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	<title>Mossad Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 07 Jun 2026 11:24:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mossad Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Usa, il Pentagono è minacciato dalle spie. Ma sono quelle di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 11:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Walt Israel Lobby" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pentagono monitora il crescente dinamismo dell&#8217;attività di spionaggio negli Usa da parte di Israele. E la Defense Intelligence Agency (Dia), l&#8217;apparato che gestisce l&#8217;attività informativa nel contesto del comando militare Usa, ha definito &#8220;critico&#8221; il livello di allerta circa le attività dello Stato Ebraico sul suolo americano. Questo quanto hanno riferito due funzionari attualmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html">Usa, il Pentagono è minacciato dalle spie. Ma sono quelle di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Walt Israel Lobby" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pentagono monitora il crescente dinamismo dell&#8217;attività d<strong>i spionaggio negli Usa da parte di Israele. </strong>E la <em>Defense Intelligence Agency</em> (Dia), l&#8217;apparato che gestisce l&#8217;attività informativa nel contesto del comando militare Usa, ha definito &#8220;critico&#8221; il livello di allerta circa le attività dello Stato Ebraico sul suolo americano. Questo quanto hanno riferito due funzionari attualmente in servizio e un ex membro del governo Usa alla Nbc, che ha fatto emergere una notizia potenzialmente clamorosa ma che non deve stupire. <strong>Washington sa che molti alleati operano attività di spionaggio sul suo territorio. </strong>Raramente, però, un allarme così forte è stato lanciato. E secondo le ricostruzioni Israele sarebbe ritenuto ora dal controspionaggio americano una minaccia d&#8217;intelligence superiore a quella di molti avversari di Washington. Tra gli alleati americani, solo la Corea del Sud desterebbe preoccupazioni paragonabili, riporta il <em>New York Times.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni del Pentagono e la fusione tecnologica Usa-Israele</h2>



<p><a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/us/politics/pentagon-sees-growing-espionage-threat-from-israel.html">Il New York Times </a>ha poi approfondito la questione sottolineando che in particolar modo a essere messa sotto attenzione è la rete di funzionari e diplomatici che sta conducendo le trattative con l&#8217;Iran. Inoltre, <strong>Israele avrebbe ampliato lo spionaggio sin dal 2024</strong>, intrufolandosi sia nel contesto dell&#8217;amministrazione di Joe Biden che di quella attuale di Donald Trump. Tra le figure prese maggiormente di mira, secondo documenti della Dia, ci sarebbero l&#8217;inviato speciale di Trump per i negoziati in Medio Oriente, <strong>Steve Witkoff (ironia della sorte, un solido filoisraeliano) e Elbridge Colby,</strong> Sottosegretario alla Difesa degli Usa con delega alle politiche. Nel 2024, fu la volontà di Biden di fermare l&#8217;avanzata di Israele a Gaza a spingere per un rafforzamento dell&#8217;attività spionistica, mentre nel 2025 Tel Aviv voleva valutare l&#8217;effettiva volontà di Trump di sostenere i suoi progetti bellici contro l&#8217;Iran.</p>



<p>Se confermato, si tratterebbe del caso di spionaggio più vasto su cui gli Usa stanno indagando all&#8217;interno dei loro apparati da quando, nel 2015, <a href="https://www.theguardian.com/world/2015/mar/24/israel-spied-on-us-over-iran-nuclear-talks">l&#8217;amministrazione di <strong>Barack Obama, secondo ricostruzioni giornalistiche</strong></a><strong> dell&#8217;epoca, avrebbe accusato pesantemente Israele</strong> di lavorare per spiare gli Usa mentre erano intenti ai negoziati che avrebbero portato al primo accordo nucleare con l&#8217;Iran e fornire al Congresso, controllato dal Partito Repubblicano, elementi tali da contestare la trattativa condotta dall&#8217;amministrazione democratica. Nel 2018 Trump, lo ricordiamo, rottamò il <em>Joint Comprehensive Plan of Action,</em> aprendo la strada che avrebbe portato alle guerre del 2025 e del 2026. In tutti questi contesti, il premier israeliano è sempre stato <strong>Benjamin Netanyahu</strong>.</p>



<p>Il timing della rivelazione è quantomeno interessante. <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html#google_vignette">La Camera Usa ha di recente approvato la <strong>Sezione 224</strong> del <em>National Defense Authorization Act </em>(NDAA) per il 2027</a> che apre a una sostanziale <strong>fusione tecnologica tra le forze armate Usa e quelle israeliane</strong> sul piano degli asset critici per l&#8217;innovazione in ambito militare e di ricerca. <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html" type="post" id="497476">Le tecnologie israeliane, </a>già ridondanti nel quadro dei sistemi di sorveglianza, di intelligenza artificiale, di comunicazione a distanza, saranno sempre più integrate nei dispositivi Usa, i finanziamenti americani al sistema militare di Tel Aviv contribuiranno a opere di ricerca e co-progettazione che integreranno le capacità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giochi di spie tra Usa e Israele</h2>



<p><strong>La ratio politica della mossa sta nella volontà americana di arruolare Israele</strong> e tutti i Paesi partner nella grande corsa tecnologica con la Cina, la prevenzione del cui sorpasso in ambito di Ia e applicazioni correlate è l&#8217;unica e forse assoluta priorità strategica che unisce l&#8217;intera politica Usa, ma chiaramente è possibile che da questa scelta emergano molte criticità. E l&#8217;ampliamento del fronte su cui Israele può penetrare con le attività d&#8217;intelligence, evidentemente, ha <strong>destato preoccupazioni alla Dia, che deve trasformare l&#8217;informazione raccolta in capacità operative e di proiezione per le forze armate Usa</strong>. </p>



<p>La mossa mostra inoltre una possibile frizione tra settori delle spie americane e del campo israeliano. Non sarebbe il primo caso. Israele e gli Usa hanno una storia di spionaggio convergente, complessa e articolata che si è sviluppata negli ultimi 80 anni. <strong>Nel 1951 il Mossad, il servizio estero d&#8217;Israele, e la Central Intelligence Agency (Cia) americana</strong> si accordarono per astenersi da ogni attività di spionaggio reciproco e attorno alla loro collaborazione hanno costruito le prospettive di un&#8217;alleanza militare, diplomatica e d&#8217;intelligence che fino alla recente guerra in Iran abbiamo visto collaborativa e fattiva. Ma non esiste solo la relazione Mossad-Cia, non esistono solo queste due agenzie e non esistono blocchi monolitici negli apparati profondi dei due Stati: la realtà parla di un contesto in cui spesso Israele ha usato le sue capacità e le sue attività per operare negli Usa e carpire informazioni. La storia dell&#8217;ex spia<a href="https://www.merip.org/1986/01/israeli-spies-in-the-us/"> Jonathan Pollard,</a> arrestato nel 1985 negli Usa e oggi risiedente in Israele dove è ritenuto un eroe nazionale, lo conferma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partita aperta nello Stato profondo Usa</h2>



<p><strong>Ora è quantomeno plausibile che settori dello Stato americano</strong> vogliano contenere la capacità d&#8217;azione e influenza di Tel Aviv a Washington, ed è sintomatico che sia il Pentagono a emergere. Pete Hegseth, segretario alla Difesa Usa e radicale filoisraeliano, ha sostenuto la guerra all&#8217;Iran salvo poi dimostrarsi pressoché inadatto a gestirla e governarne le conseguenze, e questo può aver suscitato malumori e critiche, specie alla luce del fatto che la campagna informativa che prevedeva un rapido collasso del regime di Teheran era principalmente israeliana e che Netanyahu è riuscito a convincere Trump e il suo staff dell&#8217;utilità di un&#8217;azione militare rapida e incisiva. </p>



<p><strong>Nessun obiettivo strategico è stato raggiunto e nonostante una superiorità tecnologica schiacciante</strong> la guerra è giunta a un punto morto. Ora sono in corso delicati negoziati condotti dagli Usa, e Trump ha di recente duramente criticato Netanyahu per le mosse condotte in Libano che rischiano di far deragliare le trattative. Il fatto che ci sia maretta nello Stato profondo Usa è quantomeno sintomatico. Unendo i puntini, abbiamo avuto di recente: negoziati in fase di stallo, l&#8217;approvazione della norma sulla &#8220;fusione&#8221; tecnologica tra forze armate Usa e israeliane, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/gabbard-se-ne-va-a-meta-mandato-trump-ha-cambiato-davvero-washington.html" type="post" id="518969">le dimissioni della capa dell&#8217;intelligence Usa Tulsi Gabbard</a></strong>, considerata voce controcorrente negli apparati Usa, ora i leak di voci che parlano di precauzioni americane su Israele. Ci sono tutti i presupposti per leggere in filigrana l&#8217;emersione di controversie sui rapporti israelo-americani in seno al potere di Washington. Controversie che sono l&#8217;altra faccia della medaglia del contraddittorio rapporto di Trump e della sua amministrazione col primo alleato americano in Medio Oriente, la cui attrazione fatale spesso si tramuta in fonte di frustrazione per il governo Usa.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Israele e l’intelligence permanente: lo Stato che si è costruito attorno alla sicurezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/israele-e-lintelligence-permanente-lo-stato-che-si-e-costruito-attorno-alla-sicurezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 22:51:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Israele, per necessità storica, è lo Stato a essersi in parte costruito attorno ai propri servizi. Ecco le conseguenze. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/israele-e-lintelligence-permanente-lo-stato-che-si-e-costruito-attorno-alla-sicurezza.html">Israele e l’intelligence permanente: lo Stato che si è costruito attorno alla sicurezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono Paesi che usano i servizi segreti come uno strumento dello Stato e Paesi nei quali, al contrario, è lo Stato a essersi in parte costruito attorno ai propri servizi. Israele appartiene a questa seconda categoria. Non per una scelta ideologica, ma per una necessità storica, geografica e militare. Nato dentro una frattura irrisolta del Novecento, circondato per decenni da ostilità dichiarate o latenti, sottoposto a guerre convenzionali, infiltrazioni, terrorismo, insurrezioni e minacce esistenziali, I<strong>sraele ha elevato l’intelligence a funzione vitale, quasi a sistema nervoso del potere.</strong></p>



<p>È in questa cornice che va letto il rapporto tra <a href="https://it.insideover.com/politica/inside-the-mossad-la-storia-del-servizio-segreto-israliano.html" type="post" id="220037">Mossad, Shin Bet e Aman</a>. Non come semplice divisione burocratica di competenze, ma come articolazione di una stessa strategia di sopravvivenza. Il primo proietta la capacità d’azione all’estero, il secondo presidia il fronte interno, il terzo traduce l’informazione in vantaggio militare. Sono tre rami distinti, con culture organizzative differenti, priorità diverse e talvolta anche attriti reciproci. Ma tutti rispondono a una medesima logica: <strong>impedire che la vulnerabilità geografica di Israele si trasformi in vulnerabilità politica.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tre agenzie, una sola ossessione</strong></h2>



<p>La struttura dell’intelligence israeliana dice molto più di quanto sembri. <strong>Lo Shin Bet, custode della sicurezza interna,</strong> vive nel punto più delicato della realtà israeliana: il confine mobile tra sicurezza, controllo sociale, controspionaggio e gestione di una conflittualità permanente con la popolazione palestinese. <strong>L’Aman, intelligence militare</strong>, non si limita a raccogliere informazioni sul campo di battaglia, ma concorre alla pianificazione operativa, all’innovazione tecnologica e all’analisi delle minacce regionali. <strong>Il Mossad, infine, è la longa manus dello Stato oltre frontiera,</strong> il simbolo stesso dell’azione clandestina israeliana, l’organo che più di ogni altro ha alimentato nell’immaginario internazionale l’idea di un Paese piccolo ma capace di colpire lontano e in profondità.</p>



<p>Questa tripartizione ha una sua razionalità. Specializzare significa affinare. Separare significa evitare concentrazioni eccessive di potere, ma anche garantire una certa pluralità di analisi. Tuttavia la storia mostra che la separazione porta con sé un rischio strutturale: l’informazione può restare compartimentata, i segnali possono essere sottovalutati, le gelosie interne possono ostacolare il coordinamento. È il lato meno spettacolare ma più pericoloso dell’intelligence: non il fallimento dell’azione, bensì il fallimento della comunicazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Eichmann, la giustizia e la forza</strong></h2>



