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	<title>socialismo Archives - InsideOver</title>
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	<title>socialismo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Tra Europa e Mediterraneo, la grande strategia di Pedro Sanchez</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 08:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1385" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1536x1108.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez e il governo spagnolo stanno, negli ultimi anni, costruendo una strategia di proiezione internazionale che garantisce al governo di Madrid un discreto margine d&#8217;azione e permette al titolare della Moncloa di espandere, gradualmente, il peso del Paese negli affari internazionali. L&#8217;ultimo anno ha mostrato tutta la proiezione di Sanchez e del governo guidato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html">Tra Europa e Mediterraneo, la grande strategia di Pedro Sanchez</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1385" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241015094714666_3fdeac4ff242dab900104b06236edc0e-1536x1108.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Pedro Sanchez</strong> e il governo spagnolo stanno, negli ultimi anni, costruendo una strategia di proiezione internazionale che garantisce al governo di Madrid un discreto margine d&#8217;azione e permette al titolare della Moncloa di espandere, gradualmente, il peso del Paese negli affari internazionali. </p>



<p>L&#8217;ultimo anno ha mostrato tutta la proiezione di Sanchez e del governo guidato dal suo <strong>Partito Socialista Operaio di Spagna (Psoe)</strong> in coalizione con un&#8217;ampia congregazione di forze autonomiste e di sinistra radicale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa vista da Madrid</h2>



<p>Per Sanchez l&#8217;attenzione al contesto internazionale e alla grande politica è al contempo frutto e conseguenza del lungo periodo passato al governo, dal 2018 a oggi: <strong>da un lato, per conquistarsi la rielezione il presidente del governo ha unito tutte le forze</strong> ostili alla possibile convergenza tra <strong>Partito Popolare e destra conservatrice di Vox</strong> scommettendo sulla chiusura della questione catalana e sul consolidamento delle riforme laburiste e progressiste per controbilanciare i nuovi venti nazionalisti che soffiano nel Paese. Questo ha indubbiamente contribuito a una situazione interna molto delicata e tuttora il futuro della scommessa del capo di governo resta incerta.</p>



<p>Dall&#8217;altro, l&#8217;esperienza maturata e la necessità di proiettare l&#8217;immagine di un governo operativo e in continuo rafforzamento si sommano a una <strong>chiara percezione degli equilibri globali</strong> e del ruolo della Spagna al suo interno. </p>



<p><strong>Europa e Mediterraneo sono stati gli assi determinanti</strong> della sua politica e al contempo Madrid ha spinto per portare l&#8217;agenda degli organi di riferimento laddove era possibile spingerla verso i campi di suo interesse: <strong>ad esempio, spingendo molto sul tema della transizione energetica</strong>, che per la Spagna è un terreno vergine non essendo Madrid ancorata alle reti del resto dell&#8217;Europa continentale, e facendo muro contro <strong>qualsiasi ipotesi di ritorno a forme estreme di rigore</strong>. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, nella &#8220;grande coalizione&#8221; tra Popolari e Socialisti Sanchez ha promosso, col suo partito ormai leader nel campo del centrosinistra europeo al pari di Partito Democratico e socialdemocrazia tedesca, l&#8217;idea di fare da cane da guardia della linea programmatica del proprio campo. Ottenendo in cambio posizioni decisive in Europa:<strong> le due ultime vicepremier di Sanchez, Nadia Calvino e Teresa Ribera,</strong> hanno lasciato l&#8217;esecutivo per ottenere ruoli apicali. Calvino è oggi la presidente della <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/alla-scoperta-della-bei-ecco-il-gigante-nascosto-deuropa.html">Banca europea degli investimenti (Bei)</a></strong>, mentre <strong>Ribera</strong> sarà, nella <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/von-der-leyen-bis-parla-di-lotta-alle-fake-news-peccato-che-somigli-alla-censura.html">seconda commissione di Ursula von der Leyen,</a> titolare di un maxi-portafoglio che allo strategico fronte della Concorrenza unirà ambiente e transizione energetica. Insomma, dalle scrivanie delle due compagne di viaggio di Sanchez passeranno scelte che riguarderanno <strong>investimenti per decine di miliardi di dollari</strong> in infrastrutture, transizione energetica, digitalizzazione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Due misure del sottovalutato successo europeo di Sanchez. La BEI investe 90 miliardi l&#39;anno e forse dovrà investirne molti di più in futuro. La DGCOMP è la burocrazia più importante di Bruxelles e sono stati approvati in 15 mesi tra 2022 e 2023 730 miliardi di aiuti di Stato.</p>&mdash; Alessandro Aresu (@alearesu) <a href="https://twitter.com/alearesu/status/1836114404288479454?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La Spagna e il Mediterraneo secondo Sanchez</h2>



<p>Un peso maggiore per l&#8217;Europa del Sud nell&#8217;Ue vuol dire, al contempo, un rilancio del <strong>ruolo del Mediterraneo nella strategia spagnola</strong>. Tra Europa e Nato, in particolare, Sanchez ha interpretato l&#8217;ultima forma di quel &#8220;<strong>socialismo mediterraneo</strong>&#8221; che tra gli Anni Ottanta e Novanta contraddistinse l&#8217;azione di figure come <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html">Bettino Craxi</a>, François <a href="https://it.insideover.com/politica/la-verita-sui-rapporti-tra-craxi-e-mitterand.html">Mitterrand</a>, Felipe Gonzalez e Andreas Papandreou</strong> tra Italia, Francia, Spagna e Grecia. Una visione politica che a una chiara connotazione laburista e progressista sul fronte interno univa un <strong>realismo geopolitico</strong> sul ruolo dell&#8217;Europa nel Mediterraneo, verso il mondo arabo e nel dialogo con i Paesi dell&#8217;altra sponda del<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-mar-mediterraneo-crocevia-di-civilita.html"> Grande Mare. </a></p>



<p>Europa e Mediterraneo come punti di riferimento prima dell&#8217;Occidente: Sanchez, come in Italia Craxi negli Anni Ottanta, ha prestato molta attenzione a dare questo riferimento alla sua politica. Nasce da questo l&#8217;attivo ruolo per esercitare influenza nell&#8217;estero vicino, anche a costo di scelte dolorose come l&#8217;<strong>apertura alla sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale</strong> che ha scontentato l&#8217;Algeria. Il governo di Sanchez ha, del resto, spinto sulla chiusura della questione catalana proprio <strong>per recuperare una regione strategica per la proiezione nel Mediterraneo</strong> e evitare una &#8220;mina&#8221; geopolitica interna. Scelta complementare all&#8217;accordo diretto con la Francia siglato nel 2023.</p>



<p>Al contempo, l&#8217;economia di trasformazione spagnola vive, anche se non soprattutto, di interscambio col mondo e dunque l&#8217;export del Paese, non escluso quello massiccio di automobili che guida l&#8217;industria nazionale, <strong>è garantito dalla sicurezza delle rotte marittime</strong>. In piccolo, una visione della strategia simile a quella italiana che ha portato Sanchez a enfatizzare la <strong>sicurezza dell&#8217;ambito mediterraneo</strong>, in cui vede &#8220;il cuore d&#8217;Europa&#8221;, come prioritaria per gli interessi del Paese e dell&#8217;Unione. A luglio il diplomatico spagnolo Javier Colomina è stato nominato <strong>inviato speciale della Nato per il fianco Sud</strong>. Un ulteriore segno della proiezione internazionale del governo Sanchez, che inoltre forte di fronte agli alleati occidentali di una linea coerente e ferma di <strong>sostegno all&#8217;Ucraina</strong> ha potuto permettersi un gradiente notevole di autonomia sulla <strong>crisi di Gaza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse su Gaza</h2>



