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	<title>Guerra ibrida Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra ibrida Archives - InsideOver</title>
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		<title>Una guerra irregolare nel Pacifico? Uno scenario plausibile secondo il comando operazioni speciali USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 04:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il generale Rose: "Se un avversario ritiene che uno scontro con gli Usa possa finire male, non significa che la competizione scompaia".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/una-guerra-irregolare-nel-pacifico-uno-scenario-plausibile-secondo-il-comando-operazioni-speciali-usa.html">Una guerra irregolare nel Pacifico? Uno scenario plausibile secondo il comando operazioni speciali USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un conflitto nel Pacifico potrebbe anche non assomigliare a una <strong>guerra convenzionale</strong> come molti analisti hanno paventato, ma assumere una forma diversa, in questo tempo di conflitti ibridi. È quanto si evince dalle affermazioni del comandante dello <strong>Special Operations Command Pacific</strong> (SOCPAC) nel corso di un incontro sulla &#8220;<em>guerra irregolare</em>&#8221; che si è recentemente tenuto alle isole Hawaii, avamposto strategico degli Stati Uniti nel cuore dell&#8217;Oceano Pacifico.</p>



<p>Secondo gli esperti militari, la superiorità militare convenzionale degli Stati Uniti potrebbe spingere un avversario a evitare uno scontro diretto con Washington, senza per questo rinunciare necessariamente al confronto. Al contrario, proprio la capacità americana considerata storicamente in grado di &#8220;prevalere&#8221; in una guerra tradizionale, potrebbe incentivare il ricorso a forme di guerra irregolare, in breve, azioni offensive combattute al di sotto della soglia di un conflitto aperto che porterebbero nell&#8217;Indo-Pacifico lo stesso tipo di guerra ibrida che ha interessato l&#8217;Europa orientale, e, secondo alcuni punti di vista, l&#8217;Europa in generale. Sono queste le premesse e uno dei principali &#8220;<em>problemi strategici</em>&#8221; sollevati dal generale di brigata <strong>Michael Rose</strong>, comandante dello SOCPAC, intervenuto all’<strong>Indo-Pacific Irregular Warfare Symposium</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La superiorità militare come incentivo alla guerra irregolare</h2>



<p>Secondo quanto <a href="https://www.defenseone.com/threats/2026/08/pacific-conflict-may-not-look-conventional-war-socpac-commander-says/415704/">riportato</a> da <em>Defense One</em>, il ragionamento del comandante Rose parte da un apparente paradosso: più gli Stati Uniti diventano efficaci nel combattere una guerra convenzionale, maggiori potrebbero essere gli incentivi per un potenziale avversario a scegliere strumenti differenti. “S<em>e un avversario ritiene che un confronto militare diretto con gli Stati Uniti o con i nostri alleati possa probabilmente concludersi male per lui, questo non significa necessariamente che la competizione scompaia</em>”, ha spiegato il generale del SOCPAC, nonostante sia noto ai più che il <strong>principale avversario teorico</strong> dell&#8217;America e dei suoi principali alleati nella regione del Pacifico &#8211; Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud &#8211; è un&#8217;imponente potenza militare tecnologicamente avanzata come la Repubblica Popolare Cinese, e solo in seconda battuta la Corea del Nord.</p>



<p>Gli avversari, secondo Rose, <strong>cercheranno le vulnerabilità del sistema</strong> statunitense, o<strong>pereranno al di sotto delle soglie che potrebbero provocare una risposta militare diretta</strong> e sfrutteranno l’ambiguità. Una tattica che viene spesso attribuita a Mosca, anche senza riscontri effettivi o divulgabili. <br><br>Per farlo potranno ricorrere a&nbsp;<strong>proxy, operazioni informative, coercizione economica, capacità cyber, forze marittime e altri strumenti asimmetrici</strong>, perseguendo i propri obiettivi senza offrire agli Stati Uniti proprio quel combattimento convenzionale per il quale Washington si sta preparando. “<em>In altre parole, la nostra superiorità convenzionale può effettivamente aumentare l’incentivo per i nostri avversari a impiegare la guerra irregolare</em>”, ha sintetizzato il comandante del SOCPAC. Tale questione, mentre il mondo assiste allo svolgimento distante dalle rispettive risoluzioni diplomatiche di due conflitti attivi &#8211; in Ucraina e in Iran &#8211; assume particolare rilevanza nell’Indo-Pacifico, un teatro nel quale la deterrenza rappresenta una delle priorità fondamentali delle forze statunitensi e dove gli analisti militari considerano possibili delle <strong>escalation</strong> legate alla delicata condizione dell&#8217;isola di Taiwan, ma non solo. Secondo Rose, gli Stati Uniti devono essere capaci non soltanto di combattere meglio dei loro avversari, ma anche di&nbsp;<strong>pensare più rapidamente e più efficacemente</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle armi autonome alle “campagne autonome”</h2>



<p>Una delle possibili risposte passerebbe attraverso un diverso approccio ai sistemi autonomi. Non si tratta semplicemente di introdurre un numero crescente di piattaforme autonome nelle forze armate, ma di ripensare il modo stesso in cui queste capacità possono essere integrate nella competizione. Il generale ha parlato della necessità di passare dai singoli&nbsp;<strong>sistemi autonomi alle “campagne autonome”</strong>, ossia dai sistemi sofisticati e particolarmente avanzati alle&nbsp;<strong>reti distribuite</strong>, e dalle capacità esclusivamente statunitensi alla costruzione di&nbsp;<strong>ecosistemi che comprendano alleati e partner</strong> che svolgerebbero un ruolo importante del fronteggiare una minaccia riconosciuta come <em>comune</em>. </p>



<p>&#8220;<em>Dobbiamo essere in grado di superare i nostri avversari sia in combattimento che in strategia</em>&#8220;, e &#8220;<em>adottare un approccio di guerra irregolare</em>&#8221; a anche nei sistemi autonomi. &#8220;<em>Ciò significa &#8220;andare oltre i sistemi autonomi per orientarsi verso campagne autonome, oltre i sistemi sofisticati per orientarsi verso reti distribuite, oltre le capacità statunitensi per orientarsi verso ecosistemi alleati e partner, oltre la deterrenza convenzionale per orientarsi verso la deterrenza basata sulla resilienza e sulla negazione, e oltre la domanda su quanti sistemi autonomi ci aiuteranno a vincere una guerra futura, per chiederci invece come possono aiutarci a plasmare la competizione odierna</em>&#8220;.</p>



<p>Secondo il generale, Washington dovrebbe <strong>andare oltre la deterrenza convenzionale</strong>, puntando su una deterrenza fondata sulla&nbsp;<strong>resilienza</strong> e sull&#8217;<strong>opporre a ogni livello </strong>la risposta più adeguata. La domanda da porsi, quindi, non dovrebbe essere soltanto quanti sistemi autonomi potrebbero servire per vincere una futura guerra, ma in quale modo queste tecnologie possano contribuire a plasmare la competizione già in corso. Il problema fondamentale dell’Indo-Pacifico, ha sottolineato il generale Rose, è infatti quello della&nbsp;<strong>scala</strong>. Le distanze sono immense e i luoghi strategicamente importanti sono troppo numerosi per garantire ovunque una presenza persistente. L’autonomia e capacità dei sistemi autonomi di coprire queste distanze, colmano determinati <em>gap</em>, almeno potenzialmente, potrebbe incidere in maniera decisiva e modificare il risultato dell&#8217;<em>equazione</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio della corsa alla tecnologia</h2>



<p>L&#8217;introduzione di <strong>nuove tecnologie</strong>, essenziali nella corsa agli armamenti e nella competizione globale con potenze militari all&#8217;avanguardia, tuttavia, non può trasformarsi in una corsa indiscriminata verso sistemi sempre più avanzati senza tenere conto del contesto nel quale andrebbe combattuta la vera battaglia. Il maggior generale Jeffrey Van Antwerp, che all’inizio di agosto ha ceduto il comando del SOCPAC al generale Rose, e ora è al comando della&nbsp;<strong>25th Infantry Division&nbsp;</strong>dell’esercito americano, ha messo in guardia i vertici militari, asserendo che non dovrebbero acquistare nuove tecnologie prima di aver identificato chiaramente quali sono gli obiettivi e in che modo esse dovrebbero essere impiegate. “<em>Ci si può lasciare prendere dal tentativo di ottenere la tecnologia migliore, senza aver però fatto le cose fondamentali necessarie per poterla sfruttare adeguatamente</em>”, ha spiegato Van Antwerp. Per il generale non c&#8217;è più tempo per limitarsi a sperimentare senza avere prima stabilito degli <strong>obiettivi precisi</strong>. </p>



<p>Il problema tecnologico, del resto, riguarda ormai contemporaneamente numerosi domini. Aprendo il simposio, l’ammiraglio Frank Bradley, comandante dello&nbsp;<strong>U.S. Special Operations Command</strong>, ha descritto uno scenario caratterizzato da un dominio cyber sempre più “<em>militarizzato</em>”, da un ambiente virtuale in continua trasformazione all’interno delle società, da capacità di sorveglianza spaziale sempre più contestate e da uno&nbsp;<strong>spettro elettromagnetico conteso</strong>. A questi elementi si aggiunge, secondo Bradley, una nuova sfida rappresentata dalla rapida comparsa dell’<strong>intelligenza artificiale agentica</strong> &#8211; ossia un sistema di intelligenza artificiale capace di pianificare e compiere azioni in autonomia per raggiungere obiettivi complessi &#8211; con implicazioni per la sicurezza degli ecosistemi digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una battaglia per la superiorità decisionale</h2>



<p>È proprio l’informazione, però, a rappresentare il filo conduttore delle trasformazioni in corso. Come riporta ancora&nbsp;<em>Defense One</em>, nella giornata conclusiva del simposio il vicecomandante dell’<strong>Indo-Pacific Command</strong> (INDOPACOM), tenente generale dei Marines George Rowell, è tornato sulle tendenze che, secondo l’ammiraglio Samuel Paparo, stanno modificando la natura del conflitto moderno.</p>



