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	<title>Mar Cinese Orientale Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 23 Feb 2026 14:46:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mar Cinese Orientale Archives - InsideOver</title>
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		<title>Guerra ibrida: la Cina si esercita con la sua flottiglia da pesca</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/guerra-ibrida-la-cina-si-esercita-con-la-sua-flottiglia-da-pesca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 23:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-1024x691.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Guerra ibrida in salsa cinese: la flottiglia da pesca di Pechino si esercita in un possibile blocco nel Mar Cinese Orientale</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-ibrida-la-cina-si-esercita-con-la-sua-flottiglia-da-pesca.html">Guerra ibrida: la Cina si esercita con la sua flottiglia da pesca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-1024x691.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, in particolare a dicembre e a gennaio, ben <strong>2mila pescherecci cinesi</strong> si sono radunati due volte nei pressi della ZEE (Zona Economica Esclusiva) del Giappone nel <strong>Mar Cinese Orientale</strong>, disponendosi in un&#8217;insolita formazione a L lunga centinaia di chilometri ,che lascia supporre la sperimentazione di un qualche tipo di blocco navale estemporaneo.</p>



<p>Le imbarcazioni della flottiglia da pesca della Repubblica Popolare Cinese (RPC) si sono posizionate nei pressi della <strong>linea mediana marittima tra Giappone e RPC</strong>, che Tokyo assume per definire il confine della sua ZEE nel Mar Cinese Orientale. Il primo incidente, avvenuto intorno al 25 dicembre, <strong>ha coinvolto circa 2mila imbarcazioni </strong>che hanno formato una L rovesciata lunga 470 chilometri da Nord a Sud e 230 chilometri da Est a Ovest. Il secondo, avvenuto intorno all&#8217;11 gennaio, ha visto 1300 imbarcazioni su una linea lunga 370 chilometri da Nord a Sud. L&#8217;analisi incrociata dei dati disponibili tramite AIS (<em>Automatic Identification System</em>) e fotografie satellitari, ha confermato questo inusuale dispiegamento dei pescherecci, osservando anche che sono rimasti in posizione per circa 24 ore consecutive in entrambe le occasioni.</p>



<p>Non è la prima volta che si assiste a un evento simile: nel <a href="https://asia.nikkei.com/politics/international-relations/japan-china-tensions/formations-of-thousands-of-chinese-fishing-boats-stir-worries-in-japan">2016 </a>circa 200-300 pescherecci cinesi si sono radunati vicino alle <strong>isole Senkaku</strong> amministrate dal Giappone, ma rivendicate dalla RPC. Questa volta, però, si è assistito a un evento di proporzioni mai viste prima. <strong>Molte delle imbarcazioni delle recenti formazioni erano salpate dalla provincia di Zhejiang</strong>, uno dei maggiori centri dell&#8217;industria ittica cinese, e le prime ipotesi riguardanti la necessità di evitare il maltempo non trovano conferma né secondo l&#8217;andamento del meteo successivo alla formazione, né rispetto alla distanza mantenuta in alcuni casi tra i pescherecci, ovvero di circa 500 metri (troppo poco per essere a distanza di sicurezza, anche per la normale attività di pesca).</p>



<p>Tutto porta a pensare che questa particolare attività sia da ricondurre a una sorta di <strong>esercitazione della flotta da pesca cinese</strong>, usata come forza paramilitare, per esercitare un blocco di quel tratto marittimo, sia nel contesto del deterioramento dei rapporti tra Pechino e Tokyo – e della rivendicazione cinese sulla ZEE del Mar Cinese Orientale in essere sin dal 2003 – sia in quello del controllo marittimo riguardante la <strong>Prima Catena di Isole</strong>, in particolare gli accessi marittimi interni a essa verso l&#8217;isola di Taiwan. </p>



<p>Sappiamo ormai da tempo che buona parte dei pescherecci cinesi sono stati praticamente integrati nelle attività militari della RPC, e su alcuni di essi è noto che vi sia presente anche personale armato, per condurre operazioni nella cosiddetta “<strong>zona grigia dei conflitti</strong>” ovvero nel campo della <strong>guerra ibrida.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I pescherecci paramilitari</h2>



<p>La <strong>flottiglia paramilitare cinese</strong> – ormai si può definirla tale – è stata utilizzata molto spesso nel mantenimento di un efficace controllo cinese sul Mar Cinese Meridionale e in particolare nelle dispute territoriali che intercorrono tra le <strong>Filippine </strong>e la Repubblica Popolare. Sappiamo infatti che <strong>pescherecci cinesi, in più di un&#8217;occasione, si sono frapposti alle piccole unità militari e da pesca filippine</strong> nei pressi dell&#8217;atollo di Scarborough Shoal, posizionato geograficamente al di dentro della ZEE di Manila. Il primo incidente a Scarborough Shoal si è verificato nell&#8217;<a href="https://www.usni.org/magazines/proceedings/2025/august/scarborough-shoal-incident-20-plan-inches-closer-war">aprile 2012</a>, quando una nave da guerra della marina filippina (un ex cutter della Guardia Costiera statunitense) ha colto in flagrante barche da pesca cinesi mentre rubavano tridacne giganti e coralli dall&#8217;atollo. Quell&#8217;evento ha portato la RPC ad assumere il controllo sovrano dell&#8217;isola, inaugurando così una nuova stagione di espansione cinese nel Mar Cinese Meridionale.</p>



<p>Le navi da guerra, della Guardia Costiera e i pescherecci paramilitari cinesi sono anche molto attivi, come accennato, nella acque del <strong>Mar Cinese Orientale</strong> e in particolare intorno all&#8217;arcipelago delle Senkaku. Il primo febbraio, la Guardia Costiera ha pubblicato per la prima volta un video di pattugliamenti nelle acque territoriali giapponesi intorno a queste isole contese. Questa mossa, nel quinto anniversario della legge che ha concesso alla Guardia Costiera cinese lo status di milizia, potrebbe essere stata intesa <strong>a riaffermare la pretesa di Pechino sulle isole.</strong> Nel 2025, Tokyo ha calcolato che i cutter della Guardia Costiera di Pechino hanno navigato nelle acque contigue delle Senkaku per <strong>357 giorni</strong>, stabilendo un record annuale. A gennaio, è stata confermata la presenza di una nuova piattaforma sul lato cinese della linea mediana nel Mar Cinese Orientale, probabilmente costruita per lo sviluppo delle risorse minerarie presenti in quello specchio d&#8217;acqua: si tratta della 22esima costruita negli ultimi anni.</p>



<p>La Repubblica Popolare da almeno 3 lustri sta mettendo in pratica i dettami base della <strong>guerra ibrida</strong> per ottenere risultati strategici nelle acque dei mari che la circondano: utilizza strumenti non convenzionali (ad esempio la sua flotta da pesca) per mettere in pratica azioni coercitive e/o aggressive nei confronti dei propri avversari (Filippine, Vietnam, Giappone). Queste azioni si fanno, col passare del tempo, sempre <strong>più incisive e aggressive</strong> e vengono supportate da veri e propri strumenti militari come cutter della Guardia Costiera o unità navali da guerra. Soprattutto nel Mar Cinese Meridionale l&#8217;innalzamento del livello di confronto è più evidente: oltre ad azioni navali condotte con navi da guerra, si assiste sempre più spesso a pattugliamenti e sorvoli di caccia e bombardieri. Il fine, come accennato, è quello di ottenere un risultato strategico senza sfociare in un conflitto aperto, tramite il lento ma costante innalzamento del livello delle azioni che permettono a Pechino di affermare la propria sovranità, sino al punto di mettere la comunità internazionale davanti al fatto compiuto. Si tratta di azioni da manuale di guerra ibrida, soprattutto secondo la declinazione cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Vuoi saperne di più sulla guerra ibrida? Sei curioso di sapere com&#8217;è nata, quali sono i suoi strumenti e perché è così importante oggi saperla riconoscere? Allora scarica il <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">mio corso on demand</a> sul nostro sito e potrai avere un primo approccio con questo strumento di guerra non guerreggiata spiegato in 4 moduli per un totale di circa 70 minuti. Hai già scaricato il corso? Fammi sapere cosa ne pensi scrivendo una mail a InsideOver</em></strong> (info@insideover.com). Se invece hai domande o dubbi chiamaci al <strong>3514080530</strong></h2>



<p></p>
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		<title>Sciami di droni e jet: scintille tra Cina e Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/sciami-di-droni-e-jet-scintille-tra-cina-e-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2023 17:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-1024x598.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-1536x897.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-2048x1195.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Veicoli aerei senza pilota (UAV) cinesi di sorveglianza WZ-7 sono apparsi sul Mar Cinese Orientale l’1 e il 2 gennaio scorsi, costringendo il Giappone a schierare i suoi caccia F-15J. È la prima volta che Tokyo segnala la presenza in loco del WZ-7, uno dei droni più avanzati in possesso di Pechino, che potrebbe essere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/sciami-di-droni-e-jet-scintille-tra-cina-e-giappone.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-1024x598.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-1536x897.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230107175002939_107afb699f15802e9e341fcd38ee28dd-2048x1195.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Veicoli aerei senza pilota (UAV) cinesi di sorveglianza <strong>WZ-7</strong> sono apparsi sul <strong>Mar Cinese Orientale</strong> l’1 e il 2 gennaio scorsi, costringendo il <strong>Giappone </strong>a schierare i suoi <strong>caccia F-15J</strong>. È la prima volta che Tokyo segnala la presenza in loco del WZ-7, uno dei droni più avanzati in possesso di Pechino, che potrebbe essere collegata ai recenti movimenti della portaerei cinese <strong>Liaoning&nbsp;</strong>e della sua task force di supporto nel stessa zona.&nbsp;</p>



<p>Certo è che la Cina sta alzando la posta in gioco in un’area marittima contesa e facilmente infiammabile. Tanto più in un periodo particolare, con il Giappone che ha appena annunciato di voler intraprendere un serio processo di militarizzazione volto a rafforzare le proprie difese. </p>



<p>Il ministero della Difesa giapponese ha fatto sapere che il primo gennaio un WZ-7 è volato nel Mar Cinese Orientale passando tra le isole giapponesi di <strong>Okinawa </strong>e <strong>Miyakojima</strong>. Dopo aver volato a sud delle <strong>isole Sakishima</strong>, l&#8217;UAV ha invertito la rotta, è passato nuovamente tra Okinawa e Miyakojima prima di tornare nel Mar Cinese Orientale. </p>



<p>Come ha sottolineato l’<em>Asia Times</em>, i WZ-7 cinesi hanno un&#8217;apertura alare di 23 metri, una quota operativa di 18.000 metri e una velocità di crociera di 750 chilometri all&#8217;ora, nonché un&#8217;autonomia di 7.000 chilometri trasportando un carico utile massimo di 650 chilogrammi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://it.insideover.com/guerra/sale-la-tensione-tra-russia-e-giappone-per-le-isole-curili.html"><strong>La tensione tra Russia e Giappone sulle Isole Curili</strong></a></li><li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-sogno-mai-realizzato-di-abe-la-pace-tra-giappone-e-russia.html"><strong>Il sogno mai realizzato di Abe</strong></a></li><li><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-giappone-si-riarma-tra-polemiche-e-tante-paure.html"><strong>Il Giappone si riarma tra polemiche e paure</strong></a></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse della Cina</h2>



