Rumore di fondo e la voce di un uomo che ripete una sequenza di numeri in farsi, l’idioma indoeuropeo parlato in Iran, l’antica Persia. La sera del 28 febbraio, il giorno in cui ha avuto inizio l’operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti nei cieli dell’Iran, sulle frequenze radio a onde corte quella voce ha iniziato a ripetere “Tavajjoh! Tavajjoh! Tavajjoh!”, che segnifica “Attenzione!”, per ripetere in seguito una sequenza numerica indecifrabile, considerata da molti un’attività anomala che può essere collegata a una Numeber Station non identificata. Scomparso a seguito di forti interferenze, forse legate a un’azione di sabotaggio, questa misteriosa trasmissione, captata sulla frequenza 7910 kHz e ricomparsa sulla frequenza 7842 kHz, dove la stessa voce, a distanza di una settimana, è tornata a inviare nell’etere quella strana sequenza numerica. Ma per quale ragione un messaggio a onde corte e in particolare un messaggio cifrato in farsi dovrebbe interessarci? La risposta è semplice: potrebbe essere un modo per comunicare con gli agenti esteri infiltrati in Iran.
Number Station e spionaggio a onde corte
Per capire di cosa stiamo parlando, dato che il senso e il contenuto del messaggio cifrato è, e probabilmente resterà, segreto, bisogna innanzitutto ripercorrere la storia delle Number Station; e il libro “Spionaggio in onde corte”, compendio dell’incredibile storia delle stazioni numeriche e delle radiotrasmissioni di messaggi segreti dalla Guerra Fredda ai giorni nostri (edito da Italia Storica), può tornaci decisamente utile. Ricordandoci come strumenti semplici, sicuri e affidabili possono essere ancora estremamente utili alle attività di spionaggio condotte in territori altamente ostili.
Queste cosiddette Numbers Stations, spiega Andrea Lombardi, sono delle trasmissioni radio in onde corte, che vengono trasmesse “nelle più diverse ore del giorno con durate variabili, reperibili su molte frequenze“. Queste trasmissioni misteriose, che generalmente consistono in voci registrate che leggono “gruppi di numeri o di lettere in alfabeto fonetico radiofonico“, in segnali in codice morse o impulsi sonori, sono “precedute spesso da segnali di inizio trasmissione consistenti in brevi brani musicali, sequenze di lettere o scale di note, ciclicamente ripetuti a orari prefissati” che richiamano l’attenzione del ricevitore.
Secondo gli studi condotti indipendentemente da esperti di telecomunicazioni, molte di queste trasmissioni sono state impiegate da diversi servizi segreti per trasmettere dei brevi messaggi di testo ai loro “agenti sotto copertura o dormienti”. Impiegato per la prima volta durante la Grande Guerra, e adottato regolarmente dagli Alleati nel Secondo conflitto mondiale, quando l’emittente BBC inviava dei radiomessaggi in codice attraverso la lettura di particolari frasi, come i versi della poesia Canzone d’autunno di Paul Verlaine, per allertare gli agenti del SOE, lo Special Operations Executive e la Resistenza di azioni imminenti nell’Europa occupata, venne adottato negli anni della Guerra Fredda da CIA, KGB e Mossad per mezzo di decine di Numbers Stations in onde corte attraverso le quali “aspre voci femminili, recitanti litanie di numeri nell’etere, tra lo statico di scariche elettromagnetiche e carillon distorti” annunciavano informazioni segrete della massima rilevanza, o l’inizio di “operazioni segrete e manovre di destabilizzazione“.
Proprio il Mossad, sarebbe stato captato su quella che venne definita la “Female Phonetic Alphabet Stations”, secondo quanto riporta il libro di Tom Kneitel Guide to Embassy and Espionage Stations, secondo cui la teoria più plausibile era che essa fosse operata dai servizi segreti israeliani, che emetteva un segnale identificativo costituito da tre lettere che veniva ripetuto prima che una voce femminile dicesse “End of message. End transmission“. Lo scopo di questi messaggi è ancora ignoto.
Un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con le stazioni numeriche e i programmi di addestramento clandestini, ha dichiarato al Financial Times che le Number Station sono ancora fondamentali per contattare agenti o fonti di alto livello. “Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti“. Ciò che è tuttavia estremamente interessante, almeno per le persone comuni, è la possibilità di captare e ascoltare questi messaggi composti da “lunghe liste di numeri in gruppi di quattro o cinque cifre“, con il solo ausilio di un semplice ricevitore che possa essere sintonizzato su onde medie e corte, magari dotato di un’antenna telescopica e delle cuffie chiuse.