<p>La grande tendenza che racchiude tutte le altre, secondo Rowell, è “<em>l’assoluto predominio dell’informazione nella superiorità decisionale</em>”. Le forze americane dovranno quindi essere organizzate per&nbsp;<strong>osservare, orientarsi, decidere, agire e apprendere più rapidamente dell’avversario</strong>, riprendendo il ciclo decisionale che costituisce uno degli elementi centrali della moderna pianificazione militare “<em>Chiunque riesca a farlo, chiunque riesca ad adottare quella mentalità, chiunque riesca ad adottare più rapidamente quelle tecnologie e quell’addestramento, certamente vincerà</em>”, ha concluso Rowell. Il punto sollevato dai comandanti americani nell’Indo-Pacifico è quindi più ampio della semplice introduzione di droni, intelligenza artificiale o sistemi autonomi. La sfida è capire come sfruttare queste tecnologie all’interno di una competizione nella quale la superiorità convenzionale degli Stati Uniti potrebbe indurre gli avversari a cercare deliberatamente forme di confronto nelle quali quella stessa superiorità risulti più difficile da esercitare.</p>
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		<title>Guerra Ibrida: un corso per spiegare cosa è davvero</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/insideover-presenta-il-corso-online-sulla-guerra-ibrida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 12:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>E' online il corso di InsideOver sulla Guerra Ibrida. Un corso fondamentale nel mondo odierno per riconoscere questa minaccia diffusa</p>
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<p><strong>Al via&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">il nuovo corso sulla Guerra ibrida di Paolo Mauri&nbsp;</a>per InsideOver: quattro moduli per comprendere &nbsp;il modo in cui la Guerra ibrida agisce nelle reti digitali, i principali contesti in cui viene impiegata, le soluzioni messe in campo per arginarla</strong></p>



<p><br>Se è vero che la <strong>guerra ibrida</strong> ha tantissimi strumenti a sua disposizione, è anche vero che se tutto è guerra ibrida, come troppo facilmente a livello giornalistico oggi si va affermando, niente è guerra ibrida.</p>



<p><strong>InsideOver</strong> vi presenta il<a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida"> <strong>suo corso online</strong> </a>per poter apprendere le dinamiche di base di un conflitto ibrido, e quindi poterlo riconoscere, fornendovi esempi tratti dalla cronaca di ogni giorno e del recente passato. Un corso fondamentale per chi vuole capire il mondo odierno, perché le guerre combattute “nella zona grigia” dei conflitti, oltre a essere attuali, ci vedono tra i belligeranti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-1024x396.jpg" alt="" class="wp-image-497002" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-1024x396.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-768x297.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-1536x594.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-600x232.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Ogni giorno subiamo atti di <strong>disinformazione</strong> studiata ad arte, e nel corso vi mostriamo molti esempi spiegandovi come si può cercare di mettersi al riparo da questa minaccia, molto più subdola di quanto si possa immaginare. Gli attacchi nel dominio <strong>cyber</strong>, ovvero nel mondo dell&#8217;informatica, sono sempre più diffusi e pervasivi, e mettono a rischio la nostra sicurezza e il nostro modo di vivere quando toccano reti energetiche, idriche, sistemi bancari, di trasporto e perfino ospedalieri. </p>



<p>La guerra ibrida <strong>è multiforme</strong>, non è sempre possibile individuare l&#8217;esecutore di certe azioni – soprattutto nel campo cyber – ma è anche fatta di <strong>azioni cinetiche</strong>, ovvero condotte usando mezzi che colpiscono “con la forza” un avversario, e in questo corso vi spieghiamo come sia possibile effettuarle e perché non sono causa diretta di uno scontro diretto. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">SCOPRI IL CORSO DI PAOLO MAURI &#8220;LA GUERRA IBRIDA&#8221;</a></strong></h2>



<p>La guerra ibrida <strong>è diffusa</strong>: ci sono avversari e competitor del nostro Paese che la utilizzano per i loro scopi strategici che possono essere molteplici: dal minare la coesione dell&#8217;opinione pubblica all&#8217;effettuare “operazioni simpatia”. </p>



<p>Possiamo difenderci dalla guerra ibrida? Possiamo reagire alla guerra ibrida? A queste e ad altre domande troverete risposta in questo primo corso sugli scenari globali che afferiscono a quel grande mondo rappresentato dalla Difesa, quella con la D maiuscola.</p>



<p>Il corso che vi proponiamo è suddiviso in <strong>quattro moduli</strong>, della durata di circa 20 minuti ciascuno:<br>&#8211; Che cos&#8217;è la guerra ibrida, la parte introduttiva per spiegare come si manifesta questa particolare forma di conflitto.<br>&#8211; L&#8217;approccio russo, dove troverete un&#8217;analisi storica e metodologica della guerra ibrida &#8220;in salsa russa&#8221; con un caso di studio.<br>&#8211; La guerra senza limiti cinese, ovvero come la Repubblica Popolare Cinese intende questa forma di conflitto con vari esempi della sua attuazione.<br>&#8211; Come difendersi, le proposte per cercare di riconoscere e quindi mettersi al riparo da questo fenomeno, a livello personale e a livello statale.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/autore/paolo-mauri"><strong>Paolo Mauri</strong> </a>è un analisti indipendente e giornalista pubblicista che collabora con alcune riviste di Forza Armata (Aeronautica, Marina e SMD), istituti di ricerca e testate giornalistiche. La sua formazione, di base scientifica, nel corso degli anni si è ampliata con la frequentazione di corsi universitari specifici del mondo della Difesa, geopolitica, intelligence e sicurezza nazionale.</p>



<p>👉🏻Se sei pronto a comprendere il ruolo della guerra ibrida nello scenario globale,<a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida"><strong> iscriviti subito al corso GUERRA IBRIDA</strong> </a>. Con soli 60 euro avrai accesso a 4 moduli esclusivi ed un canale di contatto diretto con il docente. </p>



<p>Se vuoi farci domande chiamaci al📞 3514080530 o scrivi una mail 📩&nbsp;info@insideover.com</p>



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		<title>La guerra alla &#8220;Flotta Fantasma&#8221; continua: anche il Belgio assalta una petroliera, in fiamme una gassiera</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il mondo focalizzava la sua completa attenzione sullo scenario mediorientale, la guerra alla &#8220;Flotta fantasma&#8221; russa, accusata di contrabbandare greggio e gas per aggirare le sanzioni occidentali, prosegue silenziosamente, tra abbordaggi e sabotaggi. Nel Mediterraneo una gassiera partita da Murmansk e diretta a Suez ha preso fuoco dopo quello che è stato considerato come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il mondo focalizzava la sua completa attenzione sullo scenario mediorientale, la guerra alla &#8220;<strong>Flotta fantasma</strong>&#8221; russa, accusata di contrabbandare greggio e gas per aggirare le sanzioni occidentali, prosegue silenziosamente, tra abbordaggi e sabotaggi.</p>



<p>Nel Mediterraneo una gassiera partita da Murmansk e diretta a Suez ha preso fuoco dopo quello che è stato considerato come un possibile sabotaggio o attacco ucraino. Secondo le fonti di Mosca, la <strong>Arctic Metagaz</strong>, questo il nome della nave che trasporta gas naturale liquefatto e batteva bandiera russa, &#8220;<em>è stata attaccata dalla costa della Libia da <strong>mezzi ucraini senza equipaggio</strong></em>&#8221; mentre era al largo delle <strong>coste maltesi</strong>. Si ritiene che l&#8217;imbarcazione faccia parte della cosiddetta &#8220;flotta ombra russa&#8221; che trasporta prodotti energetici sanzionati da Stati Uniti ed Europa. La destinazione finale era Port Said, in Egitto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="584" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-1024x584.jpeg" alt="" class="wp-image-507810" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-1024x584.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-300x171.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-768x438.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-600x342.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT.jpeg 1166w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La gassiera Artic Metagaz dopo l&#8217;incendio</em></figcaption></figure>



<p>Solo pochi giorni fa, il 28 febbraio, <strong>forze belga </strong>supportate dalla Marina francese avevano abbordato e sequestrato una petroliera associata alla flotta ombra russa in un tratto di mare ai margini della <strong>Zona Economica Esclusiva</strong> belga. La petroliera denominata <strong>Ethera</strong> è diventata obiettivo di un&#8217;operazione classificata come &#8220;Blue Intruder&#8221;, diventando la dodicesima nave da trasporto abbordata dall&#8217;inizio di questa lotta al traffico di greggio lanciata principalmente dagli Stati Uniti, seguiti dalla Francia, e dalla collaborazione di altre forze marittime, come il Regno Unito e ora il Belgio.</p>



<p>All&#8217;abbordaggio della Ehtera hanno preso parte unità appartenenti al <strong>Special Operations Regiment</strong>, SOR, membri del reggimento operazioni speciali belghe che sono addestrati per operazioni VBSS ad alto rischio e si sono calati in corda doppia da un elicottero NH90 della Marine Nationale francese. La procedura è stata analoga a quella eseguita dagli incursori francesi del Commando Hubert, che all&#8217;inizio del 2026 avevano intercettato, e in un caso abbordato, due petroliere sospettate di trasportare petrolio russo soggetto a sanzioni, sempre associate alla &#8220;<em>shadow fleet</em>&#8220;. In quel caso un altro <strong>elicottero</strong> <strong>NH90 Caïman</strong> aveva rilasciato un commando marine francese sul ponte della petroliera Grinch, nel Mare di Alboran, tra lo stretto di Gibilterra e il Mediterraneo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">❗️❗️❗️ We have big news —-👇<br><br>🇫🇷 French Navy helicopters have detained a Russian &quot;shadow fleet&quot; tanker<br><br>🗣️ Emmanuel Macron: &quot;This is a serious blow to the &#39;shadow fleet&#39;: last night, in the North Sea, French Navy helicopters assisted Belgian forces in detaining an oil tanker… <a href="https://t.co/R5ljLI6NYF">pic.twitter.com/R5ljLI6NYF</a></p>&mdash; Visioner (@visionergeo) <a href="https://twitter.com/visionergeo/status/2028069538894356712?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Dal dicembre del 2025 ad oggi, gli<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/guerra-delle-petroliere-dai-caraibi-mar-nero-2593483.html"> Stati Uniti hanno sequestrato le petroliere</a><em> Centuries</em>, <em>MT Skipper</em>,<a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-alla-petroliera-russa-la-marinera-braccata-dagli-americani.html"> <em>Marinera</em> (ex <em>Bella 1</em>)</a>, <em>Sophia</em>, <em>Olina</em>, operando dal Mar dei Caraibi all&#8217;Atlantico. Almeno tre petroliere sono state intercettate nell&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong>, l&#8217;<a href="https://www.reuters.com/world/china/us-forces-seize-third-sanctioned-oil-tanker-pentagon-says-2026-02-24/">ultimo abbordaggio</a>  ha riguardato la nave <em>Bertha</em>, catturata il 24 febbraio.</p>