<p>Le mosse della <strong>Cina </strong>non includono soltanto i voli di droni. Il Giappone, infatti, ha spiegato che la portaerei cinese Liaoning ha attraversato lo <strong>stretto di Miyako</strong> lo stesso giorno, accompagnata dagli incrociatori Anshan e Wuxi Type 055, dal cacciatorpediniere Type 052D Chengdu, dalla fregata Type 054A Zaozhuang e dalla nave di supporto al combattimento veloce Type 901 Hulunhu.&nbsp;Il 2 gennaio, un altro WZ-7 ha percorso un percorso identico a quello dell&#8217;incursione del giorno precedente. </p>



<p>Dal punto di vista operativo, gli schieramenti UAV possono mirare a fornire <strong>supporto di intelligence</strong>, sorveglianza e ricognizione agli schieramenti navali cinesi al largo di Okinawa e Miyakojima. Allo stesso tempo, tuttavia, i movimenti dei mezzi cinesi possono anche mirare ad integrare gli schieramenti di gruppi tattici di portaerei per scopi di <strong>proiezione di potenza</strong>.&nbsp;</p>



<p>I voli UAV potrebbero però anche essere una risposta al nuovo piano del Giappone di schierare missili a lungo raggio sull&#8217;arcipelago di <strong>Nansei</strong>, che comprende Okinawa, Miyakojima e le isole Sakishima.&nbsp;Inoltre, i recenti sorvoli UAV della Cina potrebbero essere missioni di ricognizione per mappare potenziali posizioni per <strong>batterie missilistiche</strong> in grado di minacciare le navi da guerra cinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alta tensione</h2>



<p>A livello strategico, i crescenti dispiegamenti di UAV della Cina spingono Pechino ad aumentare la pressione su Giappone e Taiwan, oltre che ad ottenere la superiorità informativa sugli Stati Uniti e sui suoi alleati nel caso in cui dovesse scoppiare un conflitto nel Mar Cinese Orientale. </p>



<p>Certo, usare i WZ-7 consente a Pechino di intraprendere missioni ​​più audaci su territori marittimi contesi. Dall’altro lato, però, bisogna tener conto che nel 2013 il governo giapponese ha varato nuove regole di ingaggio in base alle quali qualsiasi UAV che si intromette nello spazio aereo nipponico si qualificherebbe come <strong>bersaglio </strong>se si rifiutasse di andarsene.&nbsp;La Cina ha risposto affermando che qualsiasi intercettazione giapponese dei suoi UAV potrebbe essere considerata un <strong>atto di guerra</strong>. </p>



