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A Joe Biden serve pubblicità. Tanta pubblicità. Un modo per cercare di arginare i consensi in caduta libera ma anche per provare a salvare il suo partito dalla possibile debacle alle elezioni di metà mandato che si terranno il prossimo 8 novembre. Una missione quasi impossibile dato che l’indice di approvazione del presidente è il più basso di sempre a questo punto del mandato.

Alla Casa Bianca più di qualcuno è convinto che invece si possa provare a mettere a segno il colpaccio: salvare la maggioranza al Congresso e mettere in sicurezza il voto del 2024. Politico è riuscito a mettere le mani su un memo interno della West Wing. Un documento scritto da Jen O’Malley Dillon, vice capo dello staff del presidente e Anita Dunn, consigliere senior di Biden, indirizzato all’eminenza grigia Ron Klain, storico braccio destro di Biden e capo di gabinetto della Casa Bianca.

Un’offensiva mediatica su larga scala

Il documento, intitolato Building a Better America Strategy and Plan, non è altro che una road map con la quale l’amministrazione vuole provare a far pubblicità ai provvedimenti varati negli ultimi mesi. Una offensiva mediatica su larga scala che prevede non solo una massiccia presenza online, ma soprattutto viaggi nel Paese per spiegare le cose portate a termine dall’amministrazione. Per avere un’idea dell’importanza di questa operazione basta dare un occhio ai sondaggi. Solo il 40% degli americani apprezza l’operato del presidente, mentre per il sito di analisi FiveThirtyEight le possibilità che la Camera dei deputati passi ai repubblicani sono altissime. In mezzo resta un Senato conteso con sfide aperte.

È però vero che, tolta l’imbarazzante e problematica visita di Nancy Pelosi a Taiwan, l’ultimo periodo ha mostrato una Casa Bianca in ascesa. Biden è riuscito a incassare una norma sulle armi da fuoco, una legge contro l’inflazione che tiene dentro anche un grosso pacchetto sul clima che dovrebbe calmare le frange più radicali dei dem, una legge sull’approvvigionamento dei semiconduttori, un provvedimento sui veterani e la morte del leader di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri. In mezzo timidi segnali sul fronte dell’inflazione e del prezzo del carburante.

L’obiettivo del Grand Tour pensato dallo staff di Biden è quindi quello i portare agli americani i risultati di questi provvedimenti, convincerli che la presidenza ha lavorato e fatto approvare quello che aveva promesso. In fondo, sostengono, sono stati messi sul piatto oltre 3,5 trilioni di dollari per gli elettori.

Le previsioni di FiveThirtyEight aggiornate al 16 agosto 2022

Il Building a Better America Tour, come l’ha ribattezzato Politico, mira a creare una sorta di Casa Bianca diffusa nel Paese, con tour elettorali da iniziare tra la fine di agosto e l’autunno inoltrato. Tutti sono pronti a mettersi in viaggio: Biden, la vice Kamala Harris e quasi tutto il suo gabinetto presidenziale. Stando al memo inviato a Klain l’operazione dovrebbe prendere il via con il quarto meeting del gabinetto del presidente nel quale Biden incontrerà tutti gli uomini del governo.

Il 25 agosto lo stesso Biden dovrebbe partire alla volta del Maryland per parlare al Comitato nazionale democratico mentre qualche giorno dopo dovrebbe fare tappa poco lontano da Columbus, in Ohio, per partecipare all’inaugurazione di un nuovo mega impianto dell’Intel per rilanciare il programma sui semiconduttori varato qualche settimana fa. Nel dossier si legge che sono previsti qualcosa come 35 viaggi in 23 stati per spiegare bene il nuovo provvedimento sull’inflazione.

Oltre a questo la Casa Bianca punta a coinvolgere lo staff di deputati e senatori dem per ospitare centinaia di tavole rotonde nei municipi di mezza America. Ma anche di creare un sito per spiegare come funziona il piano per il clima e gli eventuali crediti di imposta idonei che possono essere sfruttati. E infine riallacciare i rapporti con alcune frange della grande coalizione sociale che ha spinto Biden del 2020.

Il pranzo segreto con Bill Clinton

Il tema chiave resta però “l’inflazione” la più grande paura degli americani e di conseguenza dei democratici. Biden sicuramente ha avallato il progetto del tour, se non ispirato. Lo scorso 2 maggio ha avuto un pranzo riservato con un ospite particolare, l’ex presidente Bill Clinton. Le speculazioni sulla natura dell’incontro sono state tante. Secondo il Washington Post, Clinton avrebbe spinto Biden soprattutto sul fronte economico, invitandolo a prendersi ogni merito per tutte le oscillazioni (verso il basso ovviamente) dell’inflazione. Non solo. Il 42esimo presidente gli avrebbe consigliato di contestare pubblicamente le posizioni più radicali di deputati e senatori repubblicani, in modo da sfruttare un certo grado di polarizzazione.

Il road show dem si inserisce anche nella lezione che l’amministrazione Obama, e quindi Biden, apprese tra il 2011 e 2012. In quel caso il successore di George W. Bush si trovò a varare ampi programmi per fronteggiare la crisi economica del 2008 con spese enormi e che in parte aiutarono a superare quella stagione complessa. Nonostante l’impegno della Casa Bianca le elezioni di metà mandato del 2012 furono un disastro per i dem e trasformarono Obama in un “anatra zoppa”. Biden sembra voler fare di tutto per evitare quella stagione, compresa l’operazione mediatica.

Viene da chiedersi quanto potrà essere efficace. Se è vero che le ultime settimane gli hanno consegnato dei successi, non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’indice di gradimento, nell’ultimo periodo è risalito solo di 2,7 punti secondo la super media di FiveThirtyEight, un po’ poco per sperare di arginare i repubblicani.

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