<p>Tra il 2023 e il 2024 Sanchez ha duramente criticato l&#8217;escalation israeliana a Gaza dopo i massacri di Hamas del 7 ottobre 2023. Inoltre, ha spinto dall&#8217;inizio per la linea del <strong>cessate il fuoco in cambio del rilascio degli ostaggi e l&#8217;ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia</strong> che per primo,<a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/liberare-gli-ostaggi-e-finire-il-massacro-la-linea-francesco-sanchez-la-chiave-per-la-guerra-a-gaza"> assieme a Papa Francesco, </a>ha difeso molto in anticipo rispetto al momento in cui è diventata la linea dominante delle cancellerie internazionali. </p>



<p>Sanchez ha poi compiuto il passo di <strong>garantire il riconoscimento spagnolo dello </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html"><strong>Stato di Palestina</strong> assieme a Irlanda, Norvegia</a> e, in un secondo momento, <a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html">Slovenia</a> per mandare un messaggio a Benjamin Netanyahu. Al quale, dopo le bombe lanciate da Israele sulla missione Unifil in Libano di cui la Spagna è uno dei maggiori contributori,<a href="https://it.insideover.com/guerra/meloni-sveglia-e-ora-di-mandare-un-segnale-basta-armi-a-israele.html"> ha assieme a Emmanuel Macron chiesto di <strong>fermare ogni forma di spedizione di armi.</strong></a></p>



<p>Il senso della Spagna per la crisi di Gaza è chiaro: gli effetti regionali e la destabilizzazione che impone contribuiscono a <strong>rendere instabile quel quadrante mediterraneo</strong> su cui insistono gli <strong>interessi vitali di Madrid</strong>. A ciò si aggiunge la volontà di Sanchez di ribadire la storica vicinanza tra il socialismo mediterraneo e le istanze di pacificazione della questione israelo-palestinese, che in questa fase prendono le mosse del rifiuto contemporaneo dell&#8217;estremismo di Hamas e di quello nazionalista della destra xenofoba israeliana. Una linea che impone coerenza politica per essere difesa. E che mostra l&#8217;<strong>ampiezza della proiezione spagnola</strong>, che vive una fase di espansione della sua politica estera. E oramai gioca da grande sia in Europa che nella regione di riferimento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Argentina-Spagna, Milei attacca Sanchez per esaltare la destra internazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/argentina-spagna-milei-attacca-sanchez-per-esaltare-la-destra-internazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 10:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vox]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez e Javier Milei sono ai ferri corti. E il presidente argentino ha aperto con il presidente del governo spagnolo una faglia difficilmente sanabile per consolidare il suo ruolo di vessillifero di una nuova destra mondiale, conservatrice, occidentalista, liberista che in Sanchez vede un avversario inconciliabile. Il tutto a scapito del bon ton diplomatico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-spagna-milei-attacca-sanchez-per-esaltare-la-destra-internazionale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/milei-sanchez-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Pedro Sanchez e Javier Milei </strong>sono ai ferri corti. E il presidente argentino ha aperto con il presidente del governo spagnolo una faglia difficilmente sanabile per consolidare il suo ruolo <strong>di vessillifero di una nuova destra mondiale</strong>, conservatrice, occidentalista, liberista che in <strong>Sanchez vede un avversario inconciliabile</strong>. Il tutto a scapito del bon ton diplomatico e dei rapporti Madrid-Buenos Aires.</p>



<p>Milei domenica si è recato a Madrid non in visita diplomatica, ma per <strong>partecipare alla convention di Vox</strong>, il partito ultraconservatore spagnolo, alla cui kermesse ha attaccato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html">Sanchez </a>per la questione della <strong>presunta corruzione,<a href="https://it.insideover.com/politica/i-socialisti-di-sanchez-trionfano-in-catalogna-si-apre-un-rebus-tra-barcellona-e-madrid.html"> già smentita dai tribunali spagnoli, della moglie del primo ministro</a></strong>. La Spagna ha reagito <strong>ritirando l&#8217;ambasciatore da Buenos Aires</strong> e congelando i rapporti con l&#8217;Argentina. L&#8217;affondo di Milei non nasce dal nulla. Già a inizio maggio aveva attaccato Sanchez definendo politiche “che portano solo povertà e morte” quelle di sinistra, attente a lavoro e welfare, del governo progressista di Madrid.</p>



<p>Le ragioni dell&#8217;attacco di Milei a Sanchez sono molteplici. Riguardano, innanzitutto, le ambizioni personali di Milei di diventare una figura di peso globale e un vero e proprio simbolo per la <strong>destra internazionale</strong>. Tentativo già promosso, di recente, incontrando il &#8220;guru&#8221; libertario per<a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html"> eccellenza, Elon Musk, negli Usa</a>. E oggi rilanciata portando <strong>ovunque il frame dell&#8217;anti-socialismo e del liberalismo estremo</strong>, sua ideologia di riferimento. Per i fan di Milei, in Spagna e Argentina, Sanchez è il <strong>principale leader socialista internazionale</strong> assieme all&#8217;odiatissimo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-da-lula-alla-ricerca-di-un-nuovo-ponte-per-lafrica.html"><strong>Lula, presidente del Brasile</strong>.</a> Colpire Sanchez significa colpire la sua idea di politica. &#8220;Il mio viaggio in Spagna ha dimostrato che sono il più grande esponente della libertà nel mondo&#8221;, ha ribadito Milei lunedì.</p>



<p>Gli <strong>attacchi alle figure di rango globale</strong> che possono rappresentare un controcanto alla visione libertaria, individualista e occidentalista del mondo di Milei sono diventati un classico negli ultimi mesi. Il filo conduttore, per Milei, è chiaro: accusare tutti questi personaggi di essere <strong>sediziosi promotori del comunismo</strong>. <a href="https://www.politico.eu/article/argentina-spain-javier-milei-pedro-sanchez-diplomacy-madrid-buenos-aires-far-right-prime-minister/"><em>Politico.eu</em> </a>ne ha promosso una rassegna: &#8220;Milei l&#8217;anno scorso ha definito Papa Francesco un “ <a href="https://www.reuters.com/world/americas/imbecile-your-holiness-argentinas-milei-changes-tone-pope-francis-2023-11-21/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imbecille</a> che promuove il comunismo” lasciando intendere che fosse il rappresentante del diavolo sulla terra. A marzo, la Colombia ha espulso i diplomatici argentini dopo che Milei aveva definito il presidente Gustavo Petro un “ <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/3/28/colombia-expels-argentinas-diplomats-after-milei-calls-petro-terrorist" target="_blank" rel="noreferrer noopener">assassino terrorista</a> ”. Poco dopo, ha affermato che il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador era “ <a href="https://apnews.com/article/milei-petro-lopez-obrador-tensions-bbf6b7ad87143938d32bf2106c7a4588" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ignorante</a>&#8220;.</p>