<p>In ultima analisi, l&#8217;uso aggressivo dei droni da parte del Dragone nel Mar Cinese Orientale potrebbe spingere il Giappone e Taiwan ad acquisire propri UAV a lungo raggio, rischiando di innescare un&#8217;escalation o una <strong>corsa agli armamenti</strong> dei droni.</p>
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		<item>
		<title>Venti di guerra sull&#8217;Asia: i 5 fronti caldi che rischiano di scatenare il caos globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-sullasia-i-5-fronti-caldi-che-rischiano-di-scatenare-il-caos-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 13:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Taiwan è soltanto la punta dell&#8217;iceberg. È la questione asiatica irrisolta più chiacchierata, a maggior ragione dopo la visita sull&#8217;isola della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi che ha scatenato le ire di Pechino, ma non certo l&#8217;unica. Sull&#8217;affollatissimo tavolo orientale, infatti, non c&#8217;è soltanto il nodo taiwanese, nervo scoperto della Cina, nonché leva strategica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/venti-di-guerra-sullasia-i-5-fronti-caldi-che-rischiano-di-scatenare-il-caos-globale.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803174848352_6cc11baa42425c8b87ecfbea22f883ae-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Taiwan</strong> è soltanto la punta dell&#8217;iceberg. È la questione asiatica irrisolta più chiacchierata, a maggior ragione dopo la visita sull&#8217;isola della speaker della Camera Usa <strong>Nancy Pelosi</strong> che ha scatenato le ire di Pechino, ma non certo l&#8217;unica. Sull&#8217;affollatissimo tavolo orientale, infatti, non c&#8217;è soltanto il nodo taiwanese, nervo scoperto della Cina, nonché leva strategica statunitense, attivata a cadenza regolare da Washington proprio in chiave anti cinese. Troviamo almeno altri quattro <strong>fronti caldi</strong> che minacciano, a seconda degli eventi e degli scenari, di generare vere e proprie <strong>crisi globali</strong>.</p>
<p>Mentre la nuova Guerra Fredda del XXI secolo, quella che contrappone la Cina agli Stati Uniti, raggiunge il suo apice a Taiwan, più a est, all&#8217;altezza del 38esimo parallelo, nel cuore della penisola coreana le ombre dell&#8217;originale Guerra Fredda, retaggio del duello Usa-Urss, non sono mai rientrate. L&#8217;eredità della <strong>Guerra di Corea</strong> &#8211; una guerra sulla carta terminata ma di fatto semplicemente congelata &#8211; ha partorito due Coree, ognuna portatrice di istanze opposte: la <strong>Corea del Nord</strong>, un tempo supportata da Unione Sovietica e Cina, oggi soltanto da Pechino, e la <strong>Corea del Sud</strong>, sostenuta dagli americani e diventata una delle principali alleate di Washington nella regione.</p>
<p>Ci sono poi due storiche rivalità incrociate che coinvolgono tre Paesi in un complicato triangolo. Stiamo parlando del braccio di ferro perenne tra i due giganti asiatici, <strong>India</strong> e <strong>Cina</strong>, e dell&#8217;ancor più caldo testa a testa tra <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>. Negli ultimi anni, le tensioni tra Nuova Delhi e Pechino si sono localizzate per lo più lungo le frontiere che separano i due Paesi, nelle zone himalayane contese. L&#8217;oggetto della contesa? I circa 3.500 chilometri della<em> Line of Actual Control</em>, confine provvisorio e contestato. Diverso il discorso relativo alla rivalità che separa Nuova Delhi e Islamabad, retaggio dell&#8217;eredità coloniale britannica che include aspetti religiosi, politici (anche qui ci sono zone contese) e geopolitici (il Pakistan è alleato della Cina). Le autorità indiane e pakistane sono sul chi va là da ormai 70 anni, tra accuse reciproche e reciproche diffidenze.</p>
<p>Le acque che circondano la Cina formano il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, a sud, e il <strong>Mar Cinese Orientale</strong>, a est. In quest&#8217;area, oltre alla già citata questione taiwanese, troviamo molteplici <strong>dispute territoriali</strong> che chiamano in causa Pechino e i suoi &#8220;vicini&#8221; (più o meno vicini), dal Vietnam alle Filippine, passando per il Giappone. Breve pillola storica. La radice delle attuali dispute marittime risale al 1947, quando cioè i nazionalisti cinesi guidati dal Kuomintang realizzarono una cartina del Mar Cinese Meridionale. Furono disegnate 11 linee tratteggiate, ovvero le rivendicazioni della Cina, che comprendevano anche le acque situate tra Vietnam, Malesia e Filippine. Pochi anni dopo i comunisti di Mao salirono al potere. Negli anni ’70, l&#8217;allora primo ministro cinese Zhou Enlai cancellò due delle linee tratteggiate, riducendole a nove. Il problema principale era però uno: i tratti rimanevano troppo vaghi, ma soprattutto non trovavano d’accordo i Paesi limitrofi. Oggi che la Cina non è più lo Stato povero e debole del periodo maoista, la Repubblica Popolare è tornata a rivendicare con forza la propria area, la stessa compresa dalle famose nove linee.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/le-dispute-territoriali-in-cui-e-coinvolta-la-cina.html"><strong>Tutte le dispute territoriali in cui è coinvolta la Cina</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/pelosi-incontra-tsai-ing-wen-gli-stati-uniti-non-abbandoneranno-taiwan.html"><strong>L&#8217;incontro tra Pelosi e Tsai Ing Wen</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/i-conflitti-aperti-tra-cina-e-india.html"><strong>I conflitti aperti tra Cina e India</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>1 &#8211; La questione taiwanese</h2>
<p>È difficile ipotizzare come finirà la <strong>questione taiwanese</strong>. Nelle intenzioni della Cina non c&#8217;era né la necessità di ottenere la cosiddetta &#8220;riunificazione&#8221; della &#8220;provincia ribelle&#8221; in tempi brevi (termini adottati dalle autorità cinesi), né la volontà di ricorrere alla violenza. Al contrario, Pechino era convinta al 100% di raggiungere l&#8217;obiettivo semplicemente aspettando il momento giusto, adottando la diplomazia e l&#8217;arma dell&#8217;economia. La visita della speaker della Camera Usa a Taipei ha pericolosamente messo in discussione i piani del Dragone. Che adesso, per non perdere la faccia di fronte alle istanze statunitensi, dovrà accelerare i ritmi. Certo, non significa che la Cina lancerà nell&#8217;immediato un&#8217;offensiva militare su Taiwan (l&#8217;opzione non è da scartare ma è altamente improbabile). È molto più probabile, invece, che Pechino possa progressivamente iniziare a stringere la sua presa silenziosa sull&#8217;isola. In che modo? Sfruttando a suo vantaggio l&#8217;economia. Potrebbe però non bastare. Ed è per questo motivo che il dossier Taiwan è uno dei più scottanti dell&#8217;Asia e del mondo intero.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-352616 size-full aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414201100336_fa3e3486e0bd7a7d7ab8f47e663d3167-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414201100336_fa3e3486e0bd7a7d7ab8f47e663d3167-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414201100336_fa3e3486e0bd7a7d7ab8f47e663d3167-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414201100336_fa3e3486e0bd7a7d7ab8f47e663d3167-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414201100336_fa3e3486e0bd7a7d7ab8f47e663d3167-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414201100336_fa3e3486e0bd7a7d7ab8f47e663d3167-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414201100336_fa3e3486e0bd7a7d7ab8f47e663d3167-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h2>2 &#8211; La questione coreana</h2>
<p><strong>Kim Jong Un</strong> è tornato a lanciare missili ed effettuare test militari. Le capacità balistiche della Corea del Nord adesso semberebbero essere in grado di spaventare, o quanto meno mettere in apprensione, gli Stati Uniti. Al netto della retorica bellicista, a condizioni normali è difficile che Pyongyang decida di attaccare Washington o uno degli alleati Usa in Asia. Attenzione però all&#8217;evolversi della situazione asiatica. Il nuovo presidente della Corea del Sud, <strong>Yoon Suk Yeol</strong>, ha dato l&#8217;impressione di voler rispondere colpo su colpo ad eventuali minacce provenienti dal Nord. Per adesso le repliche della nuova amministrazione sudcoreana al Nord sono state verbali, ma il futuro è avvolto nella nebbia. Allo stesso tempo, la morte di Abe Shinzo potrebbe accelerare il riarmo del <strong>Giappone</strong>, al quale la costituzione pacifista sta ormai strettissima. Se Tokyo dovesse trasformare le sue forze di autodifesa, Pyongyang e Pechino non staranno certo a guardare.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-348968 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325110544651_beab16f13670f8ddf085715f8f24a0c1-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="1665" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325110544651_beab16f13670f8ddf085715f8f24a0c1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325110544651_beab16f13670f8ddf085715f8f24a0c1-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325110544651_beab16f13670f8ddf085715f8f24a0c1-1024x666.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325110544651_beab16f13670f8ddf085715f8f24a0c1-768x500.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325110544651_beab16f13670f8ddf085715f8f24a0c1-1536x999.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325110544651_beab16f13670f8ddf085715f8f24a0c1-2048x1332.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h2>3 &#8211; India-Cina</h2>
<p>Secondo lo studio delle Nazioni Unite, The World Population Prospects 2022, curato dal Dipartimento degli Affari Sociali ed Economici, l&#8217;India supererà la Cina nel 2023, diventando il Paese più popoloso del mondo. La storia recente ha però dimostrato che non basta avere una nutrita popolazione per poter prosperare in campo economico e geopolitico. Al di là delle questioni economiche, India e Cina sono separate da una vecchia contesa territoriale che, di tanto in tanto, genera pericolose scintille ad alta quota. Nel maggio 2020, ad esempio, lungo la frontiera che separa i due Paesi scoppiarono violenti scontri tra soldati indiani e cinesi, che provocarono la morte di oltre 20 persone. La situazione è in stallo, anche se Pechino ha da poco testato un nuovo sistema di lanciarazzi, proprio vicino al confine con Nuova Delhi. Si tratta del <strong>PCL191</strong>, un&#8217;arma temibile che potrebbe essere schierata in Himalaya, tra l&#8217;altro capace di sparare i missili balistici Fire Dragon, in grado di colpire fino a 500 chilometri di distanza. Tradotto: in questo modo la Cina può teoricamente colpire qualsiasi <strong>base militare indiana</strong>.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-305187 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/convoglio-indiano-sullHimalaya-La-Presse-e1611515913237.jpg" alt="Himalaya conteso, una vecchia disputa territoriale tra India e Cina è diventata violentaHimalaya conteso, una vecchia disputa territoriale tra India e Cina (La Presse)" width="1400" height="755" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/convoglio-indiano-sullHimalaya-La-Presse-e1611515913237.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/convoglio-indiano-sullHimalaya-La-Presse-e1611515913237-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/convoglio-indiano-sullHimalaya-La-Presse-e1611515913237-1024x552.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/convoglio-indiano-sullHimalaya-La-Presse-e1611515913237-768x414.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<h2>4 &#8211; India-Pakistan</h2>
<p>Sulla rivalità tra India e Pakistan ci sarebbe da scrivere un libro. L&#8217;aspetto più pericoloso sta nel fatto che entrambi i Paesi sono in possesso del <strong>nucleare </strong>e che, nel caso in cui dovesse scoppiare un conflitto tra Islamabad e Nuova Delhi, non è da escludere che i rispettivi governi possano ricorrervi. Altro focus rilevante: il Pakistan ha aderito alla <strong>Nuova Via della Seta</strong> cinese ed è un partner di Pechino. Il Dragone, come scritto in precedenza, ha diversi conti aperti con l&#8217;Elefante indiano. Ecco perché il triangolo India-Cina-Pakistan non dovrebbe essere sottovalutato.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-365649 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220804225448905_bb75b169bfa92329cebf7678d51a8f7d-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220804225448905_bb75b169bfa92329cebf7678d51a8f7d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220804225448905_bb75b169bfa92329cebf7678d51a8f7d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220804225448905_bb75b169bfa92329cebf7678d51a8f7d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220804225448905_bb75b169bfa92329cebf7678d51a8f7d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220804225448905_bb75b169bfa92329cebf7678d51a8f7d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220804225448905_bb75b169bfa92329cebf7678d51a8f7d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>5 &#8211; Il mosaico del Mar Cinese Meridionale</h2>
