Una nave spia russa è stata scortata fuori dal Mare d’Irlanda dopo essere transitata ripetutamente in un’area in cui sono state depositate condutture e cavi sottomarini critici per il sistema energetico e per Internet. Il timore, come sempre, è che Mosca stia tentando di condurre attività di spionaggio mentre saggia le capacità dell’Alleanza Atlantica e dei suoi partner in aria, in mare e nelle profondità che custodiscono proprio quelle infrastrutture critiche, essenziali per il transito dei dati e delle risorse energetiche che garantiscono la sicurezza e l’autonomia di uno Stato. Nell’area in questione sono presenti tre gasdotti, due interconnettori elettrici e otto cavi dati che collegano la Gran Bretagna e l’Irlanda.
Una nave spia al largo dell’Isola di Man
La nave russa ritenuta sospetta – che è stata scortata fuori dalla Zona Economica Esclusiva dell’Irlanda dl vascello LÉ James Joyce – è la Yantar, una nave spia Project 22010-class considerata una piattaforma d’intelligence galleggiante.
Le navi d’intelligence come la Yantar e la sua gemella, l’Almaz, sono dotate di sistemi radar e sensori all’avanguardia e vengono impiegate come navi-madre per l’impiego di mini-sommergibili, compresi droni subacquei, che secondo gli americani sarebbero “in grado di tagliare i cavi a miglia sotto la superficie dell’oceano“, come i classe Rus del Progetto 16810 e classe Konsul del Progetto 16811.
Queste unità sono essenziali per l’esplorazione dei fondali – ragione per cui la Yantar è stata sviluppata – ma soprattutto per condurre operazioni di spionaggio sottomarino. Per questa ultima non trascurabile ragione, il pattugliamento di un’area dove sono depositate condutture e cavi sottomarini critici per l’energia e internet poteva rappresentare un potenziale rischio per la sicurezza dell’Irlanda e dei suoi partner.
La Yantar era sotto il monitoraggio dei servizi navali e dalla difesa aerea di Norvegia, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna che, come riporta il Guardian, la sorvegliavano da quando “accompagnava la nave da guerra russa Admiral Golovko attraverso la Manica“. Dopo averla avvistata giovedì a Est di Dublino e a Sud-Ovest dell’Isola di Man, la Marina irlandese ha deciso di inviare il pattugliatore LÉ James Joyce per scortarla fuori dalla Zona Economica Esclusiva irlandese. Questo mentre i pattugliatori aerei della Royal Air Force britannica, tra cui un P-8 Poseidon, e quelli dell’Irish Air Corps continuavano a tracciare i suoi movimenti.
La nave spia russa era stata avvistata in precedenza a Ovest di Cork, dove si trova un’altra serie di cavi critici che collegano l’Irlanda e alla Francia e garantiscono un’interconnessione transatlantica. Rispetto alla recente attività delle navi russe nei mari irlandesi va ricordato come “ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, tutte le navi, comprese quelle di natura militare, sono autorizzate a transitare nelle acque territoriali degli Stati costieri in base al principio di passaggio inoffensivo“.
Lo spionaggio russo nei fondali “occidentali”
L’attività spionistica russa nel dominio sottomarino continua a essere estremamente frequente, e inizia a interessare anche realtà come l’Irlanda, che non è uno stato membro della NATO ma sta seriamente considerando l’ipotesi di aderire formalmente all’Alleanza Atlantica per proteggere le infrastrutture sottomarine strategiche che trasmettono dati finanziari per un valore di miliardi di dollari e da cui dipende il suo rifornimento di gas.
Le infrastrutture strategiche sottomarine come quelle che collegano l’Irlanda devono necessariamente mettersi “al sicuro da attacchi di attori ostili”. Il sabotaggio del gasdotto Nord Stream ha ricordato all’Europa quali e quanti rischi, oltre allo spionaggio, possono gravare sui fondali marini.
Secondo gli irlandesi, la presenza della Yantar dovrebbe essere vista come “… l’ennesimo campanello d’allarme per ricordare all’Irlanda che deve rafforzare le sue capacità navali e approfondire i suoi partenariati di sicurezza marittima in Europa“. Per l’Alleanza Atlantica, invece, si tratta solo dell’ennesima conferma che la Marina russa intende continuare a sondare, anche sfacciatamente, le difese dell’Europa occidentale per stilare analisi con fini e obiettivi che non vogliamo ipotizzare.

