È partita da Odessa la prima nave cargo commerciale dopo la minaccia della Russia di non consentire il transito del grano ucraino. La Cina allarga (ancora) le attività nel Mar Cinese Meridionale. Restando in Asia da segnalare chiese a ferro e fuoco in Pakistan, e una telefonata tra Putin e Raisi sul futuro dell’Iran nei Brics. E intanto negli Usa primo, timido attacco sferrato da Ron DeSantis contro Donald Trump: ecco le cinque notizie del giorno.

Una mercantile di Hong Kong sfida il blocco di Mosca sul Mar Nero

La portacontainer Joseph Schulte, battente bandiera di Hong Kong, è salpata dal porto di Odessa, nell’Ucraina meridionale, e raggiungerà lo stretto del Bosforo attraversando un corridoio umanitario. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture del governo di Kiev, Oleksandr Kubrakov. A bordo delle nave ci sono 30mila tonnellate di merce, perlopiù derrate alimentari. Si tratta della prima imbarcazione commerciale in rotta verso i mercati stranieri da quando la Russia il mese scorso si è ritirata dall’accordo Onu sul passaggio del grano prodotto in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’evento di ieri una “tappa importante” per la “libertà di navigazione” nel suo Paese. Mosca non intende però cambiare approccio e la campagna di bombardamenti contro infrastrutture civili e porti, in particolare ai confini con la Romania, prosegue incontrastata.

Pechino fortifica un’altra isola del Mar Cinese Meridionale

La pressione di Pechino sul Mar Cinese Meridionale resta altissima. Secondo il South China Morning Post la Cina sta costruendo una nuova base con annessa pista di atterraggio nella regione. Nello specifico sta allargando le strutture dell’isola di Triton nell’arcipelago del delle Paracelso, un’area di mare rivendicata anche da Taiwan e dal Vietnam. La prova delle nuove istallazioni arriverebbe da una serie di immagini satellitari scattate a metà luglio. Triton è la più meridionale e occidentale dell’arcipelago e quindi la più vicina al territorio vietnamita. La militarizzazione di quel settore del Mar Cinese meridionale continua da tempo e ha preso il via a partire dalla presidenza di Xi Jinping. Pechino ha lentamente allungato la sua presa sul Mar Cinese Meridionale seguendo una ricostruzione cartografica detta “linea dei nove tratti”. Secondo questa ricostruzione alla Repubblica popolare spetterebbe il controllo di tutta la regione. Oggi Pechino controlla e allarga le istallazioni militari in tutti gli isolotti degli arcipelaghi di Paracelso e Spratly.

Ron DeSantis contro l’ex presidente Trump: “Con lui la palude è peggiorata”

Il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali Usa del 2024, Ron DeSantis, ha lanciato per la prima volta delle accuse dirette all’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, suo rivale nelle primarie del partito. Il governatore della Florida si è scagliato contro la promessa, fatta dal tycoon nel 2016, di “prosciugare la palude di Washington”. Con “palude” (swamp in inglese) DeSantis si riferisce alla corruttela dei parlamentari che siedono al Congresso, ma non solo. “Ha avuto tre anni per licenziare Christopher Wray e non l’ha fatto”, ha continuato il politico 44enne, che in passato ha criticato il capo dell’Fbi reo di aver politicizzato la polizia federale. “Gli riconosco le cose importanti che ha fatto, anche se ora siamo avversari, ma una cosa che non ha fatto è ripulire la palude, anzi la palude è peggiorata nei suoi quattro anni”, ha concluso. Un attacco frontale contro Trump da parte di DeSantis rappresenta una novità nella campagna elettorale del governatore della Florida: fino ad ora infatti non aveva mai pungolato l’ex presidente repubblicano per paura di alienarsi i suoi elettori. Negli ultimi sondaggi sulle primarie Gop, Trump riceverebbe quasi il triplo dei voti rispetto a DeSantis.

Chiese a ferro e fuoco in Pakistan

Oltre centinaia di arresti e almeno 21 chiese sotto attacco. È il bilancio delle proteste contro i cristiani a Jaranwala, nel Punjab, in Pakistan. Da due giorni il Paese è scosso dalla violenze intereligiose con folle di musulmani che assaltano i luoghi di culto. Samson Suhail, direttore esecutivo del Consiglio unito delle Chiese, ha riferito che le bibbie all’interno delle chiese sono state bruciate e fedeli costretti a scappare. “Stiamo sollecitando al governo un’indagine indipendente e severe punizioni per i responsabili di questi attacchi”, ha aggiunto. Le violenze sarebbero esplosa dopo la denuncia di blasfemia da parte di alcuni fedeli musulmani. Secondo dei testimoni due cristiani avrebbero strappato alcune pagine del Corano, le avrebbero gettate a terra e avrebbero inciso sul testo sacro dell’Islam alcuni commenti offensivi. Nel corso della giornata è arrivata la conferma che due uomini Amir e Raki Masih sono stati arrestati con l’accusa di aver “profanato il Corano, insultato il Profeta e i musulmani”. Il primo ministro della Giustizia del Punjab, Mohsin Naqvi, ha scritto su X che i due sono in stato di fermo al dipartimento di antiterrorismo. Per contenere la furia della folla il governo avrebbe schierato oltre 6 mila uomini tra agenti e paramilitari. Secondo quanto riferisce al Jazeera è stata aperta un’inchiesta. Per Usman Anwar, capo della polizia nella regione le operazioni per identificare gli autori degli assalti sono ancora in corso.

Telefonata Putin-Raisi: si salda l’asse Mosca-Teheran

Linea calda lungo la direttrice Mosca-Teheran. Il presidente russo Vladimir Putin e quello iraniano Ebrahim Raisi. Al centro del colloquio telefonico “la cooperazione negli affari internazionali”, ma in particolare, riportano fonti russe, l’Iran avrebbe manifestato interessa a entrare nel gruppo dei Brics. Oltre alla Russia nell’organizzazione fanno parte anche Brasile, India, Cina e Sudafrica. La telefonata arriva a pochi giorni dal vertice dei Brics che si terrà in Sudafrica. A inizio agosto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi nel corso di una telefonata con il suo omologo russo Serghei Lavrov ha aveva confidato che “più di 20 Paesi nel mondo hanno espresso il desiderio di aderire e il processo di espansione è inevitabile”.