<p>Il caso Eichmann è probabilmente il punto in cui la storia dell’intelligence israeliana si intreccia più chiaramente con la storia morale e politica dello Stato. La cattura in Argentina di uno dei principali organizzatori della macchina sterminatrice nazista non fu soltanto un successo operativo. <strong>Fu un atto fondativo, una dichiarazione di sovranità storica.</strong> Israele non si limitava a cercare un criminale; affermava il diritto di rappresentare la memoria di un popolo perseguitato e di trasformare quella memoria in giustizia.</p>



<p>Qui si vede tutta la complessità della questione. Dal punto di vista del diritto internazionale, l’operazione violava la sovranità argentina. Dal punto di vista politico e simbolico, però, essa apparve a molti come una necessità superiore. Israele si trovò davanti a tre strade: chiedere l’estradizione, con il rischio che la rete di protezione attorno agli ex nazisti consentisse a Eichmann di sparire nuovamente; eliminarlo sul posto, trasformandolo in una vendetta senza processo; sequestrarlo e trasferirlo clandestinamente in Israele. La terza opzione fu la più rischiosa sul piano diplomatico, ma la più potente sul piano storico.</p>



<p>Il processo ebbe infatti un valore enorme. Non riguardò soltanto la colpevolezza individuale di Eichmann. Riportò la Shoah al centro della scena internazionale in un momento in cui, a quindici anni dalla fine della guerra, il rischio dell’assuefazione era già presente. Diede voce ai sopravvissuti, costrinse il mondo a riascoltare ciò che era accaduto, consolidò l’identità politica di Israele come Stato nato anche dalla promessa che certe vittime non sarebbero più state abbandonate. In questo senso l’operazione fu un successo totale. Ma fissò anche un principio destinato a ripresentarsi più volte: <strong>per Israele, quando la posta in gioco tocca la sicurezza esistenziale o la memoria fondativa, il diritto internazionale può essere subordinato alla ragion di Stato.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Monaco 1972 e la dottrina della rappresaglia</strong></h2>



<p>Con l’operazione successiva agli attentati di Monaco, questa logica divenne ancora più netta. La strage degli atleti israeliani alle Olimpiadi non fu percepita soltanto come un atto terroristico. Fu vissuta come una doppia umiliazione: per la morte degli ostaggi e per l’incapacità altrui di proteggerli e poi di punire efficacemente i responsabili. Da qui la decisione di reagire con una campagna lunga, capillare, transnazionale, volta a colpire gli esecutori, i pianificatori, i facilitatori e l’intero ambiente operativo che aveva reso possibile l’attacco.</p>



<p><strong>Quella che passò come operazione Ira di Dio non fu una semplice caccia ai colpevoli. Fu l’elaborazione di una vera dottrina di deterrenza extraterritoriale.</strong> Il messaggio era semplice: chi colpisce Israele non troverà rifugio né nel tempo né nello spazio. Sul piano della psicologia strategica fu un messaggio potentissimo. Restituì all’opinione pubblica israeliana l’idea di uno Stato capace di reagire, e al nemico l’idea di una punizione certa.</p>



<p>Ma la strategia della rappresaglia contiene sempre una contraddizione. Può rafforzare la deterrenza nell’immediato, ma non necessariamente riduce la violenza di lungo periodo. Anzi, in contesti ideologici e nazionalisti radicalizzati, può alimentare la spirale. Le operazioni di eliminazione e i bombardamenti contro basi collegate all’universo palestinese ebbero anche questo effetto: <strong>trasformarono la vendetta in linguaggio politico, ma non produssero una pacificazione. </strong>Il terrorismo non scomparve. Cambiò forma, si adattò, si radicalizzò. La lezione è dura ma chiara: la superiorità clandestina può infliggere costi altissimi all’avversario, ma non basta a risolvere un conflitto quando il conflitto ha radici storiche, territoriali e identitarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La frontiera torbida degli interrogatori</strong></h2>



<p>Ogni apparato di sicurezza che opera in stato d’assedio tende ad ampliare la zona grigia entro cui si muove. Israele non fa eccezione. Una parte decisiva del suo sistema antiterrorismo si è sviluppata sul presupposto che l’urgenza di prevenire gli attacchi giustificasse metodi di interrogatorio coercitivi, duri, spesso spinti fino al limite della tortura o oltre. È uno dei terreni più controversi della vicenda israeliana, perché mostra il contrasto insanabile tra efficacia operativa e legalità liberale.</p>



<p>Le accuse di pestaggi, scosse violente, abusi fisici e psicologici, uso di pratiche umilianti e degradanti, fino a episodi denunciati in sedi internazionali, hanno accompagnato per anni il lavoro di sicurezza interna. Anche quando la magistratura israeliana ha provato a imporre limiti più stringenti, il problema non è scomparso. È la logica stessa dell’emergenza permanente che tende a riprodurlo. Se il prigioniero è visto come vettore di una minaccia imminente, la pressione a ottenere informazioni rapidamente diventa fortissima. Ed è proprio lì che il diritto vacilla.</p>



<p>Per Israele, questa contraddizione è ancora più grave perché colpisce il cuore della sua auto-rappresentazione democratica. Uno Stato che rivendica di essere l’avamposto della legalità in un Medio Oriente instabile paga un prezzo politico elevatissimo ogni volta che le sue pratiche antiterrorismo appaiono incompatibili con gli standard del diritto. Eppure il sistema continua a oscillare tra due poli: da un lato il bisogno reale di intelligence preventiva, dall’altro la tendenza a considerare l’eccezione come norma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Anche il nemico può essere interno</strong></h2>



<p>C’è poi un elemento spesso rimosso nelle narrazioni più semplificate: la minaccia non proviene soltanto dall’esterno. Israele ha conosciuto forme di terrorismo e di violenza politica generate al proprio interno, sia da parte di estremisti ebraici sia da coloni radicalizzati, fino al trauma dell’assassinio di Yitzhak Rabin. Questo dato è fondamentale, perché costringe a correggere una lettura troppo comoda del problema della sicurezza. Non esiste soltanto il nemico palestinese o arabo; esiste anche una radicalità interna che può colpire lo Stato stesso o incendiare ulteriormente il conflitto.</p>



<p>Per lo Shin Bet, ciò significa un compito particolarmente delicato: sorvegliare e reprimere minacce che nascono dentro il corpo politico israeliano, senza distruggere il tessuto democratico che si dichiara di voler difendere. È una missione molto più difficile di quella esterna, perché <strong>obbliga lo Stato a guardare dentro di sé</strong>, a riconoscere che l’estremismo può nascere anche dalla propria società, dalla propria ideologia di frontiera, dalla propria cultura dell’assedio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli omicidi mirati e l’illusione della precisione</strong></h2>



<p>Un altro punto cruciale è la pratica degli omicidi mirati. Israele ne ha fatto un uso sistematico, considerandoli uno strumento di autodifesa efficace, chirurgico, meno costoso di una guerra aperta e teoricamente in grado di ridurre i danni collaterali. In realtà il problema è proprio qui: la chirurgia strategica esiste solo se l’informazione è perfetta. Quando l’informazione è incompleta, contaminata, obsoleta o semplicemente sbagliata, l’operazione “mirata” si trasforma in una strage.</p>



<p>Il caso di <strong>Salah Shehadeh</strong> è esemplare. L’obiettivo era un dirigente militare di Hamas, ma l’attacco causò la morte di civili, comprese donne e bambini. La pretesa di precisione si rovesciò nel suo contrario: una dimostrazione di forza che produsse indignazione internazionale e ulteriore radicalizzazione. È il problema strutturale di tutte le strategie di decapitazione: possono eliminare un individuo, ma non controllano il significato politico dell’azione. E spesso quel significato è devastante.</p>



<p>Qui la questione militare si salda a quella geoeconomica e geopolitica. La superiorità tecnologica israeliana, inclusa la capacità di individuare e colpire bersagli in tempi rapidissimi, costituisce un vantaggio formidabile e alimenta anche il prestigio del suo apparato industriale. <strong>Ma ogni errore moltiplica il costo diplomatico,</strong> logora il capitale reputazionale, rafforza i nemici sul piano narrativo e contribuisce a internazionalizzare le accuse contro Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il 7 ottobre e il crollo del mito</strong></h2>



<p>Poi è arrivato il 7 ottobre. E con esso la dimostrazione che anche uno degli apparati di intelligence più celebrati del mondo può fallire in modo clamoroso. La questione non riguarda solo il mancato allarme. Riguarda la struttura mentale di un sistema che, per anni, aveva finito per credere nella propria superiorità come in una garanzia. I segnali c’erano, le attività sospette lungo il confine c’erano, la possibilità di un’azione coordinata era stata in qualche misura evocata. <strong>Ma l’avversario è stato sottovalutato.</strong></p>



<p>Questo è il punto decisivo. L’intelligence non fallisce soltanto quando ignora i dati; fallisce soprattutto quando li interpreta alla luce di pregiudizi consolidati. Se si ritiene che Hamas non sia in grado di concepire e sostenere un attacco di vasta scala, ogni indizio che punti in quella direzione tende a essere ridimensionato, spiegato via, normalizzato. È così che nasce la sorpresa strategica: non dall’assenza di informazioni, ma dall’eccesso di convinzioni.</p>



<p>Il 7 ottobre ha colpito Israele nel suo punto più sensibile, cioè nella credibilità del proprio apparato di sicurezza. Ha mostrato che la tecnologia, la sorveglianza, l’intercettazione e la raccolta dati non bastano se manca la capacità di mettere insieme i frammenti, di superare la compartimentazione, di dubitare delle proprie certezze. In un certo senso, ha riportato Israele alla verità originaria della guerra: nessun sistema è infallibile, e chi si crede tale è già più vicino all’errore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La forza e il suo limite</strong></h2>



<p>Il paradosso finale è questo. Israele possiede un’intelligence straordinariamente avanzata per dimensioni dello Stato, qualità del capitale umano, integrazione con la difesa e capacità tecnologica. Ha trasformato la pressione geopolitica in innovazione, l’assedio in competenza, la vulnerabilità in prontezza operativa. <strong>Ma ha anche finito per costruire una parte della propria potenza su uno stato di eccezione permanente.</strong> E questo produce conseguenze profonde.</p>



<p>Sul piano militare, significa che la sicurezza tende a essere pensata come eliminazione preventiva delle minacce. Sul piano politico, significa che il compromesso viene spesso percepito come rischio. Sul piano economico, significa che il complesso sicurezza-tecnologia-difesa diventa un motore strutturale dello Stato. Sul piano morale e giuridico, significa che la legalità resta costantemente esposta alla tentazione dell’eccezione.</p>