<p>Controllare il Mar Cinese Meridionale non è soltanto una rivendicazione storica. C&#8217;entra, eccome, anche l&#8217;<strong>economia</strong>. Per la Cina è infatti fondamentale controllare questa regione, perché è da qui che le sue imbarcazioni cariche di merci approdano nell’Oceano Indiano attraverso il “collo” dello <strong>Stretto di Malacca</strong>. Ed è sempre da qui che transitano ogni anno merci per un valore complessivo di 5 miliardi di dollari, un quarto delle quali di proprietà americana. Dal punto di vista territoriale, le isole nel mirino di Pechino sono molteplici: l’arcipelago delle isole Paracelso (con il Vietnam), le Spratly (contese da Vietnam, Taiwan, Malesia, Filippine e Brunei), il banco di Scarborough (con le Filippine), e le Senkaku con il Giappone (per i cinesi isole Diaoyu).</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-365579 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803175842466_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1947" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803175842466_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803175842466_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803175842466_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1024x779.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803175842466_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-768x584.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803175842466_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1536x1168.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220803175842466_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-2048x1557.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;gioco del pollo&#8221; della Cina nell&#8217;Indo-Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-gioco-del-pollo-della-cina-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2022 03:05:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-1024x523.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-1536x784.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-2048x1045.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli incidenti sfiorati nella regione dell’Indo-Pacifico iniziano ad essere numerosi. L’ultimo ha riguardato aerei da ricognizione canadesi, che stavano compiendo un pattugliamento nello spazio aereo internazionale per il rispetto delle sanzioni delle Nazioni Unite alla Corea del Nord, e caccia cinesi. Prima ancora c’era stato l’episodio di un altro caccia cinese che avrebbe intercettato un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gioco-del-pollo-della-cina-nellindo-pacifico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gioco-del-pollo-della-cina-nellindo-pacifico.html">Il &#8220;gioco del pollo&#8221; della Cina nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-1024x523.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-1536x784.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220617161114900_b2f13872e37e890490253ffdf3a49d6c-2048x1045.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli incidenti sfiorati nella regione dell’<strong>Indo-Pacifico</strong> iniziano ad essere numerosi. L’ultimo ha riguardato aerei da ricognizione canadesi, che stavano compiendo un pattugliamento nello spazio aereo internazionale per il rispetto delle sanzioni delle Nazioni Unite alla Corea del Nord, e <strong>caccia cinesi</strong>. Prima ancora c’era stato l’episodio di un altro caccia cinese che avrebbe intercettato un P-8 australiano, rischiando anche in questo caso un incidente ad alta quota. La <strong>Cina</strong>, più o meno direttamente, più o meno volontariamente, è coinvolta sempre più spesso in vicende del genere.</p>
<p>Vicende pericolosissime, visto che gli altri protagonisti dei misfatti sono nella quasi totalità dei casi partner occidentali, membri del Quad (Australia) o della Nato (Canada). Il punto è che l’apparente <strong>strategia cinese</strong>, così come hanno ipotizzato vari analisti, rischia di superare pericolose <strong>linee rosse</strong>, incrementando a dismisura il rischio di un vero e proprio incidente che potrebbe, a sua volta, innescare una <strong>guerra</strong> contro gli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<h2>Il &#8220;gioco del pollo&#8221;</h2>
<p>Per capire la strategia adottata da Pechino nell’Indo-Pacifico è utile approfondire il cosiddetto &#8220;<strong>gioco del pollo</strong>&#8221; (o &#8220;<em>game of chicken</em>&#8220;). Stiamo parlando di una configurazione alternativa della ben più nota <strong>teoria dei giochi</strong> a somma non nulla. In altre parole, dobbiamo immaginare una situazione in cui due giocatori avversari devono indurre la controparte ad adottare un determinato comportamento senza però fare lo stesso. L’informazione è completa e i due giocatori agiscono in contemporanea.</p>
<p>L’esempio più classico si ispira alla <em>chicken run</em>, ovvero alla prova di coraggio del film <em>Gioventù bruciata</em> con James Dean del 1995. Due ragazzi effettuano una corsa automobilistica, lanciandosi con le loro auto, nello stesso momento, verso un dirupo. Nel caso in cui entrambi dovessero sterzare prima di arrivare al punto di non ritorno, otterranno una figura barbina con i loro coetanei. Se però uno dei due sterza, mentre l’altro prosegue per un tratto di strada maggiore, senza tuttavia finire nel dirupo, allora il primo farà la figura del coniglio, mentre il secondo riceverà rispetto e ammirazione. Terzo caso: se tutti e due finiscono nel burrone, moriranno entrambi e nessuno li glorificherà.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/lascesa-silenziosa-della-cina-nellindo-pacifico.html"><strong>L’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/la-lotta-tra-cina-e-stati-uniti-per-il-controllo-del-pacifico.html"><strong>La lotta tra Cina e Usa per il controllo del Pacifico</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-presente-e-il-futuro-dellindo-pacifico.html"><strong>Il presente e il futuro dell’Indo-Pacifico</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>L’azzardo di Pechino</h2>
<p>La Cina sta, di fatto, gareggiando con gli <strong>alleati</strong> degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico in una sorta di gioco del pollo pericolosissimo. Lo ha sottolineato la <a href="https://edition.cnn.com/2022/06/10/asia/shangri-la-dialogue-china-targeting-us-allies-intl-hnk-mic-ml/index.html"><em>Cnn</em></a>, secondo cui i caccia cinesi stanno effettuando manovre sempre più aggressive, mettendo in pericolo gli equipaggi rivali.</p>
<p>Questo sarebbe il segnale più evidente di come Pechino stia spingendo al massimo le sue <strong>rivendicazioni territoriali</strong> verso un nuovo livello. Qui sta il <strong>grande azzardo</strong> del Dragone, e il rischio è che la capacità di manovra dei jet cinesi, in seguito all’eventuale abbattimento di un aereo da guerra nemico, possa dare vita ad un conflitto con esiti imprevedibili.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-crash-test-della-cina-nellindo-pacifico.html"><strong>Il crash test della Cina nell&#8217;Indo-Pacifico</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html"><strong>Il ruolo strategico dell’Australia nella guerra per l’Indo-Pacifico</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-si-nasconde-dietro-il-braccio-di-ferro-tra-cina-e-australia.html"><strong>Cosa si nasconde dietro al braccio di ferro tra Cina e Australia</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>La mossa del Dragone</h2>
<p>In occasione dello Shangi-La Dialogue, il più grande vertice sulla Difesa dell’Asia, hanno parlato sia il segretario alla Difesa statunitense, <strong>Lloyd Austin</strong>, che il suo omologo cinese <strong>Wei Fenghe</strong>. Entrambi hanno esposto le loro visioni, diametralmente contrapposte, per mettere in sicurezza la regione asiatica.</p>
<p>Washington intende concentrarsi su una &#8220;posizione di guard rail&#8221; nelle relazioni con i vari Paesi della regione, chiedendo meccanismi di comunicazione di crisi più maturi, così da garantire che la crescente competizione tra le due potenze mondiali non si intensifichi in conflitto. Per Pechino, al contrario, gli Stati Uniti non farebbero altro che lanciare evitabili <strong>provocazioni</strong> (vedi il discorso relativo alla questione taiwanese).</p>
<p>C’è chi sostiene che le azioni cinesi rappresentino un nuovo fronte di un<strong> conflitto &#8220;zona grigia&#8221;</strong>, alimentato da <strong>azioni coercitive</strong>, non ancora all’altezza della guerra vera e propria, ma volte al raggiungimento di obiettivi politici nazionali ben precisi. Un esempio? Quando, nel Mar Cinese Meridionale, la Cina ha trasformato isolotti remoti e anonime scogliere situate in aree contese in piccole basi militari fortificate e piste di atterraggio.</p>
<h2>Sfida agli Usa</h2>
<p>Ci si potrebbe chiedere per quale motivo la Repubblica Popolare abbia iniziato ad impiegare i suoi piloti nel gioco del pollo proprio adesso, per di più sfidando un rischio estremo. Ecco la possibile spiegazione: Pechino ritiene di poter vincere questa contesa perché non sarebbe per niente preoccupata di una possibile <strong>escalation</strong>. Al contrario, il Dragone sa che i Paesi occidentali e i loro partner sono preoccupatissimi, e ritiene che questi ultimi cercheranno in tutti i modi di &#8220;sterzare&#8221; i loro veicoli ben prima di arrivare nei pressi del dirupo.</p>
<p>Dal punto di vista cinese, non ha senso che qualcuno sia spinto in una guerra che non intende combattere. &#8220;Si stanno impegnando in questi <strong>comportamenti rischiosi</strong> e poi dicono agli avversari che sarebbe più sicuro se loro, e cioè gli avversari, si trovassero altrove&#8221;, ha spiegato Oriana Skylar Mastro, esperta dell’esercito cinese.</p>
<p>Altro aspetto curioso: per portare avanti il gioco del pollo, al momento la Cina ha scelto gli alleati degli Stati Uniti e mai questi ultimi. Per quale motivo? L’ipotesi più accreditata è che prendere di mira gli alleati Usa &#8211; come Canada e Australia &#8211; possa essere un metodo per sondare le <strong>debolezze</strong> della coalizione asiatica di Washington e, al tempo stesso, incrementare la consapevolezza nel popolo cinese di poter tener tranquillamente testa ai partner statunitensi in Asia.</p>
<p>Del resto, per ridimensionare la posizione degli Stati Uniti in Oriente non serve per forza che Pechino si scagli direttamente contro Washington. Può farlo – come sta tentando di fare adesso – anche cercando di allontanare gli alleati americani dagli Usa.</p>
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		<title>Il &#8220;grande balzo in avanti&#8221; della marina cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-grande-balzo-in-avanti-della-marina-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 04:11:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-2048x1368.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Impossibile far finta di niente. Tanto più dopo le ultime due notizie diffuse, relative rispettivamente ai lavori in corso per la costruzione di una terza portaerei, classe Type 003, e al dialogo, sempre più intenso e fitto, per la realizzazione di una base navale in Cambogia. Le ambizioni della Cina, legittime dal proprio punto di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-grande-balzo-in-avanti-della-marina-cinese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA14883921-2048x1368.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Impossibile far finta di niente. Tanto più dopo le ultime due notizie diffuse, relative rispettivamente ai lavori in corso per la costruzione di una terza portaerei, classe Type 003, e al dialogo, sempre più intenso e fitto, per la realizzazione di una base navale in Cambogia. Le ambizioni della <strong>Cina</strong>, legittime dal proprio punto di vista, iniziano a prendere forma.</p>
<p>Pechino intende estendere influenza militare e politica nella <strong>regione dell’Indo-Pacifico</strong>, probabile e futuro epicentro di scontro con gli Stati Uniti, nonché luogo chiave per il futuro dell’economia e dei commerci globali. Ma soprattutto – attenzione bene – intende farlo <strong>via mare</strong>, puntando cioè su una flotta abbastanza potente per difendere le proprie coste e fronteggiare le contese aperte nel Mar Cinese (Meridionale e Orientale), oltre che su una <strong>rete di basi</strong>.</p>
<p>A proposito della citata base cambogiana, tutto dovrebbe ruotare attorno alla ristrutturazione della base di Ream, non distante dal Golfo di Thailandia. La vicenda è ancora avvolta nella nebbia, tra smentite e indiscrezioni contrastanti. Nel frattempo – altro segnale da cogliere al volo &#8211; il ministro degli Esteri cinese, <strong>Wang Yi</strong>, è appena tornato da un tour che ha toccato otto Paesi situati nel Pacifico meridionale. Il suo obiettivo: raccogliere sostegno per avviare un accordo di sicurezza e sviluppo.</p>
<p>I piccoli Stati del Pacifico in questione hanno rifiutato di stipulare, al momento, un accordo formale con la Cina. Ma la Cina tornerà con più soldi e altre promesse. Anche perché il gigante asiatico intende dominare le <strong>rotte marittime</strong> che sono state a lungo controllate, o comunque vegliate, dalla portata della US Navy.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-grande-corsa-della-marina-cinese.html"><strong>La grande corsa della marina cinese</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-diplomazia-sottomarina-di-pechino.html"><strong>La diplomazia sottomarina di Pechino</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-e-prossima-a-varare-la-sua-terza-portaerei.html"><strong>La Cina è pronta a varare la sua terza portaerei</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>I (possibili) piani di Pechino</h2>
<p>Lo scorso marzo, il generale Stephan Townsend, capo dell’US Africa Command, ha dichiarato che Pechino vuole una base nell’<strong>Africa occidentale</strong> che si affacci <strong>sull’Oceano Atlantico</strong>. Da questo punto di vista, il Paese ritenuto più papabile al presunto piano cinese risulterebbe essere la <strong>Guinea Equatoriale</strong>. L’allarme è stato lanciato ma, come spesso accade in casi del genere, non sono seguiti risvolti. Altre fonti Usa hanno invece parlato del possibile interesse della Cina nei confronti di una base negli <strong>Emirati Arabi</strong>, così da controllare le rotte mediorientali. Sarà anche vero ma, almeno per il momento, la Repubblica Popolare è in possesso di una sola base: quella situata nel <strong>Gibiuti</strong>.</p>