<p>Il <strong>Pentagono </strong>ha sempre dichiarato che tutte le navi sequestrate erano già &#8220;<em>soggette a sanzioni statunitensi o facevano parte di una &#8220;flotta ombra&#8221; di navi che mascherano le loro origini per trasportare petrolio dai principali produttori sanzionati &#8211; Iran, Russia o Venezuela</em>&#8220;, e che è espresso interesse di Washington quello di non lasciare che le &#8220;<em>acque internazionali siano un rifugio per gli attori sanzionati. Per terra, aria o mare, le nostre forze vi troveranno e faranno giustizia</em>&#8220;. Toni e azioni simili fanno parte del <a href="https://it.insideover.com/difesa/nei-caraibi-entrano-in-azione-i-team-speciali-della-guardia-costiera-usa.html">modus operandi degli Stati Uniti</a>, che stanno riscoprendo la necessità di imporsi agli occhi del mondo come &#8220;<em>sceriffi globali</em>&#8220;; diverso è quando un Paese come il Belgio decide di seguire la linea dell&#8217;abbordaggio, sfoderando i suoi incursori per operazioni che mantengono sempre un determinato livello di criticità. <br><br>Diverso è, come nel caso della <strong>Arctic Metagaz</strong> e di tutte le navi &#8220;sabotate&#8221; e attaccate dall&#8217;Ucraina nel Mediterraneo e nel Mar Nero, tra cui rientrano probabilmente la <em>Sea Jewel</em>, colpita al largo di Savona, la <em>Sea Charm</em>, la <em>Grace Ferrum</em>, la <em>Kairo</em>, la <em>Virat</em> e la <em>Mersin</em>, colpita al largo di Dakar, che sono &#8220;obiettivi ibridi&#8221; di una<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/raid-ucraino-contro-flotta-ombra-mosca-i-droni-navali-2575629.html"> guerra parallela</a></strong>, combattuta contro l&#8217;avversario russo in una <strong>zona grigia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">French navy commando: &quot;Look at me, I&#39;m the captain now&quot;<br><br>French Navy during intercept of the Russian shadow fleet &#39;Grinch&#39; oil tanker in the Mediterranean on January 22, 2026. Via <a href="https://twitter.com/EtatMajorFR?ref_src=twsrc%5Etfw">@EtatMajorFR</a> <a href="https://t.co/9g7HCkzgVG">pic.twitter.com/9g7HCkzgVG</a></p>&mdash; Tom Antonov (@Tom_Antonov) <a href="https://twitter.com/Tom_Antonov/status/2014412627049426992?ref_src=twsrc%5Etfw">January 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html">La guerra alla &#8220;Flotta Fantasma&#8221; continua: anche il Belgio assalta una petroliera, in fiamme una gassiera</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guerra ibrida: la Cina si esercita con la sua flottiglia da pesca</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/guerra-ibrida-la-cina-si-esercita-con-la-sua-flottiglia-da-pesca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 23:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Guerra ibrida in salsa cinese: la flottiglia da pesca di Pechino si esercita in un possibile blocco nel Mar Cinese Orientale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1427959885-peschereccio-affondato-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, in particolare a dicembre e a gennaio, ben <strong>2mila pescherecci cinesi</strong> si sono radunati due volte nei pressi della ZEE (Zona Economica Esclusiva) del Giappone nel <strong>Mar Cinese Orientale</strong>, disponendosi in un&#8217;insolita formazione a L lunga centinaia di chilometri ,che lascia supporre la sperimentazione di un qualche tipo di blocco navale estemporaneo.</p>



<p>Le imbarcazioni della flottiglia da pesca della Repubblica Popolare Cinese (RPC) si sono posizionate nei pressi della <strong>linea mediana marittima tra Giappone e RPC</strong>, che Tokyo assume per definire il confine della sua ZEE nel Mar Cinese Orientale. Il primo incidente, avvenuto intorno al 25 dicembre, <strong>ha coinvolto circa 2mila imbarcazioni </strong>che hanno formato una L rovesciata lunga 470 chilometri da Nord a Sud e 230 chilometri da Est a Ovest. Il secondo, avvenuto intorno all&#8217;11 gennaio, ha visto 1300 imbarcazioni su una linea lunga 370 chilometri da Nord a Sud. L&#8217;analisi incrociata dei dati disponibili tramite AIS (<em>Automatic Identification System</em>) e fotografie satellitari, ha confermato questo inusuale dispiegamento dei pescherecci, osservando anche che sono rimasti in posizione per circa 24 ore consecutive in entrambe le occasioni.</p>



<p>Non è la prima volta che si assiste a un evento simile: nel <a href="https://asia.nikkei.com/politics/international-relations/japan-china-tensions/formations-of-thousands-of-chinese-fishing-boats-stir-worries-in-japan">2016 </a>circa 200-300 pescherecci cinesi si sono radunati vicino alle <strong>isole Senkaku</strong> amministrate dal Giappone, ma rivendicate dalla RPC. Questa volta, però, si è assistito a un evento di proporzioni mai viste prima. <strong>Molte delle imbarcazioni delle recenti formazioni erano salpate dalla provincia di Zhejiang</strong>, uno dei maggiori centri dell&#8217;industria ittica cinese, e le prime ipotesi riguardanti la necessità di evitare il maltempo non trovano conferma né secondo l&#8217;andamento del meteo successivo alla formazione, né rispetto alla distanza mantenuta in alcuni casi tra i pescherecci, ovvero di circa 500 metri (troppo poco per essere a distanza di sicurezza, anche per la normale attività di pesca).</p>



<p>Tutto porta a pensare che questa particolare attività sia da ricondurre a una sorta di <strong>esercitazione della flotta da pesca cinese</strong>, usata come forza paramilitare, per esercitare un blocco di quel tratto marittimo, sia nel contesto del deterioramento dei rapporti tra Pechino e Tokyo – e della rivendicazione cinese sulla ZEE del Mar Cinese Orientale in essere sin dal 2003 – sia in quello del controllo marittimo riguardante la <strong>Prima Catena di Isole</strong>, in particolare gli accessi marittimi interni a essa verso l&#8217;isola di Taiwan. </p>



<p>Sappiamo ormai da tempo che buona parte dei pescherecci cinesi sono stati praticamente integrati nelle attività militari della RPC, e su alcuni di essi è noto che vi sia presente anche personale armato, per condurre operazioni nella cosiddetta “<strong>zona grigia dei conflitti</strong>” ovvero nel campo della <strong>guerra ibrida.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I pescherecci paramilitari</h2>



<p>La <strong>flottiglia paramilitare cinese</strong> – ormai si può definirla tale – è stata utilizzata molto spesso nel mantenimento di un efficace controllo cinese sul Mar Cinese Meridionale e in particolare nelle dispute territoriali che intercorrono tra le <strong>Filippine </strong>e la Repubblica Popolare. Sappiamo infatti che <strong>pescherecci cinesi, in più di un&#8217;occasione, si sono frapposti alle piccole unità militari e da pesca filippine</strong> nei pressi dell&#8217;atollo di Scarborough Shoal, posizionato geograficamente al di dentro della ZEE di Manila. Il primo incidente a Scarborough Shoal si è verificato nell&#8217;<a href="https://www.usni.org/magazines/proceedings/2025/august/scarborough-shoal-incident-20-plan-inches-closer-war">aprile 2012</a>, quando una nave da guerra della marina filippina (un ex cutter della Guardia Costiera statunitense) ha colto in flagrante barche da pesca cinesi mentre rubavano tridacne giganti e coralli dall&#8217;atollo. Quell&#8217;evento ha portato la RPC ad assumere il controllo sovrano dell&#8217;isola, inaugurando così una nuova stagione di espansione cinese nel Mar Cinese Meridionale.</p>



<p>Le navi da guerra, della Guardia Costiera e i pescherecci paramilitari cinesi sono anche molto attivi, come accennato, nella acque del <strong>Mar Cinese Orientale</strong> e in particolare intorno all&#8217;arcipelago delle Senkaku. Il primo febbraio, la Guardia Costiera ha pubblicato per la prima volta un video di pattugliamenti nelle acque territoriali giapponesi intorno a queste isole contese. Questa mossa, nel quinto anniversario della legge che ha concesso alla Guardia Costiera cinese lo status di milizia, potrebbe essere stata intesa <strong>a riaffermare la pretesa di Pechino sulle isole.</strong> Nel 2025, Tokyo ha calcolato che i cutter della Guardia Costiera di Pechino hanno navigato nelle acque contigue delle Senkaku per <strong>357 giorni</strong>, stabilendo un record annuale. A gennaio, è stata confermata la presenza di una nuova piattaforma sul lato cinese della linea mediana nel Mar Cinese Orientale, probabilmente costruita per lo sviluppo delle risorse minerarie presenti in quello specchio d&#8217;acqua: si tratta della 22esima costruita negli ultimi anni.</p>