<p>Israele non è soltanto il Paese dei servizi efficienti e delle operazioni spettacolari. È anche il laboratorio di una domanda che riguarda tutto l’Occidente: <strong>fino a che punto una democrazia può spingersi nella guerra clandestina senza perdere se stessa?</strong> La risposta israeliana, fin qui, è stata netta: fin dove la sopravvivenza lo richiede. Ma proprio questa risposta, così comprensibile sul piano storico, resta anche il nucleo del problema. Perché uno Stato può vincere molte battaglie nell’ombra e tuttavia non trovare, con gli strumenti dell’ombra, una vera soluzione politica alla propria guerra. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/israele-e-lintelligence-permanente-lo-stato-che-si-e-costruito-attorno-alla-sicurezza.html">Israele e l’intelligence permanente: lo Stato che si è costruito attorno alla sicurezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il piano (fallito) del Mossad per far crollare l’Iran dall’interno: l&#8217;inchiesta del New York Times sulle rivolte</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-piano-fallito-del-mossad-per-far-crollare-liran-dallinterno-linchiesta-del-new-york-times-sulle-rivolte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="954" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Mossad Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il piano del Mossad per far crollare l’Iran dall’interno: come Netanyahu e Trump hanno scommesso tutto su una rivolta che non è mai arrivata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-piano-fallito-del-mossad-per-far-crollare-liran-dallinterno-linchiesta-del-new-york-times-sulle-rivolte.html">Il piano (fallito) del Mossad per far crollare l’Iran dall’interno: l&#8217;inchiesta del New York Times sulle rivolte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="954" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran Mossad Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032309494818_ba351f859844e75cbb69258bd5a1abd5-e1774255856624.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il sostegno del Mossad alle proteste contro la Repubblica Islamica dell’Iran non era un segreto assoluto. <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-messaggio-spettrale-del-mossad-per-intimorire-i-generali-iraniani.html">Già da mesi gli account ufficiali dell’intelligence israeliana</a> in farsi incitavano apertamente la popolazione a scendere in piazza, mentre dichiarazioni pubbliche di ex alti funzionari americani come <a href="https://www.instagram.com/p/DTCsC6fjbXu/?hl=it">l’ex capo della Cia Mike Pompeo</a> avevano reso esplicito il coordinamento tra Gerusalemme e Washington per appoggiare l’opposizione interna. Ma <a href="https://www.nytimes.com/2026/03/22/us/politics/iran-israel-trump-netanyahu-mossad.html?smid=tw-nytimes&amp;smtyp=cur">l’inchiesta pubblicata dal <em>New York Times</em></a>, basata su interviste a oltre una dozzina di attuali ed ex ufficiali americani, israeliani e di altri Paesi, svela un quadro molto più ampio e operativo: il Mossad non si è limitato a un sostegno mediatico o retorico, <strong>ma ha pianificato nel dettaglio una vera e propria operazione di <em>regime change</em></strong> integrata nella strategia di guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano di Barnea sposato da Netanyahu e Trump</h2>



<p>Tutto parte da metà gennaio, quando il direttore del Mossad <strong>David Barnea</strong> si presenta dal premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong> con un piano ambizioso. Nei giorni immediatamente successivi all’inizio delle ostilità, i servizi israeliani sarebbero stati in grado di «galvanizzare l’opposizione iraniana», scatenando sommosse e atti di ribellione che avrebbero potuto portare al collasso del regime teocratico. Barnea illustra la stessa proposta anche a esponenti di alto livello dell’amministrazione Trump durante una visita a Washington. </p>



<p><strong>Netanyahu la approva</strong>. Anche il presidente americano, nonostante dubbi tra i vertici Usa e in parte dello stesso apparato israeliano (in particolare nell’Aman, l’intelligence militare), sposa il piano, poi rivelatosi fallimentare: uccidere i leader iraniani nelle prime ore del conflitto e accompagnare i bombardamenti con una serie di operazioni di intelligence per incoraggiare una sollevazione di massa. Dopotutto, le valutazioni della Cia erano state chiare fin dall’inizio: <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/us-officials-skeptical-regime-change-tehran-after-khamenei-killing-say-sources-2026-03-02/">un crollo completo del governo iraniano era «relativamente improbabile»</a>. </p>



<p>«Prendete il vostro governo: sarà vostro», dice Trump agli iraniani nel suo primo discorso di guerra, dopo averli invitati a mettersi al riparo dalle bombe. Tre settimane dopo, però, <strong>l’insurrezione promessa non è arrivata</strong>. Le valutazioni congiunte di intelligence americana e israeliana descrivono un regime indebolito ma ancora saldo, con la popolazione frenata dal terrore della polizia e delle forze armate. Il grande «difetto di fabbrica» della guerra, secondo il New<em> York Times</em>,<strong> è proprio la convinzione che Israele e Stati Uniti potessero far implodere l’Iran dall’interno</strong>. Invece Teheran ha risposto con una controffensiva su più fronti: basi militari, città, navi e impianti petroliferi nel Golfo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La furia di Netanyahu</h2>



<p>Dietro le quinte Netanyahu è furioso. In una riunione di sicurezza pochi giorni dopo l’inizio del conflitto sfoga la frustrazione: Trump potrebbe decidere di chiudere la partita da un momento all’altro e le operazioni del Mossad non hanno ancora dato frutti. Eppure, nelle settimane precedenti alla guerra, proprio <strong>l’ottimismo del Mossad era stato usato dal premier israeliano per convincere Trump</strong> che il collasso del regime era un obiettivo realistico.</p>



<p>Un capitolo a parte dell’inchiesta è dedicato all’«opzione curda». Il piano prevedeva di armare e sostenere milizie curde iraniane basate nel Nord dell’Iraq per un’invasione dal confine. <strong>Il Mossad ha legami storici con i curdi e, insieme alla Cia, aveva già fornito armi e addestramento</strong>. Nei primi giorni di guerra gli aerei israeliani hanno martellato obiettivi militari e di polizia nel Nord-Ovest dell’Iran proprio per aprire la strada a questi gruppi. <strong>Ma Trump ha stoppato l’operazione</strong>: «Non voglio i curdi che entrano», ha detto esplicitamente. Anche la Turchia ha fatto pervenire un avvertimento chiaro a Washington: nessun sostegno a operazioni curde.</p>



<p><strong>Fino a poco tempo fa lo stesso Mossad aveva giudicato irrealistico fomentare una rivolta</strong>. Il predecessore di Barnea, <strong>Yossi Cohen</strong>, aveva ridotto al minimo le risorse dedicate all’argomento dopo aver calcolato quante persone sarebbero dovute scendere in piazza per minacciare davvero il potere degli ayatollah: un numero impossibile da raggiungere, secondo i calcoli basati sulle proteste dal 1979 in poi. Barnea ha invertito la rotta.<strong> Negli ultimi mesi ha convogliato risorse massicce su piani concreti per far scoppiare sommosse</strong> dopo giorni di intensi bombardamenti e omicidi mirati di leader iraniani.</p>



<p>A tal proposito, il giornalista Max Blumenthal osserva che «il <em>New York Times</em> ha sostanzialmente confermato che Israele ha giocato un ruolo nel fomentare i violenti disordini per un cambio di regime che tra l’8 e il 9 gennaio hanno causato circa 3000 morti in Iran, ma che in Occidente sono stati presentati come proteste pro-democrazia». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NY Times has essentially confirmed that Israel played a role in stimulating the violent regime change riots that left around 3000 dead in Iran this January 8 and 9, but which were marketed in the West as pro-democracy protests.<br><br>It was well understood by the Mossad that those… <a href="https://t.co/1Ki4Ow2cMs">pic.twitter.com/1Ki4Ow2cMs</a></p>&mdash; Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) <a href="https://twitter.com/MaxBlumenthal/status/2035923259619725652?ref_src=twsrc%5Etfw">March 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>«Era ben chiaro al Mossad &#8211; afferma Blumenthal &#8211; che quei tumulti avrebbero aiutato a stimolare un’azione militare da parte di Trump. <strong>L’intelligence israeliana doveva soltanto convincere il presidente dalla mente debole che un’ondata di attacchi mirati</strong> (<em>decapitation strikes</em>) avrebbe scatenato un’enorme rivolta capace di far crollare immediatamente la Repubblica Islamica. I disordini di gennaio furono presentati a Trump come un’anteprima di ciò che sarebbe accaduto. I media occidentali, tra cui il <em>New York Times</em> e <em>The Guardian,</em> hanno svolto un ruolo centrale nel legittimare l’inganno israeliano descrivendo falsamente quei violenti tumulti per il cambio di regime come semplici proteste, gonfiando enormemente il bilancio delle vittime e nascondendo il fatto che molti furono uccisi dagli stessi rivoltosi sostenuti da Israele».</p>



<p>«L’intero mondo dei media occidentali e il complesso industriale dei diritti umani occidentali &#8211; accusa il giornalista &#8211; <strong>hanno deliberatamente travisato la vera natura di quei disordini</strong>. Ma ora che la guerra che loro hanno contribuito a scatenare sta andando male per Stati Uniti e Israele, gli stessi media si sentono finalmente liberi di rivelare qualche briciola di verità».</p>



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		<title>Caso Carlson, i neocon lo vogliono in prigione. Greenwald: &#8220;Il Mossad lo ha spiato per conto della Cia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-carlson-i-neocon-lo-vogliono-in-prigione-greenwald-il-mossad-lo-ha-spiato-per-conto-della-cia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligence americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tucker Carlson CIA Iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Laura Loomer, lobby israeliana e neocon vogliono che il giornalista Tucker Carlson vada in prigione: ecco perché.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-carlson-i-neocon-lo-vogliono-in-prigione-greenwald-il-mossad-lo-ha-spiato-per-conto-della-cia.html">Caso Carlson, i neocon lo vogliono in prigione. Greenwald: &#8220;Il Mossad lo ha spiato per conto della Cia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tucker Carlson CIA Iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260315222248777_be87e64decdfd7e91930e3f7e5d9c75d-e1773609808424.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Non vedo l&#8217;ora di vedere <strong>Tucker Carlson</strong> in prigione». La notizia, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-cia-spia-tucker-carlson-e-lo-vuole-incastrare-come-agente-iraniano-laccusa-del-giornalista.html">riportata dallo stesso giornalista conservatore in un post su X</a>, secondo cui la&nbsp;<em>Central Intelligence Agency</em>&nbsp;(Cia) starebbe preparato una segnalazione di reato da consegnare al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (Doj) per via dei <strong>contatti avuti con persone in Iran prima dello scoppio della guerra</strong> scatenata da Usa e Israele, sta facendo molto discutere negli Stati Uniti, con i neoconservatori e gli esponenti della lobby filo-Israeliana che chiedono che Tucker Carlson venga incriminato e processato. </p>



<p>Non è un mistero, infatti, che Carlson <a href="https://it.insideover.com/guerra/attacco-alliran-il-punto-di-non-ritorno-per-trump-tucker-carlson-disgustoso-e-malvagio.html">sia in rotta con l’amministrazione Trump</a> dopo l’aggressione illegale di Usa e Israele contro l’Iran e che, negli ultimi mesi, si sia fatto non pochi nemici negli Stati Uniti dopo le durissime critiche nei confronti di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e della politica israeliana in generale, anche nei confronti dei cristiani. Una delle voci più esplicite è quella di <strong>Fleur Hassan-Nahoum</strong>, ex vice-sindaco di Gerusalemme e figura di spicco in varie entità israeliane. In un post su X (ex Twitter), ha dichiarato: «Tucker Carlson dovrebbe essere arrestato e processato per tradimento». Una richiesta, proveniente dal funzionario di un Paese straniero, che mette in luce un&#8217;interferenza che molti osservatori negli Usa ritengono inaccettabile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Who the fuck are Israelis to dictate that American journalists should be arrested and prosecuted for &quot;treason&quot;?<br><br>As always, these Israelis are not alone. They have a horde of loyalists in the US echoing this.<br><br>By &quot;treason,&quot; they mean: speaking and reporting critically on Israel. <a href="https://t.co/yJzJVaMcc3">https://t.co/yJzJVaMcc3</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/2033167612293644541?ref_src=twsrc%5Etfw">March 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Tra questi, il giornalista Premio Pulitzer per l&#8217;inchiesta su Nsa e sorveglianza di massa, <strong>Glenn Greenwald</strong>: «Chi diavolo sono gli israeliani per dettare legge e pretendere che i giornalisti americani vengano arrestati e processati per &#8220;tradimento&#8221;? Come sempre, questi israeliani non sono soli. Hanno una schiera di lealisti negli Stati Uniti che ne condividono le idee. Per &#8220;tradimento&#8221; intendono: parlare e riferire in modo critico su Israele».</p>