Un messaggio in persiano disturbato dall’Iran
Nel caso del messaggio in lingua farsi comparso il 28 febbraio sulla frequenza 7910 kHz, e ricomparso il 5 marzo sulla frequenza 7842 kHz, il radioamatore noto con il nome di Shortwave Observer (che a suo dire è stato allertato da un membro della RAF) dopo aver captato e analizzato il messaggio ha dichiarato alla stampa che: “Il segnale di disturbo sui 7910 kHz che blocca le trasmissioni in lingua persiana della Numbers Station è identico al disturbo che da tempo disturba “Radio Farda”, una stazione radio a onde corte anti-regime iraniano”. Ciò lo ha portato ad affermare che l’origine del disturbo era decisamente “iraniana”, e per questo si è potuto supporre che quei messaggi numerici in lingua farsi anticipati da un messaggio di allerta venissero inviati dallo spionaggio militare israeliano o statunitense. Anche se altri radioamatori “non concordano” con queste ipotesi.
Un vecchio metodo ancora efficace nello spionaggio
La Number Station in farsi, che è stata codificata come V32, trasmette due volte al giorno – alle 2 del mattino e alle 18.00 di sera, Greenwich Mean Time – cambiando il suo codice numerico cifrato, che, almeno in passato, veniva decodificato attraverso le cosiddette “One Time Pad“: blocchi monouso che contengono gruppi numerici o fonetici casuali.
Se chi invia e chi riceve il messaggio possiede la chiave di cifratura — che può essere anche molto lunga — il contenuto diventa di fatto impossibile da decifrare per chiunque altro, purché la chiave non venga riutilizzata. Un sistema efficace e semplice da utilizzare anche nell’era di Starlink, che come ci ha dimostrato di recente il conflitto russo-ucraino, può essere inibito dallo stesso operatore per impedire le comunicazioni. Per questo motivo le Number Station e i messaggi a onde corte sono considerati, sotto alcuni aspetti, persino più sicure delle comunicazioni digitali: non solo il messaggio resta incomprensibile senza la chiave, ma la natura pubblica della trasmissione rende impossibile identificare il destinatario, mentre molti sistemi digitali lasciano comunque delle tracce.
Per un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con questo sistema e i programmi di addestramento clandestino, le Number Station sono ancora fondamentali per contattare agenti o fonti di alto livello: “Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti“.
Le ipotesi della CIA
In un articolo condiviso dall’ex capo stazione della CIA a Roma, e vertice dell’agenzia in Italia, Robert Gorelick, si legge che il segnale in farsi che è stato captato al preludio delle operazioni militari in Iran potrebbe essere collegato alla “guerra segreta” combattuta dall’intelligence all’interno dell’Iran, come segnale dell’inizio di una “nuova fase“. Ex funzionari dell’intelligence statunitense avrebbero affermato che le trasmissioni “probabilmente” erano una “misura di emergenza che permetteva a Washington di mantenere i contatti con gli agenti all’interno dell’Iran“. John Sipher, ex capo della stazione CIA a Mosca, ha dichiarato: “Se ci si sta dirigendo verso la guerra, è una soluzione di riserva perfetta“.
Per Goerlick di tratta di un”metodo di comunicazione efficace, economico e molto sicuro“. Il fatto che la trasmissione sia stata temporaneamente oscurata da scariche di suoni elettronici, come bip e chirp, sarebbe la conferma di un tentativo da parte dell’Iran di disturbare il segnale.
La stazione V32, la prima a trasmettere in persiano da circa un quarto di secolo, avrebbe solo un precedente simile nella storia, e si tratta proprio di una stazione attiva durante l’invasione statunitense dell’Afghanistan del 2001, operazione Enduring Freedom. Tuttavia, la sequenza numerica utilizzata all’epoca aveva “indotto alcuni osservatori a sospettare che potesse essere gestita dalla Russia“. Molto interessante anche l’ipotesi secondo cui la Number Station V32 sia stata progettata solo allo scopo di tenere impegnato e sotto pressione il controspionaggio iraniano, “suggerendo l’esistenza di agenti di alto livello a Teheran in attesa di ordini da Washington o Tel Aviv“. Un’idea che il capo della CIA in Italia avrebbe sposato se fosse ancora un operativo.
Inoltre, “non è una coincidenza che sia iniziata proprio il giorno in cui è scoppiata la guerra” secondo un altro ex funzionario del controspionaggio statunitense che ha trascorso anni a rintracciare spie che ricevevano ordini da Cuba tramite segnali simili al misterioso codice numerico ascoltato sulla frequenza 7910 kHz all’inizio delle operazioni militari che, di fatto, hanno innescato la Terza guerra del Golfo.
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