americani sono coinvolti e agiscono sul territorio ucraino da oltre un anno e mezzo.</p>



<p>Nessuno scandalo, nessuna sorpresa. In tutti i conflitti gli 007 delle maggiori potenze sono coinvolti e in questo senso l’Ucraina non fa eccezione. Gli stessi funzionari sentiti da <em>Newsweek</em> hanno confermato come la <strong>Cia</strong> nel corso dei decenni abbia elaborato una propria dottrina su come condurre operazioni clandestine, e quello che avviene nel conflitto tra Mosca e Kiev non fa eccezione. </p>



<p>Queste regole prevedono un ruolo degli operativi a 360 gradi. Dalla raccolta di dati, al ruolo di negoziatore, senza dimenticare il supporto come fornitore di ultima istanza di servizi informativi. In mezzo compiti legati alla logistica e alle attività di collettore tra le varie esigenze <strong>Nato</strong> nella regione. Ma di contorni di queste operazioni “clandestine” sono estremamente sfumati, ricchi di informazioni mancanti e soprattutto mostrano che forse l’occhio della Cia non è in grado di vedere tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il framework politico in cui opera la Cia</h2>



<p>Le operazioni della Cia sul suolo ucraino seguono uno strano copione all’interno di un <strong>framework politico</strong>. Il punto fondamentale è che, a livello formale, gli Stati Uniti non sono in guerra contro la Russia. Questo concetto, che potrebbe essere contestato sul piano politico e simbolico visto il supporto di Washington a Kiev, si traduce in una gestione delle operazioni esclusivamente in mano all’Agenzia. Le operazioni della Cia godono di una libertà di manovra e una segretezza che il Pentagono non si potrebbe permettere. Non a caso all’inizio dell’anno è emersa un’indiscrezione che vorrebbe il <strong>Pentagono</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-del-pentagono-per-riattivare-le-operazioni-top-secret-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in pressing sul Congresso</a> per riattivare le operazioni <strong>top secret</strong> in terra ucraina.</p>



<p>Il livello di mistero dietro queste operazioni è elevato anche per la posizione ufficiale della Casa Bianca. <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a></strong> ha ripetuto più volte che non ci sono “<em>boots on the ground</em>” americani nel Paese. La realtà, però, è molto più opaca. Secondo delle <a href="https://theintercept.com/2022/10/05/russia-ukraine-putin-cia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fonti sentite da <em>The Intercept</em></a> la Casa Bianca avrebbe dato il via libera a operazioni sul terreno grazie a un <em>presidential finding</em>, un documento nel quale la presenza notifica ad alcune commissioni o leader del Congresso, che la Cia è impegnata in operazioni clandestine.</p>



<p>Secondo un ex funzionario, il documento firmato da Biden sarebbe una modifica di un <em>presidential finding</em> precedente formalizzato durante l’<strong>amministrazione Obama</strong> che mirava a contrastare “iniziative maligne di agenzie straniere”. Accanto a questo Biden ha firmato altre direttive per implementare il coordinamento tra le varie agenzie. In più sarebbe stato aperto un canale diretto tra Pentagono e Cia sul dossier ucraino, sulla falsariga di quanto avvenne nell’ottobre del 2001, all’inizio dell’invasione americana dell’<strong>Afghanistan</strong>.</p>



<p>È sotto questo complesso ombrello che la Cia deve muoversi. Che operativi dell’intelligence americana agiscano nel Paese è noto anche al Cremlino. Quando, nel novembre del 2021, il capo della Cia, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/chi-e-william-burns-il-direttore-della-cia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">William Burns</a></strong>, volò a Mosca per avvertire che gli Usa sapevano dell’imminente operazione militare speciale, lo stesso Burns <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-ombra-della-casa-bianca-cosa-svelano-i-viaggi-del-capo-della-cia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ebbe una telefonata molto accesa con Vladimir Putin</a>, che in quelle settimane non si trovava nella capitale ma a Sochi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-1024x711.jpg" alt="" class="wp-image-402811" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-scaled-600x416.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-1536x1066.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-2048x1421.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230707160948917_89aa929c53f32d11512b6351d3a55938-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il capo della Cia William Burns <br>Foto: EPA/TOM BRENNER / POOL</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le regole non scritte</h2>



<p>Secondo alcune ricostruzioni quella telefonata gettò le basi per un quadro informale di ingaggio tra Mosca e Washington. Uno dei funzionari sentiti da <em>Newsweek</em> ha spiegato che in questo intreccio di regole non scritte sembrano incontrarsi i due Paesi. Regole che prevedono di non superare mai determinate <strong>linee rosse</strong>, uno spionaggio noto ma che non oltrepassi mai il confine. </p>



