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Mentre la corsa alla Casa Bianca si indirizza ora dopo ora verso Joe Biden, e Donald Trump prepara una rischiosa azione di ricorso legale, il Partito Repubblicano fa i conti con gli esiti di una tornata elettorale in cui, indipendentemente dal bilancio finale, i conservatori Usa usciranno rinvigoriti rispetto alle previsioni. Molti sondaggi prevedevano una vera e propria “onda blu” democratica destinata a travolgere Trump in più Stati, a strappare al Grand Old Party anche sue roccaforti come il Texas, ad allargare la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e a invertire quella al Senato, garantendo a Biden e ai suoi una supremazia politica incontrovertibile. Così non è stato, dato che da un lato il panorama politico estremamente polarizzato rappresenta un ostacolo di difficile superamento e dall’altro i repubblicani hanno dato prova di un’insperata capacità di tenuta. Per capire il perchè bisogna vedere allo Stato simbolo del nuovo corso repubblicano: la Florida.

Nel Sunshine State il Partito Repubblicano compie indubbiamente l’exploit più importante delle elezioni 2020, in primo luogo riuscendo a trascinare Trump a conquistare i 29 grandi elettori che tengono in piedi, tuttora, la speranza sempre più remota di invertire l’esito delle urne. Conquistando la Florida, Biden avrebbe chiuso già nella notte tra il 3 e il 4 novembre italiani la gara per la Casa Bianca, ma anche in un contesto di crescente affluenza, con oltre 11 cittadini dello Stato alle urne, l’ex vicepresidente di Barack Obama è stato sopravanzato da The Donald, in cui favore hanno votato quote sempre crescenti della minoranza latina. La vittoria di Trump in Florida è apparsa decisiva una volta ottenuto un sorprendente 46% nella contea di Miami-Dade, la più popolosa dello stato, contro il precedente 34% nel 2016, segno che il Partito Repubblicano ha saputo consolidarsi anche in un’area ad alta maggioranza latina, principalmente abitata da cittadini di origine cubana.

E se anche Trump divenisse il primo candidato dai tempi di Richard Nixon (1960) a non vincere le elezioni pur conquistando i decisivi swing states di Florida e Ohio, dallo Stato più meridionale della Costa Est può partire una nuova era per il partito. In primo luogo perchè il laboratorio Florida è decisivo per far capire al Gop che non è possibile, sul lungo periodo, radicarsi come formazione dominata dai bianchi evangelici e pensare di essere competitivi alle elezioni. L’ipotesi di una rivolta delle minoranze contro l’amministrazione uscente è stata smentita dai fatti, e in definitiva la demografia avvantaggia Biden in due Stati (Arizona e Georgia) destinati a esser vinti di misura, mentre nella Rust Belt è apparso decisivo il tema della pandemia e il richiamo del candidato dem a questioni di ordine economico e sociale.

Il radicamento dei repubblicani in Florida è dovuto a un ampio gradiente di fattori e la scelta di Trump di sceglierla come suo Stato di residenza ufficiale conta relativamente poco. Giocano un ruolo fondamentale, in primo luogo, i progetti politici, capaci di conquistare alla causa conservatrice la minoranza cubano-americana, ostile alla sinistra democratica, e di favorire l’alleanza tra Gop e mondo economico dello Stato. La Florida ha rifiutato l’idea di un lockdown generalizzato negli States, sposando in questo caso l’opinione del Presidente, e così hanno fatto molti cittadini di uno Stato in cui turismo e entertainment costituiscono una quota fondamentale dell’economia. Ci sono poi, come si suol dire, gli uomini giusti al momento giusto: il governatore repubblicano Ron DeSantiseletto nel 2018 di stretta misura, ex ufficiale di marina molto stimato da Trump, ha fatto campagna elettorale in tutto lo Stato per i candidati repubblicani sfruttando la sua consistente popolarità e, come riporta Politico, va ritenuto un vero e proprio vincitore delle elezioni. C’è poi il senatore Marco Rubio, volto simbolo della convergenza identitaria delle nuove leve repubblicane e papabile candidato presidenziale del 2024. In prospettiva, un astro nascente del Gop in Florida è il giovane deputato Matt Gaetz, rieletto il 3 novembre a larghissima maggioranza nel suo distretto al confine con l’Alabama.

E proprio la Camera dei Rappresentanti ha dato ulteriore vigore alle speranze future dei repubblicani per avere nel modello Florida un esempio vincente. Due distretti dell’area attorno Miami, il 26esimo e il 27esimo dello Stato, sono stati strappati al Partito Democratico da esponenti repubblicani di origine ispanica, Carlos Gimenez, 51enne ex vigile del fuoco, e Maria Elvira Salazar, 59enne giornalista di Telemundo. Un mondo composito e ricco di novità, dunque, in cui in futuro il trumpismo potrebbe tornare in gioco se Ivanka, figlia del presidente, decidesse di scendere in campo quando il prossimo seggio al Senato del Sunshine State tornerà contendibile. E in cui si delineeranno i rapporti di forza della politica americana dei prossimi anni.