<p>La Repubblica Popolare da almeno 3 lustri sta mettendo in pratica i dettami base della <strong>guerra ibrida</strong> per ottenere risultati strategici nelle acque dei mari che la circondano: utilizza strumenti non convenzionali (ad esempio la sua flotta da pesca) per mettere in pratica azioni coercitive e/o aggressive nei confronti dei propri avversari (Filippine, Vietnam, Giappone). Queste azioni si fanno, col passare del tempo, sempre <strong>più incisive e aggressive</strong> e vengono supportate da veri e propri strumenti militari come cutter della Guardia Costiera o unità navali da guerra. Soprattutto nel Mar Cinese Meridionale l&#8217;innalzamento del livello di confronto è più evidente: oltre ad azioni navali condotte con navi da guerra, si assiste sempre più spesso a pattugliamenti e sorvoli di caccia e bombardieri. Il fine, come accennato, è quello di ottenere un risultato strategico senza sfociare in un conflitto aperto, tramite il lento ma costante innalzamento del livello delle azioni che permettono a Pechino di affermare la propria sovranità, sino al punto di mettere la comunità internazionale davanti al fatto compiuto. Si tratta di azioni da manuale di guerra ibrida, soprattutto secondo la declinazione cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Vuoi saperne di più sulla guerra ibrida? Sei curioso di sapere com&#8217;è nata, quali sono i suoi strumenti e perché è così importante oggi saperla riconoscere? Allora scarica il <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">mio corso on demand</a> sul nostro sito e potrai avere un primo approccio con questo strumento di guerra non guerreggiata spiegato in 4 moduli per un totale di circa 70 minuti. Hai già scaricato il corso? Fammi sapere cosa ne pensi scrivendo una mail a InsideOver</em></strong> (info@insideover.com). Se invece hai domande o dubbi chiamaci al <strong>3514080530</strong></h2>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-ibrida-la-cina-si-esercita-con-la-sua-flottiglia-da-pesca.html">Guerra ibrida: la Cina si esercita con la sua flottiglia da pesca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le flotte fantasma del Cremlino, tra export clandestino e spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/le-flotte-fantasma-del-cremlino-tra-export-clandestino-e-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 05:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=451648</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-600x365.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-1536x934.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Petroliere mascherate e vecchie navi garantiscono alla Russia esportazioni di petrolio e operazioni clandestine di spionaggio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/le-flotte-fantasma-del-cremlino-tra-export-clandestino-e-spionaggio.html">Le flotte fantasma del Cremlino, tra export clandestino e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Petroliere e pescherecci d&#8217;alto mare che si rivelano essere navi spia. La<a href="https://www.lemonde.fr/en/les-decodeurs/article/2024/10/30/russia-s-ghost-fleets-a-strategic-asset-for-selling-sanctioned-oil_6731039_8.html"> flotta fantasma</a> della <strong>Russia</strong> è è considerata una risorsa strategica per la vendita di petrolio sanzionato ma anche per condurre operazioni di guerra ibrida e attività di intelligence. E la NATO inizia a preoccuparsene seriamente. </p>



<p>Stiamo parlando di centinaia di petroliere che solcano i mari sotto copertura, battendo bandiere di comodo, con proprietari che hanno aperto società in altre nazioni e celano la loro vera nazionalità, o il loro mandante, assicurando a Mosca le sue entrate petrolifere nonostante la <strong>guerra con l&#8217;Ucraina</strong> e  l&#8217;<strong>embargo del petrolio russo</strong> e le sanzione che l&#8217;Unione Europea ha imposto nel 2022. Secondo gli osservatori potrebbero essere tra le 300 e le 600 unità, e a fianco a loro, nella flotta ombra di Mosca, operano le <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/mare-dirlanda-gasdotti-cavi-dati-interconnettori-elettrici-e-una-nave-spia-russa.html">navi spia</a> camuffate da vascelli d&#8217;altura e da pesca come la <strong>Almaz</strong> e la <strong>Yantar</strong>, recentemente individuata nel Mare d&#8217;Irlanda su una rotta &#8220;poco&#8221; rassicurante. </p>



<p>Le <strong>potenze occidentali </strong>che hanno imposto l&#8217;embargo per scoraggiare il Cremlino, senza successo, e frenare l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina ordinata da Vladimir Putin, sono estremamente preoccupate per la &#8220;proliferazione&#8221; delle navi che fanno segretamente capo a Mosca per vendere il petrolio russo parallelamente, aggirando le sanzioni e ingannando il sistema che presenta delle evidenti falle. Dal momento che spesso i controlli sulle triangolazioni non sono efficaci, e dal momento che le navi appartenenti alla &#8220;flotta fantasma&#8221; russa, anche si potrebbe parlare di più &#8220;flotte fantasma&#8221; o &#8220;<strong>flotte ombre</strong>&#8221; sembrano essere sempre più sfuggenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vecchie petroliere e milioni di rubli</h2>



<p>In principio si trattava di vecchie petroliere noleggiate direttamente dalla Russia, &#8220;<em>navi di proprietà della compagnia di trasporto pubblico di idrocarburi Sovcomflot, assicurate da società non occidentali</em>&#8221; che navigavano in &#8220;<em>condizioni rischiose dal punto di vista della sicurezza marittima</em>&#8220;. Ma quando la <strong>Sovcomflot</strong> è stata sanzionata insieme alla Sun Ship Management,<strong> </strong>appartenente a un armatore con sede a Dubai che aveva cercato di rilevare l&#8217;intera flotta, le navi fantasma destinate a trasportare petrolio e idrocarburi russi, ignorando le sanzioni occidentali si sono &#8220;moltiplicate&#8221; cercando di non lasciare &#8220;scia&#8221; che potesse associarle agli interessi di Mosca.<br><br>Secondo le ultime stime della <em>Kyiv School of Economics</em>, la Russia ha investito quasi <strong>10 miliardi di euro</strong> per creare questa sua flotta fantasma, facendosi forte di diverse centinaia di imbarcazioni che si si pensa possano essere arrivata a trasportare il 70% delle esportazioni di prodotti petroliferi russi via mare e persino il <strong>90% del petrolio greggio</strong>. </p>



<p>Attualmente sono solo 79 le imbarcazioni considerate ufficialmente parte della “flotta fantasma” della Russia “<em>coinvolte in pratiche di navigazione ad alto rischio nel <strong>trasporto di petrolio o prodotti petroliferi russi, nella consegna di armi, nel furto di grano</strong> o nel sostegno al settore energetico russo”</em>. A tali navi è stato proibito l&#8217;attracco nei porti europei e saranno sottoposte a un divieto di fornitura di servizi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dietro i cavi recisi nel Baltico un&#8217;altra nave della Flotta ombra</h2>



<p>Le <strong>Flotte ombra </strong>di Mosca sono accusate di operare anche in un altro senso, quello del <strong>sabotaggio</strong> delle telecomunicazioni e delle reti di rifornimento sottomarine in azioni di disturbo come parte di una piano di <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-finlandia-lituania-e-la-guerra-dei-cavi-sottomarini.html">guerra ibrida nel Mar Baltico</a></strong> e nei Mari del Nord. Il governo svedese ha recentemente annunciato l&#8217;invio di una nave per supportare la <strong>Finlandia</strong> nelle indagini  che sta conducendo sui danni riscontrati in un importante cavo elettrico sottomarino nel <strong>Mar Baltico</strong>. </p>



<p>Le autorità finlandesi hanno accusato del danno la petroliera Eagle S, che si sospettata appartenere alla<strong> </strong>&#8220;flotta fantasma&#8221; russa, e trasporterebbe tutti prodotti petroliferi posti sotto embargo. &#8220;<em>Con la loro competenza unica,<strong> </strong>le forze armate svedesi stanno contribuendo ad aiutare la Finlandia a far luce su quanto accaduto</em>&#8220;, ha affermato in una nota il primo ministro finlandese Ulf Kristersson. Sotto la lente d&#8217;ingrandimento dell&#8217;intelligence e delle autorità svedesi, anche una nave portarinfuse battente bandiera cinese, la Yi Peng 3. </p>



<p>La petroliera<strong> Eagle S</strong>, battente bandiera delle Isole Cook, sarebbe in realtà una nave riconducibile alla Russia sospettata di aver danneggiato il cavo elettrico sottomarino EstLink 2 che collega la Finlandia all&#8217;Estonia. Il presunto sabotaggio sarebbe avvenuto il giorno di Natale. Le autorità finlandesi hanno annunciato che le indagini sono stata &#8220;<em>quasi completate per quanto riguarda lo studio dei fondali marini</em>&#8220;. Ma la frequenza di questi &#8220;casi di presunto sabotaggio&#8221; inizia ad essere preoccupante. Già a metà novembre altri due cavi sottomarini per le telecomunicazione erano stati danneggiati nelle acque territoriali della<strong> Svezia</strong>. Il pattugliamento della <strong>nave intelligence</strong> Yantar nel Mare d&#8217;Irlanda, proprio in prossimità della rete di cavi sottomarini che collegano l&#8217;Irlanda e Regno Unito, e la comparizione nei porti della <strong>Norvegia</strong> di navi spia russe ormai &#8220;note&#8221; all&#8217;Alleanza Atlantica e ai suoi partner dimostrano un aumento di attività delle Flotte Ombra e il verificarsi di  &#8220;incidenti&#8221; sempre più frequenti dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina.</p>



<p>Secondo gli analisti queste &#8220;<strong>azioni mirate</strong>&#8220;, in particolare alle infrastrutture energetiche e alle reti di comunicazione, si inseriscono infatti nel contesto della &#8220;<strong>guerra ibrida</strong>&#8221; che si sta combattendo silenziosamente tra Russia e Occidente.</p>
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		<title>Alberto Pagani: &#8220;I nostri servizi segreti dagli Anni di Piombo al conflitto globale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/alberto-pagani-i-nostri-servizi-segreti-dagli-anni-di-piombo-al-conflitto-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 09:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Servizi segreti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I servizi segreti italiani sono chiamati, in questa fase storica a rispondere a un'ampia e variegata serie di minacce strategiche.</p>
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<p>I<strong> <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lallarme-dei-servizi-segreti-italiani-i-balcani-in-balia-del-jihadismo.html">servizi segreti italiani</a></strong> sono chiamati, in questa fase storica, a rispondere a un&#8217;ampia e variegata serie di minacce strategiche che invitano i decisori a calibrarne il ruolo nella proiezione nazionale del Paese. Che rotte seguirà, nel prossimo futuro, l&#8217;<strong>intelligence italiana? <em>InsideOver</em> </strong>ne discute con un esperto in materia, il <strong>professor</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-gaza-e-ucraina-leuropa-alla-prova-del-mondo-in-guerra.html"><strong> Alberto Pagani</strong>.</a></p>



