Mentre il mondo focalizzava la sua completa attenzione sullo scenario mediorientale, la guerra alla “Flotta fantasma” russa, accusata di contrabbandare greggio e gas per aggirare le sanzioni occidentali, prosegue silenziosamente, tra abbordaggi e sabotaggi.
Nel Mediterraneo una gassiera partita da Murmansk e diretta a Suez ha preso fuoco dopo quello che è stato considerato come un possibile sabotaggio o attacco ucraino. Secondo le fonti di Mosca, la Arctic Metagaz, questo il nome della nave che trasporta gas naturale liquefatto e batteva bandiera russa, “è stata attaccata dalla costa della Libia da mezzi ucraini senza equipaggio” mentre era al largo delle coste maltesi. Si ritiene che l’imbarcazione faccia parte della cosiddetta “flotta ombra russa” che trasporta prodotti energetici sanzionati da Stati Uniti ed Europa. La destinazione finale era Port Said, in Egitto.

Solo pochi giorni fa, il 28 febbraio, forze belga supportate dalla Marina francese avevano abbordato e sequestrato una petroliera associata alla flotta ombra russa in un tratto di mare ai margini della Zona Economica Esclusiva belga. La petroliera denominata Ethera è diventata obiettivo di un’operazione classificata come “Blue Intruder”, diventando la dodicesima nave da trasporto abbordata dall’inizio di questa lotta al traffico di greggio lanciata principalmente dagli Stati Uniti, seguiti dalla Francia, e dalla collaborazione di altre forze marittime, come il Regno Unito e ora il Belgio.
All’abbordaggio della Ehtera hanno preso parte unità appartenenti al Special Operations Regiment, SOR, membri del reggimento operazioni speciali belghe che sono addestrati per operazioni VBSS ad alto rischio e si sono calati in corda doppia da un elicottero NH90 della Marine Nationale francese. La procedura è stata analoga a quella eseguita dagli incursori francesi del Commando Hubert, che all’inizio del 2026 avevano intercettato, e in un caso abbordato, due petroliere sospettate di trasportare petrolio russo soggetto a sanzioni, sempre associate alla “shadow fleet“. In quel caso un altro elicottero NH90 Caïman aveva rilasciato un commando marine francese sul ponte della petroliera Grinch, nel Mare di Alboran, tra lo stretto di Gibilterra e il Mediterraneo.
Dal dicembre del 2025 ad oggi, gli Stati Uniti hanno sequestrato le petroliere Centuries, MT Skipper, Marinera (ex Bella 1), Sophia, Olina, operando dal Mar dei Caraibi all’Atlantico. Almeno tre petroliere sono state intercettate nell’Oceano Indiano, l’ultimo abbordaggio ha riguardato la nave Bertha, catturata il 24 febbraio.
Il Pentagono ha sempre dichiarato che tutte le navi sequestrate erano già “soggette a sanzioni statunitensi o facevano parte di una “flotta ombra” di navi che mascherano le loro origini per trasportare petrolio dai principali produttori sanzionati – Iran, Russia o Venezuela“, e che è espresso interesse di Washington quello di non lasciare che le “acque internazionali siano un rifugio per gli attori sanzionati. Per terra, aria o mare, le nostre forze vi troveranno e faranno giustizia“. Toni e azioni simili fanno parte del modus operandi degli Stati Uniti, che stanno riscoprendo la necessità di imporsi agli occhi del mondo come “sceriffi globali“; diverso è quando un Paese come il Belgio decide di seguire la linea dell’abbordaggio, sfoderando i suoi incursori per operazioni che mantengono sempre un determinato livello di criticità.
Diverso è, come nel caso della Arctic Metagaz e di tutte le navi “sabotate” e attaccate dall’Ucraina nel Mediterraneo e nel Mar Nero, tra cui rientrano probabilmente la Sea Jewel, colpita al largo di Savona, la Sea Charm, la Grace Ferrum, la Kairo, la Virat e la Mersin, colpita al largo di Dakar, che sono “obiettivi ibridi” di una guerra parallela, combattuta contro l’avversario russo in una zona grigia.
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