<p>In ogni caso, secondo quanto riportato dal <a href="https://www.wsj.com/articles/chinas-great-naval-leap-forward-cambodia-military-base-navy-beijing-xi-jinping-11654637895?mod=hp_trending_now_opn_pos1"><em>Wall Street Journal</em></a>, il Dragone ambirebbe ad una rete globale di basi per semplificare la proiezione nel mondo del proprio potere. Scendendo nei dettagli, gli obiettivi strategici della Cina sono militari ma anche economici e politici.</p>
<p>È interessante, poi, fare un raffronto tra la visione di Pechino, che ha messo in mostra una visione mercantilista delle risorse naturali, e quella adottata dal <strong>Giappone</strong> negli <strong>anni ’30</strong>. In altre parole, Pechino ritiene fondamentale contare su una rete di basi lontane dall’Impero capace di garantirle l’approvvigionamento di petrolio, minerali e altre materie prime, soprattutto nel caso di sanzioni, carenze globali o possibili conflitti.</p>
<h2>Il ruolo della Marina</h2>
<p>È qui che entra in gioco il ruolo giocato dalla <strong>Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese</strong>. “Costruire una potente marina non è mai stato un compito così urgente come lo è oggi”, sosteneva nel 2018 <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a>. La massima è ancora valida, e anzi, adesso la Cina può permettersi di iniziare a stringere i muscoli.</p>
<p>Già, perché nel corso degli ultimi anni la marina cinese è stata protagonista di un “grande balzo in avanti”, all’apparenza ben più efficace della mossa economica maoista. Mentre la flotta degli Stati Uniti continua a sfoltirsi – al momento Washington controlla 297 navi e conta <strong>di</strong> scendere a 280 entro il 2027 – la Cina ne conta <strong>355</strong> e punta ad arrivare a quota <strong>460</strong> entro il 2030. È vero, Pechino si affida a navi più piccole ma presto, come detto, lancerà una nuova portaerei. E altre sorprese potrebbero essere nel cassetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-grande-balzo-in-avanti-della-marina-cinese.html">Il &#8220;grande balzo in avanti&#8221; della marina cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così la Cina blinda i confini marittimi e insidia gli Usa nel Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-cina-blinda-i-confini-marittimi-e-insidia-gli-usa-nel-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 17:27:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=293310</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan, esercitazioni militari a Taichung City" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chiuso il lungo capitolo della Guerra Fredda che poteva deflagrare in Europa, negli ultimi anni si è aperta la stagione della contrapposizione tra Cina e Stati Uniti. Giornalisti e analisti si sono interrogati se il nuovo secolo verrà segnato come il precedente dalla battaglia a distanza fra potenze. E se (e come) questa battaglia possa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-cina-blinda-i-confini-marittimi-e-insidia-gli-usa-nel-pacifico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-cina-blinda-i-confini-marittimi-e-insidia-gli-usa-nel-pacifico.html">Così la Cina blinda i confini marittimi e insidia gli Usa nel Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan, esercitazioni militari a Taichung City" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Caccia-di-Taiwan-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Chiuso il lungo capitolo della Guerra Fredda che poteva deflagrare in Europa, negli ultimi anni si è aperta la stagione della contrapposizione tra Cina e Stati Uniti. Giornalisti e analisti si sono interrogati se il nuovo secolo verrà segnato come il precedente dalla battaglia a distanza fra potenze. E se (e come) questa battaglia possa ad un certo punto deflagrare, magari con un violento e complesso scontro nel <strong>Pacifico</strong>.</p>
<p>Con la presidenza di <strong>Donald Trump</strong>, Washington ha aumentato la pressione su Pechino in modo sempre più forte. Dalla decisione di definire la Repubblica popolare come un rivale sistemico <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-cina-sicurezza-nazionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nella National Security Strategy del 2017</a>, alle successive guerre su dazi e tecnologia, più di qualcuno ha parlato di <a href="https://it.insideover.com/guerra/ritmi-da-guerra-fredda-tra-cina-e-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova Guerra Fredda</a>. L’analogia regge solo fino a un certo punto dato che la Repubblica popolare di oggi è molto diversa dall’Urss del ‘900, ma il gelo diplomatico tra i due Paesi resta e difficilmente verrà dissipato nei prossimi mesi.</p>
<p>Negli ultimi anni, in particolare dopo l’ascesa di <strong>Xi Jinping</strong>, Pechino ha spinto l’acceleratore non solo sul piano tecnologico ma anche su quello militare, una mossa che ha alterato in modo decisivo gli equilibri di potere sulla direttrice Washington- Pechino.</p>
<p>Per questo molti analisti sono convinti che se dovesse scoppiare una guerra il terreno di scontro sarebbe il Pacifico. Come <a href="https://www.ft.com/content/7b809c6a-f733-46f5-a312-9152aed28172" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha evidenziato il <em>Financial Times</em></a> la marina della Repubblica popolare ha ora più navi di quella americana (<a href="https://www.janes.com/defence-news/news-detail/china-now-has-worlds-largest-navy-as-beijing-advances-towards-goal-of-a-world-class-military-by-2049-says-us-dod" target="_blank" rel="noopener noreferrer">350 a 293</a>) e molte di queste possono essere concentrate nel nei settori occidentali. Non solo. Nel corso degli anni la <strong>Cina</strong> ha migliorato e implementato il suo arsenale missilistico e difensivo al punto da poter essere una minaccia credibile per navi e portaerei americane nell’area e in generale per le operazioni statunitensi in tutta la zona.</p>
<p>A questo punto la vera incognita non è tanto stabilire il luogo in cui potrebbero esplodere le tensioni tra le due superpotenze, ma quale potrebbe essere la linea del fronte. Sì, perché non è affatto detto che gli scontri avvengano nei pressi delle coste cinesi. Nel mirino finirebbero alcuni dei centri nevralgici americani dell’area come ad esempio l’isola di Guam.</p>
<h2>Cos’è e come funziona l’A2/AD</h2>
<p>La Cina negli ultimi anni ha migliorato la sua <a href="https://missiledefenseadvocacy.org/missile-threat-and-proliferation/todays-missile-threat/china/china-anti-access-area-denial/#_edn2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia di Anti-Access/Area Denial (A2/AD)</a>, ovvero un’insieme di armamenti e meccanismi per negare la libertà di movimento all’avversario sul campo di battaglia. In pratica creando delle bolle sicure che impediscano agli americani di intervenire. Normalmente questa strategia è divisa in due componenti. La prima è l’anti accesso, cioè l’ingresso del nemico in un’area di operazioni, e viene garantita con aerei d’attacco, navi da guerra e l’artiglieria con missili balisti e da crociera. La seconda, la <strong>“negazione” dell’area</strong> &#8211; che prevede di negare a forze ostili l’accesso ad aree sotto controllo amico &#8211; viene realizzata con mezzi protettivi come la difesa aerea o marittima.</p>
<p>Oggi l’<strong>A2/AD</strong> cinese è concentrata prevalentemente in due fasce, nei pressi del Mar Cinese Orientale e più a Sud verso il Mar Cinese Meridionale. A inizio settembre il dipartimento della Difesa Usa <a href="https://media.defense.gov/2020/Sep/01/2002488689/-1/-1/1/2020-DOD-CHINA-MILITARY-POWER-REPORT-FINAL.PDF" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha pubblicato il dossier annuale per il Congresso</a> che analizza nel dettaglio forze e strategie dell’esercito di liberazione popolare.</p>
<p>Uno dei passaggi del documento è dedicato in particolare a definire come la Cina abbia migliorato la sua A2/AD lungo la cosiddetta catena delle prime isole, quella che idealmente collega il Giappone a Taiwan e prosegue lungo le Filippine occidentali e arriva al Borneo. Nella fascia che va dalla costa cinese a questa linea, scrive il Pentagono, la Cina ha costruito un muro difficile da penetrare.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-293326" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa.png" alt="" width="3795" height="3782" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa-1024x1020.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa-150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa-768x765.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa-1536x1531.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/sistema-difensivo-cina-mappa-2048x2041.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 3795px) 100vw, 3795px" /></p>
<p>Nel dossier vengono poi elencati i mattoni di questa punto per punto. &#8220;La modernizzazione militare&#8221;, si legge nel testo, «ha portato a una profonda trasformazione della forza missilistica dell’esercito cinese». Questa trasformazione fa si che le basi americane in Giappone siano sempre più sotto tiro da parte di LAC, missili per obiettivi terrestri lanciati da mezzi navali, MRBM, missili di medio raggio e vettori di raggio intermedio come il DF-26. Non solo. Altri <strong>LAC</strong> possono essere lanciati da bombardieri H-6K capaci di raggiungere Guam.</p>
<p>A garantire la struttura A2/AD ci pensa anche il sistema di difesa missilistico sviluppato in modo attivo dal 2016. Ad esempio l’intercettore HQ-19, secondo quanto dichiarato dalle autorità della Repubblica popolare, sarebbe in grado di difendere attacchi contro missili balistici con gittata superiore ai <strong>3mila chilometri</strong>. In più, sempre secondo informazioni cinesi, a dare manforte al sistema ci sono due sistemi radar, il JY-27A e il JL-1A (secondo i cinesi capace di intercettare anche più missili) che aiuterebbero i sistemi di difesa nelle operazioni di aggancio del bersaglio.</p>
<p>All’interno dei dispositivi di protezione un ruolo importante è giocato anche dal comparto della difesa aerea. Tutto il paese, scrive ancora il Pentagono, ha una vasta architettura IDAS, cioè un sistema integrato di difesa aerea dispiegato su tutta la costa e composto da vari elementi. Il primo è quello dei <strong>sistemi SAM</strong>, cioè missili per il contrasto di velivoli nemici. Tra questi la Cina schiera diversi pezzi, dal proprio CSA-9 ai russi S-300 (nelle varianti P e PMU-1) e S-400.</p>
<p>Il secondo elemento è quello della rete radar. Le forze cinesi hanno schierato una notevole varietà di sistemi di tracciamento a lungo raggio. I materiali informativi forniti dalle aziende cinesi sostengono che questi sistemi sono in grado di individuare sia missili balistici che velivoli, ma anche attacchi aerei a lungo raggio. La copertura può essere poi estesa anche grazie ai mezzi di preallarme come il KJ-2000 e il KJ-500.</p>
<p>Il terzo punto della difesa aerea è direttamente collegato alle <strong>operazioni dell’aeronautica cinese</strong>. Presto sui cieli della Repubblica popolare dovrebbero alzarsi i caccia di quinta generazione che andrebbero ad aggiungersi a quelli della quarta come i russi Su-27 e Su-30 e i cinesi J-10, J-16, J-20 e J-31.</p>
<p>C’è poi un ultimo ma importante tassello: le forze marittime. La Cina, sottolinea ancora il dipartimento della Difesa, ha lavorato per aumentare capacità della sua marina nella fascia interna alla prima catena di isole. Questo incremento è dovuto in particolare a un ampio assortimento di missili antinave come il CSS-5 progettato per tenere sotto tiro le portaerei nemiche con una gittata di 1.500km. Pechino ha investito molto anche sui sommergibili, ma pare che per il momento manchino le capacità per condurre operazioni di guerra in acque profonde.</p>
<h2>Limiti e usi della bolla cinese</h2>
<p>Questi elenchi forse non rendono l’idea di come operativamente la Cina possa bloccare o rendere più difficile gli interventi americani. Paradossalmente analizzando i limiti di uno dei tanti <strong>vettori</strong> in dotazione alle forze armate cinesi si può capire meglio lo scenario. <em>Defence News</em> in particolare <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2020/06/01/chinas-missile-and-space-tech-is-creating-a-defensive-bubble-difficult-to-penetrate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha analizzato i limiti del vettore DF-21D</a>, pensato per colpire navi in movimento come le portaerei americane, spiegando che non sarebbe mai stato testato su bersagli mobili, di fatto rendendo incerta la possibile capacità di colpire un mezzo americano che viaggia a oltre 30 nodi.</p>
<p>Nonostante questo il missile e la rete difensiva crea le condizioni ideali per sorvegliare e migliorare la deterrenza che eviti l&#8217;accesso di nemici in settori molto delicati, creando bolle difensive in alcune strozzature marittime, come lo <strong>stretto di Miyako</strong> tra l’isola giapponese di Okinawa (ove c’è una base americana) e Taiwan, e il canale di Bashi, che collega Formosa con le Filippine. Due stretti passaggi fondamentali per la Cina perché cerniere tra l’Oceano Pacifico e il Mar cinese Occidentale e Meridionale.</p>
<p>L’A2/AD garantito da queste bolle permette anche di colpire un elemento chiave della potenza militare americana, la logistica. La <strong>deterrenza</strong> costringerebbe infatti a restare a distanza i gruppi di attacco delle portaerei e quindi a limitare il raggio di azione dei velivoli a bordo, che non potrebbero neanche godere dell’appoggio dei mezzi di rifornimento.</p>
<h2>Il nodo del Mar Cinese meridionale</h2>