<p>La destra <em>à la Milei</em> sta vivendo, dagli Usa all&#8217;Argentina, dalla Spagna all&#8217;Italia, una fase analoga a quella conosciuta prima del Covid-19 dal mondo progressista che <strong>si terrorizzava per l&#8217;ascesa dei movimenti sovranisti e populisti</strong>: una fase di <strong>costruzione di un nemico in larga parte immaginario</strong>, su cui caricare timori e ansie prima ancora che comprensibili agende politiche. I leader socialisti diventano quindi irriducibili nemici della libertà, pericolosi portatori di &#8220;<strong>marxismo culturale&#8221;</strong>, &#8220;<strong>ideologia woke&#8221;</strong> o &#8220;<strong>antioccidentalismo&#8221;</strong>. Questa visione permea partiti come Vox, La Liberdad Avanza (la formazione di Milei), il <strong>Partito Repubblicano americano</strong> e in parte anche formazioni come <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>. E nei casi più estremi, come quelli del presidente argentino, diventa addirittura postura di una &#8220;diplomazia paranoica&#8221;. Simmetrica a quella che abbiamo visto in passato quando leader moderati, centristi o liberali facevano, di fatto, apertamente campagna contro ogni candidato etichettato come &#8220;populista&#8221;.</p>



<p>La destra globale ha il suo nuovo faro, in attesa di un possibile ritorno alla<strong><a href="https://it.insideover.com/societa/america-sesso-e-donald-trump.html"> Casa Bianca di Donald Trump</a></strong>? Possibile. Ma ci sono anche motivi concreti e non ideologici dietro la rivalità <strong>Sanchez-Milei. Il presidente argentino</strong>, ad esempio, è contrario a inserire nell&#8217;accordo commerciale Ue-Mercosur <strong>le richieste legate alla sostenibilità</strong> promosse dalla Spagna. Inoltre, <strong>mentre Sanchez si sta muovendo</strong>, in questa fase, per<a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strappo-di-sanchez-sul-riconoscimento-della-palestina-una-via-europea-per-pressare-netanyahu.html"> <strong>riconoscere lo Stato palestinese</strong> sull&#8217;onda lunga della guerra a Gaza</a>, con il 28 maggio indicato come giorno decisivo, <strong>Milei è ostentatamente dalla parte di Israele</strong>, ritenuto simbolo per eccellenza di quell&#8217;identitarismo occidentalista, anti-terzomondista e conservatore di cui l&#8217;immaginario della Destra globale, permeata dell&#8217;evangelismo americano, si nutre. </p>



<p><em>Last but not least</em>, Milei ha bisogno di un confronto diplomatico per coprire e <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-la-motosega-di-milei-si-e-gia-inceppata.html">distogliere l&#8217;attenzione da un&#8217;agenda interna che, come abbiamo ricordato, </a>stenta a decollare:  Il confronto con il governo spagnolo ha aiutato il presidente argentino a nascondere le sue battaglie interne, a cominciare dalle difficoltà del suo governo nell&#8217;ottenere l&#8217;approvazione dei suoi radicali tagli alla spesa statale entro i termini stabiliti&#8221;, <a href="https://english.elpais.com/international/2024-05-22/the-diplomatic-crisis-with-spain-helps-argentinas-milei-cover-up-his-domestic-battles.html">nota <em>El Pais</em>. </a>E poi &#8220;c’è la grande recessione economica che sta attraversando l’Argentina, con un calo del 3,2% del Pil su base annua e un aumento dei tassi di povertà e disoccupazione&#8221; favorito anche dal blocco delle indicizzazioni salariali e di welfare di Milei.<strong> Il quale affonda su Sanchez</strong> e mette a rischio i rapporti secolari ispano-argentini in nome di una <strong>battaglia personale</strong>. Un&#8217;immagine plastica della crisi globale delle classi dirigenti di cui, giorno dopo giorno, abbiamo nuove conferme.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-spagna-milei-attacca-sanchez-per-esaltare-la-destra-internazionale.html">Argentina-Spagna, Milei attacca Sanchez per esaltare la destra internazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un flop dopo l&#8217;altro: la Sinistra liberal perde in tutta Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due immagini distinte mostrano lo stato di salute della Sinistra in Europa: da un lato quella del 30 gennaio scorso riferibili alle elezioni in Portogallo, in cui Antonio Costa e il suo Partito Socialista hanno vinto con la maggioranza assoluta dei seggi e il 41,38% dei voti; dall&#8217;altro, quella del 25 settembre scorso in cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html">[...]</a></p>
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<p>Due immagini distinte mostrano lo stato di salute della Sinistra in Europa: da un lato quella del 30 gennaio scorso riferibili alle <strong>elezioni in Portogallo</strong>, in cui <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-antonio-costa-il-nemico-numero-uno-dellausterita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Costa</a></strong> e il suo Partito Socialista hanno vinto con la maggioranza assoluta dei seggi e il 41,38% dei voti; dall&#8217;altro, quella del 25 settembre scorso in cui il <strong>Partito Democratico</strong> italiano è sceso al minimo storico di consensi (5,3 milioni di voti) e ottenuto solo il 19,07% dei suffragi.</p>



<p>Da un lato, una Sinistra che pur molto meno ideologica del passato ha pochi fari certi: <strong>lavoro, ambiente, sicurezza sociale</strong> e, nel caso di Costa, anche la forte retorica anti-austeritaria; dall&#8217;altro una Sinistra di potere, liberal e salvo poche eccezioni dedita preferibilmente al tentativo di demonizzazione dell&#8217;avversario piuttosto che a compiute riflessioni politiche. <strong>Enrico Letta</strong> ha contraddistinto la campagna elettorale sulla totale continuità e sulla rivendicazione di una superiorità morale rispetto agli avversari, da conseguire nei confronti del centrodestra e di <a href="https://it.insideover.com/politica/militanza-impresa-e-amministrazione-la-rete-della-classe-dirigente-di-fdi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giorgia Meloni</a> per la dicotomia tra post-fascisti e sinceri democratici e verso <strong>Giuseppe Conte e il Movimento Cinque Stelle</strong> per la scelta di difendere fino all&#8217;ultimo Mario Draghi. Il risultato? Un disastro, con il Pd che è stato staccato di quasi 2 milioni di voti e sette punti percentuali da <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> ed è riuscito a rivitalizzare il Movimento Cinque Stelle consegnandogli la tutela degli emarginati, del lavoro, della sicurezza sociale.</p>



<p>La debacle del Pd segue di pochi mesi l&#8217;ennesimo flop del <strong>Partito Socialista francese</strong> che alle presidenziali ha candidato il sindaco di Parigi Anne Hidalgo legittimando una retorica che lo vuole lontano dall&#8217;animo popolare e che si è trovato egemonizzato da <strong>Jean-Luc Mélenchon e dalla sua Nuova Unione Popolare (Nupes) </strong>fortemente radicale nel successivo voto parlamentare.</p>



<p>Per la Sinistra liberal che &#8220;mima&#8221; le dinamiche culturali del Partito Democratico americano e si fa portavoce delle istanze delle élite urbane, dei professionisti e di quelle che in Italia vengono  chiamate le &#8220;Zone a traffico limitato&#8221; la fase attuale è di forte regresso politico, ideologico, financo culturale. Di fronte all&#8217;ascesa di sacche di elettorato di protesta prima, sovranista poi e infine conservatore in diversi Paesi la scelta di molte formazioni  è stata quella del trinceramento nei ridotti urbani, mentre fuori da questo trend le forze della Sinistra che hanno vinto si sono dimostrate capaci di maggior <strong>vocazione interclassista</strong>, come hanno dimostrato Costa e Mélenchon, cercando di conquistare sacche elettorali nelle classi popolari.</p>