<p>Pagani, studioso di intelligence e questioni securitarie, è titolare di un corso sul Terrorismo internazionale presso la sede ravennate dell’Università di Bologna ed è stato deputato dal 2013 al 2022 e capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Difesa alla Camera nella XVIII Legislatura. Ha alle spalle una lunga carriera di studi e pubblicazioni in materia securitaria e di intelligence. Mondo sul quale, racconta, ha appreso molto in virtù della sua <strong>formazione sociologica</strong>.</p>



<p>&#8220;Ho capito lavorando sul campo che è una disciplina rigorosa, che richiede correttezza e precisione metodologica, ed ho imparato l’importanza dell’analisi, cioè del lavoro che viene fatto dagli analisti, sulla base delle informazioni che hai trovato e raccolto&#8221;, racconta Pagani. Il quale aggiunge: &#8220;Quelle notizie non valgono nulla quando sono grezze, perchè devono essere verificate, validate e correlate ad altre, e solo allora<strong> acquistano un senso, e un’utilità concreta</strong>. Quindi ho continuato a studiare ancora, per imparare l’analisi. Non puoi analizzare nulla se non lo conosci&#8221;. Pagani, che ha studiato anche all&#8217;Istituto Alti Studi della Difesa e all’European Security e Defence College, inizia da qui il confronto sulle sfide dell&#8217;intelligence italiana, che questi principi li deve mettere a terra.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali contributi&nbsp; ha dato l&#8217;intelligence italiana nel contrasto al terrorismo internazionale oltre che a quello nostrano?&nbsp;</strong></h4>



<p>&#8220;Le specificità dell’intelligence italiana sono derivate principalmente dall’esperienza concreta dalle forze di polizia, che hanno imparato metodi e tecniche investigative nella lotta al terrorismo politico negli Anni di piombo ed alla criminalità organizzata di tipo mafioso. Ovviamente il terrorismo confessionale è una cosa molto diversa, perché ci sono differenze culturali, religiose, ed anche operative e militari. Tuttavia i metodi di indagine appresi sono stati utilmente trasferiti e adattati anche alla lotta al terrorismo internazionale. C’è però una differenza di fondo tra l’attività di polizia giudiziaria e quella di intelligence. L’intelligence non persegue crimini, non cerca le prove per incastrare, portare in giudizio e condannare i delinquenti. Cerca le informazioni che servono per prevenire i guai, e quindi deve lavorare in modo diverso: non deve aver fretta e non deve fare clamore, per legge non può nemmeno arrestare i delinquenti, deve seguire silenziosamente una pista per estrarre tutte le informazioni che questa può dare. Qualche volta questo lavoro può concludersi con la collaborazione con le forze di polizia, per fermare una minaccia che incombe sulla sicurezza nazionale, e si giunge così ad arrestare o espellere una persona potenzialmente pericolosa, ma le operazioni più utili sono quelle che non si vedono e che, reclutando un potenziale avversario, ne fanno una fonte informativa preziosa, perché interna al campo nemico, e quindi in grado di spiarlo. In questo modo gli ufficiali di intelligence ottengono il massimo risultato, perché reclutano delle spie. In fondo l’intelligence è spionaggio&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali definizioni daresti di intelligence e, in questo contesto, di guerra psicologica?</strong></h4>



<p>&#8220;Spionaggio, come ho appena detto, perché essenzialmente è ricerca di informazioni segrete a supporto della decisione politica. Tuttavia le agenzie di intelligence possono svolgere anche operazioni di carattere più attivo, per tutelare l’interesse nazionale, e i conflitti cognitivi ne sono un esempio. <strong>I russi, ad esempio, sono stati sempre degli innovatori e degli sperimentatori in questo campo.</strong> Il KGB non era un semplice servizio segreto di informazioni, era piuttosto vocato all’eversione ed alla destabilizzazione dei altri Paesi. La Guerra Fredda si combatteva in tutto il mondo, in Asia, in America Latina, in Africa, e le operazioni psicologiche sono uno strumento fondamentale per orientare l’opinione pubblica e creare il contesto più favorevole all’influenza, o anche rovesciamento ed alla sostituzione di un regime politico con un altro&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In quale modo Russia e Cina portano avanti una capillare disinformazione? Attraverso quali canali?</strong></h4>



<p>&#8220;È un tema che mi sta molto a cuore, perché la considero la vera emergenza democratica del nostro tempo, e su questo ho pubblicato un libro intervista, insieme al professor Caligiuri, dell’Università della Calabria. Lo abbiamo intitolato “Disinformare, ecco l’arma” perché consideriamo la disinformazione come una vera e propria arma, che uno Stato aggressivo impiega contro un altro, per destabilizzarlo, indebolirlo, condizionarne la vita politica e democratica. <strong>La Cina lo fa con forme di influenza più sottili</strong>, preferisce la penetrazione economica e la cooptazione di personalità influenti, anche la corruzione quando serve, ma non disdegna la disinformazione di Stato, con l’attenzione di nascondere sempre la mano dopo aver tirato il sasso. <strong>La Russia lo ha fatto e lo fa in modo più evidente</strong> e brutale, soprattutto sui social network, costruendo narrazioni basate su menzogne o distorcendo notizie vere, per alimentano la rabbia, il rancore sociale, le proteste, la sfiducia nelle istituzioni democratiche, e quindi la disgregazione e l’atomizzazione sociale, che sono sempre state il terreno più fertile per le derive antidemocratiche ed i totalitarismi, come insegnava Hanna Arendt&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali misure credi che i servizi di sicurezza italiani debbano prendere -o abbiano già preso- per contrastare la guerra psicologica sino-russa?&nbsp;</strong></h4>



<p>&#8220;Purtroppo siamo ancora fermi a una fase di studio del fenomeno, di analisi, di ricostruzione delle strategie di influenza. Alle contromisure efficaci non siamo ancora arrivati davvero, non abbiamo idee realmente capaci di neutralizzare le operazioni psicologiche ostili. <strong>Le Big Tech, come Google e Meta, sono collaborative </strong>ed adottano strumenti basati sull’intelligenza artificiale per il contrasto agli attacchi coordinati che vengono direttamente da altri Paesi. Quando invece si tratta di disinformazione prodotta da cittadini italiani, che in buona fede hanno abboccato e creduto alle fake news ed alla narrazione costruita da potenze straniere ostili, e la replicano di propria iniziativa, la cosa si fa più complessa e difficile, perché non si può usare la censura, che è uno strumento delle dittature, per difendersi dalla loro influenza. La democrazia si basa sulla libertà di opinione e di espressione, ed esiste perché garantisce anche al più idiota di poter dire liberamente la sua scemenza, se questa non offende direttamente e non produce danni a qualcuno. Nel periodo del Covid 19 la guerra cognitiva era molto pericolosa, perché era in gioco la salute e la vita delle persone, minacciata della disinformazione sui vaccini, veicolata sui canali Telegram e sui social. Dietro c’era anche l’influenza di russi e cinesi, ma i no vax erano prevalentemente nostrani.  Anche in questi casi, nei Paesi liberi non è stata adotta alcuna forma di censura, perché rinunciare al valore della libertà per salvare la democrazia dagli attacchi cognitivi dei Paesi dittatoriali significa perdere la sfida in partenza. Bisogna studiare il modo di neutralizzare la guerra psicologica senza limitare la libertà delle persone che vogliono di dire quel che credono&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Non credi che i nostri servizi di sicurezza siano stati oggetto di una sistematica quanto profonda campagna di disinformazione molto spesso volta a delegittimarli?</strong></h4>



<p>&#8220;Probabilmente lo sono anche stati, ma ci hanno messo del loro per subirla passivamente, perché non hanno mai costruito una vera ed efficace campagna comunicativa che li potesse valorizzare ed accreditare presso l’opinione pubblica. È anche un problema di risorse, naturalmente, ma se guardiamo le piattaforme televisive internazionali possiamo trovare serie TV che producono fiction sulla CIA e l’FBI, sul Mossad, persino sui servizi Francesi c’è una bella produzione, per non parlare dell’MI6, reso celebre dal personaggi di James Bond, che tutti conoscono. In Italia le serie TV come il maresciallo Rocca, o il commissario Montalbano, sono state molto popolari, ma hanno valorizzano solamente le forze di polizia. Nulla di rilievo sull’intelligence&#8221;.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali scenari politici vedi a breve a medio termine a livello internazionale? Mi spiego meglio: non credi che l&#8217;egemonia unipolare americana sia stata e sarà profondamente ridimensionata dalla Cina, dalla Russia e in generale dai Brics?</strong></h4>



