Una nuova unità per disturbare i segnali e le comunicazioni del nemico in caso di possibili aggressioni. È questo l’ultimo tassello piazzato dalle Forze di autodifesa del Giappone con l’obiettivo di affrontare al meglio la “guerra elettronica” in atto nelle agitate acque del Mar Cinese Meridionale e Orientale.

In quest’area, infatti, la pressione della Cina è sempre più forte e Tokyo non ha alcuna intenzione di farsi cogliere impreparato. Secondo quanto riferisce Nikkei Asian Review, l’unità dovrà contenere le forze armate cinesi nel Mar Cinese Meridionale, teatro di una contesa territoriale tra le due maggiori potenze asiatiche.

Scendendo nel dettaglio, il nucleo della nuova unità, che includerà 80 specialisti in divisa, verrà stazionato presso una base delle Forze terrestri di autodifesa a Kumamoto, nel sud-ovest del paese. Nel caso di un attacco all’atollo delle Senkaku (Diaoyu in cinese), controllato dal Giappone e rivendicato dalla Cina, la nuova unità individuerebbe le frequenze adottate per le comunicazioni e dai radar dalle unità navali e aree nemiche e ne disturberebbe i segnali.

La guerra elettronica

La nuova unità si coordinerà con l’unità per la guerra anfibia recentemente istituita dal Giappone sul modello del Corpo dei Marine Usa, proprio per condurre operazioni belliche in teatri come il Mar Cinese Meridionale. Il Mar Cinese Orientale, come detto, è emerso ormai da anni come priorità della politica di difesa giapponese: nelle ultime settimane navi e sottomarini cinesi hanno compiuto un numero record di intrusioni nelle acque attorno alle Senkaku.

Le forze armate giapponesi dispongono già di una unità per la guerra elettronica, schierata sin dai tempi della Guerra fredda presso l’isola settentrionale giapponese dell’Hokkaido. A partire dal prossimo mese, presso la Self-Defense Force Signal School, il personale inizierà a ricevere l’addestramento necessario a intrattenere la guerra elettromagnetica contro Pechino (e gli altri possibili rivali regionali). Il programma, sottolinea ancora Nikkei, includerà istruzioni in merito alle ultime novità inerenti alle capacità di “Electronic War” sviluppare a livello internazionale.

La mossa del Giappone

Lo scorso marzo la Signal School ha adottato il Network Electronic Warfare System montato su un camion. Il sistema, denominato NEWS, ha due funzioni: analizza le onde elettroniche su un ampio raggio ed è in grado di disturbare i segnali. Ebbene, la nuova unità nipponica utilizzerà NEWS e riceverà l’addestramento su come gestirlo.

Bisogna infatti sottolineare che, negli ultimi anni, le capacità di guerra elettronica sono emerse come un tratto imprescindibile e indispensabile della difesa nazionale di un Paese. A differenza di un’invasione di terra, infatti, occupare un’isola isolata comporta un’inevitabile rete di comunicazioni con forze terrestri, aeree e navali. Ecco perché, per avere notevoli vantaggi sui nemici, è importante bloccare queste trasmissioni.

Il Giappone deve guardarsi prima di tutto dalla Cina ma, oltre al Dragone, altre dispute sono in corso con la Corea del Sud. Non solo: in un’area già diplomaticamente problematica c’è anche l’incognita Corea del Nord. Le manovre nordcoreane, e i relativi test, hanno più volte infastidito Tokyo: è anche per questa ragione che Abe Shinzo sta cercando in tutti i modi di smarcarsi dalla pressione statunitense per organizzare un’adeguata risposta a tutte le ombre che minacciano il suo Paese.

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