<p>Poco prima della sconfitta del Pd in <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-svezia-la-destra-in-rimonta-sogna-il-governo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Svezia a perdere nonostante il primo posto</a></strong> è stato il <strong>Partito Socialdemocratico,</strong> che ha visto la sua coalizione minoritaria rispetto a quella ungherese guidata nei sondaggi dai Democratici Svedesi, alleati di Fratelli d&#8217;Italia; a fine 2021 <strong>Klara Dobrev</strong>, candidata di Coalizione Democratica che in Europa è col Pd nel gruppo dei Socialisti e Democratici, non è riuscita a sconfiggere in Ungheria il centrista cattolico <strong>Peter Marki-Zay</strong> nelle primarie per la scelta dell&#8217;avversario di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Viktor Orban</a></strong> da parte dell&#8217;opposizione unita, poi travolta da Fidesz nel voto di aprile. In precedenza, dall&#8217;Andalusia erano arrivate pessime notizie anche per il ben più spigliato <strong>Partito Socialista Spagnolo, </strong>battuto alle elezioni regionali in una roccaforte rossa di Spagna dal Partito Popolare. E anche in Slovenia il partito <strong>Socialdemocratici &#8211; Sinistra Unita</strong> non ha toccato palla al voto d&#8217;aprile.</p>



<p>Per il Partito Socialista Europeo il 2022 è stato segnato dunque da grandi sconfitte nella sua componente tradizionalmente maggioritaria, in una fase che vede in vari contesti i partiti del campo liberal assediati da più fronti: da un lato, dalle sirene centriste neo-macroniane; dall&#8217;altro, dal radicalismo delle proposte di sindacati, organizzazioni collettive, partiti minori che vogliono rendere strutturale una svolta già verificatasi in <strong>Grecia, ove la radicale Syriza</strong> è diventata punto di riferimento del campo laburista e progressista. L&#8217;antica <strong>Sinistra di popolo, </strong>ovunque, non ha saputo mediare le prospettive socialdemocratiche con la gestione del vincolo esterno europeo e atlantico, la necessità di gestire il potere nell&#8217;era della globalizzazione e il rapporto con le sfere d&#8217;influenza internazionali. Il risultato è stato una serie di partiti-fotocopia in larga parte appiattiti sulla difesa a-critica della globalizzazione, sulla cosmesi dei diritti civili in luogo di quelli sociali e sulla difficoltà <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel leggere i segni dei tempi  per costruire una socialdemocrazia moderna.</a></p>