<p>Mosca avrebbe garantito agli Usa di dedicarsi esclusivamente a operazioni sul suolo ucraino. Gli Usa, sempre informalmente, avrebbero promesso di limitarsi allo scenario ucraino senza cercare un “<em>regime change</em>” a Mosca. Promesse, linee rosse informali, fumo negli occhi per chi cerca di capire cosa succede davvero ai confine d’Europa. Eppure questa <strong>guerra clandestina</strong> con regole clandestine ha perdurato per oltre un anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra clandestina</h2>



<p>Il modo in cui gli Stati Uniti sono scivolati sempre di più nel conflitto, superando una <strong>linea rossa</strong> dietro l’altra sulle <strong>forniture di armamenti</strong>, è la dimostrazione di una tensione con gli alleati nell’area. Una tensione tra l’interventismo di Paesi come Regno Unito e Polonia e la prudenza di altri come la Germania. Questa tensione è ricaduta a cascata sulla Cia, sui meccanismi operativi in azione sul terreno.</p>



<p>Come detto i ruolo degli operativi sono diversi, stratificati. In breve tempo, complice anche il riavvicinamento tra Kiev e Washington dopo la vittoria di Joe Biden alle <strong>presidenziali del 2020</strong>, l’Agenzia ha stabilito basi operative e centri di smistamento egli operativi in Paesi del blocco Nato nell&#8217;Est dell&#8217;Europa. Da queste basi informali gli agenti della Cia entrano ed escono in Ucraina per <strong>missioni segrete</strong> di ogni tipo. Fonti riservate hanno anche detto che l’obiettivo primario di ogni missione è interfacciarsi sempre con ucraini ed evitare contatti diretti con forze russe.</p>



<p>Secondo le informazioni raccolte dal <em>Newsweek</em> queste operazioni vengono condotte da cellule molto piccole, limitate nel numero e nel compito. Stabilire quanti siano questi agenti operativi che agiscono in Ucraina è quasi impossibile. L’unico numero raccolto parlerebbe di <strong>100 agenti</strong>, ma sembra riferirsi al numero massimo di persone impiegabili in una singola operazione. Non è dato sapere quanti altri siano quelli che si muovono fuori dai confini ucraini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA31f246654-edited-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-385500" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA31f246654-edited-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA31f246654-edited-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA31f246654-edited-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA31f246654-edited-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA31f246654-edited.jpg 1088w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sistemi Himars forniti dagli Usa all&#8217;Ucraina</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo delle forniture</h2>



<p>Uno dei compiti costanti della Cia rimane quello della gestione dei flussi di armi che gli Stati Uniti inviano in Ucraina, in particolare quelli clandestini. Attualmente le rotte per i beni che Washington manda a Kiev sono due. Una legale, che prevede forniture via mare che arrivano ai porti di Olanda, Belgio, Germania e Polonia e da lì verso i confini ucraini; e una clandestina. Un sistema di voli commerciali anonimi, la cosiddetta “flotta grigia”, atterra da mesi nel <strong>Centro-Est Europa</strong> e da lì le armi entrano in clandestinità in Ucraina sotto in collaborazione con la Cia.</p>



<p>Con buona approssimazione possiamo dire che questa flotta grigia atterra nelle città polacche. Varsavia poco tempo si è conquistata l’appellativo di più anti-russa tra gli anti-russi, e stretto un legame ancora più forte con gli Usa (e la Nato). Negli ultimi anni è stata anche al centro di diversi viaggi di Burns, uno a novembre 2021, tre mesi prima della guerra, e un’altro a marzo 2022, un mese circa dopo l’inizio dell’<strong>invasione Russa</strong>. Ultimo in ordine di tempora missione dello scorso aprile dove ha incontrato il ministro dell’Interno per discutere della cooperazione tra i due Paesi.</p>



<p>L’Agenzia e gli omologhi polacchi non confermano, ma sul piatto è finito certamente il ruolo della Cia e una serie di intese che permettessero agli operativi americani di usare il suolo polacco come base per le operazioni. Dopo lo scioglimento del <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/storia/insideover-dossier/la-fine-del-patto-di-varsavia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Patto di Varsavia</a></strong> e il progressivo scivolamento nella Nato, la Polonia si è confermato un hub perfetto per gli americani. Non a caso dopo il 2003 il Paese (insieme ad altri due stati Ue, Lituania e Romania) è stato uno degli snodi della <strong>guerra al terrore</strong> della Cia, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/02/european-complicity-in-cia-torture-in-black-sites/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ospitando uno dei famosi “black sites” dell’agenzia</a> nei quali avventavo le torture di presunti membri di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al Qaeda</a></strong>. Oggi la Polonia è un hub per le spie di quasi tutti i Paesi Nato e funge da raccordo tra di loro, con in testa la Cia, che continua a raccogliere informazioni.</p>



<iframe title="Reti di rifornimento americane (non clandestine) in Ucraina " aria-label="Locator maps" id="datawrapper-chart-UDsRX" src="https://datawrapper.dwcdn.net/UDsRX/1/" scrolling="no" frameborder="0" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" height="685" data-external="1"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"]){var e=document.querySelectorAll("iframe");for(var t in a.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<e.length;r++)if(e[r].contentWindow===a.source){var i=a.data["datawrapper-height"][t]+"px";e[r].style.height=i}}}))}();
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<h2 class="wp-block-heading">I punti ciechi della Cia tra Kiev e Mosca</h2>