<p>Come può un rappresentante israeliano dettare i termini della lealtà americana? Eppure, invece di indignazione, tale dichiarazione ha trovato eco tra influenti americani noti per la loro fedeltà incondizionata verso Israele. Come l&#8217;influencer <strong>Laura Loomer</strong>, figura controversa vicinissima al presidente Donald Trump e alla Casa Bianca, tanto da aver parlato con il presidente Usa la notte dell&#8217;attacco all&#8217;Iran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I can’t wait to see Tucker Carlson go to prison.</p>&mdash; Laura Loomer (@LauraLoomer) <a href="https://twitter.com/LauraLoomer/status/2033013980609003694?ref_src=twsrc%5Etfw">March 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Questo a riprova del clima da «guerra civile» che si respira nel mondo Maga dopo la decisione del presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> di attaccare Teheran e sostenere la guerra di Tel Aviv. «Il fatto che gli agenti stranieri più sovversivi di Israele stiano cercando di imprigionare giornalisti americani per il crimine di aver criticato il loro Paese sacro è già di per sé disgustoso. Il fatto che stiano facendo tutto questo accusando ALTRI di essere agenti stranieri sotto copertura rappresenta un livello di sfrontatezza finora sconosciuto», accusa Greenwald commentando il post della stessa Loomer.</p>



<p>In passato, Laura Loomer ha manifestato apertamente la sua ammirazione per il controverso rabbino <strong>Meir Kahane</strong>, fondatore del movimento kahanista, invocando addirittura il ritorno del gruppo militante fondato dal rabbino e in passato classificato come organizzazione terroristica dall’Fbi, affermando che «ebrei armati che non scherzano dovrebbero pattugliare le strade d’America» e che la Jdl dovrebbe essere rilanciata in ogni città per proteggere gli ebrei da minacce antisemite e terrorismo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="730" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDcWduxbkAAYuSc-730x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-509314" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDcWduxbkAAYuSc-730x1024.jpeg 730w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDcWduxbkAAYuSc-214x300.jpeg 214w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDcWduxbkAAYuSc-768x1078.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDcWduxbkAAYuSc-1095x1536.jpeg 1095w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDcWduxbkAAYuSc-600x842.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDcWduxbkAAYuSc.jpeg 1290w" sizes="auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>



<p>Loomer ha ribadito posizioni analoghe in altri interventi, come quando, nell’ottobre 2025, disse che gli ebrei di New York avrebbero presto riconosciuto la lungimiranza di Kahane. Sebbene non vi sia un’affiliazione formale con <strong>Kahane Chai</strong> (l’organizzazione designata come gruppo terroristico globale dal Dipartimento di Stato Usa), queste dichiarazioni dell&#8217;influencer la collegano ideologicamente al kahanismo e a questa visione radicale che la colloca tra le più ferventi sostenitrici del sionismo in America. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Greenwald: &#8220;Vogliono intimidire i giornalisti&#8221;</h2>



<p>Nel suo <a href="https://greenwald.substack.com/p/cia-prepares-criminal-referral-of">articolo su <em>Substack</em></a>, Greenwald si dice scettico rispetto a una possibile incriminazione di Tucker Carlson da parte del Dipartimento di Giustizia sotto l&#8217;amministrazione Trump. Scrive: «Forse sono ingenuo, ma continuo a ritenere piuttosto improbabile che Tucker Carlson venga incriminato dal Dipartimento di Giustizia di Trump per i suoi articoli. Tuttavia, il fatto che la cosa venga promossa in modo aggressivo – non da <em>account</em> casuali online, ma da alcune delle voci più influenti di Washington – è, quantomeno, <strong>finalizzato a creare un clima di paura e intimidazione nei confronti di chiunque abbia criticato aspramente sia Israele che la guerra di Trump/Netanyahu</strong> e, soprattutto, nei confronti di coloro che denunciano come le affermazioni trionfalistiche del governo statunitense non corrispondano alla realtà».</p>



<p>Quante alle chat di Carlson &#8220;spiate&#8221; dalla Cia, Greenwald spiega che «l&#8217;unico modo per ottenere tali conversazioni sarebbe stato attraverso intercettazioni operate dalla Nsa o da agenzie alleate come il Mossad, che le avrebbero fornite alla Cia – <strong>un meccanismo già documentato nei leaks di Snowden</strong> per aggirare i limiti costituzionali sulla sorveglianza interna ai cittadini americani». Greenwald sottolinea che non è la prima volta: anche nei tentativi di intervistare Vladimir Putin, <strong>le comunicazioni di Carlson erano state intercettate da spie statunitensi</strong>. </p>



<p>Ipotesi altamente plausibile, quella evidenziata da Greenwald: fosse vero, l&#8217;intelligence Usa non solo consentirebbe a un <strong>apparato straniero di spiare un cittadino americano</strong>, ma si presterebbe attivamente a collaborare con esso per aggirare i limiti costituzionali sulla sorveglianza interna sanciti dalla legge. In pratica, si configurerebbe uno scandalo di dimensioni enormi: lo Stato profondo americano non solo tollererebbe, ma faciliterebbe una interferenza straniera (israeliana) per reprimere il dissenso interno, usando strumenti di intelligence nati per combattere terrorismo o minacce estere contro un cittadino americano che &#8211; in teoria &#8211; dovrebbe poter esprimere la sua opinione liberamente e fare il suo mestiere, che prevede anche il fatto di parlare con persone di Paesi considerati &#8220;nemici&#8221;. Ah, la democrazia a stelle e strisce&#8230; </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="970" height="482" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Rumore di fondo e la voce di un uomo che ripete una sequenza di numeri in farsi, l’idioma indoeuropeo parlato in Iran, l&#8217;antica Persia. La sera del 28 febbraio, il giorno in cui ha avuto inizio l&#8217;operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti nei cieli dell&#8217;Iran, sulle frequenze radio a onde corte quella voce &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="970" height="482" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Rumore di fondo e la voce di un uomo che ripete una sequenza di numeri in <em>farsi, </em>l’idioma indoeuropeo parlato in Iran, l&#8217;antica Persia. La sera del 28 febbraio, il giorno in cui ha avuto inizio l&#8217;operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti nei cieli dell&#8217;Iran, sulle frequenze radio a onde corte quella voce ha iniziato a ripetere <em>“Tavajjoh! Tavajjoh! Tavajjoh!”, </em>che segnifica “<em>Attenzione!</em>”, per ripetere in seguito una sequenza numerica indecifrabile, considerata da molti un’attività anomala che può essere collegata a una <strong>Numeber Station </strong>non identificata. Scomparso a seguito di forti interferenze, forse legate a un&#8217;azione di sabotaggio, questa misteriosa trasmissione, captata sulla frequenza 7910 kHz e ricomparsa sulla frequenza <strong>7842 kHz</strong>, dove la stessa voce, a distanza di una settimana, è tornata a inviare nell’etere quella strana sequenza numerica. Ma per quale ragione un <strong>messaggio a onde corte</strong> e in particolare un messaggio cifrato in farsi dovrebbe interessarci? La risposta è semplice: potrebbe essere un modo per comunicare con gli <strong>agenti esteri</strong> infiltrati in Iran.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Number Station e spionaggio a onde corte</h2>



<p>Per capire di cosa stiamo parlando, dato che il senso e il contenuto del messaggio cifrato è, e probabilmente resterà, segreto, bisogna innanzitutto ripercorrere la storia delle Number Station; e il libro “<em><a href="https://www.amazon.it/Spionaggio-onde-corte-Lincredibile-radiotrasmissioni-ebook/dp/B0C43RF8XP">Spionaggio in onde corte</a></em>”, compendio dell’incredibile storia delle stazioni numeriche e delle radiotrasmissioni di messaggi segreti dalla Guerra Fredda ai giorni nostri (edito da Italia Storica), può tornaci decisamente utile. Ricordandoci come strumenti semplici, sicuri e affidabili possono essere ancora estremamente utili alle <strong>attività di spionaggio</strong> condotte in territori altamente ostili.</p>



<p>Queste cosiddette Numbers Stations, spiega Andrea Lombardi, sono delle trasmissioni radio in onde corte, che vengono trasmesse &#8220;<em>nelle più diverse ore del giorno  con durate variabili, reperibili su molte frequenze</em>&#8220;. Queste trasmissioni misteriose, che generalmente consistono in voci registrate che leggono &#8220;<em>gruppi di numeri o di lettere in alfabeto fonetico radiofonico</em>&#8220;, in segnali in <strong>codice morse</strong> o <strong>impulsi sonori</strong>, sono &#8220;<em>precedute spesso da segnali di inizio trasmissione consistenti in brevi brani musicali, sequenze di lettere o scale di note, ciclicamente ripetuti a orari prefissati</em>&#8221; che richiamano l&#8217;attenzione del ricevitore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">👀⚠️<br>The mysterious Farsi-language Numbers-Station on 7910kHz, received in 🇮🇹Milan at 18:00 UTC on March 3, 2026. <br>Probably the most interesting radio signal in recent times. <a href="https://t.co/CeKdGzc5Sy">pic.twitter.com/CeKdGzc5Sy</a></p>&mdash; Shortwave Observer (@shortwave78) <a href="https://twitter.com/shortwave78/status/2028895990405599345?ref_src=twsrc%5Etfw">March 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Secondo gli studi condotti indipendentemente da esperti di telecomunicazioni, molte di queste trasmissioni sono state impiegate da diversi servizi segreti per trasmettere dei brevi messaggi di testo ai loro &#8220;<em>agenti sotto copertura o dormienti</em>”. Impiegato per la prima volta durante la Grande Guerra, e adottato regolarmente dagli Alleati nel Secondo conflitto mondiale, quando l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">emittente BBC inviava dei radiomessaggi in codice </a> attraverso la lettura di particolari frasi, come i versi della poesia <em>Canzone d&#8217;autunno </em>di Paul Verlaine, per allertare gli agenti del SOE, lo <strong>Special Operations Executive</strong> e la Resistenza di azioni imminenti nell&#8217;Europa occupata, venne adottato negli anni della Guerra Fredda da <strong>CIA</strong>, <strong>KGB</strong> e <strong>Mossad</strong> per mezzo di decine di Numbers Stations in onde corte attraverso le quali &#8220;<em>aspre voci femminili, recitanti litanie di numeri nell’etere, tra lo statico di scariche elettromagnetiche e carillon distorti&#8221;</em> annunciavano informazioni segrete della massima rilevanza, o l&#8217;inizio di &#8220;<em>operazioni segrete e manovre di destabilizzazione</em>&#8220;.<br><br>Proprio il Mossad, sarebbe stato captato su quella che venne definita la “Female Phonetic Alphabet Stations&#8221;, secondo quanto riporta il libro di Tom Kneitel <em>Guide to Embassy and Espionage Stations</em>, secondo cui la teoria più&nbsp;plausibile era che essa fosse operata dai servizi segreti israeliani, che emetteva un segnale identificativo costituito da tre lettere che veniva ripetuto prima che una voce femminile dicesse &#8220;<em>End of message. End transmission</em>&#8220;. Lo scopo di questi messaggi è ancora<strong> ignoto</strong>.<br><br>Un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con le stazioni numeriche e i programmi di addestramento clandestini, ha dichiarato al <em>Financial Times</em> che le Number Station sono ancora fondamentali per contattare agenti o fonti di alto livello. &#8220;<em>Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti</em>&#8220;. Ciò che è tuttavia estremamente interessante, almeno per le persone comuni, è la possibilità di captare e ascoltare questi messaggi composti da <em>&#8220;<strong>lunghe liste di numeri</strong> in gruppi di quattro o cinque cifre</em>&#8220;, con il solo ausilio di un semplice ricevitore che possa essere sintonizzato su onde medie e corte, magari dotato di un&#8217;antenna telescopica e delle cuffie chiuse.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="811" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-1024x811.jpg" alt="" class="wp-image-509345" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-1024x811.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-768x608.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-600x475.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07.jpg 1172w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un agente del SOE ascolta messaggi radio in Grecia durante la seconda guerra mondiale</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un messaggio in persiano disturbato dall&#8217;Iran</h2>