<p>&#8220;Credo, come diceva il vecchio Kissinger, che il vecchio Ordine Mondiale sia ormai tramontato, ma che ancora non riesca a nascere quello nuovo. Per questo stiamo vivendo un’epoca così turbolenta, piena di incertezza, disordine e violenza. Succede perché la mancanza di ordine genera mostri, come il sonno della ragione, avrebbe detto l’artista spagnolo Francisco Goya. Prima o poi un nuovo ordine dovrà venire alla luce, ma come e quando nascerà non possiamo prevederlo. Speriamo nel frattempo di non cadere nella trappola di Tucidide, la situazione politica che prende il nome dallo storico militare ateniese che ha raccontato la guerra del Peloponneso, spiegando come questa fu causata dal timore spartano per la crescente egemonia territoriale ateniese. Quando c’è una potenza emergente che insidia il ruolo ed il potere di quella dominante, il rischio che un nuovo ordine esca da una guerra è sempre molto alto, ma noi dobbiamo fare tutto il possibile per evitarlo. Anche a questo servono l’intelligence e la diplomazia&#8221;.</p>
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		<title>Dalla Norvegia all&#8217;Ucraina, dalla Crimea alla Finlandia, ecco i laboratori della &#8220;guerra ibrida&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dalla-norvegia-allucraina-dalla-crimea-alla-finlandia-ecco-i-laboratori-della-guerra-ibrida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 05:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[sabotaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/russian-troops1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/russian-troops1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/russian-troops1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/russian-troops1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/russian-troops1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia e i Paesi occidentali sperimentano su diversi fronti le nuove tecniche del loro scontro epocale.</p>
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<p>Dai Paesi del Nord d&#8217;Europa all&#8217;Ucraina le grandi Potenze si stanno confrontano in conflitti a bassa intensità attraverso <strong>operazioni ibride</strong> e azioni mirate alla proliferazione/controproliferazione per schierare oltre i confini dell&#8217;avversario pedine chiave che posso influire nella destabilizzazione di determinato <em>status quo</em>. Sia attraverso operazioni di propaganda, sabotaggio o di vera e propria <strong>guerriglia</strong>. </p>



<p>I nostri tempi, soggetti all&#8217;accelerazione concesse dalle nuove tecnologie e dall&#8217;avvento della globalizzazione che ha semplificato la portata degli spostamenti dotandoci della possibilità di trovarci in un luogo anche solo virtualmente, o in remoto, ci sta mostrando come possano<strong> cambiare le tattiche</strong>, dallo <strong>spionaggio</strong> professionale al <strong>sabotaggio</strong> e alla distruzione di elementi o strutture più o meno sensibili, ormai sempre più spesso affidate e intraprese dai cosiddetti &#8220;agenti usa e getta&#8221; &#8211; criminali casuali che vengono <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/baby-sabotaggio-siberia-putin-deve-guardarsi-anche-dai-2372605.html">reclutati tramite <strong>Telegram</strong></a> e pagati in criptovaluta o denaro &#8211; ma come gli obiettivi e gli schiarente sembrano essere rimasti, essenzialmente, gli stessi perseguiti nella lunga<strong> Guerra Fredda</strong> che ha diviso in due i due blocchi contrapposti quello stesso mondo che, almeno attualmente, subisce le pressioni di un nuovo assetto tripolare o &#8220;multipolare&#8221;. Se di vuole dare il corretto peso alle <strong>Potenze emergenti</strong>. Sebbene non tutte, o almeno, non tutte ancora, stanno impiegando queste vecchie o nuove tecniche per perseguire i loro interesse e conseguire determinati obiettivi. </p>



<p>Sebbene  la maggior parte dei governi occidentali non pensi di essere &#8220;<em>in conflitto</em>&#8221; con la Federazione Russa o con la Repubblica Popolare Cinese, o con la Corea del Nord, che ha recentemente minacciato l&#8217;Italia e gli altri Paesi occidentali a causa delle sanzione imposte, molti funzionari della comunità d&#8217;intelligence occidentale sono convinti che le tensioni internazionali attivate dagli <strong>interessi contrapposti</strong> stanno sfociando in conflitti a bassa intensità estremamente reali e diffusi. E che per quanto molti non vogliano ammetterlo, Mosca, ad esempio è già &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/norvegia-le-avanguardie-dellesercito-che-tengono-docchio-i-russi-tra-le-nevi-dellartico.html">in guerra con l&#8217;Occidente</a></strong>&#8220;.</p>



<p>Le<a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html"> rivelazioni degli americani</a> riguardo il campo di battaglia dell&#8217;<strong>Ucraina</strong> ci hanno recentemente mostrato come i servizi segreti occidentali, la Central Intelligence Agency statunitense, e la Sesta sezione del Military Intelligence britannico, più noto come MI6, si siano impegnati a plasmare quell&#8217;Ucraina filo-occidentale che ora si sta immolando per resistere all&#8217;aggressione di Mosca. Da sempre convinta di vantare un potere insovvertibile sull&#8217;ex-potenza satellite e &#8220;<em>cortile di casa</em>&#8220;. Creando di fatto un laboratorio per la guerra ibrida che nel corso di un decennio è passata dai movimenti di piazza, alle dispute territoriali tra formazioni paramilitari &#8211; in <strong>Crimea</strong> e nei territori del <strong>Donbas</strong> &#8211; per tramutarsi in una <strong>guerra vera</strong> combattuta da eserciti convenzionali. Perché allora stupirsi se gli agenti del Cremlino si stanno esercitano in altri &#8220;laboratori&#8221;. Cosa sappiamo e cosa dovremmo aspettarci?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il &#8220;laboratorio&#8221; russo</strong></h2>



<p>Secondo il servizio segreto norvegese, PST, che trova concordanza con altri servizi informazioni preoccupati dalla <strong>proliferazione di agenti segreti russi</strong> e atti di deliberato sabotaggio ai quali è complesso attribuire una matrice. Il fatto che la Russia sia &#8220;<em>in guerra con l&#8217;Occidente è sicuro</em>&#8220;. Lo dicono &#8220;apertamente&#8221;. E sempre per gli stessi, gli eventi sospetti che si stanno registrano in Europa, in particolare modo negli stati di confine, come i Paesi baltici e della Penisola Scandinava, vanno considerati come atti di <a href="https://www.geopolitica.info/guerra-ibrida-la-guerra-senza-limiti/">Guerra ibrida</a>. Senza lasciare tropo spazio al dubbio della loro natura sempre più frequente. </p>



<p>Si tratterebbe infatti di atti concepiti per &#8220;<em>sottomettere il nemico senza combattere</em>&#8220;. Quella capacità o per usurare le parole precise del celebre filosofo e generale cinese&nbsp;<strong>Sun Tzu</strong>, atti basati sulla strategia che consiste nell'&#8221;<em>eccellenza suprema di rompere la resistenza del nemico senza combattere</em>”.</p>



<p>Quella che i russi stanno portando avanti in <a href="https://it.insideover.com/difesa/norvegia-le-avanguardie-dellesercito-che-tengono-docchio-i-russi-tra-le-nevi-dellartico.html">Norvegia</a>, sembra essere una strategia che mira a spingersi oltre i limiti precedentemente delineati per vedere &#8220;<em>fin dove la Russia può farla franca</em>&#8221; mentre è intentata a sovvertire, sabotare, hackerare, destabilizzare, incutere paura, e paralizzare i Governi occidentali accennando a tattiche ancora più aggressive. Spiegano i norvegesi. Da quando la Russia ha annesso la Crimea nel 2014, i suoi servizi militari e di intelligence hanno sperimentato la guerra ibrida e le operazioni di influenza a Kirkenes, trattando l&#8217;area come &#8220;<strong>un laboratorio</strong>&#8220;. E agli &#8220;attacchi&#8221; che prima erano &#8220;<em>quasi impercettibili</em>&#8220;, sono seguite azioni sempre più complesse e dalla portata elevata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il precedente &#8220;occidentale&#8221;</strong></h2>



<p>Volendo essere <em>super partes</em> &#8211; come in realtà siamo &#8211; abbiamo ricordato come i servizi segreti americani e britannici non sono estranei al concetto di rendere &#8220;laboratorio&#8221; un terreno di scontro. Da <strong>Euromaidan</strong> in poi, l’Ucraina è stata resa un campo di battaglia per l’<a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html">intelligence occidentale</a> come per quella russa. </p>



<p>La differenza forse andrebbe ricercata solo nel livello di pericolosità della minaccia: la guerra ibrida può causare molte più vittime di un semplice <strong>gioco di spionaggio</strong>.&nbsp;E se oggi in un laboratorio come quello norvegese si registrano solo &#8220;<em>forti tensioni interne</em>&#8220;, o altrove in Europa si impegnano maggiori risorse per adeguare contromisure diverse a diversi tipi di nuove minacce &#8220;virtuali&#8221;, in Ucraina si contano, per effetto di quelle tensioni all&#8217;origine dei fatti, quasi <strong>un milione di morti</strong>.</p>



<p>Se ricordiamo la natura dell&#8217;esercitazione <a href="https://www.forsvaret.no/en/exercises-and-operations/exercises/cr22">Cold Response</a> &#8211; che inscenava non a caso un&#8217;<strong>invasione ipotetica </strong>della Norvegia, con le nazioni nordiche che difendevano l&#8217;area mentre soldati di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e altri paesi della Nato tentavano un assalto anfibio dal mare, e ha visto <em>commandos</em> finlandesi e norvegesi alle prese con esercitazioni che prevedevano il &#8220;piazzare esplosivi lungo le rotte per la Russia&#8221; o gli sbarchi di forze speciali ucraine in fiordi disabitati, mentre gli aerei da caccia della Nato si esercitavano a decollare e atterrare su strade remote, e i sottomarini d&#8217;attacco a propulsione nucleare affioravano tra i ghiacci &#8211; possiamo immaginare quale sarebbe la portata di un&#8217;<em>escalation</em> che partisse dal laboratorio russo della guerra ibrida che potrebbe deflagrare nell&#8217;<strong>Artico</strong>. </p>
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		<title>Dal Fentanyl ai migranti: così la Cina muove la sua guerra ibrida contro gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dal-fentanyl-ai-migranti-cosi-la-cina-muove-la-sua-guerra-ibrida-contro-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 08:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[fentanyl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-600x308.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-1024x525.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-1536x788.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-2048x1051.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'aumento del flusso migratorio cinese da un lato e l'afflusso di fentanyl dalla Cina dall'altro, sono due aspetti finiti nel mirino delle autorità statunitensi. I falchi del Congresso Usa ritengono che entrambi non siano altro che parti integranti della guerra ibrida che Pechino starebbe conducendo contro Washington. </p>
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<p>A <strong>San Diego</strong>, in California, nessuno aveva mai visto dati del genere. I funzionari della <strong>U.S. Customs and Border Protection (CBP)</strong>, l&#8217;ente statunitense preposto alla protezione delle frontiere, continuano a rileggere i numeri raccolti senza riuscire a trovare un senso logico. Certo, nel corso degli anni il confine tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Messico </strong>è stato più volte preso d&#8217;assalto da massicce <strong>carovane di migranti</strong>. Tuttavia, adesso la maggior parte di chi attraversa questo tratto di frontiera non proviene più dall&#8217;America Latina, vecchio &#8220;cortile di casa&#8221; di Washington, ma dalla <strong>Cina</strong>. </p>