<p>La preoccupazione americana riguarda soprattutto la possibile espansione di queste bolle. Non a caso a inizio ottobre il segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong> era volato in Asia per una un viaggio diplomatico poi ridotto per la positività del presidente Trump al coronavirus. In più nel corso dell’estate le <a href="https://it.insideover.com/politica/da-hong-kong-a-taiwan-come-la-cina-rafforza-il-potere-fuori-dai-confini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercitazioni americane avevano portato nell’area diverse portaerei</a>. Nel dossier del Pentagono le preoccupazioni sono concentrate in particolare su due punti.</p>
<p>La prima sul fatto che la Cina sta lavorando per allargare le sue bolle insidiando anche la fascia delle seconde isole, quella che parte dal Giappone, piega verso Guam e chiude verso le isole dell’Indonesia orientale.</p>
<p>La seconda è invece legata alle caldissime acque del <strong>Mar Cinese meridionale</strong>. Qui le forze armate cinesi hanno piazzato radar e sistemi di difesa in molte delle isole artificiali cercando così di blindare ancora di più le acque contese.</p>
<p>Per il momento gli atti di navigazione libera rivendicati dagli americani procedono (proprio a metà ottobre è previsto un nuovo passaggio del gruppo di attacco della Uss Ronald Reagan), ma l’assertività cinese resta massima. In particolare quest’anno non sono mancati atti violenti e intimidazioni contro imbarcazioni dei paesi vicini come pescherecci vietnamiti o navi malesi. Per non parlare delle flottiglie di pescherecci cinesi che si aggirano intorno a isole rivendicate da Manila.</p>
<p>Qualche mese fa era spuntata l’ipotesi che la Cina potesse creare una <strong>Adiz</strong> sopra il Mar Cinese Meridionale. L’Adiz è una “zona di identificazione della difesa aerea”, in pratica un Paese che la rivendica chiede particolari regole di movimento agli aerei che si avvicinano allo spazio, come ad esempio comunicare via radio rotta e destinazione.</p>
<p><a href="https://www.economist.com/china/2020/06/17/chinas-next-move-in-the-south-china-sea" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come scritto dall’<em>Economist</em></a> questa Adiz verrebbe garantita dai sistemi radar presenti sull’<strong>isola di Hainan</strong>, lungo la costa meridionale e grazie agli impianti piazzati sulle isole Spratlys e Paracels. L’Adiz di base non implica sovranità sullo spazio aereo, ma permette di influenzare parte del traffico e soprattutto, se non fosse osteggiata da Usa e Paesi limitrofi, darebbe spazio di manovra all’aviazione cinese per ammassare mezzi e velivoli nell’area. Per ora le rivendicazioni restano vaghe ma l’eventuale nascita di un’Adiz rappresenterebbe un assaggio di cosa significherebbe estendere e migliorare l’A2/Ad in quest’area.</p>
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		<title>Cina e Giappone vicini allo scontro alle Senkaku</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cina-e-giappone-vicini-allo-scontro-alle-senkaku.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2020 17:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Senkaku]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina giapponese, navi Izumo e JS Murasame (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1536x772.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-2048x1029.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le isole Senkaku (in giapponese), o Diaoyu (in cinese) che dir si voglia, costituiscono la terra di nessuno della quale si contendono la sovranità Cina, Giappone e anche Taiwan (ove le isole vengono chiamate Tiaoyutai). Otto isole principali e vari speroni di roccia nel mezzo del Mar Cinese Orientale: una superficie totale di circa 7 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-e-giappone-vicini-allo-scontro-alle-senkaku.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina giapponese, navi Izumo e JS Murasame (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1536x772.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-2048x1029.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le <strong>isole Senkaku</strong> (in giapponese), o <strong>Diaoyu</strong> (in cinese) che dir si voglia, costituiscono la terra di nessuno della quale si contendono la sovranità <a href="https://it.insideover.com/politica/le-dispute-territoriali-in-cui-e-coinvolta-la-cina.html">Cina</a>, Giappone e anche Taiwan (ove le isole vengono chiamate Tiaoyutai). Otto isole principali e vari speroni di roccia nel mezzo del Mar Cinese Orientale: una superficie totale di circa 7 kmq a nord-est di Taiwan (170km), a est della Cina continentale (330 km) e a sud-ovest della prefettura più meridionale del Giappone, Okinawa (410 km). Le isole sono attualmente controllate dal Giappone, eppure rappresentando il tipico caso di (quasi) <em>terra nullius</em>: sono importanti perché prossime a importanti rotte marittime, offrono ricche zone di pesca e si trovano vicino a potenziali riserve di petrolio e gas. Sono anche in una posizione strategicamente significativa, ora più che mai, nella corsa tra Stati Uniti e Cina per il primato militare nella <a href="https://it.insideover.com/politica/lultima-arma-cinese-per-scacciare-gli-usa-dallindo-pacifico.html">regione Asia-Pacifico</a>.</p>
<h2>La disputa sulle Senkaku</h2>
<p>Come molte dispute di questo tipo la vicenda è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il <strong>Giappone</strong> afferma di aver tenuto sott’occhio l’arcipelago per dieci anni nel corso dell’Ottocento per poi dichiararle disabitate. Il 14 gennaio 1895 il Giappone eresse qui un indicatore di sovranità e incorporò formalmente le isole nel proprio territorio. Con il trattato di San Francisco del 1951 il Giappone rinunciò alle proprie rivendicazioni su un certo numero di territori tra cui Taiwan: queste isole, tuttavia, passarono sotto amministrazione fiduciaria degli Stati Uniti e furono restituite al Giappone nel 1971 con l&#8217;accordo di Okinawa. Secondo i giapponesi la Cina non sollevò obiezioni all&#8217;accordo ed è solo a partire dagli anni &#8217;70, quando è emersa la questione delle risorse petrolifere nell&#8217;area, che le autorità delle due Cine hanno iniziato a insistere sulle loro rivendicazioni.</p>
<p>La <strong>Cina</strong>, invece, sostiene di essere stata vittima di un vero e proprio colpo di mano: Pechino afferma che le isole fanno parte del suo territorio sin dai tempi antichi, fungendo da importanti zone di pesca amministrate dalla provincia di Taiwan. Quando questa venne restituita con il Trattato di San Francisco, il leader Chiang Kai-shek non sollevò la questione, perché troppo dipendente dagli Stati Uniti.</p>
<h2>Uno sconfinamento senza precedenti</h2>
<p>Minacce, schermaglie e sconfinamenti sono all’ordine del giorno dal secolo scorso. Tuttavia, dalla scorsa domenica, è in atto <strong>un’operazione senza precedenti</strong>: da giorni, due navi della Guardia Costiera cinese hanno ignorato ripetutamente gli avvertimenti di lasciare le Isole Senkaku. Le navi cinesi sono entrate nelle acque vicino alle isole intorno alle 10:45 di domenica e hanno cercato di avvicinarsi a un peschereccio giapponese. L’episodio colpisce perché <a href="https://www.mofa.go.jp/files/000465486.pdf"><strong>si tratta di un record</strong> </a>(per il tempo di sconfinamento) prolungatosi per ben due giorni: un episodio <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2020/10/13/national/china-senkakus-record/">commentato dalle alte sfere giapponesi</a> come “deplorevole” e percepito da Tokyo come una pericolosa provocazione da quando il governo giapponese ha posto gli isolotti sotto il controllo statale nel settembre 2012, dopo averle acquistate da un proprietario privato giapponese. Nel novembre 2013, la Cina ha anche annunciato la creazione di una nuova zona di identificazione della difesa aerea, che richiederebbe a qualsiasi velivolo nella zona &#8211; che copre le isole &#8211; di rispettare le regole stabilite da Pechino. Il Giappone ha etichettato la mossa come una &#8220;escalation unilaterale&#8221;, ignorandola.</p>
<p>Il record precedente è stato stabilito a luglio, quando le navi cinesi sono penetrate nelle acque per 39 ore e 23 minuti. Martedì, la <strong>guardia costiera</strong> ha affermato di aver individuato anche un&#8217;altra coppia di navi cinesi che navigano nella cosiddetta zona contigua al di fuori delle acque territoriali del Giappone. Le navi cinesi sono state viste navigare vicino alle Senkaku per il 37 ° giorno consecutivo, secondo la guardia costiera. Se le autorità giapponesi promettono una risposta ferma, Pechino continua a rivendicare il diritto al pattugliamento e allo svolgimento di attività di contrasto nelle acque interessate.</p>
<h2>Le ragioni delle provocazioni</h2>
<p>Dal 2012 la Cina ha fatto un uso costante della presenza alle Senkaku come arma politica. Il ventaglio di ragioni vanno dalle semplici esigenze pratiche (sostare in maniera permanente è più comodo che fare la spola dal territorio cinese) a quelle di <strong>deterrenza e prevenzione</strong>: fra i più grandi timori cinesi vi è infatti la possibilità che qui giungano attivisti provenienti da Taiwan e Hong Kong o perfino nazionalisti giapponesi. Quello che però emerge dall’analisi dei dati è che la Cina stia giocando al <strong>divario percettivo</strong>: quello che sta aumentando progressivamente è il perdurare delle operazioni e la permanenza delle navi cinesi nell’area delle Senkaku, non il numero di navi che bersagliano la zona. Da parte giapponese corrisponde un atteggiamento quasi impassibile, che ripetutamente implica la non diffusione via media degli sconfinamenti per non concedere alla Cina momenti di gloria: il problema, però, sono i social media che diffondono comunque le notizie. Non a caso su Twitter, per un breve periodo, si era perfino diffuso un hashtag in giapponese tradotto come &#8220;<a href="https://twitter.com/search?q=%E5%B0%96%E9%96%A3%E8%AB%B8%E5%B3%B6&amp;src=typed_query">Protesto contro le navi cinesi che si intromettono nelle Senkaku</a>&#8220;.</p>
<p>Un’altra ragione riguarda i <strong>diritti di pesca</strong>: la regolare presenza cinese in loco ha scoraggiato i pescherecci giapponesi dall&#8217;operare nell&#8217;area, soprattutto all&#8217;interno del mare territoriale. Dopo la crisi della nazionalizzazione delle isole del settembre 2012, i pescherecci giapponesi hanno avuto la tendenza ad astenersi dal pescare nelle acque territoriali delle isole contese. Del resto, il copione cinese è sempre il medesimo: individuare i pescherecci giapponesi, inseguirli, affiancarli e farli desistere dall’avvicinamento all’arcipelago.</p>
<p>I fatti di queste ore, tuttavia, costituiscono un record nella storica disputa, che potrebbe avere significati più profondi di quelli degli ultimi decenni. La Cina è cosciente dell’appoggio statunitense al Giappone e della politica di deterrenza in atto contro di sé. Per questa ragione tende a mostrare i muscoli, nelle acque più che mai. Bisogna inoltre ricordare che lo scorso 6 ottobre si è tenuto a Tokyo il secondo summit dei ministri degli Esteri del <strong>Quad</strong>, la piattaforma multilaterale informale che riunisce Stati Uniti, Giappone, Australia e India: ergo, quella cinese potrebbe essere un avvertimento legato proprio al meeting. Infine, lo sconfinamento potrebbe essere anche un <a href="https://it.insideover.com/politica/come-potrebbe-cambiare-la-politica-estera-del-giappone-dopo-abe.html">test al tornasole</a> per il neopremier giapponese <strong>Yoshihide Suga</strong>, nel tentativo di comprendere la tempra internazionale dell’erede di Shinzō Abe.</p>
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		<title>Mar Cinese Meridionale sempre più caldo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esercitazioni-usa-cina-mar-cinese-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 14:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina americana (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cina e Stati Uniti per il momento si limitano a combattere a distanza. Le due potenze da mesi si stanno fronteggiando con esercitazioni incrociate nelle acque più calde del globo, quelle de Mar cinese meridionale. L’ennesimo atto di questa danza pericolosa è iniziato intorno al 22 agosto. La marina cinese ha dato il via a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/esercitazioni-usa-cina-mar-cinese-meridionale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina americana (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Marina-americana-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Cina</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> per il momento si limitano a combattere a distanza. Le due potenze da mesi si stanno fronteggiando con esercitazioni incrociate nelle acque più calde del globo, quelle de <strong>Mar cinese meridionale</strong>. L’ennesimo atto di questa danza pericolosa è iniziato intorno al 22 agosto. La marina cinese ha dato il via a ben cinque esercitazioni in quattro distinti quadranti che vanno dal Golfo di Bohai fino al Mar cinese meridionale.</p>
<h2>Quattro fronti per un’esercitazione insolita</h2>
<p>Nei giorni scorsi, ha scritto <em>Associated Press</em>, l’autorità cinese per la sicurezza in mare ha confermato che dal 24 agosto al 30 settembre vaste pozioni di mare saranno <em>off limits</em>, in particolare tutte le navi non autorizzate dovranno dirigersi a cinque miglia nautiche, circa 9,26 chilometri, rispetto alle aree interessate, un messaggio perentorio che però non ha fornito altri dettagli.</p>