<p>Nel caso del messaggio in lingua farsi comparso il 28 febbraio sulla frequenza 7910 kHz, e ricomparso il 5 marzo sulla frequenza 7842 kHz, il radioamatore noto con il nome di <strong>Shortwave Observer </strong>(che a suo dire è stato allertato da un membro della RAF) dopo aver captato e analizzato il messaggio ha dichiarato alla stampa che: “<em>Il segnale di disturbo sui 7910 kHz che blocca le trasmissioni in lingua persiana della Numbers Station è identico al disturbo che da tempo disturba &#8220;Radio Farda&#8221;, una stazione radio a onde corte anti-regime iraniano&#8221;. </em>Ciò lo ha portato ad affermare che l&#8217;origine del disturbo era decisamente <em>&#8220;iraniana”</em>, e per questo si è potuto supporre che quei messaggi numerici in lingua farsi anticipati da un messaggio di allerta venissero inviati dallo spionaggio militare israeliano o statunitense. Anche se altri radioamatori &#8220;non concordano&#8221; con queste ipotesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un vecchio metodo ancora efficace nello spionaggio</h2>



<p>La Number Station in farsi, che è stata codificata come <strong>V32</strong>, trasmette due volte al giorno &#8211; alle 2 del mattino e alle 18.00 di sera, <em>Greenwich Mean Time</em> &#8211; cambiando il suo codice numerico cifrato, che, almeno in passato, veniva decodificato attraverso le cosiddette &#8220;<strong>One Time Pad</strong>&#8220;: blocchi monouso che contengono gruppi numerici o fonetici casuali. <br><br>Se chi invia e chi riceve il messaggio possiede la chiave di cifratura — che può essere anche molto lunga — il contenuto diventa di fatto impossibile da decifrare per chiunque altro, purché la chiave non venga riutilizzata. Un sistema efficace e semplice da utilizzare anche nell&#8217;<strong>era di Starlink</strong>, che come ci ha dimostrato di recente il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/avanzata-lampo-nella-zona-grigia-cos-kiev-ha-ripreso-78-2611554.html">conflitto russo-ucraino</a>, può essere inibito dallo stesso operatore per impedire le comunicazioni. Per questo motivo le Number Station e i messaggi a onde corte sono considerati, sotto alcuni aspetti, persino più sicure delle comunicazioni digitali: non solo il messaggio resta <strong>incomprensibile</strong> senza la chiave, ma la natura pubblica della trasmissione rende impossibile identificare il destinatario, mentre molti sistemi digitali lasciano comunque delle tracce. <br><br>Per un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con questo sistema e i programmi di addestramento clandestino, le Number Station sono ancora fondamentali per c<strong>ontattare agenti</strong> o <strong>fonti di alto livello</strong>: &#8220;<em>Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸🇮🇱🇮🇷<br>Farsi/Persian-language ciphered transmission, known as Numbers-Station “V32”, sending numbers on 7842kHz. <br><br>Loud and clear in northern Italy🇮🇹 via IK2WBG webSDR at 18:11 UTC March 14  2026 <a href="https://t.co/JEak34K7f4">pic.twitter.com/JEak34K7f4</a></p>&mdash; Shortwave Observer (@shortwave78) <a href="https://twitter.com/shortwave78/status/2032886792903417984?ref_src=twsrc%5Etfw">March 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ipotesi della CIA</h2>



<p>In un articolo condiviso dall&#8217;ex capo stazione della CIA a Roma, e vertice dell&#8217;agenzia in Italia, Robert Gorelick, si legge che il segnale in farsi che è stato captato al preludio delle operazioni militari in Iran potrebbe essere collegato alla &#8220;<strong>guerra segreta</strong>&#8221; combattuta dall&#8217;intelligence all&#8217;interno dell&#8217;Iran, come segnale dell&#8217;inizio di una &#8220;<em>nuova fase</em>&#8220;. Ex <strong>funzionari dell&#8217;intelligence statunitense</strong> avrebbero affermato che le trasmissioni &#8220;<em>probabilmente</em>&#8221; erano una &#8220;<em>misura di emergenza che permetteva a Washington di <a href="https://www.hashtag.al/en/index.php/2026/03/11/stacioni-qe-dergon-mesazhe-misterioze-drejt-iranit/">mantenere i contatti</a> con gli agenti all&#8217;interno dell&#8217;Iran</em>&#8220;. John Sipher, ex capo della stazione CIA a Mosca, ha dichiarato: &#8220;<em>Se ci si sta dirigendo verso la guerra, è una soluzione di riserva perfetta</em>&#8220;. </p>



<p>Per Goerlick di tratta di un&#8221;<em>metodo di comunicazione efficace, economico e molto sicuro</em>&#8220;. Il fatto che la trasmissione sia stata temporaneamente oscurata da scariche di suoni elettronici, come <em>bip </em>e <em>chirp</em>, sarebbe la conferma di un tentativo da parte dell&#8217;Iran di disturbare il segnale. <br><br>La stazione V32, la prima a trasmettere in persiano da circa un quarto di secolo, avrebbe solo un precedente simile nella storia, e si tratta proprio di una stazione attiva durante l&#8217;<strong>invasione statunitense dell&#8217;Afghanistan</strong> del 2001, operazione&nbsp;<strong>Enduring Freedom</strong>. Tuttavia, la sequenza numerica utilizzata all&#8217;epoca aveva &#8220;<em>indotto alcuni osservatori a sospettare che potesse essere gestita dalla Russia</em>&#8220;. Molto interessante anche l&#8217;ipotesi secondo cui la Number Station V32 sia stata progettata solo allo scopo di <strong>tenere impegnato</strong> e s<strong>otto pressione il controspionaggio iraniano</strong>, &#8220;<em>suggerendo l&#8217;esistenza di agenti di alto livello a Teheran in attesa di ordini da Washington o Tel Aviv</em>&#8220;. Un&#8217;idea che il capo della CIA in Italia avrebbe sposato se fosse ancora un operativo.</p>



<p>Inoltre, &#8220;<em><strong>non è una coincidenza</strong> che sia iniziata proprio il giorno in cui è scoppiata la guerra</em>&#8221; secondo un altro ex funzionario del controspionaggio statunitense che ha trascorso anni a rintracciare spie che ricevevano ordini da Cuba tramite segnali simili al misterioso codice numerico ascoltato sulla frequenza 7910 kHz all&#8217;inizio delle operazioni militari che, di fatto, hanno innescato la <strong>Terza guerra del Golfo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;asse Cia-Mossad e l&#8217;attacco israeliano: come è andata l&#8217;operazione per uccidere Khamenei</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/lasse-cia-mossad-e-lattacco-israeliano-come-e-andata-loperazione-per-uccidere-khamenei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 08:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Israele-Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Stati Uniti e Israele hanno compiuto nella giornata del 28 febbraio la più ampia e vasta operazione congiunta mai realizzata concretizzando mesi di lavoro d&#8217;intelligence e raccolta informazioni per mettere in campo l&#8217;azione che ha portato all&#8217;uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di diversi alti funzionari del regime iraniano. L&#8217;operazione &#8220;Ruggito del Leone&#8221; (nome &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lasse-cia-mossad-e-lattacco-israeliano-come-e-andata-loperazione-per-uccidere-khamenei.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lasse-cia-mossad-e-lattacco-israeliano-come-e-andata-loperazione-per-uccidere-khamenei.html">L&#8217;asse Cia-Mossad e l&#8217;attacco israeliano: come è andata l&#8217;operazione per uccidere Khamenei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260301090723648_992194e5d20175526de78afc4906d6bc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Stati Uniti e Israele</strong> hanno compiuto nella giornata del 28 febbraio la più ampia e vasta operazione congiunta mai realizzata concretizzando mesi di lavoro d&#8217;intelligence e raccolta informazioni per mettere in campo l&#8217;azione che ha <strong>portato all&#8217;uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei</strong> e di diversi alti funzionari del regime iraniano. L&#8217;operazione &#8220;Ruggito del Leone&#8221; (nome israeliano) o &#8220;Epic Fury&#8221; (nome americano) ha <strong>seguito un intenso processo</strong> volto a massimizzare il danno per la leadership iraniana e secondo le ricostruzioni del <em>New York Times</em> è stata costruita con un&#8217;attenta divisione dei compiti.</p>



<p><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/prior-iran-attacks-cia-assessed-khamenei-would-be-replaced-by-hardline-irgc-2026-02-28/">Per mesi la <strong>Central Intelligence Agency (Cia)</strong> ha </a>seguito i movimenti di Khamenei e dell&#8217;establishment iraniano. <strong>Ha ricostruito gli spostamenti della Guida Suprema,</strong> il suo network di contatti stretti, la sua routine. <strong>Va capito in che modo: se, da un lato, sicuramente la Signal Intelligence (Sigint)</strong> israeliana da tempo aveva costruito reti d&#8217;influenza e penetrazione nell&#8217;establishment iraniano, già dimostrate nella loro efficacia dagli attacchi coordinati per l&#8217;omicidio di alti funzionari durante la guerra dei dodici giorni, dall&#8217;altro è plausibile che anche delle <strong>infiltrazioni di Human Intelligence (Humint)</strong> abbiano promosso una raccolta informazioni dettagliata. </p>



<p><a href="https://www.nytimes.com/live/2026/02/28/world/iran-strikes-trump#cia-israel-ayatollah-compound">Il New York Times</a> fornisce un dettaglio meritevole di approfondimento: &#8220;gli Stati Uniti e Israele hanno deciso di modificare i tempi del loro attacco, in parte per trarre vantaggio dalle nuove informazioni di intelligence&#8221; nella giornata del 28 febbraio. <strong>La Cia ha avuto informazioni di prima mano</strong> sulla possibilità di ricostruire dei movimenti chiari che puntavano in direzione dello svolgimento di una riunione tra vertici della Repubblica Islamica nelle prime ore di sabato, che in Iran inaugura la settimana lavorativa. </p>



<p><strong>Da qui la decisione di anticipare l&#8217;inizio dei raid: si è palesato un coordinamento diretto tra la Cia </strong>e il servizio segreto estero di Israele, <strong>Mossad</strong>, con probabile coinvolgimento anche dell&#8217;<strong>Aman, il servizio segreto militare</strong>. </p>



<p>Questo ha consentito di attivare i caccia israeliani e di far partire  i <strong>velivoli parte dello squadrone di 200 F-15 e F-35 dello Stato Ebraico</strong> decollati per colpire 500 bersagli nella Repubblica Islamica, tra cui il compound dove si trovava Khamenei. La Guida Suprema è risultata uccisa assieme al generale Mohammad Pakpour, capo dei Pasdaran, al generale Aziz Nasirzadeh, ministro della Difesa, e all&#8217;ex Segretario generale del consiglio di sicurezza nazionale, l&#8217;ammiraglio<a href="https://it.insideover.com/politica/iran-torna-shamkhani-il-richelieu-di-teheran-scampato-ai-raid-israeliani.html"> Ali Shamkhani</a>, figura chiave nel convincere l&#8217;apparato securitario di Teheran a una <strong>postura negoziale</strong> nei mesi e negli anni scorsi. </p>



<p><strong>La sensazione è che un&#8217;operazione di questo tipo</strong> difficilmente potrebbe essere condotta senza presenza di elementi sul terreno, capaci di indicare con precisione cambi di agenda, tabelle di marcia dei leader, programmi e spostamenti. Nulla che un&#8217;elaborazione informatica e tecnologica per quanto complessa possa forare con così poco anticipo. Da qui la decisione di far decollare alle 6 del mattino di sabato gli aerei: &#8220;Due ore e cinque minuti dopo il decollo dei jet, intorno alle 9:40 di mattina a Teheran, i missili a lungo raggio colpirono il complesso. Al momento dell&#8217;attacco, alti funzionari della sicurezza nazionale iraniana si trovavano in un edificio del complesso, mentre Khamenei si trovava in un altro edificio vicino&#8221;, nota il <em>New York Times.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cia, la Humint e l&#8217;asse Trump-Netanyahu</h2>



<p>Plausibilmente, la Cia ha avuto <strong>informazioni di prima mano</strong> in tempo reale. La spinta sulla Human Intelligence e la maggiore &#8220;aggressività&#8221; dell&#8217;agenzia <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/piu-humint-per-una-cia-aggressiva-la-visione-del-direttore-ratcliffe.html">dall&#8217;ascesa alla guida di <strong>John Ratcliffe</strong></a>, già viste in azione in <strong>Venezuela</strong>, con ogni probabilità hanno forato il gruppo dirigente iraniano. <strong>La presenza di strutture di coordinamento informativo capaci di trasmettere all&#8217;intelligence israeliana</strong> gli spostamenti della Guida Suprema è plausibile, a testimonianza di un coordinamento d&#8217;intelligence che parrebbe andare oltre la tradizionale alleanza Tel Aviv-Washington. </p>