<p>Nella loro maggior tenacia ideologica, leader più nettamente popolari come Costa e Mélenchon interpretano di fatto l&#8217;era iper-politica, non nella mobilitazione ma nella retorica e nelle mosse richieste ai decisori, in cui viviamo ora e spostano la discussione sul terreno valoriale più di quanto la rivendicazione di autenticità dei partiti tradizionali possa fare. In Italia, fenomeni come <a href="https://www.true-news.it/politics/ambiente-pacifismo-welfare-segreto-rimonta-conte-paolo-mossetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il nuovo <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> tutto ambiente, welfare e pacifismo </a>uniscono tradizione progressista e nuovo populismo, creando un mix a cui il Pd non reagisce se non con malcelata alterigia. Tutti segni di un cambio di paradigmi e coordinate che la Sinistra liberal non ha saputo intercettare in un mondo in cui la domanda di sicurezza (economica, energetica, ambientale, sociale e via dicendo) è aumentata esponenzialmente e su cui in tutta Europa, Italia compresa, le formazioni a lungo rappresentanti delle classi popolari non hanno saputo riflettere attivamente.</p>
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		<title>La svolta della Colombia: una spina nel fianco per gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-colombia-una-spina-nel-fianco-per-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 18:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra latinoamericana]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-2048x1394.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria di Gustavo Petro in Colombia è una spina nel fianco per gli Stati Uniti. Non tanto o non solo per la portata simbolica del trionfo dell&#8217;ex guerrigliero di sinistra in un Paese dilaniato da un lungo conflitto civile e dalla grande frammentazione interna, quanto se non soprattutto per le sue concrete implicazioni strategiche. Il campesino Petro è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-colombia-una-spina-nel-fianco-per-gli-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-2048x1394.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La vittoria di <strong>Gustavo Petro </strong>in Colombia è una spina nel fianco per gli Stati Uniti. Non tanto o non solo per la portata simbolica del trionfo dell&#8217;ex guerrigliero di sinistra in un Paese dilaniato da un lungo conflitto civile e dalla grande frammentazione interna, quanto se non soprattutto per le sue concrete implicazioni strategiche.</p>
<p>Il <em>campesino </em>Petro è il vero e proprio intruso nel cortile di casa della superpotenza. Di cui per la prima volta viene violata da una forza politica non allineata a Washington il giardino meglio curato, la Colombia qualificata come alleato primario nella regione. Bastione militare degli States, incardinato tra gli alleati maggiori fuori dalla Nato per la superpotenza, ma in particolare <strong>esempio da seguire </strong>additato come modello al resto del continente.</p>
<p>Nella narrazione degli Usa, nell&#8217;ultimo trentennio la Colombia è sempre stata definita, assieme al Cile, l&#8217;alunno disciplinato da indicare al resto della classe come modello da seguire: ha eletto guide politiche moderate, si è accodata al trend della globalizzazione, ha sempre negoziato relazioni proficue con il sistema economico e politico a guida statunitense. In entrambi i casi mitigando le notevoli disparità interne con un livello di stabilità democratica e di sviluppo economico maggiore del resto dell&#8217;America Latina. Negli anni più duri del contrasto con il caudillismo del &#8220;Socialismo del XXI secolo&#8221; teorizzato da leader come <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-hugo-chavez.html" target="_blank" rel="noopener">Hugo Chavez</a> </strong>ed Evo Morales mai Colombia e Cile sono state ritenute in grado di cedere all&#8217;onda rossa del sovranismo di sinistra. Ebbene, oggigiorno sono proprio questi due Paesi a esprimere la discontinuità: come la vittoria di <strong>Gabriel Boric</strong> in Cile quella di Petro in Colombia, in un certo senso, è ancora più pericolosa per Washington perchè avviene in un sistema ritenuto blindato per la liberaldemocrazia.</p>
<p>Astuto economista, ex sindaco di Bogota (2012-2015) e in passato membro del gruppo di guerriglia urbana M-19 Petro ha dribblato nell&#8217;ultimo decennio le accuse di identificazione tra la sua visione di sinistra, aperta all&#8217;emancipazione sociale, ambientalista e anti-liberista con quella del vicino Venezuela, da lui attaccato come &#8220;Repubblica delle banane&#8221;. La sua non è una <strong>Sinistra neo-castrista o terzomondista, </strong>ma una genuina espressione della società nazionale, come quella di Boric in Cile che ha chiuso la lunga eredità del regime di Augusto Pinochet. <a href="https://www.radiopopolare.it/blog/la-storica-vittoria-delle-sinistre-colombiane/" target="_blank" rel="noopener">Una visione politica, nota </a><em>Radio Popolare, </em>&#8220;con solide radici nelle lotte per la difesa della terra e dei popoli indigeni e contro la corruzione e il narcotraffico&#8221;. In sostanza, dunque, &#8220;la sinistra dei movimenti di base e contadini che in Colombia è stata sempre schiacciata dalla guerra civile tra l’esercito e le varie guerriglie pagando un prezzo altissimo in vite umane&#8221;.</p>
<p>Il “Pacto Historico” di Petro, che ha vinto al ballottaggio per meno di un punto percentuale, è rappresentato anche dalla sua compagna di ticket, la prossima vicepresidente <strong>Francia Màrquez</strong>. Petro e Marquez sono figli della Colombia delle due coste, pacifica e caraibica, in cui si chiede discontinuità e una fine delle tensioni che da tempo separano istituzioni e campesinos, ricchi e meno abbienti, città e campagna. Gli Usa si accorgono, inaspettatamente, di non aver capito la mutazione di un Paese ritenuto fratello in cui per lungo tempo il potere politico è stato concentrato tra Bogotà e Medellìn, nella parte interna del Paese, in mano ai discendenti dei colonizzatori spagnoli. Un Paese ritenuto oasi di stabilità, presidio sull&#8217;area circostante il Canale di Panama di primario interesse Usa e laboratorio per operazioni strutturate come quelle contro il narcotraffico e la messa in pratica dei principi della liberalizzazione dei mercati nei Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>La maggioranza della popolazione in un Paese spaccato vuole discontinuità. In forma credibile e pragmatica, ma la chiede. Petro, scrive <em>Domani, </em>vuole &#8220;porre fine alla guerra fredda con il vicino Venezuela (i due paesi sono praticamente senza relazioni diplomatiche), anche perché la Colombia è stata invasa da due milioni di profughi dal regime di Maduro; e soprattutto vuole rivedere alcuni capisaldi del rapporto con gli Stati Uniti, soprattutto in materia di lotta al narcotraffico&#8221;, due capisaldi che sono <strong>realistici </strong>e ancor più dell&#8217;esperienza del &#8220;Socialismo del XXI secolo&#8221; aprono a uno scenario inedito. Ovvero quello di un&#8217;America Latina che guida il distacco dai desiderata di Washington a partire dai Paesi ritenuti tradizionalmente più stabili, per di più quando negli Usa il potere è detenuto dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-democratico-americano.html">Partito Democratico</a>, ritenuto meno ostile di quello <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html">Repubblicano</a> verso le sinistre sovraniste dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Segno che una fase dei rapporti tra gli Usa e i suoi alleati più vicini geograficamente e politicamente si è forse guastato per sempre. Per disinteresse prima ancora che per strappi conclamati. Petro, come Boric, incardina un&#8217;alternativa alla posizione allo stretto allineamento agli Usa più credibile di quella intrisa di revanscismo dei tribuni populisti di inizio secolo. E proprio per questo motivo disegna uno scenario ancora più complesso e imprevedibile per Washington. In attesa della madre di tutte le battaglie: la sfida in Brasile tra il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jair-bolsonaro-brasile.html">Jair Bolsonaro</a> e un redivivo e combattivo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-luiz-inacio-lula-da-silva.html">Lula.</a> Pronto a chiudere il cerchio del ritorno della sinistra al potere nell&#8217;America del Sud.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-colombia-una-spina-nel-fianco-per-gli-usa.html">La svolta della Colombia: una spina nel fianco per gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le privatizzazioni di Cuba sfatano l&#8217;ultimo mito del XX secolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-privatizzazioni-di-cuba-sfatano-lultimo-mito-del-xx-secolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 08:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="843" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cuba coronavirus (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il passaggio della pandemia di coronavirus e le conseguenti ripercussioni sull&#8217;apparato economico ha spinto nonché obbligato i governi nazionali a modificare il proprio approccio nei confronti delle attività economiche, in modo diffuso a livello mondiale. Mentre negli Stati Uniti si è assistito ad una vera e propria iniezione continua di liquidità sui mercati e mentre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-privatizzazioni-di-cuba-sfatano-lultimo-mito-del-xx-secolo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="843" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cuba coronavirus (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Cuba-coronavirus-La-Presse-e1613144578104-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il passaggio della <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a> e le conseguenti ripercussioni sull&#8217;apparato economico ha spinto nonché obbligato i governi nazionali a modificare il proprio approccio nei confronti delle attività economiche, in modo diffuso a livello mondiale. Mentre negli Stati Uniti si è assistito ad una vera e propria iniezione continua di liquidità sui mercati e mentre in Europa si sono abbandonate le dottrine di austerity per dare spazio alla ripresa, altri Paesi hanno scelto di ribaltare completamente i loro fondamentali, come accaduto nel caso di <strong>Cuba</strong>.</p>