<p>L’idea della marina dell’Esercito Popolare di Liberazione è quella di muoversi in quattro regioni con almeno cinque dispositivi. La prima serie di esercitazioni dovrebbe tendersi nel lembo di mare a Est dell’isola di Hainan &#8211; che ospita anche uno dei porti che fungono da appoggio alle portaerei cinesi &#8211; nei pressi alle isole Paracelso. Negli stessi giorni, leggermente più a Nord, ma sempre nel Mar Cinese Meridionale, è stata isolata l’area a largo della provincia del Guangdong per altre operazioni che dovrebbero concludersi il 29 agosto.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" tabindex="0" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m14!1m12!1m3!1d12694.36644202081!2d112.33949793401712!3d16.83505061190286!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!5e1!3m2!1sit!2sit!4v1598428152429!5m2!1sit!2sit" width="100%" height="550" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" aria-hidden="false"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p><em>Woody Island all&#8217;interno dell&#8217;arcipelago delle isole Paracelso</em></p>
<p>Un terzo dispositivo è stato invece attivato nel Mar Cinese Orientale, dove domenica 23 agosto forze navali e aeree hanno condotto esercitazioni pratiche in varie condizioni atmosferiche. come confermato dallo stesso Eastern Theatre Command. Altra area delimitata è stata quella del Mar Giallo, a est del porto di Lianyungang, che sarà teatro di test balistici fino a fine mese. Ultimo punto caldo sarà invece quello del Golfo di Bohai, non lontano dalla città-prefettura di Tangshan, dove verranno effettuati altri test missilistici.</p>
<p>Il 25 agosto nel pieno svolgimento delle esercitazioni le forze cinesi <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-aereo-spia-americano-entra-in-no-fly-zone-durante-esercitazione-militare-cinese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno accusato gli Stati Uniti di azioni di disturbo</a>. In particolare con l&#8217;ingresso nella no-fly zone di due aerei spia, un U-2 e un RC-135S. Il primo sarebbe partito da una base americana in Corea del Sud e avrebbe sorvolato il Golfo di Bohai, mentre il secondo, ha scritto il thinl tank cinese South China Sea Probing Initiative, sarebbe transitato sul Mar Cinese Meridionale.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">USAF RC-135S #62-4128 is flying across the <a href="https://twitter.com/hashtag/SouthChinaSea?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#SouthChinaSea</a>, which appears to be a transfer rather than reconnaissance mission, Aug 26. <a href="https://t.co/lubKZQRIk2">pic.twitter.com/lubKZQRIk2</a></p>
<p>&mdash; SCS Probing Initiative (@SCS_PI) <a href="https://twitter.com/SCS_PI/status/1298433002200956928?ref_src=twsrc%5Etfw">August 26, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Il giorno dopo nell&#8217;ambito delle esercitazioni le forze cinesi hanno effettuato una serie di test missilistici con dei vettori di medio raggio. Secondo <em>New York Times</em> e <em>South China Morning Post</em> il lancio avrebbe coinvolto dei vettori della famiglia Dongfeng, con ogni probabilità il DF-26B e DF-21D, ribattezzati anche come &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-svela-la-volta-suo-missile-killer-portaerei.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">missile killer delle portaerei</a>&#8220;. Il primo sarebbe stato lanciato dalla provincia settentrionale del Qinghai mentre il secondo da quella dello Zhejiang e entrambi si sarebbero inabissati tra l&#8217;isola di Hainan e le Paracelso.</p>
<p>Il passaggio aereo americano e i test missilistici confermano la posizione di diversi analisti che hanno visto il dispiegamento di fine agosto come  un’occasione per lanciare diversi messaggi, soprattutto a Washington. Il primo, il più importante sia sul fronte interno che quello esterno, indica la volontà di mostrarsi capaci a mobilitare le proprie forze in più settori. Collin Koh, analista del S. Rajaratnam School of International Studies di Singapore, <a href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/3098671/chinas-navy-drills-4-regions-show-ability-counter-us-observers" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha spiegato al <em>South China Morning Post</em></a> che con l’azione della marina in più aree Pechino vuole anche sottolineare che le sue forze armate non sono state in alcun modo influenzate dalla pandemia da coronavirus.</p>
<p>Per l’analista cinese Song Zhongping tutto e da ricondurre agli scenari di guerra per il prossimo futuro. Per Zhongping qualsiasi conflitto che potrà scoppiare nei prossimi anni avverrà in più location, per questo Pechino vuole lavorare molto sulla possibilità di sostenere più fronti di attacco. Non solo. Le operazioni nella baia di Bohai dimostrerebbero che l’esercito si sta impegnando sui meccanismi difensivi dato che il golfo è la porta diretta per Pechino.</p>
<h2>La guerra delle esercitazioni nel Mar Cinese Meridionale</h2>
<p>La multi esercitazione cinese si avvia a chiudere una caldissima estate nei mari asiatici. Da luglio in poi Washington e Pechino si sono fronteggiate con una serie di prove muscolari che potrebbero continuare nel prossimo futuro. Esercitazioni e contro esercitazioni che hanno nel Mar Cinese Meridionale il fulcro di tutto.</p>
<p>A inizio luglio unità della marina cinese hanno tenuto delle esercitazioni nel cuore delle acque contestate delle isole Paracelso. Nei giorni antecedenti ai “war games” diversi media avevano pubblicato le immagini satellitari che immortalavano una <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-una-portacontainer-come-nave-da-sbarco-anfibia.html?fbclid=IwAR2QJjQ9-zJt9f1_wOFuIWATc1KovtuKz_EovVj5cJ_JP-nzr-p7Ryke628" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nave d’assalto anfibia</a> nei pressi di Woody Island. Quelle esercitazioni, <a href="https://thediplomat.com/2020/07/china-conducts-naval-drills-in-south-china-sea/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stando a informazioni del portale <em>The Diplomat</em></a>, avevano coinvolto anche la guardia costiera cinese.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-286971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitzioni-cina.gif" alt="esercitzioni cina mar cinese meridionale" width="1000" height="1413" /></p>
<p>Qualche giorno dopo è stato il turno degli americani che intorno al 6 luglio <a href="https://it.insideover.com/guerra/ritmi-da-guerra-fredda-tra-cina-e-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno portato nell’area ben due portaerei, la Uss Nimitz e la USS Ronald Reagan</a>, coi rispettivi gruppi di attacco. Un dispiegamento di forze visto solo altre due volte negli ultimi 20 anni, il primo nel 2001 e il secondo nel 2014. Stando ai documenti ufficiali l’esercitazione prevedeva di lavorare sulle capacità di difesa aerea e di ampliamento degli attacchi marini da parte di velivoli partiti dalle portaerei. Non solo. Ai lavori si è unito anche un bombardiere B-52 partito direttamente dalla base di Barksdale, in Louisiana.</p>
<p>L’altro segnale che Washington ha voluto mandare riguarda la difesa della sua <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-india-scontro-asia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">teoria dell’Indo-Pacifico libero e aperto</a>. Negli stessi giorni il segretario di Stato Mike Pompeo ha attaccato frontalmente la Cina proprio sulle acque contese del Mar Cinese Meridionale evidenziando come le richieste di Pechino siano completamente illegali, respingendo quindi ogni tipo rivendicazione.</p>
<p>In tutta risposta Pechino qualche settimana dopo ha rimobilitato le proprie forze per una nuova serie di esercitazioni iniziata intorno al 25 luglio e terminata all’inizio di agosto. Un po’ come per gli americani anche in questo caso alla marina cinese si sono affiancati i voli di alcuni bombardieri, in particolare gli H-6G e gli H-6J, che hanno simulato decolli notturni, incursioni a lungo raggio e attacchi a obiettivi navali.</p>
<p>Un altro quadrante molto caldo è quello che ruota intorno a Taiwan. Tra il 9 e 11 agosto il segretario alla Salute Usa <a href="https://it.insideover.com/politica/si-rafforza-lasse-tra-stati-uniti-e-taiwan.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alex Azar si è recato</a> in visita diplomatica a Taipei facendo andare su tutte le furie il governo di Pechino. La mattina del 10 luglio aerei dell’aviazione cinese hanno attraversato la linea mediana nello stretto di Taiwan avvicinandosi a Formosa. Normalmente la linea viene rispettata sia da Pechino che da Taipei, ma ultimamente la Repubblica popolare si è fatta più aggressiva. Secondo rapporti del governo taiwanese negli ultimi anni Pechino l’ha varcata solo in tre occasioni, una nel 1999, una nel 2019 e una nel marzo di quest’anno.</p>
<p>Secondo il <em>Global Times</em>, quotidiano cinese in lingua inglese vicino alle posizioni del governo, la breve esercitazione cinese è stata la risposta alla mossa americana che ha incrinato la pace diplomatica tra Pachino e Washington. Il giornale però è andato oltre paventando nuove e più provocatorie esercitazioni, in particolare test missilistici a Est di Taiwan vicini a Guam. Qualche giorno dopo la marina cinese ha svolto un’altra esercitazione balistica più a Nord vicino all’isola di Zhoushan, vicino a Shanghai.</p>
<p>Quasi in contemporanea più a Sud a circa 1.500 chilometri di distanza gli Usa rispondevano con un’altra esercitazione. Stando a un comunicato della marina americana la Uss Ronald Reagan ha condotto una serie di operazioni di volo e esercitazioni per la stabilità marittima.</p>
<h2>Il ritorno americano nell’area</h2>
<p>Questa “battaglia” si tiene in un momento molto delicato per gli Stati Uniti. Non solo per le complicazioni legate al Covid-19, ma soprattutto per quanto riguarda le elezioni presidenziali del 3 novembre prossimo. In <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-2020-biden-trump-politica-estera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">politica estera l’incertezza del voto pesa</a> soprattutto sulla policy asiatica che verrà con ogni probabilità riscritta nel 2021. Nonostante questo la presidenza di Donald Trump si è contraddistinta soprattutto per il contenimento della Cina. Contenimento che passa anche dal Mar Cinese Meridionale.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-286970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa.png" alt="esercitazioni usa mar cinese meridionale" width="6426" height="6567" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa.png 1879w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-294x300.png 294w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-1002x1024.png 1002w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-768x785.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-1503x1536.png 1503w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/esercitazioni-usa-2004x2048.png 2004w" sizes="auto, (max-width: 6426px) 100vw, 6426px" /></p>
<p>Negli ultimi anni il numero di operazioni americane nella zona è notevolmente aumentato, come nel caso dei Freedom of Navigation Operations, atti di navigazione nelle aree contese. Secondo i dati della flotta americana nel pacifico il numero di queste operazioni è notevolmente aumentato negli ultimi anni. Se nel 2014 il conto era inchiodato a 0, nel 2019 le operazioni registrate sono state nove. Quest’anno, nonostante l’epidemia, il conteggio è già salito a sette con addirittura due passaggi ravvicinati il 28 e 29 aprile. Un’attività che si accompagna a quella dei sorvoli, come quello dei bombardieri B-1B Lancers a maggio e luglio. Operazioni che ovviamente <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-alza-la-voce-nel-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno scatenato le ire cinesi</a>. Secondo un ufficiale del Pentagono <a href="https://www.foxnews.com/world/uss-theodore-roosevelt-sea-china-coronavirus-harassment" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sentito da <em>Fox News</em></a> tra marzo e maggio caccia cinesi hanno intercettato e sfidato aerei da ricognizione Usa almeno nove volte.</p>
<h2>Le mosse diplomatiche che svelano i limiti cinesi</h2>
<p>L’ultimo gruppo di esercitazioni messe in campo da Pechino è particolarmente significativo se incrociato con le attività americane perché mostra chiaramente un’ipotetica linea del fronte in caso di conflitto, una linea che va dal Golfo di Bohai fino al cuore del Mar Cinese Meridionale. Pechino ha voluto dimostrare di essere in grado di sostenere un fonte così ampio, ma ci sono almeno due aspetti che la tradiscono. Una marina ancora lontana da quella americana e soprattutto l’attività diplomatica.</p>
<p>A luglio la Cina ha riunito i diplomatici dell’Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico chiedendo esplicitamente di non dare seguito alle richieste americane nell’Area. Secondo quando scrive il <em>South China Morning Post</em> <a href="https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3098486/china-meets-asean-diplomats-propose-resuming-south-china-sea" target="_blank" rel="noopener noreferrer">non è chiaro se l’esito dell’incontro</a> ha avuto risultati reali, ma il timing è indicativo: tre settimane dopo la dura presa di posizione americana di Mike Pompeo. Rigettando le pretese cinesi Washington spera di unificare un fronte anti-cinese, in particolare Filippine, Vietnam, Malesia, Indonesia e Brunei, tutti Paesi che hanno feroci dispute territoriali con la Repubblica popolare. Una battaglia di alleanze che potrebbe decidere presto le sorti dell’intera regione.</p>