<p>Un coordinamento a cui l&#8217;Iran non è in grado di opporre le dovute contromisure, vedendo il suo cerchio magico forato e decimato da un&#8217;intensa <strong>attività d&#8217;intelligence che testimonia la degradazione della sicurezza</strong> del sistema della Repubblica Islamica. Si conferma il fatto che sull&#8217;Iran <strong>Donald Trump e Benjamin Netanyahu</strong> marciano uniti e fanno marciare uniti Stati Uniti e Israele: è successo nel 2018 col ripudio americano degli accordi sul nucleare che ha aperto la strada alla guerra odierna, nel 2020 con l&#8217;omicidio del capo della Quds Force dei Pasdaran Qasem Soleimani, lo scorso anno con la guerra dei dodici giorni, oggi con Epic Fury/Ruggito del Leone. E l&#8217;intelligence fornisce la cinghia di trasmissione operativa alla postura aggressiva di Usa e Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lasse-cia-mossad-e-lattacco-israeliano-come-e-andata-loperazione-per-uccidere-khamenei.html">L&#8217;asse Cia-Mossad e l&#8217;attacco israeliano: come è andata l&#8217;operazione per uccidere Khamenei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran: gli Usa stanno decidendo come intervenire</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-stanno-decidendo-come-intervenire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 16:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[Starlink]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1390" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: gli Usa stanno decidendo come intervenire" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN.jpg 1390w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-600x369.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1390px) 100vw, 1390px" /></p>
<p>"Quali sono gli indicatori di un possibile attacco da parte degli Stati Uniti all'Iran? Gli Stati Uniti dovrebbero avere almeno una task force di portaerei nella regione, almeno un paio di squadroni di caccia/bombardieri e avrebbero dovuto rafforzare o l'evacuare delle basi militari statunitensi nella regione. Finora non c'è alcun segno di tale attività".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-stanno-decidendo-come-intervenire.html">Iran: gli Usa stanno decidendo come intervenire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1390" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: gli Usa stanno decidendo come intervenire" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN.jpg 1390w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/FOTO-RAGAZZA-FAKE-IRAN-600x369.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1390px) 100vw, 1390px" /></p>
<p>Consiglio di guerra negli Stati Uniti per decidere sull&#8217;Iran. Nonostante le minacce di Trump e le sollecitazioni, i media Usa più importanti oggi comunicano che probabilmente si opterà per azioni &#8220;limitate, un attacco informatico o un attacco all&#8217;apparato di sicurezza interna iraniano&#8221;, scartando altre possibilità più drastiche come un nuovo attacco ai siti nucleari o bombardamenti contro basi missilistiche, opzioni che innescherebbero una guerra alla quale l&#8217;America, a quanto pare, non si sta preparando.</p>



<p>Lo scrive Larry Johnson sul <a href="https://ronpaulinstitute.org/the-cia-mossad-operation-to-spark-a-color-revolution-in-iran-has-failed/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron Paul Institute</a> in un articolo nel quale racconta di un regime-change ormai fallito e che si conclude così: &#8220;Quali sono gli indicatori di un possibile attacco da parte degli Stati Uniti all&#8217;Iran? Gli Stati Uniti dovrebbero avere almeno una task force di portaerei nella regione, almeno un paio di squadroni di caccia/bombardieri e avrebbero dovuto rafforzare o l&#8217;evacuare delle basi militari statunitensi nella regione. Finora non c&#8217;è alcun segno di tale attività&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ronpaulinstitute.org/the-cia-mossad-operation-to-spark-a-color-revolution-in-iran-has-failed/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-RP-2-1024x483.jpg" alt="The CIA/Mossad Operation to Spark a Color Revolution in Iran has Failed" class="wp-image-80093"/></a></figure>



<p>Peraltro, la sparata di Trump sui dazi al 25% contro i Paesi che commerceranno con l&#8217;Iran sembra suggerire che il presidente americano preferisca un&#8217;azione limitata: questo tipo di proclami contro la Russia nel corso conflitto ucraino hanno scandito i momenti in cui più ha cercato il dialogo con Mosca. Un modo per coprirsi le spalle, per mostrare ai neocon &#8211; che premono perché incenerisca più o meno tutto il mondo &#8211; che li sta ascoltando.</p>



<p>Quanto al fatto che il regime-change iraniano sia fallito, a stare a quanto scrive Johnson (e non solo lui), ciò sarebbe evidenziato dal fatto che le manifestazioni per rovesciare il governo si stanno diradando, mentre le piazze si affollano di sostenitori dello stesso. Riportiamo la notizia senza accreditarla come definitiva, dal momento che ricordiamo come i regime-change del passato si siano sviluppati a ondate, alternando momenti di piena a momenti di risacca.</p>



<p>Infatti, ci sembra ancora presto per affermare con certezza che le recenti ondate di proteste siano state le ultime. Di certo, negli ultimi giorni appaiono più attenuate, anche per la chiusura delle comunicazioni, compreso Starlink che Cia e Mossad hanno usato per coordinare i cosiddetti rivoltosi.</p>



<p>Riportiamo da <a href="https://www.forbes.com/sites/zakdoffman/2026/01/12/kill-switch-iran-shuts-down-starlink-internet-for-first-time/?streamIndex=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Forbes</a>: &#8220;Non si era mai visto niente del genere prima. Il blackout digitale dell&#8217;Iran ha usate i jammer militari, a quanto pare forniti dalla Russia, per bloccare l&#8217;accesso a Starlink Internet. Si tratta di un punto di svolta per la connettività di tipo &#8216;Piano B&#8217; spesso utilizzata da manifestanti e attivisti anti-regime quando l&#8217;accesso ordinario a Internet viene bloccato&#8221;. Probabile che ci sia lo zampino russo, dal momento che hanno dovuto imparare come disattivare la rete satellitare di Elon Musk nel corso del conflitto ucraino.</p>



<p>Ma non è detto che l&#8217;oscuramento permanga, almeno a stare a quel che scrive il <a href="https://www.washingtonpost.com/technology/2026/01/13/iran-starlink-protest-musk-trump/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a> (e da quel che si registra in Ucraina), perché i tecnici di Starlink stanno provando ad aggirare il blocco, costringendo i loro omologhi &#8220;iraniani&#8221; a erigere nuove difese in un &#8220;gioco del gatto e del topo&#8221;.</p>



<p>Al di là dell&#8217;incertezza sugli sviluppi, c&#8217;è un cenno nella nota di Johnson che riteniamo di rilievo: &#8220;La CIA e il Mossad sembrano aver dimenticato che per attuare un cambio di regime di successo devono avere sotto controllo l&#8217;esercito e i servizi di sicurezza. Inoltre, supponiamo che ci siano stati in totale un milione di manifestanti sparsi tra le città iraniane. Si tratta comunque di poco più dell&#8217;1% della popolazione totale dell&#8217;Iran. Sebbene molti iraniani siano arrabbiati o delusi dalla cattiva gestione dell&#8217;economia iraniana da parte del governo del presidente Pezeshkian, ciò non significa che la maggioranza degli iraniani sia pronta a dare la colpa all&#8217;Ayatollah Khameni&#8221;.</p>



<p>Quanto alle proteste, val la pena leggere il documentato articolo di <a href="https://thegrayzone.com/2026/01/12/western-media-riots-iran-govt-regime-change/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Grayzone</a>, nel quale ricorda come le prime manifestazioni, che hanno visto scendere in piazza i commercianti dei bazar &#8211; figure chiave del Paese &#8211; furono accolte con &#8220;simpatia&#8221; dal governo, che &#8220;fornì loro la protezione della polizia&#8221;. Poi sono entrati in scena i facinorosi eterodiretti e tutto è precipitato (Greyzone pubblica foto, video e resoconti delle aggressioni e delle devastazioni ad opera dei &#8220;manifestanti pacifici&#8221;, a cui rimandiamo).</p>



<p>Ciò non vuol dire che le forze di sicurezza iraniane non abbiano usato a loro volta la forza bruta, solo che non hanno l&#8217;esclusiva e si trovano ad affrontare una vera e propria guerra ibrida che, dati i precedenti di Siria, Libia etc, affrontano con la determinazione del caso. È una guerra, e per di più una guerra esistenziale, dove si gioca il destino della nazione (come nei casi citati).</p>



<p>Inoltre, è bizzarro notare come i media mainstream piangano più le sorti del povero popolo iraniano, che peraltro per lo più sostiene il governo, che quelle del popolo palestinese, ben più brutalizzato, peraltro dagli stessi che stanno alimentando questo regime-change (vedi articolo del <a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-881733" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jerusalem Post</a>: &#8220;il Mossad fomenta le proteste&#8230;&#8221;).</p>



<p>Quanto all&#8217;innesco delle rivolte, i media battono il tasto sulle ristrettezze economiche provocate da una dirigenza corrotta e incapace &#8211; come se ciò sia peculiare a tali élite e non qualità comune anche alle élite occidentali &#8211; dimenticando sia le durissime sanzioni che hanno afflitto l&#8217;Iran per decenni, che avrebbero impoverito qualsiasi nazione, sia anche, e forse soprattutto, che il crollo del sistema è stato tanto repentino &#8211; tra il <a href="https://it.investing.com/currencies/eur-irr-historical-data" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 e l&#8217;8 gennaio la moneta è collassata di colpo</a> &#8211; che è impossibile che ciò sia stato casuale. Teheran è stata vittima di un attacco finanziario speculativo simile a quello che fece collassare la sterlina inglese nel 1992, peraltro condotto contro una nazione meno solida della Gran Bretagna.</p>



<p>Sul fatto che Iran e Stati Uniti restino comunque in&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" target="_blank" href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fenglish.almayadeen.net%2Fnews%2Fpolitics%2Fus-envoy-pushes-talks-with-iran-forward--worrying--israel&amp;data=05%7C02%7C%7C28861fcd51a146df6f4208de52be68cf%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C639039174926862368%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=yMJgBsZ%2BcwpiQ0%2B%2B%2BX8z8kXT%2FnOsllBQH29ME%2BWjeXw%3D&amp;reserved=0">contatto</a>&nbsp;abbiamo scritto&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" target="_blank" href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.piccolenote.it%2Fmondo%2Fla-guerra-ibrida-contro-liran-e-le-minacce-di-trump&amp;data=05%7C02%7C%7C28861fcd51a146df6f4208de52be68cf%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C639039174926874559%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=O8mxQ7GI71asmh4kh3tKF2dToy4pDMpretw3cqab4qM%3D&amp;reserved=0">ieri</a>, inutile tornarci. Di oggi la roboante istigazione di Trump ai cosiddetti ribelli, &#8220;prendete le istituzioni&#8221;, e le minacce: incontri con gli iraniani &#8220;annullati&#8221;, gli aiuti &#8220;stanno arrivando&#8221;. Vedremo.</p>



<p><em>Come molte rivoluzioni colorate, anche questa ha una studiata simbologia mass-mediatica, di stampo hollywoodiano: la sigaretta accesa con un&#8217;immagine di Khamenei (vedi foto).</em></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-stanno-decidendo-come-intervenire.html">Iran: gli Usa stanno decidendo come intervenire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Mossad e intelligence australiana, dopo i massacri di Sydney si rafforza l&#8217;asse</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-sydney-si-rafforza-lasse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 16:39:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;intelligence australiana e le agenzie di spionaggio di Tel Aviv guidate dal Mossad, il servizio estero di Israele, stanno cooperando congiuntamente per la sicurezza di Canberra e per indagare sulle cause scatenanti del massacro di Bondi Beach a Sydney, dove ieri 15 persone sono rimaste uccise in un attacco contro la comunità ebraica celebrante Hanukkah. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-sydney-si-rafforza-lasse.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-sydney-si-rafforza-lasse.html">Mossad e intelligence australiana, dopo i massacri di Sydney si rafforza l&#8217;asse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-Sydney-si-rafforza-lasse-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;intelligence australiana e le <a href="https://www.afr.com/policy/foreign-affairs/israel-joins-bondi-terror-probe-as-calls-grow-for-asio-review-20251215-p5nnoh">agenzie di spionaggio di Tel Aviv guidate dal <strong>Mossad, il servizio estero di Israele,</strong> </a>stanno cooperando congiuntamente per la sicurezza di Canberra e per indagare sulle cause scatenanti del <strong>massacro di </strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/sidney-la-strage-della-hanukkah-11-morti-nella-comunita-ebraica.html"><strong>Bondi Beach a Sydney</strong>,</a> dove ieri 15 persone sono rimaste uccise in un attacco contro la comunità ebraica celebrante Hanukkah.</p>