<p>Nel corso della scorsa settimana, l&#8217;Avana ha annunciato la <strong>liberalizzazione</strong> di quasi duemila settori economici nei quali sarà possibile intraprendere iniziativa privata, senza la concorrenza dello Stato. La misura, volta ad accrescere la ricchezza della popolazione e trascinare il Paese fuori dalla crisi generata dalle maggiori pressioni americane degli scorsi anni è dalla pandemia di coronavirus, ha già assunto toni epocali. E sebbene al momento sia ancora troppo presto per parlare di una completa privatizzazione dell&#8217;economia cubana e sebbene per valutare la reale entità degli effetti siano necessari mesi se non anni, questo passo in avanti da parte del governo cubano potrebbe essere il primo segnale che anche a Cuba qualcosa stia <strong>cambiando</strong>.</p>
<h2>L&#8217;ultimo pilastro &#8220;ideologico&#8221; del XX secolo?</h2>
<p>Con la caduta del Muro di Berlino e e con la fine (almeno apparente) dello scontro tra l&#8217;Occidente e il mondo socialista, il sistema dei blocchi che aveva contraddistinto oltre quarant&#8217;anni della nostra storia contemporanea è venuto meno in tutte le aree del mondo. Tutte, ad eccezione appunto dell&#8217;isola di Cuba, che ancora sino ai giorni nostri ha portato avanti quello <strong>scontro ideologico</strong> demarcato dalla chiusura totale degli Stati Uniti (e nei confronti degli Usa) quasi come se per l&#8217;Avana la Guerra fredda non fosse mai conclusa.</p>
<p>Se da un lato questo approccio ha contribuito a generare quasi un mito per l&#8217;isola anche agli occhi del mondo, dall&#8217;altro però ha generato una situazione economica che ormai è divenuta in larga parte insopportabile per la popolazione. Povertà ai massimi storici, difficoltà nell&#8217;accedere ai prodotti essenziali a causa dei costi troppo elevati e una sostanziale chiusura al mondo che ha inficiato le sue stesse possibilità di sviluppo. In uno scenario che, adesso, ha reso necessario un drastico cambio di passo e di visioni.</p>
<h2>Cuba adesso è &#8220;un po&#8217; meno&#8221; socialista</h2>
<p>Nonostante la possibilità di intraprendere attività d&#8217;impresa sia un cambiamento epocale per Cuba, ciò non significa che il <strong>sistema socialista</strong> cubano sia stato completamente smantellato. Cuba era e rimane un Paese socialista, con l&#8217;economia fondamentalmente assoggettata alla pianificazione statale e con una legislazione non favorevole allo stesso sviluppo delle imprese. Da qui a poter parlare di piena libertà economica privata, infatti, la strada è ancora molto lunga.</p>
<p>Tuttavia, questa prima, blanda e <strong>graduale</strong> apertura (nella misura in cui non si rivelasse solamente un bluff) è forse l&#8217;emblema di come la pandemia di coronavirus sia stata in grado di cambiare completamente quelle che erano le nostre certezze sino allo scorso anno. Una linea di demarcazione tra il &#8220;prima&#8221; e il &#8220;dopo&#8221;, con anche Cuba che, dovendo fare i conti con la crisi economica, si è dovuta arrendere all&#8217;anti-storicità delle dottrine socialiste. Avviando in questo modo un percorso che, un giorno forse nemmeno così lontano nel tempo, potrebbe portare alla <strong>caduta</strong> di uno dei miti del socialismo del XX secolo.</p>
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		<title>Dal Pci al Pd: come la Sinistra italiana ha smarrito se stessa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 07:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1004" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bandiere partito comunista (Fotogramma)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dal 15 al 21 gennaio 1921 a Livorno andò in scena il XVII congresso del Partito Socialista Italiano, al termine del quale la corrente più radicale e massimalista della formazione optò per completare la scissione che diede vita al Partito Comunista d&#8217;Italia. Il Pcd&#8217;I/Pci, presto costretto a subire l&#8217;esperienza della clandestinità e forgiatosi attraverso l&#8217;opposizione al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1004" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bandiere partito comunista (Fotogramma)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Bandiere-partito-comunista-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dal 15 al 21 gennaio 1921 a Livorno andò in scena il XVII congresso del Partito Socialista Italiano, al termine del quale la corrente più radicale e massimalista della formazione optò per completare la scissione che diede vita al <strong>Partito Comunista d&#8217;Italia</strong>. Il Pcd&#8217;I/Pci, presto costretto a subire l&#8217;esperienza della clandestinità e forgiatosi attraverso l&#8217;opposizione al regime fascista e la Resistenza, sarebbe stato per oltre mezzo secolo e fino alla fine della Guerra Fredda la colonna portante della sinistra italiana.</p>
<p>A circa un secolo di distanza, quella che è stata storicamente definita &#8220;sinistra&#8221; è difficilmente riconoscibile nelle aree politiche che occupano la galassia progressista. Il <strong>Partito democratico </strong>è figlio dell&#8217;era post-Guerra Fredda, in cui la transizione politico-culturale degli eredi del Pci ha portato molti di essi ad abbracciare i dogmi politico-economici della globalizzazione neoliberista, a virare verso le élite urbane e i ceti professionali il loro obiettivo politico, a dimenticare le fondamenta di una lunga tradizione.</p>
<p>Indipendentemente dall&#8217;opinione che se ne ha, è innegabile il fatto che la cultura politica che ha avuto la sua fonte in formazioni come il Psi e il Pci sia stata un&#8217;importante protagonista della storia italiana. In sinergia con la cultura politica <strong>cattolico-democratica </strong>ha portato al grande compromesso della Costituzione repubblicana del 1948. Ha consentito, con la cooptazione al governo del Psi a fianco della Democrazia Cristiana, l&#8217;avanzamento dell&#8217;economia pubblica, dei servizi essenziali, della dialettica politica interforze nel contesto di &#8220;bipolarismo imperfetto&#8221; che,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/giorgio-galli-vita-e-pensiero-intellettuale-libero-1913051.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> come ha sottolineato Giorgio Galli,</a> pur precludendo al Pci la via del potere nazionale gli permetteva di esercitare un enorme peso culturale e di portare la sua cultura politica a dialogare con le coalizioni maggioritarie nel Paese. Una dialettica a tutto campo che ebbe nello <strong>Statuto dei Lavoratori </strong>del 1970 e nell&#8217;istituzione del <strong>Servizio Sanitario Nazionale </strong>nel 1978 il suo punto più alto.</p>
<p>Lungi dall&#8217;essere un monolite, la <a href="https://it.insideover.com/politica/se-la-sinistra-ha-finito-le-idee.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sinistra italiana</a> ha presentato al suo intero, a lungo, una profonda vivacità interna. Già ai tempi dell&#8217;inizio della Repubblica si segnalavano divergenze tra chi, come il segretario del Pci <strong>Palmiro Togliatti, </strong>pensava a un&#8217;istituzionalizzazione della sinistra e chi, Pietro Secchia in testa, aveva un atteggiamento più barricadero; la rivoluzione ungherese e i fatti di Praga furono, nel 1956 e nel 1968, cesure importanti per i rapporti con il blocco sovietico, fattisi sempre più autonomi alla fine dell&#8217;era Togliatti e durante le segreterie di Luigi Longo ed Enrico Berlinguer. Il Pci e il Psi furono poi due dighe fondamentali per frenare l&#8217;eversione brigatista e contenere la rabbia e il dissenso verso lo Stato, mentre le scissioni più importanti del Pci, come quella del gruppo del <strong>Manifesto, </strong>contribuirono a stimolare il dibattito interno all&#8217;area.</p>