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		<title>La guerra elettronica che scalda le acque dell&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-elettronica-che-scalda-le-acque-dellasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2020 12:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542-1024x495.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Improvviso, crudele, breve e basato sulle tecnologie dell’informazione. Era il 2016 quando, durante un’esercitazione navale, l’esercito cinese definiva così, con una dichiarazione pubblica, un possibile conflitto navale in mare aperto. Da allora sono passati quattro anni e, nonostante varie tensioni marittime regionali, tale eventualità non si è mai verificata. È pur vero che le acque &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-elettronica-che-scalda-le-acque-dellasia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-1-e1577726520542-1024x495.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Improvviso, crudele, breve e basato sulle tecnologie dell’informazione. Era il 2016 quando, durante un’esercitazione navale, l’<strong>esercito cinese</strong> <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2016/08/02/asia-pacific/chinese-navy-holds-live-fire-drills-in-east-china-sea/">definiva così</a>, con una dichiarazione pubblica, un possibile conflitto navale in mare aperto. Da allora sono passati quattro anni e, nonostante varie tensioni marittime regionali, tale eventualità non si è mai verificata.</p>
<p>È pur vero che le acque del <strong>Mar Cinese Orientale</strong> e <strong>Meridionale</strong> sono sempre più calde, visto che la Cina, adesso che è diventata una vera e propria superpotenza, non ha più alcun timore – semmai ne avesse avuto in passato – di entrare in collisione con i suoi vicini di casa. Fino a pochi anni fa, il problema principale del Dragone non era tanto intraprendere un testa a testa con Vietnam, Giappone, Corea del Sud, Filippine o Taiwan, quanto chiamare in causa, indirettamente, gli Stati Uniti.</p>
<p>Già, perché Washington continua a considerare il <strong>Pacifico</strong> un’area strategica, anche se con l’avvento di Donald Trump in poi abbiamo assistito a una sostanziale ritirata americana dai più importanti palcoscenici esteri. Dunque, nel caso in cui la Cina dovesse davvero superare certi limiti, la Casa Bianca sarebbe pronta a scendere in campo in difesa di uno dei suoi alleati asiatici asiatici.</p>
<p>In un certo senso, alcuni analisti considerano un’eventualità del genere un possibile <strong>casus belli</strong> che consentirebbe all’America di recuperare il terreno perduto in Asia. Attenzione però, perché chi pensa che da queste parti le guerre marittime saranno combattute con missili e cannoni è completamente fuori strada.</p>
<h2>Il concetto di guerra elettronica</h2>
<p>Un concetto fondamentale per capire come si svilupperanno le dispute in questa turbolenta porzione di mondo è quello di <strong>guerra elettronica</strong>. <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-del-futuro-gia-si-chiama-cyber-warfare.html">La cosiddetta Electronic warfare (EW)</a> include ogni azione che comprende l’utilizzo dello spettro elettromagnetico o dell’energia diretta a controllare, alterandolo, lo spettro delle emissioni radio.</p>
<p>La EW segue due modus operandi: attaccare le forze nemiche, rendendo non operativi alcuni suoi strumenti, oppure assalirle tramite il citato <strong>spettro elettromagnetico</strong>. L’obiettivo, invece, è quello di ottenere un vantaggio tattico e strategico neutralizzando gli altrui sistemi meccanici e robotici.</p>
<p>Tre sono le componenti fondamentali delle moderne tecniche di guerra elettronica: le <strong>contromisure elettroniche</strong>, le contro-contromisure elettroniche e le misure di supporto elettroniche. Nel primo caso si punta a disturbare l’avversario, attraverso l’uso attivo o passivo dello spettro elettromagnetico per impedirne l’uso al rivale. La seconda componente ruota attorno a tutte quelle attività mirate a rendere le contromisure elettroniche avversarie meno efficaci.</p>
<p>Arriviamo infine all’ultimo punto, probabilmente il più importante di tutti. Le <strong>misure di supporto elettroniche</strong> servono consistono nell’uso passivo dello spettro elettromagnetico per spiare, identificare, localizzare o interpretare bersagli o potenziali minacce. Le <strong>informazioni</strong> raccolte potranno quindi essere impiegate per movimentare le proprie truppe verso una certa area, prevenire le mosse del nemico o richiedere fuoco di artiglieria.</p>
<h2>Limitare la Cina</h2>
<p>La <strong>Cina</strong> ha investito un fiume di denari<a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-la-guerra-elettronica-destinato-alla-nuove-portaerei-cinesi.html"> per prepararsi al meglio a una possibile guerra elettronica</a>. Pechino può contare su diverse <strong>installazioni radar</strong> piazzate nella regione, a conferma dell’intenzione di voler monitorare in tempo reale quanto accade nel Mar Cinese. Il gigante asiatico sostiene che la funzionalità di tali installazioni sia destinato solo ed esclusivamente a ricerca e salvataggio; in realtà sono utilissime per le manovre dell’esercito e una fonte di grande preoccupazione per gli Stati limitrofi, in primis il Giappone.</p>
<p>Ed è proprio il <strong>Giappone</strong> l’unico Paese della regione in grado di opporre una adeguata resistenza alla Cina. Tokyo, più che Taiwan, Corea del Sud e altri ancora, si è fatto trovare prontissimo. Nell’agosto 2019 il Ministero della Difesa giapponese <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2019/08/30/heres-what-japans-defense-ministry-wants-to-do-with-505-billion/">aveva richiesto</a> un budget di <strong>50,5 miliardi di dollari</strong> per migliorare le proprie tecnologie militari. Sempre un anno fa il Giappone ha adottato il <strong>Network Electronic Warfare System</strong>, mentre<a href="https://it.insideover.com/politica/il-giappone-si-prepara-alla-guerra-elettronica-la-mossa-di-tokyo-per-arginare-la-cina.html"> l’ultima novità</a> riguarda una nuova unità formata da 80 specialisti ideata per disturbare i segnali e le comunicazioni del nemico in caso di eventuali aggressioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-elettronica-che-scalda-le-acque-dellasia.html">La guerra elettronica che scalda le acque dell&#8217;Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Corea, gli Usa danno la caccia alle navi pirata di Kim</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/corea-gli-usa-danno-la-caccia-alle-navi-pirata-di-kim.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 15:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="954" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1-1024x651.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L’Uss Milius, un cacciatorpediniere americano classe Areligh Burke, fa rotta verso un punto del Mar Cinese Orientale compreso tra l’arcipelago giapponese e Shangai, non lontano da quel confine immaginario, individuato dalle propaggini meridionali della Penisola di Corea, che lo fa diventare Mar Giallo. Un pattugliatore della Us Navy, un Boeing P-8 Poseidon, ha individuato tre vascelli sospetti fermi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/corea-gli-usa-danno-la-caccia-alle-navi-pirata-di-kim.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="954" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20180607131705_26575344-1-1024x651.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L’Uss Milius, un cacciatorpediniere americano classe Areligh Burke, fa rotta verso un punto del Mar Cinese Orientale compreso tra l’arcipelago giapponese e Shangai, non lontano da quel confine immaginario, individuato dalle propaggini meridionali della Penisola di Corea, che lo fa diventare Mar Giallo.</p>
<p>Un pattugliatore della Us Navy, un Boeing P-8 Poseidon, ha individuato tre vascelli sospetti fermi in mezzo al mare con il transponder spento, così la piccola squadra navale composta dal Milius e da un cacciatorpediniere di scorta giapponese, il Jintsu della classe Abukuma, si dirige a tutta forza verso il punto mare indicato dal velivolo della Marina statunitense.</p>
<p>La missione del Milius è quella di individuare tutte le navi che stanno aggirando l’embargo decretato dall’Onu verso la Corea del Nord a seguito dello sviluppo del programma atomico e missilistico di Pyongyang, che è stato solo apparentemente congelato da Kim Jong-un dopo il vertice di Singapore dello scorso anno.</p>
<p>Una forza aeronavale multinazionale, composta da Usa, Giappone, Francia, Regno Unito, Corea del Sud, Canada, Australia e Nuova Zelanda, è a disposizione dell’Onu per raccogliere informazioni e per cercare di scongiurare l’aggiramento del regime sanzionatorio da parte della Corea del Nord.</p>
<p>Sono quasi due milioni i chilometri quadrati di mare interessati da questa attività (1 milione 812 mila) individuati principalmente in due aree: la prima, la più vasta, nel Mar del Giappone e la seconda nella parte settentrionale del Mar Cinese Orientale. Ce n’è anche una terza, più piccola, nel Mar Giallo proprio dove questo si restringe tra le coste nordcoreane e quelle cinesi, non molto lontano dall’importante scalo marittimo e terminal petrolifero di Nampo.</p>
<h2>La caccia alle cisterne pirata</h2>
<p>Il Milius ed il Jintsu sono coordinati in questa attività dall’Uss Blue Ridge, una nave comando da assalto anfibio (tipo Lcc) di base a Yokosuka, comando della Settima Flotta americana. Prima di far rotta verso il Mar Cinese Orientale erano, come ci riporta il Wall Street Journal, all’inseguimento di una cisterna nordcoreana, la Kum Un San, che stava navigando verso sud lungo la costa orientale della Corea per raggiungere un punto di mare noto per essere sede di attività di trasferimento illegale di petrolio.</p>
<p>La Corea del Nord, infatti, a causa dell’embargo a cui è sottoposta, non può importare più di 500mila barili di greggio l’anno, ma l’attività illegale di importazione, anche tramite navi cisterna battenti bandiera di comodo, permette a Pyongyang di riceverne sette volte questo valore.</p>
<p>Per questo una flotta aeronavale congiunta sta pattugliando, sotto l’egida dell’Onu i cui ispettori sono gli unici autorizzati ad abbordare il naviglio sospetto, i mari che circondano la Corea del Nord.</p>
<p>Il traffico illecito di greggio e prodotti petroliferi diretti verso Pyongyang è infatti in costante aumento e ha raggiunto il suo picco proprio nel mese di marzo.</p>
<p>Molto spesso, come anche nel caso specifico dell’intercettazione compiuta dal Milius e dal Jintsu, le navi che trasbordano queste risorse verso quelle nordcoreane battono bandiera cinese.</p>
<p>La cisterna intercettata, l’Oceanic Success registrata in Mongolia e di proprietà di una compagnia di Hong Kong posseduta però da un’altra con sede a Taiwan, è affiancata, infatti, da due vascelli cinesi che, alla vista del caccia americano, sbrigativamente se ne staccano per dileguarsi verso le proprie acque territoriali.</p>
<p>Il sistema di, perdonate il gioco di parole, “scatole cinesi” per coprire il traffico illecito risulta quindi evidente. Il Milius però, non interviene direttamente e a spiegare perché al cronista del Wall Street Journal è l’ufficiale di rotta tenente Charles Garner: “La misura del successo della nostra missione si avrà quando faremo rapporto alle Nazioni Unite”.</p>
<p>Lo scopo è infatti solo quello di raccogliere informazioni per l’Onu e nel contempo cercare di impedire i traffici con la propria sola presenza. Una presenza però scomoda non solo per la Corea del Nord.</p>
<h2>Il doppio gioco della Cina</h2>
<p>La Cina, oltre a sembrare coinvolta direttamente nel traffico illecito di greggio, invia spesso i suoi cacciatorpediniere a fare da “ombra” al naviglio militare della forza multinazionale dell’Onu.</p>
<p>In più di una occasione, infatti, i cacciatorpediniere americani o nipponici sono stati seguiti a breve distanza da quelli cinesi con lo scopo di controllarne gli spostamenti nel Mar Cinese Orientale che rappresenta anch’esso una zona calda non solo per la questione del traffico mercantile illecito diretto verso la Corea del Nord.</p>
<p>Non è la prima volta che l’apparato di pattugliamento “alleato” ha individuato la violazione dell’embargo da parte di navi cinesi o comunque riferibili a società cinesi: l’anno scorso, e per tutta la durata dell’embargo, più di una cisterna battente bandiera cinese è stata scoperta in attività illecite di trasferimento di petrolio verso navi battenti bandiera nordcoreana.</p>
<p>Nell’aprile del 2017, quindi nel pieno della crisi coreana, la Cina ha accolto, con molta fatica, la richiesta di Washington di chiudere i propri porti ai mercantili carichi di carbone nordcoreano.</p>
<p>Non è infatti un mistero che dietro una parte consistente dello sviluppo missilistico della Corea del Nord ci sia la Cina, che, oltre a fornire i mezzi come i veicoli Tel (Transporter Erector Launcher) per i missili balistici, ha anche fornito parte della tecnologia che ha permesso alla Corea del Nord di testare con successo il suo primo missile balistico intercontinentale veramente efficace.</p>
<p>Sebbene formalmente Pechino aderisca all’embargo verso il suo prezioso – ma a volte scomodo – alleato nordcoreano, risulta evidente che, se pur non ufficialmente, la Cina stia aiutando la Corea del Nord ad uscire dalla morsa delle sanzioni.</p>
<p>L’effetto, come evidenziato dalle ricognizioni satellitari, è stato quello di aver messo in condizione Pyongyang di riprendere, lentamente e in modo seminascosto, l’attività del suo programma atomico e missilistico, che, siamo sicuri, Kim Jong-un utilizzerà ancora una volta come carta da giocarsi al prossimo vertice con gli Stati Uniti a fronte dell’attuale cristallizzazione dei rapporti in un limbo che dura da più di un anno e che il recente vertice di Hanoi ha solo dimostrato agli occhi del mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/corea-gli-usa-danno-la-caccia-alle-navi-pirata-di-kim.html">Corea, gli Usa danno la caccia alle navi pirata di Kim</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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