<p><strong>L&#8217;Australian Security Intelligence Organisation (Asio)</strong>, l&#8217;intelligence interna australiana che opera contro le minacce alla sicurezza dello Stato del Commonwealth, sta indagando sulle presunte affiliazioni allo Stato Islamico dei due attentatori, mentre i media israeliani notano che l&#8217;intelligence israeliana starebbe battendo un&#8217;altra pista, ben funzionale ai piani strategici di Tel Aviv, cercando di analizzare <strong>la possibile mano dell&#8217;Iran dietro gli attentati.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Australia, i Five Eyes e il dialogo con Israele</h2>



<p>La cooperazione Mossad-Asio non deve stupire. Questo per almeno tre ragioni. In primo luogo, l&#8217;<strong>Australia è membro della rete d&#8217;intelligence dei Five Eyes,</strong> la più ramificata alleanza di spionaggio al mondo. Essa unisce le potenze dell&#8217;Anglosfera (Regno Unito, Canada, Nuova Zelanda, Australia) e gli Usa in una convergenza informativa, strategica, politica sulle scelte securitarie. Inevitabilmente, è chiaro che per la predominanza americana e un trend storico consolidato <strong>Israele sia il primo partner</strong> di questa alleanza. </p>



<p>Documenti ottenuti dall&#8217;<a href="https://www.icij.org/news/2025/10/arab-states-deepened-military-ties-with-israel-while-denouncing-gaza-war-leak-reveals" target="_blank" rel="noreferrer noopener">International Consortium of Investigative Journalists</a> e <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2025/10/11/us-israel-arab-military-leaked-documents/">trasmessi al <em>Washington Post</em> a ottobre</a> indicano i Five Eyes come partner primari dell&#8217;intelligence israeliana assieme a Bahrein, Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per lo scambio informativo sulla situazione geopolitica del Medio Oriente. Chiaramente, per le quesitoni internazionali i servizi operativi sono quelli esterni ed è plausibile che per Canberra siano in campo l&#8217;Australian Secret Intelligence Service (Asis), <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-legge-le-priorita-strategiche-dellitalia-piu-dellucraina-conta-lafrica.html">equivalente dell&#8217;Aise italiana</a>, e l&#8217;Australia Signals Directorate sottoposto al ministero della Difesa</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Pine Gap per le intelligence occidentali e Israele</h2>



<p>In secondo luogo, dalla guerra di Gaza in avanti <strong>tale cooperazione d&#8217;intelligence si è rafforzata</strong> anche in parallelo alla crescente presa di distanza da parte del premier laburista <strong>Anthony Albanese</strong> dal governo di <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, culminata a settembre nel riconoscimento <a href="https://www.theguardian.com/australia-news/2025/sep/21/australia-joins-uk-and-canada-in-formally-recognising-palestinian-state">della statualità palestinese da parte di Canberra.</a> Il simbolo di questa cooperazione è la base di<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/five-eyes-lalleanza-per-lintelligence-messa-alla-prova-da-trump-e-dal-caso-signal.html"> <strong>Pine Gap</strong></a><strong>, sita vicino ad Alice Springs, nel cuore desertico del Territorio del Nord</strong> australiano. Tale base, operata dagli Usa, è tra i più importanti apparati di Signal Intelligence al mondo. </p>



<p>&#8220;Due grandi satelliti geostazionari Orion, di proprietà degli Stati Uniti e gestiti da Pine Gap, si trovano a 36.000 chilometri sopra l&#8217;equatore, sopra l&#8217;Oceano Indiano. Da lì, osservano il Medio Oriente, l&#8217;Europa e l&#8217;Africa e raccolgono enormi quantità di dati di intelligence da trasmettere alla base di Pine Gap. <a href="https://michaelwest.com.au/six-eyes-australias-secret-support-for-the-israeli-assault-on-gaza-through-pine-gap/">Come ha ricordato il portale informativo Michael West Media poco dopo lo scoppio della guerra di Gaza:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Due grandi satelliti geostazionari Orion, di proprietà degli Stati Uniti e gestiti da Pine Gap, si trovano a 36.000 chilometri sopra l&#8217;equatore, sopra l&#8217;Oceano Indiano. Da lì, osservano il Medio Oriente, l&#8217;Europa e l&#8217;Africa e raccolgono enormi quantità di dati di intelligence da trasmettere alla base di Pine Gap. Dopo aver raccolto e analizzato i dati sulle comunicazioni e di intelligence per la National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti, Pine Gap li sta fornendo alle Forze di difesa israeliane, che stanno intensificando il loro brutale attacco contro i palestinesi nell&#8217;enclave di Gaza.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La cooperazione tra Australia e Israele contro i pasdaran</h2>



<p>Terzo punto, tra <strong>Canberra e Tel Aviv</strong> la cooperazione sul dossier iraniano è cogente. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-bomba-australiana-sulla-de-escalation-tra-iran-e-occidente.html">Nel mese di agosto</a> di quest&#8217;anno l&#8217;Australia <a href="https://www.timesofisrael.com/australia-says-tehran-behind-two-antisemitic-arson-attacks-expels-iranian-ambassador/">ha accusato l&#8217;Iran</a> di aver organizzato tramite le <strong>Guardie della Rivoluzione (Irgc)</strong> il rogo di una sinagoga di Melbourne e l&#8217;attacco vandalico a un ristorante ebraico di Sydney, mentre a ottobre il <strong>Mossad ha indicato l&#8217;alto ufficiale della Forza Quds dei Pasdaran Sardar Ammar </strong>come capo di una rete di 11mila militari ed agenti che comprenderebbe anche i <a href="https://www.timesofisrael.com/israel-reveals-irans-guards-leader-behind-attacks-on-jewish-sites-in-europe-australia/">responsabili dei due misfatti. </a>Solo poche settimane fa i Pasdaran sono <a href="https://www.abc.net.au/news/2025-11-28/iran-condemns-australia-listing-irgc-as-sponsor-of-terrorism/106075808">stati inseriti dall&#8217;Australia nell&#8217;elenco delle entità statali &#8220;sponsor del terrorismo&#8221;</a>.</p>



<p>L&#8217;attacco a Sydney è caduto dunque in un contesto di <strong>aperta convergenza tra le intelligence dei due Paesi</strong>, che ha sorpassato anche la netta rottura tra Albanese e Netanyahu, arrivata a palesarsi a valle del massacro. </p>



<p>Il premier israeliano ha provato a collegare il massacro di Sydney a un presunto flop australiano nel governare la lotta all&#8217;antisemitismo dopo il riconoscimento della Palestina, ricevendo la piccata risposta del leader di origine italiana. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dilemma e i dubbi sulla mano iraniana</h2>



<p>Canberra non ha commentato <strong>riguardo presunte responsabilità di Teheran</strong> ma<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/australia-said-to-be-investigating-if-sydney-attack-was-part-of-larger-iranian-plot/"> il <em>Times of Israel</em> </a>riferisce di aver appreso che &#8220;l&#8217;intelligence australiana sta indagando per verificare se gli autori dell&#8217;attacco facessero parte dello sforzo iraniano&#8221;.<strong> Sottolineiamo, a tal proposito, una possibile asimmetria</strong>: i gesti del 2024 sono parsi operazioni improvvisate, dilettantesche, ben lontane dall&#8217;efficacia militare dei due attentatori di Bondi Beach. </p>



<p><a href="https://www.abc.net.au/news/2025-12-15/bondi-beach-attack-gunmen-father-and-son/106142630">Inoltre, <strong>il presunto legame di uno dei terroristi con l&#8217;Isis</strong></a><strong>,</strong> che con la sua cellula <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-svolta-globale-dellisis-k-ci-mostra-che-non-bisogna-scordarsi-dellafghanistan.html">centroasiatica (Isis-K) </a>ha colpito duramente l&#8217;Iran con violenza in passato, cozza con la regia di Teheran. Infine, <strong>l&#8217;Australia ha smantellato buona parte della presunta rete pro-Teheran</strong> e Irgc dopo la segnalazione di ottobre del Mossad. Le premesse per un invito alla cautela ci sono tutte. </p>



<p>Dopo la guerra di giugno è possibile che a Tel Aviv ci sia chi sta spingendo con forza per una nuova <strong>resa dei conti con la Repubblica Islamica nel 2026</strong> e il <strong>contesto dei massacri di Sydney</strong> e dell&#8217;indagine globale sui presunti attacchi marchiati Pasdaran può essere una via per materializzarla. <strong>Questa ipotesi dovrà essere ben vagliata dalle autorità australiane</strong>, per fare giustizia delle vittime di Sydney e per garantire una reale sicurezza a un Paese strategico per gli equilibri geopolitici e d&#8217;intelligence globali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/mossad-e-intelligence-australiana-dopo-i-massacri-di-sydney-si-rafforza-lasse.html">Mossad e intelligence australiana, dopo i massacri di Sydney si rafforza l&#8217;asse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’angelo e l’inganno. La battaglia per la memoria sullo 007 che cambiò la guerra dello Yom Kippur</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/langelo-e-linganno-la-battaglia-per-la-memoria-sullo-007-che-cambio-la-guerra-dello-yom-kippur.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 14:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="736" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage-600x431.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Per oltre cinquant’anni, il nome di Ashraf Marwan è stato circondato da un’aura quasi mitica nei corridoi dell’intelligence israeliana. Consigliere personale del presidente egiziano Anwar Sadat, genero di Gamal Abdel Nasser e uomo d’affari cosmopolita, Marwan è stato per decenni celebrato come “l’Angelo”: la fonte che avrebbe salvato Israele dall’annientamento nel 1973. A lui, raccontano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/langelo-e-linganno-la-battaglia-per-la-memoria-sullo-007-che-cambio-la-guerra-dello-yom-kippur.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/langelo-e-linganno-la-battaglia-per-la-memoria-sullo-007-che-cambio-la-guerra-dello-yom-kippur.html">L’angelo e l’inganno. La battaglia per la memoria sullo 007 che cambiò la guerra dello Yom Kippur</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="736" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israeli_M60_wreckage-600x431.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Per oltre cinquant’anni, il nome di <strong>Ashraf Marwan è stato circondato da un’aura quasi mitica nei corridoi <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funzionano-i-servizi-segreti-israeliani.html">dell’intelligence israeliana</a>. </strong>Consigliere personale del presidente egiziano <strong>Anwar Sadat, genero di <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/fritz-grobba-il-nazista-che-sognava-un-alleanza-con-l-islam.html">Gamal Abdel Nasser</a></strong> e uomo d’affari cosmopolita, Marwan è stato per decenni celebrato come “l’Angelo”: la fonte che avrebbe salvato Israele dall’annientamento nel 1973. A lui, raccontano le memorie di ex funzionari, l’intero establishment israeliano avrebbe affidato la propria fiducia. Ma un’inchiesta pubblicata da due giornalisti israeliani, Ronen Bergman e Yuval Robovitz, sul quotidiano Yedioth Ahronoth, getta un’ombra lunga e inquietante: e se l’Angelo fosse stato in realtà la lama affilata della più sofisticata operazione di disinformazione della storia moderna del Medio Oriente?</p>