<p>Il filologo Luciano Canfora, in particolare, parlando a <em>La Verità </em>ha ben descritto quali fossero a suo avviso gli obiettivi del Pci nel periodo post-bellico: &#8220;Lo sbocco di quella linea doveva essere il recupero della tradizione social democratica, l&#8217;approdo a una socialdemocrazia seria, che difendesse gli interessi dei più deboli. Ma mi rendo conto che tutto questo si è perso per strada&#8221;. Canfora lo spiega nel suo recente saggio &#8220;La Metamorfosi&#8221;, edito da Laterza, in cui spiega come le dinamiche del mondo post-Guerra Fredda hanno influenzato la sinistra italiana.</p>
<p>Ci troviamo dunque di fronte a un mondo che è stato profondamente turbato a partire dagli Anni Ottanta e Novanta. A partire cioè da quella &#8220;mutazione genetica&#8221; che ha fatto perdere alla sinistra italiana diversi punti di riferimento che, condivisi o meno che fossero dal grande pubblico, le garantivano coerenza interna e organicità: la difesa dei diritti del lavoro, un sostanziale processo di accettazione della Costituzione materiale, un&#8217;attenzione non solo politica ma anche culturale e &#8220;pedagogica&#8221; alle fasce più svantaggiate della popolazione. La svolta portò con sè la focalizzazione su temi di maniera come l&#8217;ambientalismo, il pacifismo, i diritti civili al posto della spinta sui <strong>diritti sociali</strong>. La sinistra di popolo si fece individualista, e anche il suo spirito riformista si perse graudalmente. L&#8217;elettorato tradizionale iniziò a liquefarsi, a garantire il proprio consenso agli avversari tradizionali della sinistra, e spesso gli esponenti di quest&#8217;ultima non hanno saputo rispondere in maniera diversa dalle solite semplificazioni sul populismo e sulla presunta &#8220;ignoranza&#8221; di chi ne ha abbandonato le schiere.</p>
<p>Le roccaforti operaie e popolari della sinistra classica hanno iniziato a non essere più tali. Città come <strong>Siena, Genova e Pisa </strong>hanno eletto amministrazioni di centro-destra e perfino la &#8220;Stalingrado italiana&#8221;, l&#8217;operaia <strong>Sesto San Giovanni, </strong>è passata alla Lega. Canfora non si stupisce di tutto ciò: nella sinistra italiana &#8220;c&#8217;è stata una sorta di mutazione antropica&#8221;: dal popolo alle élite, dall&#8217;inclusione allo spirito di casta, dalle classi dirigenti di estrazione eterogenea ai ceti di partito che riproducono se stessi. &#8220;Cassate tutte le altre prospettive ideali, è rimasto solo l&#8217;europeismo, che nel migliore dei casi è un autoinganno, nel peggiore una grave scorrettezza&#8221;, nota lo studioso della storia classica e navigato militante comunista.</p>
<p>La sinistra italiana, in fin dei conti, prima di perdere i fini del suo operato politico, ha smarrito i mezzi: ovvero lo stimolo ad analizzare criticamente l&#8217;attualità, la realtà e i sistemi politici ed istituzionali e a mediare uno studio complesso del contesto di riferimento con le proprie priorità ideologiche. Capacità del genere consentirono a Togliatti di giocare le sue carte nella redazione della Costituzione, di dissuadere i comunisti dalla suicida insurrezione che andava scatenandosi dopo l&#8217;attentato da lui subito nel 1948, a redigere il <strong>memoriale di Yalta</strong>, pubblicato postumo, in cui avvertiva dei rischi di un eccessivo legame con l&#8217;Urss. Già <strong>Enrico Berlinguer, </strong>trincerandosi sulla &#8220;questione morale&#8221; e sulla presunta superiorità ed incorruttibilità del partito iniziò a peccare di scarsa lucidità, ma questo non gli impedì di guidare il Pci alla responsabile avventura della <strong>solidarietà nazionale </strong>durante gli anni più duri dell&#8217;offensiva terroristica contro lo Stato tra il 1976 e il 1979.</p>
<p>La &#8220;mutazione&#8221; che Canfora fa notare è in primo luogo quella di un mondo a cui la sinistra italiana ha voluto con troppa fretta adeguarsi perdendo lo stimolo ad interrogarsi criticamente su di esso. Un riflesso condizionato che ha il suo acme nel riflesso europeista che porta a vedere l&#8217;Unione come un fine e non come un mezzo dell&#8217;interesse nazionale e le formazioni progressiste scattare in difesa di qualsiasi iniziativa sia promossa da Bruxelles con acritico fideismo. Salvo poi rimuginare su come sia stato possibile regalare agli avversari ampie sacche di voto operaio e di classe media. A cento anni dalla scissione di Livorno la sinistra italiana è un <strong>guscio vuoto </strong>sotto il profilo ideale, e i partiti moderati e progressisti che hanno nel Pd il loro esponente maggiore sono tenuti assieme più dalla comune aspirazione al potere che da un reale stimolo ideale. E questo è un grave problema per l&#8217;intera dialettica istituzionale del sistema-Paese: è solo dal confronto di idee contrapposte, infatti, che può nascere lo stimolo a una crescita politica e civile per cittadini e istituzioni. Latitando le idee, cioè i mezzi, non ha neanche più senso interrogarsi sui fini di questo confronto.</p>
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		<title>Perché anche con la vittoria di Biden i socialisti hanno fatto flop</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-anche-con-la-vittoria-di-biden-i-socialisti-hanno-fatto-flop.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2020 18:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2020]]></category>
		<category><![CDATA[ocasio]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden al lavoro (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I festeggiamenti in casa dei democratici per la vittoria di Joe Biden si stanno tramutando in un violento scontro interno. Quella che doveva essere un’ondata blu pronta a travolgere tutto facendo cambiare colore a Casa Bianca e Congresso si è rivelata più che altro una mareggiata. Certo il bottino più grande, la sconfitta di Donald &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-anche-con-la-vittoria-di-biden-i-socialisti-hanno-fatto-flop.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joe Biden al lavoro (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Joe-Biden-al-lavoro-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I festeggiamenti in casa dei democratici per la <a href="https://it.insideover.com/politica/repubblicani-al-senato-sinistra-alla-camera-i-due-scogli-per-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vittoria di Joe Biden</a> si stanno tramutando in un violento scontro interno. Quella che doveva essere un’ondata blu pronta a travolgere tutto facendo cambiare colore a <strong>Casa Bianca</strong> e <strong>Congresso</strong> si è rivelata più che altro una mareggiata. Certo il bottino più grande, la sconfitta di Donald Trump, è stato conquistato, ma il resto è stato un flop: maggioranza risicata alla Camera e Senato probabilmente in mano ai repubblicani.</p>
<h2>Perché i socialisti hanno perso</h2>
<p>Tra gli sconfitti ci sono sicuramente i democratici dell’area più radicale del partito democratico, quella corrente “socialista” inizia con <strong>Bernie Sanders</strong> nel 2016 e culminata con l’elezioni di diversi rappresentanti alle midterm del 2018, <a href="https://it.insideover.com/politica/alexandria-ocasio-cortez-celebrata-anche-da-netflix.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alexandria Ocasio-Cortez</a> in testa. Oggi tutto sembra essere crollato e per loro (e tutto il partito) si apre un periodo complesso.</p>
<p>Eppure negli ultimi due anni sembravano <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-biden-sanders-liberal.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avere il vento in poppa</a>. Quest’anno si erano presentati alle primarie del partito con ben due candidati di sinistra, Bernie Sanders e la senatrice liberal <strong>Elizabeth Warren</strong>. Parallelamente negli ultimi due anni c’erano stati altri segnali. L’elezione a New York di Ocasio-Cortez e altre candidate radicali poi etichettate come “The Squad”. La progressiva diffusione di riviste e podcast spiccatamente socialisti, ma anche uno sdoganamento di parte dei media dei temi dei progressisti, come le questioni di diseguaglianza economica o il Medicare far All. Poi però è arrivato il voto.</p>
<p>La prima battuta di arresto è arrivata già al <strong>Super Tuesday</strong> che di fatto ha tolto al senatore del Vermont ogni speranza di contendere a Joe Biden la nomination fino alla fine, come successo con Hillary Clinton nel 2016. Poi il resto è arrivato a novembre con diversi seggi persi alla Camera, il mancato controllo del Senato e la<a href="https://it.insideover.com/politica/la-florida-laboratorio-del-partito-repubblicano-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> sconfitta netta di Biden in Florida</a> che ha mostrato come gran parte del voto ispanico di origine cubana non si sia fidato dei dem votando per Donald Trump.</p>
<p>Questi risultati di fatto hanno messo in luce come alcune convinzioni dei progressisti siano sostanzialmente sovradimensionate. Ad esempio che più democrazia, maggiore attivismo e un’affluenza superiore portino più voti blu. Ovviamente così non è stato, infatti Trump ha raccolto oltre 70 milioni di voti diventando il secondo presidente più votato dopo Biden.</p>
<p>Il secondo grande equivoco ha riguardato le minoranze. Molti <strong>liberal dem</strong> erano convinti che un elettorato sempre più diversificato dal punto di vista razziale avrebbe permesso di superare la quota di elettori bianchi che si oppongono a cambiamenti radicali in tema economico e sociale. Il punto è che il voto ha dimostrato come anche il Gop sia capace di raccogliere le preferenze delle minoranze, non solo tra gli ispanici, ma anche tra asiatici e afroamericani.</p>