<p>Eppure l’intero dispositivo della Cia ha degli enormi punti oscuri. Per prima cosa, ha scritto <em>The Intercept</em> non tutta la comunità dell’intelligence è stata contenta del <em>presidential finding</em> applicato dalla Casa Bianca, in secondo luogo perché i risultati che ha portato sono ricchi di chiaro-scuri. Partiamo dai primi. La grande fornitura di dati di intelligence da parte di Washington alle forze Ucraine è risultata determinante nelle prime fasi di attacco, <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/interactive/2022/ukraine-road-to-war/#:~:text=On%20Jan.%2012,personal%20security%20seriously." target="_blank" rel="noreferrer noopener">come ricorda il fallito blitz russo all’<strong>aeroporto di Hostomel</strong></a>.</p>



<p>Gli eventi degli ultimi mesi, però, hanno aperto una crepa nel complesso sistema messo in piedi dalla Casa Bianca, e qui veniamo ai punti oscuri. Dai due lati del fronte sono arrivati segnali inquietanti. Per prima cosa quello Ucraino. Secondo l’amministrazione Biden ultimamente Kiev avrebbe superato troppo spesso i limiti. È il caso ad esempio del blitz coi droni contro il Cremlino a fine maggio. Fonti dei servizi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/kiev-dietro-blitz-contro-cremlino-rivelazione-degli-007-usa-2156659.html?_ga=2.226091283.864841532.1690191081-932924004.1648462170" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avrebbero spiegato al <em>New York Times</em></a> come dietro all’operazione ci fossero operativi ucraini, anche se non è chiaro se vicini all’esercito o ai servizi segreti ucraini. Quello stesso articolo, però, gettava un’altra ombra inquietante: <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a></strong> sapeva, oppure no, dell’attacco contro il Cremlino? Un quesito che ancora non ha risposta, ma che si può replicare anche per le sortite nell’area di Belgorod e per gli attacchi in Crimea o per la morte di <strong>Darya Dugina</strong>.</p>



<p>Come ha notato il <em>Times</em> qualche mese fa, la struttura stessa delle varie componenti dello stato ucraino permette sovrapposizioni e operazioni senza che altre parti siano al corrente. Un sistema che deresponsabilizza lo stesso Zelensky che resterebbe ignaro di tutto, anche se non è dato sapere quanto questa “non conoscenza” sia volontaria o meno. Un funzionario dell’intelligence americana ha candidamente ammesso come la Cia non sapesse niente dell’attacco contro il ponte di Kerch dell’ottobre 2022 e soprattutto non fosse chiaro se Zelensky avesse il controllo dei militari che hanno compiuto il raid.</p>



<p>I <strong>punti ciechi della Cia</strong> riguardano pure il lato russo del fronte. Il tentato colpo di stato di <strong>Evgenij Prigozin</strong> di un mese fa ha sollevato molti dubbi su quale sia la presa di <strong>Vladimir Putin</strong>. Oggi la Cia guarda con un certo interesse a quello che avviene a Mosca e d’intorni. La sensazione a Langley è che sia sempre più difficile capire cosa passa nella tesa di Putin e tra i corridoi del Cremlino.</p>



<p>Rhodri Jeffreys-Jones, docente di storia americana all’università di Edimburgo si è occupato a fondo degli intrecci tra servizi segreti e <a href="https://theconversation.com/the-inside-story-of-the-cia-v-russia-from-cold-war-conspiracy-to-black-propaganda-in-ukraine-188550" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha sottolineato in un lungo articolo su <em>The Conversation</em></a> come le attività della Cia in Russia e intorno al mondo russo siano claudicanti. Un punto cieco dovuto alla grossa carenza creata dagli eventi dell’11 settembre 2001, quando l’intera forza della Cia venne messa al servizio della risposta al terrorismo islamico. Gran parte degli esperti del mondo russo vennero dirottati in altri dipartimenti di fatto depotenziando le attività dei servizi su questo dossier, in particolare sui meccanismi di funzionamento del potere moscovita.</p>



<p>Si capisce quindi come <a href="https://it.insideover.com/guerra/mossa-della-cia-in-russia-ecco-come-gli-007-americani-sfidano-il-cremlino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le recenti parole di Burns</a> sui reclutamenti da portare avanti nel Paese rispondano a un’esigenza primaria dell’Agenzia: sapere cosa succede davvero nella mente dello Zar. Capire quanto si senta con le spalle al muro, e capire se sia incline a risposte più radicali, oltre le linee rosse clandestine stabilite tra i due Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-clandestina-della-cia-in-ucraina-a-cosa-puntano-gli-007-usa.html">La guerra clandestina della Cia in Ucraina: a cosa puntano gli 007 Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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