<h2 class="wp-block-heading">&nbsp;Un agente o un doppio gioco?</h2>



<p>L’inchiesta, intitolata significativamente “L’Angelo delle menzogne”, si basa su migliaia di documenti segreti mai pubblicati e su conversazioni riservate con protagonisti dell’epoca. L’ipotesi è dirompente: Marwan, considerato per anni la più preziosa risorsa di Mossad, non avrebbe avvertito Israele per tempo dell’imminente attacco egiziano del 6 ottobre 1973, pur sapendolo da settimane. La sua “soffiata” sarebbe arrivata solo dodici ore prima dell’offensiva, troppo tardi per consentire all’esercito israeliano di predisporre una difesa adeguata. Per Bergman e Robovitz, non si tratterebbe di un errore: Marwan avrebbe deliberatamente dosato le informazioni, rafforzando nei vertici israeliani l’illusione che la guerra non fosse imminente. Era, dicono, la punta di diamante del piano di inganno strategico del Cairo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&nbsp;L’istituzione e l’agente</h2>



<p>Il dibattito non è nuovo, ma questa volta ha scatenato una vera e propria battaglia pubblica. Da una parte i due giornalisti, che sostengono con forza la tesi del doppio agente; dall’altra Uri Bar-Joseph, lo storico e studioso che da anni difende l’idea di un Marwan leale, autore del libro da cui è stato tratto il film The Angel. Secondo Bar-Joseph, Marwan fu una fonte affidabile che permise a Israele di conoscere le intenzioni egiziane e di prepararsi, per quanto in ritardo, a una guerra che sarebbe stata comunque difficile da evitare. Le accuse di doppio gioco, dice lo storico, si fondano su elementi indiziari, non su prove concrete. La vera responsabilità, aggiunge, fu della cultura analitica israeliana, incapace di interpretare correttamente i segnali di allarme.</p>



<p>Bergman e Robovitz ribattono: la fedeltà cieca nei confronti dell’Angelo fu proprio la causa di quella cecità strategica. Marwan forniva informazioni accurate su dettagli marginali, ma manipolava quelle cruciali, consolidando l’idea che l’Egitto non avrebbe osato attaccare. La macchina dell’intelligence israeliana si innamorò della propria fonte, costruendo un muro di fiducia impermeabile ai dubbi interni. In questo senso, la loro accusa non è solo contro un uomo, ma contro un’intera cultura istituzionale: quella che preferisce proteggere un mito piuttosto che affrontare una verità scomoda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&nbsp;Le reazioni e la memoria ufficiale</h2>



<p>La replica dell’establishment è stata immediata. Mossad ha diffuso una nota lapidaria: Marwan è stato “una fonte affidabile, il cui contributo al momento della verità è stato professionale e decisivo. Il problema non stava nelle informazioni fornite, ma nelle decisioni successive”. In altre parole, se l’avvertimento arrivò tardi, la responsabilità non sarebbe stata dell’agente, ma dei decisori politici e militari israeliani che sottovalutarono i segnali.</p>



<p>Anche Bar-Joseph ha ribadito la propria posizione, avvertendo del rischio di “delegittimare per via mediatica” il cuore della sicurezza nazionale. Secondo lui, le lezioni di quella sconfitta parziale del 1973 devono essere elaborate all’interno, non nei giornali. Ma Bergman e Robovitz ricordano che sospetti su Marwan esistevano già all’interno del Mossad, e furono sistematicamente ignorati. Per loro, il caso Marwan è la storia di una verità scomoda sepolta sotto la retorica patriottica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&nbsp;L’ombra lunga del 1973</h2>



<p>A mezzo secolo dalla guerra dello Yom Kippur, la figura di Marwan continua a dividere Israele. Per i servizi segreti, resta un eroe. Nel discorso commemorativo per il cinquantenario, il <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/braccio-di-ferro-tra-le-spie-di-israele-cosa-divide-mossad-e-shin-bet.html">direttore del Mossad David Barnea</a></strong> lo ha definito “un agente fantastico” e “la nostra fonte strategica più importante”. Per altri, è la prova vivente che l’intelligence, per quanto sofisticata, può essere ingannata se costruisce miti intoccabili.</p>



<p>Sul piano geopolitico, la vicenda mette in luce la centralità della disinformazione strategica nei conflitti mediorientali. L’Egitto seppe sfruttare i punti ciechi di un avversario convinto della propria superiorità informativa. Sul piano istituzionale, racconta il prezzo dell’arroganza: quando si crede di sapere tutto, non si ascolta più ciò che non si vuole sentire.</p>



<p>La verità, come spesso accade nel mondo dello spionaggio, probabilmente non è bianca né nera. L’Angelo potrebbe essere stato insieme fonte e manipolatore, alleato e pedina. Ma la forza del mito, costruita in mezzo secolo di narrazioni ufficiali, è tale che scardinarlo significherebbe riscrivere un pezzo fondamentale della storia della sicurezza israeliana. E questo, più che i documenti segreti, è ciò che fa davvero paura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/langelo-e-linganno-la-battaglia-per-la-memoria-sullo-007-che-cambio-la-guerra-dello-yom-kippur.html">L’angelo e l’inganno. La battaglia per la memoria sullo 007 che cambiò la guerra dello Yom Kippur</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il gran rifiuto di Barnea all&#8217;attacco in Qatar: così il Mossad si è allontanato da Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/il-gran-rifiuto-di-barnea-allattacco-in-qatar-cosi-il-mossad-si-e-allontanato-da-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 14:36:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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<p>Il gran rifiuto di Barnea all'attacco in Qatar: così il Mossad si è allontanato da Netanyahu sul caso Doha.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-gran-rifiuto-di-barnea-allattacco-in-qatar-cosi-il-mossad-si-e-allontanato-da-netanyahu.html">Il gran rifiuto di Barnea all&#8217;attacco in Qatar: così il Mossad si è allontanato da Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il &#8220;gran rifiuto&#8221; di <strong>David Barnea</strong>, ultimo adulto rimasto negli apparati securitari israeliani, ha condizionato la strategia di Israele contro Hamas e lo svolgimento del clamoroso raid in Qatar del 10 settembre scorso. <strong>Lo sfilamento del Mossad, punta di lancia dello Stato Ebraico</strong>, dall&#8217;operare contro i negoziatori dell&#8217;organizzazione che governa Gaza nel territorio di uno Stato neutrale e mediatore, ha messo in moto la catena di eventi che ha portato al coinvolgimento di <strong>Shin Bet e Israel Defense Force,</strong> al roboante attacco aereo contro Doha e all&#8217;emersione di una serie di fratture critiche tra Tel Aviv e molti alleati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mossad non ha partecipato all&#8217;attacco a Doha</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/shin-bet-contro-mossad-sul-caso-doha-il-divide-et-impera-di-netanyahu-sui-servizi-israeliani.html"><strong>Abbiamo parlato degli scenari</strong> che orientavano un possibile distacco tra Barnea</a> e il primo ministro Benjamin Netanyahu, legati alla volontà del capo del governo di rafforzare la sua presa sull&#8217;intelligence, e ipotizzato che la mancata presenza del Mossad nell&#8217;attacco a Hamas rivelasse una diversa postura strategica e diplomatica dell&#8217;organizzazione di Ramat HaSharon rispetto a quella dell&#8217;esecutivo. </p>



<p>Barnea, del resto, ha da lungo tempo coltivato<strong> floride relazioni diplomatiche</strong> con il Qatar e il resto del Golfo, alimentate dagli Accordi di Abramo prima e dal negoziato con lo stesso Qatar e l&#8217;Egitto per mediare con Hamas sulla liberazione degli ostaggi israeliani poi. Le rivelazioni degli ultimi giorni puntano verso questo scenario. Il <em>Washington Post</em> ha segnalato che funzionari del Mossad hanno raccolto materiali e informazioni per organizzare <a href="https://gulfnews.com/world/gulf/qatar/stealth-jets-flew-2000km-for-qatar-strike-how-israel-pulled-off-the-attack-1.500263879">un assassinio mirato</a> di alcuni big di Hamas mentre si trovavano a Doha, salvo poi vedere l&#8217;operazione fermata da Barnea.</p>



<p><a href="https://gulfnews.com/world/mena/mossad-refused-qatar-ground-operation-as-israeli-strike-on-hamas-leaders-appears-to-fail-1.500268450">Gulf News, invece, ha segnalato i motivi del rifiuto</a>: &#8220;L&#8217;agenzia ha ritenuto che <br><a href="https://gulfnews.com/world/mena/israeli-attack-on-qatar-who-were-the-hamas-targets-in-doha-1.500263342">l&#8217;uccisione dei leader di Hamas in esilio</a> in Qatar non solo avrebbe messo a repentaglio le trattative in corso per la liberazione degli ostaggi, ma avrebbe anche danneggiato i suoi delicati rapporti con Doha&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Barnea tira il freno</h2>



<p>Non è pacifismo ma pragmatismo. Barnea e i suoi non hanno mancato di compiere operazioni ad ampio raggio in questa lunga crisi mediorientale scoppiata nell&#8217;ottobre 2023. A settembre 2024 hanno prima lanciato <strong>la grande operazione dei cercapersone esplosivi</strong> contro Hezbollah e poi <a href="https://www.nzz.ch/english/satellite-images-show-the-aftermath-of-hassan-nasrallahs-killing-ld.1851374">individuato e contribuito a colpire, eliminandolo,</a> il segretario generale del<a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-annuncia-nasrallah-e-morto-ma-la-guerra-vera-e-contro-liran.html"> Partito di Dio Hassan Nasrallah</a>. A dicembre il Mossad ha operato congiuntamente con l&#8217;Idf per <strong>individuare e eliminare</strong> le difese aeree siriane dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. A giugno, poi,<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-mistero-dellaccount-in-farsi-del-mossad-che-parla-alliran.html"> è arrivata l&#8217;infiltrazione nel <strong>cuore del territorio iraniano,</strong></a> con tanto di filmati diffusi che mostravano operativi del servizio segreto agire nella Repubblica Islamica per colpire con droni e sabotaggi batterie antiaeree, basi militari, centri di comunicazione.</p>



<p>Tutte queste strategie, per il Mossad, sono state unite dal <strong>filo rosso dell&#8217;accrescimento della sicurezza di Israele</strong>. Non è una questione di sostegno alla figura di Netanyahu, ma di lealtà di fondo alla missione dell&#8217;agenzia più nota dello spionaggio di Tel Aviv: colpire i nemici di Israele al fine di garantire stabilità e supremazia dello Stato Ebraico, in una logica pensata narrativamente come &#8220;difensiva&#8221;. <strong>Dove la difesa, spesso, per Israele coincide con il varo di guerre preventive</strong>, ovviamente. Ma la logica è chiara e si fonda sul rifiuto della creazione di rischi o danni inutili, come quelli emersi per effetto del raid a Doha. Un ragionamento simile ai dubbi di <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-il-vero-piano-di-israele-per-gaza.html">molti vertici dell&#8217;Idf per l&#8217;operazione di terra volta a occupare Gaza.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia del Mossad</h2>



<p>Inoltre, in prospettiva non si può non pensare che il Mossad abbia mostrato reticenze a proseguire l&#8217;operazione-Doha anche in virtù di un&#8217;attenta scelta fondata sul calcolo dei costi e dei benefici internazionali. In quanto servizio segreto capace di fare una diplomazia a ampio raggio, quello guidato da Barnea dialoga con tutti i partner del quadrante levantino e ha una <strong>forte relazione anche con gli apparati securitari statunitensi</strong>. </p>



<p>La frattura Mossad-Shin Bet e l&#8217;allontanamento del primo da Netanyahu sono anche un riflesso di un clima internazionale che vede alleanze trasversali di potere, ove il capo del Dipartimento di Stato <strong>Marco Rubio</strong> sembra essere il principale interlocutore di Tel Aviv, ancor più dello stesso presidente Trump. Nella geografia complessa del potere tra Usa, Israele e Medio Oriente il Mossad fa un gioco a sé, come spesso successo in passato. <strong>Ed è indicativo dell&#8217;Israele odierna</strong> il fatto che sia il vertice del suo dinamico servizio segreto a fare, oggi, esercizio di moderatismo di fronte a un interventismo che mantiene in bilico la strategia e la sicurezza del governo dello Stato Ebraico.</p>



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