L’Ucraina adesso ha il suo drone tattico da schierare contro i separatisti. Si chiama ‘Gorlytsa’ – che in ucraino significa ”tortora” – e colmerà il gap operativo cui i piccoli droni ‘non armati’ hand-launched forniti dagli USA non potevano ovviare.

Prodotto dalla Antonov – in passato tra le principali produttrici di velivoli da trasporto per l’URSS – il Gorlytsa promette un range operativo di 1.000 chilometri, una tangenza di oltre 5.000 metri e un’autonomia di 7 ore. Spinto da una turboelica centrale posteriore potrà portare sul pilone ventrale o su due piloni sub-alari fino a 50 chilogrammi di carico utile – abbastanza per comprendere quattro bombe aeronautiche o una coppia di missili air-to-surface (ASM).

Il drone della Antonov è stato presentato nelle scorse settimane nei pressi dell’aeroporto Kyom Hostomel; durante la presentazione il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina, Oleksandr Valentynovych Turchynov, ha sottolineato ‘l’enorme passo avanti’ nel campo degli armamenti UAV raggiunto dall’Ucraina’; annunciando ulteriori ammodernanti e implementazioni degli armamenti ‘strategici’. L’UAV ucraino entrerà in servizio nel 2018 mettendo fine alle gravi limitazioni imposte dai 27 droni ‘lanciabili a mano’ SUAV – small hand-launched remote-controlled – Raven RQ-11B forniti dagli Stati Uniti nel 2016. Gli RQ-11B, droni ‘non armati’ di piccole dimensioni lanciati da un operatore in primissima linea, hanno un’autonomia di appena 60/90 minuti e un range operativo di 10 chilometri.  L’Antonov fornisce il pacchetto ‘Gorlytsa’ che prevede 4 unità UAV che necessitano di una squadra di 22 uomini : circa 5 per drone. 

La guerra dei droni 

L’impiego della ‘Tortora’ dell’Antonov nel 2018 sarà provvidenziale per contrastare l’uso da parte degli avversari delle nuove tecnologie UAV e Anti-UAV russe. Il drone Antonov è stato appositamente calibrato per contrastare gli attacchi jamming delle apparecchiature russe che gli ucraini hanno dovuto affrontare in questi anni di conflitto e che hanno impedito il corretto utilizzo dei Raven americani – spesso affidati ad operatori non provvisti dell’adeguata preparazione – ma sopratutto dei ‘droni convertiti all’uso militare’ dai laboratori improvvisati sui campi di battaglia ucraini. Dal 2014 infatti l’esercito di Kiev acquista e modifica droni commerciali nella configurazione ‘quad-copter’ che però non possono assolutamente sfuggire agli attacchi elettronici lanciati dalle forze avversarie sostenute dalla tecnologia russa. Attraverso la ‘Tortora’ l’esercito ucraino testerà inoltre per la prima volta la tecnologia ‘targeting’ garantita dalla Antonov, che consiste nel “riconoscere automaticamente, agganciare, seguire e colpire con il proprio munizionamento obiettivi in ​​movimento”.

Armamenti made USA per combattere i separatisti

Questa implementazione degli armamenti dell’esercito ucraino arriva proprio negli stessi giorni in cui la presidenza Trump sta valutando l’entità dell’ulteriore apporto da fornire all’Ucraina tuttora impegnata a combattere i separatisti filo-russi. Il National Security Council sta infatti vagliando una sovvenzione di 47 milioni di dollari per l’acquisto di armamenti made in USA – compresi i potenti missili anti-carro Javelin – per scoraggiare ulteriori aggressioni da parte dei separatisti. Gli FGM-148 ‘Javelin’ – considerati ‘anti-tank killer ‘ sono missili ‘fire and forget’ capaci di penetrare la corazzatura di un tank o di un mezzo blindato posizionato a oltre 2 chilometri di distanza dal lanciatore. Il lanciatore portatile è armato con un missile spinto da combustibile solido armato con una carica HEAT (high-explosive anti tank) che può colpire il bersaglio direttamente o in ‘picchiata’. La fornitura di armamenti letali ‘difensivi’ come il Javelin sottolinea il cambio di passo degli USA nell’apporto alla questione Ucraina. Il segretario della Difesa James Mattis aveva già sottolineato il desiderio dell’amministrazione di ‘rafforzare i legami con l’Ucraina’ in una conferenza avvenuta a Kiev durante l’incontro con il presidente Petro Poroshenko. In quell’occasione Mattis dichiarò che gli Stati Uniti avevano appena approvato una finitura di $ 175 milioni di attrezzature per aiutare a difendere il paese “portando l’impegno USA a un totale di quasi $ 750 milioni negli ultimi anni “.

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