<h2>La battaglia per il futuro del partito</h2>
<p>Smaltita la sbornia elettorale per la vittoria di Joe Biden moderati e progressisti sono tornati ad azzuffarsi con frecciate e accuse reciproche. Nei prossimi mesi i terreni di scontro tra le fazioni dem saranno sostanzialmente tre. Il primo riguarda la nomina dello staff di Biden e dei membri del governo; il secondo sulla convivenza col possibile senato repubblicano guidato da <strong>Mitch McConnell</strong>; mentre il terzo su quali strategie adottare per vincere Stati e distretti nelle elezioni di metà mandato che si terranno nel 2022.</p>
<p>Partiamo dal primo punto. Da mesi la corrente più radicale sta facendo pressioni sulla campagna elettorale di Biden per ottenere incarichi importanti nella futura amministrazione. Membri del congresso, ma anche associazioni di attivisti, hanno scritto in modo incessante al <strong><em>transition team</em></strong> dell’ex vice di Obama esortandolo a distribuire incarichi a donne e afroamericani evitando lobbisti o ex dirigenti aziendali. I nomi preferiti sarebbero quello della senatrice Elizabeth Warren o del governatore dello Stato di Washington Jay Inslee. Persino Bernie Sanders <a href="https://edition.cnn.com/2020/11/10/politics/bernie-sanaders-joe-biden-labor-department/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avrebbe fatto pressioni per diventare segretario al Lavoro</a> cercando l’appoggio di importanti leader sindacali.</p>
<p>Il punto, hanno ribattuto i moderati, è che questo tipo di approccio escluderebbe diversi candidati dem validi e pronti a guidare la macchina burocratica, e allo stesso tempo persino alcuni afroamericani verrebbero esclusi solo per aver lavorato come dirigenti d’azienda in passato.</p>
<h2>Il nodo del Senato tra collaborazione e scontro</h2>
<p>A complicare ancora di più la battaglia sulle nomine ci sarà anche la situazione al Senato. Se infatti il voto in Georgia confermerà la maggioranza repubblicana le possibilità di dare il via a nomine radicali diventerà sempre più difficile. I membri del governo devono infatti ottenere l’approvazione dal Senato prima di entrare in carica e quindi sarà molto difficile che i senatori possano accettare figure spiccatamente di sinistra.</p>
<p>Questa situazione apre le porte anche ad altri problemi. La frangia moderata, infatti, non vede questa rigida divisione come un problema, dal loro punto di vista un governo di dem o repubblicani moderati otterrebbe il via libera senza problemi. Ma ovviamente i progressisti non lo accetterebbero. Molti di loro, infatti, vorrebbero che il neo presidente adottasse un approccio più intransigente, usando il <strong>Vacancies Act</strong> per nominare dei funzionari così da bypassare i ritardi del Senato. Una posizione <a href="https://therevolvingdoorproject.org/no-mitch-mcconnell-is-not-the-46th-president/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rilanciata nero su bianco da due gruppi progressisti</a>, il Revolving Door Project e il Demand Progress. L’idea di molti radicali sarebbe quindi quella di avere un Joe Biden fortemente aggressivo che scavalchi il Congresso e il Senato usando ordini esecutivi ogni qual volta sia possibile.</p>
<p>Ovviamente i moderati vedono il ruolo di Biden in modo completamente diverso. Secondo loro il mandato degli elettori è quello di ricucire lo strappo coi repubblicani e far ripartire la macchina legislativa. L’idea, dicono, è quella di riattivare meccanismi di collaborazione tra i partiti attraverso compromessi e concessioni reciproche, il tipo di impostazione che ha caratterizzato la carriera di Biden negli anni in cui lavorava al <strong>Senato</strong>.</p>
<p>Mikie Sherrill, deputata moderata di un distretto del New Jersey, <a href="https://www.theatlantic.com/politics/archive/2020/11/conor-lamb-aoc-democrats-fighting-socialism/617045/?utm_campaign=the-atlantic&amp;utm_content=edit-promo&amp;utm_term=2020-11-10T10%3A00%3A18&amp;utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;fbclid=IwAR2wjtHhgyydYIcTZT8E5n7xGArbK6MUTRwxJDKelgBmG3nLXDKAp2jmRGo#injected-recirculation-link-1:~:text=Sherrill%2C%20who%20won%20reelection%20by%20double,about%20jobs%20and%20security%20right%20now.%E2%80%9D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sentita dall’<em>Atlantic</em></a> ha spiegato molto bene lo scenario, sostenendo che la ricerca del compromesso è l’unica via che i dem possono percorrere: «Se hai un&#8217;idea su come poter servire al meglio il popolo americano, cerca di capire se esiste un percorso attraverso il Senato», ha spiegato, «se non c&#8217;è, allora non stai aiutando nessuno».</p>
<h2>L’analisi della sconfitta in vista del 2022</h2>
<p>In attesa del voto in Georgia, lo scontro interno al partito dell’asinello si concentra sull’analisi della sconfitta e sulla preparazione delle midterm del 2022. O meglio sul capire perché la spallata al Congresso non è arrivata, e soprattutto di chi è la colpa. Ben <strong>sette seggi</strong> tra Iowa, Nuovo Messico, Carolina del Sud e Florida sono andati ai repubblicani e in molti casi si trattava di seggi ribaltati nelle elezioni di metà mandato del 2018.</p>
<p>Per i dem moderati la colpa è dovuta al radicalismo e allo sdoganamento della parola “socialismo”. <strong>Abigail Spanberger</strong>, deputata della Virginia, è riuscita a vincere con un margine ridottissimo, appena 8mila voti. In settimana <a href="https://www.washingtonpost.com/video/politics/spanberger-criticizes-democrats-strategy-in-caucus-call/2020/11/05/6ec2b368-258a-4061-9738-d83ee8971c3c_video.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha tenuto una videoconferenza con alcuni rappresentanti del caucus democratico</a> puntando il dito contro le frange radicali del partito. La campagna “Defund the police” lanciata dal movimento AntiFa e alcuni rappresentati socialisti, ha raccontato, le è quasi costata l’elezione: «Non dobbiamo più usare la parola socialista o socialismo, mai più», ha tuonato.</p>
<p>Altri colleghi hanno insistito che le frange estreme costano voti perché intaccano l’immagine del partito. Diversi candidati hanno raccontato di essere stati identificati da molti elettori come appartenenti a quelle frange, indipendentemente dal fatto che non sostenessero riforme come il taglio ai fondi alla polizia, il <strong>Green New Deal</strong> o l’aumento delle tasse.</p>
<p>Per i progressisti il flop elettorale ha un’altra origine. Secondo loro i deputati sconfitti non sono stati in grado di presentare un programma convincente agli elettori. Per il Pac radicale <strong>Justice Democrats</strong>, l’ala conservatrice dei dem non ha idee su come governare il Paese, ma pensa solo a criticare la sinistra radicale.</p>
<p>Intervistata dal <em>New York Times</em>, Alexandria Ocasio-Cortez <a href="https://www.nytimes.com/2020/11/07/us/politics/aoc-biden-progressives.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha spiegato</a> che la sconfitta di molti democratici è da imputare a fallimentari campagne elettorali che secondo lei non hanno tenuto conto dell’attività online e sui social media: «Se non fai il porta a porta o non fai una campagna digitale, ma ti appoggi agli spot tv o ai messaggi via post allora non corri a piano regime», ha spiegato.</p>
<p>Prontamente è arrivata la contro risposta di <strong>Conor Lamb</strong>, un deputato della Pennsylvania moderato famoso per aver conquistato nel 2017 un seggio nei sobborghi di Pittsburgh dove Trump aveva vinto con un margine di circa venti punti. &#8220;Non è una questione di bussare alle porte, o di Facebook&#8221;, ha spiegato il deputato, &#8220;conta quali riforme si propongono e quali no&#8221;, chiarendo ad esempio che ai suoi elettori non interessa l’assicurazione sanitaria universale o il Green New Deal.</p>
<p>Per il blu dog dem dell’Oregon <strong>Kurt Schrader</strong> il messaggio che il partito democratico ha veicolato in queste elezioni è stato terribile: «Quando gli elettori vedono l’estrema sinistra ricevere tutta l’attenzione dei media», <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/house-democrats-pelosi-election/2020/11/05/1ddae5ca-1f6e-11eb-90dd-abd0f7086a91_story.html#click=https://t.co/EpsgUnuSzG" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha detto al <em>Washington Post</em></a>, &#8220;si spaventano. Molti di loro temono che il Paese possa diventare una sorta di Stato tiranno, e che la loro libertà sia minacciata&#8221;.</p>
<p>È probabile che per il momento queste tensioni vegano tenute sotto controllo per cercare di ricreare la grande coalizione anti-repubblicana in vista del voto in Georgia. Dall’esito di quel voto si deciderà il futuro prossimo dei dem e soprattuto della prossima amministrazione Biden.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-anche-con-la-vittoria-di-biden-i-socialisti-hanno-fatto-flop.html">Perché anche con la vittoria di Biden i socialisti hanno fatto flop</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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