<p>Già, perché dall&#8217;inizio dell&#8217;anno fiscale, a ottobre, ad oggi, la quantità di <strong>cittadini messicani</strong> che ha varcato il <strong>confine meridionale</strong> degli Usa è stato eclissato dal numero di quelli <strong>cinesi</strong>. Nel settore di San Diego, nel lasso di tempo riportato, la CBP ha registrato <strong>21.000</strong> incontri con migranti di origine cinese a fronte dei <strong>18.700 </strong>avvenuti con i messicani. Il gruppo asiatico è ora secondo solo ai 28.000 colombiani rilevati dalle autorità nell&#8217;area. </p>



<p>Nel frattempo, nel cuore degli Stati Uniti, c&#8217;è un girone infernale abitato da decine di migliaia di persone. Sono i dipendenti dal <strong>fentanyl</strong>, una pericolosa droga sintetica che ha ormai letteralmente invaso le strade del Paese. Il <strong>traffico illegale</strong> di questa sostanza &#8211; oppioide dalle 50 alle 100 volte più potente della morfina &#8211; fluisce dalla Cina, dove viene prodotta, al territorio statunitense, dove è responsabile della morte di circa 180-200 al giorno. </p>



<p>Nel percorso è decisivo il ruolo giocato dalle <strong>organizzazioni criminali</strong>, compresi i <strong>cartelli messicani</strong> che controllano le rotte del narcotraffico locale. Il risultato è che, solo nel 2022, negli Usa hanno perso la vita quasi 74.000 persone per overdose di fentanyl, prodotto tecnicamente da impiegare a scopo analgesico in alcune terapie cliniche. Il suo bassissimo costo, dai 10 ai 60 dollari a dose, lo ha però trasformato forse nel più grave problema di salute pubblica degli Stati Uniti. </p>



<p>Non è un caso che lo scorso novembre, in occasione dell&#8217;incontro andato in scena a San Francisco tra <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e il suo omologo cinese, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a>, il presidente statunitense abbia chiesto l&#8217;aiuto dell&#8217;illustre ospite per porre fine a questa piaga. Biden ha chiesto a Xi di intervenire per frenare l&#8217;export dalla Cina sia di fentanyl che delle <strong>sostanze </strong>necessarie a produrla, oltre che di perseguire i produttori cinesi della droga. Le aziende cinesi coinvolte nel business hanno quindi iniziato a dirottare i loro affari in Messico (nuovo laboratorio per capire come si svilupperanno le relazioni tra Usa e Cina) per aggirare i blocchi, affidandosi alla sponda dei narcos messicani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra ibrida o criminalità?</h2>



<p>L&#8217;aumento del flusso migratorio cinese da un lato e l&#8217;afflusso di fentanyl dalla Cina dall&#8217;altro, sono due aspetti finiti nel mirino delle autorità statunitensi. I <strong>falchi </strong>del <strong>Congresso Usa</strong> ritengono che entrambi non siano altro che parti integranti della <strong>guerra ibrida</strong> che Pechino starebbe conducendo contro Washington. Non una guerra combattuta sul campo con missili, bombe e cannoni, quanto un conflitto silenzioso portato avanti mediante <strong>azioni sovversive</strong>, all&#8217;interno di un impegno bellico informale e non dichiarato. Prendiamo il tema dei migranti. </p>



<p>Nell’anno fiscale 2023, la polizia di frontiera statunitense ha fermato 24.048 cittadini cinesi al confine meridionale del Paese, più di 10 volte rispetto ai 1.970 fermi effettuati nel 2022, e più di 70 rispetto ai 323 del 2021 (aumento di oltre il +7.000%). Dato che i cittadini cinesi possono volare in Ecuador senza visto, molti di loro stanno intraprendendo l&#8217;arduo percorso di 3.000 miglia attraverso il <strong>Darien Gap</strong> per raggiungere gli Stati Uniti. </p>



<p>Storicamente, poi, i cittadini cinesi hanno sempre avuto un alto tasso di successo nel <strong>richiedere asilo</strong> negli Stati Uniti, e questo potrebbe averli convinti a sfruttare tale opportunità in un momento molto complicato. C&#8217;è infatti chi sostiene che l&#8217;elevato successo nel poter restare nel territorio Usa sia un&#8217;esca appetitosa per molti cittadini dell&#8217;ex Impero di Mezzo, desiderosi di abbandonare il loro Paese di origine dopo anni di brutali blocchi pandemici e un&#8217;<strong>economia stagnante</strong>. </p>



<p>Una lettura del genere è affiancata da una seconda ricostruzione, plausibile ma impossibile da confermare: la Cina starebbe inviando di proposito un elevato numero di migranti con l&#8217;intenzione di sabotare il sistema economico-sociale di Washington. Un sistema sotto pressione e sotto i riflettori dell&#8217;opinione pubblica almeno fino al prossimo novembre, quando si terranno le elezioni presidenziali. <strong>Mark Gleen</strong>, presidente della House Homeland Security Committee, ha dichiarato che &#8220;ogni americano dovrebbe essere spaventato a morte&#8221; dall&#8217;ondata di migranti cinesi che entrano negli Stati Uniti. </p>



<p>Il perché lo ha aggiunto lo stesso Gleen: quelle persone potrebbero essere <strong>spie </strong>o <strong>sabotatori </strong>di Pechino, o ancora avere rapporti con l&#8217;Esercito Popolare di Liberazione cinese o con il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/partito-comunista-cinese-storia-fondazione-membri.html">Partito Comunista Cinese</a>. Molti nuovi arrivati cinesi hanno spiegato alle autorità Usa di star semplicemente fuggendo dalla povertà e dal crollo dell’economia del loro Paese. Un migrante ha raccontato a <em>Nikkei Asia</em> che la bolla immobiliare cinese era scoppiata, e che i lavori una volta ben retribuiti nella vendita di condomini si erano &#8220;prosciugati&#8221;: &#8220;La mia paga mensile è scesa da 3.000 a 2.000 yuan (da 278 a 417 dollari ndr), una cifra non sufficiente per vivere&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fentanyl e attacchi hacker</h2>



<p>In risposta alle domande sui cittadini cinesi che entrano illegalmente negli Stati Uniti, il ministero degli Esteri di Pechino ha dichiarato alla fine dell&#8217;anno scorso di essere &#8220;molto preoccupato&#8221; per la situazione. &#8220;La Cina si oppone e reprime risolutamente qualsiasi forma di <strong>immigrazione clandestina</strong> ed è disposta a portare avanti attivamente la cooperazione internazionale in questo settore&#8221;, ha tagliato corto il dicastero. <em>PolitiFact</em>, un gruppo di verifica dei fatti, ha affermato che Green e altri repubblicani stanno esagerando nel presentare i migranti cinesi, che per lo più si dirigono negli Stati Uniti per &#8220;lavoro e libertà&#8221;, alla stregua di una minaccia per la sicurezza nazionale degli Usa. </p>



<p>Ci sono però da analizzare altri due temi connessi ad una fantomatica guerra ibrida cinese: il fentanyl e gli attacchi di presunti hacker cinesi. Per quanto riguarda la droga killer, il giornalista Peter Schweizer ha le idee chiare: &#8220;Mentre discutiamo di politica interna per affrontare la crisi del fentanil, la realtà è che Pechino è profondamente coinvolta in ogni fase della produzione e distribuzione del farmaco negli Stati Uniti&#8221;. </p>



<p>Innanzitutto, la maggior parte degli ingredienti farmaceutici necessari per produrre il suddetto cocktail sintetico – per finalità sanitarie &#8211; è <em>made in China</em>. In particolare, nella città settentrionale di <strong>Shijiazhuang</strong>, a ovest di Pechino, ci sarebbero molteplici <strong>aziende chimiche</strong> incaricate di produrre tali ingredienti: pare addirittura che il 40% della produzione della sostanza chimica proverrebbe da qui. In ogni caso, nel commercio del prodotto qualcosa non andrebbe però secondo i piani. In qualche modo, infatti, imprenditori e criminali cinesi sarebbero riusciti a creare un fiorente business stringendo rapporti con i cartelli della droga messicani. I narcos sarebbero infine incaricati di spingere il materiale oltre confine tra Usa e Messico. Resta però da chiarire se tutto questo avvenga con un qualche chiaro ed esplicito coinvolgimento delle autorità cinesi – che hanno tassativamente e categoricamente rispedito al mittente ogni accusa – o meno. </p>



<p>Diverso il discorso relativo all&#8217;<strong>hackeraggio</strong>. Qualche giorno fa, il <em>New York Times</em> ha analizzato alcuni documenti trapelati relativi agli strumenti di hacking di una società di sicurezza cinese chiamata <strong>I-Soon</strong>. Una delle centinaia di aziende che, a detta del quotidiano statunitense, supporterebbe i sempre più aggressivi cyber attacchi sponsorizzati dallo Stato cinese. L&#8217;intero disegno farebbe parte di una fantomatica campagna per penetrare nei siti web di governi stranieri e società di telecomunicazioni. Nel corso degli anni sarebbero stati presi di mira database e comunicazioni di Paesi come Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Malesia, India. Anche gli Stati Uniti hanno subito crimini informatici del genere, tanto che all&#8217;inizio dello scorso febbraio il dipartimento di Giustizia e il Federal Bureau of Investigation (FBI) hanno ottenuto l&#8217;autorizzazione legale per disabilitare da remoto alcuni aspetti di una presunta campagna di hacking cinese. Guerra ibrida o meno, tra Washington e Pechino ci sono ancora tanti, troppi nodi da sciogliere.</p>
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		<title>Da Kiev al Donbas: Ucraina, dieci anni di conflitto tra bassa e alta intensità</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/da-kiev-al-donbas-ucraina-dieci-anni-di-conflitto-tra-bassa-e-alta-intensita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 15:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Maidan]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due anni di guerra convenzionale tra missili stealth e guerra elettronica, sciami di droni, colonne di carri armati che si perdono a vista d&#8217;occhio in fila sulle strade scosse da bombe, commando che effettuano sabotaggi, aerei da caccia d&#8217;era sovietica che si affrontano nei cieli, nuove tecnologie messe alla prova e vecchie tattiche da guerra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/da-kiev-al-donbas-ucraina-dieci-anni-di-conflitto-tra-bassa-e-alta-intensita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/da-kiev-al-donbas-ucraina-dieci-anni-di-conflitto-tra-bassa-e-alta-intensita.html">Da Kiev al Donbas: Ucraina, dieci anni di conflitto tra bassa e alta intensità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due anni di guerra convenzionale tra missili <em>stealth</em> e guerra elettronica, sciami di droni, colonne di carri armati che si perdono a vista d&#8217;occhio in fila sulle strade scosse da bombe, commando che effettuano sabotaggi, aerei da caccia d&#8217;era sovietica che si affrontano nei cieli, <strong>nuove tecnologie</strong> messe alla prova e<strong> vecchie tattiche</strong> da guerra di logoramento nelle trincee che trovano nuovo spazio nella storia. </p>



<p>Dieci anni di guerra ibrida. Di propaganda e sovversione, di rovesciamenti politici e di lotte interne, di mercenari e fiancheggiatori, di <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutte-le-armi-per-kiev-rifornita-in-segreto-per-respingere-i-russi.html">forniture</a> di <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-guerra-dei-droni-missili-anti-carro-made-usa.html">armi</a> estere per &#8220;<a href="https://it.insideover.com/storia/commandos-per-destabilizzare-lucraina-il-vecchio-piano-della-cia-durante-la-guerra-fredda.html">respingere</a> le armate di terra di una potenza ipotetica&#8221;, di ombre di servizi segreti e addestratori Nato nel cortile di casa di quello che è ed era un &#8220;vecchio&#8221; nemico redento. Un lungo decennio di intrighi politici, fili rossi che si tendono, si intrecciano, corrono sotto traccia e riconducono &#8211; come dagli albori della Guerra Fredda siamo abituati a scoprire &#8211; ai palazzi del potete dove si decide la strategia delle grandi potenze: il Cremlino, la Casa Bianca, il Pentagono, la Lubjanka. Ma anche Whitehall a Londra e <strong>Palazzo Europa</strong> di Bruxelles. </p>



<p>In questi dieci anni trascorsi dalla <strong>Rivoluzione di Maidan</strong>, e nel secondo triste anniversario dall&#8217;inizio di quella &#8220;operazione militare speciale&#8221; ordinata da <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-mente-di-putin-gli-errori-e-i-segreti-della-strategia-dello-zar.html">Vladimir Putin</a> per la &#8220;<em>denazificazione dell&#8217;Ucraina</em>&#8220;, che si è concretizzata in un <strong>conflitto convenzionale</strong> come non se ne vedevano dalla prima guerra del Golfo, un conflitto &#8220;nato&#8221; sotto la copertura di una <em>false flag</em> nonostante le rivelazioni della CIA, sono innumerevoli gli eventi collegati e collegabili che hanno funestato la realtà dell&#8217;Ucraina: terra di <a href="https://it.insideover.com/storia/commandos-per-destabilizzare-lucraina-il-vecchio-piano-della-cia-durante-la-guerra-fredda.html">confine</a> tra l&#8217;Alleanza Atlantica e la sfera d&#8217;<a href="https://it.insideover.com/dossier/la-fine-del-patto-di-versavia">influenza</a> del <em>Grande Orso</em> russo che doveva fungere da cuscinetto e invece si è tramuta nel vertice della tensione. Al punto da dover rispolverare quelle invettive che sottendono a quell&#8217;ultima inammissibile <em>ratio</em> che prevede l&#8217;impiego di armi nucleari. </p>



<p>È ancora presto per affermare con la necessaria contezza che l&#8217;Ucraina è forse uno dei più grandi laboratori della storia contemporanea per l&#8217;applicazione delle tattiche della <strong>guerra moderna</strong> in tutte le sue più complesse declinazioni. Soft, smart, hard power.</p>



<p>Da Euromaidan come lascito e testamento della rivoluzione colorata del 2004, e il sospetto di un <em>agent provocateur</em> nei &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/maidan-chi-sparo-su-quella-piazza.html">tiratori scelti</a>&#8221; che uccisero sparando nella folla di manifestanti che ancora aleggia nel cielo più grigio dove si staglia la statua di <strong>Bereginia</strong>, dea protettrice della &#8220;casa&#8221; e mito matriarcale del nazionalismo romantico ucraino; alla fuga del presidente amico di Mosca <strong>Viktor Janukovich</strong>. </p>



<p>Dall&#8217;insediamento di <strong>Petro Poroshenko</strong>, il primo<a href="https://it.insideover.com/politica/poroshenko-il-primo-presidente-di-maidan.html"> presidente di Maidan</a> che ricevette le armi degli <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/insideover-dossier/lombra-americana-su-kiev.html">americani</a> (e possiamo supporre anche se ormai ne abbiamo in pare le prove, l&#8217;addestramento per impiegarle dalle forze speciali di due potenze occidentali) ma trattò con grigia strategia e opportunismo il sentimento europeista filo-Nato sprigionato dalla rivolta; all&#8217;annessione della Penisola di Crimea come spia delle ambizioni russe. Che si sarebbero protratte nella lunga <strong>guerra ibrida</strong> che ha devastato il Donbas portando gli osservatori <em>non principianti</em> ad affermare che la &#8220;guerra&#8221; tra Ucraina e Federazione Russa è iniziata del 2014, e si è protratta nei<em> blitz</em> dei paramilitari separatisti e delle &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/accerchiati-dai-russi-lultima-resistenza-del-battaglione-donbass.html">brigate nere</a>&#8221; lungo le linee di frizione orientali che sono diventate anno dopo anno delle trincee al margine delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk, e nello <strong>Stretto di Kerch</strong> dove le navi da guerra di piccolo cabotaggio si <a href="https://it.insideover.com/guerra/tensione-nel-mar-dazov-la-marina-russa-apre-il-fuoco.html">fronteggiavano</a> in punta di regole d&#8217;ingaggio, e venivano sequestrate con i loro equipaggi con l&#8217;accusa e la scusa dello spionaggio. </p>



<p>Per il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, un semplice comico televisivo al tempo, ora leader di uno stato costretto alla guerra da 730 giorni che ha imposto la <strong>legge marziale</strong> e dunque potrebbe non svolgere le regolari elezioni mentre viene applicata la coscrizione obbligata nelle forze armate ucraine, che nonostante il sacrificio di centinaia di migliaia di soldati e le <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-ucraina-e-il-numero-dei-morti-il-segreto-di-mosca-e-kiev-sul-conflitto.html">pesantissime perdite</a> inflitte al nemico in battaglie che ricordano l&#8217;assedio di Stalingrado, ma sono stati combattuti a <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-mariupol-lultima-resistenza-dellacciaieria-cosi-la-nuova-alamo-sta-per-cadere.html">Mariupol</a>, Bachmut, Kherson, Kharkiv e <a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/02/24/news/la-battaglia-che-salvo-kyiv-4990131/">Hostomel</a>, devono continuare a combattere per &#8220;frenare&#8221; l&#8217;avanzata russa; anche da quando sembra essersi attestata sulle posizioni che Mosca intende mantenere in attesa di una resa strategica da parte di Kiev, nell&#8217;utopica prospettiva di cacciare i russi oltre i confini territoriali del 2022, quella di piazza Maidan fu “<em>la prima vittoria della guerra di oggi</em>”. Ammettendo di fatto che la <strong>prima vittoria</strong> dei coraggiosi ucraini non è stata conseguita sulla pista dell&#8217;aeroporto che avrebbe condotto gli <em>Spetnaz </em>russi nella capitale per compiere un&#8217;operazione di decapitazione del governo di Kiev, ad opera delle forze d&#8217;intervento rapito &#8220;avvertite&#8221; dagli occidentali, o dai piloti che si sono battuti in numero inferiore di cinque contro uno per impedire ai russi la &#8220;superiorità area&#8221; dei cieli, ma in quella piazza dedicata all&#8217;Indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica attraversata dalla via principale, la <em>Chreščatyk</em>,&nbsp;che deve il suo nome a una parola slava&nbsp;che significa &#8220;croce&#8221;. </p>



<p>Tra quella vittoria e l&#8217;ultima conseguita sul fronte che si estende per migliaia di chilometri tra aria, mare e terra, un milione di croci con un nome o senza nome e un&#8217;idea differente di quello che deve essere il <strong>futuro</strong> dell&#8217;Ucraina. Uno stato che significa &#8220;Confine&#8221;. </p>
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		<title>I segreti di TikTok: come e quanto ci usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-segreti-di-tiktok-come-e-quanto-ci-usa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La quarta app più diffusa al mondo utilizza un algoritmo aggressivo e malleabile che profila profondamente l'utente: dove finiscono tutte quelle informazioni?</p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Tik_Tok.mp4"></video></figure>



<p>Con un&#8217;impennata da record, <strong>TikTok, </strong>nata solo 4 anni fa dal genio di un ingegnere informatico cinese, all&#8217;inizio del 2023 si è posizionata quarta tra le app più scaricate in tutto il modo, dietro alle ben più anziane Facebook, Youtube e Instagram. Con un <strong>algoritmo</strong> innovativo e <strong>malleabile</strong> riesce a trascinare l&#8217;utente in un loop di contenuti che lo gratificano e lo incollano allo schermo, ma dove finiscono tutti i <strong>dati</strong> che raccoglie sulle nostre <strong>preferenze</strong>, sulle nostre idee?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:  </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/tecnologia/un-arma-chiamata-tiktok.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un’arma chiamata TikTok</a></li>
</ul>
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